Trovo la strada per conoscere di Dio

20 Ottobre 2017

di Xiaocao, provincia dello Shanxi

Un giorno vidi il seguente passo delle parole di Dio nell’articolo “Come Pietro arrivò a conoscere Gesù”: “Durante il tempo in cui seguì Gesù, Pietro osservò e prese a cuore ogni aspetto della Sua vita: le Sue azioni, le Sue parole, i Suoi gesti e le Sue espressioni. […] Durante il tempo passato a contatto con Gesù, Pietro si rese anche conto che il Suo carattere era diverso da quello di un uomo comune. Si comportava sempre in modo calmo e mai precipitoso, senza enfatizzare né dare poco peso a nulla, e conduceva la Propria vita in un modo che rivelava un carattere al tempo stesso normale e ammirevole. Nelle conversazioni, Gesù era raffinato e cordiale, aperto e gioioso ma pacato, e non perdeva mai la dignità nello svolgimento della Propria opera. Pietro vide che a volte Gesù era taciturno, altre volte invece parlava ininterrottamente. A volte era così felice da apparire vivace e giocoso come una colomba, e altre volte era così triste da non parlare affatto, mostrandosi carico di dolore come se fosse una madre stanca e affaticata. Alcune volte era pieno di rabbia, come un valoroso soldato pronto a sterminare il nemico, talvolta persino come un leone ruggente. A volte rideva, altre pregava e piangeva. Indipendentemente da come Gesù Si comportasse, Pietro maturò nei Suoi confronti sconfinato amore e rispetto. Le risate di Gesù lo riempivano di gioia, la Sua tristezza lo costernava, la Sua ira lo spaventava, mentre la Sua misericordia, la Sua disposizione al perdono e la severe richieste che Egli faceva alle persone lo portarono ad amare sinceramente Gesù, sviluppando per Lui un’autentica riverenza e un intenso desiderio. Ovviamente, Pietro arrivò solo per gradi a rendersi conto di tutto questo, dopo aver vissuto fianco a fianco con Gesù per alcuni anni” (La Parola appare nella carne). Dopo aver letto questo passo, pensai: “Non c’è da meravigliarsi che Pietro sia riuscito a ottenere la conoscenza di Dio! A quanto pare è stato perché viveva accanto al Signore Gesù giorno e notte, assistendo personalmente a ogni Sua parola e mossa, e da questo scoprì gran parte dell’adorabilità di Dio e così Ne ottenne la conoscenza. Ora è anche l’era in cui Dio Si fa carne per venire personalmente a operare nel mondo dell’uomo. Se anch’io potessi avere la fortuna di riuscire a entrare in contatto con Dio e passare del tempo con Lui come Pietro, non Lo conoscerei meglio a mia volta? Oh! È un peccato che ora possa soltanto leggere la parola di Dio, ma non vedere il volto di Cristo”. Allora come potrei guadagnare la vera conoscenza di Dio?

Proprio in quel momento di delusione, ripensai alle parole di Dio attraverso la Sua illuminazione: “La conoscenza di Dio va ottenuta attraverso la lettura e la comprensione delle Sue parole. Alcuni dicono: ‘Non ho visto il Dio incarnato, dunque come potrei conoscere Dio?’ Di fatto, le parole di Dio sono un’espressione della Sua indole. Da esse si può capire il Suo amore e la salvezza che Egli offre agli uomini, nonché il Suo metodo per salvarli… Ciò avviene perché le parole di Dio sono espresse da Lui Stesso, non scritte dagli esseri umani. Sono state espresse personalmente da Dio; Dio Stesso esprime le Proprie parole e la Propria voce interiore. Perché si dice che siano parole pronunciate con il cuore? Perché arrivano dal profondo, ed esprimono la Sua indole, la Sua volontà, i Suoi pensieri e il Suo amore, la Sua salvezza e le Sue aspettative per l’umanità… Tra le parole pronunciate da Dio ve ne sono di severe, di gentili e premurose, e anche alcune rivelatrici che non sono in linea con i desideri umani. Se ti concentri solo sulle parole rivelatrici, potresti pensare che Dio sia piuttosto inflessibile. Se guardi solamente a quelle gentili, penserai invece che Dio non abbia molta autorità. Quindi non dovresti prenderle fuori dal contesto, ma considerarle da ogni angolazione. A volte Dio parla da una prospettiva gentile e compassionevole, e allora la gente vede il Suo amore per l’umanità; altre volte Egli parla da un punto di vista molto rigoroso, e allora le persone vedono che la Sua indole non tollererà alcuna offesa. L’uomo è deplorevolmente sporco e non è degno di vedere il volto di Dio o di presentarsi dinanzi a Lui. Il fatto che ora alle persone sia concesso di presentarsi dinanzi a Lui è solo grazia di Dio. La saggezza di Dio si può notare dal modo in cui Egli opera e dal significato della Sua opera. Le persone riescono comunque a constatare queste cose nelle Sue parole, persino senza che Lui le contatti direttamente” (“Come conoscere il Dio fattoSi carne” in “Registrazione dei discorsi di Cristo”). Le parole di Dio mi fecero vedere la luce all’improvviso. A quanto pare, esse rappresentano Dio Stesso! Perché sono la vita di Dio Stesso, le espressioni della Sua indole, le rivelazioni di ciò che Egli ha ed è, e rappresentano completamente la Sua essenza di vita. Dio incarnato negli ultimi giorni esprime tutto ciò che è la vita di Dio usando parole e discorsi, permettendo all’uomo di vedere, attraverso la Sua parola, il Suo grande potere, la Sua supremazia, la Sua umiltà, il Suo nascondimento e la Sua adorabilità, e inoltre di capire le Sue gioie e i Suoi dolori e di conoscere ciò che Egli ha ed è. Pertanto, quando le persone sentono la voce di Dio e leggono le Sue parole, è come se vedessero Dio, proprio come dice Giobbe nell’Antico Testamento: “Il mio orecchio aveva sentito parlare di Te, ma ora l’occhio mio Ti ha visto” (Giobbe 42:5). Sembrava che a condizione di leggere e sperimentare seriamente le parole di Dio, sarei stato in grado di arrivare davvero a conoscerLo. Se le persone si allontanano dalle parole di Dio e vedono soltanto il Dio fattoSi carne, riescono a conoscerLo totalmente? Ripensando a quando il Signore Gesù Si manifestò e compì la Sua opera, c’erano molte migliaia di persone che Lo videro, ma quante Lo conoscevano veramente? All’epoca non Lo videro forse anche i farisei? Allora perché Lo crocifissero? Non fu perché odiavano la verità e non ascoltavano le Sue parole, aggrappandosi ostinatamente alle loro nozioni e fantasie? D’altra parte, Pietro fu in grado di ottenere una conoscenza reale del Signore Gesù perché sapeva ascoltare attentamente le Sue parole ed era bravo a riflettere su ogni parola e frase da Lui pronunciata. Attraverso i Suoi discorsi e la Sua opera arrivò a conoscere l’indole di Dio e ciò che Egli ha ed è, guadagnando alla fine la vera conoscenza di Dio. Questi fatti sono significativi e, se qualcuno vuole conoscere Dio, ciò non dipende interamente dalla sua capacità di vedere Cristo oppure no, ma essenzialmente dal fatto che ami la verità oppure no. Se la ama davvero, anche se non ha posato lo sguardo sul volto di Cristo, è ugualmente in grado di arrivare a conoscere Dio ascoltando la Sua voce; se non la ama, tuttavia, anche se ha visto il volto di Cristo, non riuscirà a conoscere Dio e addirittura disprezzerà Cristo considerandoLo una persona comune e Lo sfiderà e tradirà.

Più pensavo all’assurdo ragionamento logico che facevo di solito, e più percepivo la mia abiezione, stupidità e puerilità. Ogni giorno tenevo tra le mani la parola di Dio, la leggevo e la sperimentavo, ma mi lasciavo scappare l’opportunità perfetta per conoscere Dio e non vi entravo, vivendo invece nelle nozioni e nelle fantasie, lamentandomi della situazione, pensando di poterLo conoscere solo vedendo il volto di Cristo. Vivevo veramente una vita benedetta senza apprezzarla! Da oggi in poi leggerò più spesso la parola di Dio, vi rifletterò sopra, cercherò di comprendere le Sue gioie e i Suoi dolori attraverso la Sua parola e scoprirò ulteriormente la Sua adorabilità, così che la mia conoscenza di Dio possa approfondirsi.

Il Signore promise: “Ecco, Io vengo tosto”. Desiderate accogliere il ritorno del Signore il prima possibile?

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