1. Per quanto impegnativi diventino i miei doveri, devo concentrarmi sull’ingresso nella vita

di Xinyi, Cina

Nel marzo 2023, svolgevo il dovere di leader distrettuale. Poiché avevo molte responsabilità, spesso dovevo alzarmi presto per uscire in fretta e a volte tornavo a casa che era già buio. Una volta a casa, dovevo ancora occuparmi di alcune lettere e il lavoro sembrava non finire mai. A volte, mentre svolgevo i miei doveri, rivelavo dell’indole corrotta e volevo nutrirmi delle parole di Dio per eliminarla, ma mi pareva sempre che le devozioni spirituali mi avrebbero portato via troppo tempo. Dopo essermi data da fare in quel modo per un po’ di tempo, sentivo di non aver fatto molti progressi nell’ingresso nella vita e provavo sempre un vuoto nel cuore. Poiché mi concentravo solo sul lavoro senza prestare attenzione all’ingresso nella vita, il mio spirito è diventato gradualmente insensibile e non sapevo cercare la verità quando incontravo dei problemi, né ero in grado di condividere alcuna comprensione durante le riunioni. Sapevo che il mio rapporto con Dio era anormale, quindi ero un po’ spaventata e sentivo di essere in crisi. Se non avessi cambiato la mia indole di vita, per quanto avessi dato l’impressione di darmi da fare o soffrire, non avrei comunque ottenuto l’approvazione di Dio. Così non volevo più fare il mio dovere di leader, pensando che fosse un dovere troppo impegnativo e che non avessi il tempo di perseguire la verità per eliminare la mia indole corrotta. In quel periodo, pur non abbandonando i miei doveri, ho perso la motivazione e non avevo più molto senso del fardello verso i miei doveri. In seguito, ho notato che i fratelli e le sorelle che svolgevano doveri basati sui testi spesso leggevano le parole di Dio e le testimonianze esperienziali scritte da altri fratelli e sorelle, e ho pensato che svolgere doveri basati sui testi fosse piuttosto bello e che si potesse guadagnare di più da quel dovere che da altri, così speravo un giorno di poter anch’io svolgerlo, perché mi avrebbe aiutata nel mio ingresso nella vita e avrebbe aumentato la mia speranza di salvezza.

Un giorno di novembre, i leader superiori hanno detto che c’era urgente bisogno di personale per il lavoro basato sui testi e, dato che io ero in qualche misura efficiente nel supervisionare il lavoro basato sui testi, volevano assegnarmi quel dovere. La notizia mi ha resa molto felice, perché pensavo che svolgere quel dovere mi avrebbe di certo aiutata nel mio ingresso nella vita, e sentivo di dover cogliere quell’opportunità. Ma, con mia sorpresa, solo dopo aver iniziato di fatto a collaborare mi sono resa conto che, oltre a vagliare gli articoli, dovevo anche coltivare le persone, nonché risolvere i problemi legati all’ingresso nella vita dei fratelli e delle sorelle, e ho scoperto che il carico di lavoro di quel dovere non era inferiore a quello di un leader. Inoltre, dato che avevo appena iniziato la formazione e non conoscevo i principi e il lavoro, avevo sempre un’infinità di compiti da portare a termine. Poiché la mia priorità era fare bene il lavoro, le devozioni spirituali mattutine mi sembravano una perdita di tempo e la sera dovevo anche fare gli straordinari per vagliare gli articoli, così mi sono ritrovata all’interno di un ciclo di lavoro quotidiano e ho smesso di concentrarmi sull’esaminare le corruzioni che rivelavo. A volte, quando mi rendevo conto di essere in uno stato negativo, volevo nutrirmi delle parole di Dio per eliminarlo, ma ogni volta che pensavo a tutto il lavoro che mi aspettava, rimandavo la questione dell’ingresso nella vita. Inizialmente pensavo che svolgere doveri basati sui testi mi avrebbe aiutata nel mio ingresso nella vita, ma ora non riuscivo nemmeno a trovare il tempo per le devozioni spirituali. Dandomi così tanto da fare ogni giorno, come avrei avuto il tempo di cercare la verità e risolvere i miei problemi? Senza un cambiamento nella mia indole di vita, come avrei potuto essere salvata? Più ci pensavo, più mi rattristavo, e addirittura mi pentivo di aver assunto quel dovere. Soprattutto quando ho visto le testimonianze esperienziali di alcuni fratelli e sorelle trasformate in video e caricate online, ho provato un profondo senso di irrequietudine, perché io credevo in Dio da svariati anni e non avevo scritto una sola testimonianza esperienziale, né avevo ancora eliminato alcun aspetto della mia indole corrotta. Che senso aveva darmi da fare ogni giorno? Non potevo fare a meno di lamentarmi, pensando che i leader mi avessero assegnato un dovere inadatto a me e che ciò ostacolasse il mio perseguimento della verità e la mia opportunità di salvezza. Sapevo che era sbagliato pensare in quel modo, così ho pregato Dio nel cuore: “Dio, ho sempre la sensazione di essere troppo occupata con i miei doveri per perseguire la verità. So che è sbagliato pensarla così, ma non ho ancora molta comprensione di me stessa. Ti prego, illuminami, guidami e aiutami a capire i miei problemi”.

Durante una riunione, ho letto un passo delle parole di Dio: “Alcune persone dicono sempre che sono tanto occupate con i loro doveri da non avere tempo di perseguire la verità. È una motivazione inconsistente. Chi persegue la verità, a prescindere dal lavoro che sta svolgendo, non appena individua un problema ricerca la verità per risolverlo e arriva a comprendere e ad acquisire la verità. Questo è sicuro. Molti pensano che la verità possa essere compresa solo partecipando quotidianamente alle riunioni. Nulla di più sbagliato. La verità non può essere compresa solamente riunendosi e ascoltando i sermoni; bisogna anche praticare e sperimentare le parole di Dio, e attuare il processo di identificazione e risoluzione dei problemi. Ciò che è fondamentale è imparare a ricercare la verità. Coloro che non amano la verità non la ricercano, a prescindere da quali problemi affrontano; invece, coloro che la amano la ricercano, indipendentemente da quanto siano impegnati nei loro doveri. Quindi, possiamo affermare con certezza che coloro che si lamentano sempre di essere talmente occupati con i loro doveri da non avere tempo per riunirsi, e di conseguenza dover rimandare il perseguimento della verità, non amano la verità. Hanno un modo di intendere assurdo e non possiedono comprensione spirituale. […] Che una persona persegua la verità oppure no non dipende da quanto sia impegnata nei suoi doveri o da quanto tempo abbia a disposizione, ma dal fatto che nel cuore ami o meno la verità. La realtà è che tutti hanno a disposizione la stessa quantità di tempo; ciò che cambia è in cosa ciascuno lo investe. È possibile che chi dice di non avere tempo per perseguire la verità lo dedichi ai piaceri della carne o sia impegnato in qualche impresa esterna. Non lo dedica a ricercare la verità per risolvere i problemi. Così sono fatte le persone che sono negligenti nel loro perseguimento. Questo ritarda la questione fondamentale del loro ingresso nella vita(La Parola, Vol. 6: Riguardo al perseguimento della verità, “Cosa significa perseguire la verità (3)”). Dalle parole di Dio, ho visto che la sensazione di essere sempre troppo occupata con i miei doveri per concentrarmi sull’ingresso nella vita derivava dal problema di fondo che non amavo la verità. Quando ero leader avevo molto lavoro da fare e mi pareva di non avere il tempo di leggere le parole di Dio per eliminare la mia indole corrotta, quindi volevo fare semplicemente un dovere a compito singolo. Ma, dopo essere passata ai doveri basati sui testi, sentivo di essere comunque troppo impegnata nell’assolverli e che questo stava influenzando il mio ingresso nella vita e ostacolando la mia possibilità di salvezza. Dopo aver letto le parole di Dio, mi sono resa conto che le mie scuse non erano affatto valide. Chi ama e persegue la verità sa cercarla e riflettere su sé stesso in qualsiasi situazione e trarne insegnamenti. Al contrario, coloro che non amano la verità non si concentrano sul ricercarla in alcuna situazione e trovano sempre ogni tipo di scusa per non perseguirla. Ho pensato a molti fratelli e sorelle che sono leader e supervisori. Anche loro sono impegnati con il lavoro ogni giorno, eppure hanno comunque il tempo di cercare la verità e di concentrarsi sul loro ingresso nella vita. Proprio come quando una leader è venuta nel nostro gruppo per seguire il lavoro: ho visto che era responsabile verso il nostro lavoro mentre allo stesso tempo gestiva altri compiti e che era molto più impegnata di me ogni giorno, eppure riusciva lo stesso a trovare il tempo per le devozioni spirituali e la contemplazione delle parole di Dio. Inoltre, ascoltarla condividere i suoi guadagni esperienziali ottenuti dalla potatura subita era di beneficio anche per noi. Ho visto che gli altri sono in grado di cercare la verità e trarre insegnamenti nelle circostanze che affrontano, cosa che li porta a progredire nella vita. Mi sono anche ricordata di alcuni che avevo incontrato in precedenza e che svolgevano doveri a compito singolo, i quali si accontentavano di portare semplicemente a termine i compiti che avevano ogni giorno e poi dedicavano il resto del tempo a questioni della carne. Chiaramente avevano molto tempo per riflettere sulle parole di Dio e cercare la verità, eppure non avevano senso del fardello verso il loro ingresso nella vita e non prestavano attenzione ai richiami degli altri, opponendo persino resistenza. Alla luce di questi fatti, ho visto che la mia convinzione secondo cui essere occupati con i doveri significhi non avere tempo per perseguire la verità era fondamentalmente incoerente con la verità e del tutto assurda. Proprio come ora che svolgevo doveri basati sui testi e vagliavo le testimonianze esperienziali: ogni articolo che revisionavo toccava la verità, ma perché mi pareva ancora di non avere tempo per concentrarmi sull’ingresso nella vita? La causa principale era che non amavo la verità, eppure davo addirittura la colpa ai leader per avermi assegnato un dovere inadatto, cosa semplicemente insensata e irrazionale. Ero davvero una persona smascherata da Dio per l’assurda comprensione e la mancanza di comprensione spirituale!

In seguito, ho letto alcune parole di Dio e ho capito come raggiungere l’ingresso nella vita mentre svolgiamo i nostri doveri. Dio Onnipotente dice: “Per quanto coloro che perseguono la verità siano occupati con i loro doveri, sanno comunque ricercare la verità per risolvere i problemi che li affliggono, cercare la condivisione su cose che non trovano chiare nei sermoni che hanno ascoltato, acquietare il loro cuore ogni giorno per riflettere su come si sono comportati, e poi riflettere sulle parole di Dio e guardare video di testimonianze esperienziali. Da questo guadagnano molto. Per quanto siano occupati con i loro doveri, ciò non ostacola affatto il loro ingresso nella vita, né lo ritarda. Per le persone che amano la verità è naturale praticare in questo modo. Coloro che non amano la verità non la ricercano e non sono disposti ad acquietarsi davanti a Dio per riflettere su sé stessi e conoscersi, indipendentemente dal fatto che siano o meno occupati con i loro doveri e da quali problemi li affliggano. Quindi, che siano occupati o liberi nei loro doveri, non perseguono comunque la verità. Il fatto è che se una persona in cuor suo desidera perseguire la verità, anela a essa e si assume il fardello dell’ingresso nella vita e del cambiamento della propria indole, allora nel cuore si avvicinerà a Dio e Lo pregherà, a prescindere da quanto il proprio dovere la impegni. Sicuramente otterrà un po’ dell’illuminazione e della luce dello Spirito Santo e la sua vita crescerà senza sosta. Se qualcuno non ama la verità e non si assume alcun fardello nell’ingresso nella vita o nel cambiamento della propria indole, o se non è interessato a queste cose, allora non può guadagnare nulla. Riflettere su quali manifestazioni di corruzione si hanno è una cosa che si può fare ovunque e in qualsiasi momento. Per esempio, se una persona ha manifestato corruzione mentre svolgeva un dovere, allora nel suo cuore deve pregare Dio, riflettere su sé stessa, conoscere la propria indole corrotta e ricercare la verità per eliminarla. È una questione relativa al cuore, non ha nulla a che fare con il dovere da svolgere. È facile fare ciò? Dipende dal fatto che tu persegua la verità oppure no. Coloro che non amano la verità non sono interessati alle questioni di crescita nella vita. Non considerano queste cose. Solo coloro che perseguono la verità sono disposti a dedicarsi a crescere nella vita; solo loro riflettono spesso sui problemi realmente esistenti e su come ricercare la verità per risolverli. Di fatto, il processo di risoluzione dei problemi e quello di perseguimento della verità coincidono. Se, mentre svolge il proprio dovere, una persona si concentra costantemente sulla ricerca della verità per trovare una soluzione ai problemi e ne ha risolti molti nel corso di diversi anni di questa pratica, allora certamente svolge il suo dovere all’altezza dei requisiti. Simili persone manifestano corruzione molto più raramente e hanno acquisito molta vera esperienza nell’assolvimento dei loro doveri. Sono quindi in grado di testimoniare Dio. In che modo queste persone vivono l’esperienza che è iniziata quando hanno assunto il loro dovere, fino a quando sono state in grado di testimoniare Dio? Lo fanno affidandosi alla ricerca della verità per risolvere i problemi. Ecco perché, per quanto coloro che perseguono la verità siano impegnati nei loro doveri, ricercheranno la verità per risolvere i problemi, riusciranno a svolgere i loro doveri secondo i principi e saranno in grado di mettere in pratica la verità e di sottomettersi a Dio. Questo è il processo di ingresso nella vita e anche quello di ingresso nella verità realtà(La Parola, Vol. 6: Riguardo al perseguimento della verità, “Cosa significa perseguire la verità (3)”). In passato, avevo sempre pensato che le devozioni spirituali richiedessero un tempo sufficiente per nutrirsi delle parole di Dio e per riflettere sui miei problemi e capirli, e che questo fosse il modo per concentrarsi sull’ingresso nella vita. Così, quando ero occupata con i miei doveri, mi concentravo solo sul lavoro, mettendo da parte la questione dell’ingresso nella vita. Separavo l’ingresso nella vita dai miei doveri. La verità è che le devozioni spirituali non dovrebbero essere vincolate da regole, e coloro che hanno senso di responsabilità per il loro ingresso nella vita e amano la verità possono imparare delle lezioni indipendentemente da quanto sono occupati. Proprio come quando qualcuno svolge il dovere di leader e di lavoratore: incontra ogni giorno molti eventi, persone e cose. A volte, i fratelli e le sorelle vivono in difficoltà o la loro indole corrotta influisce sui loro doveri; allora i leader e i lavoratori devono riflettere sui loro stati e cercare le parole di Dio per aiutarli a eliminarli. A volte, quando vedono che i fratelli e le sorelle stanno rivelando la loro grave indole corrotta, intralciando e disturbando il lavoro della chiesa, devono smascherarli e potarli. E nello svolgere doveri basati sui testi, ogni articolo che viene vagliato tocca un certo aspetto della verità che può eliminare un aspetto dell’indole corrotta e, se ci sono cose che una persona non capisce chiaramente, essa deve cercare attivamente la verità in modo da poter individuare gli articoli adatti in base ai principi. Tutte queste cose riguardano l’ingresso nella vita. Inoltre, nell’interagire con le sorelle con cui collaboravo, poiché non afferravo i principi, ero scarsamente efficiente nei miei doveri e mi ritrovavo a preoccuparmi della mia fama e della mia reputazione e a paragonarmi alle mie sorelle, dovevo cercare subito la verità per eliminare la mia indole corrotta, così da potermi immergere rapidamente nei miei doveri. E non solo, è inoltre molto importante sfruttare i momenti di pausa per acquietarsi davanti a Dio e contemplare le Sue parole, così come anche il tempo impiegato a lavarsi, mangiare o chiacchierare può essere utilizzato per ponderare sulle parole di Dio o per riflettere sulle corruzioni che si rivelano durante la giornata. Ci sono così tanti ambiti nei doveri di una persona in cui essa deve cercare la verità e imparare lezioni. Da allora, nell’assolvimento dei miei doveri, praticavo in base alle parole di Dio e a volte, quando il lavoro era impegnativo, mi svegliavo un po’ prima o usavo la pausa pranzo per scrivere note devozionali o articoli. Praticando in questo modo, ho sentito il mio rapporto con Dio farsi più stretto. Quando vagliavo gli articoli, leggevo la comprensione esperienziale dei miei fratelli e sorelle e riflettevo consapevolmente sui miei problemi alla luce dei loro. A volte, leggendo la loro comprensione esperienziale, guadagnavo conoscenze più chiare sulle mie questioni e ogni volta mi accorgevo di essere in grado di guadagnare qualcosa. A poco a poco, ho sentito il mio spirito acuirsi e mi sono resa conto che l’ingresso nella vita e i doveri di una persona non sono scollegati. Fare quel dovere mi pareva sempre più meraviglioso e, anche se sarebbe stato impegnativo, mi aiutava a eliminare la mia indole corrotta; ero intenzionata a continuare a praticare e a concentrarmi sull’ingresso nella vita in quel dovere.

Un giorno, in una testimonianza esperienziale, ho letto un passo delle parole di Dio che mi ha aiutata a conoscere meglio il mio stato. Dio Onnipotente dice: “Le persone hanno fede in Dio allo scopo di ottenere benedizioni, ricompense e corone. Questo non si trova forse nel cuore di tutti? Sì, è un dato di fatto. Anche se le persone non ne parlano spesso, e addirittura nascondono la loro mira e il loro desiderio di ottenere benedizioni, questa mira e questo desiderio sono sempre stati incrollabili nel profondo dei loro cuori. Non importa quanta teoria spirituale capiscano, quanta conoscenza esperienziale abbiano, quali doveri siano in grado di svolgere, quanta sofferenza sopportino o quale prezzo paghino: non rinunciano mai alla mira a ottenere benedizioni nascosta nel profondo del loro cuore, e si adoperano sempre silenziosamente al suo servizio. Non è forse questa la cosa sepolta più profondamente nei loro cuori? Senza questa mira a ricevere benedizioni, come vi sentireste? Con quale atteggiamento svolgereste il vostro dovere e seguireste Dio? Cosa succederebbe alle persone se si liberassero di questa mira a ricevere benedizioni nascosta nei loro cuori? È possibile che molti diventerebbero negativi, mentre alcuni perderebbero la motivazione a svolgere i loro doveri. Perderebbero interesse nella loro fede in Dio, come se la loro anima fosse svanita. Darebbero l’impressione che il loro cuore fosse stato strappato via. Ecco perché dico che la motivazione a ottenere benedizioni è qualcosa di profondamente nascosto nel cuore delle persone(La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Sei indicatori di crescita nella vita”). Ponderando sulle parole di Dio, mi sono resa conto che dietro la mia opposizione e la mia negatività si nascondeva un desiderio egoistico di benedizioni. Per tutto il tempo avevo creduto che non ci fosse nulla di sbagliato nel mio desiderio di perseguire la verità e di concentrarmi sull’ingresso nella vita, ed è stato solo attraverso lo smascheramento delle parole di Dio che ho capito di essere stata fuorviata dalla mia stessa finzione. Ho ripensato a quando avevo appena trovato Dio: mi sottomettevo a qualsiasi dovere la chiesa mi assegnasse e sembravo attiva ed entusiasta. In seguito, ho abbandonato la mia famiglia e i miei figli e, sebbene il mio cuore fosse in preda al tormento e al dolore, speravo di ricevere benedizioni in futuro, così ho messo risolutamente da parte il matrimonio e la famiglia per dedicare tutto il tempo ai miei doveri. Guardando indietro, ho visto che la mia motivazione era dettata dal desiderio di ricevere benedizioni. Pensavo che andarmene di casa per svolgere i miei doveri mi avrebbe concesso più opportunità di pratica e avrebbe aumentato le mie possibilità di essere salvata in futuro. Quando svolgevo il mio dovere di leader, sentivo che quel dovere mi teneva ogni giorno così occupata che non avevo tempo per nutrirmi delle parole di Dio, e che, per quanto sembrassi lavorare duramente, senza alcun cambiamento nella mia indole di vita alla fine sarei stata rivelata ed eliminata. Sentivo che i miei doveri di leader non erano di beneficio alla mia salvezza e alle benedizioni, così ho pensato di passare a un dovere a compito singolo. Ma inaspettatamente, anche dopo aver assunto doveri basati sui testi, non riuscivo comunque a trovare il tempo per nutrirmi adeguatamente delle parole di Dio, così mi sono rammaricata, pensando che quel dovere stesse ostacolando il mio perseguimento della verità e la mia salvezza, e mi sono sentita afflitta e addolorata. Ero disposta solamente a fare qualsiasi dovere che ritenevo mi avrebbe permesso di guadagnare benedizioni e mi opponevo e diventavo negativa verso i doveri che pensavo non mi avrebbero permesso di guadagnarne, e mi sono persino lamentata dei leader per avermi assegnato dei doveri inadatti a me, non sottomettendomi alla sovranità e alle disposizioni di Dio. Riflettendo sulle opportunità che Dio mi ha dato di svolgere i miei doveri, ho capito che erano volte a spronarmi a concentrarmi sulla ricerca della verità per eliminare la mia indole corrotta, eppure io non sapevo cosa fosse bene per me e non ho fatto tesoro di quella preziosa opportunità di pratica, calcolando costantemente se potessi guadagnare benedizioni o no. Ero così abietta e spregevole. Se non avessi fatto ammenda, in breve tempo avrei finito per essere rivelata ed eliminata! Così ho pregato Dio: “Dio, Ti ringrazio per aver disposto tale situazione per rivelarmi, aiutandomi a vedere le mie manchevolezze. Sono intenzionata a cambiare il mio punto di vista sbagliato sul perseguimento e a sottomettermi alle Tue orchestrazioni e disposizioni. Ti prego di guidarmi”.

Anche se i miei doveri mi tengono ancora occupata, non mi sento più afflitta o depressa. Cerco di concentrarmi sul registrare le conoscenze e i guadagni che ricevo mentre svolgo i miei doveri e le corruzioni che rivelo, e prego Dio con senso del fardello, chiedendo la Sua illuminazione e la Sua guida e, a poco a poco, rifletto su me stessa e arrivo a conoscermi. Durante le mie devozioni spirituali, guardo video di testimonianze esperienziali che affrontano i miei problemi, cerco di prendermi ogni giorno del tempo per riflettere su me stessa e cercare la verità e mi sforzo di scrivere una testimonianza esperienziale al mese. Un giorno, ho visto che la testimonianza esperienziale che avevo scritto era stata trasformata in un video e caricata sul sito web. Ero davvero entusiasta. In seguito, ho visto la mia esperienza condivisa da molti fratelli e sorelle, e questo ha anche risolto i loro problemi nell’ingresso nella vita. Mi sono resa conto che scrivere testimonianze esperienziali poteva essere di beneficio per altri che avevano gli stessi problemi e che ciò era veramente prezioso e significativo. Questo ha rafforzato ulteriormente la mia determinazione a perseguire la verità.

Dopo aver sperimentato ciò, ho capito che perseguire l’ingresso nella vita mentre si svolgono i propri doveri non è affatto difficile, e che, fintanto che il nostro atteggiamento cambia e cooperiamo realmente, Dio ci illumina e ci guida. Questo è di grande beneficio per il nostro perseguimento della verità e per la nostra salvezza! Sono grata per la guida di Dio che mi ha permesso di ottenere questi guadagni.

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