Perché ero così arrogante

19 Ottobre 2022

di Chengxin, Corea del Sud

Un giorno, due leader della chiesa mi hanno parlato di un problema: sorella Zhang, che era responsabile del lavoro del Vangelo, non agiva secondo i principi, non discuteva le cose con i leader della chiesa, incaricando a casaccio gli addetti a condividere il Vangelo, con ripercussioni sul lavoro svolto da fratelli e sorelle e intralci al lavoro della chiesa. Ho risposto senza pensarci due volte: “Sorella Zhang deve aver ridistribuito i doveri in questo modo per esigenze di lavoro”. Una delle leader ha detto: “Sorella Zhang è priva di levatura e non è competente nel suo lavoro. Il personale non è stato distribuito appropriatamente e gli altri erano scontenti. Questo ha reso alcuni negativi e ha influenzato il lavoro del Vangelo. Non è forse inadatta a gestire questo lavoro?” Sapere che sarebbe stata detsituita mi ha molto infastidita e ho risposto: “Cosa? Se non sarà sorella Zhang la responsabile del lavoro del Vangelo, riuscirete a trovare qualcuno di migliore? Abbiamo qualcuno di adatto? I problemi di cui parlate sono sicuramente presenti, ma non sono nulla di così grave. Lei ottiene dei risultati nel lavoro del Vangelo, non possiamo rimuoverla per queste piccole cose! Dobbiamo salvaguardare il lavoro della chiesa”. Mentre confutavo le leader della chiesa, pensavo che fossero davvero pignole, e poi nessuno è perfetto! Tutti siamo corrotti e abbiamo difetti, quindi è giusto pretendere che le persone facciano tutto bene? Perché non dovrebbero mettere al primo posto i risultati del lavoro? E se l’avessimo rimossa e la prouttività fosse diminuita? Potevo dare l’impressione di non saper svolgere lavoro pratico, di essere una falsa leader. Cosa avrebbero pensato gli altri di me? E il leader superiore, scoprendolo, mi avrebbe rimossa? Le due leader della chiesa, ammutolite dalla mia confutazione, hanno detto rassegnate: “Lasciamola al suo posto per ora”. Pochi giorni dopo, il leader superiore mi ha contattata online e mi ha chiesto come sorella Zhang svolgesse il suo dovere. Ho risposto: “Bene. Sta ottenendo dei risultati nel suo lavoro e riesce davvero a eseguire i compiti”. In risposta, il leader mi ha chiesto: “Ebbene, quali sono questi risultati di cui parli? Hai davvero indagato su quante persone abbia di fatto guadagnato con il lavoro del Vangelo? Sai che falsifica i suoi risultati? Ha scarsa levatura e non è molto competente. Non è in grado di risolvere i problemi. Ne sei consapevole? Sai che sta assegnando incarichi a persone senza principi, intralciando il lavoro del Vangelo?” Di fronte a tutte queste domande, il mio cuore pulsava e la mia mente era vuota. Vedendo che non avevo risposte, il leader ha proseguito: “Sei così presuntuosa! Le persone troppo presuntuose non hanno consapevolezza di sé. Se ti conosci davvero, perché non abbandoni te stessa? Perché non rinunci a te stessa? Altri hanno chiaramente sollevato il problema, ma non lo hai accettato. Quanto sei arrogante! Possiedi la realtà della verità? Chi possiede davvero la realtà della verità non crede in se stesso. Quando gli altri hanno ragione, è in grado di ascoltare. Sa accettare e sottomettersi alla verità. È una persona con un’umanità normale. Che razza di persona è così arrogante e presuntuosa? Costoro sanno accettare la verità? Le persone arroganti non accettano la verità, e non si sottomettono assolutamente alla verità. Le persone arroganti e presuntuose non hanno consapevolezza di sé, non sanno rinunciare a se stesse, e non sono in grado di mettere in pratica la verità o di sostenerne i principi. Non vanno d’accordo con gli altri. Le persone arroganti sono quelle la cui indole non è cambiata. Da queste cose, possiamo vedere che tutte le persone arroganti sono dei vecchi Satana rimasti totalmente immutati. Dovresti fare un po’ di introspezione per capire se sei quel tipo di persona”. Ero sbalordita: mi sembrava di essere stata colpita da un fulmine. Chiusa la comunicazione, sono rimasta seduta lì, e ho ripensato più e più volte alle sue parole: “non accettano la verità”, “non si sottomettono alla verità”, “non vanno d’accordo con gli altri”, “la loro indole non è cambiata” e “sono dei vecchi Satana rimasti totalmente immutati”. Più ci pensavo e più mi sentivo male, e non ho potuto trattenere le lacrime. Addolorata, ho pregato piangendo: “O Dio! Non avrei mai pensato di essere arrogante e presuntuosa e di non accettare la verità. Ti prego, guidami a riflettere e a conoscere me stessa”.

Poi, un giorno, nei miei devozionali, ho letto queste parole di Dio: “L’arroganza è la radice dell’indole corrotta dell’uomo. Più le persone sono arroganti, più sono irragionevoli; e più sono irragionevoli, più sono inclini a resistere a Dio. Quanto è serio questo problema? Non solo le persone dall’indole arrogante considerano tutti gli altri in una posizione inferiore, ma, quel che è peggio, hanno persino un atteggiamento di sufficienza nei confronti di Dio, e non hanno in cuore alcun timore di Lui. Anche se potrebbe sembrare che le persone credano in Dio e Lo seguano, non Lo trattano affatto come Dio. Sentono sempre di possedere la verità e hanno un’opinione smodata di se stesse. Questa è l’essenza e la radice dell’indole arrogante, e viene da Satana. Il problema dell’arroganza, pertanto, deve essere risolto. Sentirsi migliore di un altro è cosa da poco; il problema cruciale è che un’indole arrogante impedisce di sottomettersi a Dio, al Suo governo e alle Sue disposizioni. Chi ha tale indole si sente sempre portato a competere con Dio per avere potere sugli altri. Questo tipo di persona non riverisce minimamente Dio, e tanto meno Lo ama o si sottomette a Lui. Coloro che sono arroganti e presuntuosi, specialmente coloro che sono tanto arroganti da aver perduto il buonsenso, non sanno sottomettersi a Dio nella loro fede in Lui e addirittura si esaltano e rendono testimonianza a sé stessi. Simili persone sono quelle che più avversano Dio e non hanno alcun timore di Lui. Se desiderano giungere a venerare Dio, devono prima risolvere la loro indole arrogante. Più a fondo risolvi la tua indole arrogante, più avrai venerazione per Dio, e soltanto allora potrai sottometterti a Lui, conseguire la verità e conoscere Dio. Soltanto coloro che ottengono la verità sono autenticamente umani” (La Parola, Vol. 2: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Parte terza”). Le parole di Dio erano davvero illuminanti. È vero. L’arroganza è la radice della corruzione. Essendo arrogante, non guardavo dall’alto in basso solamente gli altri ma, peggio ancora, anche Dio. Quando accadeva qualcosa, non ricercavo davanti a Dio la Sua volontà, né i principi della verità, ma facevo di testa mia e volevo che tutti mi ascoltassero. Ho ripensato ai commenti delle leader della chiesa sui problemi di sorella Zhang. Ho confutato tutto quello che mi hanno detto senza pensarci. Hanno detto che sorella Zhang non aveva principi, che distribuiva le persone a casaccio senza parlarne con i leader della chiesa, e che era stata talmente d’intralcio che le persone non sapevano quale dovere svolgere. Io negavo del tutto il problema e non volevo ascoltare. Ho difeso sorella Zhang a spada tratta, dicendo che la ragione era che il lavoro del Vangelo aveva urgente bisogno di persone, che era necessario. Le leader della chiesa hanno detto che non aveva levatura, che non era competente nel suo lavoro e che non era adatta a gestire l’evangelizzazione. Non mi sono informata sulla situazione reale e non ho valutato se in base ai principi dovesse essere trasferita. Invece, ero ostile e risentita. Ho chiesto alle leader della chiesa perché non dovesse essere lei la responsabile, e se potessero trovare un supervisore migliore di lei. Le ho respinte e messe a tacere. Sollevando quel problema, si sono dimostrate responsabili e stavano sostenendo il lavoro della chiesa, ma io avevo sempre la convinzione di capire la verità meglio di loro, di comprendere meglio, che loro avessero una comprensione superficiale della verità e non vedessero le cose correttamente, e che quindi non dovessi ascoltarle. Ero così arrogante e presuntuosa! Facevo ostinatamente di testa mia, rifiutandomi di accettare la verità, e non accoglievo una sola affermazione vera. Ho confutato ogni loro parola, discutendo finché non hanno smesso di esprimere le loro opinioni. Ero incredibilmente arrogante e non avevo alcuna riverenza per Dio. Non stavo impiegando le persone secondo i principi e avevo già danneggiato il lavoro della chiesa, e non solo non ho riconosciuto i miei errori, ma ho dato la colpa alle leader della chiesa quando me ne hanno parlato. Le ho rimproverate di essere pignole e di trattare ingiustamente sorella Zhang. Non ero forse un vecchio Satana totalmente immutato, la cui indole non era affatto cambiata? Come potevo in quel modo andare d’accordo con gli altri e cooperare armoniosamente? Pensarci mi faceva sentire davvero in colpa, e ho pregato Dio, intenzionata a pentirmi e ad affrontare subito la situazione di sorella Zhang. Dopo aver realmente esaminato le cose, ho capito che sorella Zhang era stata ingannevole nei resoconti del suo lavoro e stava creando scompiglio, e che molti nuovi credenti non partecipavano alle riunioni perché non aveva assegnato degli irrigatori. Sorella Zhang aveva scarsa levatura, ma era arrogante e dispotica, e non discuteva del suo lavoro con nessuno. Quando emergevano dei problemi, non sapeva risolverli e non accettava i suggerimenti degli altri, così per molto tempo molte questioni sono state trascurate, cosa che ha ostacolato il progresso del lavoro del Vangelo. Di fronte a questi fatti, ho finalmente riconosciuto di aver scelto la persona sbagliata. Quando le leader della chiesa hanno suggerito di sostituirla, non ero d’accordo e le ho persino rimproverate e messe a tacere. Più ci pensavo e più mi sentivo male, e mi odiavo per essere così arrogante e presuntuosa. Mi sono rivolta a Dio in preghiera, chiedendoGli di guidarmi a capire l’essenza del mio problema.

Poi, ho letto un passo delle parole di Dio che affrontava il mio problema dell’arroganza. Dio Onnipotente dice: “L’arroganza e la presunzione sono l’indole satanica più evidente nelle persone, e se esse non accettano la verità, non c’è modo che possano essere purificate. Le persone hanno un’indole arrogante e presuntuosa, credono sempre di essere nel giusto e, in tutto ciò che pensano, che dicono o su cui hanno delle opinioni, credono sempre che il loro punto di vista e la loro mentalità siano corretti, che niente di quello che dicono gli altri sia valido o giusto quanto ciò che dicono loro. Si aggrappano sempre alle loro opinioni, e non ascoltano nulla di ciò che dicono gli altri; anche quando ciò che gli altri dicono è giusto e in linea con la verità, lo rifiutano; sembrano davvero ascoltare, ma non lo accettano minimamente. Quando arriva il momento di agire, fanno comunque di testa loro; pensano sempre di avere ragione e di essere giustificate. Potrai anche avere ragione ed essere giustificato, o fare la cosa giusta, senza alcun problema, ma quale indole riveli? Non si tratta forse di arroganza e presunzione? Se non sei in grado di liberarti di questa indole arrogante e presuntuosa, ciò influenzerà l’adempimento del tuo dovere? Influirà sulla tua capacità di mettere in pratica la verità? Se non riesci a risolvere questo tipo di indole arrogante e presuntuosa, è probabile che in futuro incontrerai grandi battute d’arresto? Non c’è dubbio, è inevitabile. Dio può vedere queste cose che si manifestano nelle persone? Sì, molto chiaramente; Dio non solo scruta nell’intimo dell’uomo, ma osserva sempre ogni sua parola e azione. E cosa dirà Dio quando vedrà queste cose manifestarsi in te? Dirà: ‘Tu sei intransigente! Restare ancorato alle tue idee quando non sai di avere torto è comprensibile; ma se lo fai quando sai benissimo di avere torto, e ti rifiuti di pentirti, allora sei uno sciocco inguaribile e testardo, e hai un problema. Se, indipendentemente da chi ti dia dei suggerimenti, reagisci con un atteggiamento negativo e ostile e non accetti minimamente la verità, se nel tuo cuore non nutri altro che ostilità, chiusura e rifiuto, allora sei ridicolo, uno sciocco insensato! Sei difficilissimo da trattare’. Cosa in te è di così difficile trattamento? Ciò che ti rende difficile è il fatto che il tuo comportamento non è un modo sbagliato di fare le cose o una condotta erronea, quanto piuttosto rivelazione di un certo tipo di indole. Che tipo di indole rivela? Tu detesti la verità e la odi. Una volta che vieni identificato come una persona che odia la verità, allora agli occhi di Dio hai un problema; Dio ti disprezza e ti ignora. Il peggio che possa accadere è che gli altri dicano di te: ‘Questa persona non ha una buona indole, è testarda, intransigente e arrogante! È difficile andare d’accordo con lei, e né ama la verità né mai la accetterà o la metterà in pratica’. Il peggio che possa accadere è che tutti ti giudichino in questo modo, ma un simile giudizio sarebbe in grado di decidere il tuo destino? Le persone non potrebbero mai decidere il tuo destino esprimendo un giudizio sul tuo conto, ma c’è qualcosa che non dovresti dimenticare, ossia che Dio scruta nel cuore dell’uomo, e allo stesso tempo osserva anche tutto ciò che gli uomini fanno e dicono. Se Dio ti ha identificato in questo modo e ha affermato che odi la verità, invece di dire semplicemente che manifesti una qualche indole corrotta e sei in certo qual modo disobbediente, si tratta di un problema grave? (Sì.) In tal caso, il futuro avrebbe in serbo per te dei problemi. Tali problemi non hanno nulla a che vedere con il giudizio o l’opinione che hanno gli altri di te, ma con la visione che ha Dio di questa tua indole corrotta per la quale odi la verità. Ebbene, come ti vedrebbe Dio? Dio Si limiterebbe a classificarti come una persona che odia e non ama la verità, e basta? È tutto qui? Da dove proviene la verità? E la verità chi rappresenta? (Rappresenta Dio.) Bene, allora, questo è qualcosa che dovete approfondire: se qualcuno odia la verità, come apparirà agli occhi di Dio? (Come un nemico di Dio.) Non sarebbe una cosa grave? Una persona che odia la verità nel suo cuore odierebbe anche Dio” (La Parola, Vol. 2: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Solo vivendo spesso dinanzi a Dio si può avere una normale relazione con Lui”). La rivelazione delle parole di Dio mi ha davvero colpita. Ho visto la corruzione della mia arroganza e della mia presunzione. Due sorelle mi hanno dato dei suggerimenti su una persona che avevo scelto e io non li ho lontanamente accettati, sentendomi nel giusto. Non ho nemmeno dato loro la possibilità di parlare, continuando a rimproverarle e respingerle. Ho detto molte cose arroganti, le ho confutate e loro si sono tirate indietro. Non era un semplice errore di approccio e comportamento, ma un’indole satanica di disgusto e odio nei confronti della verità. Pensare a come avevo parlato e agito quando mi ero opposta a quelle leader mi nauseava come mangiare un verme. Mi vergognavo incredibilmente, mi sentivo umiliata come un clown. Agli occhi di Dio, provare disgusto e odio per la verità significa odiarLo ed essere Suoi nemici, e tutti i nemici di Dio sono diavoli. Il leader superiore aveva ragione a smascherarmi come un vecchio Satana totalmente immutato. È la mia natura ed essenza. Di fronte ai problemi, ero resistente, ribelle e non accettavo la verità, svolgendo il mio dovere secondo la mia indole corrotta e satanica. Come potevo non oppormi a Dio e non offendere la Sua indole? E come potevo evitare le critiche? A quel punto, ho capito che venivo potata e trattata in quel modo per via della giustizia di Dio. Sebbene essere smascherata e criticata ferisse il mio orgoglio e fosse difficile da accettare, mi ha aiutato a vedere la mia natura arrogante e mi ha fornito un po’ di riverenza per Dio.

In seguito, ho letto alcune parole di Dio che mi hanno fornito comprensione e discernimento sul mio stato. Dio Onnipotente dice: “Qualunque cosa facciano, gli anticristi hanno sempre i loro scopi e le loro intenzioni personali, agiscono sempre secondo i loro piani personali, e il loro atteggiamento nei confronti delle disposizioni e del lavoro della casa di Dio è: ‘Tu potrai anche avere mille piani, ma io ho una sola regola’; tutto ciò dipende dalla natura degli anticristi. Un anticristo potrebbe mai cambiare mentalità e agire secondo i princìpi della verità? Sarebbe assolutamente impossibile, a meno che il Supremo non lo costringesse a farlo, nel qual caso ne sarebbe in parte capace, malvolentieri e con fatica. È solo quando rischiano di essere smascherati e sostituiti perché non hanno fatto nulla che gli anticristi riescono a svolgere un po’ di lavoro pratico. Questo è l’atteggiamento che gli anticristi hanno nei confronti della pratica della verità: quando è vantaggiosa per loro, quando tutti li loderanno e li ammireranno per questo, di certo la assolveranno e compiranno qualche sforzo simbolico per salvare le apparenze. Se mettere in pratica la verità non è di alcun beneficio per loro, se nessuno lo nota e se i leader superiori non sono presenti, allora in quei momenti non c’è alcuna possibilità che mettano in pratica la verità. Mettono o meno in pratica la verità a seconda del contesto, del momento, del fatto che avvenga in pubblico o dietro le quinte, dell’entità dei benefici ottenuti; sono straordinariamente abili e acuti quando si tratta di queste cose, e non accettano per nessuna ragione di non ottenere alcun beneficio o di non mettersi in mostra. Non svolgono alcun lavoro se i loro sforzi non vengono riconosciuti, se, indipendentemente da quanto facciano, nessuno li vede. Se il lavoro è assegnato direttamente dalla casa di Dio e non hanno altra scelta che svolgerlo, considerano comunque se gioverà o no al loro prestigio e alla loro reputazione. Se è vantaggioso per il loro prestigio e può migliorare la loro reputazione, mettono tutti se stessi in quel lavoro e lo svolgono bene, convinti così di prendere due piccioni con una fava. Se non è vantaggioso per il loro prestigio o per la loro reputazione, e se svolgerlo male potrebbe screditarli, escogitano un modo o un pretesto per tirarsene fuori. Indipendentemente dal dovere che svolgono, gli anticristi si attengono sempre allo stesso principio: devono trarne un qualche beneficio. Il tipo di lavoro che gli anticristi amano di più è quello che non comporta alcun costo, per il quale non devono soffrire né pagare alcun prezzo, e dal quale la loro reputazione e il loro prestigio traggono beneficio. In sintesi, qualunque cosa facciano, gli anticristi considerano per prima cosa i loro interessi, e agiscono solo dopo aver riflettuto su tutto; non obbediscono autenticamente, sinceramente e totalmente alla verità senza compromessi, ma lo fanno in modo selettivo e condizionato. Qual è la condizione? Che il loro prestigio e la loro reputazione devono essere salvaguardati e non devono subire alcuna perdita. Solo dopo aver soddisfatto questa condizione, decideranno e sceglieranno cosa fare. In altre parole, gli anticristi prendono in seria considerazione il modo in cui trattare i principi della verità, gli incarichi affidati da Dio e il lavoro della casa di Dio, o il modo in cui affrontare ciò che si trovano di fronte. Non considerano come soddisfare la volontà di Dio, come evitare di danneggiare gli interessi della casa di Dio, come soddisfare Dio, o come fare del bene a fratelli e sorelle; non sono queste le cose che considerano. Cosa interessa agli anticristi? Se il loro prestigio e la loro reputazione saranno o meno colpiti e se la loro posizione ne risentirà o no. Se fare qualcosa secondo i principi della verità è di beneficio al lavoro della chiesa e ai fratelli e alle sorelle, ma rischia di compromettere la sua reputazione e di portare molte persone a rendersi conto della sua vera levatura e a conoscere il tipo di natura ed essenza che possiede, allora sicuramente l’anticristo non agirà secondo i principi della verità. Se svolgere lavoro concreto porterà più persone a pensare bene di lui, a stimarlo e ad ammirarlo, o farà sì che le sue parole abbiano autorità e portino più persone a sottomettersi a lui, allora quello è il modo per cui l’anticristo opterà; in caso contrario, non sceglierà mai di trascurare i propri interessi per considerazione degli interessi della casa di Dio o di quelli dei fratelli e delle sorelle. Tale è la natura e l’essenza degli anticristi” (La Parola, Vol. 3: Smascherare gli anticristi, “Tema 9 – Fanno il loro dovere solo per distinguersi e alimentare i loro interessi e ambizioni; non considerano mai gli interessi della casa di Dio e addirittura li vendono in cambio della gloria personale (Parte terza)”). Le parole di Dio mi hanno mostrato che essere resistente e irritabile quando gli altri parlavano dei problemi di sorella Zhang e non accettare di sostituirla non dipendeva solo dalla mia indole arrogante. Dietro, vi si nascondevano le mie motivazioni egoistiche e ignobili. Ho rifiutato di accettare i suggerimenti delle leader per proteggere la mia reputazione e il mio prestigio. Le due leader avevano ragione sui problemi di sorella Zhang. Era chiaramente inadatta come supervisore e stava già ostacolando il lavoro del Vangelo. Avrei dovuto sostituirla subito, ma ho trovato ogni sorta di motivo per oppormi, al fine di mantenere la mia fama e il mio prestigio. Di conseguenza, le due leader non sapevano come impartire le disposizioni correttamente, e questo ha ulteriormente influito sul nostro lavoro del Vangelo. La mia arroganza, la mia incapacità di sostenere il lavoro della chiesa e il fatto che pensassi solo alla fama e al prestigio hanno avuto un impatto sul lavoro del Vangelo e sull’ingresso nella vita dei fratelli. Stavo intralciando il lavoro della chiesa. A parole, sostenevo il lavoro della chiesa, ma in realtà stavo solo difendendo la mia reputazione e il mio prestigio. Pur di proteggere la mia posizione, anche se qualcuno che avevo scelto manifestava dei problemi e il lavoro della chiesa veniva ostacolato, chiudevo un occhio. Ero pronta a vedere gli interessi della chiesa compromessi pur di proteggere il mio prestigio. Non è un comportamento da anticristo? Attraverso il giudizio e la rivelazione delle parole di Dio, ho visto la mia natura ed essenza avverse a Dio, e ho visto chiaramente le mie motivazioni spregevoli e malvagie. A quel punto, mi sono spaventata, e desideravo pentirmi davanti a Dio, smettere di compiere il male e di resisterGli per arroganza.

Una volta, nei miei devozionali, ho letto un passo delle parole di Dio che mi ha fornito un percorso di pratica. “Quando altre persone danno voce a opinioni diverse: a quale pratica puoi ricorrere per evitare di essere arbitrario e sconsiderato? Per prima cosa, devi avere un atteggiamento di umiltà, mettere da parte ciò che credi sia giusto e far sì che tutti comunichino. Anche se pensi che il tuo modo sia giusto, non dovresti continuare a insistervi. Questo è un passo avanti; mostra un atteggiamento di ricerca della verità, di negazione di te stesso e di soddisfazione della volontà di Dio. Acquisito questo atteggiamento e, contemporaneamente, non attenendoti alla tua opinione, dovresti pregare, ricercare la verità da parte di Dio, e poi cercare una base nelle parole di Dio: decidere come agire sulla base delle parole di Dio. Questa è la pratica più adeguata e accurata. Quando le persone cercano la verità e sollevano un problema affinché tutti condividano insieme e cerchino una risposta, in quel momento lo Spirito Santo fornisce loro illuminazione. Dio illumina le persone secondo principio, Egli fa il punto sul tuo atteggiamento. Se rimani ostinatamente sulle tue posizioni, indipendentemente dal fatto che il tuo punto di vista sia giusto o sbagliato, Dio ti volterà le spalle e ti ignorerà; ti farà arrivare a un punto morto, ti smaschererà e metterà a nudo il tuo stato spregevole. Se invece il tuo atteggiamento è giusto, e non sei insistente a modo tuo, né presuntuoso, né arbitrario e sconsiderato, ma hai un atteggiamento con cui ricerchi e accogli la verità, allora, se tieni condivisione al riguardo con tutti gli altri, lo Spirito Santo si metterà all’opera fra di voi, e forse ti guiderà a capire tramite le parole di qualcun altro. Talvolta, quando lo Spirito Santo ti illumina, ti porta a capire il punto cruciale di una questione con poche parole o frasi, o fornendotene il significato. In quel momento, ti rendi conto che qualunque cosa a cui ti stessi aggrappando era erronea e, allo stesso tempo, comprendi qual è il modo di agire più opportuno. Dopo aver raggiunto un simile livello, hai forse evitato efficacemente di fare il male e di subire le conseguenze di un errore? Come si consegue un simile risultato? Lo si consegue solo quando si ha un cuore che teme Dio e quando si ricerca la verità con un cuore obbediente. Quando avrai ricevuto l’illuminazione dello Spirito Santo e determinato i principi per la pratica, la tua pratica sarà in linea con la verità, e tu sarai in grado di soddisfare la volontà di Dio” (La Parola, Vol. 2: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Parte terza”). Le parole di Dio mi hanno fornito un percorso di pratica. Per non commettere il male nel mio dovere e non intralciare il lavoro della chiesa, la chiave è avere un atteggiamento di ricerca della verità di fronte ai problemi, un cuore di riverenza per Dio, cooperare con gli altri, e mettere da parte me stessa, pregare e ricercare di fronte a opinioni diverse dalle mie. È l’unico modo per ottenere l’opera dello Spirito Santo, agire correttamente e ridurre al minimo gli errori. Capire questo è stato illuminante e ora sapevo come procedere. Dopo di che, ho rimosso sorella Zhang e scelto un nuovo supervisore. In poco tempo, il lavoro del Vangelo è notevolmente migliorato. Ma quei risultati mi hanno fatta sentire ancora più pentita e in colpa. Odiavo la mia precedente arroganza e l’ostinazione con cui avevo tenuto sorella Zhang al suo posto, intralciando il lavoro della chiesa e commettendo una trasgressione. Ho pregato, sperando di ricercare la verità in tutte le cose e di smettere di fare di testa mia e di vivere con arroganza.

Non molto tempo dopo, mi è capitato un altro episodio. In una discussione di lavoro con alcuni diaconi del Vangelo, ho dato alcuni suggerimenti e, non appena le parole mi sono uscite di bocca, tutti si sono uniti per bocciarle. Mi sentivo un po’ umiliata e mi sono chiesta: “Tutto quello che ho detto è totalmente fuori luogo? Avete ragione su ogni cosa? Cosa penseranno gli altri di me, come leader, se tutte le mie opinioni vengono respinte? Sicuramente penseranno che non comprendo la verità e che manco di concretezza. Mi ascolteranno ancora, in seguito? Godrò ancora del prestigio di una leader agli occhi di tutti?” A questo pensiero, volevo di nuovo parlare per salvare la faccia e respingere le opinioni degli altri. Poi, capito che era uno stato sbagliato, mi sono sentita in colpa. Ho pregato Dio in silenzio nel mio cuore: “O Dio, so che hanno ragione, ma il mio orgoglio è ferito e voglio di nuovo proteggere la mia reputazione e il mio prestigio. Ti prego di vegliare su di me e aiutarmi ad accettare i loro giusti suggerimenti, a seguire i principi della verità e a non vivere nella corruzione”. Finito di pregare, ho letto queste parole di Dio: “Bisogna discutere con gli altri di tutto ciò che si fa. Prima di tutto, ascolta ciò che gli altri hanno da dire. Se l’opinione della maggioranza è giusta e conforme alla verità, devi accettarla e sottometterti a essa. Qualunque cosa tu faccia, non ricorrere alla magniloquenza. La magniloquenza non è mai una buona cosa, in nessun gruppo di persone. […] Hai il dovere e la libertà di partecipare e collaborare, di offrire suggerimenti ed esprimere le tue opinioni. Ma quando viene presa la decisione finale, se emetti da solo il verdetto definitivo, obbligando tutti a fare a modo tuo e ad agire secondo la tua volontà, allora stai violando i principi. […] Se nulla ti è chiaro e non hai opinioni, impara ad ascoltare e a obbedire, a ricercare la verità. Questo è il dovere che dovresti assolvere; questo è un atteggiamento di onestà. Se una persona non ha opinioni proprie eppure ha sempre paura di apparire sciocca, di non riuscire a distinguersi, di essere umiliata, e se teme di essere destituita dagli altri e di non godere di prestigio nei loro cuori, e quindi cerca sempre di distinguersi e di ricorrere alla magniloquenza, facendo affermazioni assurde che non corrispondono alla realtà, e vorrebbe che gli altri le accettassero, questa persona sta forse assolvendo il suo dovere? (No.) Cosa sta facendo? Sta provocando un danno” (La Parola, Vol. 2: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Parte terza”). Le parole di Dio erano illuminanti. Partecipare al lavoro ed esprimere opinioni e suggerimenti erano parte del mio dovere e delle mie responsabilità, ma pretendere che tutti facessero a modo mio e mi ascoltassero era solo arroganza. Nelle discussioni di lavoro, tutti hanno il diritto di esprimere la propria opinione, e noi dovremmo seguire ciò che è in linea con i principi della verità e giova al lavoro della chiesa. Questo è un atteggiamento di accettazione della verità. Da allora, ho iniziato a concentrarmi nel praticare la verità, e quando nelle discussioni di lavoro emergevano opinioni diverse, mi informavo sulle idee delle persone per raggiungere un consenso che poi potevamo mettere in pratica. Ricordo che, una volta, avevo finito di occuparmi di una cosa da sola ed ero un po’ a disagio. Attraverso la preghiera e la riflessione, mi sono resa conto che non avevo parlato con i miei collaboratori per raggiungere un consenso, e che non era l’approccio giusto. Ho condiviso con tutti che ero stata arrogante, che non ne avevo discusso prima di decidere, che ero stata irragionevole e che sarei cambiata e avrei smesso di comportarmi in quel modo. Ho anche chiesto a tutti di tenermi d’occhio. Ho sentito che abbandonare me stessa e praticare la verità in quel modo mi dava tranquillità.

L’ho messo in pratica nelle successive discussioni di lavoro, e alla fine le cose sono andate meglio, senza alcun inconveniente. Ero davvero grata a Dio. Ho sperimentato che, non essendo arroganti in un dovere e collaborando bene con gli altri, si può ottenere l’opera dello Spirito Santo e si hanno più probabilità di portare a termine le cose. Ora ho una certa comprensione della mia indole corrotta, arrogante e presuntuosa. So praticare la verità e sono leggermente cambiata. Questo è l’amore e la salvezza di Dio. Solo il giudizio, il castigo, la potatura e il trattamento di Dio possono cambiare e purificare le persone.

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