La sofferenza che deriva dal mentire

17 Gennaio 2023

Nell’ottobre del 2019, ho accettato l’opera di Dio Onnipotente degli ultimi giorni. Durante gli incontri ho visto che i fratelli e le sorelle erano in grado di condividere le lore esperienze e le loro conoscenze. Erano in grado di parlare apertamente della loro corruzione e delle loro mancanze senza alcuna riserva, e ne ero così invidioso. Anch’io volevo essere una persona sincera e aprirmi con semplicità come facevano loro, ma quando arrivava il momento di farlo, non riuscivo a parlare in modo sincero. Un giorno, i miei fratelli e le mie sorelle mi hanno chiesto: “Sei giovane: sei ancora uno studente?” La verità è che non ero più studente da molto tempo: cucinavo e facevo le pulizie in un ristorante, ma temevo che gli altri mi avrebbero disprezzato se lo avessero scoperto, e quindi ho detto loro che ero ancora uno studente. Poi non ci ho più pensato e me ne sono dimenticato. Un giorno, nel video di una testimonianza, ho letto un brano della parola di Dio che mi ha indotto a riflettere su me stesso. “Dovete sapere che Dio ama coloro che sono onesti. In sostanza, Egli è leale, quindi ci si può sempre fidare delle Sue parole. Inoltre, le Sue azioni sono irreprensibili e indiscutibili: ecco perché Dio apprezza coloro che sono del tutto onesti con Lui. Onestà significa donare il vostro cuore a Dio, mai imbrogliarLo, essere sinceri con Lui in ogni cosa, aperti con Lui in ogni cosa, senza mai nascondere la verità, senza tentare di ingannare i superiori e i subordinati e senza fare le cose solo per ingraziarsi Dio. In breve, essere onesti vuol dire essere puri nelle vostre azioni e parole, e non ingannare né Dio né gli uomini” (La Parola, Vol. 1: La manifestazione e l’opera di Dio, “Tre ammonimenti”). Dopo aver letto le parole di Dio, ho capito che Dio ama le persone sincere, che le persone sincere possono aprirsi a Dio con semplicità, che non sono ambigue nelle cose che fanno e che dicono e che non cercano di ingannare né Dio né le altre persone. Quanto a me, invece, quando gli altri mi chiedevano: “Sei ancora uno studente?”, non ero neppure in grado di dire la verità per paura di essere disprezzato, figuriamoci essere una persona sincera al cospetto di Dio. Non ero affatto sincero. Quindi volevo parlare agli altri apertamente, ma temevo di essere deriso. Tuttavia, allo stesso tempo, il fatto di non parlare mi faceva sentire profondamente a disagio. Così ho pregato Dio, chiedendoGli di aiutarmi a praticare la verità e a essere sincero. A un incontro successivo, mi sono aperto sulla mia corruzione e ho esposto le mie menzogne e i miei inganni. Non solo gli altri non mi hanno disprezzato, ma mi hanno perfino inviato dei messaggi per dirmi che la mia era una buona esperienza. Questo mi ha dato più fiducia di essere una persona sincera. Anche se in quell’occasione avevo praticato la sincerità e avevo detto la verità, non mi rendevo ancora conto della mia indole satanica e quando si trattava di cose riguardanti la mia reputazione e i miei interessi, ancora non riuscivo a non rivelare la mia indole ingannevole a camuffarmi.

In seguito sono stato scelto come predicatore e sono diventato responsabile del lavoro di tre chiese. Durante un incontro fra collaboratori, un leader voleva sapere nei dettagli come venivano irrigati i nuovi arrivati in ciascuna chiesa e perché alcuni di loro non fossero stati sostenuti adeguatamente. Ho cominciato ad agitarmi un po’, perché sapevo come stavano andando le cose in una delle chiese, ma non nelle altre due. Perciò cosa dovevo dire? Se avessi detto la verità, cosa avrebbero pensato di me? Si sarebbero chiesti se ero in grado di fare il predicatore, visto che non sapevo neppure quello? O avrebbero detto che non svolgevo un lavoro vero ed ero incapace di compiere quel dovere? Essere trasferito o rimosso sarebbe stato davvero imbarazzante. Volevo solo fuggire, ma se fossi andato via prima, tutti avrebbero capito che temevo che scoprissero che non svolgevo un lavoro vero. E quindi non ho potuto fare altro che rimanere ad ascoltare gli altri predicatori che discutevano del lavoro di cui erano responsabili. Mi sentivo sui carboni ardenti e non sapevo cosa fare. Quando il leder ha chiamato il mio nome, ero talmente nervoso che ho finto di non averlo sentito. “Che cosa hai detto?” Il leader ha chiesto: “Stavamo parlando di come irrigare i nuovi arrivati, ci puoi raccontare dei tuoi?” Sentivo il cuore scoppiarmi nel petto. Non potevo che discutere prima di tutto della chiesa che conoscevo, ma non volevo parlare delle altre due. Tuttavia, temevo che tutti scoprissero che non avevo seguito il lavoro, così ho stretto i denti e ho mentito: “Molti fra i nuovi arrivati nella seconda chiesa non sono sostenuti adeguatamente e a causa della pandemia non siamo in grado di contattarli. Non sono del tutto certo della situazione nella terza chiesa, perché in tutto questo tempo ho seguito il lavoro delle altre due”. Dire questo mi ha fatto sentire molto a disagio e avevo il terrore che tutti capissero che stavo mentendo, cosa che sarebbe stata ancora più umiliante. Sono stato in ansia per tutta la riunione e sono riuscito a tirare un sospiro di sollievo soltanto alla fine. Con mia grande sorpresa, il leader mi ha chiamato e mi ha detto: “A proposito di quei nuovi arrivati che non sono sostenuti adeguatamente a causa della pandemia, hai chiesto agli addetti all’irrigazione di telefonare loro per vedere come stanno?” La domanda del leader mi ha spiazzato. Non conoscevo i dettagli della situazione. Se dicevo la verità, il leader non avrebbe capito che avevo mentito? Non potevo ammettere di non sapere. E così ho continuato a mentire: “Gliene ho parlato, ma alcuni dei nuovi arrivati non rispondono al telefono”. Allora il leader mi ha chiesto: “Quali nuovi arrivati?” Ho pensato tra me e me: “Il leader continua a farmi domande perché ha scoperto che ho mentito?” Ho risposto immediatamente: “Penso siano alcuni di coloro che hanno appena accettato l’opera di Dio”. Vedendo che non riuscivo a spiegare con chiarezza, il leader ha detto: “Bene, allora quando lo scopri fammi sapere”. Una volta terminata la chiamata, ho provato un profondo senso di colpa. Avevo mentito e ingannato ancora una volta. E così ho dovuto ricorrere a tutta una sfilza di menzogne per rimediare alla prima. Che fatica dover usare delle bugie per nascondere altre bugie. Ripensando all’incontro, uno dei predicatori aveva detto che, delle tre chiese di cui era responsabile, ce n’era una di cui non si era occupato. Era stato in grado di dire la verità, perché dunque io non ero riuscito a pronunciare una sola parola sincera? Mentire, ingannare e creare una falsa impressione non ha potuto nascondere la verità. Dio esamina tutto, e prima o poi sarei stato messo a nudo e smascherato, così ho pregato Dio: “Dio, nell’incontro di oggi, quando il leader chiedeva del lavoro, ho mentito invece di dire la verità. Temevo che tutti mi avrebbero disprezzato se avessero scoperto che non avevo svolto un vero lavoro. Dio, aiutami a conoscere me stesso e ad abbandonare la mia indole corrotta”.

In seguito ho letto un brano della parola di Dio. Dio Onnipotente dice: “Nella loro vita quotidiana, le persone dicono molte cose inutili, false, stupide, che denotano ignoranza e fungono da pretesti. Alla radice, lo fanno per amore del proprio orgoglio, per soddisfare la propria vanità. Il fatto di pronunciare queste falsità è la manifestazione della loro indole corrotta. Risolvere questa corruzione purificherà il tuo cuore e ti renderà sempre più puro e sincero. Infatti, tutti sanno perché dicono bugie: lo fanno in nome di interessi personali, reputazione, vanità e prestigio. E, nel paragonarsi agli altri, fingono di essere molto più di ciò che sono veramente. Di conseguenza, le loro bugie vengono smascherate e viste dagli altri, e loro perdono la faccia, il carattere e la dignità. A questo porta l’eccesso di menzogne. Quando menti troppo, ogni parola che pronunci è inquinata. Sono tutte false, e non una sola può essere vera o reale. Anche se mentendo non perdi la faccia, dentro di te ti senti comunque svergognato. Ti rimorderà la coscienza, ti detesterai e ti disprezzerai. ‘Perché vivo in modo così pietoso? È davvero così difficile parlare sinceramente? Ho bisogno di dire queste bugie solo per salvare la faccia? Perché è così estenuante vivere in questo modo?’ Tu hai la possibilità di vivere in un modo che non sia faticoso. Se metti in pratica la sincerità, puoi vivere con semplicità e liberamente; quando invece scegli di mentire per proteggere la tua reputazione e la tua vanità, la tua vita è molto faticosa e dolorosa, il che significa che si tratta di un dolore autoinflitto. Che reputazione ti guadagni dicendo bugie? Una reputazione vuota, qualcosa di totalmente inutile. Quando menti, tradisci la tua dignità e la tua integrità. Le bugie costano alle persone la loro dignità e la loro integrità, e Dio le trova sgradevoli e odiose. Dunque, ne vale la pena? Niente affatto. È questo il percorso giusto? No. Coloro che mentono spesso vivono intrappolati nella loro indole satanica e sotto il dominio di Satana, non nella luce o dinanzi a Dio. Spesso hai bisogno di pensare a come dire una bugia e, dopo aver mentito, devi pensare a come coprirla, e se non lo fai abbastanza bene la bugia salterà fuori; così devi scervellarti per coprirla. Non è un modo faticoso di vivere? Lo è fin troppo. Ne vale la pena? Per niente. A che serve scervellarsi per mentire e poi nascondere la bugia solo per la propria vanità e il proprio prestigio? Alla fine, ci penserai su e ti dirai: ‘Perché mettermi in questa situazione? È troppo faticoso mentire e coprire la bugia. Agire così non funziona. È più facile essere una persona onesta’. Vuoi essere una persona onesta, ma non riesci a rinunciare alla tua reputazione, alla tua vanità e ai tuoi interessi. Sai solo mentire e usi le bugie per difendere queste cose. […] Potresti pensare che la menzogna sia in grado di difendere la reputazione, il prestigio e la vanità che ti sono tanto cari, ma questo è un grosso errore. Le bugie non solo non riescono a proteggere la tua vanità e la tua dignità personale ma, cosa ancor più grave, ti fanno anche perdere l’opportunità di praticare la verità e di essere una persona sincera. Anche se sul momento difendi la tua reputazione e la tua vanità, ciò che perdi è la verità, e tradisci Dio, il che significa che perdi completamente l’opportunità di ottenere da Lui la salvezza e di essere perfezionato. Questa è la più grande delle perdite e un rimpianto eterno. Le persone false non se ne rendono mai conto chiaramente” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Si può vivere come veri esseri umani soltanto essendo onesti”). La parola di Dio ha rivelato la mia condizione. Il leader voleva sapere della situazione dell’irrigazione di ogni chiesa. Dato che si trattava di una questione molto semplice, sarebbe stato del tutto accettabile dire la verità, ma per me non c’era nulla di più difficile. Ero pieno di timori e avevo paura che, una volta che il leader e gli altri predicatori avessero scoperto la verità, mi avrebbero disprezzato, avrebbero detto che non svolgevo alcun vero lavoro e che non ero neppure in grado di gestire una questione così semplice. E, se mi avessero rimosso, mi sarei sentito umiliato. Per proteggere la mia reputazione, il mio prestigio e la buona impressione che gli altri avevano di me, ho mentito sul fatto di essermi occupato di due chiese, mentre in realtà avevo una chiara visione solo di una di esse. Ero perfino entrato nei dettagli della seconda chiesa, affermando che i suoi nuovi arrivati non stavano ricevendo sostegno a causa della pandemia. Non si trattava forse di una menzogna sfrontata? Quando il capo mi ha domandato se avevo chiesto agli addetti all’irrigazione di contattare i nuovi arrivati, avevo temuto che si accorgesse della bugia che avevo appena raccontato, e così ho escogitato una seconda bugia per nascondere la prima e ho inventato una scusa per ingannarlo. Per proteggere il mio nome e il mio prestigio, sono ricorso a una menzogna per coprirne un’altra. Sono stato davvero falso! Ho pensato a un dialogo tra Dio e Satana riportato nella Bibbia. Dio chiede a Satana da dove venga, e Satana risponde: “Dal percorrere la terra e dal passeggiare per essa” (Giobbe 1:7). Satana è così scaltro. Non risponde direttamente alla domanda di Dio e si esprime in modo tortuoso e contorto. È impossibile dire da dove venga. Ha la bocca piena solo di bugie, non si esprime mai con sincerità, ma sempre e solo in modo ambiguo e confuso. Con le mie bugie e i miei inganni, non ero forse uguale al demone Satana? Anche se ho risposto alla domanda del leader sul lavoro, si trattava solo di bugie e inganni. Dopo aver sentito la mia risposta, il leader era ancora incerto sullo stato del lavoro di irrigazione di cui ero responsabile, e non riusciva a valutare se me ne stessi occupando adeguatamente. In realtà, mentire e ingannare in questo modo hanno conservato la mia reputazione e il mio prestigio solo temporaneamente, ma ciò che ho davvero perso sono stati il mio carattere, la mia dignità e la fiducia degli altri. Se avessi continuato così, prima o poi tutti si sarebbero accorti che non ero né sincero né degno di fiducia. Nessuno avrebbe creduto in me e, inoltre, Dio non avrebbe più avuto fuducia in me. Non sarei dunque rimasto privo di carattere e dignità? Non sarebbe stato stupido da parte mia?

Più tardi ho letto un brano della parola di Dio: “Il fatto che Dio chieda alle persone di essere oneste dimostra che odia davvero i disonesti, e che non Gli piacciono le persone disoneste. Il disprezzo di Dio verso i disonesti significa che Egli non ama il loro modo di fare le cose, la loro indole, i loro scopi e i loro metodi disonesti; a Dio non piace nessuna di queste cose. Se i disonesti sono in grado di accettare la verità, riconoscono la loro indole disonesta e sono disposti ad accogliere la salvezza di Dio, allora anche loro hanno una speranza di essere salvati, poiché Dio tratta tutte le persone equamente, e lo stesso fa la verità. E quindi, se vogliamo diventare diletti di Dio, la prima cosa che dobbiamo fare è cambiare i principi delle nostre azioni e del nostro essere: non possiamo più vivere secondo le filosofie di Satana, non possiamo più cavarcela con la menzogna e l’inganno, dobbiamo lasciarci alle spalle tutte le menzogne e diventare sinceri, e in questo modo la prospettiva che Dio ha di noi cambierà. In passato, le persone facevano sempre affidamento sulle menzogne, sulla finzione e sull’inganno per vivere tra gli uomini, e usavano queste filosofie sataniche come base esistenziale, come vita e come fondamento, e si comportavano di conseguenza. Tutto ciò era disprezzato da Dio. Tra i miscredenti, se parli francamente, dici la verità e sei una persona sincera, sarai calunniato, giudicato e ripudiato, perciò segui le tendenze mondane, vivi secondo filosofie sataniche, diventi sempre più abile a mentire e sempre più falso. Impari anche a servirti di mezzi subdoli per raggiungere i tuoi obiettivi e proteggere te stesso. Hai un successo sempre maggiore nel mondo di Satana, con il risultato di precipitare sempre più a fondo nel peccato, fino al punto di non riuscire più a liberarti. Funziona esattamente all’opposto nella casa di Dio. Più menti e inganni, più il popolo eletto di Dio si stancherà di te e ti ripudierà. Se rifiuti di pentirti e continui ad aggrapparti a filosofie e logiche sataniche, e ti servi di cospirazioni e trame elaborate per camuffarti e simulare, allora con tutta probabilità verrai smascherato e scacciato. Questo perché Dio odia le persone disoneste; solo le persone sincere possono prosperare nella casa di Dio, e i disonesti saranno alla fine ripudiati e scacciati. Tutto questo è prestabilito da Dio. Solo le persone sincere possono avere un posto nel Regno dei Cieli; quindi, se tu non cerchi di essere una persona sincera, se non fai esperienza e non pratichi verso il perseguimento della verità, se non metti a nudo le tue abiezioni, e se non mostri il tuo vero volto, allora non sarai mai in grado di ricevere l’opera dello Spirito Santo e di ottenere l’approvazione di Dio” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “La pratica fondamentale per essere una persona onesta”). Ripensando alle parole di Dio, ho compreso che Dio non ama le persone false e non le salva. Questo perché appartengono a Satana. Le persone false usano insidie e inganni in tutto ciò che fanno e parlano in modo insincero solo per proteggere reputazione, prestigio e interessi. Gli intenti nutriti e i metodi utilizzati da queste persone sono odiosi e ripugnanti agli occhi di Dio. Anche se credevo in Dio, non avevo acquisito alcuna verità e vivevo ancora secondo filosofie sataniche come “Ognuno per sé”, e “Come un albero vive per la sua corteccia, un uomo vive per la sua faccia”. Queste filosofie sataniche si erano ormai radicate nel mio cuore, ingannandomi, corrompendomi e spingendomi sul cammino della ricerca di reputazione e prestigio. Pensavo che le persone dovessero vivere per sé stesse, distinguersi dagli altri e acquistare fama e profitto e che solo così non sarebbero state disprezzate. Pensavo che chi dice sempre la verità senza mai mentire fosse uno sciocco e un buono a nulla. Per questo motivo, avevo sempre ingannato e tessuto una rete di bugie per tutelare i miei interessi, diventando sempre più ingannevole, falso e privo di normali sembianze umane. Avevo considerato reputazione e prestigio più importanti della verità ed ero disposto a mentire e a oppormi alla verità per proteggere entrambi. Satana è un bugiardo e dunque, quando mento e inganno in questo modo, non sono forse uguale? In questo mondo malvagio, essere una persona schietta e sincera non è sufficiente. Ma nella casa di Dio è l’esatto contrario. Nella casa di Dio giustizia e verità regnano sovrane e più una persona inganna, più tenderà a cadere, e alla fine tutti gli impostori sono messi a nudo e cacciati da Dio. Dio dice: “Se le persone desiderano essere salvate, devono cominciare a essere oneste” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Sei indicatori di crescita nella vita”). “Solo le persone sincere possono avere un posto nel Regno dei Cieli […]” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “La pratica fondamentale per essere una persona onesta”). Dio è santo e le persone immonde non possono entrare nel Regno dei Cieli. Una volta capito questo, ho sentito che l’indole santa e giusta di Dio non tollera le offese e mi sono davvero pentito di aver mentito a fratelli e sorelle. Mi odiavo profondamente e non volevo mai più mentire o ingannare. Volevo praticare la verità, essere una persona sincera e parlare in modo onesto con tutti. Volevo strapparmi le menzogne dalla bocca e gli inganni dal cuore, diventando così degno dell’approvazione di Dio e dell’accesso al regno dei cieli.

Durante una delle mie devozioni, ho letto un brano della parola di Dio: “Praticare l’onestà copre molti aspetti. In altre parole, lo standard per essere onesti non si raggiunge attraverso un unico aspetto; devi essere all’altezza sotto molti punti di vista prima di poter essere onesto. Alcune persone pensano sempre che basti riuscire a non mentire per essere oneste. È una visione corretta? Essere onesti implica semplicemente non mentire? No, concerne diversi altri aspetti. Prima di tutto, qualunque cosa tu debba affrontare, che si tratti di una faccenda che hai visto con i tuoi occhi o che ti è stata riferita da altri, che si tratti di interagire con le persone o risolvere un problema, che sia il dovere che dovresti assolvere o qualcosa che Dio ti ha affidato, devi sempre affrontarla con cuore sincero. Come si dovrebbe mettere in pratica il modo di affrontare le cose con cuore sincero? Dì ciò che pensi e parla sinceramente; non usare parole vuote, linguaggio tecnico o parole che suonino gradevoli, non dire cose false adulatorie o ipocrite, ma pronuncia le parole che hai nel cuore. Questo è essere una persona onesta. Esprimi i pensieri e le opinioni reali che hai nel cuore: questo è ciò che dovrebbero fare le persone oneste. Se non dici mai ciò che pensi e le parole si inaspriscono nel tuo cuore, e ciò che dici è sempre in disaccordo con ciò che pensi, questo non è il comportamento di una persona onesta” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Si può vivere come veri esseri umani soltanto essendo onesti”). La parola di Dio mi ha donato un cammino di pratica. Che si trattasse di interagire con gli altri o di svolgere il mio dovere, era necessario che agissi con un cuore sincero. Dovevo essere sincero sul fatto che non avevo compiuto alcuna verifica. Non dovevo pensare che la mia reputazione potesse essere danneggiata. È fondamentale praticare la sincerità.

Alla successiva riunione tra collaboratori volevo prendere l’iniziativa e svelare la mia corruzione, ma ero preoccupato di ciò che tutti avrebbero pensato di me. Mi sono accorto che volevo di nuovo proteggere la mia reputazione e il mio prestigio e così ho pregato Dio in silenzio, chiedendoGli di guidarmi, di darmi forza e di accordarmi il coraggio di rivelare la mia corruzione. Mi sono ricordato di un brano della parola di Dio che avevo letto in passato: “Se non pratichi secondo le parole di Dio, non esamini mai i tuoi segreti e le tue difficoltà e non ti apri mai in comunione con gli altri, non condividendo né analizzando né mettendo in luce la tua corruzione e i tuoi difetti fatali con loro, allora non puoi essere salvato” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “La pratica fondamentale per essere una persona onesta”). Ho capito che se non fossi stato una persona sincera, se avessi continuato a dissimulare la mia corruzione e le mie mancanze, se non mi fossi aperto, svelato e analizzato, non avrei mai potuto liberarmi della mia indole corrotta e non sarei mai stato salvato. Ho pregato di nuovo Dio: “Dio! Ti supplico di darmi la forza per aprirmi e per essere una persona sincera”. Dopo aver pregato, ho deciso di essere sincero con gli altri: “All’ultima riunione ho mentito, quando il leader ha chiesto dell’irrigazione dei neofiti. La verità è che sapevo di una sola delle chiese, non delle altre due. Temevo che se avessi detto la verità mi avreste disprezzato, così ho mentito dicendo che sapevo di due delle chiese. Vi ho ingannati tutti”. Dopo queste parole, gli altri non mi hanno né giudicato né disprezzato. Al contrario, hanno detto che era un bene che fossi stato in grado di aprirmi e di essere sincero. Avendo praticato in questo modo, mi sono sentito più sereno e a mio agio. Se avessi continuato a nascondermi, non avrei ottenuto questa consapevolezza e questi guagagni.

Non molto tempo dopo, un leader superiore mi ha chiesto: “Sei attualmente a conoscenza della situazione dei leader della chiesa?” Mi sono sentito un po’ incerto a quella domanda, poiché conoscevo solo la situazione di uno dei leader della chiesa, ma non quella degli altri due. Ho pensato tra me e me: “Se dico la verità, il leader dirà che non ho compiuto un vero lavoro?”, così volevo mentire dicendo che ne ero a conoscenza. Allora mi sono reso conto che volevo mentire di nuovo e perciò ho rivolto una preghiera a Dio e ho detto la verità: “Conosco solo la situazione di uno dei leader della chiesa, ma non quella degli altri due”. Al che, il leader non mi ha criticato e mi ha invece offerto dei suggerimenti, dicendo che avrei dovuto informarmi più regolarmente della situazione dei leader della chiesa e aiutarli in modo tempestivo a risolvere le loro difficoltà. Mi ha anche fornito dei percorsi da seguire. Ho imparato che quanto più dicevo la verità, ero sincero e osavo rivelare la mia corruzione e le mie mancanze, tanto più potevo essere aiutato dai miei fratelli e dalle mie sorelle a ottenere dei guadagni. Prima mentivo e ingannavo per proteggere la mia reputazione e il mio prestigio, ma dopo ogni bugia sentivo il cuore oppresso e la coscienza accusata e soprattutto avevo perso carattere e dignità. Grazie a questa esperienza, sono giunto a comprendere che le persone sincere sono gradite sia a Dio che agli uomini, che quanto più sei sincero, tanto più armoniosi saranno i tuoi rapporti con gli altri e più ti sentirai sereno e in pace. Non solo gli altri non ti disprezzeranno, ma riceverai invece l’aiuto dei tuoi fratelli e delle tue sorelle. Essere persone sincere è una cosa davvero meravigliosa. Solo se siamo sinceri possiamo ricevere la benedizione e la salvezza di Dio ed entrare nel Regno dei Cieli.

Sei disposto ad essere una pecora che ascolta la voce di Dio per accogliere il Suo ritorno?

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