5. Come si può compiere il proprio dovere in maniera adeguata

Parole di Dio attinenti:

Nell’espressione “l’adeguato compimento del proprio dovere” l’enfasi è sulla parola “adeguato”. Come bisognerebbe dunque definire “adeguato”? Anche qui c’è una verità da cercare. “Adeguato” significa fare semplicemente un lavoro passabile? Per i dettagli specifici su come intendere e considerare la parola “adeguato”, devi comprendere molte verità e comunicare di più sulla verità. Nell’adempiere il tuo dovere, devi comprendere la verità e i suoi principi; solo allora potrai giungere a un adeguato compimento del tuo dovere. Perché le persone dovrebbero svolgere i loro doveri? Una volta che credono in Dio e hanno accettato l’incarico da parte Sua, le persone hanno la loro parte di responsabilità e di obblighi nell’opera della casa di Dio e nel luogo dell’opera di Dio e, a loro volta, a causa di questa responsabilità e di questi obblighi, sono diventate un elemento dell’opera di Dio, un elemento degli oggetti della Sua opera e un elemento degli oggetti della Sua salvezza. Perciò c’è un rapporto alquanto sostanziale tra la salvezza delle persone e il modo in cui adempiono i loro doveri, se sono in grado di compierli bene e se sono in grado di compierli in modo adeguato. Poiché sei divenuto parte della casa di Dio e hai accettato l’incarico da parte Sua, ora hai un dovere. Non spetta a te dire come dovresti compierlo; spetta a Dio dirlo, e il modo è dettato dagli standard della verità. Perciò le persone dovrebbero comprendere e aver chiaro come le cose siano misurate da Dio: è qualcosa che vale la pena di indagare. Nell’opera di Dio, persone diverse ricevono doveri diversi. In altre parole, le persone ricevono doveri che variano a seconda dei loro doni, delle loro levature, della loro età, delle loro condizioni ed epoche. Indipendentemente da quale dovere ti sia dato e dall’epoca e dalle circostanze in cui lo ricevi, un dovere è solo un dovere; non è qualcosa che una persona gestisce. In definitiva, lo standard che Dio ti richiede è che tu compia il tuo dovere adeguatamente. Come andrebbe intesa la parola “adeguatamente”? Nel senso che, per rispondere ai requisiti di Dio e soddisfarLo, il tuo lavoro deve essere definito adeguato da Lui e ricevere il Suo cenno di approvazione; solo allora avrai adempiuto il tuo dovere adeguatamente. Se Dio dice che il tuo lavoro è inadeguato, non avrai adempiuto bene il tuo dovere. Per quanto tu stia svolgendo il tuo dovere ed Egli riconosca che lo hai fatto, se non lo fai adeguatamente, quali saranno le conseguenze? Nei casi gravi, le speranze di salvezza delle persone potrebbero svanire ed essere infrante; nei casi meno gravi, tali persone potrebbero essere private del loro diritto di adempiere doveri. Dopo essere state private di tali diritti, alcune persone sono messe da parte, dopodiché ci si occupa separatamente e si dispone di loro. Ciò significa che sono eliminate? Non necessariamente; Dio aspetterà di vedere come queste persone agiscono. Perciò il modo in cui si compie il proprio dovere è fondamentale. Le persone dovrebbero trattare questa questione con prudenza, prenderla seriamente e considerarla di grande importanza nel loro ingresso nella vita e nell’ottenimento della salvezza; non devono trattarla senza riguardi.

Tratto da “Qual è l’adeguato adempimento del proprio dovere?” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”

Tutti coloro che credono in Dio dovrebbero comprendere la Sua volontà. Solo coloro che compiono bene il proprio dovere possono soddisfare Dio, e lo svolgimento del proprio dovere può essere soddisfacente solo se portano a termine i compiti che Egli affida loro. Ci sono dei criteri per il compimento dell’incarico da parte di Dio. Il Signore Gesù disse: “Ama dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua, con tutta la mente tua e con tutta la forza tua”. L’amore per Dio è un aspetto di ciò che Egli chiede alle persone. In verità, finché Dio ha affidato un incarico agli uomini, e finché essi credono in Lui e compiono il proprio dovere, questi sono i criteri che Egli chiede loro: che agiscano con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente e con tutta la forza. Se tu sei presente, ma il tuo cuore no – se la memoria e i pensieri della tua mente sono presenti, ma il tuo cuore no –, e se porti a termine le cose mediante le tue capacità, stai forse adempiendo all’incarico da parte di Dio? Dunque qual è il criterio da rispettare per adempiere all’incarico da parte Sua e per compiere il tuo dovere lealmente e bene? Fare il tuo dovere con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. Se cerchi di compiere bene il tuo dovere senza un cuore d’amore per Dio, non funzionerà. Se il tuo amore per Dio cresce sempre più forte e più autentico, allora naturalmente sarai in grado di compiere il tuo dovere con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza.

Tratto da “Proprio ciò su cui gli uomini hanno fatto affidamento per vivere” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”

A prescindere da quale dovere tu adempia, devi sempre cercare di capire la volontà di Dio e di comprendere quali siano le Sue richieste in relazione al tuo dovere; solo allora sarai in grado di gestire le questioni secondo i principi della verità. Nello svolgimento del tuo dovere non puoi assolutamente attenerti alle tue preferenze personali facendo semplicemente qualunque cosa vorresti, qualunque cosa ti renderebbe felice e ti metterebbe a tuo agio o ti farebbe fare bella figura. Se imponi forzatamente le tue preferenze personali a Dio o le pratichi come se fossero la verità, osservandole come se fossero i principi della verità, questo non è compiere il tuo dovere, e svolgerlo in questo modo non ti aiuterà a farti ricordare da Dio. Alcune persone non comprendono la verità e non sanno che cosa significhi compiere adeguatamente i propri doveri. Sentono che, poiché ci si sono impegnate con tutto il cuore, hanno rinunciato alla carne e sofferto, allora il compimento dei propri doveri sia adeguato. Ma allora perché Dio è sempre insoddisfatto? Dove hanno sbagliato queste persone? Il loro errore è stato non andare alla ricerca di ciò che Dio richiedeva, agendo, invece, secondo le loro idee; hanno trattato i loro desideri, preferenze e motivazioni egoiste come se fossero la verità e come se fossero ciò che Dio ama, come se rispondessero ai Suoi standard e requisiti. Hanno considerato quello che ritenevano corretto, giusto e bello come se fosse la verità; questo è sbagliato. In realtà, anche se le persone a volte possono pensare che qualcosa sia giusto e che sia conforme alla verità, ciò non vuol dire necessariamente che sia conforme alla volontà di Dio. Più le persone pensano che qualcosa sia giusto, più devono prestare attenzione e cercare la verità per capire se quello che pensano risponde ai requisiti di Dio. Se dovesse essere in contrasto con i Suoi requisiti e le Sue parole, allora sbagli a pensare che sia giusto, non è altro che un pensiero umano, e non è necessariamente conforme alla verità, indipendentemente da quanto tu pensi sia giusto. Il criterio che utilizzi per stabilire cosa sia giusto o sbagliato deve basarsi unicamente sulle parole di Dio, a prescindere da quanto tu ritenga giusto qualcosa, a meno che non ve ne sia un fondamento nelle parole di Dio, tu devi abbandonarlo. Cos’è il dovere? È un incarico affidato da Dio alle persone. Quindi come dovresti adempiere al tuo dovere? Agendo in conformità ai requisiti e agli standard di Dio, e basando il tuo comportamento sulle verità princìpi piuttosto che sui desideri soggettivi dell’uomo. In questo modo l’adempimento dei tuoi doveri sarà all’altezza di quanto richiesto.

Tratto da “Soltanto cercando i principi della verità puoi svolgere bene il tuo dovere” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”

Nel compiere il proprio dovere, occorre sempre esaminare sé stessi per vedere se si stanno facendo le cose secondo i principi, se si sta svolgendo il proprio dovere in maniera soddisfacente, se lo si sta semplicemente facendo in modo sommario, se si è cercato di sottrarsi alle proprie responsabilità e se vi sono problemi col proprio atteggiamento e col proprio modo di pensare. Quando avrai dedicato qualche tempo all’autoriflessione e queste cose ti saranno chiare, ti risulterà più facile compiere il tuo dovere. A qualsiasi cosa tu vada incontro nel compiere il tuo dovere – negatività e debolezza, essere di cattivo umore dopo avere subito il trattamento – devi gestirla adeguatamente e devi anche ricercare la verità e comprendere la volontà di Dio. Così facendo, avrai un percorso di pratica. Se desideri ottenere buoni risultati nel compiere il tuo dovere, non devi lasciarti influenzare dal tuo stato d’animo. A prescindere da quanto tu ti senta negativo o debole, devi mettere in pratica la verità in tutto ciò che fai, con assoluta rigorosità e attenendoti ai principi. Se fai così, non solo avrai l’approvazione degli altri, ma sarai gradito anche a Dio. Di conseguenza, sarai una persona responsabile che sa addossarsi un fardello; sarai una persona genuinamente buona che compie effettivamente il proprio dovere in maniera soddisfacente e vive pienamente la parvenza di una persona autentica. Simili persone vengono purificate e conseguono una reale trasformazione quando compiono il proprio dovere, e si può dire che siano sincere agli occhi di Dio. Soltanto le persone sincere sanno perseverare nel mettere in pratica la verità e riescono ad agire nel rispetto dei principi e a compiere i propri doveri in maniera soddisfacente. Coloro che agiscono nel rispetto dei principi compiono il proprio dovere meticolosamente quando sono di buon umore; non lavorano in modo sommario, non sono arroganti e non si mettono in mostra per far sì che gli altri abbiano un’alta opinione di loro. Quando sono invece di cattivo umore, portano a termine i propri compiti quotidiani con altrettanta serietà e responsabilità e, anche se si imbattono in qualcosa che pregiudica il compimento del loro dovere o che li mette sotto pressione oppure provoca dei disagi durante il compimento del dovere, sono comunque in grado di acquietare il proprio cuore dinanzi a Dio e di pregare dicendo: “Non importa quando possano essere gravosi i problemi con cui mi confronterò, dovessero anche crollare i cieli, fino a quando Dio mi consentirà di continuare a vivere, sono deciso a fare del mio meglio per compiere il mio dovere. Ogni giorno in cui mi è consentito vivere è un giorno in cui mi impegnerò a fondo per compiere il mio dovere, per essere degno di questo compito affidatomi da Dio e del respiro che mi ha messo in corpo. Indipendentemente dalle difficoltà in cui possa trovarmi, non ne terrò alcun conto, poiché compiere il mio dovere è della massima importanza!” Coloro che non vengono influenzati da persone, eventi, cose o ambienti, che non vengono dominati da stati d’animo o da situazioni esterne e che mettono al primo posto i doveri e gli incarichi affidati loro da Dio, questi sono coloro che sono leali a Dio e si sottomettono realmente a Lui. Persone del genere hanno conseguito l’ingresso nella vita e l’accesso alla verità realtà. Questa è una delle espressioni più concrete e autentiche del vivere la verità.

Tratto da “L’ingresso nella vita deve iniziare con l’esperienza dall’adempimento del proprio dovere” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”

Quello di compiere il proprio dovere in modo sbadato e approssimativo è un problema prevedibile e diffuso, ma anche ostinato e difficile da risolvere. Impara anzitutto a essere serio, rigoroso, responsabile, coscienzioso e concreto nelle tue azioni, vincendo la corsa con un passo lento e costante. Piuttosto che far male una cosa non farla affatto, in modo tale da esserne soddisfatto e che il risultato sia conforme all’ideale. Meglio ancora, sii capace di ricercare i principi che la caratterizzano e di farla secondo tali principi. Anche se ti richiedesse un impegno maggiore e ti ritrovassi a saltare un pasto o a perderti qualche divertimento, falla comunque bene, non sbadatamente o in modo o approssimativo, e se non la comprendi non fingere il contrario, ma eseguila secondo il tuo livello di comprensione. È facile smettere di essere sbadati e approssimativi? Ogni giorno, prima di dedicarti al tuo dovere, prega Dio dicendo: “Dio, mi appresto a compiere il mio dovere. Se lo faccio sbadatamente e in modo approssimativo, Ti chiedo di disciplinarmi e rimproverarmi nel cuore. Ti chiedo inoltre di guidarmi affinché io svolga bene il mio dovere e non agisca sbadatamente e in modo approssimativo”. Fai pratica in questo modo ogni giorno e vedrai quanto tempo ci vorrà per risolvere il problema della sbadataggine e approssimazione nello svolgere il tuo dovere, quanto tempo ci vorrà perché tu sia sempre meno sbadato e approssimativo e svolga il tuo dovere con sempre meno adulterazioni, e con risultati concreti sempre migliori e in modo sempre più efficiente. Compiere il tuo dovere senza essere sbadato e approssimativo: sei capace di farlo autonomamente? È una cosa che sei in grado di controllare autonomamente? (Non è facile da controllare.) Questa è una vera seccatura. Se è davvero difficile da controllare, significa che le vostre tribolazioni sono davvero grandi! Dunque cos’è che siete capaci di fare senza essere sbadati e approssimativi? Mangiare? Giocare? Vestirvi e truccarvi? Ci sono certe donne che quando si truccano non hanno nemmeno un pelo delle sopracciglia o un capello fuori posto. Se agiste ponendovi in modo altrettanto coscienzioso sareste anche voi capaci di non fare le cose sbadatamente o in modo approssimativo. Risolvete anzitutto il problema dell’agire sbadatamente e in modo approssimativo, e poi risolvete il problema di agire secondo la vostra volontà. Anche agire secondo la propria volontà è una cosa diffusa e altrettanto facilmente riconoscibile dentro di sé. A volte per riconoscerlo ti basterà anche solo fare un veloce esame della tua mente e dei tuoi pensieri e dire: “Ciò che sto facendo coincide con la mia volontà. So cosa dovrei fare, secondo i principi, ma non lo sto facendo”. Non è forse facile da riconoscere? (Lo è.) Dunque dovrebbe essere risolvibile. Per prima cosa dedicatevi a queste due questioni, quello di risolvere il problema dell’essere sbadati e approssimativi e quello dell’agire secondo la vostra volontà. Prefiggetevi di arrivare entro uno o due anni a non essere più sbadati e approssimativi e a non agire più secondo la vostra volontà (ossia senza le adulterazioni della vostra volontà) in tutto ciò che fate. Quando avrete risolto questi due problemi, non sarete lontani dal compiere il vostro dovere in maniera soddisfacente. E, se non riuscite a risolverli, significa che siete ancora lontani dall’obbedire a Dio o dal tenere conto della Sua volontà. Non avete neppure graffiato la superficie.

Tratto da “Come riconoscere i falsi capi (5)” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”

Qualunque dovere tu compia o qualunque competenza professionale tu studi, col tempo migliorerai. Se continui a cercare di progredire, migliorerai sempre più. Se non prendi niente sul serio, anche le cose che hai imparato non serviranno a nulla. Se non prendi sul serio nemmeno ciò che sai usare e non hai idea di come andranno le cose, e non vi è nessuno di competente a guidarti, non farai mai alcun progresso e le competenze che hai appreso andranno sprecate. Nell’apprendere qualsiasi cosa, è facile impararne la teoria, ma non è così facile metterla in pratica. Se vuoi elevare la teoria alla pratica e poi salire ulteriormente conseguendo qualcosa da un fondamento di pratica, sfruttando meglio i tuoi punti di forza o applicando in pratica ciò che hai imparato e ottenendo risultati, che cosa devi fare? Devi dedicare del tempo a studiare le competenze professionali e a ricercare materiale di ogni sorta al riguardo; sotto tutti gli aspetti, devi continuamente studiare, ricercare, compensare i tuoi punti deboli con i punti di forza degli altri, imparare ciò che devi apprendere dagli altri. In tal modo, le tue competenze professionali miglioreranno di continuo. Quando gli altri ti dicono come fare qualcosa, devi cercare di capirlo e rimuginarlo. Se, quando qualcuno ti dice qualcosa, sai di che cosa sta parlando e riconosci che è un modo valido di fare le cose, ma poi ci ripensi e dici fra te e te: “Non basta”, che atteggiamento hai? Tanto nei confronti delle competenze e specializzazioni professionali quanto nella ricerca della verità nella fede, il tuo atteggiamento è sbagliato: significa fare le cose in modo sommario. Che indole è questa? È arroganza, un non amare le cose positive, è rigidità. Cose del genere si manifestano in voi? (Sì.) Si manifestano spesso, occasionalmente o solo in certe questioni? (Spesso.) Il vostro atteggiamento nel riconoscere questo genere di indole è assai sincero e onesto, ma il riconoscimento da solo non basta; se non fate nulla di più che riconoscerlo, il cambiamento è impossibile. Allora, come potete cambiare? Quando viene rivelata un’indole arrogante, e l’atteggiamento è quello di fare le cose in modo sommario, noncurante e sciatto, bisogna assolutamente presentarsi dinanzi a Dio e pregare subito, sottoponendosi al trattamento e alla disciplina di Dio, accettando l’esame da parte di Dio oltre alla Sua disciplina; per di più, bisogna riconoscere come emerga questo aspetto dell’indole e come si possa cambiare. Lo scopo della conoscenza è il cambiamento. Allora, come si può conseguire tale cambiamento? Quale dovrebbe essere il primo passo? Bisogna prima pregare, presentarsi dinanzi a Dio, accettare il Suo esame e la Sua disciplina, dopo di che bisogna collaborare attivamente. Collaborare in che modo? Nel compiere il proprio dovere, non appena ci si trova a pensare: “Non basta”, bisogna correggersi e non pensare in questo modo. Quando emerge un’indole arrogante, bisogna percepire nel proprio cuore il rimprovero: il rimprovero e il castigo di Dio; bisogna rapidamente compiere una svolta: “Un momento fa avevo torto. Di nuovo ero sul punto di rivelare un’indole satanica corrotta, di essere guidato da un’indole satanica, di lasciar assumere il comando a Satana, di fare le cose in modo sommario. Devo sottomettermi alla disciplina!” Se percepisci il rimprovero, dovresti confessare i tuoi peccati dinanzi a Dio e compiere una svolta. Come dovresti confessare i peccati? Non serve adottare un atteggiamento compunto e inginocchiarsi, prosternarsi e pregare Dio. Non è necessario. Comunichi con Dio nel tuo cuore, dicendo: “Dio, avevo torto, stavo di nuovo per fare le cose in modo noncurante e sommario. Ti prego di osservarmi; non voglio che la mia indole corrotta domini in me e mi governi totalmente. Voglio essere comandato da Dio e desidero praticare secondo la verità. Ti prego di osservarmi”. Quando preghi così, la tua condizione interiore cambierà. Qual è lo scopo di cambiare tale condizione? Consentirti di compiere con successo una svolta, di essere leale, obbediente e in grado di accettare senza compromessi il rimprovero e la disciplina di Dio. Ecco come compirai la svolta. Quando starai di nuovo per fare le cose in modo sommario, quando ancora una volta vorrai prendere alla leggera il tuo dovere, sarai in grado di compiere subito una svolta per via della disciplina e del rimprovero di Dio; in tal modo, non ti salverai forse dalla tua negligenza? La tua trasgressione non sarà forse espiata? È una cosa positiva o negativa? È una cosa positiva.

Talvolta, dopo aver portato a termine un lavoro, nel tuo cuore ti senti un po’ a disagio. A un esame più attento, scopri che, in effetti, vi è un problema, ed è necessario risolverlo, dopo di che ti sentirai a tuo agio. Il tuo disagio dimostra che vi è un problema a cui devi dedicare più tempo e una maggiore attenzione. Questo è un atteggiamento serio e responsabile nei confronti del compimento del proprio dovere. Quando si è seri, responsabili, coscienziosi e laboriosi, il lavoro sarà eseguito adeguatamente. Talvolta, non hai un cuore del genere e non riesci a trovare o scoprire un errore evidente. Chi ha un cuore del genere, con lo stimolo e la guida dello Spirito Santo, potrà individuare la questione. Ma, se lo Spirito Santo ti ha guidato e ti ha conferito questa consapevolezza, consentendoti di percepire che qualcosa non va, però tu non hai un cuore del genere, sarai comunque incapace di individuare il problema. Allora, questo che cosa dimostra? Dimostra che la collaborazione tra le persone è molto importante; i loro cuori sono molto importanti, e dove indirizzano i loro pensieri e idee è molto importante. Dio indaga e riesce a vedere ciò che le persone hanno nel cuore nell’adempimento dei loro doveri, e quanta energia vi dedicano. È fondamentale che gli uomini mettano tutto il loro cuore e tutta la loro forza in ciò che fanno. Anche la loro collaborazione è fondamentale. Sforzarsi di non avere rimpianti riguardo ai doveri che si sono portati a termine e alle proprie azioni passate e arrivare dove non si deve nulla a Dio: è questo che significa dare tutto il proprio cuore e tutta la propria forza. Se oggi non dai tutto il tuo cuore e tutta la tua forza, in seguito, quando qualcosa andrà male e ci saranno delle conseguenze, non sarà troppo tardi per i rimpianti? Sarai in debito per sempre e questo getterà un’onta su di te! Avere un’onta è una trasgressione quando le persone adempiono ai loro doveri. Quando svolgi i tuoi compiti, devi pertanto sforzarti di dedicare tutto il tuo cuore e tutta la tua forza a ciò che occorre e che bisogna fare. Non devi farlo in modo superficiale o sbrigativo; non devi avere alcun rimpianto. In questo modo, i doveri a cui adempi in questo periodo verranno ricordati da Dio. Le cose ricordate da Dio sono buone azioni. E quali sono le cose che non vengono ricordate? Le trasgressioni. Le persone potrebbero non accettare il fatto che siano azioni malvagie se in questo momento venissero descritte come tali ma, se arriverà il giorno in cui tale questione avrà gravi conseguenze, in cui avrà un impatto negativo, in quell’istante ti renderai conto che non è soltanto una trasgressione comportamentale, bensì un’azione malvagia. Quando te ne accorgerai la rimpiangerai, e penserai: “Avrei dovuto essere un minimo previdente! Se ci avessi pensato un po’ di più, se ci avessi messo un po’ più di impegno, non avrei questo problema”. Nulla cancellerà quest’onta eterna dal tuo cuore e, se dà origine a un debito eterno, finirai nei guai. Allora oggi, ogni volta che compite il vostro dovere o accettate un incarico, dovete sforzarvi di eseguirlo con tutte le forze e con tutto il cuore. Dovete farlo in modo da essere privi di senso di colpa e rammarico, in modo che venga rammentato da Dio e costituisca una buona azione. Non dovete agire in maniera noncurante e sommaria, con un occhio aperto e uno chiuso; ve ne pentirete e non riuscirete a rimediare. Questo costituirà una trasgressione e, in definitiva, avrete sempre nel cuore senso di colpa, sensazione di essere in debito e accuse. Quale dei due cammini è migliore? Quale cammino è la retta via? Compiere il proprio dovere con tutto il cuore e tutte le forze, e preparare e accumulare buone azioni, senza rammarico. Non permettete che si accumulino le trasgressioni, non rammaricatevene e non contraete debiti. Che succede quando si sono commesse troppe trasgressioni? Si accumula l’ira di Dio al Suo cospetto! Se trasgredisci sempre più e l’ira di Dio nei tuoi confronti aumenta di continuo, alla fine, sarai punito.

Tratto dalla condivisione di Dio

Quando si compie il proprio dovere si sta in effetti facendo ciò che si deve fare. Ma se lo fai dinanzi a Dio, se svolgi il tuo dovere con un atteggiamento di sincerità e col cuore, questo atteggiamento non sarà molto più giusto? Allora come puoi applicare questo atteggiamento alla tua vita quotidiana? Devi fare di “adorare Dio col cuore e con sincerità” la tua realtà. Quando vuoi essere indolente e fai le cose per pura formalità, quando vuoi agire in maniera infida e oziosa, quando ti permetti di essere distratto, devi pensarci bene: “Comportandomi così, sono forse inaffidabile? Questo significa dedicare il mio cuore al compimento del dovere? Facendo così sono sleale? Facendo così non sono all’altezza dell’incarico affidatomi da Dio?” Ecco come bisogna riflettere su di sé. Poiché agire così non è leale ed è offensivo per Dio, che cosa devi fare? Devi dire: “Non ho preso sul serio questa cosa. In quel momento ritenevo vi fosse un problema, ma non l’ho considerato grave; ho negligentemente sorvolato. Ogni volta che ho percepito un problema, l’ho accantonato. Ora questo problema ancora non è stato risolto. Davvero non valgo niente!” Avrai individuato il problema e sarai giunto a conoscere un po’ te stesso. Ma un po’ di conoscenza è sufficiente? Confessare i propri peccati è sufficiente? Bisogna pentirsi e compiere una svolta! E come si può compiere una svolta? In precedenza avevi l’atteggiamento e la mentalità sbagliati verso il compimento del tuo dovere, non ci mettevi il cuore e non ti dedicavi mai alle cose giuste. Oggi devi assumere l’atteggiamento giusto verso il compimento del tuo dovere, devi pregare dinanzi a Dio e, quando avrai di nuovo i tuoi precedenti pensieri e atteggiamenti, devi chiedere a Dio di disciplinarti e castigarti. Devi sbrigarti a individuare gli ambiti in cui facevi le cose in maniera frettolosa e sommaria. Devi pensare a come correggerli e dopo averli corretti devi ricercare di nuovo e pregare, e poi chiedere a fratelli e sorelle se abbiano suggerimenti e raccomandazioni migliori, finché tutti non concorderanno sul fatto che tu abbia agito nel modo giusto. Soltanto allora sarai approvato. Percepirai che questa volta avrai compiuto il tuo dovere in maniera soddisfacente, avrai fatto del tuo meglio, ci avrai messo il cuore, avrai dato tutto; percepirai di aver fatto tutto il possibile, senza rimpianti. Nel fornire un resoconto dinanzi a Dio, avrai la coscienza pulita e dirai: “Anche se Dio valuta il compimento del mio dovere al 60%, io ci ho messo ogni briciolo di forza del mio corpo, ci ho messo tutto il cuore, non sono stato indolente, non ho cercato di agire in maniera infida, non ho trascurato nulla”. Questo non significa forse apportare nel tuo dovere le realtà di metterci tutto il cuore, tutta la mente e tutte le forze e applicarle alla tua vita quotidiana? Non significa forse vivere tali realtà della verità? E che cosa percepisci nel cuore quando vivi queste realtà? Non ti sembra di vivere sembianze umane, di non essere più come i morti viventi?

Tratto da “Il cammino deriva da una frequente riflessione sulla verità” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”

Coloro che sono in grado di mettere in pratica la verità riescono ad accettare l’esame di Dio nel fare le cose. Quando accetti l’esame di Dio, il tuo cuore è sulla strada giusta. Se fai le cose sempre e solo perché gli altri le vedano e non accetti l’esame di Dio, allora hai ancora Dio nel tuo cuore? Le persone di questo tipo non hanno riverenza verso Dio. Non fare sempre cose per il tuo tornaconto e non considerare costantemente i tuoi interessi; non pensare affatto alla tua posizione, al tuo prestigio o alla tua reputazione. Inoltre, non considerare gli interessi dell’uomo. Devi prima pensare agli interessi della casa di Dio e farne la tua prima priorità. Dovresti essere rispettoso della volontà di Dio e cominciare col riflettere se tu sia stato o meno impuro nell’adempimento del tuo dovere, se tu abbia fatto o meno tutto il possibile per essere leale, se tu abbia fatto del tuo meglio per adempiere alle tue responsabilità e aver dato tutto te stesso e, allo stesso modo, se tu abbia o meno riflettuto sinceramente sul tuo dovere e sul lavoro della casa di Dio. Devi prendere in considerazione queste cose. Riflettici spesso, e ti sarà più facile svolgere bene il tuo dovere. Se sei di scarsa levatura, la tua esperienza è superficiale o non sei competente nel tuo lavoro professionale, potrebbero esserci alcuni errori o manchevolezze nel tuo lavoro e i risultati potrebbero non essere molto buoni, ma tu ti sarai adoperato al meglio. Quando non pensi ai tuoi desideri egoistici o non consideri i tuoi interessi nelle cose che fai, e invece dedichi costante considerazione all’opera della casa di Dio, tenendo a mente i suoi interessi e svolgendo bene il tuo dovere, accumulerai buone azioni dinanzi a Dio. Le persone che compiono queste buone azioni sono quelle che possiedono la verità realtà; come tali, hanno reso testimonianza.

Tratto da “Consegna il tuo vero cuore a Dio e potrai ottenere la verità” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”

Per raggiungere l’adeguatezza nel compimento del proprio dovere, è prima di tutto necessario realizzare un’armoniosa cooperazione nel suo adempimento. Vi sono alcuni che attualmente praticano in questa direzione, il che significa che, dopo aver ascoltato la verità, hanno cominciato a svolgere il loro lavoro secondo questo principio, sebbene non riescano a mettere del tutto in pratica la verità al cento per cento. Potrebbero fallire nel processo, o perdere vigore e traviarsi, e spesso commettere errori, ma la via che percorrono è quella di chi si sforza di agire secondo questo principio. Per esempio, anche se a volte puoi avere l’impressione che il tuo modo di fare qualcosa sia corretto, se ti trovi in una situazione che non ti farà ritardare il compito da svolgere, potresti anche confrontarti con tuoi compagni di lavoro o di team per discuterne insieme. Condividi con loro finché la faccenda non ti sarà chiara, finché non sia opinione unanime che fare qualcosa in un determinato modo possa ottenere i risultati migliori, non travalichi l’ambito del principio, sia a beneficio della casa di Dio e possa aumentare la tutela degli interessi della casa di Dio. Sebbene il risultato finale a volte possa lasciare un po’ a desiderare, la via, la direzione e la meta del tuo lavoro sono corrette. Dio, quindi, come considererà la questione? Come la definirà? Dirà che stai compiendo questo dovere adeguatamente.

Tratto da “Qual è l’adeguato adempimento del proprio dovere?” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”

Per l’adeguato compimento del tuo dovere non importa da quanti anni credi in Dio, quanto hai realizzato nel tuo dovere, quanti contributi hai apportato alla casa di Dio, né importa quanta esperienza hai nel tuo dovere. La cosa principale a cui Dio guarda è la via che una persona prende. In altre parole, Egli guarda all’atteggiamento di una persona verso la verità e i principi, alla direzione, all’origine e allo slancio dietro le azioni di quella persona. Dio Si concentra su queste cose; esse sono ciò che determina la via che percorri. Se, mentre compi il tuo dovere, queste cose non si vedono affatto in te e l’origine del tuo lavoro sono i tuoi pensieri, se il tuo slancio è per tutelare i tuoi interessi e salvaguardare la tua reputazione e la tua posizione, se il tuo modus operandi è prendere decisioni e agire da solo e avere l’ultima parola, non discutendo mai le cose con gli altri né cooperando armoniosamente, e tanto meno cercando la verità, come ti vedrà Dio? Non hai ancora raggiunto lo standard se compi così il tuo dovere; non hai intrapreso la via della ricerca della verità, perché, nello svolgere il tuo lavoro, non cerchi i principi della verità e agisci sempre come vuoi. Questo è il motivo per cui la maggior parte delle persone non compie i propri doveri in modo soddisfacente. Guardando ora alla questione, è difficile compiere il proprio dovere in modo adeguato? No, in effetti; le persone devono solo essere in grado di adottare un atteggiamento di umiltà, avere un po’ di ragionevolezza e assumere una posizione appropriata. Non importa quanto istruito pensi di essere, quali premi tu abbia vinto, o quanto tu abbia ottenuto, e non importa quanto elevati ritieni possano essere la tua levatura e il tuo rango; devi cominciare sbarazzandoti di tutte queste cose, perché non contano niente. Per quanto grandi e buone siano, nella casa di Dio non possono essere più elevate della verità; non sono la verità e non possono prendere il suo posto. Ecco perché dico che devi avere ciò che si chiama ragionevolezza. Se dici “Ho molto talento, ho una mente molta acuta, ho i riflessi pronti, imparo in fretta e ho un’ottima memoria” e se dai sempre primaria importanza all’uso di queste cose, allora ciò ti causerà problemi. Se vedi queste cose come la verità, o più elevate della verità, sarà difficile per te accettare la verità e metterla in pratica. Le persone superbe e arroganti che si comportano sempre come se fossero superiori hanno grosse difficoltà ad accettare la verità e sono le più inclini a cadere. Se si riesce a porre rimedio al problema dell’arroganza, diviene facile mettere in pratica la verità. Pertanto, devi prima di tutto abbandonare e rinnegare quelle cose che in superficie sembrano essere belle e nobili e che suscitano l’invidia altrui. Quelle cose non sono la verità; anzi, ti possono bloccare l’accesso alla verità. La cosa più importante da fare ora è cercare la verità, praticare secondo la verità e compiere il proprio dovere in modo adeguato, perché l’adeguato compimento del proprio dovere è l’unico primo passo sulla via dell’ingresso nella vita, il che significa che è un inizio. In ogni questione c’è una cosa assolutamente fondamentale, essenziale, una cosa che ti fa ottenere l’accesso, e compiere adeguatamente il tuo dovere è una strada che ti farà varcare la soglia dell’ingresso nella vita. Se il tuo adempimento del dovere non implica affatto questa “adeguatezza”, allora devi sforzarti. Come dovresti farlo? Non si tratta di cambiare il tuo carattere o di rinunciare ai tuoi talenti e alle tue capacità professionali; puoi mantenere questi punti di forza e le cose che hai imparato nel compimento del tuo dovere, il tutto mentre cerchi la verità e agisci secondo i principi della verità. Se ottieni l’ingresso nella vita durante l’adempimento del tuo dovere, lo sai compiere in modo adeguato.

Tratto da “Qual è l’adeguato adempimento del proprio dovere?” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”

Nel compiere il tuo dovere, il lato positivo è che puoi affrontare correttamente il tuo dovere, senza abbandonarlo qualunque sia la situazione in cui ti imbatti. Anche se tutti gli altri smettono di credere e di compiere il loro dovere, tu puoi andare avanti e non rinunciare. Vale a dire che sei in grado di evitare di abbandonare il tuo dovere, dall’inizio alla fine, perseverando e rimanendo devoto fino al termine; in tal modo, avrai veramente considerato il tuo dovere come tale. Se riesci a conseguire questo obiettivo, hai sostanzialmente raggiunto la sufficienza nel compimento del tuo dovere. Questo è il lato positivo. Tuttavia, prima di conseguirlo, il lato negativo è che bisogna resistere a tentazioni di ogni genere. Se, nel compiere il suo dovere, una persona non è riuscita a resistere alle tentazioni e ha abbandonato e voltato le spalle al proprio dovere, può ancora avere qualcosa a che fare con la salvezza? Per tale persona sarà perduta ogni speranza, e il raggiungimento o meno della sufficienza sarà del tutto irrilevante; la salvezza non avrà nulla a che fare con tale persona. Pertanto, bisogna attenersi rigidamente al proprio dovere. A tale scopo, prima di tutto, la più grossa difficoltà da affrontare è vedere se si riesce a rimanere saldi di fronte alle tentazioni. Che tipi di tentazioni ci sono? Denaro, prestigio, rapporti con l’altro sesso, emozioni. Che altro? Se certi doveri comportassero qualche rischio o ti ponessero perfino in pericolo di vita e compiendoli potresti finire in carcere o morire, li compiresti ugualmente? E come li compiresti? Tutte queste cose sono tentazioni. Le tentazioni sono facili da superare o no? Tutte ti richiedono di ricercare la verità. Nella ricerca della verità, con tutte queste tentazioni in cui ti imbatti, devi riuscire a poco a poco a esercitare discernimento e acquisire conoscenza. Devi riconoscerne l’essenza, capirne la vera natura, conoscere la tua essenza e la tua indole corrotta; devi conoscere i tuoi punti deboli e implorare di frequente Dio di proteggerti e consentirti di resistere a tali tentazioni. Se sai resistere e sai attenerti rigidamente al tuo dovere qualunque sia la situazione in cui ti trovi, non voltando le spalle né fuggendo, sarai a metà strada verso la salvezza. Questo punto a metà strada è facile da raggiungere? Per ogni passo che compi vi è una potenziale trappola; il cammino è irto di pericoli. Non è facile! Allora, vi sono forse persone che danno appena un’occhiata alle difficoltà e ritengono che la vita sia troppo faticosa e tanto varrebbe morire? Vogliono benedizioni, ma non vogliono soffrire. Che persone sono? Sono buoni a nulla e smidollati. Quanto a come compiere il proprio dovere in maniera sufficiente, a quale sia la definizione di sufficienza, a quali siano i criteri per la sufficienza, ai motivi indicati da Dio per questo criterio di sufficienza e al rapporto fra il compimento del proprio dovere in maniera sufficiente e l’accesso alla vita, le persone sono giunte a capire queste cose. Se riesci da arrivare al punto in cui sai attenerti rigidamente al tuo dovere in qualunque momento e luogo, senza rinunciarvi, e sai resistere a tentazioni di ogni genere e poi capisci e acquisisci conoscenza di tutte le varie verità che Dio richiede in tutte le diverse situazioni da Lui predisposte per te, allora, agli occhi di Dio, hai sostanzialmente raggiunto la sufficienza. Per conseguire la sufficienza nel compimento del proprio dovere vi sono tre aspetti fondamentali: il primo è l’atteggiamento con cui si affronta il proprio dovere; il secondo è saper resistere a tentazioni di ogni sorta durante il compimento del dovere; il terzo è saper capire ogni verità durante il compimento del dovere.

Tratto da “Qual è l’adeguato adempimento del proprio dovere?” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”

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