L’inganno e il sospetto portano solo sofferenza

19 Ottobre 2022

di Zhang Han, Grecia

Da tempo mi formavo nella chiesa per la produzione video; poi, un giorno di giugno 2020, una leader mi ha detto che occorrevano alla chiesa degli addetti agli affari generali e che voleva trasferirmi. Saputa la notizia, ho pensato che quel lavoro fosse solo sfacchinare, e mi sembrava peggiore del mio attuale dovere, che richiedeva competenze. Sapere che dipendeva dal fatto che erano a corto di personale mi confortava leggermente. Ma, in seguito, ho scoperto che molti altri erano stati trasferiti a quel dovere solo perché erano stati destituiti, e alcuni erano piuttosto anziani. A quel punto, tutte le incomprensioni e le resistenze che avevo nel cuore sono venute a galla. Se si trattava solo di un lavoro non qualificato, chiunque poteva svolgerlo. Ho inoltre pensato ai fratelli e alle sorelle intorno a me che venivano sempre promossi, che ottenevano di continuo lavori più importanti. Io invece, proprio quando l’opera di Dio era prossima al compimento, ho ottenuto una posizione così insignificante. Avevo una possibilità di salvezza? Ma all’epoca non riuscivo ad accettarlo. Sono sprofondata nella negatività. Ero colma di dubbi: perché in realtà avevano cambiato il mio dovere? Era necessario per il lavoro? Non avevo mai gestito gli affari generali e non possedevo quelle competenze. Forse la leader pensava che avessi scarsa levatura e che non valesse la pena formarmi per la produzione video, così ha trovato una scusa per trasferirmi. Continuavo a rimuginarci su e volevo realmente sapere cosa la leader pensasse davvero di me. Volevo sapere se si trattava di una “promozione” o di una “retrocessione”. Per qualche giorno sono stata molto giù. Specie quando pensavo che probabilmente la leader mi aveva affidato quel lavoro per la mia scarsa levatura, sentivo che le mie prospettive future erano oscure ed ero davvero infelice. Mi sono presentata davanti a Dio e ho pregato: “Dio, non riesco ad accettare la situazione in cui mi trovo e sono colma di incomprensioni nei Tuoi confronti. Non so come superarlo. Ti prego, illuminami e guidami a conoscere me stessa e a uscire da questo stato negativo”.

Dopo aver pregato, ho letto questo passo delle parole di Dio: “Se ti approcci sempre a Dio secondo le nozioni e le fantasie umane, usandole per valutare tutto ciò che Dio fa, per valutare le parole e l’opera di Dio, questo non è forse etichettare Dio, non è forse resistere a Dio? Tutto ciò che Dio fa potrebbe mai conformarsi alle nozioni e alle fantasie dell’uomo? E se non vi si conforma, non lo accetti e non vi obbedisci? In questi momenti, in che modo dovresti cercare la verità? Come dovresti seguire Dio? Ciò riguarda la verità; la risposta va cercata nelle parole di Dio. Quando si crede in Dio, ci si deve limitare al proprio posto di essere creato. A prescindere dal momento, dal fatto che Dio ti resti nascosto o che ti sia apparso, dal fatto che tu riesca o meno a percepire il Suo amore, devi sapere quali sono le tue responsabilità, i tuoi obblighi e i tuoi doveri: devi capire queste verità riguardanti la pratica. Se continui ad aggrapparti alle tue nozioni, dicendo: ‘Se vedo chiaramente che questa cosa è in linea con la verità e in linea con le mie fantasie, allora obbedirò; se invece non mi è chiara e non posso essere certo che si tratti delle azioni di Dio, allora prima aspetterò un po’, e obbedirò quando sarò sicuro che sia stata compiuta da Dio, allora sei forse una persona che obbedisce a Dio? No. […] Qual è il dovere di un essere creato? (Limitarsi al proprio posto di essere creato, accettare l’incarico di Dio e obbedire alle Sue disposizioni). Esatto. E, ora che ne hai trovata la radice, non è forse facile risolvere questo problema? Occupare la posizione di un essere creato e obbedire al Creatore, tuo Dio, è la cosa più importante a cui ogni essere creato dovrebbe attenersi” (La Parola, Vol. 2: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “La sottomissione a Dio è una lezione fondamentale nell’acquisire la verità”). Dalle parole di Dio, ho imparato che, in quanto essere creato, il senno più basilare che dovrei possedere è sottomettermi alle disposizioni di Dio in tutte le situazioni. Anche se lì per lì non comprendo, devo pregare e cercare con un cuore di accettazione e sottomissione. Valutando il mio comportamento su tale base, ho visto che ponevo troppe condizioni per sottomettermi. Di solito, in una situazione conforme alle mie nozioni e che non ledeva i miei interessi, sapevo sottomettermi e accettarla. Ma quella modifica del mio dovere aveva a che fare con il mio futuro e il mio destino, quindi non sapevo sottomettermi e volevo solo chiedere spiegazioni e scoprire come davvero stessero le cose. Dopo anni di fede, non avevo ancora la minima sottomissione a Dio. Un minimo cambiamento nel mio dovere mi metteva in agitazione ed ero così resistente: figuriamoci se fosse stata una questione importante. Possedevo forse levatura? Rendermene conto mi ha fatto provare vergogna e imbarazzo, e mi sentivo pronta a sottomettermi e a compiere bene il mio dovere.

Quando mi ci sono davvero dedicata, ho scoperto che gestire gli affari generali non è semplice manovalanza come pensavo. Ci sono principi in cui accedere in ogni fase del processo, e ho davvero percepito che, qualsiasi lavoro si svolga, ci sono lezioni da imparare e verità a cui accedere. Ma, dopo un po’ di tempo, ho scoperto che non ero abile come gli altri fratelli nel gestire le cose, ed ero anche più lenta di loro. In quanto a capacità ed efficienza, ero molto indietro rispetto a loro. Una sera, una leader è venuta a dirmi che non avevano bisogno di tante persone in quel lavoro, e che c’era un progetto video di cui dovevo occuparmi. A quelle parole, nella mia mente si è creato il vuoto. Volevo chiedere alla leader le ragioni specifiche del cambiamento del mio dovere, ma domandarlo così apertamente non mi sembrava ragionevole. Mi sono morsa la lingua e ho taciuto. Dopo, ho continuato a ripensare alla nostra conversazione: volevo dedurre dalle parole della leader il motivo del mio trasferimento. Ero inefficiente nel mio dovere? Per questo volevano sbarazzarsi di me? Ma la leader aveva detto che avevano bisogno di me per lavorare a un video, quindi forse si trattava di un normale trasferimento. Se però si trattava solo di esigenze di lavoro, potevo tornare dopo un po’ di tempo e non ci sarebbe stato bisogno di sostituirmi. Forse mi riteneva di scarsa levatura e incapace di svolgere quel dovere. “Non avere bisogno di molte persone per gestire gli affari generali” doveva essere il pretesto per rimuovermi. Probabilmente quella sorella non mi ha detto che mancavo di levatura per non irritarmi. In quel momento, mi sono rattristata. Non avrei mai immaginato che, dopo tutti i miei anni di fede, non fossi in grado di gestire bene nemmeno gli affari generali. A cosa servivo? Ero solo un rifiuto? Avevo ancora una speranza di salvezza nella mia fede? Sarei stata smascherata e scacciata? Ma avevo tanti pensieri complicati e mi sentivo sempre più depressa. Non ascoltavo con attenzione quando la sorella mi ha parlato del lavoro video e, quando mi ha portata a una riunione di riepilogo del loro lavoro, non ero del tutto concentrata. Mi sono persino appisolata verso la fine. In quel periodo, svolgevo il mio dovere in modo svogliato e pigro, senza alcun fardello. Quando un fratello mi ha chiesto del mio trasferimento, ho fatto finta di non aver sentito perché non intendevo rispondere. Non volevo affrontare il fatto di non aver svolto bene il mio dovere. Volevo nascondermi e non vedere nessuno. Per un po’ di tempo, mi sono del tutto smarrita nelle tenebre e non riuscivo a vedere la volontà di Dio. Mi sembrava che il mio cammino di fede fosse giunto al termine e soffrivo molto.

A un certo punto, ho letto alcune parole di Dio su come gli anticristi vedono i cambiamenti nel loro dovere, e ho compreso un po’ il mio stato. Dio dice: “In circostanze normali, una persona dovrebbe accettare i cambiamenti del proprio dovere e sottomettervisi. Dovrebbe inoltre riflettere su se stessa, riconoscere l’essenza del problema e le proprie mancanze. È una cosa molto vantaggiosa, e facile da realizzare: non è poi molto difficile. I cambiamenti del proprio dovere non sono un ostacolo insormontabile; sono sufficientemente semplici perché chiunque possa rifletterci su chiaramente e affrontarli in modo adeguato. Quando una cosa del genere accade a un individuo normale, questi come minimo saprà sottomettersi, nonché trarre vantaggio dal riflettere su se stesso, acquisendo una valutazione più accurata del fatto che stia svolgendo i suoi doveri a un livello accettabile o meno. Ma non è così per gli anticristi. Essi sono diversi dalle persone normali, indipendentemente da ciò che accade loro. In cosa consiste questa differenza? Non obbediscono, non collaborano attivamente, e non ricercano affatto la verità. Al contrario, provano repulsione verso il cambiamento del loro dovere, vi si oppongono, lo analizzano, ci riflettono su, e si arrovellano in speculazioni: ‘Perché non mi permettono di continuare a svolgere questo dovere? Perché mi stanno trasferendo a uno irrilevante? Si tratta forse di un modo per smascherarmi e scacciarmi?’ Continuano ad esaminare l’accaduto, analizzandolo all’infinito e rimuginandoci sopra. Quando non accade nulla, stanno benissimo; quando invece succede qualcosa, i loro cuori cominciano ad agitarsi come acque tempestose, e la loro testa si riempie di domande. Esteriormente, può anche sembrare che siano migliori degli altri nel riflettere sulle questioni, ma in realtà gli anticristi sono solo più malvagi delle persone normali. In che modo si manifesta tale malvagità? Le loro riflessioni sono estreme, complesse e segrete. Cose che non verrebbero in mente a una persona normale, a una persona dotata di coscienza e ragionevolezza, per un anticristo sono all’ordine del giorno. Quando si apporta una semplice variazione al loro dovere, le persone dovrebbero reagire con atteggiamento obbediente, dar retta alla casa di Dio e realizzare ciò di cui sono capaci, e, qualunque cosa facciano, farla al meglio delle loro possibilità, con tutto il cuore e tutta la forza. Ciò che Dio ha fatto non è un errore. Una verità così semplice può essere messa in pratica dalle persone con un po’ di coscienza e razionalità, ma questo va al di là delle capacità degli anticristi. Quando si apporta una variazione ai loro doveri, gli anticristi avanzano subito ragionamenti, sofismi e resistenze, e nel profondo si rifiutano di accettarla. Cos’hanno nel cuore? Sospetto e dubbio, e poi saggiano gli altri in ogni modo possibile. Tastano il terreno con le loro parole e le loro azioni, e addirittura, servendosi di metodi spregiudicati, costringono e inducono le persone a dire la verità e a parlare sinceramente. Cercano di dirimere la questione: perché sono stati trasferiti? Perché non è stato permesso loro di svolgere il proprio dovere? Chi, esattamente, stava tirando i fili? Chi stava cercando di rendere loro la vita difficile? In cuor loro, continuano a chiedersi il perché, a tentare di capire come in realtà stiano le cose, per poter trovare con chi discutere o regolare i conti. Non sanno presentarsi davanti a Dio per riflettere su se stessi, per vedere quale sia il loro problema, non cercano una ragione in se stessi, non pregano Dio, non riflettono su se stessi dicendo: ‘Qual è il problema nel modo in cui svolgo il mio dovere? È forse il fatto che sono negligente, superficiale e privo di principi? Ciò ha avuto un qualche effetto?’ Invece di porsi queste domande, dubitano costantemente di Dio nel loro cuore: ‘Perché mi hanno assegnato a un dovere differente? Perché mi trattano così? Perché sono così irragionevoli? Perché sono ingiusti con me? Perché non pensano al mio orgoglio? Perché mi attaccano e mi isolano in questo modo?’ Tutti questi ‘perché’ sono una manifesta rivelazione dell’indole e del carattere corrotti degli anticristi” (La Parola, Vol. 3: Smascherare gli anticristi, “Tema 12 – Vogliono ritirarsi quando non c’è prestigio né alcuna speranza di ottenere benedizioni”). Leggendo le parole di Dio, ho visto che il mio comportamento era malvagio quanto quello degli anticristi. Quando il mio dovere è stato cambiato, in apparenza non ho battuto ciglio, ma in realtà ero in uno stato di agitazione. Ci rimuginavo, e cercavo di capire il motivo di quei cambiamenti e il vero significato di ogni parola pronunciata dalle leader in entrambe le occasioni. Sospettavo persino di essere stata trasferita perché di scarsa levatura per gestire gli affari generali, e ho frainteso il fatto che Dio mi avesse fatto subire diversi trasferimenti, convinta volesse smascherarmi come una buona a nulla e così scacciarmi. Avevo una natura davvero malvagia e astuta! Rimuginavo troppo sulla questione del cambiamento del mio dovere, ricercando e analizzando, cercando di capire dalle parole delle leader cosa pensassero veramente di me, e deducendone quanto fosse elevata la mia posizione nella chiesa, se avessi davvero un posto nel cuore di Dio, e quante possibilità avessi di ottenere la salvezza e le benedizioni. Ero sospettosa, piena di dubbi, resistevo, testavo: tutti aspetti di un’indole da anticristo. Ho rammentato queste parole di Dio: “Apprezzo coloro che non sospettano degli altri e Mi piacciono anche coloro che accettano prontamente la verità; ho grande riguardo per questi due tipi di persone, perché ai Miei occhi sono oneste” (La Parola, Vol. 1: L’opera di Dio e conoscere Dio, “Come conoscere il Dio sulla terra”). Le persone sincere pensano in modo semplice. Sono franche e schiette con Dio e con le persone, senza dubbi né diffidenza. Sanno accettare la verità, e cercano la volontà di Dio e ci riflettono su nelle situazioni che Egli dispone. Dio permette loro di imparare sempre di più e di acquisire la verità. A quel punto, mi sono resa conto che la mia astuzia e i miei dubbi mi rendevano depressa e infelice e mi allontanavano da Dio. Ho pregato Dio: “Dio, non voglio più vivere secondo la mia indole astuta. Queste modifiche ai miei doveri non sono in linea con le mie nozioni, ma voglio sottomettermi e accettarle, cercando di conoscere la Tua volontà”.

In seguito, mi sono chiesta perché avessi simili reazioni a ogni cambiamento del mio dovere. Poi, ho letto alcune parole di Dio che mi hanno aiutata a capire le adulterazioni della mia fede. “A giudicare dall’atteggiamento e dalla prospettiva riguardo a un cambiamento del loro dovere, qual è il problema degli anticristi? È un problema grave? (Sì.) Il loro errore più grande è che non devono collegare il cambiamento del dovere con il ricevere benedizioni; è una cosa che non devono assolutamente fare. In effetti non c’è alcun legame tra le due cose ma, poiché il cuore degli anticristi trabocca del desiderio di ricevere benedizioni, a prescindere da quale dovere compiano, lo collegano e mettono in relazione con il fatto che verranno benedetti o meno. Per questo motivo, non sono in grado di svolgere adeguatamente il loro dovere e non possono che essere smascherati e scacciati; la colpa è loro, hanno intrapreso da sé questo cammino disperato” (La Parola, Vol. 3: Smascherare gli anticristi, “Tema 12 – Vogliono ritirarsi quando non c’è prestigio né alcuna speranza di ottenere benedizioni”). “Era un cambiamento di dovere perfettamente appropriato, ma gli anticristi affermano che sia stato apportato per tormentarli, che non vengono trattati come esseri umani, che la famiglia di Dio manca di amore, che sono trattati come macchine, chiamati quando servono e poi messi da parte quando non servono. Questa non è forse una distorsione della logica? Chi dice queste cose possiede forse coscienza o ragione? È una persona priva di umanità! Distorce una questione perfettamente ragionevole, trasforma una pratica del tutto appropriata in qualcosa di negativo: non si tratta forse della malvagità di un anticristo? Una persona così malvagia può forse comprendere la verità? Assolutamente no. Questo è uno dei problemi degli anticristi: distorcono la logica di qualsiasi cosa accada loro. Perché pensano in modo distorto? Perché sono estremamente malvagi per natura, malvagi nell’essenza. La natura e l’essenza degli anticristi sono principalmente malvagie, e sono seguite dalla loro spietatezza: queste sono le loro caratteristiche principali. La natura malvagia degli anticristi impedisce loro di comprendere correttamente qualsiasi cosa; al contrario, distorcono e fraintendono tutto, si spingono agli estremi, spaccano il capello in quattro e non sono capaci di gestire le cose adeguatamente o di cercare la verità” (La Parola, Vol. 3: Smascherare gli anticristi, “Tema 12 – Vogliono ritirarsi quando non c’è prestigio né alcuna speranza di ottenere benedizioni”). Dalle parole di Dio, ho capito che mi stavo comportando proprio come un anticristo, pensando che la possibilità di essere benedetta fosse indissolubilmente legata al mio dovere. Pensavo che essere promossa e compiere un dovere che consideravo più importante significasse avere maggiori possibilità di salvezza, e che invece svolgere un dovere che ritenevo banale mi concedesse meno possibilità di salvezza. A causa di questa prospettiva errata, quando la chiesa ha cambiato il mio dovere, ero molto sensibile e rimuginavo troppo sulle cose. Non riuscivo ad affrontare la cosa nel modo giusto, temendo di perdere ogni speranza di salvezza e di benedizioni se non fossi stata cauta. Nella mia fede, mettevo le benedizioni al di sopra di tutto e, di fronte a quei trasferimenti, per prima cosa mi sono chiesta se si trattasse di una promozione o di una retrocessione. Se sembrava una posizione inferiore, sentivo di essere stata retrocessa, che sarei stata smascherata e scacciata. Ero infelice e mi screditavo per una piccola cosa. Bramavo troppo le benedizioni! È perfettamente normale che la chiesa cambi i doveri delle persone. A volte dipende dalla levatura, dalla statura o dalle capacità delle persone, e giova al lavoro della chiesa e al loro ingresso nella vita. Altre volte c’è un problema nel loro atteggiamento verso il dovere, vivono nella corruzione; quindi, se il loro dovere viene cambiato, possono presentarsi davanti a Dio per riflettere, conoscere se stesse e pentirsi, e non percorrere più la strada sbagliata. Questa è la grande salvezza di Dio. A volte è ciò che richiede il lavoro, e i cambiamenti appropriati devono essere fatti al momento giusto. La leader si basava sulle esigenze del lavoro e, vedendo che faticavo a gestire gli affari generali, mi ha assegnato un dovere adatto alle mie capacità, in modo che potessi essere utile. Era una buona cosa. Ma la mia natura era così malvagia e astuta, pensavo solo alle benedizioni, collegando l’essere benedetta agli avvenimenti, e vedendo le cose in modo distorto. Pensavo che il mio dovere fosse stato cambiato per smascherarmi e scacciarmi. Che cosa assurda! Nutrivo incomprensioni e diffidenza verso Dio. Come potevo imparare ed entrare nella verità in quel modo? E come potevo svolgere bene il mio dovere? Questo pensiero ha destato in me del rimorso, e mi sono odiata perché ero cieca e non perseguivo la verità. Non volevo più essere così. Ero pronta a lasciar andare la mia brama di benedizioni, a cercare la verità in qualsiasi situazione Dio predisponesse e a compiere il mio dovere.

In seguito, ho letto un altro passo delle parole di Dio. “Il punto fondamentale per stabilire se le persone possano essere salvate o meno è principalmente che siano provviste di coscienza e ragione. Se le persone sono in grado di attenersi a questa linea, allora sono in possesso di coscienza e ragione. Queste persone hanno una speranza di salvezza. Se superano questa linea, saranno scacciate. Qual è la vostra linea rossa? Tu dici: ‘Anche se Dio mi picchia, mi rimprovera, mi ripudia e non mi salva, non mi lamenterò. Sarò come un bue o un cavallo: continuerò a prestare servizio fino alla fine, ripagando l’amore di Dio’. Sono delle belle parole, ma sei veramente in grado di raggiungere questo obiettivo? Se sei davvero dotato di tale carattere e determinazione, te lo dico chiaramente: hai una speranza di salvezza. Se non possiedi questo carattere, questa coscienza e questa ragione, allora il tuo servizio non durerà fino alla fine. Sai in che modo Dio agirà nei tuoi confronti? No, non lo sai. Sai come Dio ti metterà alla prova? Non sai nemmeno questo. Se non hai una base, una linea rossa, dei corretti mezzi di ricerca, e se la tua morale e i tuoi valori non sono in linea con la verità, quando incontrerai una battuta d’arresto, un fallimento o prove e affinamenti, non sarai in grado di rimanere saldo, e in quel caso sarai in pericolo. Che ruolo hanno la coscienza e la ragione? Se tu dici: ‘Ho ascoltato tutti questi sermoni, e in effetti ho capito qualche verità. Ma non l’ho messa in pratica, non ho soddisfatto Dio, Dio non mi approva; e se, alla fine, Dio mi abbandona e non mi vuole più, questa sarà la giustizia di Dio. Anche se Dio mi punisce e mi maledice, io non Lo abbandonerò. Ovunque io vada, sono una creatura di Dio, crederò per sempre in Dio e, anche se dovessi lavorare come un bue o un cavallo, non smetterò mai di seguirLo; non mi importa quale sarà la mia fine’. Se questa è davvero la tua determinazione, allora bene: sarai in grado di rimanere saldo. Se non possedete questa determinazione e non avete mai pensato a queste cose, allora c’è senza dubbio un problema nel vostro carattere, nella vostra coscienza e nella vostra ragione. Questo perché, nel vostro cuore, non avete mai voluto fare nulla per Dio. Non fate altro che chiederGli benedizioni. State sempre calcolando, nella vostra mente, quali benedizioni riceverete per aver compiuto uno sforzo o per aver patito delle avversità nella casa di Dio. Se non fai altro che calcolare queste cose, ti risulterà molto difficile rimanere saldo. La tua possibilità di essere salvato dipende solamente dal fatto che tu abbia o meno coscienza e ragione. Se non possiedi coscienza e ragione non sei adatto a essere salvato, perché Dio non salva i demoni e le bestie. Se scegli di percorrere il cammino della ricerca della verità, se percorri il cammino di Pietro, lo Spirito Santo ti illuminerà e ti guiderà a comprendere la verità e predisporrà per te delle situazioni che ti porteranno a sperimentare molte prove e affinamenti e a essere reso perfetto. Se non scegli il cammino della ricerca della verità e percorri invece il cammino di Paolo l’anticristo allora, purtroppo per te, Dio ti metterà comunque alla prova e ti esaminerà. Ma senza alcun dubbio non supererai l’esame di Dio; quando ti accadrà qualcosa ti lamenterai di Dio, e quando verrai messo alla prova Lo abbandonerai. In quel momento la tua coscienza e la tua ragione non saranno di alcuna utilità, e verrai scacciato. Dio non salva le persone prive di coscienza e ragione; questo è il requisito minimo” (La Parola, Vol. 2: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Parte terza”). Leggere le parole di Dio mi ha fatto riflettere. Dopo che il mio dovere è stato cambiato, mi sentivo quasi senza speranza di salvezza. Mi opponevo a Dio e mi lamentavo. Ero negligente e negativa nel mio dovere e lo usavo per sfogare il mio malcontento. Ero davvero priva di umanità e ragione, e non possedevo nemmeno la coscienza più basilare. Ero proprio come chi smette di compiere il suo dovere quando le sue speranze di essere benedetto vengono deluse. Se non fosse stato per la guida e l’illuminazione tempestive di Dio, che mi ha permesso di capire le mie motivazioni e la mia brama di benedizioni e di vedere il mio volto orrendo e satanico dopo aver perso speranza per il mio futuro, non oso pensare a quanto sarei caduta in basso. Sicuramente non sarei stata in grado di svolgere un dovere e alla fine Dio mi avrebbe scacciata. Pensare a questa possibilità era spaventoso. Mi sono inoltre resa conto quanto sia fondamentale la ricerca soggettiva delle persone nella loro fede. Coloro che cercano veramente Dio sono autentici nel loro dovere e non chiedono benedizioni nella loro fede o nel loro dovere. Sono felici di prestare servizio, anche senza un buon esito e una buona destinazione. Questo tipo di carattere è necessario per superare le prove di ogni tipo di ambiente. Ho inoltre trovato un cammino di pratica nelle parole di Dio. Qualsiasi dovere io svolga, devo sottomettermi e concentrarmi sulla ricerca della verità e sul purificare e cambiare le adulterazioni della mia fede.

Una volta, nei miei devozionali, ho letto un passo delle parole di Dio che mi ha fornito una comprensione pratica dei requisiti di Dio per la salvezza. “Molti non sanno bene cosa significhi essere salvati. C’è chi è convinto che le possibilità di salvezza aumentino di pari passo con gli anni di fede in Dio. Altri credono che più dottrine spirituali capiscono, più è probabile che siano salvati, mentre altri ancora pensano che i leader e i lavoratori saranno certamente salvati. Queste sono solo nozioni e fantasie umane. La chiave di tutto è che la gente capisca cosa vuol dire salvezza. Essere salvati significa principalmente essere liberati dall’influenza di Satana e dal peccato, e volgersi sinceramente a Dio e obbedirGli. Cosa dovete possedere per essere liberi dal peccato e dall’influenza di Satana? La verità. Per sperare di acquisirla, le persone devono munirsi di molte parole di Dio e saperle sperimentare e praticare, in modo da poter comprendere la verità ed entrare nella realtà della verità. Solo allora potranno essere salvate. La possibilità di essere salvati non dipende affatto da quanto a lungo si creda in Dio, quanta conoscenza si detenga, quanto si soffra o se si possiedano talenti o punti di forza. L’unica cosa che è in diretta relazione con la salvezza è la capacità di acquisire o meno la verità. Quindi, quante verità hai veramente compreso oggi? Quante delle parole di Dio sono diventate la tua vita? Tra tutti i requisiti di Dio, in quale hai ottenuto l’ingresso? Durante i tuoi anni di fede in Lui, quanto accesso hai avuto alla realtà della Sua parola? Se non lo sai, o se non sei entrato in nessuna realtà della parola di Dio, allora, francamente, per te non c’è speranza di salvezza. Non hai alcuna possibilità di essere salvato” (La Parola, Vol. 2: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Fare tesoro delle parole di Dio è il fondamento della fede in Dio”). Dalle parole di Dio, ho visto che poter essere salvati non ha nulla a che fare con il proprio dovere. La salvezza riguarda l’avere o meno acquisito la verità, eliminato il peccato e la propria indole satanica, e il sottomettersi veramente a Dio. Acquisire la verità dipende dalla ricerca e dal cammino intrapresi. Dio è giusto, mai parziale. A prescindere dalla propria levatura o dal proprio dovere, purché si persegua la verità e ci si concentri sul cambiamento d’indole, si può gradualmente imparare la verità, eliminare la corruzione ed essere salvati. Ho ripensato a due leader che avevo conosciuto in passato. Sembravano dediti alla ricerca, e la loro comunione nelle riunioni era davvero chiara, quindi pensavo che sarebbero stati sicuramente salvati. Li adoravo e li ammiravo. Con mia sorpresa, in seguito sono stati smascherati per aver intrapreso il cammino di un anticristo. Sembravano ferventi nella loro fede e la loro comunione era ottima, ma era solo dottrina, una falsa immagine per ingannare gli altri. In realtà, perseguivano reputazione e prestigio, erano dediti alla loro impresa personale e non svolgevano alcun lavoro reale. Di conseguenza, il lavoro della chiesa è stato gravemente intralciato e sono stati scacciati. Ho pensato anche a molti fratelli e sorelle che svolgevano doveri regolari, non rimarchevoli, ma erano concentrati nel perseguire la verità. Manifestavano un po’ di corruzione quando erano sotto pressione, ma sapevano riflettere, conoscere se stessi e praticare la verità per eliminare la loro corruzione. Stavano cambiando la loro indole di vita. Io, invece, avevo avuto fede per anni senza perseguire realmente la verità, quindi non ero ancora entrata nella realtà della verità. Di fronte a un piccolo cambiamento nel mio dovere, ho nutrito incomprensioni e lamentele così grandi, senza alcuna sottomissione. Non sapevo sfuggire alla mia negatività. Senza concentrarmi sul perseguimento e sulla pratica della verità, al compimento dell’opera di Dio sarei di certo rimasta a mani vuote e sarei stata scacciata.

Subire quei cambiamenti nel mio dovere mi ha permesso di comprendere la mia indole astuta e malvagia. Ho inoltre visto che la mia prospettiva sulla fede e il mio desiderio di benedizioni non erano cambiati, e ho capito che la salvezza non è legata al dovere che si svolge. Ciò che conta è saper perseguire la verità, cambiare la propria indole di vita e sottomettersi a Dio.

Sei disposto ad essere una pecora che ascolta la voce di Dio per accogliere il Suo ritorno?

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