Cosa si celava dietro il mio fingere di capire

15 Agosto 2026

di Miao Xiao, Cina

Nel febbraio del 2023, sono stata promossa a supervisore del lavoro di irrigazione. A quel tempo, supervisionavo il lavoro di diversi capigruppo dell’irrigazione. Sentivo di avere una certa abilità nell’irrigare i nuovi arrivati, quindi ero sicura che le persone mi avrebbero stimata per aver fatto questo dovere. Non potevo fare a meno di sentirmi compiaciuta di me stessa. Tuttavia, sebbene fossi felice, ero anche preoccupata. Ero piuttosto brava ad aiutare i capigruppo con i problemi e le difficoltà dei nuovi arrivati ma, come supervisore, dovevo risolvere anche i problemi e le difficoltà dei capigruppo stessi. Di solito mi concentravo solo sul lavoro e non sul mio ingresso nella vita, quindi la mia comprensione della verità era piuttosto superficiale. Riuscivo a trovare le parole di Dio per risolvere stati e problemi comuni, ma quando si trattava di quelli più complessi, non riuscivo a vederli chiaramente e non sapevo cosa fare. Prima ero allo stesso livello degli altri capigruppo, quindi non importava se non riuscivo a risolvere i loro problemi e le loro difficoltà. Ma ora ero il supervisore. Se non fossi riuscita a risolvere le loro difficoltà, cosa avrebbero pensato di me? Avrebbero detto che non ero all’altezza di questo dovere? Sarebbe stato così umiliante se non fossi riuscita a risolvere i loro problemi e fossi stata destituita per non aver prodotto alcun risultato nel lavoro! Per far credere a tutti che fossi un supervisore all’altezza degli standard, in ogni riunione sfruttavo i miei punti di forza, come ad esempio comprendere i problemi e le difficoltà dei nuovi arrivati e indicare un cammino di pratica, o correggere le deviazioni dei capigruppo nel loro lavoro di irrigazione. Pensavo che, fintanto che avessi gestito bene il lavoro dei capigruppo e il lavoro avesse prodotto risultati, non sarei stata guardata dall’alto in basso né destituita. Tuttavia, raramente chiedevo delle difficoltà che i capigruppo incontravano nei loro doveri; non avevo nemmeno il coraggio di farlo. Avevo paura che, se avessi chiesto e non fossi riuscita a risolverle, avrei perso la faccia. Questo accadeva soprattutto quando una leader partecipava alle nostre riunioni. Per fare una buona impressione e farle credere che fossi all’altezza di fare il dovere di supervisore, non cercavo aiuto nemmeno quando avevo difficoltà e problemi. Mi comportavo sempre come se non avessi alcuna difficoltà. Anche nel risolvere gli stati dei capigruppo, ero molto cauta. Aspettavo che la mia leader finisse di condividere e poi intervenivo e condividevo su qualche parola, per dimostrare che le mie opinioni erano uguali alle sue. In questo modo, lei non avrebbe notato le mie manchevolezze o deviazioni.

Dopo un po’ di tempo, ho sentito i capigruppo lamentarsi del fatto che si erano concentrati solo sul correre di qua e di là per fare il lavoro, ma non avevano conseguito alcun ingresso nella vita. Mi sono sentita molto in colpa. Sapevo che se le riunioni fossero servite solo a seguire il lavoro senza risolvere le loro difficoltà, questo avrebbe influito sull’ingresso nella vita dei fratelli e delle sorelle, e non avrebbero ottenuto buoni risultati nei loro doveri. Ho pensato che nelle riunioni seguenti avrei risolto innanzitutto le loro difficoltà, per poi passare alle questioni di lavoro. Ma poi mi preoccupavo: “E se non riuscissi a risolverle? Non sarebbe troppo imbarazzante?” Così, ancora una volta, non sono stata disposta a praticare in quel modo. Chiedevo degli stati dei capigruppo solo quando erano già pessimi e non avevo altra scelta. A volte, quando non riuscivo a vedere chiaramente i loro problemi e non sapevo cosa fare, non volevo aprirmi e cercare una soluzione insieme. Mi sforzavo semplicemente di trovare un passo delle parole di Dio e offrivo una condivisione superficiale solo per cavarmela. Così facendo, vivevo in uno stato di costante paura che i miei fratelli e sorelle mi guardassero dall’alto in basso. Mi sentivo particolarmente oppressa durante le riunioni e vivevo nelle tenebre e nel dolore, incapace di trovare liberazione. Mi pentivo persino di aver accettato di fare questo dovere.

In seguito, mi sono aperta sul mio stato con i miei fratelli e le mie sorelle. Una sorella ha detto che mi ero messa su un piedistallo e ha anche trovato un passo delle parole di Dio da farmi leggere. Dio Onnipotente dice: “Gli esseri umani corrotti hanno tutti un difetto comune: quando non hanno prestigio, non si danno delle arie né adottano un certo modo di fare mentre interagiscono o parlano con gli altri. Il loro modo di parlare non ha toni affettati ed è ordinario e normale. Non fingono né si preoccupano di ciò che gli altri pensano di loro. Non sentono alcuna pressione psicologica, e sono in grado di aprirsi e di interagire con le altre persone nella condivisione e in conversazioni a cuore aperto. Gli altri sentono che sono amichevoli e accessibili, e pensano che siano piuttosto brave persone. Non appena ottengono un certo prestigio diventano spocchiosi e arroganti, ignorano le persone comuni, nessuno può avvicinarli; pensano di essere nobili, di essere diversi dalla gente comune, guardano dall’alto in basso le persone comuni, si danno arie quando parlano e smettono di condividere apertamente con gli altri. Perché non condividono più apertamente? Ritengono di avere prestigio, adesso, e sono dei leader. Pensano che i leader debbano avere una certa immagine, essere più in alto rispetto alla gente comune, avere una statura più elevata e più resistenza; ritengono che, in confronto alle persone comuni, i leader debbano avere più pazienza, saper soffrire e spendersi di più e sapere resistere a ogni tentazione di Satana. Anche se i loro genitori o altri membri della famiglia muoiono, sentono di dover avere l’autocontrollo per non piangere, o di dover piangere di nascosto, non in vista, piuttosto che davanti agli altri. Pensano di non poter lasciare che nessuno veda le loro manchevolezze o i loro difetti o una qualsiasi delle loro debolezze, e che non possono nemmeno far sapere a nessuno se sono diventati negativi; invece, devono nascondere tutte queste cose. Ritengono che così debba agire chi ha prestigio. Quando si reprimono in tale misura, non significa forse che il prestigio è diventato il loro dio, il loro signore? Stando così le cose, possiedono ancora un’umanità normale? Quando hanno queste idee, si confinano in questo ruolo e recitano questa parte, non si sono forse innamorati del prestigio?(La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Come risolvere le tentazioni e i vincoli del prestigio”). Questo passo delle parole di Dio descriveva esattamente il mio stato. Mi sono resa conto che avevo sempre vissuto nelle tenebre, incapace di trovare liberazione, perché vivevo tra i vincoli del prestigio. Prima di essere un supervisore, ero allo stesso livello degli altri capigruppo e tra noi non c’era alcuna differenza di prestigio. Anche se il mio ingresso nella vita era un po’ superficiale e c’erano alcuni problemi che non riuscivo a risolvere, non sentivo alcuna pressione. Ma da quando ero diventata supervisore, mi ero messa su un piedistallo. Sentivo che, dal momento che ero responsabile del loro lavoro, dovevo essere migliore di loro in ogni aspetto e che, se c’era qualcosa che non sapevo o non riuscivo a fare, mi avrebbero guardata dall’alto in basso e avrebbero detto che non ero all’altezza del dovere. Per evitare che i capigruppo mi guardassero dall’alto in basso, durante le riunioni non chiedevo dei loro stati e mi limitavo ad approfondire il lavoro. Quando la mia leader partecipava alle riunioni, avevo paura che i miei problemi venissero messi a nudo davanti a lei, così nascondevo le mie manchevolezze. Non riferivo le difficoltà nel lavoro, creando una falsa impressione affinché la leader pensasse che fossi in grado di risolvere i problemi e fossi all’altezza del dovere di supervisore. Dopo essere diventata supervisore, non ho pensato a come fare bene il mio dovere o a risolvere le difficoltà dei fratelli e delle sorelle. Pensavo solo a come proteggere la mia reputazione e il mio prestigio. Ero davvero così egoista!

In seguito, ho cercato e riflettuto: perché mantenevo sempre un’apparenza e mi mascheravo per proteggere la mia reputazione e il mio prestigio? Quale indole corrotta controllava questo? Ho letto le parole di Dio: “Tutte le verità, le parole corrette e le cose positive sono per coloro che amano la verità, amano la parola di Dio e hanno un enorme anelito verso di Lui. Dopo aver ascoltato la verità, coloro che non possiedono queste qualifiche diranno pure che la verità è giusta e la verità è buona, ma riflettendo in merito penseranno: ‘Per cosa vivo? Vivo per la fama, il prestigio, le corone, le aureole e le ricompense di Dio. Senza queste cose, ho ancora dignità? Qual è il significato della mia vita? La fede in Dio non è solo un mezzo per inseguire le ricompense e le corone? Ora che ho versato così tanto sangue del mio cuore e dopo aver atteso così a lungo, finalmente è arrivato il momento in cui Dio ricompensa i buoni e punisce i malevoli. Questo è il momento in cui dovrei essere incoronato e ricevere la mia ricompensa. Come potrei cedere questo a qualcun altro? Essere una persona normale, una persona ordinaria, semplice come tutte le altre: che senso ha vivere così? Non sono tanto stupido!’ Questa persona non è forse oltre ogni rimedio? (Sì.) Non cercare di persuadere persone del genere. La verità non è per loro, e ciò che vogliono non è la verità. Persone così cercano solo le benedizioni e le corone. I loro desideri e le loro ambizioni oltrepassano i limiti di ciò che è necessario per le persone normali. Alcuni non riescono a immaginare perché questo tipo di persona si aggrappi al prestigio e al potere e non vi rinunci. È questa l’essenza e la natura innata di questo tipo di persona. Non puoi comprendere ciò perché la tua essenza è diversa dalla loro, e neanche loro possono comprendere te. Non sanno perché sei così stupido. Tu non vuoi corone, aureole e fama già pronte; vuoi invece essere una persona ordinaria. Ti trovano inconcepibile. Questo tipo di persona pensa: ‘Tu persegui la verità coscienziosamente, metti in pratica ciò che Dio ti dice, fai ciò che Dio ti dice di fare e ti sottometti a qualunque cosa Dio ti dica di fare. Come puoi essere così stupido?’ Pensano che essere una persona onesta e praticare la verità sia da stupidi, da ignoranti e da ottusi. Credono di essere intelligenti nel perseguire la conoscenza e nel recitare la parte della persona superiore. Pensando di capire tutto, concludono che ‘la vita di una persona che non ha prestigio e fama, che non indossa corone sulla testa, che non ha uno status fra gli uomini e che non ha l’autorità di parlare è priva di valore. Se non si vive per la fama, si deve vivere per il guadagno personale. Se non per il guadagno personale, si deve vivere per la fama’. Questa non è la logica di Satana? Poiché vivono con la logica di Satana, per loro non c’è rimedio. Non riuscirebbero mai ad accettare alcuna delle parole di Dio e delle cose positive né alcuno dei consigli corretti. Se non riescono ad accettare ciò, cosa c’è da fare? Non stiamo dicendo queste parole per loro. Queste parole sono rivolte solo alle persone con normale umanità, solo alle persone con un enorme anelito verso Dio. Sono solo per queste persone. Solo queste persone possono seriamente ascoltare le parole di Dio e riflettere su di esse, arrivare a comprendere la verità, agire conformemente alle verità principi, svolgere i loro doveri come richiesto da Dio, praticare e sperimentare le parole di Dio negli ambienti che Dio ha predisposto e gradualmente entrare nella verità realtà. Quanto alle persone che in cuor loro nutrono disprezzo e ostilità per le cose positive e per la parola di Dio, non si rassegnano ad accettare di vivere una vita irrilevante e anonima, di essere una persona comune, di presentarsi coscienziosamente al cospetto di Dio e di cercare e aspettare con tutto il loro cuore in merito alle questioni che non capiscono. Non si accontentano di essere così. Dunque è impossibile che un individuo del genere venga salvato. Il Regno dei Cieli non è stato preparato per queste persone(La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Fare tesoro delle parole di Dio è il fondamento della fede in Dio”). Dalle parole di Dio, ho capito che Dio salva coloro che amano e accettano la verità. Quando Dio predispone degli ambienti per loro, queste persone sono in grado di cercare la verità, rinunciare ai propri desideri personali e praticare secondo le parole di Dio. Coloro che non amano la verità credono in Dio e fanno il loro dovere solo per soddisfare il proprio desiderio di reputazione e prestigio. Qualsiasi cosa facciano, considerano solo se questa vada a vantaggio della loro reputazione e del loro prestigio, e non come fare il proprio dovere in modo conforme alle intenzioni di Dio. Tali persone sono detestate e aborrite da Dio. Ero influenzata dal veleno di Satana: “L’uomo lascia il proprio nome ovunque vada, così come l’oca emette il suo grido ovunque voli” e consideravo la reputazione e il prestigio come il giusto obiettivo da perseguire. Volevo sempre essere ammirata e mai guardata dall’alto in basso. Quando la chiesa ha disposto che facessi il dovere di supervisore, ero ben consapevole che il mio ingresso nella vita era piuttosto superficiale e che, di fronte a problemi e difficoltà che non riuscivo a risolvere, avrei dovuto pregare con i capigruppo e cercare la verità insieme per risolverli. Tuttavia, temevo che praticare in questo modo avrebbe messo a nudo troppe mie manchevolezze e che mi avrebbero guardata dall’alto in basso. Così, durante le riunioni, semplicemente non risolvevo le loro difficoltà e mi concentravo solo sul seguire il lavoro. In questo modo, non solo i capigruppo potevano vedere che avevo delle idee per gestire il lavoro, ma se il lavoro avesse prodotto buoni risultati, non sarei stata destituita. Quando la leader veniva alle riunioni, aspettavo che esprimesse le sue opinioni prima di intervenire, così da nascondere le mie manchevolezze. Qualsiasi cosa potesse rivelare ciò che ero veramente e influenzare la mia immagine agli occhi degli altri, cercavo di nasconderla con ogni sforzo, usando l’inganno e la falsità. Ero così spregevole! Sebbene mi scervellassi per ingannare temporaneamente la mia leader e i capigruppo, non mi stavo comportando da persona onesta né stavo percorrendo il giusto cammino, e non potevo ingannare Dio. Non potevo ricevere la guida di Dio nel mio dovere e il lavoro della chiesa ne risentiva. Non era forse Dio che mi giudicava attraverso i fatti? Avevo usato l’inganno per fuorviare le persone affinché mi ammirassero, ma col tempo i fratelli e le sorelle avrebbero finito per avere discernimento su di me e, alla fine, sarei stata respinta da loro. Pensando a questo, ho provato paura. Se non mi fossi ravveduta, sarebbe stata solo questione di tempo prima di essere destituita. Peggio ancora, sarei stata detestata e abbandonata da Dio.

In seguito, ho cercato le verità relative ai miei problemi. Ho letto le parole di Dio: “DiteMi, come si può essere una persona comune e normale? Come potete, come dice Dio, assumere il giusto posto di un essere creato, senza cercare di essere un grande personaggio o un superuomo? Come dovreste praticare per essere una persona comune e normale? Come si può ottenere questo? Chi vuole parlare? (Prima di tutto, dobbiamo ammettere che siamo persone comuni, persone molto ordinarie, e che ci sono molte cose che non comprendiamo, non afferriamo e non riusciamo a capire a fondo. Dobbiamo ammettere che siamo corrotti e pieni di difetti. Dopodiché, dobbiamo avere un cuore sincero e venire spesso dinanzi a Dio per cercare.) Per prima cosa, non darti un titolo per poi lasciarti ingabbiare da esso, dicendo: ‘Io sono il leader, sono il capogruppo, sono il supervisore, o sono la persona più competente ed esperta tecnicamente nel campo’. Non lasciarti inibire dal titolo che ti sei attribuito da solo. Non appena ciò accade, esso ti legherà strettamente; le tue parole e le tue azioni ne saranno influenzate, così come il tuo normale pensiero e giudizio. Devi liberarti dai vincoli di questo prestigio. Per prima cosa, scendi dalla posizione di questo titolo ufficiale e assumi la posizione di una persona comune. La tua mentalità diventerà allora un po’ più normale. Devi anche ammettere: ‘Non so come fare questo e non capisco quello: devo fare qualche ricerca e studiare’, oppure: ‘Non ho mai sperimentato questa cosa, quindi non so cosa fare’. Quando riesci a dire ciò che pensi veramente e a parlare onestamente in questo modo, possiederai una normale ragione. Se permetti agli altri di conoscere il vero te, avranno una visione normale di te e non dovrai indossare una maschera. Non ti sentirai più sotto forte pressione e sarai in grado di comunicare normalmente con gli altri. Vivere così è facile e liberatorio. Chiunque senta che la vita è troppo estenuante deve incolpare solo se stesso. Non fingere e non nascondere nulla. Per prima cosa, apriti su ciò che pensi nel cuore e sui tuoi veri pensieri, in modo che tutti ne siano consapevoli e li comprendano. In questo modo, le tue preoccupazioni, così come le barriere e i sospetti tra te e gli altri, saranno tutti eliminati. Inoltre, c’è qualcos’altro che ti vincola: consideri sempre te stesso il capogruppo, un leader o un lavoratore, qualcuno con un titolo, con prestigio e posizione; se poi dici che non capisci questo e non sei capace di fare quello, non significa forse sminuirti? Quando abbandoni questi vincoli nel tuo cuore, quando smetti di pensare a te stesso come a un leader o a un lavoratore, quando smetti di pensare di essere migliore degli altri e senti invece di essere una persona comune, uguale a tutti gli altri, e che ci sono alcuni ambiti in cui sei inferiore agli altri, allora, quando condividi sulla verità e sulle questioni legate al lavoro con questa mentalità, sia i risultati che l’atmosfera saranno diversi. […] Tutti, che si tratti di leader e lavoratori o di fratelli e sorelle, sono persone ordinarie. Tutti dovrebbero praticare questo principio. Tutti hanno una parte e una responsabilità nella pratica della parola di Dio. Puoi essere un leader, un lavoratore, un capogruppo, un supervisore o una persona che gode di alto rispetto nel gruppo. Chiunque tu sia, dovresti imparare a praticare in questo modo. Togli l’aureola e il titolo che hai in testa, togli le corone che gli altri ti hanno messo. A quel punto ti sarà facile diventare una persona normale e, senza difficoltà, agirai in base alla coscienza e alla ragionevolezza. Naturalmente, in seguito, non basta semplicemente ammettere che non comprendi e non sai. Questa non è la soluzione finale che risolve il problema. Qual è la soluzione finale? Porta le questioni e le difficoltà davanti a Dio per pregare e cercare. Non basta che una persona preghi da sola. Invece, insieme a tutti, devi rivolgere preghiere riguardo alla questione e assumerti questa responsabilità e quest’obbligo. Ecco un ottimo modo di fare le cose! Eviterai di imboccare il percorso di chi cerca di essere un gran personaggio e un superuomo. Se ci riuscirai, assumerai inconsciamente il posto che si addice a un essere creato e ti libererai dai vincoli dell’ambizione e del desiderio di essere un superuomo e un gran personaggio(La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Fare tesoro delle parole di Dio è il fondamento della fede in Dio”). Dopo aver letto le parole di Dio, ho compreso la Sua intenzione e ho avuto un cammino per la pratica e l’ingresso. Per sfuggire alla schiavitù e ai vincoli del prestigio, dovevo scendere dal mio piedistallo, smettere di credermi così importante e riconoscere che sono solo una persona ordinaria, non migliore di chiunque altro. Dovevo anche comportarmi in modo concreto secondo i requisiti di Dio ed essere una persona ordinaria, normale, dotata di coscienza e ragione. Dio mi aveva concesso la grazia di essere supervisore per darmi l’opportunità di formarmi. Ma poiché la mia statura effettiva non era cambiata e il mio ingresso nella vita era superficiale, non riuscivo a capire a fondo le cose che non avevo sperimentato e alcuni problemi erano troppo complessi perché potessi risolverli: tutto questo era perfettamente normale. Dovevo essere una persona onesta come Dio richiede e aprirmi e cercare la verità con tutti per risolvere questi problemi. Dopodiché, ho iniziato a praticare e a entrare secondo i requisiti di Dio. Ogni volta che incontravo qualcosa che non riuscivo a vedere chiaramente, mi aprivo, mi mettevo a nudo e condividevo e cercavo con i capigruppo.

In seguito, sono andata a una riunione con i capigruppo dell’irrigazione. Prima che iniziasse, ho pensato: “Non ci incontriamo di persona da un po’ di tempo a causa dell’ambiente ostile per via degli arresti del PCC. I fratelli e le sorelle avranno sicuramente molte difficoltà e problemi su cui è necessario condividere per risolverli. E se non riuscissi a capirli a fondo e a risolverli? Mi disprezzeranno?” Mi sono resa conto che stavo di nuovo pensando alla reputazione e al prestigio, così ho pregato dentro di me, chiedendo a Dio di proteggere il mio cuore affinché potessi aprirmi riguardo alle mie manchevolezze e cercare ed entrare insieme a tutti. Dopo aver pregato, mi sono sentita un po’ più calma. Per prima cosa, ho chiesto degli stati dei capigruppo. Ho sentito che uno di loro aveva un problema con il modo in cui la leader stava seguendo il lavoro. Non sapevo quale aspetto delle parole di Dio dovessimo cercare per risolverlo, così mi sono semplicemente aperta con tutti e ho chiesto loro di cercare la verità insieme per aiutare a trovare una soluzione. In quel momento, ho pensato alla verità riguardo all’aspetto di come trattare la supervisione altrui, così l’ho cercata e l’abbiamo letta insieme. Dopo averla letta, tutti hanno detto che queste parole di Dio erano davvero buone e potevano risolvere questo problema. Sebbene avessi ancora molte manchevolezze, quando ho smesso di mantenere un’apparenza e di mascherarmi per amore della reputazione e del prestigio, e sono stata disposta a praticare secondo le parole di Dio, ho potuto ricevere la Sua guida e ho risolto alcuni problemi dei capigruppo. A volte, aprendomi e cercando, potevo anche ottenere un po’ di luce e conoscenza dalla comprensione esperienziale dei fratelli e delle sorelle. Sono molto grata a Dio.

Più tardi, un appunto da parte dei fratelli e delle sorelle mi ha fatto rendere conto che la superficialità del mio ingresso nella vita e l’incapacità di risolvere i problemi dei capigruppo erano dovuti principalmente al fatto che, nel mio dovere, mi concentravo sempre e solo sul fare le cose e non sul mio ingresso nella vita. Se avessi continuato così, sicuramente non sarei stata in grado di fare bene il mio dovere, così ho cercato le parole di Dio a questo riguardo. Dio Onnipotente dice: “Accettare e perseguire la verità è il cammino più realistico e concreto per raggiungere la salvezza. Se non sei in grado di guadagnare la verità, credi in Dio invano. Coloro che pronunciano parole vuote e dottrine, che declamano sempre slogan, propinano idee altisonanti e si attengono sempre alle regole, senza concentrarsi sul mettere in pratica la verità, non guadagnano nulla, indipendentemente da quanti anni credano. Chi sono le persone che guadagnano qualcosa? Coloro che fanno il proprio dovere sinceramente e sono disposti a praticare la verità, coloro che trattano ciò che Dio ha affidato loro come la propria missione, coloro che dedicano di buon grado tutta la vita a spendersi per Dio e non macchinano nel proprio interesse e coloro che si comportano con i piedi per terra e si conformano alle orchestrazioni di Dio. Nel fare il proprio dovere, tali individui sono in grado di cogliere le verità principi, di svolgere ogni compito bene e con cura, di ottenere il risultato di rendere testimonianza a Dio e di soddisfare le intenzioni di Dio. Quando incontrano difficoltà mentre fanno il proprio dovere, sono capaci di pregare Dio e di cercare di cogliere le Sue intenzioni, di conformarsi alle orchestrazioni e alle disposizioni di Dio e di cercare e praticare la verità quando fanno le cose. Non declamano slogan né propinano idee altisonanti; invece, si concentrano solo sul fare le cose con i piedi per terra e sul gestire meticolosamente le questioni in conformità ai principi. Mettono il cuore in tutto ciò che fanno e sperimentano ogni cosa con il cuore. Nella maggior parte delle questioni, sono capaci di mettere in pratica la verità, di acquisire conoscenza e comprensione attraverso l’esperienza, di trarre lezioni e di ricavare autentici guadagni. E, quando hanno pensieri errati o stati sbagliati, sono in grado di pregare Dio e di cercare la verità per risolverli. Qualsiasi verità comprendano, ne hanno esperienza e conoscenza e sono in grado di condividere la propria testimonianza esperienziale. Tali persone possono alla fine guadagnare la verità. Coloro che sono disinteressati non riflettono mai nei loro cuori sulle questioni relative al praticare la verità. Si concentrano solo sull’adoperarsi e sull’agire, e sul fare sfoggio di sé e mettersi in mostra, senza mai cercare come praticare la verità. Questo rende difficile per loro guadagnare la verità. Pensateci: che tipo di individui, esattamente, possono entrare nella verità realtà? (Coloro che mettono il cuore nelle cose, che sono pragmatici e che fanno i loro doveri con i piedi per terra.) Esatto. Solo coloro che fanno i loro doveri con i piedi per terra e cercano diligentemente la verità possono comprendere la verità ed entrare nella realtà. Inoltre, tali persone si concentrano su ciò che è concreto in tutte le cose; sono relativamente pragmatiche, amano le cose positive, sono in grado di accettare e praticare la verità e alla fine possono guadagnare la verità e raggiungere la sottomissione a Dio. Che tipo di persona siete voi? (Persone non concrete, che vogliono sempre fare le cose per salvare le apparenze e si affidano all’astuzia.) Si può ottenere qualcosa comportandosi così? (No.) Hai trovato un modo per risolvere i tuoi problemi? Se riesci a rendertene conto e inizi a invertire la rotta, saprai se le tue nozioni e fantasie e se la tua prospettiva sulle cose sono cambiate? (Sento che sono cambiate un po’.) Fintanto che ci sono risultati e progressi, dovresti condividere in merito così che gli altri possano esserne edificati. Anche se la tua esperienza è limitata, è comunque un’esperienza di crescita nella vita. Il processo di crescita nella vita è la tua esperienza di fede in Dio, di crescita nella vita sperimentando la parola di Dio. Sono queste le esperienze più preziose(La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Nel credere in Dio, la cosa più importante è mettere in pratica e sperimentare le Sue parole”). Dopo aver letto le parole di Dio, mi sono resa conto che il mio ingresso nella vita era superficiale perché, nel mio dovere, di solito mi concentravo solo sull’adoperarmi, sul lavorare e sul migliorare i risultati del lavoro affinché gli altri provassero stima per me. Non mi concentravo sul cercare la verità e sul comprendere l’intenzione di Dio in tutte le cose, praticando secondo i Suoi requisiti. Ecco perché la mia vita non era cresciuta molto, nonostante credessi in Dio da tanto tempo. Ho pensato a come Paolo, pur avendo creduto nel Signore per molti anni, non si fosse mai concentrato sul riflettere su sé stesso e sul conoscersi e non avesse alcuna comprensione della propria indole corrotta. Sebbene avesse sofferto molto nel predicare il Vangelo, la sua natura di opposizione a Dio non era cambiata affatto e, alla fine, fu eliminato. Pietro, invece, si concentrava sul cercare di comprendere l’intenzione di Dio sia nelle questioni grandi che in quelle piccole. Non solo comprendeva la propria corruzione e le proprie manchevolezze, ma si sforzava anche di agire in linea con l’intenzione di Dio in tutte le cose e alla fine ottenne la Sua approvazione. Il cammino che Pietro ha intrapreso nella sua fede in Dio è stato quello di perseguire l’ingresso nella vita. La sua vita è stata preziosa e ricca di significato. In futuro, non potrò concentrarmi solo sul fare il lavoro esteriore nel mio dovere; dovrò concentrarmi sul mio ingresso nella vita e sui cambiamenti nella mia indole. Dopodiché, ho iniziato a riflettere consapevolmente su quale indole corrotta rivelassi in ogni questione, a cercare le parole di Dio pertinenti ai miei problemi e a prendere appunti. Dopo aver praticato in questo modo per un po’ di tempo, ho acquisito una certa comprensione della mia indole corrotta. Mi sono sentita un po’ più tranquilla e in pace nel cuore e riuscivo a vedere le cose più chiaramente di prima. Questo piccolo progresso che ho fatto è tutto frutto della guida delle parole di Dio. Grazie a Dio!

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