Guadagni ottenuti nelle avversità

26 Settembre 2022

di Robinsón, Venezuela

Alla fine del 2019, un mio parente ha condiviso con me il Vangelo di Dio Onnipotente degli ultimi giorni. Ho visto che le parole di Dio Onnipotente avevano autorità ed erano la verità. Ho sentito che era la voce di Dio e quindi ho accettato con gioia la nuova opera di Dio. Leggevo la parola di Dio ogni giorno e non volevo perdermi nemmeno una riunione. A volte, dov’ero, c’erano problemi con internet o con la corrente elettrica e non potevo partecipare alle riunioni online. Mi irritava molto, ma in seguito leggevo subito i dettagli della riunione, e poi inviavo la mia comprensione della parola di Dio al gruppo, comunicavo con i fratelli e le sorelle e svolgevo il mio dovere al meglio delle mie capacità.

Tempo dopo, sono stato eletto leader della chiesa. All’inizio, condividevo la responsabilità del lavoro con altri due leader, quindi non lo trovavo troppo difficile o stressante. Poco tempo dopo, sono stato scelto per supervisionare il lavoro di diverse chiese. All’inizio, non volevo compiere quel dovere. Perché sentivo di non aver praticato a lungo come leader, e che avevo ancora molte carenze e cose che non capivo, quindi temevo di non riuscire a svolgere bene quel dovere. In seguito, ho letto la parola di Dio. “Noè non aveva ascoltato che pochi messaggi, e all’epoca Dio non aveva espresso molte parole, quindi va da sé che Noè non capiva molte verità. Non comprendeva la scienza moderna né la cultura moderna. Era un uomo estremamente ordinario, un membro qualsiasi del genere umano. Però sotto un certo aspetto era diverso da tutti gli altri: sapeva ascoltare le parole di Dio, sapeva seguire e attenersi alle parole di Dio, sapeva quale fosse la posizione dell’uomo ed era in grado di credere veramente e di obbedire alle parole di Dio: nient’altro. Questi pochi e semplici fondamenti furono sufficienti a consentire a Noè di realizzare tutto ciò che Dio gli aveva affidato, ed egli perseverò in questo non per pochi mesi, né per qualche anno, né per vari decenni, ma per più di un secolo. Non è strabiliante questo numero? Chi avrebbe potuto farlo se non Noè? (Nessuno.) E perché no? Secondo alcuni, è dovuto al fatto di non capire la verità; ma questo non si accorda con i fatti. Quante verità capì Noè? Perché Noè fu capace di tutto questo? I credenti di oggi hanno letto molte delle parole di Dio, capiscono alcune verità: allora perché non sono capaci di tanto? Secondo altri, è per via dell’indole corrotta delle persone; ma Noè non aveva forse un’indole corrotta? Perché Noè fu in grado di realizzare tanto mentre le persone di oggi non ne sarebbero capaci? (Perché le persone di oggi non credono alle parole di Dio, non le considerano la verità e non vi si attengono.) E perché sono incapaci di considerare verità le parole di Dio? Perché sono incapaci di attenersi alle parole di Dio? (Non hanno timore di Dio.) Allora, quando le persone non hanno comprensione della verità e non hanno ascoltato molte verità, come nasce il timore di Dio? Nell’umanità delle persone devono essere presenti due cose fra le più preziose: la prima è la coscienza, la seconda è la ragionevolezza dell’umanità normale. Il possesso della coscienza e della ragionevolezza dell’umanità normale è il requisito minimo per essere una persona; è il criterio basilare e fondamentale per valutare una persona. Ma tutto questo è assente negli esseri umani di oggi, perciò, per quante verità ascoltino e capiscano, il timore di Dio è superiore alle loro capacità. Allora qual è la differenza nell’essenza degli esseri umani di oggi in confronto a Noè? (Non hanno umanità.) E qual è l’essenza di questa mancanza di umanità? (Sono bestie e demoni.) ‘Bestie e demoni’ non suona certo bene, ma è in linea con i fatti; un modo più educato per dirlo sarebbe che sono privi di umanità. Le persone prive di umanità e di ragione non sono persone, sono addirittura meno che bestie. Noè fu in grado di portare a termine l’incarico di Dio perché, quando ascoltò le parole di Dio, seppe mandarle a memoria; per lui, l’incarico di Dio fu un impegno vita natural durante, la sua fede era incrollabile, la sua volontà rimase inalterata per cento anni. Questo perché aveva un cuore che temeva Dio, era una persona reale, e aveva la massima ragionevolezza, tanto che Dio gli affidò la costruzione dell’arca. Persone dotate di tanta ragionevolezza quanta ne possedeva Noè sono molto rare, sarebbe molto difficile trovarne un’altra” (“Terzo excursus – Come Noè e Abramo ascoltarono le parole di Dio e Gli obbedirono (Parte prima)” in “Smascherare gli anticristi”). Noè non aveva mai ascoltato messaggi profondi e non capiva molte verità, ma aveva un cuore che temeva Dio e Gli obbediva. Quando Dio disse a Noè che avrebbe spazzato via l’umanità con un diluvio e che Noè avrebbe dovuto costruire un’arca, Noè accettò senza esitare. Noè era consapevole che l’incarico che Dio gli aveva affidato non era facile, perché la costruzione di un’arca avrebbe comportato l’abbattimento di alberi e misurazioni precise; ma, anche se il progetto era lungo e difficile, non si tirò indietro, perché sapeva che era un incarico affidatogli da Dio. Riflettendo sulle parole di Dio, mi sono reso conto che non avevo l’umanità né il senno di Noè. Quando il leader mi ha affidato il lavoro di diverse chiese, non ho avuto fede in Dio e ho fatto affidamento solo sulle mie capacità. Sentivo che le mie abilità lavorative erano limitate, che non avevo praticato a lungo come leader della chiesa e che avevo molte carenze. Temendo di non riuscire a svolgere bene quel dovere, non ero disposto ad accettarlo. Non avevo fede in Dio quanta ne aveva Noè, non avevo un cuore che temeva Dio e Gli obbediva, e tanto meno l’umanità o il senno che possedeva Noè. Rendendomi conto di questo, non mi sono più preoccupato, intenzionato a obbedire e ad accettare quel dovere come Noè aveva accettato il suo.

Tuttavia, una volta iniziato, ho incontrato un nuovo problema. Ho scoperto che avevo molto lavoro da eseguire. Per esempio, dovevo conoscere le condizioni dei fratelli e delle sorelle della chiesa, sostenere coloro che non si riunivano normalmente, sapere le difficoltà che avevano nei doveri e condividere per risolverle, aiutarli a imparare a svolgere i loro doveri, e così via. Erano tutte responsabilità che dovevo assumermi. Di fronte a questi problemi, non sapevo da dove cominciare né come svolgere bene quel lavoro, e mi sentivo estremamente stressato. Quelle difficoltà mi hanno fatto diventare negativo, e volevo solo dire al leader che non mi sentivo adatto per quel dovere perché non avevo esperienza e mi stavo trovando molto in difficoltà. In seguito, il leader ha saputo del mio stato e mi ha inviato un passo della parola di Dio per aiutarmi. Ho letto la parola di Dio. “Quando Dio inviò Mosè a guidare gli israeliti fuori dall’Egitto, quale fu la reazione di Mosè al fatto che Dio gli avesse affidato un tale incarico? (Disse di non essere eloquente, bensì lento di parola e di lingua.) Aveva quell’unico, piccolo scrupolo: che non era eloquente, bensì lento di parola e di lingua. Ma oppose forse resistenza all’incarico di Dio? Come vi reagì? Si prostrò. Cosa significa prostrarsi? Significa sottomettersi e accettare. Mosè si prostrò interamente davanti a Dio, incurante delle proprie preferenze personali, e non menzionò alcun problema che potesse avere. Qualunque incarico Dio intendesse affidargli, lo avrebbe eseguito immediatamente. Perché era in grado di accettare l’incarico di Dio anche quando sentiva di non poter fare nulla? Perché dentro di sé nutriva una fede autentica. Aveva sperimentato la sovranità di Dio su tutte le cose e tutte le questioni e, in quarant’anni di esperienza, aveva capito che la sovranità di Dio è onnipotente. Perciò, accettò solerte l’incarico di Dio e si mise all’opera per eseguire ciò che Dio gli aveva commissionato senza dire una parola. Cosa significa che si mise all’opera? Significa che credeva veramente in Dio, faceva veramente affidamento su di Lui e veramente Gli si sottometteva. Non fu vile, non scelse di testa sua né tentò di rifiutarsi; ebbe invece totale fiducia e, colmo di fede, si mise all’opera per eseguire l’incarico che Dio gli aveva affidato. Egli credeva ciò: ‘Se questo è l’incarico di Dio, allora tutto sarà eseguito come Egli dice. Dio mi ha detto di portare gli israeliti fuori dall’Egitto, quindi andrò. Poiché questo è ciò che Dio ha commissionato, Egli opererà e mi darà la forza. Io devo solo collaborare’. Questa è la comprensione di Mosè. […] All’epoca, le circostanze non erano favorevoli né per gli israeliti né per Mosè. Condurre gli israeliti fuori dall’Egitto era, da un punto di vista umano, un compito semplicemente impossibile, poiché il Mar Rosso delimitava l’Egitto, e attraversarlo era di per sé un’ulteriore sfida. Possibile che Mosè non sapesse quanto sarebbe stato difficile adempiere a questo incarico? In cuor suo lo sapeva, eppure disse solo di essere lento di parola e di lingua e che nessuno avrebbe ascoltato i suoi discorsi. In cuor suo, non rifiutò l’incarico di Dio. Quando Dio gli disse di condurre gli israeliti fuori dall’Egitto, Mosè si prostrò e lo accettò. Perché non menzionò le difficoltà? Forse perché, dopo quarant’anni nel deserto, non conosceva i pericoli del mondo degli uomini, o a che punto fosse la situazione in Egitto, o in quali difficili condizioni versassero attualmente gli israeliti? Non sapeva discernere chiaramente queste cose? È questo il punto? Certamente no. Mosè era intelligente e saggio. Conosceva tutte queste cose, avendole viste, subite e sperimentate nel mondo degli uomini, e non le avrebbe mai dimenticate. Le conosceva fin troppo bene. Sapeva quindi quanto fosse difficile l’incarico che Dio gli aveva affidato? (Sì.) Se lo sapeva, come mai fu in grado di accettarlo? Aveva fede. Grazie all’esperienza di una vita intera, credeva nell’onnipotenza di Dio e dunque accettò quell’incarico affidatogli Dio con il cuore colmo di fede e senza nutrire alcun dubbio. […] DiteMi: nei suoi quarant’anni nel deserto, Mosè poté sperimentare che con Dio nulla è difficile, che l’uomo è nelle mani di Dio? Assolutamente sì, questa fu la sua esperienza più vera. Nei suoi quarant’anni nel deserto, moltissime cose misero a rischio la sua vita, e Mosè non sapeva se sarebbe sopravvissuto. Ogni giorno lottava per la sua vita e pregava Dio di proteggerlo. Questo era il suo unico desiderio. In quei quarant’anni, ciò che sperimentò più profondamente furono la sovranità e la protezione di Dio. In seguito, quindi, quando accettò l’incarico di Dio, la sua prima reazione dev’essere stata: nulla è difficile con Dio; se Dio dice che è possibile, allora certamente è così; dal momento che Dio mi ha affidato un tale incarico, di sicuro Se ne occuperà, e sarà Lui a occuparSene, non un uomo. Prima di agire, l’uomo deve pianificare e prepararsi in anticipo. Deve prima occuparsi dei preliminari. Dio deve forse fare queste cose prima di agire? Non ne ha bisogno. Ogni essere creato, per quanto influente, per quanto abile o potente, per quanto fervente sia, è nelle mani di Dio. Mosè aveva fede, conoscenza ed esperienza di ciò, e pertanto non nutriva nel cuore alcun dubbio né paura. Di conseguenza, la sua fede in Dio era estremamente autentica e pura. Si può affermare che Mosè fosse colmo di fede” (“Solo se si è veramente obbedienti si può possedere una fede reale” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Dopo aver letto la parola di Dio, ho capito che ero un codardo che non confidava in Dio e che non avevo fede in Dio. Dio chiamò Mosè a guidare gli israeliti fuori dall’Egitto affinché non fossero più schiavi. Mosè non aveva un esercito per combattere il Faraone, e fu molto difficile per lui portare a termine l’incarico, ma Mosè fu in grado di obbedire alla parola di Dio, e confidava che Dio avrebbe condotto personalmente il Suo popolo fuori dall’Egitto. Ripensando a me stesso, di fronte a tanti lavori che non sapevo svolgere, volevo abbandonare quel dovere perché sentivo di essere davvero sotto pressione, e che quel dovere era un peso per me e non avrei saputo eseguirlo. Non avevo fiducia né fede in Dio. Credevo solo nelle mie limitate capacità. Pensavo che il saper svolgere bene il mio lavoro fosse legato alla mia levatura e alla mia esperienza. Non credevo che fosse Dio a fare tutto e che noi avessimo solo un ruolo di supporto. Ero veramente arrogante. È stato Dio a permettere che svolgessi quel dovere. Tutto è governato e predisposto da Dio. Dovevo avere fede per cooperare concretamente. Da allora in poi, non potevo più rifiutare quel dovere. Credevo che, fintanto che mi affidassi a Dio e guardassi a Lui, Egli mi avrebbe guidato e aiutato, permettendomi di apprendere la verità in ogni difficoltà, di afferrare i vari principi. Compiere quel dovere ha rivelato che ero privo di fede e ha rimediato alle mie mancanze, consentendomi di sperimentare ulteriori situazioni e capire la verità. È la benedizione di Dio.

In Venezuela, ci sono problemi con l’acqua, l’elettricità, internet e l’economia, e a volte dobbiamo lavorare più del solito per mantenere le nostre famiglie. Io e mio padre uscivamo a pescare tutti i giorni alle tre del mattino, e non tornavamo prima delle tre o le quattro del pomeriggio. Stare in mare tutto il giorno mi sfiniva ma, quando tornavo a casa, non volevo riposare, perché avevo ancora tanto da imparare nel mio dovere, e dovevo dedicare più tempo allo studio, a munirmi e a colmare le mie mancanze per poter compierlo adeguatamente. Se non avessi svolto bene il mio dovere, avrei deluso Dio. Ho pensato ai santi dell’Età della Grazia. Seguirono il Signore Gesù, diffusero il Vangelo, compirono il loro dovere, affrontarono numerosi pericoli e difficoltà e soffrirono molto. È forse paragonabile al poco che stavo soffrendo io? Perciò, la prima cosa che facevo ogni giorno quando tornavo a casa era prendere il telefono e vedere quali lavori e incarichi c’erano. Mandavo anche dei messaggi ai fratelli e alle sorelle chiedendo loro se avessero qualche difficoltà. Se c’era qualcuno che non sapeva come svolgere il proprio dovere, lo aiutavo e gli raccontavo quello che avevo imparato svolgendo il mio. Nello svolgimento del mio dovere, ho iniziato a imparare a fare affidamento su Dio e, quando i miei fratelli e sorelle attraversavano delle difficoltà, pregavo Dio di guidarmi e di consentirmi di reperire le parole di Dio che li avrebbero aiutati. Dopo aver condiviso con loro la parola di Dio e la mia esperienza e comprensione, le loro condizioni in qualche modo miglioravano. Aiutando fratelli e sorelle, anch’io ne guadagnavo qualcosa, e la mia comprensione della verità è diventata ancora più chiara di prima. In questo processo, ho visto che, fintanto che ci affidiamo veramente a Lui, Dio ci guida sempre, in qualsiasi difficoltà. Anche se affioravano difficoltà ogni giorno, non ero così debole come all’inizio. Ma, ben presto, è emerso un altro grave problema.

Poiché dov’ero internet funzionava male, non avevo modo di riunirmi o comunicare regolarmente con i miei fratelli e sorelle, e non potevo svolgere il mio dovere. Sapevo che questo problema era fuori dalla mia portata, così ho pregato a lungo Dio, chiedendoGli di guidarmi in quella situazione. Dopo aver pregato, mi sono gradualmente calmato. Poi, ho letto la parola di Dio: “Quando tocchi il fondo, quando percepisci Dio al minimo, quando soffri maggiormente e ti senti più isolato e più lontano da Dio, qual è la cosa che devi assolutamente fare? È invocare Dio. Quando invochi Dio, trovi la forza; quando invochi Dio, riesci a percepirNe l’esistenza; quando invochi Dio, riesci a percepirNe il dominio; quando invochi Dio, quando Lo preghi e metti la tua vita nelle Sue mani, sei in grado di avvertire la Sua presenza accanto a te, di sentire che non ti ha abbandonato. Quando senti che Egli non ti ha abbandonato, quando percepisci veramente che Dio è al tuo fianco, com’è la tua fede? Può forse essere cancellata dallo scorrere del tempo? No” (“Solo se si è veramente obbedienti si può possedere una fede reale” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Quando incontrate delle difficoltà, invocate Dio con il cuore e avrete fede e forza. Le capacità degli esseri umani sono limitate. Non abbiamo la possibilità di vedere al di là del nostro campo visivo, quindi temiamo sempre le difficoltà che si presentano davanti ai nostri occhi. Dio governa ogni cosa e, fintanto che ci affideremo sinceramente a Lui, Egli ci guiderà e ci aiuterà a compiere i nostri doveri. La parola di Dio mi ha dato fede e forza. Non potevo fallire nel compiere il mio dovere di fronte alle numerose difficoltà. Dovevo pregare e affidarmi a Dio per superarle, e dedicarmi ancora di più all’adempimento del mio dovere. Così, ho iniziato a cercare in strada una connessione internet più stabile che mi permettesse di riunirmi normalmente. A volte, quando conducevo un incontro, uscivo in strada verso le otto di sera e tornavo a casa solo verso le dieci e mezza o le undici, conclusa la riunione. Avevo molta paura quando tornavo a casa, poiché vivevo in una zona pericolosa di Margarita, e temevo che qualcuno mi aggredisse per rubarmi il telefono; in tal caso, non avrei potuto continuare a riunirmi né a svolgere il mio dovere. Pregavo spesso Dio, chiedendoGli di darmi la forza di resistere attraverso le difficoltà. Poco tempo dopo, ho ricevuto un messaggio. Un fratello aveva saputo della mia situazione e aveva preso l’iniziativa di scrivermi: “Fratello, so che stai attraversando un periodo difficile in questo momento, e che esci in strada a sera tarda per compiere il tuo dovere. È estremamente pericoloso. Ho una bicicletta da prestarti quando ne hai bisogno. In questo modo, ti sarà più facile spostarti”. In quelle difficoltà avevo imparato molto, anche ad affidarmi a Dio. Avevo capito che Dio è sovrano su tutte le cose, e che Egli predispone gli ambienti per tutti. Nel corso della mia esperienza, avevo visto le azioni di Dio, e la mia fede in Lui era ora più forte. Quando gli altri affrontavano difficoltà simili alle mie, condividevo con loro la parola di Dio e un po’ della mia esperienza per aiutarli e dare loro fede in Dio.

Ogni giorno, tornato dalla pesca, restavo in casa a leggere la parola di Dio e, all’ora prevista per le riunioni, uscivo in strada in bicicletta per trovare una buona connessione internet. Ogni volta pregavo Dio perché mi guidasse a svolgere meglio il mio dovere. Non ero più preoccupato della mia situazione difficile. Volevo solo compiere bene il mio dovere, secondo la volontà e le richieste di Dio. Anche se dovevo affrontare altre difficoltà, ero intenzionato a obbedire alla sovranità e alle disposizioni di Dio, a sperimentare l’ambiente che Dio aveva predisposto per me e a cercare di soddisfare il Suo cuore. Qualche tempo dopo, i fratelli e le sorelle mi hanno aiutato a trovare una casa migliore, con una rete internet relativamente stabile. Ero davvero grato a Dio Onnipotente, perché lì potevo svolgere meglio il mio dovere e, sotto la guida di Dio, avevo fatto grandi progressi nel compierlo. Qualche giorno fa, il leader mi ha comunicato che sarei diventato responsabile di più lavoro, che il mio fardello sarebbe aumentato, e che avrei avuto molti più compiti e ancora più fratelli e sorelle da gestire. Ma non ho più alcuna preoccupazione o lamentela. Finché continuerò a confidare in Dio e ad affidarmi a Lui, Egli mi guiderà e mi aiuterà a svolgere bene il mio dovere.

Dio dice: “Più tieni conto della volontà di Dio, più grande sarà il tuo fardello, e più grande è il tuo fardello, più ricca sarà la tua esperienza. Quando terrai conto della volontà di Dio, Egli ti caricherà di un fardello per poi illuminarti sui compiti che ti ha affidato. Quando Dio ti darà questo fardello, presterai attenzione a tutte le verità a esso collegate e allo stesso tempo ti nutrirai delle parole di Dio. Se il tuo fardello ha a che vedere con la condizione di vita dei tuoi fratelli e sorelle, significa che esso ti è stato affidato da Dio e che dovrai sempre portarlo con te nelle tue preghiere quotidiane. Ciò che Dio fa è stato dato in carico a te e tu sei disposto a fare ciò che Dio desidera fare; ecco che cosa significa assumere il fardello di Dio” (“Tieni conto della volontà di Dio al fine di ottenere la perfezione” in “La Parola appare nella carne”). “In molti casi le prove sono oneri che Dio assegna agli esseri umani. Per quanto grande sia l’onere che Dio ti ha assegnato, questo è il peso che devi sopportare, poiché Dio ti capisce e sa che potrai sopportarlo. L’onere assegnatoti da Dio non eccederà la tua levatura o i limiti della tua resistenza, perciò senza dubbio potrai sopportarlo. Qualunque onere Dio ti assegni, qualunque prova, devi rammentare una cosa: che tu capisca o no la volontà di Dio e che dopo aver pregato tu riceva o no l’illuminazione e la rivelazione da parte dello Spirito Santo, e che questa prova sia per te una disciplina o un avvertimento da parte di Dio, non ha importanza se non capisci. Se non rallenti l’adempimento del tuo dovere e sai attenerti fedelmente a tale dovere, Dio sarà compiaciuto e tu rimarrai saldo nella tua testimonianza” (“Il cammino deriva da una frequente riflessione sulla verità” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Leggendo la parola di Dio, ho capito che Dio non ci affida fardelli che non siamo in grado di sostenere, che Dio conosce la nostra statura e le nostre capacità. Più siamo disposti a seguire la volontà di Dio e ci assumiamo un fardello nei nostri doveri, più ricche saranno le nostre esperienze e più profonda sarà la nostra comprensione di Dio. Devo pregare Dio per accettare questo fardello con sincerità e obbedienza, saper cercare la verità nelle difficoltà e la Sua volontà dietro ogni cosa, perché il mio cuore è intorpidito, ho molte nozioni, e so che la mia statura è immatura e la mia fede in Dio scarsa. Ora, dopo queste esperienze, capisco che, nei momenti di difficoltà, posso conoscere meglio me stesso e le azioni di Dio e avere più fede in Lui. Quando ho iniziato a svolgere quel dovere, raramente pregavo Dio, e non cercavo la Sua guida. Mi limitavo a fare affidamento sui miei talenti per svolgere il mio dovere e non avevo fede in Dio. Dopo aver letto la parola di Dio e aver compreso la Sua volontà, ho acquisito fede e ho lavorato duramente nel mio dovere. Pregavo spesso e mi affidavo a Dio, e cercavo e comunicavo con i leader, apprendendo i principi attinenti al mio dovere e alcuni percorsi e vie secondo cui svolgere il lavoro della chiesa. Dopo questa esperienza, non sono più in uno stato negativo, e non mi sento più incapace di adempiere alle responsabilità e ai fardelli che Dio mi affida. Quando mi accade qualcosa, ogni giorno, imparo a cercare la verità, a svolgere adeguatamente il mio dovere con scrupolosità, e quando incontro delle difficoltà prego Dio, che mi guida e mi aiuta a superare tutti questi ambienti e difficoltà. Inoltre, i miei problemi o lo stress non mi sembrano più tanto gravi. Se non avessi attraversato queste difficoltà, non sarei stato illuminato da Dio, non avrei avuto autentica conoscenza e fede in Lui e tanto meno una reale esperienza, e dunque non saprei compiere adeguatamente il mio dovere. Attraverso queste situazioni, ho compreso che Dio mi sta formando, permettendomi di assumermi incarichi e fardelli ancora maggiori. Sono davvero grato a Dio Onnipotente. Mi fa capire che, nelle situazioni che incontro ogni giorno, si cela il Suo amore, incluse le sofferenze che affronto. Ora capisco la parola di Dio che dice: “Più tieni conto della volontà di Dio, più grande sarà il tuo fardello, e più grande è il tuo fardello, più ricca sarà la tua esperienza” (“Tieni conto della volontà di Dio al fine di ottenere la perfezione” in “La Parola appare nella carne”). Desidero portare più fardelli per ripagare l’amore di Dio.

Oggi, il Venezuela ha molte difficoltà con l’economia, i servizi pubblici e internet. Anche se a volte mi sento stressato, ho imparato ad affidarmi a Dio, a cercarLo e ad avere fede in Lui. Se non avessi affrontato queste difficoltà, non avrei capito l’importanza di svolgere il mio dovere o come cercare Dio nelle difficoltà. Ringrazio Dio per queste situazioni difficili che ha predisposto per me, che mi hanno concesso di ottenere questi guadagni e questa conoscenza.

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