Come perseguire la verità (22)

Come vi sentite dopo aver ascoltato le affermazioni e i contenuti sulle qualità dell’umanità su cui abbiamo condiviso in quest’ultimo periodo? Vi sono un po’ più chiare le qualità delle persone che possiedono veramente umanità? (Ci sono un po’ più chiare di prima.) Quindi, dopo aver ascoltato questo, siete giunti a una qualche conclusione su quali siano le caratteristiche principali delle persone che possiedono le qualità dell’umanità? Siete in grado di vedere quali siano le caratteristiche dell’umanità di qualcuno in base ai dettagli e alle specificità su cui abbiamo condiviso? (Grazie alla recente condivisione di Dio, ora capisco che le persone dotate delle qualità dell’umanità possiedono coscienza e ragione e sono in grado di discernere il giusto dallo sbagliato.) Un individuo che nella propria umanità possiede le qualità della coscienza e della ragione valuta persone e cose, si comporta e agisce sul fondamento della propria coscienza e della propria ragione. La sua valutazione delle persone e i suoi principi di condotta sono costruiti su questo fondamento di coscienza e ragione. Ciò è molto accurato, non è vero? (Sì.) Qualcuno che non possiede coscienza e ragione ha determinate caratteristiche per quanto riguarda la sua valutazione delle persone e i suoi principi di condotta. Anche coloro che possiedono coscienza e ragione, per contro, hanno determinate caratteristiche per quanto riguarda la loro valutazione delle persone e i loro principi di condotta, e queste caratteristiche non sono affatto vuote; esse sono in realtà rivelate e manifestate nella vita quotidiana delle persone dotate di coscienza e ragione. In qualsiasi epoca o tipo di ambiente sociale qualcuno viva, se possiede coscienza e ragione, vivrà alcune qualità dell’umanità. In ogni questione della sua vita, o nella maggior parte delle questioni che coinvolgono pensieri, opinioni e principi di condotta, rivelerà chiaramente le qualità della coscienza e della ragione; questo non è affatto qualcosa di vuoto. Verificatelo con le persone intorno a voi: non è forse così? (Sì.) Quando un individuo possiede coscienza e ragione, avrà manifestazioni di rettitudine e gentilezza. Poiché la sua coscienza lo spinge e agisce su di lui, egli avrà determinati limiti nel modo in cui si comporta e agisce e, per via della funzione della sua ragione e dell’effetto di freno che essa ha su di lui, oppure entro i limiti della sua ragione, egli avrà manifestazioni specifiche e vivrà cose specifiche. Quindi, per determinare se qualcuno possieda coscienza e ragione, guardate le sue manifestazioni effettive; guardate se i suoi consueti punti di vista, principi e limiti per come valutare persone e cose, comportarsi e agire, sono conformi agli standard della coscienza e della ragione, e se il suo limite minimo rientra nei limiti della coscienza e della ragione ed è sotto il controllo della sua coscienza e della sua ragione. Se, nel valutare persone e cose, comportarsi e agire, la coscienza e la ragione di un individuo non funzionano ed egli non è controllato e frenato dalla propria coscienza e dalla propria ragione, allora dimostrerà spesso di andare contro la coscienza e la ragione o di aver perso la coscienza e la ragione. Nella vita quotidiana, ciò che costui manifesta e vive è semplicemente una mancanza di coscienza e un’assenza di ragione. Quando affronta delle questioni, tira fuori solo ragionamenti contorti, e i suoi pensieri e le sue opinioni sono particolarmente estremi, ostinati e anormali. Non presta attenzione al modo in cui parla e quando parla non riesce a distinguere tra chi è dentro e chi è fuori; tutto ciò che dice è insensato e confuso. Inoltre, di frequente le sue azioni superano i limiti della ragione, sono prive di principi, di limiti e ancor più di saggezza, e sono particolarmente irruenti; egli fa solo cose sciocche e stupide. Che si tratti di relazionarsi con gli altri o di gestire questioni, non riesce mai a trovare i principi o la direzione corretti, tanto meno ha principi o limiti nella sua condotta. Non sa come comportarsi; non sa cosa significhi comportarsi o che tipo di persona dovrebbe cercare di essere, né sa cosa sia una vera vita o che tipo di cammino le persone dovrebbero percorrere. Non ha assolutamente alcun concetto di queste cose nel cuore; trascorre le sue giornate in una nebbia, senza alcun obiettivo né alcuna direzione. Ogni volta che affronta qualcosa, se la sbriga alla meno peggio, incapace di trarne alcuna esperienza o lezione oppure di ricavarne alcun corretto cammino di pratica. Per quanto a lungo viva, rimane sempre ottuso e confuso. Tali individui possiedono coscienza e ragione? (No.) Sembrano vivere con molta felicità e facilità ogni giorno, comportandosi come sciocchi spensierati e senza incontrare alcuna difficoltà. Ma quando affrontano delle questioni, più queste coinvolgono pensieri, opinioni e principi di condotta, più costoro diventano confusi e disorientati. Specialmente quando incontrano persone, eventi e cose complessi, sono privi persino della saggezza, dell’intelligenza e dei principi di condotta più basilari. Che sia in termini di QI o di principi di condotta, tali individui non arrivano al livello di possedere le qualità dell’umanità. Vivendo in questo mondo, gli individui affronteranno ogni genere di persone, eventi e cose, nonché le questioni maggiori e minori della vita. Un vero essere umano possiede coscienza e ragione; quando incontra questi eventi, persone e cose, ha dei principi e possiede pensieri e opinioni relativamente corretti e positivi. Inoltre, nel gestire questi eventi, persone e cose, esprimerà giudizi entro i limiti della razionalità. Anche se non ha accettato l’opera di Dio e non comprende la verità, esprimerà comunque giudizi e gestirà queste questioni entro i limiti della coscienza e della ragione. Non è ottuso né confuso quando si trova di fronte a delle situazioni, è invece guidato e frenato dalla propria coscienza e dalla propria ragione, quindi avrà dei principi di condotta basilari per gestire queste questioni. Oltre alla rettitudine e alla gentilezza, un’altra delle caratteristiche più evidenti delle persone che nella propria umanità possiedono le qualità della coscienza e della ragione è avere senso di vergogna. Ho condiviso un po’ sul possedere senso di vergogna quando in precedenza ho condiviso sulle manifestazioni della rettitudine e della gentilezza. Oltre a ciò su cui ho condiviso allora, ci sono ancora molti contenuti più specifici ed è con questi che procederemo oggi.

Dal momento che chi possiede coscienza e ragione ha una coscienza che funziona e possiede anche la ragione, è certo che nel modo in cui si comporta possiederà chiaramente la caratteristica dell’avere senso di vergogna. Innanzitutto, parliamo di alcuni manifestazioni o detti sull’avere senso di vergogna che avete incontrato nella vita quotidiana. Per esempio, ci sono certe parolacce che non riesci a pronunciare; l’idea di dire simili cose ti imbarazza: questo è possedere senso di vergogna? (Sì.) E ci sono alcune cose che sono spregevoli e malvagie; non possono essere portate alla luce del sole e tu non riesci a farle: questo è possedere senso di vergogna? Quando fai cose vergognose, provi rimorso nel cuore e odi te stesso: questo è possedere senso di vergogna? (Sì.) Quali altre manifestazioni ci sono? (Le persone dotate di senso di vergogna tengono al proprio orgoglio e sanno provare vergogna quando necessario.) Queste sono cose che chiunque può pensare. Qual è un altro modo per dire “avere senso di vergogna”? (Provare una sensazione di vergogna.) Nella vita quotidiana, non diciamo spesso: “Non hai neanche un minimo di vergogna?” (Sì.) Cosa implica principalmente il possedere senso di vergogna? Riguarda l’integrità e la dignità? (Sì.) Quando una persona ha senso di vergogna, tiene particolarmente alla propria integrità e alla propria dignità. Non rinuncerà alla propria integrità né baratterà la propria dignità in cambio di cose che le persone considerano buone o che le arrecano vantaggio. In un certo senso, possedere senso di vergogna significa salvaguardare la propria integrità e la propria dignità anche a costo di sacrificare gli interessi personali. La coscienza delle persone dotate di senso di vergogna funziona quando loro agiscono; vale a dire che, agli occhi degli altri, esse hanno relativamente più integrità e dignità. Nel parlare e nell’agire non hanno nulla da nascondere e sono trasparenti e oneste. Non fanno cose spregevoli e sordide e i principi a cui si attengono o i ragionamenti che esprimono riescono a reggere allo scrutinio altrui; gli altri non le criticano alle spalle né fanno pettegolezzi sul loro conto. In altre parole, se un individuo ha senso di vergogna, i suoi modi e metodi di fare le cose saranno relativamente trasparenti e onesti. Egli non cerca di fare nulla di losco e non è spregevole né sordido. I limiti per le azioni di tali individui e i modi in cui agiscono rientrano fondamentalmente nei limiti della coscienza e della ragione. I principi e i modi con cui si comportano le persone dotate di senso di vergogna e gli obiettivi che si prefiggono per la propria condotta sono proprio così. Oltre a queste cose, coloro che possiedono senso di vergogna hanno certamente alcune manifestazioni specifiche e vivono e rivelano alcune cose specifiche. Oppure, in alcune questioni, possiedono pensieri e opinioni relativamente positivi e si comportano e agiscono sotto la guida di questi pensieri e opinioni positivi. Per esempio, quando la chiesa elegge leader a tutti i livelli, coloro che hanno senso di vergogna, poiché hanno un’indole corrotta, amano il prestigio e hanno ambizioni proprio come chiunque altro; vogliono anche loro essere tenuti in grande considerazione e godere di prestigio e grande fama tra le persone: al riguardo, sono uguali a tutti gli altri. Tuttavia, il modo in cui un individuo dotato di senso di vergogna raggiunge il prestigio non consiste nel cercare in ogni modo di mettersi in mostra e vantarsi per guadagnare la grande considerazione dei fratelli e delle sorelle, né nel competere spudoratamente con gli altri, usando mezzi insoliti o modi disonorevoli per fare cose sordide. Invece, egli vuole essere eletto leader in base alle proprie reali capacità; per esempio, ottenendo alcuni risultati in un ambito professionale mediante l’utilizzo dei propri punti di forza o sopportando avversità e pagando un prezzo, oppure facendo cose che sono di beneficio ai fratelli e alle sorelle attraverso il vivere bene la propria umanità, in modo da guadagnare il riconoscimento della maggioranza dei fratelli e delle sorelle ed essere così eletto leader. Se non viene eletto, anch’egli prova un po’ di risentimento dentro di sé. Questo risentimento è una normale rivelazione di corruzione e una manifestazione molto naturale dell’umanità corrotta. Ma costui è in grado di trattare questa questione correttamente: “Il fatto che le persone non mi abbiano eletto dimostra che non sono ancora all’altezza. Forse ho ancora delle manchevolezze in alcuni ambiti. Non sono stato eletto: non devo cercare di competere ostinatamente per questo ora. Come minimo, devo avere tratti desiderabili in termini di levatura, umanità o capacità lavorative affinché le persone mi eleggano. Se non sono stato eletto perché non ho alcun tratto desiderabile, ma insistessi comunque spudoratamente a voler essere un leader, sarebbe davvero disonorevole!” Sebbene si senta un po’ deluso e triste dentro di sé dopo aver perso l’elezione, è in grado di riflettere su sé stesso, di conoscersi e di vedere quali manchevolezze e inadeguatezze ha. Poi, egli guarda quali punti di forza ha effettivamente la persona eletta, perché i fratelli e le sorelle l’hanno eletta, in quali aspetti svolge il lavoro meglio di lui, e in quali modi la levatura di quella persona è migliore della sua. Un individuo dotato di senso di vergogna tratterà questa questione razionalmente; dopo aver perso l’elezione, non si opporrà, non si lamenterà, non giudicherà né lancerà insulti nella maniera più assoluta. Non farà assolutamente queste cose. Perché non le farà? Perché questo tipo di individuo possiede ragione. Anche quando incontra alcune battute d’arresto e fallimenti, non perde la ragione; vive ancora entro i limiti della ragione. Pertanto, tratterà in modo razionale la questione che si presenta. Anche se la sua indole corrotta lo spinge o agisce su di lui facendolo sentire turbato, diventare negativo o persino sviluppare un certo atteggiamento di sfida, egli, poiché possiede ragione, regolerà rapidamente la propria mentalità e il proprio stato in un breve periodo di tempo e poi tratterà con razionalità la questione dell’aver perso le elezioni. Non competerà per la posizione di leader, né userà mezzi o modi subdoli per raggiungere il proprio obiettivo; non farà cose che oltrepassano il limite. Vale a dire che, agli occhi degli altri, questo individuo è uguale alle altre persone che hanno un’indole corrotta: anch’egli ama il prestigio e ha l’ambizione e il desiderio di guadagnarlo, ma il suo amore per il prestigio e il suo modo di guadagnarlo rientrano nell’ambito regolato dalla qualità dell’avere senso di vergogna all’interno della propria umanità. Non userà mezzi insoliti per guadagnare prestigio, né si metterà in mostra per amore del prestigio o per soddisfare la propria ambizione e il proprio desiderio, dicendo cose spudorate per guadagnare grande considerazione. Non dirà né farà assolutamente simili cose. Invece, costui si impegna silenziosamente a perseguire la verità e a fare il proprio dovere. Agisce di più e parla di meno, facendo del suo meglio per tenere a freno la propria ambizione e il proprio desiderio di prestigio. Spera di ottenere risultati e di fare meglio attraverso i propri sforzi, preparando per sé stesso una statura sufficiente a soddisfare le condizioni per prestare servizio come leader o lavoratore. Spera anche che i suoi sforzi possano essere visti e riconosciuti dai fratelli e dalle sorelle e di poter essere eletto leader in futuro. Qualcuno dotato di senso di vergogna, anche se ha l’ambizione di essere eletto leader, fa comunque cose relativamente razionali che rientrano nei limiti della coscienza e della ragione. In altre parole, anche se ha le ambizioni dell’umanità corrotta, tiene comunque alla propria integrità e alla propria dignità; senza rinunciare alla propria integrità e alla propria dignità, fa cose che sono considerate giuste, corrette e relativamente positive in base ai pensieri e alle nozioni dell’umanità corrotta. Quindi, un individuo dotato di senso di vergogna manifesta questo senso di vergogna in modo particolarmente chiaro anche di fronte al prestigio e al desiderio. Anche se ama il prestigio e vuole essere un leader, tiene comunque alla propria integrità e alla propria dignità; vale a dire, i suoi pensieri e le sue opinioni riguardo a tali questioni, così come i suoi modi e principi di agire, sono relativamente razionali e positivi. Tanto per cominciare, non inventa fatti per guadagnarsi in modo ingannevole la fiducia o la stima delle persone; inoltre, non usa parole suadenti o una falsa apparenza esteriore capaci di ingannare gli altri facendosi apprezzare da loro al fine di guadagnarsi la loro stima. Anche se ama il prestigio e vuole essere eletto leader, non inventa cose, non ricorre all’inganno e non usa tattiche. Crede che il principio basilare a cui dovrebbe attenersi maggiormente sia fare le cose con i piedi per terra, applicandosi scrupolosamente nel fare tutto ciò che Dio richiede e tutto ciò che è giusto, sforzandosi di farlo bene e dedicando più impegno alla verità. Egli pensa: “Se comprendo di più la verità e so come condividere sulla verità, i fratelli e le sorelle non mi eleggeranno leader?” Spera di guadagnarsi il riconoscimento attraverso i propri sforzi, vivendo in modo concreto queste manifestazioni di coscienza e ragione, anziché inventando cose. Per dirla in linguaggio quotidiano, vuole guadagnarsi il riconoscimento facendo affidamento sulle proprie reali capacità, sui propri talenti effettivi e sul lavoro concreto e poi avere l’opportunità di essere eletto leader. Ebbene, pensi che tali individui possiedano senso di vergogna? (Sì.) Direste che questa è una valutazione obiettiva di questo tipo di persona? (Sì.) In che modo è obiettiva? (Sebbene anche questo genere di individuo ami la reputazione e il prestigio e abbia ambizioni e desideri, è comunque capace di usare gli standard della coscienza per frenare sé stesso e tiene alla propria integrità e alla propria dignità. Non ricorre alla finzione o all’inganno per guadagnarsi la stima e la fiducia delle persone; piuttosto, vuole guadagnarsi il riconoscimento pagando sinceramente un prezzo e impegnandosi. Ritengo che, in termini relativi, tali persone abbiano un certo senso di vergogna.) Se, di fronte al prestigio, qualcuno non ha nemmeno le manifestazioni della coscienza e della ragione, eppure le persone dicono comunque che costui possiede senso di vergogna, queste parole non sono forse vuote e prive di concretezza? (Sì.) Allora, in quali circostanze è obiettivo e non vacuo dire che qualcuno possiede senso di vergogna? Quando un individuo possiede veramente le manifestazioni dell’avere coscienza e ragione nell’affrontare le questioni, il che include la manifestazione di un senso di vergogna che si trova nell’umanità normale. Il senso di vergogna è qualcosa che chi è dotato di umanità normale dovrebbe possedere? (Sì.)

Che tipo di manifestazioni ha un individuo dotato di senso di vergogna quando si trova in mezzo ad altre persone? Compie azioni concrete. Non fa affidamento su mezzi come adulare e lusingare, formare cricche, istigare gli altri, inventare cose, ricorrere alla finzione, ingannare, mentire o comportarsi in un modo davanti alle persone e in un altro alle loro spalle, per guadagnare la fama e il prestigio che desidera; invece, lavora sodo e a testa bassa. Qual è il fatto oggettivo qui? È che coloro che possiedono senso di vergogna, poiché hanno un’indole corrotta, esterneranno molto naturalmente alcuni pensieri, qualità e opinioni, nonché ambizioni e desideri, dell’umanità corrotta; questo è normalissimo. Tuttavia, nonostante abbiano anch’essi ambizioni e amino il prestigio, gli individui dotati di senso di vergogna non useranno mezzi insoliti per guadagnare prestigio; piuttosto, vogliono fare affidamento sulle proprie reali capacità per compiere azioni concrete. Naturalmente, se questo tipo di individuo è all’altezza degli standard in termini di levatura, umanità e in tutti gli altri aspetti, è solo questione di tempo prima che venga eletto leader. Ma, in un gruppo sociale o sul posto di lavoro, cosa finisce per succedere a queste persone che possiedono coscienza e ragione? Non solo non verranno promosse né collocate in posizioni importanti, ma saranno persino ostracizzate e oppresse. Non adulano e non lusingano, né cercano di ingraziarsi i leader o di fare loro dei regali, e tanto meno cercano di mettersi in buona luce con i colleghi. Non fanno uso di tattiche né cercano di ricorrere all’inganno, e non usano astute filosofie per le interazioni mondane per tenere il piede in due scarpe. Se si chiedesse loro di fare queste cose, si sentirebbero sempre in imbarazzo; non se la sentirebbero di farle. Se si chiedesse loro di adulare i leader e di dire solo cose buone sul loro conto, non se la sentirebbero, poiché non vedono nulla di buono nei leader. Se andassero contro ciò che provano realmente e pronunciassero un’osservazione adulatoria come: “I leader affrontano una miriade di questioni ogni giorno e si fanno in quattro per noi”, si sentirebbero in imbarazzo, prendendosi a schiaffi da sole dopo averlo detto. Pensano: “Questi leader trascorrono tutto il giorno a mangiare, bere e divertirsi; sono grassi e rubicondi. In che modo affrontano una miriade di questioni ogni giorno? Sono tutti funzionari corrotti che non svolgono il lavoro che spetta loro, limitandosi invece a mangiare, bere, pagare prostitute e giocare d’azzardo. Sono tutti diavoli che mangiano carne umana e bevono sangue umano!” Dentro di sé, costoro odiano profondamente queste persone e non vogliono andare contro ciò che provano realmente e dire loro una sola parola di adulazione. Trovano nausenate dire cose adulatorie e non lo farebbero nemmeno morti. Sebbene siano stati in qualche modo contaminati dalle tendenze sociali e siano capaci di dire alcune cose che vanno contro ciò che provano realmente, hanno un limite; non si spingeranno troppo oltre diventando stucchevoli. Se effettivamente fanno regali e chiedono favori per ottenere qualcosa, è perché non avevano altra scelta. Solo quando sono veramente messi alle strette e non hanno altre opzioni, andranno contro ciò che provano realmente e faranno una cosa del genere. Ma dopo averla fatta proveranno rimorso, sentendo di aver perso la propria dignità e provando troppa vergogna per guardare in faccia chiunque. La questione lascia un segno nei loro cuori e non riusciranno a superarla per il resto della loro vita. Quando coloro che possiedono senso di vergogna si trovano in certe circostanze speciali in cui, a causa di un senso di impotenza, delle pressioni della vita o di pressioni esterne, non hanno altra scelta se non fare cose che comportano la rinuncia all’integrità e alla dignità, ciò diventa una fonte di umiliazione per il resto della loro vita. Ogni volta che ci pensano, provano rimorso e un dolore sordo nel cuore, giurando di non fare mai più una cosa del genere.

Avere il senso di vergogna è una caratteristica evidente tra le qualità dell’umanità. Questa caratteristica può trattenere le persone dal fare cose che comportano la rinuncia alla loro integrità e alla loro dignità o aiutarle a fare meno cose di questo genere. Può anche proteggere le persone dall’oltrepassare i limiti della coscienza e della ragione e aiutarle a scegliere di fare cose relativamente positive e corrette. Questo è molto importante. Anche di fronte al prestigio, agli interessi personali e al denaro, e persino per tirare avanti e sopravvivere, gli individui dotati di senso di vergogna sono comunque frenati dalla propria coscienza e dalla propria ragione in tutto ciò che fanno e non oltrepassano questi limiti. Se occasionalmente li oltrepassano e fanno cose che vanno contro la propria coscienza e la propria ragione, di conseguenza rinunciando alla propria dignità e perdendo la propria integrità, allora il loro senso di vergogna diventerà ancora più forte e il senso di rimprovero da parte della loro coscienza si intensificherà. Questo perché tali individui, una volta che oltrepassano i limiti stabiliti dal proprio senso di vergogna o si liberano dal controllo e dal freno forniti dal loro senso di vergogna, si sentiranno ancora più a disagio e in colpa e nel proprio cuore biasimeranno sé stessi ancora di più. Pertanto, puoi vedere che coloro che hanno senso di vergogna, quando si trovano in presenza di persone con prestigio e posizione, appaiono molto isolati e fuori posto e danno persino agli altri l’impressione di essere un po’ strambi. Coloro che sono assolutamente privi di coscienza e ragione vanno perfettamente d’accordo tra loro, mentre le persone dotate di coscienza e ragione si sentono particolarmente a disagio quando stanno con tali individui. Coloro che sono privi di coscienza e ragione non si sentono turbati dentro di sé a prescindere da quanto le loro parole siano contrarie ai fatti, né provano nulla a prescindere da quanto le cose che dicono siano spudorate. Al contrario, le persone dotate di coscienza e ragione, poiché possiedono senso di vergogna, non solo non se la sentono di dire queste cose, ma si sentono anche a disagio e trovano insopportabile sentirle. Pertanto, relazionarsi con chi non ha senso di vergogna è una sorta di tormento per loro. Questo tormento deriva da un lato dal loro personale senso di vergogna e dall’altro dall’essere ostracizzate. Poiché i principi secondo cui si comportano e gestiscono le questioni le fanno apparire molto peculiari e strambe agli occhi altrui, come se fossero completamente distaccate dalle questioni mondane, e vengono viste come moraliste, di conseguenza gli altri le escludono o stanno lontani da loro. Pertanto, questo tipo di individuo verrà messo da parte tra i non credenti, specialmente sul posto di lavoro; per usare le parole dei non credenti, tali individui non sono i benvenuti da nessuna parte. I non credenti vogliono tutti fare carriera usando ogni sorta di mezzi insoliti, ricorrendo a qualsiasi mezzo necessario per ottenere ciò che vogliono. Al contrario, coloro che hanno senso di vergogna vogliono sempre guadagnarsi da vivere in modo equo, ragionevole e giusto, facendo affidamento sulle proprie capacità. Questo non li porterà da nessuna parte in alcun gruppo sociale, perché le regole del gioco in qualsiasi gruppo del genere non sono giuste; tutti seguono invece regole non dette. Coloro che prosperano e hanno fama sono abili a vivere secondo queste regole non dette, mentre gli individui dotati di senso di vergogna, poiché salvaguardano la propria integrità e la propria dignità, non potranno mai accettare queste regole non dette della società. Non capiscono queste regole, le trovano sgradite e ancor di più si rifiutano di usarle. Pertanto, all’interno di gruppi di persone, mentre altri magari vengono promossi o tenuti in grande considerazione dai leader, costoro, poiché hanno senso di vergogna, parlano e agiscono sempre rigidamente secondo le regole, dicendo tutto ciò che passa loro per la testa; di tanto in tanto, quindi, finiscono per offendere i colleghi e i leader, colpendo i tasti dolenti dei leader e dicendo proprio le parole che questi meno vogliono sentire. Quando se ne rendono conto, è già troppo tardi. E cosa succede alla fine? A prescindere da quanti anni abbiano sgobbato o da quanto tempo siano sul posto di lavoro, non vengono mai promossi né collocati in posizioni importanti. Per coloro che hanno coscienza, ragione e senso di vergogna, vivere tra simili persone è una benedizione o un’agonia? (Un’agonia.) Quando non riescono a capire fino in fondo questa società e questa umanità corrotta, cercano in ogni modo di integrarsi in questa società e tra le persone in mezzo a cui vivono. Tuttavia, poiché possiedono coscienza e ragione, non se la sentono di fare cose che vanno contro la propria integrità e la propria dignità. Quindi, per quanto ci provino e quanto impegno ci mettano o quanti sacrifici facciano, il risultato finale è che non riescono mai a integrarsi in questa società o tra le persone in mezzo a cui vivono; sono sempre fuori posto tra tali persone e non sanno nemmeno perché. Dicono a sé stessi: “Questa società è così ingiusta. Se non sai come fare uso di tattiche o adulare e lusingare, se vuoi sempre salvaguardare la tua integrità e la tua dignità o raggiungere i tuoi obiettivi, non andrai da nessuna parte in alcun gruppo di persone”. Questa è l’esperienza che coloro che hanno senso di vergogna traggono dal sopravvivere nella società. Qual è la sensazione che rimane loro alla fine? Amano questa società umana o ne sono delusi? (Ne sono delusi.) Possono solo esserne delusi. Si gettano nella società pieni di speranza, credendo che nella società le brave persone costituiscano ancora la maggioranza e che nella società vi siano equità, giustizia e un posto in cui si possa perorare la propria causa. Tuttavia, dopo essersi dati da fare tanto faticosamente nella società per così tanti anni, cosa ottengono alla fine? Ciò che ottengono è rendersi conto che non solo non vi sono equità né giustizia nel mondo umano, ma che esso è anche infido. Quando una tigre ti balza addosso, puoi almeno cercare di evitarla; ma, quando ti danno la caccia delle persone, non hai nemmeno l’opportunità di provarci. Questa è la conclusione a cui giungono alla fine; finiscono per ritrovarsi scoraggiati e delusi dalla società e dall’umanità. Vogliono imitare quelle persone facendo uso di tattiche, adulando e lusingando, avvicinandosi a leader e superiori, facendo regali e mettendosi in buona luce con gli altri, ma, per quanto ci provino, non riescono mai a imparare come fare queste cose; non riescono nemmeno a dire qualche parola adulatoria in modo fluido e, quando ci provano, finiscono per fare una figuraccia e diventare lo zimbello di tutti. Tuttavia, vivendo in questa società, non hanno altra scelta che comportarsi così. Ogni giorno, la loro coscienza è carica di auto-accusa e di un senso di disagio. Sentono di non avere speranza nella vita; tutto è stressante o angosciante e provano un senso di frustrazione ogni giorno. Affrontare i vari problemi che emergono con questa società e in questo gruppo di persone è angosciante per loro, e questa angoscia colma il loro cuore di senso di disagio. Sebbene imparino a dire alcune cose spudorate o imitino gli altri nel fare cose che vanno contro la propria coscienza e la propria ragione, dentro di sé provano un senso di disagio, nonché auto-biasimo e auto-accusa. Più si sentono interiormente a disagio, più in cuor loro odiano questa società e l’umanità, non è vero? (Sì. Riterranno questa società ingiusta e arriveranno a odiarla.) Odieranno l’umanità e odieranno questa società. Sperano che emergano equità e giustizia, sperando che appaia qualcuno capace di sostenere la giustizia e l’equità e che ci sia un posto dove le persone possano perorare la propria causa. Ma questi sono solo desideri, non possono essere realizzati nella vita reale; non c’è posto nella società in cui le persone possano perorare la propria causa. Sebbene l’influenza di questa società e il vivere tra vari gruppi malvagi di persone portano costoro a essere inconsapevolmente contaminati da cose che sono rese popolari e sostenute dalle tendenze malvagie, o che sono relativamente alla moda, nel profondo dei loro cuori il senso di vergogna e il loro anelito di giustizia e di cose positive non scompaiono né cambiano mai. Nei loro cuori, continuano a sperare che emergano equità e giustizia, così da non doversi comportare in un modo contrario a ciò che provano realmente, da non dover tradire la propria integrità e la propria dignità e da non dover rinunciare al proprio senso di vergogna per guadagnarsi da vivere e sopravvivere, vivendo e comportandosi in modo così spudorato. Sebbene mescolarsi alla società e a persone corrotte per così tanto tempo li abbia portati a essere contaminati da alcune cattive abitudini e ad adattarsi alle tendenze sociali, facendo sembrare che la loro coscienza e la loro ragione siano state erose e oscurate, se essi sono veri esseri umani, la loro coscienza e la loro ragione non svaniranno mai. Poiché la loro coscienza e la loro ragione non svaniranno, il loro senso di vergogna sarà sempre lì. È solo che, essendo stati nella società per così tanto tempo e avendo acquisito molta conoscenza e imparato molte filosofie per le interazioni mondane, hanno preso alcune cattive abitudini nella propria umanità e acquisito alcune cose di Satana e dei diavoli nella propria indole, quindi la loro coscienza e la loro ragione sono relativamente intorpidite e lente. Ma, fintanto che sono esseri umani e che nella propria umanità possiedono le qualità della coscienza e della ragione, il loro senso di vergogna sarà sempre lì: persone come queste sono quelle che possono essere salvate.

Quando una persona possiede coscienza e ragione, possiede anche senso di vergogna. Qualcuno dotato di senso di vergogna è una persona che ha integrità e dignità, e un individuo di questo genere amerà l’equità, la giustizia e le cose positive. Vale a dire che, a giudicare dalla sua natura essenza, ama le cose positive; è solo che, prima di comprendere cosa siano le cose positive, non sa cosa dovrebbe o non dovrebbe piacergli. Una volta compreso cosa siano le cose positive e le cose negative, la sua preferenza per le cose positive diventa più specifica e precisa. Se qualcuno possiede coscienza e ragione, una manifestazione basilare delle qualità della sua umanità è l’amore per l’equità e la giustizia. Costui spera, mentre vive in mezzo agli altri, di poter essere trattato in modo equo, senza dover usare tattiche o stratagemmi e senza dover seguire alcuna regola non detta. Spera che le interazioni tra le persone possano essere eque e che le persone possano essere trattate giustamente. In altre parole, spera che le cose possano essere semplici e chiare: se hai fatto qualcosa di sbagliato, hai fatto qualcosa di sbagliato e dovresti ricevere la punizione che meriti; invece, se non hai fatto nulla di sbagliato e hai dato un contributo, dovresti essere ricompensato. Se le persone hanno capacità, reale cultura e conoscenza concreta, dovrebbero essere rispettate, promosse e collocate in posizioni importanti. Se sono prive di reale cultura e conoscenza concreta, non dovrebbero essere collocate in posizioni importanti. Coloro che hanno coscienza e ragione apprezzano le persone così e amano questo tipo di ambiente di vita. Anche se, dopo aver trascorso molto tempo nella società, hanno sviluppato alcune cattive abitudini o accettato alcuni pensieri e opinioni fallaci sotto l’influenza di tendenze malvagie e hanno subito battute d’arresto e incontrato ostacoli insormontabili, alla fine sentono che è del tutto appropriato tornare ad avere senso di vergogna. Nelle loro azioni, torneranno inconsciamente al principio del salvaguardare la propria integrità e la propria dignità. Quando questo tipo di individuo trascorre molto tempo nella società e in mezzo agli altri e ne viene influenzato, è come un pezzo di giada pregiata che viene gettato in una discarica e ricoperto di sporcizia. Anche se la sporcizia è molto spessa e sudicia, l’essenza della giada rimane invariata; una volta rimossa la sporcizia, ciò che si rivela è ancora un pezzo di giada. Pertanto, quando coloro che possiedono coscienza, ragione e senso di vergogna arrivano nella casa di Dio, l’ambiente di vita al suo interno, così come l’opera che Dio compie e le parole che Egli esprime, soddisfano perfettamente i bisogni che hanno nel profondo del cuore. Quali bisogni hanno nel profondo del cuore? Amano l’equità e la giustizia, amano le cose positive, detestano la malvagità, detestano le regole non dette della società e detestano le lotte intestine e le pugnalate alle spalle tra le persone. Se tali individui arrivano nella casa di Dio e, sperimentando lo smascheramento, il giudizio e il castigo delle parole di Dio, poi subendo prove e affinamento da parte di Dio e infine sottomettendosi alle parole di Dio e accettando il giudizio e il castigo delle Sue parole, si liberano a poco a poco delle varie forme di indole corrotta rivelate dalla loro umanità, nonché delle comuni sporcizie e cattive abitudini che hanno dentro, allora diventeranno nuovi esseri umani. Vale a dire che, una volta che gli individui dotati di senso di vergogna soddisfano questo standard basilare dell’umanità, ossia accettare la verità, sottomettersi alle parole di Dio e valutare persone e cose, comportarsi e agire in base alle parole di Dio, possono, sulla base delle parole di Dio, conoscere la loro indole corrotta e i loro vari pensieri e punti di vista errati, così come i loro modi erronei di comportarsi e i cammini sbagliati che hanno scelto. Che qualcuno abbia imparato queste cose dalla società o che gli derivino direttamente dalla corruzione di Satana, se egli possiede senso di vergogna, allora, dopo aver accettato le parole di Dio, sarà in grado di praticare la verità e di liberarsi gradualmente di queste forme di indole corrotta e avrà così grande speranza di raggiungere la salvezza.

Se qualcuno non ha senso di vergogna, allora semplicemente non possiede questa condizione basilare dell’umanità: accettare le parole di Dio, sottomettersi alle parole di Dio e valutare persone e cose, comportarsi e agire in base alle parole di Dio. Perché non soddisfa questa condizione basilare? Perché le persone prive di senso di vergogna non provano avversione per le cose negative, per le varie tendenze malvagie della società né per le filosofie di Satana; piuttosto, sono affezionate a queste cose e sono persino capaci di accettare, sostenere e propagare questi punti di vista. Non lo trovano vergognoso, né ritengono che vada contro la coscienza e la ragione. Vale a dire, non provano alcun senso di vergogna. Per quanto ricorrano a tattiche o facciano cose che vanno contro ciò che provano realmente, non provano vergogna. Chi possiede umanità e senso di vergogna prova imbarazzo per loro, ma le persone prive di senso di vergogna non solo non sono minimamente disgustate dal fare queste cose, in realtà ne traggono grande piacere. Coloro che non hanno senso di vergogna sono perfettamente a loro agio nel gigantesco pozzo nero che è la società, senza alcun sentimento di repulsione o odio: è esattamente il luogo in cui sguazzano. Odiano l’equità e la giustizia e odiano anche quando gli altri li trattano in modo giusto. Semplicemente amano questi modi scorretti e ingiusti della società, poiché ciò dà loro l’opportunità di ottenere ciò che vogliono attraverso vari mezzi illeciti. Trovano fantastica l’ingiustizia e meravigliose queste tendenze malvagie e regole non dette. Perché le trovano così fantastiche? Perché le varie tendenze e regole non dette di questo malvagio mondo umano permettono loro di ottenere tutto ciò che vogliono, soddisfacendo le loro ambizioni e i loro desideri, nonché le loro varie pretese malvagie. Pertanto, trovano questo mondo meraviglioso. Se nella società emergessero l’equità e la giustizia, costoro non avrebbero spazio per sopravvivere e sarebbero incapaci di realizzare le proprie ambizioni e i propri desideri. Proprio perché la società è ingiusta e ha regole non dette, essi hanno l’opportunità di prosperare e di elevarsi al di sopra degli altri. Se questo mondo avesse equità e giustizia, tali individui malvagi privi di senso di vergogna non sarebbero in grado di distinguersi. Pertanto, quando sentono parole di equità e giustizia, ne sono fortemente disgustati e vanno su tutte le furie. Coloro che sono dotati di senso di vergogna, al contrario, quando sentono parole di equità e giustizia, percepiscono nei loro cuori che la vita è piena di luce e hanno speranza. Al vedere la luce, i loro cuori sono liberi. Se vedono che la società è piena di malvagità e che tutti vivono secondo le filosofie di Satana e agiscono in base a regole non dette, essi sentono che la strada davanti a loro è desolata e priva di luce. Pertanto, per gli individui dotati di senso di vergogna, l’apparizione e l’opera di Dio e le verità da Lui espresse sono esattamente ciò di cui i loro mondi interiori hanno bisogno e sono anche ciò di cui hanno sete e in cui sperano nei loro cuori. L’apparizione di Dio, la Sua opera e il fatto che nella Sua casa regna la verità permettono a coloro che possiedono senso di vergogna e le qualità dell’umanità di vedere la speranza e di vedere la luce. Dopo che sono arrivati nella casa di Dio, sebbene quando parlano e agiscono siano ancora controllati dalla loro indole corrotta, essi nei loro cuori anelano alle cose positive e sono disposti ad accettare la verità. In termini di bisogni della loro umanità, sono governati da coscienza e ragione, le loro parole e azioni possono essere frenate ed essi sono in grado di conoscere sé stessi quando rivelano corruzione. Se riescono ad arrivare a comprendere la verità e ad agire in linea con i principi, possono guadagnarsi l’approvazione di Dio. Vivendo nella casa di Dio, si sentono speranzosi; vedono un futuro luminoso davanti a sé e i loro cuori sono pieni di speranza. Ogni volta che si dice che “nella casa di Dio regna la verità, Dio è giusto e ovunque regni Dio vi sono equità e giustizia”, coloro che possiedono coscienza e ragione provano gioia e conforto nei loro cuori, e naturalmente, vi anelano anche. Cosa significa “anelare”? Significa che, quando viene detto che “nella casa di Dio regna la verità”, si sentono in cuor loro felici e liberi; nel profondo, rispondono amen a queste parole e provano una sorta di piacere. Quando si dice che “nella casa di Dio regna la verità e ovunque operi Dio regnano equità e giustizia”, coloro che nella loro umanità possiedono le qualità della coscienza e della ragione si sentono particolarmente appagati interiormente. Queste due affermazioni danno una direzione alle loro vite e soddisfano anche i bisogni della loro umanità. Essi potrebbero non comprendere necessariamente molta verità e non essere necessariamente in grado di praticare molte delle parole di Dio, ma il solo sentire la frase “nella casa di Dio regna la verità” li fa sentire particolarmente confortati e appagati nel cuore. Questa frase risuona fortemente in loro e commuove i loro cuori; questa è una manifestazione dei bisogni della loro umanità. L’atteggiamento di un individuo verso questa frase e ciò che egli prova nel profondo del cuore la dicono lunga sulla sua essenza e sulla sua categoria. Vedi, quando i satana e i diavoli sentono che “nella casa di Dio regna la verità”, provano repulsione: “Cosa intendi con ‘regna la verità’? Non ho visto la verità regnare!” Quando sentono che “nella casa di Dio regna la verità”, hanno la sensazione che questo li condanni e minacci le loro vite, quindi ne sono disgustati; è così che i satana e i diavoli reagiscono quando sentono queste parole. Al contrario, quando le persone confuse e coloro che provengono dagli animali sentono queste parole, verbalmente riconoscono che nella casa di Dio regna la verità, ma non provano assolutamente nulla nei loro cuori. Non provano alcuna felicità o gioia, né risuona loro alcunché. Sebbene possano essere d’accordo con questa affermazione e non vi si oppongano, non è qualcosa di cui hanno bisogno nei loro cuori. Invece, un vero essere umano è diverso. Anela all’equità e alla giustizia e ha sete di esse; perciò, quando sente che nella casa di Dio regna la verità, il suo cuore trabocca di speranza. Anche se egli incontra alcune difficoltà e battute d’arresto particolari o subisce un trattamento ingiusto da parte di anticristi e persone malevole, quando pensa a come nella casa di Dio regni la verità, il suo cuore trabocca di speranza, il suo stato migliora sempre di più, e c’è persino chi arriva a riempirsi di una gioia sconfinata. I sentimenti che un vero essere umano prova quando sente le parole “nella casa di Dio regna la verità” sono diversi da quelli delle persone che provengono da Satana e dai diavoli o da quelle che provengono dagli animali. Vedi, quando un coniglio vede carote ed erba, gli piacciono e le sgranocchia all’infinito. Quando invece è un lupo a vederle, prova repulsione e dice: “Cosa c’è di così gustoso in queste cose? Trovo che i conigli e i polli siano molto più saporiti!” Per quanto tu gli dica che le carote e l’erba sono nutrienti, il lupo rimane del tutto impassibile. Dunque, quando le persone che si sono reincarnate da animali sentono le parole “nella casa di Dio regna la verità”, sebbene riconoscano in termini di dottrina che queste parole sono corrette, in cuor loro ne sono disgustate. Non accettano minimamente queste parole e non riconosceranno mai che sono un dato di fatto. Al contrario, quando un vero essere umano sente che “nella casa di Dio regna la verità e vi sono equità e giustizia in Dio”, prova un particolare appagamento nel cuore. Sente di avere ora un cammino e che c’è speranza per lui come persona. Vedi, persone di categorie diverse hanno manifestazioni diverse nel modo in cui trattano la stessa questione. Poiché un vero essere umano ha tali sentimenti evidenti nei confronti della frase “nella casa di Dio regna la verità”, quando si tratta di altre verità, che coinvolgono alcune pratiche specifiche e gli insegnamenti specifici di Dio per le persone, coloro che hanno coscienza e ragione ne avranno particolarmente sete. Anche se attualmente, mentre la loro indole corrotta rimane completamente invariata, praticare la verità è in qualche modo difficile per loro perché hanno una statura scarsa e sono stati corrotti troppo profondamente da Satana, ogni volta che leggono queste parole di Dio si commuovono in cuor loro e si sentono ispirati. Prenderanno la decisione di sottomettersi alle parole di Dio e di praticarle. Per loro, le parole di Dio sono la forza motrice che li ispira a mantenere la rotta e, naturalmente, costituiscono anche il cammino concreto per perseguire il diventare qualcuno che Dio ama. Per esempio, quando Dio parla delle storie di Noè, Giobbe, Abramo e Pietro, coloro che possiedono le qualità dell’umanità provano innanzitutto invidia dopo averle ascoltate. Quanta invidia sviluppano? Per usare un’espressione inappropriata, ci “sbavano sopra”. Vale a dire che, quando sentono che quelle persone erano capaci di possedere un tale timore di Dio e una tale sottomissione a Lui, anche loro vogliono essere quel tipo di persona e pensano: “Voglio adorare Dio come Giobbe e Noè e spero di raggiungere una sottomissione assoluta a Dio come Abramo, senza alcuna adulterazione personale”. Hanno una sorta di anelito; vale a dire, quando ascoltano le storie e le testimonianze di quei personaggi, in cuor loro si commuovono e si sentono ispirati. Cosa significa che in cuor loro si commuovono? Significa che vogliono essere quel tipo di persona. Sentono che essere quel tipo di persona è un bene e un loro bisogno interiore; sentono che essere quel tipo di persona li mette in condizione di soddisfare Dio, di sottomettersi a Lui e di renderGli testimonianza e che questa è la cosa più meravigliosa, significativa e preziosa. Dal loro punto di vista, queste cose sono le più preziose e degne di essere tenute care. Perciò, quando sentono parlare di queste cose positive, si commuovono nei loro cuori; le amano particolarmente, vi sono specialmente interessati e ne rimangono profondamente colpiti. Poiché queste cose soddisfano perfettamente il loro bisogno interiore di equità e giustizia e la loro sete di cose positive, queste sono le cose a cui sono interessati e di cui non possono fare a meno nelle loro vite. Quanto alle cose prive di valore e di significato, non vi sono interessati. Prima di entrare in contatto con la verità e con le parole di Dio, potrebbero magari aver letto alcune opere letterarie mondane o articoli in merito alle prospettive sulla vita e alle filosofie di vita, ma dopo aver iniziato a credere in Dio e aver letto le Sue parole, quando paragonano quelle cose alle storie dei personaggi menzionati nelle parole di Dio o alle verità contenute nelle parole di Dio, non amano più quelle cose del mondo non credente; ciò che amano di più è questo contenuto che riguarda la verità. Vale a dire che hanno nei loro cuori una sete e un anelito per le cose positive, per le parole di Dio e per le storie di personaggi che coinvolgono la verità. È su questo fondamento che gli individui possono, passo dopo passo, comprendere la verità ed entrare nella verità realtà. Tanto per cominciare, le cose positive, la verità, l’equità e la giustizia sono i bisogni della loro umanità. Con questi bisogni nella loro umanità, quando sentono la verità, sono in grado di manifestare sete e anelito per essa ed è solo allora che sono in grado di fare un passo avanti per accettarla, sottomettersi a essa ed accedervi. Solo tali persone hanno la speranza di essere purificate e salvate. Pertanto, è molto importante avere senso di vergogna nella propria umanità.

Se tu chiedessi a qualcuno dotato di senso di vergogna di andare contro la propria integrità e la propria dignità, si sentirebbe tormentato interiormente; vivere con dignità e integrità è un bisogno della sua umanità. Basandosi su questo, si può dire che per lui accettare la verità è una cosa molto naturale; potremmo anche dire che va da sé e che, naturalmente, è qualcosa di relativamente facile per lui. Il motivo per cui potremmo dire che è relativamente facile è che le persone hanno ancora dentro di sé un’indole corrotta, ma semplicenente in termini di umanità è più facile per coloro che hanno senso di vergogna accettare la verità. Inoltre, se gli individui dotati di senso di vergogna hanno dei punti di forza, dei pregi e dei doni, una volta che danno dei contributi e ricavano dei guadagni mentre fanno il proprio dovere nella chiesa, li condividono molto normalmente con gli altri alla luce della propria coscienza e della propria ragione. Tutte le persone sono state corrotte da Satana e coloro che possiedono senso di vergogna, quando condividono le loro esperienze, la loro comprensione e i loro guadagni, occasionalmente mettono in mostra i propri punti di forza e i propri pregi. Tuttavia, poiché hanno senso di vergogna, sono frenati e misurati nelle loro azioni. Cos’è che permette loro di essere misurati? Ciò deriva dalla loro coscienza e dalla loro ragione. Sebbene a volte si mettano in mostra e inconsciamente vogliano essere tenuti in grande considerazione dagli altri, per via del loro senso di vergogna e del freno della ragione della loro umanità, anche se si mettono in mostra, non saranno così eccessivi o così dissoluti e privi di freni. Quindi, le loro parole sono relativamente obiettive e razionali. Per esempio, quando si mettono in mostra al punto di contravvenire al loro senso di vergogna, si trattengono e si fermano anziché dar sfoggio di sé, mettersi in mostra ed esaltare e testimoniare sé stessi in modo sfacciato e privo di scrupoli, o cercare spudoratamente la stima, l’ammirazione e la venerazione delle persone con qualsiasi mezzo necessario. Nonostante abbiano anche loro le rivelazioni e le manifestazioni dell’indole corrotta e i pensieri o i desideri da essa dettati, gli individui dotati di senso di vergogna, quando fanno il proprio dovere, agiscono in base a coscienza e ragione e sul fondamento del salvaguardare la propria integrità e la propria dignità. Anche se rivelano un’indole corrotta, la cosa ha dei limiti. Al contrario, coloro che non hanno senso di vergogna cercano in ogni modo possibile di mettersi in mostra e di esaltare sé stessi in qualsiasi circostanza e in qualsiasi ambiente. Parlano senza filtri, dicendo cose di ogni genere. Si prendono persino il merito delle cose buone fatte da altri, oppure usano i discorsi sulle manchevolezze e sugli errori altrui per mettere in mostra di essere superiori e migliori degli altri, parlando di come siano bravi e di come siano superiori agli altri opprimendoli e sminuendoli. Per alcuni, più gente c’è, maggiore diventa il loro desiderio di mettersi in mostra; quando ci sono poche persone, essi sentono che il loro desiderio non può essere soddisfatto. Quindi, più gente c’è, più vogliono mettersi in mostra ed esibirsi; più gente c’è, più sfacciati diventano e meno senso di vergogna hanno: si lanciano in monologhi infiniti, incapaci di controllarsi. Cercano ogni opportunità per mettersi in mostra e dar sfoggio di sé, ostentando quanto siano nobili il loro prestigio e la loro posizione, quanto siano alti i loro titoli di studio, quanto sia ricca la loro conoscenza, quanto sia elevato il loro status sociale, che livello di leadership abbiano ricoperto nella casa di Dio, quali contributi abbiano dato e così via. Cercano ogni opportunità per ostentare le proprie qualità eccezionali e mettere in mostra di essere diversi dagli altri. Si mettono in mostra all’infinito, e più parlano, più si infervorano. Se chiedi loro di condividere sulla loro conoscenza della verità o sulle loro esperienze di ingresso nella vita, pronunciano parole prive di ispirazione e dicono solo poche cose. Quando invece si tratta di dar sfoggio di sé, di parlare di come siano diversi dagli altri e di quali contributi abbiano dato, parlano incessantemente e all’infinito, andando avanti senza sosta e senza il minimo senso di vergogna. Quando finiscono di dire queste cose e non hanno più nulla da dire, parlano di come fossero i più duri nel fare a botte da piccoli, di come nessuno fosse in grado di picchiarli e di come abbiano persino accecato un bambino a un occhio. Addirittura dichiarano: “Tutti gli adulti dicevano: ‘Questo bambino non è comune; non sarà una persona comune da grande!’” Coloro che dicono queste cose non sono forse privi di senso di vergogna? Non hanno alcun senso di vergogna; questo è parlare in modo pomposo e mettersi in mostra. Gli individui privi di senso di vergogna colgono ogni opportunità per mettersi in mostra ed esaltare sé stessi e sono disposti a pagare qualsiasi prezzo pur di farlo. Qualsiasi cosa gli altri pensino di loro, essi non provano alcuna vergogna. Per contro, anche coloro che hanno senso di vergogna si mettono in mostra ed esaltano sé stessi ma, anche se non comprendono la verità e non hanno subito castigo e giudizio, sono misurati quando fanno tali cose. Le loro parole sono, come minimo, obiettive. Non dicono di saper fare cose che non sanno fare, non parlano con presunzione né si vantano, e tanto meno si prendono il merito delle cose buone fatte da altri. Non dicono cose inventate di sana pianta né fabbricano fatti. Perché questo? Non se la sentono di dire simili cose. Pensano: “Se non l’ho fatto, perché dovrei dire di averlo fatto?” Si sentirebbero accusati dalla loro coscienza. Per esempio, se qualcuno dotato di coscienza, ragione e senso di vergogna ha avuto brutti voti a scuola, sebbene voglia vantarsi di avere una buona levatura e di non essere peggiore della persona media, al massimo dice: “Ho studiato duramente. Ho superato gli esami di ammissione per le scuole medie e superiori da solo senza spendere soldi per spianarmi la strada e in seguito sono riuscito a malapena a entrare in un’università per una laurea breve”. Dice solo: “Sono andato anche io all’università” e non si vanta di nulla. Questo non può essere considerato un mettersi in mostra, perché ciò che dice è obiettivo e vero. Potrebbe magari omettere cose che lo imbarazzano o gli fanno perdere la faccia, ma non dice assolutamente: “Ero un ottimo studente; ero sempre tra i primi dieci della mia classe”. Non inventa fatti, non crea cose dal nulla, né dice cose che non sono mai accadute. Qual è il motivo per cui non dice queste cose? È che dentro di sé ha una coscienza e senso di vergogna. Alcuni dicono: “È perché qualcuno intorno a lui conosce la verità dei fatti sul suo conto?” Anche se nessuno conosce la verità dei fatti sul suo conto, costui non se la sente comunque di dire queste cose, perché possiede senso di vergogna e tiene al proprio orgoglio. Sente che inventare cose dal nulla e fabbricare fatti è troppo vergognoso e privo di integrità e dignità. Alcune persone dicono: “Se gli altri non conoscono la verità dei fatti sul suo conto, potrebbe fingere un po’. Che male c’è a fingere?” Ma non lo farebbe comunque. Questa è una questione che riguarda la natura di una persona; si riduce alla categoria di ognuno. Se sei dotato di senso di vergogna, il tuo modo di parlare e le tue azioni rimarranno sempre entro i limiti dell’avere senso di vergogna. Non puoi oltrepassare quei limiti; se occasionalmente fai un passo oltre, si tratta di una circostanza molto speciale. Una volta che li oltrepassi, provi un senso di turbamento e di auto-accusa nella tua coscienza; ti senti interiormente a disagio. Pertanto, anche se gli individui dotati di senso di vergogna si mettono in mostra e si vantano, ci sono un limite e un confine in azione. Non pronunciano assolutamente parole vuote in modo spudorato e sfacciato, né parlano con presunzione per vantarsi e mettersi in mostra, e neppure inventano cose dal nulla e fabbricano fatti per prendersi il merito di tutto il buon lavoro. Non sono assolutamente persone di questo tipo. Parlando dell’avere senso di vergogna, tale senso di vergogna svolge una funzione all’interno delle persone; non è qualcosa di vuoto. Poiché il senso di vergogna è una qualità dell’umanità, è qualcosa di innato negli individui; non è assolutamente un effetto prodotto dal freno di persone, eventi e cose esterni. Le cose esterne non possono frenare i tuoi pensieri e le tue azioni; i pensieri di una persona, i suoi bisogni interiori, la sua essenza e la sua categoria sono sue questioni interne. Anche se un individuo dotato di senso di vergogna, vuole mettersi in mostra o esaltare e testimoniare sé stesso per guadagnare un po’ di fama tra le persone, poiché ha senso di vergogna, vi sono un limite e un confine in azione quando fa queste cose. Vale a dire, la sua coscienza lo ammonisce costantemente nel cuore: “Fare questo è spingersi troppo oltre ed è spudorato. Non farlo! Se lo fai, sarà davvero imbarazzante e svilente quando poi le persone smaschereranno la tua vera natura! Se ti comporti così, sei ancora un essere umano?” Questi pensieri e questi punti di vista lo frenano sempre, quindi c’è un limite in azione quando fa tali cose. Vedi, le persone che possiedono senso di vergogna, quando si vestono, anche se pensano che un capo di abbigliamento stia loro bene, se si guardano allo specchio e vedono che è un po’ trasparente, sentono che non andrebbe bene indossarlo fuori. Gli altri dicono: “Che importa se è trasparente? Tutti oggigiorno si vestono così. È solo un po’ succinto e tu ti senti in imbarazzo: gli altri indossano abiti molto più succinti e non se ne curano nemmeno”. Queste persone dicono: “Assolutamente no; non posso uscire così”. Non uscirebbero così nemmeno morte. Perché questo? Semplicemente il loro senso di vergogna non glielo permette, pone loro dei freni. Le persone dotate di senso di vergogna sono misurate nel modo in cui si comportano e gestiscono le questioni o nel loro modo di vestire e curarsi, mentre quelle senza senso di vergogna sono diverse. È proprio come nel caso di alcuni che si vestono in modo appropriato quando sono con i fratelli e le sorelle ma in modo diverso dopo essere tornati a casa, indossando qualsiasi cosa piaccia indossare ai non credenti; qualcuno, addirittura, non appena torna a casa si strappa di dosso i vestiti che indossava alla riunione, dicendo: “Non mi piace proprio indossare questi abiti. Sono troppo sciatti; sembro un vero zoticone di campagna. Chi vorrebbe indossare questo abbigliamento?” Che si trovino con i fratelli e le sorelle oppure no, il modo di vestire e di curarsi delle persone che hanno veramente senso di vergogna è sempre dignitoso e decoroso. Anche se non credessero in Dio, si vestirebbero comunque in questo modo e non esagererebbero troppo.

Quando qualcuno dotato di integrità e dignità condivide la sua comprensione esperienziale nelle riunioni, se si mette in mostra ed esalta sé stesso, prova vergogna dentro di sé, come se molte persone lo stessero guardando, e questa sensazione gli suggerisce: “Non è un bene dire questo, vero? Non è un bene fare questo, vero?” Si sente mortificato. Vale a dire, qualunque cosa dica o faccia o fino a qualsiasi punto si spingano le sue parole o le sue azioni, il senso di vergogna che ha nel profondo del cuore gli dà ammonimenti, lo frena e lo controlla costantemente. Pertanto, in una certa misura, le parole che dice e le cose che fa riflettono un relativo grado di integrità e dignità. Anche se questo tipo di individuo ha un’indole corrotta o certi difetti nella propria umanità, o è influenzato da tendenze malvagie, per via della sua categoria innata, è comunque in grado di valutarsi inconsciamente sul metro delle parole di Dio quando ascolta le Sue parole che smascherano e giudicano le persone. Egli pensa: “Dio sta parlando di me con questa affermazione. Ho avuto questo tipo di stato e di rivelazione e anche questo tipo di manifestazione”. Manifesta uno stato e una manifestazione di valutarsi consapevolmente sul metro delle parole di Dio. In altre parole, quando qualcuno dotato di senso di vergogna ascolta le parole di Dio che smascherano e giudicano gli individui, le accetta inconsciamente e si valuta inconsciamente sul loro metro. Riflette su sé stesso in base alle parole di Dio e ammette di essere corrotto in quel modo e di avere quelle rivelazioni e manifestazioni. Si sente a disagio nel profondo: “A quanto pare anch’io sono corrotto. Viene fuori che sono una persona con un’indole arrogante, come smascherato dalle parole di Dio. Anche io manifesto sfida e disobbedienza e non sono una persona buona. Come posso essere così corrotto? Pensavo di essere perbene, di essere una persona buona, dotata di coscienza e ragione, a cui piace dare agli altri, e incline a provare compassione ed empatia per gli altri. Pensavo di poter essere rapito direttamente dopo aver accettato l’opera di Dio. Non pensavo assolutamente di essere anch’io un membro dell’umanità corrotta”. Poiché possiede questa condizione basilare di avere senso di vergogna, accetta in modo naturale e normale i fatti reali riguardanti le persone smascherati dalle parole di Dio e poi si valuta sul loro metro per riflettere su sé stesso e conoscersi. Questo gli offre una grande opportunità di trattare correttamente le parole di Dio, di accettarle senza attriti e poi di raggiungere la sottomissione a poco a poco. Su cosa si basa tutto questo? Si basa sul suo possedere senso di vergogna. Pertanto, costui è in grado di rendersi conto che ha dentro di sé alcune rivelazioni di corruzione vergognose e malvagie e poi, con il suo senso di vergogna ad agire su di lui, è in grado di respingere proattivamente quelle che considera cose negative e vergognose. Quando ascolta le affermazioni, gli stati, le rivelazioni specifiche e persino gli eventi specifici menzionati nelle parole di Dio che smascherano l’indole corrotta dell’umanità, è in grado di rendersi conto di avere tale indole corrotta dentro di sé. L’accetterà per riflettere su sé stesso e conoscersi. In seguito, quando affronterà di nuovo tali questioni, se andrà contro le parole di Dio o rivelerà ancora una volta gli stati smascherati nelle parole di Dio, il suo senso di vergogna lo ammonirà ancora nel cuore: “Facendo questo, non stai andando contro le parole di Dio? Non sei una persona buona, né sei qualcuno che si sottomette alle parole di Dio o ama la verità!” Poiché possiede senso di vergogna, costui è in grado di accettare lo smascheramento e il giudizio delle parole di Dio. Le parole di Dio hanno quindi un effetto di freno su di lui e sono in grado di correggere i suoi pensieri e punti di vista. Vedi, la funzione del senso di vergogna non è forse enorme? (Sì.) Quando costui non comprende la verità, ha un limite morale di base. Quando comprende le verità principi o afferra i dettagli delle parole di Dio, lo standard con cui il suo senso di vergogna lo frena non è più il suo limite morale, né è semplicemente il limite della sua coscienza e della sua ragione; invece, le verità principi diventano il suo limite. Questo limite non è forse superiore al limite della coscienza e della ragione? Lo standard di questo limite non è forse stato elevato? (Sì.) In origine coloro che possiedono senso di vergogna, quando non comprendono la verità, hanno un limite morale di base nei loro pensieri e nei loro punti di vista. Dopo aver compreso la verità, il loro limite morale viene elevato e tende gradualmente verso le verità principi. Non pensi che questo tipo di individuo sia cambiato? Farò un esempio e capirete. In origine, nell’interagire con gli altri, costui non si approfittava delle persone, non le picchiava né le insultava, non faceva intenzionalmente cose per imbrogliare e danneggiare gli altri e non li ingannava né truffava. Pensava che agire in questo modo andasse benissimo. Astenersi dal picchiare o insultare le persone e dall’imbrogliarle o danneggiarle è una verità principio per trattare le persone? (Questa è solo una manifestazione rudimentale dell’umanità; non è una verità principio.) Questo è semplicemente il limite morale per come gli individui dotati di coscienza e ragione si comportano: fare del loro meglio per non picchiare o insultare le persone e per non imbrogliare o danneggiare gli altri. È semplicemente astenersi dal compiere il male. Invece le verità principi sono più elevate del proprio limite morale. Trattare le persone in linea con le verità principi non è più solo attenersi al proprio limite morale; è più elevato di così. Allora cosa richiedono le parole di Dio quando si tratta di questo principio per trattare le persone che è più elevato del proprio limite morale? (Trattare le persone in modo equo in linea con i principi.) Esatto, trattare le persone in modo equo. Questa è una verità principio. Ebbene, questa verità principio è un limite morale? (No, questo principio è superiore a un limite morale.) Questo non è un limite morale; è una verità principio che si basa su un limite morale e che è anche superiore a esso. Questo è il vero principio per come trattare le persone. Astenersi dal picchiare o insultare e dall’imbrogliare o danneggiare gli altri non è una verità principio; è semplicemente astenersi dal fare cose in senso negativo. Ma solo perché ti astieni dal farle non significa che tu abbia dei principi per come tratti le persone; non picchiarle né insultarle non significa che i tuoi principi per trattare le persone siano giusti. Astenersi dal picchiarle o insultarle e dall’imbrogliarle o danneggiarle equivale a trattarle in modo equo? Non è così, vero? Se si trattasse di qualcuno che una volta ti ha offeso o con cui non andavi d’accordo, o di qualcuno che non ti piace, ma che in base alla sua umanità e levatura è adatto a essere un leader, lo eleggeresti? Se valutassi la cosa in base al principio di non picchiare né insultare le persone e di non imbrogliarle né danneggiarle, cosa faresti? Non avresti alcun cammino da seguire. Come essere umano corrotto, senza principi accurati per trattare le persone, al massimo diresti: “Non l’ho picchiato né ho imprecato contro di lui, né ho detto se fosse buono o cattivo. Non l’ho ostacolato, quindi non puoi dire che l’abbia imbrogliato o danneggiato. Comunque, non mi piace, quindi non lo eleggerò”. Non eleggere costui è trattare una persona in modo equo? (No.) Di fatto, se è un candidato adatto per essere un leader, dovresti eleggerlo; solo questo è trattare le persone in modo equo. Eleggerlo non avviene in base al principio di non picchiare né insultare le persone e di non imbrogliarle né danneggiarle; in base a cosa, invece? In base al principio di trattare le persone in modo equo come richiesto dalle parole di Dio; solo questa è una verità principio. Quindi, alcuni pensano: “Non picchio né insulto le persone, né le imbroglio né le danneggio, quindi questo non fa di me una persona buona?”, al che rispondo: “Non sei una persona buona. Al massimo, sei abbastanza fortunato da essere persino considerato un essere umano”. Un individuo veramente buono è qualcuno capace di praticare in conformità alle verità principi. Ossia, in termini di come trattare le persone, oltre ad astenerti dal picchiarle, insultarle, imbrogliarle o danneggiarle, sei anche in grado di trattarle in modo equo e giusto; solo allora sei una persona buona. Condividere al riguardo in questo modo lo rende chiaro? (Sì.) Un limite morale è un principio basilare di condotta per coloro che nella loro umanità possiedono coscienza e ragione. Sebbene questo principio di condotta sia conforme alla coscienza e alla ragione dell’umanità, non può sostituire le verità principi; rispetto alle verità principi, c’è ancora un divario. Al massimo, qualcuno che ha un limite morale è una persona standard, ma non può essere definito una persona buona. Solo coloro che sono capaci di comportarsi e di agire in linea con le verità principi sono persone buone. Per esempio, va già molto bene se un individuo medio è in grado di non imbrogliare né danneggiare gli altri e di non picchiarli né insultarli in termini di come li tratta. Tuttavia, i principi per trattare gli altri che ha una persona buona sono più elevati di questo: essa è in grado di trattare gli altri in modo equo e conforme alle verità principi. Vale a dire che un vero essere umano ha un limite morale e senso di vergogna e possiede le condizioni basilari per come comportarsi bene. Pertanto, tale individuo ha l’opportunità di arrivare a trattare le persone in modo equo, a comportarsi in linea con le verità principi e a praticare in conformità a esse. C’è differenza tra un limite morale e le verità principi? (Sì.)

Se qualcuno nella propria umanità possiede senso di vergogna, allora ha integrità e dignità nel modo in cui si comporta e agisce. Il suo limite è che deve salvaguardare la propria integrità e la propria dignità e non rinunciarvi. Per dirla in un linguaggio quotidiano, tale individuo fondamentalmente non ha rinunciato alla propria coscienza; è esigente nel modo in cui fa le cose, dà valore all’integrità e al carattere ed è dotato di umanità. Qualsiasi cosa faccia, quando si tratta di interessi personali, prestigio o denaro, ha un limite. Questo limite salvaguarda la sua integrità e la sua dignità; vale a dire, costui non andrà oltre ciò che la sua integrità e la sua dignità consentono per fare senza scrupoli cose ingiustificabili in termini di giustizia morale o etica umana. Questo è avere senso di vergogna. Inoltre, coloro che nella propria umanità possiedono le qualità della coscienza e della ragione hanno le proprie opinioni e scelte riguardo al mangiare, al bere, al divertirsi e alle varie tendenze malvagie della società. Non seguono assolutamente le tendenze malvagie per vivere una vita confusa e dissoluta, indulgendo arbitrariamente in sé stessi e agendo in modo depravato. Hanno le proprie scelte riguardo alle questioni del mondo umano o alle tendenze malvagie. Queste scelte possono basarsi sulla loro rettitudine e sulla loro gentilezza, oppure sul loro senso di vergogna; dipende dalla questione che capita. Per quanto siano popolari le varie cose che appaiono nel mondo e per quanto vengano approvate dalla società e dal pubblico, nel profondo tali individui hanno comunque i propri pensieri e punti di vista su queste cose e compiono comunque le proprie scelte corrette. Nei loro cuori credono: “Quali che siano le circostanze, non puoi rinunciare alla tua umanità. In ogni momento, sei un essere umano. Non puoi fare le cose che fanno le bestie. Non puoi fare le cose che fanno i diavoli. Non puoi renderti uguale alle bestie e ai diavoli”. Quindi, qualunque cosa facciano, sono frenati dalla propria coscienza e dalla propria ragione. Nello specifico, questo freno significa che sono costantemente ammoniti e controllati dalla coscienza e dalla ragione. Per esempio, supponiamo che un individuo del genere e un’altra persona facciano entrambi affari. L’altra persona inganna e truffa costantemente la gente, vendendo un articolo da dieci yuan a tre o cinquecento yuan, invece costui lo vende solo a cinquanta, guadagnando appena il necessario per sopravvivere. Vedendo l’altra persona realizzare enormi profitti mentre lui ha lavorato con tale assiduità per così tanti anni solo per guadagnare abbastanza da nutrirsi, nel cuore non trova mai pace. Anche lui vorrebbe essere senza scrupoli come l’altra persona, ma poi pensa: “Fare questo andrebbe troppo contro la mia coscienza. Non me la sento proprio! E se dopo averlo fatto venissi scoperto? Farlo significherebbe infrangere la legge? Finirei in prigione?” Vedi, pensa molto a queste cose e, rimuginandoci sopra in questo modo, prova un costante senso di auto-accusa da parte della sua coscienza. Sebbene sia fuorviato e influenzato dalle varie tendenze malvagie del mondo e voglia anche lui guadagnare più soldi per godersi una bella vita materiale, dopo averci rimuginato sopra, alla fine comunque non se la sente di ingannare e truffare gli altri. Alcune persone dicono: “Tali individui sono solo timorosi, no?” Alcuni di loro sono timorosi, ma altri no; sono semplicemente frenati dalla loro coscienza e dalla loro ragione e sentono di non poter ingannare e truffare gli altri. Anche se occasionalmente lo fanno, in seguito se ne pentono, vivendo ogni giorno nel terrore che qualcosa vada storto e qualcuno venga a bussare alla loro porta. Pensano: “Non ho guadagnato questi soldi onestamente. Se la gente lo scoprisse, mi criticherebbe alle spalle? Non lo farò mai più, assolutamente. Solo quando ho guadagnato con il mio duro lavoro i soldi che spendo, allora la mia mente si sente in pace e il mio sonno è privo di incubi”. Dopo che hanno ingannato qualcuno una volta in questo modo, le cose per loro sono difficili per molto tempo; non dormono bene, non riescono a mangiare e si sentono sempre turbati nel cuore. Naturalmente, questo tipo di individuo è fondamentalmente inesistente nella società. La società è piena di persone che sono diavoli e bestie; non provano nulla quando si tratta di ingannare e truffare gli altri in questo modo.

Anche se qualcuno dotato di coscienza e ragione entra frequentemente in contatto con varie questioni che riguardano il mangiare, il bere e il divertirsi, la sua coscienza e la sua ragione svolgono comunque la loro funzione. Egli non segue la carne o le tendenze malvagie per assecondare appieno i propri vari desideri. Invece, qualunque cosa mangi, beva o si goda, c’è un limite. Costui pensa: “Mangiare buon cibo, indossare bei vestiti e avere i migliori piaceri fisici è tutta vanità. È davvero per questo che le persone vivono?” Nel cuore di questo tipo di individuo, i piaceri fisici, il mangiare, il bere e il divertirsi non possono soddisfare i bisogni del suo mondo interiore. Egli pensa: “Le persone perseguono sempre il godimento delle cose buone. Ora me le sono godute anch’io e non provo alcuna felicità. Che cos’è esattamente la felicità? Come si dovrebbe vivere per essere davvero felici? Ho goduto di tutto questo mangiare, bere e divertirmi, così come di vari piaceri fisici: non è in questo che consiste la vita umana? È questa la vita? Se qualcuno vive tutta la sua vita in questo modo, solo per perseguire il mangiare, il bere e il divertirsi e per perseguire i piaceri fisici, in che modo è diverso da un animale? Se gli esseri umani, come gli animali, vivono anch’essi solo per mangiare tre volte al giorno, non capiscono cosa la vita sia, rimangono insoddisfatti nei loro pensieri, nel loro mondo spirituale e nei loro cuori e non capiscono molte cose della vita, allora che senso ha vivere in questo modo generazione dopo generazione?” Quando le persone sono giovani, sono piene di curiosità verso il mondo. Ci sono molte cose che non conoscono e non hanno visto e molte di cui non hanno fatto esperienza, e sentono che, se uscissero e sfidassero il mondo, la loro vita potrebbe essere molto felice e appagante o che potrebbero vivere una vita meravigliosa e unica. Tuttavia, dopo aver sperimentato veramente la società, vedono che gli esseri umani vivono in questo modo generazione dopo generazione. Dall’essere sciocchi e ignoranti in gioventù al soffrire molto e acquisire una certa esperienza di vita dopo aver affrontato alcune cose nella società, è così che tutti trascorrono la propria vita. Tutti attraversano il processo di perseguire prospettive, fama e guadagno e di concentrarsi sul mangiare, sul bere, sul divertirsi e sui piaceri fisici. Nei loro ultimi anni, sebbene abbiano acquisito una certa esperienza di vita, sembrano non aver guadagnato nulla, né capiscono cosa sia la vita. Non è alquanto privo di significato che qualcuno viva tutta la sua vita in questo modo? Gli individui percepiscono spesso un vuoto inesplicabile. Vale a dire, quando in cuor loro riflettono veramente sulla vita e cercano di pensare a qualcosa di significativo e che abbia valore, non viene loro in mente nulla e hanno il cuore totalmente vuoto. Non sanno perché sia così, né sanno di cosa i loro cuori dovrebbero aver bisogno o dove dovrebbero riposare. Sentono di non avere nulla su cui fare affidamento e, profondamente perplessi, pensano: “Ho sperimentato un bel po’ di cose in questa vita e ho assaporato vari dolori e avversità. È davvero così che finisce la vita?” Quando guardano le persone più anziane, sembra che anche loro abbiano attraversato la vita in questo modo. Sentono quindi che le vite delle persone sono prive di significato. Hanno sempre perseguito fama, guadagno, prestigio e piaceri fisici. Quando non li hanno, sono determinati a ottenerli; quando li ottengono, provano un po’ di felicità e gioiscono un po’ per un certo periodo, ma a lungo termine non hanno alcuna felicità di cui parlare. Dopo essersi affannati per la maggior parte della loro vita, si sentono ancora vuoti, senza nulla a cui valga la pena aggrapparsi. Si sentono sempre come se stessero afferrando con entrambe le mani l’aria, sperando comunque di ricavarne qualcosa. Direste che questa sensazione è buona? (No.) Ebbene, come nasce questa sensazione? (È che tutto quel mangiare, bere e divertirsi nel mondo non può soddisfare i bisogni interiori delle persone.) Tutti la pensano in questo modo? Che tipo di persone la pensa in questo modo? (Le persone dotate di coscienza e ragione la pensano in questo modo.) DiteMi, le persone senza pensieri, senza pensiero logico e prive di intelletto la penserebbero in questo modo? (No.) Le persone prive di intelletto sono quelle prive di coscienza e ragione; provengono dalle bestie. Non pensano a queste questioni dell’umanità, né prendono in considerazione la vita umana, il futuro o quale cammino percorrere. Non prestano alcuna considerazione a queste cose. Fintanto che possono mangiare e bere, sono soddisfatte. Tirano a campare giorno per giorno, divertendosi ogni giorno che vivono e godendosi ogni giorno che possono. Non prendono in considerazione queste questioni che riguardano la vita. E quindi cosa hanno a che fare queste cose con la coscienza e con la ragione dell’umanità? Se qualcuno possiede coscienza e ragione, mostra razionalità in ciò che fa. Avere razionalità è molto importante per le persone. Quando le persone hanno razionalità, per la maggior parte del tempo non vivono in base ai sentimenti, ma razionalmente, vivendo con razionalità il momento presente. Pensano: “Ho effettivamente guadagnato qualcosa in questa vita? È valsa la pena vivere questa vita? Ho fatto qualcosa di significativo e che avesse valore? Le cose che perseguo sono ciò di cui ho bisogno dentro di me? I miei bisogni interiori sono stati soddisfatti? Non sono stati soddisfatti e io mi sento molto vuoto. Nessuna singola cosa materiale, né l’affetto familiare o l’amicizia, possono soddisfarmi nel profondo. Nessuna di queste cose è ciò di cui la mia umanità ha bisogno”. Pensano a queste cose con razionalità. Vale a dire che, più si addentrano nell’età adulta, più valutano queste cose razionalmente, e meno riescono a ottenere risposte, più dolore provano. Prima di sperimentare queste cose, gli individui giudicano e immaginano alcune cose all’interno dell’ambito della ragione in un modo che è pianificato e che usa la normale razionalità. Quando però hanno attraversato il processo di queste cose e si guardano indietro, diventano più razionali. Valutano razionalmente le cose che hanno sperimentato e le cose che hanno vissuto e vedono che sono tutte vanità e che non ce n’è una sola che sia significativa. Perché dico questo? Perché tutto ciò che le persone fanno è per il cibo e i vestiti, per garantire alla propria carne tre pasti al giorno e per salvaguardare i piaceri fisici. Lottano per la fama e il guadagno e competono tra loro. Se qualcuno vive tutta la sua vita solo per queste cose, vivendo come un animale, allora non è molto più evoluto di un animale; vivere in questo modo non ha alcun valore. Gli individui dotati di ragione umana riflettono su queste cose nei loro cuori. Pertanto, quando raggiungono una certa età, questi modi di vivere, regole del gioco e modi di gestire le questioni che si ripetono costantemente li fanno sentire stanchi, contrariati, disgustati e stufi. Alla fine, sviluppano un senso di vuoto, sentendo di aver goduto di tutte queste cose e averle sperimentate eppure di non aver ricavato nulla, e di non aver guadagnato alcuna cosa reale e tangibile che soddisfi veramente i bisogni della loro umanità. In queste circostanze, coloro che possiedono coscienza e ragione esplorano, cercano e indagano ulteriormente: cos’è esattamente una vera vita umana? Come si dovrebbe esattamente vivere la propria vita? Alcuni individui intelligenti cercano un cammino nella vita e tentano di trovare la fede religiosa. È in questo contesto che alcuni giungono nella casa di Dio. Scoprono che solo le parole di Dio e la verità, la via e la vita che Egli fornisce all’umanità possono soddisfare i loro bisogni. Quando esplorano questioni come quali siano il valore e il significato della vita, solo le parole di Dio possono dare loro le risposte. Solo allora sviluppano una sete per le parole di Dio, successivamente le accettano e poi fanno un passo avanti sottomettendosi a esse. La loro sete e la loro accettazione delle parole di Dio e la loro sottomissione a esse si basano sulla loro esperienza di vita e sono prodotte dalle loro riflessioni su alcune delle cose che hanno sperimentato nella vita.

Trovate che ciò su cui abbiamo appena condiviso sia astratto? Riuscite a capirlo? (Non è astratto. Riusciamo a capirlo.) Questi contenuti non sono né astratti né vuoti; sono tutte cose che le persone possono vedere e con cui possono entrare in contatto nella vita reale. Se qualcuno pensa che condividere sulla coscienza e sulla ragione dell’umanità sia scollegato dalla vita reale e trova che questi contenuti siano molto vuoti e astratti, come se fossero qualcosa che accade in un altro mondo e troppo lontano dalle persone, allora costui ha un problema, giusto? Non capisci le questioni che riguardano la condotta e nella tua condotta non possiedi alcuna coscienza né alcuna ragione. Quindi cosa sei esattamente: un diavolo o un animale? È difficile da dire, ma in ogni caso non sei un essere umano. Coloro che possiedono coscienza e ragione sono capaci di percepire i pensieri o le manifestazioni che coinvolgono la coscienza e la ragione dell’umanità e di entrare in sintonia con essi. Se qualcuno non riesce a entrare in sintonia con questi pensieri o manifestazioni positivi ma ci riesce con quelli negativi, ciò dimostra che dentro di sé non possiede né coscienza né ragione. Alcuni individui privi di coscienza e ragione provano persino una profonda repulsione per i pensieri, i punti di vista e i modi di comportarsi che coinvolgono la coscienza e la ragione dell’umanità, ritenendoli vergognosi, detestabili o spregevoli: costoro sono sprovvisti delle qualità dell’umanità. Coloro che non hanno le qualità dell’umanità provano una forte repulsione per le manifestazioni della coscienza e della ragione dell’umanità e non riescono nemmeno a percepire i vari pensieri, comportamenti e principi di pratica specifici manifestati dall’umanità delle persone che invece possiedono coscienza e ragione. Poiché non sono dello stesso tipo, non riescono a percepirli. DiteMi, gli animali possono capire in base a quali principi agiscono le persone o perché agiscono in quel modo? (No.) Gli animali non lo sanno. Cosa sanno gli animali? Sanno cosa fare e quando farlo; sanno solo queste cose fisse: quando mangiare, per quanto tempo giocare e dove i loro padroni li portano di solito. Per quanto riguarda il motivo per cui i loro padroni li portano lì o perché non lo fanno, queste sono cose che gli animali non sanno. Non sanno nemmeno perché la quantità di cibo che ricevono differisca tra l’inverno e l’estate, né conoscono le intenzioni dei loro padroni dietro a tutto ciò che fanno per loro. Sanno solo: “In ogni caso, il mio padrone è buono con me. Mi dà cibo delizioso ogni giorno e inoltre mi fa compagnia e mi protegge. È buono con me, quindi è il mio padrone. Le altre persone non mi danno da mangiare né mi trattano bene, quindi loro non sono il mio padrone e nemmeno siamo vicini”. Gli animali sanno solo queste semplici cose. Allo stesso modo, coloro che provengono dagli animali non saranno mai in grado di capire o afferrare queste questioni che coinvolgono l’umanità, la condotta, i pensieri e i punti di vista. Anche se tu gliele insegnassi, tutto ciò che imparerebbero da te sarebbero dottrine. Ma capire qualcosa in termini di dottrina non è capirlo veramente; costoro non ne comprendono le implicazioni, né capiscono il valore delle cose che insegni loro. Pertanto, quando si parla di questioni che coinvolgono la coscienza e la ragione dell’umanità, coloro che provengono dagli animali non riescono a capire. I diavoli riescono a capire queste cose a livello dottrinale, ma non le accettano. Provano repulsione e disgusto per queste affermazioni, pensando che tu stia declamando parole altisonanti e che queste siano affermazioni distaccate dalla vita reale dell’umanità. Che essi non le accettino o che non riescano a capirle, Io non dico queste cose riguardanti la condotta affinché le ascoltino coloro che provengono dai diavoli o dagli animali. Se sono disposti ad accettarle come dottrine, va bene; se non sono disposti, non ho obiezioni. Le persone vengono classificate in base al proprio tipo: non possono essere forzate. Qualunque sia la tua categoria, essa determina le cose che ti piacciono. Se non hai umanità e non appartieni agli esseri umani, allora non capirai le parole che coinvolgono la verità e non sarai disposto a percorrere il cammino che gli esseri umani dovrebbero percorrere. Solo coloro che appartengono alla categoria umana saranno disposti ad ascoltare questi argomenti che coinvolgono la condotta e la verità. Se alcune persone non sono disposte ad ascoltare e non riescono a recepirli, non sono obbligate ad ascoltare. Tali persone non appartengono alla categoria umana e la verità non viene detta per essere ascoltata da loro.

Abbiamo appena detto che coloro che nella propria umanità possiedono coscienza e ragione, quando si tratta dei loro bisogni fisici nella vita, come mangiare, bere e divertirsi, man mano che sperimentano e incontrano maggiormente queste cose, riflettono costantemente su di esse. Più sperimentano il mangiare, il bere, il divertirsi e i piaceri della carne nella vita, più sentono nel cuore che queste cose sono prive di significato e vuote. Anche se non riescono a smettere di vivere in questo modo, non vi trovano gioia; provano invece un grande senso di impotenza. Questa condizione li spinge ulteriormente a cercare di comprendere questioni come il significato della vita e il motivo per cui le persone vivono. Pertanto, quando accettano l’opera di Dio e ottengono le risposte a queste domande, provano un grande senso di soddisfazione nel cuore e pensano che questo sia veramente il giusto cammino nella vita umana. Quando un individuo del genere accetta la provvista della verità da parte delle parole di Dio, sente che le varie cose positive e le varie richieste per le persone menzionate nelle parole di Dio soddisfano perfettamente i bisogni all’interno della sua umanità, o in una certa misura sono in linea con essi. Pertanto, accetta prontamente le parole di Dio e le richieste poste da Dio alle persone; crede che questo sia veramente il cammino che le persone dovrebbero percorrere e che questi siano veramente i principi di condotta che le persone dovrebbero possedere. Poiché ha tali bisogni e tali considerazioni, le parole di Dio sono la sua provvista e possono diventare il suo aiuto tempestivo. Quando costui avrà accettato la provvista delle parole di Dio, avrà la determinazione e il desiderio di soddisfare Dio e di diventare un vero essere umano in conformità alle richieste di Dio. Per esempio, le persone giuste menzionate da Dio, come Noè, Abramo, Giobbe e Pietro, le storie di come si sottomisero a Dio e accettarono gli incarichi da parte Sua, sono ciò a cui questo tipo di individuo anela e che ammira particolarmente nel proprio cuore. Spera un giorno anche lui di poter raggiungere una sottomissione vera e assoluta a Dio, proprio come Noè, Abramo e gli altri, e si aspetta anche che un giorno sarà in grado di guadagnarsi l’approvazione di Dio e di diventare una delle persone giuste di cui Dio parla. Anela a essere una persona buona, una persona giusta. Le storie di queste persone giuste raccontate da Dio lo commuovono profondamente e il suo cuore è spesso toccato e ispirato dalle loro storie e dai loro atteggiamenti verso Dio. Poiché nella propria umanità possiede le qualità della coscienza e della ragione, è in grado di prendere queste figure menzionate nelle parole di Dio come modelli ed esempi da emulare; anche questo è un segno che possiede coscienza e ragione. Naturalmente, questo tipo di manifestazione è inoltre una condizione basilare affinché una persona sia in grado di accettare le parole di Dio e di sottomettersi a esse, e di essere purificata e salvata. Come minimo, a giudicare dalle sue manifestazioni e da ciò che rivela nel fare esperienza della vita, un tale individuo non è intorpidito e insensibile. Non è una persona priva di pensieri, né è qualcuno che non ha alcun punto di vista sul vivere, sulla realtà o su cose come mangiare, bere e divertirsi. Ha delle opinioni, ha dei punti di vista propri, e ancor di più ha pensieri e punti di vista positivi. Vale a dire che non è intorpidito e insensibile verso le varie cose della vita, anzi ci riflette su. Specialmente dopo aver sperimentato ogni sorta di momenti difficili, battute d’arresto e fallimenti e aver assaporato le gioie e i dolori della vita, sente ancora di più che la sua vita è vuota e priva di valore se continua così; che, se si limita a passare attraverso questo mondo e a comportarsi in questo modo, tutto ciò non ha alcun valore ed è privo di significato; e che alla fine non guadagnerà nulla comportandosi in questo modo. Non è disposto a rassegnarsi a ciò e lo trova inconcepibile: “È davvero così che le persone dovrebbero vivere, trascorrendo tutta la vita in questo modo? Che senso ha vivere così generazione dopo generazione?” Vedi, sebbene costui alla fine non giunga a una conclusione su come le persone dovrebbero vivere, come minimo ci riflette su. Non è immerso nel mangiare, bere, divertirsi e godere delle comodità della carne, dell’affetto della propria famiglia o della felicità della vita familiare, tirando a campare in una nebbia. Il suo atteggiamento verso la vita non è assolutamente quello di tirare a campare, perché, governato dalla ragione, riflette spesso. Cose come mangiare, bere, divertirsi e i piaceri della carne non soddisfano assolutamente i bisogni del suo cuore. In queste circostanze, cerca cose che possano soddisfare i bisogni del suo cuore. In definitiva, solo le parole di Dio e l’opera di Dio possono fornire le risposte a queste domande sulla vita su cui riflette e soddisfare i bisogni del suo cuore.

Se qualcuno trascorre il proprio tempo in questo modo giorno dopo giorno, anno dopo anno, senza mai considerare quale cammino dovrebbe percorrere o come dovrebbe vivere; se, dopo aver sperimentato battute d’arresto, fallimenti, momenti difficili e tribolazioni e aver assaporato le gioie e i dolori della vita, non considera ancora affatto queste cose, non ha alcun punto di vista sulla vita o su come comportarsi, e continua a perseguire fama, guadagno, prestigio e piacere, essendo persino particolarmente propenso a gettarsi in varie tendenze malvagie, e non ha alcuna consapevolezza, non prova né angoscia né dolore, e non sente che vivere in questo modo è vuoto, allora un simile individuo non è decisamente un essere umano. Se fosse un essere umano, una volta raggiunta una certa età penserebbe a queste domande riguardanti la vita. Alcuni iniziano a riflettere sulle questioni della vita tra i venti e i trent’anni: “La generazione dei miei nonni e quella dei miei genitori hanno vissuto tutte in quel modo. Vivrò anch’io come loro, sposandomi e facendo figli a una certa età, e tutta la mia vita sarà questa? Vivo davvero solo per crescere figli e riprodurmi? Se una persona vive la sua intera vita in questo modo, tutto ciò è privo di significato. Se generazione dopo generazione si vive in questo modo, tutto ciò non è comunque vuoto?” Costoro sentono debolmente nel cuore che il futuro è vuoto e incerto. Pensano: “Se una persona per tutta la vita perseguisse solo il mangiare, il bere, il divertirsi e i piaceri della carne e poi facesse dei figli e li crescesse affinché si prendessero cura di lei nella vecchiaia e le dessero una degna sepoltura, in modo da potersi godere gli ultimi anni in pace, se inseguisse questo obiettivo, allora la sua vita sarebbe davvero priva di significato!” Prima ancora di aver veramente iniziato a sperimentare la vita, costoro vedono già che la strada davanti a loro è buia e priva di luce; hanno già visto ogni fase prestabilita della vita che li attende. Sentono vagamente dentro di sé che vivere in questo modo è privo di significato e che non c’è nulla a cui guardare nel futuro! Alcuni, superati i vent’anni, iniziano a pensare a mettere su famiglia, a costruirsi una carriera, a vivere una bella vita e a permettere ai propri genitori di godersi una bella vita. E ci sono anche alcuni che hanno sempre delle ambizioni; vogliono sempre fare fortuna o diventare dei funzionari, per distinguersi dagli altri e recare onore ai propri antenati. Che siano influenzati dai genitori o dalla società, in breve, non sanno riflettere sulla vita. Credono fermamente che la vita consista solo nel buon cibo, nei bei vestiti e nel vivere una bella vita e non prendono in considerazione nient’altro. Alcune persone sperimentano molte battute d’arresto prima di vedere chiaramente che questa società e l’umanità non sono così buone come si immagina e iniziano a considerare come vivere una vita che sia preziosa e significativa e che non sia vissuta invano. Tali persone costituiscono una piccolissima minoranza. In breve, tutti coloro che riflettono sul valore della vita e si rendono conto che le persone devono occuparsi di questioni concrete mentre sono in vita, sono individui dotati di coscienza e ragione. Il fatto che siano capaci di riflettere su queste cose dimostra che i loro valori sono diversi da quelli degli altri. I loro valori non consistono nel mangiare bene e godersi le cose belle, nel prosperare, nel distinguersi dagli altri e nell’avere buone prospettive in questa vita, e nient’altro. Ci sono molti che hanno buone prospettive, come quegli alti funzionari: c’è forse qualcosa di buono che li aspetta alla fine? Vivono felicemente? Se si guarda da vicino la loro vita dietro le quinte, non sono felici nemmeno loro. Questo ti fa percepire che, se anche tu cercherai prestigio e prospettive, sarai infelice proprio come loro. Coloro che hanno i pensieri dell’umanità normale riflettono: “Quegli alti funzionari non sono felici, il che dimostra che il cammino che percorrono è sbagliato. Qual è allora il cammino corretto che le persone dovrebbero percorrere in grado davvero di dare conforto ai loro cuori?” I cuori delle persone hanno bisogno di qualcosa che li conforti. Questa fonte di conforto non è rappresentata dai piaceri materiali come il denaro, le case di lusso o le auto eleganti, né da un confidente che possa affrontare le tribolazioni con loro e tanto meno da un matrimonio perfetto o da figli devoti. Nessuna di queste cose può recare vero conforto ai cuori delle persone. Ciò che può davvero recare conforto ai cuori delle persone sono le cose di cui i loro cuori hanno bisogno. Hanno bisogno di ottenere delle risposte; vale a dire, ci sono alcune cose che le persone vogliono comprendere nel corso della vita: da dove vengono gli esseri umani? Quando moriranno? Chi controlla la morte? Esiste davvero il fato nella vita? Chi governa il fato? Se lo governano i genitori di un individuo, allora chi governa il fato dei suoi genitori? I genitori non possono nemmeno controllare il proprio fato, quindi possono forse controllare quello dei figli? Inoltre, come dovrebbero comportarsi le persone? Come dovrebbero comportarsi al fine di vivere una vita degna e non passare attraverso questo mondo invano? Se le persone hanno un’anima, dopo la morte la loro anima ha un posto dove andare? Se le anime hanno un posto dove andare, è correlato a questa vita? Cosa devono fare le persone in questa vita affinché le loro anime possano andare in un bel posto dopo la morte? Come possono evitare un brutto posto o cambiare rotta per non andarci? Queste sono tutte domande a cui le persone dovrebbero pensare. Quando pensano a queste domande ma non riescono a ottenere risposte, provano tormento dentro di sé? (Sì.) Più non riesci a ottenere risposte, più ti senti tormentato dentro di te e meno sei propenso a goderti la vita, l’affetto familiare o l’amore romantico, perché, per quanto tu ne goda, queste cose possono colmare il vuoto nel tuo cuore solo temporaneamente. Una volta che avrai finito di godere di queste cose, nel profondo ti sentirai ancora più vuoto, perché le cose che possiedi o di cui godi temporaneamente intorpidiscono il tuo cuore e soddisfano i tuoi bisogni temporanei e basta: non possono fornire risposte alle domande su cui rifletti. In definitiva, per quanti soldi tu abbia, per quanto sia bella la vita materiale di cui godi o per quanti figli tu abbia al tuo fianco a onorarti, nulla di tutto ciò può rispondere a quelle domande nel profondo del tuo cuore, né può aiutarti a trovare le risposte che vuoi. Vale a dire che le cose di cui godi in questa vita, le cose che hai già ottenuto, non possono dirti come sarà il tuo futuro, dove andrai dopo che questa vita sarà finita oppure se sarai punito o ricompensato. Nessuno può darti una risposta precisa a queste domande e non puoi trovare risposte precise in libri o risorse di alcun tipo. Se, nel riflettere su queste domande, riesci a percepire debolmente che la vita è vuota, che godere dell’affetto familiare è vuoto, che godere dell’amore romantico, del matrimonio e della propria famiglia è vuoto, che godere della devozione dei propri figli è vuoto e che godere di cose come mangiare, bere e divertirsi è vuoto, e più godi di queste cose e le ottieni, più questo senso di vuoto diventa forte e pesante, allora sentirai sempre di più che il tuo cuore ha bisogno di qualcosa di diverso da queste cose per trovare conforto. Questo ti spingerà ulteriormente a cercare cose che possano recare conforto al tuo cuore e a cercare le risposte alla vita e il cammino della vita. Quando non riescono a ottenere queste cose, le persone adottano un atteggiamento impotente e superficiale verso le questioni mondane: “Vivrò semplicemente così. In ogni caso, è così che le persone vivono l’intera vita”. Per quanto siano belle le cose che gli individui dotati di coscienza e ragione possiedono o di cui godono, per loro sono tutte vuote. Non sono come quelle persone che sono della risma delle bestie, che per quanto mangino non sono mai sazie e per quanto si divertano non sono mai soddisfatte, e che addirittura pensano: “La cosa migliore per gli esseri umani è godersela in questo modo per tutta la vita. Se c’è qualcosa che devi essere, non essere malato. Se c’è qualcosa che non devi essere, non essere povero”. Questa è la logica delle persone che si sono reincarnate dagli animali. Questo detto, “Se c’è qualcosa che devi essere, non essere malato. Se c’è qualcosa che non devi essere, non essere povero”, è la filosofia di vita che ricavano dopo aver sperimentato la vita. Tuttavia, quando qualcuno dotato di coscienza e ragione sente queste parole, pensa: “Essere poveri sembra davvero brutto; quando hai bisogno di soldi ma non ne hai, questo ti mette in una situazione difficile. Ma avere soldi può forse risolvere il problema del vuoto? Non può risolverlo minimamente. Anche avere troppo denaro è una seccatura. Ci sono sempre persone che lo bramano e non sai dove sia sicuro tenerlo. Non sembra sicuro metterlo in banca, non ti senti affatto tranquillo a investirlo e non puoi comunque spenderne così tanto. Se spendi i soldi nei piaceri del mangiare, del bere e del divertirti, vivendo in una casa di lusso, guidando auto eleganti e godendo dell’adulazione, dell’ammirazione e della stima delle persone, con gente che ti segue e ti circonda ovunque tu vada, come uno sciame di mosconi che ti ronza costantemente attorno senza lasciarti nemmeno per un istante, godendo di queste cose per un certo periodo di tempo, dentro di te proverai avversione per esse e penserai a quanto sarebbe meraviglioso trovare un posto dove stare tranquillo per un po’ e calmare la mente. Anche se puoi viaggiare per il mondo e allargare i tuoi orizzonti, in seguito, quando ti acquieterai interiormente, troverai comunque che vivere in questo modo sia privo di significato e ti sentirai ancora più vuoto”. In effetti, quando le persone si sentono vuote di fronte a tutto questo, i loro cuori hanno bisogno di conforto. Vale a dire che, quando raggiungono una certa età e arrivano a una certa fase nel cammino della vita, hanno molte domande e perplessità sulla vita che non comprendono, per le quali hanno bisogno di ottenere risposte e soluzioni. Se non riescono a trovare soluzioni a queste domande, possono solo vivere come cadaveri ambulanti, trattando tutto con riluttanza, e i loro punti di vista su ogni cosa sono particolarmente negativi e passivi, anziché proattivi. Questi sono alcune delle sensazioni riguardo al vivere nutrite dalle persone che nella propria umanità possiedono coscienza e ragione.

Coloro che possiedono coscienza e ragione, oltre ad avere alcune sensazioni riguardo al vivere, quando raggiungono una certa età acquisiscono alcune consapevolezze sulla vita umana e riflettono su varie domande. Poiché hanno una coscienza o, per l’esattezza, poiché possiedono cuore e spirito, sotto il continuo effetto della loro coscienza e della loro ragione, riflettono su varie domande in diverse fasi della vita: come dovrebbero essere trattati tutti i tipi di persone? Come si dovrebbero trattare i propri genitori e i propri figli? Qual è il vero senso della vita? Nella vita, cosa sono veramente il mangiare, il bere e il piacere, così come la fama, il guadagno, il prestigio e le prospettive? Dopo aver sperimentato le varie fasi della vita, anche se non comprendono la verità, costoro traggono alcune conclusioni sulla vita. Poiché riflettono, traggono delle conclusioni. Queste conclusioni potrebbero essere obiettive o potrebbero essere solo consapevolezze personali. Ma, come minimo, gli individui dotati di coscienza e ragione hanno già attraversato determinate cose nel fare esperienza della vita. Con una certa dose di esperienza di vita, percepiranno: “In questa vita, molte cose non vanno come si vorrebbe; molte cose sono al di fuori del proprio controllo. È come se, da qualche parte nell’invisibile, il Cielo avesse disposto tutto”. Questa è una consapevolezza che traggono dallo sperimentare la vita ed è inoltre uno dei loro guadagni. In termini di umanità, questo guadagno è una sorta di riflessione molto positiva e naturale, generata dalla funzione della coscienza e dalla ragione. Perché fanno questo tipo di riflessione? È perché, nel loro fare esperienza della vita, molte cose vanno come loro desiderano e altre no, delle cose sono in linea con i loro desideri e altre no. Nello sperimentare queste cose, costoro traggono costantemente delle lezioni e alla fine giungono a una conclusione: le persone hanno un fato. Indipendentemente dal fatto che la vita di un individuo proceda senza intoppi e come egli desidera o sia piena di momenti difficili e delusioni, che comporti sofferenza o beatitudine, il fato esiste. Su questa base, essi riflettono su alcune domande: “È certo che le persone hanno un fato, ma le persone scelgono il proprio fato? Esso è plasmato dai loro genitori? Non sembra che le cose stiano così. Se il fato dei figli fosse plasmato e deciso dai genitori, allora ogni genitore spererebbe che i propri figli prosperassero e si distinguessero dagli altri, e che avessero una vita felice che andasse come desiderano. Allora perché la mia vita non è stata in linea con i desideri dei miei genitori, né con i miei? Chiaramente, il fato non è deciso dalle persone. Dire che il fato delle persone è plasmato dalla natura è un discorso vuoto; questo è assolutamente impossibile. C’è sicuramente un Sovrano, il Cielo, che dispone questa questione nel mondo invisibile”. Dopo aver sperimentato alcune delle fasi della vita, hanno alcune consapevolezze. Oppure, per alcune fasi della vita che non hanno ancora sperimentato, traggono una certa comprensione e conoscenza dai propri genitori o predecessori; naturalmente, anche queste sono consapevolezze sulla vita. Innanzitutto credono nel fato e, su questa base, credono che esiste il Cielo. Questo è obiettivo? (Sì.) Magari alcuni diranno: “Quello che dici non è obiettivo. Anche noi siamo esseri umani, ma non la pensiamo in questo modo”. Quando diciamo che gli individui dotati di coscienza e ragione riflettono sulle domande della vita, non significa che se ne stiano semplicemente seduti lì senza niente da fare a pensarci per quarantacinque minuti come se fossero in classe e poi trovino una risposta. Invece, man mano che invecchiano e sperimentano sempre più cose, senza nemmeno rendersene conto acquisiscono consapevolezze sulla vita. Queste consapevolezze non arrivano dall’oggi al domani, né dopo un anno. Magari, a partire dai trent’anni, costoro iniziano a sperimentare la vita e a entrare in contatto con la società e le altre persone; dopo aver gradualmente sperimentato varie cose, accumulano a poco a poco, cosa che li porta a tale conclusione. Vale a dire, una volta raggiunta una certa età, dopo aver attraversato alcuni dei percorsi della vita, coloro che possiedono coscienza e ragione credono prima di tutto che le persone hanno un fato e che esso è sotto la sovranità e le disposizioni del Cielo; traggono questa conclusione. Quali altre conclusioni traggono? “Che una persona goda di benedizioni o subisca avversità in questa vita, che sia povera o ricca, che diventi un alto funzionario o sia solo una persona comune, nulla di tutto ciò dipende da lei”. Se ci rifletti su da una prospettiva umana, chi non vuole essere un funzionario, godere di una bella vita materiale e avere una vita felice e senza difficoltà in cui tutto va come desidera? Ma tali aspirazioni potrebbero non necessariamente realizzarsi; ognuno ha un fato diverso. Per esempio, alcune persone hanno un aspetto insignificante e trasandato da giovani, ma raggiungono il successo quando crescono; la gente non riesce a spiegarselo. Supponiamo, per esempio, che ci sia una ragazza particolarmente determinata a eccellere fin da giovane; ha ottimi risultati negli studi ed è di una bellezza eccezionale. Ma cosa le succede alla fine? Sposa un teppista, viene picchiata ogni giorno e i figli che ha non sono così belli come immaginava; hanno tutti un aspetto strano e poco attraente. Lei è così ambiziosa, ha un così bell’aspetto e ha così tanti corteggiatori, eppure, dopo aver vagliato tutte le opzioni, alla fine ha scelto un teppista; questo è qualcosa che le persone non si aspetterebbero mai. O supponiamo ci sia un tale che è particolarmente ambizioso e sogna da adulto di diventare un generale o un governatore di provincia. E cosa gli succede? Da adulto, si guadagna da vivere coltivando la terra. È molto istruito, porta gli occhiali tutto il giorno ed è in grado di parlare con eloquenza. Ovunque vada, racconta storie e racconti storici agli altri. Addirittura sa tutto, dall’astronomia alla geografia, ed è in grado di predire il futuro. Ma alla fine non conclude nulla e rimane un agricoltore per tutta la vita. Da queste cose, si può vedere che il fato di una persona nel corso dell’intera vita è disposto dal Cielo. Anche se hai buone aspirazioni e desideri, non è detto che si realizzino; e se anche non ne hai, magari la fortuna busserà inaspettatamente alla tua porta. Questo conferma il detto dei non credenti secondo cui il Cielo ha gli occhi. Tutto ciò è interamente sotto la sovranità e le disposizioni del Creatore. Inoltre, chi è povero ora non lo sarà necessariamente per tutta la vita. Quando qualcuno è povero, sua moglie potrebbe guardarlo dall’alto in basso e lasciarlo. Eppure, qualche anno dopo, i suoi affari prosperano e diventa milionario, guida auto di lusso, vive in una villa ed è coperto d’oro e d’argento. Sua moglie allora vuole tornare, ma lui preferirebbe non sposarsi mai più piuttosto che riprenderla con sé. Vedi, sua moglie semplicemente non ha fortuna; è destinata a essere povera. L’essere poveri o ricchi in questa vita è al di fuori del proprio controllo. Non sai mai quando potresti diventare ricco né sai mai cosa potrebbe farti diventare povero. Alcuni ricchi pensano che lo saranno per tutta la vita, quindi guardano i poveri dall’alto in basso e li ignorano. Eppure, qualche anno dopo, diventano poveri, e quelli che prima maltrattavano e ignoravano ora sono più ricchi di loro e non li degnano neppure di uno sguardo. Oltre a rendersi conto che l’essere ricchi o poveri è al di fuori del proprio controllo, a quali altre consapevolezze sulla vita arrivano coloro che possiedono coscienza e ragione? Alcuni dicono: “In questa vita, anche se non fai cose buone, non compiere il male. Il Cielo ha gli occhi! Guarda quella famiglia: sono spregevoli fin dalla generazione dei nonni, sempre a imbrogliare e far del male agli altri. E cosa è successo loro alla fine? Il nipote è stato punito: è nato disabile. Quindi, non compiere il male. Il Cielo ha gli occhi; prima o poi subirai una punizione se compi il male!” Coloro che possiedono coscienza e ragione sperimentano molte cose e soffrono molto quando non comprendono la verità. Passati i cinquanta o i sessant’anni, acquisiscono varie consapevolezze sulla vita. Queste consapevolezze, in ultima analisi, si riconducono all’esistenza del fato e del Cielo, al fatto che nel mondo invisibile il fato delle persone è sotto la sovranità e le disposizioni del Cielo, che le persone subiscono una punizione dopo la morte, che non si dovrebbe compiere il male e che, qualsiasi male un individuo compia, il Cielo ha gli occhi e osserva. Non pensare che gli altri non sappiano che hai compiuto il male; le persone magari non lo sanno, ma il Cielo lo sa di certo. I debiti che una persona ha in questa vita devono essere ripagati nella prossima, e potrebbero volerci persino diverse vite per ripagarli. Vedi, dai tempi antichi a oggi, tutti coloro che hanno compiuto troppo male hanno fatto una brutta fine e subito una punizione. Alcuni hanno commesso troppi omicidi e sono stati puniti; per centinaia di anni, non si sono reincarnati come esseri umani nemmeno una volta. Si sono reincarnati sempre come mucche e maiali e, dopo essere stati macellati, si sono reincarnati di nuovo in maiali e mucche, ripetendo questo ciclo generazione dopo generazione. Questo è subire una punizione. Coloro che possiedono coscienza e ragione, anche se non comprendono la verità, sono comunque in grado di avere delle sensazioni riguardo alle questioni della vita, acquisire consapevolezza di alcune cose positive e alla fine ottenere alcune risposte positive. Queste risposte positive consentono loro di trarre alcuni principi di condotta che le persone dovrebbero possedere e il cammino di condotta che le persone dovrebbero percorrere. Vivendo l’intera vita in questo modo, essi possono quanto meno compiere meno male ed essere risparmiati da alcune punizioni. Più esperienza di vita le persone hanno e più consapevolezze sulla vita acquisiscono, più correttamente possono affrontare le loro prospettive e il loro futuro e più sono in grado lasciare che le cose facciano il loro corso naturale, permettendo che tutto accada come deve, anziché tentare forzatamente e intenzionalmente di controllare tutte queste cose. Per esempio, riguardo a cose come le prospettive e il matrimonio dei propri figli, o il modo in cui i propri figli trattano gli anziani, i genitori lasceranno che le cose facciano il loro corso naturale e affronteranno queste cose correttamente, anziché usare espedienti o comportamenti estremi per manipolare tutto. Dunque, quando qualcuno ha queste consapevolezze sulla vita, è in certa misura capace di conformarsi alle disposizioni del Cielo e alle disposizioni del fato, e fare meno cose sciocche o non farne affatto.

Ci sono molte consapevolezze sulla vita da possedere. Oltre a quelle su cui abbiamo appena condiviso, quali altre consapevolezze avete acquisito? (Che anche la nascita, la vecchiaia, la malattia e la morte sono al di fuori del controllo delle persone.) Sì, la nascita, la vecchiaia, la malattia e la morte sono al di fuori del controllo delle persone. Vedi, alcune persone godono di ottima salute, ma poi prendono un raffreddore e muoiono in pochi giorni. D’altra parte, alcune persone sono malaticce, prendono medicine tutto l’anno, eppure vivono ben oltre gli ottant’anni. Anche il momento in cui si muore è al di fuori del proprio controllo; non è qualcosa che si può scegliere. Quali altre consapevolezze sulla vita ci sono? (Che anche l’amore romantico e il matrimonio sono al di fuori del proprio controllo.) Le persone non riescono a capire fino in fondo molte cose sul momento, ma quando raggiungono una certa età arrivano ad alcune consapevolezze. Per esempio, ci sono molte cose che non possono essere prodotte dagli esseri umani; non cambiano in base alla volontà umana, né sono decise da essa. DiteMi, quando un individuo capace di riflettere su queste domande e di acquisire queste consapevolezze sulla vita ascolta le parole di Dio, il suo cuore non si illumina notevolmente? (Sì.) Se è capace di trarre risposte dalle parole di Dio, allora può accettare le parole di Dio? Riconoscerà la veridicità delle parole di Dio? (Sì.) Coloro che possiedono coscienza e ragione, dopo aver sperimentato alcune delle fasi della vita, giungono ad alcune consapevolezze sulla vita. Il punto più basilare tra queste consapevolezze è credere nel fato e credere che Dio esiste. Su questa base, quando costoro si presentano davanti a Dio, le parole di Dio forniscono loro delle risposte e anche un cammino, confermando le consapevolezze che hanno acquisito nel fare esperienza della vita e fornendo loro anche risposte specifiche. Vale a dire, le parole di Dio integrano perfettamente alcuni dettagli specifici di cui essi non sono riusciti a rendersi conto nel fare esperienza della vita, li aiutano a comprendere meglio e a credere più fermamente che Dio esiste e che oltre ogni dubbio Egli regna sovrano sul fato delle persone. Costoro possedevano questo fondamento in partenza e avevano già ottenuto tali risposte nel fare esperienza della vita. Quando si presentano davanti a Dio e comprendono la verità contenuta nelle Sue parole, le parole di Dio li portano a credere più fermamente nella Sua esistenza e nel fatto che Egli regna sovrano sul fato delle persone. Vale a dire che le parole di Dio permettono loro di confermare che le loro consapevolezze sono giuste e accurate. Pertanto, sulla base dell’avere consapevolezze riguardanti la vita, essi credono ancora più fermamente che Dio esiste veramente e che, sebbene Egli non possa essere visto o toccato, la Sua esistenza è innegabile. In realtà, ne avevano già una consapevolezza e una sensazione prima di presentarsi davanti a Dio. Quando ricevono conferma dalle parole di Dio, la loro fede aumenta naturalmente; invece di diventare più dubbiosi, hanno più fede in Dio e credono più fermamente nella Sua esistenza. Di conseguenza, hanno meno difficoltà ad accettare le parole di Dio rispetto alla maggior parte delle persone. Proprio come Giobbe: qual era la sua consapevolezza sulla vita? “Jahvè ha dato, Jahvè ha tolto; sia benedetto il nome di Jahvè” (Giobbe 1:21). Prima che Dio lo mettesse alla prova e prima che Dio si ponesse faccia a faccia con lui, Giobbe aveva già percepito ciò. Quindi, quando Dio lo mise alla prova, nel suo cuore credette più fermamente che si trattasse dell’opera di Dio e che fosse inequivocabile. In altre parole, quando Dio lo mise alla prova, Giobbe non partì da zero nel conoscere Dio, nell’entrare in contatto con le azioni di Dio e nel conoscerle e nel conoscere la sovranità di Dio; invece, aveva già capito e compreso le azioni di Dio e la Sua sovranità. Su questa base, confermò ulteriormente che la sua conoscenza e le sue consapevolezze erano giuste e che Dio agisce effettivamente in questo modo. Per quanto riguarda coloro che possiedono coscienza e ragione, quando si presentano davanti a Dio dopo aver acquisito consapevolezze sulla vita, non hanno quasi alcuna difficoltà ad accettare le parole di Dio. Sono capaci di credere ancora più fermamente che le parole di Dio sono giuste. È solo che nelle loro consapevolezze sulla vita mancano molti dettagli e ciò li porta a credere ancora più fermamente e a confermare che la loro conoscenza è giusta e non resta loro alcun dubbio su Dio. Poiché non hanno dubbi su Dio e credono fermamente nella Sua esistenza, è difficile per loro accettare la sovranità di Dio e le Sue parole? È meno difficile per loro rispetto a chi non crede affatto in Dio né riconosce la Sua esistenza, o la mette in discussione? (Sì.) Anche se costoro sono ostacolati dalla loro indole corrotta, quanto meno il loro atteggiamento verso le parole di Dio e la verità è costruito sul fondamento del loro credere fermamente, senza alcun dubbio, che Dio è il Sovrano dell’umanità. Vale a dire che, quando Dio li mette alla prova o li castiga e li giudica, in primo luogo, come minimo non negano l’esistenza di Dio; in secondo luogo, non mettono in discussione la sovranità di Dio; e, in terzo luogo, non rifiutano la sovranità di Dio. Invece, si concentrano solo sull’eliminare la propria indole corrotta. Questo stato è diverso da quello delle persone che non credono affatto che Dio esista o che sono scettiche nei Suoi confronti. Per quanto riguarda coloro che non credono affatto nell’esistenza di Dio, quando il castigo e il giudizio di Dio discendono su di loro o Dio predispone degli ambienti per disciplinarli, essi prima di tutto Gli oppongono resistenza. Negano l’esistenza di Dio, dicendo: “Questa non è opera di dio; dio non agirebbe mai in questo modo!”, oppure: “Dov’è dio? Questa è opera delle persone!” Mostrano comportamenti e fanno affermazioni tipici dei miscredenti. D’altra parte, coloro che sono scettici nei confronti di Dio si chiedono sempre: “Questa è opera di Dio? Non credo proprio che Dio agirebbe così. Dio ama le persone e mostra sollecitudine verso di loro; Egli eserciterebbe mai la Sua sovranità in questo modo? Non credo che lo farebbe. Comunque, questa è una cosa che non voglio accettare; se qualcosa non è conforme alle mie nozioni, non lo accetto!” Vedi, questi due tipi di persone hanno atteggiamenti differenti verso il castigo, il giudizio, la disciplina e le prove di Dio. Per quanto riguarda coloro che nella propria umanità possiedono le qualità della coscienza e della ragione e credono veramente nell’esistenza di Dio, quando Dio predispone degli ambienti per metterli alla prova, essi prima di tutto trattano gli ambienti disposti da Dio dalla prospettiva dell’umanità creata. Trattano il Creatore e Dio con un atteggiamento di sottomissione nei loro cuori. Il loro atteggiamento non è di messa in discussione, rifiuto o negazione; piuttosto, credono: “Questa è opera di Dio; è sotto la sovranità di Dio”. Sebbene potrebbero anche loro sviluppare ribellione e nozioni e cercare di controbattere, quanto meno il loro atteggiamento verso gli ambienti è: “Questa è opera di Dio; Dio regna sovrano su ogni cosa”. Inoltre, come minimo, non dubiteranno che Dio esista realmente; questa è una cosa che semplicemente non accadrà. Pertanto, qualunque opera Dio compia su di loro, il loro atteggiamento verso di Lui è quello di un essere umano creato nei confronti di Dio, anziché verso una persona comune. L’atteggiamento verso Dio delle persone dotate di coscienza e ragione non differisce forse da quello dei miscredenti e di coloro che dubitano di Lui? (Sì.)

I miscredenti trattano Dio come se fosse aria e addirittura come una persona comune al loro stesso livello. Coloro che dubitano di Dio hanno fantasie vuote e vaghe su di Lui quando non accade loro nulla; quando affrontano dei problemi, nutrono ogni sorta di sospetto, dubbio e persino scetticismo nei confronti di Dio. Coloro che possiedono coscienza e ragione, invece, poiché in cuor loro sono certi che Dio esiste e sono certi dell’identità e dell’essenza di Dio, qualsiasi ribellione o nozione sviluppino nei Suoi confronti, quanto meno trattano Dio con l’atteggiamento di un essere creato verso il Creatore. La differenza tra questo tipo di individui e i due tipi precedenti è grande? (Sì.) Questi ultimi non saranno scettici nei confronti di Dio, né Lo tratteranno come una persona comune. Perché parliamo di questa differenza? Perché nel caso di un individuo dotato di umanità, qualsiasi indole corrotta egli riveli e che sviluppi o meno nozioni o ribellione nei confronti di Dio, tutto ciò si verifica entro l’ambito della coscienza e della ragione della sua umanità. In primo luogo, egli non maledirà Dio; in secondo luogo, non giudicherà Dio né Lo bestemmierà; e, in terzo luogo, non si opporrà all’opera che Dio compie su di lui. Al massimo potrebbe cercare di controbattere o non essere disposto ad accettare la situazione in cui si trova, oppure non essere disposto ad accettare tale opera di Dio. Ma come minimo tratta Dio come Dio e, anche se ha alcune manifestazioni di ribellione, queste sono limitate all’ambito della coscienza e della ragione. Al contrario, coloro che negano Dio non hanno alcuna consapevolezza del fatto che Egli esista o meno quando non si trovano di fronte ad alcuna situazione. Quando però si trovano ad affrontare una qualche situazione, credono che Dio abbia fatto qualcosa di sfavorevole nei loro confronti, che magari li stia disciplinando o li stia privando di qualcosa in modo da far perdere loro alcuni interessi personali, e senza scrupoli Lo giudicano, Lo maledicono e Lo bestemmiano nei loro cuori, non avendo affatto un cuore che teme Dio. Il loro atteggiamento verso Dio è diverso da quello di chi possiede coscienza e ragione. Osano maledire Dio e questa maledizione non è semplice ribellione; maledicono Dio senza frenarsi né trattenersi minimamente. Perché non si frenano né si trattengono? Perché non sono esseri umani e non possiedono coscienza e ragione; trattano Dio proprio come se fosse la persona più comune in circolazione. E se le parole di Dio vanno a toccare i loro problemi, Lo trattano come un nemico, pensando: “Se le tue parole mi sono sfavorevoli, mi arrabbierò e reagirò contro di te! Fintanto che le tue parole e le tue azioni non mi riguardano, non avrò alcun problema con te. Se succede qualcosa che danneggia i miei interessi o se rischio di essere arrestato, allora negherò e rifiuterò dio in un attimo!” Diranno inoltre in cuor loro: “Credere in dio è inutile: dobbiamo persino subire persecuzione e oppressione. Quanto a me, non sopporterò tali avversità!” Vedi, nutrono in ogni momento il pensiero di rinunciare alla loro fede in Dio e di abbandonarLo. Quando capitano loro cose che non vanno come desiderano, fanno questi pensieri e vogliono prendere le distanze da Dio. Questo è lo stato più comune dei diavoli e dei miscredenti. Una volta che queste persone incontrano cose a loro sfavorevoli, vogliono negare Dio, smettere di credere in Lui, respingere il Suo nome e fuggire via. Non solo abbandonano il nome di Dio, ma si lamentano anche del fatto che Egli non è in grado di proteggerle o di salvaguardare i loro interessi. Alcuni dicono persino: “Dio esiste davvero? È davvero in grado di regnare sovrano su ogni cosa?” E altri dicono: “Servire Dio non è facile; essere vicino a un re è altrettanto pericoloso che sdraiarsi accanto a una tigre!” Vedi, osano dire cose oltraggiosamente ribelli. Se tu trattassi veramente Dio come Dio e credessi veramente che c’è un Dio, considerando la cosa dal punto di vista della coscienza e della ragione di una persona normale, giudicheresti Dio e Lo bestemmieresti in questo modo quando ti accadono cose a te sfavorevoli? Non lo faresti, perché la tua coscienza semplicemente non lo permetterebbe, e quindi non svilupperesti affatto questi pensieri. Allora diresti ancora simili cose? Tali parole non ti uscirebbero mai di bocca. Quando a quei diavoli e miscredenti capitano cose a loro sfavorevoli, maledicono e bestemmiano Dio e alla fine Lo abbandonano e smettono di credere. Ci sono anche alcuni che, quando qualcosa non va come desiderano, protestano scioperando, abbandonando il loro lavoro e rifiutandosi di fare i propri doveri. C’è stato una volta un miscredente che ha compiuto il male e ha arrecato gravi perdite alla casa di Dio. La casa di Dio lo ha destituito e lui, quando è stato assegnato a una chiesa ordinaria, si è rifiutato, dicendo: “Se mi assegnate a una chiesa ordinaria, non mangerò. Morirò proprio qui!” Alcuni fratelli e sorelle allora lo hanno potato e hanno condiviso con lui. Io ho detto: “Non sei sciocco ad abbassarti al livello di una simile persona? Questo è un diavolo che mostra la sua vera natura, quindi perché lo prendi così sul serio?” Se fosse un essere umano, potrebbe fare una cosa del genere? A chi si sta opponendo? Lasciando da parte il fatto che ha compiuto così tanto male e ha causato perdite così gravi alla casa di Dio, nel qual caso è perfettamente giustificato e appropriato che la casa di Dio lo gestisca, anche se non avesse compiuto alcun male, non sarebbe stato altrettanto appropriato che la casa di Dio lo destituisse perché non è stato capace di svolgere il lavoro? Questo è agire in linea con i principi, quindi che razza di manovra spudorata stava cercando di mettere in atto? Cercando di mettere in atto quella farsa spudorata, è stato rivelato, e questo era a maggior ragione un motivo per mandarlo via. Può andare dove vuole; la chiesa deve solo cancellare il suo nome e la questione finirà lì. Si tratta di un diavolo, quindi perché lo prendi così sul serio? Prenderlo sul serio è da idioti; puoi forse ragionare con un diavolo? Questo miscredente non possiede coscienza né ragione, fa ogni sorta di cose sordide e cerca di mettere in atto farse spudorate, pensando che, se agisce così, la casa di Dio non sarà in grado di reagire. Una persona del genere è facile da gestire; basta mandarla via e il gioco è fatto: lontano dagli occhi, lontano dal cuore. Non è sciocco trattare come una persona normale un miscredente che è un diavolo? Un diavolo non accetta minimamente la verità e, per quanto abbia fede, non guadagnerà mai la verità. Se condividi sulla verità con lui, non è forse fatica sprecata? Se vuoi che venga purificato e salvato, questo è impossibile. È semplicemente un diavolo che mostra la sua vera natura e dovrebbe essere allontanato. È così che dovrebbero essere gestiti i miscredenti.

Quelle persone confuse che appartengono alla categoria degli animali non riconoscono Dio dal profondo del cuore e non Lo trattano come Dio, né hanno rispetto per la carne di Dio o timore del Dio in cielo; per loro conta solo il profitto personale. Se oggi ottengono benedizioni che recano loro vantaggio, dicono: “Dio è buono, dio è grande, dio è giusto, dio è nobile!” Ma se un giorno Dio toglie loro i vantaggi e le fa soffrire, Lo negheranno e tradiranno, arrivando persino a dire: “Non è detto che dio sia del tutto buono; non credo più in dio!” Se la casa di Dio distribuisce dei bonus e permette loro di ottenere qualcosa gratis, costoro sono felici e dicono: “Dio ama così tanto le persone, dio è così adorabile! Lodo dio nel mio cuore!” Sono talmente felici da saltare di gioia e di notte sono persino capaci di svegliarsi dai loro sogni ridendo. Se viene detto loro che la cosa non è più gratis, cambiano immediatamente atteggiamento e diventano infelici. Non dicono più che Dio è adorabile o Egli Si prende cura delle persone, e invece emettono il giudizio per cui la casa di Dio è troppo avara e non ha amore; il loro atteggiamento cambia molto in fretta. Tali persone hanno coscienza e razionalità? (No.) Gli individui privi di coscienza e ragione non hanno alcun senso di vergogna. Quando traggono vantaggio, dicono che Dio è buono; quando non possono trarre vantaggi, cambiano toni e dicono: “Dio non è buono, non c’è alcun dio”. Sono davvero capaci di dire simili cose. Dicono una cosa e il suo contrario, come se avessero una doppia personalità; sono loro a dire che Dio è buono e sono sempre loro a dire che Dio non è buono. Su cosa si basano le loro parole? Si basano puramente sul fatto che essi possano trarre dei guadagni oppure no; se non ci guadagnano nulla, dicono che Dio non è buono; sono davvero capaci di dire cose di questo genere. Generalmente, se qualcuno dotato di coscienza e ragione dice cose simili, si sente in colpa dentro di sé: “Oh, non ho coscienza. Quello che ho appena detto era inopportuno. Non posso dirlo di nuovo in futuro. Una volta detta una cosa, non puoi rimangiartela; dire questo ha rivelato la mia umanità”. Quindi riflette su sé stesso e si conosce. Coloro che si sono reincarnati dagli animali non riflettono su sé stessi e non si conoscono. Pensano di essere giustificati qualsiasi cosa dicano; dicono una cosa quando sono felici e un’altra quando sono infelici. Non hanno alcun senso di vergogna, nessuna integrità o dignità, e non importa loro di come gli altri li vedano. Quindi hanno davvero Dio nei loro cuori? Per l’esattezza, no. Oggettivamente parlando, quando hanno bisogno di Lui, dicono che c’è un Dio, che Dio è con loro, che Dio dona loro la grazia e li aiuta e che veglia su di loro e li protegge. Quando invece Dio li rimprovera e li disciplina, facendo perdere loro la faccia e facendoli sentire disonorati, e quando ritengono ciò che Dio fa sfavorevole per loro, dicono che Egli non è buono e iniziano a essere scettici nei Suoi confronti. DiteMi, che coscienza e ragione possiedono tali individui? Trattano Dio proprio come trattano le persone, non rispettando alcun limite della coscienza. Osano persino litigare e discutere con Dio e osano ricoprirLo di insulti, senza un briciolo di paura o di timore nei Suoi confronti. In seguito, provano rimorso: “Oh, ho deluso Dio!” Ma, quando incontrano di nuovo simili cose, agiscono allo stesso modo. Non avranno mai vero timore di Dio nel cuore; Dio non ha posto nei loro cuori. Invece, qualcuno veramente dotato di coscienza e ragione ha un posto fisso per Dio nel proprio cuore e questo posto fisso lo rende più sincero, serio e rispettoso nei confronti di Dio che verso chiunque altro. Questa sincerità, questa serietà e questo rispetto costituiscono il suo atteggiamento verso Dio grazie all’effetto della coscienza e della ragione di base che possiede. Quindi, in qualsiasi momento, che costui sia debole o negativo, o che abbia fallito o sia stato disciplinato, non oltrepasserà questo limite. Per quanto grandi siano le difficoltà che incontra o per quanto dolore patisca, non oltrepasserà questo limite, perché è un vero essere umano. Crede che Dio esiste e che regna sovrano sul fato delle persone, quindi non oltrepasserà il limite della coscienza per offendere Dio, né Lo maledirà, Gli si opporrà o si ribellerà a Lui deliberatamente con la consapevolezza di farlo. Il fatto che si astenga dal farlo deliberatamente significa che è frenato dalla propria coscienza e dalla propria ragione. Naturalmente, sotto l’effetto della coscienza e della ragione, è anche capace di fare alcune cose che qualcuno dotato di un’umanità normale dovrebbe fare. Per esempio, qualunque opera Dio compia o qualsiasi parola Egli pronunci non conformi alle sue nozioni, costui non giudicherà né farà commenti intenzionalmente. È in grado di trattare queste cose correttamente o di cercare la verità per risolvere le proprie nozioni; ha un limite di base nel proprio subconscio. Poiché crede che Dio esiste, farà queste riflessioni grazie all’effetto della sua coscienza e della sua ragione. Dopo aver riflettuto, avrà un atteggiamento basilare e principi basilari per come trattare Dio. Solo sul fondamento di questi principi di base le persone possono mantenere il loro rapporto con Dio come quello di un essere creato verso il Creatore, mantenere questo rapporto corretto, normale e appropriato. Solo con questo rapporto in atto le persone possono accettare normalmente le parole di Dio, sottomettersi a esse e praticarle normalmente. DiteMi, le persone che maledicono spesso Dio, le persone che vogliono smettere di credere in Dio da un momento all’altro e le persone che si lamentano di Dio e Lo odiano in questo modo, possono forse accettare le Sue parole? Possono praticare le parole di Dio? (No.) L’atteggiamento che queste persone hanno verso Dio è l’atteggiamento che hanno verso di Lui i diavoli. Poiché i diavoli hanno tale atteggiamento verso Dio, possono forse trattare le Sue parole come la verità? Mai. Solo gli esseri umani creati possono trattare le parole di Dio come la verità. Solo trattando le parole di Dio come la verità le persone possono essere disposte ad accettare le parole di Dio e poi sottomettersi ad esse, praticarle e accedervi ulteriormente, e infine essere purificate e salvate.

Un individuo che nella propria umanità possiede le qualità della coscienza e della ragione ha un principio di base nel modo in cui tratta Dio, ossia avere l’intenzione di sottomettersi. Qualunque cosa gli accada, non giudicherà assolutamente in modo arbitrario, invece pregherà Dio e cercherà la verità; questa è la manifestazione che una persona normale dovrebbe avere. Se le manifestazioni di un individuo sono conformi alla coscienza e alla ragione dell’umanità normale, o se egli viene regolato, frenato e controllato della coscienza e della ragione, allora costui è un vero essere umano ed è qualcuno che Dio intende salvare. Se agisce senza la regolazione, e tanto meno il freno, della coscienza e della ragione ed è confuso, se vuole avere un buon atteggiamento verso Dio ma non ne è mai capace, non sa proprio come dovrebbe trattare Dio e non sa a quali principi le persone dovrebbero attenersi davanti a Dio per essere nel giusto, se non sa nessuna di queste cose e invece è solo confuso e disorientato, e si comporta bene con le persone buone e male con le persone malevole, che tipo di individuo è? Quando è in mezzo a persone che possiedono coscienza e ragione, non fa cose malvagie, ma ciò non significa che sia qualcuno dotato di umanità. Se è in mezzo a persone malevole, farà cose malvagie. Quando le persone malevole maledicono Dio, anche costui diventa scettico nei confronti di Dio; quando le persone malevole negano e giudicano Dio, costui non ne è disgustato, non esercita alcun discernimento e continua a relazionarsi con le persone malevole allo stesso modo. Non salvaguarda mai il lavoro della casa di Dio, la testimonianza di Dio o gli interessi della chiesa; agisce invece da spettatore, non sapendo nemmeno cosa sia corretto e cosa errato. Un simile individuo è uno di quelli reincarnati dagli animali; non è assolutamente un essere umano. Per contro, qualcuno dotato di coscienza e ragione, prima di incontrare l’opera di Dio, ha verso il Cielo un rispetto, una paura o una riverenza di base che gli esseri umani possono raggiungere. Come minimo, il Cielo è sacro, giusto e nobile per lui. Dopo aver accettato l’opera di Dio e compreso alcune verità che Dio richiede alle persone di possedere, costui, grazie all’effetto della sua coscienza e della sua ragione, anche se non comprende così tante verità, riesce a capire la ragione e l’atteggiamento che le persone dovrebbero avere nei confronti di Dio. Che si tratti dell’identità di Dio o dei vari aspetti della Sua carne, costui avrà in certa misura rispetto, riverenza e paura. Ancora meglio, sulla base della comprensione di alcune verità, è in grado di possedere timore di Dio. Non tratta Dio in modo superficiale, noncurante, arbitrario o irriverente; Lo tratta invece con grande cura e cautela. Specialmente quando si tratta dell’opera di Dio, della Sua testimonianza, del Suo nome, della Sua identità, della Sua posizione e delle Sue offerte, così come delle parole di Dio, delle Sue richieste e di un’istruzione specifica da Lui impartita, costui è particolarmente attento e cauto. Tratta queste cose con un cuore che teme Dio e un atteggiamento rispettoso. Non le affronta con superficialità, né agisce in modo meccanico o fa le cose per mettersi in mostra; è invece in grado di trattarle seriamente, con un cuore e un atteggiamento umili verso tutte le cose visibili o invisibili che riguardano Dio. Questo è l’atteggiamento che una persona dotata di coscienza e ragione dovrebbe avere verso Dio prima di ogni altra cosa. Quando non capisci la verità, magari non possiedi una comprensione molto precisa della parola “Dio”, né comprendi l’identità e l’essenza di Dio o la Sua indole, ma hai in certa misura rispetto e paura nei confronti del Cielo. Dopo che avrai compreso l’opera di Dio, che l’avrai sperimentata e che avrai accettato le Sue parole, in cosa si trasformeranno la tua riverenza e la tua paura di Dio? Si trasformeranno in sincerità, serietà e timore, o terrore e tremore; questo è l’atteggiamento verso Dio che una persona dotata della coscienza e della ragione dell’umanità normale dovrebbe sviluppare. Se qualcuno crede in Dio da molti anni e afferma di credere che Egli esiste e Lo riconosce a parole, eppure non ha mai sviluppato, grazie all’effetto della coscienza e della ragione, l’atteggiamento che dovrebbe avere verso Dio, allora è facile immaginare di cosa sia sprovvisto interiormente. Se è semplicemente privo di sincerità e serietà verso Dio, ma possiede ancora un po’ di paura e timore nei Suoi confronti, allora si può solo dire che questo individuo non è molto buono; è un essere umano, ma non uno molto buono. Potrebbe essere stato inquinato e influenzato troppo gravemente dalle tendenze malvagie di Satana nella società, oppure essere stato avvelenato troppo profondamente e aver subito un eccessivo lavaggio del cervello. Tuttavia, se possiedi timore di Dio, allora come minimo sei ancora un essere umano. Se non hai la minima sincerità né la minima paura nei confronti di Dio e non hai alcun timore di Lui, allora si può dire che non sei un essere umano; sei indegno di essere chiamato essere umano e non sei all’altezza degli standard di un essere umano. Quando si tratta di tutte le cose visibili o invisibili che riguardano Dio, se le tratti con superficialità, noncuranza e approssimatività, o persino in modo rozzo e barbaro, allora non sei un essere umano. Questo perché nel modo in cui tratti Dio non hai neppure la regolazione e il freno da parte della coscienza e della ragione, cosa sufficiente a illustrare il problema e a definire che qualcuno come te non è un essere umano. Quando non credevi in Dio e non eri venuto nella casa di Dio, era scusabile che fossi sprovvisto di un chiaro rispetto o di un atteggiamento corretto nei confronti di Dio e non venivano emessi giudizi severi su di te; ma ora che credi in Dio, se, nel periodo in cui segui Dio e accetti la provvista delle Sue parole di vita, non riesci ancora a sviluppare sincerità, serietà e timore nei Suoi confronti e il tuo atteggiamento verso di Lui rimane rozzo e barbaro, non solo privo di timore ma anche così leggero e noncurante, proprio come l’atteggiamento di Satana verso Dio, allora si può solo dire che uno come te non possiede coscienza e ragione. Se un simile individuo addirittura tratta Dio in questo modo, senza il freno della coscienza e della ragione, è ancora un essere umano? Non è un essere umano.

Questo è più o meno tutto ciò su cui condivideremo riguardo ai vari aspetti della coscienza e della ragione umane. Di qualsiasi manifestazione della coscienza e della ragione stiamo parlando, esse coinvolgono tutte determinati pensieri, punti di vista e comportamenti umani. Nessuno di questi aspetti è vuoto: alcuni riguardano come trattare persone, eventi e cose, alcuni riguardano come approcciarsi alle filosofie per le interazioni mondane e ai vari aspetti della vita e altri riguardano come trattare la verità e Dio. Su qualunque aspetto ci si concentri, un tratto distintivo di qualcuno dotato di coscienza e ragione è che la sua condotta e le sue azioni sono frenate e controllate dalla coscienza e dalla ragione. Egli ha limiti e confini nelle proprie azioni: questo è il suo tratto caratteristico. Solo possedendo questo tratto costui soddisfa la condizione basilare per raggiungere la salvezza. Capito? (Sì.) C’è qualcosa che non comprendete? Riguardo ai tre aspetti su cui abbiamo condiviso oggi, ovvero che le persone dotate di coscienza e ragione possiedono senso di vergogna, sono in grado di riflettere sulla vita e hanno un rispetto e una paura di base nei confronti di Dio, sentite che ve ne sia uno che non riuscite ad applicare a voi stessi? Trovate vuoto uno qualsiasi di essi? (No. Sentiamo di poterli applicare tutti a noi stessi.) Allora per oggi concludiamo qui la nostra condivisione. Arrivederci!

1 giugno 2024

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