Cosa ho ricavato da un’elezione

26 Settembre 2022

di Mu Tong, Giappone

La chiesa ha di recente tenuto un’elezione speciale per un ruolo di leader. Quando ho saputo che i leader superiori avevano intenzione di promuovere sorella Zhao, non ho potuto fare a meno di dubitare della decisione: sorella Zhao? Quando era leader, aveva seminato invidia e discordia e aveva soffocato e punito gli altri, danneggiando i suoi fratelli e sorelle e intralciando e interrompendo il lavoro della chiesa. Le sorelle e i fratelli l’avevano smascherata molte volte, ma lei non lo aveva mai accettato e in seguito era stata sostituita. Aveva riflettuto e conosciuto se stessa? Si era pentita e si era trasformata? Ma poi ho pensato: “Se i leader hanno intenzione di promuoverla, devono aver valutato il suo caso secondo i princìpi. Deve essersi pentita ed essere cambiata in qualche modo. E, dopo tutto, l’elezione dei leader è una questione che riguarda i leader superiori e non è così rilevante per me. Non dovrei preoccuparmene inutilmente”.

Qualche giorno dopo, in una riunione, i leader hanno discusso i princìpi di elezione dei leader della chiesa e letto le valutazioni su sorella Zhao scritte da fonti informate. Dalle valutazioni ho appreso che, quando sorella Zhao veniva trattata, spesso si risentiva e controbatteva, e aveva difficoltà ad accettare la verità. Inoltre, le valutazioni non menzionavano come considerasse le sue trasgressioni passate. Ho pensato tra me e me: “Se sorella Zhao non ha riflettuto e conosciuto se stessa, probabilmente non persegue e non accetta la verità. Se sarà eletta di nuovo leader, non continuerà a seminare invidia e discordia e a soffocare i fratelli e le sorelle?” Ma poi mi sono detta: “Non l’ho vista molto in questi due anni e non conosco la sua situazione attuale, quindi non dovrei preoccuparmene. La cosa più importante è occuparmi del mio lavoro. In ogni caso, non ha molta importanza chi sarà il leader”. Così non ci ho dato peso, e la vita è andata avanti. Con mia sorpresa, qualche giorno dopo, i leader hanno indetto un’altra riunione. Hanno riferito che alcuni fratelli e sorelle si opponevano alla promozione di sorella Zhao poiché non aveva riflettuto e compreso le sue passate trasgressioni, e non si era pentita e non era cambiata, dunque non era adatta a essere promossa al ruolo di leader. I leader hanno svolto un’indagine approfondita sulla situazione di sorella Zhao, assicurandosi che le accuse mosse fossero fondate, e alla fine, in base ai princìpi, hanno giudicato sorella Zhao inadatta al ruolo di leader. Quando l’ho saputo, mi sono vergognata: perché gli altri avevano saputo segnalare i problemi quando li avevano notati e salvaguardare l’elezione della chiesa, mentre io ero rimasta in disparte e non avevo preso la cosa sul serio? Cos’avevo in mente?

Capirlo mi ha demoralizzata, così mi sono presentata davanti a Dio in ricerca e preghiera: quali insegnamenti dovevo trarre da quella situazione? Mi sono imbattuta in questo passo delle parole di Dio: “Tutti coloro che non comprendono le questioni spirituali ma fingono di essere spirituali sono falsi, e non si preoccupano di nulla se non di passare tutto il tempo a rispettare rigidamente le regole o a ripetere a pappagallo parole di dottrina; questo è simile a ciò che facevano gli antichi studiosi, ‘immergendosi nei classici e ignorando ciò che accade al di là delle immediate vicinanze’. Le persone che fingono di essere spirituali trovano che qualsiasi cosa gli altri facciano non abbia alcuna rilevanza per loro, e qualsiasi cosa gli altri pensino la considerano un affare altrui, e si rifiutano di imparare a distinguere una persona dall’altra, a guardare oltre la superficie delle cose e a comprendere la volontà di Dio in conformità alle Sue parole. La maggior parte delle persone è così. Quando hanno finito di ascoltare un sermone o di leggere la parola di Dio, li annotano su carta o li conservano nel cuore e li trattano come dottrine o regole, alle quali prestano un’osservanza simbolica e non si spingono oltre. Per quanto riguarda il rapporto che le cose che accadono intorno a loro hanno con la verità o il legame che i vari comportamenti e manifestazioni che vedono nelle persone intorno a loro hanno con la verità, non riflettono mai né tentano di capirlo nel loro cuore, e non pregano né ricercano. Questo è lo stato in cui versa la vita spirituale della maggior parte delle persone. Per questo motivo, quando si tratta di entrare nella verità, la maggior parte delle persone è lenta e superficiale; la loro vita spirituale è estremamente monotona, si limitano a seguire le regole, non hanno alcun principio nel loro modo di agire. Potremmo dire che la vita spirituale della maggior parte delle persone è vuota e disconnessa dalla vita reale. Per questo motivo, anche di fronte alla condotta e ai comportamenti palesi dei malvagi e degli anticristi, non possiedono assolutamente alcun concetto, tanto meno alcuna definizione, e non hanno idee né operano distinzioni” (“Fanno il loro dovere solo per distinguersi e alimentare i loro interessi e ambizioni; non considerano mai gli interessi della casa di Dio e addirittura li vendono in cambio della gloria personale (Parte quinta)” in “Smascherare gli anticristi”). Leggendo le parole di Dio, mi sembrava che descrivessero la mia pratica di fede. Mi comportavo proprio come rivelato dalle parole di Dio: “immergendosi nei classici e ignorando ciò che accade al di là delle immediate vicinanze”. Credevo che fosse sufficiente adempiere ai miei doveri e occuparmi della mia parte di lavoro. Qualsiasi cosa al di fuori di questo non aveva nulla a che fare con me. Nella mia mente, ero convinta che la fede in Dio consistesse solo nel pregare Dio, nel leggere le parole di Dio, nel compiere i propri doveri e nel non commettere errori gravi. Così facendo, ci si poteva guadagnare la lode di Dio. Solo dopo aver letto le parole di Dio, ho capito quanto fosse assurda questa nozione. L’opera di Dio è estremamente concreta e niente affatto vaga: nessun aspetto è scollegato dalla realtà. Allo stesso tempo, Egli ci fornisce delle verità, e predispone per noi situazioni quotidiane di ogni sorta per aiutarci a sperimentare le Sue parole e a valutare le cose attraverso la lente delle Sue parole, affinché gradualmente comprendiamo e acquisiamo la verità. Ripensando a quelle elezioni per il ruolo di leader, alcuni avevano saputo cercare la verità e applicare il discernimento sulla base delle parole di Dio. Quando si sono resi conto che il leader non era stato eletto secondo i princìpi, hanno preso posizione in tempo per intervenire e salvaguardare il lavoro della chiesa. Attraverso la situazione, hanno imparato a discernere persone e cose e ottenuto dei vantaggi pratici. Quanto a me, ho affrontato la stessa situazione da estranea, disinteressandomi non appena le elezioni si sono concluse, e non ho cercato di capire quale insegnamento se ne potesse trarre. Di conseguenza, non ne ho ricavato nulla. La mia pratica di fede era completamente scollegata dalla mia vita reale. Non davo importanza a sperimentare l’opera di Dio, e tanto meno alla ricerca della verità nelle situazioni che Dio predisponeva. Qualsiasi cosa accadesse, mi tiravo sempre fuori dalla situazione, proprio come una non credente. Di conseguenza, c’erano molte cose di cui ero all’oscuro, e in dieci anni di fede non avevo ricavato niente, né compreso nulla della verità o aver acquisito alcun discernimento su persone e cose. Quant’ero miserabile e mediocre!

Capire di avere questo problema mi ha molto demoralizzata, ma ero intenzionata a cambiare il mio stato e a trarre un insegnamento da quelle elezioni. Riflettendo, mi sono resa conto che non avevo mostrato alcun interesse per l’elezione del leader della chiesa perché mi ero sempre aggrappata all’idea sbagliata per cui fosse irrilevante chi veniva eletto leader. Avrei continuato a praticare la fede in Dio e a svolgere i miei doveri come prima, indipendentemente da chi fosse stato eletto. Solo quando poi mi sono imbattuta in un passo delle parole di Dio, ho finalmente compreso il significato delle elezioni dei leader della chiesa. La parola di Dio dice: “Qual è la causa dell’emergere della categoria di persone dei leader e dei lavoratori? E come sono emersi? Su grande scala, sono richiesti per l’opera di Dio; su scala minore, sono richiesti per il lavoro della Chiesa, sono richiesti dai prescelti di Dio. […] La differenza tra leader e lavoratori e il resto dei prescelti di Dio risiede solamente in una caratteristica speciale dei doveri che svolgono. Tale caratteristica speciale si manifesta principalmente nei loro ruoli di leadership. Per esempio, a prescindere da quanti membri una Chiesa abbia, il leader è il capo. Quindi, che ruolo ha il leader tra i membri? Guida tutti i prescelti della Chiesa. E, dunque, che influenza ha sull’intera Chiesa? Se il leader prende la strada sbagliata, i prescelti di Dio che fanno parte della Chiesa seguiranno il leader su quella strada sbagliata, e ciò avrà un enorme impatto su tutti loro. Prendete Paolo, per esempio. Egli guidò molte delle chiese da lui fondate e molti prescelti di Dio. Quando Paolo si smarrì, anche le chiese e le persone che guidava si smarrirono con lui. Quindi, quando i leader si smarriscono, non sono gli unici ad esserne colpiti, lo sono anche le chiese e i prescelti di Dio da loro guidati. Se un leader è una persona retta, che sta camminando sul giusto sentiero e persegue e pratica la verità, allora le persone che guida si nutriranno delle parole di Dio e ricercheranno la verità adeguatamente e, allo stesso tempo, l’esperienza di vita e il progresso personale del leader saranno visibili agli altri e influiranno positivamente su di loro. Quindi, qual è il giusto cammino che un leader dovrebbe percorrere? Essere in grado di condurre gli altri a una certa comprensione della verità e a un certo ingresso nella verità, e condurli davanti a Dio. Qual è un sentiero sbagliato? È quello di perseguire prestigio, fama e profitto, di elevare e testimoniare se stessi di frequente, senza mai rendere testimonianza a Dio. Che effetto ha questo sui prescelti di Dio? Che si allontaneranno da Dio e finiranno sotto il controllo di questo leader. Se porti le persone a presentarsi al tuo cospetto, allora le stai conducendo a presentarsi al cospetto dell’umanità corrotta, e le stai conducendo al cospetto di Satana, non di Dio. Solo condurre le persone al cospetto della verità equivale a condurle al cospetto di Dio. I leader e i lavoratori, che si trovino sul cammino giusto o su quello sbagliato, hanno un’influenza diretta sui prescelti di Dio. Quando non hanno ancora capito la verità, molti dei prescelti di Dio non sono che ciechi seguaci. Il leader potrebbe essere una brava persona, ed essi lo seguirebbero, oppure potrebbe essere una persona cattiva, e lo seguirebbero ugualmente; non fanno alcuna differenza. Seguono nel modo in cui vengono guidati, indipendentemente da chi il leader sia. E quindi è fondamentale che le Chiese scelgano brave persone come loro leader. Quale cammino i fedeli percorrano è direttamente collegato a quello percorso dai leader e dai lavoratori, e può essere influenzato in varia misura da questi leader e lavoratori” (“Cercano di conquistare le persone” in “Smascherare gli anticristi”). Dopo aver letto le parole di Dio, mi sono resa conto che i leader hanno un impatto enorme sulla vita della chiesa e sull’ingresso nella vita degli eletti di Dio, e un’influenza diretta sul cammino di fede delle persone. Che il leader sia una persona giusta o meno, se cerchi o no la verità e quale percorso segua, tutto ciò ha un impatto diretto sulla qualità della vita della chiesa e sull’ingresso nella vita degli eletti di Dio. Un buon leader può usare la sua esperienza di vita reale per risolvere i problemi dei fratelli e delle sorelle, e aiutarli a comprendere la verità e a entrare nella realtà della verità ancora più rapidamente. I fratelli e le sorelle possono ottenere dei benefici dal leader. Se un leader non percorre il sentiero della ricerca della verità, e pensa solo a preservare il proprio prestigio, parla sempre e solo di dottrina, senza esaltare né testimoniare Dio, non svolge un lavoro pratico e non risolve i problemi reali degli altri, allora, col tempo, non farà altro che condurre le persone al proprio cospetto e allontanarle sempre di più da Dio, e alla fine le danneggerà e porterà alla rovina. Riflettendo sul comportamento di sorella Zhao, quando veniva potata e trattata, si risentiva, controbatteva e non sapeva riflettere su se stessa e imparare. Non aveva riflettuto e riconosciuto le sue trasgressioni passate, e tanto meno si era veramente pentita. Da ciò, si può capire che sorella Zhao non cercava la verità e non possedeva le qualità di un leader. Se fosse stata promossa al ruolo di leader, avrebbe solo parlato di dottrina e non avrebbe aiutato gli altri. Come poteva guidarci a comprendere la verità e a entrare nella realtà della verità? Mentre io avevo l’idea assurda che, chiunque fosse stato eletto leader, avremmo continuato a leggere le parole di Dio, ad adempiere ai nostri doveri e a vivere la vita di chiesa come sempre, senza differenze. Che nozione sciocca!

Un giorno, mi sono imbattuta in un altro passo delle parole di Dio che parlava dell’atteggiamento che le persone dovrebbero avere durante le elezioni e quali intenzioni e nozioni scorrette potrebbero nutrire. Solo allora ho capito meglio me stessa. La parola di Dio dice: “Ogni volta che si tengono delle elezioni nella chiesa, sia per i leader e i lavoratori che per i prescelti di Dio, tutti sono responsabili e hanno l’obbligo di tutelarne lo svolgimento. […] Alcuni restano semplicemente a guardare, dicendo: ‘In ogni caso, io non posso diventare un leader della chiesa. Chiunque presti servizio come leader, fa lo stesso. Chiunque abbia la capacità può farlo. Se un anticristo vuole prestare servizio, questo non ha nulla a che fare con me, e purché non mi espellano va bene così’. Questo è ciò che dicono le persone più negative. Non riescono a immaginare quali sarebbero le conseguenze se un anticristo prestasse servizio come leader e l’impatto che avrebbe sulla loro fede in Dio. Solo le persone che comprendono la verità sono in grado di discernere tale questione. Diranno: ‘Se un anticristo diventa leader della chiesa, saranno i prescelti di Dio a soffrirne, e verranno soffocati ed esclusi soprattutto coloro che perseguono la verità, hanno senso di giustizia e svolgono scrupolosamente il loro dovere. Soltanto le persone confuse e quelle compiacenti approveranno, e diventeranno preda dell’anticristo, saranno nelle sue mani’. Ma le persone negative non considerano queste cose. Pensano: ‘Si crede in Dio per essere salvati. La fede è un percorso individuale. Anche se un anticristo diventa leader, questo non avrà alcun impatto su di me. Fintanto che non compio cattive azioni, un anticristo non può soffocarmi, né escludermi, né espellermi dalla chiesa’. Questo punto di vista è corretto? Se nessuno dei prescelti di Dio si preoccupa delle elezioni della chiesa, una volta che permetteranno a un anticristo di prendere il potere, quali saranno le conseguenze? Sarà davvero così semplice come immaginano? Che tipo di cambiamenti subirà la vita della chiesa? Questo riguarda direttamente l’ingresso nella vita dei prescelti di Dio. Se un anticristo detiene il potere in una chiesa, allora in essa non hanno potere né la verità né le parole di Dio. È una chiesa in cui detengono il potere Satana e i non credenti. Nelle riunioni potranno ancora essere lette le parole di Dio, ma l’anticristo controllerà il diritto di parola. Può un anticristo condividere la verità in modo chiaro? Può un anticristo permettere ai prescelti di Dio di condividere liberamente e apertamente la verità? Impossibile. Quando un anticristo detiene il potere aumentano gli intralci e disturbi, e la vita della chiesa sarà sicuramente meno efficace. Se questo accade, i prescelti di Dio non ricaveranno molto dalle loro riunioni, le quali potrebbero persino subire disturbo. I problemi dei prescelti di Dio non potranno essere risolti, e anche la pratica della verità verrà intralciata, e l’atmosfera della vita della chiesa completamente trasformata. Quando nubi nere appaiono e oscurano il sole, sopravvive un qualche piacere nella vita della chiesa? Ne verrà sicuramente compromessa, e in modo rilevante” (La Parola appare nella carne, Vol. 4: Responsabilità di leader e lavoratori). Le parole di Dio smascheravano tutte le idee e gli atteggiamenti indifferenti delle persone di fronte alle elezioni della chiesa. Mi sembrava che Dio mi stesse giudicando di persona. Il mio comportamento era lo stesso rivelato dalle Sue parole. Durante quelle elezioni, ho visto che sorella Zhao non sembrava cercare la verità, ma non ho ricercato i princìpi delle elezioni dei leader della chiesa, non ho considerato quali conseguenze avrebbe avuto l’elezione di sorella Zhao, e di certo non ho sollevato con i leader i miei dubbi sui risultati delle elezioni, scegliendo di rimanere indifferente in disparte. Credevo che non facesse differenza chi fosse il leader, che lui avrebbe svolto i suoi doveri e io i miei, e nessuno avrebbe interferito con l’altro. Inoltre credevo che, anche se ci fossero stati problemi nelle elezioni, la questione riguardasse i leader superiori e non me. Vi ho prestato scarsissima attenzione e non me ne sono preoccupata. Quindi, durante le elezioni, non avevo un mio punto di vista e mi sono limitata a seguire ciecamente e a sottomettermi. Non stavo forse praticando la fede proprio come i membri del mondo religioso che si preoccupavano solo di riempirsi la pancia e seguivano ciecamente? Vivevo secondo veleni satanici come: “Lascia che le cose vadano avanti da sole se non ti riguardano personalmente” e “Amerò chiunque mi dia soldi e cibo”. Obbedivo a chiunque fosse il leader e lo seguivo, senza il minimo discernimento. Che enorme errore! Se la chiesa fosse controllata da anticristi e falsi leader, non solo il suo lavoro verrebbe intralciato, ma anche i prescelti di Dio verrebbero danneggiati e le loro possibilità di ottenere la salvezza sarebbero infrante. Eppure, nonostante si trattasse di una questione così importante, ho comunque agito in modo egoista, indifferente e irresponsabile. Dov’erano la mia coscienza e la mia ragionevolezza? Ho pensato a queste parole di Dio: “Se non ti dedichi veramente alla tua fede in Dio e allo svolgimento del tuo dovere; se fai sempre le cose in modo meccanico e sei frettoloso nelle tue azioni, come un miscredente che lavora per il suo capo; se ti limiti a fare uno sforzo di pura facciata, non usi il cervello, tiri alla meno peggio la fine di ogni giornata così come viene, non denunciando i problemi quando li vedi, notando un danno ed evitando di porvi rimedio, e accantonando indiscriminatamente tutto ciò che non va a tuo vantaggio, allora questo non è forse un guaio? Come potrebbe una persona così essere un membro della famiglia di Dio? Simili individui sono miscredenti; non appartengono alla casa di Dio. Dio non riconosce nessuno di loro” (“Per svolgere bene il dovere occorre, come minimo, una coscienza” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). In base alle parole di Dio, i miei comportamenti non erano quelli di un membro della casa di Dio. Da anni credevo in Dio e leggevo liberamente le Sue parole, godendo della Sua grazia e delle Sue benedizioni, eppure non salvaguardavo il lavoro della chiesa. Qualsiasi interruzione o intralcio si verificasse nella chiesa, o per quanti danni fossero arrecati al lavoro della casa di Dio, mi limitavo a chiudere un occhio, senza volermene preoccupare. Ero così egoista e spregevole: ero una miscredente nella casa di Dio, e agli occhi di Dio ero solo una non credente. In quel frangente, la sorella promossa a leader non era adatta al lavoro e io avevo già agito con tanta indifferenza. Se un anticristo o un malfattore avesse controllato la chiesa, manipolando e intralciando un’elezione, e occorresse che qualcuno prendesse posizione e lo contrastasse, io di certo mi sarei ritirata, rimanendo in disparte e indifferente, senza farmi avanti per salvaguardare il lavoro della casa di Dio. Più ci pensavo, più mi rendevo conto di come Dio disprezzasse la mia indifferenza nei confronti del lavoro della casa di Dio. Se avessi continuato a comportarmi così, alla fine sarei stata scacciata.

Riflettendo, mi sono inoltre resa conto di aver sbagliato a pensare che, poiché i leader superiori supervisionano e controllano il lavoro dei leader, tutte le loro decisioni siano in linea con i princìpi e non ci sia nulla da mettere in discussione o di cui dubitare. In seguito, leggendo le parole di Dio, ho capito che questa visione non era conforme alla verità. La parola di Dio dice: “Quando qualcuno nella Chiesa viene promosso e coltivato per essere leader, viene promosso e coltivato solo nel senso immediato; non significa che sia già un leader qualificato o competente, che sia già capace di intraprendere il lavoro di un leader e che possa svolgere un lavoro reale. Non è così. La maggior parte delle persone non vede chiaramente queste cose, e ammirano coloro che sono stati promossi sulla base delle proprie fantasie, ma questo è un errore. A prescindere da quanti possano essere i loro anni di fede, coloro che vengono promossi possiedono davvero la realtà della verità? Non necessariamente. Sono in grado di attuare le disposizioni lavorative della casa di Dio? Non necessariamente. Possiedono senso di responsabilità? Sono dotati di dedizione? Sono capaci di sottomettersi a Dio? Quando incappano in un problema, sono in grado di cercare la verità? Tutto ciò è ignoto. Queste persone hanno un cuore che teme Dio? E quanto è grande il loro timore di Lui? Sono inclini a seguire la propria volontà quando fanno le cose? Sono in grado di cercare Dio? Durante il periodo in cui prestano servizio come leader, vengono regolarmente e frequentemente dinanzi a Dio per cercare la Sua volontà? Sono in grado di guidare le persone verso l’ingresso nella realtà di verità? Sono senza dubbio incapaci di fare sin da subito queste cose. Non hanno ricevuto una formazione e hanno troppa poca esperienza, quindi sono incapaci di fare queste cose. Per questo promuovere e coltivare qualcuno non significa che comprenda già la verità, né equivale a dire che è già in grado di compiere il suo dovere in modo soddisfacente. […] Le persone non devono avere alte aspettative o pretese irrealistiche verso coloro che vengono promossi e coltivati; sarebbe irragionevole, e ingiusto nei loro confronti. Potete monitorare il loro lavoro e, se nel suo svolgimento riscontrate problemi o violazioni dei principi, potete sollevare la questione e ricercare la verità per risolverli. Quello che non dovreste fare è giudicarli, condannarli, attaccarli o escluderli, perché sono nel periodo di coltivazione e non andrebbero visti come persone che sono state rese perfette, né tantomeno come persone che sono perfette o che possiedono la realtà della verità. Sono come voi: questo è il momento in cui vengono addestrati. La differenza è che si addossano più lavoro e responsabilità delle persone ordinarie. Hanno la responsabilità e l’obbligo di svolgere più lavoro; pagano un prezzo maggiore, patiscono più avversità, subiscono più afflizioni, risolvono più problemi, tollerano la riprovazione di più persone e naturalmente fanno più fatica, dormono meno, mangiano meno cibi prelibati e si dedicano alle chiacchierate meno delle persone normali. È questa la loro peculiarità; a parte questo, sono uguali a chiunque altro. Perché affermo ciò? Per dire a tutti che devono approcciarsi correttamente alla promozione e alla coltivazione di vari tipi di talenti all’interno della casa di Dio e non essere duri nelle pretese verso costoro. Naturalmente, le persone non devono neppure essere irrealistiche nella loro opinione di questi individui. È stupido essere eccessivamente elogiativi verso di loro o ammirarli troppo, e non è umano o realistico essere troppo duri nelle vostre pretese nei loro confronti” (La Parola appare nella carne, Vol. 4: Responsabilità di leader e lavoratori). Attraverso le parole di Dio, ho capito che i leader non sono diversi dai fratelli; anche loro vengono coltivati e formati. È solo che, a causa delle esigenze del lavoro della chiesa, alcuni devono essere promossi a questo ruolo speciale. Tuttavia, questo non significa che siano leader o lavoratori qualificati, o che abbiano la realtà della verità. Dovrei considerarli alla luce delle parole di Dio e trattarli in modo giusto e obiettivo. Non dovrei avere aspettative o richieste troppo alte nei loro confronti o essere ipercritica. Come membro della chiesa, ho la responsabilità di monitorare il lavoro dei leader e dei lavoratori e coordinarmi con loro per salvaguardare il lavoro della chiesa. Quando i leader agiscono secondo la verità, devo sottomettermi e accettarlo; se invece vedo che manifestano problemi o deviazioni, devo smascherarli e correggerli immediatamente e aiutarli a cambiare e ad acquisire accesso, perché questa è la cosa migliore per il lavoro della casa di Dio. Se nella chiesa emergono falsi leader o anticristi, devo segnalarli ai loro superiori. In questo modo sarò responsabile nei confronti del lavoro della chiesa e di me stessa e, soprattutto, adempierò alle mie responsabilità e ai miei doveri. Quando ho compreso i princìpi secondo cui trattare i leader e i lavoratori, ho acquisito maggiore chiarezza e ottenuto un percorso di pratica.

Qualche tempo dopo, ho notato che una leader, sorella Liu, non seguiva il lavoro di irrigazione, dicendo che era troppo impegnata per occuparsene. A volte, quando i fratelli e le sorelle si rivolgevano a lei per un problema, si risentiva addirittura del fatto che le facessero svolgere più lavoro. Ho pensato tra me e me: I leader sono responsabili di molto lavoro, ma si possono sempre stabilire delle priorità. Non devono svolgere tutto il lavoro personalmente, possono assegnarne una parte agli altri, e poi valutare e supervisionare a posteriori. Se un leader accampa sempre la scusa di essere occupato e non supervisiona il lavoro di cui è responsabile o si limita al minimo indispensabile, si tratta di una grave negligenza, non è un lavoro pratico: avrei dovuto segnalare il problema al suo superiore. Poi però ho pensato che non dovevo preoccuparmi di come il leader svolgesse il suo lavoro, ma semplicemente assicurarmi di adempiere ai miei doveri. Proprio in quel momento, ho ripensato a queste parole di Dio: “È responsabilità di tutti controllare se i leader e i lavoratori stiano svolgendo un lavoro reale, se si servano della verità per risolvere i problemi” (La Parola appare nella carne, Vol. 4: Responsabilità di leader e lavoratori). Ho capito di essere in errore. Avrei dovuto richiamare la leader e aiutarla a correggere rapidamente il suo problema. Così, mi sono fatta coraggio e ho sollevato la questione con lei. La leader mi ha risposto: “Hmn. Hai ragione, è davvero un problema. Sicuramente ci penserò su e rifletterò”. Questo mi ha davvero commossa. Dopo di che, ho visto che la leader ha iniziato a seguire attivamente il lavoro di irrigazione e ha risolto alcuni problemi pratici che erano emersi. Questa esperienza mi ha aiutata a capire che, qualsiasi dovere svolgiamo, dobbiamo tutelare il lavoro della chiesa. È una responsabilità e un dovere di tutti.

Sei disposto ad essere una pecora che ascolta la voce di Dio per accogliere il Suo ritorno?

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