I fatti della tirannica persecuzione dei cristiani da parte del PCC - Ep. 17: Cristiani tornati in Cina subiscono arresti e persecuzioni da parte del PCC: vite in pericolo
13 Giugno 2026
Nel tentativo di estirpare la Chiesa di Dio Onnipotente e annientare completamente i cristiani, il PCC lancia costantemente campagne di arresti di massa e persecuzioni. Recluta inoltre sfaccendati ai margini della società, tra cui teppisti e delinquenti locali, che aiutino ad arrestare i cristiani, e usa gli operatori comunitari per monitorarli e pedinarli a lungo termine. Inoltre, il PCC offre generose ricompense in denaro per mobilitare le masse a denunciare e ad aiutare ad arrestare i cristiani. In tutto il Paese, ha istigato e ingannato il pubblico affinché lanciasse una "guerra di popolo" in cui i cristiani della Chiesa di Dio Onnipotente vengono denunciati, repressi e perseguitati. Per sfuggire ai frenetici arresti del PCC, nonché alla sorveglianza e alle denunce pubbliche, i cristiani sono costretti a spostarsi da un posto all'altro per nascondersi e possono solo tenere riunioni segrete in piccoli gruppi di due o tre persone. Per seguire Dio e fare il proprio dovere, molti cristiani hanno dovuto dire addio ai propri cari e lasciare le loro città natali. Alcuni fuggono in altre regioni, mentre altri scappano all'estero dopo molte peripezie. Tutti loro conducono una vita da fuggiaschi e girovaghi sotto false identità. Tuttavia, fuggire all'estero non è sempre un percorso senza ostacoli per questi cristiani. Alcuni tornano in Cina perché non riescono a trovare un lavoro per sopravvivere, altri perché le loro domande d'asilo incontrano ostacoli e altri ancora perché sono troppo malati per lavorare. Cosa affrontano al loro ritorno in Cina? Cosa li aspetta? In questo episodio intervistiamo due cristiane che sono fuggite all'estero ma che in seguito sono tornate. Attraverso i loro racconti, apprendiamo una parte della verità sulla brutale persecuzione che i cristiani subiscono al loro ritorno.
00:20 Punti salienti
03:01 Li Ran arrestata e interrogata al suo ritorno in Cina
09:00 Scampata alla detenzione a causa della grave ipertensione, Li Ran fugge poco dopo il ritorno a casa
10:24 Non riuscendo ad arrestare Li Ran in casa, la polizia porta via suo marito
13:55 Yang Jing portata via dalla polizia per essere sottoposta a domande e a un interrogatorio appena scesa dall'aereo
17:26 Durante la quarantena in hotel, la polizia assilla costantemente Yang Jing al telefono in merito al suo periodo all'estero
19:46 Fine della quarantena; Yang Jing di nuovo interrogata e minacciata dalla polizia prima di tornare nella sua città natale
23:47 L'interrogatorio non porta a nulla; Yang Jing torna in aereo nell'Heilongjiang e viene monitorata dagli informatori del PCC lungo il tragitto verso casa
24:15 Arrestata tre giorni dopo il ritorno a casa, Yang Jing viene rilasciata su cauzione a causa di una grave malattia
29:10 Yang Jing ripetutamente vessata in casa dalla polizia durante la sua convalescenza
35:00 Un funzionario del villaggio cerca di costringere Yang Jing a scrivere una dichiarazione in cui garantisca che smetterà di credere in Dio; lei si rifiuta
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