Perché sono diventata così arrogante e presuntuosa

05 Dicembre 2022

Nel 2017, la chiesa mi ha incaricata di irrigare i nuovi arrivati stranieri. Poiché parlavo bene una lingua straniera e avevo già irrigato dei nuovi arrivati, non ritenevo quel lavoro troppo difficile. Ma sapevo che per compiere il mio dovere nella chiesa non bastava avere delle abilità speciali. Dovevo anche comprendere la verità e agire secondo i principi. Così, all’inizio, ero piuttosto umile. Mi richiamavo sempre a pregare di più e ad affidarmi a Dio quando succedeva qualcosa, e quando non capivo consultavo gli altri e ricercavo con loro. Dopo un certo periodo di tempo, ho visto alcuni risultati nel mio lavoro. Alcuni neofiti che non venivano regolarmente alle riunioni hanno iniziato a partecipare attivamente ed erano intenzionati a svolgere i loro doveri. Ne ho anche formati alcuni che poi sono diventati leader della chiesa e capigruppo. Questo mi rendeva felice e sentivo di avere del talento in quel lavoro. In seguito, tutti coloro che avevano problemi difficili venivano a comunicare con me, e le idee che proponevo venivano spesso adottate. A poco a poco, ho iniziato ad avere stima di me stessa. Sentivo che sia in termini di lingua straniera che di irrigazione ero la migliore del gruppo. Poco tempo dopo, sono stata selezionata come supervisore, e questo mi ha convinta ancora di più di avere levatura intellettuale e capacità lavorative straordinarie. Senza rendermene conto, ho iniziato a diventare arrogante. Qualunque problema emergesse, mi sembrava semplice, e facevo direttamente ciò che ritenevo più opportuno. Non pregavo, non cercavo e non mi consultavo con gli altri. Una volta, c’è stato un problema nel nostro lavoro, e la sorella mia collaboratrice ha detto che voleva cercare i principi. Io, molto altezzosa, le ho detto aggrottando la fronte: “È un problema così semplice. Devi solo rifletterci su un po’ e lo risolverai. Cercare i principi è un po’ superfluo, non credi?” Da allora, ha iniziato a parlare con me con molta cautela. In quel periodo, inoltre, alcuni fratelli e sorelle hanno detto che ero troppo arrogante, ma a me non importava affatto. Mi sentivo leggermente arrogante, ma tutti hanno dei problemi. D’altronde, come può non essere arrogante chi è dotato di levatura intellettuale? Non mi sembrava un grave problema. Una volta, volevo che una neofita praticasse come capogruppo. La mia leader la riteneva troppo nuova alla fede, poco radicata e non all’altezza del lavoro. A questa sua opinione, mi sono opposta e ho pensato: “Non importa che tu sia la leader: non capisci la nuova arrivata quanto me. Se mi facessi i problemi che ti fai tu, quando mai finiremmo di formare i nuovi arrivati?” Ho trovato ragioni di ogni tipo per confutare le idee della leader. In seguito, la nuova arrivata è stata promossa direttamente a capogruppo. Ben presto, ha iniziato a percepire il lavoro come troppo stressante, a diventare negativa, e ha quasi abbandonato il suo dovere. All’epoca ero inoltre molto triste. Mi pentivo di non aver ascoltato il consiglio della leader. Ma poi ho pensato: “Nessuno è perfetto, chi mai svolge il suo dovere senza deviazioni? Cercherò di fare meglio la prossima volta”. In seguito, la mia leader mi ha anche smascherata e trattata per la mia eccessiva arroganza, dicendomi che era pericoloso continuare così. Sul momento, è stato un po’ spiacevole sentirlo, ma non avevo alcuna conoscenza di me stessa.

In seguito, io e sorella Ye supervisionavamo insieme il lavoro della chiesa. Lei era più attenta e seria nel suo lavoro e si concentrava sulla ricerca dei principi della verità. Quando discutevamo e prendevamo decisioni di lavoro, lei faceva continui controlli e verifiche prima di decidere. Tuttavia, non la ritenevo abbastanza efficiente, così ho iniziato a disprezzarla. In seguito, ho deciso spesso da sola e non la prendevo affatto sul serio. Una volta, la chiesa aveva bisogno di acquistare del materiale e, poiché si trattava di spendere delle offerte, la mia leader mi ha detto più volte di parlarne con la mia collaboratrice. Ho promesso di farlo, ma pensavo: “Sono compiti semplici e me ne sono già occupata in passato. Posso farlo da sola. A cosa mi serve la mia collaboratrice?” Quando la mia collaboratrice mi ha chiesto per messaggio dei dettagli sugli acquisti che avevo fatto, senza pensarci, le ho risposto che me ne ero occupata io e che poteva stare tranquilla. Il risultato è stato che il materiale che ho acquistato non era adeguato e le offerte sono andate sprecate. In quel momento, ero nel panico. Mi sono resa conto che sprecare le offerte era una grande trasgressione. Percepivo un pesante macigno sul cuore, tanto da non riuscire a respirare. Spesso piangevo in segreto e ogni giorno era deprimente e doloroso. Il mio stato peggiorava, arrancavo nel dovere e non vedevo molti problemi con chiarezza.

In seguito, la leader ha condiviso con me, mi ha smascherata e trattata, dicendo che avevo un’indole troppo arrogante e presuntuosa, che agivo in modo arbitrario nel mio dovere, che non collaboravo con gli altri e non ascoltavo i loro suggerimenti, e che non ero adatta a fare il supervisore. Venire rimossa mi ha resa molto infelice. Ho pregato Dio: “Dio, non so come sono caduta tanto in basso. So che dietro la mia sostituzione si cela la Tua volontà, ma non conosco la causa del mio fallimento. Ti prego, illuminami e aiutami a riflettere adeguatamente su me stessa”. Nei miei devozionali, ho guardato un video delle parole di Dio. “Alcuni nel compiere il proprio dovere non ricercano mai la verità. Si limitano a fare come preferiscono, agendo secondo le loro fantasie, sono sempre arbitrari e sconsiderati e semplicemente non percorrono il cammino della pratica della verità. Che cosa significa essere ‘arbitrari e sconsiderati’? Significa che, quando vai incontro a una questione, agisci come ti sembra opportuno, senza alcun procedimento mentale o di ricerca. Niente che chiunque altro dica può toccare il tuo cuore o farti cambiare idea. Non riesci nemmeno ad accettare la verità che ti viene condivisa, ti aggrappi alle tue opinioni, non ascolti quando gli altri dicono qualcosa di giusto, sei convinto di aver ragione e resti ancorato alle tue idee. Se pure il tuo pensiero è corretto, dovresti prendere in considerazione anche le opinioni degli altri, giusto? E se non lo fai affatto, questo non è forse essere estremamente presuntuoso? Per le persone che sono oltremodo presuntuose e ostinate non è facile accettare la verità. […] Se il tuo atteggiamento è quello di insistere caparbiamente, negare la verità, rifiutare i suggerimenti di chiunque altro, non ricercare la verità, avere fede solo in te stesso e fare solo come vuoi, se è questo il tuo atteggiamento malgrado ciò che Dio fa o chiede, allora qual è la reazione di Dio? Egli non ti presta alcun ascolto, ti ignora. Non sei forse ostinato? Non sei arrogante? Non pensi sempre di avere ragione? Se sei privo di obbedienza, se non cerchi mai, se il tuo cuore è totalmente chiuso e resistente a Dio, allora Dio non ti presta alcun ascolto. Perché Dio fa così? Perché, se il tuo cuore è chiuso a Dio, puoi ricevere la Sua illuminazione? Riesci a sentire quando Dio ti rimprovera? Quando le persone sono irremovibili, quando sono in gioco le loro nature crudeli e sataniche, non avvertono niente di quel che Dio fa, è tutto inutile, quindi Dio non compie un’opera inutile. Se hai questo tipo di atteggiamento caparbiamente ostile, tutto ciò che Dio fa è rimanere nascosto da te: Dio non farà cose superflue. Quando sei così caparbiamente ostile, e così chiuso, Dio non farebbe mai nulla con la forza in te o su di te, non continuerebbe mai a cercare più e più volte di smuoverti e illuminarti. Dio non agisce in questo modo. Perché non agisce così? Principalmente perché ha visto in te un certo tipo di indole, una bestialità che è disgustata dalla verità e refrattaria alla ragione. Credi forse che le persone possano controllare un animale selvaggio quando è in gioco la sua bestialità? Sbraitare e urlargli contro serve forse a qualcosa? Cercare di ragionare con lui o offrirgli conforto è forse di qualche utilità? Le persone osano avvicinarsi a lui? C’è un buon modo per descriverlo: è refrattario alla ragione. Quando è in gioco la bestialità delle persone ed esse sono refrattarie alla ragione, Dio cosa fa? Non presta loro alcuna attenzione. Cos’altro dovrebbe dirti Dio quando sei refrattario alla ragione? Dire altro è inutile. E quando Dio non ti presta alcun ascolto, sei benedetto o soffri? Ottieni qualche beneficio o subisci una perdita? Indubbiamente subisci una perdita. E chi ha causato questo? (Noi.) Tu lo hai causato. Nessuno ti ha costretto ad agire così, eppure la cosa ti irrita comunque. Non sei forse tu stesso la causa? Dio non ti presta alcuna attenzione, non riesci a percepire Dio, c’è oscurità nel tuo cuore, la tua vita è compromessa: sei tu stesso la causa, e meriti tutto questo!” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Parte terza”). La parola di Dio rivelava il mio stato, soprattutto il passo: “Non sei forse ostinato? Non sei arrogante? Non pensi sempre di avere ragione? Se sei privo di obbedienza, se non cerchi mai, se il tuo cuore è totalmente chiuso e resistente a Dio, allora Dio non ti presta alcun ascolto”. “Dio non ti presta alcuna attenzione, non riesci a percepire Dio, c’è oscurità nel tuo cuore, la tua vita è compromessa: sei tu stesso la causa, e meriti tutto questo!” Leggere queste parole mi ha commossa, come se Dio mi smascherasse di persona. Svolgevo il mio dovere in modo arrogante e arbitrario. Parlavo una lingua straniera ed ero abbastanza efficiente in quel dovere, e quindi mi ritenevo dotata di levatura e abile. Quando sono stata scelta come supervisore, ho pensato di essere molto capace, così ho iniziato a guardare gli altri dall’alto in basso e a disprezzarli, e non prendevo nessuno sul serio. Quando avevo problemi nel lavoro, raramente ne parlavo con gli altri e facevo a modo mio. Quando i miei fratelli e sorelle davano suggerimenti diversi, non li accoglievo da Dio. Invece, il mio atteggiamento era: “Lo capisci meglio tu o io?” Anche se ciò che gli altri dicevano era corretto, non lo accettavo. Al contrario, resistevo, mi opponevo e lo confutavo con pretesti di ogni tipo. Di conseguenza, si faceva sempre a modo mio, cosa che limitava i miei fratelli e sorelle, che si preoccupavano sempre di cosa pensassi e non riuscivano a relazionarsi con me normalmente. Ma neanche allora ho riflettuto su me stessa. Quando ero responsabile del lavoro della chiesa, ho agito in modo arbitrario e senza principi, e così le offerte sono state sprecate. Avevo un’indole troppo arrogante. Qualsiasi cosa dicessero gli altri, non ascoltavo. Ero irragionevole e ostinata come un mulo. Dio trovava il mio comportamento e atteggiamento disgustosi e non riuscivo a ricevere l’opera dello Spirito Santo. Tutto ciò che facevo era causa di disturbo e di intralcio. Vedendo il male che avevo compiuto, volevo solo prendermi a schiaffi. Mi odiavo per la mia presunzione. Perché non sapevo ascoltare i consigli degli altri? Ora le conseguenze si erano presentate, ed era inutile pentirsi.

In seguito, ho iniziato a concentrarmi sul riflettere sui miei problemi. Nella mia ricerca, ho letto delle parole di Dio che mi hanno fatto capire meglio me stessa. Dio Onnipotente dice: “L’arroganza e la presunzione sono l’indole satanica più evidente nelle persone, e se esse non accettano la verità, non c’è modo che possano essere purificate. Le persone hanno un’indole arrogante e presuntuosa, credono sempre di essere nel giusto e, in tutto ciò che pensano, che dicono o su cui hanno delle opinioni, credono sempre che il loro punto di vista e la loro mentalità siano corretti, che niente di quello che dicono gli altri sia valido o giusto quanto ciò che dicono loro. Si aggrappano sempre alle loro opinioni, e non ascoltano nulla di ciò che dicono gli altri; anche quando ciò che gli altri dicono è giusto e in linea con la verità, lo rifiutano; sembrano davvero ascoltare, ma non lo accettano minimamente. Quando arriva il momento di agire, fanno comunque di testa loro; pensano sempre di avere ragione e di essere giustificate. Potrai anche avere ragione ed essere giustificato, o fare la cosa giusta, senza alcun problema, ma quale indole riveli? Non si tratta forse di arroganza e presunzione? Se non sei in grado di liberarti di questa indole arrogante e presuntuosa, ciò influenzerà l’adempimento del tuo dovere? Influirà sulla tua capacità di mettere in pratica la verità? Se non riesci a risolvere questo tipo di indole arrogante e presuntuosa, è probabile che in futuro incontrerai grandi battute d’arresto? Non c’è dubbio, è inevitabile. Dio può vedere queste cose che si manifestano nelle persone? Sì, molto chiaramente; Dio non solo scruta nell’intimo dell’uomo, ma osserva sempre ogni sua parola e azione. E cosa dirà Dio quando vedrà queste cose manifestarsi in te? Dirà: ‘Tu sei intransigente! Restare ancorato alle tue idee quando non sai di avere torto è comprensibile; ma se lo fai quando sai benissimo di avere torto, e ti rifiuti di pentirti, allora sei uno sciocco inguaribile e testardo, e hai un problema. Se, indipendentemente da chi ti dia dei suggerimenti, reagisci con un atteggiamento negativo e ostile e non accetti minimamente la verità, se nel tuo cuore non nutri altro che ostilità, chiusura e rifiuto, allora sei ridicolo, uno sciocco insensato! Sei difficilissimo da trattare’. Cosa in te è di così difficile trattamento? Ciò che ti rende difficile è il fatto che il tuo comportamento non è un modo sbagliato di fare le cose o una condotta erronea, quanto piuttosto rivelazione di un certo tipo di indole. Che tipo di indole rivela? Tu detesti la verità e la odi. Una volta che vieni identificato come una persona che odia la verità, allora agli occhi di Dio hai un problema; Dio ti disprezza e ti ignora. […] Una persona che odia la verità nel suo cuore odierebbe anche Dio. Perché dico che Lo odierebbe? Questa persona ha forse maledetto Dio? Gli si è opposta apertamente? Lo ha giudicato o condannato alle Sue spalle? Non necessariamente. Allora perché si dice che rivelare una tale indole, un’indole di odio verso la verità, significa odiare Dio? Non si tratta di sollevare un polverone per nulla: è un dato di fatto. Come i farisei ipocriti che inchiodarono il Signore Gesù alla croce perché odiavano la verità, le conseguenze di questa situazione sono terribili. In altre parole, quando una persona possiede un’indole di disprezzo e ostilità nei confronti della verità, allora potrà manifestare questo tipo di indole sempre e dovunque e, se continua a vivere facendo affidamento su di essa, si opporrà a Dio oppure no? Quando affronterà una questione che riguarda la verità, che riguarda le scelte che deve fare, se non è in grado di accettare la verità e continua invece a vivere facendo affidamento sulla sua indole corrotta, naturalmente si opporrà a Dio e Lo tradirà. Questo perché tale indole corrotta non è altro che un’indole che odia Dio e la verità” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Solo vivendo spesso dinanzi a Dio si può avere una normale relazione con Lui”). Solo dopo aver letto le parole di Dio ho capito che non solo avevo un’indole arrogante: la cosa più grave è che provavo disgusto e odio per la verità e odiavo anche Dio. Tanti fratelli e sorelle mi hanno dato consigli, e la mia leader mi ha potata e trattata, ma io sono rimasta sorda e non ho affatto riflettuto su me stessa. Molte volte i fatti mi hanno mostrato che ciò su cui insistevo era sbagliato. Non facevo altro che intralciare e disturbare l’opera, eppure non riflettevo su me stessa e facevo di testa mia. A volte, quando i miei fratelli e sorelle mi davano dei consigli, sentivo chiaramente che erano giusti e in linea con i principi della verità, ma continuavo a disobbedire e a rifiutarli, testarda fino all’estremo. Non si trattava forse dell’indole satanica di disgusto e odio verso la verità? Dio dice: “Una volta che vieni identificato come una persona che odia la verità, allora agli occhi di Dio hai un problema”. “Una persona che odia la verità nel suo cuore odierebbe anche Dio”. Questo mi ha turbata ancora di più. L’indole di Dio è giusta e santa, e l’atteggiamento che Egli assume con noi si basa su quello che assumiamo noi verso la verità e verso di Lui. La verità è espressione di Dio, mentre ciò che io esprimevo era un’indole di disgusto e odio verso la verità. Non era forse odio verso Dio? Qualunque indole corrotta una persona possieda, purché sappia accettare la verità, nulla è impossibile da correggere, e tutti hanno la possibilità di cambiare e di essere salvati da Dio. Se invece l’essenza della natura di qualcuno è di disgusto e odio verso la verità, allora costui è nemico di Dio. Come possono i nemici di Dio essere salvati? Ho pensato a tutti gli anticristi che sono stati espulsi dalla chiesa. La ragione è che odiavano e rifiutavano la verità, e alla fine sono stati smascherati e scacciati.

Avevo molta paura, e per molto tempo ho vissuto in preda al senso di colpa. Ogni volta che pensavo al male che avevo causato nel mio lavoro, sentivo una fitta di dolore al cuore, così ho pregato Dio: “Dio, questo fallimento è troppo doloroso per me, ma senza questo fallimento non saprei di avere un’indole così profondamente corrotta, e ancor meno saprei di essere sull’orlo del pericolo. Non voglio più vivere secondo la mia indole corrotta. Ti prego, guidami ad essere una persona che accetta la verità e a concentrarmi in futuro sulla pratica della verità nel mio dovere”.

In seguito, mi sono chiesta spesso: “Cos’è che mi rende così arrogante? Come posso eliminare quest’indole corrotta?” Nei miei devozionali, ho letto due passi della parola di Dio che mi hanno improvvisamente illuminata. La parola di Dio dice: “Le persone che sono dotate e hanno talenti speciali pensano di essere molto intelligenti, di comprendere ogni cosa, ma non sanno che doti e talenti speciali non rappresentano la verità, che tali cose non hanno alcuna relazione con la verità. I pensieri e le opinioni di persone il cui comportamento è determinato dai loro doni e dalle loro fantasie vanno spesso contro la verità, ma loro non lo vedono e pensano comunque: ‘Visto come sono intelligente? Ho fatto scelte così intelligenti, ho preso decisioni così sagge! Nessuno di voi può eguagliarmi’. Vivono costantemente in uno stato di narcisismo e apprezzamento di sé. Per loro è difficile placare il proprio cuore e riflettere su ciò che Dio chiede loro, su cosa sia la verità e quali siano i principi della verità. Per loro è difficile capire la verità, e anche se adempiono un dovere non sono in grado di praticare la verità, quindi è anche molto difficile per loro entrare nella realtà della verità” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Su cosa, esattamente, le persone fanno affidamento per vivere?”). “Direste che è difficile compiere il proprio dovere in modo adeguato? In realtà, non lo è; bisogna solo saper assumere una posizione di umiltà, possedere un po’ di senno e adottare una posizione appropriata. Non importa quanto tu sia istruito, quali premi tu abbia vinto o cosa tu abbia ottenuto; a prescindere da quanto elevati siano il tuo prestigio e il tuo rango, devi abbandonare tutte queste cose, devi scendere dal tuo piedistallo: tutte queste cose non contano nulla. Nella casa di Dio queste glorie, per quanto grandi esse siano, non possono essere più elevate della verità, perché queste cose superficiali non sono la verità e non ne possono prendere il posto. Questo deve esserti chiaro. Se dici: ‘Ho molte doti, ho una mente davvero acuta, ho i riflessi pronti, imparo in fretta e ho una memoria eccezionale, quindi sono qualificato per prendere la decisione finale’, se usi sempre queste cose come un capitale e le consideri preziose e positive, allora sei nei guai. Se il tuo cuore è occupato da queste cose, se si sono radicate nel tuo cuore, sarà difficile per te accettare la verità, e le conseguenze di ciò non sono neanche lontanamente immaginabili. Per questo motivo, devi prima di tutto accantonare e rinnegare le cose che ami, che ti sembrano belle, che sono preziose per te. Queste cose non sono la verità; al contrario, possono impedirti di entrare nella verità” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Qual è l’adeguato adempimento del proprio dovere?”). La parola di Dio mi ha fatto capire che ero così arrogante e incapace di accettare la verità per un’altra ragione, ossia che ho sempre vissuto in base ai miei doni. Conoscevo una lingua straniera, avevo qualche esperienza di lavoro e levatura intellettuale, e sapevo gestire alcuni problemi di lavoro, e quindi consideravo questi doni come un capitale, e non ho mai cercato i principi della verità e la volontà di Dio, ho trattato i miei fratelli e sorelle con disprezzo e altezzosità e non ho mai ascoltato i loro suggerimenti. Ho messo i doni al di sopra di tutto, colma di autostima, sono diventata sempre più arrogante, e credevo ciecamente in me stessa, come se non sbagliassi mai, ma di volta in volta risultava che le mie idee non erano affatto conformi ai principi della verità. Erano tutte sbagliate. Di contro, alcuni fratelli e sorelle erano esteriormente ordinari e non avevano doni, eppure, nel loro dovere, erano in grado di cercare i principi della verità in modo concreto, si vedeva che erano guidati da Dio, e riuscivano a ottenere buoni risultati nel loro dovere. I fatti mi hanno mostrato che avere dei doni non significa comprendere la verità. Se compiamo il nostro dovere senza cercare i principi della verità e viviamo solo in base ai nostri doni, possiamo soltanto diventare sempre più arroganti, perdere tutta l’umanità e la ragione, e resistere a Dio involontariamente. Per eliminare alla base un’indole arrogante, dobbiamo abbandonare questo capitale e imparare a rinunciare a noi stessi e a cercare la verità.

Da allora, mi sono concentrata sul praticare in questo modo ma, quando affrontavo dei problemi e volevo chiedere aiuto ai miei fratelli e sorelle, nel mio cuore ero ancora combattuta. Mi sembrava di avere idee molto valide e che chiedere agli altri fosse inutile. Temevo perdessero stima di me perché non sapevo gestire nemmeno un compito semplice; però, pensando alle trasgressioni che avevo commesso per aver creduto troppo in me stessa, provavo un po’ di paura, e non ho più osato aggrapparmi alle mie idee. Sono riuscita a rinunciare a me stessa e a parlarne con tutti. Ben presto, i miei fratelli hanno visto che avevo capito qualcosa di me stessa e che ero cambiata, e mi hanno rieletta come leader della chiesa. Una volta, alla chiesa mancava un diacono del Vangelo. Ho notato che sorella Li era attiva nella predicazione del Vangelo e nel condividere durante le riunioni; così, nel mio cuore, ho deciso che sorella Li era la candidata perfetta. Allora, la sorella mia collaboratrice mi ha ricordato che la scelta di un diacono della chiesa non era una questione banale, e che avrei dovuto chiedere aiuto alla mia leader. Di fronte all’espressione esitante della mia collaboratrice, ho pensato: “Sorella Li è sempre stata attiva nel diffondere il Vangelo. C’è forse un candidato più adatto di lei? Inoltre, la promozione è solo un’occasione per praticare; quindi, se non è adatta, potremo trasferirla. Perché ho bisogno dei consigli della mia leader?” Mentre sentivo questa resistenza, ho rammentato le parole di Dio: “Se pure il tuo pensiero è corretto, dovresti prendere in considerazione anche le opinioni degli altri, giusto? E se non lo fai affatto, questo non è forse essere estremamente presuntuoso?” Sì: poiché la mia collaboratrice aveva dei dubbi, dovevo ricercare. Nei miei devozionali, ho letto queste parole di Dio: “Se, ogni volta che hai un’idea o un’opinione, sostieni ciecamente che sia corretta, e cosa si debba fare, allora sei arrogante e presuntuoso. Se hai un’idea o un’opinione che ritieni sia corretta, ma non hai piena fiducia in te stesso e sai assicurartene cercando e condividendo, allora questo non è essere presuntuoso. Ottenere il consenso e l’approvazione di tutti prima di metterla in atto è il modo razionale di agire” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Solo vivendo spesso dinanzi a Dio si può avere una normale relazione con Lui”). La parola di Dio mi ha fatto capire che, anche quando si pensa di avere ragione, bisogna saper abbandonare se stessi e cercare la verità. Solo così si può ottenere l’illuminazione dello Spirito Santo e migliorare sempre più nel proprio dovere. Se ci si aggrappa con arroganza a se stessi, si disprezzano i richiami degli altri, non si rinuncia a se stessi e non si cerca la verità, allora non si può ricevere la guida dello Spirito Santo. Alla luce di questo, la resistenza che avevo nel cuore si è dissipata. Poi ho pregato e ho affidato la questione a Dio. Allo stesso tempo, ho anche cercato i principi di selezione e promozione delle persone. Pochi giorni dopo, ho saputo da una persona che la conosceva bene che, sebbene sorella Li sembrasse molto propositiva, lo faceva solo per apparire presentabile, e spesso era pigra, scaltra e approssimativa, si ritirava di fronte alle difficoltà, e quindi neanche ora aveva alcun ingresso. Secondo i principi, non era adatta a essere un diacono del Vangelo. Quando l’ho saputo, sono stata felice di non aver insistito con la mia idea. Altrimenti, l’impiego di una persona inadatta avrebbe sicuramente ostacolato l’evangelizzazione. Era davvero la protezione di Dio. Ero molto grata per la guida della parola di Dio. Ho visto che, praticando la verità e accettando i consigli degli altri, potevo evitare problemi e deviazioni nel mio dovere, e inoltre il mio cuore era sereno. Ora mi vergogno molto quando penso a quanto fossi arrogante. Senza il giudizio e il castigo della parola di Dio, e senza potatura e trattamento, non avrei mai riflettuto su me stessa, e non avrei mai abbandonato me stessa e accettato i consigli degli altri. Ora sono più umile e capace di discutere e ricercare con i miei fratelli quando ho un problema. Questo piccolo cambiamento è il risultato delle parole e dell’opera di Dio. Ringrazio davvero Dio dal cuore.

Sei disposto ad essere una pecora che ascolta la voce di Dio per accogliere il Suo ritorno?

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