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Discorsi di Cristo degli ultimi giorni (Selezioni)

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Passi scelti tratti dai dieci brani della parola di Dio su “Lavoro e ingresso” Parte 4

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Passi scelti tratti dai dieci brani della parola di Dio su “Lavoro e ingresso” Parte 4

34. Alcune radicate tradizioni etniche e prospettive mentali hanno da tempo gettato un’ombra sullo spirito puro e infantile dell’uomo, hanno attaccato l’anima dell’uomo senza la benché minima umanità, come se fossero privi di emozione o di qualunque senso di sé. I metodi di questi demoni sono estremamente crudeli ed è come se istruzione e educazione fossero divenuti delle modalità tradizionali mediante le quali il re dei demoni trucida l’uomo; usando il suo “insegnamento profondo” copre completamente l’orrido aspetto della sua anima, assumendo le sembianze di una pecora per ottenere la fiducia dell’uomo e quindi approfittare del momento in cui l’uomo dorme per divorarlo completamente. Poveri uomini – come potrebbero sapere che la terra in cui sono stati cresciuti è la terra del diavolo, che colui che li ha cresciuti è in realtà un nemico che fa loro del male. Eppure l’uomo non si sveglia affatto; dopo aver soddisfatto la propria fame e la propria sete, si prepara a ricambiare la “gentilezza” che i suoi “genitori” hanno dimostrato nell’allevarlo. Ecco com’è fatto l’uomo. Oggi, ancora non sa che il re che l’ha cresciuto è suo nemico. La terra è disseminata di ossa di morti, il diavolo si diverte senza posa e continua a divorare la carne dell’uomo nell’“aldilà”, condividendo una tomba con scheletri umani e tentando invano di consumare gli ultimi resti del corpo dell’uomo ridotto a brandelli. Eppure l’uomo resta nella sua ignoranza e non ha mai trattato il diavolo da nemico, bensì lo serve con tutto il cuore. Un popolo così depravato non è in grado di conoscere Dio. È facile per Dio farSi carne e venire tra gli uomini, per compiere la Sua opera di salvezza? Come potrebbe l’uomo, già sepolto nell’Ade, essere in grado di soddisfare le richieste divine?

da “Lavoro e ingresso (9)” in La Parola appare nella carne

35. Sono molte le notti insonni che Dio ha trascorso per amore della Sua opera a favore del genere umano. Da lassù sin nelle profondità degli abissi, Egli è disceso nell’inferno vivente in cui abita l’uomo, per trascorrere i Suoi giorni con l’uomo, non Si è mai lamentato dello squallore imperante tra gli uomini, non ha mai rimproverato gli uomini per la loro disobbedienza, bensì sopporta le più grandi umiliazioni, mentre compie personalmente la Propria opera. Come potrebbe Dio appartenere all’inferno? Come potrebbe trascorrere la Propria vita all’inferno? Solo per il bene dell’intero genere umano, così che l’umanità intera possa al più presto trovare riposo, Egli ha accettato l’umiliazione e ha tollerato l’ingiustizia di venire sulla terra, e di entrare personalmente nell’”inferno” e nell’”Ade”, nella tana della tigre, per salvare l’uomo. Come può l’uomo essere qualificato per contrastare Dio? Quali ragioni può addurre per lamentarsi, ancora una volta, di Dio? Come può avere il coraggio di guardare di nuovo a Dio? Il Dio dei cieli è venuto in questa ripugnante terra del vizio, senza mai accennare alla benché minima lamentela né rimprovero verso l’uomo, bensì accettando in silenzio i soprusi[27] e l’oppressione dell’uomo. Egli non Si è mai sottratto alle irragionevoli richieste dell’uomo, non ha mai fatto a Sua volta richieste eccesive o irragionevoli all’uomo; Egli Si limita a svolgere tutta l’opera richiesta dall’uomo senza lamentarSi: insegnando, illuminando, rimproverando, raffinando le parole, rammentando, esortando, consolando, giudicando e rivelando. Quale delle Sue fasi non è stata per la vita dell’uomo? Sebbene Egli abbia rimosso le prospettive e il destino dell’uomo, quale delle fasi dell’opera di Dio non è stata in favore del destino dell’uomo? Quale non è stata compiuta ai fini della sopravvivenza dell’uomo? Quale non è stata compiuta per liberare l’uomo dalla sofferenza e dall’oppressione delle forze oscure, nere come la notte? Quale non è stata compiuta per il bene dell’uomo? Chi può comprendere il cuore di Dio, che è come quello di una madre amorosa? Chi può comprendere il cuore ansioso di Dio? Il cuore appassionato e le ardenti aspettative di Dio sono stati ripagati con cuori freddi, sguardi duri, indifferenti, con ripetuti rimproveri e insulti da parte dell’uomo, con osservazioni taglienti, sarcasmo e denigrazione, sono stati ripagati da parte dell’uomo con lo scherno, con il disprezzo e rifiuto, con l’incomprensione, il suo lamento e straniamento, la sua elusione, con nient’altro che falsità, accuse e amarezza. Parole piene di calore sono state accolte con cipiglio feroce e la gelida sfida dell’agitarsi di mille dita. Dio non può che sopportare, a testa bassa, servendo la gente come un bove mansueto.[28] Quanti soli e quante lune, quante volte ha guardato le stelle, quante volte è partito all’alba per tornare a sera inoltrata, girandoSi e rigirandoSi, sostenendo una pena migliaia di volte maggiore di quella del Suo allontanamento dal Padre Suo, sopportando gli attacchi e la rottura dell’uomo, e la potatura e il trattamento dell’uomo. L’umiltà e il nascondimento di Dio sono stati ripagati dall’uomo con il pregiudizio[29], con considerazioni e un trattamento ingiusto da parte dell’uomo, e il Suo anonimato, la Sua pazienza e tolleranza sono stati ricambiati con uno sguardo avido da parte dell’uomo; l’uomo cerca di calpestare Dio fino alla morte, senza alcun rimorso, nel tentativo di schiacciarLo al suolo. L’atteggiamento dell’uomo nel suo modo di trattare Dio è un atteggiamento di “rara intelligenza” e Dio, tiranneggiato e disprezzato dall’uomo, viene schiacciato sotto i piedi di decine di migliaia di persone, mentre l’uomo se ne sta ritto in alto, come se fosse il re del castello, come se volesse prendere il potere assoluto[30] e tenere banco da dietro uno schermo, per fare di Dio il coscienzioso e rispettoso regista dietro le quinte, cui non è permesso controbattere o causare problemi; Dio deve interpretare la parte dell’Ultimo Imperatore, deve essere un burattino[31] privo di qualsiasi libertà. Le azioni dell’uomo sono inenarrabili, pertanto, come può essere qualificato per chiedere a Dio questo o quello? Come può essere qualificato per offrire dei suggerimenti a Dio? Come può essere qualificato per chiedere che Dio provi simpatia per le sue debolezze? Come può essere pronto ad accogliere la misericordia di Dio? Come può essere pronto a ricevere ripetutamente la Sua magnanimità? Come può essere pronto a ricevere ripetutamente il perdono di Dio? Dov’è la sua coscienza? Ha spezzato il cuore di Dio molto tempo fa, ha da tempo fatto a pezzi il cuore di Dio. Dio è venuto tra gli uomini pieno di energia e di entusiasmo, sperando che l’uomo fosse generoso e accogliente nei Suoi confronti, concedendoGli anche solo un po’ di calore. E invece l’uomo si è rivelato lento nel confortare il cuore di Dio e tutto ciò che Egli ha ricevuto non è stato che una valanga[32] di attacchi e tormento; il cuore dell’uomo è troppo avido, il suo desiderio troppo grande, mai sazio, costantemente subdolo e avventato, non concede mai a Dio alcuna libertà o diritto di parola e non Gli lascia altra scelta che quella di sottomettersi all’umiliazione e di permettere all’uomo di manipolarLo in qualunque modo egli desideri.

da “Lavoro e ingresso (9)” in La Parola appare nella carne

36. Dalla creazione fino al momento presente, Dio ha sopportato un’enorme sofferenza e ha subito innumerevoli attacchi. Eppure, anche oggi, l’uomo ancora non smette di avanzare le proprie richieste a Dio, ancora studia Dio, ancora non dimostra alcuna tolleranza nei Suoi confronti, e non fa nulla se non formulare consigli, critiche e sanzioni disciplinari nei Suoi confronti, come se temesse profondamente che Dio prenda il percorso sbagliato, che il Dio sulla terra sia brutale e irragionevole, o che guidi delle rivolte, o che non combini nulla. L’uomo ha sempre questo tipo di atteggiamento nei confronti di Dio. Come potrebbe ciò non rattristare Dio? Nel farSi carne, Dio ha sopportato una tremenda sofferenza e umiliazione; quanto peggio è, pertanto, far sì che Dio debba accettare gli insegnamenti dell’uomo? La Sua venuta in mezzo agli uomini Lo ha privato di ogni libertà, come se fosse stato imprigionato nell’Ade, ed Egli ha accettato la dissezione dell’uomo senza opporre la benché minima resistenza. Non è vergognoso? Nell’entrare a far parte della famiglia di una persona normale, Gesù ha sofferto la più grande ingiustizia. Ancor più umiliante è il fatto che Egli sia venuto in questo mondo polveroso e abbia umiliato Sé Stesso nel modo più profondo possibile e abbia assunto un corpo sommamente ordinario. Nel divenire un misero essere umano, Dio l’Altissimo non Si trova davanti a delle difficoltà? E non fa tutto questo per il genere umano? Ci sono state delle volte in cui Egli abbia pensato a Sé Stesso? Dopo essere stato rifiutato e messo a morte dagli Ebrei e deriso e preso in giro dalla gente, Egli non Si è lamentato con il Cielo né ha protestato con la terra. Oggi, una simile tragedia vecchia di millenni viene riproposta in questa popolazione simile agli Ebrei. Non commettono gli stessi peccati? Che cosa rende l’uomo qualificato per ricevere le promesse di Dio? Non si oppone forse a Dio e poi Ne accetta le benedizioni? Perché l’uomo non affronta mai la giustizia o non cerca la verità? Perché non presta mai interesse per ciò che Dio fa? Dov’è la sua rettitudine? Dov’è la sua correttezza? Ha il fegato di rappresentare Dio? Dov’è il suo senso di giustizia? Quanto di ciò che è amato dall’uomo è amato da Dio? L’uomo prende lucciole per lanterne,[33] confonde continuamente il nero con il bianco, sopprime la giustizia e la verità, mentre innalza l’ingiustizia e l’iniquità. Evita la luce, preferendo saltellare nel buio. Coloro che cercano la verità e la giustizia, invece, scacciano la luce, coloro che cercano Dio, Lo calpestano sotto i piedi e innalzano sé stessi fino al cielo. L’uomo non è diverso da un bandito[34]. Dov’è la sua ragione? Chi può distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato? Chi può promuovere la giustizia? Chi è disposto a soffrire per la verità? Le persone sono viziose e diaboliche! Dopo avere inchiodato Dio alla croce, applaudono e si rallegrano, alzando grida selvagge senza posa. Sono come galline e cani, collusi e conniventi, hanno instaurato il loro regno personale, la loro intromissione non ha tralasciato alcun luogo, hanno chiuso gli occhi e ululano in modo folle senza posa, tutti riuniti insieme, e una turgida atmosfera pervade l’ambiente, frenetica e chiassosa, e coloro che ciecamente si attaccano agli altri continuano a emergere, mentre reggono tutti in alto gli “illustri” nomi dei propri antenati. Questi cani e galline tempo fa hanno relegato Dio nei recessi della loro mente e non hanno prestato mai alcuna attenzione allo stato del cuore di Dio. Nessuna meraviglia, quindi, che Dio dica che l’uomo è come un cane o una gallina, un cane che abbaia e che ne fa ululare altri cento; in tal modo, con grande strepito e clamore, l’uomo ha portato l’opera di Dio nel giorno presente, incurante di quale sia l’aspetto dell’opera di Dio, o se ci sia giustizia, o se Dio abbia un posto in cui posare i piedi, o di come sia il domani, o della sua condizione abietta, e della sua personale sozzura. L’uomo non si è mai dato troppo pensiero per queste cose, non si è mai preoccupato del domani, arraffando tutto ciò che è utile e prezioso tra le braccia, senza lasciare a Dio null’altro che avanzi e scarti.[35] Quanto è crudele il genere umano! Non risparmia alcun sentimento per Dio, e dopo averNe divorato in segreto ogni cosa, getta Dio il più lontano possibile da sé, senza più prestare la benché minima attenzione alla Sua esistenza. Gode di Dio, eppure Gli si oppone e Lo calpesta sotto i piedi, mentre con la bocca Gli rende grazie e Ne celebra le lodi; prega Dio e dipende da Dio, ma al tempo stesso Lo inganna; “esalta” il nome di Dio e guarda in alto al volto di Dio, eppure, al tempo stesso, sfacciatamente e spudoratamente siede sul trono di Dio ergendosi a giudice dell’“ingiustizia” di Dio; dalla sua bocca escono le parole che egli è in debito con Dio, e osserva le parole di Dio, ma nel suo cuore scaglia invettive contro Dio; è “tollerante” nei confronti di Dio eppure Lo opprime, e la sua bocca dice che è per amore di Dio; nelle sue mani regge le cose di Dio e nella sua bocca mastica il cibo che Dio gli ha dato, eppure i suoi occhi posano su Dio uno sguardo freddo e privo di emozioni, come se fosse determinato a divorare tutto di Lui; guarda alla verità, ma insiste nel dire che è un inganno di Satana; guarda alla giustizia, ma la costringe a diventare abnegazione; guarda alle azioni dell’uomo, ma insiste nell’affermare che esse sono ciò in cui Dio consiste; guarda ai doni naturali dell’uomo, ma insiste ad affermare che essi sono la verità; guarda alle azioni di Dio, ma insiste a dichiarare che non sono che arroganza e presunzione, spacconate e senso di superiorità: quando l’uomo guarda a Dio, insiste nell’etichettarLo come umano e cerca in tutti i modi di assegnarGli il ruolo di creatura in combutta con Satana; sa molto bene che sono affermazioni pronunciate da Dio, eppure dichiara che sono scritti dell’uomo; sa molto bene che lo Spirito appare nella carne, che Dio Si è fatto carne, ma si limita a dire che questa carne è stirpe[36] di Satana; sa molto bene che Dio è umile e nascosto, eppure si limita a dire che Satana è stato umiliato e che Dio ha vinto. Che buono a nulla! L’uomo non è nemmeno degno di servire come cane da guardia! Non distingue il bianco dal nero e distorce deliberatamente il nero in bianco. Le forze dell’uomo e l’assedio dell’uomo possono sostenere il giorno dell’emancipazione di Dio? Dopo essersi deliberatamente opposto a Dio, all’uomo non potrebbe importare di meno, o addirittura si spinge fino a metterLo a morte, senza dare a Dio l’opportunità di manifestare Sé Stesso. Dov’è la rettitudine? Dov’è l’amore? Egli siede accanto a Dio, e spinge Dio a inginocchiarSi per implorare perdono, per obbedire a tutte le sue decisioni, per accondiscendere a tutte le sue manovre, e pretende che Dio Si attenga ai suoi criteri in tutto ciò che fa, oppure si infuria[37] ed esplode d’ira. Come potrebbe Dio non essere afflitto dal dolore per tale influenza delle tenebre, che volge il nero in bianco? Come potrebbe non esserne preoccupato? Perché si dice che quando Dio ha dato inizio alla Sua ultima opera, ciò ha rappresentato l’alba di una nuova epoca? Le azioni dell’uomo sono così “ricche”, la “fonte perenne di acqua viva” “riempie” incessantemente il campo del cuore dell’uomo, mentre “la fonte di acqua viva” dell’uomo compete con Dio senza alcuno scrupolo;[38] le due sono irriconciliabili ed essa provvede alle persone al posto di Dio, senza alcuna riserva, mentre l’uomo vi contribuisce senza alcuna considerazione dei pericoli che ciò comporta. E con quale effetto? Che freddamente l’uomo mette Dio da parte e Lo relega lontano, mentre la gente non Gli presta più alcuna attenzione, nel profondo timore che Egli attragga la loro attenzione e che la fonte di acqua viva di Dio attragga e guadagni l’uomo. Così, dopo aver sperimentato molti anni di preoccupazioni mondane, l’uomo diventa connivente e trama contro Dio e Lo rende persino il bersaglio del suo castigo. È come se Dio fosse diventato una trave nel suo occhio ed egli stesse disperatamente tentando di afferrare Dio e di gettarLo nel fuoco per essere raffinato e purificato. Vedendo lo sconforto di Dio, l’uomo si batte il petto e ride, balla di gioia e dice che anche Dio è stato avviato al processo di purificazione e che egli brucerà le impurità di Dio, come se ciò fosse razionale e avesse un senso, come se questi fossero i corretti e ragionevoli metodi del Cielo. Questo comportamento violento da parte dell’uomo sembra simultaneamente deliberato e inconscio. L’uomo rivela il suo volto deturpato e la sua orrenda, ripugnante anima, così come anche il suo pietoso aspetto di accattone; dopo aver impazzato in lungo e in largo, egli assume un’aria patetica e implora il perdono del Cielo, come un cagnolino miserabile. L’uomo agisce sempre in modi inaspettati, costantemente “cavalca il dorso di una tigre per spaventare gli altri”[b], si unisce al divertimento ogni volta che può, non prende nella benché minima considerazione il cuore di Dio, né fa alcun confronto con il proprio stato. Si limita a opporsi in silenzio a Dio, come se Dio gli avesse fatto un torto, e non avesse dovuto trattarlo in tal modo, e come se il Cielo non avesse occhi e gli rendesse le cose difficili deliberatamente. Così, in segreto, l’uomo mette costantemente a punto viziose congiure, e non viene niente affatto meno alle proprie richieste a Dio, fissandoLo con occhi predatori che brillano furiosi a ogni mossa di Dio, senza mai pensare di essere nemico di Dio e sperando che verrà il giorno in cui Dio dissiperà la nebbia, renderà nitide le cose, lo salverà dalle “fauci della tigre” e si assumerà il compito di vendicarlo. Persino oggi, la gente ancora non pensa che stia giocando il ruolo di opporsi a Dio, come del resto hanno fatto in moltissimi nel corso dei secoli; come potrebbero gli uomini essere a conoscenza del fatto che, in tutto ciò che fanno, si sono da tempo smarriti, che tutto ciò che hanno capito è stato da tempo inghiottito dai mari?

Chi ha mai accettato la verità? Chi ha mai dato il benvenuto a Dio a braccia aperte? Chi ha mai felicemente desiderato l’apparizione di Dio? Il comportamento dell’uomo è da tempo degenerato, e la sua contaminazione ha da tempo reso il tempio di Dio irriconoscibile. L’uomo, nel frattempo, porta ancora avanti il proprio lavoro, sempre guardando Dio dall’alto al basso. È come se la sua opposizione a Dio fosse stata scolpita nella pietra e fosse diventata immutabile, e di conseguenza preferirebbe essere maledetto che assistere a ulteriori maltrattamenti delle sue parole e delle sue azioni. Come potrebbe gente simile conoscere Dio? Come potrebbero tali persone trovare riposo con Dio, e come potrebbero essere adatte a comparire al cospetto di Dio?

da “Lavoro e ingresso (9)” in La Parola appare nella carne

37. Ho trascorso molti giorni e molte notti con l’uomo, ho dimorato nel mondo insieme all’uomo e non ho fatto mai nessun’altra richiesta all’uomo; Mi limito a guidare l’uomo perché vada sempre avanti, non faccio nulla se non condurre l’uomo e, per il bene del destino dell’umanità, incessantemente svolgo il lavoro di organizzazione. Chi ha mai compreso la volontà del Padre celeste? Chi è passato tra cielo e terra? Io non desidero trascorrere ulteriormente la “vecchiaia” dell’uomo insieme a lui, poiché l’uomo è troppo “all’antica”, non capisce nulla, la sola cosa che sa fare è rimpinzarsi al banchetto che Io ho allestito, distaccato da tutto il resto – senza mai considerare nessun’altra questione. L’umanità è troppo avara, il clamore, il buio e il pericolo tra gli uomini sono troppo grandi e così non desidero condividere i preziosi frutti del trionfo ottenuto negli ultimi giorni. Che l’uomo goda delle ricche benedizioni che egli stesso ha creato, poiché non Mi accoglie – perché dovrei costringere l’umanità a fingere un sorriso? Ogni angolo del mondo è privo di calore, non c’è traccia della primavera in nessun paesaggio del mondo, poiché, come una creatura che dimora nell’acqua, l’uomo non ha il minimo calore, è come un cadavere, e persino il sangue che gli scorre nelle vene è come ghiaccio che gela il cuore. Dov’è il calore? L’uomo ha inchiodato Dio alla croce senza alcuna ragione, e in seguito non ha provato la benché minima perplessità. Mai qualcuno ha provato rimorso, e questi crudeli tiranni stanno ancora tramando di “prendere vivo”[39] il Figlio dell’uomo un’altra volta e di condurLo davanti a un plotone d’esecuzione per mettere fine all’odio che hanno in cuore. Che beneficio c’è nella Mia permanenza in questa terra pericolosa? Se rimango, l’unica cosa che porterò all’uomo sarà conflitto e violenza, e problemi senza fine, perché Io non ho mai portato la pace all’uomo, solo la guerra. Gli ultimi giorni dell’umanità devono essere colmi di guerra, e la destinazione dell’uomo deve vacillare in mezzo a violenza e conflitto. Non sono disposto a condividere la “delizia” della guerra, non vorrei appoggiare lo spargimento di sangue e il sacrificio dell’uomo, poiché il rifiuto dell’uomo Mi ha portato allo “sconforto”, e non ho il coraggio di assistere alle guerre dell’uomo – che l’uomo combatta pure quanto il suo cuore desidera; Io desidero riposare, voglio dormire; che i demoni siano compagni del genere umano nei suoi ultimi giorni! Chi conosce il Mio volere? Poiché non sono ben accetto dall’uomo ed egli non Mi ha mai atteso, posso solo dirgli addio e assegnargli la destinazione del genere umano, lasciare agli uomini tutte le Mie ricchezze, spargere la Mia vita in mezzo a loro, piantare il seme della Mia vita nel campo del cuore dell’uomo, lasciargli ricordi eterni, lasciare all’umanità tutto il Mio amore e dare all’uomo tutto ciò che di Me gli è caro, come il dono dell’amore per il quale aneliamo gli uni agli altri. Vorrei che ci amassimo gli uni gli altri per sempre, che il nostro ieri fosse un bel regalo da donare gli uni agli altri, poiché Io ho già elargito tutto Me Stesso al genere umano – di che potrebbe mai lamentarsi l’uomo? Ho già lasciato l’intera Mia vita all’uomo e, senza una parola, ho lavorato duro per dissodare una “bella terra d’amore” per l’umanità; Io non ho mai fatto alcuna equa richiesta all’uomo, e non ho fatto altro che sottostare semplicemente ai piani predisposti dall’uomo e creare un domani migliore per il genere umano.

da “Lavoro e ingresso (10)” in La Parola appare nella carne

38. L’incarnazione di Dio ha inviato onde d’urto in tutte le sette e le denominazioni, ha “messo a soqquadro” il loro ordine originale e ha scosso i cuori di tutti coloro che anelano all’apparizione di Dio. Chi non è in adorazione? Chi non anela a vedere Dio? Dio è in mezzo agli uomini da molti anni, eppure l’uomo non se ne è mai accorto. Oggi, Dio Stesso è apparso e ha mostrato la Sua identità alle masse – questo come potrebbe non recare delizia al cuore dell’uomo? Dio un tempo ha condiviso gioie e dolori con l’uomo, e oggi Si è riunito al genere umano e condivide con lui le storie dei tempi passati. Dopo che Egli ha abbandonato la Giudea, la gente non è più riuscita a trovare alcuna traccia di Lui. Gli uomini anelano a un nuovo incontro con Dio, senza sapere che oggi Lo hanno incontrato di nuovo e si sono a Lui riuniti. Come potrebbe questo non riportare alla memoria i pensieri di ieri? Duemila anni fa, Simone figlio di Giona discendente dei Giudei, vide Gesù il Salvatore, mangiò alla stessa tavola con Lui e, dopo averLo seguito per molti anni, giunse a provare per Lui un profondo affetto: Lo amava dal profondo del cuore, amava il Signore Gesù profondamente. Il popolo giudaico non sapeva nulla di come questo bimbo dai capelli d’oro, nato in un una fredda mangiatoia, fosse la prima immagine dell’incarnazione di Dio. Pensavano tutti che Egli fosse come loro, nessuno Lo considerava in qualche modo diverso – come poteva la gente riconoscere questo Gesù, normale e ordinario? Il popolo giudaico Lo riteneva un Giudeo, figlio dei suoi tempi. Nessuno Lo considerava un Dio amabile, e le persone non fecero altro che avanzare cieche richieste, chiedendo che Egli desse loro ricchezze e grazie in abbondanza, e pace, e gioia. Sapevano solo che, al pari di un milionario, Egli aveva tutto ciò che Si potesse desiderare. Eppure non Lo trattarono mai come uno amato; la gente del tempo non Lo amava, anzi, protestava contro di Lui e avanzava richieste irrazionali, ed Egli non faceva mai resistenza, concedendo all’uomo grazie in continuazione, anche se l’uomo non Lo conosceva. Non fece nulla se non dare in silenzio calore, amore e misericordia, e anche di più, Egli diede all’uomo nuovi mezzi di pratica, conducendolo al di fuori dei limiti della legge. Gli uomini non Lo amavano, Lo invidiavano soltanto, riconoscendo i Suoi eccezionali talenti. Come potrebbe la cieca umanità sapere quanto sia grande l’umiliazione subita dall’amabile Gesù il Salvatore quando venne tra gli uomini? Nessuno considerò la Sua angoscia, nessuno sapeva del Suo amore per Dio Padre, e nessuno poteva sapere della Sua solitudine; anche se Maria era Sua madre naturale, come poteva conoscere i pensieri presenti nel cuore del misericordioso Signore Gesù? Chi conosceva l’indicibile sofferenza sopportata dal Figlio dell’uomo? Dopo averGli fatto le proprie richieste, la gente del tempo Lo relegava con freddezza in un angolo della mente e Lo scacciava. Così Egli vagava per le strade, giorno dopo giorno, anno dopo anno, alla deriva, per molti anni, fino a che Egli non ebbe vissuto per trentatré duri anni, anni che erano stati nel contempo lunghi e brevi. Quando le persone avevano bisogno di Lui, Lo invitavano nelle loro case con volti sorridenti per presentarGli delle richieste – e dopo che Egli le aveva esaudite, Lo mettevano immediatamente alla porta. Le persone si nutrirono di quello che usciva dalla Sua bocca, bevvero il Suo sangue, godettero delle grazie che Egli elargì loro, eppure Gli si opposero perché non avevano mai conosciuto Colui che aveva dato loro la vita. Infine, Lo inchiodarono alla croce e, anche in tale frangente, Egli non emise alcun suono. E anche oggi Egli resta in silenzio. Le persone mangiano la Sua carne, mangiano il cibo che Egli prepara per loro, percorrono la strada che Egli ha aperto per loro, e bevono il Suo sangue, eppure intendono ancora respingerLo, anzi, trattano il Dio che ha dato loro la vita come un nemico, e trattano invece come Padre celeste quelli che sono schiavi proprio come loro. Così facendo, non si oppongono deliberatamente a Lui? Com’è che Gesù è venuto a morire sulla croce? Lo sapete? Non fu tradito da Giuda, che era il più vicino a Lui e si era nutrito di Lui, si era dissetato di Lui e aveva goduto di Lui? La ragione del tradimento di Giuda non fu perché Gesù non era altro che un piccolo, normale maestro? Se le persone Lo avessero davvero considerato straordinario, al pari di Uno venuto dal cielo, come avrebbero potuto inchiodarLo vivo sulla croce per ventiquattr’ore, finché non Gli rimase più respiro in corpo? Chi può conoscere Dio? Le persone non fanno nulla se non godere di Dio con insaziabile avidità, ma non Lo hanno mai conosciuto. È stato dato loro un centimetro e si sono presi un chilometro, e rendono Gesù del tutto obbediente ai loro comandi, ai loro ordini. Chi ha mai mostrato qualcosa di simile alla misericordia verso questo Figlio dell’uomo, che non ha un posto dove posare il capo? Chi ha mai pensato di unire le proprie forze con le Sue per completare l’incarico assegnatoGli da Dio Padre? Chi ha mai speso un pensiero per Lui? Chi è mai stato sollecito verso le Sue difficoltà? Senza il benché minimo amore, l’uomo Lo strattona avanti e indietro; l’uomo non sa da dove provengano la propria luce e la propria vita, e non fa nulla se non pianificare in segreto come crocifiggere ancora una volta il Gesù di duemila anni fa, che ha sperimentato il dolore in mezzo agli uomini. Davvero Gesù ispira un tale odio? Tutto quello che ha fatto è stato dimenticato da tempo? L’odio che si è condensato per migliaia di anni verrà finalmente fatto esplodere. Voi, razza di Giudei! Quando mai Gesù Si è dimostrato ostile nei vostri confronti, perché voi Lo odiate a tal punto? Egli ha fatto molto e ha parlato molto: nulla di ciò vi è stato di alcun beneficio? Vi ha fatto dono della Propria vita senza chiedervi nulla in cambio, vi ha dato tutto Se Stesso: davvero volete ancora mangiarLo vivo? Vi ha dato tutto Se Stesso senza trattenere nulla, senza neppure godere della gloria terrena, del calore e dell’amore e di tutte le benedizioni dello stare tra gli uomini. La gente è così meschina nei Suoi confronti, Egli non ha mai goduto di alcuna ricchezza sulla terra, ha dedicato all’uomo tutto il Proprio cuore sincero e appassionato, ha lasciato in eredità all’umanità tutto Se Stesso – e chi mai ha dato a Lui un po’ di calore? Chi ha mai dato a Lui un po’ di conforto? L’uomo ha accumulato tutta la pressione su di Lui, ha passato a Lui tutte le disgrazie, Gli ha imposto tutte le esperienze più spiacevoli dell’uomo, Lo accusa di ogni ingiustizia, ed Egli ha tacitamente accettato. Ha mai protestato con qualcuno? Ha mai chiesto a qualcuno la benché minima ricompensa? Chi Gli ha mai dimostrato simpatia? In quanto gente normale, chi di voi non ha avuto un’infanzia fantastica? Chi non ha avuto una giovinezza vivace? Chi non ha il calore dei propri cari? Chi è privo dell’affetto di parenti e amici? Chi del rispetto degli altri? Chi del calore di una famiglia? Chi del conforto dei propri confidenti? Egli ha mai goduto di una qualsiasi di queste cose? Chi Gli ha mai dato un po’ di calore? Chi Gli ha mai dato un briciolo di conforto? Chi Gli ha mai dimostrato un po’ di considerazione umana? Chi è mai stato tollerante con Lui? Chi è mai stato al Suo fianco nei momenti difficili? Chi ha mai affrontato le avversità con Lui? L’uomo non ha mai cessato di avanzare richieste nei Suoi confronti; Gli fa semplicemente delle domande senza alcuno scrupolo, come se, essendo Egli venuto nel mondo dell’uomo, debba per questo essere un suo bue o un suo cavallo, un suo prigioniero, e sia tenuto a dare ogni Sua cosa all’uomo; altrimenti, l’uomo non Lo perdonerà mai, né sarà mai indulgente con Lui, né Lo chiamerà mai Dio e Lo terrà in alta considerazione. L’uomo è troppo severo nel proprio atteggiamento verso Dio, come se si proponesse di tormentare Dio fino alla morte, e solo dopo questo ridurrà le proprie richieste a Dio; diversamente, l’uomo non abbasserà mai il livello delle proprie richieste a Dio. Come potrebbe un uomo simile non essere disprezzato da Dio? Non è questa la tragedia attuale? La coscienza dell’uomo non si vede da nessuna parte. Egli continua a sostenere che ricambierà l’amore di Dio, ma in realtà Lo fa a pezzi e Lo tortura a morte. Non è questa la “ricetta segreta” della sua fede in Dio, tramandatagli dai suoi antenati? Non c’è luogo in cui non si trovino dei “Giudei”, e ancora oggi essi svolgono lo stesso lavoro, ancora svolgono lo stesso lavoro di opporsi a Dio pur ritenendo di avere di Dio un’elevata considerazione. Come potrebbero gli occhi stessi dell’uomo conoscere Dio? Come potrebbe l’uomo, che vive nella carne, trattare come Dio il Dio incarnato che è venuto dallo Spirito? Chi tra gli uomini potrebbe conoscerLo? Dove è la verità fra gli uomini? Dove è l’autentica giustizia? Chi è in grado di conoscere l’indole di Dio? Chi può competere con il Dio in cielo? Non c’è da stupirsi che, quando Egli è venuto tra gli uomini, nessuno Lo abbia riconosciuto come Dio e che Egli sia stato respinto. Come può l’uomo tollerare l’esistenza di Dio? Come può permettere alla luce di dissipare le tenebre del mondo? Non appartiene tutto ciò alla lodevole devozione dell’uomo? Non è questo l’integerrimo ingresso dell’uomo? E non è l’opera di Dio incentrata sull’ingresso dell’uomo? Vorrei che voi uniste insieme l’opera di Dio e l’ingresso dell’uomo, e stabiliste un buon rapporto tra l’uomo e Dio, e svolgeste il dovere che dovrebbe essere eseguito dall’uomo al meglio delle sue capacità. In questo modo l’opera di Dio sarà, di conseguenza, giunta al termine, concludendosi con la Sua glorificazione!

da “Lavoro e ingresso (10)” in La Parola appare nella carne

Note a piè di pagina:

27. “Soprusi” viene utilizzato per mettere a nudo la disobbedienza dell’umanità.

28. “Parole piene di calore sono state accolte con cipiglio feroce e la gelida sfida dell’agitarsi di mille dita. Dio non può che sopportare, a testa bassa, servendo la gente come un bove mansueto” originariamente è una sola frase, ma qui è stata divisa in due per rendere le cose più chiare. La prima frase si riferisce alle azioni dell’uomo, mentre la seconda indica la sofferenza subita da Dio, e che Dio è umile e nascosto.

29. “Pregiudizio” si riferisce al comportamento disobbediente delle persone.

30. “Prendere il potere assoluto” si riferisce al comportamento disobbediente delle persone. Esse si mettono su un piedistallo, incatenano gli altri, facendo in modo che li seguano e soffrano per loro. Si tratta di forze ostili a Dio.

31. “Burattino” viene utilizzato per ridicolizzare coloro che non conoscono Dio.

32. “Una valanga” viene utilizzato per evidenziare il comportamento abietto delle persone.

33. “prende lucciole per lanterne” indica il momento in cui le persone distorcono la volontà di Dio in qualcosa di satanico, riferendosi in maniera più ampia al comportamento delle persone quando rifiutano Dio.

34. “Bandito” viene utilizzato per indicare che le persone sono stupide e carenti di comprensione.

35. “Avanzi e scarti” viene utilizzato per indicare il comportamento con il quale le persone opprimono Dio.

36. “Stirpe” viene utilizzato in senso ironico.

37. “Si infuria” si riferisce al terribile aspetto dell’uomo che è arrabbiato ed esasperato.

38. “Senza alcuno scrupolo” ai riferisce al momento in cui le persone sono avventate, e non hanno il minimo rispetto nei confronti di Dio.

39. “Prendere vivo” si riferisce al comportamento violento e riprovevole dell’uomo. Egli è brutale e per nulla indulgente verso Dio, e Gli fa richieste assurde.

a. Il testo originale dice: “Alcuni perfino gridano”.

b. Si tratta di un modo di dire cinese.

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