Gli affetti non vanno anteposti ai principi

17 Gennaio 2023

Circa sei mesi fa, io e Rita e svolgevamo i nostri doveri in un gruppo. Rita era istruita, di buona levatura e molto capace. Era molto apprezzata all’interno del gruppo. Io invece, da qualunque punto di vista, non ottenevo mai grandi risultati. Spesso compivo male il mio dovere e venivo esposta, ma Rita non mi guardava mai con sdegno o disprezzo, e mi consolava e incoraggiava sempre. Ogni volta che aveva qualcosa in mente, veniva a chiacchierare con me, e questo mi commuoveva molto e me la faceva vedere come un’amica intima. Anche se sapevo che aveva un’indole un po’ arrogante e che non accettava di buon grado i suggerimenti, per via dei miei sentimenti verso di lei, non le menzionavo mai questi problemi. Credevo persino che tutti avessero un’indole corrotta e che non si potesse risolvere da un giorno all’altro. Per un po’ di tempo, non ho fatto altro che avere problemi nel mio dovere e, nella mia negatività, proprio quando volevo arrendermi, Rita ha collaborato attivamente con me e mi ha aiutata con pazienza a risolvere i miei problemi tecnici. Ho visto alcuni risultati nel mio dovere e ho potuto finalmente tirare un sospiro di sollievo. Avendomi aiutata a superare quella crisi, Rita mi pareva avere autentica compassione per me, e le ero veramente grata. Poco tempo dopo, è diventata leader. Ero sinceramente felice per lei e la incoraggiavo spesso.

Una sera, proprio mentre stavo per andare a letto, mi ha d’un tratto scritto in un messaggio che era stata rimossa e che aveva il cuore completamente a pezzi. Parlando con lei, sono venuta a sapere che era stata segnalata da alcuni fratelli e sorelle. Il leader le aveva letto nel dettaglio la segnalazione, che lei aveva trovato molto difficile da accettare e le pareva un’esagerazione dei fatti. Per esempio, scrivevano di lei che bramava la reputazione e il prestigio, mentre lei, pur ammettendo di tenere a queste cose, negava che si trattasse di un forte desiderio. Nella segnalazione si diceva anche che non collaborava armoniosamente e non svolgeva lavoro concreto, e che, quando le cose non andavano come voleva lei, diventava volubile e intralciava il lavoro in chiesa. Lei ammetteva di manifestare alcuni problemi nel suo dovere, ma non così gravi. Mentre parlava delle sue rimostranze, è scoppiata a piangere. Ha anche detto che la segnalazione la faceva passare per una persona cattiva e basta, era prevenuta nei confronti di coloro che l’avevano segnalata e del leader che aveva gestito la questione, ritenendo che questi prestasse ascolto solo a una versione della storia. Ha anche detto che, sebbene manifestasse dei problemi nel suo dovere, nessuno aveva condiviso con lei al riguardo per aiutarla, e che la sua rimozione improvvisa era totalmente ingiusta. Più parlava, più sentiva di aver subito un torto. Vederla così infelice mi ha un po’ turbata e, mentre la consolavo, pensavo tra me e me: “La segnalazione fa davvero affermazioni così esagerate? È stata davvero rimossa ingiustamente?” Poi, di colpo Rita ha detto qualcosa che mi ha messa molto a disagio. Ha detto: “A me questa segnalazione sembra identica a una denuncia della rivoluzione culturale. Vogliono solo accumulare un mucchio di accuse su di me per distruggermi e infangarmi”. Il mio cuore ha sussultato. Mi sembrava una cosa davvero strana da dire. Essere stata segnalata e rimossa era una faccenda seria, eppure lei non stava riflettendo su sé stessa, né cercando la verità o traendone alcun insegnamento. Addirittura paragonava la segnalazione e la sua rimozione alle denunce del PCC. Era convinta che stessero cercando di punirla. Era una cosa di natura davvero grave! L’ho subito richiamata a non dire cose simili e a riflettere su sé stessa.

In seguito, ho saputo dai suoi collaboratori che, come leader, non svolgeva lavoro concreto e non era incline a collaborare, e che raramente si occupava del lavoro di cui era responsabile. Quando il suo leader seguiva il suo lavoro e riscontrava dei problemi, condivideva con lei e inoltre la trattava, eppure lei opponeva resistenza e non lo accettava, sempre a trovare scuse, a scaricare la colpa e a dire che il problema erano gli altri, arrivando ad abbandonare del tutto le sue responsabilità. Con quelle informazioni, ho avuto la certezza che il contenuto della segnalazione fosse vero. Poi ho pensato che a Rita la segnalazione sembrava uscita direttamente da una sessione di lotta per la rivoluzione culturale, e ho capito quanto fosse diventata seria la situazione. Era chiaro che non stava svolgendo un reale lavoro e non accettava il trattamento da parte del leader. Era davvero una falsa leader che meritava la rimozione. Eppure non ha riflettuto su sé stessa e ha paragonato una legittima segnalazione a una denuncia del PCC. Questo non era solamente rifiutare la verità, ma anche distorcere i fatti e travisare la realtà! Stava opponendo resistenza e provocando un tumulto, stava bestemmiando contro le cose positive. Stava offendendo l’indole di Dio! Più ci pensavo e più avevo paura. Sentivo che Rita aveva un’indole maligna e che, se avesse continuato a opporsi senza riflettere né pentirsi, sarebbe stata scacciata in linea con i principi secondo cui la chiesa espelle le persone. Stavo valutando se dovessi segnalare al leader il suo stato attuale e quello che mi aveva detto. Ma poi ho pensato: “Se il leader viene a sapere dello stato di Rita e lo esamina insieme al suo comportamento come leader, e stabilisce poi che è una malfattrice che non accetta affatto la verità, sarà forse espulsa dalla chiesa?” Quel pensiero mi metteva molto a disagio. Non era il tipo di esito che volevo vedere. Ho pensato anche a tutti i momenti che avevamo condiviso, a quanto era stata buona con me, e che avrei dovuto cercare di aiutarla e consolarla di più. Sapere che avevo riferito al leader tutto quello che mi aveva detto in confidenza l’avrebbe profondamente ferita. Mi aveva detto quelle cose così apertamente perché si fidava di me, e sarebbe stato davvero senza cuore da parte mia segnalarla al leader. Non facevo che rimuginarci sopra, senza riuscire a dire nulla. Segnalare la mia amica mi pareva equivalente a tradirla, una cosa addirittura priva di coscienza. Così, non ho sollevato il problema con nessuno. Ogni volta che avevo tempo, le mandavo un messaggio per sapere come stesse o alcune parole di Dio. Speravo che riuscisse a correggere il suo stato sbagliato e a svolgere bene il suo dovere il prima possibile. Tutelavo il nostro rapporto, ma non mi sentivo a mio agio. Sapevo che i suoi problemi erano piuttosto gravi, eppure non dicevo nulla. Non la stavo proteggendo? Ero davvero combattuta. Non dicendo nulla, sentivo rimordermi la coscienza, ma se avessi parlato ero convinta di deludere Rita. Tutta quella faccenda mi stava davvero turbando e non sapevo cosa fare. Così ho pregato Dio, chiedendoGli di guidarmi e permettermi di capire la Sua volontà al riguardo e di trovare un cammino di pratica.

Un giorno, ho letto alcune parole di Dio. “Dovete imparare a discernere qual è un buon comportamento e cosa significa praticare la verità e mutare la vostra indole. Per mutare la propria indole è necessario praticare la verità, ascoltare le parole di Dio, obbedirGli e vivere secondo le Sue parole. Quindi, cosa dovrebbe fare una persona per praticare e vivere seguendo le parole di Dio? Prendiamo, per esempio, due persone che sono ottimi amici. Si sono aiutate l’una con l’altra in passato, hanno superato momenti difficili insieme e darebbero la vita per salvarsi a vicenda. Questo significa praticare la verità? Questa è fratellanza, questo è dare valore agli altri più che a sé stessi, è un buon comportamento, ma non è praticare la verità. Praticare la verità significa agire secondo le parole e le richieste di Dio; significa obbedire a Dio e soddisfarLo. Il buon comportamento consiste nel soddisfare le relazioni della carne e nel preservare i legami emotivi. Pertanto, la fratellanza, la tutela dei rapporti, l’aiuto, la tolleranza e la soddisfazione reciproci sono tutte questioni private, personali, e non hanno nulla a che fare con la pratica della verità. In che modo, quindi, Dio esige che le persone trattino gli altri? (Dio ci chiede di trattarci l’uno con l’altro secondo i principi. Se un’altra persona fa qualcosa di sbagliato, qualcosa che non è in linea con i principi della verità, allora non possiamo darle ascolto, nemmeno se fosse nostra madre o nostro padre. Noi dobbiamo restare ancorati ai principi della verità e proteggere gli interessi della casa di Dio.) (Dio esige che fratelli e sorelle si aiutino reciprocamente. Se vediamo che un’altra persona ha un problema, dobbiamo segnalarlo, condividere al riguardo e cercare insieme i principi della verità così che esso venga risolto. Solo agendo in questo modo, aiuteremo veramente quella persona.) Egli vuole che le persone basino sui principi della verità il loro comportamento nei confronti degli altri, indipendentemente dal rapporto che hanno con loro. Qualunque cosa esuli da questi principi non è praticare la verità. Per esempio, qualcuno fa qualcosa che danneggia il lavoro della chiesa e tutti lo criticano e si oppongono. Il suo amico dice: ‘Non dovete smascherarlo solo perché ha commesso un errore! Io sono suo amico; io più di tutti devo essere comprensivo con lui, devo essere tollerante nei suoi confronti e aiutarlo. Non posso criticarlo come avete fatto voi. Ho il dovere di consolarlo, di non ferirlo, e dovrei dirgli che l’errore non è grave. Se uno di voi lo segnalerà e gli darà di nuovo del filo da torcere, se la vedrà con me. Nessuno di voi gli è più vicino di me. Noi siamo buoni amici. Gli amici si prendono cura l’uno dell’altro e io lo difenderò se necessario’. Questo è praticare la verità? (No, questa è una filosofia di vita.) La mentalità di questa persona si basa anche su un altro fondamento teorico: la convinzione secondo cui ‘il mio amico mi ha aiutato durante il periodo più difficile e doloroso della mia vita. Tutti gli altri mi avevano abbandonato, solo lui si è preso cura di me e mi ha aiutato. Ora è nei guai e tocca a me aiutarlo: sento che questo è ciò che significa avere una coscienza e possedere umanità. Come puoi definirti umano se credi in Dio ma non hai nemmeno questo briciolo di coscienza? Ciò non tramuta forse in parole vuote la tua fede in Dio e la tua pratica della verità?’ Queste parole suonano come se fossero giuste. La maggior parte delle persone non sa discernerle per quello che sono veramente, nemmeno la persona che le ha pronunciate, convinta che le sue azioni derivino dalla verità. Ma le sue azioni sono giuste? In realtà, no. A ben vedere, ogni parola che dice è figlia dell’etica, della moralità e della coscienza. Secondo i parametri dell’etica umana, questa persona è coscienziosa e seria. Prendere le difese del suo amico in questo modo fa di lei una brava persona. Ma qualcuno sa che tipo di indole ed essenza si cela dietro questa ‘brava persona’? Costui non è un vero credente in Dio. Prima di tutto, quando succede qualcosa, non valuta la situazione in base alle parole di Dio. Non cerca la verità nelle parole di Dio, ma sceglie invece di considerare la questione secondo la moralità, l’etica e le massime di vita dei non credenti. Prende come verità le eresie e le falsità di Satana e accantona le parole di Dio. In tal modo si fa beffe della verità e ignora ciò che dicono le parole di Dio. Questa è la dimostrazione che non ama la verità. Sostituisce la verità con massime di vita sataniche e con le nozioni, l’etica e la moralità dell’uomo, e agisce secondo filosofie sataniche. Dice persino, con sicurezza, che questo significa praticare la verità e soddisfare la volontà di Dio, che questo è il modo giusto di agire. Non sta forse usando questa parvenza di giustizia per violare la verità?” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Comportarsi bene non significa che la propria indole sia cambiata”). La parola di Dio rivelava precisamente il mio stato. Ho riflettuto sui miei pensieri degli ultimi giorni. Sapevo che Rita non accettava la verità e che diffondeva di nascosto negatività e bugie, eppure la proteggevo invece di segnalarla. Tutto questo perché ero stata influenzata da idee sataniche come “sacrificati per i tuoi amici” e reputavo etico mettere al primo posto gli affetti e la benevolenza nella propria condotta. Da non credente, avevo visto in TV e nei racconti innumerevoli personaggi assolutamente devoti ai loro amici e li ammiravo profondamente. Mi sembrava quella l’integrità e il modo di essere una persona veramente buona. Erano i miei modelli di riferimento. Mi sono ripromessa di attenermi a valori come la lealtà e la solidarietà; se gli altri erano gentili con me, ero convinta di dover ricambiare, di non potere assolutamente deluderli in nessun modo, altrimenti sarei stata priva di coscienza e detestabile. Dopo essere diventata una credente, ho continuato a vederla allo stesso modo. Se qualcuno era buono con me o mostrava una particolare premura nei miei confronti, ne serbavo memoria e, a prescindere dalle difficoltà o dai problemi che incontrava, lo aiutavo sempre e non facevo mai nulla che potesse mettere a repentaglio la nostra amicizia. Essendo vincolata da questa cosiddetta “morale”, anche se sapevo che Rita manifestava dei problemi e che avrei dovuto difendere i principi segnalandola, non riuscivo a fare il passo di mettere in pratica la verità. Continuavo a pensare che parlare di ciò che mi aveva detto in confidenza sarebbe stato deluderla profondamente. Quelle filosofie sataniche mi controllavano, mi rendevano incapace di distinguere il bene dal male e di attenermi ai principi. Più ci riflettevo, più vedevo quanto fossi veramente sciocca e confusa. Credevo in Dio e leggevo la Sua parola, ma mi affidavo ancora alle filosofie sataniche quando mi accadeva qualcosa. Alla fine, ho visto che ero davvero miserevole e priva della realtà della verità!

Ho letto altre parole di Dio. “Come può esserci bontà in coloro che non amano la verità? Come può esserci giustizia in coloro che amano solo la carne? Non è forse vero che la giustizia e la bontà si riferiscono solo alla verità? Non sono riservate a coloro che amano Dio con tutto il cuore? Coloro che non amano la verità e non sono altro che putridi cadaveri, non sono tutte persone in cui alberga il male? Coloro che non sono in grado di vivere la verità non sono forse tutti nemici della verità? E che Mi dite di voi?” (La Parola, Vol. 1: La manifestazione e l’opera di Dio, “Solo chi è stato perfezionato può vivere una vita piena di significato”). “Puoi essere eccezionalmente cordiale e devoto con parenti, amici, moglie (o marito), figli e figlie e genitori, senza mai approfittare degli altri; ma, se non sei in grado di essere compatibile e in armonia con Cristo, anche se adoperassi tutto te stesso per aiutare il tuo prossimo o ti prendessi meticolosamente cura di tuo padre, di tua madre e dei membri della tua famiglia, direi che sei ancora malvagio e per di più pieno di trucchi subdoli” (La Parola, Vol. 1: La manifestazione e l’opera di Dio, “Coloro che sono incompatibili con Cristo sono sicuramente avversari di Dio”). Leggendo la parola di Dio, ho capito che la giustizia e la bontà autentiche non consistono nell’essere leali a una persona. Per quanto si possa essere disponibili o leali verso un amico o un familiare, o per quanto si venga definiti buoni dagli altri o lodati dalla società, non ci si può ritenere giusti né buoni. La giustizia e la bontà autentiche sono dettate dalla verità e sono cose conformi alla verità. Quando ci accade qualcosa, la capacità di mettere in pratica la verità, agire in linea con la parola di Dio, accantonare le emozioni per sostenere i principi e proteggere il lavoro della chiesa dimostra giustizia e amore per la verità e godrà dell’approvazione di Dio. Ho pensato che, come narra la Bibbia, in un momento critico, Lot fu in grado di dare le sue due figlie in cambio della sicurezza dei due messaggeri, e Dio ritenne giusto questo suo comportamento. Ho pensato a come, dopo aver ricevuto l’incarico da Dio, Noè abbia trascorso più di 100 anni a costruire l’arca e in quel periodo abbia sperimentato molti giudizi sofferenze e calunnie, eppure fu comunque capace di seguire la parola di Dio e di portarNe a termine l’incarico. Quella era giustizia. Ho capito che, compiendo la volontà di Dio, si può praticare in assoluta conformità con la Sua parola e, a prescindere dalle sofferenze, anche se si deve rinunciare alla propria vita, si è in grado di portare a termine l’incarico di Dio e di proteggere il lavoro della Sua casa. Solo questa può definirsi giustizia e bontà. Avevo sempre protetto le mie relazioni e i miei affetti verso gli altri. Sapevo che Rita stava diffondendo di nascosto negatività e bugie, eppure non l’ho segnalata. Ho dato priorità al mio affetto per lei e a proteggerla perfino a spese del lavoro della chiesa. Ho messo al primo posto i miei sentimenti e violato la verità. Era forse un comportamento giusto o buono? In essenza, stavo opponendomi a Dio e attirandomi la Sua condanna. A questo pensiero, ho visto la gravità del mio problema e la paura mi ha attanagliato cuore. Non potevo continuare ad agire sulla base delle emozioni. Dovevo attenermi alla verità e ai principi e segnalare Rita. Così, ho scritto un resoconto dei suoi problemi e l’ho inviato al leader.

Poco tempo dopo, il leader mi ha detto: “Rita manifesta problemi piuttosto gravi. Da quando è stata rimossa, non ha affatto riflettuto, continua a essere disobbediente e sdegnosa e a diffondere nozioni e negatività, e non si è ravveduta. I suoi problemi dovranno essere esposti nuovamente. Se non si rende conto della loro gravità, potrebbe continuare a diffondere negatività e disturbare seriamente la vita della chiesa!” Il leader mi anche chiesto di prendere parte alla cosa. Di colpo, ho iniziato a sentirmi agitata e di nuovo combattuta: “Se la comunione per esporre i problemi di Rita si terrà di fronte a molte persone, cosa penserà lei di me? Mi odierà? Si sentirà ferita? Penserà che non sono una persona con cui può confidarsi e mi ignorerà?” Non osavo immaginare la scena del suo smascheramento e volevo solo scappare. Vedendo la mia esitazione, il leader mi ha detto: “Se non ti senti a tuo agio, non sei obbligata a partecipare. Pensaci su”. Non ho detto nulla. Ma poi mi sono sentita molto a disagio e mi sono chiesta: “Perché ho così paura di affrontare Rita? Perché non ho il coraggio di segnalarla? Ancora vivo secondo le mie emozioni e voglio proteggere le mie relazioni”. Rendermene conto mi ha fatta sentire molto in colpa e ho pregato Dio: “O Dio, Ti prego di aiutarmi. Dammi il coraggio di liberarmi dall’influenza oscura di Satana. Desidero praticare la verità”.

Dopo la mia preghiera, ho letto alcune parole di Dio pertinenti al mio stato. “Una volta che la verità è diventata vita in te, quando noti qualcuno che è blasfemo verso Dio, non Lo teme, è incurante e superficiale mentre adempie il suo dovere, o interferisce con il lavoro della chiesa e lo interrompe, risponderai secondo i principi della verità, e sarai in grado di individuarlo e segnalarlo come è necessario fare. Se la verità non è diventata la tua vita e tu continui a vivere nell’ambito della tua indole satanica, allora, quando scopri persone malvagie e diavoli che creano ostacoli e intralci all’opera della chiesa, chiuderai un occhio e fingerai di non sentire; non ne terrai conto, senza rimproveri da parte della tua coscienza. Penserai perfino che chiunque provochi intralci all’opera della chiesa non abbia nulla a che fare con te. Per quanto il lavoro della chiesa e gli interessi della casa di Dio soffrano, a te non interessa, non intervieni e non ti senti in colpa, cosa che fa di te una persona priva di coscienza o senno, un miscredente, un servitore. Ti nutri e ti disseti di ciò che è di Dio e gioisci di tutto ciò che proviene da Lui, eppure percepisci qualsiasi danno agli interessi della casa di Dio come scollegato da te, il che fa di te un traditore che sputa nel piatto in cui mangia. Se non proteggi gli interessi della casa di Dio, puoi forse definirti umano? Sei un demone che si è insinuato nella chiesa. Tu simuli la tua fede in Dio, fingi di essere un eletto, e vuoi approfittare della casa di Dio. Non stai vivendo la vita di un essere umano e appartieni chiaramente alle file dei miscredenti. Se sei una persona che crede veramente in Dio, allora, anche se devi ancora acquisire la verità e la vita, come minimo parlerai e agirai schierandoti dalla parte di Dio; come minimo, non starai a guardare quando vedi compromessi gli interessi della casa di Dio; Quando proverai l’impulso di chiudere un occhio, ti sentirai in colpa e a disagio, e dirai a te stesso: ‘Non posso starmene fermo qui e non fare nulla, devo prendere posizione e dire qualcosa, devo assumermi le mie responsabilità, devo smascherare questo comportamento malvagio, devo fermarlo, in modo che gli interessi della casa di Dio non siano compromessi e la vita della chiesa non venga intralciata’. Se la verità è diventata la tua vita, allora non solo avrai questo coraggio e questa determinazione e sarai in grado di capire a fondo la questione, ma farai anche fronte alla responsabilità che devi assumerti per l’opera di Dio e per gli interessi della Sua casa, e in tal modo si compirà il tuo dovere” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Solo coloro che si sottomettono veramente a Dio hanno un cuore che Lo teme”). “Nella chiesa, rimanete saldi nella testimonianza che Mi rendete, difendete la verità: quel che giusto è giusto, e quel che è sbagliato è sbagliato. Non confondete il bianco con il nero. Entrerete in guerra con Satana e dovrete sconfiggerlo definitivamente affinché non si rialzi mai più. Dovete dare tutto ciò che possedete per proteggere la Mia testimonianza. Questo sarà l’obiettivo delle vostre azioni, non dimenticatelo” (La Parola, Vol. 1: La manifestazione e l’opera di Dio, “Discorsi di Cristo al principio, Cap. 41”). Dopo aver letto la parola di Dio, sono stata sopraffatta dalla commozione e dalla vergogna. Ho ripensato al mio recente comportamento. Ero il tipo di persona smascherato da Dio: tradivo, non proteggevo il lavoro della chiesa e ripudiavo la verità. Sapevo che Rita non aveva riflettuto né si era pentita dopo la sua rimozione, e che addirittura odiava coloro che l’avevano segnalata. Sapevo che diffondeva nozioni ed era negativa e ribelle. Aveva ormai manifestato la sua natura di diprezzo e odio verso la verità; in essenza, era una malfattrice. Di fronte a un simile comportamento, una persona che seguisse la volontà di Dio e avesse un minimo di senso di giustizia avrebbe preso posizione per proteggere il lavoro della chiesa e porre un freno alle azioni di Satana. Non avrebbe permesso che la vita o il lavoro della chiesa venissero disturbati. Io invece, nonostante la mia conoscenza diretta, esitavo, tentennavo, non osavo segnalare Rita, temendo che l’affetto che ci legava ne avrebbe risentito. In quel momento cruciale, non avevo considerazione per il lavoro della chiesa né cercavo i principi della verità. Continuavo a seguire le filosofie sataniche, dando priorità all’amore e agli affetti come fa il diavolo e a stare dalla sua parte nel proteggere una malfattrice. L’essenza della mia condotta era il male. Di fronte alla verità, tutte le mie azioni erano davvero riprovevoli. Più riflettevo sulla parola di Dio, più vedevo chiaramente il mio problema. Ho inoltre pensato a come Dio mi avesse scelta perché entrassi nella Sua casa e a come mi avesse costantemente guidata e sostenuta. Mi aveva dato la possibilità di perseguire la verità ed essere salvata, ma io nel momento cruciale non ho seguito la Sua volontà e ho scelto di proteggere Satana. Stavo raggirando Dio e tradendoLo. Lo stavo davvero deludendo! Non potevo più dare priorità ai miei sentimenti o proteggere le mie relazioni. Non importa offendere le persone: violare la verità e offendere Dio dimostrano una totale mancanza di umanità! Ho rammentato che la parola di Dio dice: “I tuoi rapporti non sono fondati sulla carne, ma sull’amore di Dio. Non vi è pressoché alcuna interazione basata sulla carne, ma nello spirito vi sono sia comunione che amore e conforto reciproci, nonché nutrimento l’uno per l’altro. Tutto ciò si compie a partire da un cuore che soddisfa Dio. Simili rapporti non si mantengono confidando in una filosofia di vita umana, ma si formano molto naturalmente portando un fardello per Dio. Ciò non richiede sforzi innaturali. Devi solo praticare secondo i principi della parola di Dio” (La Parola, Vol. 1: La manifestazione e l’opera di Dio, “È molto importante stabilire un rapporto normale con Dio”). La parola di Dio mi ha fatto capire che le relazioni interpersonali non devono essere gestite secondo filosofie secolari. Al contrario, si dovrebbe vivere secondo la parola di Dio. Condividere reciprocamente in merito all’ingresso nella vita, aiutarsi e sostenersi a vicenda, sapere collaborare, aiutare, supervisionare e richiamare gli altri quando violano i principi o percorrono la strada sbagliata, e saper smascherare e fermare coloro che disturbano il lavoro della chiesa: si dovrebbe interagire in base a questi principi. Di fronte ai problemi di Rita, avevo messo al primo posto i miei sentimenti e la mia lealtà verso di lei. Questo era irragionevole e non in linea con la verità. Era un comportmento da miscredente. Ho smesso di sentirmi combattuta e ho trovato il coraggio di praticare la verità.

Ho letto altri due passi della parola di Dio che esponevano i danni causati dalle idee della cultura tradizionale come “sacrificarsi per gli amici” e ho percepito molta più luce nel cuore. Dio Onnipotente dice: “Nato in tale sudicia terra, l’uomo è stato gravemente rovinato dalla società, ha subito l’influsso di un’etica feudale ed è stato educato presso ‘istituti d’istruzione superiore’. Pensiero retrogrado, moralità corrotta, visione meschina della vita, ignobile filosofia di vita, esistenza del tutto priva di valore, stile e abitudini di vita depravati: tutte queste cose sono penetrate pesantemente nel cuore dell’uomo e ne hanno gravemente minato e intaccato la coscienza. Il risultato è che gli esseri umani sono sempre più lontani da Dio e Gli si oppongono sempre più. Giorno dopo giorno, l’indole umana si fa sempre più maligna e non vi è nessuno che sia disposto a rinunciare a qualcosa per Dio, nessuno che voglia obbedirGli, nessuno che abbia intenzione di cercare la Sua manifestazione. Invece, sotto il dominio di Satana, l’uomo non fa altro che perseguire il piacere, abbandonandosi alla corruzione della carne nella terra del fango” (La Parola, Vol. 1: La manifestazione e l’opera di Dio, “Avere un’indole immutata è essere ostili a Dio”). “Satana ha fabbricato e inventato molti racconti popolari o vicende che compaiono nei libri di storia, lasciando nelle persone profonde impressioni delle figure culturali relative a tradizioni o superstizioni. Ad esempio, in Cina ci sono ‘Gli otto immortali attraversano l’oceano’, ‘Il viaggio in Occidente’, ‘L’imperatore di Giada’, ‘Nezha conquista il Re Drago’ e ‘L’Investitura degli Dei’. Questi racconti non sono forse profondamente radicati nella mente dell’uomo? Anche se alcuni di voi non conoscono tutti i dettagli, conoscono la storia in generale, ed è questo contenuto generale che si imprime nel cuore e nella mente, e tu non riesci a dimenticarlo. Queste sono varie idee o leggende che Satana ha messo a punto per l’uomo molto tempo fa e che sono state divulgate in epoche differenti. Queste cose danneggiano e corrodono direttamente l’anima delle persone, ponendole sotto un incantesimo dopo l’altro. Questo per dire che, una volta accettate la cultura tradizionale, le storie o le superstizioni, una volta che esse si siano insediate nella tua mente e impresse nel tuo cuore, allora è come se fossi sotto un incantesimo – resti irretito e condizionato da questi simboli culturali, da queste idee e storie tradizionali. Influenzano la tua vita, la tua visione della vita e il tuo giudizio delle cose. Ancor di più, influenzano la tua ricerca dell’autentico percorso di vita: sono proprio un sortilegio. Nonostante i tuoi tentativi, non riesci a scrollarteli di dosso; li colpisci di lama, ma non riesci a reciderli; li percuoti, ma non riesci ad abbatterli. Inoltre, dopo che le persone vengono inconsapevolmente poste sotto questo tipo di incantesimo, cominciano inconsapevolmente ad adorare Satana, accogliendo la sua immagine nei loro cuori. In altre parole, stabiliscono Satana come loro idolo, un oggetto da adorare e a cui guardare, giungendo persino a considerarlo come Dio. Inconsapevolmente, queste cose sono nel cuore delle persone, controllandone le parole e le azioni. Inoltre, se prima consideri false queste storie e leggende, poi prendi inconsapevolmente atto della loro esistenza, rendendole figure reali e volgendole in oggetti realmente esistenti. Nella tua inconsapevolezza, accetti inconsciamente queste idee e l’esistenza di queste cose. Sempre inconsciamente accogli i demoni, Satana e gli idoli nella tua casa e nel tuo cuore – questo è davvero un incantesimo” (La Parola, Vol. 2: Riguardo al conoscere Dio, “Dio Stesso, l’Unico VI”). Leggendo la parola di Dio, ho capito che le parole tramandate dai cosiddetti santi e saggi antichi e le idee trasmesse nelle storie classiche che hanno influenzato una generazione dopo l’altra provengono tutte da Satana. Satana ha usato tali parole e idee per controllare l’umanità. Queste idee sono ormai profondamente radicate nel cuore dell’uomo e hanno una profonda influenza. Come l’idea che le persone debbano sacrificarsi per i loro amici: esteriormente, questo viene onorato come segno di lealtà, come se rischiare la vita per un amico fosse qualcosa di nobile. Una volta che le persone accettano questo tipo di idea, devono aiutare i loro amici, sia che facciano qualcosa di giusto che qualcosa di sbagliato, fino al punto di mettere in gioco la propria vita per aiutarli. Questo non è in linea con i principi e non distingue il bene dal male. Anche se un loro amico fa qualcosa di sbagliato, devono proteggerlo, persino a costo di rischiare la vita, e questo viene visto come giusto e leale. In realtà, si tratta di un comportamento irragionevole basato sulle passioni. Non considero più la lealtà come qualcosa di elevato. Anzi, ritengo miserabili e patetiche le persone con questo tipo di mentalità. La loro vita non ha valore e la loro morte non ha significato. Ho pensato a quanto profondamente ciò mi avesse danneggiata. Per proteggere i miei affetti personali, consapevolmente non ho praticato la verità. Mi reputavo addirittura leale e dotata di buona umanità. Quanto ero sciocca! Queste idee apprezzate da Satana sono veleni. Mi hanno resa insicura nel discernere giusto e sbagliato, incapace di distinguere le cose positive da quelle negative. Hanno ristretto e deformato la mia mente. Mi impedivano di avere normali relazioni interpersonali. Ho ricordato che la parola di Dio dice: “La causa principale dell’indole corrotta che emerge nell’uomo sono l’inganno, la corruzione e il veleno di Satana. L’uomo è stato vincolato e controllato da Satana, e soffre i danni ingenti che Satana ha inflitto al suo pensiero, alla sua moralità, al suo discernimento e alla sua ragione. È appunto perché queste realtà fondamentali dell’uomo sono state corrotte da Satana e sono totalmente diverse da come Dio le aveva create in origine, che l’uomo si oppone a Dio e non è capace di accettare la verità” (La Parola, Vol. 1: La manifestazione e l’opera di Dio, “Avere un’indole immutata è essere ostili a Dio”). In passato, avevo ammesso solo in teoria di essere stata talmente corrotta da Satana da aver perso ogni umanità, ma in realtà non capivo in cosa si manifestasse la profonda corruzione dell’uomo. Ora lo comprendo un po’ meglio. I veleni di Satana e le idee della cultura tradizionale sono ormai diventati la natura dell’uomo. Hanno devastato e distorto i pensieri dell’uomo, che ha perso la sua umanità e i suoi pensieri normali. Tutti i suoi pensieri sono in opposizione a Dio e violano la verità. Senza le verità espresse da Dio Onnipotente nella Sua opera di salvezza, che prendono queste filosofie secolari, i veleni satanici e l’essenza della cultura tradizionale e li analizzano uno per uno, come avrei fatto a capire queste cose? Sarei stata solo ulteriormente corrotta e danneggiata da Satana. Ho percepito ancora di più che solo la parola di Dio è la verità, e che solo la parola di Dio può cambiare e salvare le persone. La parola di Dio è davvero preziosa. La cultura tradizionale e queste filosofie sataniche corrompono e danneggiano le persone. Solo cercando la verità nella parola di Dio, e valutando le cose e agendo in conformità alla parola di Dio, la ragione e l’umanità di una persona possono normalizzarsi sempre di più.

Qualche giorno dopo, il leader ha convocato Rita. Ho menzionato senza riserve tutti i problemi che avevo rilevato in lei. Ero serena mentre la smascheravo. Sapevo che farlo era in linea con la verità e i principi, e non importava cosa avesse pensato di me dopo, o se non avesse più voluto vedermi, poiché stavo praticando la verità, mi sentivo in pace e non avrei mai rimpianto le mie azioni.

Sei disposto ad essere una pecora che ascolta la voce di Dio per accogliere il Suo ritorno?

Contenuti correlati

Non ero sincera nella mia fede

di Michelle, Cameroon La mia famiglia è sempre stata piuttosto povera, e io sognavo di essere una dirigente di banca, per godere di un...

Rispondi