Cosa mi ha impedito di praticare la verità

17 Gennaio 2023

Collaboro con molti altri nella chiesa per dei lavori di grafica. Un giorno, la leader mi ha detto che due sorelle avevano segnalato dei problemi con fratello Oliver, affermando che voleva fare a modo suo e stava rallentando il ritmo del lavoro. La leader mi ha chiesto se avessi scoperto questi problemi lavorando con lui. Ricordavo quando lavoravo con Oliver. Vedevo che non cambiava mai opinione. Quando tutti avevano discusso un’idea e preso una decisione secondo i principi, la sua opinione era sempre diversa, ma non riusciva a spiegarsi in modo chiaro. Tutti dovevano seguire il suo ragionamento e si perdeva molto tempo. Inoltre, le immagini presentavano dei problemi relativamente piccoli, che si potevano poi correggere e che non richiedevano una discussione tra tutti, ma lui insisteva nel volerli risolvere prima di procedere. Ritardava le cose fino a quando tutti non avevano raggiunto un accordo. Questo ci faceva progredire in modo relativamente lento. Quindi ho parlato alla leader dei problemi che avevo constatato. Quando ha visto che avevo sempre saputo di questi problemi, la leader mi ha rimproverato, dicendomi: “Sapevi che Oliver faceva a modo suo e rallentava il lavoro, perché non ti sei opposta invece di assecondarlo e dargli corda? Questo non causa ritardi al lavoro?” Le sue parole mi hanno fatto stare male.

Ho ripensato a quando discutevo delle idee per le immagini con Oliver. Mi preoccupava vederlo insistere nelle sue opinioni. Volevo segnalare il problema, ma poi mi sono ricordata di essere una persona arrogante. Già in passato, la leader mi aveva detto di dimenticare me stessa e collaborare con gli altri, perché ero arrogante e presuntuosa, attaccata alle mie opinioni, e litigavo con i collaboratori, ritardando il lavoro. Se avessi evidenziato tutti i problemi di Oliver o avessi sfidato le sue opinioni, le persone mi avrebbero giudicata arrogante e priva di senno, incapace di accettare con calma i suggerimenti di altri o di collaborare. Quindi, indipendentemente dai ritardi, ascoltavo pazientemente cosa Oliver aveva da dire. A volte, quando analizzavamo i consigli di Oliver secondo i principi, li trovavamo inapplicabili. Gli facevamo notare il problema, ma non la prendeva bene e insisteva sulle sue opinioni. Se non facevamo ciò che suggeriva, si infastidiva e non parlava, mettendoci a disagio e bloccando il lavoro. Prima volevo dirglielo. Ma mi preoccupavo che, poiché aveva appena trattato la mia arroganza, se avessi parlato dei problemi di qualcun altro, avrebbe pensato che mi concentravo su problemi di altri e su pignolerie, che niente era cambiato dopo che ero stata trattata. In tal caso, per quanto avrei ancora potuto svolgere il mio dovere? Pensando questo, non ho segnalato il problema di Oliver. Dato che non riuscivamo a trovare un accordo e discutevamo continuamente, abbiamo finito per passare una giornata su qualcosa che ne richiedeva mezza, rallentando il lavoro. Pensare a questo mi faceva sentire in colpa. Non che non avessi notato il problema di Oliver, ma mi sono trattenuta e non gliel’ho fatto mai notare. A questo punto ho pensato a un passo della parola di Dio. “Una volta che la verità è diventata vita in te, quando noti qualcuno che è blasfemo verso Dio, non Lo teme, è incurante e superficiale mentre adempie il suo dovere, o interferisce con il lavoro della chiesa e lo interrompe, risponderai secondo i principi della verità, e sarai in grado di individuarlo e segnalarlo come è necessario fare. Se la verità non è diventata la tua vita e tu continui a vivere nell’ambito della tua indole satanica, allora, quando scopri persone malvagie e diavoli che creano ostacoli e intralci all’opera della chiesa, chiuderai un occhio e fingerai di non sentire; non ne terrai conto, senza rimproveri da parte della tua coscienza. Penserai perfino che chiunque provochi intralci all’opera della chiesa non abbia nulla a che fare con te. Per quanto il lavoro della chiesa e gli interessi della casa di Dio soffrano, a te non interessa, non intervieni e non ti senti in colpa, cosa che fa di te una persona priva di coscienza o senno, un miscredente, un servitore. Ti nutri e ti disseti di ciò che è di Dio e gioisci di tutto ciò che proviene da Lui, eppure percepisci qualsiasi danno agli interessi della casa di Dio come scollegato da te, il che fa di te un traditore che sputa nel piatto in cui mangia. Se non proteggi gli interessi della casa di Dio, puoi forse definirti umano? Sei un demone che si è insinuato nella chiesa. Tu simuli la tua fede in Dio, fingi di essere un eletto, e vuoi approfittare della casa di Dio. Non stai vivendo la vita di un essere umano e appartieni chiaramente alle file dei miscredenti. Se sei una persona che crede veramente in Dio, allora, anche se devi ancora acquisire la verità e la vita, come minimo parlerai e agirai schierandoti dalla parte di Dio; come minimo, non starai a guardare quando vedi compromessi gli interessi della casa di Dio; Quando proverai l’impulso di chiudere un occhio, ti sentirai in colpa e a disagio, e dirai a te stesso: ‘Non posso starmene fermo qui e non fare nulla, devo prendere posizione e dire qualcosa, devo assumermi le mie responsabilità, devo smascherare questo comportamento malvagio, devo fermarlo, in modo che gli interessi della casa di Dio non siano compromessi e la vita della chiesa non venga intralciata’. Se la verità è diventata la tua vita, allora non solo avrai questo coraggio e questa determinazione e sarai in grado di capire a fondo la questione, ma farai anche fronte alla responsabilità che devi assumerti per l’opera di Dio e per gli interessi della Sua casa, e in tal modo si compirà il tuo dovere” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Solo coloro che si sottomettono veramente a Dio hanno un cuore che Lo teme”). Dalle parole di Dio, vedevo che coloro che hanno una coscienza e credono davvero in Dio sono un cuore solo con Lui e si schierano con Lui in caso di problemi. Se vedono qualcuno che disturba e interrompe il lavoro della chiesa, lo smascherano e lo fermano, proteggendo così il lavoro della chiesa. Quanto a me? Vedevo chiaramente che Oliver rimaneva della sua opinione e non accettava il punto di vista degli altri. Rallentava continuamente il ritmo del lavoro. Tuttavia, per evitare che la gente dicesse che ero arrogante e cercavo il litigio, non solo non ho impedito né risolto il problema, né ho offerto indicazioni e aiuto, ma mi sono tenuta in disparte, fingendo di non vedere e pensando solo a proteggere i miei interessi personali, piuttosto che all’efficacia del nostro lavoro. Pertanto, il lavoro ha subito dei ritardi. In apparenza, mi impegnavo a svolgere il mio dovere tutti i giorni. Ma in realtà, non portavo realmente un fardello facendo il mio dovere e non ero affatto fedele a Dio. I disastri sono sempre più gravi e molti iniziano a cercare e a investigare la vera via. Se possiamo accelerare il passo e fare più foto evangeliche, allora potremo dare il nostro piccolo contributo al lavoro evangelico. Ma io non mi curavo della volontà di Dio. Per tanto tempo sono rimasta a guardare, mentre il lavoro subiva ritardi e non ho impedito né risolto il problema in maniera tempestiva. Mancavo di coscienza e di umanità, come “un traditore che sputa nel piatto in cui mangia”, come smascherato dalla parola di Dio. Ho approfittato della chiesa a mio vantaggio e sono stata incapace nei momenti critici. Quando me ne sono resa conto, ho provato rimorso e pregato Dio: “Dio, ho trascurato il lavoro della chiesa per proteggere me stessa. Voglio pentirmi e Ti prego di condurmi alla vera consapevolezza di me stessa”.

In seguito, ho iniziato a riflettere sul motivo per cui mi era così difficile praticare la verità, e su cosa me lo impediva. Mi sono nutrita di due passi dalla parola di Dio che si applicavano al mio stato. “Alcuni, nell’agire, seguono la propria volontà. Violano i principi e, dopo essere stati potati e trattati, ammettono solo a parole di essere arroganti, e di aver commesso un errore solo perché non possiedono la verità. Ma, in cuor loro, continuano a lamentarsi: ‘Nessuno si espone, solo io; e, alla fine, quando qualcosa va male, scaricano tutta la responsabilità su di me. Non è stupido da parte mia? La prossima volta non posso fare la stessa cosa, esponendomi in questo modo. Il chiodo che sporge viene schiacciato a martellate!’ Che pensate di questo atteggiamento? È di pentimento? (No.) Che atteggiamento è? Tale persona non è forse diventata infida e falsa? In cuor suo, pensa: ‘Sono fortunato che questa volta non si sia rivelato un disastro. Sbagliando s’impara, per così dire. In futuro, devo stare più attento’. Non ricerca la verità, usando invece la propria meschinità e i propri scaltri sotterfugi per occuparsi della faccenda e gestirla. In questo modo, può forse guadagnare la verità? No, poiché non si è pentita” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Solo ricercando la verità si possono superare le proprie concezioni e i fraintendimenti nei confronti di Dio”). “Di che tipo di indole si tratta quando le persone non si assumono alcuna responsabilità nei confronti del proprio dovere, lo svolgono in modo negligente e superficiale, sono sempre accondiscendenti e non difendono gli interessi della casa di Dio? Questa è astuzia, è l’indole di Satana. La caratteristica più evidente delle filosofie di vita dell’uomo è l’astuzia. Molti pensano che se non sono astuti tenderanno a offendere gli altri e non riusciranno a tutelare sé stessi; pensano di dover essere astuti abbastanza da non ferire né offendere nessuno, tenendosi così al sicuro, salvaguardando il proprio sostentamento e assicurandosi una solida base fra la gente. Tutti i non credenti vivono secondo la filosofia di Satana. Sono tutti sempre accondiscendenti e non offendono nessuno. Sei venuto nella casa di Dio, hai letto la parola di Dio e ascoltato i sermoni della casa di Dio. Allora perché continui a essere sempre accondiscendente? Le persone di questo tipo proteggono solo i propri interessi e non quelli della chiesa. Quando vedono qualcuno fare del male e danneggiare gli interessi della chiesa, lo ignorano. A loro piace essere accondiscendenti e non offendono nessuno. Questo è irresponsabile, e una simile persona è troppo astuta e indegna di fiducia” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Parte terza”). Le parole di Dio mi pesavano sul cuore e finalmente ho visto che la ragione della mia incapacità di praticare la verità, o di sostenerne i principi, era che la mia natura era troppo subdola. Da quando il leader aveva trattato la mia arroganza, non avevo mai davvero riflettuto su me stessa, o cercato la via per correggere la mia indole arrogante. Avevo invece tramato e impiegato una tolleranza e una deferenza superficiali per proteggere me stessa, facendo pensare erroneamente agli altri che ero modesta e che la mia indole arrogante era cambiata. Così il leader non mi avrebbe più trattata o, addirittura, allontanata. Ho capito che vivere secondo idee e opinioni sataniche, come: “Il chiodo che sporge va preso a martellate”, “Il silenzio è d’oro, la parola è d’argento, e chi parla molto sbaglia molto”, “Grandi meriti, grandi errori”, mi aveva resa estremamente egoista, vile, scaltra e bugiarda. Ho visto chiaramente che il problema di Oliver aveva già influito sul nostro lavoro. Avrei dovuto intervenire, smascherarlo e interromperlo. Invece, ho agito come una persona compiacente per spegnere il conflitto. Posta di fronte a problemi o disaccordi, parlavo il meno possibile. Non ho mai discusso con nessuno, né sostenuto i principi in alcun modo. Ho protetto bene i miei interessi, ma lasciato che venisse danneggiato il lavoro della chiesa. Ero così falsa e bugiarda. Ho davvero provocato il disgusto e l’odio di Dio. Specialmente quando ho letto che Dio dice: “Non ricerca la verità, usando invece la propria meschinità e i propri scaltri sotterfugi per occuparsi della faccenda e gestirla. In questo modo, può forse guadagnare la verità? No, poiché non si è pentita”, ho provato ancora più rimorso. Prima, facevo il mio dovere con un’indole arrogante. Sostenevo sempre le mie opinioni senza ascoltare i suggerimenti degli altri. Non solo questo li limitava, ma influiva anche sul lavoro della chiesa. Il leader mi ha trattata affinché potessi riflettere su me stessa e diventare consapevole, oltre che cambiare prontamente i miei modi e fare bene il mio dovere. Ma non mi sono pentita. Mi sono invece difesa da Dio e dagli altri. Non solo non compivo bene il mio dovere, ma non mi preoccupavo neppure quando il lavoro della chiesa era disturbato. Capivo che ero ben lontana dall’accettare la verità. Di questo passo, la mia indole corrotta sarebbe peggiorata e alla fine sarei stata smascherata e allontanata! A questo pensiero, ho avuto paura e ho pregato rapidamente Dio: “Dio, non voglio più proteggere i miei interessi con queste filosofie mondane. Voglio cercare la verità e correggere la mia indole corrotta. Ti chiedo di aiutarmi a trovare il percorso della pratica”.

Dopo di che, ho letto un passo della parola di Dio. “Se desideri evitare discussioni, il compromesso è l’unica soluzione? In quali situazioni puoi scendere a compromessi? Se hai a che fare con questioni di poco conto, come il tuo proprio interesse o la tua reputazione, allora non c’è bisogno di discuterne. Puoi scegliere di essere tollerante o di scendere a compromessi. Ma su questioni che possono influire sul lavoro della chiesa e danneggiare gli interessi della casa di Dio, devi attenerti ai principi. Se non osservi questo principio, allora non sei leale verso Dio. Se decidi di scendere a compromessi e abbandonare i principii per salvare la faccia o conservare le tue relazioni interpersonali, questo non è egoistico e spregevole da parte tua? Non è forse un segno di irresponsabilità e slealtà verso il tuo dovere? (Lo è.) Quindi, se mentre svolgi il tuo dovere arriva un momento in cui tutti sono in disaccordo, come devi comportarti? Discuterne con tutte le tue forze risolverà il problema? (No.) Allora come dovresti risolverlo? In questa situazione, una persona che comprende la verità dovrebbe farsi avanti per risolvere la questione, prima ponendo la questione sul tavolo e lasciando che entrambe le parti esprimano la loro opinione. Poi, tutti devono cercare la verità insieme, e dopo aver pregato Dio, le parole pertinenti di Dio e la verità devono essere rese pubbliche per condividerle con la comunità. Dopo che hanno condiviso i principi di verità e fatto chiarezza, entrambe le parti saranno in grado di accettarle. […] Se una persona entra in conflitto e discute con gli altri per proteggere gli interessi della casa di Dio e l’efficacia del lavoro della chiesa, e il suo atteggiamento è un po’ intransigente, direste che è un problema? (No.) Perché la sua intenzione è giusta; è per proteggere gli interessi della casa di Dio. Questa è una persona che sta dalla parte di Dio e rispetta i principii, una persona in cui Dio si compiace. Avere un atteggiamento forte e risoluto quando si proteggono gli interessi della casa di Dio è segno di una posizione ferma, di rispettare i principii, e Dio lo approva. La gente potrebbe percepire che c’è un problema con questo atteggiamento, ma non è grave; non ha a che fare con la manifestazione di un’indole corrotta. Ricorda, attenersi ai principii è la cosa più importante” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Solo nella pratica della verità vi è l’ingresso nella vita”). Dopo aver letto la parola di Dio, ho compreso. Non importa quando, la capacità di rinunciare al guadagno personale, sostenere i principi della verità e proteggere il lavoro della chiesa è la cosa più importante. Anche se per questo si entra talvolta in conflitto con gli altri, o si parla un po’ aspramente, nessuno di questi è un grosso problema. Ciò che Dio guarda è il nostro atteggiamento nei confronti della verità. Egli guarda se siamo in grado di sostenere i principi della verità e se la pratichiamo. Prima pensavo sempre che, se sostenere i principi generava conflitto, evidentemente mostravo un’indole arrogante e non collaboravo in armonia con gli altri. Quindi, per evitare che altri dicessero che ero arrogante, cercavo compromessi su tutto e non facevo nulla per sostenere i principi. Ora finalmente ho compreso che la via migliore per evitare discussioni e conflitti è praticare secondo i principi e che ognuno esprima la propria opinione e poi si cerchi insieme la verità. Se dopo aver cercato, sei certo che le tue azioni sono in linea con i principi della verità, allora devi sostenerle. Questa è la cosa giusta da fare. Se la tua opinione è chiaramente sbagliata, ma insisti nel sostenerla, e costringi gli altri ad ascoltarla e ad accettarla, questa è una dimostrazione di arroganza e presunzione. A questo punto dovresti imparare a rinunciare a te stesso e a collaborare in armonia con gli altri. In seguito, quando ho collaborato con Oliver, ho cercato di praticare la parola di Dio.

Un giorno, stavo scegliendo delle immagini e discutendo delle idee con Elliana e Oliver. Oliver ha espresso un’idea. Sentivamo che il messaggio trasmesso dal suo progetto finale non si adattava bene all’argomento. ma non ne eravamo del tutto sicuri. Dapprima volevo accettarlo e arrivare a un compromesso. Pensavo: “Proviamo prima la tua idea e vediamo, per evitare che si dica che sono arrogante, presuntuosa e attaccata alle mie opinioni”. Poi mi sono ricordata di alcuni dei principi e dei requisiti del progetto e mi sono resa conto che l’idea di Oliver aveva davvero dei problemi. Se avessimo dovuto seguire la sua idea e rifare successivamente il progetto, non sarebbe stato tempo sprecato e un ritardo per il nostro lavoro? A questo punto mi sono resa conto che dovevo sostenere i principi, così ho mostrato a Oliver i problemi del suo progetto, e l’ho richiamato a seguire il progetto originale piuttosto che attaccarsi alle proprie opinioni. Elliana si è dichiarata d’accordo e Oliver non ha più detto nulla. Ma situazioni come questa si sono presentate molte volte durante la giornata. Ogni volta che le nostre opinioni differivano, Oliver continuava a difendere la propria, rallentando il nostro lavoro. Inoltre, dato che non abbiamo modificato le cose come lui suggeriva, si è nuovamente irritato e parlava a malapena. Mi sono resa conto che se questo fosse continuato, avrebbe certamente ritardato il nostro lavoro, così ho detto al leader. Il leader ha deciso di venire con noi a cercare Oliver per esporre il suo problema, condividere la verità e aiutarlo. Sapevo che questa era la mia opportunità di praticare la verità, così prima di andare a parlare a Oliver ho letto due passi della parola di Dio. “Tutto il lavoro della chiesa è direttamente collegato all’opera di diffusione del Vangelo del Regno di Dio. In particolare, l’opera di diffusione del Vangelo e ogni attività che comporta conoscenze professionali hanno un legame importante e inscindibile con l’opera di diffusione del Vangelo. Pertanto, ciò che riguarda l’opera di diffusione del Vangelo riguarda gli interessi di Dio e della casa di Dio. Se le persone riescono a comprendere correttamente l’opera di diffusione del Vangelo, allora dovrebbero avere il giusto atteggiamento verso il loro dovere e verso quello degli altri. Qual è il giusto approccio? Mettercela tutta per fare come chiede Dio. Come minimo, il loro comportamento e le loro azioni non dovrebbero essere intenzionalmente dannosi o distruttivi. Le persone non dovrebbero trasgredire volutamente. Se sanno di disturbare e intralciare il lavoro della chiesa, eppure insistono nel farlo a prescindere da chi cerca di dissuaderli, questo significa fare il male e chiedere la morte; è il diavolo in agguato. Fate in modo che i fratelli e le sorelle se ne accorgano rapidamente e poi allontanate la persona malvagia dalla chiesa. Se il malvagio era momentaneamente confuso e non stava facendo il male di proposito, allora come dovrebbe essere trattato il problema? Non dovremmo istruirlo e aiutarlo? Se lo si istruisce, ma non ascolta, cosa si deve fare? I fratelli e le sorelle si alzano insieme e lo rimproverano” (La Parola, Vol. 4: Smascherare gli anticristi, “Tema 9 – Parte prima”). “Dovete concentrarvi sulla verità; soltanto allora potrete entrare nella vita, e solo quando sarete entrati nella vita potrete provvedere agli altri e guidarli. Se si scopre che le azioni di altri sono in contrasto con la verità, dobbiamo aiutarli con amore a ricercare la verità. Se altri sono in grado di mettere in pratica la verità e fanno le cose secondo dei principi, dovremmo cercare di imparare da loro ed emularli. Questo è amore reciproco” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Solo chi svolge il proprio dovere con tutto il cuore, la mente e l’anima è una persona che ama Dio”). La parola di Dio è chiara. Quando notiamo i problemi di altre persone, dobbiamo condividere rapidamente, dopodiché smascherarle e rimproverarle se necessario. Tutto questo per proteggere il lavoro della chiesa. Aiuta inoltre le persone a riconoscere i propri problemi, a risolverli rapidamente e a fare bene il proprio dovere. Oliver aveva del talento nel disegnare immagini, ma la sua indole corrotta lo induceva a fare involontariamente delle cose che intralciavano e disturbavano il nostro lavoro. Se era in grado di acquisire consapevolezza di sé, cercare la verità, cambiare la sua indole corrotta, collaborare con tutti in armonia, e sfruttare i suoi punti di forza, questo avrebbe giovato al lavoro della chiesa e al suo stesso ingresso nella vita. Ho così trovato vari brani della parola di Dio che affrontavano i problemi di Oliver, li ho collegati alle mie esperienze e condiviso al riguardo con Oliver. Dopo aver ascoltato, Oliver ha acquisito una certa consapevolezza della sua indole corrotta, persino asserendo che talvolta si rendeva conto di avere torto, ma non riusciva a rinnegare sé stesso. Ora che gliel’avevo fatto notare, finalmente si sentiva in colpa ed era disposto a cercare la verità e ad affidarsi a Dio per cambiare la sua indole corrotta. Quando l’ho saputo, sono stata felice per Oliver. Ma, allo stesso tempo, mi sono pentita di aver vissuto in base a filosofie mondane e di non averglielo detto prima. L’avevo davvero ferito e avevo danneggiato il lavoro della chiesa.

Dopo quell’evento, durante lo svolgimento dei miei doveri, se vedevo qualcuno comportarsi in modo non allineato ai principi della verità e che ritardava il lavoro, ho praticato consapevolmente la verità e ho evidenziato i problemi che vedevo, in modo da adempiere alle mie responsabilità. Praticare in questo modo mi ha fatta sentire sollevata e in pace. Grazie a Dio!

Sei disposto ad essere una pecora che ascolta la voce di Dio per accogliere il Suo ritorno?

Contenuti correlati

Togliti la maschera e ricomincia a vivere da zero

Verso la fine dell’anno scorso, dato che non ero in grado di far decollare l’opera del vangelo nella mia area, la casa di Dio trasferì da un’altra area un fratello che prendesse il mio incarico. Prima che ciò avesse luogo, non ero stata informata, ma l’avevo indirettamente sentito da una sorella con cui collaboravo.

Rispondi