Le conseguenze del fraintendere Dio e dello stare in guardia da Lui

14 December 2024

di Luo Ying, Cina

Nel 2013 sono stata definita una falsa leader e destituita dopo la scoperta del fatto che non avevo cercato principi nel mio dovere e avevo lasciato che la mia indole arrogante dettasse le mie azioni, tutto ciò aveva causato intralci e disturbi al lavoro del Vangelo della chiesa. Durante il periodo successivo alla mia destituzione, mi sono sentita piuttosto negativa e rammaricata. Ho acquisito una certa conoscenza della mia indole arrogante leggendo le parole di Dio e riflettendo su me stessa, ma nel profondo mi sentivo ancora piuttosto diffidente nei confronti di Dio e pensavo che, poiché avevo un’indole così corrotta e avevo commesso una trasgressione molto grave, non avrei assolutamente dovuto svolgere un dovere importante in futuro. Se dovessi commettere un’altra trasgressione, come minimo verrei destituita e in uno scenario più serio, probabilmente verrei completamente rivelata, eliminata e perderei l’opportunità di ottenere la salvezza. Soprattutto dopo aver visto come alcune persone che avevano talento, levatura e svolgevano doveri importanti alla fine, sono state rivelate come falsi leader e destituite o addirittura definite anticristi ed espulse perché non perseguivano la verità, lottando continuamente per lo status e la reputazione, agendo in base alla propria indole arrogante e non pentendosi, questo ha causato intralci e disturbi al lavoro della chiesa, sono diventata ancora più certa di ciò che pensavo fosse giusto. Andando avanti, avrei svolto solo doveri che non comportassero grandi responsabilità e non fossero così rischiosi, in questo modo avrei avuto ancora una possibilità di sopravvivere quando l’opera di Dio fosse giunta al termine. In seguito, il mio leader ha disposto che facessi il lavoro di allontanamento della chiesa. Ho pensato tra me: “In passato, alcune sorelle che svolgevano un lavoro di allontanamento erano state destituite per aver agito secondo la loro indole corrotta e non rispettando i principi, questo ha portato a intralci e disturbi nel lavoro della chiesa. Eppure, ho meno conoscenza della verità di loro e ho una grave indole arrogante, se dovessi fare qualcosa d’intralcio o disturbante, commetterei un’azione malvagia!” Dopo averci riflettuto, ho deciso di rifiutare l’incarico. Successivamente, il leader mi ha assegnato al lavoro basato sui testi, e sono rimasta piuttosto soddisfatta dell’incarico. Pensavo che il lavoro basato sui testi non mi avrebbe richiesto di prendere decisioni importanti per la chiesa e non avrebbe comportato situazioni rischiose, quindi l’ho accettato con gioia. Nel 2017, il mio leader mi ha cercato ancora una volta, informandomi che il lavoro di allontanamento della chiesa aveva un disperato bisogno di lavoratori ed esprimeva la speranza che avrei considerato l’intenzione di Dio e avrei assunto un ruolo nella squadra di allontanamento. Mi sentivo ancora un po’ riluttante, ma mi è venuto in mente che avevo già rifiutato l’incarico una volta e se avessi rifiutato di nuovo per considerazione del mio futuro e delle mie prospettive, avrei tradito Dio. Non potevo essere così senza coscienza! Nel mezzo della mia sofferenza, ho pregato Dio e Gli ho chiesto di guidarmi a liberarmi da quello stato inadeguato.

Più tardi, mi sono imbattuta in questo passaggio delle parole di Dio: “Alcune persone, non importa quanta indole corrotta rivelino, non cercano la verità per trovare una soluzione. Di conseguenza, anche dopo aver creduto in Dio per molti anni, la loro indole rimane invariata. Pensano: ‘Ogni volta che faccio qualcosa, rivelo la mia indole corrotta; se mi astengo dal fare qualsiasi cosa, non la rivelerò. Questo non risolve forse il problema?’ Questo non è forse come astenersi dal mangiare per paura di soffocare? Quale sarà il risultato? Può solo portare alla fame. Se uno rivela un’indole corrotta e non trova una soluzione a essa, ciò equivale a non accettare la verità e a morire. Quali saranno le conseguenze se credi in Dio e non persegui la verità? Ti scaverai la fossa da solo. L’indole corrotta è nemica della tua fede in Dio, ostacola la tua pratica della verità, la tua esperienza dell’opera di Dio e la tua sottomissione a Lui. Come risultato, alla fine non otterrai la salvezza di Dio. Non è forse questo scavarsi la fossa da soli? L’indole satanica ti impedisce di accettare e praticare la verità. Non puoi evitarla, devi affrontarla. Se non la superi, ti controllerà. Se riesci a superarla, non sarai più vincolato da essa e sarai libero” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Parte terza”). Riflettendo sulle parole di Dio mi sono resa conto che anch’io mi astenevo dal mangiare per paura di soffocare. Poiché ero stata destituita per non aver cercato la verità quando ero una leader, agendo in base alla mia indole arrogante, intralciando e disturbando il lavoro del Vangelo della chiesa, sono diventata guardinga e piena di incomprensioni. Non ero disposta ad assumermi un incarico importante ed ero felice di svolgere qualsiasi dovere non importante: tutto ciò che contava per me era non aver commesso deviazioni e non avere problemi. Di fronte all’incarico di svolgere un dovere importante, sono entrata inconsciamente in modalità di autoprotezione. Preoccupandomi che se avessi lasciato che la mia indole arrogante dettasse le mie azioni e avessi causato nuovamente intralci e disturbi al lavoro della chiesa, probabilmente sarei stata destituita ed eliminata, ho sempre voluto rifiutare l’incarico, pensando che così facendo avrei potuto tutelarmi. Ho sempre evitato di affrontare la mia indole corrotta e non ho cercato la verità per eliminarla. Se continuassi così, non solo la mia indole di vita non si trasformerebbe minimamente, anche il fatto che io ottenga la salvezza sarebbe incerto. Le parole di Dio mi hanno anche dato un percorso di pratica, mostrandomi che dovevo smettere di evitare di affrontare la mia indole corrotta e che dovevo cercare la verità per eliminarla.

Più tardi, ho riflettuto su quale natura corrotta mi stesse portando sempre a stare in guardia da Dio e a rifiutare i doveri assegnati. Un giorno mi sono imbattuta in questo passaggio delle parole di Dio: “Apprezzo coloro che non sospettano degli altri e Mi piacciono anche coloro che accettano prontamente la verità; ho grande riguardo per questi due tipi di persone, perché ai Miei occhi sono oneste. Se sei propenso all’inganno, sarai circospetto e sospettoso verso tutto e tutti, quindi la tua fede in Me sarà costruita su una base di sospetto. Non potrei riconoscere mai una fede così. Mancando di vera fede, sei ancora più sprovvisto di amore vero. E se sei incline a dubitare di Dio e a fare congetture su di Lui a tuo piacimento, allora sei senza ombra di dubbio il più propenso all’inganno degli uomini. Stai lì a chiederti se Dio possa essere come l’uomo: imperdonabilmente peccaminoso, di carattere meschino, sprovvisto di equità e di ragionevolezza, privo di un senso di giustizia, incline a tattiche feroci, subdolo e astuto, compiaciuto della malvagità e delle tenebre, e così via. La ragione per cui le persone hanno simili pensieri non è forse perché non hanno la benché minima conoscenza di Dio? Questo tipo di fede è a dir poco peccato!” (La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Come conoscere il Dio sulla terra”). Ripensando alle parole di Dio, mi sono resa conto che avevo una natura propensa all’inganno e malvagia: i miei pensieri erano come quelli di una persona ingiusta, speculavo sempre su Dio, e stavo in guardia contro di Lui come avrei fatto con una persona cattiva. Pensavo che assegnarmi un dovere importante significasse rivelarmi ed eliminarmi. Dato che in precedenza ero stata segnata per una trasgressione dovuta alla mia indole arrogante e avevo causato intralci e disturbi al lavoro della chiesa, temevo che se fossi stata segnata per un’altra trasgressione, avrei corso il rischio di essere eliminata, e così vivevo in uno stato di cautela e incomprensione di Dio. Quindi, quando il mio leader mi ha incaricato di supervisionare il lavoro di allontanamento della chiesa, ho temuto di commettere deviazioni nei miei giudizi sulle persone. Se erroneamente avessi commesso un errore su una brava persona o avessi permesso che una persona malevola o un anticristo rimanessero nella chiesa, avrei messo la chiesa in un pericolo in agguato, sarebbe stata considerata una grave trasgressione e probabilmente sarei stata eliminata. Date queste considerazioni, ho trovato delle scuse per non accettare e rifiutare l’incarico. Mentre riflettevo su questo, ho capito che se non avessi avuto l’esperienza di essere destituita, non mi sarei mai resa conto di avere un’indole così arrogante, tanto meno mi sarei resa conto che non cercavo la verità e agivo secondo la mia volontà nel mio lavoro e stavo percorrendo il sentiero di un anticristo. Sono stati il tempestivo castigo e la disciplina di Dio che mi hanno portato a riflettere su me stessa e mi hanno portato fuori dal sentiero sbagliato che stavo percorrendo. Se non fosse stato per le azioni di Dio, chissà quale terribile male avrei potuto commettere mentre ero controllata dalla mia natura arrogante e presuntuosa. Nonostante abbia sofferto un po’ per la destituzione, quello era davvero il modo in cui Dio mi proteggeva e salvava ed era intriso delle Sue scrupolose intenzioni. Questo fallimento mi ha lasciato una profonda impressione: mi ha mostrato la gravità delle conseguenze dell’agire secondo la mia indole arrogante e mi ha permesso di sperimentare come l’indole giusta di Dio non tollera offese. Andando avanti nel mio dovere, ricordavo a me stessa di non lasciare che la mia indole arrogante dettasse le mie azioni ma nutrisse un cuore che teme Dio. Quando incontravo problemi, chiedevo suggerimenti agli altri e cercavo le verità principi per evitare di commettere grosse deviazioni. L’indole di Dio è giusta e buona, e il Suo amore e la Sua salvezza sono concreti e reali senza la minima falsità. Fintanto che riflettevo su me stessa e mi rendevo conto, Dio mi avrebbe dato la possibilità di addestrarmi, ma speculavo sempre su Dio, mettendomi in guardia contro di Lui e credendo che Egli fosse meschino e sconsiderato come un semplice essere umano, privo di equità e giustizia. Pensavo che Dio stesse semplicemente usando questo dovere per rivelarmi ed eliminarmi; non stavo forse calunniando Dio? Quanto ero propensa all’inganno! A Dio piacciono le persone oneste, e le persone oneste possono accettare e praticare la verità. Quanto a me, la mia indole propensa all’inganno mi aveva costretta a sospettare di Dio e a mettermi in guardia da Lui. Avevo ripetutamente rifiutato doveri che mi erano stati assegnati e non ero stata in grado di adempiere alle mie responsabilità e al mio dovere con cuore aperto e onesto. Se avessi continuato così, non mi sarei fatta fuori da sola? Rendendomi conto di questo, mi sono sentita piuttosto rammaricata e in silenzio ho pregato Dio, disposta a tenere cara l’opportunità di fare il mio dovere, a fare affidamento su Dio affinché svolgessi bene il lavoro di allontanamento e a smettere di opporre resistenza e rifiutare l’incarico.

Andando avanti, ho iniziato a svolgere il lavoro di allontanamento nella chiesa. Un giorno, uno dei casi di espulsione ha attirato la mia attenzione. La candidata all’espulsione era la signora Li, che in precedenza mi aveva ospitata. Aveva sempre svolto il dovere di ospitare e l’avevo addirittura invidiata per svolgere un dovere meno importante perché pensavo che sarebbe stata meno propensa a commettere una trasgressione grave; praticare la fede in quel modo sarebbe stato meno rischioso. Tuttavia, la realtà ha smentito la mia idea: nonostante non avesse svolto un dovere importante, l’indole arrogante della signora Li non era mai cambiata e aveva persino usato e manipolato sua figlia, che era una leader della chiesa, in un vano tentativo di esercitare il controllo sulla chiesa, cosa che aveva portato il caos in quest’ultima. Mi è venuto in mente che la maggior parte delle persone che si erano rivelate miscredenti e persone malevole non aveva svolto un dovere importante, ma alla fine era stata eliminata perché non perseguiva la verità, agendo in modo sconsiderato e sfrenato in accordo con la propria indole satanica, non pentendosi, e commettendo ogni sorta di atti malvagi. Sono rimasta piuttosto colpita da questa consapevolezza e più tardi mi sono imbattuta in questo passaggio delle parole di Dio: “C’è chi pensa: ‘Chiunque sia leader è sciocco e ignorante e sta causando la propria distruzione, perché la funzione di leader inevitabilmente fa sì che le persone rivelino la propria corruzione agli occhi di Dio. Se non facessero questo lavoro, sarebbe forse rivelata tanta corruzione?’ Che idea assurda! Se non agisci da leader, non rivelerai forse la corruzione? Forse il fatto di non essere un leader, anche se si mostra meno corruzione, significa che si è raggiunta la salvezza? In base a questo ragionamento, tutti coloro che non servono come leader sono in grado di sopravvivere e di essere salvati? Non si tratta di un’affermazione del tutto ridicola? Le persone che servono come leader guidano il popolo eletto di Dio a nutrirsi della Parola di Dio e a sperimentare la Sua opera. Si tratta di un requisito e standard elevato, quindi è inevitabile che i leader rivelino degli stati di corruzione quando ha inizio la loro formazione. Questo è normale e Dio non lo condanna. Non solo non lo condanna, ma anzi illumina e guida queste persone, ponendo su di loro ulteriori fardelli. Finché sapranno sottomettersi alla guida e all’opera di Dio, progrediranno nella vita più velocemente delle persone comuni. Se sono persone che perseguono la verità, possono intraprendere il cammino del perfezionamento da parte di Dio. È questa la cosa più benedetta da Dio. C’è chi non lo capisce e distorce i fatti. Dal punto di vista degli uomini, a Dio non importa quanto un leader possa cambiare: Egli considererà unicamente il grado di corruzione rivelato dai leader e dai lavoratori, e li condannerà solo in base a questo. Per quanto riguarda coloro che non sono né capi né lavoratori, poiché essi rivelano scarsa corruzione, non importa se non cambiano: Dio non li condannerà. Non è una cosa assurda? Non è una bestemmia contro Dio? Se ti opponi in modo così grave a Dio nel tuo cuore, puoi forse essere salvato? No, non puoi essere salvato. Dio determina gli esiti delle persone principalmente a seconda che abbiano la verità e la vera testimonianza, e ciò dipende soprattutto dal fatto che siano persone che perseguono la verità. Se perseguono la verità e sono in grado di pentirsi davvero dopo essere state giudicate e castigate per aver commesso una trasgressione, allora, a patto che non pronuncino parole o compiano atti blasfemi nei confronti di Dio, saranno sicuramente in grado di ottenere la salvezza. Secondo le vostre fantasie, tutti i comuni credenti che seguono Dio fino in fondo possono raggiungere la salvezza, mentre coloro che servono come leader devono essere tutti eliminati. Se vi venisse chiesto di essere leader, pensereste che è sbagliato rifiutare, ma che se doveste servire come leader, rivelereste involontariamente la vostra corruzione e ciò equivarrebbe a condannarvi a morte con le vostre stesse mani. Tutto questo non è forse causato dai vostri fraintendimenti su Dio? Se gli esiti delle persone fossero determinati in base alla corruzione che esse rivelano, nessuno potrebbe essere salvato. In tal caso, che senso avrebbe l’opera di salvezza compiuta da Dio? Se davvero così fosse, dove sarebbe la Sua giustizia? L’umanità non sarebbe in grado di vedere la giusta indole di Dio. Pertanto, avete tutti frainteso le Sue intenzioni, il che dimostra che non avete una vera conoscenza di Dio” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Parte terza”). Attraverso le parole di Dio ho imparato che Dio non determina gli esiti delle persone in base al dovere che svolgono o alla quantità di corruzione che hanno rivelato, ma piuttosto in base al fatto che perseguano o meno la verità e si concentrino sulla risoluzione della propria indole corrotta dopo aver rivelato la corruzione. Dio salva coloro che sono stati corrotti da Satana; se Dio determinasse gli esiti delle persone in base a quanta corruzione hanno rivelato, saremmo tutti eliminati. Allora chi sarebbe in grado di ottenere la salvezza? Questa mia convinzione era semplicemente troppo ridicola. Ho capito che anche se nei leader e supervisori spesso vengono rivelate corruzione e carenze, finché perseguono la verità, spesso riflettono su sé stessi e cercano la verità per risolvere i loro problemi, arriveranno a comprendere sempre più verità e il loro ingresso nella vita procederà sempre più rapidamente. Ho pensato a come quei falsi leader e anticristi che erano stati rivelati ed eliminati non abbiano incontrato quel destino perché servivano come leader e supervisori, ma piuttosto perché tutti provavano avversione per la verità, hanno ricercato costantemente reputazione e status, hanno commesso atti malvagi che disturbavano il lavoro della chiesa e non si sono pentiti neanche dopo essere stati potati in molte occasioni. Mi è venuto anche in mente che il motivo per cui ero stata destituita in precedenza dal mio dovere di leader era anche perché non avevo perseguito la verità e non avevo percorso la strada giusta; non aveva niente a che fare con il mio svolgimento di un dovere importante. Eppure, non sono riuscita a capirlo, non ho riflettuto sulla causa principale della mia caduta e del mio fallimento, non ho tratto lezioni di cui potessi essere consapevole andando avanti, e ho usato invece un punto di vista fallace per misurare Dio e speculare su di Lui. Questo non era blasfemo nei confronti di Dio? Ho pensato a Pietro, che godeva del giudizio e del castigo di Dio. Si sentiva in preda al panico e turbato se il giudizio e il castigo di Dio lo abbandonavano e sentiva che non avrebbe più potuto continuare a vivere. Ho capito che Pietro amava la verità con tutto il cuore, desiderava le cose positive e teneva caro il giudizio, il castigo e la disciplina di Dio. All’interno di quell’ambiente, ha potuto riflettere sulle sue carenze e debolezze, cercare la verità e perseguire la trasformazione. Quanto a me, dopo aver fallito ed essere stata rivelata, sono sprofondata in uno stato di cautela, incomprensione, negatività e opposizione. Temevo che se avessi assunto un altro dovere importante, sarei stata nuovamente rivelata, quindi rifiutavo ripetutamente gli incarichi. Ho capito di provare veramente avversione per la verità. Ho sempre desiderato nascondere la mia indole corrotta, ma così facendo, non sono riuscita ad acquisire conoscenza di me stessa, tanto meno sono stata in grado di cercare la verità per risolvere i miei problemi in modo tempestivo. Alla fine, avrei semplicemente perso la mia possibilità di salvezza poiché la mia indole non si sarebbe mai trasformata. Ho trovato alcuni percorsi di pratica attraverso le esperienze di Pietro: quando ho rivelato la corruzione, avrei dovuto concentrarmi sulla conoscenza di me stessa e sulla ricerca della verità per risolverla, e anche dovuto prendere lezioni dai fallimenti degli altri perché fungessero da monito per me stessa.

Nell’agosto del 2021 sono stata selezionata dai miei fratelli e sorelle per servire come leader della chiesa. Avevo ancora le mie riserve sull’accettare l’incarico, così ho pregato Dio: “Oh Dio, voglio assumermi questo dovere e contribuire con la mia parte, ma non posso fare a meno di preoccuparmi. Per favore guidami e indirizzami”. Dopo la preghiera, ho pensato a come, nutrendomi delle parole di Dio, avevo imparato che lo scopo di Dio nel far sì che le persone svolgano doveri non è eliminarle, ma piuttosto permettere loro di cercare la verità, raggiungere la trasformazione dell’indole e ottenere la salvezza nello svolgimento dei loro doveri. Mi è anche venuto in mente che la chiesa al momento era in fase di separazione e che c’era bisogno di molte persone per il lavoro della chiesa; in quel momento cruciale, non potevo considerare solo i miei interessi personali. Sarebbe stata un’incredibile mancanza di umanità rifiutare nuovamente il mio dovere! Dovevo considerare l’intenzione di Dio e fare il dovere che dovrei. Più tardi, ho continuato a chiedermi: “Perché diventavo timida e impaurita ogni volta che mi veniva assegnato un dovere importante? Quali intenzioni improprie si celavano dietro tutto ciò?” Nel bel mezzo della mia ricerca, mi sono imbattuta in questo passaggio delle parole di Dio: “Gli anticristi non obbediscono mai alle disposizioni della casa di Dio, e correlano sempre strettamente il dovere, la fama, il guadagno e il prestigio alla loro speranza di ottenere benedizioni e alla loro destinazione futura, come se, una volta persi il loro prestigio e la loro reputazione, non avessero alcuna speranza di ottenere benedizioni e ricompense, e hanno la sensazione che questo equivalga a perdere la vita. Pensano: ‘Devo stare attento, non devo essere negligente! Non si può fare affidamento sulla casa di dio, sui fratelli e le sorelle, sui leader e i lavoratori, e nemmeno su dio. Non posso fidarmi di nessuno di loro. La persona su cui puoi contare di più e che è più degna di fiducia sei tu stesso. Se non sei tu a fare dei piani per te stesso, allora chi si prenderà cura di te? Chi penserà al tuo futuro? Chi valuterà se riceverai o meno delle benedizioni? Devo pertanto fare piani e calcoli accurati per il mio bene. Non posso commettere errori o essere minimamente negligente, altrimenti cosa farò se qualcuno cercherà di approfittarsi di me?’ Per questo motivo, si guardano dai leader e dai lavoratori della casa di Dio, temendo che qualcuno possa discernere o capire come sono veramente, che per questo vengano destituiti e che il loro sogno di ricevere benedizioni venga infranto. Ritengono di dover mantenere la loro reputazione e il loro prestigio per avere la speranza di ottenere benedizioni. Gli anticristi considerano ricevere benedizioni come più importante dei cieli, della vita, del perseguimento della verità, del cambiamento dell’indole o della salvezza personale, e più importante che svolgere bene il proprio dovere ed essere un essere creato all’altezza degli standard. Pensano che essere un essere creato all’altezza degli standard, svolgere bene il proprio dovere ed essere salvati siano tutte cose insignificanti, a malapena degne di menzione o commento, e che invece ottenere benedizioni sia l’unica cosa in tutta la loro vita a cui non possono mai smettere di pensare. In qualsiasi circostanza affrontino, per quanto seria o insignificante, la rapportano all’essere benedetti, sono estremamente cauti e attenti, e si tengono sempre pronta una via d’uscita. Dunque, quando l’assegnazione del suo dovere viene modificata, se si tratta di una promozione, un anticristo penserà di avere la speranza di essere benedetto. In caso di demansionamento, da caposquadra ad assistente caposquadra, o da assistente caposquadra a membro ordinario del gruppo, prevede che questo sarà un problema gravissimo e reputa piuttosto scarse le sue speranze di ottenere benedizioni. Che tipo di prospettiva è questa? È una prospettiva corretta? Assolutamente no. È una prospettiva assurda!” (La Parola, Vol. 4: Smascherare gli anticristi, “Tema 12: Vogliono abbandonare quando non hanno prestigio né alcuna speranza di ottenere benedizioni”). Le parole di Dio hanno smascherato come gli anticristi credano in Dio solo per ottenere benedizioni, considerino i propri interessi come la massima priorità nel loro dovere e considerino il conseguimento delle benedizioni della massima importanza. Riflettendo sul mio comportamento, ho visto che ero stata proprio come un anticristo. Non riflettevo su come svolgere al meglio il mio dovere di essere creato e invece ho dato la priorità all’ottenimento di benedizioni. Nel mio dovere ero sempre timida e cauta, sempre preoccupata che se avessi commesso un errore e fossi stata segnalata per una trasgressione, avrei perso la possibilità di ottenere benedizioni. Mi sono resa conto che i miei comportamenti erano il risultato di filosofie sataniche come “Ognuno per sé e che gli altri si arrangino” e “Non cercare il merito, ma evita la colpa”, che si erano profondamente radicate nel mio cuore e nel mio modo di agire come miei principi di vita. Credevo semplicemente che le persone dovessero vivere per sé stesse e che fosse giusto e appropriato credere in Dio per ottenere benedizioni. Quando la chiesa mi ha richiesto di svolgere i miei doveri, ho valutato ripetutamente quale dovere mi avrebbe maggiormente consentito di ottenere benedizioni, e allo stesso tempo non rischiare di rivelare le mie carenze e corruzioni ed evitare di trovarmi in una situazione in cui avrei potuto commettere grossi errori. Ero disposta a fare solo un dovere che soddisfacesse queste condizioni. Al contrario, mi sono opposta e ho rifiutato qualsiasi dovere che non mi permettesse di ottenere benedizioni. Ottenere benedizioni ha dominato ogni aspetto del mio svolgimento del dovere ed ero molto esigente riguardo ai doveri che avrei accettato: non ho considerato minimamente il lavoro della chiesa. Dov’erano finite la mia sottomissione e lealtà a Dio? Ho vissuto secondo filosofie sataniche per i rapporti mondani, cercando sempre di ottenere qualcosa in cambio da Dio e rifiutando il dovere assegnatomi per il bene delle mie prospettive e della mia destinazione. Non stavo tradendo Dio? Più riflettevo, più sentivo che le mie intenzioni nel credere in Dio erano davvero piuttosto spregevoli. Se non avessi risolto questo problema, sarebbe diventato un ostacolo che mi avrebbe impedito di percorrere la strada giusta della fede in Dio. In effetti, se avessi continuato così e la mia indole di vita non si fosse trasformata, alla fine sarei stata sdegnata ed eliminata da Dio! Ho pensato a Paolo, che ha passato tutta la vita a spendersi per Dio pur di essere incoronato e ricompensato. Nel corso del suo lavoro non perseguiva la verità o la trasformazione dell’indole, e nonostante abbia lavorato per molti anni, la sua indole satanica è rimasta intatta. Alla fine, è stato punito da Dio per essersi opposto a Lui. Stavo camminando lungo lo stesso percorso di Paolo e se non mi fossi pentita, Dio Si sarebbe disgustato di me perché non perseguo la verità e sarei stata eliminata! Mi sono inginocchiata davanti a Dio e L’ho pregato: “Oh Dio, mi sono resa conto solo ora di quanto sono stata egoista e spregevole. Da quando ho abbracciato la fede, ho cercato solo benedizioni. Non voglio continuare a camminare su questa strada sbagliata. Voglio solo fare bene il mio dovere e percorrere la strada del perseguimento della verità”.

Più tardi mi sono imbattuta in un passaggio delle parole di Dio che mi ha aiutato a comprendere meglio il significato e il valore dello svolgimento dei propri doveri. Dio Onnipotente dice: “Qualsiasi dovere un individuo svolga è la cosa più giusta che possa fare, la cosa più bella e giusta tra gli esseri umani. In quanto esseri creati, le persone dovrebbero svolgere il loro dovere, e solo allora possono ricevere l’approvazione del Creatore. Gli esseri creati vivono sotto il dominio del Creatore e accettano tutto ciò che è fornito da Dio e tutto ciò che proviene da Lui, pertanto dovrebbero assolvere le loro responsabilità e i loro obblighi. Questo è perfettamente naturale e giustificato ed è stato decretato da Dio. Da ciò si può vedere che, per le persone, svolgere il dovere di un essere creato è più giusto, bello e nobile di qualsiasi altra cosa si faccia vivendo sulla terra; niente tra gli esseri umani è più significativo o degno e niente apporta maggiore significato e valore alla vita di una persona creata che svolgere il dovere di un essere creato. Sulla terra, solo il gruppo di persone che svolge veramente e sinceramente il dovere di un essere creato è quello che si sottomette al Creatore. Questo gruppo non segue le tendenze mondane; si sottomette alla direzione e alla guida di Dio, ascolta solo le parole del Creatore, accetta le verità espresse dal Creatore e vive secondo le parole del Creatore. Questa è la testimonianza più autentica, la più clamorosa, ed è la migliore testimonianza di fede in Dio. Per un essere creato, saper adempiere il dovere di un essere creato e soddisfare il Creatore è la cosa più bella tra gli uomini ed è qualcosa che andrebbe diffuso tra di loro come un racconto da lodare. Gli esseri creati dovrebbero accettare in maniera incondizionata tutto ciò che il Creatore affida loro; per l’umanità è una questione sia di felicità che di privilegio, e per tutti coloro che sanno adempiere il loro dovere di esseri creati nulla è più bello o degno di essere ricordato: è qualcosa di positivo. […] Quando un individuo si presenta davanti al Creatore, in quanto essere creato dovrebbe svolgere il proprio dovere. Questa è una cosa molto giusta da fare ed egli dovrebbe adempiere a questa responsabilità. A condizione che gli esseri creati assolvano i loro doveri, il Creatore ha svolto un’opera ancora più grande tra gli uomini e ha compiuto un ulteriore passo della Sua opera nelle persone. E di quale opera si tratta? Egli fornisce agli esseri umani la verità, permettendo loro di acquisirla da Dio mentre svolgono i loro doveri, e quindi di liberarsi della loro indole corrotta e di essere purificati. In tal modo, essi giungono a soddisfare le intenzioni di Dio e a intraprendere il giusto cammino nella vita e, infine, sono in grado di temere Dio e fuggire il male, di ottenere la completa salvezza e di non essere più soggetti alle afflizioni di Satana. Questo è l’effetto finale che Dio intende raggiungere quando fa sì che l’umanità svolga i propri doveri” (La Parola, Vol. 4: Smascherare gli anticristi, “Tema 9: Parte settima”). Infatti, proprio come i figli hanno l’obbligo e la responsabilità di essere rispettosi verso i loro genitori, così gli esseri creati hanno la responsabilità di svolgere i propri doveri. Non dovrebbe esserci alcuno scambio transazionale coinvolto nel fare il proprio dovere. Sono un essere creato e Dio mi ha dato la vita, mi ha concesso tutto ciò di cui ho bisogno e mi ha permesso con grazia di presentarmi al Suo cospetto per ricevere la fornitura delle Sue parole e fare un dovere: questo è un segno dell’amore e della misericordia di Dio. Dio spera che cercherò la verità e perseguirò l’ingresso nella vita nello svolgimento del mio dovere. Egli desidera che, attraverso le situazioni che orchestra per me, io rifletta su me stessa, acquisisca conoscenza di me stessa, elimini la mia indole corrotta, metta piede sulla via del timore di Dio e della fuga dal male, mi liberi della mia corruzione e raggiunga la Sua salvezza. Ho dovuto abbandonare la mia intenzione e il desiderio di ottenere benedizioni, donare il mio cuore a Dio, e adempiere candidamente alle mie responsabilità e ai miei doveri per confortare il cuore di Dio. Dopodiché mi sono sentita molto più libera nel mio dovere; anche se a volte mi sentivo ancora in guardia contro Dio e Lo fraintendevo, ho iniziato a cercare consapevolmente la verità, a ribellarmi a me stessa, a dare priorità agli interessi della chiesa, a fare il mio dovere secondo le verità principi e ad astenermi dall’essere timida e cauta. Una volta che ho iniziato a praticare in quel modo, mi sono sentita molto più tranquilla e a mio agio.

Ripensando a tutta questa esperienza, sia che fosse il mio periodo in cui lavoravo come leader o quando venivo destituita, mi sono resa conto che Dio aveva meticolosamente orchestrato tutte queste situazioni per permettermi di acquisire conoscenza di me stessa e di liberarmi della mia corruzione. È stata la rivelazione e l’illuminazione delle parole di Dio che mi hanno permesso di riconoscere le mie visioni fallaci, la corruzione e l’impurità nel mio dovere, acquisire una comprensione delle scrupolose intenzioni di Dio di salvare l’umanità, e finalmente liberarmi dalle mie incomprensioni e dalla mia cautela.

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