G. Come compiere adeguatamente il proprio dovere

404. In quanto membri del genere umano e cristiani devoti, tutti noi abbiamo l’obbligo e la responsabilità di offrire la nostra mente e il nostro corpo allo svolgimento dell’incarico da parte di Dio, poiché il nostro intero essere è venuto da Dio ed esiste grazie alla Sua sovranità. Se le nostre menti e i nostri corpi non sono votati all’incarico da parte di Dio e alla giusta causa dell’umanità, le nostre anime si sentiranno indegne di coloro che hanno subito il martirio per via dell’incarico da parte di Dio, e ancor più indegne di Dio, che ci ha fornito ogni cosa.

Tratto da “Dio sovrintende al destino dell’intera umanità” in “La Parola appare nella carne”

405. Il modo in cui consideri gli incarichi di Dio è una questione molto seria! Se non sei in grado di portare a termine ciò che Dio ti affida, allora non sei degno di vivere alla Sua presenza e meriti di essere punito. È stabilito dal Cielo e riconosciuto dalla terra che gli umani dovrebbero completare qualsivoglia incarico Dio abbia loro affidato; questa è la loro responsabilità più elevata, non meno importante della loro stessa vita. Se non prendi sul serio gli incarichi di Dio, allora Lo tradisci nel modo più biasimevole; in ciò, sei più deprecabile di Giuda e meriti di essere maledetto. Le persone devono acquisire una comprensione approfondita di come siano tenuti a considerare ciò che Dio affida loro e, come minimo, devono capire che gli incarichi che Dio affida all’umanità sono un’esaltazione e un privilegio speciale da parte di Dio, sono le cose più gloriose. Ogni altra cosa può essere tralasciata; se anche occorra sacrificare la propria vita, l’uomo deve pur sempre adempiere l’incarico di Dio.

Tratto da “Come conoscere la natura umana” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”

406. Non vi è correlazione fra il dovere dell’uomo e l’eventualità che egli sia benedetto o maledetto. Il dovere è ciò che l’uomo dovrebbe compiere; è la sua vocazione mandata dal cielo e non dovrebbe dipendere da ricompense, condizioni o ragioni. Soltanto così egli starà compiendo il suo dovere. Benedetto è chi, dopo avere sperimentato il giudizio, viene reso perfetto e gioisce delle benedizioni di Dio. Maledetto è chi, dopo avere sperimentato il giudizio e il castigo, non va incontro a una trasformazione dell’indole, ossia non viene reso perfetto, bensì punito. Ma a prescindere dal fatto che siano benedetti o maledetti, gli esseri creati dovrebbero compiere il loro dovere, fare ciò che dovrebbero fare e ciò che sono grado di fare; questo è il minimo che una persona, una persona che ricerca Dio, dovrebbe fare. Tu non dovresti compiere il tuo dovere solo per essere benedetto, né rifiutarti di agire per timore di essere maledetto. Lasciate che vi dica quest’unica cosa: compiere il proprio dovere è ciò che l’uomo dovrebbe fare, e se non è in grado di farlo, questo dimostra la sua ribellione. È attraverso il processo del compimento del proprio dovere che l’uomo gradualmente si trasforma, ed è attraverso questo processo che dimostra la sua lealtà. Stando così le cose, più sei in grado di compiere il tuo dovere, più verità riceverai e più la tua espressione diventerà reale. Coloro che nel compiere il proprio dovere si limitano a fare le cose meccanicamente e non ricercano la verità, alla fine saranno eliminati, poiché simili uomini non compiono il loro dovere nella pratica della verità e non mettono in pratica la verità nel compimento del loro dovere. Sono coloro che resteranno immutati e saranno maledetti. Non solo le loro espressioni sono impure, ma tutto ciò che esprimono è malvagio.

Tratto da “La differenza tra il ministero di Dio incarnato e il dovere dell’uomo” in “La Parola appare nella carne”

407. Le creature di Dio devono compiere il loro dovere; tu vivi sotto il dominio di Dio, accetti tutto ciò che è offerto da Dio, tutto ciò che proviene da Dio, perciò devi fare fronte alle tue responsabilità e ai tuoi obblighi: questo è il tuo dovere. Da ciò si può vedere che per l’umanità compiere il dovere di creatura di Dio è più giusto, bello e nobile di qualsiasi altra cosa che si faccia vivendo nel mondo dell’uomo; niente nell’umanità è più significativo o degno, niente apporta maggiore significato e valore alla vita di una creatura di Dio che compiere il dovere di creatura di Dio. Essere in grado di compiere il dovere di creatura di Dio, di compiacere il Creatore è la cosa più bella per l’umanità e va celebrata. Tutto ciò che il Creatore affida alle creature di Dio va accettato in maniera incondizionata; per l’umanità è qualcosa di benedetto e glorioso, e per tutta l’umanità che compie il dovere di creatura di Dio nulla è più bello o memorabile: è qualcosa di positivo. E quanto a come il Creatore tratti coloro che compiono il dovere di creature di Dio e che cosa prometta loro, è una questione che riguarda il Creatore, non è affare dell’umanità creata. Per dirla francamente, deciderà Dio; tu otterrai ciò che Dio ti darà, e se non ti darà niente non potrai dire niente. Quando una creatura di Dio accetta l’incarico da parte di Dio e collabora col Creatore per compiere il proprio dovere e fare ciò che può, non è una transazione o una contrattazione; le creature di Dio non devono cercare di sfruttare un qualsiasi atteggiamento o altro per chiedere in cambio a Dio benedizioni o promesse. Quando il Creatore vi affida questo incarico, è giusto e opportuno che voi, in quanto creature di Dio, accettiate tale dovere e incarico; non vi è transazione. Dal lato del Creatore, Egli intende affidare tale incarico a ciascuno di voi; e dal lato dell’umanità creata bisogna accettare di buon grado tale dovere, considerandolo un obbligo della vita, il valore da vivere in questa vita. Qui non vi è transazione, non si tratta di uno scambio equivalente, tanto meno ciò comporta qualche ricompensa o qualche genere di interpretazione. Non è una compravendita, non è uno scambio per il prezzo che si paga o per la fatica che si impiega nel compiere il dovere. Dio non l’ha mai detto e non deve essere così inteso dall’uomo.

Tratto da “Fanno il loro dovere solo per distinguersi e alimentare i loro interessi e ambizioni; non considerano mai gli interessi della casa di Dio e addirittura li vendono in cambio della gloria personale (Parte settima)” in “Smascherare gli anticristi”

408. Quando una persona accetta ciò che Dio le affida, Egli ha un criterio per giudicare se le sue azioni siano buone o cattive, se essa abbia obbedito, se abbia soddisfatto la Sua volontà e se ciò che fa abbia i requisiti necessari. Ciò che Gli importa è il cuore delle persone, non le loro azioni esteriori. Non è vero che deve benedire qualcuno purché faccia una certa cosa, a prescindere da come la fa. Questa è una convinzione erronea degli uomini sul Suo conto. Dio non guarda soltanto il risultato finale delle cose, bensì pone maggiormente l’accento su come sono il cuore e l’atteggiamento di una persona durante lo sviluppo delle cose, e scruta se nel suo cuore ci siano obbedienza, sollecitudine e il desiderio di soddisfarLo.

Tratto da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso I” in “La Parola appare nella carne”

409. A prescindere da quale dovere tu adempia, devi sempre cercare di capire la volontà di Dio e di comprendere quali siano le Sue richieste in relazione al tuo dovere; solo allora sarai in grado di gestire le questioni secondo i principi della verità. Nello svolgimento del tuo dovere non puoi assolutamente attenerti alle tue preferenze personali facendo semplicemente qualunque cosa vorresti, qualunque cosa ti renderebbe felice e ti metterebbe a tuo agio o ti farebbe fare bella figura. Se imponi forzatamente le tue preferenze personali a Dio o le pratichi come se fossero la verità, osservandole come se fossero i principi della verità, questo non è compiere il tuo dovere, e svolgerlo in questo modo non ti aiuterà a farti ricordare da Dio. Alcune persone non comprendono la verità e non sanno che cosa significhi compiere adeguatamente i propri doveri. Sentono che, poiché ci si sono impegnate con tutto il cuore, hanno rinunciato alla carne e sofferto, allora il compimento dei propri doveri sia adeguato. Ma allora perché Dio è sempre insoddisfatto? Dove hanno sbagliato queste persone? Il loro errore è stato non andare alla ricerca di ciò che Dio richiedeva, agendo, invece, secondo le loro idee; hanno trattato i loro desideri, preferenze e motivazioni egoiste come se fossero la verità e come se fossero ciò che Dio ama, come se rispondessero ai Suoi standard e requisiti. Hanno considerato quello che ritenevano corretto, giusto e bello come se fosse la verità; questo è sbagliato. In realtà, anche se le persone a volte possono pensare che qualcosa sia giusto e che sia conforme alla verità, ciò non vuol dire necessariamente che sia conforme alla volontà di Dio. Più le persone pensano che qualcosa sia giusto, più devono prestare attenzione e cercare la verità per capire se quello che pensano risponde ai requisiti di Dio. Se dovesse essere in contrasto con i Suoi requisiti e le Sue parole, allora è inaccettabile anche se lo reputi giusto, non è altro che un pensiero umano, e non è necessariamente conforme alla verità, indipendentemente da quanto tu pensi sia giusto. Il criterio che utilizzi per stabilire cosa sia giusto o sbagliato deve basarsi unicamente sulle parole di Dio, a prescindere da quanto tu ritenga giusto qualcosa, a meno che non ve ne sia un fondamento nelle parole di Dio, tu devi abbandonarlo. Cos’è il dovere? È un incarico affidato da Dio alle persone. Quindi come dovresti adempiere al tuo dovere? Agendo in conformità ai requisiti e agli standard di Dio, e basando il tuo comportamento sulle verità princìpi piuttosto che sui desideri soggettivi dell’uomo. In questo modo l’adempimento dei tuoi doveri sarà all’altezza di quanto richiesto.

Tratto da “Soltanto cercando i principi della verità si può svolgere bene il proprio dovere” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”

410. Alcune persone, a prescindere da quale problema possano incontrare nel compimento dei propri doveri, non cercano la verità e agiscono sempre secondo i loro pensieri, le loro nozioni, le loro fantasie e i loro desideri. Soddisfano di continuo i propri desideri egoistici, e la loro indole corrotta esercita costantemente il controllo sulle loro azioni. Per quanto possano portare a termine gli incarichi a loro assegnati, non ottengono alcuna verità. Dunque, su cosa fanno affidamento tali persone nello svolgimento del proprio dovere? Non fanno affidamento né sulla verità né su Dio. Quel poco di verità che sono in grado di comprendere non esercita alcuna sovranità sul loro cuore; fanno affidamento sulle proprie doti e capacità, su qualunque conoscenza abbiano acquisito e sui propri talenti, nonché sulla propria forza di volontà o sulle proprie buone intenzioni, per portare a termine questi doveri. In questo modo compiono il loro dovere adeguatamente? Lo compiono in maniera soddisfacente? Sebbene talora tu faccia affidamento sulla tua naturalità, sulle tue fantasie, nozioni e conoscenze, nonché su quanto stai apprendendo intorno allo svolgimento del tuo dovere, in alcune delle cose che fai non emergono questioni di principio. All’apparenza, può sembrare che tu non abbia imboccato la via sbagliata, ma c’è un aspetto che non si può trascurare: se nel processo relativo allo svolgimento del tuo dovere le tue nozioni, fantasie e i tuoi desideri personali non mutano mai e non vengono mai rimpiazzati con la verità, e se le tue azioni e i tuoi gesti non sono mai conformi alla verità principio, quale sarà il risultato finale? Diverrai un servitore. Questo è esattamente ciò che è scritto nella Bibbia: “Molti Mi diranno in quel giorno: ‘Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome Tuo e in nome Tuo cacciato demòni e fatto in nome Tuo molte opere potenti?’ Allora dichiarerò loro: ‘Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da Me, malfattori!’” (Matteo 7:22-23). Per quale motivo Dio definisce “malfattori” queste persone che si affaticano e rendono servizio? Di una cosa possiamo essere certi, ossia che indipendentemente dai doveri compiuti o dal lavoro svolto da queste persone, le loro motivazioni, il loro slancio, le loro intenzioni e i loro pensieri procedono interamente dai loro desideri egoistici, si basano interamente su idee e interessi personali, e le loro considerazioni e i loro piani ruotano completamente intorno alla propria reputazione, al proprio status, alla propria vanità e alle proprie prospettive future. In fondo in fondo, non possiedono neanche un minimo di verità e non agiscono secondo la verità principio. Quindi, cos’è fondamentale che cerchiate ora? (Dovremmo cercare la verità e adempiere i nostri doveri in conformità con la volontà e i requisiti di Dio.) Che cosa dovreste fare, di preciso, quando svolgete i vostri doveri nel rispetto dei requisiti stabiliti da Dio? Per quanto riguarda le tue intenzioni e idee allorché sei intento a fare qualcosa, devi imparare a discernere se esse sono conformi o meno alla verità, nonché se sono orientate all’adempimento dei tuoi desideri egoistici o piuttosto degli interessi della casa di Dio. Se le tue intenzioni e idee sono conformi alla verità, allora puoi svolgere il tuo dovere in linea con il tuo pensiero; tuttavia, se non sono conformi alla verità, allora devi cambiare rapidamente rotta e abbandonare quel percorso. Quel percorso non è giusto e non si può praticare in tal modo; se prosegui in quella direzione, finirai per commettere il male.

Tratto da “Come sperimentare le parole di Dio nei propri doveri” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”

411. Nel compiere il proprio dovere, occorre sempre esaminare sé stessi per vedere se si stanno facendo le cose secondo i principi, se si sta svolgendo il proprio dovere in maniera soddisfacente, se lo si sta semplicemente facendo in modo sommario, se si è cercato di sottrarsi alle proprie responsabilità e se vi sono problemi col proprio atteggiamento e col proprio modo di pensare. Quando avrai dedicato qualche tempo all’autoriflessione e queste cose ti saranno chiare, ti risulterà più facile compiere il tuo dovere. A qualsiasi cosa tu vada incontro nel compiere il tuo dovere – negatività e debolezza, essere di cattivo umore dopo avere subito il trattamento – devi gestirla adeguatamente e devi anche ricercare la verità e comprendere la volontà di Dio. Così facendo, avrai un percorso di pratica. Se desideri ottenere buoni risultati nel compiere il tuo dovere, non devi lasciarti influenzare dal tuo stato d’animo. A prescindere da quanto tu ti senta negativo o debole, devi mettere in pratica la verità in tutto ciò che fai, con assoluta rigorosità e attenendoti ai principi. Se fai così, non solo avrai l’approvazione degli altri, ma sarai gradito anche a Dio. Di conseguenza, sarai una persona responsabile che sa addossarsi un fardello; sarai una persona genuinamente buona che compie effettivamente il proprio dovere in maniera soddisfacente e vive pienamente la parvenza di una persona autentica. Simili persone vengono purificate e conseguono una reale trasformazione quando compiono il proprio dovere, e si può dire che siano sincere agli occhi di Dio. Soltanto le persone sincere sanno perseverare nel mettere in pratica la verità e riescono ad agire nel rispetto dei principi e a compiere i propri doveri in maniera soddisfacente. Coloro che agiscono nel rispetto dei principi compiono il proprio dovere meticolosamente quando sono di buon umore; non lavorano in modo sommario, non sono arroganti e non si mettono in mostra per far sì che gli altri abbiano un’alta opinione di loro. Quando sono invece di cattivo umore, portano a termine i propri compiti quotidiani con altrettanta serietà e responsabilità e, anche se si imbattono in qualcosa che pregiudica il compimento del loro dovere o che li mette sotto pressione oppure provoca dei disagi durante il compimento del dovere, sono comunque in grado di acquietare il proprio cuore dinanzi a Dio e di pregare dicendo: “Non importa quando possano essere gravosi i problemi con cui mi confronterò, dovessero anche crollare i cieli, fino a quando Dio mi consentirà di continuare a vivere, sono deciso a fare del mio meglio per compiere il mio dovere. Ogni giorno in cui mi è consentito vivere è un giorno in cui mi impegnerò a fondo per compiere il mio dovere, per essere degno di questo compito affidatomi da Dio e del respiro che mi ha messo in corpo. Indipendentemente dalle difficoltà in cui possa trovarmi, non ne terrò alcun conto, poiché compiere il mio dovere è della massima importanza!” Coloro che non vengono influenzati da persone, eventi, cose o ambienti, che non vengono dominati da stati d’animo o da situazioni esterne e che mettono al primo posto i doveri e gli incarichi affidati loro da Dio, questi sono coloro che sono leali a Dio e si sottomettono realmente a Lui. Persone del genere hanno conseguito l’ingresso nella vita e l’accesso alla verità realtà. Questa è una delle espressioni più concrete e autentiche del vivere la verità.

Tratto da “L’ingresso nella vita deve iniziare con l’esperienza dall’adempimento del proprio dovere” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”

412. Qualunque cosa Dio ti chieda, devi soltanto agire con tutte le tue forze, e spero che alla fine sarai in grado di presentarti dinanzi a Dio e dimostrarGli la tua assoluta devozione. Finché puoi vedere il sorriso gratificato di Dio mentre siede sul Suo trono, anche se questo momento è l’ora stabilita della tua morte, dovresti riuscire a ridere e sorridere mentre chiudi gli occhi. Devi compiere il tuo dovere finale per Dio durante il tuo periodo in terra. Nel passato, Pietro fu crocifisso a testa in giù per amore di Dio; ma tu dovresti soddisfare Dio alla fine, ed esaurire tutte le tue energie per il Suo bene. Cosa può fare un essere creato nell’interesse di Dio? Pertanto dovresti consegnarti a Dio il prima possibile, perché Egli possa disporre di te come desidera. Finché rende Dio contento e soddisfatto, lasciaGli fare di te ciò che vuole. Che diritto hanno gli uomini di lamentarsi?

Tratto dal capitolo 41 di “Interpretazione dei misteri delle ‘Parole di Dio all’intero universo’” in “La Parola appare nella carne”

413. Oggi, quello che vi viene chiesto di realizzare non sono richieste aggiuntive, bensì il dovere dell’uomo, e ciò che dovrebbe essere fatto da tutte le persone. Se non siete in grado neppure di fare il vostro dovere, o di farlo bene, non vi state forse mettendo nei guai? Non state corteggiando la morte? Come potreste ancora aspettarvi di avere un futuro e delle prospettive? L’opera di Dio è compiuta per il bene dell’umanità e la collaborazione dell’uomo è fornita per il bene della gestione di Dio. Dopo che Dio ha compiuto tutto ciò che Gli spetta, all’uomo è richiesto di continuare instancabile nella pratica, e di cooperare con Dio. Nell’opera di Dio, l’uomo non dovrebbe lesinare alcuno sforzo, dovrebbe offrire la propria lealtà e non dovrebbe indulgere in numerose nozioni o sedere passivamente in attesa della morte. Dio può sacrificare Se Stesso per l’uomo, quindi perché l’uomo non può offrire la propria lealtà a Dio? Dio è costante nell’amore e nella considerazione per l’uomo, quindi perché l’uomo non può offrire un po’ di collaborazione? Dio opera per l’umanità, quindi perché l’uomo non può fare almeno un po’ del proprio dovere per il bene della gestione di Dio? L’opera di Dio è giunta fino a questo punto, eppure voi state ancora a guardare senza agire, ascoltate ma non vi muovete. Persone simili non sono forse oggetto di perdizione? Dio ha già dato all’uomo tutto ciò che è Suo, quindi perché, oggi, l’uomo è incapace di compiere scrupolosamente il proprio dovere? Per Dio, quest’opera è la Sua priorità assoluta, e l’opera di gestione è della massima importanza. Per l’uomo, mettere in pratica la parola di Dio e adempiere alle Sue richieste sono priorità assoluta. Questo dovreste comprendere, tutti quanti.

Tratto da “L’opera di Dio e la pratica dell’uomo” in “La Parola appare nella carne”

414. Il compimento del suo dovere da parte dell’uomo è, in realtà, la realizzazione di tutto ciò che è a lui intrinseco, vale a dire ciò che gli è possibile fare. È allora che il suo dovere viene adempiuto. I difetti dell’uomo durante il suo servizio si riducono gradualmente attraverso il progredire dell’esperienza e il suo sottoporsi a giudizio; non ostacolano né influenzano il suo dovere. Coloro che smettono di servire oppure si arrendono e si tirano indietro per paura che vi siano difetti nel loro servizio sono i più codardi fra gli uomini. Se le persone non sanno esprimere ciò che dovrebbero durante il servizio o conseguire ciò che gli è intrinsecamente possibile, e invece indugiano e agiscono meccanicamente, hanno perso la funzione che dovrebbe avere un essere creato. Simili persone sono considerate “mediocri”, non sono che inutili rifiuti. Come potrebbero essere definite di esseri creati? Non si tratta forse di esseri corrotti che esteriormente brillano ma interiormente sono marci? Se un uomo si definisce Dio ma è incapace di esprimere l’essere della divinità, di compiere l’opera di Dio Stesso o di rappresentare Dio, indubbiamente non è Dio, poiché non ha la Sua essenza, e ciò che Dio può intrinsecamente realizzare non esiste in lui. Se l’uomo perde ciò che da lui è intrinsecamente conseguibile, non può più essere considerato uomo e non è degno di porsi come essere creato né di presentarsi dinanzi a Dio e servirLo. Inoltre, non è degno di ricevere la grazia di Dio né di essere vegliato, protetto e reso perfetto da Lui. Molti che hanno perduto la fiducia di Dio passano poi a perdere la grazia di Dio. Non solo non disprezzano i propri misfatti, ma diffondono sfrontatamente l’idea che la via di Dio sia sbagliata, e i ribelli negano perfino l’esistenza di Dio. Come possono persone del genere, animate da una simile ribellione, avere il diritto di godere della grazia di Dio? Coloro che non compiono il loro dovere sono estremamente ribelli contro Dio e Gli devono molto, eppure si voltano e gridano che Dio ha torto. Come potrebbe un uomo siffatto essere degno di perfezione? Non è forse questo il preludio all’essere eliminato e punito? Le persone che non compiono il loro dovere dinanzi a Dio sono già colpevoli del crimine più efferato, per il quale perfino la morte è una punizione insufficiente, eppure hanno la sfacciataggine di discutere con Dio e di opporsi a Lui. Che valore ha rendere perfette simili persone? Quando non compiono il loro dovere, dovrebbero sentirsi in colpa e in debito; dovrebbe disprezzare la loro debolezza e inutilità, la loro ribellione e corruzione, e inoltre dovrebbe donare la loro vita a Dio. Soltanto allora saranno esseri creati che amano davvero Dio, e solo persone siffatte sarebbero degne di godere delle benedizioni e della promessa di Dio e di essere rese perfette da Lui. E che dire della maggiore parte di voi? Come trattate il Dio che vive fra voi? Come avete svolto il vostro dovere dinanzi a Lui? Avete fatto tutto ciò che siete stati chiamati a fare, anche a costo della vostra vita? Che cosa avete sacrificato? Non avete ricevuto tanto da Me? Sapete distinguere? Quanto Mi siete leali? Come Mi avete servito? E che dire di tutto ciò che Io vi ho concesso e ho fatto per voi? Avete tenuto conto di tutto questo? Avete tutti giudicato e confrontato questo con quel poco di coscienza che avete in voi? Chi potrebbe essere degno delle vostre parole e azioni? Possibile che un tale minuscolo sacrificio da parte vostra sia degno di tutto ciò che Io vi ho concesso? Io non ho altra scelta e vi sono stato devoto con tutto il cuore, eppure voi nutrite intenzioni malvagie e siete poco entusiasti nei Miei confronti. Questa è la misura del vostro dovere, la vostra unica funzione. Non è così? Siete consapevoli di aver fallito completamente nel compiere il dovere di un essere creato? Come potete essere considerati esseri creati? Non vi è chiaro che cosa stiate esprimendo e vivendo? Non avete compiuto il vostro dovere, ma cercate di guadagnare la tolleranza e l’abbondante grazia di Dio. Tale grazia non è stata predisposta per quelli indegni e ignobili come voi, ma per coloro che non chiedono nulla e si sacrificano di buon grado. Persone come voi, così mediocri, sono totalmente indegne di godere della grazia del cielo. Solo avversità e punizione interminabile accompagneranno i vostri giorni! Se non riuscite a esserMi fedeli, il vostro sarà un destino di sofferenza. Se non riuscite a tener conto della Mia parola e della Mia opera, la vostra sorte sarà la punizione. Tutta la grazia, le benedizioni e la vita meravigliosa nel Regno non avranno nulla a che vedere con voi. Questa è la fine a cui meritate di andare incontro e la conseguenza del vostro agire!

Tratto da “La differenza tra il ministero di Dio incarnato e il dovere dell’uomo” in “La Parola appare nella carne”

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