Discorsi di Cristo degli ultimi giorni (Selezioni)

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Conoscere Dio è il percorso per temere Dio ed evitare il male

Ciascuno dovrebbe riesaminare la propria vita di fede in Dio per vedere se, nella propria ricerca di Dio, abbia veramente capito, veramente compreso e sia veramente giunto a conoscere Dio, se veramente conosca quale atteggiamento Dio abbia nei confronti dei diversi tipi di esseri umani e se veramente comprende in quale modo Dio stia agendo su di lui e come Dio determini ogni sua azione. A proposito di questo Dio, che sta al tuo fianco, guidando la direzione dei tuoi progressi, orientando il tuo destino e fornendo ai tuoi bisogni—quanto, in ultima analisi, capisci e quanto veramente sai di Lui? Sai come Egli lavora su di te giorno dopo giorno? Conosci i principi e gli scopi in base ai quali determina ogni Sua azione? Sai come ti guida? Conosci gli strumenti mediante i quali ti sostiene? Conosci le modalità con cui ti guida? Sai che cosa spera di ottenere da te e che cosa spera di raggiungere in te? Conosci l’atteggiamento che Egli assume nei confronti dei molteplici modi in cui tu ti comporti? Sai se sei una persona gradita a lui? Conosci le origini della Sua gioia, ira, tristezza, compiacimento, i pensieri e le idee dietro di essi, e la Sua essenza? Conosci, infine, che tipo di Dio sia questo Dio in cui credi? Ti sei mai posto queste domande o altre domande simili e ci hai mai riflettuto seriamente? Nel coltivare la tua fede in Dio, hai mai corretto, mediante un reale valutazione e sperimentazione della parola di Dio, ogni tuo eventuale fraintendimento nei Suoi riguardi? Sei mai giunto, dopo aver subito un richiamo e un castigo divino, ad una reale cura e ubbidienza? Sei mai riuscito a riconoscere, nel corso di un castigo e di un giudizio di Dio, la ribelle e satanica natura dell’uomo, e ne hai mai tratto un po’ di comprensione circa la santità di Dio? Hai mai intrapreso, sotto la guida dell’illuminazione della parola di Dio, la costruzione di un nuovo stile di vita? Hai mai percepito, nel corso di una tribolazione inviata da Dio, la Sua intolleranza per i delitti compiuti dall’uomo, ed hai mai percepito che cosa Egli voglia da te e in quale modo ti stia salvando? Se non sai che cosa significhi fraintendere Dio o come rimediare a tali fraintendimenti, allora si può dire che non sei mai entrato in autentica comunione con Dio e non hai mai compreso Dio, o per lo meno si può dire che non hai mai desiderato comprenderLo davvero. Se non sai che cosa siano la disciplina e il castigo divino, allora certamente non sai che cosa siano la cura e la ubbidienza, o perlomeno, non sei mai obbedito né curato di Dio. Se non hai mai fatto esperienza del castigo e del giudizio di Dio, allora sicuramente non sai che cosa sia la Sua santità, e ti sarà ancora meno chiaro che cosa sia la ribellione umana. Se non hai mai veramente impostato un corretto stile di vita, o non ti sei mai dato un corretto scopo nella vita, ma ti trovi ancora in uno stato di perplessità e indecisione circa il tuo futuro percorso di vita, al punto da non sapere persino se hai intenzione di continuare, allora certamente non hai mai veramente ricevuto l’illuminazione e la guida di Dio, e si può persino dire che tu non abbia mai fornito o non sia mai stato nutrito della parola di Dio. Se non hai mai affrontato una tribolazione inviata da Dio, allora non c’è bisogno di dire che certamente non sai che cosa significhi l’intolleranza di Dio nei confronti dei delitti compiuti dall’uomo, né potresti comprendere che cosa Dio in ultima analisi voglia da te o, tanto meno, in che cosa consista la Sua opera di gestione e di redenzione dell’uomo. Indipendentemente da quanti anni una persona abbia trascorso credendo in Dio, se non ha mai fatto esperienza né percepito alcunché nella parola di Dio, allora sicuramente non sta percorrendo il sentiero che conduce alla salvezza, la sua fede in Dio non possiede sicuramente alcun effettivo fondamento, la sua conoscenza di Dio è parimenti uguale a zero, e non c’è bisogno di dire che non ha alcuna idea di che cosa significhi venerare Dio.

I beni e l’essere stesso di Dio, la Sua divina essenza e disposizione—tutto è stato reso noto all’umanità mediante la Sua parola. Quando fa esperienza della parola di Dio, l’uomo entra nel processo di cercare di capirla, per comprendere lo scopo che sta dietro le parole pronunciate da Dio, comprenderne la sorgente e il contesto, e comprendere ed apprezzare quale sia l’effetto che la parola di Dio intenda conseguire. Per l’umanità, queste sono tutte cose che l’uomo deve sperimentare, realizzare e cui deve avere accesso, al fine di accedere alla verità e alla vita, realizzare quali siano le intenzioni di Dio, modificare la propria disposizione e divenire così capace di obbedire alla sovranità e alle disposizioni di Dio. Nel momento stesso in cui l’uomo sperimenta, realizza ed accede a tali cose, gradualmente impara a capire Dio e, a quel punto, ottiene anche diversi gradi di conoscenza di Dio. Tali comprensione e conoscenza non derivano da qualcosa che l’uomo ha immaginato o concepito, bensì da qualcosa che ha apprezzato, sperimentato, provato e consolidato in se stesso. Solo dopo aver apprezzato, sperimentato, provato e consolidato tali cose, la conoscenza che l’uomo ha di Dio acquisisce contenuto; solo la conoscenza acquisita in tale momento è effettiva, reale e accurata, e questo processo—di acquisizione di un’autentica comprensione e conoscenza di Dio tramite l’apprezzamento, l’esperienza, la percezione e il consolidamento della Sua parola—non è altro che autentica comunione tra l’uomo e Dio. Durante tale tipo di comunione, l’uomo giunge veramente a capire e comprendere le intenzioni di Dio, giunge effettivamente a comprendere e conoscere i beni e l’essere di Dio, giunge effettivamente a comprendere e conoscere l’essenza di Dio, giunge gradualmente a comprendere e conoscere la divina disposizione, arriva ad avere autentica certezza e una corretta definizione della realtà dell’autorità di Dio su tutta la creazione, e guadagna sostanziale orientazione e conoscenza dell’identità e della posizione di Dio. Durante tale tipo di comunione, l’uomo modifica, passo dopo passo, le proprie idee riguardo a Dio, e non Lo immagina più fatto di aria, né dà più spazio a sospetti, o a fraintendimenti, o a condanne, o a giudizi avventati, o a dubbi nei Suoi confronti. Di conseguenza, l’uomo avrà sempre meno discussioni, sempre meno conflitti con Dio, e ci saranno sempre meno occasioni di ribellione nei Suoi confronti. Al contrario, la cura e la ubbidienza a Dio si faranno sempre più significative, e la venerazione per Dio diverrà più reale e al tempo stesso più profonda. Durante tale tipo di comunione, l’uomo non solo otterrà l’elargizione della verità e il battesimo della vita, ma otterrà al tempo stesso autentica conoscenza di Dio. Durante tale comunione, l’uomo non solo vedrà la propria disposizione trasformato e meritevole di essere salvato, ma si farà anche garante dell’autentica considerazione e venerazione dovuta a Dio da parte di una creatura. Con questo tipo di comunione, la fede dell’uomo in Dio non sarà più un mero pezzo di carta, o una vuota promessa profferita solo a parole, o una forma di cieca ricerca e idolatria; solo in questo tipo di comunione la vita dell’uomo crescerà fino alla maturità, giorno per giorno, e solo allora la sua disposizione si trasformerà e la sua fede in Dio passerà, passo dopo passo, da vaga e incerta credenza ad autentica cura e ubbidienza, ad effettiva venerazione; gradualmente l’uomo passerà anche, nel perseguire Dio, da un ruolo passivo ad uno attivo, dalla posizione di chi subisce un intervento esterno a quella di chi prende attivamente l’iniziativa; solo con questo tipo di comunione l’uomo arriverà all’autentica percezione e comprensione di Dio, all’autentica conoscenza di Dio. La grande maggioranza delle persone, poiché non è mai entrata in autentica comunione con Dio, possiede una conoscenza di Dio che si è fermata al livello delle teorie, al livello delle letture e delle dottrine. Vale a dire, la grande maggioranza delle persone, indipendentemente da quanto tempo addietro abbia cominciato a credere, per quel che riguarda la conoscenza di Dio, si trova ancora allo stesso punto dal quale è partita, ferma agli aspetti basilari delle tradizionali forme di devozione, con i loro orpelli di leggendarie rappresentazioni e medievali superstizioni. Una conoscenza di Dio che si riveli così fossilizzata al proprio punto di partenza è da considerarsi praticamente inconsistente. Oltre all’affermazione da parte dell’uomo della posizione e dell’identità di Dio, la fede in Dio è ancora in uno stato di vaga incertezza. Stando così le cose, come è possibile che l’uomo sia effettivamente in grado di venerare Dio?

Indipendentemente da quanto fermamente tu creda nell’esistenza di Dio, tale fede non può tenere il posto di un’autentica conoscenza di Dio, né di un’autentica venerazione di Dio. Indipendentemente da quanto tu sia stato fatto oggetto delle Sue benedizioni e della Sua grazia, ciò non può sostituire un’autentica conoscenza di Dio da parte tua. Indipendentemente da quanto tu sia disponibile e desideroso di consacrare tutto ciò che ti appartiene e di spendere tutto ciò che hai per amor Suo, ciò non può sostituire un’autentica conoscenza di Dio da parte tua. Forse hai persino acquisito una tale familiarità con la Sua parola da poterla citare a memoria, dall’inizio alla fine e anche viceversa; ma, anche in tal caso, ciò non può sostituire un’autentica conoscenza di Dio da parte tua. Seppure il suo intento possa essere quello di seguire Dio, se un uomo non ha mai sperimentato un’autentica comunione con Dio o non ha mai fatto effettiva esperienza della parola di Dio, allora la sua conoscenza di Dio si riduce ad un vuoto ed inconsistente sogno ad occhi aperti; per quanta “confidenza” tu ti sia preso nei confronti di Dio e anche qualora tu Lo abbia incontrato faccia a faccia, la tua conoscenza di Dio sarebbe ancora zero e la tua venerazione per Lui non sarebbe che un vano sproloquio o una pia illusione.

Molte persone hanno l’abitudine di leggere quotidianamente la parola di Dio, fino al punto di memorizzarne accuratamente i passaggi più noti come se fossero il loro bene più prezioso, e inoltre predicano ovunque si trovino la parola di Dio, fornendo supporto e aiuto ad altri mediante le Sue parole. Pensano, così facendo, di rendere testimonianza a Dio, di rendere testimonianza alla Sua parola, e che fare ciò significhi seguire il sentiero divino; pensano che fare ciò significhi vivere secondo la parola di Dio, che fare ciò significhi effettivamente mettere in pratica la Sua parola nella propria vita, che fare ciò consenta loro di essere lodati da Dio, essere salvati e portati a perfezione. Ma anche se predicano la parola di Dio, non si attengono mai alle Sue parole nella pratica, né cercano di portare se stessi in linea con ciò che viene rivelato nella parola di Dio. Al contrario, usano la parola di Dio per carpire la buona fede e l’ammirazione degli altri mediante l’inganno, per gestire le cose a modo proprio, per sottrarre e appropriarsi indebitamente della gloria di Dio. Sperano, invano, di utilizzare l’opportunità offerta dalla diffusione della parola di Dio per essere premiati dell’opera di Dio e della Sua considerazione. Per quanti anni siano passati, non solo tali persone non sono state in grado di guadagnare la considerazione di Dio mediante la predicazione della Sua parola, e non solo non sono state in grado di scoprire il sentiero da seguire per divenire testimoni della parola di Dio, e non solo non sono stati di alcun supporto ed aiuto a se stessi mediante l’azione di supporto e di aiuto agli altri per mezzo della parola di Dio, e non solo non sono stati in grado di conoscere Dio, o di risvegliare in se stessi un’autentica venerazione per Dio, mentre facevano tutte queste cose; bensì, al contrario, il loro fraintendimento riguardo a Dio si è fatto ancora più profondo, la loro miscredenza nei Suoi confronti ancora più grave, e le loro fantasie su Dio ancora più iperboliche. Sostenuti e guidati dalle loro teorie sulla parola di Dio, sembra che siano completamente a proprio agio, come se esercitassero la propria attività apparentemente senza sforzo alcuno, come se avessero trovato lo scopo della propria vita, la loro missione, come se avessero guadagnato nuova vita e fossero già salvati, come se, con la recitazione della parola di Dio che scorre senza intoppi dalla loro bocca, avessero ottenuto accesso alla verità, avessero colto le intenzioni di Dio e scoperto il sentiero che conduce alla conoscenza di Dio, come se, mediante la predicazione della parola di Dio, si trovassero spesso faccia a faccia con Dio. Inoltre, sono spesso “scossi” da attacchi di pianto e, spesso guidati dal “Dio” delle parole di Dio, sembrano incessantemente tesi a cogliere la Sua sincera sollecitudine e gentile intenzione e, al tempo stesso, sembrano aver compreso la divina redenzione e gestione dell’uomo da parte di Dio, di essere venuti a conoscenza della Sua essenza, di averNe compreso la retta disposizione. Sulla base di tali fondamenta, sembrano credere ancor più fermamente nell’esistenza di Dio, essere ancor più consapevoli del Suo eccelso stato, e sentire ancor più profondamente la Sua grandezza e trascendenza. Ricolmi di superficiale conoscenza della parola di Dio, sembrerebbe che la loro fede sia cresciuta, la loro determinazione a sostenere sofferenze si sia rafforzata e la loro conoscenza di Dio si sia approfondita. Non si rendono conto che, fintanto che non sia loro dato di fare effettiva esperienza della parola di Dio, tutta la loro conoscenza di Dio e le loro idee su di Lui provengono dalla loro fervida immaginazione e non sono che congetture. La loro fede non sarebbe in grado di sostenere alcuna prova da parte di Dio, le loro cosiddette spiritualità e statura non sarebbero in grado di superare alcuna tribolazione o verifica cui Dio li sottoponesse, la loro determinazione non è che un castello costruito sulla sabbia e la loro cosiddetta conoscenza di Dio non è più che mero frutto della loro immaginazione. Di fatto, queste persone, che hanno, per così dire, messo un sacco di sforzo nella parola di Dio, non si sono mai rese conto di che cosa sia la vera fede, l’autentica ubbidienza, la reale cura, l’autentica conoscenza di Dio. Prendono teorie, immaginazione, conoscenza, dono, tradizioni, superstizioni e persino valori morali dell’umanità e li rendono “capitale investito” e “apparato bellico” per credere in Dio e perseguirLo, arrivando a fare di tali cose le fondamenta della propria fede e della propria devozione a Dio. Al tempo stesso, prendono tale capitale e tali armamenti e li rendono un magico talismano per conoscere Dio, per incontrare e sostenere lo scrutinio, la prova, il castigo e il giudizio di Dio. Alla fine, quello di cui si fanno garanti non consiste in altro che nelle conclusioni riguardo a Dio, dense di connotazione religiosa, medievale superstizione e di tutto ciò che è romantico, grottesco ed enigmatico, e il loro personale modo di conoscere e di definire Dio non è che un prodotto dello stesso stampo già utilizzato dalle persone che credono nel Paradiso celeste, nel Padreterno che sta in Cielo, mentre la realtà, l’essenza, la disposizione, i beni e l’essere stesso di Dio, così come tutto ciò che ha a che fare con il Vero Dio, sono cose che la loro conoscenza non è riuscita ad cogliere, completamente irrilevanti e addirittura distanti anni luce per loro. In tal modo, sebbene essi vivano sotto la provvidenza e il nutrimento della parola di Dio, sono purtuttavia incapaci di intraprendere davvero il cammino che consiste nel temere Dio ed evitare il male. L’autentica ragione di ciò consiste nel fatto che non hanno mai acquisito familiarità con Dio, non hanno mai sperimentato un autentico contatto o comunione con Lui e, pertanto, è impossibile per loro giungere ad una reciproca comprensione con Dio o al risveglio in sé stessi di una fede, ricerca o adorazione genuina di Dio. Il fatto che essi abbiano in tal modo considerato la parola di Dio, che essi abbiano in tal modo considerato Dio—tale prospettiva ed atteggiamento li ha condannati a tornare a mani vuote dalla loro imprese, li ha condannati a non essere mai più in grado, per tutta l’eternità, di intraprendere il cammino che consiste nel temere Dio ed evitare il male. La meta cui stanno tendendo e la direzione verso la quale stanno andando indica che sono nemici di Dio per l’eternità, e che per l’eternità essi non saranno in grado di ricevere salvezza.

Se, nel caso di un uomo che abbia seguito Dio per molti anni e goduto della provvidenza della Sua parola per molti anni, la sua definizione di Dio fosse, in essenza, la stessa di qualcuno che si è prostrato in adorazione di un idolo, allora ciò significherebbe che quest’uomo non ha colto la realtà della parola di Dio. Ricercando la causa di ciò, si vede che egli non ha semplicemente avuto accesso alla realtà della parola di Dio, e per questa ragione la realtà, la verità, le intenzioni, le richieste fatte all’umanità, tutto ciò che è contenuto nelle parole di Dio, non hanno nulla a che fare con lui. Vale a dire che, indipendentemente da quanto duramente un uomo possa lavorare sul significato superficiale della parola di Dio, tutto è vano: poiché ciò che egli persegue non sono che mere parole, pertanto ciò che ottiene sarà necessariamente composto di mere parole. Sia che le parole pronunciate da Dio siano, all’apparenza, chiare o astruse, esse sono comunque verità indispensabili all’uomo perché entri nella vita; sono fonte di acqua di vita che gli permette di sopravvivere sia nello spirito che nella carne. Esse forniscono ciò di cui l’uomo necessita per restare in vita; il dogma e il credo per la conduzione della propria vita quotidiana; il sentiero, la meta, la direzione che deve intraprendere al fine di raggiungere la salvezza; ogni verità che egli debba possedere in quanto creatura di fronte a Dio; ed ogni verità circa il modo in cui l’uomo debba obbedire e dare lode a Dio. Esse sono la garanzia che assicura la sopravvivenza dell’uomo, il suo pane quotidiano e il valido supporto che permette all’uomo di tenersi in forze e levarsi in piedi. Sono ricche della realtà della verità della normale umanità secondo cui il genere umano creato conduceva la propria esistenza, ricche della verità, mediante cui l’umanità si libera dalla corruzione ed elude le insidie di Satana, ricche dell'incessante insegnamento, esortazione, incoraggiamento e conforto che il Creatore dona all’umanità creata. Sono il faro che illumina e guida gli uomini alla comprensione di tutto ciò che è positivo, la garanzia che assicura che gli uomini sopravvivranno ed entreranno in possesso di tutto ciò che è giusto e buono, il criterio in base al quale persone, eventi e oggetti verranno tutti misurati, e la bussola che conduce gli uomini alla salvezza e al sentiero di luce. Solo dalla reale esperienza della parola di Dio l’uomo riceve verità e vita; solo all’interno di tale esperienza l’uomo giunge a comprendere che cosa sia una normale umanità, una vita piena di significato, un’autentica creatura, e che cosa sia la reale obbedienza a Dio; solo all’interno di tale esperienza l’uomo giunge a comprendere come curarsi di Dio, come compiere il proprio dovere di creatura, e come assumere le sembianze di un uomo reale; solo all’interno di tale esperienza l’uomo giunge a comprendere che cosa significhino fede e venerazione autentiche; solo all’interno di tale esperienza l’uomo giunge a comprendere chi sia il Sovrano dei cieli e della terra e di tutte le cose; solo all’interno di tale esperienza l’uomo giunge a comprendere i mezzi mediante i quali Colui che è il Padrone di tutta la creazione governa, conduce, provvede alla creazione; e solo all’interno di tale esperienza l’uomo giunge a comprendere e a cogliere i mezzi mediante i quali Colui che è il Padrone di tutta la creazione esiste, si manifesta e opera… Separato dalla reale esperienza della parola di Dio, l’uomo non possiede alcuna reale conoscenza né comprensione della parola di Dio e della verità. Un tale uomo non è altro che un vero e proprio cadavere vivente, un guscio vuoto, e tutta la conoscenza relativa al Creatore non ha assolutamente nulla a che vedere con lui. Agli occhi di Dio un tale uomo non ha mai creduto in Lui, né Lo ha mai seguito, e pertanto Dio non lo riconosce né come suo fedele né come suo seguace e tanto meno come autentica creatura.

Al fine di essere autentica creatura, occorre riconoscere chi sia il Creatore, quale sia lo scopo della creazione dell’uomo, come farsi carico delle responsabilità proprie di una creatura e come venerare il Signore di tutta la creazione; bisogna comprendere, cogliere, conoscere e curarsi delle intenzioni, dei desideri e delle richieste del Creatore e bisogna agire secondo le vie che sono proprie del Creatore—temere Dio ed evitare il male.

Che cosa significa temere Dio? E come evitare il male?

“Temere Dio” non significa provarNe indicibile paura o orrore, né sfuggirLo o tenerLo a distanza, e non significa idolatria o superstizione. Si tratta piuttosto di ammirazione, stima, fiducia, comprensione, cura, obbedienza, consacrazione, amore, così come incondizionata e totale venerazione, ricambio e ubbidienza. Senza autentica conoscenza di Dio, l’umanità non conoscerà mai sincera ammirazione, sincera fiducia, sincera comprensione, sincera cura o obbedienza, ma proverà solo terrore e disagio, solo dubbio, incomprensione, desiderio di sfuggire ed evitare la Sua presenza; senza autentica conoscenza di Dio, l’umanità non conoscerà mai sincera consacrazione e sincero ricambio; senza autentica conoscenza di Dio, l’umanità non conoscerà mai sincera venerazione e ubbidienza, ma solo cieca idolatria e superstizione; senza autentica conoscenza di Dio, l’umanità non sarà mai in grado di agire secondo le vie che sono proprie di Dio, o temere Dio o evitare il male. Al contrario, ogni attività e comportamento dell’uomo sarà colmo di ribellione e di sfida, di tendenziose imputazioni e calunniosi giudizi nei Suoi confronti, e di condotta malvagia, in contrasto con la verità e l’autentico significato delle parole di Dio.

Mediante l'autentica fede in Dio, l’umanità saprà come seguire Dio e fare affidamento su di Lui; solo con autentica fiducia e affidamento in Dio l’umanità sarà in grado di avere sincera percezione e comprensione; insieme alla reale comprensione di Dio giungerà una reale cura nei Suoi confronti; solo insieme a tale reale cura l’umanità sarà capace di sincera obbedienza; solo con la sincera obbedienza a Dio l’umanità conoscerà autentica consacrazione; solo con autentica consacrazione a Dio, l’umanità sarà in grado di provare un ricambio incondizionato e totale; solo con sincera fiducia e affidamento, sincera comprensione e cura, sincera obbedienza, sincera consacrazione e sincero ricambio l’umanità sarà in grado di conoscere davvero la disposizione e l’essenza di Dio e di conoscere l’identità del Creatore; solo quando sarà giunta alla reale conoscenza del Creatore, l’umanità potrà risvegliare in sé autentica venerazione e ubbidienza; solo quando sarà capace di autentica venerazione e ubbidienzae al Creatore, l’umanità sarà in grado di mettere da parte ogni malefatta, vale a dire, evitare il male.

In ciò consiste l’intero processo di “temere Dio ed evitare il male” ed è anche il contenuto nella sua interezza del temere Dio ed evitare il male, così come il percorso che deve essere compiuto al fine di giungere a temere Dio ed evitare il male.

Temere Dio ed evitare il male e conoscere Dio sono inscindibilmente connessi da miriadi di fili, e la connessione tra loro è del tutto evidente. Se si desidera evitare il male, bisogna prima provare autentico timor di Dio; se si desidera provare autentico timor di Dio, bisogna prima ottenere una reale conoscenza di Dio; se si desidera ottenere la conoscenza di Dio, bisogna prima fare esperienza della parola di Dio, accedere alla realtà delle parole di Dio, sperimentare la disciplina e la correzione di Dio, il Suo castigo e il Suo giudizio; se si desidera fare esperienza della parola di Dio, bisogna prima venire faccia a faccia con la parola di Dio, venire faccia a faccia con Dio, e supplicare Dio di offrirci l’opportunità di fare esperienza delle parole di Dio sotto forma di qualsiasi genere di situazioni che si riferiscono persone, eventi, oggetti; se si desidera venire faccia a faccia con Dio e con la parola di Dio, bisogna prima possedere un cuore onesto e sincero, prontezza nell’accettare la verità, disponibilità a sopportare la sofferenza, risolutezza e coraggio nel respingere il male e aspirazione a diventare una creatura autentica e genuina… In tal modo, procedendo passo dopo passo, ti avvicinerai sempre più a Dio, il tuo cuore diverrà sempre più puro e la tua vita e il valore di essere vivo, insieme alla tua conoscenza di Dio, diverranno sempre più cariche di significato e si faranno sempre più radiose. Finché, un giorno, sentirai che il Creatore non è più un enigma, che il Creatore non ti è mai stato nascosto, che il Creatore non ti ha mai celato il Proprio volto, che il Creatore non è affatto lontano da te, che il Creatore non è più Colui al quale costantemente aneli nei tuoi pensieri, ma che non riesci a raggiungere con le tue percezioni, che Egli è realmente ed effettivamente di guardia alla tua sinistra e alla tua destra, sostenendo la tua esistenza e controllando il tuo destino. Egli non Si trova al di là dell’orizzonte più remoto, né ha nascosto Se Stesso in alto fra le nuvole. Egli Si trova esattamente al tuo fianco, vegliando su tutto ciò che sei e che fai, Egli è tutto ciò che hai, ed è la sola cosa che hai. Un tale Dio ti permette di amarLo dal profondo del cuore, di aggrapparti a Lui, di tenerLo vicino, di ammirarLo, di temere di perderLo, e di desiderare di non rinunciare mai più a Lui, di mai più disobbedirGli, né di sfuggirLo o di tenerLo a distanza. Tutto ciò che vuoi è di curarti di Lui, obbedirGli, ricambiare ogni Suo dono e obbedire alla Sua sovranità, non rifiuti più di essere guidato, supportato, sorvegliato, e protetto da Lui, né rifiuti più ciò che Egli dispone e ordina per te. Tutto ciò che vuoi è seguirLo, camminare al Suo fianco, alla Sua sinistra o alla Sua destra, tutto ciò che vuoi è accettarLo come la tua sola e unica vita, accettarLo come l’unico e solo Signore, l’unico e solo Dio.

18 agosto 2014