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83. Il processo di trasformazione di un credente arrogante

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Zhang Yitao Provincia di Henan

Dio, la Tua opera è così pratica, così piena di giustizia e santità. Hai operato con pazienza per così tanto tempo, e hai fatto tutto per noi. In passato, credevo in Dio, ma non avevo un comportamento umano. Ti disobbedivo e ferivo il Tuo cuore senza rendermene conto. Sono pieno di vergogna e di rammarico e sono in debito con Te. Solo adesso me ne rendo conto… Senza il Tuo duro giudizio oggi non sarei qui, e per il Tuo amore autentico Ti sono grato e sono in debito con Te. La Tua opera mi ha salvato e ha mutato la mia indole. Senza dispiacere e sofferenza, il mio cuore è pieno di gioia” (“Oh Dio, l’amore che mi hai dato è troppo grande” in Seguire l’Agnello e cantare dei canti nuovi). Ogni volta che canto questo inno, penso alla salvezza di Dio per me in tutti questi anni, e sono pieno di gratitudine nei Suoi confronti. Il giudizio e il castigo di Dio mi hanno cambiato. Hanno fatto sì che io, figlio arrogante, ambizioso e ribelle, sembrassi un po’ più simile a un essere umano. Rendo sinceramente grazie per la salvezza che Dio mi ha dato!

Sono nato in campagna. Poiché la mia famiglia era povera e i miei genitori onesti, essi venivano spesso imbrogliati. Fin da quando ero piccolo le persone mi disprezzavano, ed essere picchiato e tiranneggiato era diventato un fatto ordinario. Ciò mi rendeva spesso triste, fino a farmi scoppiare in lacrime. Investii tutto ciò che avevo negli studi, in modo da non dover più condurre quel tipo di vita e avere la possibilità, in futuro, di diventare un funzionario governativo, essere un uomo di potere guardato da tutti con ammirazione. Ma non appena terminai la scuola media e cominciai a prepararmi per l’esame di ammissione alla scuola superiore, divampò la Rivoluzione culturale. Le Guardie Rosse si ribellarono, gli operai si misero in sciopero, gli studenti iniziarono a protestare. Ogni giorno era dominato dalla rivoluzione. Era un pandemonio, la gente veniva colta dal panico e il sistema degli esami di ammissione agli studi superiori fu bandito. Così, persi l’occasione di sostenere la prova di ammissione a una scuola. Ero distrutto, stavo male, come se fossi ammalato gravemente. In seguito, pensai: anche se non posso fare il test di ammissione a una scuola o diventare un funzionario governativo, lavorerò sodo per guadagnare dei soldi. Finché avrò soldi, le persone avranno grande stima di me. Da quel momento in poi, iniziai a cercare in ogni direzione dei modi per fare soldi. Poiché la mia famiglia era povera, non avevo risparmi da parte che mi consentissero di avviare un’attività commerciale. Tramite parenti e amici riuscii a prendere in prestito 500 yuan per aprire un negozio di brasato di maiale. In quel periodo, la carne costava solo settanta centesimi alla libbra ma, dopo aver acquistato l’attrezzatura che mi serviva, ciò che mi rimase dei 500 yuan non era sufficiente. Ogni volta che avevo delle entrate, finivano tutte direttamente nel finanziamento dell’attività. Non appena avessi guadagnato qualche soldo avrei potuto saldare i miei debiti. Sopportai molte avversità per poter condurre una vita migliore degli altri. Non avevo mai tempo libero, dall’alba fino a notte fonda. Nel corso di vari anni di duro lavoro le mie capacità si affinarono e la mia attività prosperò ogni giorno di più. La mia famiglia divenne presto più benestante, e molti cominciarono a guardarmi con invidia.

Nella primavera del 1990, qualcuno nel mio villaggio mi parlò della sua fede in Gesù. Spinto dalla curiosità, ascoltai alcuni sermoni e vidi che, quando il fratello che stava predicando parlava, molti lo ammiravano. Ero incredibilmente invidioso nel vederlo circondato e ammirato dalla folla. Pensai a me stesso: se fossi potuto diventare una persona simile, non solo tutti mi avrebbero adorato, ma avrei potuto guadagnare la grazia del Signore ed essere ricompensato da Lui. Sarebbe stato fantastico! Spinto da questi pensieri, iniziai a credere nel Signore Gesù Cristo, e mi unii a una Chiesa domestica. In seguito, mi impegnai duramente a studiare la Bibbia, ricercandone, in particolare, la conoscenza, concentrandomi in particolare sulla memorizzazione di alcuni passi, e assai in fretta imparai a memoria diversi capitoli e versetti famosi. Lessi il capitolo 16, versetto 26 del Vangelo di Matteo, dove il Signore Gesù diceva: “E che gioverà egli a un uomo se, dopo aver guadagnato tutto il mondo, perde poi l’anima sua? O che darà l’uomo in cambio dell’anima sua?” Poi, lessi anche il racconto della chiamata di Pietro da parte del Signore Gesù, e di come lui immediatamente abbandonò le reti da pesca e seguì il Cristo. Pensai tra me e me: avere abbastanza soldi per campare va bene; ma se guadagno di più, a cosa mi servirà quando morirò? Se voglio guadagnare la lode del Signore, devo seguire l’esempio di Pietro. E così abbandonai la mia attività, e iniziai a impegnarmi nella Chiesa a tempo pieno. In quel periodo ero molto appassionato e, attraverso parenti e amici, in poco tempo avevo già evangelizzato 19 persone, e, tramite quelle, arrivai fino a 230. Quindi, lessi le parole del Signore Gesù: “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è ne’ cieli” (Matteo 7:21). Fui ancora più soddisfatto di me stesso. Sulla base di ciò che avevo capito concentrandomi sul significato letterale di queste parole, ritenevo di trovarmi già nel cammino del Signore, di essere già sulla strada che segue la volontà del Padre Celeste, e che nella prossima era, quando si sarebbe compiuto il Regno di Dio, avrei regnato come un sovrano sulla terra. Dominato da una tale ambizione, il mio entusiasmo crebbe ulteriormente. Stabilii con determinazione che dovevo assolutamente attenermi alle parole di Gesù “ama il tuo prossimo come te stesso” e “sii tollerante e paziente”, e a quelle chi invitano a essere di esempio e a non aver timore di sopportare le avversità. Quando andavo a casa dei miei fratelli e delle mie sorelle, a volte li aiutavo a trasportare l’acqua, ad accendere il fuoco e a svolgere il lavoro agricolo. Quando erano malati, andavo a visitarli. Quando non avevano abbastanza denaro, li aiutavo con i miei risparmi; mi precipitavo ad aiutare chiunque avesse delle difficoltà. Rapidamente mi guadagnai la lode di tutti i fratelli e le sorelle, oltre alla fiducia dei più importanti capi della Chiesa. Un anno dopo fui promosso a responsabile di Chiesa, per pascere 30 chiese. Gestivo circa 400 credenti. Raggiunta questa posizione fui contentissimo. Sentii che tutto il mio lavoro e il mio impegno venivano finalmente ripagati, ma allo stesso tempo diedi forma nel mio cuore a un’idea ancora più elevata: perseguire una posizione ancora più elevata, per guadagnare la lode e l’adorazione di un numero di persone ancora più grande. Grazie a un altro anno di duro lavoro, divenni un responsabile di Chiesa di alto livello, e mi trovai a dirigere i colleghi di cinque contee e a pascere 420 chiese. Dopo di che ebbi ancora più paura di non fare abbastanza, e così misi molta attenzione nel comportarmi in modo esteriormente irreprensibile e nel consolidare la mia immagine tra i colleghi, i fratelli e le sorelle. Per ottenere l’approvazione dei miei colleghi e per fare in modo che i fratelli e le sorelle mi ammirassero, mi opposi a che vi fossero pranzi dispendiosi nella Chiesa, e proibii qualunque contatto tra persone del sesso opposto e pratiche malsane. La “integrità e il senso di giustizia” ottennero il favore e l’approvazione dei miei colleghi e degli altri fratelli e sorelle. Anche la mia arroganza si accentuò e divenne più incontrollabile. Come se ciò non bastasse, conoscevo a menadito alcuni dei più noti passi della Bibbia e, durante le riunioni e le predicazioni con i capi della Chiesa di livello inferiore e i colleghi, potevo recitare brani senza consultare la Bibbia, semplicemente in base a capitolo e versetto. I miei fratelli e le mie sorelle mi ammiravano veramente, e quindi nella Chiesa avevo sempre l’ultima parola. Tutti mi ascoltavano. Pensavo sempre che ciò che dicevo fosse corretto, e che avessi un grado di comprensione elevato. Che si trattasse di governo della Chiesa, divisione delle chiese o promozioni di leader o collaboratori della Chiesa, non discutevo mai niente con gli altri. Ciò che dicevo aveva sempre il suo peso; possedevo veramente il regno di un sovrano. A quei tempi, mi piaceva in modo particolare salire sul pulpito e parlare con facondia e senza posa, e quando tutti mi guardavano con ammirazione, la sensazione di essere sulla vetta del mondo mi incantava e mi faceva dimenticare tutto il resto. Mi sentivo in quel modo specialmente quando leggevo il capitolo 12, versetti 44-45 del Vangelo di Giovanni: “Ma Gesù ad alta voce aveva detto: Chi crede in me, crede non in me, ma in Colui che mi ha mandato; e chi vede me, vede Colui che mi ha mandato”. Mi sentivo così anche quando leggevo il capitolo 3, versetto 34: “Poiché colui che Dio ha mandato, proferisce le parole di Dio; perché Dio non gli dà lo Spirito con misura”. Mi crogiolavo veramente in tutto questo, e credevo in modo spudorato di essere stato inviato da Dio, che Dio avesse infuso in me lo Spirito Santo, e che la Sua volontà si esprimesse attraverso di me. Siccome ero in grado di interpretare le scritture, ritenevo di poter comprendere “misteri” che altri non capivano, riconoscere implicazioni che ad altri sfuggivano. Mi preoccupavo solo di immergermi nel piacere derivatomi dalla mia posizione, e avevo dimenticato completamente di essere semplicemente una creatura, un veicolo della grazia di Dio.

Al crescere della Chiesa, cresceva anche la mia reputazione e, dovunque andassi, ero ricercato dalla polizia per aver preso parte ad attività religiose non autorizzate. A causa di questa persecuzione del governo non osavo tornare a casa. Riuscii a nascondermi per un periodo, ma non per sempre, e fui catturato dalla polizia un giorno che tornai a prendere dei vestiti. Fui condannato a tre anni di rieducazione attraverso il lavoro. In quei tre anni subii ogni tipo di persecuzione e tortura crudele. I giorni sembravano veramente anni, e mi sentivo come se mi fosse stato tolto uno strato di pelle dalla testa ai piedi. Ma, quando uscii, continuai a predicare il Vangelo con la massima fiducia, come sempre, e fui anche reinsediato nella mia posizione originale. Dopo altri sei mesi fui arrestato un’altra volta dal governo locale e condannato ad altri tre anni di rieducazione attraverso il lavoro. Dopo avermi torturato in ogni modo possibile, mi spedirono in un altro centro di detenzione per altri 70 giorni; dopo di che fui mandato in un campo di lavoro, nel quale trasportavo mattoni. Era il settimo mese lunare e si scoppiava di caldo. Nella fornace la temperatura raggiungeva circa i 70 gradi centigradi e io dovevo fare più di 10.000 mattoni al giorno. Tra la fame e le crudeli torture subite in precedenza, il mio corpo era ormai estremamente debole. Non potevo fisicamente sopportare quel tipo di lavoro al caldo, ma le crudeli guardie non se ne preoccupavano affatto. Quando non riuscivo a fare quel che avrei dovuto, mi fermavano le mani dietro la schiena con le manette, mi facevano inginocchiare e mi mettevano delle bottiglie sotto le ascelle e dietro le ginocchia. Quindi, mi colpivano con dei pungoli elettrici finché le manette non mi affondavano nella carne. Era terribilmente doloroso. Sottoposto a questo tipo di tortura crudele, avevo appena completato sette giorni di lavoro quando svenni all’interno della fornace. Dopo 52 ore, vennero in mio soccorso, ma ero quasi diventato un vegetale. Oltre a essere cosciente e poter vedere e udire, non ero in grado di fare alcunché. Non potevo mangiare, né parlare, né camminare e nemmeno andare in bagno. Quando fui devastato in questo modo dal Partito Comunista, la mia natura arrogante fu ampiamente sconfitta. La carica del potere e dell’arroganza che avevo nella Chiesa era semplicemente svanita. Ero diventato cupo e pessimista; ero avvolto da una sofferenza e un senso di impotenza sconfinati. In seguito, le guardie del centro di detenzione se ne uscirono con un’idea perversa e trovarono un medico disposto a dichiarare il falso attestando che soffrivo di un “disturbo genetico”. Chiamarono mia moglie e le dissero di venirmi a prendere e riportare a casa. Per curare la mia malattia furono venduti tutti i nostri beni e, quando i miei parenti venivano a trovarmi, erano rudi e mi deridevano con sarcasmo. Costretto a fare i conti con quella situazione, ero scoraggiato e pensavo che il mondo fosse troppo triste, che non ci fossero affetto e amore tra le persone, che esistessero solo persecuzione e calunnie crudeli… Di fronte alla tortura di quella dolorosa malattia non rimaneva alcuna speranza nella mia vita e non sapevo proprio cosa fare per tirare avanti.

Proprio quando stavo affondando nella disperazione, Dio Onnipotente allungò una mano verso di me per soccorrermi. Dopo circa un mese dal mio ritorno a casa, vennero a farmi visita due fratelli per predicare il Vangelo di Dio degli ultimi giorni e per dirmi che Lui stava lavorando a una nuova fase dell’opera, la Sua seconda incarnazione per la salvezza dell’umanità. Sul momento non ci credetti affatto, ma siccome non potevo parlare, trovai alcuni passi della Bibbia e glieli mostrai. Pensai così di confutarli. Ma loro mi risposero gentilmente: “Fratello, quando si crede in Dio, bisognerebbe mantenere un atteggiamento di umile ricerca. L’opera di Dio è sempre nuova; essa procede ininterrottamente e la Sua sapienza non può essere compresa dall’umanità, per cui non possiamo rimanere intrappolati nel passato. Se resti aggrappato all’opera di Dio nell’Età della Grazia, sarai in grado di entrare nell’Età del Regno? Per tacere del fatto che tutto ciò che il Signore Gesù disse nella Bibbia ha il suo significato e il suo contesto”. Dopodiché mi mostrarono le parole di Dio Onnipotente perché le leggessi, e trovarono per me nella Bibbia molte profezie riguardanti la Sua opera negli ultimi giorni. Tramite le parole di Dio e la condivisione con i miei fratelli, giunsi a comprendere il significato del nome di Dio, la verità profonda delle tre fasi della Sua opera, il Suo obiettivo nella gestione dell’umanità, i misteri delle Sue incarnazioni, la verità profonda della Bibbia e altro ancora. Erano cose di cui non avevo mai sentito parlare nella mia vita, ed erano anche misteri e verità verso i quali non ero stato accogliente quando mi ero impegnato tanto intensamente nello studio della Bibbia in tutti quegli anni. Ascoltai tutto con piacere; ero completamente convinto. Poi, i miei fratelli mi diedero un libro con le parole di Dio, dicendo: “Quando starai meglio, potrai predicare il Vangelo ai tuoi colleghi, ai tuoi fratelli e alle tue sorelle”. Accettai con molta gioia il libro con le parole di Dio. In quel periodo non potevo fare altro che rimanere a letto tutto il giorno a leggere le parole di Dio. Provai una brama e un piacere simili a quelli di un pesce che torna nell’acqua. Leggevo e pregavo ogni giorno. In poco tempo la mia salute cominciò lentamente a migliorare. Iniziai ad alzarmi e a camminare un po’, e riconquistai un po’ di autonomia in generale. In seguito, iniziai a vivere la vita della Chiesa in casa mia, e tenni degli incontri due volte la settimana.

Non avrei mai immaginato che nella mia vita ecclesiale futura la mia indole arrogante si sarebbe rivelata a tal punto. Tramite le Sue parole, e varie persone, eventi e cose, e poi attraverso il Suo giudizio e il Suo castigo, il Suo trattamento e la Sua potatura di alcuni miei aspetti, Dio fece cadere, pezzo dopo pezzo, il mio cuore arrogante e ribelle. Una volta, la Chiesa dispose che una giovane di 17 o 18 anni venisse a trovarmi. Era la figlia di un fratello della mia denominazione originaria, e prima, quando ero un leader ecclesiale, andavo spesso a casa sua. Pensai tra me e me: ma che succede con le disposizioni dei leader ecclesiali? Una ragazza che viene a farmi da guida: mi considerano forse inferiore? Dominato della mia natura arrogante, dissi con sdegno: “Ho creduto in Dio più anni della tua intera vita. Quando venivo a casa tua avevi solo qualche anno. Allora io giocavo con te, ma ora tu vieni a farmi da guida…”. Sentendo le mie parole la mia piccola sorella arrossì, e in seguito non osò più tornare. La settimana successiva venne a trovarmi un’altra sorella. Anche lei era molto giovane e proveniva da un villaggio delle vicinanze. Non dissi niente, ma pensai: “Per numero di anni, fede in Dio, conoscenza della Bibbia ed esperienza di governo della Chiesa, io sono molto meglio di te sotto ogni aspetto! Dalla tua età, posso dedurre che sei una credente da tre o quattro anni al massimo. Io lo sono da 21 anni. Come potresti essere qualificata per guidarmi?” … Ma chi poteva sapere che questa piccola sorella fosse così eloquente! Parlava con franchezza e acume. Nel corso dell’incontro aprì subito i discorsi di Dio e lesse ad alta voce: “Ci sono persone […] che amano tenere discorsi e mettersi in vista. Amano riunirsi e parlare; gli piace quando la gente le ascolta, le adora, le circonda. Amano essere collocate su un piedistallo nei pensieri altrui e apprezzano quando gli altri tengono da conto la loro immagine. […] Se questo individuo si comporta realmente così, allora ciò è sufficiente a dimostrare che si tratta di una persona arrogante e presuntuosa, che non adora affatto Dio, che ricerca uno status elevato e che desidera esercitare l’autorità sugli altri, dominarli, occupare un posto importante nei loro pensieri. Si tratta della classica immagine di Satana. Ciò che emerge della sua natura sono l’arroganza e la presunzione, la riluttanza a adorare Dio e il desiderio di essere oggetto dell’adorazione altrui” (“Come conoscere la natura umana” in Registrazione dei discorsi di Cristo). Le parole di Dio trafissero il mio cuore come una spada andando dritte a segno. Era una rivelazione incisiva delle mie intenzioni spregevoli e delle cattive imprese nei miei atti di fede in Dio, e anche la vera essenza della mia natura. Ero pieno di vergogna e avrei voluto soltanto sparire. Quanto a ciò che venne smascherato dalle parole di Dio, quando pensai a quello che io avevo dimostrato, solo allora mi resi conto che la mia natura era troppo arrogante e che, in sostanza, ero ostile a Dio. In passato, pur di ottenere la stima e l’ammirazione altrui, pur di comandare, pur di essere a un livello più elevato mi ero impegnato a fondo nella lettura della Bibbia e avevo fatto di tutto pur di dotarmi della conoscenza della Bibbia. Per questo avevo ottenuto una posizione e un titolo che potevo solo sognarmi, oltre al sostegno di tutti. Traevo piacere dall’ammirazione degli altri, e predicavo al fine di soddisfare la mia vanità. Con il monopolio del potere rivelai me stesso e mi misi in mostra. Quando salivo sul pulpito ero sempre lieto di poter gustare la sensazione di essere in cima al mondo, e utilizzavo addirittura, senza vergogna, passi della Bibbia per rendermi testimonianza ed elevare me stesso. Credevo di essere stato inviato da Dio. Ero prepotentemente arrogante. Quel giorno, guardai la giovane sorella dall’alto dei miei molti anni di predicazione. Credevo che, avendo creduto in Dio per molti anni e avendo una maggiore conoscenza della Bibbia ed esperienza di governo della Chiesa rispetto agli altri, fossi migliore di tutti. Non dedicavo molta attenzione a nessuno, e sottovalutai e disdegnai queste due sorelle. Quando parlavo ferivo gli altri, e con arroganza rinunciavo al mio senno e all’umanità normale. Solo allora mi resi conto che la mia ricerca dimostrava resistenza a Dio e Gli si opponeva. Stavo lottando con Dio per la posizione. L’essenza della mia natura era la classica immagine di Satana. Di fronte alle parole di Dio, non potei non convincermi. Pregavo Dio, dicendo: “Oh Dio, sono troppo arrogante. Quando avevo uno status elevato ero terribilmente arrogante e quando non ce l’ho avuto non ho ascoltato nessuno lo stesso. Ho usato le mie vecchie credenziali e la mia autorità per sottomettere gli altri. Sono molto spudorato! Oggi, ho ricevuto la Tua salvezza. Sono pronto ad accettare la rivelazione e il giudizio nelle Tue parole”.

In seguito, la sorella mi consegnò ancora una volta un passo delle parole di Dio da leggere. Le parole erano: “[…] la ragione umana ha smarrito la sua funzione originale e che anche la coscienza lo ha fatto. L’uomo che Mi è dato osservare è una bestia travestita da essere umano, un serpente velenoso, e per quanto cerchi di apparire commovente ai Miei occhi non sarò mai misericordioso nei suoi confronti, poiché non sa cogliere la differenza tra nero e bianco, tra verità e non verità. La ragione dell’uomo è fortemente insensibile, e malgrado ciò egli desidera ottenere benedizioni; la sua umanità è davvero ignobile, e tuttavia vorrebbe possedere la sovranità di un re. Ma di chi potrebbe essere re con una ragione simile? Come potrebbe stare su un trono con una simile umanità? Veramente l’uomo non ha alcun pudore! È un miserabile presuntuoso! A quanti tra voi desiderano ottenere benedizioni, consiglierei innanzitutto di procurarsi uno specchio e di guardare la loro brutta immagine ivi riflessa: hai ciò che è necessario per essere un re? hai il volto di chi potrebbe ottenere benedizioni? La tua indole non è cambiata nemmeno un po’ e non hai messo in pratica alcuna verità, eppure continui a desiderare un domani meraviglioso. Sei un illuso!” (“Avere un’indole immutata è essere ostili a Dio” in La Parola appare nella carne). Dopo aver ascoltato le parole di Dio, non riuscii a trattenere le lacrime che mi solcavano il viso. Sentivo che ogni frase delle parole di Dio faceva presa sul cuore. Percepii profondamente il Suo giudizio, e mi vergognai in maniera particolare. Di fronte a me apparvero, una dopo l’altra, le scene in cui avevo regnato come un sovrano nella mia vecchia Chiesa: con i fratelli e le sorelle ero terribilmente arrogante, davo ordini, volevo controllare ogni cosa, e non solo non mettevo i miei fratelli e le mie sorelle di fronte a Dio, e non li aiutavo a conoscerLo, ma li spingevo a trattarmi come se fossi stato un pezzo davvero grosso… Più ci pensavo, più sentivo che le mie azioni disgustavano Dio, sentivo che ero disgustoso, indegno e che avevo deluso i miei fratelli e le mie sorelle. In quel momento mi vergognai oltremisura. Vidi che il prezzo che avevo pagato per i miei desideri ambiziosi non aveva nessun valore. La mia disperata ricerca del prestigio e dell’ammirazione altrui era assurda. Ero corso a destra e a manca giorno e notte; avevo sopportato avversità, lavorato sodo ed ero stato in prigione. Ero stato perseguitato e torturato e mi ero trovato vicino alla morte. Ma tutto questo non mi aveva avvicinato alla comprensione di Dio; al contrario, la mia natura arrogante era andata crescendo e avevo progressivamente perso di vista Dio fino ad arrivare a vaneggiare che, una volta realizzato il Regno di Dio, avrei potuto regnare sovrano. Allo stesso tempo, mi resi anche conto che, quando ero stato perseguitato dal Partito Comunista, nella mia Chiesa precedente, Dio aveva utilizzato tutto questo per rendermi più capace di accettare la Sua opera negli ultimi giorni. Altrimenti, in considerazione del mio prestigio e della mia posizione nella Chiesa precedente e del fatto che avevo perso di vista Dio e che la mia indole era prepotentemente arrogante, non sarei stato certo in grado di abbandonare facilmente la mia posizione e accettare Dio Onnipotente. Senza dubbio sarei diventato un malvagio servitore che ostacolava il ritorno degli altri a Dio, che si opponeva a Lui e che, alla fine, avrebbe patito la Sua punizione! Non potevo fare altro che ringraziare Dio dal profondo del cuore per la Sua salvezza, e per il Suo grande perdono nei miei confronti. Così, a causa di ciò che si era rivelato tramite le parole di Dio, diventai molto più moderato, e non osai più essere così impudente e irragionevole con i fratelli e le sorelle.

Sotto la cura e la protezione di Dio la mia malattia migliorò gradualmente. Anche se non ero ancora in grado di parlare chiaramente, riuscivo ad andare in bicicletta e a sbrigare un po’ di affari generali. Tuttavia, poiché la mia natura arrogante era radicata troppo profondamente, Dio dispose ancora una volta che nuove persone e nuove circostanze mi giudicassero e mi mutassero. Un giorno la guida della Chiesa dispose che assumessi l’incarico di ospite. Quando venni a saperlo non ne ebbi affatto voglia. Pensai che fare da ospite fosse uno spreco delle mie capacità, ma non potevo comunque rifiutarmi e, così, acconsentii con riluttanza. Quando ospitavo, alcuni fratelli e sorelle si riunivano a casa mia mentre io dovevo stare alla porta a fare la guardia. Ancora una volta dentro di me sorsero dei pensieri: fare semplicemente l’ospite e sorvegliare l’ingresso: che cosa me ne verrà? Ripensai al passato. Quando stavo dietro al pulpito ero molto altezzoso, ma nella mia nuova funzione non avevo alcun prestigio e alcuna reputazione. Il mio rango era molto basso! Quindi dopo un certo periodo di tempo la mia resistenza interiore crebbe ulteriormente, mi sentii sempre più trattato ingiustamente e non fui più disposto a svolgere il mio compito. In seguito, quando la guida della Chiesa venne da me, non riuscii più a trattenermi. Le dissi: “Mi devi dare un altro incarico da svolgere. Voi tutti predicate il Vangelo e vi occupate della Chiesa, ma io sto a casa a fare l’ospite e a sorvegliare la porta: cosa otterrò in futuro?” La sorella sorrise e mi rispose: “Ti sbagli. Di fronte a Dio non ci sono compiti di maggiore o minore importanza, non esiste una posizione più o meno elevata. Indipendentemente dal compito che stiamo svolgendo, ognuno di noi ha una funzione. La Chiesa è un tutto con funzioni diversificate, ma il suo corpo è unico. Esaminiamo un passo delle parole di Dio”. Quindi, mi lesse il passo seguente: “Nell’attuale corrente, ogni persona che ama veramente Dio ha la possibilità di essere perfezionata da Lui. A prescindere dal fatto che si sia giovani o vecchi, a patto che si serbi nel cuore un’obbedienza a Dio e un timore nei Suoi confronti, sarà possibile essere perfezionati da Lui. Dio perfeziona gli esseri umani secondo le loro differenti funzioni. A condizione che tu abbia fatto tutto ciò che è in tuo potere e che ti sia sottomesso all’opera di Dio, potrai essere perfezionato da Lui. Per ora nessuno di voi è perfetto. A volte riuscite a svolgere un singolo tipo di funzioni, a volte due; purché affidiate a Dio tutta la vostra forza e vi spendiate per Lui, alla fine sarete da Lui perfezionati” (“Sul fatto che tutti svolgano la loro funzione” in La Parola appare nella carne). Dopo aver ascoltato queste parole di Dio e la condivisione della sorella, il mio cuore si calmò e si rischiarò. Pensai: a quanto pare Dio perfeziona le persone in base alle funzioni individuali di ciascuno. Non guarda se hanno prestigio o meno, né quale compito svolgano; ciò che Dio rende perfetto sono il cuore e l’obbedienza di ciascuno. Quello che considera è se alla fine c’è un cambiamento di indole. Indipendentemente dal compito che svolgono, se le persone vi si dedicano completamente e con piena devozione, e nel farlo si liberano dalla propria indole corrotta, possono essere perfezionate da Dio. Anche se nella Chiesa le persone svolgono funzioni diverse, l’obiettivo è sempre quello di compiacere Dio. Adempiono tutte il loro dovere di creature. Se possono stare davanti a Dio e svolgere il loro compito senza intenzioni o impurità personali, benché altri lo disprezzino e ritengano che non sia di grande valore, agli occhi di Dio esso è tenuto in gran conto e apprezzato. Se le persone svolgono il loro compito per soddisfare le loro intenzioni e i loro desideri, indipendentemente da quanto grande sia la loro opera e da quale compito stiano svolgendo, esso non compiacerà Dio. In seguito, vidi le seguenti parole di Dio: “In quanto essere creato, l’uomo dovrebbe compiere il suo dovere, fare ciò che è tenuto a fare e ciò che è in grado di fare, indipendentemente dal fatto che venga poi benedetto o maledetto. Questa è la condizione fondamentale per l’uomo, in quanto persona che ricerca Dio. Tu non devi compiere il tuo dovere solo per essere benedetto e non devi rifiutarti di agire per timore di essere maledetto” (“La differenza tra il ministero del Dio incarnato e il dovere dell’uomo” in La Parola appare nella carne). Da queste parole di Dio compresi che, in quanto creatura, l’adorazione di Dio è giusta e appropriata. Non dovevo scegliere io, e sicuramente non avrei dovuto discutere le condizioni o condurre transazioni con Dio. Se la mia fede in Dio e lo svolgimento del mio compito servono per guadagnare le benedizioni o la corona, questo tipo di fede non è né in buona coscienza né ragionevole. Essa è il frutto di una prospettiva impropria. Ero riluttante a occuparmi di un “piccolo lavoro” svolgendo “piccole mansioni”; questo non significava forse che ero ancora succube dell’arrogante aspirazione alle benedizioni e all’ammirazione altrui? Nella mia mente ritenevo che, se avessi avuto prestigio e potere, avrei potuto lavorare come leader, e che più lavoravo, più Dio sarebbe stato felice, e più avrei ricevuto la Sua lode e sarei stato ricompensato da Lui. Quindi non ero ancora in grado di rinunciare al prestigio, ed ero sempre alla ricerca di grandi opere da compiere e di grandi compiti da svolgere, in modo da ricevere prima o poi una grande corona. Inoltre, fraintesi la volontà di Dio ed ero insoddisfatto del compito disposto dalla Chiesa. Me ne lamentai e credetti addirittura che fare da ospite significasse sprecare i miei talenti, che fosse una degradazione per me. Quanto ero arrogante e ignorante! Sotto il giudizio delle parole di Dio, ancora una volta mi sentii pieno di vergogna. E grazie alla rivelazione delle parole di Dio compresi la Sua volontà. Sapevo qual è il tipo di persona che Dio gradisce, qual è il tipo di essere umano che Lui perfeziona, e che tipo di persona invece Lo disgusta. Guadagnai un cuore obbediente per Dio. Quindi fu la mia volontà a rimettersi a Lui e mi predisposi a essere la persona più umile e modesta nella Chiesa, per portare a termine il mio compito di ospite, per controllare i dintorni, per consentire a fratelli e sorelle di riunirsi a casa mia in pace senza essere disturbati. In questo modo avrei confortato il cuore di Dio.

Tramite questa esperienza mi resi conto di quanto siano grandi le parole di Dio, che Egli ha espresso la verità e tutta la Sua volontà per salvare il genere umano. Ci basta leggere diligentemente le Sue parole per comprendere la verità in tutte le cose, capire la Sua volontà, risolvere le nostre idee e le nostre convinzioni. Da quel momento, iniziai ad avvertire maggiormente la sete delle Sue parole, a svegliarmi alle quattro o alle cinque ogni mattina per leggerle. Dopo qualche tempo, fui in grado di ricordare parte della Sue parole, raggiunsi una certa comprensione della Sua volontà e la gustai veramente nel mio cuore. In seguito, un fratello responsabile dell’opera del Vangelo cominciò a soggiornare di frequente a casa mia. Quando predicava il Vangelo e incontrava difficoltà mi chiedeva sovente di fare una ricerca fra le parole di Dio per risolverle. Da quando si rese conto che ero in grado di trovarle molto velocemente, ogni volta che incontrava problemi mi chiedeva di aiutarlo a trovare qualche parola di Dio. Mi ammirava veramente. Mio malgrado, la mia natura arrogante ricominciò a scatenarsi. Pensai tra me e me: “Benché tu sia responsabile della predicazione del Vangelo, devo ancora venire in tuo soccorso quando incontri dei problemi. Non hai letto la parola di Dio tanto quanto me, e non la comprendi tanto quanto me. Io ho già raggiunto la verità. Se fossi io il responsabile della predicazione del Vangelo, me ne occuperei sicuramente meglio di te”. Così, interiormente, iniziai a disprezzare quel fratello, e dopo un certo periodo cominciai anche a essere freddo con lui. In seguito, la guida della Chiesa venne a casa mia e mi domandò: “Come va in questo ultimo periodo?” Io tronfio replicai: “Piuttosto bene. Leggo le parole di Dio e prego ogni giorno. Quel fratello si è accorto che le conosco bene e per questo vuole sempre che lo aiuti a trovarne di adatte quando è in difficoltà…”. La guida della Chiesa avvertì dell’arroganza nelle mie parole, prese un libro con le parole di Dio e disse: “Leggiamo qualche passo tratto dalle Sue parole”. Dio afferma: “Infatti più è alto il loro status, più è grande la loro ambizione; più comprendono le dottrine, e più arrogante diventa la loro indole. Se, nella fede in Dio, non si cerca la verità bensì lo status, si è in pericolo” (“Gli esseri umani chiedono troppo a Dio” in Registrazione dei discorsi di Cristo). “A prescindere da quali verità e da quale realtà tu abbia udito, purché tu confronti te stesso con esse, crescerai sicuramente. Se attui queste parole nella vita e le incorpori nella pratica, otterrai sicuramente qualcosa e certamente cambierai; se le usi per riempirti la pancia e le memorizzi nel cervello, non cambierai mai […] devi gettare una base solida; se all’inizio getti una base di lettere e di dottrine, allora sarai nei guai. È come quando le persone costruiscono una casa sulla spiaggia: essa sarà in pericolo a prescindere da quanto tu la costruisca alta e non durerà a lungo” (“Per essere onesti bisogna aprirsi agli altri” in Registrazione dei discorsi di Cristo). Dopo aver ascoltato queste parole di Dio, provai una profonda vergogna. Mi resi conto che la mia natura arrogante stava di nuovo facendo capolino. In passato, nella mia fede nel Signore Gesù, mi ero concentrato sul guadagnare una conoscenza profonda e sul comprendere le teorie della Bibbia, e usavo tutto questo per accrescere la mia tronfiaggine, per diventare sempre più arrogante. Ora avevo la fortuna di leggere tanta verità nelle parole di Dio, ma ero tornato sulla mia solita strada e mi basavo sul mio intelletto. Avevo memorizzato alcune Sue frasi e ritenevo di aver conquistato la verità; ancora una volta ero diventato arrogante e non volevo ascoltare nessuno. Lottavo e competevo con gli altri per conquistare il prestigio. Era così vergognoso! La comprensione delle teorie nelle parole può solo rendere arroganti, ma solamente coloro che conoscono la verità delle parole di Dio saranno in grado di cambiare la propria indole e vivere da esseri umani. Quel fratello aveva creduto in Dio più a lungo di me e capiva più di me, ma era capace di ricercare umilmente il mio aiuto. Questa era la sua vera forza, nata dall’esperienza dell’opera e della parola di Dio. Non solo non lo prendevo a modello e non mi concentravo sul praticare la parola di Dio nella mia vita e sul realizzare una giusta umanità, ma lo disprezzavo e lo trattavo con indifferenza. Ero veramente arrogante, cieco e ignorante! In quel periodo il mio cuore provò tanto dolore. Sentivo che la mia natura arrogante era veramente vergognosa e brutta. Era troppo disgustosa! E questo tipo di arroganza, che arrivava al punto di mancare di ogni senso, offende molto facilmente l’indole di Dio e suscita la Sua ira. Se non fossi cambiato, se non avessi cercato autenticamente la verità, avrei potuto solo rovinarmi. Quando mi resi conto di tutto, sentii che il giudizio e il castigo nelle parole di Dio erano veramente il Suo amore e la Sua salvezza per me. Ciò mi fece provare odio per la mia natura arrogante, e compresi che, nella mia fede in Dio, dovevo percorrere il cammino corretto della ricerca della verità e di un cambiamento di indole.

In seguito, iniziai a cercare in me la radice dell’arroganza e della mancanza di ragionevolezza, cercai di capire cosa orientasse il mio pensiero, portandomi a esprimere spesso la mia satanica arroganza. Un giorno, vidi le seguenti parole di Dio: “Ogni cosa che Satana fa è per sé stesso. Vuole superare Dio, liberarseNe ed esercitare il potere lui stesso, e possedere tutte le cose che Dio ha creato; quindi, la natura dell’uomo è la natura di Satana. […] La natura satanica dell’uomo contiene una grande quantità di filosofia. A volte, tu stesso non hai le idee chiare, ma vivi su questa base in ogni momento. Pensi sia molto corretto, molto ragionevole, e che non sia sbagliato. La filosofia di Satana diventa la verità dell’uomo, e le persone vivono in completa armonia con la sua filosofia senza la minima contraddizione. Pertanto, l’uomo rivela nella sua vita, sempre e dovunque, la natura di Satana, e vive sempre in base alla filosofia satanica. La natura di Satana è la vita dell’uomo” (“Come intraprendere il cammino di Pietro” in Registrazione dei discorsi di Cristo). Riflettendo su queste parole di Dio, il mio cuore si illuminò sempre più. Pensai: “A quanto pare, a seguito della corruzione dell’umanità da parte di Satana anche la nostra natura è diventata arrogante, ribelle e priva di adorazione di Dio come Satana stesso, e noi abbiamo cominciato a cercare di fare in modo che gli altri ci stimino e ci adorino come fossimo Dio Stesso. Attraverso la società e le parole famose di personaggi noti, Satana ha iniettato nel cuore umano il suo pensiero, la sua filosofia di vita e le sue leggi di sopravvivenza, e queste cose sono diventate la base della vita della gente; esse hanno messo radici all’interno del genere umano e sono difficili da sradicare. Queste filosofie e leggi sono tutte veleni di Satana che guidano il pensiero degli esseri umani, dominano le loro azioni e li fanno diventare sempre più arroganti e irragionevoli”. Riflettei sul fatto che, fin da quando ero bambino, ero stato vittima di bullismo e discriminazioni e avevo iniziato a invidiare coloro che avevano potere e prestigio. Inoltre, certe leggi sataniche di sopravvivenza come “le persone lottano per salire, ma l’acqua scorre verso il basso”, “io sono il mio signore in cielo e in terra”, “elevarsi sopra gli altri” e “bisogna portare grande rispetto ai propri antenati” erano state saldamente impiantate nel mio cuore fin da piccolo e avevano dominato la mia vita. Sia nel mondo che nella Chiesa, facevo del mio meglio per ricercare il prestigio e la reputazione; cercavo di collocarmi più in alto degli altri, di esserne il capo. Avvelenato da queste cose, diventai sempre più arrogante, fino alla vanagloria e a dover dire sempre l’ultima parola. Ero arrogante al punto da credere di essere stato inviato da Dio, e pensavo che avrei regnato come un sovrano insieme a Lui. A causa di questi veleni, avevo una stima esagerata di me stesso; mi consideravo veramente grande. Sbattevo sempre in faccia ai miei fratelli e alle mie sorelle le mie qualifiche di credente di lungo corso, e paragonavo i miei punti forti con le debolezze delle persone. Sminuivo gli altri e li guardavo dall’alto in basso. Non riuscivo a trattarli obiettivamente e non avevo nessuna comprensione dell’essenza e della verità della corruzione di Satana in me. Il veleno di Satana mi aveva reso così arrogante che avevo perso la ragione umana. Proprio come Satana, volevo impadronirmi del potere in ogni cosa. Desideravo una posizione elevata per dominare sul genere umano. Questi veleni di Satana mi danneggiarono in modo così terribile e profondo che ciò che realizzavo era proprio l’immagine di Satana, il diavolo! Pregai Dio, dicendo: “Oh Dio, non sono più disposto a vivere sulla base di queste cose. Ho sofferto in modo terribile per averle, ho vissuto in una bruttezza insopportabile e Ti ho disgustato. Pur di ottenerle sono diventato un Tuo implacabile nemico, e un demone che si oppone a Te. Sto vivendo come un nemico. Oh Dio, sono pronto a fare tutto il possibile per perseguire la verità, per diventare una persona decente, dotata veramente di coscienza e di ragione, per vivere come una vera persona, per confortare il Tuo cuore. Oh Dio, Ti supplico di non negarmi il Tuo giudizio e il Tuo castigo, Ti imploro affinché la Tua opera mi purifichi. Pur di cambiare e diventare una vera persona ed essere presto Tuo, sono pronto ad accettare da Te un giudizio e una maledizione ancora più severi e il castigo della Tua disciplina”.

Un giorno lessi le seguenti parole di Dio: “Dio non ha elementi di superiorità morale e di egocentrismo, o di presunzione e arroganza; non ha alcun elemento di disonestà. Tutto ciò che disobbedisce a Dio viene da Satana; Satana è la fonte di ogni bruttezza e malvagità. La ragione per cui l’uomo ha qualità simili a quelle di Satana è perché l’uomo è stato corrotto e influenzato da Satana. Cristo non è stato corrotto da Satana, quindi Egli ha solo le caratteristiche di Dio e nessuna di quelle di Satana” (“L’essenza di Cristo è di obbedire alla volontà del Padre celeste” in La Parola appare nella carne). Ancora una volta il mio cuore si commosse. Dio è assai maestoso e grande e al contempo assai umile e nascosto. Non Si mette mai in mostra e, nella Sua opera presso l’umanità, non assume mai una posizione elevata e potente. Egli compie tutta l’opera necessaria all’uomo tranquillamente, sopportando enormi umiliazioni e sofferenze senza considerarle avversità. Soffre e si rammarica invece del fatto che l’umanità vive sotto il dominio di Satana ed è schiava della sua filosofia. Dio prodiga tutti gli sforzi possibili solo per salvare l’umanità dall’influsso di Satana, in modo che le persone possano ottenere la vita, vivere liberamente e senza costrizioni, e possano accettare le Sue benedizioni. Dio è veramente grande, davvero santo, e nella Sua vita non ci sono elementi di arroganza e presunzione, perché Cristo Stesso è la verità, la via e la vita. Egli è supremo oltre che umile e meraviglioso. Vedendo ciò che Cristo ha ed è, sentii ancora di più di essere arrogante e spudorato, e volli seguire l’esempio di Cristo, cercare di vivere come una persona appropriata per compiacere Dio. In seguito, il mio scopo fu seguire l’esempio di Cristo e vivere come una persona vera.

Successivamente ci furono momenti in cui leggevo brani delle parole di Dio e non ero in grado di comprenderli. Non capivo cosa significassero, ma, per salvare la reputazione, non ero disposto a farmi da parte e ricercare la condivisione con i fratelli e le sorelle. Temevo che mi avrebbero disprezzato perché ero abituato a risolvere i problemi altrui e non avrei mai parlato dei miei per cercare aiuto. In seguito, mi resi conto che la mia riluttanza ad aprirmi alla condivisione derivava ancora dal dominio della mia natura arrogante e dal non volere essere disprezzato dagli altri. Mi ribellai contro la carne e mi misi in cerca della condivisione con i miei fratelli e le mie sorelle. Non avrei mai immaginato che non solo non mi disprezzavano, ma con pazienza condividevano la volontà di Dio con me; così la mia difficoltà si risolse molto rapidamente. In un’altra occasione, c’era un fratello doveva consegnarmi una lettera che riguardava l’opera della Chiesa. A causa della mia arroganza e del fatto che avevo completato l’incarico sulla base delle mie idee, la lettera non fu consegnata in tempo. Quando capì che l’opera avrebbe subito ritardi, il fratello fu molto preoccupato. Mi affrontò e mi smascherò. Al momento mi sentii a disagio e imbarazzato, ma sapevo anche che era Dio che mi trattava e sfrondava alcuni miei aspetti. Dio stava verificando se ero obbediente o meno, e se fossi in grado di mettere in pratica la verità oppure no. Pregai: “Oh Dio, oggi sono stato trattato da mio fratello, mi sono sentito a disagio. Mi sarei voluto opporre perché in passato sono sempre stato io quello nella posizione più elevata ed ero io che rimproveravo gli altri, e non mi ero mai sottomesso alla verità. Ho sempre vissuto a immagine di Satana. Adesso ho sperimentato davvero l’opera di Dio e comprendo che la persona capace di accettare di essere trattata e potata è la più ragionevole. È una persona obbediente a Dio e timorosa di Dio. Solo chi è così possiede la massima integrità e una condotta umana. Ora sono disposto a rinunciare alla mia carne con un cuore che ama Dio. Per Te sono disposto a muovere il mio cuore, a perfezionare la mia determinazione”. Dopo questa preghiera, sentii dentro il cuore una grande pace e serenità. Vidi che ciò che Dio aveva fatto era grande, e che, tramite le persone, gli eventi e le cose, mi aiutava a riconoscermi, in modo che potessi cambiare il prima possibile. Da quel momento in poi fui pronto a cercare maggiormente Dio, a basarmi su di Lui per fare il mio dovere il meglio possibile. Dopo quell’episodio, il mio fratello temette che non fossi disposto ad accettare tutto questo, e così parlammo della volontà di Dio. Gli dissi quello che avevo capito delle mie esperienze. Ci ridemmo su insieme, e con il cuore resi grazie a Dio per la salvezza, per il fatto che Lui mi stava cambiando. Gloria a Dio!

Così, grazie ai ripetuti giudizi e castighi del Dio Onnipotente, la mia indole arrogante mutò gradualmente. Potei diventare una persona sobria, riuscii ad ascoltare con pazienza e a prestare attenzione ai suggerimenti degli altri. Riuscii a sollecitare le opinioni di fratelli e sorelle su alcuni problemi, e a collaborare armoniosamente con loro. Qualsiasi cosa avvenisse, non ero sempre costretto ad avere l’ultima parola, e non ero più così arrogante e riluttante ad ascoltare gli altri. Finalmente, avevo acquistato un briciolo di umanità. Da allora, sento di essere diventato una persona molto più semplice. Vivo assai tranquillamente e felicemente. Rendo grazie per la salvezza che Dio Onnipotente mi ha donato. Senza la Sua salvezza mi divincolerei ancora nelle tenebre e nel peccato, senza potermi mai sottrarre alla corruzione. Senza la salvezza di Dio, la mia natura sarebbe diventata sempre più arrogante, al punto di pretendere che le persone mi adorassero come un dio, al punto di offendere l’indole di Dio e subire la Sua punizione, senza tuttavia esserne consapevole. Tramite il ripetersi del giudizio e del castigo di Dio, vidi che il Suo amore è davvero reale, e che Egli lo ha sempre usato per influenzarmi, aspettando che mi rimettessi in riga. Per quanto fossi ribelle, per quanto duramente fossi stato trattato, per quante lagnanze e fraintendimenti avessi su Dio, Egli non ci aveva mai fatto caso. Aveva ugualmente disposto indefessamente ogni circostanza in modo da sollecitare il mio cuore, risvegliare la mia anima, liberarmi dalle afflizioni di Satana, farmi vivere nella Sua luce, farmi percorrere il vero cammino della vita umana. Dio ha atteso pazientemente più di vent’anni e ha pagato un prezzo immenso per me: solo allora ha risvegliato la mia anima indurita, intorpidita. Vidi che l’amore di Dio è veramente immenso e infinito! Adesso, il giudizio e il castigo di Dio sono diventati i miei tesori; sono anche una preziosa fonte di ricchezza nelle mie esperienze, e qualcosa che non potrò mai dimenticare. Questa sofferenza ha avuto un valore e un significato che il potere, il prestigio e le ricchezze terreni non potranno mai uguagliare. Sebbene mi senta ancora lontano dall’essere all’altezza delle prescrizioni di Dio, sto perseguendo con fiducia un cambiamento di indole, e sono pronto a sperimentare più profondamente i giudizi e i castighi di Dio. Sono convinto che Egli possa di certo trasformarmi in una vera persona capace di conformarsi alla Sua volontà.