Come l’astuzia mi ha danneggiata

05 Dicembre 2022

Una volta, nel riepilogare il nostro lavoro, una leader della chiesa ha detto che il nostro lavoro del Vangelo non era andato molto bene all’inizio di quel mese e mi ha chiesto di condividere il motivo. Fino ad allora, non mi ero resa conto che la nostra produttività fosse diminuita di recente. Dopo la riunione, mi sono affrettata a controllare e ho scoperto che la nostra produttività era stata la metà del mese precedente. Ero un po’ in ansia. Se fosse andata avanti così, con risultati tanto scarsi, sarei stata sostituita? Così, per poter risollevare la nostra produttività, ho iniziato subito a cercare i motivi. Ho chiesto a fratelli e sorelle, uno per uno, se avessero problemi o difficoltà nel loro dovere. Nelle riunioni, condividevo in modo specifico su questi temi e chiedevo a chi aveva buoni risultati di condividere le sue esperienze. Nei giorni successivi, abbiamo cominciato a migliorare un po’ e finalmente sono riuscita a rasserenarmi. Se le cose fossero andate avanti così, avremmo ottenuto più del mese precedente. Con una produttività costante, e senza compiere alcun male né essere d’intralcio, avrei potuto rimanere nella chiesa e non essere scacciata. In seguito, ho iniziato a rilassarmi. Verso la fine del mese, ho visto che i risultati del nostro lavoro erano gli stessi del mese precedente. Ho pensato che, se quel mese si fosse concluso bene, avremmo dovuto ottenere di più il mese successivo perché si notasse un progresso, e dunque avrei dovuto impegnarmi ancora di più. Perché mettermi tanta pressione? Dal momento che quel mese era andato bene, non sarei stata sostituita e scacciata. A questo pensiero, mi sono del tutto rilassata e ho assunto un fardello minore. Ho iniziato a fare le cose meccanicamente e a compiacermi, senza monitorare il nostro lavoro come prima. Quando fratelli e sorelle mi parlavano delle loro difficoltà, non mi impegnavo a risolverle. A volte non facevo nulla quando scoprivo che alcuni stavano violando i principi nel loro dovere, pensando che, facendolo in pochi, non fosse un problema fintanto che non ne risentiva la produttività generale. A volte, le persone si impigrivano nel loro dovere e non percepivano alcuna urgenza. Mi sono resa conto che era un problema che andava affrontato ma, poiché i risultati di quel mese erano buoni, ho pensato che essere più pigri fosse normale, quindi ho chiuso un occhio. Vivendo in quello stato, provavo una vera e propria oscurità spirituale. Non traevo alcuna illuminazione dalle parole di Dio e non rilevavo i problemi nel mio lavoro, e addirittura mi assopivo e mi appisolavo quando riepilogavamo il nostro lavoro. Solo quando ho visto la nostra produttività continuare a diminuire sono andata nel panico, e mi sono precipitata a controllare con fratelli e sorelle per capire dove stessimo sbagliando.

Una volta, durante una riunione, una sorella ha detto che alcune persone avevano paura di essere sostituite quando non svolgevano bene il loro dovere, così si impegnavano di più. Poi, una volta ottenuti dei risultati, diventavano bramose di comodità e si assumevano poco fardello. Ha detto che questo era essere scaltri, un segno di astuzia. Questo mi ha scossa. Non ho potuto fare a meno di riflettere: quando la nostra produttività è diminuita, ho raccolto le mie energie per paura di essere riassegnata o rimossa. Volevo ottenere risultati migliori. Quando poi ottenevo risultati migliori o invariati rispetto a prima, bramavo le comodità e non sentivo urgenza nel mio dovere. Pensavo che per non essere rimossa mi bastasse ottenere risultati costanti ogni mese. Non era un atteggiamento astuto e subdolo? Mi sono resa conto che mi comportavo sempre così in quel tipo di situazioni, sempre allo stesso modo. A quel punto, mi sono spaventata.

Nei miei devozionali, ho letto queste parole di Dio: “Al momento non vi sono molte occasioni di assolvere un dovere, quindi devi coglierle quando puoi. È proprio quando ti trovi di fronte a un dovere che devi compiere uno sforzo; è allora che devi sacrificarti e spenderti per Dio, ed è allora che ti è richiesto di pagare un prezzo. Non lesinare nulla, non nutrire alcuna trama, non fare le cose in maniera approssimativa e non crearti una via d’uscita. Se fai le cose in maniera approssimativa, sei calcolatore oppure scaltro e infido, sei destinato a svolgere male il lavoro. Supponiamo che tu dica: ‘Nessuno mi ha visto agire subdolamente. Ottimo!’ Che modo di pensare è questo? Credi di avere imbrogliato gli altri e anche Dio? In realtà, però, Dio sa che cosa hai fatto o no? Lo sa. In effetti, chiunque interagisca con te per un po’ verrà a conoscenza della tua corruzione e della tua spregevolezza e, anche se non lo dirà apertamente, in cuor suo farà le sue valutazioni su di te. Numerose persone sono state smascherate e cacciate perché tante altre sono arrivate a capirle. Una volta che tutti hanno ravvisato la loro essenza, quelle persone sono state smascherate per ciò che erano ed espulse. Quindi, che perseguano o meno la verità, le persone dovrebbero svolgere bene il loro dovere, al meglio delle loro capacità; dovrebbero usare la loro coscienza nel fare cose pratiche. Potrai avere delle mancanze, ma se riesci a essere efficiente nell’adempiere il tuo dovere non si arriverà al punto di doverti cacciare. Se pensi sempre che stai facendo bene e sei sicuro che non sarai cacciato, e ancora non rifletti e non cerchi di conoscere te stesso, e ignori i compiti che ti spettano, costantemente negligente e superficiale, allora quando il popolo eletto di Dio perderà davvero la pazienza con te, ti smaschererà per quello che sei e, con tutta probabilità, sarai cacciato. Questo perché tutti avranno acquisito discernimento su di te e tu avrai perso la tua dignità e integrità. Se nessuno si fida di te, potrebbe forse farlo Dio? Dio scruta nell’intimo dell’uomo: non potrebbe assolutamente fidarSi di una persona del genere” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Parte terza”). Le parole di Dio dicono che, nel loro dovere, le persone dovrebbero mettere il cuore e pagare un prezzo, dare il massimo. Se possono ottenere buoni risultati pagando un prezzo un po’ più alto ma si trattengono, e si accontentano di ottenere poco nel loro dovere, questo è ingannare Dio, essere astuti. E lo vedevo anche nel mio comportamento nel dovere: mi accontentavo di ottenere un minimo risultato solo per essere sicura di non venire sostituita. Non tentavo di risolvere i problemi e le difficoltà dei miei fratelli e sorelle, ma mi limitavo a riepilogare il nostro lavoro e, quando vedevo persone che nel loro dovere andavano contro i principi ed erano pigre, non lo reputavo un problema, purché non influisse sui nostri risultati complessivi. Chiudevo un occhio. È chiaro che metterci il cuore e pagare un prezzo maggiore avrebbe potuto migliorare i nostri risultati, ma io non volevo stancarmi né stressarmi, così sono ricorsa a dei trucchi. Nel mio dovere, covavo una meschina furbizia, tramavo, e raggiravo Dio. Ero davvero astuta! Quando cercano qualcuno che si occupi di qualcosa, tutti vogliono trovare una persona sincera e affidabile. Persone di questo tipo ci mettono a nostro agio. Se invece si affida un incarico a qualcuno che cova una meschina furbizia e ricorre a inganni, non solo costui non eseguirà il compito, ma potrebbe anche rovinarlo se fa un cattivo lavoro. Questo tipo di persona non ha coscienza, né ragione, né criteri basilari di comportamento. Non è neanche lontanamente degna di fiducia né di ricevere alcun compito. Ho visto che io ero proprio così. Ho accettato un incarico ma non ho dato il massimo. Ho ingannato Dio e sono stata scaltra. In apparenza, stavo ottenendo dei risultati nel mio dovere, e gli altri non notavano alcun problema, ma Dio vede tutto e, se avessi continuato a essere approssimativa, sarei stata smascherata e scacciata. Ho pensato ad alcune parole di Dio: “Il Signore Gesù una volta disse: ‘Perché a chiunque ha, sarà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chiunque non ha, sarà tolto anche quello che ha’ (Matteo 13:12). Qual è il significato di queste parole? Significano che, se nemmeno svolgi il tuo dovere o il tuo lavoro oppure non ti ci dedichi anima e corpo, Dio ti toglierà ciò che un tempo ti apparteneva. Cosa significa ‘togliere’? Cosa prova un essere umano al riguardo? Può darsi che tu non riesca a ottenere quello che la tua levatura e i tuoi talenti avrebbero potuto permetterti, non provi nulla al riguardo, e sei proprio come un non credente. Ecco cosa significa che Dio ti toglie ogni cosa. Se nel tuo dovere sei negligente, non fai alcun sacrificio e non sei sincero, Dio ti toglierà ciò che ti apparteneva, Si riprenderà il tuo diritto di compiere il tuo dovere e non te lo garantirà” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Si può vivere come veri esseri umani soltanto essendo onesti”). Dio è giusto. Ero scaltra e approssimativa nel mio dovere, non facevo quello che mi spettava, di cui ero capace, così Dio mi ha tolto ciò che avevo in passato… Non sapevo rilevare i problemi che un tempo ero in grado di vedere, mi addormentavo sempre nel mio dovere, e la mia produttività diminuiva. Era Dio che mi rivelava la Sua indole. Ho pregato davanti a Dio, pronta a pentirmi al Suo cospetto, e Gli ho chiesto di guidarmi a conoscere meglio me stessa.

Poi, una volta, in una riunione, ho letto un passo delle parole di Dio che mi ha davvero colpita. La parola di Dio dice: “Dio ama le persone sincere, mentre odia le persone subdole e astute. Se ti comporti come una persona infida e cerchi di ricorrere a inganni, Dio non ti odierà? La casa di Dio ti lascerà semplicemente impunito? Prima o poi, sarai ritenuto responsabile. A Dio piacciono le persone sincere e non piacciono quelle infide. Tutti dovrebbero capirlo chiaramente e smettere di essere confusi e di fare cose stupide. Un’ignoranza momentanea è comprensibile, ma rifiutare del tutto la verità è un ostinato rifiuto di cambiare. Le persone sincere sanno assumersi le loro responsabilità. Non pensano ai propri guadagni e alle proprie perdite, piuttosto salvaguardano il lavoro e gli interessi della casa di Dio. Hanno un cuore gentile e sincero, simile a una ciotola d’acqua limpida di cui si può vedere il fondo a colpo d’occhio. E c’è trasparenza nelle loro azioni. Una persona falsa non fa che ricorrere a inganni, simula costantemente, nasconde le cose e si traveste così accuratamente che nessuno può vederla per ciò che è veramente. Le persone non sono in grado di intuire i tuoi pensieri intimi, ma Dio può scrutare negli angoli più profondi del tuo cuore. Se Dio vede che non sei una persona sincera, che sei astuto, che non accetti mai la verità, che cerchi sempre di ingannarLo e che non Gli offri il tuo cuore, allora non ti amerà, bensì ti odierà e ti abbandonerà. Tutti coloro che hanno successo tra i miscredenti, che sono dotati di capacità oratorie e ingegno sottile, che razza di persone sono? Vi è chiaro questo? Qual è la loro essenza? Si può affermare che sono tutti individui straordinariamente scaltri, sono tutti estremamente astuti e viscidi, sono il vero diavolo Satana. Dio potrebbe mai salvare simili persone? Dio non odia niente più dei diavoli, persone astute e subdole. Dio non salverà affatto tali persone; pertanto, qualunque facciate, non dovete diventare delle persone di questo tipo. […] Qual è l’atteggiamento di Dio nei confronti delle persone astute e subdole? Egli le disprezza, le mette in disparte e non presta loro alcuna attenzione, le considera alla stregua degli animali. Agli occhi di Dio, tali persone indossano una pelle umana e basta; in sostanza, sono identiche al diavolo Satana, sono cadaveri ambulanti, e Dio non le salverebbe mai. Qual è dunque lo stato attuale di queste persone? C’è oscurità nei loro cuori, sono prive di fede autentica e non vengono mai guidate o illuminate quando succede loro qualcosa; pregano Dio di fronte a disastri e tribolazioni, ma Dio è assente, e costoro non hanno una sincera fiducia nei loro cuori. Per essere benedetti, cercano di mettersi in mostra, non possono farne a meno, perché sono privi di coscienza o senno. Non saprebbero essere buoni nemmeno se lo volessero, non riuscirebbero a trattenersi nemmeno se intendessero smettere di compiere cattive azioni: è più forte di loro. Sarebbero mai in grado di conoscere se stessi dopo essere stati allontanati e cacciati? Pur sapendo di esserselo meritato, non lo ammetteranno mai apertamente e, sebbene sembrino capaci di compiere qualche dovere, tentano ancora di ricorrere a trucchi e sono a malapena efficienti. Allora, cosa ne pensate: queste persone sono in grado di pentirsi veramente? Assolutamente no. Poiché sono prive di coscienza e senno, non amano la verità. Dio non salva persone così subdole e malvagie. Che speranza possono avere costoro nel credere in Dio? La loro fede è priva di significato, e sono destinati a non ottenere nulla. Se, credendo in Dio, le persone non perseguono la verità, allora non importa per quanti anni abbiano avuto fede: alla fine, non otterranno nulla” (La Parola, Vol. 5: Le responsabilità di leader e lavoratori). Leggere nelle parole di Dio “persone subdole e astute”, “straordinariamente scaltri”, “alla stregua degli animali”, “Dio non le salverebbe mai” e “destinate a non ottenere nulla” mi ha davvero scossa. Dio sembrava proprio definire il mio approccio approssimativo e astuto al mio dovere. Avevo sempre pensato che non si dovesse essere troppo schietti, che si dovesse essere calcolatori e avere degli assi nella manica. Vivevo secondo la filosofia satanica del dover approfittare invece di essere sfruttati, prima di agire valutavo se potevo trarre dei vantaggi, e mi aspettavo il massimo guadagno con il minimo sforzo. Ecco cosa intendevo per intelligenza. Ho continuato a seguire questa filosofia di vita anche dopo aver acquisito la fede. Pensavo che non potevo essere troppo schietta nel mio dovere, né metterci tutta la mia energia, che sarebbe stato sciocco. Se alla fine non fossi stata benedetta, sarebbe stata una perdita enorme per me, una cosa che non potevo sopportare. Volevo spendermi poco ma ottenere grandi benedizioni, ritenendolo intelligente. Perciò, mi impegnavo sempre a singhiozzi nel mio dovere, sondavo la situazione e facevo i miei calcoli. Quando la produttività era alta, mi godevo un paio di giorni di riposo. Persino quando vedevo che c’erano problemi nel lavoro, se non incideva sulla nostra efficacia e non rischiavo di essere rimossa e scacciata, non provavo alcun senso di urgenza e mi limitavo a passare le giornate con tranquillità. Se invece i risultati erano scarsi e rischiavo delle conseguenze, mi impegnavo a fondo, indagavo sui motivi e risolvevo i problemi. Una volta ottenuti dei risultati, la mia ansia si placava e tornavo a godere delle mie comodità e a riposare un po’ di più. Ero davvero astuta! Era forse svolgere un dovere ed essere devota a Dio? Mi ritenevo scaltra e ingannavo Dio, ma Dio vede tutto. Dio non salverà affatto coloro che sono sempre astuti nel loro dovere. A Dio piacciono le persone sincere, le persone sincere aprono il loro cuore a Dio. Sono dedite ai loro doveri. Adempiono alle loro responsabilità e danno tutto ciò che hanno, senza garantirsi scappatoie né considerare se saranno benedette o meno. Dio benedirà questo tipo di persone. Come responsabile del lavoro del Vangelo, il mio essere astuta, approssimativa e disinteressata a migliorare ha portato gli altri a non risolvere in tempo i loro stati negativi e la loro produttività lavorativa a diminuire. Questo non solo ha danneggiato i fratelli e le sorelle, ma ha anche ostacolato il lavoro del Vangelo. Pensare a tutto questo mi ha colmata di rimorso e senso di colpa. Pentita, ho pregato Dio, e ho giurato al Suo cospetto che da allora in poi avrei dedicato tutte le mie energie al mio dovere, e che avrei smesso di essere astuta e approssimativa.

Poi, nei miei devozionali, ho letto un passo delle parole di Dio che mi ha aiutata a capire il significato di compiere un dovere. La parola di Dio dice: “A prescindere da quale dovere l’uomo compia, esiste forse qualcosa di più appropriato? Questa è la cosa più bella e giusta tra gli uomini. Gli esseri creati devono compiere il loro dovere per ottenere l’approvazione del Creatore. Gli esseri creati vivono sotto il dominio del Creatore, e accettano tutto ciò che è offerto da Dio e tutto ciò che proviene da Dio, pertanto dovrebbero far fronte alle loro responsabilità e ai loro obblighi. Questo è stabilito dal Cielo e riconosciuto in terra; è il decreto di Dio. Da ciò si può vedere che, per gli uomini, compiere il dovere di esseri creati è più giusto, bello e nobile di qualsiasi altra cosa si faccia vivendo nel mondo dell’uomo; niente per l’umanità è più significativo o degno, niente apporta maggiore significato e valore alla vita di un essere creato che compiere il suo dovere di essere creato. Sulla terra, solo coloro che compiono veramente e sinceramente il dovere di esseri creati sono quelli che obbediscono al Creatore. Questo gruppo di persone non segue le tendenze del mondo esterno; obbedisce alla direzione e alla guida di Dio, ascolta solo le parole del Creatore, accetta le verità espresse dal Creatore, vive secondo le parole del Creatore. Questa è la testimonianza più autentica, più clamorosa, ed è la migliore testimonianza di fede in Dio. Per un essere creato, saper compiere il suo dovere di essere creato e compiacere il Creatore è la cosa più bella tra gli uomini e va celebrata. Gli esseri creati dovrebbero accettare in maniera incondizionata tutto ciò che il Creatore affida loro; per l’umanità è qualcosa di benedetto e glorioso, e per tutti coloro che compiono il loro dovere di esseri creati nulla è più bello o memorabile: è qualcosa di positivo. […] Una cosa tanto bella e grandiosa viene distorta dalla stirpe degli anticristi e diventa una transazione, in cui si sollecitano allori e ricompense per mano del Creatore. Una tale transazione trasforma qualcosa di particolarmente bello e giusto in qualcosa di turpe e malvagio. Non è forse ciò che fanno gli anticristi? A giudicare da questo, gli anticristi sono malvagi? Sono davvero malvagi! Questa è soltanto la manifestazione di un aspetto della loro malvagità” (La Parola, Vol. 4: Smascherare gli anticristi, “Tema 9 – Fanno il loro dovere solo per distinguersi e alimentare i loro interessi e ambizioni; non considerano mai gli interessi della casa di Dio e addirittura li vendono in cambio della gloria personale (Parte settima)”). Leggere le parole rivelatrici di Dio mi ha davvero colpita. Dio dà tutto Se Stesso in silenzio per salvare l’umanità corrotta, nutrendoci con ciò di cui abbiamo bisogno e dandoci la possibilità di compiere un dovere, in modo che, nel farlo, cerchiamo la verità ed eliminiamo la nostra indole corrotta, ci sottomettiamo a Dio, Gli siamo devoti e otteniamo la Sua salvezza. Compiere un dovere nella casa di Dio è una nostra responsabilità, è Dio che ci dà la possibilità di acquisire la verità ed essere salvati. È il compito più bello e onesto che una persona possa assumersi. Ma gli anticristi prendono questa cosa meravigliosa e giusta e la trasformano in una transazione. Nella loro fede e nel loro dovere, si aggrappano alla speranza di essere benedetti. Non avranno mai vera fede, né soffriranno o pagheranno un prezzo. Sono miscredenti e opportunisti da manuale. Guardando a come ho agito nel mio dovere, non ero forse come loro? Non pensavo alla volontà di Dio nel mio dovere, e mi trattenevo sempre. Volevo ottenere molto in cambio di poco, ingannavo Dio e facevo i miei calcoli. Non stavo forse trasformando il mio dovere in una transazione? Non ero una credente. Avevo sempre pensato che, fintanto che avessi avuto successo nel mio dovere, potevo rimanere nella chiesa e non essere rimossa, che potevo essere salvata. Ma alla fine ho capito che si trattava di mie nozioni e fantasie per nulla conformi alle parole di Dio. Dio non ha mai detto che svolgere un minimo di dovere, non compiere il male e non essere rimossi e scacciati significa che si verrà salvati. Dio determina se le persone possano essere salvate in base al fatto che perseguano la verità, che entrino nella verità nel loro dovere, e che eliminino la loro indole corrotta. Non ci sono altre scorciatoie. Dio vuole che le persone siano autentiche. Se le persone sono sempre astute e approssimative nel loro dovere, anche se ottengono qualche risultato, Dio detesta questo tipo di atteggiamento. Finiranno per essere smascherate e scacciate da Dio. Ho rammentato queste parole del Signore Gesù: “Così, perché sei tiepido e non sei né freddo né fervente, Io ti vomiterò dalla Mia bocca” (Apocalisse 3:16). Non pensavo a migliorare nel mio dovere, procedevo meccanicamente. Questo non prendere posizioni nette non era forse un atteggiamento di distacco? Dio non mi avrebbe completamente ripudiata? Sapere che l’indole di Dio non tollera offesa mi spaventava. Gli ho rivolto una preghiera: “Dio, desidero pentirmi. D’ora in poi, darò tutta me stessa nel mio lavoro, e Ti prego di disciplinarmi se mi limiterò al minimo”.

In seguito, ho letto un passo delle parole di Dio che mi ha fornito un cammino di pratica. “Quando si compie il proprio dovere, si sta in effetti facendo ciò che si deve fare. Se lo fai dinanzi a Dio, se svolgi il tuo dovere e ti sottometti a Dio con un atteggiamento di sincerità e col cuore, questo atteggiamento non sarà molto più giusto? Allora come puoi applicare questo atteggiamento alla tua vita quotidiana? Devi fare di ‘adorare Dio col cuore e con sincerità’ la tua realtà. Quando vuoi essere indolente e fai le cose per pura formalità, quando vuoi agire in maniera infida e oziosa, e quando ti distrai o preferiresti divertirti, devi pensarci bene: ‘Comportandomi così, sono forse inaffidabile? Questo significa dedicare il mio cuore al compimento del dovere? Facendo così sono sleale? Facendo così non sono all’altezza dell’incarico affidatomi da Dio?’ Ecco come devi riflettere su te stesso. Se riesci a renderti conto di essere sempre negligente e superficiale nel tuo dovere, e sleale, e di aver ferito Dio, cosa dovresti fare? Dovresti dire: ‘In quel momento, ho sentito che c’era qualcosa che non andava, ma non l’ho considerato un problema; ci sono passato sopra con noncuranza. Solo ora mi rendo conto di essere stato davvero negligente e superficiale, di non essere stato all’altezza delle mie responsabilità. Sono davvero privo di coscienza e di ragione!’ Hai individuato il problema e acquisito una qualche conoscenza di te stesso: ora, quindi, devi cambiare! Avevi un atteggiamento sbagliato verso l’adempimento del tuo dovere. Eri superficiale, come se si trattasse di un lavoro opzionale, e non ci mettevi il cuore. Se sarai di nuovo così negligente e superficiale, devi pregare Dio e farti disciplinare e castigare da Lui. Bisogna avere questa volontà nell’adempiere il proprio dovere. Solo allora ci si può veramente pentire. Ci si ravvede solo quando si ha la coscienza pulita e si è cambiato atteggiamento verso il proprio dovere. E nel pentirsi bisogna anche chiedersi spesso se, nell’adempiere il proprio dovere, ci si abbia davvero messo tutto il cuore, tutta la mente e tutta la forza; poi, usando le parole di Dio come criterio di valutazione e applicandole a se stessi, si scoprirà quali problemi ancora sussistono nell’adempiere il proprio dovere. Risolvendo costantemente i problemi in questo modo, in conformità alla parola di Dio, non si sta forse portando realmente a compimento il proprio dovere con tutto il cuore, tutta la mente e tutta la forza? Chi adempie il proprio dovere in questo modo non è forse arrivato a compierlo con tutto il cuore, tutta la mente e tutta la forza?” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Solo nella lettura frequente delle parole di Dio e nella riflessione sulla verità si trova un cammino da percorrere”). Le parole di Dio mi hanno fornito un chiaro cammino di pratica. Devo mettere il cuore ed essere sincera nel mio dovere, essere disposta a pagare un prezzo, attenta e responsabile, e dedicarci tutta la mia energia, in modo da poter svolgere bene il mio dovere e soddisfare Dio. Inoltre, quando ho voglia di essere approssimativa e pigra, devo pregare, abbandonare la carne e chiedere a Dio di disciplinarmi e castigarmi. In questo modo, non sarò più propensa a seguire la carne.

Da allora, ho seguito le parole di Dio. Pensavo a come compiere bene il mio dovere ed essere più produttiva. Sapevo che tutti i fratelli e le sorelle del gruppo avevano i loro punti di forza e le loro debolezze. Pensavo a come organizzare il lavoro di tutti per permettere ai loro punti di forza di emergere, e dare loro un aiuto concreto negli ambiti in cui erano carenti. Inoltre, in passato mi sentivo un supervisore: fintanto che tenevo sotto controllo il lavoro e gli altri svolgevano bene i loro doveri, significava che stavo facendo bene, e così potevo godermi un po’ di tempo libero. Ora il mio obiettivo è svolgere il mio dovere al meglio (delle mie capacità). Ogni giorno è diventato pienissimo, ero più impegnata di prima, e a volte mi stancavo molto, ma mi sentivo davvero a mio agio, in pace. E, con mia sorpresa, il mese successivo la nostra produttività è notevolmente aumentata. Ero entusiasta. Ho capito che Dio vuole che siamo autentici. Quando ho cambiato prospettiva e ho collaborato autenticamente con Dio, ho potuto vedere le Sue benedizioni. Sia lodato Dio!

Sei disposto ad essere una pecora che ascolta la voce di Dio per accogliere il Suo ritorno?

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