III. Parole essenziali sui misteri dell’incarnazione di Dio

75. Il significato dell’incarnazione è che Dio appare nella carne e viene a compiere la Sua opera fra gli uomini della Sua creazione sotto l’aspetto della carne. Così, perché Dio Si possa incarnare, Egli deve prima essere carne, carne dotata di normale umanità; questo, quantomeno, deve essere vero. Di fatto, ciò che è implicito nell’incarnazione di Dio è che Egli vive e opera nella carne, Dio nella Sua essenza stessa si fa carne, diventa un uomo.

Tratto da “L’essenza della carne abitata da Dio” in “La Parola appare nella carne”

76. Incarnazione significa che lo Spirito di Dio Si fa carne, vale a dire, Dio diventa carne; l’opera che Egli compie nella carne è l’opera dello Spirito, che è realizzata nella carne, espressa dalla carne. Nessuno tranne la carne di Dio può svolgere il ministero del Dio incarnato; vale a dire, solamente la carne incarnata di Dio, questa normale umanità, e nessun’altra può esprimere l’opera divina. Se, nel corso della Sua prima venuta, anteriormente al ventinovesimo anno d’età, Dio non avesse posseduto la normale umanità, se, al momento della nascita, avesse potuto operare miracoli, se, non appena avesse imparato a parlare, fosse stato in grado di esprimerSi con la lingua del cielo, se, nell’istante in cui avesse messo piede sulla terra, Egli avesse potuto comprendere tutte le questioni terrene, discernere i pensieri e gli intenti di ognuno, una persona simile non Si sarebbe potuta definire un uomo normale, e una carne simile non si sarebbe potuta denominare carne umana. Se ciò fosse accaduto per Cristo, il significato e l’essenza dell’incarnazione di Dio sarebbero stati persi. Il fatto che possedesse una normale umanità dimostra che Egli era Dio incarnato nella carne; il fatto che sperimentò un normale processo di crescita umana dimostra ulteriormente che era carne normale; e inoltre, la Sua opera è una prova sufficiente che Egli era la Parola di Dio, lo Spirito di Dio, che Si era fatto carne.

Tratto da “L’essenza della carne abitata da Dio” in “La Parola appare nella carne”

77. Il Dio incarnato Si chiama Cristo, e Cristo è la carne assunta dallo Spirito di Dio. Questa carne è diversa da quella di qualunque uomo fatto di carne. Questa differenza esiste perché Cristo non è fatto di carne e di sangue, ma è l’incarnazione dello Spirito. Egli ha sia un’umanità normale sia una divinità completa. La Sua divinità non è posseduta da alcun uomo. La Sua umanità normale sostiene tutte le Sue normali attività nella carne, mentre la Sua divinità svolge l’opera di Dio Stesso. Che si tratti della Sua umanità o della Sua divinità, entrambe si sottomettono alla volontà del Padre celeste. La sostanza di Cristo è lo Spirito, cioè la divinità. Pertanto la Sua sostanza è quella di Dio Stesso; essa non interrompe la Sua opera ed Egli non potrebbe fare nulla per distruggere la Propria opera, né pronuncerebbe mai alcuna parola che vada contro la Propria volontà. Quindi, il Dio incarnato non compirebbe assolutamente mai alcuna opera che interrompa la Sua gestione. Questo è ciò che tutti gli uomini dovrebbero capire.

Tratto da “La sostanza di Cristo è l’obbedienza alla volontà del Padre celeste” in “La Parola appare nella carne”

78. Colui che è l’incarnazione di Dio deve avere la Sua sostanza e la Sua espressione. Poiché Dio Si trasforma in carne, compirà l’opera che deve realizzare, e dal momento che Egli Si trasforma in carne, esprimerà ciò che è e sarà in grado di portare la verità all’uomo, dargli la vita e mostrargli la via. La carne che non contiene l’essenza di Dio non rappresenta certamente Dio incarnato: non c’è dubbio. Per esaminare se si tratta dell’incarnazione di Dio, l’uomo deve valutare l’indole che Egli esprime e le parole che pronuncia. In altri termini, il fatto che Egli sia o non sia Dio in carne, e che sia o non sia la vera via, deve essere giudicato dalla Sua essenza. E così, nello stabilire se si tratta[a] di Dio in carne, il punto è prestare attenzione alla Sua sostanza (la Sua opera, le Sue parole, la Sua indole e molto altro), anziché all’apparenza esteriore. Se l’uomo vede soltanto la Sua apparenza esteriore, e trascura la Sua essenza, ciò dimostra la sua ignoranza e la sua ingenuità.

Tratto dall’Introduzione a “La Parola appare nella carne”

79. Dato che Dio Si fa carne, realizza la Sua sostanza all’interno della Sua carne, in modo tale che quest’ultima sia sufficiente per intraprendere la Sua opera. Pertanto, tutta l’opera dello Spirito di Dio è sostituita dall’opera di Cristo durante il tempo dell’incarnazione, e al centro di tutta l’opera durante tutto il tempo dell’incarnazione c’è l’opera di Cristo. Non può essere confusa con l’opera di qualunque altra epoca. Poiché Dio Si fa carne, opera nell’identità della Sua carne; poiché viene nella carne, Egli, poi, finisce nella carne l’opera che deve compiere. Che si tratti dello Spirito di Dio o di Cristo, entrambi sono Dio Stesso ed Egli compie l’opera che deve svolgere e porta a termine il ministero che deve portare a termine.

Tratto da “La sostanza di Cristo è l’obbedienza alla volontà del Padre celeste” in “La Parola appare nella carne”

80. La vita e opera di Dio nello stato incarnato si possono dividere in due fasi. La prima corrisponde alla Sua vita precedente allo svolgimento del Suo ministero. Egli vive in una comune famiglia umana, in una condizione di umanità del tutto ordinaria, obbedendo alle leggi e ai principi morali comuni della vita umana, con le necessità umane (cibo, indumenti, rifugio, sonno), le debolezze umane e le emozioni umane normali. In altri termini, nel corso della prima fase, Egli vive in una condizione di umanità del tutto normale, non divina, dedicandoSi a tutte le comuni attività umane. La seconda fase è la vita che Egli vive dopo l’inizio dello svolgimento del Suo ministero. Egli dimora ancora in una condizione di umanità comune con un involucro umano normale, senza mostrare alcun segno esteriore del soprannaturale. Egli, però, vive esclusivamente per il Suo ministero e durante questo periodo la Sua normale umanità esiste interamente al servizio dell’opera ordinaria della Sua divinità; poiché, ormai, la Sua normale umanità è maturata al punto di essere in grado di svolgere il Suo ministero. Così, la seconda fase della Sua vita è caratterizzata dallo svolgimento del Suo ministero nella Sua normale umanità, è una vita sia di normale umanità che di completa divinità. Il motivo per cui, nel corso della prima fase della Sua vita, Egli vive nell’umanità comune completa è che la Sua umanità non è ancora all’altezza dell’interezza dell’opera divina, non è ancora matura; solamente dopo che la Sua umanità diventa matura, capace di farsi carico del Suo ministero, Egli può iniziare a compiere la Sua opera. Dal momento che Egli, in quanto carne, ha bisogno di crescere e maturare, la prima fase della Sua vita è quella della normale umanità, mentre nella seconda fase, poiché la Sua umanità è in grado di intraprendere la Sua opera e svolgere il Suo ministero, la vita che il Dio incarnato vive nel corso del Suo ministero è caratterizzata sia dall’umanità, che dalla completa divinità. Se, dal momento della Sua nascita, il Dio incarnato iniziasse effettivamente il Suo ministero compiendo segni e prodigi soprannaturali, allora non possiederebbe un’essenza corporea. Quindi, la Sua umanità esiste ai fini della Sua essenza corporea; non ci può essere carne senza umanità e una persona senza umanità non è un essere umano. In questo modo, l’umanità della carne di Dio è una proprietà intrinseca della carne incarnata di Dio. Dire che “quando Dio Si fa carne Egli è completamente divino e non è assolutamente umano” è una bestemmia, perché è una presa di posizione impossibile da sostenere, in quanto viola il principio dell’incarnazione. Anche dopo l’inizio dello svolgimento del Suo ministero, la Sua divinità risiede ancora nell’involucro umano esterno quando compie la Sua opera, ma in quel momento, la Sua umanità ha il solo scopo di permettere alla Sua divinità di portare a termine l’opera nella carne normale. Così, chi produce l’opera è la divinità che abita la Sua umanità. È la Sua divinità, non la Sua umanità che è in azione, ma è una divinità celata all’interno della Sua umanità; la Sua opera è compiuta sostanzialmente dalla Sua completa divinità, non dalla Sua umanità. Ma chi esegue l’opera è la Sua carne. Si potrebbe dire che Egli è un uomo ed è anche Dio, perché Dio diventa tale vivendo nella carne, con un involucro umano e un’essenza umana, ma anche l’essenza di Dio. Poiché Egli è un uomo con l’essenza di Dio, è al di sopra di tutti gli umani creati, superiore a qualsiasi uomo in grado di compiere l’opera di Dio. E così, fra tutti coloro che possiedono un involucro umano come il Suo, fra tutti coloro che possiedono l’umanità, solamente Egli è il Dio incarnato Stesso: tutti gli altri sono umani creati. Anche se possiedono tutti l’umanità, gli umani creati sono solo umani, mentre Dio incarnato è diverso: nella Sua carne Egli non possiede solamente l’umanità, ma è dotato soprattutto di divinità. La Sua umanità può essere vista nell’aspetto esteriore della Sua carne e nella Sua vita di ogni giorno, ma la Sua divinità è difficile da percepire. Poiché la Sua divinità è esternata solamente quando Egli possiede l’umanità e non è soprannaturale tanto quanto le persone se la immaginano, per loro è molto difficile da vedere. Anche oggi, è estremamente difficile per le persone comprendere la vera essenza del Dio incarnato. Difatti, anche dopo avervene parlato così a lungo, credo che per la maggior parte di voi sia ancora un mistero. La questione è molto semplice: dal momento che Dio Si fa carne, la Sua essenza è un’unione tra umanità e divinità. Questa unione si chiama Dio Stesso, Dio Stesso sulla terra.

Tratto da “L’essenza della carne abitata da Dio” in “La Parola appare nella carne”

81. L’umanità del Dio incarnato esiste per sostenere l’opera divina normale nella carne; Il Suo pensiero umano normale supporta la Sua normale umanità e tutte le Sue normali attività corporee. Si potrebbe dire che il Suo pensiero umano normale esiste allo scopo di sostenere tutta l’opera di Dio nella carne. Se questa carne non possedesse una mente umana normale, Dio non potrebbe operare nella carne e ciò che Egli deve realizzare nella carne non potrebbe mai essere conseguito. Sebbene il Dio incarnato possegga una mente umana normale, la Sua opera non è contaminata dal pensiero umano; Egli intraprende l’opera nell’umanità con una mente normale, partendo dal presupposto che possiede l’umanità con una mente, non tramite l’esercizio del normale pensiero umano. Indipendentemente da quanto siano elevati i pensieri della Sua carne, la Sua opera non reca il segno della logica o del pensiero. In altri termini, la Sua opera non è concepita dalla mente della Sua carne, ma è una diretta espressione dell’opera divina nella Sua umanità. Tutta la Sua opera è il ministero che deve svolgere e nulla di ciò è concepito dal Suo cervello. Per esempio, la guarigione degli infermi, la cacciata dei demoni e la crocifissione non furono i frutti della Sua mente umana, non avrebbero potuto essere realizzati da alcun uomo con una mente umana. Analogamente, il lavoro di conquista di oggi è un ministero che deve essere svolto dal Dio incarnato, ma non è l’opera di una volontà umana, è quella che la Sua divinità è chiamata a compiere, opera di cui nessun umano di carne è capace. Quindi, il Dio incarnato deve possedere una mente umana normale, una normale umanità, perché deve compiere l’opera nell’umanità con una mente normale. Questa è l’essenza dell’opera del Dio incarnato, l’essenza stessa del Dio incarnato.

Prima che svolgesse l’opera, Gesù viveva semplicemente nella Sua normale umanità. Nessuno era in grado di riconoscere che era Dio, nessuno scoprì che era il Dio incarnato; il popolo Lo conosceva solamente come un uomo del tutto normale. La Sua umanità totalmente comune, normale, era la prova che Dio era incarnato nella carne e che l’Età della Grazia era l’epoca dell’opera del Dio incarnato, non l’epoca dell’opera dello Spirito. Era la prova che lo Spirito di Dio era realizzato completamente nella carne, che nell’era dell’incarnazione di Dio la Sua carne avrebbe compiuto tutta l’opera dello Spirito. Il Cristo dotato di normale umanità è una carne in cui Si è concretizzato lo Spirito, che possiede una normale umanità, una ragione ordinaria e un pensiero umano. “Essersi concretizzato” significa Dio che diventa uomo, lo Spirito che Si fa carne; più semplicemente, è quando Dio Stesso risiede in una carne con una normale umanità e tramite essa esprime la Sua opera divina: questo è ciò che significa essersi concretizzato o incarnato.

Tratto da “L’essenza della carne abitata da Dio” in “La Parola appare nella carne”

82. L’umanità di Cristo è governata dalla Sua divinità. Benché Egli sia fatto di carne, la Sua umanità non è totalmente identica a quella di un uomo di carne. Cristo ha il Suo carattere unico, anch’esso governato dalla Sua divinità. Quest’ultima non ha alcuna debolezza; la debolezza di Cristo è riconducibile a quella della Sua umanità. In certa misura, questa debolezza vincola la Sua divinità, ma tali limiti sono entro un certo ambito e tempo, e non sono infiniti. Quando arriva il momento di compiere l’opera della Sua divinità, essa si compie a prescindere dalla Sua umanità. L’umanità di Cristo è interamente guidata dalla Sua divinità. A parte la vita normale della Sua umanità, tutte le altre azioni della Sua umanità sono influenzate, condizionate e guidate dalla Sua divinità. Anche se Cristo ha un’umanità, essa non interrompe l’opera della Sua divinità. Questo, proprio perché l’umanità di Cristo è guidata dalla Sua divinità; anche se la Sua umanità non è matura nella Sua condotta dinanzi agli altri, non condiziona l’opera normale della Sua divinità. Quando dico che la Sua umanità non è stata corrotta, intendo che l’umanità di Cristo può essere guidata direttamente dalla Sua divinità e che Egli possiede un discernimento superiore a quello dell’uomo comune. La Sua umanità è estremamente adatta a essere guidata dalla divinità nella Sua opera; la Sua umanità è estremamente capace di esprimere l’opera della divinità e di sottomettersi a tale opera. Mentre Dio opera nella carne, non perde mai di vista il dovere che un uomo di carne deve compiere; Egli è in grado di adorare Dio in cielo con cuore sincero. Ha la sostanza di Dio e la Sua identità è quella di Dio Stesso. È solo che è venuto sulla terra ed è diventato un essere creato, con l’involucro esteriore di un essere creato, e ora possiede un’umanità che prima non aveva; Egli è in grado di adorare Dio in cielo. Questo è l’essere di Dio Stesso ed è inimitabile per l’uomo.

Tratto da “La sostanza di Cristo è l’obbedienza alla volontà del Padre celeste” in “La Parola appare nella carne”

83. Costui, fattoSi carne, espresse la divinità di Dio tramite la Sua umanità, e Ne comunicò la volontà agli uomini. Mediante l’espressione della volontà e dell’indole di Dio, Egli rivelò alle persone anche il Dio che non poteva essere visto né toccato nella dimensione spirituale. Ciò che esse videro era Dio Stesso, tangibile, in carne e ossa. Così il Figlio dell’uomo, fattoSi carne, rese concrete e umanizzate cose come l’identità, la condizione, l’immagine, l’indole di Dio e ciò che Egli ha ed è. Sebbene l’aspetto esteriore del Figlio dell’uomo avesse alcune limitazioni riguardanti l’immagine di Dio, la Sua essenza e ciò che Egli ha ed è erano assolutamente in grado di rappresentare la Sua identità e la Sua condizione. C’erano semplicemente alcune differenze nella forma d’espressione. A prescindere dal fatto che si tratti dell’umanità o della divinità del Figlio dell’uomo, non possiamo negare che Egli rappresentasse l’identità e la condizione di Dio. Durante questo periodo, tuttavia, Dio operò attraverso la carne, parlò dalla prospettiva della carne e si presentò dinanzi al genere umano con l’identità e la condizione del Figlio dell’uomo, e ciò diede alle persone l’opportunità di incontrare e di sperimentare le vere parole e la vera opera di Dio tra gli uomini. Permise loro anche di penetrare la Sua divinità e la Sua grandezza tra l’umiltà, e di acquisire una conoscenza e una definizione preliminari dell’autenticità e della realtà di Dio. Benché l’opera compiuta dal Signore Gesù, i Suoi modi di operare e la prospettiva da cui parlava differissero dalla persona reale di Dio nella dimensione spirituale, tutto ciò che Lo riguardava rappresentava davvero il Dio Stesso che gli uomini non avevano mai visto prima. Questo non si può negare! In altre parole, in qualunque forma Dio Si manifesti, da qualunque prospettiva parli o con qualunque immagine Si presenti all’umanità, Egli rappresenta soltanto Sé Stesso. Non può rappresentare alcun essere umano, alcun uomo corrotto. Dio è Dio Stesso, e questo non si può negare.

Tratto da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso III” in “La Parola appare nella carne”

84. Il Dio concreto Stesso del quale parliamo oggi opera sia nella Sua umanità che nella Sua divinità. Tramite l’apparizione del Dio concreto, la Sua opera e la Sua vita umane ordinarie e la Sua opera interamente divina vengono realizzate. La Sua umanità e la Sua divinità sono congiunte in un unico insieme e l’opera di entrambe viene[b] compiuta attraverso le parole; sia nella Sua umanità che nella Sua divinità, Egli pronuncia parole. Quando Dio opera nella Sua umanità, Egli parla il linguaggio degli uomini, in modo che la gente possa entrare in contatto con Lui e comprenderLo. Le Sue parole sono pronunciate chiaramente e sono facili da capire, in tal modo possono essere fornite a tutti gli esseri umani; indipendentemente dal livello di conoscenza o d’istruzione, tutti possono ricevere le parole di Dio. L’opera svolta nella Sua divinità è anch’essa effettuata attraverso le parole, ma è piena di nutrimento, è piena di vita, e non è contaminata dalle idee umane, non implica le preferenze dell’uomo ed è priva dei limiti umani, è al di fuori dei confini di qualsiasi umanità normale; anch’essa si svolge nella carne, ma è l’espressione diretta dello Spirito. Accettando soltanto l’opera svolta da Dio nella Sua umanità, le persone confineranno sé stesse in un certo ambito e, quindi, richiederanno un costante lavoro di trattamento, potatura e disciplina affinché vi sia un minimo cambiamento in loro. Senza l’opera o la presenza dello Spirito Santo, invece, esse ritorneranno sempre alle loro vecchie abitudini; è solo attraverso l’opera della divinità che questi mali e queste carenze potranno essere corretti e le persone potranno essere rese complete. Anziché una continua azione di trattamento e potatura, occorre una fornitura positiva usando le parole per compensare ogni mancanza, per rivelare ogni condizione degli uomini, per indirizzare le loro vite, i loro discorsi, le loro azioni, e per mettere a nudo le loro intenzioni e motivazioni; questa è l’opera reale del Dio concreto. Pertanto, nel tuo atteggiamento verso di Lui, dovresti sia sottometterti dinanzi alla Sua umanità, riconoscendoLo e identificandoLo, sia accettare e obbedire alla Sua opera e alle Sue parole divine. Il fatto che Dio appaia agli uomini nella carne significa che tutta l’opera e tutte le parole dello Spirito di Dio si realizzano attraverso la Sua umanità normale e la Sua incarnazione. In altre parole, lo Spirito di Dio provvede sia a guidare la Sua opera umana che a realizzare quella della Sua divinità nella carne; nel Dio incarnato è dunque possibile vedere sia l’opera svolta nella Sua umanità che quella completamente divina; questo è il significato dell’apparizione del Dio concreto nella carne. Se riesci a comprendere chiaramente queste cose, sarai in grado di collegare tutte le diverse parti di Dio, cessando così di attribuire un’importanza eccessiva all’opera svolta nella Sua divinità e di sottovalutare quella svolta nella Sua umanità; in questo modo, non oscillerai più tra questi due estremi, né devierai dal percorso. Nel complesso, il significato del Dio concreto risiede nel fatto che l’opera portata avanti nella Sua umanità e nella Sua divinità, guidata dallo Spirito, si esprime attraverso la Sua carne, in modo che le persone possano vedere che Egli è chiaro e reale, vero e concreto.

Tratto da “Dovresti sapere che il Dio concreto è Dio Stesso” in “La Parola appare nella carne”

85. Lo Spirito di Dio è l’autorità sopra tutta la creazione. Anche la carne con la sostanza di Dio possiede l’autorità, ma il Dio incarnato può compiere tutta l’opera che obbedisce alla volontà del Padre celeste. Ciò non può essere raggiunto o concepito da alcun uomo. Dio Stesso è autorità, ma la Sua carne sa sottomettersi alla Sua autorità. Questo è il significato recondito delle parole: “Cristo obbedisce alla volontà di Dio Padre”. Dio è uno Spirito e può compiere l’opera di salvezza, come anche il Dio diventato uomo. In ogni caso, Dio Stesso compie la Propria opera; non la interrompe né interferisce, né tantomeno svolge un’opera che è reciprocamente conflittuale, perché la sostanza dell’opera svolta dallo Spirito e quella dell’opera svolta dalla carne sono uguali. Che si tratti dello Spirito o della carne, entrambi operano per eseguire una volontà e per gestire la stessa opera. Benché lo Spirito e la carne abbiano due qualità differenti, le loro sostanze sono identiche; entrambe hanno la sostanza e l’identità di Dio Stesso. Egli non ha elementi di disobbedienza; la Sua sostanza è buona. Egli è espressione di tutta la bellezza e la bontà, nonché di tutto l’amore. Anche nella carne, Dio non fa nulla che disobbedisca a Dio Padre. Persino a costo di sacrificare la Sua vita, obbedirebbe spontaneamente e non farebbe nessun’altra scelta. Dio non ha elementi di ipocrisia e di boria, né di presunzione e di arroganza; non ha elementi di disonestà. Tutto ciò che disobbedisce a Dio viene da Satana, che è la fonte di ogni turpitudine e malvagità. La ragione per cui l’uomo ha qualità simili a quelle di Satana è che è stato corrotto e influenzato da lui. Cristo non è stato corrotto da Satana, dunque ha solo le caratteristiche di Dio e nessuna di quelle di Satana. Per quanto ardua sia l’opera o debole la carne, Dio, mentre vive nella carne, non farà mai nulla che interrompa l’opera di Dio Stesso, né tantomeno rinuncerà alla volontà di Dio Padre disobbedendo. Preferirebbe soffrire i patimenti della carne piuttosto che andare contro la volontà di Dio Padre; è proprio come disse Gesù durante la preghiera: “Padre, se è possibile, passi oltre da Me questo calice! Ma pure, non come voglio Io, ma come Tu vuoi”. L’uomo sceglierà, ma Cristo non lo farebbe. Pur avendo l’identità di Dio Stesso, Egli cerca ancora la volontà di Dio Padre e compie ciò che Gli viene da Lui affidato, dalla prospettiva della carne. Questa è una cosa irraggiungibile per l’uomo. Ciò che viene da Satana non può avere la sostanza di Dio, bensì soltanto una sostanza che Gli disobbedisce e Gli resiste. Non può obbedirGli completamente, né tantomeno obbedire spontaneamente alla Sua volontà. Tutti gli uomini tranne Cristo sanno fare ciò che resiste a Dio e nemmeno uno sa intraprendere direttamente l’opera affidata da Lui o è in grado di considerare la gestione di Dio come il proprio dovere da svolgere. SottometterSi alla volontà di Dio Padre è la sostanza di Cristo; la disobbedienza a Dio è la caratteristica di Satana. Queste due qualità sono incompatibili e chiunque abbia le qualità di Satana non si può chiamare Cristo. La ragione per cui l’uomo non può compiere l’opera di Dio al Suo posto è che non ha nulla della Sua sostanza. L’uomo lavora per Dio per i suoi interessi personali e le sue prospettive future, ma Cristo opera per fare la volontà di Dio Padre.

Tratto da “La sostanza di Cristo è l’obbedienza alla volontà del Padre celeste” in “La Parola appare nella carne”

86. Sebbene l’aspetto di Dio incarnato sia identico a quello di un uomo, sebbene Egli apprenda la conoscenza umana, parli il linguaggio umano e talvolta esprima persino le Sue idee con i mezzi o le espressioni dell’umanità, il modo in cui vede gli uomini e la sostanza delle cose è totalmente diverso da quello in cui li vedono le persone corrotte. La Sua prospettiva e l’altezza a cui Si trova sono irraggiungibili per loro. Questo perché Dio è verità, perché la carne di cui Si veste possiede anch’essa la Sua essenza, e perché i Suoi pensieri e ciò che è espresso dalla Sua umanità sono anch’essi la verità. Per le persone corrotte, ciò che Egli esprime nella carne è una serie di disposizioni di verità e di vita, non destinate a una persona sola, ma a tutta l’umanità. Nel proprio cuore, un individuo corrotto ha spazio soltanto per le poche persone che frequenta. Ci sono soltanto coloro cui vuole bene e per cui si preoccupa. Quando si profila un disastro all’orizzonte, egli pensa anzitutto ai figli, al coniuge o ai genitori, e una persona più caritatevole penserebbe tutt’al più a qualche parente o a un buon amico; si preoccuperebbe per qualcun altro? Giammai! Perché, alla fin fine, gli esseri umani sono esseri umani e possono guardare ogni cosa soltanto dalla prospettiva e dall’altezza di un uomo. Tuttavia, Dio incarnato è completamente diverso da un individuo corrotto. Per quanto comune, normale e umile possa essere, o per quanto le persone Lo guardino dall’alto in basso, i Suoi pensieri e il Suo atteggiamento verso l’umanità sono cose che nessun uomo potrebbe possedere e imitare. Egli osserverà sempre l’umanità dalla prospettiva della divinità, dall’altezza della Sua posizione di Creatore. La vedrà sempre attraverso l’essenza e la mentalità di Dio. Non può assolutamente osservarla dall’altezza dell’individuo medio e dalla prospettiva di una persona corrotta. Quando gli uomini osservano l’umanità, lo fanno con la vista umana e usano a mo’ di parametro cose come la conoscenza, le regole e le teorie umane. Ciò è nell’ambito di quello che possono vedere con gli occhi, di quello che gli individui corrotti possono ottenere. Quando Dio guarda l’umanità, lo fa con la vista divina e usa a mo’ di parametro la Sua essenza e ciò che Egli ha ed è. Questo ambito include cose che le persone non possono vedere, ed è qui che Dio incarnato e gli esseri umani corrotti sono totalmente diversi. Questa differenza è determinata dalle diverse essenze degli uomini e di Dio, e sono proprio queste a stabilire le loro identità e posizioni, nonché la prospettiva e l’altezza da cui vedono le cose.

Tratto da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso III” in “La Parola appare nella carne”

87. Che tu abbia o meno delle esperienze sociali e che cosa tu di fatto viva e sperimenti nella tua famiglia, può essere osservato in ciò che esprimi, mentre tu non puoi vedere dall’opera del Dio incarnato se Egli abbia o meno delle esperienze sociali. Egli è perfettamente consapevole dell’essenza dell’uomo, Egli può rivelare ogni tipo di pratica relativa a qualsiasi genere di persona. È ancor più bravo nel rivelare l’indole umana corrotta e il comportamento ribelle. Non vive tra la gente del mondo, ma è consapevole della natura dei mortali e di tutte le corruzioni della gente del mondo. Questo è ciò che Egli è. Sebbene non abbia a che fare con il mondo, Egli conosce le regole dell’avere a che fare con il mondo, poiché comprende appieno la natura umana. Conosce l’opera dello Spirito, che gli occhi dell’uomo non possono vedere e che le orecchie dell’uomo non possono sentire, sia di oggi che del passato. Ciò include una saggezza che non è una filosofia di vita e meraviglie che la gente fatica a immaginare. Questo è ciò che Egli è, palesato e al tempo stesso nascosto alla gente. Ciò che Egli esprime non è quale straordinaria persona Egli sia, bensì gli attributi intrinseci e l’essere dello Spirito. Egli non viaggia per il mondo, ma ne conosce ogni aspetto. Contatta gli “antropoidi” che non hanno alcuna conoscenza né intuizione, ma esprime parole che sono più elevate della conoscenza e superiori a quelle di grandi uomini. Vive in mezzo a un gruppo di persone ottuse e intontite che non hanno umanità, e che non comprendono la vita e le convenzioni umane, ma può chiedere al genere umano di condurre una vita umana normale, rivelando al tempo stesso la bassezza e la meschinità dell’umanità del genere umano. Tutto questo è ciò che Egli è, più alto di quanto sia ogni persona in carne e ossa. Per Lui, non è necessario fare esperienza di una complessa, complicata e sordida vita sociale, per compiere l’opera che Egli deve fare e svelare a fondo l’essenza di un’umanità corrotta. La sordida vita sociale non edifica la Sua carne. La Sua opera e le Sue parole si limitano a rivelare la disobbedienza dell’uomo e non forniscono all’uomo esperienza e lezioni per affrontare il mondo. Non ha bisogno di indagare società o famiglia dell’uomo mentre dona all’uomo la vita. Mettere a nudo e giudicare l’uomo non è un’espressione delle esperienze della Sua carne, serve per rivelare l’iniquità dell’uomo, dopo aver conosciuto a lungo la disobbedienza umana e detestato la corruzione umana. L’opera che Egli compie consiste nel rivelare la Propria indole all’uomo ed esprimere il Proprio essere. Egli soltanto può svolgere quest’opera, non si tratta di qualcosa che una persona in carne e ossa possa fare.

Tratto da “L’opera di Dio e l’opera dell’uomo” in “La Parola appare nella carne”

88. L’opera e l’espressione di Cristo determinano la Sua sostanza. Egli è in grado di completare con cuore sincero ciò che Gli è stato affidato. È in grado di adorare Dio in cielo con cuore sincero, e con cuore sincero cerca la volontà di Dio Padre. Tutto ciò è determinato dalla Sua sostanza. Lo stesso vale anche per la Sua rivelazione naturale; la ragione per cui la Sua rivelazione naturale si chiama così è che la Sua espressione non è un’imitazione né il risultato dell’educazione o di molti anni di istruzione da parte dell’uomo. Egli non l’ha imparata né Si adorna di essa; piuttosto, è insita in Lui. L’uomo può negare la Sua opera, la Sua espressione, la Sua umanità e tutta la vita della Sua umanità normale, ma nessuno può negare che Egli adori Dio in cielo con cuore sincero, che sia venuto a compiere la volontà del Padre celeste, né che cerchi sinceramente Dio Padre. Benché la Sua immagine non sia gradevole per i sensi, benché il Suo discorso non dia l’impressione di essere straordinario e la Sua opera non mandi in frantumi la terra e non scuota il cielo come l’uomo immagina, Egli è davvero Cristo, che compie la volontà del Padre celeste con cuore sincero, sottomettendoSi totalmente a Lui e obbedendo fino alla morte. Questo, perché la Sua sostanza è la sostanza di Cristo. Questa verità è difficile da credere per l’uomo, ma esiste veramente. Quando il ministero di Cristo si sarà compiuto totalmente, l’uomo riuscirà a dedurre dalla Sua opera che la Sua indole e il Suo essere rappresentano l’indole e l’essere di Dio in cielo. In quel momento, la somma di tutta la Sua opera può confermare che Egli è davvero la carne in cui la Parola Si trasforma, che è diversa da quella di un uomo di carne e di sangue.

Tratto da “La sostanza di Cristo è l’obbedienza alla volontà del Padre celeste” in “La Parola appare nella carne”

89. Dio incarnato è chiamato Cristo, e così il Cristo che può offrire agli esseri umani la verità è chiamato Dio. Non vi è nulla di eccessivo in questo, poiché Egli possiede la sostanza di Dio e possiede l’indole di Dio e la sapienza della Sua opera, che sono irraggiungibili per l’uomo. Coloro che si proclamano Cristo ma non sanno eseguire l’opera di Dio sono degli impostori. Cristo non è solamente la manifestazione di Dio in terra, ma anche la carne particolare assunta da Dio nell’eseguire e nel portare a termine la Sua opera fra gli uomini. Questa carne non può essere sostituita da un uomo qualunque, ma può svolgere adeguatamente l’opera di Dio in terra, esprimere la Sua indole, ben rappresentarLo e fornire la vita all’uomo. Presto o tardi, i falsi cristi cadranno tutti, poiché, anche se affermano di essere Cristo, non possiedono nulla della Sua sostanza. E così, dico che l’autenticità di Cristo non può essere definita dall’uomo, ma la risposta e la decisione provengono da Dio Stesso.

Tratto da “Solo il Cristo degli ultimi giorni può offrire all’uomo la via della vita eterna” in “La Parola appare nella carne”

90. La carne rivestita dallo Spirito di Dio è la carne stessa di Dio. Lo Spirito di Dio è supremo; Egli è onnipotente, santo e giusto. Allo stesso modo, anche la Sua carne è suprema, onnipotente, santa e giusta. Una carne simile può fare solo ciò che è giusto e vantaggioso per l’umanità, ciò che è santo, glorioso e potente; Egli è incapace di fare una qualsiasi cosa che violi la verità o la moralità e la giustizia, e ancor meno qualsiasi cosa che tradisca lo Spirito di Dio. Lo Spirito di Dio è santo, e pertanto la Sua carne è incorruttibile da Satana; la Sua carne ha un’essenza diversa da quella dell’uomo. Infatti è l’uomo, non Dio, a essere stato corrotto da Satana; Satana non sarebbe mai in grado di corrompere la carne di Dio. Perciò, nonostante il fatto che l’uomo e Cristo dimorino all’interno dello stesso spazio, è solo l’uomo a essere dominato, usato e intrappolato da Satana. Di contro, Cristo è eternamente inaccessibile alla corruzione di Satana, poiché Satana non sarà mai in grado di ascendere al luogo più elevato e non sarà mai in grado di avvicinarsi a Dio. Oggi, tutti dovreste capire che è soltanto l’umanità, corrotta com’è da Satana, a tradirMi. Il tradimento non sarà mai un problema che coinvolge minimamente Cristo.

Tratto da “Un problema gravissimo: il tradimento (2)” in “La Parola appare nella carne”

91. Dio Si è fatto carne perché l’oggetto della Sua opera non è lo spirito di Satana o qualsiasi cosa incorporea, bensì l’uomo, che è di carne ed è stato corrotto da Satana. Proprio perché la carne dell’uomo è stata corrotta, Dio ha fatto dell’uomo carnale l’oggetto della Sua opera; inoltre, poiché è oggetto della corruzione, Egli ha fatto dell’uomo l’unico obiettivo della Sua opera in tutte le fasi della Sua opera di salvezza. L’uomo è un essere mortale, è di carne e sangue, e Dio è l’Unico che può salvarlo. In questo modo Dio deve diventare carne che possiede gli stessi attributi dell’uomo, al fine di compiere la Sua opera in modo che essa possa ottenere effetti migliori. Egli deve diventare carne per compiere la Sua opera proprio perché l’uomo è di carne ed è incapace di superare il peccato o spogliare se stesso dalla carne.

Tratto da “L’umanità corrotta ha bisogno della salvezza da parte del Dio incarnato più di ogni altra cosa” in “La Parola appare nella carne”

92. L’uomo è stato corrotto da Satana ed è la più alta di tutte le creature di Dio, così egli ha bisogno della Sua salvezza. L’oggetto della salvezza di Dio è l’uomo, non Satana, e ciò che deve essere salvato è la carne dell’uomo, e l’anima dell’uomo, e non il diavolo. Satana è oggetto dell’annientamento di Dio, l’uomo è oggetto della salvezza di Dio. La carne dell’uomo è stata corrotta da Satana, pertanto deve essere la prima ad essere salvata. La carne dell’uomo è stata più profondamente corrotta ed è diventata qualcosa che si oppone a Dio, che, persino, contrasta e nega apertamente l’esistenza di Dio. Questa carne corrotta è semplicemente troppo intrattabile e nulla è più difficile da affrontare e da cambiare dell’indole corrotta della carne. Satana entra nella carne dell’uomo per suscitare disturbo e la utilizza per disturbare l’opera di Dio e mettere in pericolo il Suo piano, così l’uomo è diventato Satana, il nemico di Dio. Affinché sia salvato, egli deve prima essere conquistato. Per questo motivo, Dio raccoglie la sfida e viene nella carne per compiere l’opera voluta e ingaggiare battaglia con Satana. Il Suo obiettivo è la salvezza del genere umano, che è stato corrotto, e la sconfitta e l’annientamento di Satana, che si ribella contro di Lui. Dio sconfigge Satana attraverso la Sua opera di conquista dell’uomo e salva contemporaneamente l’umanità corrotta. Così, Egli risolve due problemi in una volta. Lavora nella carne, parla nella carne e compie tutta l’opera nella carne, al fine di occuparSi meglio dell’uomo e conquistarlo meglio.

Tratto da “L’umanità corrotta ha bisogno della salvezza da parte del Dio incarnato più di ogni altra cosa” in “La Parola appare nella carne”

93. La carne dell’uomo è stata corrotta da Satana e, per lo più, del tutto accecata e profondamente danneggiata. La ragione fondamentale per cui Dio opera personalmente nella carne è perché l’oggetto della Sua salvezza è l’uomo, che è di carne e anche perché Satana usa la carne dell’uomo per disturbare l’opera di Dio. La battaglia con Satana è in realtà l’opera di conquista dell’uomo e, al tempo stesso, l’uomo è anche oggetto della salvezza di Dio. In questo modo, l’opera di Dio incarnato è essenziale. Satana ha corrotto la carne dell’uomo ed egli è divenuto la personificazione di Satana e l’oggetto che Dio deve sconfiggere. In questo modo, si realizza sulla terra l’opera di combattere con Satana e salvare l’umanità e Dio deve diventare umano al fine di combattere con Satana. Questa è un’opera di estrema praticità. Quando Dio sta lavorando nella carne, Egli sta in realtà combattendo la battaglia con Satana nella carne. Quando lavora nella carne, Egli sta compiendo la Sua opera nel regno spirituale e rende reale sulla terra l’intera Sua opera nel regno spirituale. Colui che viene conquistato è l’uomo, che Gli è disobbediente, mentre colui che viene sconfitto è la personificazione di Satana (naturalmente, anche in questo caso, l’uomo), che è in inimicizia con Lui, e anche colui che viene, in ultima analisi, salvato è l’uomo. In questo modo, risulta ancora più necessario per Lui diventare un uomo che abbia il guscio esterno di una creatura, in modo da essere in grado di condurre una vera e una propria battaglia con Satana, per conquistare l’uomo, che Gli è disobbediente ed è dotato dello stesso Suo guscio esterno, e salvare l’uomo che è dotato dello stesso Suo guscio esterno ed è stato danneggiato da Satana. Il Suo nemico è l’uomo, l’oggetto della Sua conquista è l’uomo e l’oggetto della Sua salvezza è l’uomo, che è stato creato da Lui. Così, Egli deve diventare uomo e, in questo modo, la Sua opera diventa molto più facile. Egli è in grado di sconfiggere Satana e conquistare il genere umano e, inoltre, è in grado di salvare l’umanità.

Tratto da “L’umanità corrotta ha bisogno della salvezza da parte del Dio incarnato più di ogni altra cosa” in “La Parola appare nella carne”

94. La salvezza dell’uomo da parte di Dio non si compie tramite il metodo dello Spirito e l’identità dello Spirito, perché il Suo Spirito non può essere né toccato né visto dall’uomo e non può essere da lui avvicinato. Se Egli cercasse di salvare l’uomo direttamente alla maniera dello Spirito, l’uomo non sarebbe in grado di ricevere la Sua salvezza. Se Dio non indossasse la forma esteriore di un uomo del creato, per l’uomo sarebbe impossibile ricevere questa salvezza. L’uomo, infatti, non può in alcun modo avvicinarsi a Lui, proprio come nessuno poteva avvicinarsi alla nube di Jahvè. Solo diventando un essere del creato, ossia solo mettendo la Sua parola nel corpo di carne che Egli sta per divenire, Egli può personalmente operare la parola in tutti coloro che Lo seguono. Solo allora l’uomo può vedere e sentire personalmente la Sua parola, nonché entrare in possesso della Sua parola e in tal modo essere pienamente salvato. Se Dio non Si facesse carne, nessun uomo in carne e ossa potrebbe ricevere questa grande salvezza e neppure uno verrebbe salvato. Se lo Spirito di Dio operasse direttamente tra gli uomini, tutta l’umanità verrebbe stroncata o altrimenti, senza poter in alcun modo entrare in contatto con Dio, sarebbe tutta presa prigioniera e portata via da Satana.

Tratto da “Il mistero dell’incarnazione (4)” in “La Parola appare nella carne”

95. Se Dio non Si facesse carne, resterebbe lo Spirito, che è invisibile e intangibile all’uomo. Essendo l’uomo una creatura di carne, egli e Dio appartengono a due mondi diversi e sono diversi per natura. Lo Spirito di Dio è incompatibile con l’uomo, che è fatto di carne, e tra loro non vi è alcun modo di stabilire relazioni, per non parlare del fatto che l’uomo non è in grado di diventare uno spirito. Stando così le cose, lo Spirito di Dio per adempiere la Sua opera originaria deve diventare una creatura. Dio può sia ascendere al luogo più alto sia umiliarsi diventando un essere umano, compiendo l’opera e vivendo tra gli uomini, mentre l’uomo non può ascendere al luogo più alto e diventare uno spirito, ma nemmeno può discendere nel luogo più basso. Per questo Dio deve farSi carne per svolgere la Sua opera. Analogamente, durante la prima incarnazione solo la carne di Dio incarnato ha potuto redimere l’uomo attraverso la Sua crocifissione, mentre per lo Spirito di Dio non sarebbe stato assolutamente possibile essere crocifisso in sacrificio per il peccato dell’uomo. Dio ha potuto farSi direttamente carne per offrirSi in sacrificio per il peccato dell’uomo, mentre l’uomo non è potuto ascendere direttamente al cielo per ricevere il sacrificio per il peccato che Dio aveva preparato per lui. Stando così le cose, era possibile solo chiedere a Dio di fare la spola alcune volte tra il cielo e la terra, ma non far ascendere l’uomo al cielo per procurarsi questa salvezza, poiché l’uomo era caduto e, per di più, non era in grado di ascendere al cielo e tanto meno poteva realizzare il sacrificio offerto per il peccato. Pertanto, si è resa necessaria la venuta di Gesù tra gli uomini a svolgere di persona l’opera che l’uomo non era in grado di compiere. Ogni volta che Dio Si fa carne, lo fa per un’assoluta necessità. Se fosse stato possibile che a compiere direttamente una qualsiasi delle fasi dell’opera fosse lo Spirito di Dio, Egli non Si sarebbe sottomesso all’umiliazione di essere incarnato.

Tratto da “Il mistero dell’incarnazione (4)” in “La Parola appare nella carne”

96. L’unica ragione per cui il Dio incarnato è venuto nella carne consiste nelle esigenze dell’uomo corrotto. È a causa dei bisogni dell’uomo, e non di Dio, e tutti i Suoi sacrifici e le Sue sofferenze sono per il bene del genere umano, e non a beneficio di Dio Stesso. Non ci sono vantaggi e svantaggi o ricompense per Dio; Egli non mieterà alcun futuro raccolto, se non quello che Gli è originariamente dovuto. Tutto ciò che fa e sacrifica per il genere umano, non è perché Egli possa ottenere grandi ricompense, ma esclusivamente per il bene del genere umano. Sebbene l’opera di Dio nella carne comporti molte inimmaginabili difficoltà, gli effetti che in ultima analisi Egli consegue superano di gran lunga quelli dell’opera svolta direttamente dallo Spirito. L’opera della carne comporta molta fatica, e la carne non può possedere la stessa grande identità dello Spirito, non può svolgere le stesse azioni soprannaturali dello Spirito, tanto meno può avere la Sua stessa autorità. Eppure, la sostanza dell’opera svolta da questa carne insignificante è di gran lunga superiore a quella dell’opera svolta direttamente dallo Spirito e questa carne Stessa è la risposta a tutte le esigenze dell’uomo. Perché gli uomini siano salvati, il valore utile dello Spirito è molto inferiore a quello della carne: l’opera dello Spirito è in grado di coprire l’intero universo, tutte le montagne, fiumi, laghi e oceani, eppure l’opera della carne si riferisce in modo più efficace ad ogni persona con la quale Egli ha contatto. Ancora, la carne di Dio con forma tangibile può essere meglio compresa e considerata da parte dell’uomo, può approfondire ulteriormente la conoscenza di Dio da parte dell’uomo, e lasciare all’uomo una più profonda impressione delle effettive gesta di Dio. L’opera dello Spirito è avvolta nel mistero, è difficile da capire e ancora più difficile da vedere per gli esseri mortali e, in questo modo, essi possono contare solo su fantasie vuote. L’opera della carne, tuttavia, è normale, basata sulla realtà e in possesso di abbondante saggezza, ed è un fatto che può essere contemplato dall’occhio fisico dell’uomo; l’uomo può personalmente sperimentare la saggezza dell’opera di Dio e non ha bisogno di impiegare la sua fertile immaginazione. Questi sono l’accuratezza e il valore reale dell’opera di Dio nella carne. Lo Spirito può compiere solo cose invisibili all’uomo e per lui difficili da immaginare, ad esempio, l’illuminazione dello Spirito, il Suo tocco e la Sua guida, ma per l’uomo, che ha una mente, queste cose non forniscono alcun chiaro significato. Esse forniscono solo tocco o un significato ampio e non possono fornire un’istruzione a parole. L’opera di Dio nella carne, però, è molto diversa: fornisce una guida verbale accurata, presenta una volontà chiara e ha chiari gli obiettivi richiesti. E così l’uomo non ha bisogno di brancolare o impiegare la sua immaginazione, tanto meno di fare congetture. Questa è la chiarezza dell’opera nella carne e la sua grande differenza con l’opera dello Spirito. L’opera dello Spirito è adatta solo a un ambito limitato e non può sostituire l’opera della carne. L’opera della carne dà all’uomo obiettivi molto più precisi e necessari e una conoscenza di gran lunga più reale, valida dell’opera dello Spirito. L’opera di maggior valore per l’uomo corrotto è quella che fornisce parole precise, obiettivi chiari da perseguire, e che può essere vista e toccata. Solo l’opera realistica e una guida puntuale sono adatte ai gusti dell’uomo e solo l’opera vera e propria può salvarlo dalla sua indole corrotta e depravata. Ciò può essere ottenuto solo dal Dio incarnato; solo Lui può salvare l’uomo dalla sua indole già in precedenza corrotta e depravata. Sebbene lo Spirito sia la sostanza intrinseca di Dio, un lavoro simile può essere svolto solo dalla Sua carne. Se lo Spirito lavorasse da solo, allora non sarebbe possibile per la Sua opera essere efficace − questa è una semplice verità.

Tratto da “L’umanità corrotta ha bisogno della salvezza da parte del Dio incarnato più di ogni altra cosa” in “La Parola appare nella carne”

97. Anche se la carne di Dio incarnato è ben lontana dal corrispondere all’identità e alla posizione di Dio, e all’uomo sembra che sia incompatibile con il Suo stato reale, questa carne, che non possiede la vera immagine di Dio o la Sua vera identità, può compiere l’opera che lo Spirito di Dio non è in grado di compiere direttamente. Questo è il vero significato e il valore dell’incarnazione di Dio ed è questo il significato e il valore che l’uomo non è in grado di apprezzare e riconoscere. Anche se tutti gli uomini guardano con considerazione allo Spirito di Dio e guardano dall’alto in basso la carne di Dio, a prescindere dal modo in cui vedono o pensano, il vero significato e il valore della carne superano di gran lunga quelli dello Spirito. Naturalmente, questo vale solo per quanto riguarda l’umanità corrotta. Per tutti coloro che cercano la verità e desiderano l’apparizione di Dio, l’opera dello Spirito può fornire solo tocco o rivelazione e un senso di meraviglia, che è inspiegabile e inimmaginabile e un senso che è grande, trascendente e ammirevole, ma anche irraggiungibile e impossibile da ottenere da parte di chiunque. L’uomo e lo Spirito di Dio non possono che guardarsi l’un l’altro da lontano, come se vi fosse una grande distanza tra loro, e non possono mai essere simili, come se fossero separati da un’invisibile barriera. In realtà, questa è un’illusione data all’uomo dallo Spirito, perché Egli e l’uomo non sono dello stesso tipo, lo Spirito e l’uomo non coesisteranno mai nello stesso mondo, e perché Egli non possiede nulla dell’uomo. Pertanto, l’uomo non ha bisogno dello Spirito, perché Egli non può compiere direttamente l’opera più necessaria all’uomo. L’opera della carne offre all’uomo obiettivi veri da perseguire, parole chiare e la percezione che Egli sia reale e normale, che sia umile e ordinario. Sebbene l’uomo Lo possa temere, per la maggior parte delle persone è facile mettersi in relazione con Lui: l’uomo può contemplare il Suo volto e sentire la Sua voce e non ha bisogno di guardarLo da lontano. Questa carne sembra accessibile all’uomo, non lontana o insondabile, ma visibile e tangibile, perché Essa Si trova nello stesso mondo in cui si trova l’uomo.

Tratto da “L’umanità corrotta ha bisogno della salvezza da parte del Dio incarnato più di ogni altra cosa” in “La Parola appare nella carne”

98. Ora l’uomo vede che l’opera di Dio incarnato è davvero straordinaria, e che in essa vi sono molte cose che non possono essere conseguite dall’uomo, e che si tratta di misteri e prodigi. Pertanto, molti si sono sottomessi. Ci sono uomini che non si sono mai sottomessi ad anima viva dal giorno della loro nascita ma, nel vedere le parole di Dio in questo giorno, si sottomettono completamente senza rendersene conto, e non azzardano analisi o altre affermazioni. L’umanità è caduta sotto la parola e giace prostrata sotto il giudizio della parola. Se lo Spirito di Dio parlasse direttamente all’uomo, l’umanità si sottometterebbe tutta alla voce, cadendo senza parole di rivelazione in modo molto simile a Paolo quando cadde a terra illuminato dalla luce sulla via di Damasco. Se Dio continuasse a operare in questo modo, l’uomo non potrebbe mai conoscere la propria corruzione attraverso il giudizio della parola e conseguire così la salvezza. Solo facendoSi carne Egli può portare personalmente le Sue parole alle orecchie di ogni essere umano affinché tutti quanti hanno orecchie possano udire le Sue parole e ricevere la Sua opera di giudizio tramite la parola. Il risultato ottenuto dalla Sua parola è solo questo, e non il manifestarSi dello Spirito per indurre l’uomo alla sottomissione spaventandolo. È solo attraverso quest’opera concreta e tuttavia straordinaria che la vecchia indole dell’uomo, nascosta in profondità per molti anni, può essere pienamente rivelata, cosicché l’uomo possa riconoscerla e modificarla. Queste cose sono tutte l’opera concreta di Dio incarnato, in cui, pronunciandoSi ed eseguendo il giudizio in modo concreto, Egli raggiunge i risultati del giudizio sull’uomo tramite la parola. Sono questi l’autorità di Dio incarnato e il significato dell’incarnazione di Dio. Ciò viene fatto per rendere nota l’autorità di Dio incarnato, per rendere noti i risultati ottenuti dall’opera della parola e per rendere noto che lo Spirito è venuto nella carne e che dimostra la Sua autorità attraverso il giudizio dell’uomo tramite la parola. Anche se la Sua carne è la forma esteriore di un’umanità normale e ordinaria, sono i risultati conseguiti dalle Sue parole a dimostrare all’uomo che Egli è pieno di autorità, che Egli è Dio Stesso e che le Sue parole sono l’espressione di Dio Stesso. In questo modo a tutti gli uomini viene dimostrato che Egli è Dio Stesso, che Egli è Dio Stesso fattoSi carne, che Egli non deve essere offeso da nessuno, e che nessuno può superare il Suo giudizio tramite la parola e nessuna forza delle tenebre può prevalere sulla Sua autorità. L’uomo Gli si sottomette completamente, perché Egli è la Parola fattaSi carne, per via della Sua autorità e per via del Suo giudizio tramite la parola. L’opera apportata dalla Sua carne incarnata è l’autorità che Egli possiede.

Tratto da “Il mistero dell’incarnazione (4)” in “La Parola appare nella carne”

99. Il motivo per cui Dio Si fa carne è che la carne può possedere anche autorità, ed Egli è capace di svolgere l’opera tra gli uomini in modo concreto, in un modo che risulti visibile e tangibile all’uomo. Tale opera è molto più realistica dell’opera svolta direttamente dallo Spirito di Dio, che possiede tutta l’autorità, e anche i suoi risultati sono manifesti. Questo perché la carne incarnata di Dio sa parlare e operare in modo concreto. La forma esteriore della Sua carne non detiene alcuna autorità e può essere avvicinata dall’uomo, mentre la Sua sostanza reca in sé autorità, sebbene la Sua autorità non sia visibile a nessuno. Quando Egli parla e opera, l’uomo non è in grado di rilevare l’esistenza della Sua autorità; ciò risulta ancora più propizio nel compiersi di un’opera di natura concreta. Tutta quest’opera concreta può ottenere dei risultati. Benché nessun uomo si renda conto che Egli detiene l’autorità o che Egli non deve essere offeso, e benché altresì nessun uomo veda la Sua ira, Egli ottiene i risultati previsti delle Sue parole attraverso la Sua autorità velata, la Sua ira nascosta e le parole che pronuncia apertamente. In altre parole, l’uomo viene completamente convinto attraverso il Suo tono di voce, la severità del Suo discorso e tutta la saggezza delle Sue parole. In questo modo, l’uomo si sottomette alla parola di Dio incarnato, che apparentemente non ha alcuna autorità, conseguendo così l’obiettivo divino della salvezza dell’uomo. Questo è un altro aspetto del significato della Sua incarnazione: parlare in modo più realistico e consentire che la realtà delle Sue parole abbia un effetto sull’uomo, cosicché egli possa testimoniare il potere della parola di Dio. Pertanto, se quest’opera non venisse compiuta attraverso l’incarnazione, non raggiungerebbe il minimo risultato e non potrebbe salvare pienamente i peccatori.

Tratto da “Il mistero dell’incarnazione (4)” in “La Parola appare nella carne”

100. Nessuno è più adatto e qualificato di Dio nella carne per l’opera di giudicare la corruzione della carne umana. Se il giudizio fosse stato effettuato direttamente dallo Spirito di Dio, non sarebbe onnicomprensivo. Inoltre, tale opera sarebbe difficile da accettare per l’uomo, perché lo Spirito non è in grado di trovarSi faccia a faccia con l’uomo e, per questo, gli effetti non sarebbero immediati, tanto meno l’uomo sarebbe in grado di contemplare l’inoffensibile indole di Dio in modo più chiaro. Satana può essere completamente sconfitto solo se il Dio nella carne giudica la corruzione del genere umano. Essendo come l’uomo in possesso di umanità normale, Dio nella carne può giudicare direttamente l’ingiustizia dell’uomo; questo è il segno della Sua santità innata e della Sua straordinarietà. Solo Dio è qualificato e nella posizione di giudicare l’uomo, perché è in possesso della verità e della giustizia, e quindi è in grado di giudicare l’uomo. Coloro che sono senza verità e giustizia non sono adatti a giudicare gli altri. Se quest’opera fosse compiuta dallo Spirito di Dio, non sarebbe una vittoria su Satana. Lo Spirito è intrinsecamente più elevato degli esseri mortali e lo Spirito di Dio è intrinsecamente santo e trionfante sulla carne. Se lo Spirito avesse compiuto quest’opera direttamente, non sarebbe in grado di giudicare tutta la disobbedienza dell’uomo e non potrebbe rivelare tutte le sue iniquità. Poiché l’opera di giudizio viene effettuata anche attraverso le concezioni che l’uomo ha di Dio ed egli non ha mai avuto alcuna concezione dello Spirito, lo Spirito non è in grado di rivelare meglio l’ingiustizia degli uomini né, tanto meno, di svelare completamente tale ingiustizia. Il Dio incarnato è il nemico di tutti coloro che non Lo conoscono. Attraverso il giudizio delle concezioni e dell’opposizione dell’uomo nei Suoi confronti, Egli rivela tutta la disobbedienza del genere umano. Gli effetti della Sua opera nella carne sono più evidenti di quelli dell’opera dello Spirito. E così, il giudizio di tutta l’umanità non viene effettuato direttamente dallo Spirito, ma è opera di Dio incarnato. Dio nella carne può essere visto e toccato dall’uomo, ed Egli può conquistare completamente l’uomo. Nel suo rapporto con Dio nella carne, l’uomo progredisce dall’opposizione all’obbedienza, dalla persecuzione all’accettazione, dalla concezione alla conoscenza e dal rifiuto all’amore. Questi sono gli effetti dell’opera del Dio incarnato. L’uomo è salvato solo attraverso l’accettazione del Suo giudizio, a poco a poco arriva a conoscerLo attraverso le parole della Sua bocca, viene conquistato da Lui durante la sua opposizione nei Suoi confronti e riceve da Lui la fornitura della vita durante l’accettazione del Suo castigo. Tutto questo è opera di Dio nella carne e non di Dio nella Sua identità di Spirito.

Tratto da “L’umanità corrotta ha bisogno della salvezza da parte del Dio incarnato più di ogni altra cosa” in “La Parola appare nella carne”

101. Quando Dio non Si era ancora fatto carne, le persone non capivano molto di ciò che diceva perché le Sue parole venivano dalla totale divinità. La prospettiva e il contesto di ciò che diceva erano invisibili e irraggiungibili per l’umanità; erano espressi da una dimensione spirituale che le persone non potevano vedere. Per gli uomini che vivevano nella carne, essi non potevano passare attraverso tale dimensione. Dopo esserSi fatto carne, tuttavia, Dio parlò all’umanità dalla prospettiva umana, uscendo dall’ambito della dimensione spirituale e oltrepassandolo. Poté esprimere la Sua indole, la Sua volontà e il Suo atteggiamento divini attraverso cose che gli uomini riuscivano a immaginare e che vedevano e incontravano nella vita, e usando metodi che essi potevano accettare, in un linguaggio che erano in grado di intendere, con conoscenze che potevano comprendere, per permettere loro di capire e di conoscere Dio, di intuire la Sua intenzione, e i criteri da Lui imposti, nell’ambito della loro capacità, nei limiti delle loro possibilità. Questi furono il metodo e il principio della Sua opera nell’umanità. Sebbene i modi e i principi secondo cui Egli operò nella carne siano stati perlopiù raggiunti tramite o grazie all’umanità, ottennero risultati che non si sarebbero potuti conseguire operando direttamente nella divinità. La Sua opera nell’umanità era più concreta, più autentica e più mirata, e i metodi erano molto più flessibili, e nella forma superarono quelli dell’Età della Legge.

Tratto da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso III” in “La Parola appare nella carne”

102. Lo scopo dell’arrivo di Dio nella carne è principalmente quello di consentire alle persone di vedere le Sue azioni reali, di concretizzare lo Spirito informe nella carne e di permettere all’uomo di vederLo e toccarLo. In questo modo, coloro che sono resi completi da Lui Lo vivranno, saranno guadagnati da Lui e vivranno secondo il Suo cuore. Se Dio parlasse solo in cielo e non fosse realmente venuto sulla terra, allora gli uomini non sarebbero ancora in grado di conoscerLo; essi sarebbero solo in grado di predicare le Sue azioni avvalendosi di teorie vuote, e non avrebbero le Sue parole come realtà. Dio è venuto sulla terra soprattutto per essere un esempio e un modello per coloro che devono essere guadagnati da Lui. Solo in questo modo le persone potranno realmente conoscerLo, toccarLo e vederLo; solo allora esse potranno veramente essere guadagnate da Lui.

Tratto da “Dovresti sapere che il Dio concreto è Dio Stesso” in “La Parola appare nella carne”

103. Solo quando Dio diviene in qualche misura umile, vale a dire solo quando Si fa carne, l’uomo può essere Suo intimo e confidente. Dio è fatto di Spirito: come può l’uomo essere idoneo a entrare in intimità con questo Spirito, così elevato e insondabile? Solo quando lo Spirito di Dio discende nella carne e diventa una creatura con le stesse sembianze dell’uomo, egli è in grado di comprenderNe la volontà e di essere davvero guadagnato da Lui. Dio parla e opera nella carne, partecipa delle gioie, dei dolori e delle tribolazioni dell’uomo, vive nel suo stesso mondo, lo protegge e lo guida e, così facendo, lo purifica e gli permette di ottenere la Sua salvezza e la Sua benedizione. Una volta acquisito ciò, l’uomo comprende veramente la volontà di Dio e solo allora può essere Suo intimo. Solo ciò può definirsi pratico. Se Dio fosse invisibile e intangibile all’uomo, come potrebbe quest’ultimo essere Suo intimo? Questa non è forse vuota dottrina?

Tratto da “Solo coloro che conoscono Dio e la Sua opera possono soddisfarLo” in “La Parola appare nella carne”

104. Per tutti coloro che vivono nella carne, cambiare la propria indole richiede obiettivi da perseguire e conoscere Dio richiede la testimonianza delle Sue reali gesta e del Suo vero volto. Entrambi possono essere raggiunti solo dalla carne incarnata di Dio ed entrambi possono essere realizzati solo dalla carne normale e reale. Questo è il motivo per cui l’incarnazione è necessaria e ciò è necessario per tutti gli uomini corrotti. Dal momento che le persone sono tenute a conoscere Dio, le immagini delle divinità vaghe e soprannaturali devono essere scacciate dai loro cuori e, dal momento che sono tenute a gettare via la loro indole corrotta, devono prima conoscerla. Se l’uomo compisse solo il lavoro di dissipare le immagini delle vaghe divinità dal cuore della gente, non riuscirebbe a ottenere l’effetto corretto. Le immagini delle vaghe divinità nel cuore delle persone non possono essere svelate, gettate via o completamente rimosse solo con le parole. Così facendo, in ultima analisi, non sarebbe comunque possibile sradicare dalla gente queste cose profondamente radicate. Solo il Dio pratico e la Sua vera immagine sono in grado di sostituire queste cose vaghe e soprannaturali, per permettere alle persone di conoscerle a poco a poco, e solo in questo modo si può raggiungere l’effetto dovuto. L’uomo riconosce che il Dio che egli ha ricercato in tempi passati è vago e soprannaturale. Ciò che può ottenere questo effetto non è la guida diretta dello Spirito, né tantomeno gli insegnamenti di un certo individuo, bensì il Dio incarnato. Le concezioni dell’uomo sono messe a nudo quando il Dio incarnato compie ufficialmente la Sua opera, perché la Sua normalità e la Sua realtà sono l’antitesi del Dio vago e soprannaturale dell’immaginazione dell’uomo. Le concezioni originali dell’uomo possono essere rivelate solo attraverso il loro contrasto con il Dio incarnato. Senza il confronto con Lui, le concezioni dell’uomo non potrebbero essere rivelate; in altre parole, senza il contrasto con la realtà, le cose vaghe non potrebbero essere rivelate. Nessuno è in grado di usare le parole per compiere quest’opera e nessuno è in grado di articolare quest’opera utilizzando parole. Solo Dio Stesso può compiere la Sua opera e nessun altro può compierla in Sua vece. Non importa quanto ricca sia la lingua dell’uomo, egli è incapace di articolare la realtà e la normalità di Dio. L’uomo può conoscere Dio più praticamente e può vederLo più chiaramente solo se Egli opera personalmente tra gli uomini e rivela completamente la Sua immagine e il Suo essere. Questo effetto non può essere raggiunto da nessun uomo carnale. Naturalmente, anche lo Spirito di Dio non è in grado di raggiungerlo. Dio può salvare l’uomo corrotto dall’influsso di Satana, ma questa opera non può essere compiuta direttamente dallo Spirito di Dio; invece, può essere compiuta solo dalla carne assunta dello Spirito di Dio, dalla carne di Dio incarnato. Questa carne è uomo ed è anche Dio, è uomo in possesso di umanità normale e anche Dio in possesso di piena divinità. E così, anche se questa carne non è lo Spirito di Dio e Si differenzia notevolmente dallo Spirito, è ancora il Dio incarnato Stesso che salva l’uomo, il Quale è Spirito e anche carne. Indipendentemente da come sia chiamato, in ultima analisi, è ancora Dio Stesso che salva l’umanità. Poiché lo Spirito di Dio è indivisibile dalla carne, e l’opera della carne è anche l’opera dello Spirito di Dio; solo che questa opera non viene compiuta utilizzando l’identità dello Spirito, ma usando l’identità della carne. L’opera che deve essere compiuta direttamente dallo Spirito non richiede l’incarnazione, e l’opera che richiede l’incarnazione non può essere compiuta direttamente dallo Spirito, e può essere compiuta solo da Dio incarnato. Ecco ciò che è richiesto per quest’opera, e ciò che è richiesto dal genere umano corrotto. Nelle tre fasi dell’opera di Dio, una sola è stata effettuata direttamente dallo Spirito, e le restanti due sono effettuate dal Dio incarnato e non direttamente dallo Spirito. L’opera dell’Età della Legge, compiuta dallo Spirito, non comportava la modifica dell’indole corrotta dell’uomo e non ha nemmeno alcuna relazione con la conoscenza di Dio da parte dell’uomo. L’opera della carne di Dio nell’Età della Grazia e nell’Età del Regno, però, coinvolge l’indole corrotta dell’uomo e la sua conoscenza di Dio, ed è una parte importante e fondamentale dell’opera di salvezza. Pertanto, l’umanità corrotta ha più bisogno della salvezza del Dio incarnato ed ha più bisogno della Sua opera diretta. Il genere umano ha bisogno che il Dio incarnato possa pascerlo, sostenerlo, dissetarlo, nutrirlo, giudicarlo e castigarlo e ha bisogno, da parte Sua, di più grazia e di più redenzione. Solo Dio nella carne può essere il confidente dell’uomo, il suo pastore, l’aiuto sempre presente per lui, e tutto questo rivela la necessità dell’incarnazione, oggi e nel passato.

Tratto da “L’umanità corrotta ha bisogno della salvezza da parte del Dio incarnato più di ogni altra cosa” in “La Parola appare nella carne”

105. Dio è venuto sulla terra per compiere la Sua opera fra gli uomini, per rivelarSi di persona all’uomo e per consentirgli di vederLo. È una questione di scarsa importanza? No di certo! Non è come l’uomo crede che Dio è venuto affinché egli possa guardarLo, affinché possa comprendere che Egli è reale e non vago né vacuo, e che è nobile ma umile. Potrebbe essere tanto semplice? È proprio perché Satana ha corrotto la carne dell’uomo, e l’uomo è colui che Dio intende salvare, che Dio deve incarnarSi per combattere il Maligno e pascere l’umanità. Solo questo è utile alla Sua opera. Le due carni incarnate di Dio sono esistite per sconfiggere Satana, nonché per salvare l’uomo. Ciò avviene perché a combattere il Maligno può essere solo Dio, sia esso lo Spirito di Dio o la Sua incarnazione. In breve, a combattere Satana non possono essere gli angeli, men che meno può essere l’uomo, che è stato corrotto dal Maligno. Gli angeli sono impotenti e l’uomo lo è addirittura di più. In quanto tale, se Dio desidera forgiare la vita dell’uomo, se desidera venire di persona sulla terra per modellarlo, allora deve farSi carne, ovvero deve incarnarSi e, con la Sua identità intrinseca e l’opera da compiere, deve venire fra gli uomini e salvare di persona l’uomo. Altrimenti, se fosse lo Spirito di Dio o l’uomo a compiere quest’opera, la battaglia non potrebbe raggiungere il proprio effetto e non avrebbe mai fine. Solo quando Dio Si fa carne per scendere in guerra di persona contro Satana fra gli uomini, l’umanità ha una possibilità di salvezza. Inoltre, è solo allora che il Maligno è umiliato e lasciato senza opportunità da sfruttare o piani da svolgere. L’opera compiuta da Dio incarnato è irrealizzabile dallo Spirito di Dio, e ancor più irrealizzabile dagli uomini carnali per conto di Dio, poiché la Sua opera è intesa a salvare la vita dell’uomo e modificarne l’indole corrotta. Dovesse l’uomo partecipare a questa battaglia, fuggirebbe in un deplorevole caos e non potrebbe in alcun modo cambiare la sua indole corrotta. Egli sarebbe incapace di salvare l’uomo dalla croce o di conquistare il genere umano ribelle, ma riuscirebbe solo a fare una piccola vecchia opera secondo il principio o un’altra opera non correlata alla sconfitta di Satana. Dunque perché curarsene? Qual è il significato dell’opera che non può guadagnare il genere umano, men che meno sconfiggere Satana? Pertanto, la battaglia con il Maligno può essere condotta solo da Dio Stesso ed è semplicemente irrealizzabile dall’uomo. Il dovere dell’uomo è obbedire e seguire, poiché egli è incapace di agire per inaugurare una nuova epoca, nonché condurre la battaglia con Satana. L’uomo può solo soddisfare il Creatore sotto la guida di Dio Stesso, tramite il quale Satana è sconfitto; questo è tutto ciò che egli può fare. Dunque, ogni volta che comincia una nuova battaglia, ovvero ogni volta che comincia una nuova età, Dio Stesso compie tale opera per guidare un’epoca intera e inaugurare un nuovo cammino per l’intero genere umano. L’alba di ogni nuova epoca è un nuovo inizio nella battaglia con Satana, tramite la quale l’uomo entra in un regno più nuovo e più bello e in una nuova età guidata da Dio Stesso in persona.

Tratto da “Ridare una vita normale all’uomo e condurlo a un destino meraviglioso” in “La Parola appare nella carne”

106. La prima incarnazione era finalizzata a redimere l’uomo dal peccato, a redimerlo attraverso il corpo carnale di Gesù; in altre parole, Egli ha salvato l’uomo dalla croce, ma l’indole satanica corrotta ancora restava nell’uomo. La seconda incarnazione non deve più fungere da sacrificio per il peccato, ma deve invece essere volta a salvare completamente coloro che sono stati redenti dal peccato. Lo scopo è coloro che sono stati perdonati possano essere liberati dai loro peccati e mondati completamente e, conseguendo un cambiamento della loro indole, possano liberarsi dall’influsso delle tenebre di Satana e ritornare davanti al trono di Dio. Solo in questo modo l’uomo può essere pienamente santificato. Dopo che è terminata l’Età della Legge, e a cominciare dall’Età della Grazia, Dio ha cominciato l’opera di salvezza che prosegue fino agli ultimi giorni, quando Egli, giudicando e castigando il genere umano per la sua insubordinazione, porterà definitivamente a compimento la purificazione dell’umanità. Solo allora Dio concluderà la Sua opera di salvezza e Si metterà a riposare. Nelle tre fasi dell’opera, pertanto, Dio Si è fatto carne solo due volte per svolgere Egli Stesso la Sua opera tra gli uomini. Questo perché solo una delle tre fasi dell’opera consiste nel guidare l’uomo nel condurre la propria vita, mentre le altre due consistono nell’opera di salvezza. Solo facendoSi carne Dio può vivere accanto all’uomo, sperimentare la sofferenza del mondo e vivere in un normale corpo fatto di carne. Solo in questo modo può fornire agli uomini la via concreta di cui hanno bisogno in quanto esseri del creato. È attraverso l’incarnazione di Dio che l’uomo riceve da Lui la piena salvezza, e non direttamente dal cielo in risposta alle sue preghiere poiché, essendo l’uomo fatto di carne, non ha modo di vedere lo Spirito di Dio, e tanto meno di avvicinarsi al Suo Spirito. L’unica cosa con cui l’uomo possa entrare in contatto è la carne incarnata di Dio, e solo in questo modo può comprendere tutte le vie e tutte le verità e ricevere la piena salvezza. La seconda incarnazione sarà sufficiente a mondare i peccati dell’uomo e purificarlo pienamente. Con la seconda incarnazione, dunque, verrà portata a termine in tutta la sua interezza l’opera di Dio nella carne e il significato della Sua incarnazione sarà reso completo. Da quel momento in poi l’opera di Dio nella carne sarà giunta al termine definitivo. Dopo la seconda incarnazione, Egli non Si farà più carne una terza volta per la Sua opera, poiché tutta la Sua gestione sarà giunta al termine. L’incarnazione degli ultimi giorni avrà pienamente guadagnato il Suo popolo eletto e negli ultimi giorni l’umanità sarà stata classificata in base alla sua natura. Egli non compirà più l’opera della salvezza né tornerà a farSi carne per operare in alcun modo.

Tratto da “Il mistero dell’incarnazione (4)” in “La Parola appare nella carne”

107. Perché dico che il significato dell’incarnazione non era compiuto nell’opera di Gesù? Perché la Parola non era diventata del tutto carne. Ciò che fece Gesù era solamente una parte dell’opera di Dio nella carne; Egli svolse soltanto il lavoro di redenzione e non l’opera di guadagnare completamente l’uomo. Per questo scopo Dio Si è fatto carne un’altra volta negli ultimi giorni. Anche questa fase dell’opera è svolta in una carne comune, compiuta da un essere umano del tutto normale, la cui umanità non è in alcun modo trascendente. In altri termini, Dio è diventato un essere umano completo ed è una persona la cui identità è quella di Dio, un essere umano completo, una carne completa, Qualcuno che sta compiendo l’opera. All’occhio umano, è solamente una carne in alcun modo trascendente, una persona assolutamente comune che può parlare la lingua del cielo, che non mostra alcun segno miracoloso, che non compie miracoli, né tantomeno rivela la verità nascosta in merito alla religione in grandi sale di riunione. L’opera della seconda carne incarnata sembra alle persone completamente diversa rispetto a quella della prima, a tal punto che le due non paiono avere nulla in comune e, questa volta, non è visibile niente della prima opera. Sebbene l’opera della seconda carne incarnata sia diversa da quella della prima, ciò non prova che la Loro fonte non sia la stessa. Se la loro fonte sia la stessa dipende dalla natura dell’opera svolta dalle carni e non dai Loro involucri esteriori. Nel corso delle tre fasi della Sua opera, Dio è stato incarnato due volte e, in entrambi i casi, l’opera di Dio incarnato introduce una nuova era, dà inizio a una nuova opera; le incarnazioni si completano a vicenda. Per gli occhi umani è impossibile riconoscere che le due carni, in realtà, provengono dalla stessa fonte. Naturalmente, ciò va al di là della capacità dell’occhio umano o della mente umana. Ma nella Loro essenza sono uguali, perché la Loro opera ha origine dallo stesso Spirito. Se le due carni incarnate abbiano origine dalla stessa fonte non può essere giudicato dall’era e dal luogo in cui sono nate o da altri simili elementi, ma dall’opera divina da Esse espressa. La seconda carne incarnata non compie nessuna delle opere che ha svolto Gesù, perché l’opera di Dio non rispetta le convenzioni, ma apre ogni volta un nuovo sentiero. La seconda carne incarnata non ambisce ad approfondire o a consolidare l’impressione della prima carne nelle menti degli individui, ma a completarla e perfezionarla, per accrescere la conoscenza degli uomini in merito a Dio, per spezzare tutte le regole che sono presenti nei loro cuori e per spazzare via le immagini ingannevoli di Dio nei loro cuori. Si potrebbe dire che nessuna singola fase dell’opera di Dio può dare all’uomo una completa conoscenza di Dio; ognuna fornisce solo una parte, non la totalità. Sebbene Egli abbia espresso la Sua indole pienamente, a causa delle capacità di comprensione limitate dell’uomo, la sua conoscenza di Dio resta ancora incompleta. È impossibile, tramite il linguaggio umano, trasmettere la totalità dell’indole di Dio; quanto ancor meno può una sola fase della Sua opera esprimere pienamente Dio? Egli opera nella carne protetto dalla Sua normale umanità ed è possibile conoscerLo soltanto tramite le espressioni della Sua divinità, non attraverso il Suo involucro corporeo. Dio viene nella carne per consentire all’uomo di conoscerLo tramite la Sua molteplice opera, e non esistono due fasi della Sua opera che siano identiche. Solamente in questo modo, l’uomo può possedere una piena conoscenza dell’opera di Dio nella carne, non limitata a un unico aspetto. Sebbene l’opera delle due carni incarnate sia diversa, la Loro essenza e la fonte della Loro opera sono identiche; in sostanza Esse esistono per compiere due fasi diverse dell’opera e sorgere in due età diverse. In ogni caso, le carni incarnate di Dio condividono la stessa essenza e la stessa origine: questa è una verità che nessuno può negare.

Tratto da “L’essenza della carne abitata da Dio” in “La Parola appare nella carne”

108. Il primo Dio incarnato non portò a termine l’opera di incarnazione; concluse solamente la prima fase dell’opera che Dio doveva realizzare nella carne. Quindi, allo scopo di terminare l’opera di incarnazione, Dio è tornato un’altra volta nella carne, realizzandone tutta la normalità e realtà, vale a dire, rendendo la Parola di Dio manifesta in una carne del tutto comune e normale, portando a termine in tal modo l’opera che aveva lasciato incompleta nella carne. […] È stata la carne di Gesù a essere inchiodata alla croce, la Sua carne che Egli ha ceduto come offerta per il peccato; fu tramite una carne dotata di normale umanità che Egli sconfisse Satana e salvò completamente l’uomo dalla croce. Ed è come carne completa che il secondo Dio incarnato compie il lavoro di conquista e sconfigge Satana. Solamente una carne del tutto normale e reale può compiere interamente il lavoro di conquista e rendere una testimonianza potente. Vale a dire, il lavoro di[c] conquista dell’uomo è reso efficace mediante la realtà e la normalità di Dio nella carne, non tramite miracoli e rivelazioni soprannaturali. Il ministero di questo Dio incarnato consiste nel parlare e in tal modo conquistare e perfezionare l’uomo; in altri termini, l’opera dello Spirito realizzata nella carne, il ministero della carne, è di parlare e in tal modo conquistare, svelare, perfezionare ed eliminare completamente l’uomo. E quindi, è nel lavoro di conquista che l’opera di Dio nella carne sarà portata a termine completamente. Il lavoro di redenzione iniziale era solo l’avvio dell’opera di incarnazione; la carne che compie il lavoro di conquista terminerà l’intera opera di incarnazione. Da un punto di vista del genere, uno è maschile e l’altro è femminile; in ciò il significato dell’incarnazione di Dio è stato compiuto. Esso dissipa le convinzioni errate dell’uomo in merito a Dio: Dio può diventare sia uomo che donna e il Dio incarnato è fondamentalmente privo di genere. Egli creò sia l’uomo che la donna ed Egli non opera alcuna distinzione fra i generi. In questa fase dell’opera, Dio non compie segni e prodigi, in modo che l’opera raggiunga i propri risultati attraverso le parole. Il motivo di ciò, inoltre, è che l’opera di Dio incarnato questa volta non è la guarigione degli infermi e la cacciata dei demoni, ma la conquista dell’uomo tramite il parlare, vale a dire che la capacità innata posseduta da questa carne incarnata di Dio è di pronunciare parole e di conquistare l’uomo, non di guarire gli infermi e scacciare i demoni. La Sua opera nella normale umanità non è di compiere miracoli, né di guarire gli infermi e scacciare i demoni, ma di parlare e quindi la seconda carne incarnata sembra alle persone molto più normale rispetto alla prima. Gli individui vedono che l’incarnazione di Dio non è una menzogna, ma questo Dio incarnato è diverso rispetto a Gesù incarnato e, sebbene rappresentino entrambi Dio incarnato, non sono del tutto identici. Gesù possedeva la normale umanità, l’umanità ordinaria, ma Egli era accompagnato da molti segni e prodigi. In questo Dio incarnato gli occhi umani non vedranno alcun segno o prodigio, né la guarigione degli infermi né la cacciata dei demoni, né il camminare sull’acqua, né il digiuno di quaranta giorni. Egli non compie la stessa opera che svolse Gesù, non perché la Sua carne sia fondamentalmente in qualche modo diversa da quella di Gesù, ma perché guarire gli infermi e scacciare i demoni non è il Suo ministero. Egli non demolisce la Sua opera e non la sconvolge. Dal momento che conquista l’uomo tramite le Sue parole reali, non ha bisogno di assoggettarlo con miracoli e, quindi, questa fase rappresenta il completamento dell’opera di incarnazione.

Tratto da “L’essenza della carne abitata da Dio” in “La Parola appare nella carne”

109. Ogni fase dell’opera realizzata da Dio ha un proprio significato pratico. A quel tempo, quando Gesù venne, era un maschio, ma, quando Dio è venuto questa volta, è una femmina. Da ciò, puoi comprendere che Dio ha creato sia il maschio che la femmina a motivo della Sua opera e che per Lui non c’è distinzione di genere. Quando il Suo Spirito viene, può assumere qualsiasi forma nella carne Egli voglia, e quella carne può rappresentarLo. Che sia maschio o femmina, può rappresentare Dio purché sia la Sua incarnazione. Se Gesù, alla Sua venuta, fosse apparso in una forma femminile – in altre parole, se dallo Spirito Santo fosse stata concepita una bambina, e non un bambino – quella fase dell’opera sarebbe stata comunque completata. Se fosse stato così, la fase attuale dell’opera sarebbe stata invece completata da un maschio, ma l’opera sarebbe stata completata lo stesso. L’opera realizzata in ciascuna delle due fasi è egualmente significativa; nessuna delle due viene ripetuta, né è in conflitto con l’altra. Nel compiere la Sua opera all’epoca, Gesù fu chiamato il Figlio unigenito, e “Figlio” implica il genere maschile. Allora perché il Figlio unigenito non è menzionato in questa fase? Perché i requisiti dell’opera hanno richiesto un cambiamento di genere rispetto a quello di Gesù. Con Dio non c’è distinzione di genere. Egli svolge la Sua opera come desidera e, nel compierla, non è soggetto ad alcuna limitazione, anzi è segnatamente libero. Tuttavia, ogni fase dell’opera ha un proprio significato pratico.

Tratto da “Le due incarnazioni completano il significato dell’incarnazione” in “La Parola appare nella carne”

110. La fase di realizzazione dell’opera compiuta da Gesù riguardava solo la sostanza dell’affermazione che “la Parola era con Dio”: la verità di Dio è con Dio e lo Spirito di Dio è con la carne ed Essi sono inseparabili; in altre parole, l’incarnazione di Dio è con lo Spirito di Dio, e ciò è la maggior prova che Gesù incarnato è stato la prima incarnazione di Dio. Questa fase dell’opera ha realizzato il significato interiore delle parole: “La Parola è stata fatta carne”, ha conferito un significato più profondo a “la Parola era con Dio, e la Parola era Dio” e ti permette di credere fermamente che “Nel principio era la Parola”. Vale a dire che sin dal momento della creazione Dio possiede la parola, la Sua parola è stata con Lui ed è inseparabile da Lui, e l’età finale rende persino più chiaro il potere e l’autorità delle Sue parole, permettendo così all’uomo di vedere tutte le Sue vie—di sentire tutte le Sue parole. Tale è l’opera dello stadio finale. Devi arrivare a conoscere queste cose in maniera approfondita. Non è questione di conoscere la carne, ma di conoscere la carne e la Parola, la carne e la via. Questo è ciò che devi testimoniare, ciò che tutti devono sapere. Poiché questo è l’opera della seconda incarnazione—ed è l’ultima volta che Dio Si è fatto carne—esso porta a completo compimento il significato dell’incarnazione, porta a completo compimento e svela tutto l’opera svolta da Dio nella carne e conduce a conclusione l’era del Dio fatto carne.

Tratto da “Pratica (4)” in “La Parola appare nella carne”

111. Dopotutto, Dio è venuto sulla terra in primo luogo per portare a compimento l’opera della “Parola che si fa carne”, vale a dire che Egli è venuto tra gli uomini in modo che le Sue parole potessero essere proferite attraverso la carne (e non come al tempo di Mosè nell’Antico Testamento, quando Dio parlava direttamente dal cielo). Dopo di che, ogni Sua parola verrà portata a compimento durante l’Età del Regno Millenario, diventando realtà visibile davanti agli occhi di tutti e la gente potrà osservarla con i propri occhi, senza la minima disparità. Questo è il significato supremo dell’incarnazione di Dio. In sostanza, l’opera dello Spirito si realizza attraverso la carne e le parole. Questo è il vero significato della “Parola che si fa carne” e dell’“apparizione della Parola nella carne”. Solo Dio può pronunciare la volontà dello Spirito e solo Lui, nella carne, può parlare per conto dello Spirito; le Sue parole vengono rese chiare dal Dio incarnato e ogni altra persona è guidata da loro. Nessuno è esentato, tutti esistono nell’ambito di questo contesto. Solo attraverso queste manifestazioni le persone possono diventare consapevoli; coloro che non acquisiscono nulla in questo modo, sognano ad occhi aperti se pensano di potere ottenere le espressioni di Dio direttamente dal cielo. Tale è l’autorità dimostrata da Dio nella carne: fare in modo che tutti credano. Anche i più stimati esperti e pastori religiosi non possono proferire queste parole. Tutti assoggettarsi a esse e nessuno potrà fare altrimenti. Dio userà le parole per conquistare l’universo. Non lo farà attraverso la Sua incarnazione, ma attraverso le espressioni dalla bocca di Dio fattoSi carne per conquistare tutte le persone nell’intero universo; solo questa è la Parola diventata carne e solo questa è l’apparizione della Parola nella carne. Forse alle persone può sembrare che Dio non abbia svolto molto lavoro, ma Egli non ha che da pronunciare le Sue parole perché le persone siano profondamente convinte e siano messe in soggezione. Senza i fatti le persone gridano e urlano; con le parole di Dio, invece, ammutoliscono. Dio sicuramente porterà a compimento questo fatto, perché questo è il Suo piano da lungo tempo stabilito: realizzare la venuta della Parola sulla terra.

Tratto da “Il Regno Millenario è arrivato” in “La Parola appare nella carne”

112. Dio incarnato non Si manifesta a tutte le creature, ma soltanto a una parte di coloro che Lo seguono in questo periodo che Lo vede eseguire personalmente la Sua opera. Egli Si è incarnato soltanto per completare una fase della Sua opera, non per mostrare all’uomo la Sua immagine. Tuttavia, la Sua opera deve essere eseguita da Lui Stesso, e pertanto a tale scopo ha dovuto incarnarSi. Quando quest’opera terminerà, Egli lascerà il mondo degli esseri umani; non può rimanere a lungo tra gli esseri umani per paura di ostacolare l’opera che verrà. Ciò che Egli manifesta alla moltitudine è soltanto la Sua giusta indole e tutte le Sue azioni, e non l’immagine di quando Si fece carne due volte, poiché l’immagine di Dio può essere mostrata soltanto attraverso la Sua indole e non può essere sostituita dall’immagine della Sua carne incarnata. L’immagine della Sua carne viene mostrata soltanto a un limitato numero di persone, solo a coloro che Lo seguono mentre opera nella carne. È per questo che l’opera che viene eseguita adesso viene svolta così in segreto. Allo stesso modo, Gesù Si mostrò soltanto agli ebrei mentre svolgeva la Sua opera e non Si mostrò mai pubblicamente ad alcun’altra nazione. Perciò, una volta ultimata la Sua opera, lasciò subito il mondo degli esseri umani, senza rimanere; in seguito non fu Lui, quest’immagine dell’uomo, a mostrarSi all’uomo, bensì lo Spirito Santo il quale eseguì l’opera direttamente. Quando l’opera di Dio incarnato sarà completamente terminata, Egli lascerà il mondo mortale e mai più svolgerà un’opera simile a quella svolta quando era incarnato. Dopo, l’opera verrà svolta interamente dallo Spirito Santo. Durante questo periodo l’uomo riesce a malapena a vedere l’immagine del Suo corpo incarnato; Egli non Si mostra assolutamente all’uomo, ma rimane per sempre nascosto. Il tempo previsto per l’opera di Dio incarnato è limitato. Essa viene svolta in un’età, un periodo, una nazione e tra persone precise. Tale opera rappresenta soltanto l’opera durante il periodo dell’incarnazione di Dio, ed è specificamente concepita per quell’età; essa rappresenta l’opera dello Spirito di Dio in un’età in particolare, e non l’opera nel suo complesso. Di conseguenza, l’immagine di Dio incarnato non sarà mostrata a tutti i popoli. Ciò che viene mostrato alla moltitudine è la giustizia di Dio e la Sua indole nella sua totalità piuttosto che la Sua immagine di quando Si incarnò due volte. Non è né la singola immagine ad essere mostrata all’uomo, né le due immagini messe assieme. Perciò è di fondamentale importanza che la carne incarnata di Dio lasci la terra al completamento dell’opera che Egli ha bisogno di svolgere, perché Egli viene solo per compiere l’opera che dovrebbe compiere e non per mostrare agli uomini la Sua immagine. Sebbene il significato dell’incarnazione sia già stato adempiuto dall’incarnarSi di Dio due volte, Egli comunque non Si manifesterà apertamente a nessuna nazione che non Lo abbia mai visto prima. Gesù non Si manifesterà mai più agli ebrei sotto forma del Sole della giustizia, e neppure ascenderà il Monte degli Ulivi manifestandoSi a tutte le genti; gli ebrei non hanno visto che il ritratto di Gesù durante il periodo che ha trascorso in Giudea. Il motivo è che l’opera di Gesù nella Sua incarnazione è terminata duemila anni fa; Egli non farà ritorno in Giudea assumendo l’immagine di un ebreo, e tanto meno Si mostrerà attraverso l’immagine di un ebreo ad alcuna delle nazioni dei Gentili, poiché l’immagine di Gesù incarnato è soltanto l’immagine di un ebreo, e non l’immagine del Figlio dell’uomo che vide Giovanni. Sebbene Gesù avesse promesso ai Suoi seguaci che sarebbe tornato, non Si mostrerà semplicemente attraverso l’immagine di un ebreo a tutti coloro che vivono nelle nazioni dei Gentili. Dovreste sapere che l’opera di Dio incarnato inaugurerà un’età. Quest’opera è limitata a pochi anni, ed Egli non può portare a termine tutta l’opera dello Spirito di Dio. Allo stesso modo l’immagine di Gesù come ebreo può rappresentare solo l’immagine di Dio secondo il modo in cui operava in Giudea, ed Egli ha potuto svolgere solo l’opera della crocefissione. Durante il periodo in cui Gesù era incarnato, Egli non poté svolgere l’opera che consisteva nel portare a termine l’età o distruggere l’umanità. Di conseguenza, dopo essere stato crocifisso e aver concluso la Sua opera, Egli ascese nell’alto dei cieli celandoSi per sempre all’uomo. Da allora, i fedeli credenti delle nazioni dei Gentili non riuscirono a vedere la manifestazione del Signore Gesù, bensì solo il ritratto di Lui che avevano appeso al muro. Questo non è che un ritratto disegnato dall’uomo, e non l’immagine che Dio Stesso ha mostrato all’uomo. Dio non Si mostrerà apertamente alla moltitudine attraverso l’immagine di quando Si incarnò due volte. L’opera che Egli compie tra gli uomini è finalizzata a permettere loro di comprendere la Sua indole. Tutto ciò viene mostrato all’uomo per mezzo dell’opera delle diverse età; viene adempiuto non attraverso la manifestazione di Gesù ma attraverso l’indole che Egli ha fatto conoscere e l’opera che ha svolto. In altre parole, l’immagine di Dio viene fatta conoscere all’uomo non attraverso l’immagine incarnata, ma piuttosto attraverso l’opera compiuta dal Dio incarnato che ha sia immagine che forma; e attraverso la Sua opera viene mostrata la Sua immagine e viene mostrata la Sua indole. Questo è il significato dell’opera che Egli desidera svolgere nella carne.

Tratto da “Il mistero dell’incarnazione (2)” in “La Parola appare nella carne”

113. Poiché Dio è l’eccelso in tutto l’universo e nel regno in cielo, potrebbe definire pienamente Sé Stesso assumendo forma umana? Dio Si fece carne al fine di attuare una fase della Sua opera. Non c’è alcun significato particolare in queste sembianze umane, e non ha alcuna relazione con il passare delle età, né ha qualcosa a che fare con l’indole divina. Perché Gesù non ha permesso che rimanesse una Sua immagine? Perché non consentì agli uomini di rappresentare la Sua figura, cosicché potesse essere tramandata alle generazioni future? Perché non consentì alle persone di riconoscere che la Sua immagine era quella di Dio? Sebbene l’uomo fu creato a immagine di Dio, sarebbe stato possibile per le sembianze umane rappresentare la sublime figura divina? Quando Dio Si fa carne, discende semplicemente dal cielo rivestito di una carne in particolare. È il Suo Spirito che discende in una carne, mediante la quale Egli compie l’opera dello Spirito. È lo Spirito che Si esprime nella carne, ed è Lui che compie l’opera di Dio nella carne. L’opera attuata nella carne rappresenta pienamente lo Spirito e la carne è ai fini dell’opera, ma questo non significa che l’immagine della carne sostituisca la vera immagine di Dio Stesso; questo non è lo scopo o il significato del Dio fattoSi carne. Egli Si incarna solo per far sì che lo Spirito possa avere un posto in cui dimorare che sia adatto al Suo operare, il migliore per attuarlo nella carne, cosicché gli uomini possano vedere le Sue azioni, capire la Sua indole, ascoltare le Sue parole, e conoscere la meraviglia della Sua opera. Il Suo nome rappresenta la Sua indole, la Sua opera simboleggia la Sua identità, ma Egli non ha mai detto che le Sue sembianze nella carne raffigurassero la Sua immagine, che è semplicemente un concetto umano. Pertanto, gli aspetti cruciali dell’incarnazione di Dio sono il Suo nome, la Sua opera, la Sua indole e il Suo genere. Vengono usati per rappresentare la Sua gestione in questa età. La Sua apparizione nella carne non è in relazione con la Sua gestione, essendo solo ai fini della Sua opera in quel periodo. Tuttavia, è impossibile per il Dio che Si è fatto carne non avere sembianze specifiche, e quindi Egli sceglie la famiglia appropriata per definire il Suo aspetto. Se l’apparenza di Dio dovesse avere un significato rappresentativo, allora anche tutti coloro che possiedono lineamenti del viso simili a Lui dovrebbero rappresentare Dio. Non è un errore madornale? Il ritratto di Gesù è stato dipinto dall’uomo affinché questi potesse adorarLo. All’epoca, lo Spirito Santo non fornì alcuna indicazione particolare, e così l’uomo ha tramandato quel ritratto immaginato sino a oggi. In verità, secondo l’intenzione originaria di Dio, l’uomo non avrebbe dovuto farlo. È solo lo zelo dell’uomo ad aver fatto sì che il ritratto di Gesù sia rimasto sino ad oggi. Dio è Spirito, e l’uomo non sarà mai in grado di definire esattamente quale sia la Sua figura in ultima analisi. La Sua immagine può essere soltanto rappresentata dalla Sua indole.

Tratto da “La visione dell’opera di Dio (3)” in “La Parola appare nella carne”

114. Dio non Si fa carne con l’intenzione di far arrivare l’uomo a conoscere la Sua carne o di permettere all’uomo di distinguere le differenze tra la carne di Dio incarnato e quella dell’uomo; Dio non Si fa carne per allenare la capacità di discernimento dell’uomo, né tantomeno con l’intenzione che l’uomo adori la carne incarnata di Dio, da cui Egli riceverà grande gloria. Nulla di tutto questo è la volontà originale di Dio nel farSi carne e Dio non Si fa carne per condannare l’uomo, per rivelare intenzionalmente l’uomo o per rendere le cose difficili all’uomo. Nulla di tutto questo è la volontà originale di Dio. Ogni volta che Dio Si fa carne, è un’opera inevitabile. È per la Sua opera più grande e per la Sua gestione più grande che lo fa, e non per le ragioni che l’uomo immagina. Dio viene sulla terra solo come richiesto dalla Sua opera, e sempre come necessario. Non viene sulla terra con l’intenzione di vagabondare, bensì per svolgere l’opera che deve compiere. Perché altrimenti Si farebbe carico di un fardello così pesante e correrebbe rischi così grandi per adempiere questa opera? Dio Si fa carne solo quando deve, e sempre con un significato unico. Se fosse solo per permettere all’uomo di darGli un’occhiata e per aprirgli gli occhi, allora, con certezza assoluta, non verrebbe mai tra gli uomini in modo così frivolo. Viene sulla terra per la Sua gestione e la Sua opera più grande, e per riuscire a ottenere più uomini. Viene per rappresentare l’epoca e per sconfiggere Satana, e viene a sconfiggere Satana in forma incarnata. Inoltre, viene per guidare tutta l’umanità nella sua vita. Tutto ciò riguarda la Sua gestione, e riguarda l’opera dell’intero l’universo. Se Dio Si facesse carne soltanto per permettere all’uomo di arrivare a conoscere la Sua carne e per aprire gli occhi dell’uomo, allora perché non Si sarebbe recato in ogni nazione? Non è questa una questione di estrema facilità? Ma non l’ha fatto, scegliendo invece un luogo adatto in cui stabilirSi e iniziare l’opera che deve compiere. Già solo questa carne è di grande importanza. Egli rappresenta un’intera epoca e svolge anche l’opera di un’intera epoca; mette fine all’epoca precedente e inaugura la nuova. Tutto ciò è l’importante questione che riguarda la gestione di Dio ed è il significato di una fase dell’opera svolta da Dio venuto sulla terra.

Tratto da “Il mistero dell’incarnazione (3)” in “La Parola appare nella carne”

115. Anche se Cristo sulla terra è in grado di operare per conto di Dio Stesso, non viene con l’intenzione di mostrare a tutti gli uomini la Sua immagine nella carne. Non viene perché tutti gli uomini Lo vedano, bensì per permettere loro di essere guidati dalla Sua mano, entrando così nella nuova era. La funzione della carne di Cristo serve all’opera di Dio Stesso, cioè all’opera di Dio nella carne, e non a consentire all’uomo di comprendere appieno la sostanza della Sua carne. Comunque Egli operi, il risultato non supera mai ciò che è raggiungibile dalla carne. Comunque operi, lo fa nella carne con un’umanità normale, senza rivelare completamente all’uomo il vero volto di Dio. Inoltre, la Sua opera nella carne non è mai soprannaturale o inestimabile come immagina l’uomo. Anche se Cristo rappresenta Dio Stesso nella carne e svolge di persona l’opera che Dio Stesso deve compiere, non nega l’esistenza di Dio in cielo né proclama febbrilmente le Proprie azioni. Invece, rimane umilmente nascosto nella Sua carne. Tranne Cristo, coloro che affermano falsamente di essere Cristo non hanno le Sue qualità. Dal confronto con l’indole arrogante e autocelebrativa di quei falsi cristi emerge chiaramente quale tipo di carne sia davvero Cristo. Quanto più questi falsi cristi sono falsi, tanto più si mettono in mostra e sono capaci di usare segni e prodigi per ingannare l’uomo. Non hanno le qualità di Dio; Cristo non è contaminato da alcun elemento appartenente ai falsi cristi. Dio Si fa carne solo per completare l’opera della carne, non per consentire semplicemente a tutti gli uomini di vederLo. Piuttosto, Egli permette alla Sua opera di affermare la Sua identità e consente alle Sue rivelazioni di essere prova della Sua sostanza. Quest’ultima non è priva di fondamento; la Sua identità non è stata afferrata dalla Sua mano; è determinata dalla Sua opera e dalla Sua sostanza.

Tratto da “La sostanza di Cristo è l’obbedienza alla volontà del Padre celeste” in “La Parola appare nella carne”

116. La cosa migliore della Sua opera nella carne è che Egli può lasciare parole ed esortazioni accurate e la Sua specifica volontà per l’umanità a coloro che Lo seguono, in modo che, poi, i Suoi seguaci possano trasmettere più accuratamente e più concretamente tutta la Sua opera nella carne e la Sua volontà per l’intera umanità a coloro che accettano questa via. Solo l’opera di Dio nella carne tra gli uomini compie veramente il fatto che Dio sia e viva con l’uomo. Solo questa opera soddisfa il desiderio dell’uomo di contemplare il volto di Dio, testimoniare la Sua opera e ascoltare la Sua parola personale. Il Dio incarnato pone fine all’età in cui erano mostrate all’umanità solo le spalle di Jahvè, e conclude anche l’età della fede dell’umanità in un Dio vago. In particolare, l’opera dell’ultimo Dio incarnato porta tutta l’umanità in un’età che è più realistica, più pratica e più piacevole. Egli non solo conclude l’età della legge e della dottrina; cosa ancora più importante, Egli rivela all’umanità un Dio che è reale e normale, che è giusto e santo, che sblocca l’opera del piano di gestione e dimostra i misteri e la destinazione del genere umano, che ha creato l’uomo e porta a termine l’opera di gestione, e che è rimasto nascosto per migliaia di anni. Egli porta l’età della vaghezza ad una fine completa, conclude l’epoca in cui l’intera umanità desiderava cercare il volto di Dio, ma non era in grado di farlo, Egli pone fine all’epoca in cui l’intera umanità serviva Satana, e conduce tutta l’umanità lungo l’intero percorso, all’interno di una nuova era. Tutto questo è il risultato dell’opera di Dio nella carne, anziché dello Spirito di Dio. Quando Dio opera nella Sua carne, quelli che Lo seguono non brancolano più alla ricerca di quelle cose vaghe e ambigue, e cessano di indovinare la volontà di un Dio vago. Quando Dio diffonde la Sua opera nella carne, quelli che Lo seguono trasmettono l’opera che Egli ha compiuto nella carne a tutte le religioni e confessioni e comunica tutte le Sue parole alle orecchie dell’intera umanità. Ciò che viene ascoltato da coloro che ricevono il Suo Vangelo, saranno i fatti della Sua opera, cose personalmente viste e udite dall’uomo, e saranno fatti e non voci per sentito dire. Questi fatti sono la prova con cui Egli diffonde l’opera e sono anche gli strumenti che utilizza nella diffusione dell’opera. Senza l’esistenza dei fatti, il Suo Vangelo non si sarebbe diffuso in tutti i paesi e in tutti i luoghi; senza fatti, ma solo con l’immaginazione dell’uomo, Egli non sarebbe mai stato in grado di compiere l’opera di conquista dell’intero universo. Lo Spirito è impalpabile per l’uomo e invisibile a lui e l’opera dello Spirito è incapace di lasciare qualsiasi ulteriore prova o fatto relativi all’opera di Dio per l’uomo. L’uomo non vedrà mai il vero volto di Dio e crederà sempre in un Dio vago, che non esiste. L’uomo non vedrà mai il volto di Dio, né sentirà mai le parole pronunciate personalmente da Lui. Le fantasie dell’uomo sono, dopo tutto, vuote e non possono sostituire il vero volto di Dio; l’indole intrinseca di Dio e l’opera di Dio Stesso non possono essere impersonate dall’uomo. Il Dio invisibile in cielo e la Sua opera possono essere portati sulla terra solo dal Dio incarnato che compie personalmente la Sua opera tra gli uomini. Questo è il modo più ideale in cui Egli appare all’uomo, in cui l’uomo Lo vede e viene a conoscere il Suo vero volto e ciò non può essere ottenuto da un Dio non incarnato. Dopo che Dio ha svolto la Sua opera fino a questa fase, la Sua opera ha già raggiunto l’effetto ottimale ed è stata un completo successo. L’opera personale di Dio nella carne ha già completato il novanta per cento dell’opera di tutta la Sua gestione. Questa carne ha fornito un inizio migliore a tutta la Sua opera e una sintesi per tutta la Sua opera e ha promulgato tutta la Sua opera e ha reso l’ultimo complessivo compimento di tutta quest’opera. D’ora in poi, non ci sarà un altro Dio incarnato per compiere la quarta fase dell’opera di Dio e non ci sarà una terza incarnazione di Dio come opera più mirabile.

Tratto da “L’umanità corrotta ha bisogno della salvezza da parte del Dio incarnato più di ogni altra cosa” in “La Parola appare nella carne”

117. Sebbene questa carne sia normale e reale, Egli non è carne comune: Egli non è carne che è solo umana, ma carne che è allo stesso tempo umana e divina. Questa è la Sua differenza rispetto all’uomo ed è il segno dell’identità di Dio. Solo una carne come questa può compiere l’opera che Egli ha intenzione di compiere e adempiere il ministero di Dio nella carne e portare a definitivo compimento la Sua opera tra gli uomini. Se non fosse così, la Sua opera tra gli uomini sarebbe sempre vuota e viziata. Anche se Dio può combattere la battaglia con lo spirito di Satana ed emergere vittorioso, la vecchia natura dell’uomo corrotto non può mai essere risolta e coloro che Gli sono disobbedienti e Gli si oppongono non possono mai diventare veramente soggetti al Suo dominio, vale a dire, Egli non può mai conquistare il genere umano e non può mai guadagnare l’intera umanità. Se la Sua opera sulla terra non può essere risolta, la Sua gestione non sarà mai portata a termine e l’intera umanità non sarà in grado entrare nel riposo. Se Dio non può entrare nel riposo con tutte le Sue creature, non ci sarà mai un esito a tale opera di gestione e la gloria di Dio di conseguenza scomparirà. Anche se la Sua carne non ha alcuna autorità, l’opera che Egli compie avrà raggiunto il suo effetto. Questa è la direzione inevitabile della Sua opera. Indipendentemente dal fatto che la Sua carne possegga autorità o meno, finché Egli sarà in grado di compiere l’opera di Dio Stesso, allora Egli è Dio Stesso. Indipendentemente da quanto normale e ordinaria sia questa carne, Egli può compiere l’opera che dovrebbe compiere, perché questa carne è Dio e non solo un uomo. La ragione per cui questa carne può compiere l’opera che l’uomo non può compiere è perché la Sua intima essenza è diversa da quella di qualsiasi uomo, e la ragione per cui Egli può salvare l’uomo è perché la Sua identità è diversa da quella di qualsiasi uomo. Questa carne è così importante per l’umanità perché Egli è uomo e ancora più Dio, perché Egli può compiere l’opera che nessun uomo ordinario di carne può compiere e perché Egli può salvare l’uomo corrotto, che vive insieme a Lui sulla terra. Sebbene sia identico all’uomo, il Dio incarnato è più importante per l’umanità di qualsiasi persona di valore, perché Egli può compiere l’opera che non può essere compiuta dallo Spirito di Dio, è più capace dello Spirito di Dio di portare testimonianza a Dio Stesso ed è più capace dello Spirito di Dio di guadagnare pienamente l’umanità. Di conseguenza, sebbene questa carne sia normale e ordinaria, il Suo contributo al genere umano e la Sua importanza per l’esistenza del genere umano Lo rendono altamente prezioso e il valore reale e il significato di questa carne è incommensurabile per qualsiasi uomo. Sebbene questa carne non possa distruggere direttamente Satana, Egli può usare la Sua opera per conquistare il genere umano e sconfiggere Satana e rendere Satana completamente sottomesso al Suo dominio. È perché Dio è incarnato che Egli può sconfiggere Satana ed è in grado di salvare l’umanità. Egli non distrugge direttamente Satana, ma Si fa carne per compiere l’opera di conquistare l’uomo, che è stato corrotto da Satana. In questo modo, Egli è maggiormente in grado di rendere testimonianza a Se Stesso tra le creature, ed è maggiormente in grado di salvare l’uomo corrotto. La sconfitta di Satana da parte del Dio incarnato porta una maggiore testimonianza, ed è più convincente, della diretta distruzione di Satana da parte dello Spirito di Dio. Dio nella carne è più in grado di aiutare l’uomo a conoscere il Creatore, ed è maggiormente in grado di rendere testimonianza a Se Stesso tra le creature.

Tratto da “L’umanità corrotta ha bisogno della salvezza da parte del Dio incarnato più di ogni altra cosa” in “La Parola appare nella carne”

118. Questa volta Dio viene a compiere l’opera non in un corpo spirituale ma in uno assai ordinario. Non è soltanto il corpo della seconda incarnazione di Dio, ma anche il corpo in cui Dio ritorna. È una carne assai ordinaria. In Lui non puoi vedere nulla che sia diverso dagli altri, ma puoi ricevere da Lui le verità che non hai mai udito in precedenza. Questa carne insignificante è la personificazione di tutte le parole di verità provenienti da Dio, che intraprende l’opera di Dio negli ultimi giorni, e un’espressione dell’intera indole di Dio che l’uomo è chiamato a conoscere. Non desideri intensamente vedere il Dio del cielo? Non desideri intensamente di capire il Dio del cielo? Non desideri intensamente vedere la destinazione dell’umanità? Egli ti rivelerà tutti questi segreti che nessun uomo è mai stato in grado di rivelarti, e ti dirà anche delle verità che tu non capisci. È la tua porta verso il Regno, la tua guida verso la nuova era. Una carne così ordinaria racchiude molti misteri insondabili. I Suoi atti ti risulteranno imperscrutabili, ma il fine dell’intera opera da Lui compiuta è sufficiente a farti capire che Egli non è semplice carne come crede l’uomo. Infatti Egli rappresenta la volontà di Dio nonché l’attenzione dimostrata da Dio verso l’umanità negli ultimi giorni. Anche se non puoi udire le parole che Egli pronuncia e che sembrano scuotere i cieli e la terra né vedere i Suoi occhi come fiamme splendenti, e anche se non puoi percepire la disciplina della Sua verga di ferro, puoi udire dalle Sue parole l’ira di Dio e sapere che Dio mostra compassione per l’umanità; puoi vedere l’indole giusta di Dio e la Sua sapienza e inoltre renderti conto dell’interesse e della preoccupazione che Dio nutre per l’intera umanità. L’opera di Dio negli ultimi giorni consiste nel consentire all’uomo di vedere il Dio del cielo vivo fra gli uomini in terra e permettere all’uomo di giungere a conoscere, obbedire, temere e amare Dio. Ecco perché è ritornato nella carne per una seconda volta. Sebbene ciò che l’uomo vede oggi sia un Dio che è uguale all’uomo, un Dio con un naso e due occhi e un Dio poco degno di nota, alla fine Dio vi mostrerà che senza l’esistenza di quest’uomo il cielo e la terra subiranno una trasformazione spaventosa; senza l’esistenza di quest’uomo il cielo si oscurerà, la terra precipiterà nel caos e l’intera umanità vivrà fra carestie ed epidemie. Vi mostrerà che senza la salvezza del Dio incarnato negli ultimi giorni, Dio avrebbe da tempo annientato l’intera umanità nell’inferno; senza l’esistenza di questa carne, sareste per sempre i massimi peccatori e cadaveri per sempre. Dovreste sapere che senza l’esistenza di questa carne l’intera umanità affronterebbe un’inevitabile calamità e troverebbe difficile sfuggire alla punizione più grave dell’umanità negli ultimi giorni. Senza la nascita di questa carne ordinaria, tutti voi sareste in una condizione in cui non comparirebbero né la vita né la morte, per quanto le ricercaste; senza l’esistenza di questa carne, oggi non sareste in grado di ricevere la verità e giungere davanti al trono di Dio. Invece sareste puniti da Dio per via dei vostri gravissimi peccati. Lo sapete? Se non fosse per il ritorno di Dio nella carne, nessuno avrebbe possibilità di salvezza; e se non fosse per l’avvento di questa carne, Dio da tempo avrebbe posto fine all’epoca antica. Stando così le cose, potete ancora respingere la seconda incarnazione di Dio? Poiché potete trarre un così grande profitto da quest’uomo ordinario, perché non Lo accettate di buon grado?

Tratto da “Lo sai? Dio ha compiuto un’opera grandiosa fra gli uomini” in “La Parola appare nella carne”

119. Alla fine ogni nazione adorerà quest’uomo ordinario, nonché renderà grazie e obbedirà a quest’uomo insignificante perché è la verità, la vita e la via che Egli ha portato che hanno salvato l’intera umanità, alleviato il conflitto tra Dio e uomo, accorciato le distanze tra loro e aperto una connessione tra i pensieri di Dio e l’uomo. È Lui anche ad avere apportato ancora maggior gloria a Dio. Un uomo ordinario come questo non è forse degno della tua fiducia e della tua adorazione? Una carne così ordinaria non è forse adatta a essere chiamata Cristo? Un uomo così ordinario non può forse essere l’espressione di Dio fra gli uomini? Un tale uomo che aiuta l’umanità a essere risparmiata dalla catastrofe non è forse degno del vostro amore e della vostra accoglienza? Se voi respingete le verità pronunciate dalla Sua bocca e detestate anche la Sua esistenza in mezzo a voi, quale sarà il vostro destino?

Tratto da “Lo sai? Dio ha compiuto un’opera grandiosa fra gli uomini” in “La Parola appare nella carne”

120. Tutta l’opera di Dio negli ultimi giorni viene compiuta attraverso quest’uomo ordinario. Egli ti conferirà ogni cosa e inoltre può decidere ogni cosa che ti riguardi. Un tale uomo può forse essere come voi credete, ovvero un uomo tanto semplice da essere indegno di menzione? La Sua verità non è sufficiente a convincervi completamente? La testimonianza dei Suoi atti non è sufficiente a convincervi completamente? Oppure il cammino su cui Egli vi conduce non è degno di essere seguito da voi? Che cosa vi induce a provare avversione per Lui e a scacciarLo e a evitarLo? È Lui che esprime la verità, è Lui che fornisce la verità, ed è Lui che vi consente di avere un cammino da percorrere. Forse ancora non riuscite a trovare le tracce dell’opera di Dio in queste verità? Senza l’opera di Gesù, l’umanità non sarebbe potuta scendere dalla croce, ma senza l’incarnazione di oggi, coloro che scendono dalla croce non potrebbero mai essere elogiati da Dio né accedere alla nuova era. Senza l’avvento di quest’uomo ordinario, non avreste mai l’occasione né i requisiti per vedere il vero volto di Dio, poiché tutti voi siete coloro che avrebbero dovuto essere annientati tanto tempo fa. Per via dell’avvento della seconda incarnazione di Dio, Dio vi ha perdonati e vi ha mostrato misericordia. Ciò nonostante, le parole con cui devo lasciarvi alla fine sono sempre le stesse: quest’uomo ordinario, che è Dio incarnato, è di vitale importanza per voi. Questa è l’opera grandiosa che Dio ha già compiuto fra gli uomini.

Tratto da “Lo sai? Dio ha compiuto un’opera grandiosa fra gli uomini” in “La Parola appare nella carne”

121. Coloro che desiderano guadagnare la vita senza fare affidamento sulla verità pronunciata da Cristo sono le persone più ridicole della terra, e coloro che non accettano la via della vita apportata da Cristo sono persi nella fantasticheria. Per questo, dico che quanti non accettano il Cristo degli ultimi giorni saranno per sempre disprezzati da Dio. Cristo è la porta dell’uomo verso il Regno durante gli ultimi giorni, che nessuno può evitare. Nessuno può essere reso perfetto da Dio se non attraverso Cristo. Tu credi in Dio e così devi accettare la Sua parola e obbedire alla Sua via. Non devi pensare soltanto ad acquisire benedizioni senza ricevere la verità o accettare l’approvvigionamento di vita. Cristo viene negli ultimi giorni affinché tutti coloro che veramente credono in Lui possano essere dotati di vita. La Sua opera ha lo scopo di concludere la vecchia età e inaugurare quella nuova, ed è il cammino che va intrapreso da tutti coloro che vogliono accedere alla nuova era. Se sei incapace di riconoscerLo, e invece Lo condanni, Lo bestemmi o perfino Lo perseguiti, sei destinato a bruciare per l’eternità e non entrerai mai nel Regno di Dio. Infatti questo Cristo è Egli Stesso espressione dello Spirito Santo, espressione di Dio, Colui a cui Dio ha affidato la Sua opera in terra. Per questo, dico che, se non riesci ad accettare tutto ciò che viene fatto dal Cristo degli ultimi giorni, tu bestemmi lo Spirito Santo. La giustizia divina a cui andranno incontro coloro che bestemmiano lo Spirito Santo è evidente a tutti. Ti dico anche che, se ti opponi al Cristo degli ultimi giorni e Lo rinneghi, non vi è nessuno che possa sopportarne le conseguenze al posto tuo. Per di più, da oggi in poi non avrai un’altra possibilità di acquisire l’approvazione di Dio; anche se cerchi di redimerti, non contemplerai mai più il volto di Dio. Infatti ciò a cui ti opponi non è un uomo, ciò che rinneghi non è un qualche essere insignificante, ma Cristo Stesso. Sei consapevole di questa conseguenza? Non hai commesso un piccolo errore, ma un crimine atroce. E perciò consiglio a tutti di non mostrare i denti davanti alla verità e di non avanzare critiche avventate, poiché solo la verità può apportarti la vita e nulla tranne la verità può consentirti di rinascere e di contemplare il volto di Dio.

Tratto da “Solo il Cristo degli ultimi giorni può offrire all’uomo la via della vita eterna” in “La Parola appare nella carne”

Note a piè di pagina:

a. Il testo originale dice “quanto a”.

b. Il testo originale dice: “ed entrambe sono”.

c. Il testo originale non contiene la frase “il lavoro di”.

Pagina precedente: II. Parole essenziali sull’opera di giudizio di Dio negli ultimi giorni

Pagina successiva: IV. Parole essenziali sulla manifestazione e sull’opera di Dio

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