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VII Parole classiche sulla conoscenza di Dio Stesso, l’Unico

(II) Parole classiche sull’indole giusta di Dio

36. L’indole retta di Dio è santa, non può essere offesa ed è incontestabile; è qualcosa che non possiedono le altre creature e neppure gli esseri non creati. È unica ed esclusiva, appartiene solo a Dio. In questo modo si afferma che la collera di Dio è santa e non può venire offesa; nel contempo, anche l’altro aspetto dell’indole retta di Dio – la misericordia – è santo e non può essere offeso. Nessuna creatura o nessun essere non creato può sostituire o rappresentare Dio nelle Sue azioni…. Questa è l’autentica espressione dell’unica indole retta di Dio.

da “Dio Stesso, l’Unico II” in Continuazione di La Parola appare nella carne

37. L’indole di Dio è la Sua sostanza innata, non cambia con il passare del tempo, né cambia in base al luogo. La Sua indole innata è la Sua sostanza intrinseca. Indipendentemente dall’oggetto della Sua opera, la Sua sostanza non cambia, e non cambia neanche la Sua indole retta.

da “Dio Stesso, l’Unico II” in Continuazione di La Parola appare nella carne

38. Gli uomini si erano spinti fino all’estremo della corruzione. Non sapevano chi fosse Dio o da dove provenissero. Se voi aveste menzionato Dio, loro vi avrebbero aggredito e calunniato, e avrebbero bestemmiato. Anche quando i servitori di Dio giunsero per diffondere il Suo avvertimento, questi uomini corrotti non soltanto non dimostrarono nessun segno di pentimento, ma nemmeno abbandonarono la loro condotta maligna. Al contrario, danneggiarono impudentemente i servitori di Dio. Ciò che espressero e rivelarono furono la loro natura e la loro sostanza di estrema ostilità nei confronti di Dio. Possiamo vedere che la resistenza di queste persone corrotte contro Dio fu più di una rivelazione della loro indole corrotta, e più di un esempio di calunnia o derisione derivante da una mancanza di comprensione della verità. La loro condotta malvagia non fu causata né dalla loro stupidità né dalla loro ignoranza, e certamente non fu dovuta neppure al fatto che queste persone fossero state ingannate o traviate. La loro condotta aveva raggiunto un livello palesemente spudorato di antagonismo, opposizione e rivolta contro Dio. Senza dubbio, questo tipo di comportamento umano avrebbe fatto infuriare Dio e la Sua indole – un’indole che non deve essere offesa. Pertanto, Dio direttamente e apertamente diede libero corso alla Sua collera e alla Sua maestà; questa è una autentica rivelazione della Sua indole retta.

da “Dio Stesso, l’Unico II” in Continuazione di La Parola appare nella carne

39. L’utilizzo del fuoco da parte di Dio per distruggere la città di Sodoma è la Sua modalità più rapida per annientare completamente un essere umano o un oggetto. Dando alle fiamme gli abitanti di Sodoma, Egli eliminò qualcosa di più dei loro corpi; cancellò interamente il loro spirito, la loro anima e il loro corpo, assicurando che gli abitanti di questa città avrebbero smesso di esistere sia nel mondo materiale sia in quello invisibile all’uomo. Questo è uno dei modi in cui Dio rivela ed esprime la Sua collera; questo modo di rivelazione ed espressione è un aspetto della sostanza della collera di Dio, e naturalmente è anche una rivelazione della sostanza dell’indole retta di Dio. Quando Dio sprigiona la Sua collera, smette di essere misericordioso e affettuoso, e non mostra più la Sua tolleranza o pazienza; non c’è persona, cosa o ragione che possa convincerLo a continuare a essere paziente, a elargire di nuovo la Sua misericordia, e a essere ancora una volta tollerante. Al posto di queste cose, senza un momento di esitazione, Dio sprigionerà la Sua collera e la Sua maestà, farà ciò che desidera, e farà queste cose in una maniera veloce e pulita, conforme ai Suoi desideri personali. In questa maniera Dio svela la Sua collera e la Sua maestà, che l’uomo non deve offendere, ed esprime anche un aspetto della Sua indole retta.

da “Dio Stesso, l’Unico II” in Continuazione di La Parola appare nella carne

40. Per quanto concerne tutte le azioni malvagie commesse dagli abitanti di Sodoma, nuocere ai servitori di Dio fu soltanto la punta dell’iceberg. In questa maniera essi svelarono ancora una volta la loro natura perfida, in realtà paragonabile a poco più di una goccia in un vasto mare. Pertanto, Dio scelse di eliminarli con un incendio, e non ricorse a un diluvio, un uragano, un terremoto o uno tsunami, né a nessun altro metodo per distruggere la città. Che cosa denotò l’uso del fuoco da parte di Dio per radere al suolo questa città? Implicò la totale distruzione della città; significò che la città sparì completamente dalla faccia della Terra e smise di esistere. Qui, il termine “distruzione” non si riferisce solamente alla sparizione della forma e della struttura della città o del suo aspetto esteriore; indica anche che le anime delle persone che abitavano nella città cessarono di esistere, essendo state eliminate del tutto. In parole povere, tutti gli individui, le cose e gli eventi associati alla città furono distrutti. Per loro non ci sarebbe stata una vita dopo la morte né una reincarnazione; Dio li aveva estirpati dall’umanità, dalla Sua creazione, una volta e per sempre. “L’uso del fuoco” significò una sospensione della vita nel peccato, e poi comportò la fine dei peccati, che avrebbero smesso di esistere e diffondersi. Significò anche che il male di Satana aveva perso il suo terreno fertile e anche il camposanto che gli dava un posto dove stare e vivere. Nella guerra tra Dio e Satana, l’uso del fuoco da parte di Dio è il marchio della Sua vittoria con cui Satana è segnato. La distruzione di Sodoma è un grosso passo falso nell’ambizione di Satana di opporsi a Dio corrompendo e distruggendo gli uomini, ed è come un segno umiliante di una fase dello sviluppo dell’umanità, in cui l’uomo sceglie di rifiutare la guida di Dio per abbandonarsi ai vizi. Inoltre è una testimonianza di un’autentica rivelazione dell’indole retta di Dio.

da “Dio Stesso, l’Unico II” in Continuazione di La Parola appare nella carne

41. Quando Dio disprezza una città, le impartisce la Sua punizione. Quando Dio è disgustato da una città, dà ripetuti avvertimenti per informare le persone della Sua ira. Tuttavia, quando Dio decide di mettere fine a una città e di distruggerla – cioè, quando la Sua collera e la Sua maestà sono state offese – Egli non darà ulteriori punizioni o avvertimenti. Piuttosto, passa direttamente alla fase della distruzione, e fa sparire la città completamente. Questa è l’indole retta di Dio.

da “Dio Stesso, l’Unico II” in Continuazione di La Parola appare nella carne

42. Quando le persone testimoniano che Dio mostra preoccupazione e amore per l’uomo, non sono in grado di percepire la Sua collera, di vedere la Sua maestà o di sentire la Sua intolleranza nei confronti delle offese. Queste cose hanno sempre portato gli uomini a credere che l’indole retta di Dio sia fatta solamente di misericordia, tolleranza e amore. Tuttavia, quando si vede Dio distruggere una città o detestare l’umanità, la Sua collera nella distruzione degli uomini e la Sua maestà permettono alle persone di intravedere l’altra parte della Sua indole retta. Nello specifico, si tratta dell’intolleranza di Dio alle offese. L’indole di Dio che non tollera offese supera l’immaginazione di ogni creatura, e tra gli esseri non creati da Lui, nessuno è capace di interferire con essa o di influire su di essa; inoltre, essa non può essere personificata né imitata. Pertanto, questo aspetto dell’indole di Dio è quello che l’umanità dovrebbe conoscere meglio. Soltanto Dio Stesso ha questo tipo di indole, e soltanto Dio Stesso possiede questo tipo di indole. Dio possiede questo tipo di indole retta perché detesta la cattiveria, l’oscurità, la riottosità e le azioni malvagie compiute da Satana – corrompere e distruggere l’umanità – perché detesta tutte le azioni peccaminose compiute contro di Lui e perché è fatto di una sostanza santa e incorrotta. Per questo motivo Egli non tollera se qualche creatura vivente, o qualche essere non creato da Lui, Gli si oppone o Lo contesta apertamente. Se un individuo a cui Egli una volta ha elargito misericordia, o che Egli ha scelto per le Sue necessità, provocasse la Sua indole e trasgredisse il Suo principio di pazienza e tolleranza, Egli mostrerebbe e svelerebbe comunque la Sua indole retta senza il minimo accenno di misericordia o esitazione, essendo un’indole che non tollera offese.

da “Dio Stesso, l’Unico II” in Continuazione di La Parola appare nella carne

43. L’espressione data da Dio della Sua collera simboleggia che tutte le forze malvagie cesseranno di esistere, e che tutte le forze ostili verranno distrutte. Questa è l’unicità dell’indole retta di Dio, e l’unicità della Sua collera.

da “Dio Stesso, l’Unico II” in Continuazione di La Parola appare nella carne

44. Quando Dio sfoga la Sua collera, comunque, tutte le forze del male vengono fermate; tutti i peccati che recano danno all’uomo sono eliminati; tutte le forze ostili che ostacolano l’operato di Dio sono rese manifeste, separate e maledette; tutti i complici di Satana che si oppongono a Dio vengono puniti ed estirpati. Senza di loro, l’opera di Dio procederà libera da ogni ostacolo; il piano di gestione di Dio continuerà a svilupparsi passo dopo passo secondo il Suo piano; le persone scelte da Dio saranno libere dall’interferenza e dagli inganni di Satana; coloro che seguono Dio godranno della Sua guida e del Suo sostentamento in pace e con serenità. La collera di Dio è un’ancora di salvezza che evita che tutte le forze del male si moltiplichino e dilaghino, e inoltre protegge l’esistenza e la diffusione di tutte le cose giuste e positive, difendendole eternamente dalla soppressione e dalla sovversione.

da “Dio Stesso, l’Unico II” in Continuazione di La Parola appare nella carne

45. Dio sfoga la Sua collera perché le cose ingiuste, negative e malvagie ostacolano, disturbano o distruggono la normale attività e lo sviluppo delle cose giuste e positive. L’obiettivo della rabbia di Dio non è di proteggere il Suo status e la Sua identità, ma di salvaguardare l’esistenza delle cose giuste, positive, magnifiche e buone, di difendere le leggi e l’ordine della normale sopravvivenza dell’umanità. Questa è la causa di fondo della collera di Dio.

da “Dio Stesso, l’Unico II” in Continuazione di La Parola appare nella carne

46. Fin dalla creazione dell’uomo, Dio ha continuamente usato la Sua indole retta per salvaguardare e sostenere la normale esistenza dell’umanità. Dal momento che la Sua indole retta contiene collera e maestosità, le persone malvagie, le cose, gli oggetti e tutto ciò che disturba e danneggia la normale esistenza dell’umanità vengono puniti, controllati e distrutti a causa della Sua collera. Da diversi millenni Dio usa continuamente la Sua indole retta per abbattere e distruggere tutti i tipi di spiriti impuri e malvagi che Gli si oppongono, e agiscono come complici e aiutanti di Satana nella Sua opera di gestione dell’umanità. Così, l’opera di salvezza dell’uomo per opera di Dio è sempre andato avanti in conformità con il Suo piano. Vale a dire che, grazie all’esistenza dell’ira di Dio, la causa più giusta tra gli uomini non è mai stata distrutta.

da “Dio Stesso, l’Unico II” in Continuazione di La Parola appare nella carne

47. Sebbene la manifestazione della collera di Dio sia un aspetto dell’espressione della Sua indole retta, la rabbia di Dio non è mai indiscriminata nei confronti del Suo destinatario, né può essere considerata senza principi. Al contrario, Dio non è affatto facile all’ira, né svela sconsideratamente la Sua collera e la Sua maestà. Inoltre, la collera di Dio è notevolmente controllata e misurata; non è per nulla paragonabile al modo in cui un uomo si infuria o dà sfogo alla sua ira. Nella Bibbia sono riportate molte conversazioni tra gli uomini e Dio. Le parole di alcuni di questi individui erano superficiali, ignoranti e infantili, ma Dio non li ha colpiti e non li ha condannati. In particolare, durante la prova di Giobbe, il Dio Jahvè come trattò i tre amici di Giobbe e gli altri dopo aver ascoltato le parole che loro avevano rivolto a Giobbe? Li condannò? Si infuriò con loro? Non fece nulla del genere! Invece disse a Giobbe di supplicare per loro, di pregare per loro; Dio, d’altro canto, non Si portò nel cuore i loro errori. Questi esempi rappresentano tutti l’atteggiamento primario con cui Dio tratta gli uomini corrotti e ignoranti. Pertanto, lo sfogo della collera di Dio non è in nessun modo un’espressione o una manifestazione del Suo stato d’animo. La collera di Dio non è una vera e propria esplosione di rabbia per come la intende l’uomo. Dio non esprime la Sua collera perché non sia in grado di controllare il Suo stato d’animo, oppure perché la Sua abbia raggiunto l’apice e debba essere sfogata. Al contrario, la Sua collera è una manifestazione e una sincera espressione della Sua indole retta; è una rivelazione simbolica della Sua sostanza santa.

da “Dio Stesso, l’Unico II” in Continuazione di La Parola appare nella carne

48. Indipendentemente dalla collera di Dio con i Niniviti, non appena essi decretarono il digiuno e si vestirono di sacchi e cenere, il Suo cuore si ammorbidì gradualmente e iniziò a cambiare. Quando li informò che avrebbe distrutto la loro città – esattamente nel momento precedente alla loro confessione e al pentimento per i loro peccati –, Dio era ancora arrabbiato con loro. Dopo che andò a buon fine una serie di atti di pentimento, l’ira di Dio nei confronti degli abitanti di Ninive si trasformò progressivamente in misericordia e tolleranza. Non c’è niente di contraddittorio nella coincidente rivelazione di questi due aspetti dell’indole di Dio nello stesso evento. Come si dovrebbe interpretare e riconoscere questa mancanza di contraddizione? Successivamente Dio espresse e rivelò queste sostanze diametralmente opposte quando i Niniviti si pentirono, consentendo alle persone di cogliere la concretezza e la “non offendibilità” della sostanza di Dio. Dio utilizzò il Suo atteggiamento per dire agli uomini: non è che Dio non tolleri le persone, o non voglia mostrare loro misericordia; raramente si pentono davvero di fronte a Dio, ed è raro che si allontanino dalla loro via malvagia e abbandonino la violenza inflitta dalle loro mani. In altre parole, quando Dio va in collera con l’uomo, spera che quest’ultimo sia capace di pentirsi seriamente, e di vedere il suo sincero pentimento, perché in questo caso Egli continuerà liberamente a dispensare la Sua misericordia e la Sua tolleranza su di lui. In questo modo capiamo che la condotta malvagia dell’uomo si espone alla collera divina, mentre la misericordia e la tolleranza di Dio vengono concesse a coloro che ascoltano Dio e si pentono sinceramente davanti a Lui, e a coloro che sono capaci di rinunciare alla loro via malvagia e di smettere di perpetrare violenza. L’atteggiamento di Dio si è rivelato molto chiaramente nel Suo modo di trattare i Niniviti: la misericordia e la tolleranza di Dio non sono per niente difficili da conquistare; Egli richiede il pentimento sincero agli uomini. Se gli uomini riusciranno a convertirsi dalla loro cattiva via e dalla violenza perpetrata dalle loro mani, Dio potrà cambiare il Suo cuore e il Suo atteggiamento nei loro confronti.

da “Dio Stesso, l’Unico II” in Continuazione di La Parola appare nella carne

49. Certo, la misericordia e la tolleranza di Dio non vengono meno, ma la Sua santità e la Sua giustizia, quando scatena la Sua ira, mostrano altresì all’uomo l’intolleranza di Dio nei confronti di qualsiasi offesa. Quando l’uomo è totalmente capace di obbedire ai comandi di Dio e agisce secondo quanto Egli prescrive, Dio abbonda in misericordia verso di lui; ma se l’uomo si lascia colmare di corruzione, odio e inimicizia verso Dio, Egli Si adira profondamente. E quanto è profonda la Sua ira? La Sua collera continuerà a manifestarsi finché Egli non percepirà più la resistenza e le azioni malvagie dell’uomo, fino a quando queste cose non saranno più davanti ai Suoi occhi. Solo in quel momento l’ira di Dio scomparirà. … Egli è tollerante e misericordioso verso ciò che è positivo, bello e buono, ma Si adira profondamente con tutto ciò che è malvagio, peccaminoso e perverso, tanto che la Sua ira non può venir meno. Questi sono i due aspetti principali e più rilevanti dell’indole di Dio, rivelati peraltro da Dio dal principio alla fine: abbondante misericordia e profonda ira.

da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso II” in Continuazione di La Parola appare nella carne

50. In realtà, i pensieri di Dio sono in costante trasformazione in base ai cambiamenti delle cose e del contesto; mentre questi pensieri si modificano, vengono svelati differenti aspetti della sostanza di Dio. Durante questo processo di trasformazione, nel momento in cui Dio cambia il Suo cuore, rivela all’umanità la verità dell’esistenza della Sua vita, e conferma che la Sua rettitudine è reale e vivida. Inoltre, Dio usa le Sue rivelazioni personali autentiche per dimostrare agli uomini la realtà dell’esistenza della Sua collera, della Sua misericordia, del Suo amore e della Sua tolleranza. La Sua sostanza sarà rivelata in ogni momento e in ogni luogo in conformità con lo sviluppo delle cose. Egli possiede la collera di un leone, e la misericordia e la tolleranza di una madre. La Sua rettitudine non può essere messa in dubbio, violata, cambiata o distorta da nessuno. Tra tutti gli oggetti e tutte le cose, l’indole retta di Dio, cioè, la collera e la misericordia di Dio, può essere rivelata in ogni momento e in ogni luogo. Egli esprime vivacemente questi aspetti in ogni angolo e in ogni piega della natura, e li mantiene vivi in ogni momento. L’indole retta di Dio non è limitata nel tempo e nello spazio, o, in altre parole, la rettitudine di Dio non viene meccanicamente espressa o rivelata, come determinato dai limiti del tempo o dello spazio. Piuttosto, essa viene espressa liberamente e svelata in ogni momento e in ogni luogo.

da “Dio Stesso, l’Unico II” in Continuazione di La Parola appare nella carne

51. Ha detto il Dio Jahvè: “Tu hai pietà del ricino per il quale non hai faticato, e che non hai fatto crescere, che è nato in una notte e in una notte è perito: e io non avrei pietà di Ninive, la gran città…?” Queste sono le parole di biasimo rivolte dal Dio Jahvè a Giona, ma sono assolutamente vere.

… In questa dichiarazione dei Suoi veri sentimenti, il Dio Jahvè ha presentato la misericordia del Creatore per l’umanità nella sua interezza. Ha mostrato all’umanità che “la misericordia del Creatore” non è una frase vuota, né una promessa vana; ha principi, metodi e obiettivi concreti. Egli è sincero e reale, e non usa menzogne o inganni, e in questa stessa maniera la Sua misericordia viene incessantemente donata all’umanità in ogni momento e in ogni epoca. Fatto sta che, fino ai giorni nostri, lo scambio del Creatore con Giona è l’unica e sola dichiarazione verbale fatta da Dio sul perché Egli mostri misericordia all’umanità, sul modo in cui la mostra, su quanto Egli sia tollerante con gli uomini e sui Suoi veri sentimenti per l’umanità. La breve conversazione del Dio Jahvè esprime tutti i Suoi pensieri per l’umanità; è un’autentica manifestazione dell’atteggiamento del Suo cuore nei confronti degli uomini, ed è anche una prova concreta della Sua vasta concessione di misericordia all’umanità. La Sua misericordia non viene riversata soltanto sulle vecchie generazioni dell’umanità, ma viene concessa anche ai membri più giovani, proprio come è sempre stato, di generazione in generazione. Sebbene la collera di Dio si scateni di frequente in certi luoghi e in certe ere dell’umanità, la misericordia di Dio non è mai finita. Con la Sua misericordia, Egli dirige e guida tutte le generazioni del Suo creato, alimenta e nutre una generazione dopo l’altra, perché i Suoi sentimenti sinceri nei confronti dell’umanità non cambieranno mai. Proprio come ha detto il Dio Jahvè: “e io non avrei pietà di Ninive…?” Egli ha sempre avuto cura di tutto ciò che ha creato. Questa è la misericordia dell’indole retta del Creatore, ed è anche la pura unicità del Creatore!

da “Dio Stesso, l’Unico II” in Continuazione di La Parola appare nella carne

52. Bisogna comprendere che, indipendentemente dalla Sua amorevolezza, indipendentemente da quanto Si dimostri misericordioso e da quanto amore abbia per le persone, Dio non tollera che chicchessia offenda il Suo stato e la Sua posizione, né tollera che chicchessia offenda la Sua dignità. Sebbene Dio ami le persone, non le vizia. Egli dona alla gente il Suo amore, la Sua misericordia e la Sua tolleranza, ma senza eccessiva indulgenza; Egli ha i Propri princìpi e ha stabilito dei limiti ben precisi. Indipendentemente da quanto amore per Dio tu abbia provato dentro di te, indipendentemente da quanto profondo sia tale amore, non bisogna mai trattare Dio alla stessa stregua di come si tratterebbe un’altra persona. Benché sia vero che Dio tratta le persone come vicine, se una persona considera Dio al pari di un’altra persona, come se Egli non fosse diverso da qualsivoglia essere creato, come amico o come oggetto di venerazione, Dio le nasconde il Proprio volto e Si allontana. Questa è la Sua indole, ed Egli non tollera che chicchessia Lo tratti con noncuranza a tale proposito.

da “Dio Stesso, l’Unico VII” in Continuazione di La Parola appare nella carne

53. Il Creatore esprime la Sua indole retta attraverso i Suoi metodi e principi unici; non è soggetto al controllo o alle restrizioni imposte da persone, eventi o cose. Con la Sua indole unica, nessuno è in grado di cambiare i Suoi pensieri e le Sue idee, e nessuno è capace di convincerLo a modificare qualcuna delle Sue decisioni. La totalità dei comportamenti e dei pensieri del creato esiste sotto il giudizio della Sua rettitudine. Nessuno può controllare se Egli stia sfogando la Sua collera o elargendo la Sua misericordia; soltanto la sostanza del Creatore – o in altre parole, la rettitudine del Creatore – può deciderlo. Questa è la natura unica dell’indole retta del Creatore!

da “Dio Stesso, l’Unico II” in Continuazione di La Parola appare nella carne

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