Un barlume di vita nel covo dei mostri tenebrosi

26 Ottobre 2019

di Lin Ying, provincia dello Shandong

Mi chiamo Lin Ying e sono una cristiana della Chiesa di Dio Onnipotente. Prima di cominciare a credere in Dio Onnipotente ho sempre voluto contare sulle mie capacità e lavorare sodo per rendere la mia vita un po’ migliore, ma le cose non sono andate come desideravo; mi sono invece scontrata con un muro dopo l’altro e ho dovuto registrare numerose battute d’arresto. Avendo subito fin troppo gli amari patimenti della vita, mi sentivo sfinita sia nel corpo che nella mente e provavo una sofferenza indicibile. Nel pieno del dolore e della disperazione, una sorella mi ha predicato il Vangelo di Dio Onnipotente degli ultimi giorni. Quando ho letto le parole di Dio che dicevano: “Quando sei stanco e inizi a sentire la cupa desolazione di questo mondo, non essere smarrito, non piangere. Dio Onnipotente, l’Osservatore, accetterà il tuo arrivo in qualunque momento” (“Il sospiro dell’Onnipotente” in “La Parola appare nella carne”), non sono riuscita a trattenere le lacrime. Le parole materne di Dio Onnipotente mi hanno offerto un grande conforto, e mi sono sentita come un’orfana che dopo molti anni di peregrinazioni avesse finalmente ritrovato la via verso l’abbraccio di sua madre: non mi sentivo più sola e smarrita. Da quel momento in poi ho letto avidamente ogni giorno le parole di Dio. Frequentando le riunioni e condividendo con i fratelli e le sorelle della Chiesa di Dio Onnipotente, sono giunta a capire molte verità e ho visto che queste persone erano tutte così buone e oneste. Fra loro non c’erano dispute di gelosia né macchinazioni degli uni contro gli altri e, quando qualcuno aveva un problema, tutti i fratelli e le sorelle condividevano con impegno riguardo alla verità per aiutarlo a risolvere tale problema. L’aiuto veniva sempre offerto in maniera incondizionata, e nessuno chiedeva mai nulla in cambio; stando con loro provavo un senso di liberazione e di gioia che in precedenza non avevo mai percepito. Ho sentito nel profondo che la Chiesa di Dio Onnipotente è un luogo di purezza e ho capito con certezza che Dio Onnipotente è l’unico vero Dio in grado di salvare l’umanità dal mare della sofferenza! Proprio quando gioivo dell’amore di Dio, però, il governo del Partito Comunista Cinese mi ha arrestata e perseguitata illegalmente, distruggendo questa mia vita felice e gioiosa.

In piena notte, il 12 agosto 2003, dormivo profondamente quando sono stata svegliata di soprassalto da un tremendo picchiare alla porta, e ho udito qualcuno gridare: “Aprite! Aprite!” Prima che riuscissi a vestirmi ho udito un forte tonfo, la porta del mio appartamento è stata sfondata e sei poliziotti violenti e brutali hanno fatto irruzione. Sconvolta, ho domandato: “Che succede?” Il capo dei poliziotti mi ha rimproverata, dicendo: “Non fare la finta tonta!” E poi, facendo un gesto con la mano, ha gridato: “Perquisite a fondo questo posto!” Diversi poliziotti allora hanno cominciato a frugare negli armadi e nei mobili come rapinatori. In pochi istanti le mie pentole e le mie stoviglie, i miei vestiti, le mie lenzuola, il cibo… tutto è stato gettato a terra, e l’appartamento è stato messo completamente a soqquadro. Dopo avere perquisito la casa, mi hanno spintonata e trascinata in un’auto della polizia. Hanno preso un lettore CD che avevo appena acquistato e che valeva 240 yuan, e hanno portato via 80 yuan in contanti e una pila di libri delle parole di Dio. Nemmeno in sogno avrei mai potuto immaginare una scena del genere: era una cosa che succedeva solo nei programmi televisivi, eppure stava accadendo a me. Ho provato un panico e a una paura incredibili, e il cuore mi batteva forte. Ho pregato continuamente Dio, chiedendoGli di proteggermi in modo che io potessi rimanere salda nella Sua testimonianza e morire pur di non tradire i miei fratelli e le mie sorelle e diventare un Giuda. In quel momento mi sono venute in mente all’improvviso le parole di Dio Onnipotente: “Non dovresti temere questo o quello. Indipendentemente da quante difficoltà e pericoli ti trovi ad affrontare, rimarrai saldo di fronte a Me; non lasciare che nulla ti ostacoli, così che si compia la Mia volontà. […] Non avere paura; con il Mio sostegno, chi potrebbe mai bloccarti la strada? Ricordalo! Ricorda!” (Capitolo 10 di “Discorsi di Cristo al principio” in “La Parola appare nella carne”). Le parole di Dio mi hanno confortata moltissimo e a poco a poco mi hanno aiutata a calmarmi. Mi hanno fatto capire che Colui in Cui credevo è il Sovrano che ha creato tutte le cose in cielo e in terra, che tutte le cose sono nelle Sue mani, che Satana e i demoni sono sotto i Suoi piedi e che, senza il permesso di Dio, non c’era nulla che Satana potesse farmi. Mi trovavo ora in un momento cruciale della battaglia di Dio contro Satana: in questa occasione Dio aveva bisogno che io rimanessi salda nella testimonianza, ed era per me il momento di sperimentare le parole di Dio e guadagnare la verità; sapevo che dovevo resistere e mettere in pratica le parole di Dio, non mi sarei mai inchinata né arresa a Satana!

L’auto della polizia è entrata a sirene spiegate nel cortile della stazione di polizia. Non appena ci siamo fermati, i poliziotti mi hanno spinta rudemente fuori dall’auto. Ho barcollato in avanti con le mani tese e mi sono fermata solo quando ho sbattuto contro un muro. Li ho sentiti ridere come matti alle mie spalle. Poi mi hanno spinta in una stanzetta e, prima ancora che potessi riprendere fiato, uno dei poliziotti ha letto un elenco di nomi e mi ha domandato se ne conoscessi qualcuno. Vedendo che non rispondevo mi hanno circondata, prendendomi a pugni e a calci e insultandomi. Un poliziotto malvagio mi ha poi presa per i capelli e mi ha tirata su, poi mi ha schiaffeggiata forte per due volte. Mi girava la testa e gli occhi mi si sono annebbiati, mentre da un angolo della bocca mi colava sangue rosso vivo.

Uno dei poliziotti ha poi tirato fuori un pezzo di carta con un elenco di nomi e l’ha gettato davanti a me, dicendo ferocemente: “Tu conosci i nomi di queste persone, vero? Come ti chiami?” In quel momento ero così dolorante che non riuscivo nemmeno a parlare e, vedendo che non avevo intenzione di rispondere, tre poliziotti malvagi sono piombati su di me e mi hanno di nuovo picchiata e presa a calci fino a farmi svenire.

Il mattino presto del giorno seguente i poliziotti malvagi mi hanno portata in una stanza per gli interrogatori alla Sezione Indagini Penali dell’Ufficio di Pubblica Sicurezza. Quando sono stata condotta dentro la stanza, ho visto diversi uomini robusti che mi guardavano come se avessero voluto uccidermi. La stanza era piena di strumenti di tortura di ogni sorta, e la scena che mi si presentava mi ha messa subito in ansia: mi sembrava di essere precipitata in una bolgia di diavoli. Ero completamente terrorizzata, e di nuovo sono stata pervasa da sensazioni di paura e di insicurezza. Ho pensato: “Ieri mi hanno torturata in quel modo, e non era nemmeno l’interrogatorio ufficiale. A quanto pare non c’è modo di sfuggire a ciò che sta per succedere oggi. Se mi sottoporranno a una tortura crudele, riuscirò a resistere?” Ho rivolto a Dio una preghiera sincera: “O Dio, adesso sono davvero spaventata, e temo di non riuscire a sopportare la tortura a cui mi sottoporranno questi demoni, e di non riuscire a rendere testimonianza. Ti prego di proteggere il mio cuore. Preferirei essere picchiata a morte anziché tradirTi!” Allora mi è venuta in mente una frase delle parole di Dio: “Coloro che sono al potere potranno sembrare malvagi dall’esterno, ma non abbiate timore, questo avviene perché avete poca fede. Purché la vostra fede cresca, nulla sarà troppo difficile” (Capitolo 75 di “Discorsi di Cristo al principio” in “La Parola appare nella carne”). Le parole di Dio possiedono autorità e potenza. All’istante mi hanno colmata di forza interiore, e ho pensato: “Con Dio accanto a me, non ho nulla da temere. Per quanto questi possano fare i prepotenti, sono soltanto tigri di carta che appaiono feroci solo esteriormente. Non c’è nulla da temere da loro, poiché sono già stati sconfitti da Dio”. In quel momento uno dei poliziotti malvagi ha urlato: “Dicci qual è la tua posizione nella Chiesa! Chi è il tuo superiore?” Poiché avevo le parole di Dio a sostenermi non provavo affatto paura, perciò non ho risposto alle domande. Vedendo che mi rifiutavo di rispondere, il poliziotto ha sbraitato verso di me come una bestia infuriata: “Mettete in piedi questa lurida troia! Mettetela in punta di piedi così si rende bene conto che facciamo sul serio!” Allora due poliziotti malvagi si sono avventati su di me, mi hanno piegato bruscamente le braccia dietro la schiena e me le hanno sollevate. Ho provato all’istante un dolore lancinante e ho gridato, e poi sono svenuta… Quando mi sono risvegliata, ho visto che ero stesa a terra e che avevo perso sangue dal naso. Ho capito che, quando ero svenuta, i poliziotti malvagi mi avevano semplicemente scaraventata a terra. Vedendo che ero rinvenuta, mi hanno trascinata in una stanza così buia che non riuscivo nemmeno a vedere la mia mano davanti al viso. La stanza era scurissima, fredda e umida, puzzava di urina, e a malapena riuscivo a respirare. Uno dei poliziotti malvagi ha detto acidamente, mentre chiudeva la porta: “Pensaci. Se non confessi, ti facciamo morire di fame”. Mi sono accasciata sul pavimento gelido. Mi doleva tutto il corpo, e nel cuore non potevo evitare di sentirmi debole e nauseata. Ho pensato: “È una legge immutabile che un essere creato creda in Dio e Lo adori, e allora che c’è di male nel credere in Dio Onnipotente? Credere in Dio ci consente di percorrere la retta via, e questa cosa non è illegale né è un reato. Eppure questa banda di diavoli mi tratta come se avessi commesso un crimine degno della pena di morte. È davvero intollerabile!” Soffrendo per il dolore, ho pensato a un inno delle parole di Dio: “Nessuno può portar via l’opera che è stata compiuta in voi e le benedizioni che vi sono state impartite, e nessuno può portar via tutto ciò che vi è stato dato. […] Per questo dovete essere ancora più dediti a Dio e ancora più leali nei Suoi confronti. Poiché Dio ti innalza, devi intensificare i tuoi sforzi e devi predisporre la levatura adatta per accettare gli incarichi di Dio. Devi rimanere saldo nel luogo che Dio ti ha assegnato, cercare di diventare parte del popolo di Dio, accettare la preparazione al Regno, essere guadagnato da Dio e in definitiva divenire una gloriosa testimonianza di Dio. Se sei in possesso di tali propositi, in definitiva sei certo di essere guadagnato da Dio e diventerai una gloriosa testimonianza di Dio. Devi capire che l’incarico principale è essere guadagnato da Dio e diventare una gloriosa testimonianza di Dio. Questa è la volontà di Dio” (“Non puoi deludere la volontà di Dio” in “Seguire l’Agnello e cantare dei canti nuovi”). Ho continuato a cantarlo dentro di me e ho avvertito un senso di calore in tutto il corpo. Mi sembrava che Dio fosse proprio accanto a me, a confortarmi e a incoraggiarmi come una madre amorevole, temendo che mi indebolissi, che cadessi e che perdessi la fede, e mi stesse ammonendo teneramente e impartendo ordini. Era come se mi stesse dicendo che la situazione dolorosa in cui mi trovavo era un addestramento per il Regno, che era una testimonianza di vittoria su Satana per ricevere la benedizione eterna di Dio, che era la ricchezza più preziosa che Dio potesse mai donare nella vita e che era una testimonianza bellissima resa appositamente per l’ingresso nel Regno. Ero così commossa che dagli occhi mi sono sgorgate lacrime, e ho pensato: “O Dio Onnipotente, rammenterò bene ciò che mi hai incaricata di fare e accetto di sottopormi a questo addestramento. Collaborerò sollecitamente con Te e Ti renderò una testimonianza splendida, e non sarò una smidollata né mi permetterò di diventare lo zimbello di Satana!”

La mattina del terzo giorno, diversi poliziotti mi hanno condotta di nuovo nella stanza per gli interrogatori. Un malvagio funzionario di polizia mi ha dato dei colpetti in testa col manganello e, con un sorriso falso, mi ha detto: “Ci hai pensato?” Quindi mi ha mostrato un elenco di nomi di membri della Chiesa e mi ha chiesto di identificarli. In silenzio, ho rivolto a Dio una preghiera: “O Dio Onnipotente, Satana è venuto a tentarmi di nuovo e sta cercando di farmi tradire Te e i miei fratelli e sorelle. Mi rifiuto categoricamente di trascinare avanti una vita ignobile da Giuda. Ti chiedo soltanto di proteggere il mio cuore, e di maledirmi se faccio qualcosa per tradirTi!” All’istante ho sentito intensificarsi dentro di me la forza e ho detto con decisione: “Non ne conosco nessuno!” Non appena ho parlato così, due poliziotti malvagi si sono avventati su di me. Uno mi ha tirato una gamba e l’altro mi ha calpestato il ginocchio con la dura scarpa di cuoio. Così facendo, mi ha detto ferocemente: “Non conosci nessuno, eh? Davvero non conosci nessuno?” Il dolore lancinante mi ha fatta di nuovo svenire. Non so per quanto tempo sono rimasta priva di conoscenza prima che mi facessero rinvenire gettandomi addosso acqua gelida. Non appena mi sono riavuta, un poliziotto malvagio ha alzato il pugno e mi ha colpita al petto, così forte che per un bel po’ non sono riuscita a respirare. Un altro poliziotto malvagio mi ha poi afferrata per i capelli, mi ha trascinata vicino a una sedia di metallo e mi ha ammanettata a questa in modo che non potessi muovermi. Quindi mi ha bendata con uno straccio sudicio. Si alternavano nel tirarmi gli orecchi verso l’alto con tutta la forza e nel pestarmi i piedi quanto più duramente possibile: il dolore lacerante mi faceva emettere urla spasmodiche. Vedendomi sopraffatta dal dolore e dall’afflizione, quella banda di poliziotti malvagi rideva sguaiatamente. Quelle risate sembravano risuonare dal ventre dell’inferno: erano terribili a udirsi e mi facevano tremare il cuore. Di fronte a una simile crudeltà, ho visto chiaramente come questa “polizia del popolo”, come viene definita dal governo del Partito Comunista Cinese, fosse formata da belve crudeli e malvagie. Erano soltanto mostri con l’unico intento di far del male alla gente! Avevo sempre pensato ai poliziotti come a eroici difensori della giustizia, che arrestavano i cattivi e proteggevano i buoni, e che la popolazione avrebbe potuto rivolgersi alla polizia in caso di pericolo o di difficoltà. Anche se avevo rischiato di essere arrestata e perseguitata dalla polizia fin da quando ho cominciato a credere in Dio, non li avevo mai considerati il diavolo Satana. Adesso Dio Onnipotente mi rivelava personalmente la verità dei fatti e soltanto ora vedevo come presentassero il volto feroce e malevolo dei demoni satanici. Nel mio cuore ho ringraziato in silenzio Dio Onnipotente per avermi finalmente aperto gli occhi dello spirito consentendomi di vedere chiaramente la differenza tra bene e male; sentivo che valesse la pena soffrire tutto quel dolore pur di venire a conoscere questo! Se Dio non avesse fatto così, non avrei mai aperto gli occhi alle menzogne e agli inganni di Satana, e per me sarebbe stato pressoché impossibile sfuggire all’influenza tenebrosa di Satana e conseguire la salvezza offerta da Dio.

Dopo un po’, il malvagio funzionario di polizia mi ha domandato: “Ancora non parli? Ti decidi a parlare o no?” Vedendo che non dicevo niente, due malvagi poliziotti mi si sono avvicinati, mi hanno preso la testa e hanno cominciato a strapparmi le sopracciglia. Uno degli uomini che mi tenevano mi ha schiaffeggiata un paio di volte, colpendomi tanto forte da stordirmi. L’umiliazione e il dolore mi hanno fatto provare tristezza e odio, e per la vergogna di tutto questo sono scoppiata in lacrime. Oh, quanto odiavo queste belve prive di coscienza che bestemmiavano Dio! Nel mio dolore ho pensato a come il Signore Gesù avesse sopportato l’umiliazione, il dileggio e i pestaggi a opera dei soldati, per redimere l’umanità, e a come fosse stato crocifisso, e ho pensato ai ripetuti ammonimenti e alle esortazioni di Dio: “Forse vi ricordate tutti di queste parole: ‘Perché la nostra momentanea, leggera afflizione ci produce un sempre più grande, smisurato peso eterno di gloria’. In passato, avete tutti udito questa espressione, ma nessuno ne ha capito il vero significato. Oggi, conoscete bene il significato reale di queste parole” (“Il lavoro di Dio è così semplice come crede l’uomo?” in “La Parola appare nella carne”). Le parole di Dio mi hanno infuso nel cuore un grande conforto e io ho capito che l’umiliazione e il dolore che subivo adesso sarebbero stati ricordati da Dio; stavo soffrendo quel dolore per conseguire la verità, era una splendida testimonianza ed era una benedizione per la mia vita. “Poiché credo in Dio”, ho pensato, “devo avere la fede e il coraggio di accoglierNe la benedizione e devo avere il fegato di essere testimone della Sua vittoria”. In quel momento l’espressione sul volto del funzionario di polizia è cambiata, e mi ha detto: “Dicci quello che vogliamo sapere e ti lascio andare subito”. L’ho guardato con disprezzo e ho risposto: “Neanche morta!” Ardente di collera, ha incaricato i due poliziotti malvagi di trascinarmi di nuovo nella cella buia.

Dopo varie sessioni di tortura crudele, ero pesta e piena di lividi e non mi restavano più forze. Le braccia e le gambe in particolare mi si erano gonfiate tanto che non osavo nemmeno muoverle. Priva di forze, me ne stavo lì rannicchiata, come un agnello in attesa di essere macellato. Quando pensavo ai volti bestiali e ai sorrisi ripugnanti dei poliziotti malvagi mentre maneggiavano quegli strumenti di tortura, inevitabilmente venivo inondata dall’ansia. Soprattutto quando udivo dei passi avvicinarsi alla mia cella, il cuore mi batteva sempre più rapido. Ero pervasa dal terrore e dalla paura e mi sentivo smarrita e abbandonata. Ho pianto; quanto ho pianto! E ho confidato in Dio: “O Dio Onnipotente! In questo momento sono tanto spaventata e mi sento molto debole. Non so da che parte voltarmi. Ti prego di salvarmi. Davvero non voglio restare ancora in questo luogo infernale”. Proprio mentre mi sentivo così debole e abbattuta, mi sono venute in mente le parole di Dio che mi incoraggiavano e mi confortavano: “In questo vasto mondo, chi è stato esaminato personalmente da Me? […] Perché ho menzionato ripetutamente Giobbe? E perché molte volte ho fatto riferimento a Pietro? Avete mai percepito le Mie speranze per voi? Dovreste trascorrere più tempo a riflettere su queste cose” (Capitolo 8 di “Parole di Dio all’intero universo” in “La Parola appare nella carne”). Le parole di Dio mi hanno trasmesso fede e forza. “Sì!” ho pensato. “In tutto il cielo e in tutta la terra, chi fra gli uomini può fare quello che facciamo noi e accettare personalmente la prova voluta da Dio in questo covo del diavolo Satana? Chi può essere elevato da Dio e avere la fortuna di subire questa prova del fuoco, assediato da tutti i lati da legioni di diavoli? Io sono così debole e impotente, eppure oggi Dio mi sta donando tanto amore. Essere prescelta da Dio è la benedizione della mia vita ed è per me un onore. Non posso sottrarmi a questa prova, né devo cercare di venirne fuori. Devo invece avere dignità, prendere fermamente posizione davanti a Satana come fecero Giobbe e Pietro, usare la mia vita per testimoniare Dio e per difendere il Suo nome e non addolorare né deludere Dio”. In quel momento il cuore mi si è colmato di gratitudine e di orgoglio. Ho considerato davvero straordinario e utile avere avuto in questa vita la fortuna di subire questo genere di sofferenza e di prova!

Arrivato il quarto giorno, il malvagio funzionario di polizia, di nuovo tenendo in mano l’elenco di membri della Chiesa, ha puntato il dito contro di me dicendo: “Dimmi tutti quelli che conosci e dimmi chi è il tuo capo. Se me lo dici, ti lascio andare. Altrimenti morirai qui!” Ha visto che io di nuovo non gli avrei detto nulla, perciò ha sbraitato: “Avanti, appendetela con le mani dietro la schiena. Ammazzatela e basta!” Due subalterni mi hanno immediatamente legato le mani dietro la schiena e mi hanno appesa con una corda in modo che potessi stare soltanto in punta di piedi. Il funzionario di polizia quindi mi ha rivolto sia minacce sia allettamenti, dicendo: “Che senso ha tener duro? Devi capire la realtà della situazione in cui ti trovi. La Cina appartiene al Partito Comunista, e vale quello che diciamo noi. Se ci dici quello che vogliamo sapere, ti lascio andare subito, e posso perfino trovarti un lavoro. Altrimenti racconto di te alla scuola di tuo figlio e lo faccio espellere…” Ascoltando quelle parole spudorate, mi sono sentita addolorata e indignata. Per intralciare e distruggere l’opera di Dio e rovinare le nostre possibilità di conseguire la salvezza, il governo del Partito Comunista Cinese è pronto a compiere ogni sforzo e a commettere ogni malvagità! Proprio come dicono le parole di Dio Onnipotente: “In una società tenebrosa come questa, dove i demoni sono spietati e disumani, come potrebbe il re dei demoni, che uccide le persone in un batter d’occhio, tollerare l’esistenza di un Dio che è amabile, mite e persino santo? Come potrebbe applaudire e festeggiare l’arrivo di Dio? Questi lacchè! Ripagano la gentilezza con l’odio, da lungo tempo disdegnano Dio, abusano di Dio, sono selvaggi oltre ogni limite, non hanno il benché minimo riguardo per Dio, devastano e saccheggiano, hanno perso completamente la coscienza, non c’è in loro traccia di mitezza e tentano gli innocenti all’insensatezza. […] Libertà religiosa? Diritti e interessi legittimi dei cittadini? Sono tutti trucchi per celare il peccato!” (“Lavoro e ingresso (8)” in “La Parola appare nella carne”). In quel momento ho avuto una visione nitidissima del volto orribile del governo del Partito Comunista Cinese e ne ho visto i crimini perversi e orrendi contro il Cielo. Il Partito Comunista Cinese è il nemico che odia Dio e Gli si oppone implacabilmente, ed è il mio nemico acerrimo e irreconciliabile: non potrei mai arrendermi ad esso! Vedendo che rimanevo in silenzio, mi hanno lasciata appesa lì e io lentamente ho perso conoscenza: mi hanno lasciata appesa per tutto un giorno e tutta una notte. Quando mi hanno tirata giù, ho sentito soltanto qualcuno che mi toccava il naso. Quando chiunque fosse ha visto che respiravo ancora, mi ha lasciata lì per terra e basta. Attraverso la nebbia che mi oscurava la mente ho sentito qualcuno che diceva: “Non ho più idee. Mi sorprende che questa troia sia stata tanto tenace. È più dura del Partito Comunista. Questi credenti in Dio Onnipotente sono davvero qualcosa di speciale!” Quando ho udito queste parole, ho sentito sprigionarsi in me una sensazione inesprimibile e non ho potuto evitare di rivolgere a Dio il mio ringraziamento e la mia lode, perché era stato Lui che mi aveva guidata a sconfiggere Satana.

Sono rimasta rinchiusa nella cella buia all’Ufficio di Pubblica Sicurezza per otto giorni. Il governo del Partito Comunista Cinese ha escogitato ogni stratagemma e ha usato ogni trucco a sua disposizione, eppure non ha ricavato da me nessuna delle informazioni che voleva. Alla fine, l’unica cosa che quei poliziotti malvagi hanno potuto fare è stata inviarmi al centro di detenzione. In questo periodo hanno approfittato delle occasioni in cui i miei familiari venivano a trovarmi per estorcere a mio marito 3.000 yuan. Pensavo che il centro di detenzione sarebbe stato un po’ meglio, ma mi sbagliavo. In Cina, questo paese che odia Dio, ogni angolo è nerissimo e colmo di violenza, crudeltà e assassinio. Un simile luogo non consente proprio l’esistenza della verità, tanto meno vi è un posto in cui chi crede in Dio Onnipotente possa sentirsi al sicuro. Finire al centro di detenzione è stato come cadere dalla padella alla brace. Quei poliziotti malvagi non erano ancora disposti ad ammettere la sconfitta, perciò hanno continuato a interrogarmi anche dopo il mio arrivo lì. Poiché non avevano ottenuto da me nessuna delle informazioni che volevano, tre poliziotti si sono subito avventati su di me e mi hanno picchiata per bene. Ho così ricevuto nuovi tagli e lividi in aggiunta a quelli vecchi ancora non guariti, e sono stata picchiata duramente finendo prostrata a terra e incapace di muovermi. Il comandante della polizia si è accovacciato, mi ha puntato il dito verso la testa e mi ha minacciata dicendo: “Se non confessi, non aspettarti di sopravvivere qui dentro!” Un poliziotto malvagio mi si è avvicinato e mi ha inferto ancora dei forti calci, poi due subalterni mi hanno trascinata nel cortile e mi hanno legata a un palo del telefono. Sono stata lasciata lì legata per un giorno intero senza nemmeno un goccio d’acqua, e avevo il corpo ricoperto di tagli e lividi. Temendo che morissi lì, mi hanno gettata in una cella. Proprio quando ero sulla soglia della morte e mi sentivo debolissima, due sorelle che credevano in Dio Onnipotente e che erano a loro volta incarcerate nel centro di detenzione sono accorse verso di me. Si sono slacciate gli abiti, li hanno aperti e si sono strette a me, per riscaldarmi con il loro calore corporeo. Anche se non ci conoscevamo affatto, l’amore di Dio avvicinava i nostri cuori. Udivo le grida indistinte delle sorelle e sentivo le altre detenute che parlavano di noi dicendo: “Questi poliziotti sono davvero spietati! Le persone che credono in Dio Onnipotente sono così compassionevoli. Pensavo che foste tutte della stessa famiglia, ma in realtà non vi conoscete affatto”. Inoltre ho sentito le due sorelle dire: “Dio ha creato l’uomo e noi siamo tutti un’unica famiglia…” Alla fine mi è venuta una forte febbre, stavo molto male e mi sembrava di essere prossima alla morte. I poliziotti malvagi non se ne sono affatto curati, ma le sorelle hanno pagato un prezzo esorbitante per acquistare da loro indumenti e farmaci. Con attenzione mi hanno medicato le ferite e si sono prese cura di me ogni giorno. Con la loro attenta premura ho cominciato lentamente a migliorare. Sapevo che questo era l’amore di Dio: anche se Egli aveva permesso che mi capitasse questa tribolazione, era sempre attento alla mia debolezza e al mio dolore e aveva disposto tutto in segreto per me, facendo in modo che queste due sorelle si prendessero cura di me e mi confortassero. Ci siamo confortate e incoraggiate a vicenda e, nutrendo gli stessi desideri e obiettivi, ciascuna di noi pregava in segreto per le altre, chiedendo a Dio di darci fede e forza perché potessimo testimoniare la vittoria di Dio in quel covo di demoni.

Andare al centro di detenzione era stato come entrare in un inferno in terra; tra quelle mura vivevamo una vita disumana. Non avevamo mai abbastanza da mangiare e dovevamo ammazzarci di lavoro, dalle sette di mattina alle dieci di sera, prima di poter rientrare nelle nostre celle: ogni giorno eravamo sfinite e tutte le nostre energie erano esaurite. Ma poiché spesso potevo condividere con le due sorelle le parole di Dio, anche se la mia carne soffriva intensamente e io ero sempre esausta, il mio cuore si sentiva in pace e colmo di luce. Spesso in quel periodo ho pensato a questo inno delle parole di Dio: “Perciò, negli ultimi giorni dovete rendere testimonianza a Dio. Per quanto sia grande la vostra sofferenza, dovreste andare avanti fino alla fine, e anche al vostro ultimo respiro, dovete ancora essere fedeli a Dio e alla Sua mercé; solo questo è vero amore per Lui e una testimonianza forte e clamorosa” (“Cercate di amare Dio, non importa quanto grande sia la vostra sofferenza” in “Seguire l’Agnello e cantare dei canti nuovi”). Ogni volta che cantavo questo inno, percepivo una potenza incredibile che mi sosteneva e, senza che me ne rendessi conto, lo sfinimento, la depressione e il dolore che provavo dentro di me svanivano. Allo stesso tempo sono anche giunta a capire che il fatto di poter soffrire questo dolore era la più grande gentilezza e la più grande benedizione che Dio potesse donarmi. Per quanto intensa potesse farsi la mia sofferenza, ero decisa a seguire Dio sino alla fine, e anche se mi fosse rimasto un unico respiro avrei cercato di amarLo e soddisfarLo. Incoraggiata dall’amore di Dio, ho resistito per 20 giorni quasi insopportabili nel centro di detenzione. In quel buio covo di mostri, era la luce della vita che proveniva da Dio Onnipotente che dissipava le tenebre e che mi consentiva di continuare a lodare Dio e a gioire della provvista di vita offerta dalle Sue parole: era il più grande amore e la più grande salvezza che Dio potesse donarmi. Quando finalmente sono stata rilasciata, quei poliziotti malvagi mi hanno ancora minacciata spudoratamente, dicendo: “Non pensare nemmeno a raccontare a qualcuno quello che ti è successo, quando torni a casa!” Guardare quei poliziotti malvagi dal volto di essere umano e dal cuore di belva, l’orrore di come fossero disposti a compiere atti malvagi ma non ad assumersene la responsabilità ha ulteriormente rafforzato la mia fede e la mia determinazione a rinunciare a Satana e a seguire e testimoniare Dio. Ho preso la decisione di collaborare con Dio e diffondere il Vangelo per condurre verso la luce altre anime che vivono sotto il dominio del diavolo Satana, in modo che anch’esse possano ricevere l’amore e la salvezza del Creatore.

Durante tutta questa esperienza di crudele persecuzione da parte del governo del Partito Comunista Cinese, Dio Onnipotente mi ha guidata un passo per volta a superare l’assedio dei demoni e mi ha guidata a uscire dal covo dei mostri di Satana. Tutto questo mi ha fatto capire bene una cosa: per quanto selvaggio, crudele e sfrenato possa essere Satana, sarà sempre il nemico sconfitto da Dio, e solo Dio Onnipotente è la massima autorità in grado di essere il nostro sostegno continuo, di guidarci alla vittoria contro Satana e contro la morte e di consentirci di vivere con tenacia nella luce di Dio. Proprio come dice Dio Onnipotente: “La forza vitale di Dio può prevalere su ogni potenza; inoltre, è superiore a ogni potenza. La Sua vita è eterna, la Sua potenza è straordinaria, la Sua forza vitale non viene facilmente sopraffatta da alcun essere creato né da alcuna forza nemica. La forza vitale di Dio esiste e irradia il suo splendore luminoso, indipendentemente dal tempo e dal luogo. La vita di Dio rimane per sempre immutata, nonostante tutti i sovvertimenti del cielo e della terra. Tutte le cose passano, ma la vita di Dio rimane per sempre, poiché Egli è la fonte e la radice dell’esistenza di tutte le cose” (“Solo il Cristo degli ultimi giorni può offrire all’uomo la via della vita eterna” in “La Parola appare nella carne”). Da questo giorno in avanti desidero seguire con fermezza Dio Onnipotente, fare del mio meglio per ricercare la verità e conquistare la vita eterna che Dio dona all’uomo.

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