Il bivio

19 Aprile 2022

di Wang Xin, Corea del Sud

Avevo una famiglia felice e mio marito era molto buono con me. Abbiamo aperto un ristorante a conduzione famigliare che andava abbastanza bene. Tutti i nostri amici e parenti ci ammiravano. Eppure, senza capirne il perché, mi sentivo sempre così vuota dentro. Ogni giorno sembrava esattamente uguale al precedente, come se la vita non avesse senso, ma non avevo idea di quale fosse il modo giusto di vivere. Poi, alla fine del 2010, ho avuto un travaglio difficile, sfociato in un’emorragia. I medici dicevano che ero in condizioni critiche. Mia madre, terrorizzata, mi ha sussurrato all’orecchio: “Tesoro, prega Dio Onnipotente!” Mi ci sono aggrappata come a un’ancora di salvezza e, nel mio cuore, ho invocato Dio Onnipotente affinché mi salvasse. In poco tempo, l’emorragia si è fermata. Sapevo che Dio mi aveva dato una seconda possibilità di vita e L’ho ringraziato dal profondo del cuore. Da allora, ho iniziato a leggere le parole di Dio ogni giorno e mi riunivo e condividevo puntualmente con i fratelli e le sorelle. Col tempo, ho imparato che Dio ha creato l’uomo e tutto ciò che l’uomo possiede viene da Dio. Dobbiamo avere fede, adorarLo e fare il dovere di un essere creato per trovare un senso nella vita. Mi sono assunta il compito di diffondere il Vangelo e ogni giorno mi sentivo davvero appagata. La mia famiglia non aveva accettato Dio Onnipotente, ma non si opponeva alla mia fede.

Alla fine del 2012. Il Partito Comunista iniziava a mettere in atto una folle soppressione e ad arrestare i membri della Chiesa di Dio Onnipotente, fabbricando ogni sorta di calunnia ai danni della Chiesa. Molte stazioni radio e televisive diffondevano quelle bugie. A partire da allora, mio marito metteva il muso lungo e teneva il broncio ogni volta che tornavo da una riunione. Un giorno, verso l’ora di pranzo, dopo un incontro, sono andata al ristorante e ho notato quell’espressione imbronciata sul suo volto. Non appena mi ha vista, mi ha afferrata e trascinata davanti alla TV. Ha detto: “Guarda questo Dio in cui credi!” Stavano trasmettendo ogni sorta di calunnie e pettegolezzi inventati dal Partito Comunista sulla Chiesa di Dio Onnipotente: erano assolutamente infondati e capovolgevano la verità. Colma di rabbia, mi sono voltata e ho risposto: “Quelle notizie sono piene di falsità. Sono solo voci inventate dal partito. Loro odiano Dio e combattono contro di Lui più di ogni altra cosa; da quando sono al potere, perseguitano brutalmente ogni credo religioso. Come si fa a prendere per vero a tutto ciò che dicono contro la Chiesa? Siamo in affari da molti anni e ne abbiamo viste tante, quindi sai benissimo com’è questo governo, com’è questo Partito. Il PCC ha inventato ogni genere di casi falsi e ingiusti, ha falsificato i resoconti. Senza contare la Rivoluzione Culturale, pensiamo soltanto agli anni più recenti: c’è stato l’incidente di Piazza Tiananmen, la brutale repressione delle proteste tibetane, ecc. Fanno sempre così: prima iniziano inventando bugie, distorcendo la verità per mettere in cattiva luce un gruppo e suscitare indignazione, e poi arriva una violenta repressione. La stessa cosa è successa con la Chiesa di Dio Onnipotente. Questa è la solita tattica del Partito per sradicare il dissenso. Inoltre, i fratelli e le sorelle hanno tenuto riunioni nella nostra casa mentre tu eri presente. Sai che ci riuniamo e leggiamo le parole di Dio, condividiamo sulla verità e cantiamo inni. Corrisponde forse a quello che dice il Partito?” Erano troppo presi dalle menzogne del PCC, perciò non ascoltavano minimamente le mie parole. Continuavano a rimproverarmi, insistendo che avrei dovuto pensare a fare una bella vita invece di insistere nel credere e poi, se il governo dice che non puoi avere fede, allora lascia perdere. Mio marito ha minacciato di distruggere il mio scooter elettrico se avessi continuato con quelle riunioni, così non avrei saputo come andarci. Voleva anche tenermi rinchiusa in casa.

All’inizio non mi dava troppo fastidio. Ho pensato che per il momento si erano solo fatti prendere da quelle bugie ed erano arrabbiati perché si preoccupavano per me, che tutto si sarebbe risolto in pochi giorni. Ma le cose non erano così semplici. C’erano sempre più falsità trasmesse in TV e su internet che attaccavano e diffamavano la Chiesa di Dio Onnipotente, e c’erano molte notizie di credenti che venivano arrestati. A quel punto, la mia famiglia ha dato un’ulteriore stretta. Nel tentativo di farmi rinunciare alla fede, mio marito ha strappato il mio libro delle parole di Dio, e ha rotto il lettore MP3 che usavo per ascoltare gli inni. Ha anche riportato tutte le bugie del PCC ai nostri vicini così non potevo condividere il Vangelo con loro. Anche loro hanno creduto a quelle dicerie e mi trattavano come una lebbrosa. Il comportamento di mio marito era davvero scioccante per me. Era sempre stato così gentile nei miei confronti: come aveva fatto a cambiare tanto, in maniera così drastica? Dopo anni di matrimonio, come poteva essere così privo di comprensione e rispetto? Il tempo passava e lui mi stava costantemente addosso, addirittura incolpava la mia fede per ogni piccola cosa che andava male a casa. Quando gli affari non andavano bene, dava la colpa alla mia fede e non mi faceva entrare nel ristorante, perché avrei portato sfortuna. I suoi genitori avevano sempre il muso lungo, mi rimproveravano e sfogavano la rabbia sbattendo le cose. Mi impedivano di uscire e, appena mettevo un piede fuori, mi chiamavano, esigendo di sapere dove fossi e con chi. In quel periodo, mi tenevano sotto sorveglianza. Non potevo leggere le parole di Dio o contattare i fratelli. Non avevo alcuna libertà personale. La situazione era davvero pesante per me: mi chiedevo quando sarebbe finita e perché avere fede fosse così difficile, perché dovessi lottare tanto. A volte pensavo che avrei potuto semplicemente smettere di andare alle riunioni e di svolgere il mio dovere, solo per un po’, ma sentivo che non sarebbe stato in linea con la volontà di Dio. Nel dolore, ho subito pregato e ho chiesto a Dio di guidarmi. Mi è venuto in mente un passo delle Sue parole: “Oggi, la maggior parte della gente non ha quella consapevolezza. Crede che la sofferenza sia priva di valore, viene rifiutata dal mondo, la sua vita familiare è instabile, non è amata da Dio e le sue prospettive sono fosche. La sofferenza di alcune persone raggiunge un livello estremo e i loro pensieri si rivolgono alla morte. Questo non è vero amore per Dio; questa gente è vigliacca, non ha la perseveranza, è debole e incapace! […] Negli ultimi giorni dovete rendere testimonianza a Dio. Per quanto sia grande la vostra sofferenza, dovreste camminare fino alla fine, e anche al vostro ultimo respiro, dovete ancora essere fedeli a Dio e alla Sua mercé; solo questo è vero amore per Lui e una testimonianza forte e clamorosa” (“Solamente affrontando prove dolorose puoi conoscere l’amabilità di Dio” in “La Parola appare nella carne”). Riflettere su queste parole mi ha davvero commossa. Ho capito che la volontà di Dio non era quella di farmi soffrire, ma di perfezionare la mia fede attraverso oppressione e avversità, così avrei avuto la possibilità di testimoniare per Lui. Non potevo cedere a Satana solo perché avevo paura di soffrire. Dovevo avere fede in Dio e rimanere su quel cammino, per quanto fosse difficile, offrendo una testimonianza forte e risonante.

Quel giorno, tornata a casa da una riunione, mi ha davvero fatta a pezzi. Urlava: “Cosa stai facendo, predichi agli ospiti del ristorante? Tutti parlano del fatto che sei una credente. Come hai potuto umiliarmi in questo modo? Hai visto cosa dicono in TV. Se continui così, ti arresteranno!” Notavo che si stava agitando sempre di più, perciò non ho risposto e sono entrata nella mia stanza. Quello che ho trovato lì mi ha sbalordita. Aveva stracciato il mio libro delle parole di Dio e il pavimento era coperto di carta. Mio suocero è arrivato proprio in quel momento, e ha subito detto: “Volevamo che nostro figlio si sposasse e avesse una bella vita. Se vieni arrestata per via della tua fede, questa famiglia sarà rovinata. O ci rinunci, o divorzi subito!” Poi ha cominciato a dire cose blasfeme. Vedendo il suo volto contorto dalla rabbia, non sono riuscita a trattenermi e l’ho interrotto: “Papà! Da quando sono entrata a far parte della vostra famiglia non ho fatto altro che trattarti con rispetto. Non mi sono mai arrabbiata né ho mai litigato con te. Se ho mancato al mio dovere verso questa famiglia, hai il diritto di rimproverarmi, ma non c’è niente di sbagliato nella mia fede e tu non dovresti ostacolarmi, né bestemmiare Dio”. Non mi ha lasciata nemmeno finire. Si è infuriato e mi ha gridato: “Sto solo esprimendo la mia opinione sul tuo Dio, cosa c’è di sbagliato? Adesso ci penso io a te”. Ha cominciato a tirarmi per i vestiti, cercando di trascinarmi alla stazione di polizia, ma io mi sono liberata. Vedendo che ero determinata e non avevo intenzione di cedere, se ne è andato furibondo. Subito dopo ho sentito un tonfo: proprio mentre mi stavo girando, ho visto mio marito venire verso di me e colpirmi sul volto. Sono volata a terra. Vedevo le stelle, mi fischiavano le orecchie e la faccia mi bruciava dal dolore. La mia mente era completamente vuota. Ero sconvolta da quello che aveva fatto. Stavamo insieme da quasi dieci anni e non avevamo mai litigato; quel giorno, però, mi ha colpita a causa della mia fede. Lo guardavo e mi sembrava un estraneo. Come se avesse perso la testa, mi ha sollevata con forza dal pavimento e spinta contro il muro, minacciandomi inferocito: “Ti dico che oggi sistemiamo la questione. O rinunci alla tua fede, o divorziamo immediatamente. Dimmi: scegli il tuo Dio, o me? Vuoi la tua fede o questa famiglia?” Mentre parlava, mi sbatteva contro il muro, come impazzito. Vedevo quella faccia che conoscevo tanto bene diventare così demoniaca. Ho risposto, con calma: “Scelgo la mia fede”. Infuriato, mi ha trascinata sul letto e mi ha stretto le mani intorno al collo. Mi toglieva il respiro e volevo scappare, ma lui era troppo forte. Non c’era modo di reagire. Mentre lottavo per cercare di respirare, ero terrorizzata e ho pensato: “Probabilmente è così che morirò oggi”. Proprio allora, mio figlio si è svegliato improvvisamente. Aveva solo tre anni e voleva la mamma, quindi ha iniziato a chiamarmi. Vedendo mio marito che mi stava strozzando, ha iniziato a colpirlo e a spingerlo, e poi ha cercato disperatamente di infilarsi tra le mie braccia. A quel punto, mio marito ha lasciato la presa e ha detto, con ferocia: “Se non fosse stato per nostro figlio, oggi saresti morta per mano mia”.

Rimasta sola, ho ripensato a quello che era appena successo. Qualcosa di agghiacciante. La mia fede intralciava i suoi interessi personali, perciò era addirittura pronto a uccidermi con le sue stesse mani. Non è demoniaco? Più mi colpiva, più vedevo che tipo di persona era e più volevo seguire Dio fino alla fine. Mia suocera è venuta a trovarmi il giorno dopo. Appena entrata, mi ha detto: “Potresti smettere di credere in Dio? So che avere fede è una buona cosa, ma significa che il Partito ti arresterà e ti farà cose terribili. Che ne dici?” Ho risposto: “Mamma, tu sai quanto è stato difficile il mio parto, anche i medici erano preoccupati. È stato Dio Onnipotente a salvare sia me che mio figlio. Perché pensi che manterrò la mia fede anche se dovessi venire arrestata? Perché Dio Onnipotente è l’unico vero Dio che ha creato tutte le cose, ed è il Salvatore che è tornato per salvare l’umanità. I disastri stanno diventando sempre più grandi e solo Dio può salvarci. Io sto camminando con Lui: se sarò arrestata e soffrirò, sarà temporaneo. Sarebbe meglio che andare all’inferno con Satana”. Ha risposto: “Capisco quello che dici ma, come donna, devi prenderti cura di tuo figlio e tenere conto di tuo marito. Quel bambino è così piccolo. Riusciresti davvero ad abbandonarlo in questo modo?” Le sue parole mi hanno fatto venire una gran voglia di piangere, ma non ho versato lacrime. Ho pensato: “Sono io che lo abbandono? È il PCC che arresta e perseguita i credenti. È tuo figlio che crede alle bugie del Partito e insiste per il divorzio; ha distrutto questa famiglia. Come puoi dire che sia colpa della mia fede?” La guardavo: aveva la testa piena di capelli bianchi e uno sguardo sofferente sul viso; pensavo a mio figlio, portato via dalla madre in così giovane età; mi sentivo sempre più infelice. Ho cominciato a indebolirmi un po’. Ho invocato Dio nel silenzio del mio cuore, chiedendoGli di guidarmi. Mi è venuto in mente un passo delle Sue parole: “In ogni fase dell’opera che Dio compie negli uomini, da fuori sembra che ciò che accade sia dovuto a un’interazione tra individui, originata da interventi o da rapporti umani. Ma dietro ciò che appare, dietro ogni fase dell’opera e dietro ogni cosa che accade vi è una scommessa che Satana fa con Dio e che richiede che le persone rimangano salde nella loro testimonianza di fede a Dio. Pensate a quando Giobbe fu messo alla prova, per esempio: dietro le quinte, Satana stava facendo una scommessa con Dio e ciò che accadde a Giobbe fu dovuto all’intervento e alle azioni degli uomini. Dietro ogni fase dell’opera che Dio compie in voi, vi è la scommessa di Satana con Dio; dietro ogni cosa vi è una battaglia. […] Quando Dio e Satana combattono nel regno dello spirito, in che modo dovresti soddisfare Dio e in che modo dovresti restare saldo nella tua testimonianza di fede verso di Lui? Devi sapere che tutto ciò che ti accade è una grande prova ed è quello il momento in cui Dio ha bisogno che tu dia testimonianza” (“Solo amare Dio vuol dire credere veramente in Dio” in “La Parola appare nella carne”). Ho pensato alle parole di Dio e ho compreso: le persone che mi ostruivano il cammino erano solo una facciata, dietro tutti loro c’erano i trucchi di Satana. Satana stava usando la mia famiglia per ostacolarmi, per disturbarmi, usando i miei sentimenti per mio figlio e i membri della famiglia per minacciarmi, cercando di farmi tradire Dio e perdere la mia possibilità di salvezza. Sapevo che non potevo cadere nelle trappole di Satana; dovevo avere fede in Dio, portare testimonianza e umiliare Satana. E così, ho detto a mia suocera: “L’uomo è stato creato da Dio, quindi dovremmo avere fede e adorarLo. Ed è Lui che mi ha donato la vita: qualunque cosa accada, Lo seguirò fino alla fine. Non cercare di convincermi del contrario: sono energie sprecate”. Ha scosso la testa, poi si è voltata e se ne è andata.

Quella sera mio marito ha scoperto che leggevo ancora le parole di Dio e si è arrabbiato molto. Ha urlato: “Hai ancora il coraggio di farlo? Non sai che finirai in prigione? Non ti importa se vivi o muori? Se non ti interessa, va bene, ma lascia me e il nostro bambino fuori da tutto questo. Se avessi saputo che saresti diventata una credente, non ti avrei mai sposata!” A quel punto, mi ha spinta fuori dalla porta di casa e ha detto, pieno di odio: “Se continui con questa storia di Dio, non sei più la benvenuta in casa mia!” Poi ha sbattuto la porta e l’ha chiusa a chiave. Vedendo mio marito comportarsi in modo così crudele e sentendo mio figlio che mi chiamava, sconvolto, il mio cuore stava per spezzarsi. Era tardi, erano passate le 2 di notte, e non avevo soldi con me. Mi chiedevo: “Rivedrò mai la mia casa e mio figlio?” Non sapevo cosa fare, e mi sentivo così disperata mentre ci pensavo. Mi sono ricordata di avere il telefono con me e ho chiamato mia madre. Nel momento in cui ho sentito il suono della sua voce, le lacrime mi sono scese indisturbate sul viso, e il dolore e le rimostranze tanto a lungo soffocate sono venute a galla. Cercando di non farmi sentire che stava piangendo, ha detto: “Tesoro, calmati. Non ti abbandonerà a questo punto del cammino. Credi in Lui e basta, affidati a Lui”. Mentre mia madre mi confortava e incoraggiava, dicendomi di credere in Dio e fidarmi di Lui, ho sentito la mia fede ritornare. Il giorno dopo, infreddolita e affamata, vagavo senza meta per le strade quando ho incontrato per caso una sorella. Mi ha portata a casa sua e mi ha letto alcuni passi dalle parole di Dio per aiutarmi a capire quello che stavo vivendo. Dio Onnipotente dice: “In una società di tenebra come questa, dove i demoni sono spietati e disumani, come potrebbe il re dei demoni, che uccide gli uomini senza battere ciglio, tollerare l’esistenza di un Dio che è amabile, gentile e anche santo? Come potrebbe applaudire e festeggiare l’avvento di Dio? Sono dei leccapiedi! Ripagano la gentilezza con l’odio, da lungo tempo disdegnano Dio, Lo offendono, sono feroci oltre ogni limite, non hanno il minimo riguardo per Dio, devastano e saccheggiano, hanno perso del tutto la coscienza, contrastano ogni forma di coscienza e con la tentazione inducono gli innocenti all’insensatezza. Antenati dei tempi antichi? Amati condottieri? Si oppongono tutti a Dio! La loro intromissione ha lasciato tutto ciò che è sotto il cielo in uno stato di tenebra e caos! Libertà religiosa? I diritti e interessi legittimi dei cittadini? Sono tutti trucchi per coprire il peccato! […] Perché frapporre un insuperabile ostacolo come questo all’opera di Dio? Perché mettere in atto trucchi vari per ingannare il popolo di Dio? Dove sono l’autentica libertà e i legittimi diritti e interessi? Dov’è l’equità? Dov’è la comodità? Dov’è il calore? Perché usare macchinazioni ingannevoli per imbrogliare il popolo di Dio? Perché usare la forza per sopprimere la venuta di Dio? Perché non permettere a Dio di muoverSi liberamente per la terra che Egli ha creato? Perché dare la caccia a Dio finché non abbia dove andare a posare il capo?” (“Lavoro e ingresso (8)” in “La Parola appare nella carne”). “Dio risveglierà queste genti oppresse da gravose sofferenze, per ravvivarle finché non saranno del tutto deste e condurle fuori dalla nebbia affinché rinneghino il gran dragone rosso. Si risveglieranno dal loro sogno, riconosceranno la sostanza del gran dragone rosso, saranno in grado di donare tutto il cuore a Dio, si rialzeranno dall’oppressione delle forze oscure, si leveranno in piedi nell’Est del mondo e diverranno prova tangibile della vittoria di Dio. Soltanto in questo modo Dio otterrà la gloria” (“Lavoro e ingresso (6)” in “La Parola appare nella carne”). Le parole di Dio mi hanno aiutata a comprendere che Egli si è fatto carne ed è venuto sulla terra negli ultimi giorni, operando ed esprimendo la verità per purificare e salvare l’uomo. Il PCC teme che tutti accetteranno la verità e seguiranno Dio, e poi saranno salvati da Lui, finalmente liberi dal Partito, che li controlla e li danneggia. Ecco perché sopprime e arresta follemente i credenti, e crea ogni sorta di bugie per condannare e calunniare la Chiesa di Dio Onnipotente, ingannando e incitando la gente, inducendola a negare Dio e a resisterGli, insieme a loro. È odioso! La mia famiglia mi trattava così solo perché era stata ingannata dal Partito Comunista, che usa quelle falsità per gettare fumo negli occhi della gente, in modo che tutti combattano al suo fianco contro Dio e poi vengano puniti con l’inferno. Questo era lo stratagemma di Satana. A quel punto mi era chiarissimo: il Partito Comunista è solo un branco di demoni che combatte Dio, danneggia le persone e le inghiotte intere. Sapevo che non potevo cadere nei suoi trucchi. Non importava cosa mi facesse la mia famiglia: non avrei mai potuto tradire Dio. Dovevo continuare a seguirlo e a fare il mio dovere.

Ha telefonato ad alcuni parenti e amici della mia città natale, e poi loro hanno chiamato me e si sono passati il telefono, torchiandomi a turno. Mio fratello ha detto: “Sei così giovane, puoi fare qualsiasi cosa a questa età. Devi per forza credere in Dio? Sei una casalinga, quindi la tua responsabilità è avere figli e prenderti cura della famiglia. Vale la pena di credere in Dio? Lo sai che il Partito ti arresta e ti mette in prigione. Siamo persone comuni: come possiamo combatterlo?” Mia zia ha preso il telefono e ha detto: “Hai perso la testa? Una casa perfetta non dovrebbe essere distrutta dalla tua fede. Non ti importa della famiglia? Sei incredibilmente testarda!” Un’altra zia mi ha urlato: “Non sei sposata da molto tempo e tuo figlio è ancora così piccolo. Se finisci in prigione, cosa gli succederà? Segui il mio consiglio: è per il tuo bene”. Poi mio fratello maggiore ha afferrato la cornetta e ha aggiunto: “Se insisti su questa strada, divorzierà da te, e non pensare nemmeno di tornare a casa. Taglieremo i ponti con te!” Anche mia nonna, che aveva 80 anni, ha preso il telefono. Piangeva: “Non puoi farlo. E se ti arrestano? Ascoltami. Vogliamo il meglio per te”. Dopo aver riattaccato, mi sentivo davvero male. C’erano tante cose che avrei voluto dire loro. Sostenevano che era per il mio bene, ma era davvero così? Sarei morta molto tempo prima se Dio Onnipotente non mi avesse salvata: oggi sarei ancora qui? Chi è che stava davvero distruggendo quella casa perfetta? Chi stava facendo a pezzi la famiglia? Il Partito Comunista, di certo non io. Il PCC arresta e perseguita i credenti però, invece di odiare il Partito, si schieravano dalla sua parte, opprimendomi e cercando di portarmi a tradire Dio, minacciando persino di tagliare ogni legame e disconoscermi. Come è possibile che non distinguessero il bene dal male? Volevano davvero il meglio per me? Che razza di famiglia era? La mia vita è stata donata da Dio: cosa c’era di male se facevo il mio dovere per ripagare il Suo amore? Era così sbagliato avere fede e prendere la strada giusta nella vita? Per alcuni giorni, mi hanno chiamata e tormentata senza sosta. Ero davvero in agonia, quindi pregavo urgentemente Dio e Gli chiedevo di vegliare sul mio cuore. Alla fine, ho continuato ad andare alle riunioni e a fare il mio dovere.

Mio marito mi ha portato un accordo di divorzio che lui stesso aveva redatto, dicendomi: “Se mantieni la tua fede, divorziamo. Una volta separati, non ti sarà permesso di vedere nostro figlio. Se sei disposta a smettere di credere in Dio Onnipotente, mi comporterò come se non fosse mai successo nulla”. Ho preso quelle carte e ho dato loro un’occhiata. Avrei perso tutto: i nostri beni, l’attività di famiglia, le proprietà, e la custodia di nostro figlio. Me ne sarei andata a mani vuote. Però, se non avessi accettato il divorzio, avrebbe consegnato me e mia madre alla polizia, denunciandoci come credenti in Dio Onnipotente. Era chiaro che lo aveva pianificato molto tempo prima, trasferendo segretamente tutto ciò che possedevamo, in modo che, al momento del divorzio, non avremmo avuto alcun bene in comune. Guardavo quei fogli tra le mie mani e sono di nuovo sprofondata in una crisi. Se avessi firmato, significava che avrei lasciato la mia casa e non avrei più potuto vedere mio figlio. Era così piccolo… non sopportavo di separarmi da lui. Ero in piena agonia. Invocavo disperatamente Dio, chiedendoGli di guidarmi a essere forte. Poi, ho pensato a questo passo tratto dalle Sue parole: “Mentre subiscono le prove è normale che gli uomini siano deboli o abbiano in sé della negatività, o manchino di chiarezza riguardo alla volontà di Dio o la loro via della pratica. Ma tu comunque devi avere fede nell’opera di Dio e non rinnegarLo, proprio come Giobbe. […] Nella tua esperienza, indipendentemente da quale raffinamento tu subisca attraverso le parole di Dio, ciò che Dio vuole dall’umanità, in sintesi, è la fede e l’amore dell’umanità per Lui. Ciò che Egli perfeziona operando in questo modo è la fede, l’amore e le aspirazioni degli uomini” (“Coloro che devono essere resi perfetti devono essere sottoposti a raffinamento” in “La Parola appare nella carne”). “Devi patire privazioni per la verità, dare te stesso alla verità, sopportare umiliazioni per la verità e, per ottenerne di più, devi subire ulteriori sofferenze. Questo è ciò che dovresti fare. Non devi gettare via la verità per una vita pacifica in famiglia, e non devi perdere la dignità e l’integrità della tua vita per un momentaneo godimento. Dovresti perseguire tutto ciò che è bello e buono, e cercare un cammino di vita che sia più significativo” (“Le esperienze di Pietro: la sua conoscenza del castigo e del giudizio” in “La Parola appare nella carne”). Queste parole di Dio mi hanno confortata e incoraggiata, e mi hanno fornito un percorso di pratica. Ho compreso che mio marito mi stava minacciando di divorziare perché Dio lo stava permettendo. Ho ripensato a quando Giobbe fu messo alla prova. Ogni cosa che possedeva gli era stata tolta e tutti i suoi figli erano morti da un giorno all’altro. Era seduto su un mucchio di cenere, coperto di pustole. Persino sua moglie lo rifiutò e i suoi amici lo derisero e lo giudicarono. Pur di fronte a tanta sofferenza, egli lodava ancora Dio, dicendo: “Jahvè ha dato, Jahvè ha tolto; sia benedetto il nome di Jahvè” (Giobbe 1:21). Solo questa è la vera fede. Quanto a me, avevo giurato solennemente, risoluta avevo detto a Dio che non importava cosa sarebbe successo, Lo avrei seguito fino alla fine. Ma, di fronte a quella minaccia di divorzio, ero incatenata alla negatività e alla debolezza. Quella non era vera fede in Dio. Da quando aveva ascoltato le bugie del Partito, mio marito non solo aveva stracciato il mio libro con le parole di Dio, ma era stato violento con me e mi aveva quasi uccisa. Per paura di rimanere invischiato a causa della mia fede, ora non solo voleva divorziare, ma mi lasciava senza un soldo, distante da mio figlio. Mi avrebbe denunciata se non avessi accettato. Che razza di marito era quello? Non era più simile a un demone? Mi sono ricordata di queste parole di Dio: “I credenti e i non credenti non sono compatibili; anzi, sono opposti gli uni agli altri” (“Dio e l’uomo entreranno nel riposo insieme” in “La Parola appare nella carne”). Ho compreso che mio marito mi minacciava di divorziare perché aveva dato ascolto al PCC e odiava Dio. Quindi, anche se eravamo sposati, lui seguiva il Partito, su un sentiero di opposizione a Dio, dritto verso l’inferno. Io, invece, ero su un altro sentiero, quello di chi segue Dio per ottenere la verità e la vita eterna. Credenti e non credenti percorrono strade diverse. Sapevo che non potevo lasciarmi ancora vincolare da lui. Più mi opprimeva, più ero determinata a seguire Dio, portare testimonianza per Lui e svergognare Satana. Perciò, gli ho risposto: “Accetto il divorzio”.

Fino al giorno in cui siamo andati all’Ufficio Affari Civili per finalizzare il divorzio, era inevitabile che sentissi un po’ d’ansia: sarei rimasta senza niente. Come avrei fatto a tirare avanti? Pensavo che, negli anni, avevo faticato tanto per il bene della nostra casa e della nostra attività, e ora non mi sarei ritrovata nulla; era davvero difficile da accettare. Poi mi sono venute in mente le parole di Dio: “Saprai mai rinunciare a considerare, programmare o preparare il tuo cammino futuro di sopravvivenza per amor Mio?” (“Un problema gravissimo: il tradimento (2)” in “La Parola appare nella carne”). A questa domanda di Dio, ho provato vergogna. Tutti dicono che la sincerità emerge dalle avversità. Io, di fronte alle difficoltà, ho pensato solo ai miei interessi personali. Era questa la vera fede in Dio? Ero completamente nelle Sue mani, determinata a donarmi totalmente a Lui e a smettere di preoccuparmi di trovare una via d’uscita. Ero pronta a sottomettermi alle Sue disposizioni. Dopo aver firmato tutte le carte, ho chiesto a mio marito: “Perché hai voluto divorziare?” Suo cugino gli aveva riferito di alcuni documenti riservati emessi dal governo per indicare i credenti in Dio Onnipotente come criminali ad alta priorità: qualsiasi membro del Partito che avesse un credente in famiglia sarebbe stato immediatamente cacciato; tutti i dipendenti pubblici sarebbero stati licenziati, ai figli sarebbe stato negato l’accesso all’università, le pensioni dei loro genitori sarebbero state cancellate, e i beni familiari confiscati. Una volta, la famiglia di un criminale rimaneva implicata per nove generazioni; ora, tutti i parenti di un credente in Dio Onnipotente sarebbero stati coinvolti. Ecco perché doveva allontanarmi, per proteggere tutti gli altri. Altrimenti, il fratello maggiore sarebbe stato cacciato dal Partito. Le sue parole mi hanno fatta infuriare. Dio è venuto a salvare l’umanità, che è una cosa così meravigliosa e una benedizione per tutti. Ma il PCC sta combattendo follemente contro Dio e Lo odia. Sta usando ogni mezzo spregevole per interrompere e distruggere l’opera di Dio, e non si fermerà davanti a nulla. È un branco di demoni assassini a sangue freddo! Ho visto il vero volto del gran dragone rosso. Ora non mi ingannava più. Ho deciso di svolgere bene il mio dovere per ripagare l’amore di Dio e svergognare Satana. Dopo di ciò, ho lasciato la mia casa e continuato nel mio compito di diffondere il Vangelo. Sia lodato Dio!

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Ti rendo grazia, Dio! Il tuo giudizio e castigo mi hanno risvegliata in tempo per farmi vedere che il mio comportamento era esattamente la stesso di quello del gran dragone rosso e che sono davvero una figlia del gran dragone rosso di nome e di fatto. Ciò mi ha indotta a disprezzare la natura di Satana che è in me. Da questo momento in poi mi allontanerò dalla natura di Satana che è in me. Non mi batterò più per me stessa. Spero di lavorare meglio con questa sorella, per adempiere ai nostri doveri e soddisfare Dio. Sarò più disposta a cercare la verità e ad espellere il veleno del gran dragone rosso, vivendo così come una persona autentica, per confortare Dio!

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