209 La riflessione su me stesso mi dà una via da seguire

Avendo seguito Dio per tutto questo tempo,

ho compreso molte verità.

I miei numerosi fallimenti e tutto il dolore

che ho sofferto mi hanno destato, come da un sogno.

Soltanto vedendo me stesso attraverso le parole di Dio

scopro quanto profonda sia la mia corruzione.

La mia indole satanica

spesso mi spinge a mentire e a ingannare,

e sono sempre trascurato quando compio il mio dovere.

Non ho sembianze umane.

Agisco secondo la mia volontà

e di rado metto in pratica la verità.

Le mie azioni non hanno principi,

eppure credo di possedere la realtà della verità.

Non sono che un ipocrita,

non obbedisco affatto a Dio.

Opero soltanto per prestigio e reputazione;

il mio approccio alla vita è superficiale.

Osservo con attenzione lo spirito di Pietro

e so di esserne ben lontano;

mi vergogno più di quanto io possa esprimere.

Le persecuzioni e le tribolazioni mettono in evidenza

la mia mancanza di devozione e di amore per Dio.

Non dimentico mai le mie prospettive carnali

e non mostro riguardo nei confronti del cuore di Dio.

Temo di poter essere arrestato dal Partito Comunista Cinese

e di diventare poi un giuda, essendo incapace di sopportare la tortura.

Tengo stretta la vita perché temo la morte,

trascinandomi in un'esistenza ignobile,

senza neppure la volontà di compiere il mio dovere.

Vedo la mia reale levatura

dalla rivelazione dei fatti.

Senza la realtà della verità,

sicuramente tradirò Dio.

Senza amore per Dio nel mio cuore,

come potrei dedicarmi e obbedire?

Mi rammarico perché in anni di fede

non ho ricercato la verità.

Attraverso contrattempi e fallimenti,

vedo che la mia vita

è sull'orlo del precipizio.

Senza la realtà della verità

come posso rendere forte testimonianza?

Prove, affinamento, trattamento e potatura

mi hanno messo a nudo.

Espongo sempre dottrine

e uso pretesti per difendermi.

Con menzogne e inganni nel cuore,

come potrei essere una persona?

Non ho mai riverito Dio, né Gli ho mai obbedito veramente.

Riflettendo su me stesso, scopro che la mia indole

non è cambiata in tutti questi anni di fede.

Non ricerco la verità,

ma voglio essere benedetto ed entrare nel Regno dei Cieli:

quanto stolto sono!

L'indole di Dio è fedele, giusta;

senza verità devo essere abbandonato da Dio.

Credo in Dio da anni senza ricercare la verità,

per questo sono così disgraziato.

Senza riflettere su me stesso, come avrei potuto sapere

che sto percorrendo il cammino di Paolo?

Ho deciso di emulare Pietro, perseguire l'amore verso Dio

e soddisfare la volontà di Dio.

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