Dopo il terremoto

11 Aprile 2022

di Jane, Filippine

Ho accolto l’opera di Dio Onnipotente degli ultimi giorni nel luglio 2019. In seguito, ho letto molte parole di Dio Onnipotente, e ogni volta che lo facevo mi sentivo come se Dio mi stesse parlando di persona. Era così bello ed edificante, una sensazione mai provata in tutta la mia vita. Ho imparato, attraverso le condivisioni, che nella vita dobbiamo credere in Dio, leggere le Sue parole e compiere il dovere di creature. E, anche se mio padre era contrario alla mia fede e si arrabbiava spesso con me, ho continuato ad andare agli incontri, perché sapevo che era l’unico modo per capire meglio le parole di Dio. La mia vita era così vuota prima di poter leggere le parole di Dio. Poterlo fare mi appagava e mi dava un orientamento di vita. Sapevo quanto fossero importanti per me le riunioni e la lettura delle Sue parole.

Ma, ben presto, mi sono trovata di fronte a una tentazione. La mia vicina mi ha proposto un posto di commessa nel negozio in cui lavorava, offrendomi più di 500 pesos al giorno. Mi ha detto che era sicura che mi avrebbero assunta. Mi sembrava un buono stipendio. Con quei soldi potevo permettermi le cose che volevo, e avrei anche potuto aiutare i miei genitori. Ma, lavorando, forse non sarei riuscita a partecipare regolarmente alle riunioni. Tuttavia, volevo i soldi, era un’occasione da non perdere. Alla fine non ho saputo resistere alla tentazione e ho accettato il lavoro. Ho firmato un contratto per un mese, pensando che dopo avrei potuto partecipare agli incontri normalmente e nel frattempo avrei fatto il possibile per continuare a frequentarli. Le cose però non sono andate come mi aspettavo. Era impossibile partecipare alle riunioni come avevo sperato. Al lavoro non potevo usare il cellulare e non uscivo prima delle 6 del pomeriggio. Distava molto, e quando arrivavo a casa ero molto stanca. Non avevo proprio le forze. Se non arrivavo a casa in tempo, si faceva tardi per partecipare. Col tempo, ho sentito che mi stavo allontanando da Dio, e per qualche ragione ero spaventata e a disagio. Non sapevo perché, ma mi sentivo sempre molto triste. Esteriormente sorridevo, ma dentro di me soffrivo. Mi sentivo come se tutta la luce nella mia vita fosse scomparsa. A volte percepivo una tale oscurità che mi mettevo a piangere. Mi mancavano molto gli incontri. Quando non c’erano clienti, scrivevo nel mio quaderno le parole di Dio che riuscivo a ricordare, e le leggevo e meditavo quando potevo. Riuscivo a percepire l’aiuto e la guida di Dio. Guardavo sempre il calendario, contando i giorni che mancavano alla fine del contratto. Volevo lasciare quel lavoro e tornare alle riunioni.

Un giorno, su Facebook, ho trovato due passi delle parole di Dio inviati da un fratello. “Ogni genere di disastro avverrà uno dopo l’altro; tutte le nazioni e tutti i luoghi subiranno calamità: epidemie, carestie, inondazioni, siccità e terremoti sono ovunque. Questi disastri non avverranno solo in uno o due luoghi, né si concluderanno nel giro di uno o due giorni, ma si estenderanno su un’area sempre più vasta, e diverranno sempre più gravi. Durante questo periodo, emergeranno in successione infestazioni di insetti di ogni sorta, e in tutti i luoghi si verificherà il fenomeno del cannibalismo. Questo è il Mio giudizio su tutte le nazioni e su tutti i popoli” (Capitolo 65 di “Discorsi di Cristo al principio” in “La Parola appare nella carne”). “La Mia misericordia si esprime verso coloro che amano Me e rinnegano sé stessi. La punizione che visita gli operatori di iniquità, parallelamente, è prova della Mia indole giusta e, ancor più, testimonianza della Mia ira. Quando la catastrofe colpirà, tutti coloro che si oppongono a Me piangeranno, vittime della carestia e della peste. Coloro che hanno commesso ogni genere di iniquità ma Mi hanno seguito per molti anni non eviteranno di pagare per i loro peccati; anch’essi saranno gettati nel disastro, qualcosa di raramente visto nel corso di milioni di anni, e vivranno in uno stato costante di panico e paura. E quanti tra i Miei seguaci sono stati leali a Me solo esulteranno e applaudiranno alla Mia potenza. Sperimenteranno un ineffabile appagamento e vivranno in una gioia come non ne ho mai elargita prima all’umanità. Questo perché apprezzo le buone azioni degli uomini e ne aborrisco le azioni malvagie. Fin da quando iniziai a guidare l’umanità, ho sempre ardentemente nutrito la speranza di guadagnare un gruppo di uomini che condividessero il Mio Stesso modo di pensare. Nel contempo non dimentico mai coloro che non condividono il Mio modo di pensare; li detesto sempre in cuor Mio, attendendo l’opportunità di scagliare la Mia punizione su di loro, cosa che avrò gusto di vedere. Ora il Mio giorno è finalmente giunto e non ho più bisogno di aspettare!” (“Prepara sufficienti buone azioni per la tua destinazione” in “La Parola appare nella carne”). Potevo sentire l’autenticità delle parole di Dio, ed ero davvero spaventata, perché ne constatavo la concretizzazione. A Mindanao erano andati aumentando i disastri, eruzioni vulcaniche, uragani, terremoti e pandemie, e così in tutto il resto del mondo. Ma io avevo optato per i soldi e mi ero allontanata da Dio. Temevo che Dio non mi avrebbe protetta in uno di quei disastri e sarei morta. Così ho recitato una preghiera: “Dio, Ti prego, perdonami per aver preferito il denaro a Te. So che sono andata contro la Tua volontà, ma desidero pentirmi”. Credevo non fosse troppo tardi per pentirmi, avevo ancora la possibilità di tornare alle riunioni. Non vedevo l’ora che il mio contratto finisse per poter di nuovo svolgere un dovere.

Ricordo che il 15 dicembre 2019 mi sentivo estremamente in ansia. Non sapevo perché, ma provavo questa sensazione di presagio. Volevo andarmene dal centro commerciale e tornare a casa, volevo smettere di lavorare. Poi, una collega mi ha chiesto di andare in bagno con lei. Pochi minuti dopo, proprio mentre tornavamo dentro, la terra ha improvvisamente iniziato a tremare. Ho visto la gente correre fuori dal centro commerciale. Alcuni erano immobilizzati per la paura. Ovunque cadevano oggetti dagli scaffali. Per fortuna eravamo vicine all’uscita, così abbiamo velocemente abbandonato l’edificio. La scossa era tale che mi sembrava di trovarmi in una culla ed è stato difficile raggiungere un posto sicuro. Ripensandoci, guarda caso ero uscita dal centro commerciale per andare in bagno subito prima che iniziasse, e avevamo dovuto aspettare fuori per un po’ per via della fila. Il terremoto è iniziato mentre tornavo dentro. Un tempismo perfetto: quindi è stata la protezione di Dio a salvarmi dal pericolo. Ero così commossa. Non perché ero sopravvissuta, ma perché ho visto l’amore di Dio e che Lui era al mio fianco. Mi ha salvata da quel terremoto. Ho invocato Dio con il cuore più e più volte: “Ti ringrazio, Dio Onnipotente, per avermi salvata!” Molti pensieri mi attraversavano la mente mentre ero fuori. Sapevo di aver guadagnato dei soldi, ma mi sentivo turbata e depressa. Il denaro non è importante. Non serve a niente in caso di un terremoto. Presentarsi a Dio e ricevere la Sua salvezza è tutto ciò che conta. Non chiedevo altro che tornare a casa e partecipare a una riunione. Volevo raccontare ai fratelli e alle sorelle di come Dio mi aveva guidata attraverso la catastrofe e di come ero stata testimone del Suo amore e delle Sue azioni.

Mentre tornavo a casa, quel giorno, mi sono chiesta perché Dio continuasse a proteggermi anche dopo che mi ero allontanata da Lui. Ho aperto l’app della Chiesa e trovato un passo delle parole di Dio Onnipotente. “L’amore di Dio è concreto: mediante la grazia di Dio l’uomo evita un disastro dopo l’altro, e per tutto il tempo Dio mostra più e più volte tolleranza per la debolezza dell’uomo. Il giudizio e il castigo di Dio permettono alle persone di giungere gradualmente a riconoscere la corruzione e l’essenza satanica del genere umano. Ciò che Dio provvede, la Sua illuminazione dell’uomo e la Sua guida, permettono al genere umano di conoscere sempre più l’essenza della verità e ciò di cui le persone hanno bisogno, quale strada devono intraprendere, per che cosa vivono, il valore e il significato delle loro vite, e come percorrere il cammino avanti a loro. Tutte queste cose che Dio compie sono inseparabili dal Suo proposito originario. Qual è, dunque, questo proposito? Perché Dio usa questi metodi per svolgere la Propria opera sull’uomo? Quali risultati vuole ottenere? In altre parole, cosa vuole vedere nell’uomo e cosa vuole ottenere da lui? Ciò che Dio vuole vedere è che il cuore dell’uomo possa riprendere vita. Questi metodi che Egli usa per operare sull’uomo sono un continuo sforzo per risvegliare il cuore e lo spirito dell’uomo, per consentirgli di capire da dove proviene, chi lo guida, lo sostiene e provvede a lui, e chi gli abbia permesso di vivere fino a oggi; sono strumenti per mettere l’uomo in grado di capire chi è il Creatore, chi dovrebbe adorare, che tipo di strada dovrebbe percorrere, e in quale modo dovrebbe presentarsi dinanzi a Dio; sono strumenti per rianimare gradualmente il cuore dell’uomo, così che l’uomo conosca il cuore di Dio, comprenda il cuore di Dio e la grande cura e l’attenzione che sono dietro all’opera di Dio per salvare l’uomo. Quando il suo cuore si rianima, l’uomo non desidera più vivere con un’indole degenerata, corrotta, bensì desidera perseguire la verità per soddisfare Dio. Quando il suo cuore si risveglia, l’uomo è in grado di staccarsi completamente da Satana. Non sarà più danneggiato da Satana, né controllato o preso in giro da lui. Invece, l’uomo potrà cooperare attivamente all’opera di Dio e alle Sue parole per soddisfare il cuore di Dio, arrivando così a temere Dio e a fuggire il male. Questo è lo scopo originario dell’opera di Dio” (“Dio Stesso, l’Unico VI” in “La Parola appare nella carne”). Ero davvero commossa. Ho potuto vedere l’amore e la misericordia di Dio. Poiché avevo rinunciato alle riunioni e al dovere per i piaceri materiali, ero convinta che Dio non mi avrebbe salvata. Ma Lui mi ha miracolosamente protetta durante quel terremoto, invece di abbandonarmi. Dio voleva che aprissi gli occhi e smettessi di bramare il denaro, per tornare davanti a Lui, perseguire la verità e compiere il mio dovere. Mi sono sentita così fortunata. Non potevo sprecare l’occasione che Dio mi offriva: dovevo pentirmi, rinunciare agli agi materiali e tornare a svolgere nella Chiesa il mio dovere di essere creato.

Terminato il mio contratto, a fine dicembre, ho investito quasi tutto il mio tempo e le mie energie nel mio dovere. Provavo debolezza di fronte ai problemi, e a volte ero molto stanca, ma poi ripensavo sempre a come Dio mi aveva protetta durante il terremoto. Per quante difficoltà affrontassi, sapevo di dover lavorare sodo e compiere il mio dovere per ripagare l’amore di Dio. Lo ritenevo l’unico modo per sfuggire ai disastri e ottenere una buona destinazione. Poi, un giorno, ho visto una testimonianza intitolata “La malattia ha rivelato la mia brama di benedizioni”. Era il video di un fratello, un credente di lunga data, che ha dato molto e ha lavorato duramente, svolgendo il suo dovere finché non si è ammalato gravemente. Era disperato e dava addirittura la colpa a Dio. Sentiva di aver dato tanto, e che quindi non avrebbe dovuto ammalarsi così, e non capiva perché Dio non lo avesse benedetto e protetto. Dopo aver letto le parole di Dio, si è reso conto che non svolgeva il suo dovere per perseguire la verità e obbedire a Dio, ma per essere benedetto ed entrare nel Suo Regno. La sua esperienza mi ha mostrato che forse anche io avevo motivazioni corrotte nel mio dovere, perché speravo sempre che Dio mi avrebbe salvata dai disastri. Temevo di star cercando di contrattare con Dio, proprio come quel fratello. Quella sera mi sono chiesta se con il mio dovere volessi soddisfare Dio oppure ottenere la Sua grazia. Ho pensato alla protezione che avevo ricevuto durante il terremoto e al terrore che avevo provato dopo. Temevo di ritrovarmi in altre catastrofi in futuro. Quindi, il mio desiderio di tornare a svolgere il mio dovere era solo la speranza che Dio mi salvasse dai disastri. Avevo le stesse motivazioni e prospettive del fratello nel video. Per lui si era trattato di una malattia, per me di un terremoto. Non mi sacrificavo per sottomettermi a Dio e soddisfarLo, ma solo perché Lui mi proteggesse dai disastri e io ottenessi una buona destinazione ed accedessi al Suo Regno. Quella sera ero davvero turbata. Non potevo davvero accettare di star svolgendo il mio dovere solo in cambio delle benedizioni di Dio. Volevo davvero compierlo in maniera autentica. Ma la realtà era che avevo fede per il mio tornaconto. Non possedevo un cuore riverente, e non obbedivo a Dio né Lo adoravo come nostro Creatore.

In seguito, ho cercato delle verità al riguardo, e ho trovato un passo delle parole di Dio. “Le Mie azioni sono più numerose dei granelli di sabbia sulle spiagge e la Mia saggezza supera quella di tutti i figli di Salomone, eppure le persone pensano a Me esclusivamente come a un medico di poco conto e come a uno sconosciuto maestro per l’uomo. In così tanti credono in Me solo perché li guarisca. In così tanti credono in Me solo perché usi i Miei poteri per scacciare gli spiriti impuri dai loro corpi, e in così tanti credono in Me semplicemente per ricevere da Me pace e gioia. In così tanti credono in Me soltanto per chiederMi più ricchezze materiali. In così tanti credono in Me soltanto per trascorrere questa vita in pace e per essere sani e salvi nel mondo che verrà. In così tanti credono in Me per evitare le sofferenze dell’inferno e per ricevere le benedizioni del cielo. In così tanti credono in Me solamente per un conforto temporaneo e non cercano di guadagnare alcunché nel mondo che verrà. Quando riversai la Mia furia sull’uomo e gli sottrassi tutta la gioia e la pace che un tempo egli possedeva, l’uomo divenne dubbioso. Quando diedi all’uomo la sofferenza dell’inferno e rivendicai le benedizioni del cielo, la vergogna dell’uomo si mutò in rabbia. Quando l’uomo Mi chiese di guarirlo, Io non gli diedi retta e provai avversione nei suoi confronti; l’uomo si allontanò da Me per cercare invece la via della cattiva medicina e della stregoneria. Quando portai via tutto quello che l’uomo Mi aveva richiesto, tutti sparirono senza lasciare traccia. Di conseguenza, dico che l’uomo ha fede in Me perché Io dono troppa grazia e c’è fin troppo da guadagnare” (“Che cosa sai della fede?” in “La Parola appare nella carne”). Le parole di Dio rivelavano perfettamente il mio stato. Avevo fede solo per godere della Sua grazia, affinché mi salvasse dai disastri. Dopo il terremoto, ho rinunciato al mio desidero di denaro e piacere e sono tornata al mio dovere, ma, per quanto duramente lavorassi, volevo solo che Dio mi salvasse e mi proteggesse dalle catastrofi, usare la mia possibilità di compiere un dovere in cambio delle benedizioni del Regno di Dio. Svolgevo un dovere solo per il mio tornaconto: stavo contrattando con Dio. Mi sono sentita così imbarazzata e colpevole quando ho visto i miei scopi egoistici e le mie prospettive sbagliate. Ho pregato Dio: “O Dio, sono così corrotta. Mi sono impegnata solo per il mio tornaconto. Ti ho ingannato. Dio, Ti sono grata per aver smascherato la mia corruzione e avermi fatto conoscere me stessa. Non voglio più compiere il mio dovere solo per le benedizioni. Desidero soltanto compiacerTi”.

Poco tempo dopo, una sorella mi ha inviato delle parole di Dio che mi hanno aiutata a capire dove sbagliavo nella mia ricerca. La parola di Dio dice: “Nella vostra fede in Dio, che strada state percorrendo? Se non ricercate, come fece Pietro, la vita, la comprensione di voi stessi e la conoscenza di Dio, allora non state ancora facendo il cammino di Pietro. In questo momento, la maggior parte delle persone si trova in una condizione riflessa dal seguente pensiero: ‘Per poter ottenere delle benedizioni mi devo sacrificare per Dio e pagare un prezzo per Lui. Per poter ottenere delle benedizioni devo abbandonare tutto per Dio; devo portare a termine ciò che Lui mi ha affidato e compiere bene il mio dovere’. Questo pensiero è dominato dal desiderio di guadagnarsi benedizioni ed è un esempio di come alcuni si impegnino a fondo al solo scopo di ricevere ricompense da Dio e di ottenere una corona. Una persona che si comporta in questo modo non ha la verità dentro di sé e sicuramente la sua conoscenza è limitata ad alcune parole della dottrina, di cui fa sfoggio ovunque vada. Il suo cammino è quello di Paolo. La fede in Dio di un individuo di questo tipo è un atto di costante sforzo, ed egli è intimamente convinto che più fa, più dimostrerà la sua lealtà a Dio, che più fa, più Dio sarà sicuramente soddisfatto, e che più fa, più meriterà di essere incoronato davanti a Dio e più sarà certo di ricevere grandi benedizioni nella casa di Dio. Pensa che, se riuscirà a sopportare le sofferenze, a predicare e morire per Cristo, a sacrificare la propria vita e a portare a termine tutti i compiti che Dio gli ha affidato, allora sarà una delle persone più benedette da Dio, una di quelle che ottengono le benedizioni maggiori e che sicuramente riceverà una corona. Questo è precisamente ciò che Paolo si immaginava e perseguiva; è esattamente il cammino da lui percorso, e fu sotto la guida di questi pensieri che egli lavorò per servire Dio. Tali pensieri e intenzioni non hanno forse origine da una natura satanica?” (“Come percorrere il cammino di Pietro” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). “Tutti gli esseri umani corrotti vivono per sé stessi. Ognuno per sé e che gli altri si arrangino: questo è il riassunto della natura umana. Le persone credono in Dio per il proprio interesse; abbandonano le cose, si spendono per Lui e sono fedeli a Lui, ma fanno comunque tutto questo nel loro interesse. In sintesi, tutto viene fatto allo scopo di ottenere benedizioni per sé stesse. Nella società, tutto viene fatto per beneficio personale; credere in Dio è qualcosa che si fa solo per ottenere benedizioni. È al fine di ottenere benedizioni che le persone rinunciano a tutto e riescono a sopportare grandi sofferenze: queste sono tutte prove empiriche della natura corrotta dell’uomo” (“La differenza tra cambiamenti esteriori e cambiamenti di indole” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Dalle parole di Dio, ho imparato che in molti sanno rinunciare a tutto per sacrificarsi per Lui, ma nel cuore non vogliono soddisfarLo, solo ottenere benedizioni. Sono proprio come Paolo. Paolo si sacrificò e viaggiò molto per diffondere il Vangelo, ma voleva scambiare tutto il suo impegno con le benedizioni di Dio. Dopo aver svolto tutto quel lavoro, dichiarò: “Ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho conservato la fede. Ormai mi è riservata la corona di giustizia” (2 Timoteo 4:7-8). Paolo agiva solo per il proprio tornaconto, per le benedizioni, per le ricompense, per una corona. Gli interessava solo lavorare, non praticare la verità o entrare nella realtà delle parole di Dio. Ecco perché non cambiò mai d’indole e Dio non lo approvò mai, nonostante abbia diffuso il Vangelo e fatto molti proseliti. Riflettendo su me stessa, ho visto che ero proprio come Paolo. Ho lasciato il mio lavoro e investito praticamente tutto il mio tempo e la mia energia nel mio dovere, a volte consumando un solo pasto al giorno quando ero occupata. Ma il mio scopo non era perseguire la verità o soddisfare Dio, bensì ottenere le Sue benedizioni. Non tentavo di conoscere me stessa o di risolvere la mia corruzione, volevo solo che Dio notasse il mio impegno e mi salvasse dai disastri, per ottenere così una buona destinazione ed entrare nel Suo Regno. Ho visto quanto ero egoista e profondamente corrotta da Satana, e che agivo solo nel mio interesse. Non avevo devozione né vero amore per Dio. Amavo solo me stessa. Questo mi ha davvero sconvolta. Ho pregato: “Dio, Ti prego, aiutami a cambiare le mie motivazioni e prospettive sbagliate nel mio dovere. Voglio compierlo come Tu richiedi, non per me stessa”.

Tempo dopo, ho letto un altro passo delle parole di Dio che mi ha davvero commossa. Le parole di Dio dicono: “Io non ho altra scelta e vi sono stato devoto con tutto il cuore, eppure voi nutrite intenzioni malvagie e siete poco entusiasti nei Miei confronti. Questa è la misura del vostro dovere, la vostra unica funzione. Non è così? Siete consapevoli di aver fallito completamente nel compiere il dovere di un essere creato? Come potete essere considerati esseri creati? Non vi è chiaro che cosa stiate esprimendo e vivendo? Non avete compiuto il vostro dovere, ma cercate di guadagnare la tolleranza e l’abbondante grazia di Dio. Tale grazia non è stata predisposta per quelli indegni e ignobili come voi, ma per coloro che non chiedono nulla e si sacrificano di buon grado. Persone come voi, così mediocri, sono totalmente indegne di godere della grazia del cielo. Solo avversità e punizione interminabile accompagneranno i vostri giorni! Se non riuscite a esserMi fedeli, il vostro sarà un destino di sofferenza. Se non riuscite a tener conto della Mia parola e della Mia opera, la vostra sorte sarà la punizione. Tutta la grazia, le benedizioni e la vita meravigliosa nel Regno non avranno nulla a che vedere con voi. Questa è la fine a cui meritate di andare incontro e la conseguenza del vostro agire! Non soltanto questi uomini stolti e arroganti non fanno del loro meglio né compiono il loro dovere, ma tendono anche le mani per ricevere la grazia, come se ciò che chiedono fosse meritato. E se non riescono a ottenere ciò che chiedono, diventano sempre meno leali. Come possono uomini del genere essere considerati ragionevoli? Siete di scarsa levatura e privi di ragione, del tutto incapaci di compiere il dovere che dovreste adempiere durante l’opera di gestione. Il vostro valore si è già deteriorato. Il fatto che non Mi abbiate ripagato per avervi mostrato tanta grazia è già un atto di ribellione estrema, sufficiente a condannarvi e a dimostrare la vostra codardia, incompetenza, meschinità e indegnità. Cosa vi dà il diritto di tendere ancora le mani?” (“La differenza tra il ministero di Dio incarnato e il dovere dell’uomo” in “La Parola appare nella carne”). Prima di leggere queste parole, non mi ero resa conto della mia avidità. Avevo dedicato molto tempo al mio dovere, ma sempre pretendendo in cambio benedizioni da Dio e contrattando con Lui. In realtà, non stavo compiendo il mio dovere e non ero un vero essere creato. Avevo forse il diritto di chiedere la grazia di Dio, di pretendere che mi salvasse dai disastri per poter entrare nel Suo Regno? Senza la rivelazione delle parole di Dio, tuttora non saprei quanto fossi ribelle e corrotta, o quanto Dio odiasse la mia spregevole brama di benedizioni. Pensavo solo a me stessa, non alla Sua volontà. Una persona come me non è degna delle benedizioni e della salvezza di Dio. Dio è giusto e santo, e ama chi Gli è devoto, chi sa compiere il proprio dovere con un cuore puro. Ma io avevo un cuore puro e sincero? Niente affatto. Mi vergognavo così tanto dei miei motivi spregevoli e dei miei desideri eccessivi. Non meritavo la grazia di Dio. Volevo cambiare me e le mie motivazioni errate, così da dare tutta me stessa nel mio dovere per soddisfare Dio.

In una riunione, ho letto un passo delle parole di Dio che mi ha veramente aiutata. La parola di Dio dice: “Non vi è correlazione fra il dovere dell’uomo e l’eventualità che egli sia benedetto o maledetto. Il dovere è ciò che l’uomo dovrebbe compiere; è la sua vocazione mandata dal cielo e non dovrebbe dipendere da ricompense, condizioni o ragioni. Soltanto così egli starà compiendo il suo dovere. Benedetto è chi, dopo avere sperimentato il giudizio, viene reso perfetto e gioisce delle benedizioni di Dio. Maledetto è chi, dopo avere sperimentato il giudizio e il castigo, non va incontro a una trasformazione dell’indole, ossia non viene reso perfetto, bensì punito. Ma a prescindere dal fatto che siano benedetti o maledetti, gli esseri creati dovrebbero compiere il loro dovere, fare ciò che dovrebbero fare e ciò che sono in grado di fare; questo è il minimo che una persona, una persona che ricerca Dio, dovrebbe fare. Tu non dovresti compiere il tuo dovere solo per essere benedetto, né rifiutarti di agire per timore di essere maledetto. Lasciate che vi dica quest’unica cosa: compiere il proprio dovere è ciò che l’uomo dovrebbe fare, e se non è in grado di farlo, questo dimostra la sua ribellione. È attraverso il processo del compimento del proprio dovere che l’uomo gradualmente si trasforma, ed è attraverso questo processo che dimostra la sua lealtà. Stando così le cose, più sei in grado di compiere il tuo dovere, più verità riceverai e più la tua espressione diventerà reale” (“La differenza tra il ministero di Dio incarnato e il dovere dell’uomo” in “La Parola appare nella carne”). Dopo aver letto le parole di Dio, ho visto che, poiché sono un essere creato, devo compiere il mio dovere, è questa la mia responsabilità. Non devo pretendere ricompense o benedizioni da Dio, né preoccuparmi se sarò salvata o punita. Devo solo pensare a come svolgere bene il mio dovere. Ero sempre stata convinta che Dio non mi avrebbe punita fintanto che avessi compiuto il mio dovere, e che non sarei precipitata nei disastri. Pensavo Egli punisse solo chi non Lo segue o non svolge alcun dovere, così ho cercato di usare il mio dovere come merce di scambio per la protezione di Dio. Poi ho capito che un dovere è il minimo indispensabile per un essere creato. Non ha niente a che fare con l’essere benedetti o maledetti. Per stabilire se alla fine verrò salvata o punita, Dio guarda se ho acquisito la verità, se sono cambiata. Questa è la giustizia di Dio. Nelle catastrofi, se anche venissi ferita o morissi, devo comunque sottomettermi al dominio di Dio e non prendermela mai con Lui, né barattare il mio dovere con la sopravvivenza in un disastro. Questo non è compiere il dovere di un essere creato. Devo offrirmi a Dio e svolgere i miei doveri senza volere niente in cambio, perché Lui mi ha creata. Da allora, nel mio dovere, ho costantemente analizzato e ammonito me stessa. Non potevo svolgerlo per fini egoistici, dovevo soddisfare Dio e arrecarGli gioia.

Sia lodato Dio! Dio ha usato quelle situazioni per rivelare la mia corruzione e la mia ricerca sbagliata, per mostrarmi il mio spregevole intento di perseguire le benedizioni e cambiare la mia impropria ricerca nella fede. Ora non svolgo un dovere per ottenere più grazia da Dio o per sfuggire ai disastri: tutto ciò che voglio è perseguire la verità e compiere il mio dovere per ripagare l’amore di Dio.

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