Il giudizio di Dio mi ha salvato

19 Aprile 2022

di Flavien, Benin

Nel settembre 2019, ho accolto l’opera di Dio Onnipotente degli ultimi giorni. Durante le riunioni, venivo lodato per le mie condivisioni, la mia rapida comprensione e la mia buona levatura. In seguito, sono stato selezionato come capogruppo, e non molto tempo dopo come diacono del Vangelo. Da allora, ho svolto i miei doveri più attivamente che mai. Ho iniziato a predicare il Vangelo e a ospitare le riunioni. I miei fratelli apprezzavano le mie condivisioni e secondo il leader della Chiesa svolgevo buon lavoro. Questo mi ha reso molto felice e ho sentito di avere buona levatura. Per essere ammirato dagli altri, ho letto di più la parola di Dio e guardato molti film della casa di Dio e video di letture della parola di Dio; tuttavia, allora mi accontentavo di una minima comprensione letterale da esibire, e non mi dedicavo alla ricerca della volontà di Dio né alla pratica della verità. Negli incontri, condividevo nel modo più esauriente possibile, in modo da convincere gli altri che capivo di più. Condividevo anche su cose che non capivo bene per far credere loro di sapere tutto. Inoltre, per crearmi una buona immagine nel cuore del mio leader, fingevo di essere molto forte. Per esempio, all’inizio possedevo nozioni sull’opera di Dio, ma credevo che se l’avessi detto a qualcuno il mio leader avrebbe sicuramente pensato che non capivo la verità, così gli ho deliberatamente nascosto le mie nozioni. Era come se indossassi una maschera. Ciò che mostravo agli altri di me era un’illusione.

Alcuni mesi dopo, sono stato nominato leader della Chiesa, stavolta incaricato dell’evangelizzazione. Per svolgere quel lavoro, bisognava avere levatura, discernimento e abilità. Sentivo che nessuno nella Chiesa, tranne me, aveva quelle competenze, e che quindi quel dovere mi era stato affidato da Dio. Venire ripetutamente promosso mi ha fatto sentire diverso dagli altri, il più fervente nella ricerca della verità, amato e prediletto da Dio. Ho persino pensato che essere responsabile del lavoro del Vangelo equivalesse a stare di guardia all’ingresso della casa di Dio, che potessi decidere io a chi fosse consentito accedervi e a chi no. Gradualmente, sono diventato sempre più arrogante, e mi sentivo superiore ai miei fratelli e sorelle, autorizzato a dare ordini, convinto che loro dovessero ascoltarmi. Nel lavoro della Chiesa, volevo sempre decidere io e avere l’ultima parola, perché mi ritenevo abile nel lavoro, esperto nei principi, e non credevo di dover accogliere le opinioni o i consigli dei fratelli. Guardavo tutti loro dall’alto in basso. Ricordo che volevo sostituire una capogruppo, senza verificare che svolgesse bene o meno i suoi doveri, per la sua media levatura. Per di più, consideravo i miei fratelli e le mie sorelle come miei subordinati, e sentivo di poterli trattare come volevo. Per esempio, durante una riunione, loro stavano condividendo su come predicavano il Vangelo, e secondo me lo stavano facendo in modo inappropriato, così li ho subito criticati e ho detto loro cosa avrebbero dovuto fare. Una sorella svolgeva i doveri con il suo personale metodo di pratica, ma io non lo reputavo corretto, così, senza condividere sui principi, l’ho duramente trattata. In seguito, quella sorella mi ha detto che si sentiva così negativa da non voler collaborare con me. Poi, in una riunione, il nostro leader ha chiesto a tutti se avessero delle difficoltà, e quella sorella gli ha riportato direttamente il mio problema, dicendo che non condividevo la verità, e che trattavo gli altri di continuo e sempre molto duramente. Molti altri fratelli e sorelle hanno riferito che trattavo le persone in modo arbitrario, e hanno rivelato la mia arroganza servendosi delle parole di Dio.

In realtà, alcuni fratelli e sorelle avevano già sollevato il problema del mio comportamento arrogante. Secondo alcuni, ero troppo duro quando chiedevo del lavoro, e mi hanno mandato dei messaggi per dirmi: “Fratello, non dovresti parlare in quel modo. Farai sentire negativi i tuoi fratelli e sorelle”. Altri dicevano: “Ti rivolgi sempre agli altri con sdegno. Non ti metti mai su un piano di parità con i tuoi fratelli e sorelle, così alcuni di loro non vogliono parlare con te, e altri si sentono così attaccati che non vogliono più questo dovere”. Dopo ripetuti rimproveri e trattamento da parte loro, ho sentito il mio orgoglio sotto attacco. Mi ero sempre reputato un amato e prediletto di Dio, ma vedere i miei fratelli smascherarmi e ripudiarmi mi ha fatto sentire molto depresso. Senza la mia buona immagine e il mio prestigio, non ero motivato a compiere il mio dovere. Ho iniziato a svolgerlo meccanicamente: inviavo avvisi, non mi curavo dei dettagli, non controllavo i doveri dei miei fratelli, e non mi dedicavo a risolvere i problemi che incontravano. Non mi interessava nulla dei loro bisogni.

In seguito, una sorella ha notato il mio stato negativo, così mi ha mandato un passo della parola di Dio. Dio dice: “Da quando gli esseri umani sono stati corrotti da Satana, la loro natura ha iniziato a degenerare, e gradualmente hanno perso il senso della ragione che le persone normali possiedono. Oggi le persone non agiscono più da esseri umani secondo la posizione dell’uomo, anzi sono colme di desideri smodati; sono andate oltre la condizione dell’uomo, eppure anelano comunque a qualcosa di ancor più elevato. A cosa si riferisce questo ‘più elevato’? Desiderano superare Dio, superare i cieli, superare tutto il resto. Che cosa c’è alla radice del perché le persone sono diventate così? In fin dei conti, la natura dell’uomo è oltremodo arrogante. ‘Arrogante’ è un termine dispregiativo e nessuno vuole che questo appellativo gli sia affibbiato. In realtà, però, tutti sono arroganti e tutti gli uomini corrotti hanno questa essenza. Alcune persone dicono: ‘Io non sono minimamente arrogante. Non ho mai voluto essere l’arcangelo, né ho mai voluto superare Dio o superare tutti gli altri. Sono sempre stato una persona particolarmente perbene e ligia al dovere’. Non necessariamente; queste parole non sono corrette. Una volta che le persone abbiano sviluppato una natura e un’essenza arroganti, spesso possono disobbedire e opporsi a Dio, non prestare attenzione alle Sue parole, generare nozioni riguardo a Lui, fare cose che Lo tradiscono e che esaltano e testimoniano le persone stesse. Tu dici di non essere arrogante, ma supponiamo che ti venga assegnata una Chiesa e ti sia concesso di guidarla; supponiamo che Io non ti abbia trattato e che nessuno della famiglia di Dio ti abbia potato: dopo averla guidata per un certo periodo, condurresti le persone ai tuoi piedi e le indurresti a sottomettersi dinanzi a te. E perché faresti così? Sarebbe determinato dalla tua natura; non sarebbe altro che una rivelazione naturale. Non hai alcun bisogno di impararlo da altri, né c’è bisogno che siano altri a insegnartelo. Non hai bisogno che altri ti istruiscano o ti costringano a farlo; questo genere di situazione capita in modo naturale. Ogni cosa che fai è per indurre le persone a sottomettersi dinanzi a te, ad adorarti, a esaltarti, a testimoniarti e ad ascoltarti in tutte le cose. Permetterti di essere un leader porta naturalmente a questa situazione, e non si può cambiare in alcun modo. E come si verifica questa situazione? È determinate dalla natura arrogante dell’uomo. La manifestazione dell’arroganza è la ribellione e l’opposizione a Dio. Quando gli uomini sono arroganti, presuntuosi e ipocriti, tendono a fondare i loro regni indipendenti e a fare le cose comunque vogliano. Inoltre conducono gli altri tra le proprie mani e nei propri abbracci. Se gli uomini sono capaci di fare cose di questo tipo, significa che l’essenza della loro natura arrogante è quella di Satana; è quella dell’arcangelo. Quando la loro arroganza e presunzione raggiungono un certo livello, essi diventano l’arcangelo e Dio deve essere accantonato. Se tu possiedi una simile natura arrogante, Dio non avrà alcun posto nel tuo cuore” (“Una natura arrogante è la radice dell’opposizione dell’uomo a Dio” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Dopo aver letto le parole di Dio, ho pensato al mio predecente comportamento. Da quando credevo in Dio, i miei fratelli mi avevano sempre ammirato e incoraggiato. Dicevano che avevo buona levatura e condividevo bene, e sono stato promosso diverse volte, quindi mi sentivo speciale e migliore degli altri. La mia natura arrogante mi faceva pensare di essere amato e prediletto da Dio. Mi sentivo eccezionale e superiore agli altri, così ho iniziato a usare la mia posizione per criticarli e limitarli. Ho persino cercato di controllare i miei fratelli e indurli ad obbedirmi. Mi ero comportato proprio come l’arcangelo! Avevo un’eccessiva autostima. Dopo essere stato esposto e trattato dai miei fratelli e sorelle, ho capito che non ero così perfetto come immaginavo. Al contrario, ero estremamente arrogante e corrotto. Mi ritenevo superiore agli altri e un prediletto di Dio, ma era tutto un prodotto della mia fantasia.

Giorni dopo, ho letto un altro passo della parola di Dio che smascherava e analizzava gli anticristi. Dio Onnipotente dice: “Gli anticristi farebbero di tutto per difendere il loro prestigio e soddisfare la loro ambizione, per raggiungere il loro obiettivo di controllare la Chiesa ed essere Dio. Spesso lavorano fino a tarda notte e si svegliano alle prime luci dell’alba, provando i loro sermoni al mattino presto, e tutto allo scopo di munirsi della dottrina di cui hanno bisogno per tenere sermoni elevati. Ogni giorno riflettono su quali parole di Dio usare per predicare i loro nobili sermoni, su quali parole susciteranno ammirazione e approvazione tra i prescelti, e poi le imparano a memoria. Quindi, considerano come interpretare tali parole in un modo che dimostri la loro intelligenza e saggezza, mettendoci lo stesso impegno degli studenti in lizza per un posto all’università. Quando qualcuno pronuncia un buon sermone, o uno che contenga qualche illuminazione o teoria, l’anticristo lo assorbe e poi redige in modo da farlo suo. Nessuna mole di lavoro è eccessiva per un anticristo. Quali sono dunque i motivi e le intenzioni dietro questo suo lavoro? Il suo obiettivo è uno solo: saper predicare quelle parole, saper declamarle con chiarezza e sicurezza, averne ampia padronanza, affinché gli altri possano vedere che egli è più spirituale di loro, che ha a cuore le parole di Dio e ama Dio più di loro. In questo modo, l’anticristo può ottenere l’adorazione da parte di alcune delle persone che lo circondano. Un anticristo percepisce questa come una cosa utile da fare e degna di qualsiasi sforzo, sacrificio o difficoltà” (“Disprezzano la verità, contravvengono pubblicamente ai principi e ignorano le disposizioni della casa di Dio (Parte settima)” in “Smascherare gli anticristi”). “L’essenza del comportamento degli anticristi consiste nel far uso continuo di svariati mezzi e metodi per conseguire il loro obiettivo di detenere prestigio, conquistare le persone e indurle a seguirli e a venerarli. È possibile che nel profondo del cuore non stiano intenzionalmente rivaleggiando con Dio per l’umanità, ma una cosa è certa: anche quando non rivaleggiano con Dio per gli esseri umani, continuano a desiderare di avere prestigio e potere tra questi ultimi. Anche se viene il giorno in cui si rendono conto di star rivaleggiando con Dio per il prestigio e si pongono un freno, continuano comunque a impiegare altri metodi per acquisire prestigio nella Chiesa, credendo che otterranno legittimità conquistando l’approvazione e l’assenso degli altri. In sintesi, sebbene tutto ciò che fanno gli anticristi sembri costituire un fedele svolgimento dei propri doveri ed essi diano l’idea di essere veri seguaci di Dio, la loro ambizione di esercitare il controllo sugli altri – e di acquisire prestigio e potere in mezzo a loro – non muterà mai. Qualsiasi cosa Dio dica o faccia e qualsiasi cosa Egli richieda agli esseri umani, essi non fanno ciò che sarebbero tenuti a fare né compiono i propri doveri in maniera commisurata alle Sue parole e prescrizioni, e nemmeno rinunciano a ricercare potere e prestigio come conseguenza dell’aver capito le Sue affermazioni e la verità; in tutto e per tutto, la loro ambizione li divora, li domina e dirige il loro comportamento e i loro pensieri e determina il cammino che percorrono. Questo è l’esempio perfetto di un anticristo” (“Confondono, adescano, minacciano e controllano gli altri” in “Smascherare gli anticristi”). Dio dice che gli anticristi, per indurre gli altri a lodarli e adorarli, li illudono e ingannano attraverso la sofferenza esteriore. E non era forse il mio stesso comportamento? Perseguivo sempre fama e prestigio, e agivo solo per suscitare l’altrui ammirazione. Passavo così tanto tempo a leggere la parola di Dio che a volte non dormivo fino a tarda notte. Il mio scopo era quello di capire più dottrine in modo da potermi vantare con gli altri. Mi sono reso conto che alcune mie manifestazioni erano le stesse degli anticristi rivelate nella parola di Dio. Ero convinto che Dio mi avesse condannato, ed ero davvero angosciato. Ma, a quel tempo, non osavo confidare ai miei fratelli e sorelle il mio vero stato, perché temevo di essere visto come un anticristo ed essere espulso. In quello stesso periodo, un anticristo è stato scoperto ed espulso dalla Chiesa. Esteriormente, sembrava spendersi per Dio e cercare la parola di Dio per condividere con gli altri, ma non praticava la parola di Dio in prima persona, diffondeva negatività di fronte a cose in contrasto con le sue nozioni, e addirittura negava l’opera di Dio degli ultimi giorni e ostacolava coloro che indagavano sulla vera via. Mi sono reso conto che alcuni miei comportamenti erano identici ai suoi. Per esempio, trovavo spesso la parola di Dio per fare comunione con i miei fratelli, ma non la mettevo personalmente in pratica. Quando avevo delle difficoltà, mi affidavo alle mie idee e alla mia levatura per risolverle, non mi dedicavo alla ricerca della volontà di Dio né alla pratica della verità. Ho visto che i miei comportamenti erano simili a quelli di quell’anticristo, e che altre manifestazioni da anticristo rivelate nella parola di Dio si applicavano anche a me. Così, la mia paura di diventare un anticristo ed essere espulso è aumentata ancora di più. Durante quel periodo, ho fatto del mio meglio per celare la mia ansia agli altri, ma ero estremamente infelice, e mi sentivo come se fossi stato condannato a morte. A poco a poco, sono diventato sempre più diffidente e sospettoso. Sentivo di avere una natura cattiva, di essere incline a ingannare e controllare i miei fratelli, e che prima o poi, come quell’anticristo, avrei danneggiato il lavoro della casa di Dio. Pensare a questo accresceva ancor più il mio timore. All’epoca, non riuscivo a capire la differenza tra l’indole e l’essenza di un anticristo, né capivo quale fosse la volontà di Dio nel predisporre quell’ambiente. Pensavo che Egli mi avrebbe eliminato, proprio come quell’anticristo, e sentivo di non avere alcuna speranza di essere benedetto, così ho cominciato a lamentarmi: “Ho ignorato l’opposizione della mia famiglia alla mia fede in Dio al compimento del mio dovere. Ho persino rinunciato al mio futuro e lasciato la mia città natale per diffondere il Vangelo in posti diversi. Ho pagato un prezzo così alto, ma verrò lo stesso punito con l’inferno. Se avessi saputo che sarebbe finita così, mi sarei sacrificato meno. Avrei almeno goduto di qualche comodità materiale”. Allora avevo a cuore solo la mia destinazione e non la ricerca della volontà di Dio, perciò ero sempre sulla difensiva e fraintendevo Dio. Alla fine, mi sono dimesso dall’incarico di leader, perché sentivo che, mantenendo un dovere così importante, sarei stato sicuramente espulso. Ho anche smesso di aprirmi con i miei fratelli e sorelle, nel timore che mi avrebbero criticato e trattato dopo avermi visto per ciò che ero davvero. Inoltre, non collaboravo con nessuno nel mio dovere, e la mia relazione con i fratelli e le sorelle si è andata raffreddando sempre più. In seguito, col pretesto di andare a predicare il Vangelo, sono tornato dalla mia famiglia, che non credeva. Di fronte alla persecuzione e al giudizio dei miei familiari, mi sono depresso ancora di più. Continuavo a frequentare gli incontri, ma mi limitavo al minimo indispensabile. Ero molto debole e mi sentivo in procinto di perdere la fede, così ho deciso di lasciare la casa di Dio.

Dopo aver abbandonato la Chiesa, sentivo un grande vuoto nel cuore. Mi chiudevo in camera tutto il giorno e non volevo fare nulla. Anche se la mia famiglia mi ha lasciato in pace e godevo di una certa comodità materiale, mi sentivo spaventato e profondamente in colpa. Avevo il terrore di essere punito da Dio per averLo tradito, avevo paura dell’inferno e della morte, così ho cercato di alleviare la mia ansia. Ho letto molti libri di sociologia, sperando di trovarvi un qualche conforto per la mia anima, ma era inutile. Niente poteva alleviare il mio tormento interiore. Mi sembrava di poter solo aspettare passivamente la morte. In seguito, ho pregato Dio di guidarmi fuori da quello stato, e ho ascoltato inni e letto le Sue parole, le quali hanno risvegliato il mio cuore. Nella parola di Dio, ho letto: “Alcune persone presentano determinate manifestazioni e determinate espressioni dell’indole di un anticristo, ma allo stesso tempo accettano anche la verità, la riconoscono e la amano. Esse sono possibili candidati per la salvezza” (“Esaltano e testimoniano sé stessi” in “Smascherare gli anticristi”). “Per via di un’unica affermazione da parte di Dio, molti si sentono spesso deboli e negativi e ritengono che Egli li abbia abbandonati; di conseguenza, non sono disposti a continuare a seguirLo e ad andare avanti. In realtà, tu non capisci che cosa sia l’abbandono; il vero abbandono è il tuo abbandonare te stesso. Talvolta le parole con cui Dio ti definisce vengono semplicemente pronunciate in un impeto d’ira; Egli non sta affatto traendo una conclusione nei tuoi confronti, né ti sta condannando; questo non ha nulla a che vedere con la tua destinazione finale o con ciò di cui alla fine Dio ti farà dono, tanto meno è la Sua punizione definitiva. Sono soltanto parole che ti sottopongono a giudizio e trattamento. Parlano delle fervide speranze di Dio nei tuoi confronti, sono parole per sollecitarti e metterti in guardia, sono parole che provengono dal cuore di Dio. Eppure alcuni vengono meno e abbandonano Dio in conseguenza di queste parole di giudizio. […] Vi sono occasioni in cui gli esseri umani ritengono che Dio li abbia abbandonati, ma in realtà Dio non ti ha abbandonato, ti ha solo messo da parte, ti trova detestabile e non vuole starti a sentire. Non ti ha però abbandonato veramente. Alcuni si sforzano di compiere il loro dovere nella casa di Dio ma, per via della loro sostanza e delle varie cose che sono manifeste in loro, Dio in effetti li abbandona; non erano stati veramente prescelti, hanno soltanto prestato servizio per un certo periodo. Con altri, frattanto, Dio fa il possibile per disciplinarli, castigarli e giudicarli; li tratta in vari modi che sono in contrasto con le concezioni dell’uomo. Alcuni non capiscono le parole di Dio, e pensano che Dio li prenda di mira e li ferisca. Pensano che non vi sia dignità nel vivere dinanzi a Dio, non vogliono più ferirLo e abbandonano la Chiesa. Ritengono addirittura che questo loro modo di agire sia sensato e perciò voltano le spalle a Dio; ma in realtà Dio non ha abbandonato loro. Simili persone non hanno la minima idea della volontà di Dio. Sono piuttosto ipersensibili, tanto che arrivano a rinunciare alla salvezza offerta da Dio. Hanno davvero coscienza? Vi sono occasioni in cui Dio evita alcune persone e altre occasioni in cui le accantona per un certo periodo in modo che possano riflettere su sé stesse, ma Dio non le ha abbandonate veramente; sta offrendo loro la possibilità di pentirsi e non le sta abbandonando davvero. Dio abbandona veramente solo gli anticristi e i malvagi che commettono molti atti perversi. Alcuni dicono: ‘Mi sento privo dell’opera dello Spirito Santo e da tempo sono senza l’illuminazione dello Spirito Santo. Dio mi ha forse abbandonato?’ Questa è una concezione errata. Tu dici che Dio ti ha abbandonato, che non ti salverà; e allora ha stabilito la tua fine? Vi sono occasioni in cui non sei in grado di percepire l’opera dello Spirito Santo, ma Dio non ti ha privato del diritto di leggere le Sue parole, né ha stabilito la tua fine, e il tuo cammino verso la salvezza non si trova a un punto morto: quindi, cosa ti turba così tanto? Ti trovi in un cattivo stato, le tue motivazioni non sono corrette, sussistono dei problemi nel tuo punto di vista ideologico, il tuo stato mentale è distorto; e, se non provi a correggere queste cose ricercando la verità, e continui a fraintendere e incolpare Dio e ad addossare a Lui le responsabilità, e persino affermi: ‘Dio non mi vuole, quindi non credo più in Lui’, non sei forse ridicolo? Non sei irragionevole?” (“Solo quando risolvi le tue nozioni puoi intraprendere il giusto cammino della fede in Dio (1)” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). La parola di Dio ha parlato al mio cuore. Ho capito che Dio non mi aveva eliminato né condannato, e non aveva stabilito il mio esito. Infatti, Egli sapeva fin dall’inizio quanto fossi corrotto. Ha fatto sì che i miei fratelli mi smascherassero al momento giusto e attraverso la Sua parola ha rivelato la mia indole corrotta e il cammino sbagliato che avevo intrapreso, perché solo così potevo conoscere me stesso. In realtà, era per me una grande opportunità di cambiamento! Dio mi ha giudicato, castigato, potato e trattato solo per salvarmi! Invece io, attraverso le mie nozioni, ho frainteso la Sua volontà, ho visto il Suo giudizio e il Suo castigo come una condanna e ho pensato che sarei stato eliminato. Ho creduto erroneamente che, poiché mi comportavo come un anticristo, Dio sicuramente mi ripudiasse, e che fossi destinato all’eliminazione. Ma, in realtà, tutti i miei comportamenti erano normali agli occhi di Dio. Anche se manifestavo l’indole di un anticristo, non mi ero ancora spinto al punto da essere definito come tale. Dio vuole eliminare e punire coloro che hanno l’essenza di un anticristo. Essi non potranno mai pentirsi, perché la loro natura ed essenza sono malvagie, e detestano la verità. Per quanti errori commettano, non li riconoscono mai, e fanno di tutto per mantenere il loro prestigio e la loro posizione. Io sapevo ancora rendermi conto della mia estrema corruzione e dei miei errori, quindi potevo ancora pentirmi. Avevo solo un’indole da anticristo, non ero un anticristo che non accettava la verità. Ma all’epoca non capivo la volontà di Dio, e non conoscevo l’amore di Dio né la Sua indole giusta. Pensavo che, poiché Dio non mi voleva più, tutti i miei sforzi fossero vani. Senza godere degli agi materiali del mondo, non avrei avuto nulla. Ripensando ora a ciò che ho fatto, mi vergogno terribilmente. Ho giurato a Dio molte volte che L’avrei seguito per tutta la vita, ma, dopo essere stato giudicato e smascherato, sono diventato passivo, ho negato la salvezza di Dio, ho perso la fede in Lui, e ho persino scelto senza esitazione di tornare al mondo e perseguire il piacere della carne. Possedevo forse una coscienza? Ora che capivo la volontà di Dio, avevo di nuovo speranza. Mi sentivo come se fossi rinato dalla morte. Ho lasciato stare tutto il resto e ho iniziato a meditare sulla parola di Dio, a cantare inni, ad ascoltare le letture della parola di Dio e a ricercare la volontà di Dio. È stato come ricominciare da zero sul cammino della fede in Dio. Ho di nuovo ottenuto la Sua misericordia e la Sua presenza. Gradualmente, ho trovato pace e gioia interiori, e ho sentito nel cuore il desiderio di far ritorno alla Chiesa. Tuttavia, non sapevo se la casa di Dio mi avrebbe accettato. Ho pregato Dio, chiedendoGli di avere pietà di me e salvarmi.

Qualche settimana dopo, ho letto un altro passo della parola di Dio che mi ha fornito maggiore comprensione della Sua volontà. Dio dice: “In passato, qualcuno è stato espulso dalla Chiesa per aver commesso cattive azioni, e i suoi fratelli e sorelle lo hanno escluso. Dopo aver vagato per alcuni anni, ora è tornato. Il fatto che il suo cuore non abbia del tutto abbandonato Dio è una buona cosa; gli restano ancora un’opportunità e una speranza di essere salvato. Se fosse fuggito e avesse smesso di credere, diventando come i miscredenti, allora sarebbe completamente spacciato. Se è in grado di effettuare un’inversione di rotta, allora c’è ancora speranza per lui, cosa rara e preziosa. Indipendentemente da come Dio agisce, e da come tratta, odia o detesta le persone, se arriva un giorno in cui esse sono in grado di compiere un’inversione di rotta, allora Mi sarà di grande conforto, perché questo significherà che hanno ancora quel po’ di spazio per Dio nei loro cuori, che non hanno perso completamente la loro umana ragione o la loro umanità, che desiderano ancora credere in Dio, e che hanno almeno qualche intenzione di riconoscerLo e tornare al Suo cospetto. Quanto alle persone che hanno veramente Dio nel cuore, non importa quando abbiano lasciato la casa di Dio: se vi fanno ritorno e hanno ancora a cuore questa famiglia, allora proverò di conseguenza un qualche legame sentimentale e ne trarrò conforto. Tuttavia, se non torneranno mai, le compatirò. Se sono capaci di far ritorno e di pentirsi veramente, allora il Mio cuore ne sarà particolarmente gratificato e consolato. Quando ti sei allontanato, eri certamente molto negativo e ti trovavi in cattive condizioni; ciononostante, se ora riesci a tornare indietro questo dimostra che hai ancora fede in Dio. Tuttavia, che tu possa fare o meno degli ulteriori passi avanti non è dato saperlo, poiché le persone cambiano molto rapidamente. Nell’Età della Grazia, Gesù aveva pietà e benevolenza nei confronti degli esseri umani. Se di cento pecore se ne smarriva una, Egli lasciava le altre novantanove per cercare quell’unica pecora. Queste parole non rappresentano una sorta di metodo meccanico, né una regola; piuttosto, mostrano l’intenzione pressante di Dio di portare agli uomini la salvezza, nonché il Suo profondo amore per loro. Non è un modo di fare le cose; è un tipo di indole, una sorta di mentalità. Così alcune persone se ne vanno per sei mesi o un anno, oppure hanno chissà quante debolezze o soffrono per chissà quante idee sbagliate, eppure la loro capacità di risvegliarsi alla realtà in un secondo momento, di acquisire conoscenze e compiere un’inversione di rotta, e di tornare sulla retta via, Mi fa sentire particolarmente confortato e Mi arreca un briciolo di piacere. In questo mondo di allegria e splendore, e in quest’epoca malvagia, essere in grado di restare saldi, riconoscere Dio e tornare sulla retta via sono cose che arrecano non poco conforto ed entusiasmo. Prendiamo l’educazione dei figli, per esempio: che siano affezionati o meno, come ti sentiresti se ti rinnegassero e se ne andassero di casa per non tornare più? Nel profondo, continueresti a preoccuparti per loro e ti chiederesti sempre: ‘Quando tornerà mio figlio? Mi piacerebbe vederlo. Dopo tutto, è mio figlio, e non per niente l’ho cresciuto e l’ho amato’. Hai sempre pensato questo; hai sempre desiderato che quel giorno arrivasse. Tutti si sentono allo stesso modo al riguardo, per non parlare di Dio: Egli non spera forse ancor più che l’uomo ritrovi la strada dopo essersi smarrito, che il figliol prodigo faccia ritorno? Gli uomini di oggi sono di scarsa levatura, ma verrà il giorno in cui capiranno la volontà di Dio, a meno che non siano privi della minima inclinazione verso la vera fede, a meno che non siano dei miscredenti, nel qual caso Dio non Se ne preoccupa” (“Coloro che fanno continue richieste a Dio sono le persone meno ragionevoli” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Leggere le parole di Dio mi ha davvero commosso. Mi sentivo come se Dio mi stesse parlando di persona, proprio come una madre che parla al suo bambino. Dio mi ha confortato nella disperazione, mi ha dato speranza, e mi ha mostrato che il Suo amore per gli uomini è reale! Ho capito che Dio non condanna e non uccide le persone a piacimento. Egli Si è incarnato negli ultimi giorni per salvare l’umanità. Dio non mi aveva mai abbandonato davvero, come invece credevo. Mi stava solo giudicando e castigando per la mia indole corrotta e per il cammino sbagliato che avevo intrapreso, e questa era la Sua giustizia e santità, nonché un modo per cambiarmi. Dio aspettava che mi pentissi, ma io avevo molte nozioni e incomprensioni verso di Lui. Vedevo il giudizio e la salvezza di Dio come eliminazione e punizione, non capivo la Sua volontà e non ero obbediente. Rimanevo aggrappato alle mie idee e consideravo le mie opinioni come verità. Anche se ero così ribelle, Dio sapeva cosa mi mancava, e dove sarei caduto e avrei fallito. Passo passo, Egli mi ha guidato al risveglio e al recupero della ragione. Ho visto che l’intenzione di Dio di salvare le persone è sincera. Fintanto che seguiranno il Suo nome e la Sua via, Dio tenderà sempre loro la mano della salvezza. Dio ci ama più di quanto credessi. Egli è responsabile della vita di tutti. Sapevo che non era troppo tardi per me, se mi pentivo sinceramente. Avevo ancora una possibilità di cambiare la mia indole corrotta ed essere salvato. Una volta compresa la volontà di Dio, il mio stato di negatività e incomprensione è scomparso.

Poi, ho letto un altro passo della parola di Dio che mi ha fornito una certa comprensione del significato dell’opera di giudizio di Dio. Dio Onnipotente dice: “Oggi Dio vi giudica, vi castiga e vi condanna, ma sappi che la ragione della tua condanna è che tu possa conoscere te stesso. Dio ti condanna, ti maledice, ti giudica e ti castiga affinché tu possa conoscere te stesso, affinché la tua indole possa cambiare e anche affinché tu possa conoscere quanto vali. Lo fa perché tu possa vedere che tutte le azioni di Dio sono giuste, che sono in accordo con la Sua indole e con le necessità della Sua opera, che Egli opera in conformità con il Suo piano di salvezza dell’uomo, e che Egli è il Dio giusto che ama, salva, giudica e castiga l’uomo. Se tu sapessi solo di essere di infimo livello, corrotto e disobbediente, ma non sapessi che Dio desidera rendere esplicita la Sua salvezza attraverso il giudizio e il castigo che Egli compie su di te oggi, allora non avresti modo fare esperienza e ancor meno saresti in grado di procedere oltre. Dio non è venuto per uccidere o per distruggere, bensì per giudicare, maledire, castigare e salvare. Prima della conclusione del Suo piano di gestione di seimila anni, prima che Egli renda manifesto l’esito di ogni categoria umana, l’opera di Dio sulla terra sarà compiuta ai fini della salvezza; sarà puramente destinata a rendere completi, da cima a fondo, coloro che Lo amano e a indurli a sottomettersi alla Sua autorità. Indipendentemente dal modo in cui Dio salva le persone, tutto viene compiuto facendo sì che esse si distacchino dalla loro vecchia natura satanica; cioè, Dio salva le persone facendo in modo che esse ricerchino la vita e, se non lo fanno, non avranno nessuna possibilità di accettare la salvezza di Dio. La salvezza è opera di Dio Stesso e per accettarla l’uomo si deve dedicare alla ricerca della vita. Agli occhi dell’uomo, la salvezza è l’amore di Dio ed esso non può consistere in castigo, giudizio e maledizione; la salvezza deve avere in sé amore, compassione, così come parole di conforto e le infinite benedizioni elargite da Dio. La gente crede che Dio, quando salva l’uomo, lo faccia muovendolo con le Sue benedizioni e la Sua grazia, facendo così sì che questi Gli dia il suo cuore; ciò equivale a dire che il tocco di Dio salva l’uomo. Una salvezza di tal genere è frutto di uno scambio: solo quando Dio gli dà cento volte di più, l’uomo arriva a sottomettersi dinanzi al Suo nome, a fare quel che è bene per Lui e a renderGli gloria. Questo non è ciò che Dio ha in mente per l’umanità. Egli è venuto a operare sulla terra al fine di salvare l’umanità corrotta; non c’è niente di falso in questo, altrimenti, Egli non sarebbe venuto a svolgere la Sua opera di persona. In passato, i Suoi strumenti di salvezza consistettero nel mostrare il più grande amore e la più profonda compassione, al punto da consegnare tutto quel che era Suo a Satana in cambio dell’intero genere umano. Oggi non è affatto come in passato: oggi, la vostra salvezza avviene al tempo degli ultimi giorni, durante la classificazione di ciascuno a seconda del proprio genere; ciò significa che gli strumenti della vostra salvezza non sono amore e compassione, bensì castigo e giudizio, così che l’uomo possa essere salvato più approfonditamente. Perciò, tutto quello che ricevete sono castigo, giudizio e colpi senza pietà, ma sappiate che in questo duro accanimento non c’è la benché minima punizione, sappiate che, per quanto aspre siano le Mie parole, quelle che vi riguardano sono quelle poche che a voi sembrano particolarmente spietate, e sappiate che, per quanto grande sia la Mia ira, quelle che ricadono su di voi non sono che parole di insegnamento, e non c’è in Me alcuna intenzione di farvi del male, né di darvi la morte. Questo non è un dato di fatto? Sappiate che oggi, sia che si tratti di giudizio giusto, sia che si tratti di raffinamento e castigo spietati, tutto ha come fine la vostra salvezza. Indipendentemente dal fatto che oggi ognuno sia classificato in base al tipo di persona che è, o che le categorie dell’uomo siano rese palesi, tutte le affermazioni e l’opera di Dio hanno come fine la salvezza di coloro che Lo amano veramente. Il giusto giudizio ha come scopo la purificazione dell’uomo mentre lo spietato raffinamento viene praticato al fine di mondare l’uomo; le dure parole e il castigo hanno entrambi il fine di purificare l’uomo e di condurlo alla salvezza” (“Dovreste mettere da parte i benefici della posizione e comprendere la volontà di Dio di dare la salvezza all’uomo” in “La Parola appare nella carne”). Dopo aver letto le parole di Dio, ho visto che non avevo compreso la Sua opera di giudizio. All’inizio, appena accolta la Sua opera, ho ricevuto l’amore e la misericordia di Dio e l’illuminazione dello Spirito Santo. Mi bastava godere della grazia di Dio. Mi sentivo un bimbo nelle Sue mani, un Suo diletto, mi ritenevo speciale e perfetto, convinto che Dio non mi avrebbe giudicato duramente. Perciò, di fronte al Suo severo giudizio e castigo, quando le Sue parole hanno rivelato la mia ribellione, resistenza e indole da anticristo, ho creduto che Dio stesse per eliminarmi, e tutti i miei sforzi mi sembravano vani, così ho deciso di lasciare la Chiesa. Il mio desiderio di benedizioni, le mie ambizioni smodate e la mia ignoranza mi hanno spinto a tradire Dio. Il mio egoismo mi faceva vedere solo la condanna di Dio e non il Suo desiderio di salvare le persone. Nell’Età della Grazia, Dio ha mostrato misericordia e tolleranza infinite per le persone, e ha redento l’intera umanità dal peccato. Ma gli uomini erano profondamente corrotti da Satana. Solo il severo giudizio e castigo di Dio poteva cambiare la nostra indole corrotta e salvarci completamente dal dominio di Satana. Io ero talmente corrotto che sono diventato un’incarnazione di Satana, e avevo bisogno del duro giudizio e castigo di Dio per aprire gli occhi. Poiché solo tale opera poteva mostrarmi l’abietta manifestazione della mia corruzione da parte di Satana, e solo così potevo odiare me stesso e abbandonare Satana. Senza di essa, penserei ancora di essere perfetto e amato da Dio, e allora non avrei mai cercato la verità né riflettuto su me stesso. Avrei seguito la strada sbagliata dell’anticristo fino alla morte. Credevo in Dio, eppure non volevo affatto soffrire, e volevo essere viziato da Dio, godere della Sua eterna misericordia e benedizione come un bimbo. Potrei mai essere purificato da Dio in questo modo? La mia ignoranza e il mio egoismo mi hanno reso cieco all’amore e alla benedizione dell’opera di giudizio di Dio, così ho frainteso Dio, mi sono allontanato da Lui e L’ho tradito. Ho pagato la mia ignoranza e il mio egoismo a caro prezzo. Compreso il profondo significato dell’opera di giudizio di Dio, ho avuto la fiducia di seguirLo e sperimentare di nuovo la Sua opera, perché ho capito che, in linea o no che fosse con le mie nozioni, l’opera di Dio aveva il solo scopo di purificarmi e trasformare la mia indole corrotta, e salvarmi a pieno dal dominio di Satana.

In seguito, ho riflettuto su me stesso attraverso le parole di Dio. Ne ho letto un passo in particolare. “Le persone arroganti per natura sono capaci di disobbedire a Dio, di resisterGli, di commettere atti che portano a giudicarLo e tradirLo e di fare cose che esaltano sé stesse e che sono un tentativo di instaurare il proprio regno. Supponiamo che ci fossero diverse decine di migliaia di persone in un Paese che ha accettato l’opera di Dio, e la casa di Dio avesse mandato te a guidare e pascere gli eletti di Dio. E diciamo che la casa di Dio ti avesse accordato l’autorità e ti avesse permesso di lavorare autonomamente, senza supervisione da parte Mia o di nessun altro. Dopo alcuni mesi, diventeresti una sorta di sovrano, tutto il potere sarebbe nelle tue mani, ogni decisione spetterebbe a te, tutti gli eletti ti riverirebbero, ti adorerebbero, ti obbedirebbero come se tu fossi Dio; la maggior parte di loro arriverebbe persino a inginocchiarsi davanti a te, inchinandosi al tuo cospetto, canterebbero le tue lodi con ogni parola possibile, direbbero che predichi con profondità di pensiero e affermerebbero con insistenza che i tuoi discorsi sono ciò di cui avevano bisogno e che tu sai provvedere alle loro necessità, il tutto senza mai pronunciare la parola ‘Dio’. Come avresti svolto questo lavoro? Il fatto che queste persone siano capaci di una tale reazione dimostrerebbe che il lavoro che stavi svolgendo non consisteva affatto nel rendere testimonianza a Dio, ma solo nel renderla a te stesso e nel metterti in mostra. Come potresti ottenere un tale risultato? Alcuni dicono: ‘Quello che condivido è la verità; certamente non ho mai testimoniato a me stesso!’ Questo tuo atteggiamento, questo modo di fare, è quello di cercare di condividere con le persone dalla posizione di Dio, e non quello di stare nella posizione di un essere umano corrotto. Tutto quello che dici sono discorsi pomposi e richieste fatte agli altri; non ha assolutamente niente a che fare con te stesso. Quindi, l’effetto che otterresti è quello di far sì che la gente ti adori, ti invidi e ti lodi finché, alla fine, tutti ti conosceranno, ti renderanno testimonianza, ti esalteranno e ti lusingheranno al massimo. Quando ciò accadrà, sarai finito: avrai fallito! Non siete forse tutti su questa strada in questo momento? Se ti venisse chiesto di metterti a capo di alcune migliaia o alcune decine di migliaia di persone, ne saresti entusiasta. Daresti allora sfogo all’arroganza e cominceresti a cercare di occupare la posizione di Dio, parlando e gesticolando, senza sapere cosa indossare, cosa mangiare o come camminare. Ti crogioleresti nelle comodità della vita e te ne rimarresti al di sopra di tutto, non degnandoti di incontrare i normali fratelli e sorelle. Degenereresti del tutto e verresti messo a nudo ed eliminato, abbattuto come l’arcangelo. Siete tutti capaci di questo, non è vero?” (“Una natura arrogante è la radice dell’opposizione dell’uomo a Dio” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Meditando sulle parole di Dio, ho ripensato al mio comportamento. Da quando ho svolto i miei doveri, ho inconsapevolmente percorso il cammino di un anticristo. Per assicurarmi un posto nel cuore dei miei fratelli e sorelle, per ottenere più prestigio e più potere, mi sono celato dietro falsità di ogni sorta per ottenere il rispetto degli altri. Per di più, dato che venivo continuamente promosso, mi sentivo superiore ai miei fratelli e sorelle, prediletto da Dio e da Lui incaricato di gestire gli altri; così sono diventato molto arrogante, guardavo i miei fratelli dall’alto in basso, volevo che mi obbedissero e si sottomettessero a me, e conducevo tutti al mio cospetto. Nel mio dovere, non ricercavo i principi della verità, né chiedevo ai miei fratelli e sorelle opinioni o suggerimenti, perché non li reputavo alla mia altezza. Durante le riunioni, li criticavo e rimproveravo arbitrariamente davanti a tutti ed esponevo i loro errori e difetti nei doveri, facendoli sentire così negativi che non volevano più collaborare con me. Chiedevo inoltre loro di obbedirmi e di svolgere i loro doveri secondo i miei metodi, eppure non li guidavo nella ricerca dei principi della verità. Senza la rivelazione della parola di Dio, non mi sarei sentito arrogante, non avrei ritenuto un problema grave la mia ambizione e il mio desiderio di perseguire il prestigio, né mi sarei reso conto di aver intrapreso il cammino di un anticristo. Senza la parola di Dio a smascherarmi, avrei seguito ostinatamente il mio cammino da anticristo, commesso azioni imperdonabili, e infine sarei stato distrutto da Dio.

Poi, ho letto un altro passo della parola di Dio. Dio dice: “Essendo una delle creature, l’uomo deve restare al suo posto e comportarsi con coscienza. Custodisci diligentemente ciò che ti viene affidato dal Creatore. Non agire fuori dagli schemi e non fare cose al di là della tua capacità o che siano sgradite a Dio. Non cercare di essere grande o di diventare un superman o qualcuno al di sopra degli altri, e non cercare di diventare Dio. Le persone non dovrebbero desiderare di essere così. Cercare di diventare grandi o un superman è assurdo. Cercare di diventare Dio è ancora più vergognoso; è disgustoso e spregevole. Ciò che è lodevole, e ciò a cui le creature dovrebbero attenersi più che a ogni altra cosa, è diventare una creatura vera; questo è l’unico obiettivo che tutte le persone dovrebbero perseguire” (“Dio Stesso, l’Unico I” in “La Parola appare nella carne”). Dopo aver letto le parole di Dio, ho riflettuto per capire me stesso. Mi ero considerato diverso e, specie dopo essere diventato leader e aver ottenuto un certo prestigio, la mia natura satanica era emersa ancora di più. Ero arrogante e borioso. Volevo che i miei fratelli mi adorassero e mi obbedissero. Dio mi ha donato alcune doti e prestigio, e io aspiravo al potere. Ero così indegno e ignorante! Dio voleva che fossi un vero essere creato, accettassi la Sua sovranità e le Sue disposizioni, compissi il mio dovere, e giungessi a conoscerLo e testimoniarLo. Ma Satana mi ha corrotto così a fondo che ho perso il senno di una persona normale e ho dimenticato il mio ruolo di essere creato. Non volevo comportarmi come una persona normale, volevo essere un superuomo, una persona illustre, ammirata e rispettata dagli altri. In realtà, ero allo stesso livello dei miei fratelli e sorelle. Solo perché Dio mi aveva dato un dono o un talento speciale o mi aveva esaltato con il ruolo di leader, questo non significava che fossi superiore ai miei fratelli e sorelle. Restavo comunque un essere creato. Le mie doti e i miei talenti erano doni di Dio, quindi non avrei dovuto vantarmene, bensì concentrare i miei sforzi sul compiere bene il mio dovere e diventare un degno essere creato.

Una compreso tutto questo, ho trovato un percorso di pratica, e mi sono sentito sollevato. Non vedevo l’ora di tornare nella Chiesa per riprendere i miei doveri. Questa volta, la mia determinazione a seguire Dio e a compiere il mio dovere era più salda. Dal mio computer e dal mio telefono ho cancellato tutto quanto fosse scollegato dalla fede in Dio e ho deciso di rinunciare a tutto il resto e seguire Dio. Alcuni giorni dopo, ho fatto ritorno alla Chiesa. In breve, ho ripreso il mio dovere di predicazione del Vangelo. Lode a Dio! Stavolta ho ricominciato da zero e collaborato consapevolmente con i miei fratelli. Ogni volta, di fronte a un problema, chiedevo il loro punto di vista e i loro suggerimenti, e volevo che partecipassero. Non ho più preso decisioni da solo né imposto le mie idee ai miei fratelli e alle mie sorelle. Al contrario, davo loro consigli e lavoravamo insieme per trovare un buon percorso di pratica. Inoltre, non volevo più mettermi in mostra per indurre gli altri ad ammirarmi né cercavo di controllarli. Non desideravo più il potere. Tutt’altro: ho imparato a ricercare i principi della verità insieme ai miei fratelli e sorelle. Praticando in questo modo, ho provato un profondo senso di pace, qualcosa che non avevo mai sperimentato prima. Ora il mio rapporto con i miei fratelli è molto più sereno e loro sono bendisposti a collaborare con me. Sono molto grato a Dio per avermi dato l’opportunità di ricominciare. Sento veramente che solo le parole di Dio possono cambiare la mia indole arrogante e la mia ricerca di prestigio, permettermi di occupare il mio posto di essere creato, di cooperare con i miei fratelli per svolgere bene i nostri doveri, e di vivere una sembianza umana.

Attraverso questo severo giudizio, castigo, potatura e trattamento, ho sperimentato l’amore di Dio e acquisito una qualche comprensione della mia indole corrotta, e ho una chiara visione dell’opera di Dio, nonché una maggiore fede in Lui. Ora so che il giudizio e il castigo di Dio non hanno lo scopo di condannare ed eliminare le persone, ma, come dice la parola di Dio, “Il castigo e il giudizio di Dio sono la luce, la luce della salvezza dell’uomo, e per lui non esiste migliore benedizione, grazia o protezione” (“Le esperienze di Pietro: la sua conoscenza del castigo e del giudizio” in “La Parola appare nella carne”). Avevo una natura troppo arrogante, un’ambizione eccessiva e un’indole satanica troppo radicata, per questo Dio ha dovuto usare un giudizio e un castigo tanto duri per purificarmi, cambiarmi e guidarmi sul giusto cammino. Gli sono grato per avermi salvato!

Sei disposto ad essere una pecora che ascolta la voce di Dio per accogliere il Suo ritorno?

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