Libera dal giogo del prestigio

12 Febbraio 2022

di Vladhia, Francia

L’anno scorso, il nostro capo della Chiesa, sorella Laura, è stata sostituita perché non aveva svolto alcun lavoro pratico. Ne hanno discusso e sono stata promossa io a capo della Chiesa al posto suo. Nel momento in cui sono stata scelta, ho cominciato a sentire molta pressione perché sapevo che implicava una serie di compiti completamente nuovi; allo stesso tempo, però, ero davvero contenta perché il mio desiderio di prestigio era soddisfatto. Pensavo di essere stata nominata capo della Chiesa per via della mia levatura e della mia capacità di lavorare. Ho dato tutta me stessa nell’adempimento dei miei doveri. Qualsiasi cosa non capissi, cercavo proattivamente aiuto e studiavo. Spesso andavo anche a controllare i miei fratelli e le mie sorelle e trovavo le parole di Dio da offrire loro in condivisione. Andavo frequentemente a irrigare i fratelli che erano entrati da poco nella Chiesa. Mi piaceva quando sorridevano e mi dicevano: “Grazie, sorella”. A quel tempo, non volevo fermarmi, nemmeno per un momento, volevo svolgere tutto il lavoro da sola.

Alla fine, ho avuto un esame universitario, quindi dovevo lavorare di meno. Quando ho finito l’esame e sono tornata a riunirmi con gli altri, ho notato che i fratelli avevano fatto progressi. C’erano due sorelle che erano in grado di trovare le parole di Dio per aiutare a risolvere alcuni problemi dei membri dei nostri gruppi. Era una buona cosa ma, in realtà, mi sentivo un po’ frustrata. Pensavo che i fratelli e le sorelle non avessero bisogno di me e non sarebbero più venuti a cercarmi. Una volta, sono andata a una riunione di un gruppo i cui membri non erano soliti fare molta condivisione, ma quella volta ho notato che sorella Evelyn interagiva benissimo con tutti. Era amorevole e paziente, incoraggiando gli altri a discutere sulla loro comprensione delle parole di Dio. Sotto il suo incoraggiamento e la sua guida, tutti comunicavano attivamente e sembravano abbastanza vicini a lei. Vedendo questo, mi sono sentita piuttosto delusa, come se un giorno sorella Evelyn avesse potuto prendere il mio posto. Ero in una vera e propria crisi. Non molto tempo dopo, ho visto che una sorella ha mandato un messaggio nel nostro gruppo chiedendo un consiglio. Era questo: “Come si fa ad acquietare il proprio cuore dinanzi a Dio?”. Mi stavo preparando a rispondere quando sorella Evelyn ha inviato alcuni passi delle parole di Dio insieme a qualche sua interpretazione. Ho pensato che i passi da lei trovati fossero abbastanza adatti e che le sue comprensioni molto pratiche. Ha anche esposto chiaramente il percorso di pratica da seguire. Non avevo niente da aggiungere e mi sentivo abbastanza triste. Un tempo, il gruppo era la mia responsabilità. Ero io che trovavo le parole di Dio per aiutare a risolvere i problemi dei fratelli. Ho cominciato a chiedermi: se lei era così proattiva nel rispondere alle domande di tutti, allora cosa avrebbero pensato gli altri di me? Che il loro capo non sapeva rispondere ai loro quesiti? Che non ero capace come sorella Evelyn? Se lei era sempre così entusiasta di aiutarli, mi avrebbero ritenuta inutile come capo? Ci ho pensato e ripensato e ho cominciato a sentirmi invidiosa di lei. E poi, mi dicevo anche: “Questo non va bene. Devo lavorare più di te. Non posso lasciare che tu mi batta”. Tuttavia, dopo di ciò, ho iniziato a fare errori in continuazione. Anche nei compiti più semplici. Una volta, ho scritto un messaggio che volevo inviare per ricordare agli altri capi e diaconi l’orario della nostra riunione. Per sbaglio, ho mandato la comunicazione al gruppo dei nuovi arrivati. Mi sono resa conto di averlo inviato al gruppo sbagliato solo dopo che una sorella mi ha chiamata per dirmelo. È stato piuttosto imbarazzante, quindi ho cancellato rapidamente il messaggio. Anche se non era un grosso problema, mi sentivo comunque abbastanza male per questo. Allora, mi chiedevo: “Come ho potuto confondere il gruppo dei nuovi arrivati con quello dei capi?” In quel momento, mi sentivo così inutile, come se non sapessi fare nulla di buono. Avevo anche gli esami universitari, quindi non potevo dedicarmi completamente ai miei compiti. Ho pensato tra me e me: “È finita. Il mio ruolo dovrà essere modificato. Verrò sostituita da sorella Evelyn”. Questa cosa mi ha abbattuta molto. Ho cominciato a essere superficiale nei miei doveri, a non avere voglia di fare nulla. Mi sentivo come se il tempo non passasse mai durante le riunioni, e a volte scorrevo persino Facebook. Ho anche iniziato a guardare alcuni video divertenti che erano totalmente inutili per la mia vita. Un tempo, mi preparavo sempre prima delle riunioni, portando un fardello mentre meditavo attentamente sulle parole di Dio e pensando ai problemi irrisolti dei miei fratelli e delle mie sorelle, e a come avrei dovuto condividere con loro. Ma ho smesso di assumermi questo fardello e di riflettere sulle parole di Dio. Una volta, prima di una riunione serale, sono persino uscita a comprare dei vestiti. Non sono tornata a casa fino a pochi minuti prima dell’inizio dell’incontro. Al mattino non leggevo attentamente le parole di Dio e non le inviavo ai gruppi perché i fratelli ci meditassero su. In quel periodo, sentivo che il mio cuore era lontano da Dio. Allora, ho pregato Dio. Gli ho detto: “Dio Onnipotente, so di essermi allontanata da Te. So pure che il mio atteggiamento verso i miei doveri non è stato buono. Voglio pentirmi, ma il mio cuore è molto debole. Spero che Tu mi aiuterai”.

Più tardi, ho trovato alcune parole di Dio che sono state davvero utili. Dio dice: “Nel profondo, gli esseri umani nascondono condizioni sbagliate: negatività, debolezza e depressione o fragilità; o un persistente intento meschino; o il fatto di essere sempre in preda a preoccupazioni riguardo al prestigio, a desideri egoistici, al proprio tornaconto; oppure si considerano di scarsa levatura e possiedono certe condizioni negative. Quando vivi continuamente in tali condizioni, è molto difficile per te guadagnare l’opera dello Spirito Santo. Se hai difficoltà a guadagnare l’opera dello Spirito Santo, avrai in te molto poco di positivo; come diretta conseguenza, ti sarà difficile guadagnare la verità” (“Consegna il tuo vero cuore a Dio e potrai ottenere la verità” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Quando ho letto quel passo, mi sono davvero commossa. Dio aveva esposto perfettamente i miei problemi. Vivevo nella negatività, incapace di adempiere ai miei doveri perché pensavo che altri avrebbero preso il mio posto. Avevo paura che il mio prestigio fosse minacciato, il che mi faceva sentire debole e mi allontanava da Dio e dai fratelli.

Ho visto un altro passo delle parole di Dio in “Solo quando risolvi le tue nozioni puoi intraprendere il giusto cammino della fede in Dio (3)”. Dio dice: “Gli esseri umani avranno numerose condizioni negative prima di subire il giudizio e il castigo di Dio. Per esempio, vi è una condizione negativa che si riscontra spesso: sono negativi quando gli altri svolgono il dovere in maniera più produttiva di loro; sono negativi quando le famiglie degli altri sono più unite della loro; sono negativi quando la situazione degli altri è migliore della loro oppure gli altri sono di levatura più elevata; e sono negativi quando devono alzarsi presto, quando il loro dovere è stancante – negativi anche quando si sentono un po’ scoraggiati. Qualunque cosa succeda, sono negativi. […] La negatività indica che vi è un problema nelle persone: non sanno accogliere la verità e sono continuamente insoddisfatte di ciò che fa Dio; inoltre, non ricercano minimamente di mettere in pratica la verità. Perché Dio dovrebbe essere sensibile verso tali persone? Qual è l’atteggiamento di Dio verso coloro che sono sordi alla ragione? Li getta da parte e li ignora. Credi in qualunque modo desideri; che tu creda o no, dipende da te; se credi davvero, e persegui, allora otterrai le ricompense; se non credi, non persegui, allora non le avrai. Dio tratta equamente tutti. Se il tuo non è un atteggiamento di accettazione della verità e di sottomissione, e se tu non ti adegui alle prescrizioni di Dio, puoi credere ciò che vuoi; inoltre, se preferisci andartene, puoi farlo subito. Se non vuoi svolgere il tuo dovere, allora, qualunque cosa tu faccia, non devi fare una scenata penosa né devi darti delle arie, ma vattene subito, vai dove vuoi. Dio non sollecita simili persone a rimanere. Questo è il Suo atteggiamento. Se tu, che chiaramente sei un essere creato, non vuoi mai agire come tale e vuoi invece essere sempre un arcangelo, Dio può forse prestarti attenzione? Se tu, che chiaramente sei una persona comune, desideri sempre un trattamento speciale, preferenziale, e vuoi essere una persona di prestigio e rinomanza che eccelle rispetto agli altri in tutte le cose, allora sei irragionevole e manchi di buon senso. Come vede Dio coloro che mancano di buon senso? Qual è la Sua valutazione? Queste persone sono sorde alla ragione!” (Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni). Dio ha rivelato chiaramente che la fonte della mia negatività e debolezza era il mio eccessivo attaccamento al ruolo di capo. Avevo paura di perderlo. Mi piaceva il prestigio più di quanto mi piacesse compiere il mio dovere. Tutto ciò che facevo era dovuto al desiderio di mantenere la mia posizione. Ripensavo a quando avevo appena iniziato a ricoprire quel ruolo. Ho lavorato sodo per compiere il mio dovere, al punto che non mi riposavo nemmeno per un momento. Avevo paura di non essere efficiente e di venire sostituita. Quando ho visto i progressi che due delle sorelle avevano fatto, avrei dovuto essere felice. Ma temevo che i fratelli non avessero più bisogno di me, allora il mio ruolo di capo non avrebbe avuto senso e nessuno mi avrebbe più ammirata. Soprattutto vedendo come stava facendo bene sorella Evelyn, che sapeva rispondere alle domande dei fratelli e delle sorelle, e tutti erano vicini a lei, ero ancora più preoccupata di non poter mantenere il mio prestigio e mi sentivo negativa e debole al punto che ho iniziato a svolgere il mio dovere in maniera superficiale e meccanica. Dio dice che questo tipo di persone sono irrazionali. Egli non presta attenzione a loro ed è difficile che ottengano l’opera dello Spirito Santo. Ho provato un grande spavento quando mi sono resa conto che mi trovavo nello stesso stato pericoloso. Dio dice, inoltre, che non gli piacciono le persone che sono spesso negative perché non sanno accettare la verità. Vivono con intenzioni sbagliate e non riescono a invertirle o abbandonarle. Se si vive sempre in questi stati negativi, allora alla fine si viene messi da parte ed eliminati. Anche io ho compreso queste cose, all’epoca. Così mi sono presentata dinanzi a Dio, mi sono confessata e ho pregato per il pentimento. Ho detto a Dio: “Dio, so di essere nel torto. Spero che Tu possa aiutarmi a capire me stesso e a farmi uscire dalla mia negatività”.

In seguito, una sorella ha letto alcune parole di Dio durante una riunione. Grazie a esse, ho compreso in parte perché perseguiamo la fama, il profitto e il prestigio. Nel quarto paragrafo di “Dio Stesso, l’Unico VI” Dio dice: “Che cosa usa Satana per tenere l’uomo saldamente sotto controllo? (Fama e profitto.) Quindi, Satana usa fama e profitto per controllare i pensieri dell’uomo, finché le persone non riescono a pensare ad altro che non sia fama e profitto. Si affannano per fama e profitto, patiscono disagi per fama e profitto, sopportano umiliazioni per fama e profitto, sacrificano tutto ciò che hanno per fama e profitto, ed esprimeranno giudizi o prenderanno decisioni per fama e profitto. In tal modo, Satana lega le persone con catene invisibili ed esse non hanno la forza né il coraggio di liberarsene. Portano inconsapevolmente il peso di queste catene e continuano ad arrancare con grande difficoltà. Per il bene di tale fama e profitto, l’umanità evita Dio e Lo tradisce e diventa sempre più malvagia. In questo modo, quindi, una generazione dopo l’altra viene distrutta nella fama e nel profitto di Satana. Guardando ora alle azioni di Satana, le sue sinistre motivazioni non sono forse del tutto abominevoli? Forse oggi non riuscite ancora a non farvi ingannare dalle sinistre motivazioni di Satana perché pensate che non si possa vivere senza fama né profitto. Pensate che se le persone si lasciano alle spalle fama e profitto non saranno più in grado di vedere la strada davanti a loro, né le proprie mete, e che il loro futuro si farà oscuro, vago e confuso. Pian piano, però, un giorno vi renderete conto che fama e profitto sono mostruose catene che Satana usa per soggiogare l’uomo. Quando quel giorno verrà, resisterai in tutto e per tutto al controllo di Satana e alle catene con cui ti tiene legato. Quando verrà il momento in cui desidererai liberarti di tutte le cose che Satana ha instillato in te, allora taglierai i ponti con Satana e aborrirai sinceramente tutto ciò che Satana ti ha portato. Solo allora l’umanità avrà autentico amore e desiderio di Dio” (La Parola appare nella carne). Dopo aver letto le parole di Dio, ho capito che Satana usa la fama, il profitto e il prestigio per ingannare e corrompere l’uomo. È il giogo invisibile che Satana usa per intrappolare le persone. Sono stata vincolata dal giogo della fama, del profitto e del prestigio fin da bambina. Ai tempi della scuola, per ottenere l’ammirazione degli altri e diventare una capoclasse, studiavo moltissimo, per paura di essere superata dai miei compagni di classe. Quando ho iniziato a credere in Dio e sono diventata un capo, ho lavorato tanto per compiere il mio dovere per mantenere il mio prestigio e non essere sostituita. Mi sentivo invidiosa dei fratelli e delle sorelle che erano migliori di me. Ero preoccupata che mi avrebbero superata e non avrei avuto prestigio nella mente della gente. E la parte più triste? Quando ho capito che non ero insostituibile tra i fratelli e le sorelle come pensavo, mi sono sentita come se il mio desiderio di prestigio fosse insoddisfatto, e ho iniziato a fare il mio dovere in maniera meccanica e superficiale, soltanto perché non ottenevo quello che volevo. Mi sono resa conto che, per me, i requisiti di Dio, il mio dovere e le mie responsabilità, la vita di Chiesa, tutte queste cose non erano importanti. Quello che facevo era mirato esclusivamente a soddisfare il mio desiderio di prestigio senza alcuna riverenza per Dio. Allo stesso tempo, ho capito che Satana vuole che perseguiamo la fama, il profitto e il prestigio. Vuole che combattiamo gli uni contro gli altri per ottenere queste cose, che abbandoniamo le richieste di Dio, che Lo tradiamo e ci allontaniamo da Lui. Questo è lo stratagemma di Satana. Una volta compreso ciò, ho cominciato a detestare me stessa. Volevo liberarmi dalla ricerca di fama, profitto e prestigio in modo da potermi veramente presentare dinanzi a Dio. Più tardi, ho sentito un inno chiamato “Sono soltanto una piccola creatura” che mi ha davvero commossa. “O Dio! Che io abbia o meno prestigio, ora comprendo me stesso. Se il mio prestigio è elevato è grazie alla Tua elevazione, e se è scarso è a causa della Tua decisione. Tutto è nelle Tue mani. Non ho alcuna scelta né alcuna lamentela. Hai decretato che nascessi in questa nazione e tra questa gente, e non devo fare altro che essere del tutto obbediente sotto il Tuo dominio, perché tutto ricade in ciò che hai decretato. Non penso al prestigio; dopotutto, sono solo una creatura. Se mi collochi nel pozzo dell’abisso, nello stagno di fuoco e zolfo, non sono nient’altro che una creatura. Se Ti servi di me, sono una creatura. Se mi perfezioni, sono ancora una creatura. Se non mi perfezioni, Ti amerò lo stesso perché non sono null’altro che una creatura. Non sono altro che una minuscola creatura plasmata dal Signore della creazione, solo uno tra tutti gli esseri umani creati. Sei stato Tu che mi hai creato, e ora mi hai posto di nuovo nelle Tue mani per fare di me ciò che desideri. Sono pronto a essere il Tuo strumento e il Tuo complemento perché ogni cosa è come Tu hai decretato. Nessuno può cambiarlo. Tutte le cose e tutti gli eventi sono nelle Tue mani” (Seguire l’Agnello e cantare dei canti nuovi). È stato allora che ho capito: non importa quale compito io svolga oggi nella casa di Dio, quelle sono le disposizioni di Dio, segno della Sua elevazione. Indipendentemente dal prestigio, come essere creato, dovrei fare il mio dovere onestamente. Questo è l’unico modo ragionevole. Allo stesso tempo, ho capito che, nella casa di Dio, non esiste gerarchia: ciò che conta è adempiere ai propri doveri. Giunta a questa consapevolezza, mi sono sentita liberata. Indipendentemente dal mio prestigio in futuro, farò del mio meglio per compiere il mio dovere e compiacere Dio.

Poi, ho visto due passi delle parole di Dio che mi sono rimasti particolarmente impressi. Dio dice: “I fratelli e le sorelle che si coordinano tra loro attuano un processo di integrazione reciproca. Tu usi i tuoi pregi per compensare i suoi difetti, e lui usa i suoi pregi per compensare i tuoi difetti. Questo si chiama imparare l’uno dall’altro e rendere possibile un coordinamento armonioso. Solo con un coordinamento armonioso si può essere benedetti dinanzi a Dio e, più se ne fa esperienza, più senso pratico si possiede, più il cammino si rischiara e ci si sente sempre più a proprio agio” (“Sul coordinamento armonioso” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). “Le funzioni non sono le stesse. Esiste un unico corpo. Ognuno compie il proprio dovere, ognuno al proprio posto e intento a fare del proprio meglio – per ogni scintilla c’è un lampo di luce – e a ricercare la maturità nella vita. Così Io sarò soddisfatto” (Capitolo 21 di “Discorsi di Cristo al principio” in “La Parola appare nella carne”). Quando ho letto questi due passi delle parole di Dio, ho capito le Sue intenzioni. Egli spera che, mentre compiamo il nostro dovere, possiamo imparare l’uno dall’altro e compensare le reciproche debolezze. Dovremmo fare del nostro meglio in qualsiasi posizione abbiamo e lavorare insieme in armonia per compiere il nostro dovere. Dopo aver compreso le intenzioni di Dio, L’ho pregato. Ho iniziato a imparare a non aggrapparmi al prestigio, e a smettere di pensare all’eventualità di venire sostituita da qualcun altro. Ho anche appreso a metterci il cuore in tutto ciò che faccio e a riflettere su come compiere bene il mio dovere. Durante le riunioni, condividevo attivamente con gli altri. Quando erano loro a condividere, ponderavo attentamente le loro parole e annotavo rapidamente tutti i punti luminosi. Ho capito che potevo apprendere molto dagli altri. Lentamente, sono diventata meno invidiosa dei fratelli che progredivano più velocemente di me o che hanno una levatura migliore. Sono riuscita ad abbandonare me stessa e ad imparare dagli altri. Dopo aver praticato così per un po’, mi sono sentita particolarmente tranquilla e a mio agio, più vicina a Dio. Ringrazio, inoltre, Dio per aver usato le Sue parole per giudicarmi e smascherarmi. Mi ha aiutata a cominciare a capire la mia indole corrotta. Grazie a Dio per il Suo amore e per avermi salvata!

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