Conoscere Dio 1

La Parola quotidiana di Dio Estratto 1

Ognuno di voi dovrebbe esaminare di nuovo la propria vita di fede in Dio per vedere se, mentre segue Dio, ha veramente capito, ha veramente compreso ed è veramente giunto a conoscerLo, se sa veramente quale atteggiamento Dio assuma verso i vari tipi di esseri umani e se capisce veramente che cosa Dio stia operando in lui e come Dio definisca ogni suo atto. In ultima analisi, quanto capisci e quanto realmente sai di questo Dio che è al tuo fianco, a guidare la direzione del tuo progredire, a prestabilire il tuo destino e a provvedere alle tue necessità? Sai che cosa Egli operi in te ogni singolo giorno? Conosci i principi e gli scopi su cui basa ogni Sua azione? Sai come ti guida? Conosci i mezzi con cui provvede a te? Conosci i metodi con cui ti guida? Sai che cosa Egli desideri ottenere da te e che cosa desideri conseguire in te? Conosci l’atteggiamento che assume verso gli svariati modi in cui ti comporti? Sai se sei amato da Lui? Conosci l’origine della Sua gioia, della Sua collera, del Suo dolore e della Sua contentezza, i pensieri e le idee su cui si fondano, e la Sua essenza? Sai, in definitiva, che genere di Dio sia questo Dio in cui credi? Questi e altri interrogativi del genere sono forse qualcosa che tu non hai mai capito o a cui non hai mai pensato? Nel ricercare la tua fede in Dio, attraverso un reale apprezzamento e una vera esperienza delle parole di Dio, hai chiarito i tuoi malintesi riguardo a Lui? Dopo avere ricevuto la disciplina e il castigo di Dio, hai raggiunto obbedienza e sollecitudine autentiche? Nel pieno del castigo e del giudizio di Dio, sei giunto a conoscere la natura ribelle e satanica dell’uomo e hai acquisito un minimo di comprensione della Sua santità? Sotto la guida e l’illuminazione delle parole di Dio, hai cominciato a vedere la vita in maniera diversa? Nel pieno della prova mandata da Dio, hai percepito la Sua intolleranza per le offese dell’uomo nonché ciò che Egli ti richiede e come ti stia salvando? Se non sai che cosa significhi fraintendere Dio o come chiarire tale fraintendimento, allora si può dire che tu non sia mai entrato in vera comunione con Dio e non Lo abbia mai capito, o perlomeno si può dire che tu non abbia mai desiderato capirLo. Se non sai che cosa siano la disciplina e il castigo di Dio, sicuramente non sai che cosa siano obbedienza e sollecitudine, o perlomeno non hai mai veramente obbedito o avuto sollecitudine verso Dio. Se non hai mai avuto esperienza del castigo e del giudizio di Dio, sicuramente non saprai che cosa sia la Sua santità e avrai ancora meno chiarezza riguardo a che cosa sia la ribellione dell’uomo. Se non hai mai avuto una corretta visione della vita o un corretto scopo nella vita, ma ti trovi ancora in uno stato di perplessità e indecisione riguardo al tuo futuro percorso di vita, fino al punto di esitare ad andare avanti, allora di sicuro non hai mai ricevuto l’illuminazione e la guida di Dio e si può anche dire che tu non sia mai stato veramente rifornito o nutrito dalle parole di Dio. Se ancora non hai subìto la Sua prova, inutile dire che certamente non sai che cosa sia l’intolleranza di Dio verso le offese dell’uomo, né capiresti che cosa Dio in definitiva richieda da te, e ancora meno, in definitiva, che cosa sia la Sua opera di gestire e salvare l’uomo. A prescindere da quanti anni una persona creda in Dio, se non ha mai sperimentato o percepito nulla nelle Sue parole, di sicuro non sta percorrendo il cammino verso la salvezza, la sua fede in Dio è sicuramente priva di un vero contenuto, anche la sua conoscenza di Dio è sicuramente pari a zero, ed è inutile dire che tale persona non ha affatto idea di che cosa significhi venerare Dio.

Tratto da “Conoscere Dio è la via per temere Dio ed evitare il male” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 2

L’avere e l’essere di Dio, l’essenza di Dio, l’indole di Dio: tutto è stato reso noto tramite le Sue parole all’umanità. Quando ha esperienza delle parole di Dio, l’uomo, nel processo di metterle in pratica, giungerà a capire lo scopo alla base delle parole pronunciate da Dio, a capire la fonte e l’antefatto delle Sue parole e a capire e apprezzare l’effetto desiderato delle Sue parole. Per l’umanità, queste sono tutte cose che l’uomo deve sperimentare, comprendere e fare proprie per avere accesso alla verità e alla vita, comprendere le intenzioni di Dio, trasformare la propria indole e divenire capace di obbedire alla sovranità e alle disposizioni di Dio. Nello stesso tempo in cui l’uomo sperimenta, comprende e fa proprie queste cose, a poco a poco avrà acquisito una certa comprensione di Dio e in quel momento avrà anche acquisito gradi diversi di conoscenza di Lui. Questa comprensione e questa conoscenza non provengono da qualcosa che l’uomo ha immaginato o composto, ma piuttosto da ciò che apprezza, sperimenta, percepisce e corrobora in sé stesso. Solo quando queste cose sono state apprezzate, sperimentate, percepite e corroborate, la conoscenza di Dio da parte dell’uomo acquisisce contenuto; solo la conoscenza che l’uomo ottiene in questo momento è effettiva, reale e precisa, e questo processo – di conseguire un’autentica comprensione e conoscenza di Dio apprezzando, sperimentando, percependo e corroborando le Sue parole – non è altro che la vera comunione fra l’uomo e Dio. Nel pieno di questo genere di comunione, l’uomo giunge veramente a capire e comprendere le intenzioni di Dio, giunge veramente a capire e conoscere l’avere e l’essere di Dio, giunge veramente a capire e conoscere la Sua essenza, giunge gradatamente a capire e conoscere la Sua indole, arriva a una reale certezza e a una corretta definizione della realtà del dominio di Dio sull’intero creato e acquisisce un orientamento sostanziale e una conoscenza dell’identità e della posizione di Dio. Nel pieno di questo genere di comunione, l’uomo modifica, passo dopo passo, le sue idee riguardo a Dio, non immaginandoLo più emerso dal nulla, né lasciando briglia sciolta ai propri sospetti su di Lui né fraintendendoLo né condannandoLo, né giudicandoLo, né dubitando di Lui. Di conseguenza l’uomo avrà meno discussioni con Dio, avrà meno conflitti con Lui e meno occasioni in cui ribellarsi contro di Lui. Viceversa, la sollecitudine dell’uomo verso Dio e la sua obbedienza a Lui aumenteranno, e la sua venerazione della volontà di Dio diventerà più reale, oltre che più profonda. Nel pieno di questo genere di comunione, l’uomo non solo conseguirà la provvista della verità e il battesimo della vita, ma allo stesso tempo otterrà anche la vera conoscenza di Dio. Nel pieno di questo genere di comunione, l’uomo non solo si trasformerà quanto alla propria indole e riceverà la salvezza, ma allo stesso tempo guadagnerà anche la reale venerazione e adorazione di Dio da parte di un essere creato. Dopo questo genere di comunione, la fede dell’uomo in Dio non sarà più una pagina bianca o una promessa offerta solo a parole o una forma di cieca ricerca e idolatria. Solo con questo genere di comunione la vita dell’uomo crescerà giorno dopo giorno verso la maturità, e solo adesso la sua indole a poco a poco si trasformerà, e la sua fede in Dio si modificherà, passo dopo passo, da una credenza vaga e incerta a un’autentica obbedienza e sollecitudine, a una reale venerazione, e l’uomo inoltre, mentre segue Dio, a poco a poco progredirà da un atteggiamento passivo a uno attivo, da uno che subisce l’azione a uno che intraprende un’azione positiva. Solo con questo genere di comunione l’uomo arriverà a capire veramente Dio, a conoscerLo veramente. Poiché la gran parte delle persone non è mai entrata in vera comunione con Dio, la sua conoscenza di Dio si ferma al livello teorico, al livello di lettere e dottrine. Vale a dire, la gran parte delle persone, a prescindere da quanti anni creda in Dio, per ciò che riguarda la Sua conoscenza è ancora allo stesso punto di quando ha cominciato, bloccata sulle fondamenta delle forme tradizionali di omaggio, con le relative decorazioni di colori leggendari e superstizioni feudali. Se la conoscenza di Dio da parte dell’uomo rimane ferma al punto di partenza, significa che è praticamente inesistente. A parte l’affermazione della posizione e dell’identità di Dio da parte dell’uomo, la fede dell’uomo in Lui è ancora in uno stato di vaga incertezza. Stando così le cose, quanta vera venerazione per Dio può avere l’uomo?

Per quanto fermamente tu creda nella Sua esistenza, questo non può prendere il posto della tua conoscenza di Dio, né della tua venerazione per Lui. Per quanto tu abbia gioito delle Sue benedizioni e della Sua grazia, questo non può prendere il posto della tua conoscenza di Dio. Per quanto tu sia disposto a consacrare tutto te stesso e di spendere tutto te stesso per Lui, questo non può prendere il posto della tua conoscenza di Dio. Forse hai acquisito tanta familiarità con le parole da Lui pronunciate o perfino le conosci a memoria e puoi sciorinarle alla rovescia, ma questo non può prendere il posto della tua conoscenza di Dio. Per quanto l’uomo possa essere deciso a seguire Dio, se non ha mai avuto una comunione autentica con Lui né ha avuto un’esperienza autentica delle Sue parole, allora la sua conoscenza di Dio non sarebbe più che un vuoto assoluto o una fantasticheria infinita. Per quanto tu abbia “sfiorato” Dio di sfuggita o Lo abbia incontrato faccia a faccia, la tua conoscenza di Dio sarà ancora pari a zero e la tua venerazione per Lui non sarà altro che un vano slogan o un ideale.

Tratto da “Conoscere Dio è la via per temere Dio ed evitare il male” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 3

Molti prendono in mano le parole di Dio e le leggono giorno dopo giorno, fino al punto di imparare attentamente a memoria tutti i brani classici e considerarlo il loro bene più prezioso. Inoltre predicano ovunque le parole di Dio, nutrendo e aiutando gli altri per mezzo delle Sue parole. Pensano che fare così significhi rendere testimonianza a Dio, rendere testimonianza alle Sue parole, che fare così significhi seguire la via di Dio; pensano che fare così significhi vivere secondo le parole di Dio, portare le Sue parole nella propria vita effettiva, che fare così consenta loro di ricevere la lode di Dio ed essere salvati e resi perfetti. Ma, pur predicando le parole di Dio, nella pratica non vi si conformano mai né cercano di allinearsi a ciò che vi viene rivelato. Invece usano le parole di Dio per conquistare l’adorazione e la fiducia degli altri mediante inganni, per avviare una gestione propria e per sottrarre e rubare la gloria di Dio. Sperano vanamente di approfittare dell’occasione offerta dalla divulgazione delle parole di Dio per ricevere la Sua opera e la Sua lode. Quanti anni sono trascorsi, eppure non solo queste persone sono state incapaci di guadagnare la lode di Dio mediante la predicazione delle Sue parole; non solo sono state incapaci di scoprire la via da seguire per rendere testimonianza alle parole di Dio; non solo non hanno aiutato o nutrito sé stesse mentre nutrivano e aiutavano gli altri per mezzo delle parole di Dio; non solo, nel fare tutte queste cose, sono state incapaci di conoscere Dio o di destare in sé stesse una venerazione autentica per Dio; ma al contrario i loro malintesi riguardo a Dio si fanno sempre più profondi, la loro diffidenza nei Suoi confronti si fa sempre più grave e le loro fantasie nei Suoi riguardi si fanno sempre più iperboliche. Nutrite e guidate dalle loro teorie riguardo alle parole di Dio, sembrano essere a loro agio e mettere in pratica le proprie abilità con facilità e senza sforzo, come se avessero trovato il loro scopo nella vita, la loro missione, come se avessero conquistato una nuova vita e fossero state salvate; come se, con le parole di Dio che escono vivaci dalla loro lingua nella recitazione, avessero ottenuto l’accesso alla verità, avessero compreso le intenzioni di Dio e scoperto il cammino per conoscerLo; come se, predicando le parole di Dio, si trovassero spesso faccia a faccia con Lui. Inoltre spesso si “commuovono” al punto di mettersi a piangere e altrettanto spesso, guidate dal “Dio” delle parole di Dio, sembrano aggrapparsi incessantemente alle Sue serie premure e gentili intenzioni e allo stesso tempo aver compreso la salvezza dell’uomo da parte di Dio e la Sua gestione, sembrano essere giunte a conoscere la Sua essenza e aver capito la Sua indole giusta. Su queste basi, sembrano credere ancora più fermamente nell’esistenza di Dio, essere maggiormente a conoscenza della Sua condizione eccelsa e percepire ancor più profondamente la Sua grandezza e la Sua trascendenza. Immerse come sono nella conoscenza superficiale delle parole di Dio, sembra che la loro fede sia cresciuta, la loro determinazione a sopportare la sofferenza si sia rafforzata e la loro conoscenza di Dio sia diventata più profonda. Ben poco sanno che, finché non sperimentano veramente le parole di Dio, tutta la loro conoscenza di Dio e le loro idee riguardo a Lui derivano dalla loro bramosa immaginazione e dalle loro congetture. La loro fede non reggerebbe ad alcun genere di prova da parte di Dio, la loro cosiddetta spiritualità e la loro levatura semplicemente non reggerebbero alla prova o alla verifica da parte di Dio; la loro determinazione è solo un castello di sabbia e anche la loro cosiddetta conoscenza di Dio non è altro che frutto della loro fantasia. In realtà queste persone, che per così dire hanno profuso grande impegno nelle parole di Dio, non hanno mai capito che cosa sia la vera fede, che cosa sia la vera obbedienza, che cosa sia la vera sollecitudine o la vera conoscenza di Dio. Prendono la teoria, l’immaginazione, la conoscenza, il dono, la tradizione, la superstizione e perfino i valori morali dell’umanità e ne fanno un “capitale di investimento” e “armamenti militari” per credere in Dio e ricercarLo, costituendole perfino come fondamenta della loro fede in Dio e della loro ricerca di Lui. Allo stesso tempo prendono questo capitale e questi armamenti e li trasformano in un talismano magico per conoscere Dio, per affrontare e combattere la verifica, la prova, il castigo e il giudizio di Dio. Alla fine, ciò che ottengono non è altro che deduzioni riguardo a Dio immerse in connotazioni religiose, in superstizioni feudali e in tutto ciò che è romantico, grottesco ed enigmatico, e il loro modo di conoscere e definire Dio è creato con lo stesso stampo di quello di quanti credono soltanto nel Cielo Supremo o nel Grande Vecchio in Cielo, mentre la realtà di Dio, la Sua essenza, la Sua indole, il Suo avere e il Suo essere e così via (tutto ciò che riguarda il vero Dio Stesso) sono cose che la loro conoscenza non è riuscita a comprendere e rispetto alle quali è completamente irrilevante e perfino diametralmente opposta. In questo modo, anche se vivono con la provvista e il nutrimento delle parole di Dio, ciò nonostante sono incapaci di percorrere realmente la via dell’aver timore di Dio ed evitare il male. Il vero motivo di tutto questo è che non hanno mai conosciuto Dio, né hanno mai avuto un contatto autentico o una comunione con Lui, e così è impossibile per loro arrivare a un’intesa reciproca con Dio o destare in sé in modo autentico la fede in Dio, il seguire Dio o l’adorazione di Lui. Che considerino così le parole di Dio, che considerino così Dio: questo punto di vista e questo atteggiamento le hanno condannate a ritornare a mani vuote dai loro tentativi, le hanno condannate per tutta l’eternità a non essere mai in grado di percorrere la via dell’aver timore di Dio ed evitare il male. Lo scopo a cui mirano e la direzione in cui procedono indicano che sono nemiche di Dio per l’eternità e che per l’eternità non saranno mai in grado di ricevere la salvezza.

Tratto da “Conoscere Dio è la via per temere Dio ed evitare il male” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 4

Se, nel caso di un uomo che da molti anni segua Dio e gioisca di ciò che riceve dalle Sue parole, la sua definizione di Dio fosse essenzialmente la stessa di chi si prostra in omaggio davanti agli idoli, ciò significherebbe che quest’uomo non ha raggiunto la realtà delle parole di Dio. Questo perché semplicemente non ha avuto accesso alla realtà delle parole di Dio e per questo motivo la realtà, la verità, le intenzioni e le richieste all’umanità, tutto ciò che è inerente alle parole di Dio, non hanno nulla a che vedere con lui. Vale a dire, per quanto intensamente un simile uomo possa agire basandosi sul significato superficiale delle parole di Dio, è tutto inutile: poiché ciò che persegue sono semplici parole, ciò che ottiene saranno pure necessariamente semplici parole. Che le parole pronunciate da Dio siano semplici o profonde all’apparenza, sono tutte verità indispensabili all’uomo nell’accedere alla vita; sono la fonte di acqua di vita che gli consente di sopravvivere tanto nello spirito quanto nella carne. Forniscono ciò di cui l’uomo ha bisogno per restare vivo; il dogma e il credo per condurre la sua vita quotidiana; la via, lo scopo e la direzione da percorrere per ricevere la salvezza; ogni verità da possedere in quanto essere creato davanti a Dio; ogni verità riguardo a come l’uomo obbedisca a Dio e Lo adori. Sono la garanzia che assicura la sopravvivenza dell’uomo, sono il pane quotidiano dell’uomo e sono anche il sostegno robusto che gli consente di essere forte e reggersi in piedi. Sono ricche di realtà della verità della normale umanità come viene vissuta dall’umanità creata, ricche di verità con cui l’umanità si libera dalla corruzione ed elude le trappole di Satana, ricche di instancabile insegnamento, esortazione, incoraggiamento e conforto che il Creatore offre all’umanità creata. Sono il faro che guida e illumina gli uomini a capire tutto ciò che è positivo, la garanzia che assicura agli uomini che vivranno ed entreranno in possesso di tutto ciò che è giusto e buono, il criterio con cui si misurano persone, avvenimenti e oggetti e anche il segnale per la navigazione che guida gli uomini verso la salvezza e il cammino di luce. Solo con la reale esperienza delle parole di Dio l’uomo viene rifornito di verità e di vita; solo così egli giunge a capire che cosa sia la normale umanità, che cosa sia una vita significativa, che cosa sia un autentico essere creato, che cosa sia la vera obbedienza a Dio; solo così egli giunge a capire come avere sollecitudine verso Dio, come compiere il dovere di un essere creato e come possedere le sembianze di un vero uomo; solo così giunge a capire che cosa si intenda per autentica fede e autentica adorazione; solo così capisce chi sia il Sovrano dei cieli e della terra e di tutte le cose; solo così giunge a capire i metodi con cui Colui che è Padrone di tutto il creato governa, guida e provvede al creato; e solo così giunge a capire e a comprendere i metodi con cui Colui che è Padrone di tutto il creato esiste, Si manifesta e opera… Separato dalla reale esperienza delle parole di Dio, l’uomo non ha reale conoscenza o intuizione delle parole di Dio e della verità. Un tale uomo è un vero e proprio cadavere vivente, un perfetto involucro, e tutta la conoscenza relativa al Creatore non ha niente a che vedere con lui. Agli occhi di Dio un tale uomo non ha mai creduto in Lui, né è mai stato Suo seguace, e così Dio non lo riconosce né come Suo fedele né come Suo seguace, tanto meno come autentico essere creato.

Tratto da “Conoscere Dio è la via per temere Dio ed evitare il male” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 5

Un autentico essere creato deve sapere chi sia il Creatore, a che cosa serva la creazione dell’uomo, come adempiere le responsabilità di un essere creato e come adorare il Signore di tutto il creato; deve capire, comprendere, conoscere e avere sollecitudine verso le intenzioni, i desideri e le richieste del Creatore e deve agire in conformità con la via del Creatore: avere timore di Dio ed evitare il male.

Che cosa significa avere timore di Dio? E come evitare il male?

“Avere timore di Dio” non indica paura e orrore indefinibili, né evadere, né tenere a distanza e nemmeno idolatria o superstizione. Si tratta invece di ammirazione, stima, fiducia, comprensione, sollecitudine, obbedienza, consacrazione, amore, nonché adorazione incondizionata e paziente, contraccambiare e sottomettersi. Senza un’autentica conoscenza di Dio, l’umanità non avrà ammirazione autentica, fiducia autentica, comprensione autentica, autentica sollecitudine od obbedienza, ma solo terrore e disagio, solo dubbio, malinteso, evasione ed elusione; senza un’autentica conoscenza di Dio, l’umanità non avrà consacrazione e contraccambio autentici; senza un’autentica conoscenza di Dio, l’umanità non avrà un adorare e un sottomettersi autentici, ma solo cieca idolatria e superstizione; senza un’autentica conoscenza di Dio, l’umanità non può mai agire in conformità con la via di Dio, né avere timore di Dio, né evitare il male. Al contrario, ogni attività e ogni comportamento che l’uomo intraprende saranno colmi di ribellione e disobbedienza, con imputazioni diffamatorie e giudizi calunniosi su di Lui e con una condotta malvagia contraria alla verità e al vero significato delle parole di Dio.

Una volta che l’umanità avrà sincera fiducia in Dio, sarà sincera nel seguirLo e nel dipendere da Lui; solo con vera fiducia e dipendenza da Dio l’umanità può avere comprensione e intendimento autentici. Unitamente alla reale comprensione di Dio arriva la vera sollecitudine verso di Lui; solo con un’autentica sollecitudine verso Dio l’umanità può avere un’obbedienza autentica; solo con l’obbedienza autentica a Dio l’umanità conoscerà autentica consacrazione; solo con autentica consacrazione a Dio l’umanità può contraccambiare in maniera incondizionata e senza lamentele; solo con fiducia e dipendenza autentiche, comprensione e sollecitudine autentiche, obbedienza autentica, consacrazione e contraccambio autentici l’umanità può veramente giungere a conoscere l’indole e l’essenza di Dio e a conoscere l’identità del Creatore; solo quando è giunta veramente a conoscere il Creatore, l’umanità può destare in sé un adorare e un sottomettersi autentici; solo quando sa realmente adorare e sottomettersi al Creatore l’umanità potrà accantonare la propria condotta malvagia, vale a dire evitare il male.

Ciò costituisce l’intero processo di “avere timore di Dio ed evitare il male” ed è anche l’intero contenuto dell’avere timore di Dio ed evitare il male, nonché il cammino da percorrere per arrivare ad avere timore di Dio ed evitare il male.

“Avere timore di Dio ed evitare il male” e conoscere Dio sono inseparabilmente legati tramite una miriade di fili, e il legame fra loro è evidente di per sé. Se si desidera giungere a evitare il male, bisogna prima avere reale timore di Dio; se si desidera conseguire un reale timore di Dio, bisogna prima avere una vera conoscenza di Dio; se si desidera conseguire la conoscenza di Dio, bisogna prima avere esperienza delle Sue parole, accedere alla loro realtà, avere esperienza della punizione e della disciplina di Dio, del Suo castigo e del Suo giudizio; se si desidera avere esperienza delle parole di Dio, bisogna prima giungere faccia a faccia con le Sue parole, giungere faccia a faccia con Dio e chiederGli di fornire occasioni per avere esperienza delle parole di Dio sotto forma di ogni sorta di ambienti comprendenti persone, avvenimenti e oggetti; se si desidera giungere faccia a faccia con Dio e con le Sue parole, bisogna prima possedere un cuore semplice e onesto, disponibilità ad accettare la verità, volontà di sopportare la sofferenza, determinazione e coraggio per evitare il male e l’aspirazione a diventare un autentico essere creato… In questo modo, avanzando passo dopo passo, ti avvicinerai sempre più a Dio, il tuo cuore diventerà sempre più puro e la tua vita e il valore di essere vivo diventeranno, unitamente alla tua conoscenza di Dio, sempre più significativi e sempre più radiosi. Finché un giorno percepirai che il Creatore non è più un enigma, che il Creatore non ti è mai stato nascosto, che il Creatore non ti ha mai celato il Suo volto, che il Creatore non è affatto lontano da te, che il Creatore non è più Colui che brami costantemente nei tuoi pensieri ma non riesci a raggiungere con i tuoi sentimenti, che Egli realmente e veramente ti sta al fianco per proteggerti, provvedere alla tua vita e governare il tuo destino. Non è in un lontano orizzonte, né Si è occultato in alto fra le nuvole. È proprio al tuo fianco, a presiedere tutto il tuo essere, è tutto ciò che hai ed è l’unica cosa che possiedi. Un simile Dio ti consente di amarLo col cuore, aggrapparti a Lui, tenerLo vicino, ammirarLo, temere di perderLo e non essere più disposto a rinunciare a Lui, a disobbedirGli o a eluderLo o a tenerLo a distanza. Tutto ciò che vuoi è avere sollecitudine per Lui, obbedirGli, contraccambiare tutto ciò che ti dà e sottometterti al Suo dominio. Non ti rifiuti più di essere guidato, rifornito, sorvegliato e custodito da Lui; non rifiuti più ciò che Egli detta e predestina per te. Tutto ciò che vuoi è seguirLo, camminare al Suo fianco; tutto ciò che vuoi è accettarLo come tua unica e sola vita, accettarLo come tuo unico e solo Signore, tuo unico e solo Dio.

Tratto da “Conoscere Dio è la via per temere Dio ed evitare il male” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 6

Le convinzioni degli esseri umani non possono sostituire la verità

Ci sono persone che sanno sopportare i patimenti, sanno pagare il prezzo, il loro comportamento esteriore è ottimo, sono molto rispettate e godono dell’ammirazione degli altri. Che ne pensate: questo genere di comportamento esteriore può essere considerato come mettere in pratica la verità? Potete dire che questa persona stia soddisfacendo le intenzioni di Dio? Come mai ripetutamente alcuni vedono questo genere di persona e pensano che stia soddisfacendo Dio, pensano che stia percorrendo il cammino del mettere in pratica la verità, che stia camminando sulla via di Dio? Perché alcuni pensano in questo modo? Vi è un’unica spiegazione. E qual è? È che per moltissime persone certi interrogativi, per esempio che cosa significhi mettere in pratica la verità, che cosa significhi soddisfare Dio, che cosa significhi possedere davvero la realtà della verità, non sono molto chiari. Così ci sono persone che spesso vengono ingannate da coloro che esteriormente sembrano spirituali, sembrano nobili, sembrano avere un’immagine elevata. Quanto a coloro che sanno parlare di lettere e dottrine e il cui discorso e le cui azioni appaiono degni di ammirazione, i loro estimatori non hanno mai guardato l’essenza delle loro azioni, i principi alla base dei loro atti, quali siano i loro obiettivi. E non hanno mai guardato se queste persone veramente obbediscano a Dio e se siano o no persone che veramente temono Dio ed evitano il male. Non hanno mai colto l’essenza dell’umanità di tali persone. Anzi, dal primo momento in cui ne fanno conoscenza, a poco a poco giungono ad ammirare queste persone, a venerarle, e alla fine queste persone diventano i loro idoli. Inoltre, nella mente di alcuni, gli idoli che essi adorano, che secondo loro possono abbandonare la famiglia e il lavoro e pagarne apparentemente il prezzo, questi idoli sono coloro che realmente soddisfano Dio, coloro che realmente ricevono un esito e una destinazione favorevoli. Nella loro mente, questi idoli sono coloro che Dio elogia. Che cosa induce le persone a nutrire questo genere di convinzione? Qual è l’essenza di tale questione? Quali sono le conseguenze a cui può condurre? Esaminiamo prima di tutto la questione della sua essenza.

Tali questioni riguardanti il punto di vista delle persone, la loro pratica, quali principi scelgano per la pratica e che cosa ognuno di norma sottolinei: tutto questo sostanzialmente non ha nulla a che fare con le richieste di Dio all’umanità. Che le persone si concentrino su questioni superficiali o profonde, su lettere e dottrine o sulla realtà, esse non aderiscono a ciò a cui dovrebbero aderire di più e non sanno ciò che dovrebbero sapere di più. Il motivo è che alle persone la verità non piace affatto. Pertanto non sono disposte a investire tempo e fatica nel trovare e mettere in pratica i principi della parola di Dio. Invece preferiscono usare scorciatoie e riassumere ciò che, per quanto capiscono, per quanto sanno, costituisce una buona pratica e un buon comportamento. Questo riassunto quindi diventa il loro obiettivo da perseguire, diventa una verità da mettere in pratica. La conseguenza diretta è che le persone usano il buon comportamento umano come sostituto del mettere in pratica la verità, il che inoltre soddisfa il loro desiderio di ingraziarsi Dio. Ciò offre alle persone un capitale con cui combattere la verità e ragionare e disputare con Dio. Allo stesso tempo le persone accantonano Dio senza scrupoli e al posto di Dio collocano l’idolo del loro cuore. Vi è un’unica causa fondamentale che induce a compiere queste azioni ignoranti, ad avere questi punti di vista ignoranti o punti di vista e pratiche parziali, e oggi ve ne parlerò. Il motivo è che, sebbene le persone possano seguire Dio, pregarLo ogni giorno e leggere ogni giorno la Sua parola, in realtà non capiscono la volontà di Dio. Questa è la radice del problema. Se uno capisce il cuore di Dio, capisce ciò che piace a Dio, ciò che Dio disprezza, ciò che Dio vuole, ciò che Dio rifiuta, che genere di persona Dio ama, che genere di persona sia sgradita a Dio, che genere di criterio Dio applica alle Sue richieste all’uomo, che genere di metodo adotta per perfezionare l’uomo, può tale persona avere ancora proprie idee personali? Può andare a venerare un’altra persona e basta? Può una persona comune diventare il suo idolo? Se uno capisce la volontà di Dio, il suo punto di vista è un po’ più razionale di così. Non idolatrerà arbitrariamente una persona corrotta, né crederà, percorrendo il cammino del mettere in pratica la verità, che aderire arbitrariamente a poche e semplici regole o principi equivalga a mettere in pratica la verità.

Tratto da “Come conoscere l’indole di Dio e i risultati che la Sua opera deve raggiungere” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 7

Vi sono molte opinioni riguardanti il criterio con cui Dio stabilisce l’esito finale dell’uomo

Poiché ogni persona si preoccupa della propria fine, sapete come Dio la determini? In quale maniera Dio stabilisce il destino di una persona? E quale genere di criterio adotta per stabilirlo? E quando il destino dell’uomo deve ancora essere stabilito, che cosa fa Dio per rivelarlo? Qualcuno lo sa? Come ho appena detto, alcuni studiano da tempo la parola di Dio. Queste persone ricercano indizi riguardo all’esito finale dell’umanità, riguardo alle categorie in cui esso è suddiviso e riguardo ai differenti destini che attendono tipi diversi di persone. Inoltre vogliono sapere come la parola di Dio determini l’esito finale dell’uomo, il tipo di criterio che Dio adotta e la maniera in cui lo stabilisce. Eppure alla fine queste persone non riescono mai a trovare nulla. In realtà, nella parola di Dio è detto ben poco sulla questione. Come mai? Finché il destino dell’uomo deve essere ancora rivelato, Dio non vuole dire a nessuno che cosa avverrà alla fine, né vuole informare nessuno riguardo alla sua destinazione prima del tempo. Il motivo è che se Dio facesse così non ci sarebbe alcun beneficio per l’uomo. In questo momento voglio parlarvi solo della maniera in cui Dio stabilisce il destino dell’uomo, dei principi che Egli adotta nella Sua opera per stabilire e per manifestare tale esito, nonché i criteri che Egli usa per determinare se qualcuno può sopravvivere o no. Non è questo che vi preoccupa di più? Allora, come concepiscono gli esseri umani il modo in cui Dio stabilisce il destino dell’uomo? Ne avete parlato proprio adesso. Alcuni di voi hanno detto che si tratta di compiere fedelmente il proprio dovere, di spendersi per Dio; alcuni hanno parlato di obbedire a Dio e soddisfarLo; altri di essere alla mercé di Dio; e altri ancora hanno detto di condurre una vita modesta… Quando mettete in pratica queste verità, quando mettete in pratica i principi della vostra immaginazione, sapete che cosa pensa Dio? Avete valutato se andare avanti così significhi soddisfare le intenzioni di Dio oppure no? Se questo risponda al criterio di Dio, alle Sue richieste? Ritengo che i più non ci pensino realmente. Si limitano ad applicare meccanicamente una parte della parola di Dio o una parte dei sermoni o i criteri di certi uomini spirituali che essi adorano, costringendosi a fare questo, a fare quello. Ritengono che questo sia il modo giusto, perciò continuano ad aderirvi, a farlo, qualunque cosa avvenga alla fine. Alcuni pensano: “Credo ormai da molti anni; ho sempre fatto pratica in questo modo; mi sento di avere realmente soddisfatto Dio, e anche di averne ricavato molto. Infatti durante questo periodo sono giunto a capire molte verità e molte cose che prima non capivo; in particolare molte mie idee e opinioni sono mutate, i miei valori di vita sono cambiati tanto, e ho una comprensione piuttosto buona di questo mondo”. Tali persone ritengono che questo sia il raccolto e il risultato finale dell’opera di Dio per l’uomo. Secondo voi, con questi criteri e tutta la vostra pratica messi assieme, state soddisfacendo le intenzioni di Dio? Alcuni diranno in tutta sicurezza: “Certamente! Stiamo facendo pratica secondo la parola di Dio; stiamo facendo pratica secondo quanto è stato sopra predicato e comunicato; svolgiamo sempre il nostro dovere, seguiamo sempre Dio e non Lo abbiamo mai abbandonato. Perciò possiamo dire con assoluta certezza che stiamo soddisfacendo Dio. A prescindere da quanto capiamo delle intenzioni di Dio, della Sua parola, abbiamo sempre seguito un cammino di ricerca per essere in armonia con Dio. Se agiamo correttamente e facciamo pratica correttamente, il risultato sarà giusto”. Che ne pensate di questo punto di vista? È giusto? Forse alcuni diranno: “Prima d’ora non avevo mai riflettuto su queste cose. Penso solo che, se continuo a svolgere il mio dovere e ad agire secondo le prescrizioni della parola di Dio, posso sopravvivere. Non ho mai considerato se io sia in grado di soddisfare il cuore di Dio e se io stia soddisfacendo il criterio da Lui richiesto. Poiché Dio non me l’ha mai detto, né mi ha fornito istruzioni chiare, io ritengo che, finché continuo ad andare avanti, Dio sarà soddisfatto e non dovrebbe avere ulteriori richieste nei miei confronti”. Queste convinzioni sono giuste? Per quanto Mi riguarda, questo modo di fare pratica, questo modo di pensare e questi punti di vista implicano tutti fantasie e un po’ di cecità. Quando dico così, forse alcuni di voi si sentiranno un po’ scoraggiati: “Cecità? Se è ‘cecità’, allora la nostra speranza di salvezza, la nostra speranza di sopravvivere è molto scarsa e molto incerta, non è vero? Il Tuo modo di esprimerlo non è come gettarci addosso un secchio d’acqua gelata?” Qualunque cosa crediate, le cose che dico e faccio non sono intese a comunicarvi questa sensazione. Invece vogliono migliorare la vostra comprensione delle intenzioni di Dio e di ciò che Dio pensa, ciò che Dio vuole realizzare, quale genere di persona Dio gradisca, che cosa Dio aborrisca e cosa disprezzi, quale tipo di persona Dio voglia conquistare e quale tipo disdegni. Intendono offrire lucidità alle vostre menti, aiutarvi a sapere chiaramente quanto le azioni e i pensieri di ciascuno di voi si siano allontanati dal criterio richiesto da Dio. È necessario approfondire questi argomenti? So che credete da tanto tempo e avete ascoltato tanta predicazione, ma queste sono proprio le cose di cui c’è maggiore carenza. Avete registrato ogni verità nel vostro taccuino, e nella mente e nel cuore ciò che personalmente ritenete essere importante. E vi riproponete di usarlo per soddisfare Dio quando fate pratica, di usarlo quando vi trovate nel bisogno o per superare i momenti difficili che vi si presentano davanti agli occhi, o semplicemente lasciate che queste verità vi accompagnino mentre vivete la vostra vita. Ma per quanto Mi riguarda, se state solo facendo pratica, come di preciso la facciate non è importante. Qual è, allora, la cosa davvero importante? È che mentre fai pratica il tuo cuore sappia con ogni certezza se tutto ciò che fai, ogni tuo atto, è ciò che Dio vuole o no; se tutto ciò che fai, tutto ciò che pensi e il risultato e l’obiettivo nel tuo cuore soddisfano o no le intenzioni di Dio, vanno incontro alle richieste di Dio, e se Dio li approva o no. Queste sono le cose importanti.

Tratto da “Come conoscere l’indole di Dio e i risultati che la Sua opera deve raggiungere” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 8

Camminare sulla via di Dio: temere Dio ed evitare il male

Vi è un detto di cui dovreste prendere nota. Ritengo che questo detto sia molto importante, perché a Me viene in mente innumerevoli volte ogni giorno. Perché? Perché ogni volta che Mi trovo di fronte a qualcuno, ogni volta che ascolto la storia di qualcuno, ogni volta che sento parlare dell’esperienza di qualcuno o della sua testimonianza di fede in Dio, uso sempre questo detto per soppesare se tale individuo sia o no il tipo di persona che Dio vuole, il tipo di persona che Dio gradisce. Allora qual è questo detto? Adesso state tutti attendendo con ansia. Quando lo rivelerò, forse vi sentirete delusi perché alcuni da molti anni lo sostengono a parole. Ma quanto a Me, non l’ho mai sostenuto a parole. Questo detto risiede nel Mio cuore. Allora qual è questo detto? È “camminare sulla via di Dio: temere Dio ed evitare il male”. Non è una frase straordinariamente semplice? Eppure, sebbene sia semplice, chi ne ha sinceramente una comprensione profonda percepirà che ha grande peso; che è di grande valore per la pratica; che è linguaggio di vita con la realtà della verità; che è un obiettivo da perseguire per tutta la vita per coloro che cercano di soddisfare Dio; e che è una via da seguire durante l’intera vita per chiunque tenga conto delle intenzioni di Dio. Allora che ne pensate: questo detto è la verità? Ha questo tipo di significato? Forse alcuni ci stanno riflettendo sopra, cercando di capirlo, e altri ancora lo considerano con sospetto: questo detto è molto importante? È molto importante? È davvero così necessario e degno di essere sottolineato? Forse ad alcuni questo detto non piacerà molto perché ritengono che prendere la via di Dio e distillarla in quest’unico detto sia una semplificazione eccessiva. Prendere tutto quello che Dio ha pronunciato e ridurlo a un unico detto: non significa forse rendere Dio un po’ troppo insignificante? È così? Può darsi che la maggior parte di voi non capisca pienamente il profondo significato alla base di queste parole. Anche se ne avete preso nota, non intendete trovargli un posto nel vostro cuore; vi limitate a trascriverlo sul vostro taccuino e lo riguardate e ci rimuginate sopra nel tempo libero. Altri non si preoccuperanno nemmeno di memorizzarlo, tanto meno di farne buon uso. Ma perché esamino questo detto? A prescindere dal vostro punto di vista o da ciò che ne penserete, devo esaminarlo perché è estremamente pertinente a come Dio stabilisce il destino dell’uomo. Qualunque sia la vostra attuale comprensione di questo detto o comunque lo consideriate, vi dirò ugualmente: se qualcuno lo sa mettere in pratica adeguatamente e soddisfare il criterio di temere Dio ed evitare il male, sarà sicuramente un sopravvissuto, sarà sicuramente uno con un destino favorevole. Se non riesci a rispondere al criterio indicato da questo detto, si può dire che il tuo destino sia un’incognita. Perciò vi parlo di questo detto per la vostra preparazione mentale e affinché sappiate quale tipo di criterio Dio adotti per valutarvi.

Tratto da “Come conoscere l’indole di Dio e i risultati che la Sua opera deve raggiungere” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 9

Dio fa uso di varie prove per valutare se le persone temono Dio ed evitano il male

In ogni età Dio concede all’uomo alcune parole quando opera nel mondo, dicendo all’uomo alcune verità. Tali verità servono da via a cui l’uomo deve aderire, via che l’uomo deve percorrere, via che consente all’uomo di temere Dio ed evitare il male, e via che gli esseri umani devono mettere in pratica e a cui devono aderire nella loro vita e durante il loro percorso di vita. È per questi motivi che Dio concede all’uomo queste parole. A tali parole che provengono da Dio l’uomo deve aderire, e osservarle significa ricevere vita. Se una persona non vi aderisce, non le mette in pratica e non vive le parole di Dio nella sua esistenza, allora questa persona non sta mettendo in pratica la verità. E se non sta mettendo in pratica la verità non sta temendo Dio ed evitando il male, né può soddisfare Dio. Se una persona non può soddisfare Dio, non può ricevere la lode di Dio; questo tipo di persona non ha alcun esito finale. Allora in che modo, nel corso della Sua opera, Dio stabilisce il destino di una persona? Quale metodo usa Dio per stabilire il destino dell’uomo? Forse in questo momento non avete molta chiarezza su questo argomento, ma quando vi illustrerò il procedimento diventerà del tutto comprensibile. Questo perché molti l’hanno già sperimentato.

Nel corso della Sua opera, dal principio fino a oggi, Dio ha predisposto prove per ogni persona – o si potrebbe dire per ogni persona che Lo segue – e queste prove hanno dimensioni diverse. Vi sono coloro che hanno sperimentato la prova di essere rifiutati dalla propria famiglia; coloro che hanno sperimentato la prova di un ambiente ostile; coloro che hanno sperimentato la prova di essere arrestati e torturati; coloro che hanno sperimentato la prova di trovarsi di fronte a una scelta; coloro che hanno affrontato le prove del denaro e del prestigio. In linea di massima, ognuno di voi ha affrontato ogni sorta di prove. Perché Dio opera così? Perché Dio tratta tutti così? Che genere di risultato vuole ottenere? Questo è il punto importante di ciò che voglio dirvi: Dio vuole vedere se questa persona è del tipo che teme Dio ed evita il male. Ciò significa che quando Dio ti assegna una prova, facendoti affrontare qualche situazione, vuole valutare se tu sei o no quella persona che teme Dio ed evita il male. Se uno viene posto di fronte al dovere di custodire un’offerta e viene a contatto con quella di Dio, tu pensi che questa sia una cosa predisposta da Lui? Senza dubbio! Tutto ciò che affronti è qualcosa predisposto da Dio. Quando sei di fronte al problema, Dio ti osserverà in segreto, guardando che cosa decidi, come metti in pratica, a che cosa pensi. Il risultato finale è ciò che più interessa a Dio, poiché è il risultato che Gli consentirà di valutare se tu abbia o no soddisfatto il criterio di Dio in questa prova. Tuttavia, quando le persone sono poste di fronte a una certa questione, spesso non pensano al perché debbano affrontarla, né al criterio richiesto da Dio. Non pensano a cosa Dio voglia vedere in loro, a cosa Egli voglia ottenere da loro. Di fronte a tale questione, un individuo del genere pensa soltanto: “Questa è una cosa che devo affrontare; devo essere attento, non sconsiderato! Qualunque cosa succeda, questa è un’offerta di Dio e io non posso toccarla”. Tale persona ritiene di poter adempiere la propria responsabilità possedendo un modo di pensare così semplicistico. Dio sarebbe soddisfatto del risultato di questa prova? O non ne sarebbe soddisfatto? Potete parlarne. (Se uno teme Dio nel suo cuore, quando deve affrontare il dovere che gli consente di entrare in contatto con l’offerta di Dio, considererà solo quanto sarebbe facile offendere l’indole di Dio, perciò di sicuro procederà con cautela.) La tua risposta è sulla strada giusta, ma non ci arriva ancora del tutto. Camminare sulla via di Dio non riguarda il fatto di osservare regole in superficie. Invece significa che, quando sei posto di fronte a una questione, tu la veda prima di tutto come una situazione predisposta da Dio, una responsabilità assegnata da Lui o qualcosa che Egli ti ha affidato e, nell’affrontarla, che arrivi perfino a considerarla una prova mandata da Dio. Nell’affrontare tale questione, devi avere un criterio, devi pensare che proviene da Dio. Devi pensare a come gestirla in modo da poter adempiere la tua responsabilità ed essere fedele a Dio; a come farlo senza far infuriare Dio né offendere la Sua indole. Abbiamo appena parlato di custodire offerte. Tale questione riguarda le offerte e implica anche il tuo dovere, la tua responsabilità. Sei moralmente impegnato verso questa responsabilità. Eppure, quando affronti tale questione, vi è qualche tentazione? Certo! Da dove proviene? La tentazione proviene da Satana e anche dall’indole malvagia e corrotta dell’uomo. Poiché vi è tentazione, ciò comporta il rendere testimonianza; anche rendere testimonianza è tua responsabilità e tuo dovere. Alcuni dicono: “È una questione così poco importante; è davvero necessario farne un affare di stato?” Certo che sì! Perché per camminare sulla via di Dio non possiamo lasciar perdere nulla che riguardi noi stessi né nulla che avvenga attorno a noi, nemmeno le piccole cose. Che noi riteniamo di doverci prestare attenzione o no, finché dobbiamo affrontare una questione non dobbiamo trascurare nulla. Tutto questo va considerato come una prova di Dio per noi. Com’è un atteggiamento del genere? Se hai un atteggiamento del genere, questo conferma un dato di fatto: il tuo cuore teme Dio ed è disposto a evitare il male. Se hai questo desiderio di soddisfare Dio, ciò che metti in pratica non è lontano dal criterio di temere Dio ed evitare il male.

Spesso alcuni ritengono che le questioni a cui le persone non prestano molta attenzione, le questioni che di solito non vengono menzionate, siano semplicemente inezie di scarsa rilevanza e non abbiano nulla a che vedere col mettere in pratica la verità. Quando tali persone devono affrontare proprio una questione del genere, non ci pensano più di tanto e lasciano correre. Ma in realtà è una lezione che dovresti studiare, una lezione su come temere Dio o come evitare il male. Inoltre, ciò di cui dovresti preoccuparti ancor più è sapere che cosa stia facendo Dio quando tale questione emerge e devi affrontarla. Dio è proprio al tuo fianco, a osservare ogni tua parola e ogni tuo atto, a osservare le tue azioni, i tuoi cambiamenti di idea: questa è l’opera di Dio. Alcuni dicono: “Allora perché non me ne accorgo?” Non te ne accorgi perché il modo di temere Dio ed evitare il male non è per te la via più importante a cui aderire. Pertanto non ti accorgi dell’impercettibile opera di Dio nell’uomo, che si manifesta a seconda dei diversi pensieri e azioni delle persone. Sei una persona sbadata! Cosa è una questione grande? Cosa è una questione piccola? Tutte le questioni che comportano il camminare sulla via di Dio non sono suddivise in grandi e piccole. Potete accettare questa cosa? (Possiamo accettarla.) In termini di questioni quotidiane, ve ne sono alcune che sono considerate molto grandi e significative e altre che sono considerate inezie di scarsa importanza. Le persone spesso considerano molto importanti le questioni grandi e ritengono che siano state inviate da Dio. Tuttavia, durante lo sviluppo di tali questioni, a causa della statura morale immatura e della scarsa levatura dell’uomo, egli spesso non è all’altezza delle intenzioni di Dio, non riesce a ottenere rivelazioni né ad acquisire alcuna conoscenza effettiva che abbia valore. Per ciò che riguarda le questioni piccole, vengono semplicemente trascurate dall’uomo, lasciate correre a poco a poco. Perciò l’uomo perde molte occasioni di essere esaminato davanti a Dio, di essere messo alla prova da Lui. Se tu trascurassi sempre persone, cose, questioni e situazioni che Dio predispone per te, che cosa significherebbe? Vorrebbe dire che ogni giorno, perfino ogni momento, rinunci sempre al tuo perfezionamento da parte di Dio e alla Sua guida. Quando Dio predispone per te una situazione, sta osservando in segreto, scrutando il tuo cuore, i tuoi pensieri e le tue considerazioni, guardando come pensi, come agirai. Se sei una persona sconsiderata – una persona che non è mai stata seria riguardo alla via di Dio, alla parola di Dio o alla verità – non ti concentrerai, non presterai attenzione a ciò che Dio vuole portare a termine e a ciò che Dio ti richiede quando predispone situazioni per te. Inoltre non saprai come persone, cose e questioni a cui vai incontro siano in relazione con la verità o con le intenzioni di Dio. Quando affronti ripetute situazioni e prove come questa, e Dio non vede alcun risultato a tuo nome, come procederà Dio? Dopo avere ripetutamente affrontato delle prove, nel tuo cuore non magnifichi Dio e non tratti le situazioni predisposte per te da Dio per quello che sono: prove o esami predisposti da Dio. Invece respingi le occasioni che Egli ti concede una dopo l’altra, e le lasci scivolare via senza sosta. Non è forse un’enorme disobbedienza da parte dell’uomo? (Sì.) Dio sarà addolorato per questo? (Sì.) Dio non sarà addolorato! SentirMi parlare così vi ha sconvolti ancora una volta. Dopo tutto, non è stato detto in precedenza che Dio Si addolora sempre? Dio non sarà addolorato? Allora quand’è che lo sarà? Comunque Dio non sarà addolorato da questa situazione. Allora qual è l’atteggiamento di Dio verso il tipo di comportamento sopra delineato? Quando gli esseri umani rifiutano le prove, gli esami che Dio invia loro, quando li scansano, vi è un unico atteggiamento che Dio assume verso di loro. Qual è questo atteggiamento? Dio disdegna persone del genere dal profondo del cuore. Vi sono due livelli di significato per il termine “disdegnare”. Come posso spiegarli? In profondità, il termine reca connotazioni di disprezzo, di odio. E quanto al secondo livello di significato? Questa è la parte che implica rinunciare a qualcosa. Tutti voi sapete che cosa significhi “rinunciare”, giusto? In sintesi, disdegnare indica la reazione e l’atteggiamento definitivi di Dio verso queste persone che si comportano in tal modo. È un odio estremo verso di loro, un disgusto, e di qui la decisione di abbandonarle. Questa è la decisione finale di Dio nei confronti di una persona che non ha mai camminato sulla via di Dio, che non ha mai temuto Dio ed evitato il male. Adesso riuscite tutti a vedere l’importanza di questo detto di cui vi ho parlato?

Ora capite il metodo che Dio usa per stabilire il destino dell’uomo? (Predisponendo situazioni diverse ogni giorno.) Predisponendo situazioni diverse: questo è ciò che le persone possono percepire e toccare. Allora qual è la motivazione di Dio per questo? La motivazione è che Dio vuole assegnare a ciascuna persona delle prove in modi diversi, in momenti diversi e in luoghi diversi. Quali aspetti dell’uomo vengono esaminati in una prova? Se tu sia o no il tipo di persona che teme Dio ed evita il male in ogni questione che affronti, di cui vieni a sapere, che vedi e di cui hai esperienza personale. Ognuno affronterà questo genere di prova, perché Dio è equo verso tutti. Alcuni dicono: “Credo in Dio da molti anni; come mai non ho affrontato una prova?” Ti sembra di non averla affrontata perché ogni volta che Dio ha predisposto per te una situazione tu non l’hai presa sul serio e non hai voluto camminare sulla via di Dio. Perciò non hai semplicemente alcuna percezione delle prove predisposte da Dio. Alcuni dicono: “Ho affrontato alcune prove, ma non conosco il modo appropriato di fare pratica. Anche se ho fatto pratica, non so ancora se sono rimasto saldo durante le prove”. Le persone con questo tipo di situazione non sono certamente in minoranza. Allora qual è il criterio con cui Dio valuta gli esseri umani? È proprio come ho detto pochi istanti fa: tutto ciò che fai, tutto ciò che pensi e tutto ciò che esprimi significano temere Dio ed evitare il male? Ecco come stabilire se sei o no una persona che teme Dio ed evita il male. È un concetto semplice? È abbastanza facile da dire, ma è facile da mettere in pratica? (Non è così facile.) Perché non è così facile? (Perché le persone non conoscono Dio, non sanno come Dio perfezioni l’uomo, e così quando devono affrontare questioni non sanno come cercare la verità per risolvere il problema; le persone devono passare attraverso differenti prove, affinamenti, castighi e giudizi prima di possedere la realtà del temere Dio.) La mettete così ma, per ciò che vi riguarda, temere Dio ed evitare il male sembra adesso facilmente fattibile. Perché dico questo? Perché avete ascoltato tanti sermoni e siete stati non poco dissetati con la realtà della verità. Questo vi ha permesso di capire come temere Dio ed evitare il male in termini di teoria e di pensiero. Riguardo alla vostra pratica di temere Dio ed evitare il male, tutto questo è stato utile e vi ha fatto ritenere che una cosa del genere sia facilmente conseguibile. Allora perché in realtà gli esseri umani non riescono mai a conseguirla? Perché l’essenza della natura dell’uomo non teme Dio e ama il male. Questo è il vero motivo.

Tratto da “Come conoscere l’indole di Dio e i risultati che la Sua opera deve raggiungere” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 10

Non temere Dio e non evitare il male significa opporsi a Dio

Voi adesso siete faccia a faccia con Dio e con la Sua parola. La vostra conoscenza di Dio è molto maggiore di quella di Giobbe. Perché tiro in ballo questa cosa? Perché parlo così? Vorrei spiegarvi un fatto, ma prima voglio porvi una domanda: Giobbe sapeva molto poco di Dio, eppure sapeva temere Dio ed evitare il male. Allora perché le persone oggi non ci riescono? (Corruzione profonda.) Corruzione profonda: questa è la superficie del problema, ma Io non la vedo mai così. Voi spesso prendete dottrine e lettere di cui parlate comunemente, come “corruzione profonda”, “ribellarsi contro Dio”, “slealtà verso Dio”, “disobbedienza”, “non amare la verità”, e usate queste espressioni per spiegare l’essenza di ogni questione. Questo è un modo scorretto di fare pratica. Usare la stessa risposta per spiegare questioni di natura diversa suscita inevitabilmente sospetti di blasfemia contro la verità e contro Dio. A Me non piace sentire risposte di questo genere. Pensateci! Nessuno di voi ha riflettuto su tale questione, ma ogni singolo giorno Io la vedo e ogni singolo giorno la percepisco. Perciò voi fate e Io osservo. Quando fate, non riuscite a percepire l’essenza di tale questione. Ma quando Io la osservo, posso vederne l’essenza e anche percepirla. Allora qual è questa essenza? Perché le persone oggigiorno non sanno temere Dio ed evitare il male? Le vostre risposte sono piuttosto lontane dal poter spiegare l’essenza di tale questione e non possono chiarirla. Questo perché vi è una fonte di cui non sapete. Qual è tale fonte? So che volete saperne di più, perciò ve ne parlerò.

Proprio al principio della Sua opera, Dio come considerava l’uomo? Dio soccorse l’uomo; considerò l’uomo un membro della Sua famiglia, l’obiettivo della Sua opera, ciò che Egli voleva conquistare, salvare, e ciò che voleva perfezionare. Questo era l’atteggiamento di Dio verso l’uomo all’inizio della Sua opera. Ma qual era l’atteggiamento dell’uomo verso Dio a quell’epoca? Dio era estraneo all’uomo, e l’uomo considerava Dio uno sconosciuto. Si può dire che l’atteggiamento dell’uomo verso Dio fosse sbagliato e l’uomo non avesse chiarezza su come trattare Dio. Perciò Lo trattava come voleva e faceva ciò che voleva. L’uomo aveva un’opinione riguardo a Dio? In principio l’uomo non ne aveva alcuna. Il cosiddetto punto di vista dell’uomo era costituito soltanto da alcune concezioni e fantasie riguardanti Dio. Ciò che si conformava alle concezioni delle persone veniva accettato; a ciò che non vi si conformava si obbediva in superficie, ma nel proprio cuore le persone erano in forte disaccordo e vi si opponevano. Così era il rapporto fra uomo e Dio in principio: Dio considerava l’uomo un familiare, eppure l’uomo trattava Dio come un estraneo. Ma dopo un periodo di opera di Dio l’uomo giunse a capire ciò che Dio cercava di conseguire. Gli esseri umani si resero conto che Dio era il vero Dio e arrivarono a capire che cosa l’uomo potesse ottenere da Lui. L’uomo come considerava Dio a quell’epoca? Lo considerava un’ancora di salvezza, sperando di ottenere grazia, benedizioni, promesse. E Dio come considerava l’uomo in questo frangente? Dio lo considerava l’obiettivo della Sua conquista. Dio voleva usare le parole per giudicare l’uomo, per esaminarlo, per sottoporlo a prove. Ma per ciò che riguardava l’umanità in quel momento del tempo, Dio era un oggetto da usare per raggiungere i propri scopi. Gli esseri umani videro che la verità proferita da Dio poteva conquistarli e salvarli e che avevano l’occasione di ottenere da Dio le cose che volevano, la destinazione che volevano. Per questo nel loro cuore si formò un pochino di sincerità, ed essi furono disposti a seguire questo Dio. Passò del tempo, e gli esseri umani ebbero una conoscenza superficiale e dottrinale di Dio. Si può dire che stessero acquisendo una sempre maggiore “familiarità” con Dio. Con la parola pronunciata da Dio, con la Sua predicazione, la verità da Lui espressa e la Sua opera, gli esseri umani acquisirono sempre più “familiarità”. Perciò pensarono erroneamente che Dio non fosse più un estraneo e che essi stessero già percorrendo la via per essere in armonia con Lui. Fino a oggi le persone hanno ascoltato molti sermoni sulla verità e hanno avuto molta esperienza dell’opera di Dio. Eppure per le interferenze e gli impedimenti di molti fattori e situazioni differenti, i più non riescono a mettere in pratica la verità né a soddisfare Dio. Le persone sono sempre più indolenti, sempre più sfiduciate. Hanno la crescente sensazione che il loro destino sia un’incognita. Non osano avere idee stravaganti e non cercano di compiere alcun progresso; si limitano a seguire con riluttanza, avanzando passo dopo passo. Riguardo all’attuale condizione dell’uomo, qual è l’atteggiamento di Dio verso di lui? L’unico desiderio di Dio è fornire all’uomo queste verità e infondere nell’uomo la Sua via e poi predisporre varie situazioni per metterlo alla prova in diversi modi. Il Suo obiettivo è prendere queste parole, queste verità e la Sua opera e determinare un esito in cui l’uomo possa temere Dio ed evitare il male. La maggior parte delle persone che ho visto si limitano a prendere la parola di Dio e a considerarla come dottrine, lettere, regole da osservare. Quando si occupano delle cose e parlano oppure affrontano prove, non considerano la via di Dio come la via che dovrebbero osservare. Questo vale particolarmente quando le persone devono affrontare prove importanti; non ho visto nessuno che stesse facendo pratica nella direzione di temere Dio ed evitare il male. Per questo l’atteggiamento di Dio verso l’uomo è pieno di estremo disgusto e avversione. Dopo che Dio ha assegnato loro delle prove ripetutamente, perfino centinaia di volte, gli esseri umani non hanno ancora un atteggiamento chiaro per dimostrare la loro determinazione: “Voglio temere Dio ed evitare il male!” Poiché gli esseri umani non hanno tale determinazione e non offrono questo genere di dimostrazione, l’attuale atteggiamento di Dio verso di loro non è più lo stesso del passato, quando offriva misericordia, offriva tolleranza, offriva sopportazione e pazienza. Invece è estremamente deluso dall’uomo. Chi ha provocato questa delusione? Da chi dipende il tipo di atteggiamento che Dio ha verso l’uomo? Dipende da ogni persona che segue Dio. Nel corso dei Suoi molti anni di opera, Dio ha presentato all’uomo molte richieste e ha predisposto per lui molte situazioni. Ma comunque abbia agito e qualunque sia il suo atteggiamento verso Dio, l’uomo non sa fare pratica in chiara conformità con l’obiettivo di temere Dio ed evitare il male. Pertanto lo riassumerò in un unico detto e userò questo detto per spiegare tutto ciò di cui abbiamo appena parlato riguardo al perché gli esseri umani non sanno percorrere la via di Dio: temere Dio ed evitare il male. Qual è questo detto? Il detto è: Dio considera l’uomo l’oggetto della Sua salvezza, l’oggetto della Sua opera; l’uomo considera Dio il suo nemico, la sua antitesi. Hai chiarezza su tale questione adesso? Qual è l’atteggiamento dell’uomo; qual è l’atteggiamento di Dio; qual è il rapporto fra uomo e Dio: tutto questo è molto chiaro. Per quanta predicazione abbiate ascoltato, queste cose che avete riassunto per conto vostro – per esempio essere fedeli a Dio, obbedire a Dio, cercare la via per essere in armonia con Dio, voler spendere tutta la vita per Dio, vivere per Dio –, per Me non significano camminare consciamente sulla via di Dio, ossia temere Dio ed evitare il male. Invece sono canali attraverso cui potete conseguire certi obiettivi. Per conseguire tali obiettivi, voi osservate con riluttanza certe regole. E sono proprio queste regole a condurre le persone ancora più lontano dalla via di temere Dio ed evitare il male e a porre ancora una volta Dio in opposizione all’uomo.

La questione che stiamo esaminando oggi è un po’ pesante, ma comunque spero che quando andrete incontro alle esperienze a venire e ai tempi a venire potrete fare quello che vi ho appena detto. Non trascurate Dio e non considerateLo una parvenza, sentendo che Egli esiste nei momenti in cui vi è utile e non esiste quando non vi è utile. Quando inconsciamente possiedi questo genere di comprensione, hai già fatto infuriare Dio. Forse alcuni dicono: “Non considero Dio una parvenza, prego sempre Dio, soddisfo sempre Dio, e tutto ciò che faccio rientra nell’ambito e nei criteri e principi richiesti da Dio. Decisamente non procedo secondo le mie idee”. Sì, la maniera con cui svolgi le cose è giusta. Ma che cosa pensi quando ti trovi faccia a faccia con una questione? Come fai pratica quando devi affrontare una questione? Alcuni sentono che Dio esiste quando Lo pregano e ricorrono a Lui. Ma quando affrontano una questione tirano fuori le loro idee e vogliono attenersi a queste. Così si considera Dio una parvenza. Questo tipo di situazione rende Dio inesistente. Le persone pensano che Dio debba esistere quando hanno bisogno di Lui, e che non debba esistere quando non Ne hanno bisogno. Pensano che seguire le proprie idee per fare pratica sia sufficiente. Credono di poter fare le cose secondo il proprio gradimento. Pensano semplicemente di non aver bisogno di cercare la via di Dio. Coloro che attualmente sono in una situazione del genere, in una condizione del genere, non sono forse sull’orlo del pericolo? Alcuni dicono: “Che io sia o no sull’orlo del pericolo, credo da tanti anni, e credo che Dio non mi abbandonerà perché non potrebbe sopportare di abbandonarmi”. Altri dicono: “Credo nel Signore fin da quando ero nel grembo di mia madre, e così sempre fino a oggi, quaranta o cinquant’anni in tutto. In termini di tempo, ho certamente i requisiti per essere salvato da Dio; ho certamente i requisiti per sopravvivere. In questo periodo di quattro o cinque decenni ho abbandonato la mia famiglia e il mio lavoro. Ho rinunciato a tutto ciò che avevo, come denaro, prestigio, piaceri e tempo da trascorrere con i familiari; non ho mangiato molti cibi deliziosi; non ho goduto di molti divertimenti; non ho visitato molti luoghi interessanti; ho perfino sperimentato sofferenze che le persone comuni non potrebbero sopportare. Se Dio non può salvarmi a causa di tutto questo, allora mi sta trattando ingiustamente e non posso credere in un Dio così”. Ci sono molte persone con questo genere di opinione? (Ce ne sono molte.) Allora oggi vi aiuterò a capire un dato di fatto: ciascuno di coloro che hanno questo genere di opinione si sta dando la zappa sui piedi. Questo perché sta usando le proprie fantasie per coprirsi gli occhi. Sono proprio le sue fantasie e le sue deduzioni a sostituire il criterio di ciò che Dio richiede all’uomo, impedendogli di accettare le vere intenzioni di Dio, facendo sì che non possa percepire la vera esistenza di Dio e facendogli perdere l’occasione di essere perfezionato da Dio e di avere una parte o una quota nella promessa di Dio.

Tratto da “Come conoscere l’indole di Dio e i risultati che la Sua opera deve raggiungere” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 11

Come Dio stabilisce il destino dell’uomo e il criterio con cui lo stabilisce

Prima di avere tue opinioni o deduzioni, devi innanzi tutto capire l’atteggiamento di Dio verso di te, cosa Dio ha in mente, e poi decidere se il tuo modo di pensare sia giusto o no. Dio non ha mai usato unità di tempo per stabilire il destino di una persona e non ha mai tenuto conto della quantità di sofferenza sopportata da una persona per stabilirne l’esito finale. Allora che cosa usa Dio come criterio per stabilire il destino dell’uomo? Usare unità di tempo per stabilire il destino di una persona: questo è ciò che più si conforma alle concezioni degli esseri umani. E vi sono anche coloro che vedete spesso, coloro che a un certo punto hanno dedicato molto, speso molto, pagato molto, sofferto molto. Questi sono coloro che, secondo le vostre opinioni, possono essere salvati da Dio. Tutto ciò che queste persone mostrano, tutto ciò che vivono è precisamente la concezione umana del criterio con cui Dio stabilisce il destino dell’uomo. Qualunque cosa crediate, non elencherò questi esempi uno per uno. In sintesi, se non è il criterio di pensiero di Dio, proviene dall’immaginazione dell’uomo ed è una concezione esclusivamente umana. Qual è la conseguenza dell’insistere ciecamente nella tua concezione e immaginazione? Ovviamente la conseguenza può solo essere che Dio ti disdegni. Questo perché ostenti sempre i tuoi meriti davanti a Dio, competi con Dio e disputi con Dio e non cerchi di comprendere veramente il Suo pensiero, né le Sue intenzioni e il Suo atteggiamento nei confronti dell’umanità. Procedere così significa onorare te stesso al di sopra di tutto, non onorare Dio. Tu credi in te stesso; non credi in Dio. Dio non vuole questo tipo di persona e non la salverà. Se tu riuscissi ad abbandonare un’opinione del genere e poi a rettificare quelle errate del passato; se potessi procedere secondo le richieste di Dio; cominciare a mettere in pratica, da questo momento in poi, la via di temere Dio ed evitare il male; riuscire a onorare la grandezza di Dio in tutte le cose; non usare le tue fantasie personali, i tuoi punti di vista o le tue convinzioni per definire te stesso, per definire Dio. Se invece cercassi le intenzioni di Dio sotto tutti gli aspetti, se conseguissi una consapevolezza e una comprensione dell’atteggiamento di Dio verso l’umanità e usassi il criterio di Dio per soddisfarLo, questo sarebbe meraviglioso! Vorrebbe dire che stai per intraprendere la via di temere Dio ed evitare il male.

Poiché Dio non usa un modo o l’altro di pensare degli esseri umani, le loro idee e i loro punti di vista come criterio per stabilire il destino dell’uomo, allora che genere di criterio usa? Dio usa le prove. Vi sono due criteri per usare le prove al fine di stabilire l’esito finale dell’uomo: il primo è il numero di prove cui le persone sono sottoposte, il secondo è il risultato da loro conseguito in tali prove. Sono questi due indicatori a stabilire il destino dell’uomo. Adesso approfondiremo questi due criteri.

Prima di tutto, quando devi affrontare una prova mandata da Dio – nota: è possibile che ai tuoi occhi questa prova sia piccola e non degna di menzione –, Dio ti renderà nettamente consapevole del fatto che questa sia la mano di Dio su di te e che sia Dio ad avere predisposto per te questa situazione. Quando la tua levatura è immatura, Dio predisporrà prove per esaminarti. Tali prove corrisponderanno alla tua levatura, a ciò che sei in grado di capire e a ciò che sei in grado di sopportare. Esaminare che cosa in te? Esaminare il tuo atteggiamento verso Dio. Tale atteggiamento è molto importante? Certo che lo è! Anzi, è particolarmente importante! Poiché questo atteggiamento dell’uomo è il risultato che Dio vuole, è la cosa più importante per ciò che riguarda Dio. Altrimenti Egli non profonderebbe i Suoi sforzi sugli esseri umani impegnandosi in interventi del genere. Mediante queste prove, Dio vuole vedere il tuo atteggiamento verso di Lui; se sei o no sulla retta via; se temi Dio ed eviti il male oppure no. Pertanto, che in quel particolare momento tu capisca tanto o poco della verità, affronterai comunque la prova di Dio, e se dopo riuscirai a capire in misura maggiore la verità, Dio continuerà a predisporre per te prove corrispondenti. Quando sarai posto ancora una volta di fronte a una prova, Dio vorrà vedere se nel frattempo il tuo punto di vista, le tue idee e il tuo atteggiamento verso Dio abbiano riportato una crescita. Alcuni dicono: “Perché Dio vuole sempre vedere l’atteggiamento delle persone? Non ha forse visto come mettono in pratica la verità? Perché vuole comunque vedere l’atteggiamento delle persone?” Queste sono sciocchezze assurde! Poiché Dio procede così, qui devono risiedere le intenzioni di Dio. Dio osserva sempre gli esseri umani stando al loro fianco, controllando ogni loro parola e atto, ogni loro azione e movimento, perfino ogni loro pensiero e idea. Tutto ciò che avviene agli esseri umani: le loro buone azioni, i loro errori, le loro trasgressioni e perfino le loro ribellioni e i loro tradimenti, Dio registrerà tutto come indizio per stabilirne il destino. Man mano che l’opera di Dio si sviluppa, tu ascolti sempre più verità, accetti sempre più cose positive, informazioni positive e la realtà della verità. Nel corso di questo processo aumenteranno anche le richieste che Dio ti farà. Allo stesso tempo Dio predisporrà per te prove più pesanti. Il Suo obiettivo è verificare se nel frattempo il tuo atteggiamento verso Dio sia maturato. Naturalmente, durante questo periodo, il punto di vista che Dio ti richiede si conforma alla tua comprensione della realtà della verità.

Man mano che la tua levatura cresce, crescerà anche il criterio che Dio ti richiede. Quando sei immaturo, Dio ti assegnerà un criterio molto basso; quando la tua levatura è un po’ più alta, Dio ti assegnerà un criterio un po’ più elevato. Ma cosa farà Dio quando tu avrai capito tutta la verità? Dio ti porrà di fronte a prove ancora più grandi. In queste prove, ciò che Dio vuole ottenere, ciò che Dio vuole vedere è la tua conoscenza più profonda di Dio e il tuo vero timore. A quel punto le richieste di Dio nei tuoi confronti saranno più elevate e “più dure” di quando la tua levatura era più immatura (nota: gli esseri umani le considerano dure, ma Dio in realtà le ritiene ragionevoli). Quando Dio assegna prove agli esseri umani, che genere di realtà vuole creare? Dio chiede continuamente agli esseri umani di donarGli il loro cuore. Alcuni diranno: “Come si fa a donarlo? Io compio il mio dovere, ho abbandonato la mia casa e i miei mezzi di sostentamento, mi sono speso per Dio. Non sono forse tutti esempi del donare il mio cuore a Dio? In quale altro modo potrei farlo? Possibile che questi non siano esempi del donare il mio cuore a Dio? Cos’è che richiede Dio in particolare?” Tale richiesta è molto semplice. In effetti, ci sono persone che hanno già donato il proprio cuore a Dio in varia misura in fasi differenti delle loro prove. Ma la grande maggioranza delle persone non dona mai il proprio cuore a Dio. Quando Dio ti assegna una prova, vede se il tuo cuore è con Lui, con la carne o con Satana. Quando Dio ti assegna una prova, vede se sei in opposizione a Dio o se sei in una situazione di armonia con Lui, e vede se il tuo cuore è dalla stessa Sua parte. Quando sei immaturo e devi affrontare prove, la tua fiducia è molto bassa e non sai esattamente che cosa ti serve per soddisfare le intenzioni di Dio perché hai una comprensione limitata della verità. Malgrado tutto questo, puoi comunque pregare Dio in modo autentico e sincero, essere disposto a donarGli il tuo cuore, rendere Dio il tuo sovrano ed essere disposto a offrirGli quelle cose che più ritieni preziose. Questo è ciò che significa avere già donato il proprio cuore a Dio. Man mano che ascolti sempre più predicazioni e capisci sempre più verità, anche la tua levatura a poco a poco maturerà. Il criterio che Dio ti richiederà questa volta non sarà lo stesso di quando eri immaturo, ma un criterio più elevato. Quando il cuore dell’uomo viene a poco a poco donato a Dio, si avvicina sempre più a Dio; quando l’uomo può veramente avvicinarsi a Dio, sempre più ha un cuore che Lo teme. Dio vuole un cuore di questo genere.

Quando Dio vuole ottenere il cuore di qualcuno, gli assegna numerose prove. Durante tali prove, se Dio non ottiene il cuore della persona, né vede che tale persona ha un certo atteggiamento – vale a dire non vede che tale persona fa le cose o si comporta in un modo timorato di Dio, e non vede un atteggiamento e una determinazione a evitare il male – se le cose stanno così, allora dopo numerose prove la pazienza di Dio verso questo individuo verrà meno ed Egli non tollererà più questa persona. Non le assegnerà più prove e non opererà più su di lei. Allora cosa significa per l’esito finale di tale persona? Indica che non ne avrà alcuno. È possibile che tale persona non abbia fatto nulla di male. È anche possibile che non abbia fatto nulla al fine di sconvolgere o turbare. È anche possibile che non si sia opposta apertamente a Dio. Però il suo cuore si nasconde a Dio. Non ha mai avuto un atteggiamento e un punto di vista definiti nei confronti di Dio, ed Egli non può vedere chiaramente che il suo cuore è stato donato a Lui e né che tale persona sta cercando di temere Dio ed evitare il male. Dio non ha più pazienza nei suoi confronti, non pagherà più alcun prezzo, non offrirà più misericordia e non opererà più su di lei. La vita di fede in Dio di tale persona è già finita. Questo perché, in tutte le varie prove che le ha assegnato, Dio non ha ottenuto il risultato che desiderava. Perciò vi sono numerose persone in cui non ho mai visto l’illuminazione e la rivelazione dello Spirito Santo. Come è possibile vederlo? Una persona del genere potrebbe credere in Dio da molti anni ed essere apparentemente molto attiva. Ha letto molti libri, si è occupata di molte questioni, ha riempito oltre dieci taccuini di appunti e conosce a fondo molte lettere e dottrine. Però non vi è mai alcuna crescita visibile e mai alcun punto di vista visibile nei confronti di Dio da parte di questa persona, né alcun atteggiamento chiaro. Vale a dire che non puoi vedere il cuore di questa persona. Il suo cuore è sempre impacchettato, sigillato: è chiuso a Dio, perciò Dio non ha visto il vero cuore di tale persona, né il suo vero timore di Dio e, ancor più, non ha visto come questa persona percorra la via di Dio. Se fino a ora Dio non ha guadagnato questo tipo di persona, può forse guadagnarla in futuro? No! Dio continuerà a insistere per cose che non si possono ottenere? No! Qual è l’attuale atteggiamento di Dio verso queste persone, allora? (Le disdegna, non ci bada.) Non ci bada! Dio non bada a persone del genere; le disdegna. Avete memorizzato queste parole molto rapidamente, con grande precisione. Sembra che abbiate capito quello che avete ascoltato!

Ci sono persone che, quando cominciano a seguire Dio, sono immature e ignoranti; non capiscono le intenzioni di Dio; inoltre, non sanno che cosa significhi credere in Dio, adottando un modo artificiale ed errato di credere in Lui, di seguirLo. Quando una persona del genere deve affrontare una prova, non ne è consapevole ed è insensibile alla guida e all’illuminazione di Dio. Non sa cosa significhi donare il proprio cuore a Dio e rimanere saldi durante una prova. Dio concederà a tale persona una limitata quantità di tempo, in cui le farà capire che cosa sia una prova di Dio, quali siano le intenzioni di Dio. Dopo di che tale persona dovrà manifestare il suo punto di vista. Riguardo a coloro che si trovano in questa fase, Dio sta ancora aspettando. Riguardo a coloro che hanno alcune opinioni ma sono ancora titubanti, che vogliono donare il loro cuore a Dio ma non si risolvono ancora a farlo, che, pur avendo messo in pratica alcune verità fondamentali, se posti di fronte a una prova importante la scansano e vogliono arrendersi – qual è l’atteggiamento di Dio nei loro confronti? Dio ha ancora una certa aspettativa verso tali persone. Il risultato dipende dal loro atteggiamento e dal loro rendimento. Come reagisce Dio se le persone non sono attive nel fare progressi? Rinuncia. Questo perché, prima che Dio rinunci a te, tu hai già rinunciato a te stesso. Perciò non puoi incolpare Dio di questo, vero? È giusto? (È giusto.)

Tratto da “Come conoscere l’indole di Dio e i risultati che la Sua opera deve raggiungere” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 12

Nel seguire Dio, le persone raramente prestano attenzione alle Sue intenzioni e raramente prendono in considerazione i Suoi pensieri e il Suo atteggiamento verso l’uomo. Voi non capite i pensieri di Dio, così quando vi si pongono domande riguardanti le intenzioni di Dio, l’indole di Dio, fate confusione; siete profondamente incerti e tirate a indovinare o azzardate una risposta. Che cos’è questo atteggiamento? Dimostra questo fatto: la maggior parte delle persone che credono in Dio Lo considera una parvenza, qualcosa di indistinto. Perché la metto così? Perché ogni volta che dovete affrontare una questione non conoscete le intenzioni di Dio. Perché non le conoscete? Non è che non le conosciate adesso. Anzi, è dal principio alla fine che non sapete quale sia l’atteggiamento di Dio in proposito. In quelle occasioni in cui non riesci a capire e non conosci l’atteggiamento di Dio, ci hai riflettuto? L’hai ricercato? L’hai comunicato? No! Questo conferma un dato di fatto: il Dio della tua fede e il vero Dio non sono collegati. Tu che credi in Dio rifletti solo sulla tua volontà, sulla volontà dei tuoi capi, sul significato superficiale e dottrinale della parola di Dio, ma non provi affatto a conoscere e cercare veramente la volontà di Dio. Non è così? L’essenza di tale questione è terribile! Nel corso di molti anni ho visto molte persone che credono in Dio. Quale forma assume tale fede? Alcuni credono in Dio come se Egli fosse una parvenza. Queste persone non hanno risposte alle domande sull’esistenza di Dio perché non sanno percepire o essere consapevoli della presenza o assenza di Dio, tanto meno vederla o capirla chiaramente. Inconsciamente queste persone pensano che Dio non esista. Altri credono in Dio come se Egli fosse un uomo. Queste persone credono che Dio sia incapace di fare tutte le cose che esse sono incapaci di fare e che Dio debba pensare come loro. La loro definizione di Dio è “una persona invisibile e intangibile”. Vi è anche un gruppo di persone che crede in Dio come se Egli fosse un burattino. Queste persone credono che Dio non abbia emozioni, che sia una statua. Nell’affrontare una questione, Dio non ha atteggiamento, non ha punto di vista, non ha idee; è alla mercé dell’uomo. La gente crede come vuole credere. Se Lo rende grande, Egli è grande; se Lo rende piccolo, Egli è piccolo. Quando gli esseri umani peccano e hanno bisogno della misericordia di Dio, della Sua tolleranza, del Suo amore, allora Dio dovrebbe concedere la Sua misericordia. Queste persone inventano un Dio nella loro mente e fanno sì che questo Dio soddisfi le loro richieste e realizzi tutti i loro desideri. In qualunque momento o luogo e qualunque cosa faccia tale persona, adotterà questa fantasia nel suo modo di trattare e di credere in Dio. Alcuni credono persino che Dio possa salvarli dopo che hanno esasperato la Sua indole. Questo perché credono che l’amore di Dio sia illimitato, che l’indole di Dio sia giusta e, per quanto gli esseri umani Lo offendano, Egli non se ne ricorderà. Poiché i difetti, le trasgressioni e la disobbedienza dell’uomo sono espressioni momentanee dell’indole di quella persona, Dio concederà occasioni agli esseri umani e sarà tollerante e paziente con loro. Dio li amerà ancora come prima. Perciò la loro speranza di salvezza è ancora grande. In realtà, per quanto uno creda in Dio, finché non cerca la verità, Dio mantiene un atteggiamento negativo nei suoi confronti. Questo perché, pur credendo in Dio, forse fai tesoro del libro della parola di Dio, lo studi e lo leggi ogni giorno, ma accantoni il vero Dio, Lo consideri una parvenza, Lo consideri una persona, e alcuni di voi Lo considerano semplicemente un burattino. Perché la metto così? Perché da come la vedo Io, che voi dobbiate affrontare una questione o imbattervi in una situazione, quelle cose che esistono nel vostro inconscio, quelle cose che si sviluppano interiormente, nessuna di esse ha alcun collegamento con la parola di Dio o con la ricerca della verità. Sai soltanto cosa pensi tu, quali sono i tuoi punti di vista, e poi le tue idee, i tuoi punti di vista vengono attribuiti forzatamente a Dio. Diventano i punti di vista di Dio, che vengono usati come criteri a cui aderire risolutamente. Col tempo, procedere così ti pone sempre più lontano da Dio.

Tratto da “Come conoscere l’indole di Dio e i risultati che la Sua opera deve raggiungere” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 13

Capire l’atteggiamento di Dio e abbandonare tutte le concezioni errate riguardo a Dio

Questo Dio in cui attualmente credete, avete mai pensato che tipo di Dio sia? Quando Egli vede una persona malvagia fare cose malvagie, disprezza questo fatto? (Lo disprezza.) Quando vede gli errori delle persone ignoranti, qual è il Suo atteggiamento? (Tristezza.) Quando vede persone che rubano le Sue offerte, qual è il Suo atteggiamento? (Le disprezza.) Tutto questo è ben chiaro, giusto? Quando vede qualcuno che è sconsiderato nella sua fede in Dio e non ricerca in alcun modo la verità, qual è l’atteggiamento di Dio? Non avete totale chiarezza su questo, vero? La sconsideratezza è un atteggiamento che non è un peccato e non offende Dio. Le persone ritengono che non dovrebbe essere considerato un errore grossolano. Allora quale pensi che sia l’atteggiamento di Dio? (Non è disposto a reagire.) Non è disposto a reagire: che atteggiamento è questo? È che Dio guarda dall’alto in basso queste persone, le disdegna! Dio tratta queste persone con freddezza. Il Suo metodo è accantonarle, non intraprendere alcuna opera su di loro, fra cui illuminazione, rivelazione, castigo e disciplina. Questo tipo di persona semplicemente non è incluso nell’opera di Dio. Qual è l’atteggiamento di Dio verso coloro che esasperano la Sua indole e offendono i Suoi decreti amministrativi? Totale disprezzo! Dio è estremamente incollerito da coloro che sono recidivi nell’esasperare la Sua indole! “Incollerito” è soltanto un sentimento, uno stato d’animo; non può rappresentare un chiaro atteggiamento. Ma questo sentimento, questo stato d’animo comporterà un esito per tale persona: colmerà Dio di totale disprezzo! Qual è la conseguenza di questo? È che Dio accantonerà tale persona e non le risponderà per il momento. Attenderà che venga selezionata durante la punizione. Che cosa implica questo? Tale persona ha ancora un destino? Dio non ha mai inteso assegnare un destino a una persona del genere! Allora non è forse normale che Dio al momento non le risponda? (Sì.) A cosa deve prepararsi adesso una persona del genere? Deve prepararsi a subire le conseguenze negative causate dal suo comportamento e dal male che ha fatto. Questa è la risposta di Dio a questo tipo di persona. Allora adesso dico chiaramente alle persone di questo tipo: non aggrappatevi più a convinzioni errate e non fatevi più pie illusioni. Dio non sarà tollerante all’infinito verso gli esseri umani, né sopporterà allo stesso modo le loro trasgressioni e la loro disobbedienza. Alcuni diranno: “Anch’io ho visto persone così. Quando pregano sono particolarmente toccate da Dio e piangono amaramente. Di solito sono anche molto felici; sembrano avere la presenza di Dio e la Sua guida”. Non dite queste sciocchezze! Piangere amaramente non significa necessariamente essere toccati da Dio o avere la presenza di Dio, tanto meno la guida di Dio. Se le persone fanno incollerire Dio, Egli le guiderà ugualmente? In sintesi, quando Dio ha deciso di eliminare qualcuno, di abbandonarlo, quella persona già non ha più un destino. Non importa quanto possa sentirsi soddisfatta di sé quando prega e quanta fiducia abbia in Dio nel suo cuore; questo è già irrilevante. La cosa importante è che Dio non ha bisogno di una fiducia del genere, che Dio ha già disdegnato tale persona. Anche come trattarla in seguito è irrilevante. Ciò che importa è che nel momento in cui tale persona fa incollerire Dio il suo destino è già stabilito. Se Dio ha deciso di non salvare una persona del genere, essa sarà abbandonata per essere punita. Questo è l’atteggiamento di Dio.

Sebbene una parte dell’essenza di Dio sia amore ed Egli offra misericordia a tutti, gli esseri umani trascurano e dimenticano il punto che la Sua essenza è anche dignità. Che Egli abbia amore non significa che le persone possano offenderLo liberamente e che Egli non abbia sentimenti o reazioni. Che Egli abbia misericordia non significa che non abbia principi riguardo a come trattare gli esseri umani. Dio è vivente; esiste davvero. Non è un burattino immaginario o qualcos’altro. Poiché esiste, noi dobbiamo ascoltare attentamente la voce del Suo cuore in ogni momento, prestare attenzione al Suo atteggiamento e capire i Suoi sentimenti. Non dobbiamo usare le fantasie degli esseri umani per definire Dio e non dobbiamo imporre a Dio i loro pensieri e desideri, facendo sì che nel trattare l’umanità Dio impieghi lo stile e il pensiero dell’uomo. Se fai così, stai facendo incollerire Dio, stai tentando la Sua ira e sfidando la Sua dignità! Perciò, quando avrete capito la gravità di tale questione, sollecito ciascuno di voi a essere cauto e prudente nelle proprie azioni. Siate cauti e prudenti nel parlare. E riguardo a come trattate Dio, più siete cauti e prudenti e meglio è! Quando non capisci quale sia l’atteggiamento di Dio, non parlare sconsideratamente, non essere avventato nelle tue azioni e nell’applicare etichette. Ancor più, non giungere a conclusioni arbitrarie. Invece devi aspettare e ricercare; questa è anche una manifestazione del temere Dio e dell’evitare il male. Se riesci a raggiungere questo punto sopra ogni cosa e possiedi questo atteggiamento sopra ogni cosa, allora Dio non ti incolperà della tua stupidità, della tua ignoranza e della tua irragionevolezza. Invece, a causa del tuo timore di offendere Dio, del tuo rispetto per le Sue intenzioni e del tuo atteggiamento di disponibilità a obbedirGli, Dio Si ricorderà di te, ti guiderà e ti illuminerà, o tollererà la tua immaturità e la tua ignoranza. Al contrario, se il tuo atteggiamento verso di Lui sarà irriverente – giudicando arbitrariamente Dio, cercando di indovinare e definire le idee di Dio –, Dio ti infliggerà una condanna, una disciplina, perfino una punizione; oppure ti fornirà una dichiarazione. Forse questa dichiarazione riguarda il tuo destino. Pertanto voglio sottolinearlo ancora una volta: dovete essere cauti e prudenti verso tutto ciò che proviene da Dio. Non parlare in maniera sconsiderata e non essere avventato nelle tue azioni. Prima di dire alcunché, devi pensare: questa cosa farà incollerire Dio? Fare questo è temere Dio? Perfino per problemi semplici devi comunque cercare di capire davvero tali questioni, di considerarle realmente. Se sai veramente fare pratica secondo questi principi ovunque, in tutte le cose e per tutto il tempo, specialmente riguardo alle questioni che non capisci, allora Dio ti guiderà sempre e ti darà sempre un cammino da seguire. Qualunque cosa gli esseri umani manifestino, Dio vede tutto chiaramente, semplicemente, e fornirà una valutazione precisa e adeguata di tali manifestazioni. Quando avrai sperimentato la prova finale, Dio prenderà il tuo intero comportamento e lo valuterà completamente per stabilire il tuo esito. Questo risultato convincerà tutti senza ombra di dubbio. Ciò che vorrei dirvi è che ogni vostro atto, ogni vostra azione e ogni vostro pensiero decideranno il vostro destino.

Tratto da “Come conoscere l’indole di Dio e i risultati che la Sua opera deve raggiungere” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 14

Chi dispone il destino dell’uomo?

Vi è un’altra questione particolarmente importante ed è il vostro atteggiamento verso Dio. Questo atteggiamento è cruciale! Determina se in definitiva andrete verso la distruzione o verso una destinazione magnifica che Dio ha predisposto per voi. Nell’Età del Regno, Dio opera già da oltre 20 anni, e nel corso di questi 20 anni forse il vostro cuore è stato un po’ incerto riguardo al vostro rendimento. Tuttavia, nel Suo cuore, Dio ha effettuato un resoconto effettivo e veritiero su ciascuno di voi. A partire da quando ogni persona comincia a seguirLo e ad ascoltare la Sua predicazione, comprendendo sempre più la verità, e fino a quando svolge il suo dovere, Dio ha un resoconto di ciascuna di tali manifestazioni. Quando uno compie il proprio dovere, quando deve affrontare ogni sorta di situazioni, ogni sorta di prove, qual è l’atteggiamento di tale persona? Come agisce? Cosa sente nel cuore nei confronti di Dio? … Dio ha preso nota di tutto, ha un resoconto su ogni cosa. Forse dal vostro punto di vista tali questioni creano confusione. Tuttavia, dal punto di vista di Dio, sono tutte cristalline, e non vi è nemmeno la minima traccia di trascuratezza. È una questione che comporta l’esito di ogni persona, nonché il suo destino e le sue prospettive future. Ancor più, è dove Dio profonde tutti i Suoi attenti sforzi. Per tale ragione Dio non osa tralasciarla minimamente e non tollererà alcuna negligenza. Dio sta annotando questo resoconto dell’umanità, un resoconto dell’intero percorso dell’uomo che segue Dio, dal principio alla fine. Il tuo atteggiamento verso Dio in questo periodo determinerà il tuo destino. Non è vero? Ora, credete che Dio sia giusto? Le azioni di Dio sono appropriate? Avete ancora in testa qualche altra immagine di Dio? (No.) Allora secondo voi il destino dell’uomo deve essere stabilito da Dio o dall’uomo stesso? (Deve essere stabilito da Dio.) Chi lo stabilisce? (Dio.) Non siete sicuri, vero? Fratelli e sorelle di Hong Kong, parlate: chi lo stabilisce? (Lo stabilisce l’uomo.) Lo stabilisce l’uomo? Questo non significa forse che non ha nulla a che vedere con Dio? Fratelli e sorelle della Corea del Sud, parlate. (Dio stabilisce il destino dell’uomo in base a tutte le sue azioni e ai suoi atti e in base al cammino che percorre.) Questa è una risposta molto obiettiva. Qui vi è un dato di fatto su cui devo informare tutti voi: nel corso della Sua opera di salvezza, Dio stabilisce un criterio per l’uomo. Tale criterio è che l’uomo può obbedire alla parola di Dio e percorrere la via di Dio. È questo il criterio usato per valutare l’esito dell’uomo. Se pratichi in conformità con questo criterio di Dio, puoi ottenere un destino favorevole; in caso contrario, non puoi ottenerlo. Allora chi dici che stabilisce questo destino? Non è Dio da solo a stabilirlo, ma piuttosto Dio e l’uomo assieme. È giusto? (Sì.) Perché? Perché è Dio che vuole occuparSi attivamente dell’opera di salvezza dell’umanità e predisporre per l’uomo una destinazione magnifica; l’uomo è l’obiettivo dell’opera di Dio, e questo esito, questa destinazione è ciò che Dio gli prepara. Se non vi fosse alcun obiettivo per la Sua opera, Dio non avrebbe bisogno di compierla; se Dio non svolgesse tale opera, l’uomo non avrebbe una possibilità di salvezza. L’uomo è l’obiettivo della salvezza, e per quanto sia il soggetto passivo di questo processo, è il suo atteggiamento a determinare se Dio riuscirà o no nella Sua opera di salvare l’umanità. Se non fosse per la guida che Dio ti offre, non conosceresti il Suo criterio e non avresti alcun fine. Se hai questo criterio, questo fine, eppure non collabori, non lo metti in pratica, non paghi il prezzo, non otterrai comunque questo risultato. Ecco perché diciamo che tale esito non può essere separato da Dio e non può essere separato dall’uomo. E adesso sapete chi stabilisce il destino dell’uomo.

Tratto da “Come conoscere l’indole di Dio e i risultati che la Sua opera deve raggiungere” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 15

Gli esseri umani tendono a definire Dio in base all’esperienza

Durante la comunicazione sull’argomento di conoscere Dio, avete notato qualcosa? Avete notato che l’attuale atteggiamento di Dio ha subìto un cambiamento? L’atteggiamento di Dio verso l’umanità è immutabile? Dio andrà sempre avanti così, offrendo all’umanità tutto il Suo amore e la Sua misericordia all’infinito? Tale questione riguarda anche l’essenza di Dio. […] Quando gli esseri umani sanno che Dio ama l’umanità, Lo definiscono come simbolo di amore: qualunque cosa essi facciano, comunque si comportino, comunque trattino Dio, e per quanto possano essere disobbedienti, niente di tutto ciò ha importanza perché Dio ha amore, e l’amore di Dio è illimitato e incommensurabile. Dio ha amore, perciò sa essere tollerante verso gli esseri umani; Dio ha amore, perciò sa essere misericordioso verso gli esseri umani, verso la loro immaturità, verso la loro ignoranza e verso la loro disobbedienza. È davvero così? Alcuni, quando avranno sperimentato una o alcune volte la pazienza di Dio, la considereranno fondamentale nel loro modo di intendere Dio, credendo che Dio sarà sempre paziente e misericordioso nei loro confronti, e nel corso della loro vita guarderanno alla pazienza di Dio come al criterio secondo cui Dio li tratta. Vi sono anche coloro che, quando avranno sperimentato una volta la tolleranza di Dio, definiranno sempre Dio come tolleranza, e questa tolleranza è indefinita, incondizionata e perfino totalmente priva di principi. Queste convinzioni sono giuste? Ogni volta che vengono esaminate questioni riguardo all’essenza di Dio o all’indole di Dio, sembrate sconcertati. Vedervi così Mi fa un po’ arrabbiare. Avete ascoltato molte verità riguardo all’essenza di Dio; avete anche ascoltato molti argomenti riguardanti l’indole di Dio. Però nella vostra mente tali questioni e la verità di tali aspetti sono soltanto ricordi fondati su teoria e parole scritte. Nessuno di voi è mai in grado di sperimentare nella propria vita reale che cosa sia esattamente l’indole di Dio, né riesce a vedere che cosa sia in effetti l’indole di Dio. Pertanto siete tutti confusi nelle vostre convinzioni, credete ciecamente, al punto di avere un atteggiamento irriverente verso Dio, di ignorarLo. A cosa vi porta il fatto di avere un atteggiamento del genere verso Dio? Vi porta a trarre sempre conclusioni al Suo riguardo. Quando acquisite un po’ di conoscenza, vi sentite molto soddisfatti, come se aveste ottenuto Dio nella Sua interezza. Dopo di che concludete che Dio è così, e non Gli lasciate libertà di movimento. E ogni volta che Dio fa qualcosa di nuovo non ammettete proprio che Egli sia Dio. Un giorno, quando Dio dirà: “Non amo più l’uomo; non gli offro più misericordia; non ho più tolleranza né pazienza nei suoi confronti; sono colmo di totale disprezzo e antipatia verso l’uomo”, gli esseri umani contrasteranno apertamente un’affermazione di questo genere. Alcuni diranno perfino: “Tu non sei più il mio Dio; non sei più il Dio che voglio seguire. Se è questo che dici, non hai più i requisiti per essere il mio Dio e io non ho bisogno di seguirTi. Se non mi offri misericordia, non mi offri amore, non mi offri tolleranza, io non Ti seguirò più. Solo se sei tollerante all’infinito verso di me, sei sempre paziente con me e mi fai vedere che Tu sei amore, che sei pazienza, che sei tolleranza, soltanto allora potrò seguirTi e avrò la fiducia di farlo sino alla fine. Poiché ho la Tua pazienza e la Tua misericordia, la mia disobbedienza e le mie trasgressioni possono essere perdonate e scusate all’infinito, e io posso peccare in ogni momento e in ogni luogo, confessare ed essere perdonato in ogni momento e in ogni luogo, e farTi incollerire in ogni momento e in ogni luogo. Non devi avere Tue idee o trarre Tue conclusioni a mio riguardo”. Anche se forse non pensi a una questione del genere in maniera così soggettiva e conscia, ogni volta che consideri Dio uno strumento per farti perdonare i peccati e un oggetto da usare per ottenere una magnifica destinazione, hai già impercettibilmente collocato il Dio vivo in opposizione a te, come tuo nemico. Questo è ciò che vedo. Tu potrai continuare a dire: “Credo in Dio”; “ricerco la verità”; “voglio cambiare la mia indole”; “voglio liberarmi dall’influsso delle tenebre”; “voglio soddisfare Dio”; “voglio obbedire a Dio”; “voglio essere fedele a Dio e compiere bene il mio dovere”; e così via. Tuttavia, per quanto bello sembri tutto ciò che dici, per quanta teoria tu conosca, per quanto imponente sia tale teoria, per quanto dignitosa, il nocciolo della questione è che vi sono ora molti di voi che hanno già imparato a usare la regola, la dottrina, la teoria che padroneggiano per trarre conclusioni riguardo a Dio e collocarLo in opposizione a sé stessi in maniera del tutto naturale. Anche se conosci a fondo lettere e dottrine, non sei entrato veramente nella realtà della verità, perciò è molto difficile per te avvicinarti a Dio, conoscerLo e comprenderLo. Questo è patetico!

Tratto da “Come conoscere l’indole di Dio e i risultati che la Sua opera deve raggiungere” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 16

L’atteggiamento di Dio verso coloro che fuggono durante la Sua opera

Troverai questo tipo di persona ovunque: quando è certa della via di Dio, per vari motivi se ne va in silenzio, e senza una parola di saluto va a fare ciò che il suo cuore desidera. Per il momento non esamineremo perché questa persona se ne vada. Prima di tutto daremo un’occhiata a quale sia l’atteggiamento di Dio verso una persona del genere. È chiarissimo! Dal momento in cui tale persona se ne va, agli occhi di Dio il periodo della sua fede è finito. Non è stata tale persona a porvi termine, ma Dio. Che questa persona abbia abbandonato Dio significa che Lo aveva già rifiutato, che già non voleva Dio. Significa che già non accettava la salvezza offerta da Dio. Poiché tale persona non vuole Dio, può Dio volerla ancora? Inoltre, quando tale persona ha questo atteggiamento, questa opinione, ed è decisa ad abbandonare Dio, ha già irritato l’indole di Dio. Anche se non è andata su tutte le furie maledicendo Dio, anche se non ha adottato alcun comportamento vile o eccessivo e anche se pensa: “Se verrà il giorno in cui ne avrò abbastanza del divertimento esteriore o avrò ancora bisogno di Dio per qualcosa, tornerò. Oppure, se Dio mi chiama, tornerò”. Oppure dice: “Quando subirò del male esteriore, quando vedrò che il mondo esterno è troppo oscuro e troppo malvagio e non vorrò più seguire la corrente, tornerò a Dio”. Anche se questa persona ha calcolato nella sua mente in quale momento tornerà indietro, anche se lascia la porta aperta per rientrare, non si rende conto che, comunque pensi e comunque progetti, tutto questo è solo una pia illusione. Il suo errore più grande è non avere chiarezza riguardo a come Si senta Dio quando lei vuole andarsene. A partire dal momento in cui la persona decide di allontanarsi da Dio, Egli l’ha completamente abbandonata; Dio nel Suo cuore ne ha già stabilito il destino. Qual è questo destino? Che tale persona fa parte dei criceti e perirà con loro. Pertanto si osserva spesso una situazione del genere: uno abbandona Dio ma non riceve una punizione. Dio opera secondo i Propri principi. Gli esseri umani sono in grado di vedere alcune cose, e alcune cose si decidono solo nel cuore di Dio, perciò le persone non possono vederne il risultato. Ciò che esse vedono non è necessariamente il vero lato delle cose; ma l’altro lato, il lato che non vedi, questi sono i veri pensieri e le decisioni del cuore di Dio.

Coloro che fuggono durante l’opera di Dio sono coloro che abbandonano la vera via

Allora perché Dio può infliggere a una persona del genere una punizione così grave? Perché Dio è tanto incollerito nei suoi confronti? Prima di tutto sappiamo che l’indole di Dio è maestà, è ira. Egli non è una pecora che chiunque possa macellare; ancor più, non è un burattino che possa essere manovrato dagli esseri umani come vogliono. Inoltre non è una parvenza a cui gli esseri umani possano dare ordini. Se davvero credi che Dio esista, devi avere un cuore che Lo teme e sapere che l’essenza di Dio non va fatta incollerire. Questa collera può essere causata da una parola; forse da un pensiero; forse da qualche genere di comportamento vile; forse da un comportamento mite, un comportamento accettabile agli occhi e per l’etica dell’uomo; o forse è causata da una dottrina, da una teoria. Però, una volta che hai fatto incollerire Dio, hai perso l’occasione e sono arrivati i tuoi ultimi giorni. Ed è una cosa terribile! Se non capisci che Dio non può essere offeso, allora forse non hai timore di Dio e forse Lo offendi continuamente. Se non sai come temere Dio, allora sei incapace di temerLo e non sai come incamminarti sulla via di Dio: temendo Dio ed evitando il male. Quando te ne sarai reso conto e sarai consapevole del fatto che Dio non può essere offeso, saprai che cosa significa temere Dio ed evitare il male.

Camminare sulla via del temere Dio e dell’evitare il male non riguarda necessariamente quanta verità tu conosca, quante prove tu abbia sperimentato o quanto tu sia stato disciplinato. Dipende piuttosto da quale sia l’essenza del tuo cuore riguardo a Dio e da quale sia il tuo atteggiamento verso di Lui. L’essenza delle persone e il loro atteggiamento soggettivo: queste cose sono molto importanti, davvero fondamentali. Riguardo a coloro che hanno rinunciato e hanno abbandonato Dio, il loro atteggiamento spregevole verso Dio e il loro cuore che disprezza la verità hanno esasperato l’indole di Dio, perciò per quanto riguarda Dio non saranno mai perdonati. Hanno saputo dell’esistenza di Dio, hanno avuto l’informazione che Dio è già arrivato, hanno perfino avuto esperienza della nuova opera di Dio. Il loro allontanarsi non è dovuto a convinzioni errate, né a confusione al riguardo. Ancora meno è dovuto al fatto che vi siano stati costretti. Invece hanno scelto consciamente, e con la mente lucida, di abbandonare Dio. Il loro allontanarsi non è perché abbiano perduto la via; non è perché siano stati scartati. Pertanto, agli occhi di Dio, non sono una pecorella allontanatasi dal gregge, tanto meno un figliol prodigo che abbia smarrito la via. Si sono allontanati con impunità, e una tale condizione, una tale situazione irrita l’indole di Dio, ed è per via di questa irritazione che Egli assegna loro un destino senza speranza. Un destino del genere non è forse spaventoso? Quindi se gli esseri umani non conoscono Dio, possono offenderLo. Non è una questione di poco conto! Se uno non prende sul serio l’atteggiamento di Dio e crede ancora che Dio attenda con ansia il suo ritorno – perché è una pecorella smarrita e Dio aspetta che cambi idea –, allora tale persona non è molto lontana dal giorno della sua punizione. Dio non Si limiterà a rifiutarSi di accoglierla. Questa è la seconda volta che irrita la Sua indole; è una questione ancora più terribile! L’atteggiamento irriverente di questa persona ha già violato il decreto amministrativo di Dio. Dio l’accoglierà ancora? I principi di Dio sulla questione sono: se uno è certo riguardo alla vera via eppure può ancora consciamente e con mente lucida rifiutare Dio e allontanarsi da Lui, allora Dio gli sbarrerà la strada verso la salvezza, e per tale persona la porta del Regno d’ora in poi sarà chiusa. Quando tale persona tornerà a bussare, Dio non le aprirà di nuovo la porta: rimarrà chiusa fuori per sempre. Forse alcuni di voi hanno letto nella Bibbia la storia di Mosè. Quando Mosè fu unto da Dio, i 250 capi erano insoddisfatti di Mosè per via delle sue azioni e di vari altri motivi. A chi si rifiutavano di obbedire? Non a Mosè. Si rifiutavano di obbedire alle disposizioni di Dio; si rifiutavano di obbedire all’opera di Dio su tale questione. Dicevano quanto segue: “Basta! Tutta la raunanza, tutti fino ad uno son santi, e Jahvè è in mezzo a loro; […]”. Agli occhi dell’uomo, queste parole sono molto gravi? Non sono gravi! Almeno il significato letterale delle parole non è grave. In senso giuridico, non violano alcuna legge, poiché all’apparenza non usano un linguaggio o un vocabolario ostile, tanto meno hanno qualche significato blasfemo. Non sono altro che una frase normale, nulla più. Allora perché queste parole possono innescare una tale furia in Dio? Perché non sono rivolte agli esseri umani ma a Dio. L’atteggiamento e l’indole espressi da tali parole sono proprio ciò che irrita l’indole di Dio, specialmente ciò che dell’indole di Dio non può essere offeso. Tutti noi sappiamo quale fu alla fine il loro destino. Riguardo a coloro che hanno abbandonato Dio, qual è il loro punto di vista? Qual è il loro atteggiamento? E perché il loro punto di vista e il loro atteggiamento fanno sì che Dio li tratti in tale maniera? Il motivo è che sanno chiaramente che Egli è Dio eppure scelgono ugualmente di tradirLo. Ecco perché vengono completamente privati della loro possibilità di salvezza. Proprio come dice la Bibbia: “Infatti, se persistiamo nel peccare volontariamente dopo aver ricevuto la conoscenza della verità, non rimane più alcun sacrificio per i peccati”. Avete chiarezza su tale questione adesso?

Tratto da “Come conoscere l’indole di Dio e i risultati che la Sua opera deve raggiungere” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 17

Il destino dell’uomo è deciso dal suo atteggiamento verso Dio

Dio è un Dio vivente e, proprio come gli esseri umani si comportano diversamente in situazioni diverse, l’atteggiamento di Dio verso questi comportamenti differisce perché Egli non è un burattino, né è una parvenza. Arrivare a conoscere l’atteggiamento di Dio è una degna ricerca per l’umanità. Gli esseri umani devono imparare come, conoscendo l’atteggiamento di Dio, possano conoscere l’indole di Dio e un po’ per volta capire il Suo cuore. Quando giungi un po’ per volta a capire il cuore di Dio, non ti sembrerà che temere Dio ed evitare il male sia una cosa difficile da realizzare. Per di più, quando capisci Dio, è improbabile che tu tragga conclusioni al Suo riguardo. Quando smetti di trarre conclusioni riguardo a Dio, è improbabile che tu Lo offenda, e involontariamente Egli ti porterà ad avere conoscenza di Dio e a temerLo nel tuo cuore. Smetterai di definire Dio usando le dottrine, le lettere e le teorie che padroneggi. Invece, ricercando sempre le intenzioni di Dio in tutte le cose, diventerai inconsapevolmente una persona che è in sintonia con Dio.

L’opera di Dio è invisibile e intangibile per l’umanità, ma per ciò che riguarda Dio le azioni di ciascuna persona, unitamente al suo atteggiamento verso di Lui, non sono soltanto percepibili da Dio, ma anche visibili. Questa è una cosa che tutti dovrebbero riconoscere e su cui dovrebbero avere chiarezza. Forse ti domandi sempre: “Dio sa che cosa sto facendo qui? Dio sa cosa sto pensando in questo momento? Forse sì, forse no”. Se adotti questo genere di punto di vista, seguendo Dio e credendo in Lui ma dubitando della Sua opera e della Sua esistenza, prima o poi verrà un giorno in cui Lo farai incollerire, perché ti trovi già sull’orlo di un pericoloso precipizio. Ho visto persone che credono in Dio da molti anni ma ancora non hanno acquisito la realtà della verità, e nemmeno capiscono la volontà di Dio. La loro vita e statura non fanno progressi, e aderiscono solo alla dottrina più superficiale. Questo perché tali persone non hanno mai preso la parola di Dio come loro vita e non hanno mai affrontato e accettato la Sua esistenza. Pensi che Dio veda queste persone e si colmi di gioia? Lo confortano? In questo caso è il metodo di fede delle persone a decidere il loro destino. Che si tratti di come ricerchi Dio o di come tratti Dio, è il tuo atteggiamento la cosa più importante. Non trascurare Dio come se Egli fosse una parvenza in un recesso della tua mente. Pensa sempre al Dio della tua fede come a un Dio vivente, un Dio reale. Non è lassù nel terzo cielo senza nulla da fare. Anzi, Egli guarda continuamente nel cuore di ognuno, guarda cosa stai facendo, ogni parolina e ogni piccolo atto, guarda come ti comporti e qual è il tuo atteggiamento verso Dio. Che tu sia disposto a donarti a Dio o no, tutto il tuo comportamento e tutti i tuoi pensieri e le tue idee più intimi sono davanti a Dio, osservati da Lui. È a seconda del tuo comportamento, dei tuoi atti e del tuo atteggiamento verso Dio che la Sua opinione di te e il Suo atteggiamento verso di te cambiano continuamente. Vorrei offrire un consiglio a coloro che si metterebbero come un bimbo nelle mani di Dio, come se Egli dovesse stravedere per te, come se non potesse mai lasciarti, come se il Suo atteggiamento verso di te fosse costante e non potesse mai cambiare: smetti di sognare! Dio è giusto nel Suo trattamento di ogni persona. Egli affronta seriamente l’opera di conquista e di salvezza dell’umanità. Questa è la Sua gestione. Egli tratta ciascuna persona seriamente, non come un animale domestico con cui giocare. L’amore di Dio per l’uomo non è del tipo che coccola o vizia; la Sua misericordia e la Sua tolleranza verso l’umanità non sono indulgenti o disattente. Al contrario, l’amore di Dio per l’umanità significa tenere in gran conto, compatire e rispettare la vita; la Sua misericordia e la Sua tolleranza trasmettono le Sue aspettative per l’uomo; la Sua misericordia e la Sua tolleranza sono ciò di cui l’umanità ha bisogno per sopravvivere. Dio è vivente, e Dio effettivamente esiste; il Suo atteggiamento verso l’umanità è basato su principi, non è affatto una regola dogmatica, e può cambiare. La Sua volontà nei confronti dell’umanità sta gradatamente cambiando e trasformandosi col tempo, con le situazioni e con l’atteggiamento di ciascuna persona. Quindi devi avere una chiarezza cristallina su questo e capire che l’essenza di Dio è immutabile e la Sua indole si manifesterà in momenti diversi e in contesti diversi. Forse non pensi che questa sia una questione grave, e usi le tue concezioni personali per immaginare come Dio debba fare le cose. Ma ci sono momenti in cui è vero l’esatto contrario del tuo punto di vista, e usando le tue concezioni personali per cercare di valutare Dio Lo hai già fatto incollerire. Questo perché Dio non opera come tu pensi, e Dio non tratterà tale questione come dici tu. E così ti rammento di essere attento e prudente nel tuo modo di affrontare tutto ciò che ti circonda e di imparare a seguire il principio di camminare sulla via di Dio in tutte le cose: temendo Dio ed evitando il male. Devi acquisire una salda comprensione riguardo alle questioni della volontà di Dio e dell’atteggiamento di Dio; trovare persone illuminate che lo condividano con te, e ricercare seriamente. Non considerare il Dio della tua fede un burattino, giudicando arbitrariamente, giungendo a conclusioni arbitrarie, non trattando Dio col rispetto che merita. Nel processo di salvezza di Dio, quando Egli definisce il tuo destino, che ti offra misericordia o tolleranza, giudizio e castigo, il Suo atteggiamento verso di te non è fisso. Dipende dal tuo atteggiamento verso Dio e dalla tua comprensione di Dio. Non permettere che un unico aspetto transitorio della tua conoscenza o comprensione di Dio Lo definisca in perpetuo. Non credete in un Dio morto; credete in un Dio vivente. Ricordatevelo! Sebbene abbia discusso qui alcune verità, verità che avevate bisogno di ascoltare, alla luce della vostra attuale condizione e della vostra attuale levatura non presenterò maggiori richieste per non smorzare il vostro entusiasmo. Così facendo potrei colmare il vostro cuore di troppa desolazione e farvi provare un’eccessiva delusione nei confronti di Dio. Invece spero che sappiate usare l’amore di Dio nel vostro cuore e un atteggiamento che sia rispettoso di Dio quando percorrete il cammino davanti a voi. Non esaminate alla meno peggio la questione di come trattate la fede in Dio. Trattatela come una delle questioni più importanti che vi siano. Collocatela nel vostro cuore, mettetela in pratica, collegatela alla vita reale: non limitatevi a esprimerla a parole. Infatti è una questione di vita o di morte e determinerà il tuo destino. Non prendetela come uno scherzo, come un gioco da ragazzi! Dopo avere condiviso con voi queste parole oggi, Mi domando quanto sia stato raccolto in termini di comprensione nella vostra mente. Ci sono domande che volete porre su quello che ho detto qui oggi?

Anche se questi argomenti sono un po’ nuovi e un po’ lontani dalle vostre opinioni e da ciò che solitamente perseguite e a cui prestate attenzione, ritengo che, dopo un periodo di tempo di condivisione, acquisirete una comprensione comune di tutto ciò che ho detto qui. Poiché sono argomenti nuovi, argomenti che non avete mai considerato prima, spero che non appesantiscano il vostro fardello. Non pronuncio queste parole oggi per spaventarvi, né cerco di trattare con voi; invece il Mio scopo è aiutarvi a capire la verità della realtà. Dopo tutto, vi è una distanza fra l’umanità e Dio: anche se l’uomo crede in Dio, non Lo ha mai capito; non ha mai conosciuto il Suo atteggiamento. L’uomo inoltre non è mai stato fervente nella sua preoccupazione per l’atteggiamento di Dio. Piuttosto ha creduto ciecamente, è andato avanti ciecamente ed è stato sconsiderato nella sua conoscenza e comprensione di Dio. Così Mi sento obbligato a chiarire per voi tali questioni e ad aiutarvi a capire che genere di Dio sia questo Dio in cui credete; che cosa Egli pensi; quale sia il Suo atteggiamento nel trattare persone di diverso tipo; quanto siate lontani dal soddisfare i Suoi requisiti; e la disparità fra le vostre azioni e il criterio che Egli richiede. Lo scopo nel farvi conoscere queste cose è fornire ai vostri cuori un parametro con cui misurarvi e sapere a che genere di raccolto abbia condotto la strada su cui vi trovate, che cosa non avete ottenuto percorrendola e in quali ambiti non siete stati affatto coinvolti. Quando comunicate fra voi, di solito parlate di alcuni argomenti che vengono comunemente dibattuti; l’ambito è ristretto e il contenuto è molto superficiale. Vi è una distanza, un divario, fra ciò che discutete e le intenzioni di Dio, fra i vostri dibattiti e l’ambito e il criterio delle richieste di Dio. Procedere in questo modo, col tempo, vi farà deviare sempre più dalla via di Dio. State solo prendendo da Dio parole esistenti e trasformandole in oggetti di culto, in rituali e regole. Tutto qui! In realtà, Dio semplicemente non ha alcun posto nel vostro cuore, e Dio non lo ha mai ottenuto. Alcuni pensano che conoscere Dio sia molto difficile: questa è la verità. È difficile! Se alle persone viene chiesto di compiere il loro dovere e portare a termine le cose esteriori, se viene loro chiesto di impegnarsi a fondo, penseranno che credere in Dio sia molto facile, poiché tutto questo rientra nell’ambito delle capacità dell’uomo. Eppure nel momento in cui l’argomento si sposta nell’ambito delle intenzioni di Dio e dell’atteggiamento di Dio verso l’uomo, le cose si fanno molto più difficili per tutti. Questo perché ciò comporta la comprensione della verità da parte delle persone e il loro accesso alla realtà; naturalmente vi è un certo grado di difficoltà! Ma dopo che hai varcato la prima porta, quando cominci a entrare, a poco a poco diventa sempre più facile.

Tratto da “Come conoscere l’indole di Dio e i risultati che la Sua opera deve raggiungere” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 18

Il punto di partenza per temere Dio è trattarLo come Dio

Qualcuno ha appena sollevato una questione: come mai noi sappiamo di Dio più di quanto ne sapesse Giobbe, eppure ancora non riusciamo a temerLo? Abbiamo già toccato l’argomento in precedenza, giusto? In realtà, anche l’essenza di questa domanda è stata esaminata prima; vale a dire che, sebbene Giobbe allora non conoscesse Dio, Lo trattava come Dio e Lo considerava il Padrone di tutte le cose in cielo e in terra. Giobbe non considerava Dio un nemico. Anzi, Lo adorava come Creatore di tutte le cose. Come mai oggigiorno gli esseri umani si oppongono tanto a Dio? Perché non Lo temono? Un motivo è che sono state profondamente corrotte da Satana. Con la loro natura satanica così profondamente radicata, gli esseri umani diventano nemici di Dio. Perciò, anche se credono in Dio e Lo riconoscono, riescono ancora a resisterGli e a porsi in contrasto con Lui. Questo è determinato dalla natura umana. L’altro motivo è che, sebbene gli esseri umani credano in Dio, semplicemente non Lo trattano come Dio. Ritengono invece che Dio sia avverso all’uomo, considerandoLo nemico dell’uomo, e sono inconciliabili con Dio. È così semplice. La questione non era stata sollevata durante la sessione precedente? Pensateci: è questo il motivo? Anche se hai un po’ di conoscenza di Dio, che cos’è questa conoscenza? Non è forse ciò di cui parlano tutti? Non è forse ciò che Dio ti ha detto? Tu conosci soltanto gli aspetti teorici e dottrinali; hai mai sperimentato il vero aspetto di Dio? Hai una conoscenza soggettiva? Hai conoscenza ed esperienza pratica? Se non te le avesse dette Dio, potresti conoscere queste cose? La tua conoscenza della teoria non rappresenta una reale conoscenza. In sintesi, per quante cose tu conosca e comunque tu sia giunto a conoscerle, prima di arrivare a una reale comprensione di Dio, Dio è tuo nemico e, prima che tu effettivamente tratti Dio come tale, Egli è posto in contrasto con te, poiché tu sei una personificazione di Satana.

Quando sei insieme con Cristo, forse puoi servirGli tre pasti al giorno, forse Gli servi il tè, provvedi alle necessità della Sua vita, apparentemente trattando Cristo come Dio. Ogni volta che succede qualcosa, i punti di vista degli esseri umani sono sempre contrari a quello di Dio. Le persone non riescono mai a capire il punto di vista di Dio, ad accettarlo. Anche se in superficie possono andare d’accordo con Dio, ciò non significa che siano in armonia con Lui. Non appena avviene qualcosa, emerge la verità della disobbedienza dell’uomo, confermando l’ostilità che esiste fra uomo e Dio. Tale ostilità non è Dio che Si oppone all’uomo; non è Dio che vuole essere ostile all’uomo, e non è Dio che colloca l’uomo all’opposizione e lo tratta di conseguenza. Invece è che questa essenza di opposizione verso Dio si annida nella volontà soggettiva dell’uomo e nel suo subconscio. Poiché l’uomo considera tutto ciò che proviene da Dio l’oggetto della sua ricerca, la sua risposta a ciò che proviene da Dio e a ciò che riguarda Dio è, soprattutto, indovinare, dubitare e poi adottare rapidamente un atteggiamento che è in conflitto con Dio, e opporsi a Dio. Dopo di che l’uomo adotterà questi stati d’animo passivi e metterà in dubbio Dio o Lo contesterà, fino al punto di dubitare che questo genere di Dio sia degno di essere seguito. Nonostante il fatto che la razionalità umana gli dica di non procedere così, egli sceglierà comunque di farlo suo malgrado, cosicché procederà senza esitazione fino alla fine. Per esempio, qual è la prima reazione di alcune persone quando sentono qualche diceria o calunnia riguardo a Dio? La loro prima reazione è: “Non so se questa diceria sia vera o no, se esista o no, perciò starò a vedere”. Poi cominciano a riflettere: “Non vi è modo di verificarla; esiste davvero? Questa diceria è vera o no?” Anche se questa persona non lo mostra esteriormente, il suo cuore ha già cominciato a dubitare, ha già cominciato a negare Dio. Qual è l’essenza di questo genere di atteggiamento, di punto di vista? Non è forse il tradimento? Prima che tale persona debba affrontare la questione, non puoi vedere quale sia il suo punto di vista: sembra non essere in conflitto con Dio, non considerare Dio un nemico. Tuttavia, non appena deve affrontarla, subito si schiera con Satana e si oppone a Dio. Che cosa lascia intendere questo? Lascia intendere che uomo e Dio sono opposti! Non è che Dio consideri l’uomo un nemico, ma che l’essenza stessa dell’uomo è ostile verso Dio. A prescindere da quanto tempo uno segua Dio, da quanto paghi; a prescindere da come uno lodi Dio, da come si astenga dall’opporsi a Dio, perfino spronandosi ad amarLo, non può mai riuscire a trattare Dio come Dio. Questo non è forse determinato dall’essenza dell’uomo? Se Lo tratti come Dio e credi veramente che Egli sia Dio, puoi ancora avere qualche dubbio su di Lui? Nel tuo cuore possono esservi ancora dei punti interrogativi al Suo riguardo? No. Le tendenze di questo mondo sono così malvagie, questa razza umana è così malvagia: come mai non hai alcuna concezione al riguardo? Tu stesso sei così malvagio: come mai non hai alcuna concezione al riguardo? Eppure basta qualche diceria, qualche calunnia a produrre tali grandi concezioni riguardo a Dio, a produrre tante idee, il che indica quanto sia immatura la tua levatura! Il “ronzio” di poche zanzare, di poche mosche repellenti: basta questo per ingannarti? Che genere di persona è questa? Sai che cosa pensa Dio di una persona del genere? L’atteggiamento di Dio nel trattare tali persone è in realtà molto chiaro. Il trattamento che Dio riserva loro è ignorarle, il Suo atteggiamento è non prestare loro attenzione e non essere serio con queste persone ignoranti. Perché? Perché nel Suo cuore non ha mai progettato di ottenere queste persone che hanno giurato di esserGli ostili fino alla fine e non hanno mai progettato di ricercare la via per essere in armonia con Lui. Forse queste parole che ho pronunciato feriscono alcune persone. Be’, siete disposti a permetterMi di ferirvi sempre così? Che siate disposti o no, tutto ciò che dico è la verità! Se vi ferisco sempre così e mostro sempre le vostre cicatrici, questo influenzerà l’immagine elevata di Dio nel vostro cuore? (No.) Sono d’accordo, no. Semplicemente perché nel vostro cuore non c’è alcun Dio. Il Dio elevato che risiede nel vostro cuore, quello che difendete e proteggete strenuamente, semplicemente non è Dio. È piuttosto un parto della fantasia umana; semplicemente non esiste. Perciò è meglio che Io fornisca la risposta a questo enigma. Non è forse questa l’intera verità? Il vero Dio non è una fantasia dell’uomo. Spero che tutti voi possiate affrontare questa realtà, e vi aiuterà nella vostra conoscenza di Dio.

Tratto da “Come conoscere l’indole di Dio e i risultati che la Sua opera deve raggiungere” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 19

Coloro che non sono riconosciuti da Dio

Vi sono persone la cui fede non è mai stata riconosciuta nel cuore di Dio. In altri termini, Dio non riconosce che queste persone siano Suoi seguaci, poiché Dio non loda la loro fede. Per queste persone, a prescindere da quanti anni seguano Dio, le loro idee e opinioni non sono mai cambiate. Sono come i non credenti, aderiscono ai principi e alla maniera di fare le cose dei non credenti, aderiscono alle loro leggi di sopravvivenza e di fede. Non hanno mai accettato la parola di Dio come loro vita, non hanno mai creduto che la parola di Dio fosse verità, non hanno mai inteso accettare la salvezza di Dio e non hanno mai riconosciuto Dio come loro Dio. Considerano il credere in Dio una sorta di passatempo amatoriale, trattando Dio puramente come sostentamento spirituale, perciò non pensano che valga la pena cercare di capire l’indole di Dio o l’essenza di Dio. Potresti dire che tutto ciò che corrisponde al vero Dio non abbia nulla a che vedere con queste persone. Non sono interessate e non si prendono la briga di dare ascolto. Questo perché nel profondo del loro cuore vi è una voce intensa che dice sempre loro: Dio è invisibile e intangibile, e Dio non esiste. Ritengono che cercare di capire un Dio di questo genere non valga lo sforzo; vorrebbe dire ingannarsi. Si limitano a riconoscere Dio a parole e non prendono realmente posizione. Non fanno nemmeno alcunché in termini pratici, pensando di essere piuttosto scaltri. Come vede Dio queste persone? Le considera dei non credenti. Alcuni domandano: “I non credenti possono leggere la parola di Dio? Possono compiere il loro dovere? Possono dire queste parole: ‘Vivrò per Dio’?” Ciò che l’uomo spesso vede sono le manifestazioni superficiali delle persone, non la loro essenza. Però Dio non guarda queste manifestazioni superficiali; vede soltanto la loro essenza interiore. Perciò Dio ha questo tipo di atteggiamento, questo genere di definizione, verso tali persone. Riguardo a ciò che dicono queste persone: “Perché Dio fa questo? Perché Dio fa quello? Questo non lo capisco; quello non lo capisco; questo non è conforme ai concetti dell’uomo; devi spiegarmelo; …”. La Mia risposta è: è necessario spiegarti tale questione? Ha qualcosa a che vedere con te? Chi credi di essere? Da dove vieni? Hai i requisiti per dare consigli a Dio? Credi in Lui? Egli riconosce la tua fede? Poiché la tua fede non ha nulla a che vedere con Dio, che c’entra il Suo agire con te? Non sai che posto tu abbia nel cuore di Dio, eppure hai i requisiti per dialogare con Dio?

Parole di ammonimento

Non vi sentite a disagio dopo avere sentito queste considerazioni? Anche se forse non siete disposti ad ascoltare queste parole o ad accettarle, sono tutte dei dati di fatto. Poiché questa fase dell’opera deve essere eseguita da Dio, se non ti interessano le intenzioni e l’atteggiamento di Dio e non capisci l’essenza e l’indole di Dio, alla fine sei quello che perderà. Non biasimate le Mie parole perché sono dure da ascoltare e non biasimatele perché vi smorzano l’entusiasmo. Io dico la verità; non intendo scoraggiarvi. Qualunque cosa Io vi chieda e in qualunque modo siate tenuti a farla, spero che percorriate la retta via e spero che seguiate la via di Dio e non deviate da questo cammino. Se non procedi secondo la parola di Dio e non segui la Sua via, senza dubbio ti stai ribellando a Dio e ti sei allontanato dalla retta via. Perciò ritengo che vi siano alcune questioni che devo chiarire con voi e indurvi a credere inequivocabilmente, chiaramente, senza un briciolo di incertezza, e aiutarvi a conoscere esplicitamente l’atteggiamento di Dio, le intenzioni di Dio, come Dio perfezioni l’uomo e in che modo Egli disponga il destino dell’uomo. Se dovesse venire un giorno in cui sarai incapace di intraprendere questo cammino, Io non ne ho alcuna responsabilità, poiché queste parole ti sono già state dette molto chiaramente. Quanto al modo in cui tratti il tuo destino, la questione spetta interamente a te. Dio ha atteggiamenti diversi riguardo al destino di tipi diversi di persone. Ha i Suoi modi di valutare l’uomo e il Suo criterio per i requisiti. Il Suo criterio per valutare le persone è equo per tutti: su questo non c’è dubbio! Quindi i timori di certe persone sono superflui. Adesso siete sollevati?

Tratto da “Come conoscere l’indole di Dio e i risultati che la Sua opera deve raggiungere” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 20

In realtà, l’indole di Dio è aperta a tutti e non è nascosta, perché Egli non ha mai evitato volutamente alcun essere umano e non ha mai cercato intenzionalmente di occultare Sé Stesso per impedire alle persone di conoscerLo o di comprenderLo. L’indole di Dio è sempre stata aperta e si è sempre rivolta schiettamente a ognuno. Durante la Sua gestione, Dio svolge la Sua opera rivolgendosi a tutti; essa si compie su ogni singolo individuo. Mentre Dio la svolge, rivela continuamente la Sua indole, usando senza sosta la Sua essenza, ciò che Egli ha ed è, per guidare ogni singola persona e per provvedere alle sue necessità. In ogni età e in ogni fase, a prescindere dal fatto che le circostanze siano positive o negative, l’indole di Dio e ciò che Egli ha ed è sono sempre aperti a ciascun individuo, così come la Sua vita provvede costantemente e incessantemente all’umanità e la sostiene. Nonostante ciò, l’indole di Dio rimane nascosta ad alcuni. Perché? Perché, sebbene queste persone vivano nell’ambito della Sua opera e Lo seguano, non hanno mai cercato di comprenderLo o non hanno mai voluto conoscerLo, né tantomeno avvicinarsi di più a Lui. Per loro, capire la Sua indole significa che la loro fine è vicina, che stanno per essere giudicate e condannate dall’indole di Dio. Perciò costoro non hanno mai desiderato comprendere Dio o la Sua indole, e non bramano una comprensione o una conoscenza più profonda della Sua volontà. Non intendono capirla attraverso una collaborazione consapevole; amano semplicemente fare sempre le cose che vogliono e non se ne stancano mai; credono nel Dio in cui vogliono credere, nel Dio che esiste soltanto nella loro immaginazione e nelle loro concezioni, che non può essere lontano da loro nella vita quotidiana. Quando si tratta del vero Dio Stesso, essi mostrano scarsissima considerazione, non hanno alcun desiderio di comprenderLo, di prestarGli attenzione, e ancora meno sono intenzionati ad avvicinarsi di più a Lui. Si limitano a usare le parole pronunciate da Dio per mascherare sé stessi, per fare bella figura. Secondo loro, ciò li rende già bravi credenti e persone con la fede in Dio nel cuore. In cuor loro, sono guidati dall’immaginazione, dalle loro concezioni e persino dalle loro personali definizioni di Dio. Il vero Dio Stesso, invece, non ha assolutamente nulla a che fare con loro. Perché, una volta che comprenderanno Lui, la Sua vera indole e ciò che Egli ha ed è, le loro azioni, la loro fede e la loro ricerca verranno condannate. È per questo motivo che non sono disposti a capire l’essenza di Dio e che sono riluttanti e restii a cercare attivamente o a pregare per conoscere meglio Dio, la Sua volontà e la Sua indole. Preferirebbero che Egli fosse qualcosa di inventato, di vuoto e di sfuggente, che fosse esattamente come Lo hanno immaginato: qualcuno che possa essere ai loro ordini, presente in misura inesauribile e sempre disponibile. Quando vogliono godere della grazia di Dio, Gli chiedono di essere quella grazia. Quando hanno bisogno della Sua benedizione, Gli chiedono di essere quella benedizione. Quando si trovano di fronte alle avversità, Gli chiedono di infondere loro coraggio, di essere la loro rete di sicurezza. La loro conoscenza di Dio è circoscritta all’ambito della grazia e della benedizione. Anche la loro comprensione dell’opera di Dio, della Sua indole e di Lui Stesso è limitata alla loro immaginazione e a una mera serie di lettere e dottrine. Tuttavia ci sono persone ansiose di capire l’indole di Dio, di vedere davvero Dio Stesso e di cogliere veramente la Sua indole e ciò che Egli ha ed è. Costoro cercano la realtà della verità e la salvezza di Dio, e tentano di ricevere la Sua conquista, salvezza e perfezione. Usano il cuore per leggere la Sua parola, per valutare ogni situazione e ogni persona, evento o cosa che Egli ha predisposto per loro, e pregano e cercano con sincerità. Ciò che vogliono di più è conoscere la volontà di Dio e comprendere la Sua vera indole ed essenza. Così non Lo offenderanno più e, attraverso le loro esperienze, saranno in grado di vedere maggiormente la Sua amabilità e il Suo vero volto. Inoltre, un Dio veramente reale esisterà nel loro cuore e avrà un posto al suo interno, cosicché queste persone non vivranno più tra immaginazione, concezioni o elusività. Hanno un desiderio urgente di comprendere l’indole di Dio e la Sua essenza perché queste ultime sono cose di cui l’umanità potrebbe avere bisogno in qualunque momento della propria esperienza, cose che danno vita per tutta la durata dell’esistenza. Una volta compresa l’indole di Dio, saranno in grado di riverirLo meglio, di collaborare più efficacemente con la Sua opera, di essere più attenti alla Sua volontà e di svolgere il proprio dovere al massimo delle loro capacità. Quando si tratta degli atteggiamenti verso l’indole di Dio, ci sono due categorie di persone. Quelle della prima non vogliono cogliere l’indole di Dio e, anche se dicono di volerla comprendere, di voler arrivare a conoscere Dio Stesso, di voler vedere ciò che Egli ha ed è e di voler capire sinceramente la Sua volontà, in cuor loro preferirebbero che Dio non esistesse. Questo, perché gli uomini di questo tipo Gli disobbediscono e Gli resistono costantemente; Lo combattono perché non occupi un posto nel loro cuore e spesso dubitano della Sua esistenza o addirittura la negano. Non vogliono permettere all’indole di Dio o al vero Dio Stesso di occupare il loro cuore. Vogliono soltanto soddisfare i propri desideri, la propria immaginazione e le proprie ambizioni. Forse, dunque, queste persone credono in Dio, Lo seguono e magari rinunciano persino alla famiglia e al lavoro per Lui, ma non mettono fine ai loro comportamenti malvagi. Alcune addirittura rubano o sperperano le offerte, oppure maledicono Dio in privato, mentre altre sfruttano la propria posizione per deporre continuamente a loro favore, per esaltarsi e per competere con Dio per gli uomini e per lo status. Usano vari metodi e accorgimenti per indurre gli altri a adorarle, provando costantemente a conquistarli e a controllarli. Alcune addirittura li fuorviano inducendoli a pensare che siano Dio in modo da poter essere trattate come Lui. Non direbbero mai agli altri che sono state traviate, che sono corrotte e arroganti a loro volta, che non andrebbero adorate, che la loro eventuale condotta impeccabile dipende tutta dall’esaltazione di Dio e che è il comportamento che dovrebbero tenere in ogni caso. Perché non dicono queste cose? Perché hanno molta paura di perdere il loro posto nel cuore degli altri. È per questo motivo che le persone di questo tipo non esaltano mai Dio e non Gli rendono mai testimonianza, poiché non hanno mai cercato di comprenderLo. Possono conoscerLo senza averLo compreso? No, è impossibile! Pertanto, benché le parole del titolo “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso” possano essere semplici, il loro significato è diverso per ognuno. Per qualcuno che disobbedisce spesso a Dio, che Gli resiste e Gli è ostile, significano condanna; mentre chi cerca la realtà della verità e viene spesso dinanzi a Dio per cercarNe la volontà si sentirà indubbiamente nel proprio elemento. Così tra di voi, quando qualcuno sente parlare dell’indole e dell’opera di Dio, inizia a irritarsi, ad avere il cuore pieno di resistenza e a sentirsi estremamente a disagio. Altri tra voi penseranno invece: “Questo argomento è esattamente ciò di cui ho bisogno, perché mi reca un grande beneficio. È una parte che non può mancare nella mia esperienza di vita; è il nocciolo della questione, il fondamento della fede in Dio, una cosa che l’umanità non può permettersi di abbandonare”. A tutti voi, questo tema può sembrare insieme vicino e lontano, sconosciuto e familiare. In ogni caso, è un argomento che chiunque deve ascoltare, conoscere e capire. Comunque tu lo tratti, lo consideri o lo accolga, la sua importanza non può essere ignorata.

Tratto da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso I” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 21

Dio svolge la Sua opera fin dalla creazione dell’uomo. All’inizio essa era molto semplice, ma conteneva ugualmente espressioni della Sua essenza e indole. Benché ora la Sua opera si sia elevata, poiché Egli sta investendo un enorme numero di sforzi concreti in ogni persona che Lo segue ed esprimendo una notevole quantità della Sua parola, la Sua persona è rimasta nascosta all’uomo dall’inizio fino a ora. Sebbene dal periodo dei racconti biblici all’epoca moderna Dio Si sia fatto carne due volte, chi ha mai visto la Sua persona reale? A quanto ne sapete, qualcuno l’ha mai vista? No. Nessuno ha mai visto la persona reale di Dio, cioè nessuno ha mai visto il Suo vero Io. Questa è una cosa su cui tutti sono d’accordo. In altre parole, la persona reale di Dio, o il Suo Spirito, sono nascosti a tutta l’umanità, compresi Adamo ed Eva, che Egli creò, e compreso Giobbe il giusto, che Egli aveva accettato. Nemmeno loro videro la reale persona di Dio. Ma perché Egli la maschera intenzionalmente? Alcuni dicono: “Dio teme di spaventare le persone”. Altri affermano: “Dio nasconde la Sua persona reale perché l’uomo è troppo piccolo ed Egli è troppo grande; agli uomini non è consentito vederLo, altrimenti morirebbero”. Ci sono anche quelli che asseriscono: “Dio è impegnato a gestire la Sua opera ogni giorno, potrebbe non avere il tempo di manifestarSi affinché le persone Lo vedano”. Qualunque cosa pensiate, sono giunto a una conclusione. Quale? Che Dio non vuole che gli uomini vedano la Sua persona reale. Egli Si nasconde deliberatamente dall’umanità. In altre parole, il Suo intento è che gli esseri umani non vedano la Sua persona reale. Ormai questo dovrebbe essere chiaro a tutti. Se Dio non ha mai mostrato la Sua persona a nessuno, pensate che essa esista? (Sì.) Ovviamente esiste. Ciò è incontestabile. Ma la Sua grandezza o il Suo aspetto sono questioni che l’umanità dovrebbe indagare? No. La risposta è negativa. Se la persona di Dio non è un argomento che dovremmo esplorare, allora quale questione dobbiamo esaminare? (L’indole di Dio.) (L’opera di Dio.) Prima di iniziare a comunicare sull’argomento ufficiale, tuttavia, torniamo a ciò di cui stavamo discutendo poc’anzi: perché Dio non ha mai mostrato la Sua persona all’umanità? Perché gliela nasconde intenzionalmente? C’è una sola ragione, e cioè: anche se l’uomo creato ha attraversato millenni dell’opera di Dio, non c’è una sola persona che conosca la Sua opera, la Sua indole e la Sua essenza. Tali individui sono, agli occhi di Dio, in netto contrasto con Lui, ed Egli non vuole mostrare Sé Stesso a chi Gli è ostile. Questo è l’unico motivo per cui non ha mai mostrato la Sua persona all’umanità e per cui La protegge volutamente da essa. Ora vi è chiara l’importanza di conoscere l’indole di Dio?

Tratto da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso I” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 22

Da quando esiste la gestione di Dio, Egli Si è sempre dedicato completamente allo svolgimento della Sua opera. Pur celando la Sua persona agli uomini, è sempre stato al loro fianco, operando su di loro, esprimendo la Sua indole, guidando l’umanità intera con la Sua essenza, e compiendo la Sua opera su ogni singolo individuo attraverso la Sua potenza, saggezza e autorità, dando così vita all’Età della Legge, all’Età della Grazia e ora all’Età del Regno. Sebbene Dio celi la Sua persona all’uomo, la Sua indole, ciò che Egli ha ed è e la Sua volontà verso l’umanità vengono rivelati senza riserve agli uomini, affinché essi li vedano e li sperimentino. In altre parole, benché gli esseri umani non possano vedere né toccare Dio, la Sua indole e la Sua essenza, con cui l’umanità è entrata in contatto, sono assolutamente espressioni di Dio Stesso. Non è questa la verità? Qualunque sia il metodo con cui Dio svolge la Sua opera e l’angolazione da cui la compie, Egli presenta sempre alle persone la Sua vera identità, facendo ciò che deve fare e dicendo ciò che deve dire. Da qualunque posizione parli – potrebbe trovarSi nel terzo cielo, esserSi incarnato oppure essere addirittura una persona comune –, parla sempre agli uomini con tutto il Suo cuore e con tutta la Sua mente, senza inganni o reticenze. Quando svolge la Sua opera, esprime la Sua parola e la Sua indole, ciò che Egli ha ed è, senza alcuna riserva. Guida l’umanità con la Sua vita, con ciò che Egli ha ed è. È così che l’uomo visse durante l’Età della Legge – l’epoca che fu la culla dell’umanità – sotto la guida del Dio invisibile e intoccabile.

Dio Si fece carne per la prima volta dopo l’Età della Legge e la Sua incarnazione durò trentatré anni e mezzo. Per un essere umano, trentatré anni e mezzo sono un periodo lungo? (No.) Poiché di solito la durata della vita di un essere umano supera di gran lunga i trent’anni circa, questo non è un arco di tempo molto lungo per l’uomo. Per il Dio fattoSi carne, tuttavia, lo è. Egli divenne una persona comune che prese su di Sé l’opera di Dio e l’incarico da parte Sua. Dunque dovette farSi carico di un’opera che una persona comune non è in grado di gestire, sopportando al contempo anche una sofferenza che le persone comuni non sono in grado di tollerare. Forse la quantità di sofferenza sopportata dal Signore Gesù durante l’Età della Grazia, dall’inizio della Sua opera fino alla crocifissione, non è una cosa cui gli uomini di oggi hanno assistito di persona, ma riuscite a capirla almeno in parte attraverso le storie della Bibbia? A prescindere da quanti dettagli ci siano in questi fatti documentati, nel complesso l’opera di Dio in questo periodo fu piena di avversità e di sofferenza. Per un essere umano corrotto, trentatré anni e mezzo non sono un periodo lungo, e un po’ di sofferenza non è niente di speciale. Tuttavia, per il Dio santo e irreprensibile, che deve prendere su di Sé tutti i peccati dell’umanità e mangiare, dormire e vivere con i peccatori, questo dolore è troppo grande. Egli è il Creatore, il Padrone e il Sovrano di tutte le cose, ma quando scese sulla terra, dovette sopportare l’oppressione e la crudeltà degli uomini corrotti. Per completare la Sua opera e salvare l’umanità dalla tribolazione, dovette essere condannato dagli uomini e farSi carico dei peccati dell’umanità intera. La portata della sofferenza che subì non può assolutamente essere sondata o capita dalle persone comuni. Che cosa rappresenta questa sofferenza? La devozione di Dio verso l’umanità, l’umiliazione che subì e il prezzo che pagò per la salvezza degli uomini, per redimere i loro peccati e per completare questa fase della Sua opera. Questa sofferenza significa anche che l’uomo sarebbe stato redento dalla croce per mano di Dio. Questo è un prezzo pagato con il sangue, con la vita, un prezzo che gli esseri creati non possono permettersi. È grazie alla Sua essenza, e a ciò che Egli ha ed è, che Dio riesce a sopportare questo genere di sofferenza e di opera. Nessun essere creato può farlo al Suo posto. Questa è l’opera di Dio durante l’Età della Grazia e una rivelazione della Sua indole. Questo dice qualcosa di ciò che Dio ha ed è? Vale la pena che l’umanità ne venga a conoscenza?

In quell’età, sebbene gli uomini non vedessero la persona di Dio, ricevettero il Suo sacrificio per il peccato e furono redenti dalla croce per mano Sua. Forse l’umanità conosce l’opera compiuta da Dio durante l’Età della Grazia, ma qualcuno ha dimestichezza con l’indole e con la volontà da Lui espresse in questo periodo? L’uomo conosce soltanto il contenuto dell’opera di Dio in epoche diverse attraverso vari canali, oppure ha sentito parlare di eventi riguardanti Dio che ebbero luogo nello stesso periodo in cui Egli compì la Sua opera. Questi dettagli e queste storie sono tutt’al più informazioni o leggende su Dio, e non hanno niente a che fare con la Sua indole e la Sua essenza. Perciò il fatto che le persone conoscano molte storie su di Lui non significa che abbiano una profonda comprensione e conoscenza della Sua indole o della Sua essenza. Come nell’Età della Legge, sebbene gli uomini dell’Età della Grazia avessero avuto un contatto ravvicinato e intimo con il Dio fattoSi carne, la loro conoscenza della Sua indole e della Sua essenza era pressoché inesistente.

Nell’Età del Regno, Dio Si è incarnato nuovamente, nello stesso modo in cui l’aveva fatto la prima volta. Durante questo periodo dell’opera, Egli pronuncia ancora la Sua parola senza riserve, svolge l’opera che deve svolgere, ed esprime ciò che ha ed è. Allo stesso tempo continua a sopportare e a tollerare la disobbedienza e l’ignoranza dell’uomo. Dio non rivela continuamente la Sua indole e non esprime la Sua volontà anche durante questo periodo dell’opera? Pertanto, dalla creazione dell’uomo fino a ora, l’indole di Dio, ciò che Egli è e ha e la Sua volontà sono sempre stati aperti a ogni persona. Egli non ha mai nascosto volutamente la Sua essenza, indole o volontà. È solo che all’umanità non interessa cosa fa Dio, qual è la Sua volontà; è per questo motivo che la comprensione di Dio da parte dell’uomo è così penosa. In altre parole, anche se Egli cela la Sua persona, è sempre accanto agli uomini in ogni istante, proiettando apertamente la Sua volontà, indole ed essenza in qualunque momento. In un certo senso, anche la persona di Dio è aperta gli uomini ma, a causa della loro cecità e disobbedienza, essi sono sempre incapaci di vedere la Sua manifestazione. Dunque, se è così, la comprensione dell’indole di Dio e di Dio Stesso non dovrebbe essere semplice per tutti? È molto difficile rispondere a questa domanda, vero? Potete dire che è facile ma, anche se alcuni uomini cercano di conoscere Dio, non sono in grado di acquisire una vera conoscenza o comprensione di Lui; esse sono sempre nebulose e vaghe. Se dite che non è facile, sbagliate ugualmente. Essendo stati oggetto dell’opera di Dio per così tanto tempo, tutti dovrebbero aver avuto rapporti autentici con Lui attraverso l’esperienza. Dovrebbero almeno averLo percepito in certa misura nel loro cuore o essersi scontrati in precedenza con Lui su un piano spirituale, e così aver acquisito una certa consapevolezza percettiva della Sua indole o una certa comprensione di Lui. Dacché l’uomo ha iniziato a seguire Dio fino a ora, l’umanità ha ricevuto fin troppo ma, per ragioni di ogni tipo – la scarsa levatura dell’uomo, la sua ignoranza, la sua ribellione e i suoi vari propositi –, ha anche perso troppo. Dio non ha già dato abbastanza al genere umano? Benché Egli nasconda la Sua persona agli esseri umani, offre loro ciò che ha ed è, e addirittura la Sua vita; la conoscenza che l’umanità ha di Dio non dovrebbe essere soltanto quella che è ora. È per questo motivo che penso sia necessario condividere ulteriormente con voi l’argomento dell’opera di Dio, dell’indole di Dio e di Dio Stesso. L’obiettivo è far sì che i millenni di premure e pensieri che Egli ha investito nell’uomo non finiscano per essere vani, e che gli uomini possano comprendere e capire davvero la Sua volontà verso di loro. Così le persone potranno avanzare verso una nuova fase della loro conoscenza di Dio. Ciò restituirà a Dio anche il posto che Gli spetta nel cuore degli uomini, ossia Gli renderà giustizia.

Tratto da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso I” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 23

Il comando di Dio a Adamo

Genesi 2:15-17 Jahvè Dio prese dunque l’uomo e lo pose nel giardino d’Eden perché lo lavorasse e lo custodisse. E Jahvè Dio diede all’uomo questo comandamento: “Mangia pure liberamente del frutto d’ogni albero del giardino; ma del frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché, nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai”.

Deducete qualcosa da questi versetti? Come vi fa sentire questa parte delle Scritture? Perché ho selezionato “Il comando di Dio a Adamo”? Ora ognuno di voi ha in mente un’istantanea di Dio e di Adamo? Potete provare a immaginarla: se foste in quella scena, che aspetto avrebbe Dio nel vostro cuore? Quali emozioni vi suscita questa immagine? È un ritratto commovente e toccante. Sebbene ci siano soltanto Dio e l’uomo, l’intimità tra loro è davvero invidiabile; il copioso amore di Dio viene concesso gratuitamente all’uomo e lo circonda; l’uomo è ingenuo e innocente, libero e spensierato, e vive beatamente sotto lo sguardo di Dio; Dio mostra la Sua sollecitudine per l’uomo, mentre quest’ultimo vive sotto la Sua protezione e benedizione; ogni singola cosa che l’uomo fa e dice è strettamente legata a Dio e inseparabile da Lui.

Potete dire che questo è il primo comando dato da Dio all’uomo dopo la sua creazione. Che cosa veicola questo comando? La volontà di Dio, ma anche le Sue preoccupazioni per l’umanità. È il primo comando di Dio, ed è anche la prima volta che Egli Si preoccupa per l’uomo. Vale a dire che Dio ha una responsabilità verso l’uomo dal momento in cui l’ha creato. Qual è la Sua responsabilità? Deve proteggere l’uomo e prenderSi cura di lui. Spera che l’uomo riesca a credere e a obbedire alle Sue parole. Questa è anche la prima aspettativa di Dio su di lui. È con questa aspettativa che Egli pronuncia la seguente frase: “Mangia pure liberamente del frutto d’ogni albero del giardino; ma del frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché, nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai”. Queste semplici parole rappresentano la volontà di Dio. Rivelano anche che il Suo cuore ha già iniziato a mostrare sollecitudine per l’uomo. Tra tutte le cose, soltanto Adamo fu creato a immagine e somiglianza di Dio; egli era l’unica cosa vivente nelle cui narici Dio aveva soffiato il Suo alito di vita; poteva camminare e conversare con Dio. È per questo motivo che Dio gli diede un simile comando, con cui spiegò molto chiaramente ciò che l’uomo poteva e non poteva fare.

In queste poche, semplici parole vediamo il cuore di Dio. Ma che tipo di cuore è? Al Suo interno alberga l’amore? Alberga la sollecitudine? L’amore e la sollecitudine di Dio in questi versetti possono non solo essere compresi dalle persone, ma anche percepiti in modo accurato e autentico. Non è così? Ora che ho detto queste cose, pensate ancora che siano soltanto poche semplici parole? Non sono tanto semplici, vero? Ve ne eravate accorti prima? Se Dio ti dicesse personalmente queste poche parole, come ti sentiresti dentro? Se non sei una persona benevola, se il tuo cuore è freddo come il ghiaccio, non proveresti nulla, non comprenderesti l’amore di Dio e non cercheresti di capire il Suo cuore. Se invece sei una persona dotata di coscienza e di umanità, le tue sensazioni sarebbero diverse. Percepiresti un calore e ti sentiresti protetto, amato e felice. Non è così? Quando proverai queste cose, come ti comporterai verso Dio? Ti affezionerai a Lui? Lo amerai e Lo rispetterai dal profondo del tuo cuore? Il tuo cuore si avvicinerà di più a Lui? Da tutto ciò puoi dedurre quanto sia importante l’amore di Dio per l’uomo. Ancora più cruciali, tuttavia, sono il riconoscimento e la comprensione dell’amore di Dio da parte dell’essere umano. In realtà, Dio non dice molte cose analoghe durante questa fase dell’opera? Ma le persone di oggi comprendono il Suo cuore? Siete in grado di cogliere la Sua volontà, di cui ho appena parlato? Non riuscite a distinguerla nemmeno quando è così concreta, tangibile e realistica. È questa la ragione per cui dico che non avete alcuna reale conoscenza e comprensione di Dio. Non è vero?

Tratto da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso I” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 24

Dio crea Eva

Genesi 2:18-20 Poi Jahvè Dio disse: “Non è bene che l’uomo sia solo; Io gli farò un aiuto che gli sia convenevole”. E Jahvè Dio avendo formato dalla terra tutti gli animali dei campi e tutti gli uccelli dei cieli, li menò all’uomo per vedere come li chiamerebbe, e perché ogni essere vivente portasse il nome che l’uomo gli darebbe. E l’uomo dette de’ nomi a tutto il bestiame, agli uccelli dei cieli e ad ogni animale dei campi; ma per l’uomo non si trovò aiuto che gli fosse convenevole.

Genesi 2:22-23 E Jahvè Dio, con la costola che avea tolta all’uomo, formò una donna e la menò all’uomo. E l’uomo disse: “Questa, finalmente, è ossa delle mie ossa e carne della mia carne. Ella sarà chiamata donna perché è stata tratta dall’uomo”.

Ci sono alcune frasi chiave in questa parte delle Scritture. Per favore, sottolineatele: “Perché ogni essere vivente portasse il nome che l’uomo gli darebbe”. Dunque chi diede nome a tutte le creature viventi? Adamo, non Dio. Questa frase riferisce all’umanità un dato di fatto: quando Dio creò l’uomo, gli diede l’intelligenza. Vale a dire che l’intelligenza dell’uomo venne da Dio. Questa è una certezza. Ma perché? Dopo che Dio l’ebbe creato, Adamo andò a scuola? Sapeva leggere? Dopo che Dio ebbe fatto varie creature viventi, Adamo riconobbe tutti questi animali? Dio gli disse come si chiamavano? Naturalmente, Dio non gli insegnò neppure a inventare i nomi di queste creature. È la verità! Allora come faceva Adamo a sapere come dare un nome a queste creature viventi e che tipo di nome attribuire loro? Ciò si ricollega a quel che Dio aggiunse a Adamo quando lo creò. I fatti dimostrano che quando Dio creò l’uomo gli diede anche la Sua intelligenza. Questo è un punto chiave. Avete ascoltato tutti attentamente? C’è un altro punto cruciale che vi dovrebbe essere chiaro: dopo che Adamo ebbe attribuito un nome a ciascuna di queste creature viventi, questi nomi entrarono a far parte del vocabolario di Dio. Perché dico questo? Ciò concerne anche l’indole di Dio, e devo spiegarvelo.

Dio creò l’uomo, gli soffiò nelle narici il Suo alito di vita, e gli diede anche parte della Sua intelligenza, delle Sue capacità e di ciò che Egli ha ed è. Dopo che gli ebbe dato tutte queste cose, l’uomo fu in grado di compiere alcune azioni in modo indipendente e di pensare con la sua testa. Se ciò che l’uomo inventa e fa è buono agli occhi di Dio, Egli lo accetta e non interferisce. Se ciò che l’uomo fa è giusto, Dio Si limiterà a lasciarlo così per sempre. Allora cosa rivela la frase “perché ogni essere vivente portasse il nome che l’uomo gli darebbe”? Essa suggerisce che Dio non apportò alcuna modifica ai nomi delle varie creature viventi. Qualunque nome Adamo scegliesse, Egli diceva: “Sì” e lo registrava così com’era. Espresse forse qualche opinione? Sicuramente no. Dunque cosa vedete qui? Dio diede l’intelligenza all’uomo e questi la usò per fare le cose. Se ciò che l’uomo fa è positivo agli occhi di Dio, viene confermato, riconosciuto e accettato da Lui senza alcuna valutazione né critica. È una cosa che le persone, gli spiriti maligni o Satana non possono fare. Vedete qui una rivelazione dell’indole di Dio? Un essere umano, un individuo corrotto o Satana accetterebbero di farsi rappresentare da qualcuno che facesse le cose sotto il loro naso? Naturalmente no! Lotterebbero per mantenere la loro posizione contro l’altra persona o forza diversa da loro? Certo che sì! In quel momento, se con Adamo ci fossero stati Satana o una persona corrotta, sicuramente avrebbero rifiutato ciò che egli stava facendo. Per dimostrare di avere la capacità di pensare in maniera autonoma e delle intuizioni uniche, avrebbero assolutamente negato tutto quello che Adamo faceva: “Vuoi chiamare così questa cosa? Be’, io no, la chiamerò in quest’altro modo; tu l’hai chiamato Tom, ma io lo chiamerò Harry. Devo sfoggiare la mia intelligenza”. Che tipo di natura è questa? Non è estremamente arrogante? Ma Dio ha un’indole simile? Sollevò obiezioni insolite a ciò che fece Adamo? La risposta è inequivocabilmente no! Nell’indole che Dio rivela, non c’è un briciolo di polemica, di arroganza o di presunzione. Qui è più che chiaro. Si tratta di una cosa piccolissima ma, se non comprendi l’essenza di Dio, se il tuo cuore non cerca di scoprire come Egli agisca e quale sia il Suo atteggiamento, non conoscerai la Sua indole e non ne vedrai l’espressione e la rivelazione. Non è così? Sei d’accordo con quello che ti ho appena spiegato? In reazione alle azioni di Adamo, Dio non proclamò a voce alta: “Bravo. Ben fatto. Concordo”. In cuor Suo, tuttavia, approvò, apprezzò ed elogiò ciò che Adamo aveva fatto. Dalla creazione, questa fu la prima cosa che l’uomo fece per Dio al Suo comando. Fu qualcosa che l’uomo fece al posto e per conto di Dio. Agli occhi di Dio, ciò ebbe origine dall’intelligenza che Egli aveva concesso all’essere umano. Dio la vide come una cosa giusta, una cosa positiva. Ciò che Adamo fece in quel momento fu la prima manifestazione dell’intelligenza di Dio nell’uomo. Dal punto di vista di Dio fu ottima. Qui voglio dirvi che Dio aggiunse all’uomo una parte di ciò che Egli ha ed è e della Sua intelligenza affinché egli fosse la creatura vivente in grado di manifestarLo. Che questa creatura vivente facesse le cose per Suo conto era esattamente ciò che Dio aveva desiderato vedere.

Tratto da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso I” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 25

Dio prepara tuniche di pelle per Adamo ed Eva

Genesi 3:20-21 E l’uomo pose nome Eva alla sua moglie, perch’è stata la madre di tutti i viventi. E Jahvè Dio fece ad Adamo e alla sua moglie delle tuniche di pelle, e li vestì.

Nell’immagine del versetto: “E Jahvè Dio fece ad Adamo e alla sua moglie delle tuniche di pelle, e li vestì”, che tipo di ruolo svolge Dio quando è con Adamo ed Eva? In che tipo di ruolo appare in un mondo popolato soltanto da due esseri umani? In quello di Dio? Fratelli e sorelle di Hong Kong, per favore rispondete. (In quello di genitore.) Fratelli e sorelle della Corea del Sud, in che tipo di ruolo pensate che Dio appaia? (Capofamiglia.) Fratelli e sorelle di Taiwan, qual è il vostro parere? (Il ruolo di qualcuno che appartiene alla famiglia di Adamo ed Eva, di un membro della famiglia.) Alcuni di voi ritengono che Dio Si manifesti come un membro della famiglia di Adamo ed Eva, mentre altri dicono che Dio appare come il capofamiglia, e altri ancora come genitore. Tutte queste ipotesi sono molto appropriate. Ma dove voglio arrivare? Dio creò queste due persone e le trattò come Suoi compagni. Essendo il loro unico parente, Si prese cura della loro vita e anche delle loro necessità primarie. Qui Dio appare come un genitore di Adamo ed Eva. Mentre lo fa, l’uomo non vede quanto Egli sia nobile; non nota la Sua fondamentale supremazia, la Sua misteriosità e soprattutto la Sua ira o maestà. Vede soltanto l’umiltà di Dio, il Suo affetto, la Sua sollecitudine verso l’uomo, la Sua responsabilità e la Sua premura nei confronti dell’essere umano. L’atteggiamento con cui Dio trattò Adamo ed Eva è simile al modo in cui i genitori umani mostrano sollecitudine verso i propri figli. Assomiglia anche alla maniera in cui i genitori umani amano, accudiscono e assistono i propri figli e le proprie figlie: reale, visibile e tangibile. Invece di mettere Sé Stesso in una posizione elevata e potente, Dio utilizzò personalmente le pelli per realizzare i vestiti destinati agli uomini. Non importa che le pellicce servissero a coprire le loro pudenda o a proteggerli dal freddo. In breve, questi vestiti adoperati per coprire il corpo degli uomini furono realizzati personalmente da Dio con le Sue Stesse mani. Anziché crearli semplicemente con il pensiero o con metodi miracolosi, come immaginano le persone, Egli fece legittimamente qualcosa che, secondo l’uomo, non avrebbe potuto né dovuto fare. Forse è una cosa semplice, che secondo alcuni non è neppure degna di nota, eppure consente anche a tutti coloro che seguono Dio, ma che prima erano pieni di idee vaghe su di Lui, di acquisire una comprensione della Sua sincerità e amabilità e di vedere la Sua natura fedele e umile. Costringe le persone insopportabilmente arroganti, che pensano di essere illustri e potenti, a chinare con vergogna la loro testa presuntuosa davanti alla sincerità e all’umiltà di Dio. Qui, queste ultime qualità permettono ancora di più all’uomo di vedere quanto Egli sia amabile. Per contro, il Dio immenso, amorevole e onnipotente nel cuore delle persone è molto piccolo, sgradevole e incapace di resistere persino a un singolo colpo. Quando vedi questo versetto e senti questa storia, guardi Dio dall’alto in basso perché fece una cosa simile? Alcuni potrebbero farlo, ma per altri sarà l’esatto contrario. Penseranno che Dio sia sincero e amorevole, e sono proprio queste caratteristiche a commuoverli. Più vedono il vero volto di Dio, e più riescono a comprendere la vera esistenza del Suo amore, la Sua importanza nel loro cuore e il modo in cui Egli sta al loro fianco in ogni momento.

A questo punto dovremmo collegare la nostra discussione al presente. Se Dio riuscì a fare queste cosucce per gli esseri umani che creò all’inizio, e addirittura alcune cose che le persone non oserebbero mai pensare né pretendere, potrebbe farle anche per gli uomini di oggi? Alcuni dicono: “Sì!”. Perché? Perché l’essenza e l’amabilità di Dio non sono finte. Perché la Sua essenza esiste davvero e non è una cosa aggiunta da altri, e certamente non è qualcosa che si modifica al cambiare dei tempi, dei luoghi e delle ere. La sincerità e l’amabilità di Dio emergono davvero quando Egli fa qualcosa che le persone considerano ordinario e insignificante, così piccolo che, secondo loro, Egli non lo farebbe mai. Dio non è presuntuoso. Non ci sono esagerazione, inganno, orgoglio o arroganza nella Sua indole e nella Sua essenza. Egli non Si vanta mai, bensì ama, mostra interessamento per gli esseri umani che ha creato, li accudisce e li guida con lealtà e sincerità. A prescindere da quanto le persone capiscano, sentano o vedano queste cose, Dio le sta sicuramente facendo. Sapere che Dio ha una simile essenza condizionerebbe l’amore degli uomini per Lui? Influenzerebbe il loro timore di Dio? Spero che quando comprenderai il vero volto di Dio, ti avvicinerai ancora di più a Lui e sarai in grado di apprezzare ancora meglio il Suo amore e la Sua sollecitudine per l’umanità e, allo stesso tempo, Gli donerai il tuo cuore e non avrai più sospetti o dubbi sul Suo conto. Dio fa tutto ciò che sta facendo per l’uomo senza ostentazione, silenziosamente, attraverso la Sua sincerità, la Sua lealtà e il Suo amore. Tuttavia non prova mai preoccupazione o rimpianto per tutto ciò che fa, né ha mai bisogno che qualcuno Lo ripaghi in qualche modo o ha intenzione di ottenere qualcosa dall’umanità. L’unico scopo di tutto ciò che ha fatto è ricevere la vera fede e il vero amore degli uomini.

Tratto da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso I” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 26

Dio intende distruggere il mondo con un diluvio, ordina a Noè di costruire un’arca

Genesi 6:9-14 Questa è la posterità di Noè. Noè fu uomo giusto, integro, ai suoi tempi; Noè camminò con Dio. Noè generò tre figli: Sem, Cam e Iafet. Or la terra era corrotta davanti a Dio; la terra era piena di violenza. Dio guardò la terra; ed ecco, era corrotta, poiché tutti erano diventati corrotti sulla terra. Allora Dio disse a Noè: “Nei Miei decreti la fine di ogni essere vivente è giunta, poiché la terra, a causa degli uomini, è piena di violenza; ecco, Io li distruggerò, insieme con la terra. Fatti un’arca di legno di gofer; falla a stanze, e spalmala di pece di dentro e di fuori”.

Genesi 6:18-22 “Ma Io stabilirò il Mio patto con te; tu entrerai nell’arca: tu e i tuoi figli, tua moglie e le mogli dei tuoi figli con te. Di tutto ciò che vive, di ogni essere vivente, fanne entrare nell’arca due di ogni specie, per conservarli in vita con te; e siano maschio e femmina. Degli uccelli secondo le loro specie, del bestiame secondo le sue specie e di tutti i rettili della terra secondo le loro specie, due di ogni specie verranno a te, perché tu li conservi in vita. Tu prenditi ogni sorta di cibo che si mangia e fattene provvista, perché serva di nutrimento a te e a loro”. Noè fece così; fece tutto quello che Dio gli aveva comandato.

Ora, dopo aver letto questi passi, avete un’idea generale di chi sia Noè? Che tipo di persona è? Il testo originale dice: “Noè fu uomo giusto, integro, ai suoi tempi”. Secondo l’interpretazione degli uomini di oggi, che tipo di persona era un uomo giusto a quel tempo? Un uomo giusto dovrebbe essere un uomo perfetto. Sapete se quest’uomo perfetto sia perfetto agli occhi degli uomini o a quelli di Dio? Senza dubbio lo è agli occhi di Dio e non a quelli dell’uomo. Questo è certo! Ciò accade perché l’uomo è cieco e non riesce a vedere, e soltanto Dio guarda tutta la terra e ogni singola persona, soltanto Lui sa che Noè è un uomo perfetto. Pertanto il piano di Dio per distruggere il mondo con un diluvio iniziò nel momento in cui Egli Si rivolse a Noè.

…………

Che Noè sia stato chiamato a svolgere un compito è un fatto semplice, ma il punto principale dell’argomento di cui stiamo parlando – l’indole di Dio, la Sua volontà e la Sua essenza in questa testimonianza – non lo è affatto. Per capire questi diversi aspetti di Dio dobbiamo prima comprendere a quale tipo di persona Egli desideri rivolgerSi e, così, arrivare a conoscere la Sua indole, volontà ed essenza. Questo è un elemento cruciale. Dunque, agli occhi di Dio, che tipo di persona è l’uomo a cui Egli Si rivolge? Deve essere un individuo in grado di ascoltare le Sue parole e di eseguire i Suoi ordini. Allo stesso tempo deve anche essere una persona dotata di senso di responsabilità, qualcuno che realizzi la parola di Dio trattandola come la responsabilità e il dovere cui è tenuto a adempiere. Allora questa persona deve essere qualcuno che conosce Dio? No. A quel tempo Noè non aveva sentito parlare molto degli insegnamenti di Dio né aveva sperimentato la Sua opera. Pertanto la conoscenza che aveva di Dio era molto limitata. Sebbene qui si riferisca che Noè camminò con Dio, egli vide mai la Sua persona? La risposta è sicuramente no! Perché, all’epoca, ad andare dagli uomini erano soltanto i messaggeri di Dio. Pur potendo rappresentarLo nel dire e nel fare le cose, si limitavano a trasmettere la Sua volontà e le Sue intenzioni. La Sua persona non veniva rivelata agli uomini faccia a faccia. In questa parte delle Scritture, sostanzialmente vediamo soltanto cosa Noè fu chiamato a fare e quali furono gli ordini che Dio gli impartì. Dunque qual è l’essenza espressa da Dio in questo caso? Tutto ciò che Egli fa è pianificato con precisione. Quando vede accadere una cosa o una situazione, la valuterà secondo un criterio specifico, e quest’ultimo determinerà la Sua scelta di avviare un piano per occuparSene o di adottare un certo metodo per gestirla. Dio non è indifferente né privo di sentimenti verso tutte le cose. Anzi, è l’esatto contrario. Qui c’è una frase che Dio disse a Noè: “Nei Miei decreti la fine di ogni essere vivente è giunta, poiché la terra, a causa degli uomini, è piena di violenza; ecco, Io li distruggerò, insieme con la terra”. Questa volta, con le Sue parole, Dio disse che avrebbe distrutto soltanto gli uomini? No! Disse che intendeva distruggere tutte le cose viventi fatte di carne. Perché voleva la distruzione? Qui c’è un’altra rivelazione della Sua indole: ai Suoi occhi c’è un limite alla Sua pazienza verso la corruzione degli uomini, verso il sudiciume, la violenza e la disobbedienza di ogni carne. Qual è il Suo limite? Come disse Egli Stesso: “Dio guardò la terra; ed ecco, era corrotta, poiché tutti erano diventati corrotti sulla terra”. Che cosa significa la frase “poiché tutti erano diventati corrotti sulla terra”? Significa che Egli avrebbe dovuto distruggere tutte le cose viventi – compresi coloro che Lo seguivano, che invocavano il Suo nome, che una volta Gli avevano offerto olocausti, che Lo riconoscevano verbalmente e addirittura Lo lodavano – non appena il loro comportamento corrotto fosse giunto davanti ai Suoi occhi. Questo era il Suo limite. Fino a che punto, dunque, Egli continuò a essere paziente con l’uomo e con la corruzione di ogni carne? Fino al punto in cui non tutte le persone, fossero esse seguaci di Dio o miscredenti, percorrevano la retta via. Fino al punto in cui l’uomo non era soltanto moralmente corrotto e pieno di malvagità, ma addirittura non c’era nessuno che credesse nell’esistenza di Dio, né tantomeno che credesse che il mondo fosse governato da Lui e che Egli potesse portare alle persone la luce e la retta via. Fino al punto in cui l’uomo disprezzò l’esistenza di Dio e non Gli permise di esistere. Una volta che la corruzione umana avesse raggiunto questo punto, Dio non avrebbe più avuto pazienza. Con cosa l’avrebbe sostituita invece? Con la venuta della Sua ira e della Sua punizione. Quella non fu una rivelazione parziale della Sua indole? Nell’epoca attuale c’è ancora un uomo giusto agli occhi di Dio? C’è ancora un uomo perfetto ai Suoi occhi? Questa è un’epoca in cui il comportamento di ogni carne sulla terra è corrotto ai Suoi occhi? Oggi, a parte coloro che Dio vuole rendere perfetti, che sono in grado di seguirLo e di accettare la Sua salvezza, le persone fatte di carne non stanno forse sfidando il limite della Sua pazienza? Tutto ciò che accade intorno a voi, che vedete con i vostri occhi e sentite con le vostre orecchie, che sperimentate personalmente ogni giorno in questo mondo, non è pieno di violenza? Agli occhi di Dio, questo mondo e questa età non dovrebbero finire? Anche se lo scenario dell’età attuale è completamente diverso da quello dell’epoca di Noè, i sentimenti e l’ira che Dio prova verso la corruzione umana sono esattamente gli stessi di allora. Egli è in grado di essere paziente grazie alla Sua opera ma, in base a ogni tipo di circostanza e condizione, ai Suoi occhi questo mondo avrebbe dovuto essere distrutto molto tempo fa. La situazione è ben diversa da quella in cui il mondo si trovava quando venne distrutto dal diluvio. Ma qual è la differenza? Questa è anche la cosa che rattrista maggiormente il cuore di Dio e che forse nessuno di voi è in grado di cogliere.

Quando Dio stava distruggendo il mondo mediante il diluvio, poté rivolgerSi a Noè perché costruisse un’arca e svolgesse una parte dell’opera preparatoria. Poté rivolgerSi a un uomo – Noè – perché facesse questa serie di cose per conto Suo. Nell’età attuale, tuttavia, non ha nessuno a cui rivolgerSi. Perché? Probabilmente ogni singola persona qui seduta comprende e capisce benissimo la ragione. È necessario che ve la spieghi? Dirla ad alta voce potrebbe farvi perdere la faccia e turbarvi tutti. Alcuni potrebbero dire: “Anche se agli occhi di Dio non siamo uomini giusti e perfetti, se Egli ci ordina di fare qualcosa, saremo in grado di farla. In precedenza, quando Dio ha annunciato che stava per arrivare un disastro catastrofico, abbiamo iniziato a preparare il cibo e gli oggetti necessari. Tutto ciò non è stato fatto secondo le Sue richieste? Non stavamo effettivamente collaborando con la Sua opera? Le cose che abbiamo fatto non possono essere paragonate a quello che fece Noè? Fare quello che abbiamo fatto non è una dimostrazione di vera obbedienza? Non abbiamo eseguito gli ordini di Dio? Non abbiamo fatto ciò che Egli ha ordinato proprio perché abbiamo fede nelle Sue parole? Allora perché è ancora triste? Perché dice di non avere nessuno a cui rivolgerSi?”. C’è qualche differenza tra le vostre azioni e quelle di Noè? Quale? (Oggi preparare il cibo in vista del disastro è stata una nostra iniziativa.) (Le nostre azioni non possono essere definite “giuste”, mentre Noè è un uomo giusto agli occhi di Dio.) Ciò che avete detto non è troppo lontano dalla verità. Ciò che fece Noè è materialmente diverso da ciò che le persone fanno adesso. Quando Noè obbedì agli ordini di Dio, non conosceva le Sue intenzioni. Non sapeva cosa Egli volesse realizzare. Dio gli aveva soltanto dato un comando, gli aveva ordinato di fare qualcosa, ma senza molte spiegazioni, e Noè procedette e lo fece. Non cercò di capire in privato le intenzioni di Dio né Gli resistette o ebbe un cuore infido. Si limitò ad agire di conseguenza, con un cuore puro e semplice. Fece qualunque cosa Dio gli permettesse di fare, e ascoltare la Sua parola e obbedirle era il principio secondo cui faceva le cose. Questo fu il modo immediato e semplice con cui si occupò di ciò che Dio gli aveva affidato. La sua sostanza, la sostanza delle sue azioni, era l’obbedienza, non il tentativo di indovinare le intenzioni di Dio, non la resistenza, né tantomeno l’inclinazione a pensare ai propri interessi personali, ai propri guadagni e alle proprie perdite. Inoltre, quando Dio disse che avrebbe distrutto il mondo con un diluvio, Noè non chiese quando l’avrebbe fatto, non cercò di indagare e certamente non Gli domandò come avrebbe proceduto. Semplicemente fece ciò che Dio aveva ordinato. Comunque e con qualunque mezzo Dio volesse che venisse fatto, Noè fece esattamente come gli aveva chiesto e, inoltre, si mise subito al lavoro. Agì secondo le istruzioni di Dio con l’atteggiamento di chi desidera soddisfare Dio. Si comportò così per evitare il disastro? No. Domandò a Dio quanto ci sarebbe voluto prima che il mondo venisse distrutto? No. Chiese a Dio, oppure sapeva, quanto tempo sarebbe occorso per costruire l’arca? No, nemmeno questo. Si limitò semplicemente a obbedire, ad ascoltare e ad agire di conseguenza. Le persone di oggi non sono così: non appena un frammento di informazione trapela dalla parola di Dio, non appena gli uomini percepiscono le avvisaglie di un problema o di uno sconvolgimento, entrano subito in azione, qualunque cosa accada e a prescindere dal prezzo, per preparare ciò che mangeranno, berranno e useranno nel periodo immediatamente successivo, pianificando addirittura le vie di fuga per il momento in cui il disastro colpirà. È ancora più interessante osservare che, in questo momento chiave, il cervello umano è molto “utile”. In circostanze in cui Dio non ha impartito alcun ordine, l’uomo riesce a programmare ogni cosa in modo molto appropriato. Perfetto, potreste dire. Quanto alle parole, alle intenzioni o ai desideri di Dio, nessuno vi bada e prova a capirli. Non è questa la differenza più grande tra Noè e le persone di oggi?

In questa testimonianza della storia di Noè, vedete una parte dell’indole di Dio? C’è un limite alla Sua pazienza verso la corruzione, la turpitudine e la violenza umane. Quando Egli raggiungerà quel limite, smetterà di essere paziente e avvierà invece una nuova gestione e un nuovo piano, inizierà a fare ciò che deve, rivelerà le Sue azioni e l’altro lato della Sua indole. Questa Sua azione non serve a dimostrare che Egli non deve mai essere offeso dall’uomo o che è pieno di autorità e di ira, e nemmeno che è in grado di distruggere l’umanità. Il fatto è che la Sua indole e la Sua essenza santa non possono più permettere questa situazione, non hanno più la pazienza di sopportare che questo tipo di umanità viva dinanzi a Lui, sotto il Suo dominio. Vale a dire che, quando l’intero genere umano sarà contro di Lui, quando non ci sarà nessuno che Dio possa salvare su tutta la terra, Egli non avrà più la pazienza di tollerare tale umanità e, senza alcun dubbio, attuerà il Suo piano per distruggerla. Una simile azione di Dio è determinata dalla Sua indole. Questa è una conseguenza necessaria, che ogni essere creato sotto il Suo dominio deve subire. Ciò non dimostra che nell’età attuale Dio non vede l’ora di completare il Suo piano e di salvare le persone che vuole salvare? In queste circostanze, che cosa Gli sta più a cuore? Non il modo in cui coloro che non Lo seguono affatto o coloro che Gli si oppongono in ogni caso Lo trattano o Gli resistono, e neppure il modo in cui l’umanità Lo sta denigrando. Gli interessa soltanto che coloro che Lo seguono, gli oggetti della Sua salvezza nel Suo piano di gestione, siano stati resi completi da Lui, che abbiano ottenuto la Sua soddisfazione. Quanto agli altri, Si limita a punirli di tanto in tanto per esprimere la Sua ira. Per esempio: tsunami, terremoti, eruzioni vulcaniche eccetera. Al contempo, Egli protegge e accudisce energicamente anche coloro che Lo seguono e che sono sul punto di essere salvati da Lui. L’indole di Dio è questa: da un lato, può mostrare estrema pazienza e tolleranza verso le persone che intende rendere complete, e aspettarle per tutto il tempo che Gli è possibile; dall’altro, Dio odia e disprezza profondamente tipi satanici che non Lo seguono e Gli si oppongono. Benché non Gli importi che questi tipi satanici Lo seguano o Lo adorino, li detesta pur avendo pazienza verso di loro nel Suo cuore e, mentre ne decreta la fine, attende anche l’arrivo delle fasi del Suo piano di gestione.

Tratto da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso I” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 27

La benedizione di Dio a Noè dopo il diluvio

Genesi 9:1-6 Dio benedisse Noè e i suoi figli, e disse loro: “Crescete, moltiplicatevi e riempite la terra. Avranno timore e spavento di voi tutti gli animali della terra e tutti gli uccelli del cielo. Essi sono dati in vostro potere con tutto ciò che striscia sulla terra e con tutti i pesci del mare. Tutto ciò che si muove e ha vita vi servirà di cibo; Io vi do tutto questo, come l’erba verde; ma non mangerete carne con la sua vita, cioè con il suo sangue. Certo, Io chiederò conto del vostro sangue, del sangue delle vostre vite; ne chiederò conto a ogni animale; chiederò conto della vita dell’uomo alla mano dell’uomo, alla mano di ogni suo fratello. Il sangue di chiunque spargerà il sangue dell’uomo sarà sparso dall’uomo, perché Dio ha fatto l’uomo a Sua immagine”.

Dopo che Noè ebbe accettato gli ordini di Dio, costruito l’arca e superato i giorni in cui Egli usò un diluvio per distruggere il mondo, tutti gli otto membri della sua famiglia sopravvissero. A parte loro, l’umanità intera fu distrutta, così come tutte le cose viventi sulla terra. Dio diede delle benedizioni a Noè e disse alcune cose a lui e ai suoi figli. Esse consistettero in ciò che gli stava concedendo e nella Sua benedizione per lui. Si tratta della benedizione e della promessa che Dio concede a chi è in grado di ascoltarLo e di accettare i Suoi ordini, e anche del modo in cui ricompensa le persone. In altre parole, a prescindere che Noè fosse un uomo perfetto o giusto agli occhi di Dio, e indipendentemente da quanto sapesse sul Suo conto, in breve, lui e i suoi tre figli ascoltarono tutti le Sue parole, si coordinarono con la Sua opera e fecero ciò che dovevano fare secondo i Suoi ordini. Di conseguenza, aiutarono Dio a preservare gli uomini e vari tipi di cose viventi dopo la distruzione del mondo tramite il diluvio, dando un grande contributo alla fase successiva del Suo piano di gestione. Dio benedisse Noè per tutto ciò che aveva fatto. Forse, per le persone di oggi, ciò che Noè fece non è neppure degno di essere menzionato. Alcuni potrebbero persino pensare: “Noè non fece nulla; Dio aveva deciso di mantenerlo, perciò sarebbe sicuramente stato protetto. La sua sopravvivenza non è merito suo. Questo è ciò che Dio voleva far succedere, perché l’uomo è passivo”. Non fu questo, tuttavia, il pensiero di Dio. Per Lui, a prescindere che una persona sia grande o insignificante, purché sia in grado di ascoltarLo, di obbedire ai Suoi ordini e a ciò che Egli le affida, e di collaborare con la Sua opera, con la Sua volontà e con il Suo piano, cosicché la Sua volontà e il Suo disegno si possano compiere agevolmente, la condotta di quell’individuo è degna del Suo ricordo e di ricevere la Sua benedizione. Dio tiene molto a queste persone e ha cari i loro gesti, il loro amore e il loro affetto per Lui. Questo è il Suo atteggiamento. Allora perché benedisse Noè? Perché è così che Egli tratta tali azioni e l’obbedienza dell’uomo.

Riguardo alla benedizione di Noè da parte di Dio, alcuni diranno: “Se l’uomo ascolta Dio e Lo soddisfa, Egli dovrebbe benedirlo. Non è ovvio?”. Possiamo affermare ciò? Altri risponderanno: “No”. Perché no? Alcuni dicono: “L’uomo non è degno di ricevere la benedizione di Dio”. Non è del tutto vero. Perché, quando una persona accetta ciò che Dio le affida, Egli ha un criterio per giudicare se le sue azioni siano buone o cattive, se essa abbia obbedito, se abbia soddisfatto la Sua volontà e se ciò che fa abbia i requisiti necessari. Ciò che Gli importa è il cuore delle persone, non le loro azioni esteriori. Non è vero che deve benedire qualcuno purché faccia una certa cosa, a prescindere da come la fa. Questa è una convinzione erronea degli uomini sul Suo conto. Dio non guarda soltanto il risultato finale delle cose, bensì pone maggiormente l’accento su come sono il cuore e l’atteggiamento di una persona durante lo sviluppo delle cose, e scruta se nel suo cuore ci siano obbedienza, sollecitudine e il desiderio di soddisfarLo. A quel tempo, quanto sapeva Noè riguardo a Dio? Tanto quanto le dottrine che conoscete adesso? In termini di aspetti della verità come le concezioni e la conoscenza di Dio, Noè fu dissetato e pasciuto quanto voi? No! C’è tuttavia un fatto innegabile: nella coscienza, nella mente e persino nel profondo del cuore degli uomini odierni, le loro idee di Dio e il loro atteggiamento verso di Lui sono confusi e ambigui. Potreste addirittura dire che alcuni assumono un atteggiamento negativo verso la Sua esistenza. Nel cuore e nella coscienza di Noè, però, l’esistenza di Dio era assoluta e indiscutibile, e dunque la sua obbedienza nei confronti di Dio era totale e fu in grado di superare la prova. Il suo cuore era puro e aperto a Dio. Noè non aveva bisogno di conoscere troppe dottrine per convincersi a seguire ogni parola di Dio, né necessitava di molti fatti per dimostrare la Sua esistenza, cosicché poté accettare ciò che Dio gli affidò ed essere in grado di fare ciò che Egli gli lasciò fare. Questa è la differenza sostanziale tra Noè e le persone di oggi, ed è precisamente anche la vera definizione di ciò che un uomo perfetto è agli occhi di Dio. Quello che Egli vuole sono uomini come Noè. Costui è il tipo di persona che Dio loda e benedice. Avete ricevuto qualche rivelazione da tutto questo? Gli uomini osservano le persone dall’esterno, mentre Dio guarda il loro cuore e la loro sostanza. Egli non permette a nessuno di essere svogliato o scettico nei Suoi confronti, né di avere sospetti o metterLo alla prova in alcun modo. Perciò, anche se le persone di oggi si trovano faccia a faccia con la parola di Dio, o potreste dire addirittura faccia a faccia con Lui, a causa di qualcosa nel profondo nel loro cuore, dell’esistenza della loro sostanza corrotta e del loro atteggiamento ostile nei Suoi confronti, sono state ostacolate nella loro vera fede in Dio e impossibilitate a obbedirGli. Per questo è molto difficile per loro ottenere la stessa benedizione che Dio concesse a Noè.

Tratto da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso I” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 28

Dio fa dell’arcobaleno un simbolo del Suo patto con l’uomo

Genesi 9:11-13 “Io stabilisco il Mio patto con voi; nessun essere vivente sarà più sterminato dalle acque del diluvio e non ci sarà più diluvio per distruggere la terra”. Dio disse: “Ecco il segno del patto che Io faccio tra Me e voi e ogni essere vivente che è con voi, per tutte le generazioni future. Io pongo il Mio arco nella nuvola e servirà di segno del patto fra Me e la terra”.

Ora diamo un’occhiata a questa parte delle Scritture, che racconta come Dio abbia fatto dell’arcobaleno un simbolo del Suo patto con l’uomo.

Quasi tutti sanno cos’è un arcobaleno e hanno sentito alcune storie al riguardo. Per quanto concerne la storia dell’arcobaleno nella Bibbia, alcuni ci credono, altri la considerano una leggenda, mentre altri ancora non la ritengono affatto credibile. Sia come sia, tutte le cose che accaddero in relazione all’arcobaleno sono azioni che Dio compì in passato e che ebbero luogo durante lo svolgimento della Sua gestione dell’uomo. Sono state documentate accuratamente nella Bibbia. Queste testimonianze non ci dicono di che umore fosse Dio a quel tempo o quali fossero le intenzioni dietro le parole che pronunciò. Inoltre, nessuno è in grado di capire cosa abbia provato quando le disse. Tuttavia, il Suo stato d’animo riguardo all’intera questione viene rivelato tra le righe del testo. È come se i Suoi pensieri di quel momento balzassero fuori dalla pagina attraverso ogni Sua parola e frase.

I pensieri di Dio sono ciò di cui le persone dovrebbero preoccuparsi e ciò che dovrebbero cercare di conoscere maggiormente. Questo, perché sono strettamente legati alla comprensione di Dio da parte dell’uomo, ed essa è un anello indispensabile per l’ingresso dell’essere umano nella vita. Dunque, a cosa pensava Dio nel momento in cui accaddero queste cose?

In origine creò un’umanità che ai Suoi occhi era molto buona e vicina a Lui, ma che venne distrutta dal diluvio dopo essersi ribellata alla Sua volontà. Dio fu addolorato dalla scomparsa improvvisa di tale umanità? Naturalmente sì! Allora quale fu la Sua espressione di questo dolore? Come fu documentata nella Bibbia? Ecco cosa leggiamo: “Io stabilisco il Mio patto con voi; nessun essere vivente sarà più sterminato dalle acque del diluvio e non ci sarà più diluvio per distruggere la terra”. Questa semplice frase rivela i pensieri di Dio. La distruzione del mondo Lo addolorò moltissimo. Per usare parole umane, Egli era molto triste. Possiamo provare a immaginare quale aspetto avesse la terra, un tempo piena di vita e di esseri umani, dopo essere stata distrutta dal diluvio. Nessun insediamento umano, nessuna creatura vivente, acqua ovunque e una confusione totale sulla superficie delle acque. Una simile scena era l’intenzione originaria di Dio quando creò il mondo? Certo che no! La Sua intenzione originaria era vedere la vita su tutta la terra, essere adorato dagli esseri umani che aveva creato, e non solo constatare che Noè era l’unico a adorarLo o l’unico in grado di rispondere al Suo invito di portare a termine ciò che gli era stato affidato. Quando l’umanità scomparve, Dio non vide ciò che aveva immaginato in origine, bensì l’esatto contrario. Come avrebbe potuto il Suo cuore non soffrire? Così, mentre Dio rivelava la Sua indole ed esprimeva le Sue emozioni, prese una decisione. Quale? Creare un arcobaleno tra le nuvole (nota: l’arcobaleno che vediamo) come simbolo di un patto con l’uomo, della promessa che Egli non avrebbe più distrutto l’umanità con un diluvio. Allo stesso tempo, esso serviva anche a informare gli uomini che un tempo Dio aveva compiuto quell’azione, a rammentare loro per sempre il motivo di una simile iniziativa.

Questa volta la distruzione del mondo fu qualcosa che Dio aveva voluto? Assolutamente no. Forse riusciamo a figurarci vagamente le condizioni pietose della terra dopo la distruzione del mondo, ma non possiamo neanche lontanamente immaginare come apparisse la scena in quel momento agli occhi di Dio. Possiamo dire che né le persone di oggi né quelle di allora sono in grado di intuire o di comprendere quali sentimenti abbia provato Dio quando vide quella scena, quell’immagine del mondo dopo essere stato distrutto dal diluvio. Dio fu costretto ad agire così per colpa della disobbedienza degli uomini, ma il dolore patito dal Suo cuore per questa distruzione del mondo mediante il diluvio è una realtà che nessuno può sondare o capire. Fu per questa ragione che Dio fece un patto con l’umanità, ossia dire agli uomini di ricordare che in passato Egli aveva fatto una cosa simile e giurare loro che non avrebbe mai più distrutto il mondo in quel modo. In questo patto vediamo il cuore di Dio, vediamo che esso soffrì quando Egli distrusse l’umanità. Nel linguaggio dell’uomo, quando Dio distrusse l’umanità e la vide scomparire, il Suo cuore pianse e sanguinò. Non è il modo migliore in cui possiamo descrivere la situazione? Queste parole vengono usate dagli uomini per illustrare le emozioni umane ma, poiché il linguaggio dell’uomo è assai carente, utilizzarle per descrivere i sentimenti e le emozioni di Dio non Mi sembra disdicevole né eccessivo. Se non altro vi danno una comprensione molto vivida e appropriata dello stato d’animo di Dio in quel momento. A cosa penserete ora quando rivedrete un arcobaleno? Quantomeno ricorderete quanto Dio fosse addolorato per aver distrutto il mondo tramite il diluvio. Rammenterete che – anche se Egli odiava questo mondo e disprezzava questa umanità –, quando distrusse gli esseri umani che aveva creato con le Sue Stesse mani, il Suo cuore soffrì, faticò a dimenticare, si sentì riluttante e trovò difficile sopportare tutto ciò. Dio trasse il Suo unico conforto dagli otto membri della famiglia di Noè. Fu la collaborazione di Noè a rendere proficui i Suoi sforzi scrupolosi per creare tutte le cose. In un momento in cui Dio stava soffrendo, questa fu l’unica cosa che riuscì a lenire il Suo dolore. Da allora in poi, Egli ripose tutte le Sue aspettative sull’umanità nella famiglia di Noè, sperando che quelle persone potessero vivere sotto la Sua benedizione e non sotto la Sua maledizione, che non rivedessero mai più Dio distruggere il mondo con un diluvio e anche che non venissero distrutte.

Quale parte dell’indole di Dio dovremmo dedurre da tutto ciò? Dio aveva disprezzato l’uomo perché Gli era ostile, ma nel Suo cuore la Sua premura, sollecitudine, e misericordia per l’umanità rimasero immutate. Persino quando la distrusse, il Suo cuore restò identico. Quando l’umanità raggiunse un certo livello di corruzione e di disobbedienza verso Dio, Egli dovette distruggerla per via della Sua indole e della Sua essenza, e in conformità ai Suoi principi. Grazie alla Sua essenza, tuttavia, continuò a compatirla e volle addirittura usare diversi modi per redimerla, cosicché potesse restare in vita. Invece, gli uomini si opposero a Dio, continuarono a disobbedirGli e si rifiutarono di accettare la Sua salvezza, cioè le Sue buone intenzioni. Per quanto Dio li esortasse, rammentasse loro, li sostentasse, li aiutasse o li tollerasse, essi non compresero e non colsero tutto questo, né vi prestarono attenzione. Nonostante il dolore, Dio non dimenticò di concedere loro la massima tolleranza, aspettando che si ravvedessero. Dopo aver raggiunto il Suo limite, Egli fece ciò che doveva fare senza la minima esitazione. In altre parole, ci furono un periodo e un processo specifici dal momento in cui Dio pianificò di distruggere l’umanità all’inizio ufficiale della Sua opera di distruzione. Questo processo ebbe luogo per permettere all’uomo di ravvedersi e fu l’ultima possibilità che Dio gli diede. Dunque cosa fece Dio in questo periodo precedente la distruzione dell’umanità? Svolse un’opera notevole sull’uomo per far sì che non dimenticasse e per esortarlo. Per quanto il Suo cuore fosse in preda al dolore e alla sofferenza, Egli continuò a esercitare la Sua premura, sollecitudine ed enorme misericordia sull’umanità. Che cosa deduciamo da questo? Indubbiamente vediamo che l’amore di Dio per gli uomini è reale, e non puramente formale. È concreto, tangibile e percepibile, non fasullo, artefatto, ingannevole o pretenzioso. Dio non usa mai raggiri né crea immagini finte per far vedere alle persone quanto sia amorevole. Non utilizza mai false testimonianze per mostrare la Sua amabilità o per ostentare la Sua amorevolezza e santità. Questi aspetti della Sua indole non sono degni dell’amore dell’uomo? Non meritano di essere adorati? Di essere tenuti in gran conto? A questo punto voglio chiedervi una cosa: dopo aver ascoltato questo discorso, pensate che la grandezza di Dio consista solo di parole su un foglio di carta? La Sua amabilità è fatta soltanto di parole vuote? No! Certo che no! La supremazia, la grandezza, la santità, la tolleranza e l’amore di Dio – tutti questi vari aspetti della Sua indole e della Sua essenza – vengono messi in atto ogni volta che Egli svolge la Sua opera, concretizzati nella Sua volontà verso gli uomini, e anche compiuti e rispecchiati in ogni persona. A prescindere dal fatto che tu l’abbia percepito in passato, Dio Si preoccupa di ogni individuo in ogni modo possibile, usando il Suo cuore sincero, la Sua saggezza e vari metodi per riscaldare il cuore di ciascuno e per risvegliarne lo spirito. Questo è un fatto indiscutibile.

Tratto da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso I” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 29

Dio ha creato gli uomini; a prescindere dal fatto che siano diventati corrotti o che Lo seguano, li tratta come se fossero la Sua famiglia – o, come direbbero gli esseri umani, i Suoi cari –, e non come giocattoli. Sebbene dica che Egli è il Creatore e che l’uomo è la Sua creazione, cosa che potrebbe indurre a credere che ci sia una certa differenza di rango, la realtà è che tutto ciò che Dio ha fatto per l’uomo va ben oltre una relazione di questa natura. Dio ama l’umanità, le vuole bene, mostra sollecitudine nei suoi confronti e provvede a essa costantemente e incessantemente. In cuor Suo non ha mai la sensazione che questo sia un aggravio dell’opera o qualcosa che meriti un gran credito. Non ritiene nemmeno che salvare gli uomini, sostentarli e concedere loro ogni cosa equivalga a dare loro un enorme contributo. Si limita a provvedere all’umanità tranquillamente e silenziosamente, a Suo modo e attraverso la Sua essenza e attraverso ciò che Egli ha ed è. A prescindere da quanto provveda agli uomini e li aiuti, Dio non pensa e non prova mai a prenderSi il merito. Ciò dipende dalla Sua essenza, ed è precisamente anche una vera espressione della Sua indole. Per questo motivo, né nella Bibbia né in altri libri troviamo mai un Dio che manifesti i Suoi pensieri, che spieghi o esponga agli uomini perché fa queste cose o perché tiene così tanto all’umanità, con l’intento di ottenerne la gratitudine o gli elogi. Anche quando soffre, quando il Suo cuore è in preda a un estremo dolore, non dimentica mai la Sua responsabilità o sollecitudine verso l’umanità, sopportando al contempo questa sofferenza e questo patimento da solo e in silenzio. Anzi, continua a provvedere agli uomini come sempre. Anche se spesso essi Lo lodano o Gli rendono testimonianza, Egli non pretende nessuno di questi comportamenti. Questo, perché Dio non fa cose buone per gli uomini con l’intento di ricevere in cambio la loro gratitudine o di esserne ripagato. D’altro canto, coloro che temono Dio e fuggono il male, che Lo seguono davvero, che Lo ascoltano e Gli sono leali, e coloro che Gli obbediscono sono le persone che riceveranno spesso le Sue benedizioni, ed Egli le concederà loro senza riserva. Non di rado, inoltre, le benedizioni che le persone ricevono da Lui vanno al di là della loro immaginazione, e anche di qualunque cosa gli esseri umani possano barattare con ciò che hanno fatto o con il prezzo che hanno pagato. Quando l’umanità riceve le benedizioni di Dio, qualcuno si interessa a ciò che Egli sta facendo? Si preoccupa di come Si sente? Cerca di capire il Suo dolore? La risposta esatta a queste domande è: no! Gli uomini, incluso Noè, comprendono il dolore che Dio provò in quel momento? Qualcuno riesce a capire perché Egli fece un simile patto? No! L’umanità non comprende il dolore di Dio non perché non ne sia in grado, né per colpa del divario tra Dio e l’uomo o della loro diversa condizione; piuttosto, la causa è il totale disinteresse degli uomini per i sentimenti di Dio. L’umanità pensa che Egli sia indipendente, che non abbia bisogno del suo interessamento, della sua comprensione o considerazione. Dio è Dio, perciò non prova dolore né emozioni; non è triste, non prova sofferenza, non piange nemmeno. Dio è Dio, perciò non necessita di alcuno sfogo e di alcun conforto emotivi. Se ne avesse bisogno in determinate circostanze, risolverebbe il problema da solo e non chiederebbe aiuto all’umanità. Al contrario, sono gli esseri umani deboli e immaturi a necessitare della consolazione, del Suo provvedere e del Suo incoraggiamento, e ad avere bisogno persino che Egli li conforti nelle loro emozioni, sempre e ovunque. Nel profondo del cuore umano si cela un pensiero di questo tipo: l’uomo è la parte debole; ha bisogno che Dio Si prenda cura di lui in ogni modo, merita tutta la premura che riceve da Lui e ha il diritto di chiederGli tutto ciò che ritiene debba essere suo. Dio è la parte forte; possiede ogni cosa e deve essere il guardiano dell’umanità e il dispensatore di benedizioni. Poiché è già Dio, è onnipotente e non necessita mai di nulla da parte degli uomini.

Siccome l’uomo non presta alcuna attenzione alle rivelazioni di Dio, non ha mai provato la Sua sofferenza, il Suo dolore o la Sua gioia. Viceversa, Dio conosce tutte le espressioni degli uomini come il palmo della Sua mano. Soddisfa le esigenze di ciascuno in qualunque momento e ovunque, osservando i pensieri mutevoli di ognuno, confortandolo, esortandolo, guidandolo e illuminandolo. Considerando tutte le cose che Dio ha fatto per l’umanità e tutti i prezzi che ha pagato a causa sua, le persone riescono a trovare un passo della Bibbia o delle frasi pronunciate da Dio finora in cui si affermi chiaramente che Egli pretenderà qualcosa dall’uomo? No! Viceversa, per quanto gli uomini ignorino il Suo pensiero, Dio continua a guidarli, a sostentarli e ad aiutarli ripetutamente, affinché seguano la Sua via e ricevano così la magnifica destinazione che Egli ha preparato per loro. Quando si tratta di Dio, ciò che Egli ha ed è, la Sua grazia, la Sua misericordia e tutte le Sue ricompense saranno concesse senza riserve a coloro che Lo amano e Lo seguono. Egli, tuttavia, non rivela mai a nessuno il dolore che ha provato o il Suo stato d’animo, e non Si lamenta mai se qualcuno non è premuroso nei Suoi confronti o non conosce la Sua volontà. Semplicemente sopporta tutto questo in silenzio, aspettando il giorno in cui l’umanità sarà in grado di capire.

Perché qui dico queste cose? Che cosa deducete da ciò che ho detto? Nella essenza e nell’indole di Dio c’è qualcosa che è molto facile lasciarsi sfuggire, qualcosa che possiede soltanto Lui e non le persone, comprese quelle che gli altri considerano grandi e buone o in cui addirittura vedono il Dio della loro immaginazione. Che cos’è questa cosa? L’altruismo di Dio. Quando si parla di altruismo, potresti pensare di essere anche tu molto altruista perché, quando si tratta dei tuoi figli, non mercanteggi mai con loro e sei generoso, oppure ritieni di essere molto altruista anche con i tuoi genitori. A prescindere da cosa pensi, quantomeno hai un’idea della parola “altruista” e credi che sia un termine positivo e che essere una persona altruista sia molto nobile. Quando sei altruista, pensi di essere grande. Però nessuno è in grado di vedere l’altruismo di Dio tra tutte le cose, tra le persone, gli eventi e gli oggetti, e attraverso la Sua opera. Perché? Perché l’uomo è troppo egoista! Perché dico questo? L’umanità vive in un mondo materiale. Forse segui Dio, ma non vedi né capisci mai come Egli ti sostenti, ti ami e Si preoccupi per te. Dunque cosa comprendi? Vedi i tuoi consanguinei che ti amano o stravedono per te. Vedi le cose che danno beneficio alla tua carne, tieni alle persone e alle cose che ami. Questo è il cosiddetto altruismo degli uomini. Tali persone “altruiste”, tuttavia, non si interessano mai al Dio che dà loro la vita. Al contrario dell’altruismo di Dio, quello dell’uomo diventa egoista e spregevole. L’altruismo in cui crede l’uomo è vuoto e irrealistico, artefatto, incompatibile con Dio e a Lui estraneo. L’altruismo dell’uomo è rivolto all’uomo stesso, mentre quello di Dio è una vera rivelazione della Sua essenza. È proprio grazie all’altruismo di Dio che l’uomo riceve una corrente costante di sostentamento da parte Sua. Forse non siete troppo colpiti dall’argomento di cui parlo oggi e vi limitate ad annuire in segno di approvazione ma, quando tenterai di capire il cuore di Dio nel tuo cuore, scoprirai involontariamente una cosa: tra tutte le persone, le questioni e le cose che riesci a percepire in questo mondo, soltanto l’altruismo di Dio è reale e concreto, perché solo il Suo amore per te è incondizionato e irreprensibile. Tranne quello di Dio, il cosiddetto altruismo di chiunque altro è tutto finto, superficiale, insincero; ha uno scopo, determinate intenzioni, implica un compromesso e non sopporta di essere messo alla prova. Potreste persino dire che è turpe e disprezzabile. Siete d’accordo?

Tratto da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso I” in “La Parola appare nella carne”

La Parola quotidiana di Dio Estratto 30

Genesi 9:11-13 “Io stabilisco il Mio patto con voi; nessun essere vivente sarà più sterminato dalle acque del diluvio e non ci sarà più diluvio per distruggere la terra”. Dio disse: “Ecco il segno del patto che Io faccio tra Me e voi e ogni essere vivente che è con voi, per tutte le generazioni future. Io pongo il Mio arco nella nuvola e servirà di segno del patto fra Me e la terra”.

Alla fine della storia di Noè vediamo che Dio usò un metodo insolito per esprimere i Suoi sentimenti in quel momento. Esso è molto speciale e consiste nel fare un patto con l’uomo. È un metodo che dichiara la fine dell’utilizzo del diluvio da parte di Dio per distruggere il mondo. Dall’esterno, fare un patto sembra qualcosa di molto ordinario. Non è altro che usare le parole per impedire a entrambe le parti di commettere azioni illecite, in modo da raggiungere lo scopo di proteggere i loro interessi. Nella forma è una cosa molto ordinaria ma, considerando le motivazioni e il significato con cui Dio compie questa azione, essa è una vera rivelazione della Sua indole e del Suo stato d’animo. Se ti limiti ad accantonare queste parole e a ignorarle, se non vi parlo mai della verità delle cose, l’umanità non conoscerà mai veramente il pensiero di Dio. Forse, nella tua immaginazione, Dio sorride quando fa questo patto, o forse ha una faccia seria, ma a prescindere da quale sia l’espressione assunta più frequentemente da Dio nell’immaginazione degli uomini, nessuno riesce a vedere il Suo cuore o il Suo dolore, né tantomeno la Sua solitudine. Nessuno può costringere Dio a fidarSi di lui o essere degno della Sua fiducia, oppure essere la persona cui Egli espone i Suoi pensieri o confida il Suo dolore. È per questo motivo che Dio non ebbe altra scelta. In apparenza, fece una cosa facile per dire addio all’umanità precedente, chiudendo con il passato e tracciando una conclusione perfetta per la Sua distruzione del mondo tramite il diluvio. Tuttavia aveva sepolto la sofferenza di quel momento nel profondo del Suo cuore. In un’occasione in cui non aveva nessuno con cui confidarSi, fece un patto con gli uomini, dicendo loro che non avrebbe più distrutto il mondo con un diluvio. Quando compare l’arcobaleno, esso serve a ricordare alle persone che in passato è accaduta una cosa simile, ad avvertirle di non compiere azioni malvagie. Dio non Si è dimenticato degli uomini nemmeno in una condizione così dolorosa e ha mostrato ancora molta sollecitudine nei loro confronti. Questa non è una dimostrazione del Suo amore e altruismo? Ma a cosa pensano le persone quando soffrono? Non è il momento in cui hanno più bisogno di Dio? In occasioni di questo tipo, coinvolgono sempre Dio cosicché possa confortarle. Egli non le pianterà mai e poi mai in asso, e farà sempre in modo che escano dalle loro situazioni difficili e che vivano nella luce. Sebbene Dio sostenti l’umanità in questo modo, nel cuore degli uomini Egli è soltanto un tranquillante, un ricostituente. Quando Dio soffre, quando il Suo cuore è ferito, avere un essere creato o una persona che Gli tenga compagnia o che Lo conforti è indubbiamente solo un desiderio esagerato per Lui. L’uomo non presta mai attenzione ai sentimenti di Dio, quindi Egli non chiede mai, né Si aspetta, che ci sia qualcuno in grado di confortarLo. Si limita a usare i Suoi metodi per esprimere il Suo umore. Le persone pensano che per Dio sia un’inezia sopportare un po’ di sofferenza, ma soltanto quando provi davvero a comprenderLo, quando riesci a cogliere veramente le Sue intenzioni serie in tutto ciò che fa, sei in grado di sentire la Sua grandezza e il Suo altruismo. Anche se Dio fece un patto con l’umanità usando l’arcobaleno, non ha mai detto a nessuno perché l’abbia fatto, perché abbia stretto questa alleanza, ossia non ha mai rivelato a nessuno i Suoi veri pensieri. Questo, perché non c’è nessuno in grado di comprendere la profondità del Suo amore per gli uomini che Egli ha creato con le Sue mani, e nemmeno di capire quanto dolore provò il Suo cuore quando Egli distrusse l’umanità. Pertanto, anche se dice alle persone come Si sente, esse non sono in grado di ricevere queste confidenze. Pur soffrendo, Dio procede con la fase successiva della Sua opera. Dà sempre all’umanità il Suo lato e le cose migliori, mentre sopporta da solo tutta la sofferenza senza darlo a vedere. Non rivela mai apertamente questi patimenti. Invece li sopporta e aspetta in silenzio. La Sua tolleranza non è fredda, insensibile o impotente, né è un segno di debolezza. Il fatto è che l’amore e l’essenza di Dio sono sempre stati altruisti. Questa è una rivelazione naturale della Sua essenza e indole, nonché un’autentica personificazione della Sua identità di vero Creatore.

Tratto da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso I” in “La Parola appare nella carne”

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