Discorsi di Cristo degli ultimi giorni (Selezioni)

Contenuti

Una selezione dai quattro brani della parola di Dio su “Il mistero dell’incarnazione”

1. Nell’Età della Grazia, Giovanni il Battista ha aperto la strada a Gesù. Egli non poteva compiere il lavoro di Dio Stesso, ha semplicemente adempiuto al dovere dell’uomo. Benché Giovanni sia stato il precursore del Signore, non poteva rappresentare Dio; egli è stato solo un uomo usato dallo Spirito Santo. Dopo il battesimo di Gesù, “lo Spirito Santo discese su di Lui come una colomba”. In quel momento Gesù inizia la Sua opera, ossia inizia a svolgere il ministero di Cristo. È per questo motivo che Egli ha assunto l’identità di Dio, poiché Egli è venuto da Dio. A prescindere dalla modalità della Sua fede prima di allora – a volte potrebbe essere stata debole, a volte forte –, faceva tutto parte della Sua normale vita di umanità prima di dare avvio al Suo ministero. Dopo essere stato battezzato (unto), Egli ricevette immediatamente la potenza e la gloria di Dio e in quel momento cominciò a svolgere il Suo ministero. Egli poteva compiere segni e prodigi, poteva fare miracoli, aveva il potere e l’autorità, in quanto operava direttamente per conto di Dio Stesso; Egli ha svolto l’opera dello Spirito per conto dello Spirito e ha espresso la Sua voce; Egli era quindi Dio Stesso. Questo è indiscutibile. Giovanni è stato utilizzato dallo Spirito Santo. Non rappresentava Dio, né poteva farlo. Se ci avesse provato, lo Spirito Santo non lo avrebbe permesso, perché Giovanni non era in grado di compiere il lavoro che Dio Stesso intendeva realizzare. Forse in lui c’era una radicata volontà o deviazione umana; in nessun modo avrebbe potuto rappresentare direttamente Dio. La sua deviazione e la sua erroneità rappresentavano unicamente lui, mentre il suo lavoro rappresentava lo Spirito Santo. Non puoi dire quindi che egli rappresenti completamente Dio. Come potrebbero la sua deviazione e i suoi errori rappresentare Dio? Essere fallaci nel rappresentare l’essere umano è normale, ma sbagliarsi nel rappresentare Dio non equivarrebbe a disonorarLo? Non sarebbe una bestemmia contro lo Spirito Santo? Lo Spirito Santo non permette all’uomo di stare al posto di Dio, anche se viene esaltato da altri. Se egli non è Dio, alla fine non sarebbe in grado di sussistere mantenere una simile posizione. Lo Spirito Santo non permette all’uomo di rappresentare Dio a proprio piacimento! Per esempio, lo Spirito Santo parla a Giovanni e gli rivela che sarà lui a spianare la strada a Gesù, ma il lavoro svolto in lui dallo Spirito Santo è misurato. L’unica cosa che viene chiesta a Giovanni è di preparare la strada per Gesù, di aprirGLi il cammino. Vale a dire che lo Spirito Santo accoglie soltanto il lavoro di preparazione del cammino e gli permette di fare solo questo lavoro, nessun altro. Giovanni rappresenta Elia, il profeta che ha aperto la strada. Tutto questo era sostenuto e approvato dallo Spirito Santo; a patto che la sua funzione fosse unicamente quella di aprire la strada, lo Spirito Santo lo avrebbe accompagnato. Tuttavia, se egli avesse dichiarato di essere Dio Stesso e avesse voluto compiere l’opera di redenzione, lo Spirito Santo avrebbe dovuto farlo sottostare alla Sua disciplina. Benché grande e sostenuto dallo Spirito Santo, il compito di Giovanni rimane comunque entro certi limiti. È proprio vero che il suo lavoro è approvato dallo Spirito Santo, ma il potere che gli viene concesso si limita al compito di spianare la via. Egli non poteva in alcun modo compiere un’opera differente perché era soltanto Giovanni, colui che apre la strada, non Gesù. Pertanto, la testimonianza dello Spirito Santo è fondamentale, ma il compito che viene concesso all’uomo dallo Spirito Santo è ancora più cruciale.

da “Il mistero dell’incarnazione (1)” in La Parola appare nella carne

2. Ci sono alcune persone che sono possedute da spiriti maligni e si ostinano a dichiarare: “Io sono Dio!”. Queste persone non possono sussistere in nessun modo perché agiscono in nome di esseri malvagi. Esse rappresentano Satana, e lo Spirito Santo non presta loro alcuna attenzione. Del resto, per quanto tu possa esaltare te stesso o gridare forte, sei sempre e comunque un essere creato e appartieni a Satana. Io non dico mai: “Io sono Dio, Io sono il Figlio prediletto di Dio!” Ma il lavoro che faccio è opera di Dio. Ho bisogno di gridarlo? Non vi è alcuna necessità di rimarcarlo. Dio compie la Sua opera e non ha bisogno che l’uomo Gli conferisca uno status o un titolo onorifico, la Sua opera è sufficiente a rappresentare la Sua identità e il Suo status. Prima del battesimo, Gesù non era forse Dio Stesso? Non era forse l’incarnazione di Dio? Sicuramente non si può dire che sia diventato l’unigenito Figlio di Dio solo dopo essere stato dichiarato tale! Non c’era forse un uomo di nome Gesù molto prima che Egli iniziasse la Sua opera? Tu non puoi creare nuovi percorsi o rappresentare lo Spirito. Non puoi esprimere l’opera dello Spirito o le Sue parole. Non puoi compiere il lavoro di Dio Stesso o quello dello Spirito. Non puoi esprimere la saggezza, la meraviglia, e l’imperscrutabilità di Dio o tutta l’indole con cui Egli castiga l’uomo. Per cui le tue continue affermazioni di essere Dio non contano; possiedi un nome, ma nessuna reale sostanza. Dio Stesso è venuto, ma nessuno Lo ha riconosciuto, eppure Egli continua nel Suo lavoro e lo fa nella rappresentazione dello Spirito. Sia che Lo chiami uomo oppure Dio, che Lo chiami il Signore o il Cristo o sorella, è indifferente. Ma l’opera che Egli compie è quella dello Spirito e rappresenta l’opera di Dio Stesso. Egli non Si preoccupa del nome con cui l’uomo Lo chiama. Può forse quel nome determinare la Sua opera? Indipendentemente da come viene chiamato, dal punto di vista di Dio, Egli è l’incarnazione dello Spirito di Dio; Egli rappresenta lo Spirito e lo Spirito Lo approva. Tu non puoi inaugurare una nuova era, non puoi porre fine a quella giunta al termine e annunciarne una nuova, o fare un’opera nuova. Pertanto, non puoi essere chiamato Dio!

da “Il mistero dell’incarnazione (1)” in La Parola appare nella carne

3. Persino gli uomini di cui Si avvale lo Spirito Santo non possono rappresentare Dio Stesso. Non solo non possono farlo, ma il loro operato non può rappresentarLo direttamente. In altre parole, l’esperienza dell’uomo non può essere collocata direttamente all’interno della gestione di Dio e non può rappresentare la Sua gestione. L’intera opera di Dio Stesso è il lavoro che Egli intende compiere seguendo il Suo piano di gestione e fa riferimento a una gestione molto ampia. Il lavoro svolto da parte dell’uomo (l’uomo di cui lo Spirito Santo Si avvale) alimenta la sua esperienza individuale. Dopo quello percorso da quanti lo hanno preceduto, egli scopre un nuovo percorso esperienziale, e guida i suoi fratelli e sorelle, sotto la direzione dello Spirito Santo. Ciò che questi uomini offrono sono la loro esperienza individuale o i loro scritti, in quanto uomini spirituali. Anche se questi uomini vengono utilizzati dallo Spirito Santo, ma il loro lavoro non è in alcun modo correlato alla grande opera di gestione nel piano della durata di seimila anni. Essi vengono semplicemente suscitati dallo Spirito Santo in diversi periodi storici, per guidare le persone sotto il flusso dello Spirito Santo, fino a quando non portano a termine la loro funzione o fintanto che la loro vita non giunge al termine. Il lavoro che compiono serve unicamente a preparare adeguatamente la via per Dio Stesso, o per portare avanti un elemento nella gestione di Dio Stesso sulla terra. Questi uomini non sono in grado di compiere l’opera più grande nella gestione di Dio, non possono aprire nuove strade, né, tantomeno, concludere il lavoro di Dio iniziato nell’epoca precedente. Pertanto, il compito che svolgono rappresenta soltanto un essere creato per svolgere la sua funzione, e tale compito non può rappresentare Dio Stesso che compie il Suo ministero. Questo, perché il loro lavoro è diverso da quello di Dio Stesso. L’opera di avviare una nuova era non può essere portata a compimento da un uomo al posto di Dio. Questo incarico non può essere adempiuto da nessun altro se non da Dio Stesso. Tutto il lavoro che l’uomo può svolgere è semplicemente il suo dovere di creatura umana e viene portato a compimento solo quando è mosso o illuminato dallo Spirito Santo. Le linee guida che questi uomini forniscono riguardano principalmente le azioni da mettere in pratica nella vita quotidiana dell’uomo e in sostanza offrono indicazioni su come vivere in armonia con la volontà di Dio. Il lavoro di questi uomini non riguarda la gestione di Dio, né rappresenta l’opera dello Spirito. … Quindi, dal momento che il lavoro degli uomini adoperati dallo Spirito Santo è diverso del lavoro compiuto da Dio Stesso, la loro identità e a nome di chi operano sono anch’essi differenti. Questo lo si deve al fatto che l’opera che lo Spirito Santo intende svolgere è diversa e cambia a seconda della diversa identità e condizione di coloro che compiono questa funzione. Gli uomini di cui Si avvale lo Spirito Santo possono anche compiere un lavoro nuovo, che talvolta può annullare un lavoro fatto nell’epoca precedente, ma non possono in ogni caso esprimere l’indole e la volontà di Dio Stesso nella nuova era. Essi servono unicamente per superare il lavoro adempiuto nell’era precedente, non per fare il nuovo lavoro atto a rappresentare direttamente l’indole di Dio. A dispetto di quante pratiche obsolete aboliscano o quante nuove pratiche introducano, essi in ogni caso rappresentano unicamente l’uomo e gli esseri creati. Tuttavia, quando Dio Stesso svolge un lavoro, Egli non dichiara apertamente l’abolizione di pratiche antiche e non dichiara direttamente l’inizio di una nuova era. Egli è diretto e semplice nel Suo lavoro. È determinato nello svolgere l’opera che Si propone; Egli esprime chiaramente il lavoro che ha intenzione di compiere e lo compie con determinazione, come aveva originariamente previsto, esprimendo così il Suo essere e la Sua indole. Da un punto di vista umano, l’indole di Dio e la Sua opera sono diversi dalle epoche passate. Tuttavia, dal punto di vista di Dio Stesso, tutto questo non è che la continuazione e l’ulteriore sviluppo del Suo lavoro. Quando Dio Stesso opera, esprime la Sua parola e compie la nuova opera direttamente. Al contrario, quando opera l’uomo, lo fa attraverso la riflessione e lo studio, oppure attraverso lo sviluppo della conoscenza e la sistematizzazione della pratica fondata sul precedente lavoro altrui. Vale a dire che l’essenza del lavoro svolto dall’uomo è quello di mantenere inalterate le convenzioni e di “percorrere vecchi sentieri con scarpe nuove”. Ciò significa che persino la strada percorsa dagli uomini utilizzati dallo Spirito Santo viene costruita sulla base di quello aperto da Dio Stesso. L’uomo, dopotutto, è sempre e solo l’uomo, mentre Dio è Dio.

da “Il mistero dell’incarnazione (1)” in La Parola appare nella carne

4. Giovanni nacque da una promessa e il suo nome gli fu dato da un angelo. A quel tempo, alcuni volevano chiamarlo con il nome di suo padre Zaccaria, ma sua madre si oppose, dicendo: “Questo bambino non può essere chiamato così. Egli deve essere chiamato Giovanni”. Tutto questo faceva parte delle disposizioni dello Spirito Santo. Perché allora Giovanni non venne chiamato Dio? Anche il nome di Gesù fu attribuito sotto la direzione dello Spirito Santo, anche Lui nacque dallo Spirito Santo, secondo una promessa dello Spirito Santo. Gesù era Dio, il Cristo e il Figlio dell’uomo. L’opera compiuta da Giovanni era eccellente, allora perché non è stato chiamato Dio? Esattamente, che differenza c’è tra il lavoro compiuto da Gesù e quello compiuto da Giovanni? È possibile che l’unica differenza sia che Giovanni è stato colui che ha svolto il compito di aprire la strada a Gesù? O, semplicemente, tutto ciò è stato predestinato da Dio? Anche se Giovanni diceva: “Ravvedetevi, poiché il regno de’ cieli è vicino” e ne predicava il Vangelo del Regno dei Cieli, la sua opera non agiva in profondità e non costituiva che l’inizio. Al contrario Gesù, oltre ad avere inaugurato una nuova era e portato al termine ciò che era vecchio, ha anche adempiuto la legge dell’Antico Testamento. L’opera che Gesù ha compiuto è più grande di quella di Giovanni, Egli ha realizzato un’opera atta a redimere tutta l’umanità. Giovanni invece ha semplicemente preparato la strada. Anche se il suo lavoro è stato grande, ed egli ha proferito molte parole e ha avuto numerosi discepoli, non ha fatto altro che incominciare un nuovo percorso per gli esseri umani. Da lui gli uomini non hanno mai ricevuto la vita, la via o la verità più profonde e non hanno potuto nemmeno comprendere, attraverso di lui, la volontà di Dio. Giovanni è stato un grande profeta (Elia), ha preparato un nuovo terreno per il lavoro di Gesù e ha predisposto i prescelti; egli è stato il precursore dell’Età della Grazia. Questioni di simile rilevanza non possono tuttavia essere analizzate osservando semplicemente l’apparenza degli uomini normali. In particolare, Giovanni ha svolto un’opera straordinaria; Egli, inoltre, è nato da una promessa dello Spirito Santo, il quale ha guidato e sostenuto la sua missione. Quindi, per distinguere la loro rispettiva identità è necessario analizzare il loro lavoro, poiché l’aspetto esteriore non parla della sostanza e l’uomo non è in grado di accertare la vera testimonianza dello Spirito Santo. Il lavoro svolto da Giovanni e quello compiuto da Gesù non sono uguali, bensì sono di natura completamente diversa. È questo il punto cruciale per determinare se egli sia Dio oppure no. Il compito di Gesù è stato quello di iniziare, continuare, concludere e realizzare. Gesù ha compiuto ognuno di questi passaggi, mentre Giovanni aveva come unica funzione quella di porre inizio. In principio Gesù parlava del Vangelo e predicava la via per il pentimento, in seguito ha cominciato a battezzare le persone, a guarire i malati e a scacciare i demoni. Alla fine ha redento l’umanità dal peccato e ha completato la Sua opera per tutta l’età. Predicava agli uomini e diffondeva il Vangelo del Regno dei Cieli in ogni luogo. Lo stesso ha fatto Giovanni, con la differenza che Gesù ha anche dato inizio a una nuova epoca e ha inaugurato l’Età della Grazia per tutto il genere umano. Egli ha reso noto ciò che l’uomo deve fare, ovvero la via da seguire, nell’Età della Grazia e alla fine ha adempiuto l’opera di redenzione. Tale compito non avrebbe mai potuto essere eseguito da Giovanni. È stato Gesù che ha compiuto il lavoro di Dio Stesso; è Lui infatti a essere Dio Stesso e a rappresentare direttamente Dio.

da “Il mistero dell’incarnazione (1)” in La Parola appare nella carne

5. Se non riconosci che l’opera compiuta ai giorni nostri è opera di Dio Stesso, è perché non hai una visione. In ogni caso non puoi negare questa fase del lavoro di Dio; la tua incapacità di vedere non significa che lo Spirito Santo non agisca o che la Sua opera sia sbagliata. Alcuni, addirittura, confrontano l’opera che viene compiuta oggi con quella di Gesù all’interno della Bibbia, e utilizzano qualsiasi incongruenza per negare questa nuova fase del lavoro di Dio. Non è forse questo il comportamento di un cieco? Tutto ciò che è stato inserito all’interno della Bibbia è per forza di cose limitato e non è in grado di rappresentare tutta l’opera di Dio. I quattro Vangeli comprendono meno di un centinaio di capitoli in tutto e includono un numero limitato di eventi, come per esempio il momento in cui Gesù maledice il fico, quello in cui Pietro rinnega il Signore tre volte o quello in cui Gesù appare ai discepoli dopo la crocifissione e risurrezione, gli insegnamenti sul digiuno, sulla preghiera, sul divorzio, la nascita e la genealogia di Gesù, la chiamata dei discepoli da parte di Gesù e così via. Questi non sono che pochi scritti, eppure l’uomo li considera alla stregua di tesori preziosi e li confronta con l’opera che viene compiuta al giorno d’oggi. Loro ritengono persino che questo sia tutto il lavoro fatto da Gesù dalla nascita in poi. È come se credessero che Dio possa operare solo fino a un certo punto, che non ci possa essere un lavoro ulteriore. Non è questa una convinzione ridicola?

da “Il mistero dell’incarnazione (1)” in La Parola appare nella carne

6. Le persone credono che quando Dio Si è fatto carne ed è venuto sulla terra non abbia vissuto allo stesso modo di tutti gli altri esseri umani; credono che Egli fosse pulito, senza bisogno di lavarSi i denti o la faccia, semplicemente perché Egli è santo. Non sono forse queste concezioni prettamente umane? La Bibbia non contiene alcuna traccia della vita di Gesù in quanto essere umano, ma solamente del Suo lavoro; questo, tuttavia, non significa che Egli non abbia avuto un’umanità normale o che non abbia condotto una vita umana normale prima di aver compiuto trent’anni. Egli ha iniziato ufficialmente la Sua opera all’età di 29 anni, ma non puoi rinnegare la Sua vita di uomo prima di allora. La Bibbia, semplicemente, omette questa fase nelle sue trascrizioni; dato che si trattava della Sua vita di uomo comune, e non della fase della Sua opera divina, essa non necessitava di essere riportata. Prima del battesimo, infatti, lo Spirito Santo non ha svolto il Suo lavoro in modo diretto, e Si è limitato ad assicurare la Sua vita di uomo normale fino al giorno in cui Gesù non è stato chiamato a svolgere il Suo ministero. Benché fosse Dio fatto carne, Egli è comunque dovuto passare attraverso il processo di diventare un uomo maturo, come qualsiasi altro comune mortale. Questo processo è stato omesso nella Bibbia, in quanto non fornisce alcun aiuto sostanziale per la crescita dell’uomo nella vita. Prima del Suo battesimo vi è una fase in cui Egli rimane come nascosto, non compie prodigi, né lascia altri segni. Soltanto dopo il battesimo, Gesù inizia l’opera della redenzione del genere umano, un’opera abbondante nella grazia, nella verità, nell’amore e nella misericordia. L’inizio di questo lavoro è stato anche l’inizio dell’Età della Grazia; per questo motivo è stato trascritto e tramandato fino a oggi. … Prima che Gesù iniziasse il Suo ministero o, com’è riportato nella Bibbia, prima che lo Spirito discendesse su di Lui, Gesù era un uomo comune e non possedeva niente di soprannaturale. Al momento della discesa dello Spirito Santo, ossia quando il Suo ministero ha avuto inizio, Gesù è stato imbevuto nel soprannaturale. Per questo motivo, l’uomo ha nutrito l’errata convinzione che il Dio incarnato non fosse un uomo normale e che non possedesse un’umanità. Certo, l’opera di Dio, e ogni altra cosa che l’uomo può vedere di divino sulla terra, è in ogni caso soprannaturale. Tutto quello che vedi con gli occhi e che senti con le orecchie fa parte del soprannaturale, perché la Sua opera e le Sue parole sono incomprensibili e irraggiungibili per l’uomo. Se qualcosa dal cielo viene portato sulla terra, come può non essere soprannaturale? I misteri del Regno dei Cieli sono stati portati sulla terra, misteri troppo meravigliosi e saggi perché l’uomo possa comprenderli e penetrarli – non fanno forse parte del soprannaturale? Tuttavia, devi sapere che, per quanto soprannaturali possano essere, sono stati portati a compimento nella Sua umanità normale. Dio incarnato possedeva l’umanità, altrimenti non sarebbe il Dio incarnato che Si è fatto uomo.

da “Il mistero dell’incarnazione (1)” in La Parola appare nella carne

7. L’opera dello Spirito di Dio nella carne ha i Suoi princìpi. Gesù ha potuto assumere l’impegno e compiere l’incarico assegnatoGli del Padre soltanto sulla base del fatto che possedeva un’umanità normale. Solo in queste circostanze Egli è stato in grado di intraprendere la Sua opera. Durante l’infanzia, Gesù ovviamente non era in grado di capire molto di ciò che era accaduto nei tempi antichi, ed è solo rivolgendo delle domande ai rabbini che Egli ha potuto conoscere. Se avesse iniziato la Sua opera subito dopo avere imparato a parlare, come sarebbe stato possibile che non commettesse degli errori? Come potrebbe Dio fare dei passi falsi? Per questo motivo Egli ha potuto porre mano alla Sua opera soltanto quanto era pronto; Egli non avrebbe potuto iniziare alcun lavoro fino a quando non fosse stato pienamente in grado di poterlo portare a compimento. All’età di 29 anni, Gesù era già abbastanza maturo e la Sua umanità sufficientemente sviluppata per svolgere il compito che Lo attendeva. È solo allora che lo Spirito Santo, dopo essere rimasto nascosto per trent’anni, cominciò a rivelarsi e iniziò ufficialmente a operare in Lui. A quel tempo erano sette anni che Giovanni lavorava ininterrottamente in preparazione della strada per Gesù e quando ebbe concluso il suo lavoro, fu messo in prigione. Tutto l’onere del ministero quindi ricadde interamente su Gesù. Se avesse intrapreso questo lavoro a 21 o a 22 anni, era molto carente sotto il profilo umano, quando, appena entrato nell’età adulta, aveva numerose lacune sulla comprensione di molte cose, Egli non sarebbe stato in grado di assumere il controllo. A quel punto Giovanni aveva già svolto il suo lavoro da qualche tempo, prima che Gesù iniziasse la Sua opera in mezza età. Raggiunta questa età, la maturità e l’umanità di Gesù erano ormai sufficienti per intraprendere il lavoro che Egli era chiamato a svolgere.

da “Il mistero dell’incarnazione (1)” in La Parola appare nella carne

8. L’opera del Dio incarnato nella carne ha molti princìpi. Ci sono molte cose che l’uomo ancora non capisce, eppure usa costantemente le sue nozioni come metro di giudizio o per fare delle richieste eccessive a Dio. Al giorno d’oggi ci sono molti che non si rendono conto del fatto che tutta la conoscenza che possiedono non comprende altro che le loro nozioni. Qualunque sia l’epoca o il luogo in cui Dio Si incarna, i princìpi della Sua opera di incarnazione rimangono immutati. Egli non può farSi carne, eppure la trascende per compiere la Sua opera. A maggior ragione Egli non può diventare carne senza operare all’interno della normale umanità della carne. In caso contrario, il significato dell’incarnazione di Dio non sussisterebbe e il senso della Parola diventata carne diverrebbe del tutto privo di valore. Inoltre, solo il Padre che è nei cieli (lo Spirito) conosce l’incarnazione di Dio; nessun altro, nemmeno la carne Stessa o i messaggeri del cielo. L’opera di Dio nella carne è ancora più normale e in grado di dimostrare, più di ogni altra cosa, che veramente la Parola si è fatta carne; per “carne” si intende un uomo comune e normale.

da “Il mistero dell’incarnazione (1)” in La Parola appare nella carne

9. Alcuni potrebbero chiedersi: come mai deve essere Dio Stesso a inaugurare una nuova era? Non potrebbe farlo un essere umano, in vece Sua? Siete tutti consapevoli che Dio Si fa carne espressamente allo scopo di inaugurare una nuova era e allo stesso tempo per concludere, con questo nuovo inizio, l’era precedente. Dio è il Principio e la Fine; Egli Stesso ha iniziato l’opera e quindi deve essere Lui Stesso a porre fine all’era precedente. Questa è la prova che Egli sconfigge Satana e conquista il mondo. Ogni volta che Dio Stesso lavora in mezzo agli uomini è l’inizio di una nuova battaglia. Senza l’inizio della nuova opera, non ci sarebbe ovviamente alcuna conclusione di quella vecchia. L’assenza di conclusione di quella vecchia è la prova effettiva che la battaglia con Satana non è ancora giunta al termine. Solo quando Dio Stesso viene tra gli uomini e compie la nuova opera, l’uomo può liberarsi completamente dal dominio di Satana e ricevere una nuova vita e un nuovo inizio. Se questo non fosse avvenuto, l’uomo sarebbe costretto a vivere nell’era passata, per sempre soggiogato della vecchia influenza di Satana. In ogni epoca guidata da Dio, una parte dell’uomo si libera, potendo così avanzare nel cammino con la Sua opera, verso la nuova era. La vittoria di Dio è una vittoria per tutti coloro che Lo seguono. Se il genere umano si fosse preso l’incarico di concludere l’era, lo avrebbe fatto dal punto di vista dell’uomo o di Satana, e avrebbe compiuto un atto che si oppone a Dio, o un atto di tradimento nei Suoi confronti, e non un atto di obbedienza, per cui l’opera dell’uomo avrebbe soltanto contribuito ad assecondare il lavoro di Satana. Solo se l’uomo obbedisce e segue Dio, nell’era creata da Dio Stesso, Satana può essere pienamente sconfitto, poiché questo è il dovere di ogni creatura. Quindi, l’unica casa che voi dovete fare è seguire e obbedire, non vi viene chiesto niente di più. Ognuno deve limitarsi a compiere soltanto il suo dovere e la sua funzione. Dio svolge il Proprio lavoro e non ha bisogno che gli uomini facciano il lavoro al Suo posto, così come Egli non Si intromette nel lavoro degli esseri umani. Quando l’uomo compie il proprio dovere e non interferisce con l’opera di Dio, dimostra vera obbedienza e testimonia che Satana è davvero stato sconfitto. Dopo avere inaugurato la nuova era, Dio Stesso non rimane tra gli uomini. Solo allora l’uomo può entrare ufficialmente nella nuova età per svolgere il suo dovere e la sua missione, in quanto essere creato da Dio. Questi sono princìpi che non possono essere trasgrediti da nessuno. Tale modo di operare è l’unico che sia sensato e ragionevole. L’opera di Dio viene svolta da Dio Stesso. È Lui che mette in moto la Sua opera, Lui che la inizia, ed è sempre Lui che la conclude. È Lui che pianifica il lavoro, Lui che lo gestisce e, soprattutto, è Lui che lo porta a compimento. Com’è scritto nella Bibbia: “Io sono il Principio e la Fine; Io sono il Seminatore e il Mietitore”. Tutto quello che è legato al Suo lavoro di gestione viene compiuto dalla Sua mano. Egli è il Sovrano e il Padrone del piano di gestione di seimila anni; nessun’altro può fare questo lavoro al Suo posto o portare la Sua opera a compimento, perché è Lui che ha il controllo di tutto. Dal momento che è stato Dio a creare la terra, Egli guiderà il mondo intero perché viva nella Sua luce e concluderà quest’epoca intera per portare il Suo piano a buon fine!

da “Il mistero dell’incarnazione (1)” in La Parola appare nella carne

10. Quando Gesù operava in Giudea, lo faceva in modo completamente aperto e trasparente; al giorno d’oggi, invece, Io devo parlare e agire tra voi in segreto. I non credenti sono completamente ignari di tutto questo. La Mia opera in mezzo a voi deve essere nascosta agli altri. Queste parole, questi castighi e giudizi, sono noti solo a voi e a nessun altro. Quest’opera viene svolta unicamente in mezzo a voi ed è accessibile soltanto da voi; i non credenti non sono in grado di comprenderlo perché non è ancora giunto il momento. Questi uomini sono in procinto di essere resi completi, dopo aver subìto penosi castighi, ma essendo “al di fuori” non sanno nulla di tutto questo. Quest’opera è segretissima! Per costoro, Dio fatto carne è segreto, mentre, a coloro che credono, Egli è stato rivelato. Anche se al cospetto di Dio tutto è portato alla luce, tutto è chiaro e tutto è rivelato, ciò è vero solo per chi crede in Lui e nulla viene rivelato a quelli che non credono. L’opera svolta ai giorni nostri è strettamente riservata, per impedire che i non credenti vengano a sapere. Anche se dovessero diventare consapevoli che non li attendono altro che condanna e persecuzione, non crederebbero in ogni caso. Lavorare nella nazione del gran dragone rosso, il più arretrato dei luoghi, non è un compito facile. Se questo lavoro venisse allo scoperto, allora sarebbe impossibile continuare. Questa fase di lavoro semplicemente non potrebbe progredire in tale luogo. Come potrebbero tollerare che quest’opera venisse svolta apertamente? Non diventerebbe ancora più rischioso? Se questo lavoro non fosse tenuto nascosto, ma fosse invece svolto come al tempo di Gesù, quando Egli scacciava i demoni e guariva i malati in modo spettacolare, non sarebbe già stato “intercettato” dai diavoli? Potrebbero forse tollerare l’esistenza di Dio? Se dovessi andare nelle sale a predicare o a fare dei discorsi agli uomini, non sarei forse fatto a pezzi già da tempo? E, se così fosse, come potrei continuare a svolgere il Mio compito? La ragione per cui i segni e i prodigi non si manifestano apertamente, è semplicemente per garantire che rimanga segreta. In questo modo il Mio lavoro non può essere visto, né conosciuto o scoperto dai non credenti. Se questa fase dell’opera di Dio dovesse essere svolta nello stesso modo in cui venne svolta quella di Gesù nell’Età di Grazia, non potrebbe essere così efficace. L’occultamento e la riservatezza dell’opera quindi sono di beneficio a voi, oltre che all’opera stessa. Quando il lavoro di Dio sulla terra sarà concluso, ossia quando quest’opera portata avanti in segreto giungerà alla fine, allora anche questa fase dell’opera di Dio verrà resa nota. Tutti sapranno che c’è un gruppo di credenti, di vincitori, in Cina; tutti sapranno che Dio incarnato è in Cina e che il Suo lavoro è giunto al termine. Solo allora sarà chiaro all’uomo: perché la Cina non ha ancora subìto il declino o il collasso? Si verrà poi a scoprire che Dio ha svolto personalmente il Suo lavoro in Cina e ha perfezionato un gruppo di persone, facendone dei vincitori.

da “Il mistero dell’incarnazione (2)” in La Parola appare nella carne

11. Dio divenuto carne Si manifesta solo alle persone che Lo seguono man mano che personalmente procede nella Sua opera, non a tutti gli esseri umani. Egli Si è fatto carne solo per completare una fase della Sua opera, e non per mostrare all’uomo la Sua immagine. Tuttavia il Suo lavoro deve essere eseguito da Lui Stesso; dunque, a tale scopo, è fondamentale che Egli Si faccia carne. Quando quest’opera sarà conclusa, Egli allora lascerà la terra; Dio non può rimanere a lungo fra gli uomini, per non ostacolare l’opera ancora da compiere. Ciò che Egli manifesta agli esseri umani sono solo la Sua indole retta e tutte le Sue azioni, non l’immagine del Suo corpo fattoSi carne due volte, perché l’immagine di Dio può essere rappresentata solo attraverso la Sua indole e non può essere sostituita dall’immagine della Sua carne incarnata. L’immagine della Sua carne è stata mostrata solo a un numero limitato di persone, solo a chi Lo ha seguito quando ha operato nella carne. Questo è il motivo per cui il lavoro svolto oggi è tenuto così nascosto. Anche l’opera di Gesù venne mostrata solo agli Ebrei e non fu resa pubblica e manifestata ad altre nazioni. Una volta che ebbe completato il Suo compito, Egli lasciò prontamente la terra e non rimase tra gli uomini; nel tempo a seguire Gesù non manifestò più l’immagine di Sé Stesso all’uomo, e il lavoro fu svolto direttamente dallo Spirito Santo. Quando l’opera di Dio diventato carne è completa, Egli lascia il mondo mortale, e non farà mai più un’opera uguale a quella di quando Egli era nella carne. Il lavoro che segue viene direttamente svolto dallo Spirito Santo. Durante questo tempo, l’uomo difficilmente sarà in grado di vedere l’immagine di Dio nella carne; Egli non Si mostra affatto all’uomo e rimane sempre nascosto. L’opera di Dio fattoSi carne viene solamente svolta in un tempo specifico e limitato, in una determinata epoca, in un determinato periodo, in una determinata nazione e tra un gruppo di persone specifiche. Tale opera rappresenta soltanto il lavoro di Dio nel tempo in cui Si è fatto carne e appartiene a un’epoca particolare, unicamente rappresentativa dell’opera dello Spirito di Dio in quella determinata epoca, e non della totalità della Sua opera. Pertanto, l’immagine di Dio diventato carne non viene manifestata a tutti i popoli. Ciò che viene invece manifestato alla moltitudine sono la rettitudine di Dio e la Sua indole nella sua interezza, anziché la Sua immagine di quando Si è fatto carne per due volte. Non si tratta né della singolare immagine che viene manifestata all’uomo, né delle due immagini combinate. È fondamentale, dunque, che Dio incarnato lasci la terra al termine del lavoro che deve svolgere, perché Egli viene solo per fare il lavoro che deve portare a compimento, e non per mostrare agli uomini la Sua immagine. Anche se il significato dell’incarnazione è già stato adempiuto da Dio per due volte, quando Si è fatto carne, Egli non Si manifesta apertamente alle nazioni che non Lo hanno mai visto prima.

da “Il mistero dell’incarnazione (2)” in La Parola appare nella carne

12. Tutti voi dovreste sapere che il significato dell’opera di Dio fattoSi carne è quello di avviare una nuova epoca. Questo lavoro si limita a pochi anni ed Egli non può compiere tutto il lavoro dello Spirito di Dio. Allo stesso modo, l’immagine di Gesù come ebreo può rappresentare solo l’immagine di Dio quando operava in Giudea e poteva svolgere solo il lavoro della crocifissione. Durante il tempo in cui Gesù è venuto sulla terra, non avrebbe potuto concludere un’epoca o di distruggere l’umanità. Pertanto, dopo essere stato crocifisso e avere concluso portato a termine il Suo compito, Egli è salito in cielo e da allora non Si è più mostrato agli uomini. Da quel momento in poi, i credenti fedeli che abitavano nelle nazioni dei Gentili hanno potuto vedere la Sua immagine solo nelle rappresentazioni appese alle pareti, e non la reale manifestazione del Signore Gesù. Queste immagini non sono altro che disegni fatti dall’uomo e non l’immagine che Dio Stesso ha mostrato all’uomo. Dopo esserSi incarnato due volte, Dio non mostrerà apertamente Sé Stesso alla moltitudine attraverso un’immagine. Il lavoro che Egli compie tra il genere umano è destinato a fare sì che gli uomini comprendano la Sua indole. Ciò viene palesato all’uomo attraverso il lavoro adempiuto da Dio nelle diverse età della Sua opera, attraverso l’indole che Egli ha mostrato e il lavoro che ha svolto, non attraverso la manifestazione di Gesù. L’immagine di Dio, quindi, non è resa nota all’uomo attraverso l’immagine della carne, bensì attraverso l’opera compiuta dal Dio incarnato carne, un Dio fatto di immagine e forma; è attraverso il Suo (di Lui o di Lei) operato che l’immagine di Dio viene mostrata e la Sua indole manifestata agli uomini. Questo è il significato del lavoro che Dio desidera compiere nella carne.

da “Il mistero dell’incarnazione (2)” in La Parola appare nella carne

13. Una volta che il lavoro della Sua duplice incarnazione è giunto al termine, Dio mostra la Sua indole retta alle nazioni dei Gentili, permettendo così alla moltitudine di vedere la Sua immagine. Egli vuole manifestare la Sua indole e, attraverso di essa, chiarificare quale sarà la fine dei vari tipi di uomo, portando così definitivamente a termine l’età precedente. Il Suo lavoro nella carne non si estende in un’area molto vasta (così come Gesù ha operato solo in Giudea, similmente oggi Io svolgo il Mio lavoro solo tra di voi), perché il Suo lavoro nella carne ha confini e limiti ben definiti. Egli sta semplicemente effettuando un lavoro relativo a un periodo limitato di tempo, attraverso un’immagine incarnata ordinaria e normale, anziché compiere l’opera dell’eternità attraverso questa carne incarnata, o svolgere l’opera di apparire a tutti i popoli delle nazioni dei Gentili. Questo lavoro nella carne deve essere limitato (come per esempio lavorare solo in Giudea o solo tra di voi), per poi essere ampliato in un secondo momento, attraverso l’opera svolta all’interno di questi confini. Naturalmente, quest’opera di espansione e di ampliamento deve essere effettuata direttamente dallo Spirito, e non è la stessa portata avanti nella carne. Il lavoro nella carne, infatti, ha dei confini e limiti fisici e spaziali ben definiti e non può estendersi a tutti gli angoli dell’universo. La carne non può compiere questo lavoro. Attraverso il lavoro nella carne, lo Spirito di Dio può svolgere l’opera successiva. Il lavoro compiuto nella carne quindi è puramente un’opera di iniziazione, effettuata nell’ambito di determinati confini specifici; in seguito, lo Spirito di Dio porterà avanti tale lavoro, e Si espanderà partendo da esso.

da “Il mistero dell’incarnazione (2)” in La Parola appare nella carne

14. Dio viene su questa terra solo per guidare un’epoca, per aprirne una nuova e per portare a termine quella vecchia. Egli non viene sulla terra a vivere il corso di una vita umana, per sperimentare le gioie e i dolori della vita umana o per perfezionare un determinato individuo con le Sue mani o seguire la crescita personale di qualcuno in particolare. Questo non è il Suo lavoro; il Suo lavoro è unicamente quello di aprire le porte della nuova era e porre fine a quella vecchia. Egli infatti inizierà una nuova epoca, concluderà quella precedente e sconfiggerà Satana, eseguendo il lavoro di persona. Ogni volta Egli che svolge un lavoro di persona, è come se mettesse piede sul campo di battaglia. In primo luogo, nella carne Egli ha sconfitto il mondo e prevalso su Satana, ha ottenuto tutta la gloria, ha aperto il sipario del lavoro di duemila anni e ha mostrato a tutti gli uomini sulla terra la strada giusta da seguire per una vita di pace e di gioia. Tuttavia, Dio non può vivere con l’uomo sulla terra a lungo, perché Dio è Dio ed è sostanzialmente diverso dall’uomo. Egli non può vivere la vita di un uomo normale, ovvero non può risiedere sulla terra come un uomo che non ha nulla al di fuori dell’ordinario, perché Egli ha solo una minima parte dell’umanità comune a tutti gli uomini (per sostenere la Sua vita in quanto tale). In altre parole, come potrebbe Dio farSi una famiglia e crescere dei figli sulla terra? Non sarebbe questa una vergogna? Egli possiede l’umanità normale al solo scopo di portare a compimento il Suo lavoro in modo normale, e non per mettere su famiglia come un qualsiasi altro uomo. Le Sue ragioni normali, la Sua mente di uomo, l’alimentazione e l’abbigliamento del Suo corpo sono sufficienti a dimostrare che Egli possiede l’umanità normale; non vi è alcun bisogno che Lui Si crei una famiglia per dimostrare di essere dotato di umanità. Sarebbe completamente inutile! Dio che viene sulla terra significa che la Parola si è fatta carne; Egli sta semplicemente permettendo all’uomo di comprendere la Sua Parola e di vedere la Sua Parola, ossia, gli sta permettendo di vedere il Suo lavoro svolto nella carne. La Sua intenzione non è quella di fare sì che gli uomini trattino la Sua carne in modo particolare, bensì desidera che l’uomo possa esserGli obbediente sino alla fine; ossia, desidera che l’uomo obbedisca a tutte le parole che escono dalla Sua bocca e che ubbidisca a tutto il lavoro che Egli compie. Egli sta semplicemente lavorando nella carne e non sta intenzionalmente chiedendo all’uomo di esaltare la grandezza e la santità della Sua carne. Egli vuole mostrare semplicemente all’uomo la saggezza della Sua opera e tutta l’autorità che Egli esercita. Pertanto, anche se possiede un’umanità eccezionale, Egli non fa nessun annuncio ufficiale, e Si concentra soltanto sul lavoro che intende svolgere. Voi dovreste sapere il motivo per cui, anche se Si è fatto carne, Dio non Si vanta, né vuole esaltare la Sua umanità normale, ma vuole semplicemente svolgere il lavoro che intende portare a compimento. Voi prestate attenzione unicamente alla divinità di Dio diventato carne, perché Egli non proclama mai la Sua umanità perché gli esseri umani la emulino. Solo quando l’uomo conduce altri uomini egli parla della sua umanità, allo scopo di impressionarli e convincerli e per ottenere, in questo modo, il ruolo di guida. Al contrario, Dio conquista l’uomo unicamente attraverso la Sua opera (che è irraggiungibile per l’uomo). Egli non impressiona l’uomo e non fa in modo che tutto il genere umano Lo “adori”, ma, semplicemente, infonde nell’uomo un sentimento di timore nei Suoi confronti e lo rende consapevole della Sua imperscrutabilità. Per Dio non vi è alcun bisogno di impressionare l’uomo. Tutto quello che Egli desidera è che tu Lo tema con tutto te stesso, dopo avere visto la Sua indole.

da “Il mistero dell’incarnazione (2)” in La Parola appare nella carne

15. L’opera di Dio incarnato è diversa da quella svolta da coloro di cui Si avvale lo Spirito Santo. Quando Dio svolge il Suo lavoro sulla terra, è interessato solo al compimento del Suo ministero. Per quanto riguarda tutte le altre questioni non correlate al Suo ministero, nella pratica Egli non Se ne occupa, persino al punto di voltare le spalle. Egli svolge semplicemente l’opera che deve fare e non Si preoccupa affatto del lavoro che l’uomo deve svolgere. Il lavoro che Dio adempie è strettamente legato all’epoca in cui Egli Si trova e al ministero che deve portare a compimento, come se tutte le altre questioni non fossero una Sua responsabilità. Egli non ricerca una conoscenza più approfondita del “vivere come uomo”, non acquisisce abilità sociali o qualsiasi altra caratteristica faccia parte della vita quotidiana dell’essere umano. Egli non mostra nessun interesse per tutto ciò che l’uomo dovrebbe conoscere, e, semplicemente, adempie il dovere che Gli compete. Dunque, dal punto di vista umano, il Dio divenuto carne è “carente” in molte cose, al punto di chiudere un occhio su molte questioni che un uomo dovrebbe conoscere e non ha alcuna comprensione, di tali cose. Questioni come la conoscenza generale della vita, così come i princìpi di condotta morale e sociale o di associazione con altri individui, sembrano non avere nessuna influenza su di Lui. Indipendentemente da questo, nel Dio divenuto carne non percepisci il minimo comportamento anomalo. In altre parole, la Sua umanità mantiene, semplicemente, la Sua vita di uomo comune attraverso il normale funzionamento cerebrale, dandoGli la capacità di discernere tra giusto e sbagliato. Egli tuttavia non è fornito di nessun’altra delle cose che generalmente appartengono specificatamente agli esseri umani (che sono delle creature). Dio Si fa carne solo per compiere il Proprio ministero. Il Suo lavoro è rivolto a un’intera epoca e non a una persona o a un luogo specifico. Il Suo lavoro è diretto a tutto l’universo. Questa è la direzione del Suo lavoro e il principio per cui Egli opera. Questo non può essere modificato da nessuno e l’uomo non può prendervi parte alcuna.

da “Il mistero dell’incarnazione (3)” in La Parola appare nella carne

16. Dio viene sulla terra solo per completare la Sua opera, per cui la Sua permanenza sulla terra è di breve durata. Egli non viene tra gli uomini con l’intento che lo Spirito di Dio coltivi la Propria carne per diventare un eccezionale leader della chiesa. Dio che viene sulla terra è la Parola che si fa carne; l’uomo, però, non è consapevole del Suo lavoro e Gli attribuisce un’intenzione di questo tipo. Malgrado ciò, dovete tutti rendervi conto che Dio è la Parola che si è fatta carne e non una carne coltivata dallo Spirito per vivere temporaneamente sulla terra nel ruolo di Dio. Dio Stesso non è coltivato, bensì è la Parola fatta carne, e oggi Egli svolge ufficialmente la Sua opera in mezzo a voi.

da “Il mistero dell’incarnazione (3)” in La Parola appare nella carne

17. Dio Si fa carne solo per guidare un’epoca e attuare una nuova opera. È importante che voi capiate questo punto. È molto differente dalla funzione dell’uomo e le due cose non possono neanche essere menzionate nella stessa frase. L’uomo ha bisogno di un lungo periodo di crescita e di perfezionamento prima di poter essere utilizzato per effettuare un’opera, ed è necessaria una grande umanità. Non solo l’uomo deve essere in grado di sostenere la propria ragione umana, ma deve anche conoscere molti princìpi e regole di condotta sociale e morale umana, e deve introiettare e assimilare la saggezza e l’etica dell’uomo. L’uomo deve possedere tutto questo prima di svolgere un lavoro. Non è lo stesso per Dio divenuto carne, perché il Suo lavoro non è quello dell’uomo, né deve rappresentare l’uomo; per Dio è piuttosto una diretta espressione del Suo essere e della realizzazione del lavoro che ha intenzione di svolgere. (Naturalmente la Sua opera viene svolta quando deve essere svolta, non casualmente. La Sua opera inizia solamente quando giunge il momento di compiere il Suo ministero.) Egli non prende parte alla vita dell’uomo e non partecipa al suo lavoro; la Sua umanità, quindi, non possiede questi tratti (ma ciò non pregiudica la Sua opera). Egli adempie il Suo ministero soltanto quando è il momento di farlo; qualunque sia il Suo status, Egli continua a portare avanti l’opera che deve svolgere. Qualunque cosa l’uomo sappia di Dio o qualsiasi opinione abbia su di Lui, l’opera divina non viene influenzata. Gesù ha svolto il Suo lavoro allo stesso modo; nessuno sapeva chi fosse, ma Egli, semplicemente, è andato avanti nell’adempimento della Sua opera. Niente di tutto ciò ha condizionato lo svolgimento del compito che Egli doveva portare avanti. Egli, infatti, in un primo momento non ha confessato o dichiarato la Propria identità e semplicemente ha fatto in modo che l’uomo Lo seguisse. Chiaramente questo non rappresenta soltanto l’umiltà di Dio, ma anche il modo in cui Dio opera nella carne. Egli può agire solo in questo modo, perché l’uomo non riuscirebbe a riconoscerLo a occhio nudo. In ogni caso, se anche l’uomo Lo riconoscesse, non sarebbe in grado di aiutarLo nella Sua opera. Egli, appunto, non Si è fatto carne perché gli uomini Lo riconoscessero nella Sua carne, bensì per svolgere la Sua opera e adempiere il Suo ministero. Per questa ragione, Egli non attribuisce alcuna importanza alla divulgazione la Sua identità. Quando ha completato il lavoro che doveva portare a compimento, tutta la Sua identità e il Suo status sono stati automaticamente compresi dall’uomo. Dio che Si fa carne agisce mantenendo il silenzio e non fa mai alcuna proclamazione. Egli non presta attenzione all’uomo, o a come gli uomini Lo seguano. Egli, semplicemente, va avanti nello svolgimento del Suo ministero e nell’esecuzione dell’opera che Gli compete. Nessuno può ostacolare la Sua opera. Quando arriva il momento di compiere il Suo lavoro, è indispensabile che Egli possa concluderlo e portarlo a termine. Nessuno può dettare altrimenti. Solo dopo che Egli Se ne sarà andato, al termine del Suo lavoro, l’uomo potrà comprendere l’opera che Egli ha compiuto, anche se non completamente. Ci vorrà molto tempo perché l’uomo possa comprendere appieno l’intenzione che Egli aveva all’inizio dello svolgimento della Sua opera. In altre parole, l’opera di Dio che Si fa carne è suddivisibile in due parti. Una parte viene realizzata attraverso il lavoro e le parole di Dio fatto carne. Una volta che il ministero della carne viene adempiuto completamente, l’altra parte del lavoro deve essere portata avanti da coloro di cui lo Spirito Santo Si avvale; a questo punto, l’uomo deve adempiere le sue funzioni, poiché Dio ha già aperto la strada ed è giunto il momento che l’uomo la percorre. Dio, quindi, Si fa carne per svolgere una parte del lavoro che viene successivamente portato avanti dallo Spirito Santo e da coloro che sono usati dallo Spirito Santo. Dunque, l’uomo dovrebbe capire qual è l’opera principale svolta da Dio nella carne, in questa fase di lavoro. L’uomo deve comprendere esattamente il significato dell’incarnazione di Dio e l’opera che Egli intende adempiere, invece di domandare a Dio che cosa deve fare l’uomo. Questo fa parte degli errori dell’uomo e delle sue convinzioni, e, soprattutto, della sua disobbedienza.

da “Il mistero dell’incarnazione (3)” in La Parola appare nella carne

18. Dio non Si fa carne con l’intenzione di far conoscere all’uomo la Sua carne o per consentirgli di distinguere le differenze tra la carne di Dio e la sua; Dio non diventa carne per sviluppare la capacità di discernimento dell’uomo, né, tantomeno, con l’intenzione di farsi adorare nella Sua carne dall’uomo per ricevere grande gloria. Niente di tutto questo fa parte dell’originaria volontà di Dio incarnato. Dio non Si incarna per condannare l’uomo, per rivelare intenzionalmente l’uomo o per rendergli le cose difficili. Nulla di tutto ciò fa parte dell’originaria volontà di Dio. Ogni volta che Dio Si fa carne, è inevitabile che succedano queste cose. Ogni volta che Dio Si fa carne lo fa per la Sua grande opera e la Sua grande gestione e non per le ragioni che l’uomo presume. Dio viene sulla terra solo se è richiesto dal Suo lavoro e secondo necessità. Non viene sulla terra con l’intenzione di vagare a vuoto, bensì viene con uno scopo preciso, per svolgere il lavoro che ha intenzione di compiere. Perché, altrimenti, Si assumerebbe un peso così grande e correrebbe rischi simili per svolgere questo lavoro? Dio Si fa carne solo quando deve farlo e sempre con un significato specifico. Se lo scopo fosse unicamente quello di permettere all’uomo di vederLo e di aprire gli occhi, certamente non sarebbe mai venuto tra gli uomini con così tanta leggerezza. Egli viene sulla terra esclusivamente per la Sua gestione, la Sua opera più grandiosa, e per acquistare più uomini possibile. Egli viene a rappresentare un’epoca e a sconfiggere Satana, ed è attraverso la Sua carne che può sconfiggere Satana. Egli, inoltre, viene per condurre e guidare tutti gli uomini nella loro vita. Tutto questo riguarda la Sua gestione, è un’opera che riguarda tutto l’universo. Se Dio Si fosse fatto carne solo per permettere all’uomo di conoscere la Sua carne e di aprire gli occhi, allora perché non Si è recato in tutte le nazioni? Non sarebbe stata la cosa più semplice e sensata da fare? Egli, invece, ha scelto un luogo adatto in cui stabilirSi e cominciare il lavoro che doveva svolgere. Questa carne da sola è di grandissima importanza. Egli rappresenta un’intera epoca, e svolge il lavoro di un’intera epoca; Egli porta la vecchia era al termine e apre le porte a quella nuova. Tutto ciò è la grande questione che riguarda la gestione di Dio ed è il vero significato profondo del lavoro svolto da Dio venuto sulla terra.

da “Il mistero dell’incarnazione (3)” in La Parola appare nella carne

19. Il lavoro di ogni epoca viene iniziato da Dio, ma tu dovresti sapere che qualunque sia l’opera di Dio, Egli non viene per dare avvio a un movimento o per fare grandi discorsi o per stabilire un’organizzazione che dovete seguire. Egli viene solo al fine di eseguire il lavoro che intende fare. Il Suo lavoro non può essere limitato da nessun uomo. Egli compie l’opera che desidera in ogni caso; non importa ciò che l’uomo pensa o conosce: Egli Si concentra unicamente sulla realizzazione del Suo lavoro. A partire dalla creazione del mondo ci sono già state tre fasi di lavoro; da Jahvè a Gesù, dall’Età della Legge all’Età della Grazia, Dio non ha mai convocato una conferenza speciale per tutti gli uomini, né ha mai riunito insieme tutta l’umanità per convocare una assemblea mondiale al fine di espandere il Suo lavoro. Egli semplicemente svolge l’opera iniziale di un’intera epoca, quando il tempo e il luogo sono opportuni, e di inaugurarne una nuova per guidare tutta l’umanità. Le conferenze e i discorsi pubblici sono semplicemente adunanze di uomini; l’atto di riunire le persone per celebrare le festività o cose simili è puramente un’invenzione e un’iniziativa dell’uomo. Dio non osserva le festività e, per giunta, le aborre; Egli non convoca conferenze o meeting pubblici e li disdegna. A questo punto dovresti essere chiaro qual è il lavoro di Dio divenuto carne!

da “Il mistero dell’incarnazione (3)” in La Parola appare nella carne

20. Tutta l’indole di Dio è stata completamente rivelata nel Suo piano di gestione di seimila anni. Non è stata rivelata soltanto nell’Età della Grazia, nell’Età della Legge o soltanto negli ultimi giorni. Il lavoro svolto negli ultimi giorni rappresenta il giudizio, l’ira e il castigo. Questo lavoro non può sostituire l’opera svolta nell’Età della Legge o nell’Età della Grazia. Tuttavia, le tre fasi sono interconnesse tra loro in un’unica entità e rappresentano il lavoro fatto da un unico Dio. Ovviamente però l’esecuzione di questo lavoro è suddiviso in epoche differenti e separate. Il lavoro svolto negli ultimi giorni porta ogni cosa al termine; quello compiuto nell’Età della Legge rappresenta l’inizio; mentre quello fatto nell’Età della Grazia è l’opera di redenzione. Per quanto riguarda la visione dell’intero piano di gestione di seimila anni, nessuno può ottenere ulteriori informazioni o una comprensione più chiara. Questa visione è sempre rimasta un mistero. Negli ultimi giorni viene compiuta soltanto l’opera della parola, atta ad aprire le porte all’Età del Regno, ma essa non è rappresentativa di tutte le ere. Gli ultimi giorni non sono altro che gli ultimi giorni e l’Età del Regno, i quali non rappresentano l’Età della Grazia o l’Età della Legge. Essi sono semplicemente il momento vi è stata rivelata in cui tutta l’opera del piano di gestione di seimila anni. Questa è la rivelazione del mistero. Tale mistero non può essere dischiuso da nessun uomo. Per quanto profonda sia la comprensione della Bibbia di un uomo, questi non assimila nient’altro che parole, perché non può afferrare la sostanza della Bibbia. Quando l’uomo legge la Bibbia può ricevere alcune verità, spiegare alcune parole o esaminare alcuni celebri passaggi e citazioni, ma non sarà mai in grado di dipanare il significato profondo contenuto in quei versi, perché tutto ciò egli vede sono in realtà solo parole morte, non la vera scena dell’opera di Jahvè e di Gesù. L’uomo infatti non è in grado di svelare il mistero di tale opera. Pertanto, il piano di gestione di seimila anni è il più grande mistero mai esistito, il più criptico e in assoluto il più inconcepibile all’uomo. Nessuno può conoscere direttamente la volontà di Dio, a meno che Egli Stesso non la spieghi e non la esponga apertamente all’uomo. In caso contrario, essa sarà sempre un enigma irrisolvibile per l’uomo, un mistero sigillato e impenetrabile. Non badate alle persone nel mondo religioso; se non vi non fosse rivelato da Dio, nemmeno voi sareste in grado di capire.

da “Il mistero dell’incarnazione (4)” in La Parola appare nella carne

21. Il lavoro negli ultimi giorni è l’ultima delle tre fasi dell’opera di Dio. È il lavoro di una nuova era e non rappresenta l’intera opera di gestione. Il piano di gestione di seimila anni è diviso in tre fasi di lavoro. Nessuna fase da sola può rappresentare l’insieme del lavoro delle tre Età, ma solo una parte del tutto. Il nome di Jahvè non può rappresentare l’indole di Dio nella sua complessità. Il fatto che Dio abbia svolto un lavoro nell’Età della Legge non significa che Egli possa essere solamente il Dio della legge. In questa fase Jahvè ha enunciato le leggi e tramandato i comandamenti all’uomo, chiedendogli di costruire il tempio e gli altari; il lavoro che ha svolto in questo caso rappresenta solo l’Età della Legge. Questo lavoro non implica il fatto che Dio sia unicamente il Dio che chiede all’uomo di osservare la legge, il Dio del tempio o il Dio di fronte all’altare. Ciò non può essere affermato. Il lavoro svolto sotto la legge rappresenta soltanto una Età. Se Dio avesse fatto solamente il lavoro dell’Età della Legge, l’uomo potrebbe definire Dio come “il Dio del tempio”. E potrebbe dire: “Per servire Dio dobbiamo portare le vesti sacerdotali ed entrare nel tempio”. Se il lavoro dell’Età della Grazia non fosse mai stato effettuato e l’Età della Legge fosse giunta fino a oggi, l’uomo non avrebbe mai saputo che Dio è anche misericordioso e amorevole. Se il lavoro dell’Età della Legge non fosse stato compiuto, ma fosse stato svolto solo quello dell’Età della Grazia, l’uomo saprebbe soltanto che Dio può redimere l’uomo e perdonare i suoi peccati, che Egli è santo e innocente e che ha sacrificato Se Stesso ed è stato crocifisso per tutto il genere umano. L’uomo conoscerebbe solo queste caratteristiche e non avrebbe alcuna comprensione di tutto il resto. Ogni epoca, quindi, rappresenta una parte dell’indole di Dio. L’Età della Legge rappresenta alcuni aspetti, l’Età della Grazia ne rappresenta altri e questa epoca altri ancora. L’indole di Dio può essere pienamente rivelata unicamente attraverso la combinazione di tutte e tre queste fasi. Solo quando l’uomo riconosce queste tre fasi può comprendere pienamente l’indole di Dio. Nessuna delle tre fasi può essere omessa. Per vedere l’indole di Dio nella sua interezza è necessario conoscere e introiettare queste tre fasi del Suo lavoro. Il completamento dell’opera di Dio nell’Età della Legge non significa che Egli sia unicamente il Dio della Legge, e il completamento della Sua opera di redenzione non dimostra che Dio redimerà l’umanità per sempre. Queste sono soltanto conclusioni tratte dall’uomo. L’Età della Grazia è giunta al termine, ma non puoi dire che Dio appartenga soltanto alla croce e che la croce rappresenti la salvezza di Dio, perché sarebbe come limitare il significato dell’essenza di Dio con un’unica definizione. Nella terza fase, Dio porta principalmente avanti il lavoro della parola, ma non sarebbe corretto dire che Dio non sia mai stato misericordioso verso l’uomo e che tutto quello che ha portato sia unicamente il castigo e il giudizio. Il lavoro degli ultimi giorni mette a nudo l’opera di Jahvè e di Gesù e rivela tutti i misteri non compresi dall’uomo. Questa fase ha lo scopo di palesare la destinazione e la fine del genere umano e concludere definitivamente l’opera di salvezza tra gli uomini. La fase di lavoro degli ultimi giorni porta tutto a compimento. Tutti i misteri non comprensibili all’uomo finora vengono svelati, per consentirgli di avere una visione chiara e una comprensione trasparente. Solo in questo modo l’uomo può essere suddiviso secondo la specie. Solo allora il piano di gestione di seimila anni sarà ultimato e si potrà comprendere appieno l’indole di Dio, perché la Sua gestione sarà giunta a compimento.

da “Il mistero dell’incarnazione (4)” in La Parola appare nella carne

22. Solo ora l’intero lavoro concepito nel piano di gestione della durata di seimila anni è pronto per giungere al termine. Solo quando quest’opera sarà stata definitivamente rivelata e ultimata fra gli uomini, si potrà conoscere tutta l’indole di Dio e ciò che Egli ha ed è. Quando il lavoro di questa fase sarà completata, tutti i misteri non compresi dall’uomo verranno portati alla luce, tutte le verità prima nascoste verranno messe in chiaro, e l’umanità conoscerà il cammino da intraprendere e la sua futura destinazione. Questo è il lavoro che deve essere compiuto in questa fase.

da “Il mistero dell’incarnazione (4)” in La Parola appare nella carne

23. Ciò che viene chiesto all’uomo oggigiorno è diverso da quello che è stato chiesto all’uomo in passato, soprattutto rispetto all’Età della Legge. Che cosa veniva chiesto all’uomo sotto la legge quando l’opera veniva portata avanti in Israele? Veniva chiesto semplicemente di osservare il sabato e le leggi di Jahvè. Nessuno, infatti, doveva lavorare il sabato o poteva trasgredire le leggi di Jahvè. Oggi non è più così. Oggi gli uomini lavorano di sabato, si riuniscono e pregano come al solito e non è imposta alcuna restrizione. Nell’Età della Grazia gli uomini dovevano essere battezzati; dovevano inoltre digiunare, spezzare il pane, bere il vino, coprirsi la testa e lavarsi i piedi. Ora, queste regole sono state abolite, ma richieste ben più grandi vengono rivolte all’uomo, poiché l’opera di Dio si spinge continuamente più in profondità e l’ingresso dell’uomo raggiunge un livello sempre più alto. In passato, Gesù imponeva le mani sugli uomini e pregava, ma ora che tutto è stato detto, qual è lo scopo e il senso dell’imposizione delle mani? Le parole da sole possono ottenere dei risultati. Quando Gesù imponeva le mani sugli uomini, il Suo scopo era quello di benedirli e di guarirli. All’epoca, lo Spirito Santo operava in questo modo, ma ora non è più così. Oggi, lo Spirito Santo usa le parole per ottenere dei risultati. Egli ha parlato chiaramente a tutti voi e ora voi dovete solo metterne in pratica le parole. Le Sue parole sono la Sua volontà e la dimostrazione del lavoro che compirà. Attraverso le Sue parole puoi comprendere la Sua volontà e ciò che Egli ti chiede di fare. È sufficiente mettere le Sue parole in pratica direttamente, senza la necessità di imporre le mani. Alcuni potrebbero dire: “Imponi le Tue mani su di me! Metti le Tue mani su di me in modo che io possa ricevere la Tua benedizione e partecipare alla Tua essenza”. Queste sono pratiche obsolete, ora vietate, in quanto il tempo è mutato. Lo Spirito Santo opera a seconda dell’epoca e non a piacimento o in base a regole fisse. I tempi sono cambiati e una nuova era deve portare con sé un nuovo lavoro. Questo è vero per ogni fase del lavoro, di modo che l’opera di Dio non viene mai ripetuta. Nell’Età della Grazia, Gesù ha compiuto molte guarigioni, ha scacciato i demoni, imponendo le mani sugli uomini, pregando per loro e benedicendoli. Tuttavia continuare a fare le stesse cose oggi non servirebbe a nulla. Lo Spirito Santo ha operato in questo modo a quel tempo, perché era l’Età della Grazia, un’epoca in cui l’uomo ha ricevuto sufficiente grazia per poterne beneficiare e gioire. L’uomo non ha dovuto pagare alcun prezzo per ricevere la grazia, l’unica cosa che ha dovuto fare è stato avere fede. Tutti gli uomini hanno sperimentato un’immensa grazia. Ora i tempi sono cambiati e l’opera di Dio è progredita ulteriormente; la ribellione dell’uomo e le sue impurità vengono cancellate attraverso il castigo e il giudizio di Dio. Com’è accaduto nella fase della redenzione, Dio ha dovuto svolgere questo lavoro, mostrando all’uomo la Sua sufficiente grazia, in modo da poterlo redimere dal peccato e, per grazia, perdonarlo dai suoi peccati. Quest’ultima fase viene, invece, portata avanti per rivelare le iniquità dell’uomo attraverso il castigo e il giudizio, parole di colpo, ma anche la disciplina e la rivelazione, affinché l’uomo possa essere salvato. È un lavoro che scende più in profondità della redenzione. Nell’Età della Grazia l’uomo ha già ricevuto e ha già sperimentato la grazia, per cui non è più tempo che egli ne benefici. Tale lavoro è ormai superato, per cui non occorre più svolgerlo. Ora l’uomo viene salvato attraverso il giudizio della parola. Una volta che l’uomo è stato giudicato, castigato e affinamento, la sua indole viene modificata. Non è questo il risultato della Mia parola? Ogni fase del lavoro di Dio è in linea con l’epoca e con il progresso di tutta l’umanità. Tutta l’opera ha un suo significato; viene svolta per la salvezza finale, perché l’umanità abbia una buona destinazione per il futuro, e perché, alla fine, gli uomini siano suddivisi per tipo.

da “Il mistero dell’incarnazione (4)” in La Parola appare nella carne

24. Il lavoro degli ultimi giorni è quello della parola. L’uomo può conseguire grandi trasformazioni attraverso la parola. Il cambiamento attualmente riscontrato nelle persone che accettano queste parole è notevolmente superiore a quello ottenuto in quanti accettavano i segni e i prodigi dell’Età della Grazia. Infatti, nell’Età della Grazia i demoni venivano allontanati con l’imposizione delle mani e con la preghiera, ma l’indole corrotta all’interno dell’uomo rimaneva intatta. L’uomo veniva guarito dalle malattie e i suoi peccati venivano perdonati, ma l’opera di liberazione dall’indole satanica corrotta, predominante in ogni uomo, non era veniva compiuta. L’uomo è stato salvato e perdonato dai suoi peccati per mezzo della fede, ma la sua natura peccaminosa non è stata rimossa e rimane ancora dentro di lui. Anche se i peccati dell’uomo sono stati perdonati attraverso Dio fatto carne, questo non significa che l’uomo non conservi il peccato dentro di lui. I peccati dell’uomo possono essere perdonati attraverso il sacrificio del peccato, tuttavia l’uomo non è in grado di risolvere il problema di come non peccare più, di come sradicare la sua natura peccaminosa e di come essere completamente trasformato. I peccati dell’uomo sono stati perdonati per mezzo dell’opera della crocifissione di Gesù, ma l’uomo continua a convivere con la vecchia e corrotta natura satanica. L’essere umano, quindi, deve essere salvato e liberato dalla sua indole satanica corrotta in modo che la natura peccaminosa venga completamente e non si sviluppi mai più, permettendo così la trasformazione della sua indole. È necessario quindi che l’uomo comprenda il percorso di crescita nella vita, la via della vita e il modo in cui deve cambiare la sua indole. Egli ha, inoltre, bisogno di agire in conformità con l’ordine di questo percorso, per lasciare che la sua indole possa gradualmente venire trasformata. In questo modo egli può vivere in uno splendore di luce, facendo ogni cosa in accordo con la volontà di Dio, può definitivamente sradicare la propria indole corrotta e satanica, liberarsi definitivamente dall’influenza oscura di Satana ed emergere completamente dal peccato. Solo così l’uomo può ricevere completamente la salvezza. Quando Gesù stava compiendo il Suo compito, la conoscenza di Lui era ancora vaga e poco chiara. Gli uomini a quel tempo pensavano che Egli fosse il figlio di Davide e Lo definivano un grande profeta, il benevolo Signore venuto per redimere i peccati dell’uomo. Alcuni venivano guariti per fede, semplicemente toccando un lembo della Sua veste; i ciechi potevano vedere e anche i morti venivano resuscitati. Tuttavia, l’uomo non era in grado di vedere l’indole satanica corrotta profondamente radicata dentro di lui e nemmeno sapeva come liberarsene. L’uomo, a quel tempo, ha ricevuto molte grazie, come la pace e la felicità del corpo, la benedizione di tutta la famiglia in virtù della fede di uno solo, la guarigione dalle malattie, e così via. All’epoca, era tutto basato sulle buone azioni degli uomini e sulla loro apparenza religiosa; se l’uomo viveva in base a certi requisiti, veniva considerato un buon credente. Solo questi credenti potevano andare in cielo dopo la morte, solo loro potevano essere salvati. Tuttavia essi non comprendevano minimamente, nel corso della loro esistenza, la via della vita. Essi si limitavano a commettere dei peccati e a confessarsi subito dopo in un ciclo continuo, senza alcun reale percorso verso la profonda trasformazione della loro indole; tale era la condizione dell’uomo nell’Età della Grazia. L’uomo ha ricevuto la completa salvezza? No! Pertanto, dopo che questa fase è stata completata, resta ancora da svolgere l’opera del giudizio e del castigo. Questa fase di lavoro purifica l’uomo attraverso la parola, in modo da dargli un percorso da seguire. Questa fase non potrebbe essere utile o efficace se si continuasse unicamente a scacciare i demoni, perché la natura peccaminosa dell’uomo non verrebbe sradicata e l’uomo non andrebbe oltre al perdono dei peccati. Attraverso il sacrificio per il peccato l’uomo è stato perdonato per i suoi peccati, poiché l’opera della crocifissione è già stata compiuta e Dio ha prevalso su Satana. Ma l’indole corrotta dell’uomo rimane ancora dentro il suo cuore ed egli può ancora peccare e resistere a Dio; Dio non ha ancora acquistato l’umanità. Ecco perché in questa fase dell’opera Dio usa la parola per rivelare l’indole corrotta dell’uomo e gli chiede di vivere seguendo la strada giusta. Questa fase è più significativa e più fruttuosa rispetto a quella precedente, in quanto adesso è la parola che alimenta direttamente la vita dell’uomo e permette che la sua indole sia completamente rinnovata; è una fase di lavoro più approfondita. Pertanto, l’incarnazione negli ultimi giorni ha completato il significato dell’incarnazione di Dio e conclude definitivamente il piano di gestione di Dio per la salvezza dell’uomo.

da “Il mistero dell’incarnazione (4)” In La Parola appare nella carne

25. La salvezza dell’uomo da parte di Dio non avviene direttamente attraverso il mezzo dello Spirito o in quanto Spirito, poiché il Suo Spirito non può essere né toccato, né visto e neanche avvicinato dall’uomo. Se Dio avesse cercato di salvare l’uomo direttamente tramite lo Spirito, l’uomo non avrebbe potuto ricevere la Sua salvezza. Se Dio non avesse indossato la forma esteriore di un essere umano, gli uomini non sarebbero stati in grado di ricevere questa salvezza. L’uomo, infatti, non può in alcun modo avvicinarsi a Dio, così come nessuno poteva andare vicino alla nuvola di Jahvè. Solo diventando uomo della creatura terrestre, ovvero mettendo la Sua Parola nella carne che Egli diventerà, Egli può personalmente lavorare con la Parola in tutti quelli che Lo seguono. Unicamente in questo modo l’uomo può udire la Sua Parola, vedere la Sua Parola e accogliere la Sua Parola, e, attraverso di essa, essere salvato completamente. Se Dio non Si fosse fatto carne, nessun uomo carnale avrebbe potuto ricevere una salvezza così grande e nessun uomo sarebbe salvato. Se lo Spirito di Dio avesse lavorato direttamente con l’uomo, l’uomo sarebbe stato distrutto o tenuto prigioniero da Satana, in quanto l’uomo non è in grado di relazionarsi direttamente con Dio.

da “Il mistero dell’incarnazione (4)” in La Parola appare nella carne

26. La prima incarnazione aveva lo scopo di redimere l’uomo dal peccato attraverso la carne di Gesù, il quale ha salvato l’uomo attraverso la croce, ma l’indole satanica e corrotta fa ancora parte dell’uomo. La seconda incarnazione non serve più come sacrificio per il peccato, bensì per salvare completamente quelli che sono stati riscattati dal peccato. Questa seconda incarnazione serve, piuttosto, a fare sì che coloro che sono stati perdonati possono essere anche liberati dai loro peccati e, attraverso la completa purificazione e trasformazione di indole, possano slegarsi dall’influenza oscura di Satana e tornare davanti al trono di Dio. Solo così l’uomo può essere completamente santificato. Dio ha iniziato l’opera della salvezza nell’Età della Grazia, quando l’Età della Legge era giunta al termine. Solamente negli ultimi giorni, quando Dio avrà completamente purificato l’umanità attraverso il giudizio e il castigo per la sua ribellione, Dio concluderà la Sua opera di salvezza per poi riposarSi. Nelle tre fasi di lavoro, quindi, soltanto due volte Dio Si è fatto carne per svolgere il Suo lavoro in mezzo all’uomo. Questo, perché solo una delle tre fasi ha come obiettivo quello di condurre e guidare l’uomo nella sua vita, mentre le altre due hanno come scopo l’opera della salvezza. Solo facendoSi carne Dio può convivere con l’uomo, sperimentare la sofferenza del mondo, e condurre un’umanità normale. Solo in questo modo Egli può portare all’uomo, che Lui Stesso ha creato, la Parola concreta di cui ha bisogno. L’uomo riceve piena salvezza da Dio perché Dio Si è incarnato, non direttamente dalle preghiere rivolte al cielo. Questo, perché l’uomo è fatto di carne; l’uomo non è in grado di vedere lo Spirito di Dio, e tantomeno di avvicinarsi a Lui. L’uomo può entrare in relazione con Dio solamente attraverso la carne, solo per mezzo di Lui può comprendere tutte le Parole, tutte le verità e ricevere piena salvezza. La seconda incarnazione è sufficiente per cancellare i peccati e purificare completamente l’uomo. Essa, dunque, porterà a compimento l’opera di Dio nella carne e completerà il significato dell’incarnazione di Dio. Da quel momento in poi l’opera di Dio nella carne sarà interamente giunta al termine. Dopo la seconda incarnazione, Egli non Si farà più carne per la Sua opera, poiché tutta la gestione sarà compiuta. Negli ultimi giorni, l’incarnazione di Dio avrà interamente acquistato il Suo popolo eletto e tutti gli uomini saranno suddivisi secondo la loro specie. Egli, dunque, non dovrà più compiere l’opera della salvezza, né farSi nuovamente carne per svolgere il Suo lavoro.

da “Il mistero dell’incarnazione (4)” in La Parola appare nella carne

27. Nel lavoro degli ultimi giorni, la parola è più potente della manifestazione di segni e prodigi e la sua autorità supera quella di tali manifestazioni. La parola rivela tutta l’indole corrotta nel cuore dell’uomo. Tu non puoi riconoscerla da solo. Solo quando ti sarà rivelata attraverso la parola, la potrai vedere. A quel punto non sarai in grado di negarla e verrai completamente persuaso. Non è questa forse l’autorità della parola? Questo è il risultato che l’attuale lavoro della parola vuole raggiungere. L’uomo non può essere completamente salvato dai suoi peccati con la guarigione delle malattie o l’allontanamento dei demoni e non può essere reso completo con la manifestazione di segni e prodigi. L’autorità di guarire e di scacciare i demoni ha come unico scopo quello di concedere una grazia all’uomo, mentre la sua carne appartiene ancora a Satana e l’indole satanica corrotta rimane ancora dentro di lui. In altre parole, ciò che non è stato “lavato” appartiene ancora al peccato e alla sporcizia. Solo dopo essere stato “lavato” attraverso la parola, l’uomo può essere acquistato e santificato da Dio. Se non ci fosse nessun altro intervento, se non quello di scacciare i demoni e di redimere l’uomo, sarebbe come liberare l’uomo dal dominio di Satana per riportarlo a Dio, senza tuttavia liberarlo completamente dalla sua corruzione. Se l’uomo non viene purificato e trasformato da Dio, rimane comunque corrotto, poiché dentro di lui permangono la sporcizia, l’opposizione e la ribellione; l’uomo è ritornato a Dio unicamente attraverso la redenzione, ma siccome non ha alcuna conoscenza profonda e reale di Dio, tende ancora a resisterGli e a tradirLo. Prima che l’uomo fosse riscattato, molti veleni di Satana erano già stati versati dentro di lui. Dopo migliaia di anni di corruzione instillata da Satana, l’uomo ha ormai dentro di sé una natura che tende a resistere a Dio. Quando l’uomo è stato redento, dunque, non è altro che redenzione, attraverso cui, sì, l’uomo è stato acquistato a caro prezzo da Gesù, ma la natura velenosa innestata dentro di lui permane nel suo cuore. L’uomo, essendo contaminato, deve subire una trasformazione prima di essere degno di servire Dio. Attraverso questo lavoro di giudizio e di castigo, può conoscere completamente la sostanza sudicia e corrotta che dimora in lui, di modo da cambiare completamente ed essere purificato. Solo così può essere degno di tornare di fronte al trono di Dio. Tutto il lavoro fatto oggi ha lo scopo di trasformare e purificare l’essere umano; attraverso il giudizio e il castigo della parola, oltre al raffinamento, l’uomo può finalmente liberarsi dalla propria corruzione ed essere reso puro. Sarebbe, dunque, più appropriato definire questa fase non come l’opera della salvezza, quanto, piuttosto, come l’opera della purificazione. In realtà, questa è una fase di conquista e la seconda fase della salvezza. L’uomo viene acquistato da Dio attraverso il giudizio e il castigo della parola; Dio Si serve della parola per raffinare, giudicare e svelare ogni singola impurità, nozione, motivazione e le speranze individuali presenti nel cuore umano vengono, così, completamente rivelate. Anche se l’uomo è stato redento e perdonato per i suoi peccati, è come se Dio non Si ricordasse delle sue trasgressioni e non lo trattasse di conseguenza. In realtà, quando l’uomo vive nella carne senza essere stato liberato dal peccato, può solo continuare a peccare, mostrando continuamente la sua indole satanica corrotta. Questa è la vita che l’uomo conduce in un ciclo infinito di peccato e di perdono. La maggior parte degli uomini pecca durante il giorno solo per confessarsi la sera. Per cui, anche se il sacrificio per il peccato è sempre efficace, esso non è in grado di salvare l’uomo dal peccato. Solo metà dell’opera della salvezza è stata completata, perché nell’uomo dimora ancora la sua indole corrotta. … Essa va più in profondità del peccato, poiché è stata impiantata da Satana ed è profondamente radicata nell’uomo. Non è facile per l’uomo prendere coscienza dei suoi peccati; egli non è in grado di riconoscere la propria natura profonda e radicata. Solo attraverso il giudizio, espresso mediante la parola, si può raggiungere tale obiettivo. Solo così l’uomo può, a poco a poco, venire trasformato.

da “Il mistero dell’incarnazione (4)” in La Parola appare nella carne

28. Ciò che l’uomo ha raggiunto sinora – la statura morale dell’uomo di oggi, la sua conoscenza, l’amore, la fedeltà, l’obbedienza, così come la sua comprensione – sono i risultati ottenuti attraverso il giudizio della parola. Se tu sei stato in grado di essere fedele e di restare saldo fino a oggi è soltanto mediante la parola. L’uomo ora può vedere che l’opera di Dio fatto carne è davvero straordinaria. Ci sono molte cose che non possono essere conseguite dall’uomo; cose che sono misteri e meraviglie. Pertanto, molti hanno ubbidito. Alcuni non si sono mai sottomessi a nessun uomo fin dalla nascita, ma quando vedono la parola di Dio oggi, ubbidiscono completamente, senza neanche rendersi conto di farlo. Essi non vagliano, non domandano, non dicono nient’altro; non hanno resistito al cospetto della parola e al Suo giudizio. Se lo Spirito di Dio parlasse direttamente all’uomo, tutti ubbidirebbero alla Sua voce, cadrebbero a terra senza parole di rivelazione, come Paolo cadde a terra accecato mentre era in viaggio verso Damasco. Se Dio continuasse a lavorare in questa direzione, l’uomo non sarebbe mai in grado di riconoscere la propria corruzione, attraverso il giudizio della parola e, quindi, di raggiungere la salvezza. Solo attraverso l’incarnazione, Dio ha potuto portare personalmente le Sue parole a tutti gli esseri umani, in modo che tutti coloro che hanno orecchie possano ascoltare la Sua parola e ricevere la Sua opera di giudizio attraverso di essa. In questo modo, la Sua parola può ottenere i risultati che desidera, e non attraverso lo Spirito che incute timore all’uomo forzandolo all’ubbidienza. Solo attraverso questo lavoro concreto e straordinario la vecchia natura dell’uomo, che giace radicata e nascosta nel profondo del suo cuore da molti anni, può essere pienamente rivelata e conseguentemente riconosciuta e trasformata. Questo è il lavoro pratico di Dio divenuto carne; Egli esprime ed esegue il Suo giudizio in modo pratico per raggiungere il risultato che giudica gli uomini, attraverso la parola. Questa è l’autorità di Dio incarnato e il significato dell’incarnazione di Dio. Lo scopo è quello di far conoscere l’autorità di Dio fatto carne, di dimostrare i risultati ottenuti dal lavoro della parola e di far sapere che lo Spirito è venuto nella carne; Dio dimostra la Sua autorità attraverso il giudizio della parola sugli uomini. Anche se la Sua carne ha la forma esteriore di un uomo ordinario e normale, sono i risultati conseguiti dalla Sua parola a dimostrare all’uomo la pienezza della Sua autorità e che Egli è Dio Stesso e che le Sue parole sono l’espressione di Dio Stesso. In questo modo Egli rivela a tutti gli esseri umani che Egli è Dio Stesso, Colui che Si è fatto carne, e nessuno può offenderLo. Nessuno può imporsi contro il giudizio della parola e nessuna forza delle tenebre può prevalere sulla Sua autorità.

da “Il mistero dell’incarnazione (4)” in La Parola appare nella carne

29. Dio Si è fatto carne perché nella carne Egli può avere anche l’autorità, e può svolgere il Suo lavoro fra gli esseri umani in modo pratico, visibile e tangibile per l’uomo. Tale lavoro è molto più reale e concreto di qualsiasi lavoro svolto direttamente dallo Spirito di Dio (il quale possiede ogni autorità), e anche i risultati sono evidenti. Questo, perché la Sua carne può parlare e compiere la Sua opera in modo pratico; la forma esteriore della Sua carne non possiede alcuna autorità e può essere avvicinata dagli uomini. La Sua sostanza invece possiede autorità, ma non è visibile all’occhio umano. Quando Egli parla e opera, l’uomo non è in grado di percepire la presenza della Sua autorità; ciò è estremamente efficace ai fini dello svolgimento della Sua opera concreta. Questo modo di operare può rivelarsi proficuo. Anche se l’uomo non si rende conto che Egli detiene l’autorità e non può essere offeso, o anche se egli non conosce la Sua ira, attraverso la Sua autorità velata, la Sua ira e i Suoi discorsi in pubblico, Egli raggiunge i risultati attesi dalla Sua parola. In altri termini, attraverso il Suo tono di voce e la severità e tutta la saggezza delle Sue parole, l’uomo viene completamente persuaso. In questo modo, l’uomo si sottomette alla parola di Dio fatto carne, che apparentemente non ha alcuna autorità, raggiunge così il Suo scopo di salvezza per l’uomo. Questo è un altro dei significati della Sua incarnazione: parlare in modo reale e consentire alla concretezza della Sua parola di avere un effetto sugli uomini, di modo che essi possano testimoniare il potere della parola di Dio. Quindi questo lavoro, se non venisse compiuto attraverso l’incarnazione, non potrebbe raggiungere il benché minimo risultato e non sarebbe in grado di salvare completamente i peccatori. Se Dio non Si fa carne, Egli rimane lo Spirito, che è invisibile e intangibile all’uomo. L’uomo è una creatura fatta di carne, appartiene a un mondo completamente diverso da quello di Dio e possiede una natura totalmente differente. Lo Spirito di Dio è incompatibile con l’uomo di carne e nessuna relazione può essere stabilita fra loro. Inoltre, l’uomo non può diventare spirito. Per questo motivo lo Spirito di Dio deve diventare una creatura per svolgere la Sua opera originaria. Dio può elevarSi nell’alto dei cieli e nello stesso tempo umiliare Se Stesso diventando una creatura umana per compiere la Sua opera e vivere in mezzo agli uomini, ma l’uomo non può elevarsi nei cieli e diventare uno spirito, né tantomeno può scendere nel punto più basso. Pertanto, Dio deve diventare carne per svolgere il Suo lavoro. Come nella prima incarnazione, solo Dio incarnato ha potuto redimere l’uomo attraverso la Sua crocifissione, in quanto non sarebbe stato possibile crocifiggere lo Spirito di Dio come sacrificio per il peccato dell’uomo. Dio può farSi direttamente carne per offrire Se Stesso come sacrificio per il peccato dell’uomo, ma l’uomo non può ascendere direttamente al cielo per accogliere il sacrificio che Dio ha preparato per lui. Per questo motivo è necessario che Dio vada e venga fra il cielo e la terra, anziché lasciare che l’uomo salga in cielo per conseguire la salvezza, in quanto l’uomo, essendo corrotto e fallace, non potrebbe salire in cielo, né tantomeno ottenere il sacrificio per il peccato. Era necessario dunque che Gesù venisse tra gli uomini a svolgere personalmente il lavoro che non poteva essere realizzato dall’uomo. Ogni volta che Dio Si è fatto carne, era assolutamente necessario farlo. Se una delle fasi dell’opera di Dio avesse potuto essere compiuta direttamente dal Suo Spirito, Egli non avrebbe tollerato l’affronto di farSi carne.

da “Il mistero dell’incarnazione (4)” in La Parola appare nella carne

30. In questa fase finale del lavoro di Dio, i risultati vengono raggiunti attraverso la parola. Attraverso la parola, infatti, l’uomo arriva a comprendere a fondo molti misteri e l’opera di Dio in tutte le generazioni passate; attraverso la parola, l’uomo viene illuminato dallo Spirito Santo; attraverso la parola, l’uomo può afferrare i misteri mai svelati del passato, così come l’opera dei profeti e degli apostoli dei tempi antichi e i princìpi su cui essi si basavano; attraverso la parola, l’uomo arriva anche a conoscere l’indole di Dio Stesso, così come la propria ribellione e la resistenza nei Suoi confronti, e a prendere coscienza della propria sostanza. Attraverso queste fasi e tutte le parole pronunciate da Dio, l’uomo viene a conoscere l’opera dello Spirito, l’opera di incarnazione di Dio e, soprattutto, la Sua indole nella totalità. La tua conoscenza dell’opera di gestione di seimila anni di Dio è stata acquisita anche attraverso la parola. Anche la tua conoscenza e il tuo vecchio modo di pensare, che ora hai messo da parte, ti è stato dato attraverso la parola, non credi? Nella fase precedente Gesù operava tramite segni e prodigi, ma ciò non accade in quest’ultima fase. La tua comprensione del motivo per cui Egli non fa più così non arriva anch’essa dalla parola? Questo significa che la parola espressa in questa fase supera l’opera svolta dagli apostoli e dai profeti delle generazioni passate. Neanche le profezie pronunciate dai profeti avrebbero potuto raggiungere tali risultati. I profeti hanno parlato solo di profezie, di ciò che sarebbe accaduto in futuro, non del lavoro che Dio stava compiendo in quel momento. Non parlavano per guidare la vita dell’uomo, per portargli le verità o per rivelargli i misteri mai svelati prima, né tantomeno parlavano per portare la vita. In quest’ultima fase, la parola contiene profezia e verità, ma soprattutto serve a dare la vita all’uomo. La parola portata ai giorni nostri è differente dalle profezie dei profeti. Questa è una fase di lavoro il cui scopo non è quello di pronunciare profezie bensì la vita umana, per cambiare l’indole della vita dell’uomo. La prima fase rappresenta il lavoro di Jahvè, il cui obiettivo era quello di aprire la strada all’uomo per adorare Dio sulla terra. Era un lavoro di inizio, di destinato a trovare la fonte dell’opera sulla terra. A quel tempo, Jahvè insegnò agli Israeliti a osservare il sabato, a rispettare i genitori e a vivere in pace con gli altri. Poiché gli uomini a quel tempo non conoscevano ciò che costituiva l’uomo, né capivano come vivere sulla terra, era necessario che in questa prima fase l’opera di Dio fosse concentrata sul dirigere gli uomini nella loro vita. Tutto quello di cui Jahvè parlava non era mai stato udito o conosciuto in precedenza dall’umanità. A quel tempo, molti profeti venivano suscitati per fare delle profezie, e ognuno di loro operava sotto la guida di Jahvè. Questa era semplicemente una parte dell’opera. Nella prima fase, Dio non Si fece carne e parlò a tutte le tribù e a tutte le nazioni per mezzo dei profeti. Anche quando Gesù venne sulla terra per compiere il Suo lavoro, non parlò tanto quanto oggi. Il lavoro della parola degli ultimi giorni non è mai stato svolto prima, in nessun epoca o generazione passata. Anche se Isaia, Daniele e Giovanni profetizzarono molto, le loro profezie erano completamente diverse dalla parola portata oggi. Ciò di cui parlavano erano solo profezie, ma le parole attuali non profetizzano. Se Io tramutassi tutta la parola espressa oggi fosse sotto forma di profezie, voi sareste in grado di capire? Se Io parlassi di questioni riguardanti il futuro, di cose successive alla Mia partenza, come potresti comprendere? L’opera della parola degli ultimi giorni non è mai stata svolta prima, sia al tempo di Gesù che nell’Età della Legge. Qualcuno potrebbe obiettare: “Ma Jahvè non ha parlato anche durante la Sua opera? E Gesù, oltre a guarire le malattie, scacciare i demoni e compiere prodigi, non ha anche parlato durante la Sua permanenza tra gli uomini?” Ci sono differenze sostanziali nel modo in cui le parole vengono pronunciate. Qual era la sostanza delle parole pronunciate da Jahvè? Il Suo scopo era quello di condurre l’uomo nella sua vita sulla terra, e non c’era nessun altro coinvolgimento di altre questioni spirituali nella vita. Perché si dice che le parole di Jahvè furono proclamate in tutti i luoghi? Le parole “proclamate” hanno l’intento quello di fornire spiegazioni chiare, indicazioni precise. Egli non aveva come scopo quello di portare la vita all’uomo in questa fase; Egli ha semplicemente preso l’uomo per mano e gli ha insegnato come temere Dio. Non c’erano parabole. L’opera di Jahvè in Israele non è stata quella di affrontare o disciplinare l’uomo con il giudizio e il castigo; il Suo intento era quello di guidare. Jahvè ha chiesto a Mosè di ordinare al Suo popolo di raccogliere la manna nel deserto. Ogni mattina prima dell’alba, il popolo doveva raccogliere la manna, quanto bastava soltanto per nutrirsi quel giorno, non di più. La manna, infatti, non poteva essere conservata fino al giorno successivo perché sarebbe ammuffita. Egli non ha predicato all’uomo o rivelato la loro natura, non ha messo a nudo le loro idee e i loro pensieri. Egli non ha cambiato gli uomini, e Si è limitato a guidarli nelle loro vite. A quel tempo, l’essere umano era come un bambino; non comprendeva nulla e poteva compiere unicamente dei movimenti meccanici di base; per questo motivo, Jahvè diede la legge per guidare il popolo. Se desideri diffondere il Vangelo, in modo che tutti coloro che cercano con cuore sincero possano conoscere l’opera compiuta attualmente ed essere pienamente persuasi, allora è necessario che tu comprenda anche gli aspetti celati della storia, la sostanza e il significato del lavoro svolto in ogni fase dell’opera di Dio. Ascoltando la tua condivisione e le tue spiegazioni, molto potranno comprendere il lavoro di Jahvè, l’opera di Gesù e tutto il lavoro che viene fatto in questi giorni, così come il rapporto e le differenze tra le tre fasi di lavoro, per constatare, dopo aver ascoltato, che nessuna delle tre fasi disturba o ostacola le altre. Tutte e tre le fasi, infatti, vengono compiute dallo stesso Spirito. Anche se il lavoro svolto è diverso nelle diverse epoche e le parole hanno intenti e scopi dissimili, i princìpi per cui operano sono sostanzialmente gli stessi. Questa è la visione più grande che ogni uomo deve acquisire.

da “Il mistero dell’incarnazione (4)” in La Parola appare nella carne