Conoscere Dio 1

La Parola quotidiana di Dio Estratto 1

Ognuno di voi dovrebbe esaminare di nuovo il modo in cui ha creduto in Dio nel corso della propria vita per vedere se, mentre seguiva Dio, ha veramente capito, ha veramente compreso ed è veramente arrivato a conoscerLo, se sa veramente quale atteggiamento Dio assuma verso i vari tipi di esseri umani, se capisce veramente l’opera che Dio sta attuando su di lui e come Dio definisca ogni suo atto. Alla fin fine, quanto capisci di questo Dio che è al tuo fianco a guidare la direzione del tuo progredire, a prestabilire il tuo destino e a provvedere alle tue necessità? Quanto Lo conosci realmente? Sai quale opera egli attua su di te ogni singolo giorno? Conosci i principi e gli scopi su cui basa ogni Sua azione? Sai come ti guida? Conosci i mezzi con cui provvede a te? Conosci i metodi con cui ti guida? Sai cosa desidera ottenere da te e cosa desidera realizzare in te? Conosci l’atteggiamento che assume verso gli svariati modi in cui ti comporti? Sai se sei una persona da Lui amata? Conosci l’origine della Sua gioia, della Sua collera, del Suo dolore e della Sua contentezza, i pensieri e le idee su cui si fondano, e la Sua essenza? Sai, in definitiva, che genere di Dio sia questo Dio in cui credi? Questi, e altri interrogativi del genere, sono forse qualcosa che tu non hai mai capito o a cui non hai mai pensato? Nel ricercare la tua fede in Dio, hai fugato i tuoi malintesi su di Lui tramite un apprezzamento e una esperienza reali delle Sue parole? Dopo avere ricevuto la disciplina e il castigo di Dio, hai raggiunto un’obbedienza e una sollecitudine autentiche? Nel pieno del castigo e del giudizio di Dio, sei arrivato a conoscere la natura ribelle e satanica dell’uomo e hai acquisito un minimo di comprensione della Sua santità? Sotto la guida e l’illuminazione delle parole di Dio, hai cominciato ad avere una visione nuova della vita? Nel pieno delle prove mandate da Dio, hai percepito la Sua intolleranza per le offese dell’uomo, nonché ciò che Egli ti richiede e come ti stia salvando? Se non sai cosa significhi fraintendere Dio o come chiarire tale malinteso, allora si può dire che non sei mai entrato in vera comunione con Dio e non Lo hai mai capito, o quanto meno che non hai mai desiderato capirLo. Se non sai cosa siano la disciplina e il castigo di Dio, allora non sai di certo cosa siano obbedienza e sollecitudine, o perlomeno non hai mai veramente obbedito o avuto sollecitudine verso Dio. Se non hai mai avuto esperienza del castigo e del giudizio di Dio, sicuramente non saprai cosa sia la Sua santità e avrai ancora meno chiarezza riguardo a cosa sia la ribellione dell’uomo. Se non hai mai avuto una corretta visione della vita o un corretto scopo nella vita, ma ti trovi ancora in uno stato di perplessità e indecisione riguardo al tuo futuro percorso di vita, fino al punto di esitare ad andare avanti, allora di sicuro non hai mai ricevuto l’illuminazione e la guida di Dio; si può anche dire che tu non sia mai stato veramente rifornito o nutrito dalle parole di Dio. Se ancora non hai subìto le Sue prove, inutile dire che certamente non saprai cosa sia l’intolleranza di Dio verso le offese dell’uomo, né capiresti che cosa Dio in definitiva richieda da te e, ancora meno, cosa sia la Sua opera di gestione e salvezza dell’uomo. A prescindere da quanti anni una persona creda in Dio, se non ha mai sperimentato o percepito nulla nelle Sue parole, di sicuro non sta percorrendo il cammino verso la salvezza, senza dubbio la sua fede in Dio è priva di effettivo contenuto e la sua conoscenza di Dio è nulla, ed è inutile dire che tale persona non ha affatto idea di cosa significhi venerare Dio.

Tratto da “Conoscere Dio è la via per temere Dio ed evitare il male” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 2

L’avere e l’essere di Dio, l’essenza di Dio, l’indole di Dio: tutto è stato reso noto tramite le Sue parole all’umanità. Quando ha esperienza delle parole di Dio, l’uomo, nel metterle in pratica, arriverà a capire l’intento delle parole che Egli esprime, a capire la fonte e l’antefatto delle Sue parole e a capire e apprezzare l’effetto desiderato delle Sue parole. Per l’umanità, queste sono tutte cose che l’uomo deve sperimentare, comprendere e fare proprie per arrivare alla verità e alla vita, comprendere le intenzioni di Dio, trasformare la propria indole e divenire capace di obbedire alla sovranità e alle disposizioni di Dio. Nello sperimentare, comprendere e fare proprie queste cose, l’uomo acquisirà allo stesso tempo e in modo graduale una certa comprensione di Dio, e a quel punto avrà anche acquisito gradi diversi di conoscenza di Dio. Questa comprensione e questa conoscenza non provengono da qualcosa che l’uomo ha immaginato o composto, ma piuttosto da ciò che apprezza, sperimenta, percepisce e corrobora dentro di sé. Solo quando queste cose sono state apprezzate, sperimentate, percepite e corroborate, la conoscenza di Dio da parte dell’uomo acquisisce contenuto; solo la conoscenza che l’uomo ottiene in quel momento è effettiva, reale e precisa, e questo processo – di acquisire un’autentica comprensione e conoscenza di Dio apprezzando, sperimentando, percependo e corroborando le Sue parole – non è altro che la vera comunione fra l’uomo e Dio. Nel pieno di questo genere di comunione, l’uomo arriva davvero a capire e comprendere le intenzioni di Dio, a capire e conoscere l’avere e l’essere di Dio, a capire e conoscere la Sua essenza, nonché a capire e conoscere in modo graduale la Sua indole, e arriva a una reale certezza e a una corretta definizione della realtà del dominio di Dio sull’intero creato, e acquisisce un orientamento sostanziale e una conoscenza dell’identità e della posizione di Dio. Nel pieno di questo genere di comunione, l’uomo cambia, passo dopo passo, le sue idee riguardo a Dio, non immaginandoLo più come apparso dal nulla, né dando libero sfogo ai propri sospetti su di Lui né fraintendendoLo o condannandoLo, né giudicandoLo o dubitando di Lui. Di conseguenza l’uomo avrà meno discussioni con Dio, avrà meno conflitti con Lui e meno occasioni per ribellarsi a Lui. Viceversa, la sollecitudine dell’uomo verso Dio e la sua obbedienza a Lui aumenteranno, e la sua venerazione della volontà di Dio diventerà più reale e più profonda. Nel pieno di tale comunione, l’uomo non solo otterrà la provvista della verità e il battesimo della vita, ma allo stesso tempo conseguirà anche la vera conoscenza di Dio. Nel pieno di tale comunione, l’uomo non solo si trasformerà quanto alla propria indole e riceverà la salvezza, ma allo stesso tempo acquisterà anche la reale venerazione e adorazione di Dio da parte di un essere creato. Dopo questo genere di comunione, la fede dell’uomo in Dio non sarà più una pagina bianca o una promessa offerta solo a parole o una forma di cieca ricerca e idolatria. Solo con questo genere di comunione la vita dell’uomo crescerà giorno dopo giorno verso la maturità, e solo allora la sua indole a poco a poco si trasformerà, e la sua fede in Dio passerà gradualmente da una credenza vaga e incerta a un’autentica obbedienza e sollecitudine e a una reale venerazione, e inoltre l’uomo, nel seguire Dio, a poco a poco progredirà da un atteggiamento passivo a uno attivo, dalla negatività alla positività. Solo con questo genere di comunione l’uomo arriverà a capire veramente Dio, a conoscerLo veramente. Poiché la grande maggioranza delle persone non è mai entrata in vera comunione con Dio, la sua conoscenza di Dio si ferma al livello teorico, al livello di lettere e dottrine. Vale a dire, la grande maggioranza delle persone, a prescindere da quanti anni creda in Dio, per quanto riguarda la Sua conoscenza è ancora al punto di partenza, bloccata sulle fondamenta delle forme tradizionali di omaggio, con le connesse superstizioni feudali e immaginarie sfumature. Se la conoscenza di Dio da parte dell’uomo rimane ferma al punto di partenza, significa che è praticamente inesistente. A parte l’affermazione della posizione e dell’identità di Dio da parte dell’uomo, la sua fede in Lui è ancora in uno stato di vaga incertezza. Stando così le cose, quanta sincera venerazione per Dio può avere l’uomo?

Per quanto fermamente tu creda nella esistenza di Dio, questo non può prendere il posto della conoscenza che hai di Lui, né della tua venerazione per Lui. Per quanto tu abbia goduto delle Sue benedizioni e della Sua grazia, questo non può sostituire la tua conoscenza di Dio. Per quanto tu sia disposto a consacrare tutto te stesso e a spendere tutto te stesso per amore Suo, questo non può sostituire la tua conoscenza di Dio. Forse hai acquisito tanta familiarità con le parole da Lui pronunciate o addirittura le conosci a memoria e puoi declamarle senza fatica, ma questo non può sostituire la tua conoscenza di Dio. Per quanto l’uomo possa essere deciso a seguire Dio, se non ha mai avuto una comunione autentica con Lui o un’esperienza autentica delle Sue parole, allora la sua conoscenza di Dio sarà solo uno spazio vuoto o una fantasticheria infinita. Per quanto tu abbia “sfiorato” Dio passandoGli accanto o Lo abbia incontrato faccia a faccia, la tua conoscenza di Dio sarebbe ancora nulla e la tua venerazione per Lui non più di un vano slogan o un concetto idealizzato.

Tratto da “Conoscere Dio è la via per temere Dio ed evitare il male” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 3

Molti prendono in mano le parole di Dio e le leggono giorno dopo giorno, fino al punto di imparare scrupolosamente a memoria tutti i brani classici e considerarli il loro bene più prezioso. Inoltre predicano ovunque le parole di Dio, nutrendo e aiutando gli altri per mezzo delle Sue parole. Pensano che fare così significhi rendere testimonianza a Dio e alle Sue parole, che fare così significhi seguire la via di Dio; pensano che fare così significhi vivere secondo le parole di Dio, portarle nella propria vita reale; che fare così consentirà loro di ricevere la lode di Dio e di essere salvati e perfezionati. Ma, pur predicando le parole di Dio, nella pratica non le osservano mai, né cercano di accostarsi a ciò che in esse viene rivelato. Anzi, usano le parole di Dio per ottenere l’adorazione e la fiducia degli altri con l’inganno, per avviare una gestione propria e per sottrarre e rubare la gloria di Dio. Sperano vanamente di sfruttare l’opportunità offerta dalla divulgazione delle parole di Dio per ricevere la Sua opera e la Sua lode. Quanti anni sono trascorsi, eppure non solo queste persone sono state incapaci di guadagnare la lode di Dio durante la predicazione delle Sue parole; non solo sono state incapaci di scoprire la via da seguire per rendere testimonianza alle parole di Dio; non solo non hanno aiutato o nutrito sé stesse mentre nutrivano e aiutavano gli altri per mezzo delle parole di Dio; non solo, nel fare tutte queste cose, sono state incapaci di conoscere Dio o di risvegliare dentro di loro un’autentica venerazione per Dio; ma, al contrario, i loro malintesi riguardo a Dio si fanno sempre più profondi, la loro diffidenza nei Suoi confronti diventa sempre più grave e le loro fantasie nei Suoi riguardi si fanno sempre più iperboliche. Alimentate e guidate dalle loro teorie riguardo alle parole di Dio, sembrano essere del tutto nel loro elemento, come se mettessero in pratica le loro abilità senza alcuno sforzo, come se avessero trovato il loro scopo nella vita, la loro missione, come se avessero conquistato una nuova vita e fossero state salvate; come se, recitando meccanicamente le parole di Dio, avessero guadagnato la verità, compreso le intenzioni di Dio e scoperto il cammino per arrivare a conoscerLo; come se, predicando le parole di Dio, si trovassero spesso faccia a faccia con Lui. Inoltre spesso si “commuovono” al punto di mettersi a piangere e, altrettanto spesso, guidate dal “Dio” nelle parole di Dio, sembrano aggrapparsi incessantemente alle Sue scrupolose premure e gentili intenzioni e allo stesso tempo aver compreso la salvezza dell’uomo da parte di Dio e la Sua gestione, sembrano essere arrivate a conoscere la Sua essenza e aver capito la Sua indole giusta. Su queste basi, sembrano credere ancora più fermamente nell’esistenza di Dio, essere più consapevoli della Sua condizione eccelsa e percepire ancor più profondamente la Sua grandezza e la Sua trascendenza. Immerse come sono nella conoscenza superficiale delle parole di Dio, sembrerebbe che la loro fede sia cresciuta, la loro determinazione a sopportare la sofferenza si sia rafforzata e la loro conoscenza di Dio sia diventata più profonda. Sanno ben poco che, finché non sperimentano veramente le parole di Dio, tutta la loro conoscenza di Dio e le loro idee riguardo a Lui derivano dalle loro bramose fantasie e congetture. La loro fede non reggerebbe ad alcun genere di verifica da parte di Dio, la loro cosiddetta spiritualità e levatura semplicemente non reggerebbero alla prova o all’esame da parte di Dio; la loro determinazione è solo un castello costruito sulla sabbia e la loro cosiddetta conoscenza di Dio non è altro che frutto della loro fantasia. In realtà queste persone che, per così dire, hanno profuso molto impegno nelle parole di Dio, non hanno mai capito cosa sia la vera fede, cosa sia la vera obbedienza, cosa sia la vera sollecitudine o la vera conoscenza di Dio. Prendono la teoria, l’immaginazione, la conoscenza, il dono, la tradizione, la superstizione e perfino i valori morali dell’umanità e ne fanno un “capitale” e un “arsenale” per credere in Dio e seguirLo, costituendoli perfino come fondamenta della loro fede in Dio e del loro seguirLo. Allo stesso tempo, prendono questo capitale e questo arsenale e li trasformano in talismani magici tramite i quali conoscere Dio, per affrontare e gestire le verifiche, le prove, il castigo e il giudizio di Dio. Alla fine, ciò che ottengono non è altro che deduzioni riguardo a Dio permeate di una connotazione religiosa, di superstizioni feudali e di tutto ciò che è romantico, grottesco e misterioso. Il loro modo di conoscere e definire Dio è creato con lo stesso stampo usato dalle persone che credono soltanto nel Paradiso o nel Grande Vecchio nei Cieli, mentre la realtà di Dio, la Sua essenza, la Sua indole, il Suo avere e il Suo essere e così via (tutto ciò che riguarda il vero Dio Stesso) sono cose che la loro conoscenza non è riuscita a comprendere e dalle quali è completamente avulsa e perfino diametralmente opposta. In questo modo, anche se vivono con la provvista e il nutrimento delle parole di Dio, sono tuttavia incapaci di percorrere realmente la via dell’aver timore di Dio e dell’evitare il male. Il vero motivo di tutto questo è che non hanno mai conosciuto Dio, né hanno mai avuto un contatto autentico o una comunione con Lui, e così per loro è impossibile arrivare a un’intesa reciproca con Dio, o a risvegliare in sé in modo autentico la fede in Dio, il seguire Dio o l’adorarLo. Il fatto che considerino così le parole di Dio, che considerino così Dio, è un punto di vista e un atteggiamento che le hanno condannate a ritornare a mani vuote dai loro tentativi, le hanno condannate per tutta l’eternità a non essere mai in grado di percorrere la via dell’aver timore di Dio e dell’evitare il male. Lo scopo a cui mirano e la direzione in cui procedono indicano che sono nemiche di Dio per l’eternità e che per l’eternità non saranno mai in grado di ricevere la salvezza.

Tratto da “Conoscere Dio è la via per temere Dio ed evitare il male” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 4

Se, nel caso di una persona che da molti anni segua Dio e gioisca di ciò che riceve dalle Sue parole, la sua definizione di Dio fosse essenzialmente la stessa di chi si prostra in omaggio davanti agli idoli, ciò significherebbe che questa persona non ha raggiunto la realtà delle parole di Dio. Questo perché semplicemente non ha avuto accesso alla realtà delle parole di Dio e per questo motivo la realtà, la verità, le intenzioni e le richieste all’umanità, tutto ciò che è inerente alle parole di Dio, non hanno nulla a che vedere con tale persona. Vale a dire, per quanto intensamente una simile persona possa agire basandosi sul significato superficiale delle parole di Dio, è tutto inutile: poiché ciò che persegue sono semplici parole, anche ciò che ottiene saranno necessariamente semplici parole. Che le parole pronunciate da Dio siano apparentemente semplici o profonde, sono tutte verità indispensabili all’uomo nell’accedere alla vita; sono la fonte dell’acqua di vita che gli consente di sopravvivere sia nello spirito sia nella carne. Forniscono ciò di cui l’uomo ha bisogno per restare vivo; i principi e il credo per condurre la sua vita quotidiana; la via, lo scopo e la direzione da scegliere per ricevere la salvezza; ogni verità da possedere in quanto essere creato dinanzi a Dio; ogni verità riguardo a come l’uomo obbedisca a Dio e Lo adori. Sono la garanzia che assicura la sopravvivenza dell’uomo, sono il suo pane quotidiano e anche il saldo sostegno che gli consente di essere forte e di resistere. Sono ricche di realtà della verità con la quale l’umanità creata vive la normale umanità, ricche di verità con cui l’umanità si libera dalla corruzione ed elude le trappole di Satana, ricche di instancabile insegnamento, esortazione, incoraggiamento e conforto che il Creatore offre all’umanità creata. Sono il faro che guida e illumina gli uomini a capire tutto ciò che è positivo, la garanzia che assicura agli uomini che vivranno ed entreranno in possesso di tutto ciò che è giusto e buono, il criterio con cui si misurano persone, eventi e oggetti e anche il faro che guida gli uomini verso la salvezza e il cammino di luce. Solo con la concreta esperienza delle parole di Dio l’uomo può essere rifornito di verità e di vita; solo così può arrivare a comprendere cosa sia la normale umanità, cosa sia una vita significativa, cosa sia un autentico essere creato, cosa sia la vera obbedienza a Dio; solo così può arrivare a comprendere come avere a cuore Dio, come compiere il dovere di un essere creato e come possedere le sembianze di un uomo reale; solo così può arrivare a capire cosa si intenda per autentica fede e autentica adorazione; solo così può arrivare a comprendere chi sia il Sovrano dei cieli e della terra e di tutte le cose; solo così può arrivare a comprendere i metodi con i quali Colui che è Padrone di tutto il creato governa, guida e provvede al creato; e solo così può arrivare a comprendere e capire i metodi con cui Colui che è Padrone di tutto il creato esiste, Si manifesta e opera. Separato dalla reale esperienza delle parole di Dio, l’uomo non ha reale conoscenza o intuizione delle parole di Dio e della verità. Un tale uomo è un vero e proprio cadavere vivente, un totale involucro, e tutta la conoscenza relativa al Creatore non ha niente a che vedere con lui. Agli occhi di Dio un tale uomo non ha mai creduto in Lui, né Lo ha mai seguito, e così Dio non lo riconosce né come Suo credente né come Suo seguace, tanto meno come autentico essere creato.

Tratto da “Conoscere Dio è la via per temere Dio ed evitare il male” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 5

Un autentico essere creato deve sapere chi sia il Creatore, a che cosa serva la creazione dell’uomo, come adempiere alle responsabilità di un essere creato e come adorare il Signore di tutto il creato; deve capire, comprendere, conoscere e avere sollecitudine verso le intenzioni, i desideri e le richieste del Creatore e deve agire in conformità con la via del Creatore: avere timore di Dio ed evitare il male.

Che cosa significa avere timore di Dio? E come si può evitare il male?

“Avere timore di Dio” non significa paura e orrore indefinibili, né sfuggire, né tenere a distanza, e nemmeno idolatria o superstizione. Si tratta invece di ammirazione, stima, fiducia, comprensione, sollecitudine, obbedienza, consacrazione, amore, nonché adorazione incondizionata e paziente, contraccambio e sottomissione. Senza un’autentica conoscenza di Dio, l’umanità non avrà ammirazione autentica, fiducia autentica, comprensione autentica, autentica obbedienza o sollecitudine, ma solo terrore e disagio, solo dubbio, malinteso, evasione ed elusione; senza un’autentica conoscenza di Dio, l’umanità non avrà consacrazione e contraccambio autentici; senza un’autentica conoscenza di Dio, l’umanità non avrà un adorazione e un sottomissione autentiche, ma solo cieca idolatria e superstizione; senza un’autentica conoscenza di Dio, l’umanità non può assolutamente agire in conformità con la via di Dio, né avere timore di Dio, né evitare il male. Al contrario, ogni attività e ogni comportamento che l’uomo intraprende saranno colmi di ribellione e provocazione, con imputazioni diffamatorie e giudizi calunniosi su di Lui e con una condotta malvagia contraria alla verità e al vero significato delle parole di Dio.

Una volta ottenuta un’autentica fiducia in Dio, l’umanità sarà sincera nel seguirLo e nel dipendere da Lui; solo con vera fiducia e dipendenza da Dio l’umanità può avere comprensione e intendimento autentici. Unitamente alla reale comprensione di Dio arriva la vera sollecitudine verso di Lui; solo con un’autentica sollecitudine verso Dio l’umanità può avere un’obbedienza autentica; solo con l’obbedienza autentica a Dio l’umanità conosce un’autentica consacrazione; solo con autentica consacrazione a Dio l’umanità può contraccambiare in maniera incondizionata e senza lamentele; solo con fiducia e dipendenza autentiche, comprensione e sollecitudine autentiche, obbedienza autentica, consacrazione e contraccambio autentici l’umanità può arrivare davvero a conoscere l’indole e l’essenza di Dio, nonché l’identità del Creatore; solo quando è arrivato veramente a conoscere il Creatore, l’umanità può risvegliare dentro di sé un’adorazione e una sottomissione autentiche; solo quando saprà realmente adorare e sottomettersi al Creatore l’umanità potrà accantonare la propria condotta malvagia, vale a dire evitare il male.

Ciò costituisce l’intero processo di “avere timore di Dio ed evitare il male” ed è anche l’intero contenuto dell’avere timore di Dio ed evitare il male. È questo il cammino da percorrere per arrivare ad avere timore di Dio ed evitare il male.

“Avere timore di Dio ed evitare il male” e conoscere Dio sono indivisibilmente legati da una miriade di fili, e il legame fra loro è evidente. Se si desidera arrivare a evitare il male, bisogna prima avere reale timore di Dio; se si desidera raggiungere un reale timore di Dio, bisogna prima avere una vera conoscenza di Dio; se si desidera conseguire la conoscenza di Dio, bisogna prima avere esperienza delle Sue parole, accedere alla loro realtà, avere esperienza della punizione e della disciplina di Dio, del Suo castigo e del Suo giudizio; se si desidera avere esperienza delle parole di Dio, bisogna prima giungere faccia a faccia con le Sue parole, giungere faccia a faccia con Dio e chiederGli di fornire occasioni per avere esperienza delle Sue parole sotto forma di ogni sorta di ambienti comprendenti persone, eventi e oggetti; se si desidera giungere faccia a faccia con Dio e con le Sue parole, bisogna prima possedere un cuore semplice e onesto, disponibilità ad accettare la verità, volontà di sopportare la sofferenza, determinazione e coraggio per evitare il male e l’aspirazione a diventare un autentico essere creato… In questo modo, avanzando passo dopo passo, ti avvicinerai sempre più a Dio, il tuo cuore diventerà sempre più puro e la tua vita e il valore di essere vivo diventeranno, unitamente alla tua conoscenza di Dio, sempre più significativi e sempre più radiosi. Finché, un giorno, percepirai che il Creatore non è più un enigma, che il Creatore non ti è mai stato nascosto, che il Creatore non ti ha mai celato il Suo volto, che il Creatore non è affatto lontano da te, che il Creatore non è più Colui che brami costantemente nei tuoi pensieri ma non riesci a raggiungere con i tuoi sentimenti, che Egli realmente e veramente sta al tuo fianco per proteggerti, provvedere alla tua vita e governare il tuo destino. Non è su un lontano orizzonte, né Si è occultato in alto fra le nuvole. È proprio lì al tuo fianco, a vigilare su tutto il tuo essere, è tutto ciò che hai ed è l’unica cosa che possiedi. Un simile Dio ti consente di amarLo col cuore, aggrapparti a Lui, tenerLo vicino, ammirarLo, temere di perderLo e non essere più disposto a rinunciare a Lui, a disobbedirGli o a eluderLo o a tenerLo a distanza. Tutto ciò che vuoi è avere sollecitudine per Lui, obbedirGli, contraccambiare tutto ciò che ti dà e sottometterti al Suo dominio. Non ti rifiuti più di essere guidato, rifornito, sorvegliato e custodito da Lui; non rifiuti più ciò che Egli ordina e stabilisce per te. Tutto ciò che vuoi è seguirLo, stare in Sua compagnia; tutto ciò che vuoi è accettarLo come tua unica e sola vita, accettarLo come tuo unico e solo Signore, tuo unico e solo Dio.

Tratto da “Conoscere Dio è la via per temere Dio ed evitare il male” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 6

Le convinzioni degli esseri umani non possono sostituire la verità

Alcune persone sanno sopportare i patimenti, sanno pagare il prezzo, il loro comportamento esteriore è ottimo, sono molto rispettate e godono dell’ammirazione degli altri. Direste che questo genere di comportamento esteriore può essere considerato come mettere in pratica la verità? Si potrebbe concludere che queste persone stiano soddisfacendo la volontà di Dio? Come mai, più e più volte, le persone vedono individui siffatti e pensano che stiano soddisfacendo Dio, percorrendo il cammino del mettere in pratica la verità e seguendo la via di Dio? Perché alcuni pensano in questo modo? Vi è un’unica spiegazione. E qual è? È che per moltissime persone certi interrogativi, per esempio che cosa significhi mettere in pratica la verità, che cosa significhi soddisfare Dio, che cosa significhi possedere davvero la realtà della verità, non sono molto chiari. Così ci sono persone che spesso vengono ingannate da coloro che esteriormente appaiono spirituali, nobili, elevati e straordinari. Quanto alle persone che sanno parlare in modo eloquente di lettere e dottrine e i cui discorsi e azioni sembrano degni di ammirazione, coloro che vengono ingannati da loro non hanno mai guardato all’essenza delle loro azioni, ai principi alla base dei loro atti, o a quali siano i loro obiettivi. Inoltre, non hanno mai osservato se queste persone siano veramente sottomesse a Dio o se temano sinceramente Dio ed evitino il male. Non hanno mai colto l’essenza dell’umanità di tali persone. Anzi, dal primo momento in cui ne fanno la conoscenza, a poco a poco arrivano ad ammirare e venerare queste persone facendone, alla fine, dei loro idoli. Inoltre, nella mente di alcuni, gli idoli che essi adorano – e che ritengono capaci di abbandonare la famiglia e il lavoro, e apparentemente in grado di pagarne il prezzo – sono coloro che davvero soddisfano Dio e che realmente ricevono un esito e una destinazione favorevoli. Nella loro mente, questi idoli sono coloro che Dio elogia. Che cosa induce le persone a credere una cosa simile? Qual è l’essenza di tale questione? Quali sono le conseguenze a cui può condurre? Esaminiamo prima di tutto la questione della sua essenza.

Essenzialmente, le questioni riguardanti il punto di vista delle persone, i loro metodi di pratica, quali principi di pratica scelgano di adottare e su cosa ognuno tenda a focalizzarsi, non hanno nulla a che fare con le richieste di Dio all’umanità. Che le persone si concentrino su questioni superficiali o argomenti profondi, su lettere e dottrine o sulla realtà, esse non aderiscono a ciò a cui dovrebbero aderire di più, né sanno ciò che dovrebbero sapere di più. Il motivo è che alle persone la verità non piace affatto. Pertanto non sono disposte a investire tempo e fatica nel trovare e mettere in pratica i principi della pratica trovati nelle parole di Dio. Invece preferiscono usare scorciatoie e riassumere ciò che, per quanto capiscono, per quanto sanno, costituisce una buona pratica e un buon comportamento. Questo riassunto quindi diventa il loro obiettivo da perseguire, che loro considerano come verità da mettere in pratica. La conseguenza diretta è che le persone usano il buon comportamento umano come sostituto del mettere in pratica la verità, e questo soddisfa anche il loro desiderio di ingraziarsi Dio. Ciò offre loro un capitale con cui contrastare la verità, e che utilizzano anche per ragionare e competere con Dio. Allo stesso tempo le persone accantonano Dio senza scrupoli, e al Suo posto collocano gli idoli che ammirano. Vi è un’unica causa fondamentale che induce a compiere queste azioni inconsapevoli, ad avere questi punti di vista ignoranti o opinioni e pratiche parziali, e oggi ve ne parlerò. Il motivo è che, sebbene le persone possano seguire Dio, pregarLo ogni giorno e leggere ogni giorno le Sue parole, in realtà non capiscono la volontà di Dio. Questa è la radice del problema. Se uno capisse il cuore di Dio e sapesse cosa Gli piace, cosa Egli disprezza, cosa vuole, cosa rifiuta, che tipo di persona Egli ama, che genere di persona Gli è sgradita, quale tipo di criterio usa nel porre richieste alle persone e che genere di approccio adotta per perfezionarle, potrebbe ancora conservare le sue opinioni personali? Persone come questa potrebbero andare a venerare qualcun altro come se niente fosse? Potrebbe un comune essere umano diventare il loro idolo? Le persone che comprendono la volontà di Dio hanno un punto di vista un po’ più razionale di così. Non finiranno a idolatrare arbitrariamente una persona corrotta, né crederanno, percorrendo il cammino del mettere in pratica la verità, che aderire ciecamente a poche e semplici regole o principi equivalga a mettere in pratica la verità.

Tratto da “Come conoscere l’indole di Dio e i risultati che la Sua opera deve raggiungere” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 7

Vi sono molte opinioni riguardanti il criterio con cui Dio stabilisce l’esito finale delle persone

Dato che ogni persona si preoccupa della propria fine, sapete come Dio la determini? In quale maniera Dio stabilisce il destino di una persona? Inoltre, quale genere di criterio adotta per stabilirlo? E quando il destino di una persona deve ancora essere stabilito, cosa fa Dio per rivelarlo? Qualcuno lo sa? Come ho appena detto, ci sono alcuni che hanno già trascorso molto tempo a esaminare le parole di Dio nel tentativo di scovare indizi riguardo all’esito finale delle persone, riguardo alle categorie in cui tali esiti sono suddivisi e riguardo ai differenti destini che attendono tipi diversi di persone. Sperano anche di scoprire come la parola di Dio determini l’esito finale dell’uomo, il tipo di criterio che usa e la maniera precisa in cui lo stabilisce. Alla fine, tuttavia, queste persone non riescono mai a trovare alcuna risposta. In realtà, nelle parole di Dio è detto ben poco sulla questione. Come mai? Finché il destino delle persone deve essere ancora rivelato, Dio non vuole dire a nessuno che cosa avverrà alla fine, né vuole informare nessuno riguardo alla sua destinazione prima del tempo. Così facendo, infatti, non arrecherebbe alcun beneficio all’umanità. Al momento voglio parlarvi solo della maniera in cui Dio stabilisce il destino dell’uomo, dei principi che Egli adotta nella Sua opera per stabilire e per manifestare tale esito, nonché dei criteri che Egli usa per determinare se qualcuno può sopravvivere o no. Non sono questi gli interrogativi che più vi preoccupano? Allora, le persone come ritengono che Dio stabilisca il destino dell’uomo? Ne avete accennato in parte proprio adesso. Alcuni di voi hanno detto che ha a che fare con il compiere fedelmente il proprio dovere e con lo spendersi per Dio; alcuni hanno parlato di sottomettersi a Dio e soddisfarLo; per altri, un fattore è piegarsi alle disposizioni di Dio; e altri ancora hanno detto che la chiave sta nel mantenere un basso profilo… Quando mettete in pratica queste verità, quando praticate secondo i principi che ritenete giusti, sapete che cosa pensa Dio? Avete mai considerato se andare avanti così significhi soddisfare la volontà di Dio oppure no? Soddisfa il criterio di Dio, le Sue richieste? Credo che i più in realtà non ci riflettano molto. Si limitano ad applicare meccanicamente una parte della parola di Dio o una parte dei sermoni o i criteri di certe figure spirituali che essi idolatrano, costringendosi a fare questo e quello. Ritengono che questo sia il modo giusto, perciò continuano ad aderirvi, a seguirlo, qualunque cosa avvenga alla fine. Alcuni pensano: “Ho fede da tanti anni; ho sempre praticato in questo modo. Mi sento di avere realmente soddisfatto Dio, e anche di averne ricavato molto. Infatti durante questo periodo sono arrivato a capire molte verità e molte cose che prima non capivo; in particolare molte mie idee e opinioni sono mutate, i miei valori di vita sono cambiati enormemente, e ora ho una comprensione piuttosto buona di questo mondo”. Tali persone ritengono che questo sia il raccolto e il risultato finale dell’opera di Dio per l’umanità. Secondo voi, con questi criteri e tutta la vostra pratica messi assieme, state soddisfacendo la volontà di Dio? Alcuni diranno in tutta sicurezza: “Certamente! Stiamo praticando secondo la parola di Dio; stiamo praticando in conformità con ciò che il Fratello ha predicato e comunicato. Assolviamo sempre i nostri doveri e seguiamo costantemente Dio senza averLo mai abbandonato. Perciò possiamo dire con assoluta certezza che stiamo soddisfacendo Dio. A prescindere da quanto capiamo delle intenzioni di Dio, e da quanto comprendiamo della Sua parola, abbiamo sempre seguito il cammino di ricerca per essere in armonia con Dio. Purché agiamo e pratichiamo correttamente, siamo destinati a raggiungere il risultato giusto”. Che ne pensate di questa previsione? È corretta? Forse alcuni diranno: “Prima d’ora non avevo mai riflettuto su queste cose. Penso solo che, se continuo a svolgere il mio dovere e ad agire secondo le prescrizioni delle parole di Dio, posso sopravvivere. Non ho mai considerato se sono in grado di soddisfare il cuore di Dio e se sto soddisfacendo il criterio da Lui richiesto. Poiché Dio non me l’ha mai detto, né mi ha fornito istruzioni chiare, io ritengo che, finché continuo a lavorare senza sosta, Dio sarà soddisfatto e non dovrebbe farmi ulteriori richieste”. Queste convinzioni sono giuste? Per quanto Mi riguarda, questo modo di praticare, questo modo di pensare e questi punti di vista implicano tutti fantasie e anche un po’ di cecità. Quando dico così, forse alcuni di voi si sentiranno un po’ sconfortati e penseranno: “Cecità? Se questa è ‘cecità’, allora la nostra speranza di salvezza, la nostra speranza di sopravvivere, è molto scarsa e incerta, non è così? Se la metti in questo modo, non ci stai forse scoraggiando?” Qualunque cosa crediate, le cose che dico e faccio non sono intese a gettarvi nello sconforto. Piuttosto, vogliono migliorare la vostra comprensione delle intenzioni di Dio e aiutarvi a cogliere meglio ciò che Egli sta pensando, ciò che vuole realizzare, quali tipi di persona gradisca, cosa detesti e cosa disprezzi, quale tipo di persona desideri conquistare e quale tipo disdegni. Intendono offrire lucidità alle vostre menti, e a voi un chiaro intendimento di quanto le azioni e i pensieri di ciascuno di voi si siano allontanati dal criterio richiesto da Dio. È così necessario approfondire questi argomenti? So che credete da tanto tempo e avete ascoltato tanta predicazione, ma queste sono proprio le cose che vi mancano di più. Anche se avete annotato ogni verità nei vostri taccuini, e avete imparato a memoria e impresso nei vostri cuori alcune cose che personalmente ritenete importanti, e anche se vi proponete di usarle per soddisfare Dio durante la pratica, di ricorrervi quando siete nel bisogno, di usarle per superare i momenti difficili che vi aspettano, o semplicemente di lasciare che vi accompagnino mentre vivete la vostra vita, per quanto Mi riguarda, comunque lo facciate, se lo state già facendo, non è così importante. Cosa allora è davvero importante? È che, mentre fai pratica, il tuo cuore deve sapere con assoluta certezza se tutto ciò che fai, ogni tuo atto, è in armonia con ciò che Dio vuole o no; se tutte le tue azioni, tutti i tuoi pensieri e i risultati e l’obiettivo che desideri raggiungere soddisfano davvero le intenzioni di Dio, se vanno incontro alle Sue richieste, e se Egli li approva o no. Queste sono le cose importanti.

Tratto da “Come conoscere l’indole di Dio e i risultati che la Sua opera deve raggiungere” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 8

Camminare sulla via di Dio: temere Dio ed evitare il male

Vi è un detto di cui dovreste prendere nota. Credo che sia molto importante, perché a Me viene in mente innumerevoli volte ogni giorno. Perché? Perché ogni volta che Mi trovo di fronte a qualcuno, ogni volta che ascolto la storia di qualcuno, ogni volta che ascolto l’esperienza o la testimonianza di fede in Dio di una persona, uso sempre questo detto per determinare nel Mio cuore se tale individuo sia o no il tipo di persona che Dio vuole, il tipo di persona che Dio gradisce. Allora qual è questo detto? Adesso state tutti attendendo con ansia. Quando lo rivelerò, forse resterete delusi perché ci sono alcuni che da molti anni lo sostengono a parole. Io, invece, non l’ho mai sostenuto a parole. Questo detto risiede nel Mio cuore. Allora qual è questo detto? È “camminare sulla via di Dio: temere Dio ed evitare il male”. Non è una frase straordinariamente semplice? Eppure, nonostante la sua semplicità, chi ne ha sinceramente una comprensione profonda percepirà che ha grande peso; che è di grande valore per la pratica di ognuno; che è una frase tratta dal linguaggio di vita contenente la realtà della verità; che rappresenta l’obiettivo di una vita per coloro che cercano di soddisfare Dio; e che è una via da seguire per l’intera vita per chiunque tenga conto delle intenzioni di Dio. Allora che ne pensate: questo detto non è forse la verità? Ha o non ha questo valore? Forse alcuni di voi ci stanno riflettendo sopra, cercando di capirlo, e forse ci sono altri che addirittura ne dubitano: questo detto è proprio importante? È proprio importante? È necessario metterlo così in evidenza? Forse ad alcuni di voi questo detto non piace molto perché ritengono che prendere la via di Dio e distillarla in quest’unico detto sia una semplificazione eccessiva. Prendere tutto quello che Dio ha pronunciato e condensarlo in un unico detto: non sarebbe un far apparire Dio un po’ troppo insignificante? È così? Può darsi che la maggior parte di voi non capisca pienamente il profondo significato di queste parole. Anche se tutti ne avete preso nota, non avete alcuna intenzione di conservarlo nei vostri cuori; vi siete limitati a scriverlo sul vostro taccuino per rivederlo e rimuginarci sopra nel tempo libero. Alcuni di voi non si preoccuperanno nemmeno di memorizzarlo, tanto meno di farne buon uso. Ma perché cito questo detto? A prescindere dal vostro punto di vista o da ciò che ne pensate, ho dovuto citarlo perché è estremamente pertinente a come Dio stabilisce l’esito finale delle persone. Qualunque sia la vostra attuale comprensione di questo detto o comunque lo consideriate, vi dirò ugualmente quanto segue: se le persone sanno mettere in pratica e sperimentare le parole di questo detto e soddisfare il criterio di temere Dio ed evitare il male, allora saranno sicuramente tra i sopravvissuti ed è certo che avranno un destino favorevole. Se, tuttavia, non riesci a rispondere al criterio indicato da questo detto, si può dire che il tuo destino sia un’incognita. Perciò vi parlo di questo detto per la vostra preparazione mentale e affinché sappiate quale tipo di criterio Dio usi per valutarvi.

Tratto da “Come conoscere l’indole di Dio e i risultati che la Sua opera deve raggiungere” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 9

Dio fa uso di varie prove per valutare se le persone temono Dio ed evitano il male

In ogni età, operando tra gli esseri umani, Dio concede loro alcune parole e dice loro alcune verità. Tali verità servono da via a cui le persone devono attenersi, via che devono percorrere, via che consente loro di temere Dio ed evitare il male, e via che devono mettere in pratica e a cui devono aderire nella loro vita e durante il loro percorso di vita. È per questi motivi che Dio pronuncia queste parole all’umanità. Le persone devono aderire a tali parole che provengono da Dio, e osservarle significa ricevere vita. Se una persona non vi aderisce, non le mette in pratica e non vive le parole di Dio nella sua esistenza, allora questa persona non sta mettendo in pratica la verità. Per di più, se non sta mettendo in pratica la verità non sta temendo Dio ed evitando il male, né può soddisfare Dio. Se una persona è incapace di soddisfare Dio, non può ricevere la Sua lode, e questo tipo di persona non ha alcun esito finale. Allora in che modo, nel corso della Sua opera, Dio stabilisce il destino di una persona? Quali metodi usa Dio per stabilire l’esito finale di una persona? Forse in questo momento siete ancora un po’ confusi su questo argomento, ma quando vi illustrerò il procedimento vi risulterà chiaro, perché molti di voi l’hanno già sperimentato di persona.

Nel corso della Sua opera, sin dal principio, Dio ha predisposto prove per ogni persona – o si potrebbe dire per ogni persona che Lo segue – e queste prove hanno dimensioni diverse. Vi sono coloro che hanno sperimentato la prova di essere rifiutati dalla loro famiglia; coloro che hanno sperimentato la prova di un ambiente ostile; coloro che hanno sperimentato la prova di essere arrestati e torturati; coloro che hanno sperimentato la prova di trovarsi di fronte a una scelta; coloro che hanno affrontato le prove del denaro e del prestigio. In linea di massima, ognuno di voi ha affrontato ogni sorta di prove. Perché Dio opera così? Perché Dio tratta tutti così? Che genere di risultato vuole ottenere? Qui sta il punto che desidero trasmettervi: Dio vuole vedere se questa persona è o no del tipo che teme Dio ed evita il male. Ciò significa che quando Dio ti assegna una prova, facendoti affrontare qualche situazione, vuole valutare se tu sei o no una persona che teme Dio ed evita il male. Se uno viene posto di fronte al dovere di custodire un’offerta e questo compito lo porta a venire a contatto con quella di Dio, diresti che questa sia una cosa predisposta da Lui? Senza dubbio! Tutto ciò che affronti è qualcosa predisposto da Dio. Quando sei di fronte al problema, Dio ti osserverà in segreto, osservando quali scelte fai, come metti in pratica, a cosa pensi. Il risultato finale è ciò che più interessa a Dio, poiché è quel che Gli consentirà di valutare se tu abbia o no soddisfatto il criterio di Dio in questa particolare prova. Tuttavia, quando le persone s’imbattono in un problema, spesso non pensano al perché debbano affrontarlo, al criterio che Dio Si aspetta da loro, a cosa Dio voglia vedere in loro o a cosa desideri ottenere da loro. Di fronte a tale problema, persone del genere pensano soltanto: “Questa è una cosa che devo affrontare; devo essere attento, non sconsiderato! Qualunque cosa succeda, questa è un’offerta di Dio e io non posso toccarla”. Dotate di pensieri così semplicistici, le persone credono di aver adempiuto alle loro responsabilità. Dio sarebbe soddisfatto del risultato di questa prova o no? Potete parlarne. (Se uno teme Dio nel suo cuore, quando deve affrontare un dovere che gli consente di entrare in contatto con l’offerta di Dio, considererà solo quanto sarebbe facile offendere l’indole di Dio, perciò di sicuro procederà con cautela.) La tua risposta è sulla strada giusta, ma non ci arriva ancora del tutto. Camminare sulla via di Dio non riguarda il fatto di osservare regole superficiali; significa piuttosto che, quando sei posto di fronte a un problema, tu lo veda prima di tutto come una situazione predisposta da Dio, una responsabilità che Egli ti ha dato o un compito che Egli ti ha affidato. Nell’affrontarlo, dovresti perfino vederlo come una prova mandata da Dio. Quando ti imbatti in questo problema, devi avere un criterio nel cuore, devi pensare che proviene da Dio. Devi pensare a come gestirla in modo da poter adempiere la tua responsabilità e rimanere leale verso Dio, a come farlo senza far infuriare Dio né offendere la Sua indole. Un momento fa abbiamo parlato di custodire offerte. Tale questione riguarda le offerte e implica anche il tuo dovere, la tua responsabilità. Sei moralmente impegnato verso questa responsabilità. Eppure, quando affronti questo problema, vi è qualche tentazione? Certo! Da dove proviene? La tentazione proviene da Satana e anche dall’indole malvagia e corrotta dell’uomo. Poiché vi è tentazione, ciò comporta rendere testimonianza di ciò che le persone dovrebbero testimoniare, e anche questo è tua responsabilità e tuo dovere. Alcuni dicono: “È una questione così poco importante; è davvero necessario farne un affare di stato?” Certo che sì! Perché per rimanere sulla via di Dio non possiamo lasciar perdere nulla che accada a noi stessi o attorno a noi, nemmeno le piccole cose. Che noi riteniamo di doverci prestare attenzione o no, finché dobbiamo affrontare una qualsiasi questione non dobbiamo trascurare nulla. Tutte le cose che capitano vanno considerate come prove che Dio ci ha mandato. Cosa pensate di questo modo di vedere le cose? Se hai un atteggiamento del genere, questo conferma un dato di fatto: nel tuo cuore temi Dio e sei disposto a evitare il male. Se hai questo desiderio di soddisfare Dio, ciò che metti in pratica non sarà lontano dal criterio di temere Dio ed evitare il male.

Spesso alcuni ritengono che le questioni a cui le persone non prestano molta attenzione, e che di solito non vengono menzionate, non sono altro che inezie che non hanno nulla a che fare col mettere in pratica la verità. Quando tali persone devono affrontare proprio una questione del genere, non ci pensano più di tanto e lasciano correre. Ma in realtà si tratta di una lezione che dovresti studiare, una lezione su come temere Dio e come evitare il male. Inoltre, ciò di cui dovresti preoccuparti ancor più è sapere che cosa stia facendo Dio quando tale questione si pone di fronte a te. Dio è proprio al tuo fianco, a osservare ogni tua parola e azione, a osservare tutto quel che fai, i tuoi cambiamenti di idea: questa è l’opera di Dio. Alcuni dicono: “Se è così, allora perché non me ne sono accorto?” Non te ne sei accorto perché non hai aderito alla via di temere Dio ed evitare il male come tua via principale. Pertanto non avverti l’impercettibile opera che Dio compie nelle persone, che si manifesta a seconda dei loro vari pensieri e azioni. Sei uno sbadato! Cosa è una questione importante? Cosa è una questione futile? Tutte le questioni che comportano il camminare sulla via di Dio non sono suddivise in importanti e futili. Potete accettare questa cosa? (Possiamo accettarla.) In termini di questioni quotidiane, ve ne sono alcune che le persone considerano molto importanti e significative e altre che sono considerate inezie. Le persone spesso considerano molto importanti le questioni principali e ritengono che siano state inviate da Dio. Tuttavia, durante lo sviluppo di tali questioni, a causa della loro statura morale immatura e della scarsa levatura, le persone spesso non sono all’altezza di soddisfare la volontà di Dio, non riescono a ottenere alcuna rivelazione né ad acquisire alcuna conoscenza effettiva che abbia valore. Quanto alle questioni piccole, vengono semplicemente trascurate e lasciate correre un po’ alla volta. Perciò le persone hanno perso molte occasioni di essere esaminate dinanzi a Dio e di essere messe alla prova da Lui. Cosa denota il fatto che tu trascuri sempre persone, eventi, cose e situazioni che Dio ha disposto per te? Significa che ogni giorno, perfino ogni momento, rinunci costantemente al tuo perfezionamento da parte di Dio e alla Sua guida. Ogni volta che Dio predispone per te una situazione, Egli sta osservando in segreto, scrutando il tuo cuore, i tuoi pensieri e le tue considerazioni, guardando come pensi, in attesa di vedere come agirai. Se sei una persona sconsiderata – una che non ha mai preso sul serio la via di Dio, le Sue parole o la verità – allora non starai attento o non presterai attenzione a ciò che Dio vuole portare a termine o ai requisiti che Dio ti richiede quando predispone un certo ambiente per te. Inoltre non saprai come persone, eventi e cose che incontri per caso siano in relazione con la verità o con la volontà di Dio. Quando affronti ripetute situazioni e prove come questa, e Dio non vede alcun risultato in te, come procederà Dio? Dopo avere ripetutamente affrontato delle prove, non hai magnificato Dio nel tuo cuore e non hai visto le circostanze che Dio ha disposto per te per quello che sono: prove o esami da parte di Dio. Invece hai rifiutato una dopo l’altra le occasioni che Dio ti ha concesso, lasciandole scivolare via più e più volte. Non è forse un’enorme disobbedienza da parte delle persone? (Sì.) Dio sarà addolorato per questo? (Sì.) Dio non sarà addolorato! SentirMi dire così vi ha sconvolti ancora una volta. Forse state pensando: “Non è stato detto in precedenza che Dio Si addolora sempre? Dunque Dio non sarà addolorato? Allora quand’è che lo sarà?” In breve, Dio non sarà addolorato da questa situazione. Allora qual è l’atteggiamento di Dio verso il tipo di comportamento sopra delineato? Quando le persone rifiutano le prove e gli esami che Dio invia loro, quando li scansano, vi è un unico atteggiamento che Dio assume verso di loro. Qual è questo atteggiamento? Dio disdegna questo tipo di persone dal profondo del cuore. Vi sono due livelli di significato per il termine “disdegnare”. Come dovrei spiegarli dal Mio punto di vista? In profondità, il termine reca connotazioni di disprezzo, di odio. E quanto al secondo livello di significato? Questa è la parte che implica rinunciare a qualcosa. Tutti voi sapete che cosa significhi “rinunciare”, giusto? In poche parole, “disdegnare” indica la reazione e l’atteggiamento definitivi di Dio verso le persone che si comportano in tal modo. È un odio estremo verso di loro, un disgusto, che porta alla decisione di abbandonarle. Questa è la decisione finale di Dio nei confronti di una persona che non ha mai camminato sulla via di Dio e che non ha mai temuto Dio ed evitato il male. Adesso riuscite tutti a capire l’importanza di quel detto che ho menzionato prima?

Ora capite il metodo che Dio usa per stabilire il destino delle persone? (Predispone situazioni diverse ogni giorno.) “Predispone situazioni diverse”: questo è ciò che le persone possono percepire e toccare. Allora qual è la motivazione di Dio per fare questo? La Sua intenzione è assegnare a ciascuna persona vari tipi di prove in momenti diversi e in luoghi diversi. Quali aspetti di una persona vengono esaminati durante una prova? Una prova determina se tu sei o no il tipo di persona che teme Dio ed evita il male in ogni questione che affronti, di cui vieni a sapere, che vedi e di cui fai personalmente esperienza. Ognuno affronterà questo genere di prova, perché Dio è imparziale verso tutti. Alcuni dicono: “Credo in Dio da molti anni, allora come mai non ho affrontato alcuna prova?” Ti sembra di non averne affrontata nessuna perché ogni volta che Dio ha predisposto per te una situazione tu non l’hai presa sul serio e non hai voluto camminare sulla via di Dio. Perciò non hai semplicemente alcuna percezione delle prove di Dio. Alcuni dicono: “Ho affrontato alcune prove, ma non conosco il modo appropriato di fare pratica. Anche se ho fatto pratica, non so ancora se sono rimasto saldo durante le prove mandate da Dio”. Le persone in questo tipo di condizione non sono certamente una minoranza. Allora qual è il criterio con cui Dio valuta gli esseri umani? È proprio come ho detto poco fa: il criterio è se temi Dio ed eviti il male in tutto ciò che fai, pensi ed esprimi. Ecco come stabilire se sei o no una persona che teme Dio ed evita il male. È un concetto semplice? È abbastanza facile da dire, ma è facile da mettere in pratica? (Non è così facile.) Perché non lo è? (Perché le persone non conoscono Dio, non sanno come Dio le perfezioni, così quando devono affrontare questioni non sanno come cercare la verità per risolvere i loro problemi. Devono passare attraverso varie prove, affinamenti, castighi e giudizi prima di possedere la realtà del temere Dio.) Potete anche metterla così ma, per ciò che vi riguarda, temere Dio ed evitare il male sembra adesso facilmente fattibile. Perché dico questo? Perché avete ascoltato tanti sermoni e siete stati dissetati non poco dalla realtà della verità. Questo vi ha permesso di capire teoricamente e intellettualmente come temere Dio ed evitare il male. Quanto al mettere effettivamente in pratica il temere Dio e l’evitare il male, questa conoscenza vi è stata molto utile e vi ha fatto sentire che una cosa del genere sia facilmente conseguibile. Allora perché in realtà le persone non riescono mai a conseguirla? Perché l’essenza e la natura umana non temono Dio e amano il male. Questo è il vero motivo.

Tratto da “Come conoscere l’indole di Dio e i risultati che la Sua opera deve raggiungere” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 10

Non temere Dio e non evitare il male significa opporsi a Dio

Voi adesso siete faccia a faccia con Dio e con le Sue parole. La vostra conoscenza di Dio è molto maggiore di quella di Giobbe. Perché tiro in ballo questa cosa? Qual è il Mio scopo nel parlarne? Vorrei spiegarvi un fatto, ma prima voglio porvi una domanda: Giobbe sapeva molto poco di Dio, eppure sapeva temere Dio ed evitare il male. Allora perché le persone oggi non ci riescono? (Sono profondamente corrotte.) “Profondamente corrotte”: questa è il fenomeno superficiale che causa il problema, ma Io non lo vedrei mai in questo modo. Voi spesso prendete dottrine e termini che usate abitualmente, come “corruzione profonda”, “ribellarsi contro Dio”, “slealtà verso Dio”, “disobbedienza”, “non amare la verità” e così via, e usate queste frasi ad effetto per spiegare l’essenza di ogni singola questione. Questo è un modo imperfetto di fare pratica. Usare la stessa risposta per spiegare questioni di natura diversa suscita inevitabilmente sospetti di blasfemia contro la verità e contro Dio. A Me non piace sentire risposte di questo genere. Pensateci bene! Nessuno di voi ha riflettuto su tale questione, ma Io la vedo e la percepisco ogni singolo giorno. Così, mentre voi agite, Io osservo. Quando state facendo qualcosa, non riuscite a percepirne l’essenza, ma quando Io la osservo, posso vederne l’essenza e anche percepirla. Allora qual è questa essenza? Perché le persone oggigiorno sono incapaci di temere Dio ed evitare il male? Le vostre risposte sono piuttosto lontane dal poter spiegare l’essenza di questo problema e non possono risolverlo. Questo perché proviene da una fonte di cui non siete consapevoli. Qual è tale fonte? So che volete saperne di più, perciò ve ne parlerò.

Da quando Dio ha cominciato la Sua opera, come ha considerato gli esseri umani? Dio li ha soccorsi; ha considerato gli esseri umani come membri della Sua famiglia, come obiettivi della Sua opera, coloro che Egli voleva conquistare e salvare, e coloro che voleva perfezionare. Questo era l’atteggiamento di Dio verso l’umanità all’inizio della Sua opera. Ma qual era l’atteggiamento dell’umanità verso Dio a quell’epoca? Dio era sconosciuto agli esseri umani, che Lo consideravano un estraneo. Si potrebbe dire che il loro atteggiamento verso Dio non abbia conseguito i giusti risultati, e che essi non avessero una chiara comprensione di come trattare Dio. Perciò Lo trattavano come volevano e facevano ciò che volevano. Avevano qualche opinione riguardo a Dio? All’inizio non ne avevano; le loro cosiddette opinioni includevano semplicemente alcune nozioni e ipotesi su Dio. Accettavano ciò che si conformava alle loro nozioni, e se qualcosa non concordava con esse apparentemente vi obbedivano, ma nel proprio intimo si sentivano fortemente combattuti e vi si opponevano. Questo era il rapporto fra Dio e gli esseri umani in principio: Dio li considerava come membri della famiglia, eppure loro trattavano Dio come un estraneo. Ma dopo un periodo di opera di Dio, gli esseri umani arrivarono a capire ciò che Dio stava cercando di realizzare, si resero conto che Egli era il vero Dio e arrivarono anche a capire che cosa potessero ottenere da Lui. Le persone come consideravano Dio a quell’epoca? Lo consideravano un’ancora di salvezza, sperando di ottenere la Sua grazia, benedizioni, promesse. E Dio come considerava gli esseri umani in quel momento? Dio li vedeva come obiettivi della Sua conquista. Dio voleva usare le parole per giudicarli, esaminarli e metterli alla prova. Tuttavia, per quanto riguardava le persone di allora, Dio era solo un oggetto da usare per raggiungere i loro obiettivi. Le persone videro che la verità proveniente da Dio poteva conquistarle e salvarle, che avevano la possibilità di ottenere da Dio le cose che volevano, la destinazione che volevano. Per questo nei loro cuori prese forma un pochino di sincerità, e furono disposte a seguire questo Dio. Passò del tempo, e poiché gli esseri umani avevano acquisito una conoscenza superficiale e dottrinale di Dio, si potrebbe persino dire che stessero iniziando a “familiarizzare” con Dio e le parole da Lui pronunciate, con la Sua predicazione, le verità da Lui espresse e la Sua opera. Perciò avevano l’errata percezione che Dio non fosse più un estraneo e che loro avessero già intrapreso la via per essere in armonia con Lui. Ormai le persone hanno ascoltato molti sermoni sulla verità e hanno avuto molta esperienza dell’opera di Dio. Nondimeno, per le interferenze e gli impedimenti causati da molti fattori e situazioni differenti, i più non riescono a mettere in pratica la verità né a soddisfare Dio. Le persone sono sempre più indolenti, sempre più sfiduciate. Hanno la crescente sensazione che il loro destino sia un’incognita. Non osano proporre idee stravaganti e non cercano di fare progressi; si limitano a seguire con riluttanza, avanzando passo dopo passo. Riguardo all’attuale condizione dell’uomo, qual è l’atteggiamento di Dio verso di lui? L’unico desiderio di Dio è fornire all’uomo queste verità e infondere in lui la Sua via, e poi predisporre varie circostanze per metterlo alla prova in diversi modi. Il Suo obiettivo è prendere queste parole, queste verità e la Sua opera e determinare un esito in cui gli esseri umani siano capaci di temere Dio ed evitare il male. La maggior parte delle persone che ho visto si limitano a prendere le parole di Dio e a considerarle come dottrine, lettere sulla carta, regole da osservare. Nei loro discorsi e azioni, oppure mentre affrontano prove, non considerano la via di Dio come quella che dovrebbero seguire. Questo vale specialmente quando le persone devono affrontare prove importanti; non ho visto nessuna di tali persone praticare nella direzione di temere Dio ed evitare il male. Per questo l’atteggiamento di Dio verso gli esseri umani è pieno di estremo disgusto e avversione! Nonostante Dio abbia assegnato loro delle prove ripetutamente, perfino centinaia di volte, gli esseri umani non hanno ancora un atteggiamento chiaro che dimostri la loro determinazione: “Voglio temere Dio ed evitare il male!” Poiché le persone non possiedono questa risolutezza e non offrono questo genere di dimostrazione, l’attuale atteggiamento di Dio verso di loro non è più lo stesso del passato, quando concedeva loro misericordia, indulgenza, tolleranza e pazienza. Invece, Egli è estremamente deluso dall’umanità. Chi ha provocato questa delusione? Da chi dipende l’atteggiamento che Dio ha verso gli esseri umani? Dipende da ogni persona che Lo segue. Nel corso dei Suoi molti anni di opera, Dio ha fatto molte richieste alle persone e ha predisposto per loro molte circostanze. Comunque abbiano agito e qualunque sia il loro atteggiamento verso Dio, le persone non sono riuscite a praticare in chiara conformità con l’obiettivo di temere Dio ed evitare il male. Pertanto riassumerò l’argomento in un’unica frase e la userò per spiegare tutto ciò di cui abbiamo appena parlato riguardo al perché le persone non sanno percorrere la via di Dio: temere Dio ed evitare il male. Qual è questa frase? È la seguente: Dio considera gli esseri umani come oggetti della Sua salvezza e della Sua opera; gli esseri umani considerano Dio come il loro nemico e la loro antitesi. Adesso ne hai una comprensione precisa? È molto chiaro quale sia l’atteggiamento dell’umanità, quale sia l’atteggiamento di Dio e quale sia il rapporto fra gli esseri umani e Dio. Per quanta predicazione abbiate ascoltato, quelle cose su cui avete tratto le vostre conclusioni – per esempio essere fedeli a Dio, sottomettersi a Dio, cercare la via per essere in armonia con Dio, voler spendere tutta la vita per Dio, voler vivere per Dio – per Me non significano camminare consciamente sulla via di Dio, ossia temere Dio ed evitare il male. Invece sono semplicemente canali attraverso cui potete raggiungere certi obiettivi. Per conseguire tali obiettivi, voi osservate con riluttanza certe regole. E sono proprio queste regole a condurre le persone ancora più lontano dalla via di temere Dio ed evitare il male e a porre ancora una volta Dio in opposizione al genere umano.

L’argomento di oggi è un po’ pesante, ma comunque spero che quando passerete attraverso le esperienze, e i tempi, a venire, sarete in grado di fare quello che vi ho appena detto. Non considerate Dio come una manciata d’aria, come se esistesse solo nei momenti in cui vi è utile e non esistesse quando non vi serve. Se hai un’idea del genere nel tuo subconscio, hai già fatto infuriare Dio. Forse alcuni dicono: “Non considero Dio come una manciata d’aria. Prego sempre Dio e cerco sempre di soddisfarLo, e tutto ciò che faccio rientra nell’ambito, nei criteri e nei principi richiesti da Dio. Decisamente non pratico secondo le mie idee”. Sì, la maniera in cui stai praticando è corretta! Nondimeno, cosa pensi quando ti trovi faccia a faccia con un problema? Come fai pratica quando devi affrontare una questione? Alcuni sentono che Dio esiste quando Lo pregano e Lo supplicano, ma poi, ogni volta che s’imbattono in un problema tirano fuori le loro idee e vogliono seguirle. Ciò significa che considerano Dio come una manciata d’aria, e tale situazione rende Dio inesistente nelle loro menti. Le persone pensano che Dio debba esistere quando hanno bisogno di Lui, ma non quando non serve loro. Pensano che praticare in base alle loro idee sia sufficiente. Pensano di poter fare quello che vogliono; semplicemente non credono di aver bisogno di cercare la via di Dio. Coloro che attualmente sono in questo tipo di situazione, bloccate in una condizione del genere, non sono forse a rischio? Alcuni dicono: “Che io sia a rischio o no, ho fede da tanti anni, e credo che Dio non mi abbandonerà perché non potrebbe sopportare di farlo”. Altri dicono: “Credo nel Signore fin da quando ero nel grembo di mia madre, e in termini di tempo sono quaranta o cinquant’anni. Quindi ho certamente i requisiti per essere salvato da Dio e per sopravvivere. In questi quattro o cinque decenni ho abbandonato la mia famiglia e il mio lavoro, e ho rinunciato a tutto ciò che avevo, come denaro, prestigio, piaceri e tempo da trascorrere con i familiari. Non ho mangiato molti cibi deliziosi, non ho goduto di molti divertimenti, non ho visitato molti luoghi interessanti, e ho perfino sperimentato sofferenze che le persone comuni non riuscirebbero a sopportare. Se Dio non può salvarmi per tutti questi motivi, allora mi sta trattando ingiustamente e io non posso credere in un Dio così”. Ci sono molte persone con questo genere di opinione? (Ce ne sono molte.) Bene, allora oggi vi aiuterò a capire un dato di fatto: le persone che hanno questo genere di opinione si stanno dando la zappa sui piedi. Questo perché stanno usando le loro fantasie per coprirsi gli occhi. Sono proprio le loro fantasie, così come le loro conclusioni, a prendere il posto del criterio che Dio richiede agli esseri umani e a impedire loro di accettare le vere intenzioni di Dio. Le rende incapaci di percepire la vera esistenza di Dio, e inoltre fa sì che perdano l’occasione di essere perfezionate da Dio e di avere una parte o una quota nella promessa di Dio.

Tratto da “Come conoscere l’indole di Dio e i risultati che la Sua opera deve raggiungere” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 11

Come Dio stabilisce il destino dell’uomo e il criterio con cui lo stabilisce

Prima di giungere a qualsiasi opinione o conclusione, devi innanzi tutto capire l’atteggiamento di Dio verso di te, cosa Dio ha in mente, e poi decidere se il tuo modo di pensare sia giusto o no. Dio non ha mai usato il tempo come unità di misura per stabilire il destino di una persona, né ha mai basato tale decisione su quanto una persona abbia sofferto. Allora cosa usa Dio come criterio per stabilire il destino di una persona? Determinarlo in base al tempo sarebbe il modo che più si conforma alle nozioni degli esseri umani. Inoltre, spesso vedete persone che a un certo punto hanno dedicato molto, speso molto, pagato molto, sofferto molto. Queste sono coloro che, per come la vedete voi, possono essere salvate da Dio. Tutto ciò che queste persone mostrano e vivono è perfettamente in linea con le nozioni umane circa i criteri con cui Dio stabilisce l’esito finale di una persona. Qualunque cosa crediate, non elencherò questi esempi uno per uno. In sintesi, tutto ciò che non è un criterio del pensiero di Dio, proviene dall’immaginazione dell’uomo ed è una nozione umana. Se insisti ciecamente con le tue nozioni e fantasie, quale sarà il risultato? Ovviamente la conseguenza può solo essere che Dio ti disdegni. Questo perché ostenti sempre i tuoi meriti davanti a Dio, competi e discuti con Lui e non cerchi di comprendere veramente il Suo pensiero, né la Sua volontà e il Suo atteggiamento nei confronti dell’umanità. Procedere così significa onorare te stesso al di sopra di tutto, non magnificare Dio. Tu credi in te stesso; non credi in Dio. Dio non vuole persone del genere, né le salverà. Se riesci ad abbandonare un’opinione del genere e, inoltre, a rettificare quelle errate del passato; se riesci a procedere secondo le richieste di Dio; se cominci a praticare, da questo momento in poi, la via di temere Dio ed evitare il male; se riesci a onorare Dio come Colui che è grande in tutte le cose e ti astieni dall’usare le tue fantasie personali, i tuoi punti di vista o le tue convinzioni per definire te stesso e Dio, e se invece cerchi le intenzioni di Dio sotto tutti gli aspetti, arrivi a una consapevolezza e a una comprensione dell’atteggiamento di Dio verso l’umanità e Lo soddisfi rispondendo ai Suoi criteri, questo sarà meraviglioso! Significherà che stai per intraprendere la via di temere Dio ed evitare il male.

Se Dio non usa i vari pensieri, le idee e i punti di vista delle persone come criteri per stabilire i loro destini, allora che genere di criterio usa? Dio usa le prove. Vi sono due criteri per usare le prove al fine di stabilire l’esito finale delle persone: il primo è il numero di prove cui le persone sono sottoposte, il secondo sono gli effetti che tali prove hanno sulle persone. Sono questi due indicatori a stabilire l’esito finale di una persona. Ora approfondiamo questi due criteri.

Prima di tutto, quando ti trovi di fronte a una prova mandata da Dio (nota: è possibile che ai tuoi occhi questa prova sia piccola e non degna di menzione), Egli ti renderà nettamente consapevole che questa è la mano di Dio su di te e che è Dio ad avere predisposto per te questa situazione. Quando la tua levatura è immatura, Dio predisporrà prove per esaminarti, e tali prove corrisponderanno alla tua levatura, a ciò che sei in grado di comprendere e a ciò che sei in grado di sopportare. Quale aspetto di te sarà esaminato? Il tuo atteggiamento verso Dio. Questo atteggiamento è molto importante? Certo che lo è! Anzi, è particolarmente importante! Poiché questo atteggiamento dell’uomo è il risultato che Dio vuole, è la cosa più importante di tutte per ciò che Lo riguarda. Altrimenti Dio non profonderebbe i Suoi sforzi sugli esseri umani impegnandosi in un’opera del genere. Mediante queste prove, Dio vuole vedere il tuo atteggiamento verso di Lui; se sei o no sulla retta via; se temi Dio ed eviti il male oppure no. Pertanto, che in quel particolare momento tu capisca tanto o poco della verità, sarai messo comunque di fronte alle prove di Dio, e a seguito di ogni aumento nella quantità di verità che capisci, Dio continuerà a predisporre per te prove pertinenti. Quando sarai posto ancora una volta di fronte a una prova, Dio vorrà vedere se nel frattempo il tuo punto di vista, le tue idee e il tuo atteggiamento verso di Lui abbiano riportato una crescita. Alcuni dicono: “Perché Dio vuole sempre vedere l’atteggiamento delle persone? Non ha già visto come mettono in pratica la verità? Perché vuole comunque vedere il loro atteggiamento?” Queste sono sciocchezze assurde! Visto che Dio opera in questo modo, in esso deve esserci la Sua volontà. Dio osserva continuamente le persone stando al loro fianco, controllando ogni loro parola e azione, ogni atto e movimento, perfino ogni loro pensiero e idea. Dio prende nota di tutto ciò che avviene alle persone – le loro buone azioni, i loro errori, le loro trasgressioni e perfino le loro ribellioni e i loro tradimenti – come prove per stabilirne il destino. Man mano che l’opera di Dio si eleva, tu ascolterai più verità e arriverai ad accettare più cose positive e informazioni e otterrai di più della realtà della verità. Nel corso di questo processo aumenteranno anche le richieste che Dio ti farà. Allo stesso tempo Dio predisporrà per te prove più pesanti. Il Suo obiettivo è verificare se nel frattempo il tuo atteggiamento verso di Lui sia migliorato. Naturalmente, quando ciò avviene, il punto di vista che Dio ti richiede si conformerà alla tua comprensione della realtà della verità.

Man mano che la tua levatura cresce, crescerà anche il criterio che Dio ti richiede. Quando sei ancora immaturo, Dio ti assegnerà un criterio molto basso; quando la tua levatura è un po’ più alta, Dio ti assegnerà un criterio un po’ più elevato. Ma cosa farà Dio quando tu avrai acquisito una comprensione di tutta la verità? Dio ti porrà di fronte a prove ancora più grandi. In queste prove, ciò che Egli vuole ottenere da te, ciò che Egli vuole vedere è una tua conoscenza più profonda di Dio e un’effettiva venerazione di Dio. A quel punto le richieste di Dio nei tuoi confronti saranno più elevate e “più dure” di quando la tua levatura era più immatura (nota: gli esseri umani potrebbero considerarle dure, ma Dio in realtà le ritiene ragionevoli). Quando Dio mette alla prova le persone, che genere di realtà vuole creare? Dio chiede continuamente agli esseri umani di donarGli il loro cuore. Alcuni diranno: “Come si fa a donarlo? Ho compiuto il mio dovere, ho abbandonato la mia casa e i miei mezzi di sostentamento, mi sono speso per Dio. Non sono forse tutti esempi del donare il mio cuore a Dio? In quale altro modo potrei farlo? Possibile che questi non siano in realtà dei modi per donare il mio cuore a Dio? Cos’è che richiede Dio in particolare?” Tale richiesta è molto semplice. In effetti, ci sono persone che hanno già donato il loro cuore a Dio in varia misura in fasi differenti delle loro prove. Ma la grande maggioranza delle persone non dona mai il proprio cuore a Dio. Quando Dio ti mette alla prova, vede se il tuo cuore è con Lui, con la carne o con Satana. Quando Dio ti mette alla prova, vede se sei in opposizione a Dio o se sei in una condizione di armonia con Lui, e vede anche se il tuo cuore è dalla Sua parte. Quando sei immaturo e devi affrontare prove, la tua fiducia è molto bassa e non sai esattamente cosa ti serve per soddisfare le intenzioni di Dio perché la tua comprensione della verità è limitata. Tuttavia, se riesci comunque a pregare Dio in modo autentico e sincero, se sei disposto a donarGli il tuo cuore, a rendere Dio il tuo sovrano e a offrirGli tutte quelle cose che più ritieni preziose, allora avrai già donato il tuo cuore a Dio. Man mano che ascolti più sermoni e capisci più verità, anche la tua levatura crescerà a poco a poco. Il criterio che Dio ti richiede questa volta non sarà lo stesso di quando eri immaturo, ma un criterio più elevato. Quando il cuore di una persona viene a poco a poco donato a Dio, si avvicina sempre più a Dio; mentre le persone si avvicinano a Dio, i loro cuori Lo venerano ancor di più. Ciò che Dio vuole è solo un cuore così.

Quando Dio vuole ottenere il cuore di qualcuno, lo sottopone a numerose prove. Durante tali prove, se Dio non ottiene il cuore di quella persona, né vede che tale persona ha un certo atteggiamento – vale a dire, se Dio non vede che tale persona pratica o si comporta in un modo timorato di Dio, e se non vede un atteggiamento e una determinazione a evitare il male – allora, dopo numerose prove, la pazienza di Dio verrà meno ed Egli non tollererà più questa persona. Non la metterà più alla prova e non opererà più su di lei. Questo cosa significa per l’esito finale di tale persona? Indica che non ne avrà alcuno. Forse questa persona non ha fatto nulla di male; forse non ha fatto nulla al fine di sconvolgere o turbare. È anche possibile che non si sia opposta apertamente a Dio. Però il suo cuore si nasconde a Dio. Non ha mai avuto un atteggiamento e un punto di vista definiti nei confronti di Dio, ed Egli non può vedere chiaramente che il suo cuore è stato donato a Lui o che tale persona sta cercando di temere Dio ed evitare il male. Dio non ha più pazienza nei suoi confronti, non pagherà più alcun prezzo per lei, non concederà più misericordia e non opererà più su di lei. La vita di fede in Dio di tale persona è già finita. Questo perché, in tutte le varie prove che le ha assegnato, Dio non ha ottenuto il risultato che desidera. Perciò vi sono numerose persone in cui non ho mai visto l’illuminazione e la rivelazione dello Spirito Santo. Come è possibile vederlo? Una persona del genere potrebbe credere in Dio da molti anni ed essersi apparentemente comportata con grande vitalità. Ha letto molti libri, si è occupata di molte questioni, ha riempito oltre dieci taccuini di appunti e conosce a fondo molte lettere e dottrine. Però in lei non vi è mai alcuna crescita visibile, i suoi punti di vista su Dio rimangono impercettibili e i suoi atteggiamenti sono ancora poco chiari. In altre parole, non puoi vedere il cuore di questa persona. Il suo cuore è sempre impacchettato, sigillato: è chiuso a Dio. Di conseguenza, Dio non ha visto il vero cuore di tale persona, né alcuna vera riverenza nei Suoi confronti e, ancor più, non ha visto come questa persona percorra la via di Dio. Se fino a ora Dio non ha guadagnato questo tipo di persona, può forse guadagnarla in futuro? No! Dio continuerà a insistere per cose che non si possono ottenere? No! Allora qual è l’attuale atteggiamento di Dio verso queste persone? (Le disdegna, non ci bada.) Non ci bada! Dio non bada a persone del genere; le disdegna. Avete memorizzato queste parole molto rapidamente, con grande precisione. Sembra che abbiate capito quello che avete ascoltato!

Ci sono persone che, quando cominciano a seguire Dio, sono immature e ignoranti; non capiscono la Sua volontà, né sanno cosa significhi credere in Dio. Adottano un modo umanamente concepito ed errato di credere in Lui e di seguirLo. Quando una persona del genere deve affrontare una prova, non ne è consapevole e rimane insensibile alla guida e all’illuminazione di Dio. Non sa cosa significhi donare il proprio cuore a Dio e rimanere saldi durante una prova. Dio concederà a tale persona una limitata quantità di tempo, in cui le farà capire che cosa sia una prova di Dio e quali siano le Sue intenzioni. Dopo di che tale persona dovrà manifestare il suo punto di vista. Riguardo a coloro che si trovano in questa fase, Dio sta ancora aspettando. Riguardo a coloro che hanno alcune opinioni ma sono ancora titubanti, che vogliono donare il loro cuore a Dio ma non si risolvono ancora a farlo, e che, pur avendo messo in pratica alcune verità fondamentali, se posti di fronte a una prova importante cercano di nascondersi e di tirarsi indietro – qual è l’atteggiamento di Dio nei loro confronti? Dio ha ancora una certa aspettativa verso tali persone. Il risultato dipende dal loro atteggiamento e dal loro rendimento. Come reagisce Dio se le persone non sono attive nel fare progressi? Rinuncia. Questo perché, prima che Dio rinunci a te, tu hai già rinunciato a te stesso. Perciò non puoi incolpare Dio di questo, vero? È giusto o no? (È giusto.)

Tratto da “Come conoscere l’indole di Dio e i risultati che la Sua opera deve raggiungere” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 12

Nel seguire Dio, le persone raramente prestano attenzione alla Sua volontà e raramente danno importanza ai Suoi pensieri e al Suo atteggiamento verso gli esseri umani. Le persone non comprendono i pensieri di Dio, così quando vi si pongono domande riguardanti le intenzioni e l’indole di Dio, vi confondete; cadete in una profonda incertezza e tirate a indovinare o azzardate una risposta. Che atteggiamento mentale è mai questo? Dimostra questo fatto: che quasi tutte le persone che credono in Dio Lo considerano una manciata d’aria e qualcosa che un attimo sembra esserci e il successivo non più. Perché la metto così? Perché ogni volta che dovete affrontare un problema non conoscete la volontà di Dio. Perché non la conoscete? Non è che non la conosciate adesso. Anzi, è dal principio alla fine che non sapete quale sia l’atteggiamento di Dio in proposito. Non riesci a capirlo e non lo conosci, ma ci hai riflettuto su? Hai cercato di venirne a conoscenza? Hai condiviso al riguardo? No! Questo conferma un dato di fatto: il Dio della tua fede non ha alcun nesso con il Dio della realtà. Nella tua fede in Dio, rifletti solo sulle tue intenzioni e su quelle dei tuoi capi; prendi in considerazione solo il significato superficiale e dottrinale delle parole di Dio, senza provare affatto a conoscere o cercare veramente la volontà di Dio. Non è così? L’essenza di tale questione è terribile! Dopo tanti anni, ho visto molte persone che credono in Dio. La loro fede quale forma ha dato a Dio nelle loro menti? Alcuni credono in Dio come se fosse una manciata d’aria. Queste persone non hanno risposte alle domande sull’esistenza di Dio perché non sanno percepire o essere consapevoli della presenza o assenza di Dio, tanto meno vederla chiaramente o capirla. Inconsciamente queste persone pensano che Dio non esista. Altri credono in Dio come se fosse un uomo. Queste persone ritengono che Dio sia incapace di fare tutte le cose che anche esse sono incapaci di fare e che Dio dovrebbe pensare come loro. La loro definizione di Dio è “una persona invisibile e intangibile”. Vi è anche un gruppo di persone che crede in Dio come se fosse un burattino; queste persone credono che Dio non abbia emozioni. Pensano che sia una statua d’argilla e che, quando si trova ad affrontare una questione, Dio non abbia alcun atteggiamento, punto di vista, idee; credono che Egli sia alla mercé dell’uomo. La gente crede come vuole credere. Se Lo rende grande, Egli è grande; se Lo rende piccolo, Egli è piccolo. Quando le persone peccano e hanno bisogno della misericordia di Dio, della Sua tolleranza, del Suo amore, suppongono che Dio dovrebbe concedere la Sua misericordia. Queste persone inventano un Dio nella loro mente e poi fanno sì che questo Dio soddisfi le loro richieste e realizzi tutti i loro desideri. Non importa quando o dove, né cosa faccia tale persona: adotterà questa fantasia nel suo modo di trattare Dio e nella sua fede. Ci sono persino alcuni che, dopo aver esasperato l’indole di Dio, credono ancora che Egli possa salvarli, perché ritengono che l’amore di Dio sia sconfinato e che la Sua indole sia giusta e, per quanto gli esseri umani Lo offendano, Egli non se ne ricorderà. Pensano, dal momento che i difetti, le trasgressioni e la disobbedienza dell’uomo sono espressioni momentanee dell’indole di una persona, che Dio darà alter possibilità agli esseri umani e sarà tollerante e paziente con loro. Credono che Dio li amerà ancora come prima. Perciò conservano grandi speranze di ottenere la salvezza. In realtà, per quanto uno creda in Dio, finché non cerca la verità Dio mantiene un atteggiamento negativo nei suoi confronti. Questo perché nel corso della tua fede in Dio, pur avendo preso e considerato il libro delle parole di Dio come un tesoro, studiandolo e leggendolo ogni giorno, tu accantoni il Dio reale. Lo consideri una manciata d’aria, o una persona, e alcuni di voi Lo considerano semplicemente un burattino. Perché la metto così? Perché da come la vedo Io, che voi dobbiate affrontare un problema o imbattervi in una situazione, quelle cose che esistono nel vostro inconscio, quelle cose che si sviluppano interiormente, non hanno mai avuto alcun collegamento con le parole di Dio o con la ricerca della verità. Sai soltanto cosa pensi tu, qual è il tuo punto di vista, e poi attribuisci forzatamente le tue idee e opinioni a Dio. Nella tua mente diventano i punti di vista di Dio, e tu li trasformi in criteri ai quali obbedire fermamente. Col tempo, procedere in questo modo ti porterà sempre più lontano da Dio.

Tratto da “Come conoscere l’indole di Dio e i risultati che la Sua opera deve raggiungere” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 13

Capire l’atteggiamento di Dio e accantonare tutte le concezioni errate riguardo a Dio

Ma che tipo di Dio è questo Dio in cui attualmente credete? Ci avete mai pensato? Quando Egli vede una persona malvagia commettere azioni malvagie, disprezza questo fatto? (Sì, lo disprezza.) Quando vede gli errori delle persone ignoranti, qual è il Suo atteggiamento? (Tristezza.) Quando vede persone che rubano le Sue offerte, qual è il Suo atteggiamento? (Le disprezza.) Tutto questo è ben chiaro, giusto? Quando vede qualcuno confuso nella sua fede in Lui e che non ricerca in alcun modo la verità, qual è l’atteggiamento di Dio? Non ne siete del tutto sicuri, vero? La “confusione”, come atteggiamento, non è un peccato, né offende Dio, e le persone avvertono che non si tratta di una sorta di grave errore. Allora, ditemi, qual è l’atteggiamento di Dio in questo caso? (Non è disposto ad apprezzarle.) Non è disposto ad apprezzarle: che atteggiamento è questo? È che Dio guarda dall’alto in basso queste persone e le disdegna! Dio tratta queste persone con freddezza. Il Suo metodo è accantonarle, non intraprendere alcuna opera su di loro, fra cui illuminazione, rivelazione, castigo e disciplina. Questo tipo di persona semplicemente non è incluso nell’opera di Dio. Qual è l’atteggiamento di Dio verso coloro che esasperano la Sua indole e violano i Suoi decreti amministrativi? Totale disprezzo! Dio è estremamente incollerito da coloro che sono recidivi nell’esasperare la Sua indole! “Incollerito” è soltanto un sentimento, uno stato d’animo; non equivale a un chiaro atteggiamento. Tuttavia questo sentimento, questo stato d’animo, comporterà un esito per una persona siffatta: colmerà Dio di totale disprezzo! Qual è la conseguenza di questo? È che Dio accantonerà tale persona e non le risponderà per il momento. Attenderà dunque di selezionarla “dopo l’autunno”. Che cosa implica questo? Tale persona ha ancora un destino? Dio non ha mai inteso assegnare un destino a una persona del genere! Allora non è del tutto normale che Dio al momento non le risponda? (Sì.) A cosa dovrebbe prepararsi una persona siffatta? Deve prepararsi a subire le conseguenze negative del suo comportamento e delle azioni malvagie che ha commesso. Questa è la risposta di Dio a una persona del genere. Allora adesso dico chiaramente alle persone di questo tipo: non aggrappatevi più alle vostre illusioni e non intrattenete altri pii desideri. Dio non sarà tollerante all’infinito verso gli esseri umani, né sopporterà per sempre le loro trasgressioni e la loro disobbedienza. Alcuni diranno: “Anch’io ho visto persone così. Quando pregano si sentono particolarmente toccate da Dio e piangono amaramente. Di solito sono anche molto felici; sembrano avere la presenza di Dio e la Sua guida”. Non dite simili sciocchezze! Piangere amaramente non significa necessariamente essere toccati da Dio o avere la presenza di Dio, tanto meno la guida di Dio. Se le persone fanno incollerire Dio, Egli le guiderà ugualmente? In sintesi, quando Dio ha deciso di eliminare qualcuno, di abbandonarlo, quella persona già non ha più un destino. Non importa quanto siano positivi i suoi sentimenti quando prega o quanta fede abbia in Dio nel suo cuore; questo non è più rilevante. Ciò che conta è che Dio non ha bisogno di questo tipo di fede: Egli ha già disdegnato tale persona. Anche come trattarla in seguito è irrilevante. Ciò che importa è che nel momento stesso in cui tale persona fa incollerire Dio il suo destino è già stabilito. Se Dio ha deciso di non salvare tale persona, essa sarà abbandonata per essere punita. Questo è l’atteggiamento di Dio.

Sebbene l’essenza di Dio contenga un elemento di amore ed Egli sia misericordioso verso ogni singolo individuo, gli esseri umani hanno trascurato e dimenticato il fatto che la Sua essenza è anche dignità. Che Egli abbia amore non significa che le persone possano offenderLo liberamente senza suscitare in Lui sentimenti o reazioni, né il fatto che Egli abbia misericordia significa che non abbia principi riguardo a come trattare gli esseri umani. Dio è vivo; esiste davvero. Non è un burattino immaginario o un qualsiasi altro oggetto. Poiché esiste, noi dobbiamo ascoltare attentamente la voce del Suo cuore in ogni momento, prestare molta attenzione al Suo atteggiamento e arrivare a capire i Suoi sentimenti. Non dobbiamo usare le fantasie degli esseri umani per definire Dio e non dobbiamo imporre a Dio i loro pensieri o desideri, facendo sì che Dio tratti le persone in un modo basato sulle fantasie dell’uomo. Se fai così, stai facendo incollerire Dio, stai tentando la Sua ira e sfidando la Sua dignità! Perciò, quando avrete capito la gravità di tale questione, sollecito ciascuno di voi a essere cauto e prudente nelle proprie azioni. Siate cauti e prudenti anche nel parlare. E riguardo a come trattate Dio, più siete cauti e prudenti e meglio è! Quando non capisci quale sia l’atteggiamento di Dio, evita di parlare sconsideratamente, non essere avventato nelle tue azioni e non applicare etichette a caso. Ancor più, non giungere a conclusioni arbitrarie. Devi invece aspettare e ricercare; anche queste azioni sono una manifestazione del temere Dio e dell’evitare il male. Se riesci a raggiungere questo punto sopra ogni cosa e possiedi questo atteggiamento sopra ogni cosa, allora Dio non ti incolperà della tua stupidità, ignoranza e mancanza di comprensione delle motivazioni delle cose. Piuttosto, a causa del tuo atteggiamento di timore di offendere Dio, del tuo rispetto per le Sue intenzioni e della tua disponibilità a obbedirGli, Dio Si ricorderà di te, ti guiderà e ti illuminerà, o tollererà la tua immaturità e la tua ignoranza. Al contrario, se il tuo atteggiamento verso di Lui sarà irriverente – giudicando Dio a tuo piacere, cercando di indovinare e definire arbitrariamente le idee di Dio – Egli ti infliggerà una condanna, una disciplina, perfino una punizione; oppure potrebbe criticarti. Forse questa critica riguarderà il tuo destino. Pertanto voglio sottolinearlo ancora una volta: ognuno di voi deve essere cauto e prudente verso tutto ciò che proviene da Dio. Non parlare in maniera sconsiderata e non essere avventato nelle tue azioni. Prima di dire alcunché, devi pensare: questa cosa farà incollerire Dio? Fare questo è riverire Dio? Perfino per problemi semplici devi cercare di valutare tali questioni, di soffermarti a considerarle. Se riesci davvero a praticare secondo questi principi in tutti gli aspetti, in tutte le cose, in tutti i momenti, e adotti questo atteggiamento soprattutto quando c’è qualcosa che non capisci, Dio ti guiderà sempre e ti darà un cammino da seguire. Qualunque cosa gli esseri umani manifestino, Dio vede tutto chiaramente, semplicemente, e fornirà una valutazione precisa e adeguata di tali manifestazioni. Quando avrai subito la prova finale, Dio prenderà il tuo intero comportamento e lo valuterà completamente per stabilire il tuo esito. Questo risultato convincerà ogni singola persona senza ombra di dubbio. Ciò che vorrei dirvi qui è che ogni vostro atto, ogni vostra azione e ogni vostro pensiero decideranno il vostro destino.

Tratto da “Come conoscere l’indole di Dio e i risultati che la Sua opera deve raggiungere” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 14

Chi decide il destino dell’uomo?

Vi è un’altra questione della massima importanza da discutere, ed è il vostro atteggiamento verso Dio. Questo atteggiamento è cruciale! Determina se in definitiva andrete verso la distruzione o verso una destinazione magnifica che Dio ha predisposto per voi. Nell’Età del Regno, Dio opera già da oltre venti anni e forse, nel corso di questi due decenni, il vostro cuore è stato un po’ incerto riguardo al vostro rendimento. Tuttavia, nel Suo cuore, Dio ha effettuato un resoconto effettivo e veritiero su ciascuno di voi. A partire da quando ogni persona comincia a seguirLo e ad ascoltare i Suoi sermoni, comprendendo sempre più la verità, e fino a quando ogni persona comincia a svolgere il suo dovere, Dio tiene un registro di ogni tipo di comportamento attribuibile a ciascuna persona. Quando compie il proprio dovere, quando deve affrontare ogni sorta di situazioni, ogni sorta di prove, qual è l’atteggiamento di tale persona? Come agisce? Cosa sente nel cuore nei confronti di Dio?… Dio prende nota di tutto, ha un resoconto su ogni cosa. Forse dal vostro punto di vista tali questioni creano confusione. Tuttavia, dal punto di vista di Dio, sono tutte cristalline, e non vi è nemmeno la minima traccia di trascuratezza. È una questione che comporta l’esito di ogni persona, e tocca anche il suo destino e le sue prospettive future. Ancor più, è dove Dio profonde tutti i Suoi attenti sforzi, e perciò non la trascurerebbe mai, né tollera alcuna negligenza. Dio sta registrando questo resoconto dell’umanità, prendendo nota dell’intero percorso dell’uomo nel seguire Dio, dal principio alla fine. Il tuo atteggiamento verso Dio in questo periodo ha determinato il tuo destino. Non è vero? Ora, credi che Dio sia giusto? Le azioni di Dio sono appropriate? Avete ancora in testa qualche altra fantasia riguardo a Dio? (No.) Allora direste che il destino dell’uomo deve essere stabilito da Dio o dall’uomo stesso? (Deve essere stabilito da Dio.) Chi lo stabilisce? (Dio.) Non siete sicuri, vero? Fratelli e sorelle di Hong Kong, parlate: chi lo stabilisce? (Lo stabilisce l’uomo.) Lo stabilisce l’uomo? Questo non significa forse che l’esito finale delle persone non ha nulla a che vedere con Dio? Fratelli e sorelle della Corea del Sud, parlate. (Dio stabilisce il destino dell’uomo in base a tutte le sue azioni e ai suoi atti e in base al cammino che sta percorrendo.) Questa è una risposta molto obiettiva. Qui vi è un dato di fatto su cui devo informare tutti voi: nel corso della Sua opera di salvezza, Dio ha stabilito un criterio per l’uomo. Tale criterio è che l’uomo deve obbedire alla parola di Dio e percorrere la via di Dio. È questo il criterio usato per valutare l’esito dell’uomo. Se pratichi in conformità con questo criterio di Dio, puoi ottenere un destino favorevole; in caso contrario, non puoi ottenerlo. Allora chi diresti che stabilisce questo destino? Non è Dio da solo a stabilirlo, ma piuttosto Dio e l’uomo assieme. È giusto? (Sì.) Perché? Perché è Dio che vuole occuparSi attivamente dell’opera di salvezza dell’umanità e predisporre per l’uomo una destinazione magnifica; l’uomo è l’obiettivo dell’opera di Dio, e questo esito, questa destinazione è ciò che Dio gli prepara. Se non vi fosse alcun obiettivo per la Sua opera, Dio non avrebbe bisogno di compierla; se Dio non stesse svolgendo tale opera, l’uomo non avrebbe una possibilità di ottenere la salvezza. L’uomo è l’obiettivo della salvezza, e per quanto sia il soggetto passivo di questo processo, è il suo atteggiamento nello svolgere la sua parte a determinare se Dio riuscirà o no nella Sua opera di salvare l’umanità. Se non fosse per la guida che Dio ti offre, non conosceresti il Suo criterio e non avresti un fine. Se hai questo criterio, questo fine, eppure non collabori, non lo metti in pratica, non paghi il prezzo, non otterrai questo risultato. Per questo motivo dico che il destino di ognuno non può essere separato da Dio e non può essere separato dalla singola persona. E adesso sapete chi stabilisce il destino dell’uomo.

Tratto da “Come conoscere l’indole di Dio e i risultati che la Sua opera deve raggiungere” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 15

Gli esseri umani tendono a definire Dio in base all’esperienza

Durante la condivisione sull’argomento di conoscere Dio, avete notato qualcosa? Avete notato che l’attuale atteggiamento di Dio ha subìto un cambiamento? L’atteggiamento di Dio verso l’umanità è immutabile? Dio andrà sempre avanti così, offrendo all’umanità tutto il Suo amore e la Sua misericordia indefinitamente? Tale questione riguarda anche l’essenza di Dio. […] Quando gli esseri umani sanno che Dio ama l’umanità, Lo definiscono come un simbolo di amore: credono che, qualunque cosa essi facciano, comunque si comportino, comunque trattino Dio, e per quanto possano essere disobbedienti, niente di tutto ciò ha importanza perché Dio ha amore, e l’amore di Dio è illimitato e incommensurabile. Dio ha amore, perciò sa essere tollerante verso gli esseri umani; Dio ha amore, perciò sa essere misericordioso verso gli esseri umani, verso la loro immaturità, verso la loro ignoranza e verso la loro disobbedienza. È davvero così? Alcuni, quando avranno saggiato una o alcune volte la pazienza di Dio, considereranno queste esperienze fondamentali nel loro modo di intendere Dio, credendo che Egli sarà sempre paziente e misericordioso nei loro confronti, e nel corso della loro vita guarderanno alla pazienza di Dio come al criterio secondo cui Dio li tratta. Vi sono anche coloro che, dopo aver sperimentato una volta la tolleranza di Dio, definiranno sempre Dio come tollerante, e nella loro mente questa tolleranza è indefinita, incondizionata e perfino totalmente priva di principi. Queste convinzioni sono giuste? Ogni volta che vengono esaminate questioni riguardo all’essenza o all’indole di Dio, sembrate sconcertati. Vedervi così Mi suscita molta ansia. Avete ascoltato molte verità riguardo all’essenza di Dio; avete anche ascoltato molte discussioni riguardanti l’indole di Dio. Però nella vostra mente tali questioni e la verità di tali aspetti sono soltanto ricordi fondati su teoria e parole scritte. Nella vostra vita quotidiana, nessuno di voi è mai in grado di sperimentare o vedere l’indole di Dio per quel che è realmente. Pertanto siete tutti confusi nelle vostre convinzioni; credete tutti ciecamente, al punto di avere un atteggiamento irriverente verso Dio e persino di ignorarLo. A cosa vi porta il fatto di avere un atteggiamento del genere verso Dio? Vi porta a trarre sempre conclusioni al Suo riguardo. Una volta acquisita un po’ di conoscenza, vi sentite molto soddisfatti, come se aveste ottenuto Dio nella Sua interezza. Dopo di che concludete che Dio è così, e non Gli lasciate libertà di movimento. Per di più, ogni volta che Dio fa qualcosa di nuovo, semplicemente vi rifiutate di ammettere che Egli sia Dio. Un giorno, quando Dio dirà: “Non amo più l’umanità; non le offrirò più misericordia; non ho più tolleranza né pazienza nei suoi confronti; sono colmo di totale disprezzo e antipatia verso l’uomo”, tali affermazioni causeranno un conflitto interiore nel cuore delle persone. Alcuni diranno perfino: “Tu non sei più il mio Dio; non sei più il Dio che voglio seguire. Se è questo che dici, non hai più i requisiti per essere il mio Dio e io non ho bisogno di continuare a seguirTi. Se non mi offri più misericordia, amore e tolleranza, io smetterò di seguirTi. Se sei tollerante all’infinito verso di me, sempre paziente con me e mi fai vedere che Tu sei amore, che sei pazienza, che sei tolleranza, soltanto allora potrò seguirTi e avrò la fiducia di farlo sino alla fine. Poiché ho la Tua pazienza e la Tua misericordia, la mia disobbedienza e le mie trasgressioni possono essere perdonate e condonate all’infinito, e io posso peccare in ogni momento e in ogni luogo, confessare ed essere perdonato in ogni momento e in ogni luogo, e farTi incollerire in ogni momento e in ogni luogo. Non devi avere alcuna opinione o trarre alcuna conclusione a mio riguardo”. Sebbene neanche uno di voi possa pensare a questo tipo di problema in maniera così soggettiva e consapevole, ogni volta che consideri Dio uno strumento per farti perdonare i peccati e un oggetto da usare per ottenere una magnifica destinazione, hai già impercettibilmente collocato il Dio vivo in opposizione a te, come tuo nemico. Questo è ciò che vedo. Tu potrai continuare a dire: “Credo in Dio”, “ricerco la verità”, “voglio cambiare la mia indole”, “voglio liberarmi dall’influsso delle tenebre”, “voglio soddisfare Dio”, “voglio sottomettermi a Dio”, “voglio essere fedele a Dio e compiere bene il mio dovere” e così via. Tuttavia, per quanto dolci possano suonare le tue parole, per quanta teoria tu possa conoscere, per quanto imponente o dignitosa sia tale teoria, il fatto è che vi sono ora molti di voi che hanno già imparato a usare le regole, le dottrine, le teorie che padroneggiano per trarre conclusioni riguardo a Dio e collocarLo in opposizione a sé stessi in maniera del tutto naturale. Anche se conosci a fondo lettere e dottrine, non sei entrato veramente nella realtà della verità, perciò è molto difficile per te avvicinarti a Dio, conoscerLo e comprenderLo. Questo è davvero deplorevole!

Tratto da “Come conoscere l’indole di Dio e i risultati che la Sua opera deve raggiungere” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 16

L’atteggiamento di Dio verso coloro che fuggono durante la Sua opera

Troverai questo tipo di persona ovunque: quando è certa della via di Dio, per vari motivi se ne va in silenzio, senza una parola di saluto, e va a fare ciò che il suo cuore desidera. Per il momento non entreremo nei motivi per cui questa persona se ne va. Prima di tutto daremo un’occhiata a quale sia l’atteggiamento di Dio verso una persona del genere. È chiarissimo! Dal momento in cui tale persona se ne va, agli occhi di Dio il periodo della sua fede è finito. Non è stata tale persona a porvi termine, ma Dio. Il fatto che questa persona abbia abbandonato Dio significa che Lo ha già rifiutato, che non Lo vuole più, che non accetta più la salvezza di Dio. Poiché tale persona non vuole Dio, può Dio volerla ancora? Inoltre, quando tale persona ha questo atteggiamento, questa opinione, ed è decisa ad abbandonare Dio, ha già irritato l’indole di Dio. Anche se non è andata su tutte le furie maledicendo Dio, anche se non ha adottato alcun comportamento vile o eccessivo e anche se pensa: “Se verrà il giorno in cui ne avrò abbastanza del divertimento esteriore o avrò ancora bisogno di Dio per qualcosa, tornerò. Oppure, se Dio mi chiama, tornerò”, o dice: “Quando subirò del male esteriore, quando vedrò che il mondo esterno è troppo oscuro e troppo malvagio e non vorrò più seguire la corrente, tornerò a Dio”; anche se questa persona ha calcolato nella sua mente in quale momento tornerà indietro, anche se ha cercato di lasciare la porta aperta per rientrare, non si rende conto che, comunque pensi e comunque progetti, tutto questo è solo una pia illusione. Il suo errore più grande è non avere chiarezza riguardo a come Si senta Dio quando lei vuole andarsene. Dal preciso momento in cui la persona decide di allontanarsi da Dio, Egli la abbandona completamente; ormai Dio ha già stabilito il destino di una simile persona nel Suo cuore. Qual è questo destino? È che tale persona sarà uno dei topi e perirà con loro. Pertanto, spesso si osserva una situazione del genere: uno abbandona Dio ma non riceve una punizione. Dio opera secondo i Propri principi; alcune cose sono visibili, mentre altre sono decise solo nel cuore di Dio, perciò le persone non possono vederne il risultato. La parte visibile agli esseri umani non è necessariamente il vero lato delle cose; ma l’altro lato, il lato che non vedi, racchiude i veri pensieri di Dio e le Sue sentite conclusioni.

Coloro che fuggono durante l’opera di Dio sono coloro che abbandonano la vera via

Allora, come può Dio infliggere a una persona del genere una punizione così grave? Perché Dio è tanto incollerito nei suoi confronti? Prima di tutto sappiamo che l’indole di Dio è maestà e ira. Egli non è una pecora che chiunque possa macellare, tanto meno un burattino che possa essere manovrato dagli esseri umani come vogliono. Inoltre non è una manciata d’aria a cui gli esseri umani possano dare ordini. Se davvero credi che Dio esista, devi avere un cuore che Lo teme e sapere che l’essenza di Dio non va fatta incollerire. Questa collera può essere causata da una parola o da un pensiero, o forse da qualche genere di comportamento vile, o persino da un comportamento mite, un comportamento accettabile agli occhi e per l’etica dell’uomo; o forse è causata da una dottrina o da una teoria. Però, una volta che hai fatto incollerire Dio, hai perso l’occasione e sono arrivati i tuoi ultimi giorni. Ed è una cosa terribile! Se non capisci che Dio non deve essere offeso, allora forse non hai timore di Lui e forse Lo offendi abitualmente. Se non sai come temere Dio, allora sei incapace di temerLo e non saprai come incamminarti sulla via di Dio: temendo Dio ed evitando il male. Quando te ne sarai reso conto e sarai consapevole del fatto che Dio non deve essere offeso, saprai che cosa significa temere Dio ed evitare il male.

Camminare sulla via del temere Dio e dell’evitare il male non riguarda necessariamente quanta verità tu conosca, quante prove tu abbia sperimentato o quanto tu sia stato disciplinato. Dipende piuttosto dal genere di atteggiamento che hai verso Dio nel tuo cuore e dall’essenza che esprimi. L’essenza delle persone e il loro atteggiamento soggettivo: queste cose sono molto importanti, davvero fondamentali. Riguardo a coloro che hanno rinunciato e hanno abbandonato Dio, il loro atteggiamento spregevole verso Dio e il loro cuore che disprezza la verità hanno già esasperato l’indole di Dio, perciò per quanto riguarda Dio non saranno mai perdonati. Hanno saputo dell’esistenza di Dio, hanno avuto l’informazione che Dio è già arrivato, hanno perfino avuto esperienza della nuova opera di Dio. Il loro allontanamento non è dipeso dal fatto di essere stati delusi o confusi, tanto meno dall’esservi stati costretti. Invece hanno scelto consciamente, e a mente lucida, di abbandonare Dio. Il loro allontanamento non è una questione di aver perduto la via, né di essere stati scartati. Pertanto, agli occhi di Dio, non sono una pecorella allontanatasi dal gregge, tanto meno un figliol prodigo che abbia smarrito la via. Si sono allontanati impunemente, e una tale condizione, una tale situazione, irrita l’indole di Dio, ed è per via di questa irritazione che Egli assegna loro un destino senza speranza. Un destino del genere non è forse spaventoso? Quindi se le persone non conoscono Dio, possono offenderLo. Non è una questione di poco conto! Se uno non prende sul serio l’atteggiamento di Dio e crede ancora che Dio attenda con ansia il suo ritorno – perché è una pecorella smarrita e Dio sta ancora aspettando che abbia un ripensamento – allora tale persona non è molto lontana dal giorno della sua punizione. Dio non Si limiterà a rifiutarSi di accoglierla. Poiché questa è la seconda volta che irrita la Sua indole, la faccenda è tanto più terribile! L’atteggiamento irriverente di questa persona ha già violato i decreti amministrativi di Dio. Dio l’accoglierà ancora? Nel cuore di Dio, i principi riguardo a tale questione sono che una persona che ha raggiunto la certezza su quale sia la vera via e tuttavia è ancora capace, consapevolmente e con mente lucida, di rifiutare Dio e allontanarsi da Lui, si vedrà sbarrare la strada verso la salvezza, e per tale persona la porta del Regno d’ora in poi sarà chiusa. Quando questa persona tornerà a bussare, Dio non le aprirà la porta: rimarrà chiusa fuori per sempre. Forse alcuni di voi hanno letto nella Bibbia la storia di Mosè. Quando Mosè fu unto da Dio, i 250 capi espressero la loro disobbedienza a Mosè per via delle sue azioni e per vari altri motivi. A chi si rifiutavano di sottomettersi? Non a Mosè. Si rifiutavano di sottomettersi alle disposizioni di Dio, all’opera di Dio su tale questione. Dicevano quanto segue: “Basta! Tutta la raunanza, tutti fino ad uno son santi, e Jahvè è in mezzo a loro; […]”. Da un punto di vista umano, queste parole sono molto gravi? Non sono gravi! Almeno il significato letterale delle parole non è grave. In senso giuridico non violano alcuna legge, poiché all’apparenza non usano un linguaggio o un vocabolario ostile, tanto meno hanno qualche connotazione blasfema. Non sono altro che una frase normale, nulla più. Allora perché queste parole possono scatenare una tale furia in Dio? Perché non erano rivolte agli esseri umani ma a Dio. L’atteggiamento e l’indole espressi da tali parole sono proprio ciò che irrita l’indole di Dio e offendono l’indole di Dio che non deve essere offesa. Tutti noi sappiamo quale fu alla fine il destino di questi capi. Riguardo a coloro che hanno abbandonato Dio, qual è il loro punto di vista? Qual è il loro atteggiamento? E perché il loro punto di vista e il loro atteggiamento fanno sì che Dio li tratti in una simile maniera? Il motivo è che, per quanto sappiano chiaramente che Egli è Dio, scelgono ugualmente di tradirLo. Ecco perché vengono completamente privati della loro possibilità di salvezza. Proprio come è scritto nella Bibbia: “Infatti, se persistiamo nel peccare volontariamente dopo aver ricevuto la conoscenza della verità, non rimane più alcun sacrificio per i peccati”. Avete ora una chiara comprensione di questo argomento?

Tratto da “Come conoscere l’indole di Dio e i risultati che la Sua opera deve raggiungere” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 17

Il destino dell’uomo è deciso dal suo atteggiamento verso Dio

Dio è un Dio vivente e, proprio come gli esseri umani si comportano diversamente in situazioni diverse, l’atteggiamento di Dio verso questi comportamenti differisce perché Egli non è un burattino, né una manciata d’aria. Arrivare a conoscere l’atteggiamento di Dio è una degna ricerca per l’umanità. Gli esseri umani devono imparare come, conoscendo l’atteggiamento di Dio, possano a poco a poco ottenere la conoscenza dell’indole di Dio e arrivare a capire il Suo cuore. Quando giungi un po’ per volta a capire il cuore di Dio, non ti sembrerà che temere Dio ed evitare il male sia una cosa tanto difficile da realizzare. Per di più, quando capisci Dio, è improbabile che tu tragga conclusioni al Suo riguardo. Quando avrai smesso di trarre conclusioni riguardo a Dio, è improbabile che tu Lo offenda e, senza che te ne renda conto, Egli ti porterà ad acquisire conoscenza di Dio; questo riempirà il tuo cuore di venerazione per Lui. A quel punto smetterai di definire Dio usando le dottrine, le lettere e le teorie che padroneggi. Invece, ricercando sempre le intenzioni di Dio in tutte le cose, diventerai inconsapevolmente una persona che è in sintonia con il cuore di Dio.

L’opera di Dio è invisibile e intangibile per l’umanità, ma per ciò che riguarda Dio le azioni di ciascuna persona, unitamente al suo atteggiamento verso di Lui, non sono soltanto percepibili da Dio, ma anche visibili. Questa è una cosa che tutti dovrebbero riconoscere e su cui dovrebbero avere chiarezza. Forse ti domandi sempre: “Dio sa che cosa sto facendo qui? Dio sa cosa sto pensando in questo momento? Forse sì, forse no”. Se adotti questo genere di punto di vista, seguendo Dio e credendo in Lui ma dubitando della Sua opera e della Sua esistenza, prima o poi verrà un giorno in cui susciterai la Sua collera, perché ti trovi già sull’orlo di un pericoloso precipizio. Ho visto persone che credono in Dio da molti anni ma ancora non hanno acquisito la realtà della verità, tanto meno compreso la volontà di Dio. La loro vita e levatura non fanno progressi, e aderiscono solo alla più superficiale delle dottrine. Questo perché tali persone non hanno mai preso la parola di Dio come vita e non hanno mai affrontato e accettato la Sua esistenza. Pensi che Dio, vedendo queste persone, Si colmi di gioia? Pensi che Gli siano di conforto? Pertanto è il modo in cui le persone credono in Dio a decidere il loro destino. Riguardo al modo in cui cercate Dio e vi avvicinate a Lui, sono di primaria importanza gli atteggiamenti delle persone. Non trascurare Dio come se fosse solo una manciata d’aria che fluttua in un recesso della tua mente. Pensa sempre al Dio in cui credi come a un Dio vivo, un Dio reale. Non è lassù nel terzo cielo senza nulla da fare. Anzi, Egli guarda costantemente nel cuore di ognuno, guarda cosa stai facendo, ogni parolina e ogni piccolo atto, guarda come ti comporti e qual è il tuo atteggiamento verso Dio. Che tu sia disposto a donarti a Dio o no, tutto il tuo comportamento e tutti i tuoi pensieri e le tue idee più intimi sono esposti davanti a Dio, osservati da Lui. È a seconda del tuo comportamento, dei tuoi atti e del tuo atteggiamento verso Dio che la Sua opinione di te e il Suo atteggiamento verso di te cambiano continuamente. Vorrei offrire ad alcuni un consiglio: non mettetevi come neonati nelle mani di Dio, come se dovesse stravedere per te, come se non potesse mai lasciarti, e il Suo atteggiamento nei tuoi confronti fosse costante e immutabile, e ti suggerisco di smettere di sognare! Dio è giusto nel Suo trattamento di ogni persona, ed è scrupoloso nel Suo approccio all’opera di conquista e di salvezza delle persone. Questa è la Sua gestione. Egli tratta ciascuna persona seriamente, non come un animale domestico con cui giocare. L’amore di Dio per l’uomo non è del tipo che coccola o vizia, né la Sua misericordia e la Sua tolleranza verso l’umanità sono indulgenti o sbadate. Al contrario, l’amore di Dio per l’umanità comporta tenere in gran conto, compatire e rispettare la vita; la Sua misericordia e la Sua tolleranza trasmettono le Sue aspettative per l’uomo, e sono ciò di cui l’umanità ha bisogno per sopravvivere. Dio è vivo, e Dio effettivamente esiste; il Suo atteggiamento verso l’umanità è basato su principi, non è affatto un mucchio di regole dogmatiche, e può cambiare. Le Sue intenzioni nei confronti dell’umanità stanno gradatamente cambiando e trasformandosi col tempo, a seconda delle situazioni che emergono e dell’atteggiamento di ciascuna persona. Quindi in cuor tuo dovresti sapere con assoluta chiarezza che l’essenza di Dio è immutabile e che la Sua indole si manifesterà in momenti diversi e in contesti diversi. Forse non pensi che questa sia una questione seria, e usi le tue nozioni personali per immaginare come Dio dovrebbe fare le cose. Tuttavia, ci sono momenti in cui è vero l’esatto contrario del tuo punto di vista, e usando le tue nozioni personali per cercare di valutare Dio Lo hai già fatto incollerire. Questo perché Dio non opera come pensi tu, e non tratterà tale questione come dici tu. Perciò ti ricordo di essere attento e prudente nel tuo modo di affrontare tutto ciò che ti circonda e di imparare a seguire il principio di camminare sulla via di Dio in tutte le cose: temendo Dio ed evitando il male. Devi acquisire una salda comprensione riguardo alle questioni della volontà di Dio e dell’atteggiamento di Dio; trovare persone illuminate che le condividano con te, e ricercare seriamente. Non considerare il Dio della tua fede un burattino, giudicandoLo a tuo piacimento, giungendo a conclusioni arbitrarie su di Lui e non trattando Dio col rispetto che Egli merita. Mentre Dio ti porta la salvezza e decide il tuo destino, Egli può concederti misericordia o tolleranza, o giudizio e castigo, ma in ogni caso il Suo atteggiamento verso di te non è fisso. Dipende dal tuo atteggiamento verso Dio e dalla tua comprensione di Dio. Non permettere che un unico aspetto transitorio della tua conoscenza o comprensione di Dio Lo definisca per sempre. Non credete in un Dio morto; credete nel Dio vivente. Ricordatevelo! Sebbene Io abbia discusso qui alcune verità, verità che avevate bisogno di ascoltare, alla luce della vostra attuale condizione e della vostra attuale levatura non vi farò maggiori richieste per non smorzare il vostro entusiasmo. Così facendo potrei colmare il vostro cuore di troppa desolazione e farvi provare un’eccessiva delusione nei confronti di Dio. Invece spero che sappiate usare l’amore di Dio che avete nel vostro cuore e adottare un atteggiamento che sia rispettoso di Dio quando percorrete il cammino davanti a voi. Non esaminate alla meno peggio la questione di come credere in Dio. Trattatela come una delle questioni più importanti che vi siano. Accoglietela nel vostro cuore, mettetela in pratica, collegatela alla vita reale: non limitatevi a esprimerla a parole, perché è una questione di vita o di morte e determinerà il tuo destino. Non prendetela come uno scherzo, come un gioco da ragazzi! Dopo avere condiviso con voi queste parole oggi, Mi domando quanto sia stato raccolto in termini di comprensione nella vostra mente. Ci sono domande che volete porre su quello che ho detto qui oggi?

Anche se questi argomenti sono un po’ nuovi e un po’ lontani dalle vostre opinioni, da ciò che solitamente perseguite e a cui prestate attenzione, ritengo che, dopo averle condivise per un periodo di tempo, acquisirete una comprensione comune di tutto ciò che ho detto qui. Poiché sono argomenti nuovi, argomenti che non avete mai considerato prima, spero che non appesantiscano in alcun modo il vostro fardello. Non pronuncio queste parole oggi per spaventarvi, né cerco di trattare con voi; piuttosto, il Mio scopo è aiutarvi a capire la realtà della verità. Poiché esiste un divario fra l’umanità e Dio, anche se l’uomo crede in Dio, non Lo ha mai capito, né ha mai conosciuto il Suo atteggiamento. L’uomo inoltre non è mai stato fervente nella sua preoccupazione per l’atteggiamento di Dio. Piuttosto ha creduto ed è andato avanti ciecamente, sconsiderato nella sua conoscenza e comprensione di Dio. Perciò Mi sento obbligato a chiarire per voi tali questioni e ad aiutarvi a capire che genere di Dio sia questo Dio in cui credete, cosa Egli pensi, quale sia il Suo atteggiamento nel trattare persone di diverso tipo, quanto siate lontani dal soddisfare i Suoi requisiti, e quanto sia grande la disparità fra le vostre azioni e il criterio che Egli richiede. Lo scopo nel farvi conoscere queste cose è fornirvi un parametro con cui misurarvi, in modo da sapere a che genere di raccolto abbia condotto la strada su cui vi trovate, cosa non avete ottenuto percorrendola e in quali ambiti non siete stati affatto coinvolti. Quando condividete fra voi, di solito parlate di alcuni argomenti comunemente dibattuti che hanno una portata molto ristretta e un contenuto molto superficiale. Vi è una distanza, un divario, fra ciò che discutete e le intenzioni di Dio, fra i vostri dibattiti e l’ambito e il criterio delle richieste di Dio. Procedere in questo modo, col tempo, vi farà deviare sempre più dalla via di Dio. State solo prendendo gli attuali discorsi Dio e trasformandoli in oggetti di culto, considerandoli rituali e regole. Tutto qui! In realtà, Dio semplicemente non ha alcun posto nel vostro cuore, e Dio non lo ha mai realmente guadagnato. Alcuni pensano che conoscere Dio sia molto difficile: questa è la verità. È difficile! Se alle persone viene chiesto di compiere il loro dovere e portare a termine le cose esteriormente, e impegnarsi a fondo, penseranno che credere in Dio sia molto facile, poiché tutto questo rientra nell’ambito delle capacità dell’uomo. Tuttavia, appena l’argomento si sposta nell’ambito delle intenzioni di Dio e dell’atteggiamento di Dio verso l’umanità, allora è opinione comune che le cose diventino un po’ più difficili. Questo perché ciò comporta la comprensione della verità da parte delle persone e il loro accesso alla realtà; è naturale che vi sia un certo grado di difficoltà! Nondimeno, dopo che hai varcato la prima porta e cominci a guadagnare l’ingresso, le cose diventano gradualmente più facili.

Tratto da “Come conoscere l’indole di Dio e i risultati che la Sua opera deve raggiungere” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 18

Il punto di partenza per temere Dio è trattarLo come Dio

Un attimo fa qualcuno ha sollevato una questione: come mai, pur conoscendo Dio più di quanto ne sapesse Giobbe, non riusciamo ancora a riverirLo? Abbiamo già toccato l’argomento in precedenza, giusto? In realtà, anche l’essenza di questa domanda è stata esaminata prima; vale a dire che, sebbene Giobbe allora non conoscesse Dio, Lo trattava come Dio e Lo considerava il Padrone dei cieli della terra e di tutte le cose. Giobbe non considerava Dio un nemico. Anzi, Lo adorava come il Creatore di tutte le cose. Come mai oggigiorno le persone si oppongono tanto a Dio? Perché sono incapaci di riverirLo? Un motivo è che sono state profondamente corrotte da Satana, e con una natura satanica così profondamente radicata, sono diventate nemiche di Dio. Perciò, anche se credono in Dio e Lo riconoscono, riescono ancora a resisterGli e a porsi in contrasto con Lui. Questo è determinato dalla natura umana. L’altro motivo è che, nonostante la loro fede in Dio, le persone semplicemente non Lo trattano come Dio. Ritengono invece che Dio sia avverso all’umanità, considerandoLo loro nemico, e sentono di essere inconciliabili con Dio. È così semplice. La questione non era stata sollevata durante la sessione precedente? Pensateci: è questo il motivo? Anche se hai un po’ di conoscenza di Dio, cosa implica questa conoscenza? Non è forse ciò di cui parlano tutti? Non è forse ciò che Dio ti ha detto? Tu ne conosci soltanto gli aspetti teorici e dottrinali, ma hai mai apprezzato il vero volto di Dio? Hai una conoscenza soggettiva? Hai conoscenza ed esperienza pratica? Se non te le avesse dette Dio, potresti conoscere queste cose? La tua conoscenza teorica non rappresenta una reale conoscenza. In sintesi, per quante cose tu conosca e comunque tu sia giunto a conoscerle, prima di arrivare a una reale comprensione di Dio, Egli sarà tuo nemico e, prima che tu cominci effettivamente a trattare Dio come Dio, Egli sarà in contrasto con te, poiché tu sei una personificazione di Satana.

Quando sei insieme con Cristo, forse puoi servirGli tre pasti al giorno, o forse Gli servi il tè e provvedi alle necessità della Sua vita; sembrerà che tu abbia trattato Cristo come Dio. Ogni volta che succede qualcosa, i punti di vista degli esseri umani sono sempre contrari a quello di Dio. Le persone non riescono mai a capire e accettare il punto di vista di Dio. Anche se in superficie possono andare d’accordo con Dio, ciò non significa che siano in armonia con Lui. Non appena avviene qualcosa, emerge la verità della disobbedienza dell’umanità, confermando così l’ostilità che esiste fra esseri umani e Dio. Tale ostilità non è Dio che Si oppone all’uomo o che vuole essere ostile all’uomo, né è Dio che colloca l’uomo all’opposizione e lo tratta di conseguenza. Invece è che questa essenza di opposizione verso Dio si annida nella volontà soggettiva dell’uomo e nel suo subconscio. Poiché l’uomo considera tutto ciò che proviene da Dio un oggetto della sua ricerca, la sua risposta a ciò che proviene da Dio e a tutto ciò che riguarda Dio è, soprattutto, indovinare, dubitare e poi adottare rapidamente un atteggiamento che è in conflitto con Dio e si oppone a Dio. Dopo di che l’uomo convoglia uno stato d’animo negativo in dispute o contese con Dio, spingendosi fino al punto di dubitare che un Dio simile sia degno di essere seguito. Nonostante il fatto che la razionalità umana gli dica di non procedere così, egli sceglierà comunque di farlo suo malgrado, tanto che procederà senza esitazione fino alla fine. Per esempio, qual è la prima reazione di alcune persone quando sentono qualche diceria o calunnia riguardo a Dio? La loro prima reazione è domandarsi se questa diceria sia vera o no, se quella calunnia esista o no, e poi assumere un atteggiamento di attesa passiva. Poi cominciano a riflettere: “Non vi è modo di verificarla. È successo davvero? Questa diceria è vera o no?” Anche se questa persona non lo mostra esteriormente, nel suo cuore ha già cominciato a dubitare, ha già cominciato a negare Dio. Qual è l’essenza di questo genere di atteggiamento e di un simile punto di vista? Non è forse il tradimento? Prima che tale persona debba affrontare la questione, non puoi vedere quale sia il suo punto di vista: sembra che non sia in conflitto con Dio, come se non Lo considerasse un nemico. Tuttavia, non appena deve affrontarla, subito si schiera con Satana e si oppone a Dio. Che cosa lascia intendere questo? Lascia intendere che uomo e Dio sono opposti! Non è che Dio consideri l’umanità un nemico, ma che l’essenza stessa dell’umanità è ostile verso Dio. A prescindere da quanto tempo uno segua Dio o da quanto sia grande il prezzo che ha pagato, da come uno lodi Dio, da come si astenga dall’opporsi a Dio, perfino da quanto energicamente si sproni ad amarLo, non riesce mai a trattare Dio come Dio. Questo non è forse determinato dall’essenza dell’uomo? Se Lo tratti come Dio e credi sinceramente che Egli sia Dio, puoi ancora avere qualche dubbio su di Lui? Il tuo cuore può ancora covare degli interrogativi al Suo riguardo? Non potrebbe più, giusto? Le tendenze di questo mondo sono così malvagie, e lo è anche questa razza umana: dunque come potresti non avere nozioni al riguardo? Tu stesso sei così malvagio, e allora come mai non hai alcuna nozione al riguardo? Eppure basta qualche diceria, qualche calunnia a far nascere nozioni così smisurate riguardo a Dio, a portarti a immaginare così tante cose, il che dimostra quanto sia immatura la tua levatura! Il “ronzio” di poche zanzare, di qualche mosca disgustosa: basta questo per ingannarti? Che genere di persona è questa? Sai cosa pensa Dio di una persona del genere? L’atteggiamento di Dio nel trattare tali persone è in realtà molto chiaro. Consiste semplicemente nell’ignorarle, il Suo atteggiamento è non prestare loro attenzione e non prendere sul serio queste persone ignoranti. Perché? Perché nel Suo cuore non ha mai pianificato di ottenere queste persone che hanno giurato di esserGli ostili fino alla fine e non hanno mai progettato di ricercare la via per essere in armonia con Lui. Forse queste parole che ho pronunciato feriscono alcune persone. Be’, siete disposti a permetterMi di ferirvi sempre così? Che lo siate o no, tutto ciò che dico è la verità! Se vi ferisco sempre e mostro sempre le vostre cicatrici così, questo influenzerà l’immagine elevata di Dio che serbate nel vostro cuore? (No.) Sono d’accordo, no. Semplicemente perché nel vostro cuore non c’è alcun Dio. Il Dio elevato che risiede nel vostro cuore, quello che difendete e proteggete strenuamente, semplicemente non è Dio. È piuttosto un parto della fantasia umana; semplicemente non esiste. Perciò è meglio che Io fornisca la risposta a questo enigma; questo non mette a nudo l’intera verità? Il vero Dio non è ciò che gli umani immaginano Egli sia. Spero che tutti voi possiate affrontare questa realtà, che vi aiuterà nella vostra conoscenza di Dio.

Tratto da “Come conoscere l’indole di Dio e i risultati che la Sua opera deve raggiungere” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 19

Coloro che non sono riconosciuti da Dio

Vi sono persone la cui fede non è mai stata riconosciuta nel cuore di Dio. In altri termini, Dio non riconosce che siano Suoi seguaci, poiché Dio non loda la loro fede. Per queste persone, a prescindere da quanti anni seguano Dio, le loro idee e opinioni non sono mai cambiate. Sono come i non credenti, aderiscono ai principi e ai modi di fare le cose dei non credenti, alle loro leggi di sopravvivenza e di fede. Non hanno mai accettato la parola di Dio come loro vita, non hanno mai creduto che la parola di Dio fosse verità, non hanno mai inteso accettare la salvezza di Dio e non hanno mai riconosciuto Dio come loro Dio. Considerano il credere in Dio una sorta di passatempo amatoriale, trattando Dio come mero sostentamento spirituale, perciò non pensano che valga la pena cercare di capire l’indole o l’essenza di Dio. Si può dire che tutto ciò che corrisponde al vero Dio non ha nulla a che vedere con queste persone. Non sono interessate e non si prendono la briga di dare ascolto. Questo perché nel profondo del loro cuore vi è una voce intensa che dice sempre loro: “Dio è invisibile e intangibile, e non esiste”. Ritengono che cercare di capire un Dio di questo genere non valga lo sforzo, e che farlo vorrebbe dire ingannarsi. Credono che limitarsi a riconoscere Dio a parole senza prendere realmente posizione o spendersi in azioni concrete sia prova di notevole scaltrezza da parte loro. Come vede Dio queste persone? Le considera dei non credenti. Alcuni domandano: “I non credenti sanno leggere le parole di Dio? Sanno compiere il loro dovere? Sanno dire queste parole: ‘Vivrò per Dio’?” Ciò che l’uomo spesso vede sono le manifestazioni superficiali delle persone, non la loro essenza. Però Dio non guarda queste manifestazioni superficiali; vede soltanto la loro essenza interiore. Perciò Dio ha questo tipo di atteggiamento, questo genere di definizione, nei loro confronti. Queste persone dicono: “Perché Dio fa questo? Perché Dio fa quello? Questo non lo capisco; quello non lo capisco; questo non è conforme alle nozioni umane; devi spiegarmelo;…”. In tutta risposta, Io chiedo: è davvero necessario spiegarti tale questione? Ha qualcosa a che vedere con te? Chi credi di essere? Da dove vieni? Hai i requisiti per dare consigli a Dio? Credi in Lui? Egli riconosce la tua fede? Poiché la tua fede non ha nulla a che vedere con Dio, che c’entra il Suo agire con te? Non sai che posto occupi nel cuore di Dio, eppure hai i requisiti per dialogare con Lui?

Parole di ammonimento

Non vi sentite a disagio dopo avere sentito queste considerazioni? Anche se forse non siete disposti ad ascoltarle o ad accettarle, sono tutte dei dati di fatto. Poiché questa fase dell’opera deve essere eseguita da Dio, se non ti interessano le Sue intenzioni, se non hai a cuore il Suo atteggiamento e non capisci l’essenza e l’indole di Dio, alla fine sei quello che perderà. Non biasimate le Mie parole perché sono dure da ascoltare, e non biasimatele perché vi smorzano l’entusiasmo. Io dico la verità; non intendo scoraggiarvi. Qualunque cosa Io vi chieda e in qualunque modo siate tenuti a farla, spero che percorriate la retta via e spero che seguiate la via di Dio e non deviate da questo cammino. Se non procedi secondo la parola di Dio e non segui la Sua via, senza dubbio ti stai ribellando a Dio e ti sei allontanato dalla retta via. Perciò ritengo che vi siano alcune questioni che devo chiarire con voi e a cui indurvi a credere inequivocabilmente, chiaramente, senza un briciolo di incertezza, e aiutarvi ad avere una chiara comprensione dell’atteggiamento di Dio, delle Sue intenzioni, di come Dio perfezioni gli esseri umani e in che modo Egli disponga il destino delle persone. Se dovesse venire un giorno in cui sarai incapace di intraprendere questo cammino, Io non ne ho alcuna responsabilità, poiché queste parole ti sono già state dette molto chiaramente. Quanto al modo in cui tratti il tuo destino, la questione dipende interamente da te. Per quanto riguarda la sorte di vari tipi di persone, Dio ha atteggiamenti diversi, ha i Suoi modi di valutarli e anche un proprio criterio nel porre richieste. Il Suo criterio per soppesare la sorte delle persone è equo per tutti: su questo non c’è dubbio! Quindi i timori di alcuni sono superflui. Adesso siete sollevati?

Tratto da “Come conoscere l’indole di Dio e i risultati che la Sua opera deve raggiungere” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 20

In realtà, l’indole di Dio è aperta a tutti e non è nascosta, perché Egli non ha mai evitato volutamente alcun essere umano e non ha mai cercato intenzionalmente di occultare Sé Stesso per impedire alle persone di conoscerLo o di comprenderLo. L’indole di Dio è sempre stata aperta e si è sempre rivolta con sincerità a ognuno. Durante la Sua gestione, Dio svolge la Sua opera rivolgendosi a tutti; essa si compie su ogni singolo individuo. Mentre Dio la svolge, rivela continuamente la Sua indole e usa senza sosta la Sua essenza, ciò che Egli ha e ciò che Egli è, per guidare ogni singola persona e per provvedere alle sue necessità. In ogni età e in ogni fase, a prescindere dal fatto che le circostanze siano positive o negative, l’indole di Dio e ciò che Egli ha ed è sono sempre aperti a ciascun individuo, così come la Sua vita provvede costantemente e incessantemente all’umanità e la sostiene. Nonostante ciò, l’indole di Dio rimane nascosta ad alcuni. Perché? Perché, sebbene queste persone vivano nell’ambito della Sua opera e Lo seguano, non hanno mai cercato di comprenderLo e non hanno mai voluto conoscerLo, né tantomeno avvicinarsi di più a Lui. Per loro, capire la Sua indole preannuncia che la loro fine è prossima; significa che stanno per essere giudicate e condannate dall’indole di Dio. Perciò costoro non hanno mai desiderato comprendere Dio o la Sua indole, né hanno mai bramato una comprensione o una conoscenza più profonda della Sua volontà. Non cercano di capirla attraverso una collaborazione consapevole; amano semplicemente fare sempre le cose che vogliono e non se ne stancano mai; credono nel Dio in cui vogliono credere, nel Dio che esiste soltanto nella loro immaginazione e nelle loro nozioni; e credono in un Dio che non può essere separato da loro nella vita quotidiana. Quando si tratta del vero Dio Stesso, essi mostrano scarsissima considerazione e non hanno alcun desiderio di comprenderLo o di prestarGli attenzione, e ancora meno desiderano avvicinarsi di più a Lui. Usano le parole pronunciate da Dio solo per fregiarsene, per fare bella figura. Secondo loro, ciò li rende già bravi credenti e persone con la fede in Dio nel cuore. In cuor loro, sono guidati dall’immaginazione, dalle loro concezioni e persino dalle loro personali definizioni di Dio. Il vero Dio Stesso, invece, non ha assolutamente nulla a che fare con loro. Perché, quando comprendessero il vero Dio Stesso, la Sua vera indole e ciò che Egli ha ed è, vorrebbe dire che le loro azioni, la loro fede e la loro ricerca sarebbero condannate. È per questo motivo che sono riluttanti a capire l’essenza di Dio e restii a cercare attivamente o a pregare per conoscere meglio Dio, la Sua volontà e la Sua indole. Preferirebbero che Egli fosse qualcosa di inventato, di vuoto e di vago, che fosse esattamente come Lo hanno immaginato: qualcuno che possa essere ai loro ordini, presente in misura inesauribile e sempre disponibile. Quando vogliono godere della grazia di Dio, Gli chiedono di essere quella grazia. Quando hanno bisogno della Sua benedizione, Gli chiedono di essere quella benedizione. Quando si trovano di fronte alle avversità, Gli chiedono di infondere loro coraggio, di essere il loro scudo protettivo. La loro conoscenza di Dio è circoscritta all’ambito della grazia e della benedizione. Anche la loro comprensione dell’opera di Dio, della Sua indole e di Lui Stesso è limitata esclusivamente alle loro fantasie e a lettere e dottrine. Tuttavia ci sono persone ansiose di capire l’indole di Dio, di vedere davvero Dio Stesso e di cogliere veramente la Sua indole e ciò che Egli ha ed è. Costoro cercano la realtà della verità e la salvezza da parte di Dio, e tentano di ricevere da Lui conquista, salvezza e perfezione. Usano il cuore per leggere la Sua parola, per valutare ogni situazione e ogni persona, evento o cosa che Egli ha predisposto per loro, e pregano e cercano con sincerità. Ciò che vogliono conoscere maggiormente è la volontà di Dio, e ciò che più desiderano comprendere sono la Sua vera indole ed essenza, in modo da non offenderLo più e, attraverso le loro esperienze, essere in grado di vedere maggiormente la Sua amabilità e il Suo vero volto. Inoltre, un Dio veramente reale esisterà nel loro cuore e avrà un posto al suo interno, cosicché queste persone non vivranno più tra fantasie, nozioni e vaghezza. Hanno un desiderio urgente di comprendere l’indole di Dio e la Sua essenza perché queste ultime sono cose di cui l’umanità ha bisogno di attimo in attimo nel corso della propria esperienza; sono l’indole e l’essenza di Dio a dare vita per tutta la durata dell’esistenza di una persona. Una volta compresa l’indole di Dio, saranno in grado di riverirLo meglio, di collaborare più efficacemente con la Sua opera, di essere più attenti alla Sua volontà e di svolgere il proprio dovere al massimo delle loro capacità. Quando si tratta degli atteggiamenti verso l’indole di Dio, ci sono due categorie di persone. Quelle della prima non vogliono cogliere l’indole di Dio e, anche se dicono di volerla comprendere, di voler arrivare a conoscere Dio Stesso, di voler vedere ciò che Egli ha ed è e di voler capire sinceramente la Sua volontà, in cuor loro preferirebbero che Dio non esistesse. Questo, perché gli uomini di questo tipo Gli disobbediscono e Gli resistono costantemente; Lo combattono perché non occupi un posto nel loro cuore e spesso dubitano della Sua esistenza o addirittura la negano. Non vogliono permettere all’indole di Dio o al vero Dio Stesso di occupare il loro cuore. Vogliono soltanto soddisfare i propri desideri, le proprie fantasie e le proprie ambizioni. Forse, dunque, queste persone credono in Dio, Lo seguono e magari rinunciano persino alla famiglia e al lavoro per Lui, ma non abbandonano i loro comportamenti malvagi. Alcune addirittura rubano o sperperano le offerte, oppure maledicono Dio in privato, mentre altre sfruttano la propria posizione per deporre continuamente a loro favore, per esaltarsi e per competere con Dio per gli uomini e per lo status. Usano vari metodi e accorgimenti per indurre gli altri a adorarle, provando costantemente a conquistarli e a controllarli. Alcune addirittura li fuorviano inducendoli a pensare che siano Dio in modo da poter essere trattate come Lui. Non direbbero mai a nessuno che sono state traviate, che anche loro sono corrotte e arroganti, che non andrebbero adorate, che la loro eventuale condotta impeccabile dipende tutta dall’esaltazione di Dio e che stanno facendo ciò che dovrebbero fare in ogni caso. Perché non dicono queste cose? Perché hanno molta paura di perdere il loro posto nel cuore degli altri. È per questo motivo che le persone di questo tipo non esaltano mai Dio e non Gli rendono mai testimonianza, poiché non hanno mai cercato di comprenderLo. Possono conoscerLo senza averLo compreso? No, è impossibile! Pertanto, benché le parole del titolo “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso” possano essere semplici, il loro significato è diverso per ognuno. Per qualcuno che disobbedisce spesso a Dio, che Gli resiste e Gli è ostile, preannunciano condanna; mentre chi cerca la realtà della verità e viene spesso dinanzi a Dio per cercarNe la volontà si sentirà nel proprio elemento tra queste parole. Così tra di voi c’è chi, quando sente parlare dell’indole e dell’opera di Dio, inizia a irritarsi, ad avere il cuore pieno di resistenza e a sentirsi estremamente a disagio. Altri tra voi penseranno invece: “Questo argomento è esattamente ciò di cui ho bisogno, perché mi reca un grande beneficio. È qualcosa che non può mancare nella mia esperienza di vita; è il nocciolo della questione, il fondamento della fede in Dio, una cosa che l’umanità non può abbandonare”. A tutti voi, questo tema può sembrare insieme vicino e lontano, sconosciuto e familiare. In ogni caso, è un argomento che chiunque deve ascoltare, conoscere e capire. Comunque tu lo tratti, lo consideri o lo comprenda, la sua importanza non può essere ignorata.

Tratto da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso I” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 21

Dio svolge la Sua opera fin da quando ha creato l’umanità. All’inizio era un’opera molto semplice, ma ciò nonostante conteneva espressioni della Sua essenza e indole. Benché ora la Sua opera si sia elevata, e quest’opera svolta in ogni persona che Lo segue sia diventata prodigiosa e pratica e coinvolga l’esprimere una notevole quantità della Sua parola, la Sua persona è rimasta nascosta all’uomo per tutto il tempo. Sebbene dal periodo dei racconti biblici all’epoca moderna Dio Si sia fatto carne due volte, chi ha mai visto la Sua persona reale? A quanto ne sapete, qualcuno l’ha mai vista? No. Nessuno ha mai visto la persona reale di Dio, cioè nessuno ha mai visto il Suo vero Io. Questa è una cosa su cui tutti sono d’accordo. In altre parole, la persona reale di Dio, o il Suo Spirito, sono nascosti a tutta l’umanità, compresi Adamo ed Eva, che Egli creò, e compreso Giobbe il giusto, che Egli accettò. Nessuno di loro vide la reale persona di Dio. Ma perché Egli la maschera intenzionalmente? Alcuni dicono: “Dio teme di spaventare le persone”. Altri affermano: “Dio nasconde la Sua persona reale perché l’uomo è troppo piccolo ed Egli è troppo grande; agli uomini non è consentito vederLo, altrimenti morirebbero”. Ci sono anche quelli che asseriscono: “Dio è impegnato a gestire la Sua opera ogni giorno, e potrebbe non avere il tempo di manifestarSi affinché gli altri possano vederLo”. Qualunque cosa pensiate, sono giunto a una conclusione. Quale? Semplicemente che Dio non vuole che gli uomini vedano la Sua persona reale. Egli resta deliberatamente nascosto all’umanità. In altre parole, il Suo intento è che gli esseri umani non vedano la Sua persona reale. Ormai questo dovrebbe essere chiaro a tutti. Se Dio non ha mai rivelato la Sua persona a nessuno, pensate che essa esista? (Sì.) Ovviamente esiste. Ciò è fuori da ogni dubbio. Invece la grandezza della Sua persona o il Suo aspetto sono questioni che l’umanità dovrebbe indagare? No. La risposta è negativa. Se la persona di Dio non è un argomento che dovremmo esplorare, allora quale questione dobbiamo esaminare? (L’indole di Dio.) (L’opera di Dio.) Prima di iniziare a condividere sull’argomento ufficiale, tuttavia, torniamo a ciò di cui stavamo discutendo poc’anzi: perché Dio non ha mai rivelato la Sua persona all’umanità? Perché gliela nasconde intenzionalmente? C’è una sola ragione, e cioè: anche se l’uomo, creato da Dio, ha sperimentato millenni della Sua opera, non c’è una sola persona che conosca la Sua opera, la Sua indole e la Sua essenza. Tali individui sono, agli occhi di Dio, in netto contrasto con Lui, ed Egli non vuole mostrare Sé Stesso a chi Gli è ostile. Questo è l’unico motivo per cui non ha mai rivelato la Sua persona all’umanità e per cui la nasconde volutamente agli uomini. Ora vi è chiara l’importanza di conoscere l’indole di Dio?

Tratto da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso I” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 22

Da quando esiste la gestione di Dio, Egli Si è sempre dedicato completamente allo svolgimento della Sua opera. Pur celando la Sua persona agli uomini, è sempre stato al loro fianco, operando su di loro, esprimendo la Sua indole, guidando l’umanità intera con la Sua essenza, e compiendo la Sua opera su ogni singolo individuo attraverso la Sua potenza, saggezza e autorità, dando così vita all’Età della Legge, all’Età della Grazia e ora all’Età del Regno. Sebbene Dio celi la Sua persona all’uomo, la Sua indole, ciò che Egli ha ed è e la Sua volontà verso l’umanità vengono rivelati senza riserve agli uomini, affinché essi li vedano e li sperimentino. In altre parole, benché gli esseri umani non possano vedere né toccare Dio, la Sua indole e la Sua essenza, con cui l’umanità è entrata in contatto, sono assolutamente espressioni di Dio Stesso. Non è forse questa la verità? Qualunque sia il metodo che Dio adotta per la Sua opera e l’angolazione da cui la svolge, Egli tratta sempre le persone per mezzo della Sua vera identità, compie l’opera che Gli spetta e pronuncia le parole che deve pronunciare. Da qualunque posizione parli – potrebbe trovarSi nel terzo cielo, esserSi incarnato oppure essere addirittura una persona comune –, parla sempre agli uomini con tutto il Suo cuore e con tutta la Sua mente, senza inganni o reticenze. Quando svolge la Sua opera, esprime la Sua parola e la Sua indole, ciò che Egli ha ed è, senza alcuna riserva. Guida l’umanità con la Sua vita, con ciò che Egli ha ed è. È così che l’uomo visse durante l’Età della Legge – l’epoca che fu la culla dell’umanità – sotto la guida del Dio invisibile e intoccabile.

Dio Si fece carne per la prima volta dopo l’Età della Legge e la Sua incarnazione durò trentatré anni e mezzo. Per un essere umano, trentatré anni e mezzo sono un periodo lungo? (No.) Poiché di solito la durata della vita di un essere umano supera di gran lunga i trent’anni circa, questo non è un arco di tempo molto lungo per un uomo. Per il Dio fattoSi carne, tuttavia, lo è eccome. Egli divenne una persona comune che prese su di Sé l’opera di Dio e l’incarico da parte Sua. Dunque dovette farSi carico di un’opera che una persona comune non è in grado di gestire, sopportando al contempo anche una sofferenza che le persone comuni non sono in grado di tollerare. Forse la quantità di sofferenza sopportata dal Signore Gesù durante l’Età della Grazia, dall’inizio della Sua opera fino alla crocifissione, non è una cosa cui gli uomini di oggi hanno assistito di persona, ma riuscite a farvene almeno un’idea attraverso le storie della Bibbia? A prescindere da quanti dettagli ci siano in questi fatti documentati, nel complesso l’opera di Dio in questo periodo fu piena di avversità e di sofferenza. Per un essere umano corrotto, trentatré anni e mezzo non sono un periodo lungo; un po’ di sofferenza non è niente di speciale. Tuttavia, per il Dio santo e irreprensibile, che dovette prendere su di Sé tutti i peccati dell’umanità e mangiare, dormire e vivere con i peccatori, questo dolore fu estremamente grande. Egli è il Creatore, il Padrone e il Sovrano di tutte le cose, ma quando scese sulla terra, dovette sopportare l’oppressione e la crudeltà degli uomini corrotti. Per completare la Sua opera e salvare l’umanità dall’oceano della disperazione, dovette essere condannato dagli uomini e farSi carico dei peccati dell’umanità intera. La portata della sofferenza che subì non può assolutamente essere sondata o capita dalle persone comuni. Che cosa rappresenta questa sofferenza? La devozione di Dio verso l’umanità, l’umiliazione che subì e il prezzo che pagò per la salvezza degli uomini, per redimere i loro peccati e per completare questa fase della Sua opera. Questa sofferenza significa anche che l’uomo sarebbe stato redento dalla croce per mano di Dio. Questo è un prezzo pagato con il sangue, con la vita, un prezzo che nessun essere creato potrebbe permettersi. È grazie alla Sua essenza, e a ciò che Egli ha ed è, che Dio è riuscito a sopportare questo genere di sofferenza e a compiere questo tipo di opera. Nessun essere creato da Lui avrebbe mai potuto farlo al Suo posto. Questa è l’opera di Dio durante l’Età della Grazia e una rivelazione della Sua indole. Questo dice qualcosa di ciò che Dio ha ed è? Vale la pena che l’umanità ne venga a conoscenza?

In quell’età, sebbene gli uomini non vedessero la persona di Dio, ricevettero il Suo sacrificio per il peccato e furono redenti dalla croce per mano Sua. Forse l’umanità conosce l’opera compiuta da Dio durante l’Età della Grazia, ma qualcuno ha dimestichezza con l’indole e con la volontà da Lui espresse in questo periodo? L’uomo conosce soltanto il contenuto dell’opera di Dio in epoche diverse attraverso vari canali, oppure ha sentito parlare di eventi riguardanti Dio che ebbero luogo nello stesso periodo in cui Egli compì la Sua opera. Questi dettagli e queste storie sono tutt’al più informazioni o leggende su Dio, e non hanno niente a che fare con la Sua indole e la Sua essenza. Perciò il fatto che le persone conoscano molte storie su di Lui non significa che abbiano una profonda comprensione e conoscenza della Sua indole o della Sua essenza. Come nell’Età della Legge, sebbene gli uomini dell’Età della Grazia avessero sperimentato un contatto diretto e intimo con il Dio fattoSi carne, la loro conoscenza della Sua indole e della Sua essenza era pressoché inesistente.

Nell’Età del Regno, Dio Si è incarnato nuovamente, nello stesso modo in cui l’aveva fatto la prima volta. Durante questo periodo dell’opera, Egli pronuncia ancora la Sua parola senza riserve, svolge l’opera che deve svolgere, ed esprime ciò che ha ed è. Allo stesso tempo continua a sopportare e a tollerare la disobbedienza e l’ignoranza dell’uomo. Dio non rivela continuamente la Sua indole e non esprime la Sua volontà anche durante questo periodo dell’opera? Pertanto, dalla creazione dell’uomo fino a ora, l’indole di Dio, ciò che Egli è e ha e la Sua volontà sono sempre stati aperti a ogni persona. Egli non ha mai nascosto volutamente la Sua essenza, indole o volontà. È solo che all’umanità non interessa cosa fa Dio, qual è la Sua volontà; è per questo motivo che la comprensione di Dio da parte dell’uomo è così penosa. In altre parole, anche se Egli cela la Sua persona, è sempre accanto agli uomini in ogni istante, proiettando apertamente la Sua volontà, indole ed essenza in qualunque momento. In un certo senso, anche la persona di Dio è aperta gli uomini ma, a causa della loro cecità e disobbedienza, essi sono sempre incapaci di vedere la Sua manifestazione. Dunque, se è così, la comprensione dell’indole di Dio e di Dio Stesso non dovrebbe essere semplice per tutti? È molto difficile rispondere a questa domanda, vero? Potete dire che è facile ma, anche se alcuni uomini cercano di conoscere Dio, non sono in grado di acquisire una vera conoscenza o comprensione di Lui; esse sono sempre nebulose e vaghe. Se dite che non è facile, sbagliate ugualmente. Essendo stati oggetto dell’opera di Dio per così tanto tempo, tutti dovrebbero aver avuto rapporti autentici con Lui attraverso l’esperienza. Dovrebbero almeno averLo percepito in certa misura nel loro cuore o averLo sfiorato in precedenza su un piano spirituale, e così aver acquisito una certa consapevolezza percettiva della Sua indole o una certa comprensione di Lui. Dacché l’uomo ha iniziato a seguire Dio fino a ora, l’umanità ha ricevuto fin troppo ma, per ragioni di ogni tipo – la scarsa levatura dell’uomo, la sua ignoranza, la sua ribellione e i suoi vari propositi –, ha anche perso troppo. Dio non ha già dato abbastanza al genere umano? Benché Egli nasconda la Sua persona agli esseri umani, offre loro ciò che ha ed è, e la Sua vita; la conoscenza che l’umanità ha di Dio non dovrebbe essere soltanto quella che è ora. È per questo motivo che penso sia necessario condividere ulteriormente con voi l’argomento dell’opera di Dio, dell’indole di Dio e di Dio Stesso. L’obiettivo è far sì che i millenni di premure e pensieri che Egli ha investito nell’uomo non finiscano per essere vani, e che gli uomini possano comprendere e capire davvero la Sua volontà verso di loro. Così le persone potranno avanzare verso una nuova fase della loro conoscenza di Dio. Ciò restituirà a Dio anche il Suo vero posto nel cuore degli uomini, ossia Gli renderà giustizia.

Tratto da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso I” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 23

Il comando di Dio a Adamo

Genesi 2:15-17 Jahvè Dio prese dunque l’uomo e lo pose nel giardino d’Eden perché lo lavorasse e lo custodisse. E Jahvè Dio diede all’uomo questo comandamento: “Mangia pure liberamente del frutto d’ogni albero del giardino; ma del frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché, nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai”.

Cosa deducete da questi versetti? Come vi fa sentire questa parte delle Scritture? Perché ho deciso di parlare del comando di Dio a Adamo? Ora ognuno di voi ha in mente un’immagine di Dio e di Adamo? Potete provare a immaginarla: se foste in quella scena, dal profondo del vostro cuore, secondo voi che aspetto avrebbe Dio? Come vi fa sentire pensare a questa immagine? È un ritratto commovente e toccante. Sebbene ci siano soltanto Dio e l’uomo, l’intimità tra loro desta in voi un senso di ammirazione; il copioso amore di Dio viene concesso gratuitamente all’uomo e lo circonda; l’uomo è puro e innocente, libero e spensierato, e vive beatamente sotto lo sguardo di Dio; Dio mostra la Sua sollecitudine per l’uomo, mentre quest’ultimo vive sotto la Sua protezione e benedizione; ogni singola cosa che l’uomo fa e dice è indistricabilmente legata a Dio e inseparabile da Lui.

Si può affermare che questo è il primo comando dato da Dio all’uomo dopo la sua creazione. Che cosa veicola questo comando? La volontà di Dio, ma anche le Sue preoccupazioni per l’umanità. È il primo comando di Dio, ed è anche la prima volta che Egli esprime preoccupazione per l’uomo. Vale a dire che Dio ha percepito una responsabilità verso l’uomo sin dal momento in cui l’ha creato. Qual è la Sua responsabilità? Deve proteggere l’uomo e prenderSi cura di lui. Spera che l’uomo riesca a credere e a obbedire alle Sue parole. Questa è anche la prima aspettativa di Dio su di lui. È con questa aspettativa che Egli pronuncia la seguente frase: “Mangia pure liberamente del frutto d’ogni albero del giardino; ma del frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché, nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai”. Queste semplici parole rappresentano la volontà di Dio. Rivelano anche che, in cuor Suo, Dio ha già iniziato a mostrare sollecitudine per l’uomo. Tra tutte le cose, soltanto Adamo fu creato a immagine e somiglianza di Dio; egli era l’unica cosa vivente nelle cui narici Dio aveva soffiato il Suo alito di vita; poteva camminare e conversare con Dio. È per questo motivo che Dio gli diede questo comando, con cui spiegò molto chiaramente ciò che l’uomo poteva e non poteva fare.

In queste poche, semplici parole vediamo il cuore di Dio. Ma che tipo di cuore si dimostra essere? Al Suo interno alberga l’amore? Alberga la sollecitudine? L’amore e la sollecitudine di Dio in questi versetti possono non solo essere compresi, ma anche percepiti intimamente. Non siete d’accordo? Ora che mi avete sentito dire queste cose, pensate ancora che siano soltanto poche semplici parole? Non sono tanto semplici dopo tutto, vero? Ne eravate consapevoli prima? Se Dio ti dicesse personalmente queste poche parole, come ti sentiresti dentro? Se non fossi dotato di umanità, se il tuo cuore fosse freddo come il ghiaccio, non proveresti nulla, non comprenderesti l’amore di Dio e non cercheresti di capire il Suo cuore. Se invece fossi una persona dotata di coscienza e senso di umanità, le tue sensazioni sarebbero diverse. Percepiresti un calore e ti sentiresti protetto, amato e felice. Non è così? Quando proverai queste cose, come ti comporterai verso Dio? Ti affezionerai a Lui? Lo amerai e Lo rispetterai dal profondo del tuo cuore? Il tuo cuore si avvicinerà di più a Lui? Da tutto ciò puoi dedurre quanto sia importante l’amore di Dio per l’uomo. Ancora più cruciali, tuttavia, sono il riconoscimento e la comprensione dell’amore di Dio da parte dell’essere umano. In realtà, Dio non dice molte cose analoghe durante questa fase dell’opera? Esistono oggi persone che comprendono il Suo cuore? Siete in grado di cogliere la Sua volontà, di cui ho appena parlato? Non riuscite ad appezzarla nemmeno quando è così concreta, tangibile e reale. È questa la ragione per cui dico che non avete alcuna reale conoscenza e comprensione di Dio. Non è vero?

Tratto da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso I” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 24

Dio crea Eva

Genesi 2:18-20 Poi Jahvè Dio disse: “Non è bene che l’uomo sia solo; Io gli farò un aiuto che gli sia convenevole”. E Jahvè Dio avendo formato dalla terra tutti gli animali dei campi e tutti gli uccelli dei cieli, li menò all’uomo per vedere come li chiamerebbe, e perché ogni essere vivente portasse il nome che l’uomo gli darebbe. E l’uomo dette de’ nomi a tutto il bestiame, agli uccelli dei cieli e ad ogni animale dei campi; ma per l’uomo non si trovò aiuto che gli fosse convenevole.

Genesi 2:22-23 E Jahvè Dio, con la costola che avea tolta all’uomo, formò una donna e la menò all’uomo. E l’uomo disse: “Questa, finalmente, è ossa delle mie ossa e carne della mia carne. Ella sarà chiamata donna perché è stata tratta dall’uomo”.

C’è un verso chiave in questa parte della Scrittura: “Perché ogni essere vivente portasse il nome che l’uomo gli darebbe”. Dunque chi diede nome a tutte le creature viventi? Adamo, non Dio. Questo verso riferisce all’umanità un dato di fatto: quando Dio creò l’uomo, gli diede l’intelligenza. Vale a dire che l’intelligenza dell’uomo venne da Dio. Questa è una certezza. Ma perché? Dopo che Dio l’ebbe creato, Adamo andò a scuola? Sapeva leggere? Dopo che Dio ebbe creato varie creature viventi, Adamo le riconobbe tutte? Dio gli disse come si chiamavano? Naturalmente, Dio non gli insegnò neppure a inventare i nomi di queste creature. È la verità! Allora come faceva Adamo a sapere come dare un nome a queste creature viventi e che tipo di nome attribuire loro? Ciò si ricollega a quel che Dio aggiunse a Adamo quando lo creò. I fatti dimostrano che quando Dio creò l’uomo gli diede anche la Sua intelligenza. Questo è un punto chiave, perciò ascoltate attentamente. C’è poi un altro punto cruciale che dovreste comprendere: dopo che Adamo ebbe attribuito un nome a ciascuna di queste creature viventi, questi nomi entrarono a far parte del vocabolario di Dio. Perché parlo di questo? Perché riguarda anche l’indole di Dio, ed è un punto che devo analizzare più nel dettaglio.

Dio creò l’uomo, gli soffiò nelle narici il Suo alito di vita, e gli diede anche parte della Sua intelligenza, delle Sue capacità e di ciò che Egli ha ed è. Dopo che gli ebbe dato tutte queste cose, l’uomo fu in grado di compiere alcune azioni in modo indipendente e di pensare con la sua testa. Se ciò che l’uomo inventa e fa è buono agli occhi di Dio, Egli lo accetta e non interferisce. Se ciò che l’uomo fa è giusto, Dio lo lascerà così. Allora cosa rivela la frase “perché ogni essere vivente portasse il nome che l’uomo gli darebbe”? Essa dimostra che Dio non ritenne necessario cambiare nessuno dei nomi attribuiti alle varie creature viventi. Qualunque nome Adamo scegliesse per una di esse, Egli diceva: “Così è”, e lo approvava. Espresse forse qualche opinione al riguardo? Sicuramente no. Dunque, cosa deducete da ciò? Dio diede l’intelligenza all’uomo e questi la usò per fare le cose. Se ciò che l’uomo fa è positivo agli occhi di Dio, viene confermato, riconosciuto e accettato da Lui senza alcun giudizio o critica. È una cosa che le persone, gli spiriti maligni o Satana non possono fare. Vedete qui una rivelazione dell’indole di Dio? Un essere umano, un individuo corrotto o Satana permetterebbero mai a qualcuno di agire in loro vece proprio sotto il loro naso? Naturalmente no! Lotterebbero per mantenere la loro posizione contro l’altra persona o forza diversa da loro? Certo che sì! In quel momento, se con Adamo ci fossero stati Satana o una persona corrotta, sicuramente avrebbero rifiutato ciò che egli stava facendo. Per dimostrare di avere la capacità di pensare in maniera autonoma e delle intuizioni uniche, avrebbero assolutamente negato tutto quello che Adamo faceva: “Vuoi chiamare così questa cosa? Be’, io no, la chiamerò in quest’altro modo; tu l’hai chiamato Tom, ma io lo chiamerò Harry. Devo sfoggiare la mia intelligenza”. Che tipo di natura è questa? Non è estremamente arrogante? Quanto a Dio? Dio ha forse un’indole simile? Sollevò obiezioni insolite a ciò Adamo stava facendo? La risposta è inequivocabilmente no! Nell’indole che Dio rivela, non c’è un briciolo di polemica, di arroganza o di presunzione. Questo è più che chiaro. Può sembrare un particolare irrilevante ma, se non comprendi l’essenza di Dio, se il tuo cuore non cerca di scoprire come Egli agisca e quale sia il Suo atteggiamento, non conoscerai la Sua indole e non ne vedrai l’espressione e la rivelazione. Non è così? Sei d’accordo con quello che ti ho appena spiegato? In reazione alle azioni di Adamo, Dio non proclamò solennemente: “Bravo, ben fatto, concordo!” In cuor Suo, tuttavia, approvò, apprezzò ed elogiò ciò che Adamo aveva fatto. Dalla creazione, questa fu la prima cosa che l’uomo fece per Dio al Suo comando. Fu qualcosa che l’uomo fece al posto e per conto di Dio. Agli occhi di Dio, ciò ebbe origine dall’intelligenza che Egli aveva concesso all’essere umano. Dio la vide come una cosa giusta, una cosa positiva. Ciò che Adamo fece in quel momento fu la prima manifestazione dell’intelligenza di Dio nell’uomo. Dal punto di vista di Dio fu ottima. Qui voglio dirvi che Dio infuse nell’uomo qualcosa di ciò che Egli ha ed è e della Sua intelligenza affinché egli fosse la creatura vivente in grado di manifestarLo. Che questa creatura vivente agisse per Suo conto era esattamente ciò che Dio aveva desiderato vedere.

Tratto da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso I” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 25

Dio prepara tuniche di pelle per Adamo ed Eva

Genesi 3:20-21 E l’uomo pose nome Eva alla sua moglie, perch’è stata la madre di tutti i viventi. E Jahvè Dio fece ad Adamo e alla sua moglie delle tuniche di pelle, e li vestì.

Nell’immagine del versetto: “E Jahvè Dio fece ad Adamo e alla sua moglie delle tuniche di pelle, e li vestì”. In questa scena, che tipo di ruolo vediamo Dio svolgere quando Egli è con Adamo ed Eva? In che modo Egli Si manifesta in questo mondo popolato soltanto da due esseri umani? Si manifesta nel ruolo di Dio? Fratelli e sorelle di Hong Kong, per favore rispondete. (Nel ruolo di genitore.) Fratelli e sorelle della Corea del Sud, in che tipo di ruolo pensate che Dio appaia? (Capofamiglia.) Fratelli e sorelle di Taiwan, qual è il vostro parere? (Il ruolo di qualcuno che appartiene alla famiglia di Adamo ed Eva, di un membro della famiglia.) Alcuni di voi ritengono che Dio Si manifesti come un membro della famiglia di Adamo ed Eva, mentre altri dicono che Dio appare come il capofamiglia, e altri ancora come genitore. Tutte queste ipotesi sono molto appropriate. Ma capite dove voglio arrivare? Dio creò queste due persone e le trattò come Suoi compagni. Essendo il loro unico parente, Si prese cura della loro vita e anche del loro bisogno di cibo, abiti e riparo. Qui Dio appare come un genitore di Adamo ed Eva. Mentre lo fa, l’uomo non vede quanto Egli sia nobile; non nota la Sua supremazia, il Suo mistero e soprattutto non nota la Sua ira e maestà. Vede soltanto l’umiltà di Dio, il Suo affetto, la Sua sollecitudine verso l’uomo, la Sua responsabilità e la Sua premura nei confronti dell’essere umano. L’atteggiamento con cui Dio trattò Adamo ed Eva è simile al modo in cui i genitori umani mostrano sollecitudine verso i propri figli. Assomiglia anche alla maniera in cui i genitori amano, accudiscono e assistono i propri figli e le proprie figlie: reale, visibile e tangibile. Invece di mettere Sé Stesso in una posizione elevata e potente, Dio utilizzò personalmente le pelli per realizzare i vestiti destinati agli uomini. Non importa che le pellicce servissero a coprire le loro pudenda o a proteggerli dal freddo. Ciò che conta è che Dio realizzò personalmente con le Sue mani questi abiti per ricoprire il corpo dell’uomo. Anziché limitarSi semplicemente a porre in esistenza questi abiti con il pensiero o a usare qualche altro mezzo miracoloso, come la gente potrebbe immaginare Si comporterebbe Dio, Egli fece a buon diritto qualcosa che secondo l’uomo Dio non avrebbe dovuto fare e non avrebbe fatto. Questa potrebbe sembrare una cosa banale, alcuni penseranno addirittura che non valga la pena menzionarla, ma permette a qualsiasi seguace di Dio che fosse assillato da vaghi concetti su di Lui di acquisire comprensione della Sua genuinità e amorevolezza, e di vedere la Sua lealtà e umiltà. Costringe le persone insopportabilmente arroganti, che pensano di essere illustri e potenti, a chinare con vergogna la loro testa presuntuosa davanti alla sincerità e all’umiltà di Dio. Qui, queste ultime qualità permettono ancora di più all’uomo di vedere quanto Egli sia amabile. Per contro, il Dio “immenso”, “amorevole” e “onnipotente” che le persone hanno nel cuore è diventato insignificante e sgradevole, e Si sgretola al minimo tocco. Quando vedi questo versetto e senti questa storia, guardi Dio dall’alto in basso perché fece una cosa simile? Alcuni potrebbero farlo, ma altri reagiranno in maniera opposta. Penseranno che Dio sia sincero e amorevole, e sono proprio queste caratteristiche a commuoverli. Più vedono il vero volto di Dio, e più riescono a comprendere la vera esistenza del Suo amore, la Sua importanza nel loro cuore e il modo in cui Egli sta al loro fianco in ogni momento.

A questo punto dovremmo riportare la nostra discussione al presente. Se Dio riuscì a fare queste piccole cose per gli esseri umani che creò all’inizio, e addirittura alcune cose che le persone non oserebbero mai pensare né pretendere, potrebbe farle anche per gli uomini di oggi? Alcuni dicono: “Sì!”. Perché? Perché l’essenza e l’amabilità di Dio non sono finte. Perché la Sua essenza esiste davvero e non è una cosa aggiunta da altri, e certamente non è qualcosa che si modifica al cambiare dei tempi, dei luoghi e delle ere. La sincerità e l’amabilità di Dio emergono davvero solo quando Egli fa qualcosa che le persone considerano ordinario e insignificante, così piccolo che, secondo loro, Egli non lo farebbe mai. Dio non è presuntuoso. Non ci sono esagerazione, inganno, orgoglio o arroganza nella Sua indole e nella Sua essenza. Egli non Si vanta mai, bensì ama, mostra interessamento per gli esseri umani che ha creato, li accudisce e li guida con lealtà e sincerità. A prescindere da quanto poco le persone capiscano, sentano o vedano ciò che Dio fa, Egli lo sta sicuramente facendo. Sapere che Dio ha una simile essenza condizionerebbe l’amore degli uomini per Lui? Influenzerebbe il loro timore di Dio? Spero che quando comprenderai il vero volto di Dio, ti avvicinerai ancora di più a Lui e sarai in grado di apprezzare ancora meglio il Suo amore e la Sua sollecitudine per l’umanità, e che inoltre sarai in grado di donarGli il tuo cuore e non sarai più schiavo di sospetti o dubbi sul Suo conto. Dio fa tutto ciò che sta facendo per l’uomo senza ostentazione, silenziosamente, attraverso la Sua sincerità, la Sua lealtà e il Suo amore. Tuttavia non prova mai apprensione o rimpianto per tutto ciò che fa, né ha mai bisogno che qualcuno Lo ripaghi in qualche modo o ha intenzione di ottenere qualcosa dall’umanità. L’unico scopo di tutto ciò che ha fatto è ricevere la vera fede e il vero amore degli uomini.

Tratto da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso I” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 26

Dio intende distruggere il mondo con un diluvio e ordina a Noè di costruire un’arca

Genesi 6:9-14 Questa è la posterità di Noè. Noè fu uomo giusto, integro, ai suoi tempi; Noè camminò con Dio. Noè generò tre figli: Sem, Cam e Iafet. Or la terra era corrotta davanti a Dio; la terra era piena di violenza. Dio guardò la terra; ed ecco, era corrotta, poiché tutti erano diventati corrotti sulla terra. Allora Dio disse a Noè: “Nei Miei decreti la fine di ogni essere vivente è giunta, poiché la terra, a causa degli uomini, è piena di violenza; ecco, Io li distruggerò, insieme con la terra. Fatti un’arca di legno di gofer; falla a stanze, e spalmala di pece di dentro e di fuori”.

Genesi 6:18-22 “Ma Io stabilirò il Mio patto con te; tu entrerai nell’arca: tu e i tuoi figli, tua moglie e le mogli dei tuoi figli con te. Di tutto ciò che vive, di ogni essere vivente, fanne entrare nell’arca due di ogni specie, per conservarli in vita con te; e siano maschio e femmina. Degli uccelli secondo le loro specie, del bestiame secondo le sue specie e di tutti i rettili della terra secondo le loro specie, due di ogni specie verranno a te, perché tu li conservi in vita. Tu prenditi ogni sorta di cibo che si mangia e fattene provvista, perché serva di nutrimento a te e a loro”. Noè fece così; fece tutto quello che Dio gli aveva comandato.

Ora, dopo aver letto questi passi, avete un’idea generale di chi fu Noè? Che tipo di persona fu? Il testo originale dice: “Noè fu uomo giusto, integro, ai suoi tempi”. Secondo l’interpretazione degli uomini di oggi, che tipo di persona era un “uomo giusto” a quel tempo? Un uomo giusto dovrebbe essere un uomo perfetto. Sapete se quest’uomo perfetto fosse perfetto agli occhi degli uomini o a quelli di Dio? Senza dubbio lo era agli occhi di Dio ma non a quelli dell’uomo. Questo è certo! Ciò accade perché l’uomo è cieco e non riesce a vedere, e soltanto Dio guarda tutta la terra e ogni singola persona, e soltanto Lui sapeva che Noè era un uomo perfetto. Pertanto il piano di Dio per distruggere il mondo con un diluvio iniziò nel momento in cui Egli Si rivolse a Noè.

…………

Che Noè sia stato chiamato a svolgere un compito è un fatto semplice, ma il punto principale dell’argomento di cui stiamo parlando – l’indole di Dio, la Sua volontà e la Sua essenza in questa testimonianza – non lo è affatto. Per capire questi diversi aspetti di Dio dobbiamo prima comprendere a quale tipo di persona Egli desideri rivolgerSi e, così, arrivare a conoscere la Sua indole, volontà ed essenza. Questo è un elemento cruciale. Dunque, agli occhi di Dio, che tipo di persona è l’uomo a cui Egli Si rivolge? Deve essere un individuo in grado di ascoltare le Sue parole e di eseguire i Suoi ordini. Allo stesso tempo deve anche essere una persona dotata di senso di responsabilità, qualcuno che realizzi la parola di Dio trattandola come la responsabilità e il dovere cui è tenuto a adempiere. Allora questa persona deve essere qualcuno che conosce Dio? No. A quel tempo Noè non aveva sentito parlare molto degli insegnamenti di Dio né aveva sperimentato la Sua opera. Pertanto la conoscenza che aveva di Dio era molto limitata. Sebbene qui si riferisca che Noè camminò con Dio, egli vide mai la Sua persona? La risposta è sicuramente no! Perché, all’epoca, ad andare tra gli uomini erano soltanto i messaggeri di Dio. Pur potendo rappresentarLo nel dire e nel fare le cose, si limitavano a trasmettere la Sua volontà e le Sue intenzioni. La Sua persona non veniva rivelata agli uomini faccia a faccia. In questa parte delle Scritture, sostanzialmente vediamo soltanto cosa Noè fu chiamato a fare e quali furono gli ordini che Dio gli impartì. Dunque qual è l’essenza espressa da Dio in questo caso? Tutto ciò che Egli fa è pianificato con precisione. Quando vede accadere una cosa o una situazione, ai Suoi occhi c’è un criterio per valutarla, e quest’ultimo determina la Sua scelta di avviare o meno un piano per occuparSene o di quale metodo adottare per gestirla. Dio non è indifferente né privo di sentimenti verso tutte le cose. Anzi, è l’esatto contrario. Qui c’è un versetto che riporta ciò che Dio disse a Noè: “Nei Miei decreti la fine di ogni essere vivente è giunta, poiché la terra, a causa degli uomini, è piena di violenza; ecco, Io li distruggerò, insieme con la terra”. Con queste Sue parole, Dio intendeva che avrebbe distrutto soltanto gli uomini? No! Disse che intendeva distruggere tutte le cose viventi fatte di carne. Perché voleva la distruzione? Qui c’è un’altra rivelazione della Sua indole; ai Suoi occhi c’è un limite alla Sua pazienza verso la corruzione degli uomini, verso il sudiciume, la violenza e la disobbedienza di ogni carne. Qual è il Suo limite? Come disse Egli Stesso: “Dio guardò la terra; ed ecco, era corrotta, poiché tutti erano diventati corrotti sulla terra”. Che cosa significa la frase “poiché tutti erano diventati corrotti sulla terra”? Significa che Egli avrebbe dovuto distruggere tutte le cose viventi – compresi coloro che Lo seguivano, che invocavano il Suo nome, che una volta Gli avevano offerto olocausti, che Lo riconoscevano verbalmente e addirittura Lo lodavano – non appena il loro comportamento corrotto fosse giunto davanti ai Suoi occhi. Questo era il Suo limite. Fino a che punto, dunque, Egli continuò a essere paziente con l’uomo e con la corruzione di ogni carne? Fino al punto in cui non tutte le persone, fossero esse seguaci di Dio o miscredenti, percorrevano la retta via. Fino al punto in cui l’uomo non era soltanto moralmente corrotto e pieno di malvagità, ma addirittura non c’era nessuno che credesse nell’esistenza di Dio, né tantomeno che credesse che il mondo fosse governato da Lui e che Egli potesse portare alle persone la luce e la retta via. Fino al punto in cui l’uomo disprezzò l’esistenza di Dio e non Gli permise di esistere. Una volta che la corruzione umana avesse raggiunto questo punto, Dio non avrebbe più avuto pazienza. Con cosa l’avrebbe sostituita? Con la venuta della Sua ira e della Sua punizione. Quella non fu una rivelazione parziale della Sua indole? Nell’epoca attuale non esiste uomo che sia giusto agli occhi di Dio? Non esiste un uomo perfetto ai Suoi occhi? Questa è un’epoca in cui il comportamento di ogni carne sulla terra è corrotto ai Suoi occhi? Oggi, a parte coloro che Dio vuole rendere perfetti, che sono in grado di seguirLo e di accettare la Sua salvezza, le persone fatte di carne non stanno forse sfidando il limite della Sua pazienza? Tutto ciò che accade intorno a voi, che vedete con i vostri occhi e sentite con le vostre orecchie, che sperimentate personalmente ogni giorno in questo mondo, non è pieno di violenza? Agli occhi di Dio, questo mondo e questa età non dovrebbero finire? Anche se lo scenario dell’età attuale è completamente diverso da quello dell’epoca di Noè, i sentimenti e l’ira che Dio prova verso la corruzione umana restano esattamente gli stessi di allora. Egli è in grado di essere paziente grazie alla Sua opera ma, alla luce di ogni circostanza e condizione, ai Suoi occhi questo mondo avrebbe dovuto essere distrutto molto tempo fa. Le circostanze sono ben diverse da quando il mondo venne distrutto dal diluvio. Ma qual è la differenza? Questa è anche la cosa che rattrista maggiormente il cuore di Dio e che forse nessuno di voi è in grado di cogliere.

Quando Dio distrusse il mondo mediante il diluvio, poté rivolgerSi a Noè perché costruisse un’arca e svolgesse una parte dell’opera preparatoria. Poté rivolgerSi a un uomo – Noè – perché facesse questa serie di cose per conto Suo. Nell’età attuale, tuttavia, non ha nessuno a cui rivolgerSi. Perché? Probabilmente ogni singola persona qui seduta comprende e capisce benissimo la ragione. È necessario che ve la spieghi? Dirla ad alta voce potrebbe farvi perdere la faccia e turbarvi tutti. Alcuni potrebbero dire: “Anche se agli occhi di Dio non siamo uomini giusti e perfetti, se Egli ci ordinasse di fare qualcosa, saremmo comunque in grado di farla. In precedenza, quando Dio ha annunciato che stava per arrivare un disastro catastrofico, abbiamo iniziato a preparare il cibo e gli oggetti necessari. Tutto ciò non è stato fatto secondo le Sue richieste? Non stavamo effettivamente collaborando con la Sua opera? Le cose che abbiamo fatto non possono essere paragonate a quello che fece Noè? Fare quello che abbiamo fatto non è una dimostrazione di vera obbedienza? Non abbiamo eseguito gli ordini di Dio? Non abbiamo fatto ciò che Egli ha ordinato proprio perché abbiamo fede nelle Sue parole? Allora perché è ancora triste? Perché dice di non avere nessuno a cui rivolgerSi?”. C’è qualche differenza tra le vostre azioni e quelle di Noè? Quale? (Oggi preparare il cibo in vista del disastro è stata una nostra iniziativa.) (Le nostre azioni non possono essere annoverate come “giuste”, mentre Noè era un uomo giusto agli occhi di Dio.) Ciò che avete detto non è troppo lontano dalla verità. Ciò che fece Noè fu essenzialmente diverso da ciò che le persone fanno adesso. Quando Noè obbedì agli ordini di Dio, non conosceva le Sue intenzioni. Non sapeva cosa Egli volesse realizzare. Dio gli aveva soltanto dato un comando e gli aveva ordinato di fare qualcosa, e, senza molte spiegazioni, Noè procedette e lo fece. Non cercò in segreto di capire le intenzioni di Dio, né Gli resistette o si mostrò falso. Si limitò ad agire di conseguenza, con un cuore puro e semplice. Fece qualunque cosa Dio gli chiedesse di fare, e ascoltare la Sua parola e obbedirle sostenne la sua fede nel suo agire. Questo fu il modo immediato e semplice con cui si occupò di ciò che Dio gli aveva affidato. La sua sostanza, la sostanza delle sue azioni, era l’obbedienza, non il tentativo di indovinare le intenzioni di Dio, non la resistenza, né tantomeno l’inclinazione a pensare ai propri interessi personali o ai propri guadagni e alle proprie perdite. Inoltre, quando Dio disse che avrebbe distrutto il mondo con un diluvio, Noè non chiese quando sarebbe accaduto o che fine avrebbero fatto le cose, e certamente non Gli chiese come intendesse distruggere il mondo. Semplicemente fece ciò che Dio aveva ordinato. Comunque e con qualunque mezzo Dio volesse che venisse fatto, Noè fece esattamente come gli aveva chiesto e, inoltre, si mise subito al lavoro. Agì secondo le istruzioni di Dio con l’atteggiamento di chi desidera soddisfare Dio. Si comportò così per evitare il disastro? No. Domandò a Dio quanto ci sarebbe voluto prima che il mondo venisse distrutto? No. Chiese a Dio, oppure sapeva, quanto tempo sarebbe occorso per costruire l’arca? No, nemmeno questo. Si limitò semplicemente a obbedire, ad ascoltare e ad agire di conseguenza. Le persone di oggi non sono così: non appena un frammento di informazione trapela dalla parola di Dio, non appena gli uomini percepiscono un minimo fruscio di foglie agitate dal vento, entrano subito in azione, qualunque cosa accada e a prescindere dal prezzo, per preparare ciò che mangeranno, berranno e useranno nel periodo immediatamente successivo, pianificando addirittura le vie di fuga per il momento in cui il disastro colpirà. È ancora più interessante osservare che, in questo momento chiave, il cervello umano è molto bravo a “portare a termine il lavoro”. In circostanze in cui Dio non ha impartito alcun ordine, l’uomo riesce a programmare ogni cosa in modo molto appropriato. Potreste definire questi programmi come “perfetti”. Quanto alle parole, alle intenzioni o ai desideri di Dio, nessuno vi bada e prova a capirli. Non è questa la differenza più grande tra Noè e le persone di oggi?

In questa testimonianza della storia di Noè, vedete una parte dell’indole di Dio? C’è un limite alla Sua pazienza verso la corruzione, la turpitudine e la violenza umane. Quando Egli raggiungerà quel limite, smetterà di essere paziente e avvierà invece una nuova gestione e un nuovo piano, inizierà a fare ciò che deve, rivelerà le Sue azioni e l’altro lato della Sua indole. Questa Sua azione non serve a dimostrare che Egli non deve mai essere offeso dall’uomo o che è pieno di autorità e di ira, e nemmeno che è in grado di distruggere l’umanità. Il fatto è che la Sua indole e la Sua essenza santa non possono più permettere questa situazione, né hanno più la pazienza di sopportare che questo tipo di umanità viva dinanzi a Lui, sotto il Suo dominio. Vale a dire che, quando l’intero genere umano sarà contro di Lui, quando non ci sarà nessuno che Dio possa salvare su tutta la terra, Egli non avrà più la pazienza di tollerare tale umanità e, senza alcun dubbio, attuerà il Suo piano per distruggerla. Una simile azione di Dio è determinata dalla Sua indole. Questa è una conseguenza necessaria, che ogni essere creato sotto il Suo dominio deve subire. Ciò non dimostra che nell’età attuale Dio non vede l’ora di completare il Suo piano e di salvare le persone che vuole salvare? In queste circostanze, che cosa Gli sta più a cuore? Non il modo in cui coloro che non Lo seguono affatto o coloro che Gli si oppongono in ogni caso Lo trattano o Gli resistono, e neppure il modo in cui l’umanità Lo sta denigrando. Gli interessa soltanto che coloro che Lo seguono, gli oggetti della Sua salvezza nel Suo piano di gestione, siano stati resi completi da Lui, che siano divenuti degni della Sua soddisfazione. Quanto agli altri, Si limita a punirli di tanto in tanto per esprimere la Sua ira. Per esempio: tsunami, terremoti, ed eruzioni vulcaniche. Al contempo, Egli protegge e accudisce energicamente anche coloro che Lo seguono e che sono sul punto di essere salvati da Lui. L’indole di Dio è questa: da un lato, Egli può mostrare estrema pazienza e tolleranza verso le persone che intende rendere complete, e aspettarle per tutto il tempo che Gli è possibile; dall’altro, Dio odia e disprezza profondamente tipi satanici che non Lo seguono e Gli si oppongono. Benché non Gli importi che questi tipi satanici Lo seguano o Lo adorino, li detesta pur avendo pazienza verso di loro nel Suo cuore e, mentre ne decreta la fine, attende anche l’arrivo delle fasi del Suo piano di gestione.

Tratto da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso I” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 27

La benedizione di Dio a Noè dopo il diluvio

Genesi 9:1-6 Dio benedisse Noè e i suoi figli, e disse loro: “Crescete, moltiplicatevi e riempite la terra. Avranno timore e spavento di voi tutti gli animali della terra e tutti gli uccelli del cielo. Essi sono dati in vostro potere con tutto ciò che striscia sulla terra e con tutti i pesci del mare. Tutto ciò che si muove e ha vita vi servirà di cibo; Io vi do tutto questo, come l’erba verde; ma non mangerete carne con la sua vita, cioè con il suo sangue. Certo, Io chiederò conto del vostro sangue, del sangue delle vostre vite; ne chiederò conto a ogni animale; chiederò conto della vita dell’uomo alla mano dell’uomo, alla mano di ogni suo fratello. Il sangue di chiunque spargerà il sangue dell’uomo sarà sparso dall’uomo, perché Dio ha fatto l’uomo a Sua immagine”.

Dopo che Noè ebbe accettato gli ordini di Dio, costruito l’arca e superato i giorni in cui Egli usò un diluvio per distruggere il mondo, tutti gli otto membri della sua famiglia sopravvissero. A parte loro, l’umanità intera fu distrutta, così come tutte le cose viventi sulla terra. Dio diede delle benedizioni a Noè e disse alcune cose a lui e ai suoi figli. Esse consistettero in ciò che gli stava concedendo e nella Sua benedizione per lui. Si tratta della benedizione e della promessa che Dio concede a chi è in grado di ascoltarLo e di accettare i Suoi ordini, e anche del modo in cui ricompensa le persone. In altre parole, a prescindere dal fatto che Noè fosse un uomo perfetto o giusto agli occhi di Dio, e indipendentemente da quanto sapesse sul Suo conto, in breve, lui e i suoi tre figli ascoltarono tutti le Sue parole, collaborarono alla Sua opera e fecero ciò che dovevano fare secondo i Suoi ordini. Di conseguenza, preservarono per Dio gli uomini e vari tipi di cose viventi nel periodo successivo alla distruzione del mondo tramite il diluvio, dando un grande contributo alla fase successiva del Suo piano di gestione. Dio benedisse Noè per tutto ciò che aveva fatto. Forse, per le persone di oggi, ciò che Noè fece non è neppure degno di essere menzionato. Alcuni potrebbero persino pensare: “Noè non fece nulla; Dio aveva deciso di risparmiarlo, perciò sarebbe sicuramente andata così. La sua sopravvivenza non fu merito di ciò che fece. Questo è ciò che Dio voleva far succedere, perché l’uomo è passivo”. Non fu questo, tuttavia, il pensiero di Dio. Per Lui, a prescindere che una persona sia grande o insignificante, purché sia in grado di ascoltarLo, di obbedire ai Suoi ordini e a ciò che Egli le affida, e di collaborare con la Sua opera, con la Sua volontà e con il Suo piano, cosicché la Sua volontà e il Suo disegno si possano compiere agevolmente, la condotta di quell’individuo è degna del Suo ricordo e di ricevere la Sua benedizione. Dio tiene molto a queste persone e ha cari i loro gesti, il loro amore e il loro affetto per Lui. Questo è il Suo atteggiamento. Allora perché benedisse Noè? Perché è così che Egli tratta tali azioni e l’obbedienza dell’uomo.

Riguardo alla benedizione di Noè da parte di Dio, alcuni diranno: “Se l’uomo ascolta Dio e Lo soddisfa, Egli dovrebbe benedirlo. Non è ovvio?”. Possiamo affermare ciò? Altri risponderanno: “No”. Perché no? Alcuni dicono: “L’uomo non è degno di ricevere la benedizione di Dio”. Non è del tutto esatto. Perché, quando una persona accetta ciò che Dio le affida, Egli ha un criterio per giudicare se le sue azioni siano buone o cattive, se essa abbia obbedito, se abbia soddisfatto la Sua volontà e se ciò che fa soddisfi i requisiti. Ciò che Gli importa è il cuore delle persone, non le loro azioni esteriori. Non è vero che deve benedire qualcuno purché faccia una certa cosa, a prescindere da come la fa. Questo è un fraintendimento degli uomini sul Suo conto. Dio non guarda soltanto il risultato finale delle cose, bensì pone maggiormente l’accento su come sono il cuore e l’atteggiamento di una persona durante lo sviluppo delle cose, e scruta se nel suo cuore ci siano obbedienza, sollecitudine e il desiderio di soddisfarLo. A quel tempo, quanto sapeva Noè riguardo a Dio? Tanto quanto le dottrine che conoscete adesso? In termini di aspetti della verità come le concezioni e la conoscenza di Dio, Noè fu dissetato e pasciuto quanto voi? No! C’è tuttavia un fatto innegabile: nella coscienza, nella mente e persino nel profondo del cuore degli uomini odierni, le loro idee di Dio e il loro atteggiamento verso di Lui sono vaghi e ambigui. Potreste addirittura dire che alcuni assumono un atteggiamento negativo verso la Sua esistenza. Nel cuore e nella coscienza di Noè, però, l’esistenza di Dio era assoluta e al di là di ogni dubbio, e dunque la sua obbedienza nei confronti di Dio era totale e fu in grado di superare la prova. Il suo cuore era puro e aperto a Dio. Noè non aveva bisogno di conoscere troppe dottrine per convincersi a seguire ogni parola di Dio, né necessitava di molti fatti per dimostrare la Sua esistenza, così da poter accettare ciò che Dio gli affidò ed essere in grado di fare ciò che Egli gli fece fare. Questa è la differenza sostanziale tra Noè e le persone di oggi, ed è anche la vera definizione di ciò che è esattamente un uomo perfetto agli occhi di Dio. Quello che Egli vuole sono uomini come Noè. Costui è il tipo di persona che Dio loda e precisamente il tipo che benedice. Avete ricevuto qualche rivelazione da tutto questo? Gli uomini osservano le persone dall’esterno, mentre Dio guarda il loro cuore e la loro sostanza. Egli non permette a nessuno di essere svogliato o scettico nei Suoi confronti, né di avere sospetti o metterLo alla prova in alcun modo. Perciò, anche se le persone di oggi si trovano faccia a faccia con la parola di Dio, potreste dire addirittura faccia a faccia con Lui, a causa di qualcosa nel profondo nel loro cuore, dell’esistenza della loro sostanza corrotta e del loro atteggiamento ostile nei Suoi confronti, sono state ostacolate nel possedere vera fede in Dio e impossibilitate a obbedirGli. Per questo è molto difficile per loro ottenere la stessa benedizione che Dio concesse a Noè.

Tratto da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso I” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 28

Dio usa l’arcobaleno come un simbolo del Suo patto con l’uomo

Genesi 9:11-13 “Io stabilisco il Mio patto con voi; nessun essere vivente sarà più sterminato dalle acque del diluvio e non ci sarà più diluvio per distruggere la terra”. Dio disse: “Ecco il segno del patto che Io faccio tra Me e voi e ogni essere vivente che è con voi, per tutte le generazioni future. Io pongo il Mio arco nella nuvola e servirà di segno del patto fra Me e la terra”.

Ora diamo un’occhiata a questa parte delle Scritture, che racconta come Dio abbia usato l’arcobaleno come un simbolo del Suo patto con l’uomo.

Quasi tutti sanno cos’è un arcobaleno e hanno sentito alcune storie al riguardo. Per quanto concerne la storia dell’arcobaleno nella Bibbia, alcuni ci credono, altri la considerano una leggenda, mentre altri ancora non la ritengono affatto credibile. Sia come sia, tutti gli eventi che si verificarono in relazione all’arcobaleno furono opera di Dio ed ebbero luogo durante lo svolgimento della Sua gestione dell’uomo. Tali eventi sono stati documentati accuratamente nella Bibbia. Queste testimonianze non ci dicono di che umore fosse Dio a quel tempo o quali fossero le intenzioni dietro le parole che pronunciò. Inoltre, nessuno è in grado di capire cosa abbia provato quando le disse. Tuttavia, il Suo stato d’animo riguardo all’intero evento viene rivelato tra le righe del testo. È come se i Suoi pensieri di quel momento balzassero fuori dalla pagina attraverso ogni Sua parola e frase.

I pensieri di Dio sono ciò di cui le persone dovrebbero preoccuparsi e ciò che dovrebbero cercare di conoscere maggiormente. Questo, perché sono indissolubilmente legati alla comprensione di Dio da parte dell’uomo, ed essa è un anello indispensabile per l’ingresso dell’essere umano nella vita. Dunque, a cosa pensava Dio nel momento in cui si verificarono questi eventi?

In origine creò un’umanità che ai Suoi occhi era molto buona e vicina a Lui, ma che venne distrutta dal diluvio dopo essersi ribellata alla Sua volontà. Dio fu addolorato dalla scomparsa improvvisa di tale umanità? Naturalmente sì! Allora quale fu la Sua espressione di questo dolore? Come fu documentata nella Bibbia? Con le seguenti parole: “Io stabilisco il Mio patto con voi; nessun essere vivente sarà più sterminato dalle acque del diluvio e non ci sarà più diluvio per distruggere la terra”. Questa semplice frase rivela i pensieri di Dio. La distruzione del mondo Lo addolorò moltissimo. Per usare parole umane, Egli era molto triste. Possiamo provare a immaginare quale aspetto avesse allora la terra, un tempo piena di vita e di esseri umani, dopo essere stata distrutta dal diluvio. Nessun insediamento umano, nessuna creatura vivente, acqua ovunque e una devastazione totale sulla superficie delle acque. Una simile scena era l’intenzione originaria di Dio quando creò il mondo? Certo che no! La Sua intenzione originaria era vedere la vita su tutta la terra, essere adorato dagli esseri umani che aveva creato, e non solo constatare che Noè era l’unico a adorarLo o l’unico in grado di rispondere al Suo invito di portare a termine ciò che gli era stato affidato. Quando l’umanità scomparve, Dio non vide ciò che aveva immaginato in origine, bensì l’esatto contrario. Come avrebbe potuto il Suo cuore non soffrire? Così, mentre Dio rivelava la Sua indole ed esprimeva le Sue emozioni, prese una decisione. Quale? Creare un arcobaleno tra le nuvole (ossia gli arcobaleni che vediamo) come simbolo di un patto con l’uomo, della promessa che Egli non avrebbe più distrutto l’umanità con un diluvio. Allo stesso tempo, esso serviva anche a informare gli uomini che Dio aveva distrutto l’umanità con un diluvio, affinché rammentassero per sempre il motivo di una simile azione da parte Sua.

Questa volta la distruzione del mondo fu qualcosa che Dio voleva? Assolutamente no. Forse riusciamo a figurarci vagamente le condizioni pietose della terra dopo la distruzione del mondo, ma non possiamo neanche lontanamente immaginare come apparisse la scena in quel momento agli occhi di Dio. Possiamo dire che né le persone di oggi né quelle di allora sono in grado di intuire o di comprendere quali sentimenti abbia provato Dio quando vide quella scena, quell’immagine del mondo dopo essere stato distrutto dal diluvio. Dio fu costretto ad agire così per via della disobbedienza degli uomini, ma il dolore patito dal Suo cuore per questa distruzione del mondo mediante il diluvio è una realtà che nessuno può sondare o capire. Fu per questa ragione che Dio fece un patto con l’umanità, mediante il quale intendeva dire agli uomini di ricordare che in passato Egli aveva fatto una cosa simile e giurare loro che non avrebbe mai più distrutto il mondo in quel modo. In questo patto vediamo il cuore di Dio, vediamo che esso soffrì quando Egli distrusse l’umanità. Nel linguaggio dell’uomo, quando Dio distrusse l’umanità e la vide scomparire, il Suo cuore pianse e sanguinò. Non è il modo migliore per descrivere la situazione? Queste parole vengono usate dagli uomini per illustrare le emozioni umane ma, poiché il linguaggio dell’uomo è assai carente, utilizzarle per descrivere i sentimenti e le emozioni di Dio non Mi sembra disdicevole né eccessivo. Se non altro vi danno una comprensione molto vivida e appropriata dello stato d’animo di Dio in quel momento. A cosa penserete ora quando rivedrete un arcobaleno? Quantomeno ricorderete quanto Dio fosse addolorato per aver distrutto il mondo tramite il diluvio. Rammenterete che – anche se Egli odiava questo mondo e disprezzava questa umanità –, quando distrusse gli esseri umani che aveva creato con le Sue Stesse mani, il Suo cuore soffrì, faticò a dimenticare, si sentì riluttante e trovò difficile sopportare tutto ciò. Dio trasse il Suo unico conforto dagli otto membri della famiglia di Noè. Fu la collaborazione di Noè a far sì che i Suoi sforzi scrupolosi per creare tutte le cose non fossero stati vani. In un momento in cui Dio stava soffrendo, questa fu l’unica cosa che riuscì a lenire il Suo dolore. Da allora in poi, Egli ripose tutte le Sue aspettative sull’umanità nella famiglia di Noè, sperando che quelle persone potessero vivere sotto la Sua benedizione e non sotto la Sua maledizione, che non rivedessero mai più Dio distruggere il mondo con un diluvio e anche che non venissero distrutte.

Di quale parte dell’indole di Dio dovremmo apprendere da tutto ciò? Dio aveva disprezzato l’uomo perché Gli era ostile, ma nel Suo cuore la Sua premura, sollecitudine, e misericordia per l’umanità rimasero immutate. Persino quando la distrusse, il Suo cuore restò identico. Quando l’umanità raggiunse un grave livello di corruzione e di disobbedienza verso Dio, Egli dovette distruggerla per via della Sua indole e della Sua essenza, e in conformità ai Suoi principi. Grazie alla Sua essenza, tuttavia, continuò a compatirla e volle addirittura usare diversi modi per redimerla, cosicché potesse restare in vita. Tuttavia, gli uomini si opposero a Dio, continuarono a disobbedirGli e si rifiutarono di accettare la Sua salvezza, cioè le Sue buone intenzioni. Per quanto Dio li esortasse, rammentasse loro, li sostentasse, li aiutasse o li tollerasse, essi non compresero e non colsero tutto questo, né vi prestarono attenzione. Nonostante il dolore, Dio non dimenticò di concedere loro la massima tolleranza, aspettando che si ravvedessero. Dopo aver raggiunto il Suo limite, Egli fece ciò che doveva fare senza la minima esitazione. In altre parole, ci furono un periodo e un processo specifici dal momento in cui Dio pianificò di distruggere l’umanità all’inizio della Sua opera di distruzione. Questo processo ebbe luogo per permettere all’uomo di ravvedersi e fu l’ultima possibilità che Dio gli diede. Dunque cosa fece Dio in questo periodo precedente la distruzione dell’umanità? Svolse un’opera notevole sull’uomo per far sì che non dimenticasse e per esortarlo. Per quanto il Suo cuore fosse in preda al dolore e alla sofferenza, Egli continuò a investire la Sua premura, sollecitudine ed enorme misericordia sull’umanità. Che cosa deduciamo da questo? Indubbiamente vediamo che l’amore di Dio per gli uomini è reale, e non puramente formale. È concreto, tangibile e percepibile, non fasullo, artefatto, ingannevole o pretenzioso. Dio non usa mai raggiri né crea immagini false per far vedere alle persone quanto sia amorevole. Non utilizza mai false testimonianze per mostrare la Sua amabilità o per ostentare la Sua amorevolezza e santità. Questi aspetti della Sua indole non sono forse degni dell’amore dell’uomo? Non meritano di essere adorati? Di essere tenuti in gran conto? A questo punto voglio chiedervi una cosa: dopo aver ascoltato questo discorso, pensate che la grandezza di Dio consista solo di vuote parole su un foglio di carta? La Sua amabilità è fatta soltanto di parole vuote? No! Certo che no! La supremazia, la grandezza, la santità, la tolleranza, l’amore di Dio e il resto (ogni dettaglio di ciascuno dei diversi aspetti della Sua indole e della Sua essenza) trovano espressione concreta ogni volta che Egli svolge la Sua opera, si concretizzano nella Sua volontà verso gli uomini, e sono anche compiuti e rispecchiati in ogni persona. A prescindere dal fatto che tu l’abbia percepito in passato, Dio Si preoccupa di ogni individuo in ogni modo possibile, usando il Suo cuore sincero, la Sua saggezza e vari metodi per riscaldare il cuore di ciascuno e per risvegliarne lo spirito. Questo è un fatto indiscutibile.

Tratto da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso I” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 29

Dio ha creato gli uomini; a prescindere dal fatto che siano diventati corrotti o che Lo seguano, li tratta come i Suoi affetti più preziosi (o, come direbbero gli esseri umani, i Suoi cari), e non come giocattoli. Sebbene dica che Egli è il Creatore e che l’uomo è la Sua creazione, cosa che potrebbe indurre a credere che ci sia una lieve differenza di rango, la realtà è che tutto ciò che Dio ha fatto per l’uomo va ben oltre una relazione di questa natura. Dio ama l’umanità, le vuole bene, mostra sollecitudine nei suoi confronti e provvede a essa costantemente e incessantemente. In cuor Suo non ha mai la sensazione che questo sia un aggravio dell’opera o qualcosa che meriti un gran credito. Non ritiene nemmeno che salvare gli uomini, sostentarli e concedere loro ogni cosa equivalga a dare loro un enorme contributo. Si limita a provvedere all’umanità tranquillamente e silenziosamente, a Suo modo e attraverso la Sua essenza e attraverso ciò che Egli ha ed è. A prescindere da quanto provveda agli uomini e li aiuti, Dio non pensa e non prova mai a prenderSi il merito. Ciò dipende dalla Sua essenza, ed è precisamente anche una vera espressione della Sua indole. Per questo motivo, né nella Bibbia né in altri libri troviamo mai un Dio che manifesti i Suoi pensieri, che spieghi o esponga agli uomini, con l’intento di ottenerne la gratitudine o gli elogi, perché fa queste cose o perché tiene così tanto all’umanità. Anche quando soffre, quando il Suo cuore è in preda a un estremo dolore, non dimentica mai la Sua responsabilità o sollecitudine verso l’umanità, sopportando al contempo questa sofferenza e questo patimento da solo e in silenzio. Anzi, continua a provvedere agli uomini come ha sempre fatto. Anche se spesso essi Lo lodano o Gli rendono testimonianza, Egli non pretende nessuno di questi comportamenti. Questo, perché Dio non fa cose buone per gli uomini con l’intento di ricevere in cambio la loro gratitudine o di esserne ripagato. D’altro canto, coloro che sono capaci di temere Dio e fuggire il male, che sanno davvero seguirLo, che Lo ascoltano e Gli sono leali, e coloro che sanno obbedirGli sono le persone che riceveranno spesso le Sue benedizioni, ed Egli le concederà loro senza riserva. Non di rado, inoltre, le benedizioni che le persone ricevono da Lui vanno al di là della loro immaginazione, e anche di qualunque cosa gli esseri umani possano giustificare per mezzo di ciò che hanno fatto o del prezzo che hanno pagato. Quando l’umanità riceve le benedizioni di Dio, qualcuno si interessa a ciò che Egli sta facendo? Si preoccupa di come Si sente? Cerca di capire il Suo dolore? La risposta è: assolutamente no! Gli uomini, incluso Noè, comprendono il dolore che Dio provò in quel momento? Qualcuno riesce a capire perché Egli stipulò un simile patto? No! L’umanità non comprende il dolore di Dio non perché non ne sia in grado, né per colpa del divario tra Dio e l’uomo o della loro diversa condizione; piuttosto, la causa è il totale disinteresse degli uomini per i sentimenti di Dio. L’umanità pensa che Egli sia indipendente, che non abbia bisogno dell’interessamento, della comprensione o della considerazione da parte degli uomini. Dio è Dio, perciò non prova dolore né emozioni; non è mai triste, non prova sofferenza, non piange nemmeno. Dio è Dio, perciò non necessita di alcuno sfogo e di alcun conforto emotivi. Se ne avesse bisogno in determinate circostanze, risolverebbe il problema da solo e non chiederebbe aiuto all’umanità. Al contrario, sono gli esseri umani deboli e immaturi a necessitare della consolazione, del Suo provvedere e del Suo incoraggiamento, e ad avere bisogno persino che Egli li conforti nelle loro emozioni, sempre e ovunque. Nel profondo del cuore umano si annidano cose di questo tipo: l’uomo è la parte debole; ha bisogno che Dio Si prenda cura di lui in ogni modo, merita tutta la premura che riceve da Lui e ha il diritto di chiederGli tutto ciò che ritiene debba essere suo. Dio è la parte forte; possiede ogni cosa e deve essere il guardiano dell’umanità e il dispensatore di benedizioni. Poiché è già Dio, è onnipotente e non necessita mai di nulla da parte degli uomini.

Siccome l’uomo non presta alcuna attenzione alle rivelazioni di Dio, non ha mai provato la Sua sofferenza, il Suo dolore o la Sua gioia. Viceversa, Dio conosce tutte le espressioni degli uomini come il palmo della Sua mano. Soddisfa le esigenze di ciascuno in qualunque momento e ovunque, osservando i pensieri mutevoli di ognuno, confortandolo, esortandolo, guidandolo e illuminandolo. Considerando tutte le cose che Dio ha fatto per l’umanità e tutti i prezzi che ha pagato a causa sua, le persone riescono a trovare un passo della Bibbia o delle frasi pronunciate da Dio finora in cui si affermi chiaramente che Egli pretenderà qualcosa dall’uomo? No! Viceversa, per quanto gli uomini ignorino il Suo pensiero, Dio continua a guidarli, a sostentarli e ad aiutarli ripetutamente, affinché siano in grado di seguire la Sua via e possano così raggiungere la magnifica destinazione che Egli ha preparato per loro. Quando si tratta di Dio, ciò che Egli ha ed è, la Sua grazia, la Sua misericordia e tutte le Sue ricompense saranno concesse senza riserve a coloro che Lo amano e Lo seguono. Egli, tuttavia, non rivela mai a nessuno il dolore che ha provato o il Suo stato d’animo, e non Si lamenta mai se qualcuno non è premuroso nei Suoi confronti o non conosce la Sua volontà. Semplicemente sopporta tutto questo in silenzio, aspettando il giorno in cui l’umanità sarà in grado di capire.

Perché qui dico queste cose? Che cosa deducete da ciò che ho detto? Nella essenza e nell’indole di Dio c’è qualcosa che è fin troppo facile lasciarsi sfuggire, qualcosa che possiede soltanto Lui e non le persone, comprese quelle che gli altri considerano grandi e buone o in cui addirittura vedono il Dio della loro immaginazione. Che cos’è questa cosa? L’altruismo di Dio. Quando si parla di altruismo, potresti pensare di essere anche tu molto altruista perché, quando si tratta dei tuoi figli, non mercanteggi né contratti mai con loro e sei generoso, oppure ritieni di essere molto altruista anche con i tuoi genitori. A prescindere da cosa pensi, quantomeno hai un’idea della parola “altruista” e credi che sia un termine positivo e che essere una persona altruista sia molto nobile. Quando sei altruista, hai grande stima di te stesso. Però nessuno è in grado di vedere l’altruismo di Dio in tutte le cose, tra le persone, gli eventi e gli oggetti, e nella Sua opera. Perché? Perché l’uomo è troppo egoista! Perché dico questo? L’umanità vive in un mondo materiale. Forse segui Dio, ma non vedi né capisci mai come Egli provveda a te, ti ami e Si preoccupi per te. Dunque cosa comprendi? Vedi i tuoi consanguinei che ti amano o stravedono per te. Vedi le cose che danno beneficio alla tua carne, tieni alle persone e alle cose che ami. Questo è il cosiddetto altruismo degli uomini. Tali persone “altruiste”, tuttavia, non si interessano mai al Dio che dà loro la vita. Al contrario dell’altruismo di Dio, quello dell’uomo diventa egoista e spregevole. L’altruismo in cui crede l’uomo è vuoto e irrealistico, artefatto, incompatibile con Dio e a Lui estraneo. L’altruismo dell’uomo è rivolto all’uomo stesso, mentre quello di Dio è una vera rivelazione della Sua essenza. È proprio grazie all’altruismo di Dio che l’uomo riceve un costante sostentamento da parte Sua. Forse non siete troppo colpiti dall’argomento di cui parlo oggi e vi limitate ad annuire in segno di approvazione ma, quando tenterai di capire il cuore di Dio nel tuo cuore, scoprirai involontariamente questo: tra tutte le persone, le questioni e le cose che riesci a percepire in questo mondo, soltanto l’altruismo di Dio è reale e concreto, perché solo il Suo amore per te è incondizionato e irreprensibile. Tranne quello di Dio, il cosiddetto altruismo di chiunque altro è simulato, superficiale, falso; ha uno scopo, determinate intenzioni, implica un compromesso e non sopporta di essere messo alla prova. Potreste persino dire che è turpe e disprezzabile. Siete d’accordo col definirlo così?

Tratto da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso I” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 30

Genesi 9:11-13 “Io stabilisco il Mio patto con voi; nessun essere vivente sarà più sterminato dalle acque del diluvio e non ci sarà più diluvio per distruggere la terra”. Dio disse: “Ecco il segno del patto che Io faccio tra Me e voi e ogni essere vivente che è con voi, per tutte le generazioni future. Io pongo il Mio arco nella nuvola e servirà di segno del patto fra Me e la terra”.

Alla fine della storia di Noè vediamo che Dio usò un metodo insolito per esprimere i Suoi sentimenti in quel momento. Esso fu molto speciale: fare con l’uomo un patto che dichiarava la fine della distruzione del mondo da parte di Dio per mezzo del diluvio. In apparenza, fare un patto potrebbe sembrare qualcosa di molto ordinario. Non è altro che usare le parole per vincolare due parti e impedire loro di violare l’accordo stipulato, in modo da proteggere gli interessi di entrambe. Nella forma è una cosa molto ordinaria ma, considerando le motivazioni profonde e l’intento con cui Dio compie questa azione, essa è una vera rivelazione della Sua indole e del Suo stato d’animo. Se ti limiti ad accantonare queste parole e a ignorarle, se non vi parlo mai della verità delle cose, l’umanità non conoscerà mai veramente il pensiero di Dio. Forse, nella tua immaginazione, Dio sorrideva quando ha stretto questo patto, o forse aveva un’espressione seria, ma se anche fosse stata l’espressione più ordinaria che gli uomini immaginano Dio avesse, nessuno sarebbe stato in grado di vedere il Suo cuore o il Suo dolore, e tantomeno la Sua solitudine. Nessuno può costringere Dio a fidarSi di lui o essere degno della Sua fiducia, oppure essere la persona cui Egli espone i Suoi pensieri o confida il Suo dolore. È per questo motivo che Dio non ebbe altra scelta. In apparenza, fece una cosa facile per dire addio all’umanità precedente, chiudendo con il passato e portando a una conclusione perfetta la Sua distruzione del mondo tramite il diluvio. Tuttavia aveva sepolto la sofferenza di quel momento nel profondo del Suo cuore. In un’occasione in cui non aveva nessuno con cui confidarSi, fece un patto con gli uomini, dicendo loro che non avrebbe più distrutto il mondo con un diluvio. Quando comparve un arcobaleno, esso serviva a ricordare alle persone che in passato era accaduta una cosa simile e ad ammonirle a rifuggire il male. Dio non Si è dimenticato degli uomini nemmeno in una condizione così dolorosa e ha mostrato ancora molta sollecitudine nei loro confronti. Questa non è una dimostrazione del Suo amore e altruismo? Ma a cosa pensano le persone quando soffrono? Non è il momento in cui hanno più bisogno di Dio? In occasioni di questo tipo, coinvolgono sempre Dio cosicché possa confortarle. Egli non le pianterà mai e poi mai in asso, e farà sempre in modo che escano dalle loro situazioni difficili e che vivano nella luce. Sebbene Dio sostenti l’umanità in questo modo, nel cuore degli uomini Egli è nulla più che un tranquillante, un ricostituente. Quando Dio soffre, quando il Suo cuore è ferito, avere un essere creato o una persona che Gli tenga compagnia o che Lo conforti sarebbe indubbiamente solo un desiderio esagerato per Lui. L’uomo non presta mai attenzione ai sentimenti di Dio, quindi Egli non chiede mai, né Si aspetta, che ci sia qualcuno in grado di confortarLo. Si limita a usare i Suoi metodi per esprimere il Suo umore. Le persone pensano che per Dio non sia così difficile sopportare un po’ di sofferenza, ma soltanto quando provi davvero a comprenderLo, quando riesci a cogliere veramente le Sue intenzioni serie in tutto ciò che fa, sei in grado di sentire la Sua grandezza e il Suo altruismo. Anche se Dio fece un patto con l’umanità usando l’arcobaleno, non ha mai detto a nessuno perché l’abbia fatto, perché abbia stretto questa alleanza, ossia non ha mai rivelato a nessuno i Suoi veri pensieri. Questo, perché non c’è nessuno in grado di comprendere la profondità del Suo amore per gli uomini che Egli ha creato con le Sue mani, e nemmeno di capire quanto dolore provò il Suo cuore quando Egli distrusse l’umanità. Pertanto, anche se dicesse alle persone come Si sente, esse non sarebbero in grado di ricevere queste confidenze. Pur soffrendo, Dio procede con la fase successiva della Sua opera. Dà sempre all’umanità il Suo lato e le cose migliori, mentre sopporta da solo tutta la sofferenza senza darlo a vedere. Non rivela mai apertamente questi patimenti. Invece li sopporta e aspetta in silenzio. La Sua tolleranza non è fredda, insensibile o impotente, né è un segno di debolezza. Al contrario, l’amore e l’essenza di Dio sono sempre stati altruisti. Questa è una rivelazione naturale della Sua essenza e indole, nonché un’autentica personificazione della Sua identità di vero Creatore.

Tratto da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso I” in “La Parola appare nella carne”

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