Discorsi di Cristo degli ultimi giorni (Selezioni)

Contenuti

Selezione tratta da “I quattro brani della parola di Dio” in “In merito alla Bibbia”

1. Per molti anni il tradizionale strumento della fede umana (quella del Cristianesimo, una delle tre religioni principali al mondo) ha consistito nella lettura della Bibbia; allontanarsi da essa non significa avere fede nel Signore, è espressione di un culto malvagio e di eresia, e anche quando gli uomini leggono altri libri, il fondamento di quest’ultimi deve essere la spiegazione della Bibbia. Vale a dire che, se dici di credere nel Signore, devi leggere la Bibbia, nutrirtene, e al di fuori di essa non devi venerare alcun libro che non la coinvolga. Se lo fai, dunque, tradisci Dio. Dal momento in cui è esistita la Bibbia, la fede nel Signore da parte delle persone è stata la fede nella Bibbia. Invece di dire che gli esseri umani credono nel Signore, è meglio affermare che credono nella Bibbia; piuttosto di sostenere che hanno iniziato a leggerla, è meglio dichiarare che hanno iniziato a crederle; e anziché ammettere che sono ritornati davanti al Signore, sarebbe meglio dire che sono tornati di fronte alla Bibbia. In tal modo le persone la adorano come se fosse Dio, come se si trattasse della loro linfa vitale, e perderla significherebbe il venire meno della propria vita. Gli uomini considerano di pari importanza la Bibbia e Dio e addirittura ci sono coloro che la ritengono superiore a Lui. Se gli esseri umani sono privi dell’operato dello Spirito Santo, se non possono sentire Dio, possono comunque continuare a vivere, ma non appena vengono privati della Bibbia o dei suoi famosi capitoli e delle sue massime, allora è come se avessero perso la propria vita. E così, non appena gli uomini iniziano a credere nel Signore, cominciano a leggere la Bibbia e a memorizzarla, e quanto più sono in grado di tenerla a mente, tanto più dimostrano di amare il Signore e di avere grande fede. Quanti l’hanno letta e possono parlarne agli altri, sono tutti fratelli e sorelle giusti. Per tutti questi anni la fede e la fedeltà al Signore da parte delle persone, sono state misurate in base all’ampiezza della loro comprensione della Bibbia. La maggior parte di loro semplicemente non capisce il motivo per cui dovrebbe credere in Dio, né come credere in Lui, e non fa altro che andare ciecamente alla ricerca di indizi per decifrarne i capitoli. Non ha mai perseguito la direzione dell’operato dello Spirito Santo; per tutto il tempo non ha fatto altro che studiare ed esaminare ardentemente la Bibbia, e nessuno ha mai trovato opere più moderne da parte dello Spirito Santo, al di fuori di essa, né se ne è mai allontanato o ha mai avuto il coraggio di discostarsene. Gli uomini hanno studiato la Bibbia in tutti questi anni, sono giunti a così tante spiegazioni e hanno attuato così tanto lavoro, da avere anche molte divergenze di opinioni al riguardo e discuterne all’infinito, cosicché si sono create attualmente più di duemila denominazioni diverse. Mirano tutti a trovare spiegazioni particolari all’interno della Bibbia o misteri più profondi, vogliono indagarla e identificarvi i retroscena dell’opera di Jahvè in Israele o del lavoro di Gesù in Giudea oppure altri segreti che nessuno conosce. Le persone affrontano la Bibbia con ossessione e fede e nessuno può spiegare in modo del tutto chiaro la verità intrinseca o la sua sostanza. Il risultato, attualmente, è quindi che le persone nutrono ancora un senso indescrivibile di magia a proposito della Bibbia; addirittura ne sono ossessionate e hanno fede in essa. Ai giorni nostri tutti vogliono trovare nella Bibbia le profezie dell’opera degli ultimi giorni, vogliono scoprire ciò che Dio realizzerà in tale periodo e quali ne saranno i presagi. In tal modo il loro culto della Bibbia diventa più fervente e, quanto più si avvicinano agli ultimi giorni, tanto più danno fiducia alle profezie bibliche, in particolare quelle riguardanti tali giorni. Con una simile fede cieca e con una tale fiducia in essa, non hanno alcun desiderio di cercare l’opera dello Spirito Santo. Nelle loro nozioni, gli uomini ritengono che solo la Bibbia possa produrla; che solamente in essa si possano trovare le orme di Dio e siano nascosti i misteri dell’operato divino; ritengono che unicamente la Bibbia, non altri libri o persone, possa chiarire tutto di Dio e la globalità del Suo lavoro, che possa portare l’opera dal cielo alla terra ed iniziare e concludere le epoche. Con queste concezioni, le persone non sono propense a cercare l’operato dello Spirito Santo. Indipendentemente da quanto aiuto la Bibbia abbia fornito loro in passato, è quindi divenuta un ostacolo per l’ultima opera divina. Senza la Bibbia le persone possono cercare i passi di Dio altrove, eppure, oggi, i Suoi passi sono “contenuti” dalla Bibbia; estendere la Sua ultima opera è diventato doppiamente difficile e si tratta di una continua lotta. Tutto ciò è dovuto ai famosi capitoli e detti della Bibbia, come pure alle sue varie profezie. La Bibbia è diventata un idolo nella mente delle persone, un enigma nel loro cervello e sono semplicemente incapaci di credere che Dio possa operare al di fuori di essa, e che Lo possano trovare al di fuori della Bibbia, tantomeno riescono a pensare che Dio possa discostarSi dalla Bibbia durante l’opera conclusiva e ricominciare da capo. Questo è impensabile per l’umanità; non lo può né credere né immaginare. La Bibbia è diventata un grande ostacolo per l’accettazione della nuova opera divina da parte degli uomini e ha reso difficile poterla ampliare.

da “In merito alla Bibbia (1)” in La Parola Appare Nella Carne

2. Nei tempi passati, prima dell’Età della Grazia, le persone leggevano la Bibbia, ma in quel periodo c’era solo l’Antico Testamento e non il Nuovo. Poiché esisteva il Vecchio Testamento della Bibbia, gli uomini iniziarono a leggere le Sacre Scritture. Quando si concluse la guida di Jahvè, Mosè scrisse la Genesi, l’Esodo e il Deuteronomio… Egli ricordò l’opera di Jahvè in quelle occasioni e la mise per iscritto. La Bibbia è un libro di storia. Naturalmente contiene anche alcuni presagi dei profeti e, ovviamente, queste predizioni non sono in alcun modo storia. La Bibbia comprende diverse parti, non ci sono solo le profezie o l’opera di Jahvè, e nemmeno soltanto le lettere di Paolo. Bisogna che tu conosca di quante parti essa si compone. Include l’Antico Testamento, che contiene la Genesi, l’Esodo, etc. e ci sono anche i libri che scrissero i profeti. Alla fine, l’Antico Testamento termina con il Libro di Malachia. La Bibbia annota l’opera dell’Età della Legge, che venne condotta da Jahvè. Dalla Genesi fino al Libro di Malachia, si tratta di una documentazione completa di tutto l’operato dell’Età della Legge, ossia, l’Antico Testamento documenta tutto ciò che venne vissuto dagli uomini guidati da Jahvè durante l’Età della Legge. In quell’epoca dell’Antico Testamento, i numerosi profeti suscitati da Jahvè pronunciarono profezie per Lui, fornirono istruzioni alle varie tribù e nazioni e predissero il lavoro che Jahvè avrebbe compiuto. Queste persone, che vennero innalzate e ricevettero tutte lo Spirito della profezia da Jahvè, furono in grado di vedere le visioni tramite Lui e di udire la Sua voce, e furono, dunque, ispirate da Lui a scrivere profezie. L’attività che svolsero era la manifestazione della voce di Jahvè, l’opera della profezia che compirono in Suo nome, e tale azione, all’epoca, era semplicemente una guida per le persone utilizzando lo Spirito; Jahvè non divenne carne e l’umanità non vide il Suo volto. Per svolgere il Suo operato Egli, dunque, innalzò molti profeti e donò loro oracoli che trasmisero ad ogni tribù e gruppo di Israele. Il loro compito era quello di profetizzare e alcuni di loro trascrissero le indicazioni ricevute da Jahvè per mostrarle agli altri. Egli innalzò queste persone per raccontare profezie, predire l’opera del futuro o il lavoro ancora da realizzare in quel periodo, in modo che gli individui potessero contemplare la Sua meraviglia e la Sua saggezza. Questi libri di profezie erano abbastanza diversi dagli altri libri della Bibbia; si trattava di parole pronunciate o scritte da coloro ai quali venne dato lo Spirito della profezia, quanti avevano ricevuto la visione o la voce da Jahvè. A parte i libri delle profezie, tutto il resto dell’Antico Testamento venne messo per iscritto dall’uomo dopo che Jahvè ebbe portato a termine la Sua opera. Questi libri non possono sostituire le predizioni rivelate dai profeti ispirati da Jahvè, proprio come la Genesi e l’Esodo non possono essere paragonati al Libro di Isaia e a quello di Daniele. Le profezie furono previste prima che l’opera fosse realizzata, mentre gli altri libri vennero scritti dopo il suo completamento, che rappresentava ciò di cui erano capaci gli uomini. … In tal senso, ciò che viene annotato nella Bibbia è soltanto l’operato in Israele a quel tempo. Le parole pronunciate dai profeti: Isaia, Daniele, Geremia e Ezechiele, predicono l’altra Sua opera sulla terra, pronosticano il lavoro di Dio Stesso. Tutto ciò venne da Dio, fu opera dello Spirito Santo e, al di là di questi libri dei profeti, ogni altra cosa è una documentazione delle esperienze umane riguardo all’opera di Jahvè in quel periodo.

da “In merito alla Bibbia (1)” in La Parola Appare Nella Carne

3. L’opera della creazione avvenne prima dell’esistenza del genere umano, tuttavia il Libro della Genesi giunse soltanto dopo; si trattava di un libro scritto da Mosè durante l’Età della Legge. È come quanto accade in mezzo a voi nel presente: dopo che è avvenuto lo scrivete, per mostrarlo ai posteri e agli esseri umani del futuro, ciò che avete documentato sono eventi che accaddero nel passato, non sono altro che storia. Le opere registrate nell’Antico Testamento evidenziano l’opera di Jahvè in Israele, mentre quanto è scritto nel Nuovo Testamento è il lavoro di Gesù durante l’Età della Grazia; entrambi documentano l’opera compiuta da Dio in due epoche diverse. L’Antico Testamento attesta il lavoro di Dio durante l’Età della Legge e perciò si tratta di un libro storico, mentre il Nuovo Testamento è il frutto dell’opera dell’Età della Grazia. Quando iniziò la nuova opera, questi libri divennero superati e, dunque, anche il Nuovo Testamento è un libro storico. Certamente non è così sistematico come l’Antico Testamento, né annota così tante imprese.

da “In merito alla Bibbia (1)” in La Parola Appare Nella Carne

4. Che tipo di libro è la Bibbia? L’Antico Testamento rappresenta l’opera di Dio durante l’Età della Legge e ne documenta tutto l’operato durante quell’età e durante la creazione. Tutto di esso racconta dell’opera realizzata da Jahvè e alla fine ne tira le fila con il Libro di Malachia. L’Antico Testamento documenta due parti dell’operato divino: una è l’opera della creazione e l’altra è l’emanazione delle leggi. Entrambe vennero realizzate da Jahvè. L’Età della Legge rivela l’opera divina sotto il Suo nome; si tratta della totalità dell’opera, compiuta, essenzialmente, con il nome di Jahvè. L’Antico Testamento mette quindi per iscritto la Sua opera e il Nuovo Testamento annota l’opera di Gesù, che venne realizzato principalmente sotto il Suo nome. Buona parte del significato del nome di Gesù e del Suo operato sono annotati nel Nuovo Testamento.

da “In merito alla Bibbia (1)” in La Parola Appare Nella Carne

5. Se desideri comprendere il lavoro dell’Età della Legge e vedere come gli Israeliti seguirono la via di Jahvè, allora devi leggere l’Antico Testamento; se vuoi capire l’opera dell’Età della Grazia, invece, devi leggere il Nuovo Testamento. Ma come fai a scorgere l’operato degli ultimi giorni? Devi accettare la guida del Dio odierno ed entrare nell’opera attuale, perché questo è il nuovo compito mai annotato da nessuno, in precedenza, nella Bibbia. Attualmente, Dio Si è fatto carne e ha scelto altri eletti in Cina. Egli agisce in queste persone, prosegue il Suo operato sulla terra, continua dall’opera dell’Età della Grazia. Il lavoro odierno è un cammino che l’uomo non ha mai percorso e una via che nessuno ha mai visto. È un compito che non è mai stato svolto prima: è l’ultima opera di Dio sulla terra. Perciò, l’opera che non è mai stata compiuta prima non può essere storia, perché il presente è il presente, e deve ancora diventare passato. Le persone ignorano il fatto che Dio ha realizzato un’opera più grande e più recente sulla terra, al di fuori di Israele; che è già andato oltre lo scopo di Israele, al di là delle predizioni dei profeti; che è un’opera nuova e meravigliosa, distante dalle profezie, più attuale e lontana da Israele; si tratta di un’opera che le persone non possono né percepire né immaginare. Come potrebbe la Bibbia contenerne espressa annotazione? Chi avrebbe potuto documentare ogni singolo tratto dell’operato attuale, senza omissioni, in anticipo? Chi potrebbe mettere per iscritto quest’opera più potente, più saggia, che sfida le convenzioni in un vecchio libro ammuffito? Il lavoro odierno non è storia e, come tale, se desideri percorrere il nuovo cammino attuale, allora devi allontanarti dalla Bibbia, andare oltre ai libri di profezie o alla storia biblica. Solo in quel momento potrai percorrere il nuovo cammino adeguatamente, ed entrare nel nuovo regno e nella nuova opera. Devi comprendere il motivo per cui, in questo tempo, ti viene chiesto di non leggere la Bibbia, perché c’è un’altra opera che ne è separata, come mai Dio non cerca la pratica più recente, più dettagliata nella Bibbia, per quale motivo c’è invece un’opera straordinaria al di fuori di essa. Questo è tutto quello che dovreste comprendere. Dovete comprendere la differenza tra il vecchio e il nuovo lavoro e, sebbene tu non legga la Bibbia, devi essere in grado di analizzarla; in caso contrario, la adorerai ancora, e ti sarà difficile prendere parte alla nuova opera e ai nuovi cambiamenti.

da “In merito alla Bibbia (1)” in La Parola Appare Nella Carne

6. Poiché vi è una via superiore, perché studiare quella umile e antiquata? Dato che ci sono espressioni più recenti e opera più attuali, perché vivere fra vecchi documenti storici? Le nuove parole possono provvedere a te, il che dimostra che è questa la nuova opera; i vecchi documenti non ti possono saziare o soddisfare le tue esigenze correnti, e questo prova che sono storia e non l’opera del qui ed ora. La via più elevata è quella nuova e, con questo lavoro, non importa quanto sia superiore la via del passato, sarà sempre la storia delle considerazioni umane, e non importa il suo valore come punto di riferimento, sarà ancora la vecchia via. Sebbene sia documentata nel “libro sacro”, la vecchia via è storia; benché non vi sia alcuna traccia di essa nel “libro sacro”, la nuova via è quella del qui ed ora. Questo percorso può salvarti e cambiarti, poiché si tratta dell’opera dello Spirito Santo.

da “In merito alla Bibbia (1)” in La Parola Appare Nella Carne

7. La Bibbia è un libro storico, e se ti fossi nutrito dell’Antico Testamento durante l’Età della Grazia, se avessi messo in pratica ciò che ti era stato richiesto in quell’epoca, Gesù ti avrebbe respinto e condannato; se avessi applicato l’Antico Testamento all’operato di Gesù, saresti stato un Fariseo. Se, nel presente, mettessi insieme l’Antico e il Nuovo Testamento per nutrirtene e praticarlo, il Dio di oggi ti condannerebbe; rimarresti indietro nell’opera attuale dello Spirito Santo! Se ti nutri dell’Antico e ti nutri del Nuovo Testamento, ti trovi dunque fuori dal Suo flusso! Durante l’epoca di Gesù, Egli condusse gli Ebrei e tutti coloro che Lo seguivano, secondo l’operato dello Spirito Santo in Lui in quel momento. Egli non prese la Bibbia come base per quello che faceva, ma parlò conformemente al Suo lavoro; non prestò alcuna attenzione a ciò che era scritto nella Bibbia, né cercò in essa un percorso per condurre i Suoi seguaci. Fin da quando iniziò ad operare, diffuse la via del pentimento, una parola di cui non si faceva assolutamente menzione nelle profezie dell’Antico Testamento. Non solo non agì secondo la Bibbia, ma introdusse altresì un nuovo cammino, e compì una nuova opera. Non fece mai alcun riferimento alla Bibbia quando predicò. Durante l’Età della Legge, nessuno era mai stato in grado di compiere i Suoi miracoli di guarigione dei malati e di esorcizzazione dei demoni. La Sua opera, i Suoi insegnamenti, la Sua autorità non trovano eguali durante l’Età della Legge. Gesù compì semplicemente il Suo operato più nuovo e, anche se molte persone Lo condannarono facendo ricorso alla Bibbia, e addirittura si appellarono all’Antico Testamento per crocifiggerLo, il Suo lavoro trascese l’Antico Testamento; se così non fosse, perché Lo avrebbero inchiodato alla croce? Non fu perché non si menzionava nulla nell’Antico Testamento del Suo insegnamento e della Sua capacità di guarire i malati e di scacciare i demoni? La Sua opera aveva lo scopo di dirigere un nuovo cammino, non di “muovere guerra” intenzionalmente alla Bibbia, o di fare volutamente a meno dell’Antico Testamento. Egli venne solamente a svolgere il Suo ministero, per portare il nuovo lavoro a quanti Lo bramavano e Lo cercavano. Egli non venne per spiegare l’Antico Testamento o sostenerne l’operato. La Sua opera non aveva il fine di consentire all’Età della Legge di continuare a svilupparsi, poiché essa non teneva in alcuna considerazione il fatto di avere la Bibbia come fondamento; Gesù semplicemente venne a compiere l’opera che doveva realizzare. Quindi Egli non spiegò le profezie dell’Antico Testamento, né agì secondo le parole dell’Età della Legge. Egli, invece, ignorò ciò che recitava l’Antico Testamento; non Gli importava se era conforme con il Suo operato, e non Si curava di quello che gli altri conoscevano della Sua opera o del modo in cui lo condannavano. Continuò semplicemente a fare ciò che doveva, sebbene molte persone utilizzassero le predizioni dei profeti dell’Antico Testamento per condannarLo. Agli uomini sembrava che il Suo lavoro fosse privo di fondamento e che molta parte fosse in contrasto con quanto vi era scritto. Non è una follia? La dottrina necessita di essere applicata all’opera di Dio? E deve essere conforme alle predizioni dei profeti? Dopotutto, cos’è più grande, Dio o la Bibbia? Perché l’opera divina deve concordare con essa? Potrebbe Dio non avere il diritto di essere superiore alla Bibbia? Egli non può discostarSi da essa e realizzare altre opere? Perché Gesù e i Suoi discepoli non osservavano il sabato? Se avesse osservato il sabato e la prassi, secondo i comandamenti del Vecchio Testamento, perché Gesù non mantenne il sabato dopo la Sua venuta, ma invece lavò i piedi, coprì il capo, spezzò il pane e bevve il vino? Non manca tutto ciò nei comandamenti dell’Antico Testamento? Se Gesù lo onorava, perché sfidò queste dottrine? Dovresti sapere chi venne per primo, Dio o la Bibbia! Essendo il Signore del sabato, poteva non essere anche il Signore della Bibbia?

da “In merito alla Bibbia (1)” in La Parola Appare Nella Carne

8. La Bibbia viene anche denominata l’Antico e il Nuovo Testamento. Sapete a cosa si riferisce la parola “testamento”? Il “testamento” contenuto nell’“Antico Testamento” deriva dal patto di Jahvè con il popolo di Israele, quando Egli uccise gli Egiziani e salvò gli Israeliti dal Faraone. Naturalmente la prova di questo patto fu il sangue dell’agnello sparso sugli architravi, per mezzo del quale Dio stabilì un patto con l’uomo, in cui si affermava che tutti coloro che avevano il sangue di agnello sopra e ai lati del telaio della porta, erano Israeliti, il popolo eletto da Dio, e sarebbero stati tutti risparmiati da Jahvè (poiché Egli allora stava per uccidere tutti i primogeniti d’Egitto e degli ovini e bovini). Questo patto aveva due livelli di significato. Nessuna delle persone o del bestiame d’Egitto sarebbe stato salvato da Jahvè; Egli avrebbe ucciso tutti i loro figli primogeniti e degli ovini e bovini. Di conseguenza in molti libri di profezie è stato predetto che gli Egiziani sarebbero stati castigati severamente in seguito al patto di Jahvè. Questo è il primo livello di significato. Jahvè uccise i figli primogeniti d’Egitto e tutto il bestiame primogenito, e risparmiò tutti gli Israeliti, il che stava a significare che tutti coloro che erano della terra di Israele, erano amati da Jahvè e sarebbero stati tutti risparmiati; era Suo desiderio intraprendere un’opera a lungo termine su di loro, e stabilì l’alleanza con loro per mezzo del sangue dell’agnello. Da allora in poi, Jahvè non avrebbe più ucciso gli Israeliti e disse, anzi, che sarebbero stati per sempre i Suoi eletti. Egli avrebbe intrapreso la Sua opera tra le dodici tribù d’Israele per tutta l’Età della Legge, rendendo note tutte le Sue leggi agli Israeliti, scegliendo tra di loro giudici e profeti, ed essi sarebbero stati al centro della Sua opera. Egli istituì un patto con loro: a meno che non fosse cambiata l’Era, Egli avrebbe operato solo tra gli eletti. L’alleanza di Jahvè era immutabile, poiché fatta con il sangue e stabilita con il Suo popolo eletto. Soprattutto, Egli aveva scelto un campo d’applicazione e un obiettivo appropriati tramite i quali intraprendere la Sua opera per tutta l’Era, e così il popolo guardò al patto come a qualcosa di speciale importanza. Questo è il secondo livello di significato dell’alleanza. Con l’eccezione della Genesi, che esisteva da prima che venisse stabilito il patto, tutti gli altri libri dell’Antico Testamento narrano l’opera tra il popolo di Israele dopo la stipula dell’alleanza. Certo ci sono racconti sporadici dei Gentili ma, nel complesso, l’Antico Testamento documenta soprattutto l’opera di Dio in Israele. A causa del patto di Jahvè con gli Israeliti, i libri scritti durante l’Età della Legge sono chiamati l’“Antico Testamento” e ne prendono il nome.

da “In merito alla Bibbia (2)” in La Parola Appare Nella Carne

9. Il Nuovo Testamento si chiama così a causa del sangue versato da Gesù sulla croce e del Suo patto con tutti quelli che credevano in Lui. L’alleanza di Gesù è la seguente: gli uomini non avevano che da credere in Lui e i loro peccati sarebbero stati perdonati con il Suo sangue versato, e così si sarebbero salvati, sarebbero rinati per mezzo di Lui e non sarebbero più stati peccatori; l’umanità doveva solo credere in Lui per ricevere la Sua grazia, e non avrebbe sofferto all’inferno dopo la morte. Tutti i libri scritti durante l’Età della Grazia seguono questo patto, e documentano tutti l’opera e le espressioni in esso contenute. Non vanno oltre la salvezza per mezzo della crocifissione del Signore Gesù o dell’alleanza; sono tutti libri scritti dai fratelli nel Signore che lo testimoniarono. Quindi anche questi libri prendono il nome da un patto: vengono chiamati il “Nuovo Testamento”. Questi due “testamenti” incorporano solo l’Età della Grazia e l’Età della Legge e non hanno alcun collegamento con l’epoca finale. Per questo la Bibbia non è di grande aiuto per il popolo odierno degli ultimi giorni. Per lo più serve come riferimento provvisorio, ma fondamentalmente ha scarsa utilità e valore.

da “In merito alla Bibbia (2)” in La Parola Appare Nella Carne

10. Non tutto nella Bibbia è il resoconto delle parole proferite personalmente da Dio. La Bibbia documenta semplicemente le due fasi precedenti dell’opera divina, delle quali una parte è una documentazione delle predizioni dei profeti e un’altra riguarda la conoscenza e le esperienze scritte dagli uomini, di cui Dio Si è servito nel corso delle epoche. Le esperienze umane sono inevitabilmente contaminate dalla conoscenza e dalle opinioni personali. In molti dei libri biblici vi sono idee, pregiudizi e assurde interpretazioni umane. Naturalmente, la maggior parte delle parole sono il risultato della luce e dell’illuminazione dello Spirito Santo e sono interpretazioni corrette, tuttavia non si può dire che siano espressioni del tutto accurate della verità. Le loro opinioni su certe cose non rappresentano altro che la consapevolezza dell’esperienza personale o dell’illuminazione dello Spirito Santo. Le predizioni dei profeti vennero personalmente istruite da Dio. Le profezie di Isaia, Daniele, Ezra, Geremia ed Ezechiele provennero dall’ istruzione diretto dello Spirito Santo; queste persone erano veggenti, avevano ricevuto lo Spirito della profezia, erano tutti profeti dell’Antico Testamento. Durante l’Età della Legge queste persone, che avevano ricevuto l’ispirazione di Jahvè, raccontarono molte profezie, che vennero istruite direttamente da Lui. E perché Egli agì in loro? Perché il popolo d’Israele era il popolo scelto da Dio; l’operato dei profeti dovette essere svolto fra di loro ed essi erano qualificati per ricevere tali rivelazioni. Di fatto, da loro stessi non sarebbero riusciti a comprendere le rivelazioni che Dio aveva fatto loro. Lo Spirito Santo pronunciò quelle parole attraverso le loro bocche, in modo che la gente del futuro potesse comprendere quelle cose e vedere che erano davvero opera dello Spirito di Dio, dello Spirito Santo, e non arrivavano dall’uomo, e per confermare loro l’agire dello Spirito Santo.

da “In merito alla Bibbia (3)” in La Parola Appare Nella Carne

11. Al giorno d’oggi le persone credono che la Bibbia sia Dio e che Dio sia la Bibbia. Parimenti, ritengono anche che tutte le parole della Bibbia siano le uniche parole pronunciate da Dio e che furono tutte dette da Lui. Coloro che credono in Dio, pensano altresì che, sebbene tutti i sessantasei libri dell’Antico e del Nuovo Testamento fossero stati scritti da persone, vennero tutti ispirati da Dio e furono un resoconto dei discorsi dello Spirito Santo. Questa è l’interpretazione errata delle persone, non completamente in accordo con i fatti. In effetti, a parte i libri delle profezie, la maggior parte dell’Antico Testamento è un resoconto storico. Alcune delle epistole del Nuovo Testamento provengono da esperienze personali e altre derivano dall’illuminazione dello Spirito Santo; le lettere di Paolo, per esempio, ebbero origine dall’opera di un uomo, furono il risultato dell’illuminazione dello Spirito Santo e furono scritte per le chiese; sono parole di esortazione e di incoraggiamento per i fratelli e le sorelle delle chiese. Non si trattava di parole pronunciate dallo Spirito Santo, Paolo non poteva parlare in Suo nome, e nemmeno era un profeta, ancor meno aveva visioni. Le sue lettere vennero scritte per le chiese di Efeso, Filadelfia, Galazia e per altre. E, quindi, le lettere di Paolo del Nuovo Testamento sono epistole che egli scrisse per le chiese e non ispirazioni dello Spirito Santo, né sono espressioni dirette di quest’ultimo. Si tratta soltanto di parole di esortazione, di consolazione e d’incoraggiamento che Paolo mise per iscritto per le chiese durante lo svolgimento del suo lavoro. Sono, inoltre, un resoconto di gran parte del lavoro svolto da Paolo all’epoca. Furono scritte per tutti i fratelli e le sorelle nel Signore appartenenti a tutte le chiese, per far sì che questi ultimi, in quel momento, seguissero il suo consiglio e si conformassero alle vie del Signore Gesù. In nessun modo Paolo disse che, sia le chiese di quell’epoca o del futuro, tutte avrebbero dovuto nutrirsi delle sue parole, né dichiarò che queste provenivano tutte da Dio. Secondo le condizioni della chiesa in quel periodo, egli era semplicemente in comunione con i fratelli e le sorelle, li esortava e ispirava la fede in loro; semplicemente, predicava o ricordava alle persone e le esortava. Le sue parole erano basate sul suo stesso fardello e sosteneva le persone attraverso di esse. Egli svolse il lavoro di un apostolo delle chiese di quel tempo, fu un lavoratore utilizzato dal Signore Gesù, e quindi gli venne data la responsabilità delle chiese; fu incaricato di eseguire il loro operato e dovette conoscere le situazioni dei fratelli e delle sorelle, per questo scrisse le lettere per questi ultimi. Tutto ciò di edificante e positivo che egli disse per le persone, era giusto, ma non rappresentava le espressioni dello Spirito Santo e nemmeno di Dio. Si tratta di una conoscenza spropositata e di una terribile bestemmia per gli uomini, trattare i resoconti delle esperienze di un uomo e le sue lettere come parole pronunciate dallo Spirito Santo alle chiese! Ciò è particolarmente vero quando si tratta delle lettere che Paolo scrisse per le chiese, perché queste vennero composte per i fratelli e le sorelle secondo le circostanze e la situazione di ogni chiesa in quell’epoca, al fine di esortare i fratelli e le sorelle nel Signore a ricevere la grazia di quest’ultimo. Le sue epistole mirano a risvegliare i fratelli e le sorelle di quel periodo. Si può affermare che questo era, sia il suo fardello, che quello datogli dallo Spirito Santo; dopotutto, era un apostolo che guidava le chiese dell’epoca, che scriveva lettere per le chiese e le esortava: ecco la sua responsabilità. La sua identità era nient’altro che quella di un apostolo all’opera ed era semplicemente mandato da Dio; non era né un profeta, né un indovino. Per lui, il suo incarico e le vite dei fratelli e delle sorelle erano quindi della massima importanza. Perciò non poteva parlare a nome dello Spirito Santo. Le sue parole non erano quelle di quest’ultimo, tantomeno potevano essere considerate le parole proferite da Dio, visto che Paolo altri non era che una Sua creatura, e non certamente l’incarnazione di Dio. La sua identità non era la stessa di Gesù. Le parole di Gesù erano quelle dello Spirito Santo, di Dio, perché la Sua identità era quella di Cristo, il Figlio di Dio. Come potrebbe Paolo essere Suo pari? Se le persone considerano lettere o parole come quelle di Paolo quali espressioni dello Spirito Santo, e le adorano come Dio, si può solamente affermare che non fanno troppi discernimenti. Per parlare più duramente, non si tratta solo di bestemmie? Come può un uomo parlare in nome di Dio? E come possono le persone inchinarsi davanti alla documentazione delle sue epistole e delle parole che pronunciò, come se fossero un libro “sacro” o “divino”? Le parole divine potrebbero essere dette a caso da un uomo? Come può un uomo parlare per conto di Dio? E, dunque, cosa dici, le lettere che scrisse per le chiese non potrebbero essere contaminate dalle sue idee personali? Come potrebbero non essere macchiate da concezioni umane? Egli scrisse le lettere per le chiese basandosi sulle sue esperienze personali e sul livello della sua vita. Ad esempio, Paolo scrisse una lettera alle Chiese della Galazia, che contiene una certa idea e Pietro ne scrisse un’altra con un altro punto di vista. Quale delle due proveniva dallo Spirito Santo? Nessuno può dirlo con certezza. Si può solo dire, quindi, che entrambi avevano un fardello nei confronti delle chiese, ma le loro lettere rappresentano la loro statura morale, la loro fornitura, il loro supporto per i fratelli e le sorelle, il loro fardello verso le chiese e rappresentano solo l’operato umano; non furono del tutto opera dello Spirito Santo. Se dici che le sue epistole sono le parole dello Spirito Santo, sei quindi ridicolo e stai bestemmiando! Le lettere di Paolo e le altre epistole del Nuovo Testamento equivalgono alle memorie delle figure spirituali più recenti. Sono alla pari con i libri di Watchman Nee o con le esperienze di Lawrence, e così via. Semplicemente, i libri delle figure spirituali più moderne non sono inseriti nel Nuovo Testamento, eppure l’essenza di queste persone è la stessa; sono uomini utilizzati dallo Spirito Santo in un determinato periodo, e non potrebbero rappresentare direttamente Dio.

da “In merito alla Bibbia (3)” in La Parola Appare Nella Carne

12. Il Vangelo di Matteo del Nuovo Testamento documenta la genealogia di Gesù. All’inizio afferma che Egli era un discendente di Abramo, figlio di Davide e di Giuseppe; poi dice che Gesù fu concepito dallo Spirito Santo e nacque da una vergine, il che significherebbe che non era il figlio di Giuseppe o il discendente di Abramo e nemmeno il figlio di Davide. Tuttavia, la genealogia insiste nel collegare Gesù a Giuseppe. In seguito, inizia a documentare il processo mediante il quale nacque Gesù. Si legge che Egli venne concepito per opera dello Spirito Santo, nacque da una vergine e non era figlio di Giuseppe. Eppure, nella genealogia è scritto chiaramente che Gesù era figlio di Giuseppe e, poiché la genealogia è descritta partendo da Gesù, registra quarantadue generazioni. Quando si giunge alla generazione di Giuseppe, si dice in modo frettoloso che Giuseppe era il marito di Maria, parole che servono a dimostrare che Gesù era il discendente di Abramo. Non si tratta di una contraddizione? La genealogia documenta chiaramente gli antenati di Giuseppe, è ovviamente la sua genealogia, ma Matteo insiste che si tratta della genealogia di Gesù. Questo non nega il fatto del concepimento di Gesù per opera dello Spirito Santo? La genealogia scritta da Matteo non è, dunque, un’idea umana? È ridicola! In questo modo tu capisci che questo libro non proviene del tutto dallo Spirito Santo. Ci sono, forse, alcuni che pensano che Dio debba avere una genealogia sulla terra, a seguito della quale assegnano Gesù alla quarantaduesima generazione di Abramo. Questo è davvero assurdo! Dopo essere giunto sulla terra, come potrebbe Dio avere un albero genealogico? Se dici che Dio ha una genealogia, non Lo collochi tra le Sue creature? Dio non appartiene alla terra, Egli è il Signore della creazione e, sebbene Si sia fatto carne, non è della stessa sostanza dell’uomo. Come potresti classificare Dio alla stessa stregua di una Sua creatura? Abramo non può rappresentare Dio; egli fu l’oggetto dell’opera di Jahvè in quel periodo, era solo un fedele servitore a Lui gradito e un uomo del popolo di Israele. Come potrebbe essere un antenato di Gesù?

da “In merito alla Bibbia (3)” in La Parola Appare Nella Carne

13. Questi ultimi, contenuti nel Nuovo Testamento, vennero messi per iscritto venti o trent’anni dopo che Gesù fu crocifisso. Prima, il popolo d’Israele leggeva solo l’Antico Testamento, cioè fino all’Età della Grazia, il popolo leggeva l’Antico Testamento. Il Nuovo Testamento apparve soltanto durante l’Età della Grazia, non esisteva quando Gesù era in azione; le persone documentarono il Suo operato dopo che Egli risorse e ascese al cielo. Solo allora arrivarono i quattro Vangeli, oltre ai quali si annoverano anche le lettere di Paolo e di Pietro, come pure l’Apocalisse. Solamente dopo trecento anni che Gesù era asceso al cielo, quando le generazioni successive raccolsero i loro resoconti, nacque il Nuovo Testamento. Unicamente dopo che quest’opera venne portata a termine, apparve il Nuovo Testamento; non esisteva in precedenza. Dio compì tutta quell’opera e l’apostolo Paolo realizzò tutto quell’operato, e in seguito le lettere di Paolo e di Pietro vennero unite e la più grande visione documentata da Giovanni nell’isola di Patmos venne inserita per ultima, perché profetizzava l’opera degli ultimi giorni. Furono tutti provvedimenti delle generazioni successive e sono diverse dalle parole odierne. Ciò che viene documentato nel tempo presente segue le fasi dell’opera divina; ciò in cui le persone toccano attualmente è l’attività personalmente realizzata da Dio, e le parole pronunciate da Lui Stesso. Tu non hai bisogno di interferire, le parole, che provengono direttamente dallo Spirito, sono state predisposte passo dopo passo e sono diverse dalle disposizioni delle documentazioni umane. Quello che annotarono si può dire sia stato conforme al loro livello di istruzione e al calibro umano. Quello che documentarono furono le esperienze umane, ognuno aveva i propri mezzi per annotare e conoscere e ogni resoconto era diverso. Quindi, se adori la Bibbia come Dio sei incredibilmente ignorante e stolto! Perché non cerchi, invece, l’opera del Dio di oggi? Solo questa può salvare l’uomo. La Bibbia non può salvarlo, non è cambiata per niente in diverse migliaia di anni e se la adori non riceverai mai l’operato dello Spirito Santo.

da “In merito alla Bibbia (3)” in La Parola Appare Nella Carne

14. Molte persone credono che la comprensione e la capacità di interpretare la Bibbia equivalgano a trovare la vera via, ma in realtà le cose sono davvero così semplici? Nessuno conosce la realtà della Bibbia, che non è altro che un documento storico dell’opera divina, un testamento delle due fasi precedenti dell’opera di Dio, e non ti offre nessuna conoscenza degli obiettivi della stessa. Chiunque abbia letto la Bibbia sa che annota le due fasi dell’opera divina durante l’Età della Legge e l’Età della Grazia. L’Antico Testamento annota la storia d’Israele e dell’opera di Jahvè dalla creazione fino al termine dell’Età della Legge. Il Nuovo Testamento mette per iscritto l’opera di Gesù sulla terra, che si trova nei quattro Vangeli, come pure dell’operato di Paolo; non sono forse documenti storici? Riproporre le cose del passato al giorno d’oggi le rende storia, e non importa quanto possano essere vere o reali, sono sempre storia e la storia non può porre rimedio al presente, perché Dio non riesamina la storia! E così, se comprendi solo la Bibbia e non capisci nulla dell’opera che Dio intende fare nel presente, e se credi in Lui, ma non cerchi l’opera dello Spirito Santo, non sai quindi cosa significhi cercare Dio. Se leggi la Bibbia al fine di studiare la storia di Israele, per cercare il racconto della creazione dei cieli e della terra da parte di Dio, di conseguenza non credi in Lui. Tuttavia, attualmente, dato che credi in Dio e ricerchi la vita, dal momento che cerchi di raggiungere la Sua conoscenza e non vai dietro a lettere e dottrine morte o alla comprensione della storia, devi cercare la volontà divina nel presente e la direzione dell’opera dello Spirito Santo. Se tu fossi un archeologo potresti leggere la Bibbia, ma non lo sei, sei uno di quelli che credono in Dio e faresti meglio ad andare alla ricerca della volontà divina odierna.

da “In merito alla Bibbia (4)” in La Parola Appare Nella Carne

15. La Bibbia è un documento storico dell’opera divina in Israele e annota molte predizioni degli antichi profeti, nonché alcune espressioni di Jahvè durante la Sua opera in quel periodo. Quindi tutte le persone considerano questo libro come “santo” (perché Dio è santo e grande). Naturalmente tutto ciò è il risultato della loro timore verso Jahvè e della loro adorazione verso Dio. Le persone si riferiscono in questo modo a tale libro solo perché le creature di Dio adorano il loro Creatore, e ve ne sono alcune che lo definiscono persino un “libro divino”. In realtà, si tratta semplicemente di un resoconto umano. Non è stato personalmente menzionato da Jahvè, né Egli ne ha diretto di persona la creazione. In altre parole, l’autore di questo libro non è Dio, ma l’umanità. La “Sacra” Bibbia è solo il titolo rispettoso dato ad essa dall’uomo, non è stato deciso da Jahvè e Gesù dopo aver discusso tra Loro; non è nulla di più di un’idea umana. Poiché questo libro non è stato scritto da Jahvè, né tantomeno da Gesù. Per contro, si tratta delle descrizioni di molti antichi profeti, apostoli e veggenti, che sono state stilate dalle generazioni successive in un libro di antichi scritti che, alle persone, sembra particolarmente sacro, un libro che credono contenga molti misteri insondabili e profondi che sono in attesa di essere svelati dalle generazioni future. In tal senso le persone sono ulteriormente disposte a credere che questo sia un “libro divino”. Con l’aggiunta dei quattro Vangeli e dell’Apocalisse, l’atteggiamento degli uomini nei suoi confronti è diventato particolarmente diverso da quello nei confronti di qualsiasi altro libro e dunque nessuno osa analizzare questo “libro divino”, perché troppo “santo”.

da “In merito alla Bibbia (4)” in La Parola Appare Nella Carne

16. Oggi sto analizzando la Bibbia in questo modo e non vuol dire che Io la detesto, o che nego il suo valore come punto di riferimento. Ti sto spiegando il valore intrinseco e le origini della Bibbia per cessare di tenerti all’oscuro, perché le persone hanno così tanti punti di vista sulla Bibbia, dei quali la maggior parte è sbagliata; leggere la Bibbia in tal modo impedisce loro non solo di ricevere quello che dovrebbero, ma, cosa più importante, ostacola il lavoro che ho intenzione di fare. Si tratta di un enorme problema per l’operato del futuro e offre solo svantaggi, non vantaggi. Quanto ti sto insegnando è, dunque, proprio la sostanza e la storia nella Bibbia. Non ti sto chiedendo di non leggerla, o di andare in giro a dire che è totalmente priva di valore, ma che tu abbia la conoscenza e il punto di vista corretti riguardo ad essa. Non essere troppo fazioso! Sebbene la Bibbia sia un libro di storia che è stato scritto dagli uomini, documenta altresì molti dei principi con cui gli antichi santi e profeti servirono Dio, come pure le recenti esperienze degli apostoli nel Suo servizio; tutto questo fu realmente visto e conosciuto da queste persone, e può servire come riferimento per gli uomini di oggi al fine di ricercare la vera via. Nel leggere la Bibbia le persone sono quindi in grado di ricercare anche molte vie di vita che non possono essere trovati in altri libri. Queste strade sono le vie di vita dell’opera dello Spirito Santo, sperimentate dai profeti e dagli apostoli nelle epoche passate, e molte di queste parole sono preziose e in grado di fornire ciò di cui necessitano gli uomini. Così, le persone amano tutte leggere la Bibbia. Poiché c’è così tanto di nascosto in essa, i punti di vista degli uomini nei suoi confronti sono dissimili da quelli verso gli scritti delle grandi figure spirituali. La Bibbia è un documento e una raccolta delle esperienze e delle conoscenze di persone che servirono Jahvè e Gesù nella vecchia e nuova epoca, e pertanto le generazioni successive sono state in grado di ricevere da essa molta comprensione, illuminazione e percorsi da praticare. Il motivo per cui la Bibbia è superiore agli scritti di qualsiasi grande figura spirituale, si deve al fatto che ognuno di questi scritti è tratto dalla Bibbia, ogni loro esperienza proviene da essa e la spiega. E così, sebbene le persone possano ottenere delle forniture dai libri di una grande figura spirituale, continuano ad adorare la Bibbia, perché gli sembra così superiore e profonda! Benché la Bibbia riunisca alcuni dei libri delle parole di vita, come ad esempio le lettere di Paolo e Pietro, e nonostante le persone possano essere nutrite e sostenute da tali libri, essi rimangono obsoleti, appartengono ancora alla vecchia epoca, e per quanto siano validi; sono adatti solo per un determinato periodo e non sono eterni. Questo perché l’opera di Dio è sempre in fase di sviluppo e non si può semplicemente fermare al periodo di Paolo e di Pietro, o all’Età della Grazia in cui Gesù venne crocifisso. Questi libri sono quindi adatti solo per l’Età della Grazia, non per l’Età del Regno degli ultimi giorni. Possono fornire solo per i credenti dell’Età della Grazia, non per i santi dell’Età del Regno e, per quanto siano eccellenti, sono pur sempre obsoleti. È lo stesso con l’opera della creazione da parte di Jahvè o il Suo operato in Israele: non importa quanto sia stata grande tale opera, è pur sempre superata, e lo sarà ancora di più in futuro verrà ancora il tempo in cui è passata. Anche per l’opera di Dio è la stessa cosa: è grande, ma verrà un momento in cui finirà; non potrà rimanere sempre l’opera della creazione o quella della crocifissione. Per quanto sia convincente l’opera della crocifissione, efficace nello sconfiggere Satana, il lavoro è, dopotutto, sempre lavoro, e le epoche sono, in fondo, sempre epoche; l’opera non può avere sempre lo stesso fondamento, né possono le epoche rimanere immutabili perché vi fu la creazione e ci dovranno essere gli ultimi giorni. È inevitabile! Così, attualmente, le parole di vita del Nuovo Testamento, ossia le lettere degli apostoli e i quattro Vangeli, sono diventati libri storici, antichi almanacchi, e come potrebbero quest’ultimi portare gli uomini nella nuova epoca? Non importa quanto tali scritti siano in grado di fornire la vita alle persone, di condurle alla croce, non sono forse superati? Non sono privi di valore? Perciò ti dico di non credere ciecamente in questi almanacchi. Sono troppo vecchi, non possono portarti nella nuova opera e possono solo opprimerti. Non solo non possono condurti nella nuova opera e ad un nuovo ingresso, ma ti portano nelle antiche chiese religiose e così non stai dunque regredendo nella tua fede in Dio?

da “In merito alla Bibbia (4)” in La Parola Appare Nella Carne

17. Comprendere la Bibbia, capire la storia, ma non intendere ciò che lo Spirito Santo sta compiendo nel presente, è sbagliato! Hai studiato molto bene la storia, hai fatto un ottimo lavoro, ma non capisci nulla dell’opera che lo Spirito Santo compie attualmente. Non è follia? Gli altri ti chiedono: “Che cosa sta facendo Dio nel momento presente? In cosa dovresti fare ingresso oggi? Come procede la tua ricerca della vita? Comprendi la volontà di Dio?” Non avrai risposte a quello che ti chiederanno, cosa ne sai dunque? Dirai: “Io sono solo consapevole di dover voltare le spalle alla carne e conoscere me stesso”. E se poi ti chiedessero: “Di cos’altro sei consapevole?” Tu dirai anche di sapere che devi obbedire a tutte le disposizioni di Dio e conoscere un po’ della storia della Bibbia, e questo è quanto. È questo tutto ciò che hai ottenuto dal credere in Dio in tutti questi anni? Se è tutto ciò che comprendi, allora, sei troppo carente.

da “In merito alla Bibbia (4)” in La Parola Appare Nella Carne