Imparare dall’espulsione di un malfattore

11 Aprile 2022

di Songyi, Paesi Bassi

A marzo di quest’anno, ho assunto il dovere di leader. Quando ho incontrato il mio supervisore, ho scoperto che tutto ciò che facevano alcuni capi dei gruppi di irrigazione era comandare le persone ed esortarle a fare il loro dovere, mentre loro si giravano i pollici. Non capivano i veri problemi che i gruppi dovevano affrontare, quindi si limitavano a tenere discorsi vuoti e a far rispettare le regole, senza condividere una via di pratica. Abbiamo comunicato loro che guidare le persone non equivaleva solo a dir loro cosa fare, dovevano anche provvedere all’irrigazione pratica dei neofiti ed essere collaborativi con gli altri. Ma sono passati alcuni giorni e ancora non avevano fatto nulla di concreto. Ho indagato e ho scoperto che una capogruppo di nome Gao stava creando scompiglio. Non svolgeva alcun lavoro pratico e istigava gli altri capigruppo, affermando che io e il supervisore facessimo loro irrigare i neofiti senza lasciar loro il tempo di seguire il lavoro dei gruppi, e che dovevamo smettere di assegnare loro quel compito. Allora qual era la loro responsabilità? Gao ha inoltre dichiarato che il supervisore era una dilettante, quindi come poteva svolgere bene il suo lavoro? In pratica stava dicendo che, dato che il supervisore non aveva esperienza con l’irrigazione, non poteva fornire loro una guida pratica, quindi non avrebbero dovuto ascoltarla. Quando il supervisore ha trovato dei problemi nel loro lavoro, ha parlato piuttosto duramente, e Gao ha giudicato male la cosa, sostenendo che i suoi rimproveri mostrassero arroganza. Poi ha anche diffuso delle voci col pretesto di voler ricercare, dicendo che il supervisore era una dilettante, che il loro lavoro ne avrebbe sicuramente risentito, e che il leader superiore aveva violato i principi di nomina delle persone. Invece sorella Liu, il leader superiore, aveva promosso il supervisore in accordo con i principi. Pur non avendo molta esperienza nell’irrigare i neofiti, il supervisore aveva un buon calibro, era capace e portava un fardello nel suo dovere, poteva essere coltivata. Sapeva anche individuare i problemi e guidare il lavoro del gruppo, e aveva fatto dei progressi nell’irrigazione dei neofiti. Ma Gao continuava a sostenere che mancasse dei requisiti, attaccandola e insistendo che non fosse adatta all’incarico. Ha anche diffuso la voce che il leader superiore nominasse le persone senza attenersi ai principi, ha instillato negli altri dei pregiudizi sul leader e il supervisore, e non voleva lavorare. Questo ha intralciato sia i doveri di quei leader che il lavoro della casa di Dio. Gao ha anche tenuto delle condivisioni menzognere nelle riunioni, insultando e attaccando subdolamente il leader superiore e il supervisore. Per esempio, ha raccontato di aver notato che loro due non avevano organizzato bene un certo compito. Dichiarava di aver sollevato la questione, ma i due non avevano capito il lavoro e quindi rifiutato il suo suggerimento. Allora Gao diceva di non aver insistito, e che in seguito si era accorta che c’era davvero un problema. Ma le cose non erano affatto andate così. Era stata intenzionalmente vaga nella sua condivisione, per dare l’idea che i leader non capissero il loro lavoro e la ostacolassero, rifiutandosi di seguire i suoi consigli, e che lei fosse stata repressa per aver sostenuto gli interessi della casa di Dio, così tutti avrebbero provato solidarietà e si sarebbero schierati dalla sua parte. Gao ha sempre disprezzato e giudicato i leader e i supervisori, cosa su cui gli altri avevano condiviso con lei più e più volte, ma non se ne era mai pentita. Non si trattava di mostrare un po’ di corruzione, era un problema di natura.

Ho pensato alle parole di Dio sul mettere a nudo persone simili. Dio Onnipotente dice: “Nella vita della Chiesa, quali sono le persone, le questioni e le cose attinenti alla competizione per il prestigio? Quali manifestazioni della competizione per il prestigio sono associate per natura con il disturbo e l’intralcio al lavoro della casa di Dio? La più comune è la competizione con i leader per il loro prestigio nella Chiesa al fine di ottenere il controllo degli eletti, spesso denigrando, calunniando e condannando i leader della Chiesa, ed esponendo deliberatamente i loro fallimenti e le carenze nella loro umanità, o i problemi nella loro levatura, soprattutto quando si tratta di errori che hanno commesso nello svolgere il loro lavoro o nel trattare le persone. Questa è la più comune e più palese forma di competizione per il prestigio. In quali altri modi si manifesta? Nel competere apertamente con i leader della Chiesa per il prestigio: non obbedire loro indipendentemente da quanto bene svolgano il loro lavoro, dal fatto che ciò avvenga o meno secondo principio, e che ci siano o meno problemi riguardo la loro umanità. Perché una persona che compete per il prestigio disobbedisce ai leader? Perché anche lei vorrebbe essere un leader. E così, a prescindere da come si comporti un leader che è stato eletto o nominato, lo denigra e lo condanna. Una simile persona non si serve dei principi che la casa di Dio richiede ai leader e ai lavoratori per valutare o stabilire se quanto questo leader fa si attenga ai principi, se sia una persona corretta, se sia qualcuno che persegue la verità, se vi siano o no coscienza e ragionevolezza nella sua umanità: persone di questo tipo non valutano un leader secondo tali criteri. Al contrario, a vantaggio dei loro obiettivi, ambizioni e motivazioni, non fanno che cavillare e spaccare il capello in quattro, mettendo sotto torchio il leader o il lavoratore, diffondendo alle sue spalle voci su una sua violazione della verità o mettendo in evidenza le sue mancanze. Potrebbero affermare, per esempio, che ‘Il leader tal dei tali una volta ha commesso questo errore ed è stato trattato dal Supremo, cosa che nessuno di voi sa: ecco quanto è bravo a simulare’. Ignorano e trascurano se questo leader o lavoratore sia sotto addestramento da parte della casa di Dio, e se sia un leader o lavoratore qualificato; si limitano invece a continuare a diffamarlo, a spettegolare su di lui e a tramare contro di lui alle sue spalle. E perché si comportano così? È perché sono in competizione per il prestigio, non è vero? Tutto ciò che dicono e fanno ha uno scopo preciso. Non è per il bene del lavoro della Chiesa, e non si basa sulle parole di Dio, o sulla verità, né tanto meno sulle disposizioni lavorative della casa di Dio o sui principi che Dio richiede all’uomo, ma sulle proprie ambizioni e mire personali. Si oppongono con le proprie ‘opinioni’ a tutto ciò che il leader o il lavoratore dice; respingono qualsiasi tua affermazione con un’idea contrastante. Queste persone sono particolarmente soddisfatte quando un leader o un lavoratore si apre e si mette a nudo, e parla della conoscenza che ha di sé: pensano che quella sia la loro occasione. Occasione per cosa? Per denigrare il leader o il lavoratore, far sapere a tutti che ha un problema di levatura, che può manifestare debolezza, che è corrotto, che commette spesso errori nelle cose che fa, che non è migliore di chiunque altro. Questa è la loro occasione per metterlo sotto pressione, la loro opportunità di istigare tutti a minare, sminuire e criticare il leader o il lavoratore. E la motivazione di tutti questi comportamenti e azioni non è altro che la competizione per il prestigio”. “Non ci si deve limitare a porre freni e restrizioni alle proteste aperte contro un leader o un lavoratore e alla competizione con loro per il prestigio; se la situazione è grave e soddisfa le condizioni per la rimozione e l’espulsione, allora dovrebbe essere trattata secondo principio. Inoltre, coloro che competono per il prestigio cercano di emarginare e attaccare quanti tra i membri della Chiesa sono più capaci di perseguire la verità, poiché le persone che perseguono la verità hanno una comprensione genuina, hanno esperienza delle parole di Dio, le capiscono a fondo, ne sentono il desiderio, e tra i fratelli e le sorelle queste persone sono spesso in grado di risolvere i problemi tenendo condivisioni sulla verità; in questo modo istruiscono i prescelti di Dio e guadagnano gradualmente reputazione nella Chiesa. Chiunque attacchi o cerchi di isolare coloro che perseguono la verità sta direttamente perturbando e intralciando la vita della Chiesa. Costui potrà non prendere direttamente di mira i leader della Chiesa, ma nutre una particolare antipatia verso i membri della Chiesa dotati di esperienze concrete, che sono in possesso della realtà della verità, e che comprendono e amano la verità. Un simile individuo emargina, sminuisce e disprezza tali persone, spesso deridendole e umiliandole, o persino tendendo loro delle trappole e tramando contro di loro, e così via. Sebbene problemi come questi siano meno gravi che competere con i leader e i lavoratori per il prestigio, sono comunque di disturbo e ostacolo alla vita della Chiesa. E, in quanto causa di intralcio e disagio, simili persone dovrebbero essere limitate e tenute sotto controllo. E se un gran numero di fratelli e sorelle nella Chiesa ne viene influenzato e spesso spinto alla negatività e alla debolezza, allora tali persone non solo dovrebbero essere tenute sotto controllo, ma epurate o isolate da tutti gli altri perché riflettano su se stesse. Se sono di ostacolo e intralcio per natura, allora tutti i problemi di questo tipo saranno la consuetudine. Se due persone sono occasionalmente in contrasto per una certa ragione, se sono irritabili e litigiose l’una con l’altra a causa di una differenza di personalità, del modo di vedere le cose o del modo in cui si esprimono, ebbene comportarsi di tanto in tanto in questo modo non è correlato per natura all’intralcio e al disturbo. Quello di cui stiamo parlando è invece il caso in cui per natura si sia già raggiunto il punto di essere d’intralcio e disturbo: ossia persone che agiscono abitualmente in questo modo, che cercano di sminuire, emarginare, deridere e tramare contro chiunque abbia esperienze reali e condivida tali esperienze. Sono individui che si comportano abitualmente in questo modo, non sopportano le brave persone: le brave persone fanno saltare loro i nervi, li fanno infuriare, ed essi prendono di mira chiunque sia una brava persona, e cercano di danneggiarlo e farlo soffrire. Tali individui hanno già provocato gravi intralci e disturbi alla normale vita e all’ordine della Chiesa, e i leader e i lavoratori dovrebbero unirsi ai fratelli e alle sorelle per frenarli, limitarli e metterli a nudo. Se non è possibile tenerli sotto controllo, se comunicare con loro non li induce a pentirsi o a controllarsi, allora, una volta che fratelli e sorelle abbiano condiviso insieme e raggiunto un accordo, questi individui andrebbero espulsi dalla Chiesa. Non dovrebbe essere dato loro ulteriore spazio di manovra; il loro intralcio a danno della vita della Chiesa non dovrebbe essere più tollerato. Se tolleri le loro malefatte, non stai adempiendo alle tue responsabilità nei confronti dei tuoi fratelli e sorelle” (“Come riconoscere i falsi capi (14)” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Dalle parole di Dio, ho imparato che non considerare se i leader siano adatti all’incarico e in linea con i principi secondo cui la casa di Dio elegge le persone, ma limitarsi ciecamente a trovare in loro difetti, a metterli sotto torchio e a giudicarli alle loro spalle, cercando di incitare gli altri a ribellarsi e a rovesciarli, questo è perturbare il lavoro della casa di Dio. Chi si comporta così andrebbe smascherato e tenuto a freno, e, nei casi più gravi, espulso dalla Chiesa. Applicando il discorso a Gao, lei non guardava se il supervisore stesse ottenendo risultati nel suo dovere, se il suo lavoro stesse giovando alla casa di Dio, o se valesse la pena addestrarla. Gao vedeva solo che non aveva la sua stessa esperienza, l’ha definita una dilettante desiderosa di spadroneggiare. Ha distorto i fatti e ha seminato discordia, e ha indotto gli altri a sviluppare pregiudizi contro il supervisore e a rifiutarsi di obbedire. Questo ci ha ostacolati nell’evangelizzazione. Ma Gao non mostrava una corruzione momentanea, era sempre stata così. Aveva già gravemente intralciato la vita della Chiesa, e non era adatta a nessun dovere. Avrei dovuto rimuoverla immediatamente secondo i principi. E poi, se non si fosse pentita, sarebbe stata espulsa dalla Chiesa. Invece io ho esitato, considerando che per un po’ era stata un capogruppo ed era inoltre una buona attrice, dunque alcuni fratelli e sorelle che mancavano di discernimento la ammiravano. Sentivano che aveva senso di giustizia, amore e un fardello nel suo dovere. Se l’avessi rimossa quando mi ero appena unita alla Chiesa, gli altri non mi avrebbero ritenuta crudele, dura e senza cuore? A quel punto mi avrebbero approvata come leader? Ma Gao era davvero malvagia, abile ad alimentare le fiamme e a seminare discordia in segreto. Se l’avessi offesa e mi si fosse rivoltata contro, giudicandomi pubblicamente e compromettendo il mio rapporto con gli altri, il mio lavoro sarebbe diventato molto più difficile. Mi sono detta che era meglio aspettare a sostituirla, che prima dovevo potarla e trattarla, esporre e analizzare l’essenza e le conseguenze delle sue azioni. Se l’avesse accettato e fosse cambiata, avrebbe avuto ancora una possibilità. Se, al contrario, avesse continuato a giudicare i leader e i lavoratori, allora poteva essere rimossa.

In seguito, io e sorella Liu, la nostra leader superiore, abbiamo parlato con Gao e gli altri coinvolti, e condiviso con loro sui principi secondo cui la casa di Dio seleziona le persone e sui motivi all’origine della nomina del supervisore. Ho anche spiegato che il recente comportamento di Gao e di alcuni altri capigruppo stava essenzialmente formando una fazione, contrastando i leader e i lavoratori e sminuendoli, perturbando così il lavoro della casa di Dio. Se non avessero cambiato il loro atteggiamento, allora sarebbero stati rimossi. Alcuni capigruppo hanno ammesso i loro errori, e si sono detti disposti a collaborare con il supervisore e svolgere insieme il lavoro. Solo Gao non si è espressa con chiarezza e, qualche giorno dopo, ha iniziato a sparlare con un’altra sorella, dicendo che il supervisore non era qualificato, che la leader aveva fatto la scelta sbagliata. Quella sorella non si è lasciata irretire, anzi ha condiviso con Gao su alcuni principi. Vedendo che la sorella non stava al gioco, Gao non ha insistito oltre. Alcuni giorni dopo, Gao ha inviato un messaggio ad altri capigruppo per fuorviarli, dicendo: “Mi sono messa sulla difensiva dopo la comunione dell’altro giorno, temevo di essere rimossa. Anche voi la pensate così? Ora non oso dire nemmeno una parola. È come se non ci fosse nemmeno concesso di dare suggerimenti o avere opinioni diverse, e, se parliamo, veniamo sollevati dai doveri ed espulsi dalla Chiesa. Chi mai oserebbe dire la sua?” Poi ha affermato che gli scarsi progressi della Chiesa erano colpa dei leader, i quali non nominavano le persone secondo i principi. Non solo: con il pretesto di ricercare questi principi, ha anche parlato male del supervisore con un fratello del gruppo di evangelizzazione. Quel fratello sapeva abbastanza sulla promozione del supervisore e ha condiviso con lei sui principi di selezione delle persone nella casa di Dio. Poi le ha chiesto se avesse capito. Lei ha risposto di sì, e che non era più prevenuta contro il supervisore. Lui le ha chiesto se sarebbe stata collaborativa e avrebbe lavorato in armonia con il supervisore, e lei ha giurato di sì. Invece, in seguito, ha parlato di nascosto con una sorella, fingendo di ricercare e collaborare, mentre non faceva che lamentarsi e distorcere la verità, dicendo: “La nostra leader, sorella Liu, ha organizzato le cose in anticipo con gli altri fratelli e sorelle. Sono dei collusi. Liu ha molta autorità e tutti hanno paura di lei. Temo che, se continuo a denunciare i problemi del supervisore, possa iniziare a trattarmi come un anticristo”. Equivale a sostenere che l’intera Chiesa sia sotto il controllo di sorella Liu, la quale sopprimerebbe le segnalazioni di problemi, Ho visto quanto Gao fosse subdola e astuta, la sua obbedienza era solo una farsa. Tante persone avevano condiviso con lei sui principi, ma lei non l’aveva accettato. Non provava alcun rimorso per aver giudicato i leader e i lavoratori, anzi diventava sempre più falsa e li attaccava con ferocia. Ha suscitato discordia tra i fratelli e i leader, perturbando costantemente il lavoro della Chiesa. Era un demone, una lacché di Satana. A quel punto mi sono pentita di non averla rimossa; esitando per giorni e giorni, le avevo fornito ancor più possibilità di ingannare gli altri. Sapevo che Gao aveva sempre disprezzato e giudicato i leader e intralciato il loro lavoro, quindi avrei dovuto sostituirla. Ma avevo paura di quello che gli altri avrebbero pensato di me, quindi volevo andarci piano, prima condividere con lei la verità e rimproverarla, poi rimuoverla ed espellerla se avesse insistito a non pentirsi. In questo modo sarei risultata credibile agli occhi dei fratelli, che non avrebbero pensato male di me. Per proteggere reputazione e prestigio, ho lasciato Gao a ruota libera. Le ho dato carta bianca per ostacolare il lavoro della casa di Dio. Non ho forse preso parte al male? Ripensare a ciò che avevo fatto mi ha messa a dura prova. Sentivo di non aver compiuto il mio dovere di leader e di non aver protetto gli interessi della casa di Dio, una cosa che Egli detesta. Così ho pregato, chiedendoGli di guidarmi a riflettere e a conoscere me stessa.

Il giorno dopo, nei miei devozionali, ho letto un passo delle parole di Dio che smaschera gli anticristi: mi ha aiutata a capire meglio me stessa. La parola di Dio dice: “Gli anticristi prendono in seria considerazione il modo in cui trattare i principi della verità, gli incarichi affidati da Dio e il lavoro della casa di Dio, o il modo in cui affrontare qualcosa che si trovano di fronte. Non considerano come soddisfare la volontà di Dio, come evitare di danneggiare gli interessi della casa di Dio, come soddisfare Dio, o come fare del bene a fratelli e sorelle; non sono queste le cose che considerano. Ciò che interessa agli anticristi è se il loro prestigio e la loro reputazione saranno o meno colpiti e se la loro posizione potrebbe risentirne o no. Se fare qualcosa secondo i principi della verità giovasse al lavoro della Chiesa e fosse di beneficio ai fratelli e alle sorelle, ma rischiasse di minare la sua reputazione e di portare molte persone a rendersi conto della sua vera levatura e a conoscere il tipo di natura ed essenza che possiede, allora sicuramente l’anticristo non agirà secondo i principi della verità. Se comportarsi in un certo modo gli permetterà di ottenere maggiore prestigio all’interno della casa di Dio, inducendo più persone a pensare bene di lui, a stimarlo e ad ammirarlo, e farà sì che le sue parole abbiano autorità e portino più persone a sottomettersi a lui, allora quello è il modo per cui l’anticristo opterà; in caso contrario, non avrebbe mai considerazione degli interessi della casa di Dio o di quelli dei fratelli e delle sorelle per dovere in questo modo rinunciare ai propri. Tale è la natura e l’essenza degli anticristi. Non è forse egoista e meschina?” (“Fanno il loro dovere solo per distinguersi e alimentare i loro interessi e ambizioni; non considerano mai gli interessi della casa di Dio e addirittura li vendono in cambio della gloria personale (Parte terza)” in “Smascherare gli anticristi”). Dio rivela che gli anticristi tengono molto alla reputazione e al prestigio, che sono il solo scopo delle loro azioni. Fanno soltanto ciò che procura loro prestigio, e, se sono a rischio i loro interessi, allora chiuderanno un occhio sui problemi. Preferirebbero vedere danneggiati gli interessi della casa di Dio pur di sostenere i propri. Io mi comportavo esattamente come Dio descriveva gli anticristi. Sapevo bene che ripulire la Chiesa era quanto richiesto dalla casa di Dio, e Dio ha detto molte volte che, quando dei malvagi perturbano la Chiesa, i leader e i lavoratori dovrebbero affrettarsi a smascherarli, frenarli o epurarli. Il comportamento di Gao aveva già compromesso il lavoro della Chiesa, quindi avrei dovuto occuparmi di lei. Invece temevo che gli altri avrebbero pensato male di me e non mi avrebbero sostenuta come leader. Per proteggere la reputazione e il prestigio, mi sono limitata a qualche condivisione, ma sapevo che Gao era rimasta indifferente, eppure non l’ho limitata né rimossa, dandole così la possibilità di continuare a seminare discordia e ostacolare il lavoro della Chiesa. Ero disposta a sacrificare gli interessi della casa di Dio per proteggere me stessa. Ero così subdola, egoista e spregevole! Non avevo rimosso Gao secondo i principi né guidato gli altri a comprendere la verità e a sviluppare discernimento. Di conseguenza, molti sono stati irretiti e si sono schierati con lei, intralciando così il lavoro della Chiesa. Ero in preda al rimorso e al senso di colpa. Sentivo di non meritare affatto l’incarico di leader. Ho pregato: “O Dio, un terribile malfattore è emerso nella Chiesa. Ho messo la mia reputazione e il mio prestigio davanti agli interessi della Chiesa. Sono così egoista. Non voglio continuare a vivere in modo così vile. Voglio davvero pentirmi davanti a Te”.

Ho cercato altri a conoscenza della situazione per saperne di più sul comportamento di Gao. Approfondendo, ho visto che alcuni di loro mancavano di discernimento nei suoi confronti e pensavano che stesse correttamente proteggendo la casa di Dio. Alcuni conoscevano i suoi modi sbagliati, ma pensavano semplicemente che lei non capisse i principi della verità. Ho condiviso con loro su cosa siano la giustizia e l’arroganza, e sulla differenza tra una trasgressione momentanea e la natura di una persona. Questo li ha aiutati ad acquisire più discernimento, ed erano pronti a prendere posizione e smascherarla. Ma, con mia sorpresa, quando ho parlato di lei a fratello Wang, lui ha risposto: “Perché mi chiedi di lei? Ha solo dato qualche suggerimento. Perché la prendete di mira? Come mai voi leader reprimete e rendete la vita difficile a chiunque abbia un’idea? Chi oserà più dare suggerimenti? Questa vostra indagine mi dissuade dall’avere mai una mia opinione personale. Sembrate molto simili agli anticristi, che non ammettono idee diverse dalle loro”. Quelle sue parole mi hanno sconcertata. Non avrei mai immaginato che avrebbe reagito così e affermato che fossimo ingiusti con Gao. Ho iniziato con pazienza a condividere con lui. Non voleva ascoltare, e continuava a credere a Gao, ritenendo che il problema fossimo noi. Stavo davvero per arrendermi. Sentivo che la mia comprensione della verità era superficiale e mi mancava l’esperienza. Se avessi continuato così, gli altri avrebbero potuto perdere la stima di me. Poi mi sono resa conto che stavo ricominciando a pensare ai miei interessi, così ho pregato silenziosamente Dio di darmi fede e forza. Mi sono ricordata di questo passo: “Non fare sempre cose per il tuo tornaconto e non considerare costantemente i tuoi interessi; non pensare affatto al tuo prestigio, al tuo orgoglio o alla tua reputazione. Inoltre, non considerare gli interessi dell’uomo. Devi prima pensare agli interessi della casa di Dio e farne la tua prima priorità. Dovresti essere rispettoso della volontà di Dio e cominciare col riflettere se tu sia stato o meno impuro nell’adempimento del tuo dovere, se tu sia stato leale, se tu abbia adempiuto alle tue responsabilità e abbia dato tutto te stesso, e, allo stesso modo, se tu abbia o meno riflettuto sinceramente sul tuo dovere e sul lavoro della casa di Dio. Devi prendere in considerazione queste cose. Riflettici spesso e comprendile bene, e ti sarà più facile svolgere bene il tuo dovere. Se sei di scarsa levatura, se la tua esperienza è superficiale o se non sei competente nel tuo lavoro professionale, potrebbero esserci alcuni errori o manchevolezze nel tuo lavoro e i risultati potrebbero non essere molto buoni, ma tu ti sarai adoperato al meglio. Quando non pensi ai tuoi desideri egoistici o non consideri i tuoi interessi nelle cose che fai, e invece dedichi costante considerazione all’opera della casa di Dio, tenendo a mente i suoi interessi e svolgendo bene il tuo dovere, accumulerai buone azioni dinanzi a Dio. Le persone che compiono queste buone azioni sono quelle che possiedono la realtà della verità; come tali, hanno reso testimonianza. Alcuni credono in Dio ma non perseguono la verità. Vivono sempre seguendo la carne, aggrappandosi costantemente ai piaceri carnali, soddisfacendo sempre i loro desideri egoistici. A prescindere da quanti anni queste persone credano in Dio, non entreranno mai nella realtà della verità. Questo è il segno dell’aver recato disonore a Dio” (“Consegna il tuo vero cuore a Dio e potrai ottenere la verità” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Dalle parole di Dio, ho visto che non possiamo considerare il guadagno personale nel nostro dovere. Dobbiamo mettere al primo posto gli interessi della casa di Dio, accettare l’esame di Dio e dedicarci con tutti noi stessi. Solo così il nostro dovere ottiene l’approvazione di Dio. Altrimenti facciamo il male e ci opponiamo a Dio. Non posso smettere di praticare la verità per paura di offendere gli altri o per timore dei loro pregiudizi. Non avevo mai affrontato una questione del genere, ma dovevo almeno rimanere leale al mio dovere e condividere con gli altri al meglio possibile. Sapevo che Gao aveva ingannato e fuorviato fratello Wang, il quale parlava in sua difesa. Gao aveva spacciato bugie per verità, dicendo che i leader l’avevano criticata perché non accettavano suggerimenti né opinioni alternative. Queste falsità, che sembrano vere, possono essere davvero fuorvianti. Secondo Gao i leader non sceglievano le persone in base ai principi, ma era fuori strada. Le sono stati comunicati i principi di selezione delle persone, ma si è rifiutata di accettarli e di riflettere su se stessa. Ha continuato a distorcere la realtà, accusando i leader di reprimere lei e tutte le opinioni diverse dalle loro. Questo non è travisare i fatti e incastrare gli altri? Insinuava che nessuno avrebbe osato esprimere opinioni diverse se questo comportava essere espulsi dalla Chiesa. Le sue parole sembravano venire dal cuore, essere oneste, ma quella cosiddetta onestà nascondeva i suoi subdoli intenti e i trucchi di Satana. Voleva attirare gli altri dalla sua parte, perché la sostenessero e si opponessero ai leader. Questo è inganno e ostacolo al lavoro della casa di Dio. Fratello Wang non aveva discernimento ed è stato fuorviato da Gao. Aveva bisogno di una condivisione amorevole. Attraverso la condivisione, ha poi acquisito discernimento su di lei. Si è reso conto di non aver cercato la verità e aver mancato di discernimento; per questo aveva protetto Gao e si era schierato dalla parte del male. Ha anche capito quanto fosse miserabile senza la comprensione della verità, e quanto fosse suscettibile alle azioni malvagie. Ero davvero felice di vedere il suo cambiamento. In seguito, insieme ad alcuni collaboratori, ho condiviso con gli altri su come discernere i malvagi, e abbiamo analizzato nel dettaglio i comportamenti di Gao. Tutti hanno acquisito discernimento su di lei, e abbiamo votato, quasi all’unanimità, di espellerla dalla Chiesa. Durante la votazione, hanno annotato alcune cose che avevano imparato. Hanno espresso commenti come: “Gao ha inventato menzogne e diffuso i suoi pregiudizi ovunque, mentre si fregiava di star proteggendo la casa di Dio. Questo ha creato enorme scompiglio nel lavoro della Chiesa. Per quanto i leader l’abbiano messa a nudo e trattata, lei non ha mostrato il minimo rimorso o pentimento. Ha un’essenza malvagia”. Altri hanno detto: “Gao sembrava così gentile, ma le sue parole erano ingannevoli, subdole e malvagie. Se non fosse stato per questa comunione e analisi, tuttora non avrei discernimento. Ho constatato quanto sia importante capire la verità e possedere discernimento”. Alcuni hanno raccontato di essere stati ingannati da lei da tempo e che pensavano stesse proteggendo il lavoro della casa di Dio, inconsapevoli che invece di nascosto compiva tanto male; per questo si erano schierati con lei, facendo affermazioni in disaccordo con la verità. Avevano bisogno di riflettere e pentirsi. Hanno anche visto l’indole giusta di Dio che non tollera alcuna offesa. Quando i malfattori perturbano il lavoro della casa di Dio, prima o poi vengono eliminati. Questo mi ricorda le parole di Dio: “I malvagi saranno sempre malvagi e non potranno mai sfuggire al giorno della punizione. I buoni saranno sempre buoni e saranno rivelati quando l’opera giungerà al termine. Nessuno dei malvagi sarà considerato giusto, né alcuno dei giusti sarà ritenuto malvagio” (“Coloro che obbediscono a Dio con cuore sincero saranno certamente guadagnati da Lui” in “La Parola appare nella carne”). Questa esperienza mi ha insegnato che, in quanto leader, quando un membro malvagio della Chiesa intralcia il lavoro della casa di Dio, se non gestisco la cosa basandomi su principi e verità e proteggo invece i miei interessi personali, questo equivale a permettere a Satana di sabotare il lavoro della casa di Dio, ad agire come suo lacché, a compiere il male e ad oppormi a Dio. Devo espellere immediatamente i malfattori dalla Chiesa, e guidare i miei fratelli ad apprendere la verità e ad acquisire discernimento. Questo è proteggere la casa di Dio e fare ciò che un leader dovrebbe fare. Sia lodato Dio!

Pagina successiva: Riflessioni in tempi di malattia

Sei disposto ad essere una pecora che ascolta la voce di Dio per accogliere il Suo ritorno?

Contenuti correlati

Uscire dalla confusione

Dieci anni fa, guidata dalla mia natura arrogante, non ero mai in grado di obbedire completamente alle disposizioni della chiesa. Obbedivo se queste mi si confacevano, altrimenti sceglievo se obbedire o meno. Questo provocò, nell’esecuzione del mio compito

Dopo la diagnosi di cancro

di Qin Lin, Cina Un giorno, era l’ottobre del 2018, andavo a una riunione sulla mia bici elettrica quando un’auto che trascinava un tubo...

L’esperienza del praticare la verità

Da oggi in avanti, sono disposta a esaminare le mie intenzioni e ad attenermi agli standard richiesti per praticare la verità. Mi libererò delle impurità e diventerò un’autentica praticante della verità.

Rispondi