Discorsi di Cristo degli ultimi giorni (Selezioni)

Contenuti

Selezione tratta da “I tre brani della parola di Dio” in “La visione del lavoro di Dio”

1. Giovanni iniziò a diffondere il Vangelo del Regno dei Cieli sette anni prima del battesimo di Gesù. Per la gente il lavoro che egli svolse sembrava superiore all’opera di Gesù, tuttavia egli era soltanto un profeta. Giovanni non parlava e predicava nel tempio, ma nelle città e nei villaggi al di fuori di esso. Egli predicava tra il popolo ebraico, in particolare tra i poveri. Raramente Giovanni venne a contatto con persone delle sfere alte della società, solo diffondeva il Vangelo tra la gente comune della Giudea al fine di preparare le persone giuste per il Signore Gesù e preparare i luoghi adatti alla realizzazione Suo lavoro. Con un profeta come Giovanni che spianò la strada, il Signore Gesù poté intraprendere il Suo cammino verso la croce non appena iniziò il ministero. Quando Dio Si fece carne per compiere la Sua opera, non doveva scegliere le persone e non era necessario cercarle personalmente o trovare un luogo in cui operare. Gesù non fece questo lavoro quando venne, poiché la persona giusta l’aveva già disposto per Lui, prima del Suo arrivo. … Giovanni lavorò per sette anni, vale a dire che predicò e diffuse il Vangelo per sette anni. Durante il suo lavoro, Giovanni non compì molti miracoli, perché il suo lavoro era di aprire la strada, era il lavoro di preparazione. Tutto il lavoro restante, l’opera di Gesù stava per compiere, gli era estraneo; chiese solo all’uomo di confessare i peccati e pentirsi, battezzò la gente, affinché potessero essere salvate. Anche se iniziò un lavoro nuovo e aprì un percorso che l’uomo non aveva mai intrapreso prima, egli in realtà soltanto preparò la via per Gesù. Egli era semplicemente un profeta che fece il lavoro di preparazione, ma non era assolutamente in grado di fare il lavoro di Gesù. Anche se Gesù non fu il primo a parlare del Vangelo del Regno dei Cieli, e anche se continuò il percorso che Giovanni aveva avviato, non c’era stato ancora nessun altro, al di fuori di Lui, che potesse portare a compimento il Suo compito, che era di gran lunga superiore a quello di Giovanni. Gesù non avrebbe potuto preparare la Sua Propria strada; il Suo lavoro fu eseguito direttamente per conto di Dio. Non importa, quindi, quanti anni Giovanni lavorò, egli rimane comunque un profeta colui che ha aperto e preparato la strada. I tre anni del lavoro svolto da Gesù superarono i sette anni del lavoro di Giovanni, perché la sostanza del loro lavoro non era la stessa.

da “La visione del lavoro di Dio (1)” in La Parola Appare Nella Carne

2. A quel tempo, una parte del lavoro di Gesù era in conformità con l’Antico Testamento, così come con le leggi di Mosè e con la parola di Jahvè, durante l’Età della Legge. Gesù utilizzo tutte queste cose come parte del Suo lavoro. Egli predicò alla gente e insegnò nelle sinagoghe, usò le predizioni dei profeti nel Vecchio Testamento per rimproverare i Farisei che Gli erano ostili e le parole delle antiche Scritture per rivelare la loro disobbedienza e per condannarli. Essi infatti disprezzavano quello che Gesù faceva; in particolare odiavano che gran parte della Sua opera non era conforme alle leggi della Scrittura e che ciò che Egli insegnava era superiore al loro stesse parole e, addirittura, superiore a quello che era stato predetto dai profeti nel Scritture. L’opera di Gesù venne compiuta soltanto per il bene della redenzione dell’uomo e per la crocifissione. Non era necessario, dunque, che Egli dicesse altro per conquistare gli uomini. Molto di quello che Gesù insegnò all’uomo era tratto dalle Scritture e anche se la Sua opera non oltrepassò le Scritture, Egli fu in grado di portare a compimento il lavoro della crocifissione. Il Suo non fu il lavoro della parola, né aveva l’obiettivo di conquistare l’umanità, ma bensì di redimere l’umanità. Egli agì unicamente come il sacrificio per il peccato del genere umano e non come la fonte della parola per l’umanità. Gesù non svolse il lavoro dei Gentili, ovvero il lavoro di conquista dell’uomo, ma compì il lavoro della crocifissione, tra coloro che credettero nell’esistenza di Dio. Anche se il Suo lavoro si basò sulle Scritture e usò le predizioni dai profeti antichi per condannare i Farisei, questo fu sufficiente per portare a termine il lavoro della crocifissione. Se il lavoro svolto ai giorni nostri fosse ancora effettuato sul fondamento delle predizioni degli antichi profeti nelle Scritture, allora sarebbe impossibile conquistarvi, in quanto l’Antico Testamento non parla della disobbedienza e dei peccati del popolo cinese, non esiste nessuna storia dei vostri peccati. Per cui se questo lavoro persistesse ancora nella Bibbia, non avreste mai ceduto. La Bibbia si limita soltanto a narrare la storia degli Israeliti e non è adatta a stabilire quale sia il male o il bene, né tanto meno è in grado di giudicarvi. Immagina se Io vi dovessi giudicare in base alla storia degli Israeliti: Mi seguirete ancora come oggi? Sapete quanto sarebbe difficile? Se la parola non venisse pronunciata in questa fase, allora sarebbe impossibile portare a termine l’opera di conquista. Io infatti non sono venuto per essere inchiodato alla croce, ma devo dire parole che sono diverse da quella della Bibbia, in modo che possiate essere conquistati.

da “La visione del lavoro di Dio (1)” in La Parola Appare Nella Carne

3. Tutto ciò che viene fatto oggi si basa sul presente, eppure si fonda ancora sui principi del lavoro di Jahvè nell’Età di Legge e non trasgredisce da quegli ambiti. Tenere a bada la lingua o non commettere adulterio, ad esempio, fanno sempre parte delle leggi dell’Antico Testamento, no? Oggi, ciò che viene richiesto a voi non si limita ai Dieci Comandamenti, ma bensì include leggi e comandamenti molto più grandi di quelli di prima; questo però non significa che la legge di prima è stata abolita, perché ogni fase del lavoro di Dio viene realizzato sul fondamento della fase di lavoro che è stato compiuto in precedenza. … Se, al giorno d’oggi, vi venisse richiesto soltanto di seguire i comandamenti e rispettare le leggi dell’Antico Testamento, così come veniva chiesto agli Israeliti, e se fosse, ancora, necessario che voi memorizziate le leggi stabilite da Jahvè, non ci sarebbe nessuna possibilità che possiate cambiare. Se voi dovesse soltanto rispettare quei pochi comandamenti o memorizzare innumerevoli leggi, la vostra vecchia natura rimarrebbe profondamente radicata e non ci sarebbe alcun modo di sradicarla. Di conseguenza voi diventereste sempre più depravati e non uno tra voi potrebbe diventare obbediente. Vale a dire che alcuni semplici comandamenti o innumerevoli leggi non sono in grado di aiutarvi a conoscere le opere di Jahvè. Voi non siete come gli Israeliti: rispettando le leggi e memorizzando i comandamenti, essi poterono testimoniare l’opera di Jahvè, per offrire a loro totale devozione a Lui, ma voi non siete capaci di fare questo e alcuni comandamenti dell’Antico Testamento non solo non sarebbero in grado di cedere il vostro cuore, o di proteggervi, ma vi renderebbe, in qualche modo, permissivo, portandovi al livello dell’Ade. Siccome il Mio lavoro è il lavoro di conquista ed è rivolto alla vostra disobbedienza e alla vecchia natura, le parole gentili di Jahvè e di Gesù sarebbero ben lontano dalle severe parole di giudizio di oggi. Senza queste parole rigorose e gravi, oggi sarebbe impossibile conquistare voi, gli “esperti” della disobbedienza da migliaia di anni. Le leggi dell’Antico Testamento hanno perso il loro potere su di voi molto tempo fa e il giudizio di oggi è molto più formidabile delle vecchie leggi. Le parole di giudizio sono più adatte a voi, e non le insignificanti restrizioni della legge, perché non siete più l’umanità del principio, ma una corrotta per migliaia di anni. Quello che tu devi comprendere è che non è più necessario che tu segua la dottrina, vista la condizione dell’uomo di oggi, il suo calibro e la sua statura morale attuale. Solo in questo modo i cambiamenti possono essere realizzati nella tua vecchia natura, le tue vecchie concezioni possono essere messe da parte.

da “La visione del lavoro di Dio (1)” in La Parola Appare Nella Carne

4. All’epoca, l’opera di Gesù era la redenzione di tutta l’umanità. I peccati di tutti coloro che credevano in Lui venivano perdonati; bastava credere in Lui, perché Egli ti redimesse; se credevi in Lui, non eri più un peccatore, venivi liberato dei tuoi peccati. Questo è ciò che significava essere salvati ed essere giustificati per mezzo della fede. Eppure, tra coloro che credevano rimaneva qualcuno che era ribelle e contrario a Dio, e che doveva lentamente essere rimosso. La salvezza, infatti, non significava che l’uomo fosse stato completamente conquistato da Gesù, ma che l’uomo non era più sotto il dominio del peccato, ossia che gli erano stati perdonati i peccati: se l’uomo credeva in Gesù, non sarebbe mai più stato schiavo del peccato. … Gesù non era venuto per perfezionare e per conquistare l’uomo, bensì per svolgere una fase del lavoro: portare alla luce il Vangelo del Regno dei Cieli e completare l’opera della crocifissione – e, dunque, una volta che Gesù venne crocifisso, il Suo lavoro fu definitivamente compiuto. Tuttavia, nella fase attuale – l’opera di conquista – ci sono ulteriori parole da dire, ulteriore lavoro da svolgere e numerosi processi da portare a compimento. Allo stesso modo, quindi, anche i misteri dell’opera portata avanti da Gesù e da Jahvè dovranno essere rivelati, per permettere a tutte le persone di ricevere comprensione e chiarezza nella loro fede; questo, infatti, è il lavoro degli ultimi giorni, e gli ultimi giorni sono la conclusione dell’opera di Dio, il tempo della conclusione di tale opera. Questa fase del lavoro ti chiarirà la legge di Jahvè e la redenzione di Gesù. È principalmente così che puoi comprendere tutta l’opera del piano di gestione di Dio di 6.000 anni, apprezzare tutto il significato e la sostanza di questo piano di gestione di Dio di 6.000 anni, e capire lo scopo di tutta l’opera di Gesù e delle Sue parole e persino del cieco credito che dai alla Bibbia e dell’adorazione che nutri per la Scrittura. Ciò ti permetterà di comprendere tutto questo. Potrai capire appieno sia l’opera svolta da Gesù, che l’opera di Dio attuale; comprenderai e vedrai tutta la verità, la vita e la via da seguire. Nella fase dell’opera di Gesù, per quale motivo Egli è andato via senza concludere l’opera di Dio? Perché la fase del lavoro di Gesù non era l’opera conclusiva. Quando fu inchiodato alla croce, le parole che aveva pronunciato giunsero alla conclusione. Pertanto, con la Sua crocifissione, terminò anche il Suo lavoro. La fase attuale è diversa: dopo che tutte le parole saranno state proferite e dopo che il piano di Dio sarà interamente portato a termine, ebbene solo allora il Suo lavoro sarà definitivamente concluso. Durante la fase dell’opera di Gesù, molte parole non furono dette o non furono completamente rivelate. Eppure a Gesù non importava quello che Egli doveva dire o non dire, perché il Suo ministero non era un ministero di parole; per questo motivo, dopo la Sua crocifissione Egli Se ne andò. Quella fase dell’opera era principalmente incentrata sulla crocifissione ed è molto diversa da quella che si svolge ai giorni nostri. Questa fase dell’opera, infatti, è principalmente incentrata sul lavoro di completamento e di ripulitura, per portare tutto il lavoro a una conclusione. Se le parole non vengono proferite nella loro totale completezza, non sarà in alcun modo possibile concludere questo lavoro, perché in questa fase tutto il lavoro viene portato a termine e realizzato esclusivamente attraverso le parole. A quell’epoca, Gesù svolse un’opera incomprensibile per l’uomo. Egli Se ne andò in silenzio e ancora oggi ci sono molte persone che non capiscono le Sue parole, che ne hanno una comprensione erronea, e che tuttavia continuano a crederci senza sapere che si sbagliano. Questa fase attuale, dunque, porterà l’opera di Dio a una fine completa e ne scandirà la conclusione ultima. Tutti verranno a conoscenza del piano di gestione di Dio. Tutti i pensieri dell’uomo, le sue intenzioni, la sua comprensione errata, le sue concezioni per quanto riguarda l’opera di Jahvè e di Gesù, le sue opinioni circa i Gentili, e tutte le sue altre assurde concezioni saranno finalmente corretti. L’uomo conoscerà tutti i sentieri giusti della vita, e tutto il lavoro svolto da Dio, e tutta la verità. Quando tutto ciò accadrà, questa fase dell’opera giungerà al termine.

da “La visione del lavoro di Dio (2)” in La Parola Appare Nella Carne

5. Il lavoro di Jahvè è stato quello della creazione del mondo, è stato l’inizio; la fase del lavoro degli ultimi giorni invece è la fine dell’opera di Dio, la sua conclusione. All’inizio, l’opera di Dio è stata svolta tra i prescelti d’Israele, e l’alba di una nuova epoca ebbe inizio nel più santo di tutti i luoghi. L’ultima fase di lavoro è stata portata avanti nel più impuro di tutti i paesi, per giudicare il mondo e portare a termine tutte le epoche. Nella prima fase, l’opera di Dio è stata svolta nel luogo più luminoso di tutti, e l’ultima fase viene compiuta in quello più oscuro, e questa oscurità verrà dissipata, la luce investirà ogni cosa e tutto il popolo sarà conquistato. Quando la gente di questo luogo tenebroso e oscuro sarà conquistata e l’intera popolazione riconoscerà che c’è un Dio, il quale è il vero Dio, e ogni persona ne sarà assolutamente convinta, allora questo avvenimento verrà utilizzato per espandere il lavoro di conquista in tutto l’universo. Questa fase del lavoro è simbolica: una volta che l’opera di quest’epoca sarà conclusa, il piano di gestione di Dio lungo 6.000 anni giungerà completamente alla fine. Una volta che coloro che vivono nel più oscuro di tutti i luoghi saranno stati conquistati, inevitabilmente succederà la stessa cosa anche in ogni altro luogo. In quanto tale, solo l’opera di conquista in Cina ha in sé un significato simbolico. La Cina incarna tutte le forze delle tenebre e il popolo della Cina rappresenta coloro che vivono nella carne e sotto il dominio di Satana e della carne e del sangue. Quello cinese è il popolo maggiormente corrotto dal gran dragone rosso, il quale manifesta una fortissima opposizione nei confronti di Dio, e la sua umanità è estremamente vile e impura; quindi esso è l’archetipo di tutta la corruzione dell’umanità. … Perché ho sempre detto che voi fate parte del Mio piano di gestione? È nel popolo cinese che la corruzione, l’impurità, l’ingiustizia, l’opposizione e la ribellione si manifestano in modo assolutamente completo e si rivelano in tutte le loro varie forme. Da un lato, esso ha poco calibro; dall’altro, la sua vita e la sua mentalità sono mediocri ed estremamente arretrate, così come lo sono le sue abitudini, l’ambiente sociale, la famiglia d’origine. Anche la loro condizione è bassa. L’opera in questo luogo è simbolica, e dopo che questo lavoro di prova sarà stato realizzato nella sua interezza, il Suo lavoro successivo andrà molto meglio. Se questa fase dell’opera può essere completata, tutto il resto del lavoro procederà senza problemi. Una volta che questa fase dell’opera sarà stata portata a compimento e con grande successo, l’opera di conquista dell’universo intero giungerà alla sua conclusione definitiva. In effetti, una volta che il lavoro in mezzo a voi sarà compiuto con successo, significherà che tutto l’universo è stato conquistato. Questo è il motivo per cui desidero che voi abbiate un modello e un esempio da seguire. La ribellione, l’opposizione, l’impurità, l’ingiustizia…, tutte queste cose si trovano in questa gente e in essa è rappresentata tutta la ribellione del genere umano. Questa gente non è così semplice. Quindi, possono essere considerati il paradigma della conquista, e, una volta che saranno conquistati, diventeranno naturalmente un esempio e un modello per gli altri.

da “La visione del lavoro di Dio (2)” in La Parola Appare Nella Carne

6. Niente è stato tanto simbolico come la prima fase compiuta in Israele: gli Israeliti, erano il più santo e il meno corrotto dei popoli, quindi l’alba della nuova epoca in questa terra è stata della massima importanza. Si può dire che gli antenati dell’umanità venivano da Israele e che Israele è stato il luogo della nascita dell’opera di Dio. In principio, gli Israeliti erano il popolo più santo, adoravano tutti Jahvè, e l’opera di Dio in loro produceva dei risultati strabilianti. … Essi erano i meno corrotti di tutto il genere umano, e all’inizio il loro intento era quello di cercare Dio e di riverirLo. Essi hanno obbedito alle parole di Jahvè e Lo hanno sempre servito nel tempio, e indossavano vesti sacerdotali o corone. Essi sono stati i primi ad adorare Dio e sono stati il primo oggetto del Suo lavoro. Queste persone rappresentavano un esempio e un modello per l’intera umanità, un modello e un esempio di santità e di giustizia. Persone come Giobbe, Abrahamo, Lot o Pietro e Timoteo, erano tutte del popolo di Israele e costituivano il modello e l’esempio più santi che ci fossero. Israele è stato il primo paese ad adorare Dio e sono nate più persone giuste e integre in questo paese che in qualsiasi altro luogo. Dio ha operato in loro in modo da gestire meglio l’essere umano in tutta la terra in futuro. I risultati e la giustizia della loro devozione a Jahvè sono stati messi per iscritto, di modo da fungere da modello ed esempio per quanti che non facevano parte del popolo d’Israele nell’Età della Grazia; e le loro azioni e il loro comportamento sono stati alla base di migliaia di anni di lavoro, fino ai giorni nostri.

da “La visione del lavoro di Dio (2)” in La Parola Appare Nella Carne

7. Il nome di Gesù ha contraddistinto l’inizio dell’Età della Grazia. Quando Gesù cominiciò a svolgere il Suo ministero, lo Spirito Santo iniziò a rendere testimonianza al Suo nome, non si menzionava più il nome di Jahvè, e invece lo Spirito Santo diede inizio alla nuova opera principalmente nel nome di Gesù. La testimonianza di coloro che credettero in Lui fu data per Gesù Cristo e anche l’operato che svolse fu fatto per Lui. La conclusione dell’Età della Legge dell’Antico Testamento indicava che era giunta al termine l’opera portata principalmente avanti sotto il nome di Jahvè. In seguito, il nome di Dio non era più quello di Jahvè, bensì fu chiamato Gesù e, da qui in poi, lo Spirito Santo iniziò a operare, soprattutto sotto il nome di Gesù.

da “La visione del lavoro di Dio (3)” in La Parola Appare Nella Carne

8. Quando Egli verrà di nuovo, sarà già cambiata l’epoca, ma Si chiamerà ancora Gesù? Dio è conosciuto soltanto con il nome di Gesù? Non potrebbe chiamarSi con un nuovo nome nella nuova era? Le sembianze di una persona e un nome particolare possono rappresentare Dio interamente? In ogni epoca Dio compie una nuova opera e viene chiamato con un nuovo nome; come potrebbe fare la stessa opera in epoche diverse? Come potrebbe vivere nel passato? Il nome di Gesù fu scelto per l’opera della redenzione, verrà quindi chiamato ancora con lo stesso nome quando ritornerà negli ultimi giorni? Realizzerà ancora l’opera di redenzione? Com’è che Jahvè e Gesù sono uno, eppure sono chiamati con nomi diversi in epoche differenti? Non è forse perché la Loro opera è diversa in queste epoche? Un unico nome può rappresentare Dio interamente? Dio deve essere chiamato con un nome diverso in un’epoca differente; e deve utilizzare il nome per modificare l’epoca e rappresentarla, poiché un solo nome non può rappresentare pienamente Dio Stesso e ogni nome può rappresentare solo l’indole di Dio durante una certa epoca e ha unicamente bisogno di rappresentare la Sua opera. Pertanto, Dio può sceglierSi qualsiasi nome che si addice alla Sua indole per rappresentare l’intera epoca. Indipendentemente dal fatto che sia l’età di Jahvè o di Gesù, ogni epoca è rappresentata da un nome. Dopo l’Età di Grazia, è giunta l’età finale ed è già venuto Gesù. Come potrebbe chiamarSi ancora Gesù? Come potrebbe assumere pure la forma di Gesù tra gli uomini? Hai dimenticato che Gesù aveva proprio le sembianze di un Nazareno? Hai dimenticato che Gesù è stato l’unico Redentore del genere umano? Come intraprenderebbe l’opera di conquista e di perfezione degli uomini negli ultimi giorni?

da “La visione del lavoro di Dio (3)” in La Parola Appare Nella Carne

9. Ogni volta che Dio arriva sulla terra, cambia nome, sesso, sembianze e operato; Egli non ripete la Sua opera, è sempre nuovo e mai vecchio. Quando venne in passato, Egli era chiamato Gesù; potrà ancora essere chiamato Gesù quando tornerà di nuovo questa volta? Quando venne in passato, era un uomo; potrà essere un uomo ancora questa volta? Quando venne nell’Età della Grazia, la Sua opera doveva consistere nella crocefissione; quando verrà di nuovo, redimerà ancora l’umanità dal peccato? Verrà ancora inchiodato sulla croce? Non sarebbe una ripetizione della Sua opera? Non sai che Dio è sempre nuovo e mai vecchio?

da “La visione del lavoro di Dio (3)” in La Parola Appare Nella Carne

10. Ci sono quelli che dicono che Dio è immutabile. È giusto, ma si riferisce all’immutabilità dell’indole e della sostanza di Dio. Cambiamenti nel Suo nome e nella Sua opera non dimostrano che sia mutata la Sua sostanza; in altre parole, Dio sarà sempre Dio e questo non cambierà mai. Se affermi che l’opera di Dio rimane sempre la stessa, riuscirebbe quindi a ultimare il Suo piano di gestione di seimila anni? Ti basta sapere che Dio è immutabile per sempre, eppure sai che è sempre nuovo e mai vecchio? Se non fosse mai cambiata l’opera di Dio, avrebbe guidato l’umanità sino a oggi? Se Dio è immutabile, come mai ha già compiuto l’opera di due epoche? La Sua opera va sempre avanti e la Sua indole è rivelata gradualmente all’uomo. È proprio la Sua indole intrinseca a essere palesata che all’inizio era nascosta all’uomo. Dio non gliela rilevo mai apertamente e l’uomo non conobbe affatto Dio, il quale ricorse alla Sua opera per rivelare gradualmente la Sua indole all’uomo; tuttavia, ciò non vuol dire che la Sua indole cambi in ogni epoca. Non è che l’indole di Dio sia in continua evoluzione perché è sempre in evoluzione la Sua volontà. Più propriamente, poiché l’opera di Dio si svolge in epoche diverse, all’uomo viene rivelata gradualmente per intero la Sua indole intrinseca, affinché possa essere conosciuta. Tuttavia, ciò non dimostra affatto che all’inizio Dio non abbia un’indole particolare, e che la Sua Stessa indole sia gradualmente mutata con il passare dei secoli; tale convinzione è una sciocchezza. Dio rivela all’uomo la Sua indole intrinseca particolare, ciò che Egli è, con il passare dei secoli. L’opera di una singola età non può esprimere tutta l’indole divina. E così, le parole “Dio è sempre nuovo e mai vecchio” si riferiscono alla Sua opera e le parole “Dio è immutabile” si riferiscono a ciò che Dio ha intrinsecamente ed è. Nonostante tutto, tu non puoi definire l’opera di seimila anni con un’espressione, o descriverla con parole solo stagnanti. Questa è la stupidità umana. Dio non è così semplice come l’uomo immagina, e la Sua opera non si fermerà a un’epoca. Jahvè, ad esempio, non indica sempre il nome di Dio; Dio realizza la Sua opera anche sotto il nome di Gesù, a dimostrazione che l’opera di Dio va sempre avanti.

da “La visione del lavoro di Dio (3)” in La Parola Appare Nella Carne

11. Dio sarà sempre Dio, e non diventerà mai Satana; Satana sarà sempre Satana e non diventerà mai Dio. La sapienza di Dio, la mirabilità di Dio, la rettitudine di Dio e la maestà di Dio non potranno mai mutare. La Sua sostanza e quello che ha ed è non cambieranno mai. Tuttavia, la Sua opera procede incessantemente, andando sempre più in profondità perché Dio è sempre nuovo e mai vecchio. In ogni epoca Dio assume un nuovo nome e compie una nuova opera, e in ogni periodo consente alle creature di conoscere la Sua attuale volontà e la Sua indole rinnovata. Se gli uomini non comprendono l’espressione della nuova indole divina nell’epoca nuova, non Lo inchioderebbero sempre sulla croce? E così facendo, non delimiterebbero Dio?

da “La visione del lavoro di Dio (3)” in La Parola Appare Nella Carne

12. In ogni epoca nuova Dio non replica la Sua opera. Poiché sono giunti gli ultimi giorni, Egli attua l’opera degli ultimi giorni e rivela tutta la Sua indole durante gli stessi. Gli ultimi giorni sono un’epoca a sé stante, quella in cui Gesù disse che dovete patire grandi sofferenze e affrontare terremoti, carestie e pestilenze, a dimostrazione che si tratta di una nuova epoca, e non è più quella precedente, l’Età della Grazia. Se, come si ritiene, Dio è eternamente immutabile, la Sua indole è sempre misericordiosa e amorevole, ed Egli ama l’uomo come Sé Stesso, offrendo a tutti gli individui la salvezza e non odiando alcuno, sarebbe mai in grado di portare a termine la Sua opera? Quando è venuto Gesù, fu inchiodato sulla croce, e Si sacrificò per tutti i peccatori, offrendo Sé Stesso sull’altare. Il Cristo aveva ormai completato l’opera della redenzione e aveva già portato a compimento l’Età della Grazia, a che cosa sarebbe servito ripetere l’opera di allora negli ultimi giorni? Fare la stessa cosa non sarebbe equivalso a negare l’opera di Gesù? Se Dio non realizza l’opera della crocifissione, quando verrà in questa fase, ma rimane amorevole e compassionevole, allora potrebbe porre fine all’epoca? Un Dio amorevole e compassionevole può portare a compimento l’età? Nella Sua opera conclusiva di condurre a termine l’età, l’indole divina è quella del castigo e del giudizio, che mette in luce tutto ciò che è ingiusto, giudica pubblicamente ogni popolo, e perfeziona quelli che Lo amano veramente. L’epoca può essere portata a compimento unicamente da un’indole siffatta.

da “La visione del lavoro di Dio (3)” in La Parola Appare Nella Carne

13. Sono già arrivati gli ultimi giorni. Tutte le cose vengono classificate in base al tipo, e vengono divise in diverse categorie secondo la loro natura. Questo è il tempo in cui Dio rivela la fine e la meta dell’uomo. Se gli uomini non vengono sottoposti al castigo e al giudizio, non c’è alcun modo di palesare la disubbidienza e l’iniquità umana. Solo attraverso il castigo e il giudizio può essere rivelata la fine di tutte le cose. L’uomo mostra il suo vero volto unicamente quando è castigato e giudicato. Il male deve tornare al male, il bene deve tornare al bene e l’uomo va classificato in base alla sua natura. Attraverso il castigo e il giudizio, va rivelata la fine di tutte le cose, affinché sia punito il male e sia ricompensato il bene, e tutti gli esseri umani siano soggetti al dominio di Dio. Tutta l’opera necessita del retto castigo e giudizio per essere compiuta. Giacché la corruzione dell’uomo ha raggiunto il culmine e la sua disubbidienza è stata troppo grave, solo l’indole retta divina, che è principalmente quella del castigo e del giudizio, e si palesa durante gli ultimi giorni, è in grado di trasformare interamente l’uomo e renderlo perfetto. Solo un’indole siffatta può smascherare il male e punire severamente tutti gli iniqui. Pertanto, un’indole di questo tipo possiede il significato dell’epoca, e la rivelazione e la manifestazione della Sua indole sono per il bene dell’opera di ogni nuova epoca. Dio non palesa la Sua indole in modo arbitrario e insensato. Quando viene rivelata la fine dell’uomo negli ultimi giorni, se Dio concede ancora all’uomo compassione e amore inesauribili, se ama sempre l’uomo senza sottoporlo a retto giudizio, ma gli mostra tolleranza, pazienza e perdono, se perdona ancora l’uomo a prescindere dai gravi peccati commessi, senza alcun retto giudizio, potrebbe mai esserci una fine all’intera gestione di Dio? Quando una simile indole potrebbe condurre alla giusta meta l’umanità? Prendi in considerazione, ad esempio, un giudice che è sempre amorevole, d’animo gentile e delicato. Egli ama gli uomini indipendentemente dalle colpe che hanno commesso, ed è amorevole e tollerante con tutti, chiunque essi siano. Quando potrà emettere una sentenza giusta? Durante gli ultimi giorni, solo un retto giudizio può dividere in categorie l’umanità e condurla in un nuovo regno. In questo modo, l’intera epoca viene conclusa attraverso l’indole retta divina del giudizio e del castigo.

da “La visione del lavoro di Dio (3)” in La Parola Appare Nella Carne

14. L’opera di Dio durante tutto il Suo piano di gestione è perfettamente chiara: l’Età della Grazia è l’Età della Grazia, e gli ultimi giorni sono gli ultimi giorni. Ci sono evidenti differenze tra ciascuna età, per ogni epoca Dio compie la Sua opera che rappresenta quell’età. Per attuare l’opera degli ultimi giorni, ci devono essere il fuoco, il giudizio, il castigo, l’ira e la distruzione per portare al termine il periodo. Gli ultimi giorni si riferiscono al periodo della fine. Durante questo periodo conclusivo, non sarà Dio a mettere fine all’epoca? E solo attraverso il castigo e di giudizio si può portare l’epoca al termine. Lo scopo di Gesù fu quello di far sì che l’uomo potesse continuare a esistere e a vivere, e realizzarlo in un modo migliore. Ha salvato l’uomo dal peccato affinché avesse fine la depravazione costante e non vivesse più nell’Ade e negli inferi e, salvandolo dall’Ade e dagli inferi, Egli ha permesso all’uomo di continuare a vivere. In questo momento, gli ultimi giorni sono arrivati. Egli intende annientare l’uomo, distruggerlo completamente, il che significa che deve ribaltare la disobbedienza dell’uomo. Pertanto, l’indole compassionevole e amorevole di Dio dei tempi passati sarebbe incapace di porre fine all’epoca e incapace di portare a termine il piano di gestione di seimila anni di Dio. Ogni epoca mostra una manifestazione speciale dell’indole divina e ogni periodo contiene l’opera che andrebbe fatta da Dio. Così, l’operato svolto da Dio Stesso in ogni epoca contiene l’espressione della Sua vera indole, il Suo nome e l’opera che realizza mutano con l’età; sono tutti nuovi.

da “La visione del lavoro di Dio (3)” in La Parola Appare Nella Carne

15. Durante l’Età della Legge, l’opera di condurre l’umanità fu realizzata sotto il nome di Jahvè e la prima fase dell’opera fu attuata sulla terra. L’opera di questa fase riguardava l’edificazione del tempio e dell’altare e l’utilizzo della legge per guidare gli Israeliti e agire tra il popolo eletto. Nel condurre il popolo di Israele, Egli stabilì una base per la Sua opera sulla terra. Da questa, ampliò la Sua opera al di là di Israele, cioè, a partire da Israele, estese la Sua opera all’esterno, in modo che le generazioni successive venissero a sapere con gradualità che Jahvè era Dio, e che Jahvè aveva creato il cielo e la terra e tutte le cose, aveva fatto tutte le creature. Diffuse il Suo operato tramite il popolo di Israele. La terra di Israele fu il primo luogo sacro dell’opera di Jahvè nel mondo e la prima azione di Dio sulla terra fu compiuta in ogni parte del territorio degli Israeliti: ecco l’opera dell’Età della Legge. Nell’opera dell’Età della Grazia, Gesù era Dio che salvò l’uomo. Ciò che Egli aveva ed era, fu grazia, benignità, compassione, comprensione, pazienza e umiltà, amore e tolleranza, e molto dell’operato che svolse riguardava la redenzione dell’uomo. E per quanto concerne la Sua indole, si rivelò nella compassione e nell’amore, poiché Egli era compassionevole e amorevole, doveva essere inchiodato sulla croce per l’uomo, al fine di mostrare che Dio amava l’uomo come Sé Stesso, nella misura in cui sacrificò totalmente Sé Stesso. … Durante l’età della Grazia, il nome di Dio era Gesù, il che vuol dire che Dio fu un Dio che salvò l’uomo, e che era un Dio compassionevole e amorevole. Dio era con l’uomo. Il Suo amore, la Sua compassione, e la Sua salvezza accompagnarono ogni singolo individuo. L’uomo potrebbe ottenere solo la pace e la gioia, ricevere la Sua benedizione e le Sue immense e numerose grazie, e ricevere la Sua salvezza, se accettasse il Suo nome e la Sua presenza. Con la crocifissione di Gesù, tutti coloro che L’hanno seguito, hanno ottenuto la salvezza e i loro peccati sono stati perdonati. Durante l’Età della Grazia, il nome di Dio era Gesù. In altre parole, l’opera dell’Età della Grazia fu realizzata soprattutto sotto il nome di Gesù. Durante l’Età della Grazia, Dio fu chiamato Gesù. Compì una nuova opera oltre l’Antico Testamento, e il Suo ministero si concluse con la crocifissione, come completamento della Sua opera. Pertanto, durante l’Età della Legge, Jahvè era il nome di Dio, e nell’Età della Grazia il nome di Gesù rappresentava Dio. Negli ultimi giorni, il Suo nome è Dio Onnipotente, l’Onnipotente, e usa la Sua potenza per guidare l’uomo, per conquistarlo e guadagnarlo e, alla fine, conclude il periodo. In ogni epoca, in ogni fase del Suo operato, si manifestò l’indole divina.

da “La visione del lavoro di Dio (3)” in La Parola Appare Nella Carne

16. Se l’opera di Dio in ogni epoca fosse sempre la stessa, e fosse sempre chiamato con il medesimo nome, come potrebbe conoscerLo l’uomo? Dio deve essere chiamato Jahvè e, a parte un Dio denominato Jahvè, un altro chiamato con qualsiasi altro nome non è Dio. Se Dio può essere chiamato soltanto Gesù e non con un altro nome se non Gesù; a parte Gesù, Jahvè non è Dio, e Dio Onnipotente non è nemmeno Dio. L’uomo crede che sia vero che Dio è onnipotente, ma Dio è un Dio con l’uomo; Dio va chiamato Gesù, perché Dio è con l’uomo. Per farlo, si deve seguire la dottrina e vincolare Dio a un ambito. L’opera che Dio realizza, dunque, in ogni epoca, il nome con cui Egli è chiamato, e le sembianze da Lui assunte e ogni fase della Sua opera sino ad oggi non seguono un’unica regola, e non sono soggette ad alcun vincolo. Egli è Jahvè, ma è anche Gesù, come pure il Messia e Dio Onnipotente. Il Suo operato può cambiare gradualmente, e ci sono mutamenti corrispondenti nel Suo nome. Nessun singolo nome Lo può rappresentare interamente, ma tutti i nomi con cui viene chiamato sono in grado di rappresentarLo e l’opera che compie in ogni epoca rappresenta la Sua indole.

da “La visione del lavoro di Dio (3)” in La Parola Appare Nella Carne

17. Diciamo che, quando giungono gli ultimi giorni, il Dio che vedi è sempre Gesù, e sale su una nuvola bianca, e ha ancora le sembianze di Gesù, e le parole da Lui proferite sono ancora le parole di Gesù: “Voi dovete amare il vostro prossimo come voi stessi, dovete digiunare e pregare, amare i vostri nemici come amate la vostra vita, sopportare gli altri ed essere pazienti e umili. Solo così potete essere Miei discepoli”. Se fate tutto ciò, potrete entrare nel Mio regno. Non è l’opera dell’Età della Grazia? Non è il modo di cui fu detto durante l’Età della Grazia? Cosa provate quando ascoltate queste parole? Non sentite che è ancora l’opera di Gesù? Non è una replica del Sua operato? Potrebbe appagare l’uomo? Potete accorgervi che l’opera di Dio può rimanere solo com’è ora senza poter progredire ulteriormente. Egli ha unicamente un così grande potere, non ha alcuna opera nuova da realizzare e ha raggiunto i Suoi limiti. Duemila anni fa era l’Età della Grazia e duemila anni dopo predica ancora alla maniera dell’Età della Grazia e fa sempre sì che le persone si pentano. Gli uomini diranno: “Dio, Tu hai soltanto un potere così grande. Io credo che Tu sia così saggio, eppure conosci solo la tolleranza e la pazienza, Tu sai solo amare il Tuo nemico e nulla di più”. Nella mente dell’uomo, Dio sarà sempre com’è stato nell’Età della Grazia e l’uomo sempre crederà che Dio sia amorevole e compassionevole. Pensi che l’opera di Dio batta sempre lo stesso sentiero? In questa fase del Suo operato non deve essere crocefisso, dunque, tutto ciò che vedete e toccate sarà diverso da quello che avete immaginato e ascoltato.

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18. Potrebbe il nome di Gesù, “Dio con noi”, rappresentare interamente l’indole di Dio? Potrebbe esprimere pienamente Dio? Se l’uomo dicesse che Dio potrebbe essere chiamato solo Gesù e non potrebbe avere alcun altro nome perché Dio non può mutare la Sua indole, allora tali parole sarebbero delle bestemmie! Ritieni che il nome di Gesù, Dio con noi, potrebbe rappresentare Dio nella Sua interezza? Dio può essere chiamato con molti nomi, ma tra questi vari nomi, non ve n’è uno che potrebbe condensare tutto ciò che Dio ha, non ve n’è uno che potrebbe rappresentarLo pienamente. Dio ha molti nomi, dunque, ma questi vari nomi non possono esprimere in pieno l’indole divina, perché è troppo ricca e si estende al di là della conoscenza umana. … Un termine o un nome particolare è incapace di rappresentare Dio nella Sua interezza. Dio può quindi avere un nome fisso? Dio è così grande e santo, perché non Gli permetti, dunque, di cambiare il Suo nome in ogni nuova era? Come tale, in ogni epoca in cui Dio realizza personalmente la Sua opera, utilizza un nome che si addice al periodo, per sintetizzare l’opera da Lui compiuta. Egli usa un nome particolare, quello che racchiude il significato del periodo, per rappresentare la Sua indole in quell’epoca. Dio usa il linguaggio umano per esprimere la Propria indole. … Arriverà il giorno in cui Dio non sarà chiamato Jahvè, Gesù, o il Messia, Egli sarà semplicemente designato il Creatore. In quel momento, tutti i nomi che ha preso sulla terra finiranno, perché la Sua opera nel mondo sarà giunta al termine, dopo di che non avrà nessun nome. Quando tutte le cose sono sotto il Suo dominio, perché chiamarLo con un nome molto appropriato, eppure incompleto? Cerchi ancora il nome di Dio in questo momento? Hai tuttora il coraggio di dire che Dio viene chiamato solo Jahvè? Osi anche dire che Dio può essere chiamato solo Gesù? Puoi tollerare il peccato della bestemmia contro Dio? Dovresti sapere che originariamente Dio non aveva alcun nome. Ne ha assunto solo uno, o due, o molti perché doveva compiere un’opera e guidare l’umanità. Qualunque sia il nome con cui Egli viene chiamato, non è scelto liberamente da Lui? Ha bisogno di te, una creatura, per deciderlo? Il nome con cui Dio viene chiamato dipende da ciò che l’uomo e il linguaggio umano possono comprendere, ma questo nome non può essere sintetizzato dal genere umano. Puoi solo affermare che esiste un Dio in cielo, il quale è chiamato Dio, che è Dio Stesso con un immenso potere, troppo saggio, troppo sublime, troppo meraviglioso, troppo misterioso, troppo onnipotente, e non puoi dire di più; questo è tutto ciò che sai. Parimenti, solo il nome di Gesù può rappresentare Dio Stesso? Quando giungono gli ultimi giorni, anche se è sempre Dio a compiere la Sua opera, il Suo nome deve cambiare, perché si tratta di un’epoca diversa.

da “La visione del lavoro di Dio (3)” in La Parola Appare Nella Carne

19. Quando Gesù venne a compiere la Sua opera, fu guidato dallo Spirito Santo; realizzò ciò che volle lo Spirito Santo, e non secondo la legge dell’Antico Testamento o secondo l’opera di Jahvè. Benché l’opera che Gesù si compì, non era quella di far rispettare le leggi o i comandamenti di Jahvè, la Loro fonte fu la stessa. L’opera che Gesù comì, rappresentò il nome di Gesù unitamente all’Età della Grazia; l’opera svolta da Jahvè, raffigurò Jahvè insieme all’Età della Legge. La Loro opera rappresentò l’opera di un solo Spirito in due epoche diverse. L’operato che Gesù svolse, potè rappresentare solo l’Età della Grazia, mentre quello compiuto da Jahvè descrisse unicamente l’Età della Legge nell’Antico Testamento. Jahvè condusse o soltanto il popolo di Israele e d’Egitto, e tutte le nazioni al di là di Israele. L’opera di Gesù nell’Età della Grazia del Nuovo Testamento era l’opera di Dio con il nome di Gesù, poiché Egli diresse l’epoca. Se tu affermi che l’opera di Gesù si è basata su quella di Jahvè, ed Egli non realizzò nessuna opera nuova, e tutto quello che compì è stato secondo le parole di Jahvè, secondo la Sua opera e le profezie di Isaia, dunque, Gesù non era Dio fatto carne. Se condusse il Suo operato in questo modo, fu quindi un apostolo o un lavoratore dell’Età della Legge.

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20. Se è come tu dici, Gesù non poteva inaugurare un’epoca, e non poteva fare nessun’altra opera. Parimenti, lo Spirito Santo deve svolgere principalmente il Suo operato attraverso Jahvè e, a parte Lui, lo Spirito Santo non potrebbe realizzare nessuna nuova opera. L’uomo commette un errore nel considerare l’opera di Gesù in questo modo. Se l’uomo crede che quello che Gesù compì, fosse stato in base alle parole di Jahvè e alle profezie di Isaia, Gesù fu Dio incarnato o un profeta? Secondo questo punto di vista, non vi fu l’Età della Grazia, e Gesù non fu l’incarnazione di Dio, perché l’opera che svolse, non potè rappresentare l’Età della Grazia, bensì soltanto quella della Legge dell’Antico Testamento. Esisterebbe solo una epoca rinnovata in cui Gesù è venuto a compiere una nuova opera, introducendo un nuovo periodo e superando l’operato che era stato precedentemente fatto in Israele, e non ha attuato la Sua opera in base al lavoro svolto da Jahvè in Israele, evitando di attenerSi ai Suoi vecchi precetti e di seguire le norme, per compiere la nuova opera da dover realizzare.

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21. Dio Stesso viene a inaugurare un’epoca, e Dio Stesso viene a portarla a termine. L’uomo non è in grado di svolgere il compito di dare inizio a un’epoca e di concluderla. Se Gesù non avesse concluso l’opera di Jahvè, ciò dimostrerebbe che Egli era soltanto un uomo, e non Dio. Proprio perché venne e ultimò l’opera di Jahvè, proseguendo da questa e iniziando il Suo Stesso operato, uno nuovo, rivela che si è trattato di una nuova epoca, e che Gesù fu Dio Stesso. Si compierono due fasi nettamente differenti dell’opera. Una fase fu attuata nel tempio, e l’altra fu realizzata fuori dal tempio. Una fase fu quella di condurre la vita dell’uomo secondo la legge, e l’altra quella di immolarsi come offerta per il peccato. Entrambe queste fasi dell’opera furono chiaramente diverse; questa è la divisione dei periodi, nuovo e vecchio, e non vi è alcun errore nell’affermare che si tratta di due epoche! I luoghi del loro operato furono distinti, come pure il contenuto e l’obiettivo. In quanto tali, si possono suddividere in due periodi: il Nuovo e l’Antico Testamento, vale a dire, la vecchia e la nuova epoca. … Benché non siano state definite con due nomi diversi, entrambe le fasi dell’opera furono realizzate da un solo Spirito, e quella della seconda fase fu una prosecuzione della prima. Poiché era diverso il nome, ed era differente il contenuto dell’opera, fu distinta l’età. Quando venne Jahvè, fu l’Età di Jahvè, e quando venne Gesù, fu quella di Gesù. E così, ogni volta che Dio viene, è chiamato con un nome solo, rappresenta un’età, ed inaugura un nuovo percorso; e in ogni nuovo percorso, assume un nuovo nome, il che dimostra che Dio sia sempre nuovo e mai vecchio, e che la Sua opera progredisce sempre. La storia va sempre avanti, e l’opera di Dio avanza sempre. Affinché il piano di gestione di seimila anni giunga al termine, deve continuare a progredire. Ogni giorno Egli deve realizzare una nuova opera, ogni anno deve farla; Egli deve aprire nuove strade, inaugurare nuove epoche, dare inizio a un operato nuovo e più grande, e introdurre nuovi nomi e nuove opere.

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22. Se, come immagina l’uomo, Gesù ritornerà, e sarà ancora chiamato Gesù, negli ultimi giorni, e scenderà di nuovo tra gli uomini, su una nuvola bianca, con le Sue sembianze, non sarà una ripetizione della Sua opera? Lo Spirito Santo non rimarrebbe legato al vecchio? Tutto ciò in cui l’uomo crede, sono concetti, e tutto quello che accetta è in base al significato letterale e alla sua immaginazione; non è conforme ai principi dell’opera dello Spirito Santo e alle intenzioni divine. Dio non farebbe così; Dio non è così stolto e ottuso e la Sua opera non è così semplice come tu immagini. Secondo quanto gli uomini fanno e immaginano, Gesù ritornerà su una nuvola e scenderà in mezzo a voi. Lo vedrete, a cavallo di una nuvola, ed Egli vi dirà di essere Gesù; vedrete anche i segni dei chiodi nelle Sue mani, e Lo riconoscerete come tale. E Gesù vi salverà di nuovo e sarà il vostro Dio potente. Egli vi salverà, vi impartirà un nuovo nome, e consegnerà a ciascuno una pietra bianca, dopo di che vi sarà concesso di entrare nel Regno dei Cieli e sarete accolti in paradiso. Tali convinzioni non appartengono a concetti umani? Dio opera secondo le concezioni dell’uomo, o in contrasto con quelle? Le idee umane non provengono tutte da Satana? L’uomo non è stato corrotto da Satana? Se Dio realizzasse la Sua opera secondo i concetti umani, Dio non sarebbe Satana? Non sarebbe Dio identico alle creature? Poiché queste ultime sono state così corrotte da Satana nel momento attuale tanto che l’uomo ne rappresenta la personificazione, se Dio operasse in base al modo di agire demoniaco, non sarebbe un alleato di Satana? Come può l’uomo comprendere l’opera di Dio? E dunque, Dio non opera secondo le idee umane e la tua immaginazione. Ci sono quelli che dicono che Dio Stesso disse di tornare su una nuvola. È vero che lo disse Dio Stesso, ma sai che i misteri divini sono insondabili per l’uomo? Sai che le parole di Dio non possono essere spiegate dall’uomo? Sei così sicuro di essere istruito e illuminato dallo Spirito Santo? Lo Spirito Santo te lo ha manifestato in modo così chiaro? Queste sono indicazioni dello Spirito Santo, o sono tuoi concetti? Egli ha dichiarato: “Questo è stato detto da Dio Stesso”. Tuttavia, non possiamo avvalerci delle nostre idee e delle nostre menti per valutare le espressioni divine. Per quanto concerne le parole di Isaia, puoi spiegarle con totale fiducia? Osi chiarirle? Poiché non hai l’ardire di interpretare quanto ha detto Isaia, perché ti azzardi a farlo con Gesù? Chi è più elevato, Gesù o Isaia? Siccome la risposta è Gesù, per quale motivo chiarificheresti le parole da Lui pronunciate? Dio ti avviserebbe prima della Sua opera? Nessuna creatura ne può essere a conoscenza, nemmeno i messaggeri del cielo, neppure il Figlio dell’uomo, dunque, come potresti conoscerla tu? L’uomo è troppo limitato. Ciò che è fondamentale per voi ora, è conoscere le tre fasi dell’opera.

da “La visione del lavoro di Dio (3)” in La Parola Appare Nella Carne

23. Da quella di Jahvè a quella di Gesù e da quest’ultima a quella nel periodo attuale, queste tre fasi rivestono interamente l’ampiezza della gestione divina e sono tutte opera di un unico Spirito. Da quando Dio ha creato il mondo, ha sempre gestito l’umanità. Egli è il principio e la fine, è il primo e l’ultimo, ed è Colui che inaugura un’epoca e la porta a compimento. Le tre fasi del Suo operato, in diverse epoche e luoghi differenti, sono sicuramente attuate da un solo Spirito. Tutti coloro che le separano si oppongono a Dio. In questo momento, devi comprendere che l’intera opera dalla prima fase a oggi è opera di Dio, opera di uno Spirito, su cui non vi è alcun dubbio.

da “La visione del lavoro di Dio (3)” in La Parola Appare Nella Carne