XI Parole classiche sull’ingresso nella realtà della verità

27. L’opera di Dio Stesso comprende l’opera di tutto il genere umano, e rappresenta anche l’opera dell’intera era. Vale a dire, l’opera propria di Dio rappresenta il movimento e la tendenza di tutta l’opera dello Spirito Santo, mentre l’opera degli apostoli segue l’opera propria di Dio e non conduce l’era, né rappresenta la tendenza dell’opera dello Spirito Santo nell’intera era. Essi compiono solo l’opera che spetta all’uomo, e che non interessa affatto l’opera di gestione. L’opera propria di Dio consiste nel progetto all’interno dell’opera di gestione. L’opera dell’uomo consiste solo nello svolgimento dei compiti assegnati agli uomini che vengono usati e non ha alcuna relazione con l’opera di gestione. A causa delle differenti identità e rappresentazioni dell’opera, nonostante il fatto che siano entrambe opera dello Spirito Santo, ci sono chiare e sostanziali differenze tra l’opera propria di Dio e l’opera dell’uomo. Inoltre, l’estensione dell’opera compiuta dallo Spirito Santo sui destinatari di tale opera con differenti identità varia. Questi sono i principi e l’ambito dell’opera dello Spirito Santo.

da “L’opera di Dio e l’opera dell’uomo” in La Parola appare nella carne

28. Le parole di Dio incarnato inaugurano una nuova età, guidano l’umanità intera, rivelano i misteri e mostrano all’uomo la direzione verso una nuova età. L’illuminazione ottenuta dall’uomo non è altro che una semplice pratica o conoscenza. Non può guidare tutta l’umanità verso una nuova età o rivelare il mistero di Dio Stesso. Del resto, Dio è Dio e l’uomo è uomo. Dio ha la sostanza di Dio e l’uomo ha la sostanza dell’uomo.

dall’Introduzione a La Parola appare nella carne

29. Il Dio incarnato è sostanzialmente differente dalle persone utilizzate da Dio. Il Dio incarnato è in grado di svolgere l’opera della divinità, mentre le persone usate da Dio non lo sono. Al principio di ciascuna età, lo Spirito di Dio parla di persona per inaugurare la nuova era e condurre l’uomo a un nuovo inizio. Quando Egli ha finito di parlare, significa che l’opera di Dio nella Sua divinità è conclusa. Da quel momento in poi, tutte le persone si affidano alla guida di coloro usati da Dio per entrare nella loro esperienza di vita.

da “La sostanziale differenza tra il Dio incarnato e le persone utilizzate da Dio” in La Parola appare nella carne

30. L’opera di Dio incarnato inaugura una nuova epoca e coloro che continuano la Sua opera sono gli uomini che sono utilizzati da Lui. L’opera svolta dall’uomo è tutta all’interno del ministero di Dio nella carne ed è incapace di andare oltre questo ambito. Se il Dio incarnato non viene a compiere la Sua opera, l’uomo non è in grado di portare la vecchia epoca alla fine e di inaugurare una nuova epoca. L’opera svolta da parte dell’uomo è limitata al solo ambito del proprio dovere, umanamente possibile, e che non rappresenta l’opera di Dio. Solo il Dio incarnato può venire a completare l’opera che Egli deve compiere e, a parte Lui, nessuno può compiere quest’opera in Sua vece. Naturalmente, ciò di cui parlo è in relazione all’opera di incarnazione.

da “L’umanità corrotta ha maggiormente bisogno della salvezza del Dio incarnato” in La Parola appare nella carne

31. L’opera svolta dalla persona di cui Dio Si serve è intesa quale collaborazione all’opera di Cristo o dello Spirito Santo. Tale persona viene fatta sorgere da Dio tra gli esseri umani, ha il compito di guidare tutti gli eletti da Dio ed è inoltre fatta sorgere per svolgere l’opera di cooperazione con gli uomini. Una siffatta persona, capace di svolgere l’opera di cooperazione umana, può essere un tramite per soddisfare ulteriori prescrizioni rivolte da Dio all’uomo, nonché per l’opera che lo Spirito Santo deve compiere nell’uomo. In altri termini: l’obiettivo di Dio nel servirSi di tale uomo consiste nel fatto che tutti i Suoi seguaci possano comprendere meglio la Sua volontà e ottemperare a un maggior numero di Sue prescrizioni. Dato che gli esseri umani non sono capaci di comprendere direttamente le parole o la volontà di Dio, Dio ha fatto sorgere persone avvezze a tale compito. Colui di cui Egli Si serve può essere definito altresì un mezzo tramite il quale Dio guida la gente, il “traduttore” che mette in comunicazione Dio e il popolo.

da “Come Dio Si serve dell’uomo” in La Parola appare nella carne

32. L’uomo di cui Dio Si serve è fatto sorgere da Lui, è preparato da Dio per la Sua opera e collabora con Dio stesso. Nessuno potrebbe mai sostituirlo nel suo lavoro, si tratta di cooperazione umana fondamentale per l’opera divina. Nel contempo, il lavoro svolto da altri operatori o apostoli non è che la trasmissione e attuazione dei molti aspetti delle disposizioni destinate in ogni epoca alle chiese, o la messa in opera di alcune semplici provvisioni di vita intese a dare sostegno alla vita della Chiesa. Tali operatori e apostoli non sono nominati da Dio, ancor meno possono essere definiti persone di cui Si serve lo Spirito Santo. Essi sono selezionati fra le chiese e, dopo un periodo di formazione e approfondimento, quanti tra loro sono ritenuti idonei rimangono, mentre i non idonei vengono rimandati indietro. Poiché tali persone sono selezionate nelle chiese, alcune mostrano la loro vera natura una volta diventati leader, alcuni compiono addirittura molti atti malvagi e finiscono con l’essere eliminati. D’altro canto, colui di cui Dio Si serve è una persona preparata da Dio, dotata di una certa levatura e di umanità. È stato già preparato e reso perfetto dallo Spirito Santo che lo guida in tutto e per tutto e, in particolare per quanto attiene al suo operato, egli viene diretto e comandato dallo Spirito Santo: di conseguenza non vi sono deviazioni dal percorso del guidare gli eletti di Dio, perché Dio di sicuro Si assume la responsabilità del Proprio lavoro. E Dio fa sempre la Sua parte.

da “Come Dio Si serve dell’uomo” in La Parola appare nella carne

33. Tutta l’opera che Dio Stesso compie è quella che Egli intende svolgere nel Suo piano di gestione ed è legata alla grande gestione. L’opera svolta dall’uomo (l’uomo di cui lo Spirito Santo Si avvale) alimenta la sua esperienza individuale. Egli trova un nuovo cammino di esperienza rispetto a quello percorso da coloro che l’hanno preceduto, e guida i suoi fratelli e sorelle sotto la direzione dello Spirito Santo. Ciò che questi uomini offrono è la loro esperienza individuale oppure scritti spirituali di uomini spirituali. Anche se lo Spirito Santo Si avvale di loro, la loro opera non è legata alla grande opera di gestione nel piano di seimila anni. Vengono semplicemente incaricati dallo Spirito Santo, in diversi periodi, di guidare le persone nella corrente dello Spirito Santo finché non adempiono alla loro funzione o la loro vita non giunge al termine. L’opera che compiono serve solo a preparare una strada adeguata per Dio Stesso o a continuare un aspetto nella gestione di Dio Stesso sulla terra. Tali uomini non sono in grado di compiere l’opera più grande nella Sua gestione e non possono aprire nuove vie d’uscita, né tantomeno concludere tutta l’opera di Dio dell’epoca precedente. Dunque l’opera che svolgono rappresenta soltanto un essere creato nello svolgimento della sua funzione e non può rappresentare Dio Stesso nel compimento del Suo ministero. Questo perché l’opera che compiono è diversa da quella di Dio Stesso. L’opera di inaugurare una nuova era non può essere svolta dall’uomo al posto di Dio. Non può essere compiuta da nessun altro se non da Dio Stesso. Tutta l’opera svolta dall’uomo consiste nel fare il suo dovere come parte del creato e si compie solo quando egli è mosso o illuminato dallo Spirito Santo. La guida che tali uomini offrono riguarda la pratica nella vita quotidiana dell’uomo e come egli debba agire in armonia con la volontà di Dio. Il lavoro dell’uomo non coinvolge la gestione di Dio né rappresenta l’opera dello Spirito. […] Gli uomini di cui Egli Si avvale potrebbero anche svolgere una parte nuova dell’opera e altresì eliminare una parte di quella compiuta nell’età precedente, ma il loro lavoro non può esprimere l’indole e la volontà di Dio nella nuova epoca. Operano solo per cancellare l’opera dell’età precedente, non per compiere la nuova opera volta a rappresentare direttamente l’indole di Dio Stesso. Così, per quante pratiche obsolete aboliscano o per quante nuove ne introducano, essi rappresentano ancora l’uomo e gli esseri creati. Quando Dio Stesso compie l’opera, tuttavia, non dichiara apertamente l’abolizione delle pratiche della vecchia epoca né l’inizio di una nuova era. È diretto e immediato nella Sua opera. È schietto nell’esecuzione dell’opera che intende compiere, cioè esprime direttamente l’opera che ha provocato, la svolge direttamente come stabilito in origine, esprimendo il Suo essere e la Sua indole. Per come la vede l’uomo, la Sua indole e anche la Sua opera sono diverse da quelle delle epoche passate. Tuttavia, dalla prospettiva di Dio Stesso, si tratta semplicemente di una prosecuzione e di un ulteriore sviluppo della Sua opera. Quando a operare è Dio Stesso, Egli esprime la Sua parola e porta direttamente la nuova opera. Invece, quando a operare è l’uomo, ciò avviene attraverso la riflessione e lo studio, oppure si tratta dello sviluppo della conoscenza e della sistematizzazione della pratica, costruiti sulla base dell’opera altrui. Vale a dire che l’essenza dell’opera compiuta dall’uomo è rispettare la convenzione e “percorrere vecchie strade con scarpe nuove”. Ciò significa che persino la strada percorsa dagli uomini di cui lo Spirito Santo Si avvale è costruita su quella aperta da Dio Stesso. Così, dopo tutto, l’uomo è uomo e Dio è Dio.

da “Il mistero dell’incarnazione (1)” in La Parola appare nella carne

34. La parola e l’opera dei profeti e quelle utilizzate dallo Spirito Santo compiono tutte il dovere dell’uomo, svolgendone la funzione di essere creato e facendo ciò che l’uomo dovrebbe fare. Tuttavia la parola e l’opera del Dio incarnato servono a svolgere il Suo ministero. Sebbene la Sua forma esteriore sia quella di un essere creato, la Sua opera serve a svolgere non la Sua funzione ma il Suo ministero. Il termine “dovere” viene usato in relazione agli esseri creati, mentre “ministero” viene usato in relazione alla carne del Dio incarnato. Vi è una differenza essenziale fra i due termini, che non sono intercambiabili. L’attività dell’uomo è soltanto compiere il suo dovere, mentre l’opera di Dio è gestire e svolgere il Suo ministero. Pertanto, anche se molti apostoli furono utilizzati dallo Spirito Santo e molti profeti erano ricolmi di Lui, la loro opera e la loro parola servivano soltanto a compiere il loro dovere di esseri creati. Sebbene le loro profezie potessero essere più grandi della via della vita di cui ha parlato il Dio incarnato, e perfino la loro umanità fosse più trascendente di quella del Dio incarnato, comunque compivano il loro dovere e non svolgevano un ministero. Il dovere dell’uomo si riferisce alla sua funzione ed è qualcosa di conseguibile da parte sua. Invece, il ministero svolto dal Dio incarnato è legato alla Sua gestione, che non è conseguibile da parte dell’uomo. Che il Dio incarnato parli, operi o manifesti prodigi, sta compiendo un’opera grandiosa nell’ambito della Sua gestione, e tale opera non può essere svolta dall’uomo in Sua vece. L’attività dell’uomo è solo di compiere il suo dovere di essere creato in una data fase dell’opera di gestione di Dio. Senza la gestione di Dio, cioè, se il ministero del Dio incarnato dovesse andare perduto, andrebbe perduto anche il dovere dell’essere creato. L’opera di Dio nello svolgere il Suo ministero ha lo scopo di gestire l’uomo, mentre l’uomo che compie il suo dovere rappresenta l’esecuzione dei suoi obblighi di soddisfare le richieste del Creatore e in nessun modo ciò può essere considerato lo svolgimento di un ministero. Per l’essenza intrinseca di Dio, ossia il Suo Spirito, l’opera di Dio è la Sua gestione, ma per il Dio incarnato, che assume la forma esteriore di un essere creato, l’opera è lo svolgimento del Suo ministero. Qualunque opera compia, ha il fine di svolgere il Suo ministero, e tutto ciò che l’uomo può fare è dare il proprio meglio nell’ambito della Sua gestione e sotto la Sua guida.

da “La differenza tra il ministero del Dio incarnato e il dovere dell’uomo” in La Parola appare nella carne

35. I Miei discorsi rappresentano il Mio essere, ma ciò che dico è al di là della portata dell’uomo. Ciò che dico non è ciò di cui l’uomo fa esperienza e non è qualcosa che l’uomo possa vedere, né qualcosa che l’uomo possa toccare, ma è ciò che Io sono. Alcune persone ammettono solo che ciò che Io condivido sia ciò di cui ho fatto esperienza, ma non riconoscono che sia diretta espressione dello Spirito Santo. Ovviamente, ciò che dico è ciò di cui ho fatto esperienza. Sono Io che ho svolto l’opera di gestione per oltre seimila anni. Io ho fatto esperienza di tutto, dall’inizio della creazione dell’umanità fino a ora; come potrei non essere in grado di parlarne? Quando si tratta della natura dell’uomo, Io l’ho vista chiaramente, e l’osservo da molto tempo; come potrei non essere in grado di parlarne con chiarezza? Dal momento che ho visto l’essenza dell’uomo con chiarezza, sono qualificato a castigare l’uomo e a giudicarlo, poiché tutte le persone hanno avuto origine da Me, ma è stato corrotto da Satana. Ovviamente sono anche qualificato a valutare l’opera da Me svolta. Sebbene quest’opera non sia stata fatta dalla Mia carne, è la diretta espressione dello Spirito, e questo è ciò che possiedo e ciò che sono. Pertanto, Io sono qualificato a esprimerlo e a fare l’opera che devo fare. Ciò che gli uomini dicono, è ciò di cui hanno fatto esperienza. È ciò che hanno visto, ciò che le loro menti riescono a cogliere, e ciò che sentono e provano. Questo è ciò che possono condividere. Le parole pronunciate dal corpo incarnato di Dio sono la diretta espressione dello Spirito ed esprimono l’opera compiuta dallo Spirito. La carne non ha sperimentato né visto ciò, ma esprime ancora il Suo essere, poiché la sostanza della carne è lo Spirito, ed Egli esprime l’opera dello Spirito. Anche se la carne non è in grado di coglierlo, si tratta dell’opera già compiuta dallo Spirito. Dopo l’incarnazione, attraverso l’espressione della carne, Egli permette alla gente di conoscere l’essere di Dio e permette alla gente di vedere l’indole di Dio e l’opera da Lui svolta. L’opera dell’uomo permette alla gente di acquisire più chiarezza su ciò a cui dovrebbero accedere e ciò che dovrebbero comprendere; ciò include il condurre la gente a comprendere e a fare esperienza della verità. L’opera dell’uomo ha lo scopo di sostenere la gente; l’opera di Dio ha lo scopo di aprire nuovi sentieri e nuove ere per l’umanità e rivelare alla gente ciò che non è noto ai mortali, permettendo loro di conoscere la Sua indole. L’opera di Dio è di guidare tutta l’umanità.

da “L’opera di Dio e l’opera dell’uomo” in La Parola appare nella carne

36. L’opera dell’uomo rappresenta la sua esperienza e la sua umanità. Ciò che l’uomo provvede e l’opera che l’uomo svolge lo rappresentano. Il modo dell’uomo di vedere, di ragionare, la sua logica, la sua ricchezza di immaginazione, sono tutti aspetti inclusi nella sua opera. In particolare, l’esperienza dell’uomo è maggiormente in grado di rappresentare la sua opera e le esperienze che una persona ha compiuto saranno i componenti della sua opera. L’opera dell’uomo può esprimere la sua esperienza. Quando alcune persone stanno sperimentando una condizione di passività, gran parte della loro comunione è costituita da elementi negativi. Se per un periodo di tempo la loro esperienza è positiva e in particolare percorrono sentieri positivi, la comunione con loro è molto incoraggiante e le persone potranno ottenere da loro un positivo sostegno. Se un lavoratore diventa passivo per un periodo di tempo, la sua comunione sarà sempre contrassegnata da elementi negativi. Questo tipo di comunione è deprimente e gli altri ne saranno inconsapevolmente influenzati, seguendola. Lo stato dei seguaci cambia in base a quello della loro guida. Ciò che un lavoratore sente internamente è ciò che egli esprime, e l’opera dello Spirito Santo spesso cambia con lo stato dell’uomo. Egli opera in base all’esperienza dell’uomo e non costringe un uomo, bensì gli fa delle richieste conformi al normale corso della sua esperienza. Vale a dire che la comunione umana differisce dalla parola di Dio. Ciò che gli uomini comunicano trasmette il loro personale modo di vedere e di sentire, esprimendo ciò che osservano e provano sul fondamento dell’opera di Dio. La loro responsabilità consiste nello scoprire, dopo che Dio opera o parla, ciò che devono mettere in pratica o in cui devono entrare, e poi trasmetterlo ai propri seguaci. Pertanto, l’opera dell’uomo rappresenta il suo ingresso e la sua pratica. Ovviamente, tale opera è mescolata a lezioni ed esperienze umane o ad alcuni pensieri umani. Indipendentemente da come lo Spirito Santo operi, sull’uomo o nel Dio incarnato, sono sempre i lavoratori a esprimere ciò che sono. Sebbene sia lo Spirito Santo che opera, l’opera è fondata su ciò che l’uomo intrinsecamente è, poiché lo Spirito Santo non opera senza fondamento. In altre parole, l’opera non viene fatta dal nulla, ma è sempre conforme alle circostanze attuali e alle reali condizioni. È solo in tal modo che l’indole dell’uomo può essere trasformata, che le sue vecchie nozioni e i suoi vecchi pensieri possono essere modificati. Ciò che l’uomo esprime è ciò che osserva, sperimenta e può immaginare. Anche se si tratta di dottrine o di nozioni, sono tutte raggiungibili dal pensiero umano. Indipendentemente dalle dimensioni dell’opera umana, essa non può uscire dall’ambito dell’esperienza umana, da ciò che l’uomo osserva o da ciò che l’uomo può immaginare o concepire. Ciò che Dio esprime è ciò che Dio Stesso è, e va oltre la portata dell’uomo, cioè al di là del pensare umano. Egli esprime la Sua opera di conduzione dell’intera umanità e ciò non è rilevante per i dettagli dell’esperienza umana, bensì riguarda la Sua Stessa gestione. L’uomo esprime la propria esperienza, mentre Dio esprime il Proprio essere: questo essere è la Sua intrinseca indole ed è al di là della portata dell’uomo. L’esperienza dell’uomo consiste nella sua osservazione e nella conoscenza acquisita in base all’espressione del Proprio essere da parte di Dio. Tale osservazione e conoscenza prendono il nome di essere dell’uomo. Sono espresse sul fondamento dell’intrinseca indole dell’uomo e del suo effettivo calibro; di conseguenza vengono anche chiamate essere dell’uomo. L’uomo è in grado di comunicare ciò che sperimenta e osserva, e non è in grado di comunicare ciò che non ha sperimentato o osservato o che la sua mente non può arrivare a comprendere, cioè quanto non ha dentro di sé. Se ciò che l’uomo esprime non è la sua esperienza, si tratta della sua immaginazione o dottrina. In una parola, non c’è alcuna realtà nelle sue parole. Se tu non fossi mai entrato in contatto con gli aspetti della società, non saresti in grado di condividere con chiarezza le complesse relazioni all’interno della società. Se non avessi famiglia, ma altre persone ti parlassero di problemi familiari, non riusciresti a comprendere la maggior parte di ciò che stanno dicendo. Così, ciò che l’uomo comunica e l’opera che compie rappresentano il suo essere interiore.

da “L’opera di Dio e l’opera dell’uomo” in La Parola appare nella carne

37. L’opera dell’uomo ha un ambito e delle limitazioni. Una persona è in grado di svolgere solo l’opera di una determinata fase e non può svolgere l’opera di un’intera era, altrimenti porterebbe le persone nelle regole. L’opera dell’uomo può essere applicabile solo a un particolare periodo o a una determinata fase. Questo perché l’umana esperienza ha un ambito. Non si può confrontare l’opera dell’uomo con l’opera di Dio. Le vie della pratica dell’uomo e la sua conoscenza della verità sono tutte applicabili a un ambito particolare. Non si può dire che il percorso che l’uomo compie sia completamente volontà dello Spirito Santo poiché l’uomo può essere illuminato solo dallo Spirito Santo e non può essere completamente ripieno di Spirito Santo. Le cose che l’uomo può sperimentare sono tutte nell’ambito della normale umanità e non possono uscire dall’ambito dei pensieri della normale mente umana. Tutti quelli con un’espressione pratica fanno esperienza all’interno di tale ambito. Quando sperimentano la verità, si tratta sempre di un’esperienza di normale vita umana sotto l’illuminazione dello Spirito Santo, non di un’esperienza tale da deviare dalla normale vita umana. Sperimentano la verità illuminati dallo Spirito Santo sul fondamento del vivere la propria vita umana. Questa verità, inoltre, varia da persona a persona e la sua profondità è in relazione allo stato della persona. Si può solo dire che il percorso da loro compiuto è quello della normale vita umana di un uomo che persegue la verità, ed è la via percorsa da una persona normale che ha l’illuminazione dello Spirito Santo. Non puoi dire che il sentiero che percorrono sia il sentiero preso dallo Spirito Santo. Nella normale esperienza umana, poiché le persone che cercano non sono le stesse, anche l’opera dello Spirito Santo non è la stessa. Inoltre, poiché gli ambienti della loro esperienza e gli ambiti della loro esperienza non sono gli stessi, a motivo della mescolanza del loro modo di ragionare e dei loro pensieri, la loro esperienza è mescolata a livelli diversi. Ogni persona comprende una verità in base alle proprie condizioni individuali. La sua comprensione del significato reale della verità non è completa e riguarda solo uno o pochi aspetti di essa. L’ambito all’interno del quale la verità viene sperimentata dall’uomo si fonda quasi sempre sulle differenti condizioni individuali e pertanto non è lo stesso. In tal modo, la conoscenza della stessa verità espressa da diverse persone non è la stessa, vale a dire, l’esperienza dell’uomo ha sempre dei limiti e non può rappresentare nella sua completezza la volontà dello Spirito Santo, e il lavoro dell’uomo non può essere percepito come l’opera di Dio, anche se quanto viene espresso dall’uomo corrisponde molto da vicino alla volontà di Dio, anche se l’esperienza dell’uomo è molto vicina all’opera di perfezionamento svolta dallo Spirito Santo. L’uomo può essere solo un servitore di Dio, svolgendo l’opera che Dio gli assegna. L’uomo può esprimere la conoscenza solo sotto l’illuminazione dello Spirito Santo e le verità raggiunte mediante le proprie personali esperienze. L’uomo non è qualificato e non possiede le condizioni per essere l’emissario dello Spirito Santo. Non è autorizzato a dire che l’opera dell’uomo è l’opera di Dio. L’uomo ha principi di lavoro umani e tutti gli uomini hanno esperienze diverse e si trovano in condizioni soggette a cambiamento. L’opera dell’uomo include tutte le esperienze da lui compiute sotto l’illuminazione dello Spirito Santo. Queste esperienze possono essere rappresentative solo dell’essere dell’uomo e non rappresentano l’essere di Dio, né il volere dello Spirito Santo. Il sentiero percorso dall’uomo, pertanto, non può essere definito come il percorso compiuto dallo Spirito Santo, poiché l’opera dell’uomo non può rappresentare l’opera di Dio e l’opera ed esperienza dell’uomo non sono l’intera volontà dello Spirito Santo.

da “L’opera di Dio e l’opera dell’uomo” in La Parola appare nella carne

38. L’opera dell’uomo è propensa a ricadere in una regola, e il metodo del suo operare viene facilmente confinato a un ambito limitato e non è in grado di condurre la gente in una via di libertà. La maggior parte dei seguaci vive in un ambito limitato e anche il loro modo di sperimentare possiede un ambito limitato. L’esperienza dell’uomo è sempre limitata; anche il metodo della sua opera è limitato a poche tipologie e non può essere paragonato all’opera dello Spirito Santo o di Dio Stesso; questo, perché l’esperienza dell’uomo, alla fine, è limitata. Comunque Dio compia la Sua opera, non ci sono regole in questo; comunque venga svolta, non è limitata a un solo e unico modo. Non ci sono regole di alcun tipo nell’opera di Dio, tutta la Sua opera si realizza nella più assoluta libertà. Indipendentemente da quanto tempo l’uomo passi a seguirLo, egli non sarà mai in grado di riassumere tutte le leggi e le vie della Sua opera. Sebbene la Sua opera abbia dei principi, viene sempre svolta in modi nuovi e possiede sempre nuovi sviluppi, che sono al di là dell’umana portata. Durante un periodo di tempo, Dio può utilizzare numerose differenti modalità di opera e diversi modi di condurre, così da permettere sempre alle persone di usufruire di nuovi ingressi e nuovi cambiamenti. Non puoi individuare le leggi che governano la Sua opera, poiché Egli lavora in modi sempre nuovi. Solo in tal modo i seguaci di Dio non cadono nelle regole. L’opera di Dio Stesso evita sempre le nozioni della gente e confuta le loro nozioni. Solo coloro che seguono e perseguono Dio con cuore sincero possono essere trasformati nella propria indole e divenire in grado di vivere liberamente senza essere soggetti ad alcuna regola né vincolati ad alcun concetto religioso. Le richieste che l’opera dell’uomo fa alle persone sono basate sulla sua personale esperienza e su ciò che egli stesso può ottenere. Gli standard di tali richieste sono limitati a un determinato ambito e i metodi della pratica sono anch’essi molto limitati. I seguaci, pertanto, vivono senza rendersene conto all’interno di questo ambito limitato; con il passare del tempo, le richieste diventano regole e riti.

da “L’opera di Dio e l’opera dell’uomo” in La Parola appare nella carne

39. L’uomo necessita di un lungo periodo di addestramento e perfezionamento prima di poter essere usato per svolgere un lavoro, ed è necessaria un’umanità particolarmente grande. Non solo l’uomo deve essere capace di sostenere il suo normale senno umano, ma deve anche conoscere molti dei principi e delle regole di condotta dinanzi agli altri, e inoltre deve apprendere meglio la saggezza e l’etica dell’uomo. Questo è ciò di cui l’uomo deve essere munito. Non è così, tuttavia, per il Dio fattoSi carne, perché la Sua opera non rappresenta l’uomo né è quella dell’uomo; è, piuttosto, un’espressione diretta del Suo essere e una realizzazione diretta dell’opera che Egli deve compiere. (Naturalmente, la Sua opera viene svolta quando deve essere svolta, e non a casaccio, a piacimento. Piuttosto, la Sua opera inizia quando è il momento di compiere il Suo ministero.) Egli non prende parte alla vita dell’uomo o al lavoro dell’uomo, cioè la Sua umanità non è dotata di alcuna di queste cose (ma ciò non influisce sulla Sua opera). Egli compie il Suo ministero solo quando è il momento di farlo; qualunque sia il Suo status, Egli procede semplicemente con l’opera che deve svolgere. Qualunque cosa l’uomo sappia di Lui o qualunque siano le sue opinioni di Lui, la Sua opera non viene influenzata.

da “Il mistero dell’incarnazione (3)” in La Parola appare nella carne

40. Forse l’esperienza di una persona nel proprio lavoro è particolarmente elevata o la sua immaginazione e le sue opinioni sono particolarmente alte, e la sua umanità è particolarmente buona; questi aspetti possono guadagnare solo l’ammirazione della gente, ma non possono far nascere in loro alcuna riverenza e terrore. Tutta la gente ammira coloro che hanno la capacità di lavorare e che hanno un’esperienza particolarmente profonda e possono praticare la verità, ma ciò non può mai suscitare timore, solo ammirazione e invidia. Tuttavia, le persone che hanno sperimentato l’opera di Dio non ammirano Dio, bensì sentono che la Sua opera sia al di là della portata dell’uomo e che sia imperscrutabile per l’uomo, e che sia fresca e meravigliosa. Quando le persone sperimentano l’opera di Dio, la prima cosa che apprendono di Lui è che Egli è imperscrutabile, sapiente e meraviglioso, e inconsciamente Lo temono e avvertono il mistero dell’opera da Lui compiuta, che è al di là della portata della mente umana. Le persone vogliono semplicemente essere all’altezza delle Sue richieste, per adempiere i Suoi desideri; non desiderano superarLo, poiché l’opera che Egli compie va al di là del pensiero e dell’immaginazione dell’uomo e non può essere svolta dall’uomo in Sua vece. Persino l’uomo stesso non conosce le proprie inadeguatezze, mentre Egli ha aperto un nuovo percorso e viene a condurre l’uomo in un mondo più nuovo e più bello, così che l’umanità abbia compiuto nuovi progressi e avuto un nuovo inizio. Ciò che gli uomini provano per Lui non è ammirazione, o piuttosto, non è solo ammirazione. La loro più profonda esperienza è di timore e amore, la loro sensazione è che Dio sia effettivamente meraviglioso. Egli compie un’opera che l’uomo non è in grado di svolgere, Egli dice cose che l’uomo non è in grado di dire. La gente che ha sperimentato la Sua opera prova sempre una sensazione indescrivibile. Le persone con esperienze più profonde amano Dio in modo particolare. Avvertono costantemente la Sua amabilità, sentono che la Sua opera è così sapiente, così meravigliosa e ciò esercita inevitabilmente un grande potere in mezzo a loro. Non si tratta di paura o di amore e rispetto occasionali, ma di una sensazione profonda della compassione e della tolleranza di Dio nei confronti dell’uomo. Tuttavia, le persone che hanno fatto esperienza del Suo castigo e giudizio, Lo sentono maestoso e inoffensibile. Persino le persone che hanno fatto molta esperienza della Sua opera non sono in grado di scandagliarLo; tutte le persone che veramente Lo temono sanno che la Sua opera non è in linea con le nozioni della gente, bensì va sempre contro di esse. A Lui non serve che le persone provino completa ammirazione o facciano finta di sottomettersi a Lui, bensì che provino autentica riverenza e vera sottomissione. In tale quantità della Sua opera, chiunque ne abbia fatta autentica esperienza prova per Lui riverenza, che è più elevata dell’ammirazione. Le persone hanno visto la Sua indole a motivo della Sua opera di castigo e di giudizio e pertanto Lo riveriscono nei loro cuori. Dio deve essere riverito e obbedito, poiché il Suo essere e la Sua indole non sono gli stessi di un essere creato e sono al di sopra di quelli di un essere creato. Dio è un essere non creato ed Egli solo è degno di riverenza e di sottomissione; l’uomo non è qualificato per questo.

da “L’opera di Dio e l’opera dell’uomo” in La Parola appare nella carne

41. Nell’Età della Grazia, anche Gesù parlò molto e compì molte opere. In che modo era diverso da Isaia? In che modo era diverso da Daniele? Era un profeta? Perché viene detto che è Cristo? Quali sono le differenze tra loro? Erano tutti uomini che pronunciavano parole, e le loro parole sembravano agli altri più o meno uguali. Tutti parlavano e compivano opere. I profeti dell’Antico Testamento esprimevano profezie, e analogamente poteva farlo Gesù. Come mai? La distinzione qui si fonda sulla natura dell’opera. Per discernere tale questione, non puoi considerare la natura della carne e non devi considerare la profondità o superficialità delle parole. Devi sempre considerare prima di tutto l’opera e gli effetti che essa produce sull’uomo. Le profezie pronunciate dai profeti all’epoca non provvedevano alla vita dell’uomo, e i messaggi ricevuti da persone come Isaia e Daniele erano soltanto profezie e non la via della vita. Se non fosse stato per la rivelazione diretta da parte di Jahvè, nessuno avrebbe potuto compiere quell’opera, che non è possibile per i mortali. Anche Gesù parlò molto, ma le Sue parole erano la via della vita da cui l’uomo poteva trovare un cammino per la pratica. Vale a dire, primo, che Egli poteva provvedere alla vita dell’uomo, poiché Gesù è vita; secondo, Egli poteva correggere le deviazioni dell’uomo; terzo, la Sua opera poteva seguire quella di Jahvè nel proseguimento dell’era; quarto, Egli poteva comprendere dall’interno le necessità dell’uomo e capire ciò che gli manca; quinto, Egli poteva inaugurare una nuova era e concludere quella precedente. Ecco perché viene chiamato Dio e Cristo; è diverso non solo da Isaia ma anche da tutti gli altri profeti. Si prenda Isaia per confronto riguardo all’opera dei profeti. Primo, egli non avrebbe potuto provvedere alla vita dell’uomo; secondo, non avrebbe potuto inaugurare una nuova era. Operava sotto la guida di Jahvè e non allo scopo di inaugurare una nuova era. Terzo, ciò di cui parlava andava al di là della sua stessa comprensione. Riceveva rivelazioni direttamente dallo Spirito di Dio, e altri non avrebbero capito, nemmeno dopo averle ascoltate. Queste poche cose da sole sono sufficienti a dimostrare come le sue parole non fossero altro che profezie, nient’altro che un aspetto dell’opera compiuta in luogo di Jahvè. Isaia non poteva però rappresentare completamente Jahvè. Era servo di Jahvè, strumento della Sua opera. Compì l’opera soltanto entro l’Età della Legge e nell’ambito dell’opera di Jahvè; non operò al di là dell’Età della Legge. Al contrario, l’opera di Gesù era diversa. Gesù superava l’ambito dell’opera di Jahvè; operava quale Dio incarnato e subì la crocifissione per redimere l’intera umanità. Vale a dire, compì una nuova opera al di fuori dell’opera compiuta da Jahvè. Si trattava di inaugurare una nuova era. Un ulteriore aspetto è che Gesù poteva parlare di cose che l’uomo non avrebbe potuto realizzare. La Sua opera rientrava nella gestione di Dio e coinvolgeva l’intera umanità. Non operò solo tra pochi uomini, né la Sua opera consisteva nel guidare un numero limitato di uomini. Quanto al modo in cui Dio Si sia incarnato in un essere umano, a come lo Spirito abbia fornito rivelazioni a quell’epoca e a come lo Spirito sia disceso su un uomo per compiere l’opera, sono questioni che l’uomo non può né vedere né toccare. È del tutto impossibile che queste verità servano a dimostrare che Egli sia il Dio incarnato. Stando così le cose, si può compiere una distinzione solo riguardo alla parola e all’opera di Dio, che per l’uomo sono tangibili. Soltanto questo è reale, perché le questioni dello Spirito non ti sono visibili e sono note chiaramente solo a Dio Stesso, e nemmeno l’incarnazione di Dio sa tutto; tu puoi solo verificare se Egli sia Dio[a] dall’opera che ha compiuto. Dalla Sua opera si può vedere che, primo, Egli è in grado di inaugurare una nuova era; secondo, è in grado di provvedere alla vita dell’uomo e di mostrargli la via da seguire. Ciò è sufficiente per stabilire che Egli è Dio Stesso. Come minimo, l’opera da Lui compiuta può rappresentare pienamente lo Spirito di Dio, e da tale opera si può vedere che lo Spirito di Dio è in Lui. Poiché l’opera compiuta dal Dio incarnato serve principalmente a inaugurare una nuova era, guidare una nuova opera e introdurre nuove circostanze, questi pochi aspetti da soli sono sufficienti a stabilire che Egli è Dio Stesso. Questo, allora, Lo differenzia da Isaia, da Daniele e dagli altri grandi profeti.

da “La differenza tra il ministero del Dio incarnato e il dovere dell’uomo” in La Parola appare nella carne

42. Alcuni domanderanno: “Qual è la differenza tra l’opera realizzata dal Dio incarnato e quella dei profeti e degli apostoli del passato?” Anche Davide venne chiamato Signore, e così fu per Gesù; sebbene l’opera compiuta da entrambi fosse diversa, furono chiamati nello stesso modo. A tuo parere, perché le loro identità non erano le stesse? Quanto testimoniato da Giovanni riguardava una visione che proveniva dallo Spirito Santo, ed egli fu capace di dire le parole che intendeva dire lo Spirito Santo; perché l’identità di Giovanni è diversa da quella di Gesù? Le parole pronunciate da Gesù furono in grado di rappresentare in pieno Dio e la Sua opera. Quello che vide Giovanni era stata una visione, ed egli era incapace di rappresentare completamente l’opera di Dio. Per quale motivo Giovanni, Pietro e Paolo pronunciarono molte parole come aveva fatto Gesù, eppure non avevano la stessa identità di Gesù? Principalmente perché l’opera che svolsero fu diversa. Gesù personificava lo Spirito di Dio, ed era lo Spirito di Dio che agiva direttamente. Compì l’opera della nuova era, l’opera che in precedenza nessuno aveva fatto. Aprì una nuova via, rappresentò Jahvè e Dio Stesso. Mentre Pietro, Paolo e Davide, indipendentemente da come fossero stati chiamati, rappresentavano unicamente l’identità di una creatura di Dio, o furono inviati da Gesù o da Jahvè. Dunque, a prescindere da quante opere avessero compiuto o dalla grandezza dei loro miracoli, erano comunque solo delle creature di Dio, incapaci di rappresentarne lo Spirito divino. Operarono in nome di Dio o dopo essere stati mandati da Dio; inoltre, operarono nelle età iniziate da Gesù o da Jahvè, e l’opera che svolsero non era separata. In fin dei conti, erano soltanto creature di Dio.

da “Riguardo all’appellativo e all’identità” in La Parola appare nella carne

43. Qual era esattamente la differenza tra l’opera compiuta da Gesù e quella compiuta da Giovanni? L’unica ragione era forse il fatto che Giovanni fosse stato colui che aveva spianato la strada a Gesù? O il fatto che ciò fosse stato predestinato da Dio? Benché anche Giovanni abbia detto: “Ravvedetevi, perché il Regno dei Cieli è vicino”, e abbia altresì predicato il Vangelo del Regno dei Cieli, la sua opera non fu approfondita e costituì semplicemente un inizio. Invece, Gesù inaugurò una nuova era e portò a termine la vecchia, ma adempì anche la legge dell’Antico Testamento. L’opera che compì era più grande di quella di Giovanni, ed Egli venne a redimere tutta l’umanità. Fu Lui a svolgere quella fase dell’opera. Giovanni preparò semplicemente la strada. Anche se la sua opera fu grande, le sue parole molteplici e i discepoli che lo seguirono numerosi, la sua opera non fece altro che portare all’uomo un nuovo inizio. Da lui l’uomo non ricevette mai la vita, la via o verità più profonde, e per suo tramite non ottenne neppure la comprensione della volontà di Dio. Giovanni fu un grande profeta (Elia) che esplorò un nuovo terreno per l’opera di Gesù e che preparò gli eletti; fu il precursore per l’Età della Grazia. Simili questioni non si possono discernere semplicemente osservando il loro normale aspetto umano. In particolare, anche Giovanni svolse un’opera molto grande; inoltre, nacque dalla promessa dello Spirito Santo e la sua opera fu da Lui sostenuta. Dunque si può distinguere tra le loro rispettive identità solo attraverso la loro opera, perché l’aspetto esteriore dell’uomo non è indicativo della sua sostanza ed egli non è in grado di accertare la vera testimonianza dello Spirito Santo. L’opera svolta da Giovanni e quella svolta da Gesù non furono uguali, bensì di diversa natura. È questo che dovrebbe determinare se egli sia Dio oppure no. L’opera di Gesù consistette nell’iniziare, nel continuare, nel concludere e nel realizzare. Ciascuna di queste fasi fu compiuta da Gesù, mentre l’opera di Giovanni era solo quella di un inizio. In principio, Gesù diffuse il Vangelo e predicò la via del pentimento, poi passò a battezzare l’uomo, a guarire le malattie e a scacciare i demoni. Alla fine redense l’umanità dal peccato e completò la Sua opera per l’intera epoca. Predicò all’uomo e diffuse il Vangelo del Regno dei Cieli in tutti i luoghi. Lo stesso vale per Giovanni, con la differenza che Gesù inaugurò una nuova epoca e portò all’uomo l’Età della Grazia. Dalla Sua bocca uscì la parola su cosa l’uomo avrebbe dovuto praticare e sulla via che avrebbe dovuto seguire nell’Età della Grazia, e alla fine Egli completò l’opera di redenzione. Essa non avrebbe mai potuto essere svolta da Giovanni. Così fu Gesù a compiere l’opera di Dio Stesso, ed è Lui a essere Dio Stesso e a rappresentarLo direttamente.

da “Il mistero dell’incarnazione (1)” in La Parola appare nella carne

44. Dovete sapere come differenziare l’opera di Dio da quella dell’uomo. Che cosa sei in grado di vedere dall’opera dell’uomo? Ci sono un sacco di elementi dell’esperienza umana nell’opera dell’uomo; quel che l’uomo esprime è ciò che egli è. Anche l’opera propria di Dio esprime ciò che Egli è, ma ciò che Egli è differisce da ciò che l’uomo è. Ciò che l’uomo è rappresenta l’esperienza e la vita dell’uomo (ciò che l’uomo sperimenta o incontra nella propria vita, o le filosofie di vita che possiede), e le persone che vivono in contesti differenti esprimono esseri differenti. Che tu abbia o meno delle esperienze sociali e che cosa tu di fatto viva e sperimenti nella tua famiglia, può essere osservato in ciò che esprimi, mentre tu non puoi vedere dall’opera del Dio incarnato se Egli abbia o meno delle esperienze sociali. Egli è perfettamente consapevole dell’essenza dell’uomo, Egli può rivelare ogni tipo di pratica relativa a qualsiasi genere di persona. È ancor più bravo nel rivelare l’indole umana corrotta e il comportamento ribelle. Non vive tra la gente del mondo, ma è consapevole della natura dei mortali e di tutte le corruzioni della gente del mondo. Questo è ciò che Egli è. Sebbene non abbia a che fare con il mondo, Egli conosce le regole dell’avere a che fare con il mondo, poiché comprende appieno la natura umana. Conosce l’opera dello Spirito, che gli occhi dell’uomo non possono vedere e che le orecchie dell’uomo non possono sentire, sia di oggi che del passato. Ciò include una saggezza che non è una filosofia di vita, e un aspetto prodigioso che la gente fatica a immaginare. Questo è ciò che Egli è, palesato e al tempo stesso nascosto alla gente. Ciò che Egli esprime non è quale straordinaria persona Egli sia, bensì gli attributi intrinseci e l’essere dello Spirito. Egli non viaggia per il mondo, ma ne conosce ogni aspetto. Contatta gli “antropoidi” che non hanno alcuna conoscenza né intuizione, ma esprime parole che sono più elevate della conoscenza e superiori a quelle di grandi uomini. Vive in mezzo a un gruppo di persone ottuse e intontite che non hanno umanità, e che non comprendono la vita e le convenzioni umane, ma può chiedere al genere umano di condurre una vita umana normale, rivelando al tempo stesso la bassezza e la meschinità dell’umanità del genere umano. Tutto questo è ciò che Egli è, più alto di quanto sia ogni persona in carne e ossa. Per Lui, non è necessario fare esperienza di una complessa, complicata e sordida vita sociale, per compiere l’opera che Egli deve fare e svelare a fondo l’essenza di un’umanità corrotta. La sordida vita sociale non edifica la Sua carne. La Sua opera e le Sue parole si limitano a rivelare la disobbedienza dell’uomo e non forniscono all’uomo esperienza e lezioni per affrontare il mondo. Non ha bisogno di indagare società o famiglia dell’uomo mentre dona all’uomo la vita. Mettere a nudo e giudicare l’uomo non è un’espressione delle esperienze della Sua carne, serve per rivelare l’iniquità dell’uomo, dopo aver conosciuto a lungo la disobbedienza umana e detestato la corruzione umana. L’opera che Egli compie consiste nel rivelare la Propria indole all’uomo ed esprimere il Proprio essere. Egli soltanto può svolgere quest’opera, non si tratta di qualcosa che una persona in carne e ossa possa fare.

da “L’opera di Dio e l’opera dell’uomo” in La Parola appare nella carne

Note a piè di pagina:

a. Il testo originale non contiene la frase “se Egli sia Dio”.

Pagina precedente: C. Capire la verità ed entrare nella realtà

Pagina successiva: E. Comprendere l’opera dello Spirito Santo e individuare l’opera degli spiriti maligni

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