Una benedizione nata dalla sventura

12 Ottobre 2021

di Du Juan, Giappone

Dio Onnipotente dice: “Quando una persona si volta indietro a guardare la strada che ha percorso, quando ricorda ogni fase del suo viaggio, vede che a ogni passo, a prescindere che la strada fosse ardua o liscia, Dio ha guidato e pianificato il suo cammino. Senza che se ne accorgesse, sono state le Sue disposizioni meticolose, la Sua attenta pianificazione, a guidarla fino a oggi. Essere in grado di accettare la sovranità del Creatore, di ricevere la Sua salvezza: che grande fortuna è questa! […] Quando non si ha Dio, quando non si riesce a vederLo né a riconoscerNe chiaramente la sovranità, ogni giorno è insignificante, inutile, triste. Ovunque una persona si trovi, qualunque lavoro faccia, i suoi mezzi di sostentamento e il perseguimento dei suoi obiettivi non le portano altro che un dolore interminabile e una sofferenza incurabile, al punto che essa non sopporta di guardarsi indietro. Soltanto quando si accetta la sovranità del Creatore, quando ci si sottomette alle Sue orchestrazioni e disposizioni e si cerca la vera vita umana, ci si libera gradualmente da tutto il dolore e da tutta la sofferenza e ci si scrolla di dosso tutta la vacuità della vita” (“Dio Stesso, l’Unico III” in “La Parola appare nella carne”). Queste parole di Dio mi commuovono tanto perché sono un ritratto fedele della mia vita.

Sono nata in una famiglia povera, in campagna, e sin da piccola mi hanno sempre disprezzato. Non avevamo soldi, quindi a volte non sapevo se avrei trovato cibo in tavola e indossavo sempre i vestiti usati di mia sorella. Ci nuotavo dentro. Tutti i compagni di classe mi prendevano in giro e mi evitavano. Ho trascorso un’infanzia di dolore. Da quel momento, ho deciso che da grande mi sarei arricchita. Avrei fatto la bella vita e nessuno mi avrebbe più snobbata. Dato che non c’erano soldi in famiglia, non ho neanche terminato le medie, per andare a lavorare in uno stabilimento farmaceutico. Spesso facevo gli straordinari fino a tarda notte per guadagnare un po’ di più. In seguito, ho saputo che mia sorella, lavorando cinque giorni al mercato, prendeva quanto me in un mese. Allora mi sono subito licenziata per andare a vendere ortaggi. Dopo il matrimonio, io e mio marito abbiamo aperto un ristorante. Pensavo che con quell’attività avrei aumentato gli introiti. Allora, potevo condurre una vita di splendore e rispettabilità, invidiata e ammirata dagli altri. Però, la concorrenza era feroce in quel settore e per risparmiare abbiamo assunto un solo cameriere. Facevo tutto io, correndo tra la cucina e la sala da pranzo. A volte non mi reggevo in piedi dalla stanchezza. Alcuni avventori erano impiegati pubblici che non pagavano mai, poi c’erano un’infinità di multe e tasse da pagare. A volte, qualsiasi scusa era buona per sanzionarci e portarsi via i guadagni di una giornata. La cosa mi faceva infuriare, ma è la Cina, e io non ci potevo fare nulla. Dovevo solo tenere il capo chino. Anche lavorando come matti, non entrava tanto denaro in cassa. Dopo qualche mese di attività, ho iniziato a preoccuparmi. Mi chiedevo quando avrei fatto la bella vita da riccona.

Nel 2008, un amico mi ha detto che, in Giappone, le persone riuscivano a guadagnare in un solo giorno di lavoro la stessa cifra per cui in Cina ne occorrevano dieci. Era una notizia sensazionale. Finalmente, avevo trovato l’opportunità di fare un po’ di soldi. L’intermediario aveva tariffe elevate, ma io pensavo: “Non si può fare una frittata senza rompere le uova. Se troviamo lavoro in Giappone, i soldi ci rientreranno”. Così, abbiamo deciso di trasferirci subito per realizzare quel sogno. Giunti sul luogo, dovevamo lavorare 13-14 ore al giorno. Eravamo sfiniti. Dopo il lavoro, crollavamo immediatamente, senza alcun appetito. Avevo sempre mal di schiena e non mi potevo permettere una visita, così prendevo solo antidolorifici per sopportarlo meglio. Oltre al dolore fisico, c’erano i rimproveri del capo e le prepotenze dei colleghi. Una volta, quando ero alle prime armi, ho commesso una svista e il superiore me ne ha dette di tutti i colori. Mi ha fatto piangere dalla rabbia. Che altro potevo fare? Dovevo tenermi tutto dentro per continuare a guadagnare. Mi ripetevo di continuo: “È dura ma, quando avrò un gruzzoletto, potrò guardare la gente negli occhi, a testa alta. Devo resistere”. E così, ho continuato a farmi in quattro come una macchina da soldi. Purtroppo, nel 2015, mi sono ammalata per l’esaurimento da troppo lavoro. Arrivata in ospedale per un controllo, il dottore mi ha detto che un’ernia lombare mi premeva su un nervo e che, di quel passo, non sarei più stata autosufficiente né capace di stare in piedi. Era un fulmine a ciel sereno, che tutto d’un tratto mi ha tolto ogni energia. Le cose andavano meglio ed ero sempre più vicina al mio sogno. E invece, io mi ero ammalata. Non mi andava giù, e pensavo: “Sono ancora giovane. Stringendo i denti, riuscirò a farcela. Se non guadagno adesso e torno in Cina a mani vuote, pensa che umiliazione!” E così, a denti stretti, ho trascinato in ufficio il mio corpo martoriato. Quando il dolore si faceva intenso, ci mettevo un cerotto e tiravo avanti. Lavoravo da mattina a sera, e la notte soffrivo tanto da perderci il sonno. Riuscivo a malapena a girarmi. Dopo qualche giorno, stavo così male che non riuscivo più ad alzarmi.

Sdraiata lì, sul letto, mi sentivo impotente e sola, e mi chiedevo come avessi potuto fare quella fine, nonostante la giovane età. Davvero sarei stata costretta a letto? Mi sentivo affranta, senza saperne il motivo, e mi è sorto un dubbio: “Alla fin fine, per cosa vive l’uomo? Lo fa solo per profitto e prestigio? La ricchezza significa davvero felicità? Vale la pena sfinirmi per il denaro?” In quasi trent’anni di lavoro instancabile, avevo fatto l’operaia, l’ortolana, la ristoratrice, e alla fine mi ero trasferita in Giappone. Avevo messo da parte qualcosa, ma erano stati anni di tormento. Andando in Giappone, credevo di realizzare il mio sogno, di arricchirmi da un giorno all’altro e di fare una vita invidiabile. Eppure, ero bloccata a letto e rischiavo di ritrovarmi per sempre su una sedia a rotelle. A quel pensiero, mi sono davvero pentita di essermi sfinita per due soldi, nel tentativo di svettare sugli altri. Mi sono sentita addolorata, infelice e triste. Le lacrime mi scorrevano da sole. Dal fondo del cuore, ho invocato: “Cielo, salvami! Perché la vita è tanto stancante e dolorosa?”

Nel momento di massima prostrazione e sofferenza, ho ricevuto la salvezza di Dio degli ultimi giorni. Per caso, ho incontrato due sorelle che credevano in Dio. Leggendo con loro le parole di Dio e ascoltandole condividere sulla verità, ho capito che tutte le cose sono state create da Dio, Il Quale governa l’intero universo e tiene in mano il destino di ognuno. Egli da sempre guida e sostiene l’umanità, prendendoSene cura e proteggendola. Però, c’era qualcosa che non mi tornava. Se il nostro destino è controllato da Dio, che ci guida e protegge da sempre, allora dovremmo essere felici. Dunque, perché soffriamo ancora per la malattia? Perché viviamo nel dolore? Qual è la vera origine di tanta sofferenza? Ho chiesto chiarimenti su questo punto.

Sorella Qin mi ha letto alcune parole di Dio Onnipotente: “Qual è l’origine della sofferenza derivante dalla nascita, dalla morte, dalla malattia e dalla vecchiaia che gli esseri umani devono patire per tutta la vita? Cosa ha fatto sì che le persone abbiano queste cose? Gli esseri umani non le avevano quando sono stati creati inizialmente, vero? Dunque, da dove traggono origine queste cose? Sono emerse dopo che gli esseri umani sono stati tentati da Satana e dopo che la loro carne ha iniziato a degenerare. Il dolore della carne umana, le sue afflizioni e la sua vacuità, nonché le questioni estremamente miserabili del mondo umano sono arrivati solamente quando Satana ha corrotto l’umanità. Dopo che gli esseri umani sono stati corrotti da Satana, quest’ultimo ha cominciato a tormentarli. Di conseguenza, essi sono diventati sempre più degenerati. Le malattie dell’umanità sono diventate sempre più acute e la sua sofferenza sempre più grave. Le persone hanno avvertito in modo crescente il vuoto e la tragedia del mondo umano, nonché la loro incapacità di continuare a viverci, e sempre meno speranza per esso. Così, questa sofferenza è stata inflitta agli esseri umani da Satana” (“Il significato del provare da sofferenza del mondo da parte di Dio” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Allora, ha tenuto questa condivisione: “Quando Dio creò l’uomo, egli era accompagnato, seguito e protetto da Dio. Non c’erano nascita, invecchiamento, malattia o morte, né preoccupazioni o fastidi. L’uomo viveva senza pensieri nel Giardino dell’Eden, godendo di tutto ciò che Dio gli aveva messo a disposizione. Viveva felice e contento sotto la Sua guida. Poi, però, l’uomo fu ingannato e corrotto da Satana. Credette alle sue bugie, commise peccato e tradì Dio, perdendo le Sue premure e la Sua protezione. Da allora, viviamo sotto il dominio di Satana, in un mondo di tenebra. Conduciamo esistenze di fatica, ansia, dolore e tristezza. Per migliaia di anni, Satana ha sempre sfruttato eresie e falsità come il materialismo, l’ateismo e l’evoluzionismo, ma anche motti di famosi e grandi personaggi, per ingannare e rovinare le persone. Motti come ‘Questo mondo è privo di Dio’, ‘Il destino è nelle proprie mani’, ‘Ognuno per sé e che gli altri si arrangino’, ‘Sii al di sopra degli altri e rendi gloria ai tuoi antenati’, ‘Gli uomini fanno qualunque cosa pur di diventare ricchi’ e ‘I soldi fanno girare il mondo’. Fatte proprie queste fandonie sataniche, le persone hanno negato l’esistenza e il dominio di Dio, allontanandosi da Lui e tradendoLo. Sono diventate più arroganti e presuntuose, più egoiste, astute e malvagie. La gente trama, combatte e uccide per amore della fama, del prestigio e della ricchezza. Tra coniugi o tra amici, inganni e tradimenti sono comuni, padri e figli si rinnegano e i fratelli si scontrano. Abbiamo perso ogni traccia di normale umanità e viviamo più da bestie che da esseri umani. Le falsità di Satana hanno rovinato tantissime persone, che lottano contro il destino pensando di poterlo controllare o cambiare. Passano la vita a combattere, e non solo falliscono nel loro obiettivo, ma si distruggono provandoci. L’umanità è stata ingannata e corrotta da Satana. Ci affanniamo tutto il giorno, tormentati nel corpo e nel’anima. Patologie e sofferenze sono fenomeni in aumento. Di fronte a esse, ci convinciamo che la vita in questo mondo è troppo dura e stancante. Tutto ciò è avvenuto da quando Satana ha corrotto l’uomo; è Satana che ci danneggia ed è anche il frutto amaro dell’umanità che nega Dio e Lo tradisce”.

La sua condivisione mi ha fatto capire che le malattie dell’umanità derivano da Satana. La corruzione da lui operata ci ha tolto le premure e la protezione di Dio, sviluppando varie forme di malattia e sofferenza. Quella sorella, poi, ha aggiunto: “Dio non sopporta di vedere l’umanità raggirata e afflitta da Satana. Si è incarnato due volte per redimerci e salvarci: la prima volta nel Signore Gesù, crocifisso come offerta sacrificale per i nostri peccati, perché fossimo redenti. Credendo nel Signore Gesù, i peccati ci vengono perdonati ma la natura di peccatori rimane intatta e ancora non ne siamo del tutto liberi. Negli ultimi giorni, Dio Si è nuovamente incarnato tra gli uomini per esprimere la verità e compiere l’opera di giudizio e purificazione, concedendoci la salvezza da Satana, la liberazione dal peccato e la purificazione, e infine l’accesso al Suo Regno. Leggendo di più le parole di Dio, capiremo la verità e avremo discernimento. Vedremo la corruzione ad opera di Satana e ne scopriremo l’essenza malvagia. Allora, potremo respingerlo, sfuggendo alla sua influenza, così che non potrà più raggirarci né farci del male”. Che emozione sentire che Dio era venuto personalmente a salvarci! Non volevo che Satana continuasse a distruggermi in quel modo, ma non capivo esattamente come lo facesse, così ho chiesto alle sorelle: “Ho faticato tanto per svettare sugli altri e distinguermi, ma ne sono uscita con un dolore insopportabile. È tutta opera di Satana?”

Per rispondermi, sorella Zhang ha letto alcune parole di Dio Onnipotente. “Satana usa un metodo molto sottile, molto consono alle nozioni delle persone, niente affatto radicale, tramite il quale fa sì che le persone accettino inconsapevolmente il suo modo di vivere, le sue regole, e stabiliscano i loro obiettivi e la loro direzione nella vita e, così facendo, arrivino inconsapevolmente anche ad avere delle ambizioni nella vita. Per quanto grandiose possano sembrare queste ambizioni, sono inestricabilmente legate a ‘fama’ e ‘profitto’. Tutto ciò che qualsiasi persona grande o famosa – ogni persona, in effetti – segue nella vita, si riferisce unicamente a queste due parole: ‘fama’ e ‘profitto’. Dopo aver ottenuto fama e profitto, le persone pensano di poterli capitalizzare per usufruire di uno stato sociale elevato e di grandi ricchezze, e godersi così la vita. Pensano che fama e profitto siano una sorta di capitale che possono utilizzare per una vita improntata alla ricerca del piacere e al godimento sfrenato della carne. Per questa fama e questo profitto tanto bramati dall’umanità, le persone consegnano volentieri, seppure inconsapevolmente, i loro corpi, le loro menti, tutto ciò che possiedono, il loro futuro e il loro destino, a Satana. Le persone, infatti, lo fanno senza neppure un attimo di esitazione, sempre ignare della necessità di recuperare tutto ciò che hanno consegnato. Possono le persone mantenere un qualche controllo su di sé dopo essersi rifugiate in Satana ed essergli diventate leali in questo modo? Certo che no. Sono completamente e assolutamente controllate da Satana. Sono completamente e assolutamente sprofondate in un pantano e sono incapaci di liberarsi. Una volta impantanate nella fama e nel profitto, non cercano più ciò che è luminoso, giusto o le cose belle e buone. Questo perché il potere seduttivo che fama e profitto esercitano sulle persone è troppo grande, ed essi divengono obiettivi da perseguire nel corso della vita e persino per tutta l’eternità, senza fine. Non è vero?” (“Dio Stesso, l’Unico VI” in “La Parola appare nella carne”). “Satana usa fama e profitto per controllare i pensieri dell’uomo, finché le persone non riescono a pensare ad altro che non sia fama e profitto. Si affannano per fama e profitto, patiscono disagi per fama e profitto, sopportano umiliazioni per fama e profitto, sacrificano tutto ciò che hanno per fama e profitto, ed esprimeranno giudizi o prenderanno decisioni per fama e profitto. In tal modo, Satana lega le persone con catene invisibili ed esse non hanno la forza né il coraggio di liberarsene. Portano inconsapevolmente il peso di queste catene e continuano ad arrancare con grande difficoltà” (“Dio Stesso, l’Unico VI” in “La Parola appare nella carne”).

Terminata la lettura, la sorella mi ha svelato la realtà di Satana che usa fama e profitto per corrompere l’uomo. Solo allora ho capito quanto sia odioso Satana, che usa l’istruzione formale e l’influenza sociale per indottrinarci con le sue regole di vita, quali “Nessun dolore, nessun guadagno”, “Se vuoi essere osannato quando gli altri ti guardano, devi sopportare il dolore quando nessuno ti osserva” e “I soldi fanno girare il mondo”. Ingannati da questi precetti di vita, crediamo di non poter vivere senza denaro, che la ricchezza ci garantisca ammirazione e dignità e che povertà voglia dire inferiorità. Ecco perché lottiamo tutta la vita per il denaro, la fama e il profitto, facendoci in quattro per ottenerli, incuranti delle conseguenze. La nostra corruzione aumenta, come anche il dolore nella vita. Queste sono le catene che Satana utilizza per tenerci legati, ma anche il trucco che usa per corromperci. Nel tentativo di scavalcare gli altri e di aumentare i guadagni per ottenerne la stima, ero diventata una macchina da soldi. Bramavo sempre di più, non ero mai soddisfatta e mi sono fermata solo quando mi ero rovinata la salute. Ero diventata schiava del denaro, della fama e del profitto. La ricerca di queste cose mi aveva reso la vita tanto dura ed estenuante! Nel frattempo, per anni e anni, avevo dovuto subire un dolore dopo l’altro, ritrovandomi malata. Tanta sofferenza nasceva dal danno e dalla corruzione perpetrati da Satana! Senza le rivelazioni delle parole di Dio, non avrei mai saputo che Satana usa denaro, fama e profitto per corromperci, tanto meno che queste cose sono catene con cui imbriglia l’uomo.

Da quel momento, sorella Qin è tornata spesso a tenere condivisioni. Con il tempo, ho imparato a riconoscere le tattiche adottate da Satana per corromperci. Sono anche riuscita a capire quali sono le cose essenziali: leggere le parole di Dio, perseguire la verità e obbedire al Suo governo e alle Sue disposizioni. È il modo più significativo e felice di vivere, l’unico che Dio approva!

Un giorno, ho scoperto di avere una collega venuta in Giappone con suo marito per guadagnare. Sì, avevano messo qualcosa in tasca, ma la salute del marito ne ha risentito e lui è dovuto tornare in Cina per curarsi. Alla fine, gli hanno diagnosticato un cancro allo stadio finale. La loro famiglia è piombata nel terrore e nello sconforto. Quella disgrazia mi ha fatto percepire la nostra fragilità e il valore della vita. Senza la vita, a che serve altro denaro? Possiamo comprarcela? In seguito, ho letto queste parole di Dio Onnipotente: “Gli uomini passano la vita a inseguire il denaro e la fama; si aggrappano a questi fili di paglia pensando che siano i loro unici mezzi di sostentamento, come se, possedendoli, potessero continuare a vivere, potessero esonerarsi dalla morte. Soltanto quando stanno per morire, tuttavia, si rendono conto di quanto queste cose siano distanti da loro, di quanto essi siano deboli davanti alla morte, di quanto facilmente vadano in pezzi, di quanto siano soli e impotenti, senza alcun luogo in cui rifugiarsi. Si accorgono che la vita non si può comprare con il denaro o con la fama, che per quanto una persona sia facoltosa, per quanto alta sia la sua posizione, tutti sono parimenti poveri e insignificanti dinanzi alla morte. Si rendono conto che il denaro non può comprare la vita, che la fama non può cancellare la morte, che né l’uno né l’altra possono allungare l’esistenza di una persona anche solo di un minuto o di un secondo” (“Dio Stesso, l’Unico III” in “La Parola appare nella carne”). Queste parole mi hanno aperto gli occhi: se non crediamo in Dio o non comprendiamo la verità, non possiamo scoprire i complotti di Satana, né vedere come usa soldi e fama per corromperci. Cadiamo in un vortice che ci risucchia. Inconsapevolmente, subiamo l’inganno e lo scempio di Satana, rovinandoci da soli la vita. Che enorme tragedia. Finalmente ho raggiunto una certa comprensione grazie alla mia fede e alla lettura di tante parole di Dio; se, invece, mi fossi privata di queste cose, non mi sarei mai liberata da quella corruzione. Avrei brancolato nelle tenebre e nel dolore, senza uscirne mai.

Durante la malattia, le sorelle della Chiesa mi facevano visita e tentavano di alleviarmi il dolore. Svolgevano anche i lavori di casa e badavano a me come se fossi una di famiglia. In un paese straniero, era davvero commovente vedere come si prendevano cura di me. Mi sono sentita ancora più grata a Dio Onnipotente. Con le premure e la protezione di Dio, in men che non si dica mi sono ripresa.

In seguito, ho letto queste parole di Dio Onnipotente: “Quando una persona si volta indietro a guardare la strada che ha percorso, quando ricorda ogni fase del suo viaggio, vede che a ogni passo, a prescindere che la strada fosse ardua o liscia, Dio ha guidato e pianificato il suo cammino. Senza che se ne accorgesse, sono state le Sue disposizioni meticolose, la Sua attenta pianificazione, a guidarla fino a oggi. Essere in grado di accettare la sovranità del Creatore, di ricevere la Sua salvezza: che grande fortuna è questa! Se l’atteggiamento di una persona verso il destino è passivo, dimostra che essa resiste a tutto ciò che Dio ha predisposto per lei, che non è incline alla sottomissione. Se un individuo ha un atteggiamento attivo verso la sovranità di Dio sul destino umano, quando si volta indietro a guardare il suo viaggio, quando arriva a comprendere veramente la sovranità di Dio, desidera più sinceramente sottomettersi a tutto ciò che Egli ha organizzato, è più determinato e più fiducioso nel lasciare che Egli orchestri il suo destino e nello smettere di ribellarsi a Lui. Infatti si rende conto che, quando non comprende il destino, quando non capisce la sovranità di Dio, quando procede ostinatamente a tentoni, vacillando e barcollando nella nebbia, il viaggio è troppo difficile, troppo straziante. Così, quando le persone riconoscono la sovranità di Dio sul destino umano, quelle intelligenti scelgono di conoscerla e di accettarla, di dire addio ai giorni dolorosi in cui hanno cercato di costruirsi una vita proficua con le proprie mani, anziché continuare a lottare contro il destino e a perseguire i loro cosiddetti obiettivi di vita a modo loro. Quando non si ha Dio, quando non si riesce a vederLo né a riconoscerNe chiaramente la sovranità, ogni giorno è insignificante, inutile, triste. Ovunque una persona si trovi, qualunque lavoro faccia, i suoi mezzi di sostentamento e il perseguimento dei suoi obiettivi non le portano altro che un dolore interminabile e una sofferenza incurabile, al punto che essa non sopporta di guardarsi indietro. Soltanto quando si accetta la sovranità del Creatore, quando ci si sottomette alle Sue orchestrazioni e disposizioni e si cerca la vera vita umana, ci si libera gradualmente da tutto il dolore e da tutta la sofferenza e ci si scrolla di dosso tutta la vacuità della vita” (“Dio Stesso, l’Unico III” in “La Parola appare nella carne”). Sono parole così concrete. Ogni verso mi tocca nell’intimo. Dalla parola di Dio, comprendo che Egli è il Creatore e noi siamo le Sue creature. La vita di ognuno è nelle Sue mani, comandata e predisposta da Lui. Tutto ciò che si ottiene nella vita è sottoposto al Suo dominio e prestabilito da Lui. Correre a destra e a manca di certo non è un fattore determinante. Noi otteniamo solo quanto Dio ci concede. Se Egli non ci dona una cosa, qualunque sforzo sarà sempre inutile. Proprio come i proverbi “L’uomo pianta il seme, ma il cielo decide il raccolto” e “L’uomo propone e Dio dispone”. Nella vita, dobbiamo sottometterci al dominio e alle disposizioni del Creatore. Ecco il segreto della felicità! Ho anche capito che il denaro e il prestigio sono beni mondani. Dedicandoci alla ricerca di fama e profitto, alla fine otterremo solo vuoto e dolore. Alla fine, saremo consumati da Satana. Ho ripensato a quando vivevo secondo la filosofia satanica del “Nessun dolore, nessun guadagno”, correndo dietro a soldi e prestigio. Pensavo di poter trascorrere una vita felice, di ispirare stima e invidia negli altri, e mai immaginavo di ritrovarmi con dolore e amarezza, priva di pace e felicità. Ora che avevo letto le parole di Dio, Ne comprendevo la volontà. Non volevo più lottare contro il destino, né perseguire prestigio e guadagno. Non era più la vita che desideravo. Allora, mi sono decisa a cambiare: non volevo altro che affidare a Dio il resto dell’esistenza, sotto il Suo dominio. Dovevo assolutamente obbedirGli e compiere il mio dovere.

Per dedicare più tempo alla mia fede e partecipare agli incontri, ho lasciato il vecchio lavoro e ne ho trovato un altro più leggero. Leggo spesso la parola di Dio quando non sono in ufficio: più lo faccio e più il cuore mi si illumina. Ho anche imparato da dove nasce il peccato dell’uomo, ho capito come Dio salva l’umanità passo dopo passo, per cosa si deve vivere e come condurre un’esistenza pregna di senso. Mi riunisco spesso con i fratelli per condividere esperienze e imparare a cantare gli inni delle parole di Dio. Ora, trascorro giorni gioiosi. Non guadagno più come prima, ma sento un senso di pace e stabilità senza precedenti. Ripensandoci ora, la mia sventura è stata una benedizione! Questa è la salvezza che mi riserva.

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