La scelta di un medico

26 Dicembre 2022

di Yang Qing, Cina

Quando ero giovane, la mia famiglia era molto povera. Mia madre era paralizzata, costretta a letto, e prendeva medicine tutto l’anno, e mio padre ha lavorato per anni lontano dal villaggio. La gente del villaggio ci guardava dall’alto in basso, e mio fratello e mia sorella venivano spesso maltrattati dai malfattori del villaggio. Quando avevo sette anni, sono stata inseguita e picchiata da un bullo del villaggio. Per lo spavento, ho sviluppato un problema cardiaco. Non avevamo soldi per le cure, e per questo ho riportato conseguenze a lungo termine. Così, da quel momento, ho deciso che da grande sarei diventata un medico eccellente, avrei curato mia madre e me stessa, e avrei guadagnato molti soldi, in modo che la mia famiglia potesse vivere bene ed essere rispettabile.

Dopo la laurea in medicina, sono stata mandata a lavorare in una clinica cittadina. Non ero soddisfatta di lavorare in una piccola clinica, così ho fatto di tutto per incrementare le mie capacità professionali ed essere trasferita in un ospedale cittadino. Per riuscirci, ho approfondito i miei studi in un grande ospedale, studiando anche la pratica applicata. Tornata nella clinica, ho lavorato molto duramente per ottenere una promozione. Lavoravo quasi ininterrottamente, e ogni giorno ero così stanca che la schiena mi faceva male. Una volta tornata a casa, non potevo fare altro che crollare sul letto. Alla fine, sono stata trasferita a lavorare in un ospedale specializzato in città. Tre anni dopo, sono stata nuovamente promossa, questa volta ufficialmente. Poiché lavoravo in modo coscienzioso e responsabile e le mie capacità erano eccezionali, ero molto popolare in ospedale e molte persone si rivolgevano a me. Pian piano, ho guadagnato più soldi e ho anche finanziato l’attività di mio fratello. I miei suoceri mi lodavano spesso davanti agli altri, e anche mio marito era molto fiero di me. Tutto questo soddisfaceva molto la mia vanità, e pensavo di vivere una vita straordinaria.

Ma tutte queste cose avevano un prezzo. A causa della continua pressione del lavoro e degli orari irregolari, mi è venuta l’insonnia. È peggiorata progressivamente e nessun farmaco era efficace nel trattarla. In seguito, ho sviluppato problemi di stomaco e spondilosi lombare e, non molto tempo dopo, anche problemi cardiaci. Non appena sentivo un bambino piangere, mi veniva il mal di testa, avevo le palpitazioni e mi tremavano le mani. Gli esperti dell’ospedale provinciale mi hanno diagnosticato una fibrillazione ventricolare, il che significava che non riuscivo a sopportare nemmeno un minimo stress, e non esistevano prove documentate di una cura. Si poteva arginare solo con una speciale cura cardiovascolare. Le loro parole sono state un fulmine a ciel sereno. Mi sentivo senza speranza. Ero così giovane, pensavo, eppure avevo una malattia incurabile. A cosa servivano i soldi e la fama? Quelle cose non curavano certo la mia malattia. Poi ho considerato che ogni giorno curavo le malattie degli altri, ma non potevo curare la mia. Mi sentivo estremamente tormentata e malinconica. Quando di notte non riuscivo a dormire, fissavo il soffitto e piangevo in silenzio. Sentivo che vivere così era troppo difficile e faticoso. Ed ero davvero disperata. Quando mi è venuta quella malattia, la mia vita era praticamente all’inizio, e non sapevo come avrei vissuto in futuro. Che senso aveva andare avanti così?

Proprio quando ero in preda al dolore e alla disperazione, il Signore Gesù mi ha salvata. Ho iniziato a credere nel Signore e il mio problema cardiaco e la mia insonnia, che duravano da anni, sono miracolosamente scomparsi. Ero davvero grata al Signore per avermi concesso una grazia così immensa. Per ripagare l’amore del Signore, ho iniziato a partecipare attivamente alle riunioni e a predicare il Vangelo. Nel luglio 2006, ho accettato l’opera di Dio Onnipotente degli ultimi giorni e accolto il ritorno del Signore. Ero entusiasta. Nutrendomi della parola di Dio Onnipotente, ho compreso il mistero delle tre fasi dell’opera di Dio, lo scopo del Suo piano di gestione, e anche che Dio compie l’opera di giudizio negli ultimi giorni per salvarci dal peccato e dall’influenza oscura di Satana, donarci la salvezza e infine portarci nel Regno di Dio. Nelle parole di Dio, ho visto la speranza di essere salvata e di entrare nel Regno dei Cieli, e la parola di Dio Onnipotente era come cibo per la mia anima affamata. Un giorno, ho letto questo passo delle parole di Dio Onnipotente: “Sei consapevole del fardello che porti sulle spalle, del tuo compito e della tua responsabilità? Dov’è il tuo senso di missione storica? In che modo presterai un buon servizio come maestro nella prossima epoca? Hai un forte senso del ruolo di maestro? Come spiegheresti il concetto di signore di tutte le cose? È davvero il signore di tutte le creature viventi e di tutta la materia del mondo? Quali progetti hai per il progresso della fase successiva dell’opera? Quante persone attendono che tu diventi il loro pastore? Il tuo è un compito gravoso? Sono poveri, miserabili, ciechi e smarriti, e nel buio gemono chiedendo: ‘Dov’è la via?’. Quanto bramano che la luce, come una stella cadente, scenda all’improvviso e disperda le forze delle tenebre che hanno oppresso gli uomini per così tanti anni! Chi può sapere con quanta ansia sperino e come si struggano giorno e notte per questo? Questi uomini, che soffrono profondamente, rimangono imprigionati in oscure segrete, senza speranza di liberazione, anche nel giorno in cui la luce passa sfolgorando; quando smetteranno di piangere? Questi spiriti fragili, cui non è mai stato concesso alcun riposo, patiscono una terribile sventura e sono stati a lungo relegati a questa condizione da corde spietate e dall’immobilità della storia. Chi ha mai udito il suono dei loro gemiti? Chi ha mai considerato la loro miserevole condizione? Hai mai pensato a quanto sia addolorato e inquieto il cuore di Dio? Come può Egli tollerare di vedere l’umanità innocente, che ha creato con le Sue Stesse mani, patire un simile tormento? Dopotutto, gli uomini sono le vittime di un avvelenamento. Benché siano sopravvissuti fino a oggi, chi avrebbe mai pensato che da lungo tempo sono stati avvelenati dal maligno? Hai dimenticato di essere una delle vittime? Per l’amore che provi verso Dio, non sei disposto a lottare per salvare coloro che sono sopravvissuti? Non sei disposto a dedicare tutte le tue energie a ripagare Dio, che ama l’umanità come la Propria carne e il Proprio sangue?” (La Parola, Vol. 1: La manifestazione e l’opera di Dio, “Come devi affrontare la tua missione futura?”). La parola di Dio mi ha ispirata. Egli spera che prendiamo posizione e diffondiamo il Vangelo di Dio a coloro che sono ancora nell’oscurità e anelano disperatamente all’apparizione di Dio, in modo che possano tornare alla casa di Dio, accogliere la Sua salvezza e non essere più vessati da Satana. L’amore di Dio per gli uomini è davvero smisurato! Al pensiero di quanto fossi fortunata a sentire la voce del Signore e ad accoglierLo, volevo predicare il Vangelo ai membri della mia chiesa originaria e dire loro che Dio era tornato. Così, predicavo il Vangelo mentre svolgevo il mio lavoro. All’epoca, grazie alla grande opera dello Spirito Santo, i leader, i lavoratori e alcuni credenti delle cinque chiese della mia confessione originaria hanno accolto la nuova opera di Dio e istituito una nuova chiesa. Sono stata eletta diacono e messa a capo del lavoro della chiesa. Vedevo le benedizioni e la guida di Dio e questo mi riempiva di entusiasmo. Ho pensato: “Farò del mio meglio per svolgere il lavoro della chiesa al fine di riportare più persone alla casa di Dio”.

Nel marzo 2007, un giorno, il supervisore mi ha detto che volevano formarmi come leader della chiesa. Ero un po’ titubante. E potevo non avere il tempo di andare a lavorare e rischiavo di perdere il posto. Non avrebbe significato vanificare tutti i miei anni di duro lavoro? Inoltre, mio marito mi avrebbe sicuramente creato dei problemi. Alla luce di questo, non ho accettato quel dovere all’epoca. In seguito, mi sentivo molto in colpa, e sempre in debito con Dio. Ho pregato Dio, chiedendoGli di guidarmi a conoscere me stessa. Dopo aver pregato, ho letto un passo della parola di Dio: “Se ora vi mettessi davanti una somma di denaro e vi dessi la libertà di scegliere (senza condannarvi per la vostra scelta), allora la maggior parte di voi sceglierebbe il denaro e rinuncerebbe alla verità. I migliori tra di voi rinuncerebbero al denaro e sceglierebbero la verità con riluttanza, mentre quelli nel mezzo agguanterebbero il denaro in una mano e la verità nell’altra. A quel punto, non sarebbe manifesta la vostra vera natura? Nello scegliere tra la verità e una qualsiasi cosa a cui siete leali, tutti fareste questa scelta e il vostro atteggiamento rimarrebbe lo stesso. Non è così? Non ce ne sono molti tra di voi che hanno oscillato tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato? Nei confronti tra positivo e negativo, tra nero e bianco, siete di certo consapevoli delle scelte che avete fatto tra la famiglia e Dio, tra i figli e Dio, tra pace e tormento, tra la ricchezza e la povertà, tra il prestigio sociale e l’ordinarietà, tra l’avere il sostegno degli altri o l’essere ostracizzati, e così via. […] Lunghi anni di dedizione e sforzi, a quanto pare, non Mi hanno portato altro che il vostro abbandono e sconforto, ma le Mie speranze nei vostri confronti crescono ogni giorno che passa, perché il mio giorno è stato interamente palesato davanti agli occhi di tutti. Ciò nonostante, persistete nel cercare cose oscure e malvagie e vi rifiutate di allentare la presa su di loro. Quale sarà, dunque, il vostro esito finale? Ci avete mai riflettuto attentamente? Se vi venisse chiesto di scegliere di nuovo, quale sarebbe la vostra posizione?” (La Parola, Vol. 1: La manifestazione e l’opera di Dio, “A chi sei leale?”). Riflettere sulle parole di Dio mi ha colmata d’imbarazzo. Era come se Dio mi stesse giudicando di persona. Sostenevo di voler soddisfare Dio ma, di fronte a una scelta reale, per mantenere l’invidiabile lavoro di medico, ho rifiutato il mio dovere. Ho visto che ciò a cui tenevo di più non era Dio, ma la fama e il prestigio. Stavo seguendo Satana, ero fedele a Satana e mi stavo ribellando a Dio. Questo pensiero mi faceva sentire davvero in colpa. Volevo davvero fare una scelta diversa, abbandonare il mio lavoro e spendermi per Dio. Ma sapevo anche che, se avessi lasciato il lavoro, la mia famiglia si sarebbe opposta, e non riuscivo ancora a ignorarlo. Non mi restava che pregare davanti a Dio, chiedendoGli di condurmi e guidarmi. Dopo aver pregato, ho pensato a un inno della parola di Dio, “La vita più significativa”. “Sei un essere creato, pertanto sarebbe naturale per te adorare Dio e perseguire una vita ricca di significato. Poiché sei un essere umano, dovresti spenderti per Dio e patire tutte le sofferenze! Dovresti accettare di buon grado e con piena fiducia la poca sofferenza a cui sei sottoposto oggi e vivere una vita pregna di significato, come Giobbe e Pietro. Siete coloro che perseguono il giusto cammino, coloro che cercano il miglioramento. Siete coloro che si sollevano nella nazione del gran dragone rosso, coloro che Dio chiama i giusti. Non è questa la vita più ricca di significato?” (Seguire l’Agnello e cantare dei canti nuovi). Mentre cantavo questo inno, il mio cuore si è riempito di senso di colpa. Sono un essere creato, tutto ciò che ho proviene da Dio, ho goduto di una grazia infinita da parte Sua ed Egli mi ha fornito una quantità enorme di parole di vita, eppure non volevo ripagare il Suo amore. Per tutelare il mio lavoro e il mio futuro, ho rifiutato il dovere. Potevo affermare di avere una coscienza? Ho pensato a Giobbe. Era rinomato in Oriente e possedeva grandi ricchezze, ma non aveva a cuore la fama e la fortuna. Anche quando perse tutto, fu in grado di obbedire alle orchestrazioni e alle disposizioni di Dio, di rimanere saldo nella sua testimonianza e umiliare Satana. E Pietro, quando udì la chiamata del Signore Gesù, lasciò tutto e seguì il Signore. Predicò e testimoniò il Vangelo del Signore Gesù ovunque, perseguì l’amore per Dio e la soddisfazione di Dio, e infine fu reso perfetto da Dio. Ho pensato: “Devo imitarli, accettare il dovere, rinunciare ai miei interessi e non pensare alle mie prospettive future”. A questo pensiero, ho pregato Dio, chiedendoGli di darmi fiducia e forza e di aprirmi una strada. In seguito, a causa del rumore costante dei pazienti nel reparto di degenza, ho avuto un infarto. Ho colto l’occasione per chiedere all’ospedale sei mesi di congedo per malattia e ho iniziato a svolgere il mio dovere a tempo pieno.

Tuttavia, il mio semestre di congedo è passato in fretta, e il direttore dell’ospedale mi ha richiamata al lavoro. In quel periodo, l’evangelizzazione era molto attiva, così ne ho parlato con mio marito e ho deciso di tornare a lavorare l’anno successivo. Ma, due mesi dopo, l’ospedale mi ha ripetutamente sollecitata a tornare, pena il rischio di perdere il posto. Anche mio marito ha iniziato a sollecitarmi a tornare al lavoro. A quel punto, ero un po’ preoccupata: “Cosa devo fare? Se non vado a lavorare, alla fine dell’anno sarò licenziata. Questo non vanificherebbe i miei anni di duro lavoro? Ma, se vado a lavorare, avrò poco tempo per il mio dovere. Se non posso dedicarci anima e cuore, il lavoro della chiesa ne risentirà”. Alla luce di questo, non ho accettato di tornare. Mio marito non sapeva come convincermi, così ha chiamato mio fratello e sua moglie per chiedere loro di farlo. Mio fratello gli ha detto: “Chiudila in casa. Non farla uscire. Se non riesci a controllarla, spezzale le gambe. Anche se è paralizzata, purché resti a casa, può mantenere il suo lavoro. Se perde il lavoro, perdiamo tutto”. Questa frase mi ha spezzato il cuore. Ho pensato: “Questo è il modo in cui mi trattate perché credo in Dio e percorro la retta via. In passato, quando avevo successo nel lavoro, eravate tutti felici di goderne e mi salutavate con un sorriso. Ora che non potete trarre alcun vantaggio dal fatto che io creda in Dio e svolga il mio dovere, fate fronte comune per impedirmelo e dite cose così spietate”. Più ci pensavo e più ero sconvolta. Ho percepito l’indifferenza dell’affetto umano. Ma poi ho pensato: “Cosa farò se l’ospedale mi licenzia davvero?” Ho pregato silenziosamente Dio e poi ho ripensato a un passo della Sua parola. “Le Mie intenzioni ti sono state rivelate; non devi ignorarle ma devi dedicare loro tutta la tua attenzione e mettere da parte ogni altra cosa per seguirle con tutto il cuore. Ti terrò sempre tra le Mie mani. Non essere pavido e non farti controllare da tuo marito o da tua moglie; devi permettere il compimento della Mia volontà” (La Parola, Vol. 1: La manifestazione e l’opera di Dio, “Discorsi di Cristo al principio, Cap. 9”). La parola di Dio mi ha dato fiducia e forza. Dio è il Creatore e il sovrano di tutto. Essere o meno licenziata dall’ospedale dipendeva dalle disposizioni sovrane di Dio. Credevo che Dio mi avrebbe aperto una strada. Nonn potevo lasciarmi controllare da mio marito. Per quanto la mia famiglia mi perseguitasse, volevo rimanere salda per soddisfare Dio. Ho pensato all’amore di Dio e alla Sua generosità, e mi sono sentita ancora più motivata. Dio dice: “Dio non fa che prodigarSi per la sopravvivenza dell’umanità, eppure l’uomo non apporta mai alcun contributo alla luce o alla giustizia. Anche se l’uomo si adopera per breve tempo, non resisterà a un solo colpo, perché il suo sforzo viene compiuto sempre per il suo tornaconto e mai per gli altri. L’uomo è sempre egoista, mentre Dio è eternamente altruista” (La Parola, Vol. 1: La manifestazione e l’opera di Dio, “È molto importante comprendere l’indole di Dio”). L’umanità corrotta è sempre egoista, ma Dio è altruista. A prescindere dal modo in cui Dio opera, tutto ciò che Egli fa è per il bene della vita delle persone, e per aiutarci a comprendere la verità e condurci sulla retta via nella vita, in modo che possiamo essere salvati da Lui. Per quanto Dio faccia per le persone, non ci chiede mai nulla. Fa tutto questo per noi nell’oscurità. Io, invece, facevo tutto per me stessa, per il mio vantaggio. Sapevo che svolgere il mio dovere e gestire il lavoro della chiesa bene era una mia responsabilità e un mio obbligo, ma temevo che, perdendo il lavoro, avrei perso la fama, la fortuna e l’armonia della mia famiglia, così ho rifiutato il dovere. Ero egoista, spregevole e priva di umanità! Oltre a questo, attraverso la persecuzione da parte della mia famiglia, ho anche acquisito maggiore consapevolezza delle emozioni tra le persone. In passato, i miei familiari mi trattavano bene perché avevo un buon lavoro. Potevo aiutarli e far fare loro bella figura, quindi mi salutavano con un sorriso. Ora che predicavo il Vangelo e rischiavo di perdere il lavoro, non avevano nulla da guadagnare, quindi mi perseguitavano e mi limitavano. Come può esserci amore tra le persone? C’è solo transazione e scambio. Anche l’amore familiare si basa sull’interesse. Mi costringevano a perseguire solo il denaro, la fama e il piacere della carne. Non era amore verso di me. Mi stava danneggiando e rovinando. Una volta capito questo, non volevo più servire Satana, ma solo compiere bene il mio dovere e ripagare l’amore di Dio.

Di punto in bianco, mio marito mi ha proibito di uscire di casa. Mi ha persino minacciata: “Se non accetti di tornare a lavorare, non ti permetterò di credere in Dio e non permetterò a nessuno che creda in Dio di entrare in casa nostra”. Mi ha anche detto che, se avessi perso il lavoro, non avrei potuto risentirmi se lui era duro con me. A queste sue parole, ho pensato: “Se non accontento le sue richieste, mi rinchiuderà in casa. Non potrò avere una vita di chiesa o compiere il mio dovere”. Così, ho dovuto promettergli che sarei tornata a lavorare in ospedale. Ma il direttore dell’ospedale temeva che il rumore dei pazienti potesse farmi venire un altro infarto, così sono stata trasferita nell’ambulatorio dell’ospedale generale. Anche quando non c’era lavoro, dovevo stare in ufficio, e in quel modo non potevo svolgere il mio dovere. Ogni giorno, me ne stavo seduta in ufficio, sola e impaziente. Pensavo a quanto lavoro urgente avesse la chiesa mentre io ero bloccata lì. Sapevo che il lavoro della chiesa sarebbe stato ritardato e che la vita dei miei fratelli e sorelle ne avrebbe risentito, e mi sentivo molto in colpa. Sostenevo di voler compiere bene il mio dovere per soddisfare Dio ma, non appena mio marito mi ha perseguitata e ostacolata, mi sono arresa. Come potevo definirmi leale e obbediente a Dio? Più ci pensavo e più mi sentivo triste, al punto da non poter più trattenere le lacrime. In quel momento, ho pregato Dio: “Dio, voglio svolgere il mio dovere e spendermi per Te, ma sono limitata da mio marito e dal mio ambiente. Ti prego, dammi fiducia e forza”. Dopo aver pregato, ho letto un passo della parola di Dio: “Quando le persone avranno una comprensione autentica dell’indole di Dio, quando saranno in grado di di vedere che l’indole di Dio è reale, che è veramente santa e veramente giusta, e quando sapranno lodare la santità e la giustizia di Dio dal profondo del cuore, allora conosceranno veramente Dio e avranno acquisito la verità. Solo quando si conosce Dio si vive nella luce. E l’effetto diretto della vera conoscenza di Dio è la capacità di amarLo veramente e di obbedirGli veramente. Nelle persone che comprendono la verità e la acquisiscono si verifica un reale cambiamento nella visione del mondo e della vita, al quale segue anche un reale cambiamento nell’indole di vita. Quando le persone hanno obiettivi di vita corretti, sono in grado di perseguire la verità, si comportano in linea con la verità, si sottomettono completamente a Dio e vivono secondo le Sue parole, quando si sentono serene e illuminate nel profondo dell’anima, quando hanno il cuore libero dalle tenebre e possono vivere completamente libere e senza vincoli alla presenza di Dio, solo allora conducono una vita autenticamente umana, e solo allora diventano persone dotate di umanità e che possiedono la verità. Inoltre, tutte le verità che hai compreso e acquisito provengono dalle parole di Dio e da Dio Stesso. Solo quando otterrai l’approvazione di Dio l’Altissimo, il Signore della creazione, e Lui dirà che sei un essere creato degno che vive una sembianza umana, la tua vita sarà la più significativa di tutte. Ottenere l’approvazione di Dio significa avere ottenuto la verità, e allora sarai una persona in possesso dell’umanità e della verità” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Come conoscere la natura umana”). Dopo aver riflettuto sulla parola di Dio, ho compreso che, nella nostra vita, soltanto perseguire la verità, conoscere Dio e ottenere l’approvazione del Creatore può essere considerato qualcosa di glorioso. Solo questa è vita reale, e ciò che avrei dovuto scegliere. Ho studiato affannosamente medicina per acquisire fama e fortuna nel mondo. Dopo aver avuto successo, ero apprezzata dai miei capi e colleghi, e molto stimata da parenti e amici, ma a cosa mi è servito avere queste cose? Per quanta fama o ricchezza materiale avessi, non valevano a riempire il vuoto della mia anima. Il mio corpo era stanco e malato, la mia vita era comunque insignificante e miserabile, e non provavo pace né gioia. Ho pensato a come, dopo aver accolto l’opera di Dio Onnipotente degli ultimi giorni, nutrendomi delle parole di Dio, vivendo la vita di chiesa e compiendo il mio dovere, avessi inconsapevolmente iniziato a capire la verità. Sapevo come comportarmi, come adorare Dio, e come liberarmi dalla mia indole corrotta e vivere un’umanità normale. Tutto questo mi colmava di serenità e sollievo. Ho capito che le persone sono esseri creati, e che solo vivendo alla presenza di Dio e comprendendo la verità possono ottenere pace e felicità. Altrimenti, a prescindere da come si viva, la vita sarà sempre vuota e dolorosa. A quel punto, ho capito che è stato Dio a permettere che la mia famiglia mi perseguitasse. Per via di quell’ambiente, sono stata costretta a presentarmi davanti a Dio per affidarmi a Lui e cercare la verità, riuscendo così a vedere chiaramente il dolore di vivere sotto il dominio di Satana, e a scegliere di seguire Dio e di intraprendere la strada della ricerca della verità. Una volta comprese le buone intenzioni di Dio, il mio cuore si è illuminato. Mi sono inoltre liberata dai vincoli della famiglia, ho lasciato l’ospedale, e ho compiuto il mio dovere nella chiesa a tempo pieno.

Un giorno di dicembre 2007, tornata a casa dal mio dovere, ho trovato mio marito molto arrabbiato. Mi ha detto: “Ha chiamato l’ospedale, dicendo che se non vai al lavoro sarai licenziata. Devi riprendere subito a lavorare. Se perdi il lavoro, perderai la pensione e tutti i tuoi vantaggi!” Questo mi ha leggermente turbata. Ho pensato: “È vero. Fin da bambina, sognavo di diventare un bravo medico e di farmi un nome. Dopo aver lottato tanto, godo di fama e fortuna. Se abbandono ora, non mi resterà più nulla”. Questo pensiero ha suscitato in me dei dubbi, così ho pregato Dio in silenzio: “Dio, pensavo di aver rinunciato alla fama, alla fortuna e al prestigio. Ma, ora che devo davvero lasciare il mio lavoro, sono ancora un po’ triste. Dio, Ti prego, guidami a comprendere la verità e a non lasciarmi dominare da queste cose”. Dopo aver pregato, ho letto un passo della parola di Dio. “Satana usa fama e profitto per controllare i pensieri dell’uomo, finché le persone non riescono a pensare ad altro che non sia fama e profitto. Si affannano per fama e profitto, patiscono disagi per fama e profitto, sopportano umiliazioni per fama e profitto, sacrificano tutto ciò che hanno per fama e profitto, ed esprimeranno giudizi o prenderanno decisioni per fama e profitto. In tal modo, Satana lega le persone con catene invisibili ed esse non hanno la forza né il coraggio di liberarsene. Portano inconsapevolmente il peso di queste catene e continuano ad arrancare con grande difficoltà. Per amore di tale fama e profitto, l’umanità evita Dio e Lo tradisce e diventa sempre più malvagia. In questo modo, quindi, una generazione dopo l’altra viene distrutta nella fama e nel profitto di Satana. Guardando ora alle azioni di Satana, le sue sinistre motivazioni non sono forse del tutto abominevoli? Forse oggi non riuscite ancora a non farvi ingannare dalle sinistre motivazioni di Satana perché pensate che non si possa vivere senza fama né profitto. Pensate che se le persone si lasciano alle spalle fama e profitto non saranno più in grado di vedere la strada davanti a loro, né le proprie mete, e che il loro futuro si farà oscuro, vago e confuso. Pian piano, però, un giorno vi renderete conto che fama e profitto sono mostruose catene che Satana usa per soggiogare l’uomo. Quando quel giorno verrà, resisterai in tutto e per tutto al controllo di Satana e alle catene con cui ti tiene legato. Quando verrà il momento in cui desidererai liberarti di tutte le cose che Satana ha instillato in te, allora taglierai i ponti con Satana e aborrirai sinceramente tutto ciò che Satana ti ha portato. Solo allora l’umanità avrà autentico amore e desiderio di Dio” (La Parola, Vol. 2: Riguardo al conoscere Dio, “Dio Stesso, l’Unico VI”). Solo dopo aver letto la parola di Dio mi sono resa conto quanto profondamente Satana mi avesse danneggiata. La fama e il guadagno erano diventati la mia vita, nonché un ostacolo alla mia pratica della verità. Fin dall’infanzia, i miei genitori mi hanno insegnato a “distinguermi dalla massa” e a “onorare i nostri antenati”, e pensavo che avere fama e guadagno significasse vivere una vita ricca di significato e di valore. Reputavo positivi la fama, il guadagno e il prestigio, li ritenevo l’unico obiettivo da perseguire nella vita, così mi sono dedicata solamente alla fama, al guadagno, al denaro e al piacere. Alla fine, non ho fatto altro che tormentarmi amaramente fino allo sfinimento. La fama e il prestigio non sono altro che trucchi con cui Satana corrompe e divora le persone. Ho pensato al caso di un mio collega, morto tragicamente per inseguire fama e fortuna. Era un direttore di ambulatorio, dedito a lavorare duramente per la sua carriera. Tornava sempre a casa tardi. Voleva rimanere al lavoro per curare i pazienti e guadagnare di più. Alla fine, ha ottenuto la sua fama e i suoi soldi, ma una sera è uscito dal lavoro molto tardi e, mentre camminava lungo la strada sfinito dalla stanchezza, un’auto l’ha investito e ucciso. Avevo un’altra collega che è diventata caposala in giovane età. Agli altri, il suo futuro appariva radioso, ma lei era troppo impegnata nel lavoro. Un giorno, tornando a casa, stava ancora parlando di lavoro con i suoi colleghi, quando ha attraversato dei binari mentre era distratta, e a soltanto poco più di vent’anni è stata uccisa da un treno in corsa. Quando ho pensato alle esperienze dei miei colleghi, ho iniziato a tremare di paura. Anche loro erano molto stimati e apprezzati dai colleghi dell’ospedale. Ma, senza la cura e la protezione di Dio, a cosa servono fama e fortuna? Fama e prestigio sono davvero mezzi con cui Satana corrompe e danneggia le persone. Sono trappole tese da Satana per tentare le persone e far loro perseguire amaramente fama e fortuna per tutta la vita, e così si allontanano da Dio e dalla salvezza del Creatore. Io pativo la schiavitù e i vincoli della fama e del prestigio, e per questo non sono mai stata in grado di fare la scelta giusta tra il mio lavoro e il mio dovere. Che enorme vergogna! L’opera di Dio degli ultimi giorni per salvare le persone è un’opportunità unica nella vita, e ora avevo accettato la vera via per merito della grazia di Dio, ma non avevo a cuore l’opportunità di compiere il mio dovere per acquisire la verità. Se avessi perso quell’occasione, non avrei causato la mia rovina? Non sarebbe stato da sciocchi?

Ho rammentato un passo della parola di Dio. “In quanto persone normali che perseguono l’amore per Dio, l’accesso al Regno per diventare parte del popolo di Dio è il vostro vero futuro, e una vita che è del massimo valore e della massima importanza; nessuno è più benedetto di voi. Perché dico questo? Perché coloro che non credono in Dio vivono per la carne e vivono per Satana, ma oggi voi vivete per Dio e vivete per fare la volontà di Dio. Ecco perché dico che la vostra vita è della massima importanza” (La Parola, Vol. 1: La manifestazione e l’opera di Dio, “Conoscere la più recente opera di Dio e seguire le Sue orme”). La parola di Dio mi ha fornito un percorso di pratica. Oggi, perseguire l’adempimento del dovere di un essere creato nella chiesa è la strada giusta da scegliere nella vita, nonché la vita più significativa. In passato, ero corrotta e ingannata da Satana e vivevo secondo filosofie sataniche. Inseguivo con tutta me stessa la fama e la fortuna, e ho subìto l’inganno e il danno da parte di Satana. La parola di Dio mi ha mostrato le conseguenze e l’essenza del perseguire fama, fortuna e prestigio, e mi ha fatto capire che sono i mezzi con cui Satana corrompe e divora le persone. Ora, l’opera di Dio degli ultimi giorni è prossima alla fine, il piano di gestione di Dio sta per concludersi e le grandi catastrofi sono già iniziate. Possiamo sopravvivere solo perseguendo la verità. Se non perseguissi la verità, e usassi questo tempo prezioso e breve per inseguire fama e fortuna, alla fine non otterrei mai la verità e la vita donate da Dio, né sarei salvata da Dio. Allora la mia fede in Dio sarebbe vana e me ne pentirei per il resto della mia vita. Proprio come disse il Signore Gesù: “Che gioverà a un uomo se, dopo aver guadagnato tutto il mondo, perde poi l’anima sua? O che darà l’uomo in cambio dell’anima sua?” (Matteo 16:26). Sapevo di dover cogliere quell’opportunità unica nella vita. Non potevo più affannarmi seguendo la mia carne. In quel periodo cruciale dell’opera di Dio di salvezza delle persone, dovevo cogliere l’attimo per perseguire la verità e compiere il mio dovere di essere creato. Questo è il modo più prezioso e significativo di vivere. Alla luce di ciò, ho deciso di lasciare il mio lavoro e di dedicarmi al mio dovere a tempo pieno. Quando ho comunicato a mio marito la mia decisione, lui mi ha risposto, arreso: “Negli ultimi anni, ho provato in tutti i modi a convincerti a lavorare per mantenere il posto. Voglio solo che tu guadagni più soldi, affinché possiamo vivere una bella vita. Ma nel tuo cuore c’è solo il tuo Dio. Non posso più controllarti. D’ora in poi, sta a te decidere”. Dopo di che, sono andata all’ospedale per le procedure di dimissioni. Il direttore ha cercato di dissuadermi più e più volte, dicendo: “Quello del medico è un lavoro sicuro e l’ospedale non chiuderà mai. Oggi è molto difficile trovare un posto in ospedale. Inoltre, sei una figura fondamentale per noi e hai un futuro radioso. Al momento, i salari stanno aumentando e si aggiungeranno nuovi vantaggi di ogni tipo. Riflettici bene!” Sapevo che era la tentazione di Satana: Satana voleva usarla per allontanarmi da Dio e indurmi a tradire Dio, ma non avrei ceduto ai suoi trucchi. Così, ho fatto presente la mia posizione al direttore, e lui non ha potuto fare altro che proseguire con le procedure delle mie dimissioni. Una volta lasciato il lavoro e ripreso a svolgere il mio dovere, ho provato un profondo senso di sollievo. Non ero più vincolata e controllata dal lavoro, e avevo più tempo per nutrirmi della parola di Dio e svolgere il mio dovere. La guida delle parole di Dio mi ha liberata dalla schiavitù e dai vincoli della fama e del prestigio e mi ha fornito la giusta direzione nella vita.

Sei disposto ad essere una pecora che ascolta la voce di Dio per accogliere il Suo ritorno?

Contenuti correlati

Rispondi