G. Come compiere adeguatamente il proprio dovere

404. In quanto membri della razza umana e cristiani devoti, è responsabilità e dovere di ciascuno di noi offrire la nostra mente e il nostro corpo allo svolgimento del compito assegnatoci da Dio, poiché il nostro intero essere è venuto da Dio ed esiste grazie alla sovranità di Dio. Se le nostre menti e i nostri corpi non sono votati al compito assegnatoci da Dio e per la giusta causa dell’umanità, le nostre anime saranno indegne di coloro che hanno subito il martirio per mandato di Dio, e ancor più indegne di Dio, che ci ha fatto dono di ogni cosa.

Tratto da “Dio sovrintende al destino dell’intera umanità” in “La Parola appare nella carne”

405. Il modo in cui consideri gli incarichi di Dio è una questione molto seria! Se non sei in grado di portare a termine ciò che Dio ti affida, allora non sei degno di vivere alla Sua presenza e meriti di essere punito. È così stabilito dalla legge celeste nonché dai principi terreni che gli esseri umani debbano completare qualsivoglia incarico Dio abbia loro affidato; questa è la loro responsabilità più elevata, non meno importante della loro stessa vita. Se non prendi sul serio gli incarichi di Dio, allora Lo tradisci nel modo più biasimevole; in ciò, sei più deprecabile di Giuda e meriti di essere maledetto. Le persone devono acquisire una comprensione approfondita di come siano tenuti a considerare ciò che Dio affida loro e, come minimo, devono capire che gli incarichi che Dio affida all’umanità sono un’esaltazione e un privilegio speciale da parte di Dio, sono il più glorioso dei doni. Ogni altra cosa può essere tralasciata; se anche occorra sacrificare la propria vita, l’uomo deve pur sempre adempiere l’incarico di Dio.

Tratto da “Come conoscere la natura umana” in “Registrazione dei discorsi di Cristo”

406. Non vi è correlazione fra il dovere dell’uomo e l’eventualità che egli sia benedetto o maledetto. Il dovere è ciò che l’uomo è tenuto a compiere; è il suo sacrosanto dovere e non deve dipendere da ricompense, condizioni o ragioni. Soltanto questo è il compimento del suo dovere. Benedetto è chi dopo avere sperimentato il giudizio viene reso perfetto e gioisce delle benedizioni di Dio. Maledetto è chi dopo avere sperimentato il giudizio e il castigo non va incontro a una trasformazione dell’indole, ossia non viene reso perfetto, bensì punito. In quanto essere creato, l’uomo dovrebbe compiere il suo dovere, fare ciò che è tenuto a fare e ciò che è in grado di fare, indipendentemente dal fatto che venga poi benedetto o maledetto. Questa è la condizione fondamentale per l’uomo, in quanto persona che ricerca Dio. Tu non devi compiere il tuo dovere solo per essere benedetto e non devi rifiutarti di agire per timore di essere maledetto. Desidero dirvi quest’unica cosa: compiere il proprio dovere è ciò che l’uomo dovrebbe fare, e se egli non è in grado di compiere il suo dovere, allora questa da parte sua è insubordinazione. Se l’uomo non è in grado di compiere il suo dovere, questo dimostra la sua ribellione. È sempre attraverso il processo del compimento del proprio dovere che l’uomo gradualmente si trasforma, ed è attraverso questo processo che dimostra la sua lealtà. Stando così le cose, più tu sei in grado di compiere il tuo dovere, più verità riceverai e più reale diventerà anche la tua espressione. Coloro che nel compiere il proprio dovere si limitano a fare le cose meccanicamente, e non cercano la verità, alla fine saranno eliminati, poiché simili uomini non compiono il loro dovere nella pratica della verità e non mettono in pratica la verità nel compimento del loro dovere. Simili uomini sono coloro che non potranno cambiare e saranno maledetti. Non soltanto la loro espressione è impura, ma ciò che esprimono non è altro che malvagità.

Tratto da “La differenza tra il ministero di Dio incarnato e il dovere dell’uomo” in “La Parola appare nella carne”

408. Quando una persona accetta ciò che Dio le affida, Egli ha un criterio per giudicare se le sue azioni siano buone o cattive, se essa abbia obbedito, se abbia soddisfatto la Sua volontà e se ciò che fa abbia i requisiti necessari. Ciò che Gli importa è il cuore delle persone, non le loro azioni esteriori. Non è vero che deve benedire qualcuno purché faccia una certa cosa, a prescindere da come la fa. Questa è una convinzione erronea degli uomini sul Suo conto. Dio non guarda soltanto il risultato finale delle cose, bensì pone maggiormente l’accento su come sono il cuore e l’atteggiamento di una persona durante lo sviluppo delle cose, e scruta se nel suo cuore ci siano obbedienza, sollecitudine e il desiderio di soddisfarLo.

Tratto da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso I” in “La Parola appare nella carne”

409. A prescindere da quale dovere tu adempia, devi sempre cercare di capire la volontà di Dio e di comprendere quali siano le Sue richieste in relazione al tuo dovere; solo allora sarai in grado di gestire le questioni secondo i principi della verità. Nello svolgimento del tuo dovere non puoi assolutamente attenerti alle tue preferenze personali facendo semplicemente qualunque cosa vorresti, qualunque cosa ti renderebbe felice e ti metterebbe a tuo agio o ti farebbe fare bella figura. Se imponi forzatamente le tue preferenze personali a Dio o le pratichi come se fossero la verità, osservandole come se fossero i principi della verità, questo non è compiere il tuo dovere, e svolgerlo in questo modo non ti aiuterà a farti ricordare da Dio. Alcune persone non comprendono la verità e non sanno che cosa significhi compiere adeguatamente i propri doveri. Sentono che, poiché ci si sono impegnate con tutto il cuore, hanno rinunciato alla carne e sofferto, allora il compimento dei propri doveri sia adeguato. Ma allora perché Dio è sempre insoddisfatto? Dove hanno sbagliato queste persone? Il loro errore è stato non andare alla ricerca di ciò che Dio richiedeva, agendo, invece, secondo le loro idee; hanno trattato i loro desideri, preferenze e motivazioni egoiste come se fossero la verità e come se fossero ciò che Dio ama, come se rispondessero ai Suoi standard e requisiti. Hanno considerato quello che ritenevano corretto, giusto e bello come se fosse la verità; questo è sbagliato. In realtà, anche se le persone a volte possono pensare che qualcosa sia giusto e che sia conforme alla verità, ciò non vuol dire necessariamente che sia conforme alla volontà di Dio. Più le persone pensano che qualcosa sia giusto, più devono prestare attenzione e cercare la verità per capire se quello che pensano risponde ai requisiti di Dio. Se dovesse essere in contrasto con i Suoi requisiti e le Sue parole, allora sbagli a pensare che sia giusto, non è altro che un pensiero umano, e non è necessariamente conforme alla verità, indipendentemente da quanto tu pensi sia giusto. Il criterio che utilizzi per stabilire cosa sia giusto o sbagliato deve basarsi unicamente sulle parole di Dio, a prescindere da quanto tu ritenga giusto qualcosa, a meno che non ve ne sia un fondamento nelle parole di Dio, tu devi abbandonarlo. Cos’è il dovere? È un incarico affidato da Dio alle persone. Quindi come dovresti adempiere al tuo dovere? Agendo in conformità ai requisiti e agli standard di Dio, e basando il tuo comportamento sui principi della verità piuttosto che sui desideri soggettivi dell’uomo. In questo modo l’adempimento dei tuoi doveri sarà all’altezza di quanto richiesto.

Tratto da “Soltanto cercando i principi della verità puoi svolgere bene il tuo dovere” in “Registrazione dei discorsi di Cristo”

410. Alcune persone, a prescindere da quale problema possano incontrare nel compimento dei propri doveri, non cercano la verità e agiscono sempre secondo i loro pensieri, le loro nozioni, le loro fantasie e i loro desideri. Soddisfano di continuo i propri desideri egoistici, e la loro indole corrotta esercita costantemente il controllo sulle loro azioni. Per quanto possano portare a termine gli incarichi a loro assegnati, non ottengono alcuna verità. Dunque, su cosa fanno affidamento tali persone nello svolgimento del proprio dovere? Non fanno affidamento né sulla verità né su Dio. Quel poco di verità che sono in grado di comprendere non esercita alcuna sovranità sul loro cuore; fanno affidamento sulle proprie doti e capacità, su qualunque conoscenza abbiano acquisito e sui propri talenti, nonché sulla propria forza di volontà o sulle proprie buone intenzioni, per portare a termine questi doveri. Si tratta di un tipo di natura ben diverso, non è così? Sebbene talora tu faccia affidamento sulla tua naturalità, sulle tue fantasie, nozioni e conoscenze, nonché su quanto stai apprendendo intorno allo svolgimento del tuo dovere, in alcune delle cose che fai non emergono questioni di principio. All’apparenza, può sembrare che tu non abbia imboccato la via sbagliata, ma c’è un aspetto che non si può trascurare: se nel processo relativo allo svolgimento del tuo dovere le tue nozioni, fantasie e i tuoi desideri personali non mutano mai e non vengono mai rimpiazzati con la verità, e se le tue azioni e i tuoi gesti non sono mai conformi ai principi della verità, quale sarà il risultato finale? Diverrai un servitore. Questo è esattamente ciò che è scritto nella Bibbia: “Molti Mi diranno in quel giorno: ‘Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome Tuo e in nome Tuo cacciato demòni e fatto in nome Tuo molte opere potenti?’ Allora dichiarerò loro: ‘Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da Me, malfattori!’” (Matteo 7:22-23). Per quale motivo Dio definisce “malfattori” queste persone che si affaticano e rendono servizio? Di una cosa possiamo essere certi, ossia che indipendentemente dai doveri compiuti o dal lavoro svolto da queste persone, le loro motivazioni, il loro slancio, le loro intenzioni e i loro pensieri procedono interamente dai loro desideri egoistici, si basano interamente su idee e interessi personali, e le loro considerazioni e i loro piani ruotano completamente intorno alla propria reputazione, al proprio status, alla propria vanità e alle proprie prospettive future. In fondo in fondo, non possiedono neanche un minimo di verità e non agiscono secondo i principi della verità. Quindi, cos’è fondamentale che cerchiate ora? (Dovremmo cercare la verità e adempiere i nostri doveri in conformità con la volontà e i requisiti di Dio). Che cosa dovreste fare, di preciso, quando svolgete i vostri doveri nel rispetto dei requisiti stabiliti da Dio? Per quanto riguarda le tue intenzioni e idee allorché sei intento a fare qualcosa, devi imparare a discernere se esse sono conformi o meno alla verità, nonché se sono orientate all’adempimento dei tuoi desideri egoistici o piuttosto degli interessi della casa di Dio. Se le tue intenzioni e idee sono conformi alla verità, allora puoi svolgere il tuo dovere in linea con il tuo pensiero; tuttavia, se non sono conformi alla verità, allora devi cambiare rapidamente rotta e abbandonare quel percorso. Quel percorso non è giusto e non si può praticare in tal modo; se prosegui in quella direzione, finirai per commettere il male.

Tratto da “Come sperimentare le parole di Dio nei propri doveri” in “Registrazione dei discorsi di Cristo”

411. Nel compiere il proprio dovere, occorre sempre esaminare sé stessi per vedere se si stanno facendo le cose secondo i principi, se si sta svolgendo il proprio dovere in maniera soddisfacente, se lo si sta semplicemente facendo in modo sommario, se si è cercato di sottrarsi alle proprie responsabilità e se vi sono problemi col proprio atteggiamento e col proprio modo di pensare. Quando avrai dedicato qualche tempo all’autoriflessione e queste cose ti saranno chiare, ti risulterà più facile compiere il tuo dovere. A qualsiasi cosa tu vada incontro nel compiere il tuo dovere – negatività e debolezza, essere di cattivo umore dopo avere subito il trattamento – devi gestirla adeguatamente e devi anche ricercare la verità e comprendere la volontà di Dio. Così facendo, avrai un percorso di pratica. Se desideri ottenere buoni risultati nel compiere il tuo dovere, non devi lasciarti influenzare dal tuo stato d’animo. A prescindere da quanto tu ti senta negativo o debole, devi mettere in pratica la verità in tutto ciò che fai, con assoluta rigorosità e attenendoti ai principi. Se fai così, non solo avrai l’approvazione degli altri, ma sarai gradito anche a Dio. Di conseguenza, sarai una persona responsabile che sa addossarsi un fardello; sarai una persona genuinamente buona che compie effettivamente il proprio dovere in maniera soddisfacente e vive pienamente la parvenza di una persona autentica. Simili persone vengono purificate e conseguono una reale trasformazione quando compiono il proprio dovere, e si può dire che siano sincere agli occhi di Dio. Soltanto le persone sincere sanno perseverare nel mettere in pratica la verità e riescono ad agire nel rispetto dei principi e a compiere i propri doveri in maniera soddisfacente. Coloro che agiscono nel rispetto dei principi compiono il proprio dovere meticolosamente quando sono di buon umore; non lavorano in modo sommario, non sono arroganti e non si mettono in mostra per far sì che gli altri abbiano un’alta opinione di loro. Quando sono invece di cattivo umore, portano a termine i propri compiti quotidiani con altrettanta serietà e responsabilità e, anche se si imbattono in qualcosa che pregiudica il compimento del loro dovere o che li mette sotto pressione oppure provoca dei disagi durante il compimento del dovere, sono comunque in grado di acquietare il proprio cuore dinanzi a Dio e di pregare dicendo: “Non importa quando possano essere gravosi i problemi con cui mi confronterò, dovessero anche crollare i cieli, fino a quando Dio mi consentirà di continuare a vivere, sono deciso a fare del mio meglio per compiere il mio dovere. Ogni giorno in cui mi è consentito vivere è un giorno in cui mi impegnerò a fondo per compiere il mio dovere, per essere degno di questo compito affidatomi da Dio e del respiro che mi ha messo in corpo. Indipendentemente dalle difficoltà in cui possa trovarmi, non ne terrò alcun conto, poiché compiere il mio dovere è della massima importanza!” Coloro che non vengono influenzati da persone, eventi, cose o ambienti, che non vengono dominati da stati d’animo o da situazioni esterne e che mettono al primo posto i doveri e gli incarichi affidati loro da Dio, questi sono coloro che sono leali a Dio e si sottomettono realmente a Lui. Persone del genere hanno conseguito l’ingresso nella vita e l’accesso alla realtà della verità. Questa è una delle espressioni più concrete e autentiche del vivere la verità.

Tratto da “L’ingresso nella vita deve iniziare con l’esperienza dall’adempimento del proprio dovere” in “Registrazione dei discorsi di Cristo”

412. Qualunque cosa Dio ti chieda, devi soltanto dare tutto te stesso. Si spera che alla fine tu sia in grado di dimostrare la tua lealtà verso Dio davanti a Lui e, finché puoi vedere il sorriso gratificato di Dio sul Suo trono, anche se è il momento della tua morte, devi essere in grado di ridere e sorridere mentre hai gli occhi chiusi. Devi compiere il tuo dovere finale per Dio durante il tuo periodo in terra. Nel passato, Pietro fu crocifisso a testa in giù per Dio; tuttavia, tu alla fine devi soddisfare Dio ed esaurire tutte le tue energie per Dio. Che cosa può fare per Dio una creatura? Così devi donarti alla mercé di Dio al più presto. Finché Dio è contento e soddisfatto, lasciaGli fare ciò che vuole. Che diritto hanno gli uomini di lamentarsi?

Tratto dal capitolo 41 di “Interpretazione dei misteri delle ‘Parole di Dio all’intero universo’” in “La Parola appare nella carne”

413. Oggi, quello che vi viene chiesto di realizzare non sono richieste aggiuntive, bensì il dovere dell’uomo, e ciò che dovrebbe essere fatto da tutte le persone. Se non siete in grado neppure di fare il vostro dovere, o di farlo bene, non vi state forse mettendo nei guai? Non state corteggiando la morte? Come potreste ancora aspettarvi un futuro e delle prospettive? L’opera di Dio è per il bene dell’umanità e la collaborazione dell’uomo è per il bene della gestione di Dio. Dopo che Dio ha compiuto tutto ciò che Gli spetta, all’uomo è richiesto di continuare instancabile nella pratica, e di cooperare con Dio. Nell’opera di Dio, l’uomo non dovrebbe lesinare alcuno sforzo, dovrebbe offrire la propria lealtà e non dovrebbe indulgere in numerose concezioni o sedere passivamente in attesa della morte. Dio può sacrificare Se Stesso per l’uomo, quindi perché l’uomo non può offrire la propria lealtà a Dio? Dio è costante nell’amore e nella considerazione per l’uomo, quindi perché l’uomo non può offrire un po’ di collaborazione? Dio opera per l’umanità, quindi perché l’uomo non può fare almeno un po’ del proprio dovere per il bene della gestione di Dio? L’opera di Dio è giunta fino a questo punto, eppure voi state ancora a guardare senza agire, ascoltate ma non vi muovete. Persone simili non sono forse oggetto di perdizione? Dio ha già dato all’uomo tutto ciò che è Suo, quindi perché, oggi, l’uomo è incapace di compiere scrupolosamente il proprio dovere? Per Dio, quest’opera è la Sua priorità assoluta, e l’opera di gestione è della massima importanza. Per l’uomo, mettere in pratica la parola di Dio e adempiere alle Sue richieste sono priorità assoluta. Questo dovreste comprendere, tutti quanti.

Tratto da “L’opera di Dio e la pratica dell’uomo” in “La Parola appare nella carne”

414. L’uomo che compie il suo dovere in realtà adempie tutto ciò che è intrinseco a lui, ciò che gli è possibile. È allora che il suo dovere viene realizzato. I difetti dell’uomo durante il suo servizio si riducono gradualmente col progredire dell’esperienza e col procedere della sua esperienza di giudizio; non ostacolano né influenzano il suo dovere. Coloro che smettono di servire oppure si arrendono e si tirano indietro per paura dei difetti che possono sussistere nel servizio sono i più codardi fra gli uomini. Se l’uomo non sa esprimere ciò che dovrebbe durante il servizio o conseguire ciò che gli è intrinsecamente possibile e invece indugia e agisce meccanicamente, ha perso la funzione che dovrebbe avere un essere creato. Questo genere di uomo è considerato una nullità mediocre e un inutile spreco di spazio; come può un individuo simile essere nobilitato col titolo di essere creato? Non si tratta forse di entità di corruzione che esteriormente brillano ma interiormente sono putride? Se un uomo si definisce Dio ma è incapace di esprimere l’essere della divinità, di compiere l’opera di Dio Stesso o di rappresentare Dio, indubbiamente non è Dio, poiché non ha la Sua essenza, e ciò che Dio può intrinsecamente realizzare non esiste in lui. Se l’uomo perde ciò che è intrinsecamente conseguibile, non può più essere considerato uomo e non è degno di porsi come essere creato né di presentarsi davanti a Dio e servirLo. Inoltre, non è degno di ricevere la grazia di Dio né di essere sorvegliato, protetto e reso perfetto da Lui. Molti che hanno perduto la fiducia di Dio passano poi a perdere la grazia di Dio. Non soltanto non disprezzano i propri misfatti, ma propagano sfrontatamente l’idea secondo cui la via di Dio è sbagliata. E tali ribelli negano perfino l’esistenza di Dio; come può un simile genere di uomo, con tale ribellione, avere il privilegio di godere della grazia di Dio? Gli uomini che non sono riusciti a compiere il loro dovere sono assai ribelli contro Dio e Gli devono molto, eppure si voltano e gridano che Dio ha torto. Come può un simile genere di uomo essere degno di perfezione? Non è forse questo il preludio all’essere eliminato e punito? Un uomo che non compie il suo dovere davanti a Dio è già colpevole del crimine più atroce, per il quale perfino la morte è una punizione insufficiente, eppure egli ha la sfacciataggine di discutere con Dio e di tenerGli testa. Che valore ha rendere perfetto un simile genere di uomo? Se non riesce a compiere il suo dovere, dovrebbe sentirsi in colpa e in debito; dovrebbe disprezzare la propria debolezza e la propria inutilità, la propria ribellione e la propria corruzione, e inoltre dovrebbe sacrificare per Dio la vita e il sangue. Soltanto allora sarebbe un essere creato che veramente ama Dio, e solo un simile genere di uomo sarebbe degno di godere delle benedizioni e della promessa di Dio e di essere reso perfetto da Lui. E che dire della maggiore parte di voi? Come trattate il Dio che vive fra voi? Come avete svolto il vostro dovere davanti a Lui? Avete fatto tutto ciò che siete stati invitati a fare, anche a costo della vostra vita? Che cosa avete sacrificato? Non avete ricevuto tanto da Me? Sapete operare la distinzione? Quanto Mi siete leali? Come Mi avete servito? E che dire di tutto ciò che Io vi ho conferito e ho fatto per voi? Avete tenuto conto di tutto questo? Avete tutti giudicato e confrontato questo con quel poco di coscienza che avete in voi? Chi potrebbe essere degno delle vostre parole e azioni? È forse possibile che un tale minuscolo sacrificio da parte vostra sia degno di tutto ciò che Io vi ho conferito? Io non ho altra scelta e vi sono stato devoto con tutto il cuore, eppure voi nutrite intenzioni malvagie e siete poco entusiasti nei Miei confronti. Questa è l’entità del vostro dovere, la vostra unica funzione. Non è così? Non sapete che non avete affatto compiuto il dovere di esseri creati? Come potete essere considerati esseri creati? Non sapete chiaramente che cosa state esprimendo e vivendo? Non siete riusciti a compiere il vostro dovere, ma cercate di guadagnare la tolleranza e la generosa grazia di Dio. Tale grazia non è stata predisposta per persone indegne e ignobili come voi, ma per coloro che non chiedono nulla e si sacrificano di buon grado. Uomini come voi, nullità così mediocri, non sono affatto degni di godere della grazia del cielo. Solo i patimenti e la punizione interminabile accompagneranno i vostri giorni! Se non riuscite a esserMi fedeli, il vostro destino sarà la sofferenza. Se non potete rendere conto davanti alla Mia parola e alla Mia opera, la vostra sorte sarà la punizione. La grazia, le benedizioni e la vita meravigliosa nel Regno non avranno nulla a che vedere con voi. Questa è la fine a cui meritate di andare incontro e una conseguenza causata da voi stessi!

Tratto da “La differenza tra il ministero di Dio incarnato e il dovere dell’uomo” in “La Parola appare nella carne”

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