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VII Parole classiche sulla conoscenza di Dio Stesso, l’Unico

(II) Parole sull’indole giusta di Dio

22. Per capire l’indole giusta di Dio, bisogna prima capire i Suoi sentimenti: ciò che Egli odia, ciò che aborrisce, ciò che ama, chi tollera, verso chi è misericordioso e che genere di persona riceve tale misericordia. Questo è un punto importante da sapere. Inoltre bisogna capire che, per quanto Dio sia amorevole, per quanta misericordia e per quanto amore nutra per gli esseri umani, Dio non tollera nessuno che offenda il Suo stato e la Sua posizione, né tollera che qualcuno offenda la Sua dignità. Anche se Dio ama gli esseri umani, non li vizia. Offre agli esseri umani il Suo amore, la Sua misericordia e la Sua tolleranza, ma non è mai stato compiacente con loro; ha i Suoi principi e i Suoi limiti. Indipendentemente dalla misura in cui hai percepito in te l’amore di Dio, indipendentemente da quanto sia profondo tale amore, non devi mai trattare Dio come tratteresti un’altra persona. Sebbene sia vero che Dio tratta gli esseri umani come vicini a Lui, se una persona considera Dio come un’altra persona, come se Egli fosse solo un altro essere creato, come un amico o un oggetto di culto, Dio nasconderà a tale persona il proprio volto e la abbandonerà. Questa è la Sua indole, ed Egli non tollera che nessuno Lo tratti con indifferenza su tale questione. Nella Sua parola viene detto spesso così riguardo all’indole di Dio: non importa quante strade tu abbia percorso, quanto lavoro tu abbia svolto o quanto tu abbia sopportato per Dio, non appena offendi l’indole di Dio, Egli ti ripagherà in base a ciò che hai fatto. Ciò significa che Dio considera gli esseri umani come vicini a Lui, ma loro non devono trattare Dio come un amico o un parente. Non considerare Dio tuo amico. Per quanto amore tu abbia ricevuto da Lui, per quanta tolleranza Egli ti abbia offerto, non devi mai trattare Dio solo come un amico. Questa è l’indole giusta di Dio.

da “Dio Stesso, l’Unico VII” in La Parola appare nella carne

23. L’intolleranza di Dio verso le offese è la Sua sostanza esclusiva; la Sua ira è la Sua indole esclusiva; la Sua maestà è la Sua sostanza esclusiva. Il principio alla base della collera di Dio dimostra quali siano l’identità e la condizione che Egli solo possiede. Non c’è bisogno di dire che esso è anche un simbolo della sostanza dell’unico Dio in Se Stesso. L’indole di Dio è la Sua sostanza intrinseca. Essa non muta né con il passare del tempo né con i cambiamenti di luogo. La Sua indole intrinseca è la Sua sostanza intrinseca. Su chiunque Egli compia la Sua opera, la Sua sostanza non cambia, né cambia la Sua indole giusta. Quando qualcuno provoca la sua ira, quella che Egli manifesta è la Sua indole intrinseca; in quel momento il principio alla base della Sua collera non cambia, né cambia l’eccezionalità della Sua identità e condizione. Egli non Si adira per un cambiamento della Sua sostanza o perché la Sua indole abbia prodotto elementi diversi, ma perché l’opposizione dell’uomo nei Suoi confronti offende la Sua indole. La provocazione palese dell’uomo è una grave sfida all’identità e alla condizione di Dio. Dal Suo punto di vista, quando l’uomo Lo sfida Lo sta contestando, e sta mettendo alla prova la Sua collera. Naturalmente quando l’uomo si oppone a Dio, quando Lo contesta, quando mette continuamente alla prova la Sua collera – circostanze in cui anche il peccato dilaga incontrollato – l’ira di Dio si rivela e si manifesta. Pertanto, l’espressione dell’ira di Dio è un simbolo del fatto che tutte le forze del male cesseranno di esistere, che tutte le forze ostili saranno distrutte. Questa è l’unicità dell’indole giusta di Dio ed è l’unicità dell’ira di Dio. Quando la dignità e la santità di Dio vengono messe in discussione, non appena le forze sono ostacolate e non viste dall’uomo, allora Dio manifesta la Sua ira. Per via della sostanza di Dio, tutte le forze terrene che Lo contestano, Lo avversano e lottano contro di Lui sono malvagie, corrotte e ingiuste; esse provengono da Satana e gli appartengono. Poiché Dio è giusto, dalla luce e perfettamente santo, tutte le cose malvagie, corrotte e appartenenti a Satana svaniranno con lo scatenarsi della Sua ira.

da “Dio Stesso, l’Unico II” in La Parola appare nella carne

24. Quando Dio manifesta la Sua collera, le forze del male vengono fermate, le cose malvagie vengono distrutte, mentre le cose giuste e positive godono della cura e della protezione di Dio, e viene loro consentito di proseguire. Dio manifesta la Sua ira perché cose ingiuste, negative e malvagie ostacolano, turbano o distruggono la normale attività e il normale sviluppo delle cose giuste e positive. Lo scopo della collera di Dio non è salvaguardare il Suo prestigio e la Sua identità, ma salvaguardare l’esistenza delle cose giuste, positive, belle e buone, salvaguardare le leggi e l’ordine della normale sopravvivenza dell’umanità. Questa è la causa alla base dell’ira di Dio. La collera di Dio è una rivelazione molto appropriata, naturale e vera della Sua indole. Dietro la Sua collera non vi sono intenzioni, né inganni o macchinazioni; o, a maggior ragione, la Sua collera non contiene nulla del desiderio, della furbizia, della malignità, della violenza, del male o degli altri aspetti comuni a tutta l’umanità corrotta. Prima di manifestare la Sua collera, Dio ha già percepito piuttosto chiaramente e appieno la sostanza di ogni questione, e ha già formulato definizioni e conclusioni precise e chiare. Pertanto, l’obiettivo di Dio, in ogni faccenda, è cristallino, al pari del Suo atteggiamento. Dio non è confuso, non è cieco, non è impulsivo, non è sventato; tanto meno è privo di criteri. Questo è l’aspetto pratico dell’ira di Dio, ed è grazie ad esso che l’umanità ha avuto la sua normale esistenza. Senza l’ira di Dio, l’umanità sprofonderebbe in condizioni di vita abnormi; tutte le cose giuste, belle e buone verrebbero distrutte e cesserebbero di esistere. Senza l’ira di Dio, le leggi e le regole di esistenza per gli esseri creati sarebbero violate o perfino sovvertite del tutto. A cominciare dalla creazione dell’uomo, Dio ha usato continuamente la Sua indole giusta per salvaguardare e sostenere la normale esistenza dell’umanità. Poiché la Sua indole giusta comprende ira e maestà, tutte le persone, gli esseri, gli oggetti e le circostanze che turbano e danneggiano la normale esistenza dell’umanità vengono puniti, controllati e distrutti grazie alla Sua ira. Per diversi millenni, Dio ha usato continuamente la Sua indole giusta per abbattere e distruggere ogni sorta di spiriti impuri e malvagi che si oppongono a Dio e alla sua opera di gestione dell’umanità, e agiscono da complici e agenti di Satana. Perciò l’opera divina di salvezza dell’uomo è sempre avvenuta secondo il Suo piano; ossia, grazie all’esistenza dell’ira di Dio, la causa più giusta presso gli uomini non è mai venuta meno.

da “Dio Stesso, l’Unico II” in La Parola appare nella carne

25. Il ricorso al fuoco, per la distruzione della città di Sodoma, è il metodo più rapido con cui Dio annienta completamente una porzione di umanità o un oggetto. Bruciando la gente di Sodoma Egli non distrusse soltanto i loro corpi fisici, ma anche la totalità dei loro spiriti, delle loro anime e dei loro corpi, garantendo la cessazione dell’esistenza della popolazione di quella città sia nel mondo materiale sia nel mondo invisibile all’uomo. Questo è uno dei modi con cui Dio rivela ed esprime la Sua ira. Una siffatta modalità di rivelazione ed espressione è un aspetto della sostanza dell’ira di Dio, così come è naturalmente anche una rivelazione della sostanza dell’indole giusta di Dio. Quando Dio manifesta la Sua ira, smette di rivelare misericordia e bontà, e non mostra più tolleranza e pazienza; non c’è persona, cosa o ragione che possa persuaderLo a continuare a essere paziente, a donare ancora la Sua misericordia, a concedere un’altra volta la Sua tolleranza. Al posto di queste cose, senza alcuna titubanza, Dio manifesterà la Sua ira e la Sua maestà, farà ciò che Egli desidera, e lo farà in maniera rapida e netta secondo i Suoi desideri. Questo è il modo in cui Dio manifesta la Sua ira e la Sua maestà, che l’uomo non deve offendere, ed è anche espressione di un aspetto della Sua indole giusta. Quando gli esseri umani sperimentano le manifestazioni di preoccupazione e amore di Dio verso l’uomo, non possono riconoscere la Sua collera, vedere la Sua maestà o percepire la Sua intolleranza all’offesa. Questo fatto ha sempre indotto gli esseri umani a credere che l’indole giusta di Dio sia unicamente fatta di misericordia, tolleranza e amore. Quando però si vede Dio che distrugge una città o detesta una porzione di umanità, la Sua ira nella distruzione dell’uomo e la Sua maestà consentono di intravedere l’altro lato della Sua indole giusta. Si tratta dell’intolleranza di Dio verso l’offesa. L’indole di Dio che non tollera offesa supera l’immaginazione di ogni essere creato e, fra gli esseri increati, nessuno è in grado di interferirvi o di influenzarla; più ancora, non può essere impersonata o imitata. Pertanto, questo aspetto dell’indole di Dio è quello che l’umanità dovrebbe conoscere meglio. Solo Dio ha questo genere di indole e solo Dio possiede questo genere di indole. Dio possiede questo genere di indole giusta perché detesta la malvagità, le tenebre, la ribellione e gli atti malvagi di Satana – che corrompono e divorano l’umanità – perché Egli detesta tutti gli atti peccaminosi in opposizione a Lui e per via della Sua sostanza santa e incontaminata. È per questo che Egli non sopporta che alcun essere creato o increato Gli si opponga apertamente o Lo contesti. Perfino a un individuo a cui un tempo Egli aveva dimostrato misericordia o che Egli aveva scelto, se costui provoca la Sua indole e trasgredisce il Suo principio di pazienza e tolleranza, Egli manifesterà e rivelerà la Sua indole giusta senza la minima misericordia o esitazione: un’indole che non tollera offesa.

da “Dio Stesso, l’Unico II” in La Parola appare nella carne

26. Per quanto Dio fosse stato in collera con i Niniviti, non appena essi annunciarono un digiuno e si coprirono di sacchi e cenere, il Suo cuore gradatamente si intenerì, ed Egli cominciò a cambiare idea. Quando Egli annunciò loro che avrebbe distrutto la città – prima che essi confessassero i loro peccati e se ne pentissero – Dio era ancora adirato con loro. Quando invece i Niniviti compirono una serie di atti di pentimento, la collera di Dio si trasformò poco alla volta in misericordia e tolleranza nei loro confronti. Non vi è nulla di contraddittorio nella rivelazione concomitante di questi due aspetti dell’indole di Dio nello stesso avvenimento. Come intendere e riconoscere questa mancanza di contraddizione? Dio espresse e rivelò queste due sostanze diametralmente opposte in successione quando gli abitanti di Ninive si pentirono, consentendo loro di vedere che la sostanza di Dio è reale e non può essere offesa. Con il Suo atteggiamento Dio disse alla popolazione quanto segue: non è che Dio non tolleri gli esseri umani o che non voglia mostrare misericordia, sono loro che si pentono veramente davanti a Dio solo di rado, e solo di rado rinunciano alla loro via malvagia e abbandonano la violenza delle loro mani. In altri termini, quando Dio è in collera con l’uomo, spera che l’uomo possa pentirsi veramente e spera di vedere il vero pentimento dell’uomo, nel qual caso continuerà generosamente a donargli misericordia e tolleranza. Dunque, la condotta malvagia dell’uomo incorre nell’ira di Dio, mentre la misericordia e la tolleranza di Dio vengono concesse a coloro che Lo ascoltano e si pentono veramente davanti a Lui, a coloro che sanno rinunciare alla via malvagia e abbandonare la violenza delle loro mani. L’atteggiamento di Dio si rivelò molto chiaramente nel modo in cui trattò i Niniviti: la misericordia e la tolleranza di Dio non sono affatto difficili da ottenere. Egli chiede un pentimento vero. Se gli esseri umani si distolgono dalla via malvagia e abbandonano la violenza delle loro mani, Dio cambia idea e muta atteggiamento verso di loro.

da “Dio Stesso, l’Unico II” in La Parola appare nella carne

27. Sebbene la città di Ninive fosse piena di persone corrotte, malvagie e violente come gli abitanti di Sodoma, il loro pentimento indusse Dio a cambiare idea e a decidere di non distruggerle. In considerazione del fatto che la loro reazione alle Sue parole e istruzioni dimostrò un atteggiamento completamente opposto a quello dei cittadini di Sodoma, e in considerazione della loro sincera sottomissione, del loro autentico pentimento per i propri peccati e del loro comportamento genuino e sentito sotto tutti gli aspetti, Dio dimostrò ancora una volta la Sua sincera pietà facendogliene dono. Una ricompensa e una pietà verso l’umanità come quelle elargite da Dio sarebbero impossibili per chiunque; nessuno può avere la misericordia e la tolleranza di Dio, o i Suoi sentimenti sinceri verso l’umanità. Esiste qualcuno fra coloro che tu reputi un grand’uomo o una gran donna, o addirittura un essere umano superiore e che, da un punto elevato, parlando da grand’uomo o gran donna o da un punto supremo, possa fare un’affermazione di quel genere all’umanità o al creato? Chi fra gli esseri umani può dire di conoscere come le proprie tasche le condizioni di vita dell’umanità? Chi può sopportare il fardello e la responsabilità dell’esistenza umana? Chi è in grado di annunciare la distruzione di una città? E chi è in grado di perdonare una città? Chi può dire di avere caro il proprio creato? Solo il Creatore! Solo il Creatore prova pietà per questa umanità. Solo il Creatore le mostra tenerezza e affetto. Solo il Creatore prova un affetto vero e incrollabile per questa umanità. Allo stesso modo, solo il Creatore può donare misericordia a questa umanità e avere caro tutto il Suo creato. Il Suo cuore sussulta e patisce a ogni singola azione umana. Egli Si adira, Si affligge e Si addolora per il male e la corruzione dell’uomo. Egli Si compiace, gioisce, Si muove al perdono ed esulta davanti al pentimento e alla fede dell’uomo. Tutti i Suoi pensieri e le Sue idee, senza eccezioni, esistono per l’umanità e ruotano attorno a essa. Ciò che Egli ha ed è, si esprime interamente a beneficio dell’umanità. La totalità delle Sue emozioni si intreccia con l’esistenza dell’umanità. A beneficio dell’umanità Egli Si muove e accorre qua e là, impegna silenziosamente ogni minimo aspetto della Sua vita, ne dedica ogni minuto e ogni secondo… Pur non avendo mai saputo commiserare la Propria vita, Egli ha sempre provato compassione e amore per l’umanità da Lui Stesso creata… A questa umanità dà tutto ciò che ha… Concede la Sua misericordia e la Sua tolleranza incondizionatamente e senza aspettarSi nulla in cambio. Fa questo solo affinché l’umanità possa continuare a sopravvivere davanti ai Suoi occhi, ricevendo la Sua provvista di vita. Lo fa solo affinché essa possa un giorno inchinarsi a Lui e riconoscere che Egli è Colui che nutre l’esistenza dell’uomo e fornisce la vita di tutto il creato.

da “Dio Stesso, l’Unico II” in La Parola appare nella carne

28. Pur avendo l’incarico di riferire le parole di Jahvè Dio alla popolazione di Ninive, Giona non capiva le intenzioni di Dio, né le Sue preoccupazioni e aspettative verso gli abitanti della città. Con questo rimprovero, Dio volle ricordargli che l’umanità era il prodotto delle Sue mani, e volle ricordargli quanto impegno scrupoloso Lui Stesso avesse dedicato a ogni singola persona. Ogni persona recava in sé le speranze di Dio. Ogni persona gioiva della provvista di vita di Dio. Per ogni persona Dio aveva pagato un prezzo in termini di attenzione. Questo rimprovero disse inoltre a Giona che Dio aveva cara l’umanità, opera delle Sue mani, tanto quanto lo stesso Giona aveva caro il ricino. In nessun caso l’avrebbe abbandonata, fino all’ultimo momento possibile. Per giunta in città vi erano tanti bambini e animali innocenti. Di fronte a questi prodotti giovani e ignari del creato di Dio, che non sapevano nemmeno distinguere la mano destra dalla sinistra, Lui era ancor più incapace di porre fine alla loro vita e di determinare il loro destino in maniera così affrettata. Dio sperava di vederli crescere; sperava che non percorressero la stessa via dei loro genitori, che non dovessero udire di nuovo l’avvertimento di Jahvè Dio e che rendessero testimonianza del passato di Ninive. A maggior ragione, Dio sperava di vedere Ninive dopo il suo pentimento, di assistere a ciò che ne sarebbe seguito e, cosa ancora più importante, di vedere Ninive tornare a vivere nella misericordia di Dio. Pertanto, agli occhi di Dio, quei prodotti della creazione che non sapevano distinguere la mano destra dalla sinistra erano il futuro di Ninive. Si sarebbero fatti carico del passato spregevole di Ninive, così come si sarebbero assunti l’importante dovere di rendere testimonianza del passato e del futuro di Ninive sotto la guida di Jahvè Dio. In questa dichiarazione dei Suoi veri sentimenti, Jahvè Dio dimostrò tutta la misericordia del Creatore verso l’umanità. Provò all’umanità che “la misericordia del Creatore” non è una frase vuota, né una promessa vana; ha principi, metodi e obiettivi concreti. Egli è sincero e autentico; non ricorre a falsità e non nasconde la verità. Così dona all’infinito la Sua misericordia all’umanità – sempre, in ogni epoca. Eppure, a tutt’oggi, il dialogo fra il Creatore e Giona è l’unica dichiarazione verbale del motivo per cui Egli mostra misericordia all’umanità, di come lo fa, di quanto Egli sia tollerante verso l’umanità, e dei Suoi veri sentimenti verso di essa. Il succinto dialogo con Jahvè Dio esprime in modo completo i Suoi pensieri per l’umanità; è una vera espressione dell’atteggiamento del Suo cuore verso l’umanità ed è anche una dimostrazione concreta della profusione della Sua misericordia all’umanità. La Sua misericordia non viene concessa solo alle generazioni più anziane, ma anche agli elementi più giovani, così come è sempre stato generazione dopo generazione. Anche se l’ira di Dio discende di frequente su certi angoli e certe epoche dell’umanità, la Sua misericordia non è mai venuta meno. Con la Sua misericordia, Egli guida le successive generazioni del Suo creato e le conduce, le rifornisce e le nutre una dopo l’altra, perché i Suoi veri sentimenti verso l’umanità non cambieranno mai. Proprio come disse Jahvè Dio: “E Io non avrei pietà di Ninive, […]?” Egli ha sempre avuto caro il Suo creato. Questa è la misericordia dell’indole giusta del Creatore ed è anche la pura unicità del Creatore!

da “Dio Stesso, l’Unico II” in La Parola appare nella carne

29. Certo, la misericordia e la tolleranza di Dio non vengono meno, ma la Sua santità e la Sua giustizia, quando scatena la Sua ira, mostrano altresì all’uomo l’intolleranza di Dio nei confronti di qualsiasi offesa. Quando l’uomo è totalmente capace di obbedire ai comandi di Dio e agisce secondo quanto Egli prescrive, Dio abbonda in misericordia verso di lui; ma se l’uomo si lascia colmare di corruzione, odio e inimicizia verso Dio, Egli Si adira profondamente. E quanto è profonda la Sua ira? La Sua collera continuerà a manifestarsi finché Egli non percepirà più la resistenza e le azioni malvagie dell’uomo, fino a quando queste cose non saranno più davanti ai Suoi occhi. Solo in quel momento l’ira di Dio scomparirà. In altri termini, a prescindere dalle persone, se il loro cuore si è allontanato da Dio e si è rivolto altrove per non tornare più indietro, allora, a prescindere da come, in apparenza o soggettivamente esse desiderino adorare Dio, seguirLo e obbedirGli nel loro corpo o nel loro pensiero, non appena il loro cuore si allontana da Dio, la Sua ira si scatena senza sosta. Quando Dio scatena completamente la Sua ira, dopo aver concesso agli uomini tutte le opportunità possibili, non ha più alcun modo di rimangiarSela, ed Egli non sarà mai più misericordioso e tollerante verso di loro. Questo è un tratto dell’indole di Dio che non tollera offese. […] Egli è tollerante e misericordioso verso ciò che è positivo, bello e buono, ma Si adira profondamente con tutto ciò che è malvagio, peccaminoso e perverso, tanto che la Sua ira non può venir meno. Questi sono i due aspetti principali e più rilevanti dell’indole di Dio, rivelati peraltro da Dio dal principio alla fine: abbondante misericordia e profonda ira.

da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso II” in La Parola appare nella carne

30. Nel mutamento delle intenzioni di Dio nei confronti della popolazione di Ninive non ci fu né esitazione né ambiguità. Si trattò invece di un passaggio da pura collera a pura tolleranza. Questa è un’autentica rivelazione della sostanza di Dio. Dio non è mai incerto o esitante nelle Sue azioni. I principi e le finalità alla base delle Sue azioni sono tutti chiari e trasparenti, puri e perfetti, assolutamente privi di confusione con stratagemmi o macchinazioni. In altri termini, nella sostanza di Dio non c’è traccia di male. Dio si adirò con i Niniviti perché i loro atti malvagi erano giunti ai Suoi occhi; in quel momento, la Sua collera derivava dalla Sua sostanza. E tuttavia, quando la collera di Dio svanì ed Egli tornò a concedere alla popolazione di Ninive la Sua tolleranza, ancora Egli non rivelò altro che la Sua sostanza. Tale cambiamento fu dovuto interamente al mutamento dell’atteggiamento umano nei confronti di Dio. Nel frattempo, l’indole di Dio che non può essere offesa restò immutata; la sostanza tollerante di Dio non cambiò, né variò la Sua sostanza amorevole e misericordiosa. Quando gli esseri umani commettono atti malvagi e offendono Dio, Egli riversa su di loro la Sua collera. Quando gli esseri umani si pentono veramente, Dio si orienta in modo diverso e la Sua collera si placa. Quando gli esseri umani continuano ostinatamente a opporsi a Dio, la Sua furia è implacabile; la Sua ira li investe poco alla volta fino a distruggerli. Questa è la sostanza dell’indole di Dio. Che Dio esprima ira oppure misericordia e amorevolezza, sarà sempre la condotta, il comportamento, l’atteggiamento profondo dell’uomo nei Suoi confronti a determinare che cosa si esprimerà attraverso la rivelazione della Sua indole.

da “Dio Stesso, l’Unico II” in La Parola appare nella carne

31. L’indole giusta del Creatore è autentica e vitale

Quando Dio cambiò idea riguardo alla popolazione di Ninive, la Sua misericordia e la Sua tolleranza erano forse solo una facciata? Naturalmente no! Allora, che cosa ti fa capire l’alternarsi di questi due aspetti dell’indole di Dio riguardo alla stessa questione? L’indole di Dio è un tutt’uno; non è affatto scissa. Che Egli stia esprimendo collera oppure misericordia e tolleranza verso gli esseri umani, si tratta comunque di espressioni della Sua indole giusta. L’indole di Dio è autentica e vitale. Egli muta pensieri e atteggiamenti in base all’andamento delle cose. La trasformazione del Suo atteggiamento nei confronti dei Niniviti dice all’umanità che Egli ha i Suoi pensieri e le Sue idee; non è un robot o una figurina di terracotta, ma il Dio vivente. Poteva essere in collera con gli abitanti di Ninive, o perdonare il loro passato alla luce dei loro atteggiamenti; poteva decidere di infliggere sventure ai Niniviti e modificare la Sua decisione in considerazione del loro pentimento. Gli esseri umani preferiscono applicare le regole meccanicamente, e usarle per accertare e definire Dio, così come preferiscono usare formule per conoscere l’indole di Dio. Pertanto, secondo l’ambito del pensiero umano, Dio non pensa, né ha idee sostanziali. In realtà i pensieri di Dio si trasformano continuamente secondo il mutare delle cose e degli ambienti; al variare di queste cose, si riveleranno aspetti diversi della sostanza di Dio. Durante questo processo di trasformazione, nel momento in cui cambia idea Dio rivela all’umanità la verità dell’esistenza della Sua vita, e che la Sua indole giusta è autentica e vitale. Inoltre, Dio usa le Sue vere rivelazioni per dimostrare all’umanità la verità dell’esistenza della Sua ira, della Sua misericordia, della Sua amorevolezza e della Sua tolleranza. La Sua sostanza sarà rivelata in ogni momento e in ogni luogo secondo l’andamento delle cose. Egli possiede l’ira del leone e la misericordia e la tolleranza della madre. A nessuno è consentito mettere in discussione, violare, modificare o distorcere la Sua indole giusta. In ogni questione e in ogni cosa l’indole giusta di Dio, ossia la Sua ira e la Sua misericordia, può essere rivelata in ogni momento e in ogni luogo. Egli esprime vividamente questi aspetti in ogni minimo angolo della natura e vividamente li applica in ogni momento. L’indole giusta di Dio non è limitata da tempo e spazio o, in altri termini, non si esprime e non si rivela meccanicamente entro i limiti dettati dal tempo e dallo spazio. Invece l’indole giusta di Dio si esprime e rivela liberamente in qualsiasi tempo e luogo. Quando vedi Dio cambiare idea e smettere di esprimere la Sua ira e trattenersi dal distruggere la città di Ninive, puoi forse dire che Dio sia soltanto misericordioso e amorevole? Puoi forse dire che l’ira di Dio sia fatta di parole vuote? Quando Dio esprime un’ira furiosa e smette di concedere la Sua misericordia, puoi forse dire che Egli non provi alcun vero amore verso l’umanità? Dio esprime un’ira furiosa in risposta agli atti malvagi degli esseri umani; la Sua ira non è imperfetta. Il cuore di Dio si commuove per il pentimento degli esseri umani, ed è tale pentimento a farGli cambiare idea. Il Suo commuoverSi, il Suo cambiare idea nonché la Sua misericordia e la Sua tolleranza verso l’uomo sono del tutto privi di difetti; sono netti, puri, incontaminati e inalterati. La tolleranza di Dio è puramente tolleranza; la Sua misericordia è puramente misericordia. La Sua indole rivelerà ira, oppure misericordia e tolleranza, a seconda del pentimento dell’uomo e della sua diversa condotta. Tutto ciò che Egli rivela ed esprime è puro; tutto è diretto; la sostanza di ciò è diversa da quella di ogni altra cosa del creato. I principi di azione che Dio esprime, i Suoi pensieri e le Sue idee o qualsiasi particolare decisione nonché ogni singola azione sono privi di qualsivoglia difetto o contaminazione. Come Dio ha deciso, così Egli agisce, e in questo modo porta a termine le Sue imprese. Risultati di questo genere sono precisi e ineccepibili perché la loro fonte è impeccabile e incontaminata. L’ira di Dio è perfetta. Analogamente, la misericordia e la tolleranza di Dio, che nessun essere creato possiede, sono sante e perfette e possono resistere a un’attenta valutazione e all’esperienza.

Dopo aver capito la storia di Ninive, vedete l’altra faccia della sostanza dell’indole giusta di Dio? Vedete l’altra faccia dell’unica indole giusta di Dio? C’è fra gli esseri umani qualcuno che possieda questo genere di indole? Qualcuno che possieda un’ira simile a quella di Dio? Qualcuno che abbia una misericordia e una tolleranza pari a quelle di Dio? Chi nel creato può scatenare tanta ira e decidere di distruggere l’umanità o di infliggerle catastrofi? E chi può concedere misericordia, tollerare e perdonare l’uomo, e con questo mutare il proponimento di distruggerlo? Il Creatore esprime la Sua indole giusta attraverso i Suoi metodi e principi unici; non è soggetto al controllo o alle restrizioni di persone, avvenimenti o cose. Grazie alla Sua indole unica, nessuno può mutarNe i pensieri e le idee, o persuaderLo a modificare alcuna Sua decisione. Tutti i comportamenti e i pensieri del creato sono soggetti al giudizio della Sua indole giusta. Nessuno può far sì che Egli riversi la Sua ira o conceda la Sua misericordia; solo l’essenza del Creatore (ovvero l’indole giusta del Creatore) può decidere al riguardo. Questa è la natura unica dell’indole giusta del Creatore!

Dopo avere analizzato e compreso la trasformazione nell’atteggiamento di Dio verso la popolazione di Ninive, riuscite ad applicare la parola “unica” alla misericordia che si trova nell’indole giusta di Dio? In precedenza, abbiamo detto che l’ira di Dio è un aspetto della sostanza della Sua indole giusta unica. Adesso definirò indole giusta due aspetti, l’ira di Dio e la misericordia di Dio. L’indole giusta di Dio è santa; non può essere offesa né messa in discussione; è qualcosa che nessuno possiede fra gli esseri creati o increati. È eccezionale e propria solo di Dio. In altre parole, l’ira di Dio è santa e non può essere offesa, così come è santo e non può essere offeso l’altro aspetto dell’indole giusta di Dio, la Sua misericordia. Nessuno degli esseri creati o increati può sostituire o rappresentare Dio nelle Sue azioni, né alcuno può sostituirLo o rappresentarLo nella distruzione di Sodoma o nella salvezza di Ninive. Questa è la vera espressione dell’indole giusta unica di Dio.

da “Dio Stesso, l’Unico II” in La Parola appare nella carne

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