Dopo aver testimoniato la rivelazione e l’eliminazione di molte persone
di Yi Xin, Cina Nel febbraio del 2023, a causa del tradimento di un Giuda, la polizia si era recata a casa mia per interrogarmi circa la...
Diamo il benvenuto a chi ricerca la manifestazione di Dio!
Fin da piccola ho avuto una costituzione fragile e cagionevole, e per questo ho sempre desiderato un fisico sano. Nel marzo del 2012 ho avuto la fortuna di accettare l’opera di Dio degli ultimi giorni. Qualche mese dopo ho notato che non prendevo più raffreddori o febbri come prima, ed erano migliorate anche le emicranie e l’artrosi cervicale. Avevo il cuore pieno di gratitudine verso Dio ed ero diventata ancora più motivata a rinunciare a certe cose e a spendermi. A quel tempo ero leader di una chiesa e, per svolgere bene il lavoro, ho ignorato l’ostruzionismo e l’opposizione della mia famiglia e ho lavorato instancabilmente dalla mattina alla sera per fare il mio dovere.
Un giorno di maggio del 2020 ho notato un certo fastidio al collo. Lo sentivo rigido quando lo giravo ed emetteva come uno “scricchiolio”. Sono rimasta seduta ancora per un po’, ma poi ho avuto qualche vertigine e il braccio destro ha cominciato a farmi male e a intorpidirsi, rendendomi difficile afferrare gli oggetti. Inizialmente non ci ho fatto molto caso, pensando che, da quando credevo in Dio, grazie a Lui non solo erano cessati i disturbi precedenti, ma era anche migliorata la mia condizione generale. Dato che ora mi dedicavo a tempo pieno al mio dovere, credevo che Dio mi avrebbe protetta e non l’avrebbe lasciata peggiorare. Pensavo che, correggendo la mia abituale postura da seduta e facendo un’adeguata attività fisica, il problema sarebbe rientrato. Invece non mi aspettavo che, due mesi dopo, non solo l’artrosi cervicale non migliorava, ma era addirittura peggiorata. Avevo spesso male e giramenti di testa, gli occhi erano diventati secchi e mi davano fastidio, inoltre la spalla destra era dolorante e insensibile, tanto da rendere perfino difficile l’uso delle bacchette. Ho cominciato a temere che le mie condizioni sarebbero peggiorate. Se un lato del mio corpo avesse ceduto e fosse rimasto paralizzato, come avrei potuto continuare a fare il mio dovere? Non avrei perso la possibilità di ricevere la salvezza di Dio? Ho poi pensato a una sorella con cui lavoravo, che aveva dovuto smettere di fare il suo dovere per tornare a casa a curarsi, perché la sua artrosi cervicale si era aggravata. Ma poco dopo aver lasciato casa per fare il mio dovere, ero stata tradita da un Giuda. Se le mie condizioni si fossero aggravate al punto di non poter svolgere il mio dovere, cos’avrei fatto, visto che io non potevo tornare a casa e non m’azzardavo ad andare in ospedale per farmi curare? Più ci pensavo, più mi arrabbiavo, e non potevo fare a meno di lagnarmi, pensando: “Da quando, anni fa, ho cominciato a credere, ho rinunciato alla famiglia e alla carriera per fare il mio dovere e ho avuto un bel po’ di difficoltà. Perché Dio non veglia su di me e non mi protegge? Perché mi ha fatta ammalare un’altra volta?” Ho pensato: “Anche se non posso andare in ospedale a curarmi, non posso neanche stare ferma ad aspettare che le mie condizioni peggiorino! Devo trovare un modo per curarmi. Altrimenti, con l’aggravarsi delle mie condizioni, non solo soffrirò di più, ma non sarò più in grado di fare il mio dovere, e allora cosa succederà?” Dopo di che ho iniziato a pensare a vari modi per curare la mia malattia. Oltre a provare la coppettazione[a], il gua sha[b] e la moxibustione[c], ho anche cercato dappertutto dei rimedi per trattare l’artrosi cervicale. In quel periodo la mia mente era completamente concentrata sulle cure per la malattia e non sentivo più il fardello del mio dovere. Non riuscivo a seguire i vari incarichi e quando il lavoro era impegnativo e richiedeva straordinari fino a tarda notte, esteriormente facevo il mio dovere, ma dentro di me ero riluttante, temendo che uno sforzo eccessivo potesse peggiorare la mia condizione.
Una mattina di maggio del 2022, mentre scendevo per fare colazione, improvvisamente ho sentito una forte pesantezza alla gamba e alla spalla destra. La gamba destra era così debole che riuscivo a malapena a sollevarla e dovevo trascinarla per camminare. In un attimo mi ha presa l’ansia, mi sono chiesta se stessi davvero per paralizzarmi da un lato. Mi sono molto spaventata, pensando: “Se finisco paralizzata, non sarò più in grado di fare il mio dovere, e allora cosa ne sarà delle mie speranze di salvarmi ed entrare nel regno dei cieli? Tutti questi anni di sacrificio e fatica non sono serviti a nulla?” Più ci pensavo, più mi angosciavo. Vedendo certi fratelli e sorelle intorno a me pieni di salute, ho provato grande invidia e gelosia e ho pensato: “In questi ultimi anni, da quando ho iniziato a credere in Dio, ho fatto rinunce e mi sono spesa tanto quanto loro. Perché Dio ha dato a loro un corpo sano e a me no?” Più pensavo a queste cose, più mi sentivo turbata e angosciata per la mia condizione.
Un giorno ho letto queste parole di Dio: “Lo stato di salute di una persona a una determinata età e la possibilità che contragga una malattia grave sono tutte cose stabilite da Dio. I non credenti non hanno fede in Dio e vanno alla ricerca di qualcuno che legga queste cose nei palmi delle mani, nelle date di nascita e nei volti, e ci credono. Tu hai fede in Dio e spesso ascolti sermoni e condivisioni sulla verità; quindi, se non credi a questo, non sei altro che un miscredente. Se credi veramente che tutto è nelle mani di Dio, allora dovresti credere che tutte queste cose, le malattie gravi, quelle serie, quelle più leggere e le condizioni di salute ricadono sotto la sovranità e le disposizioni di Dio. L’insorgere di una malattia grave e lo stato di salute di cui una persona gode a una determinata età non si verificano per caso, e capirlo significa possedere una comprensione positiva e accurata. Questo è conforme alla verità? (Sì.) È conforme alla verità, è la verità, e tu dovresti accettarlo e trasformare il tuo atteggiamento e le tue opinioni al riguardo. E cosa risolvi una volta che li hai trasformati? I tuoi sentimenti di angoscia, ansia e preoccupazione non vengono forse eliminati? Quanto meno le tue emozioni negative di angoscia, ansia e preoccupazione per la malattia vengono eliminate a livello teorico. Dal momento che la tua comprensione ha trasformato i tuoi pensieri e i tuoi punti di vista, essa elimina le tue emozioni negative. […] Stiamo parlando della malattia, che la maggior parte delle persone sperimenterà nel corso della propria vita. Pertanto, il tipo di malattia che affliggerà il loro corpo, in quale momento, a quale età e di che stato di salute godranno sono tutte cose disposte da Dio, e le persone non possono deciderle da sé, proprio come non possono decidere il momento della nascita. Non è quindi sciocco provare angoscia, ansia e preoccupazione per le cose che non si possono decidere da sé? (Sì.) Le persone dovrebbero adoperarsi per risolvere le cose che possono risolvere da sole, e dovrebbero aspettare Dio per quelle che non possono fare da sé; dovrebbero sottomettersi in silenzio e chiedere a Dio di proteggerle; è questa la mentalità che dovrebbero avere. Quando davvero contraggono una malattia e si trovano di fronte alla morte, dovrebbero sottomettersi e non lamentarsi né ribellarsi contro Dio o pronunciare parole di bestemmia o di attacco nei Suoi confronti. Dovrebbero invece assumere la posizione di esseri creati e sperimentare e apprendere tutto ciò che viene da Dio; non dovrebbero cercare di scegliere da sé. La malattia dovrebbe costituire un’esperienza speciale che arricchisce la tua vita, e non è necessariamente una cosa negativa, giusto? Perciò, quando si tratta di malattie, gli individui dovrebbero prima di tutto eliminare i loro pensieri e punti di vista sbagliati riguardo all’origine della malattia, e a quel punto non se ne preoccuperanno più; inoltre, non hanno il diritto di controllare né le cose conosciute né quelle sconosciute, e neppure sono in grado di farlo, poiché tutto ricade sotto la sovranità di Dio. L’atteggiamento e il principio di pratica che dovrebbero avere sono attendere e sottomettersi. Dalla comprensione alla pratica, tutto andrebbe fatto in linea con le verità principi: questo è perseguire la verità” (La Parola, Vol. 6: Riguardo al perseguimento della verità, “Come perseguire la verità (4)”). Dalle parole di Dio ho capito che aggravarmi e arrivare o meno alla paralisi era solo nelle mani di Dio, e che dovevo sottomettermi alla Sua sovranità e alle Sue disposizioni; era quella la decisione sensata. Eppure non avevo compreso l’onnipotenza e la sovranità di Dio. Avevo investito molte energie e affanni nella cura della malattia, preoccupandomi e agitandomi in continuazione, arrivando persino a nutrire travisamenti e lamentele nei confronti di Dio. Che sciocca ero stata! Avrei dovuto adottare un atteggiamento sottomesso, per trarre insegnamento dalla mia malattia e confidare sinceramente in Dio. Inoltre, se mi sentivo male, dovevo intraprendere la normale cura e assistenza sanitaria, e fare il mio dovere al meglio delle mie capacità. Praticare in questo modo non si discosta dalle richieste di Dio ed è l’atteggiamento giusto da avere. Con questa consapevolezza, la mia ansia si è in parte attenuata e sono stata pronta a sottomettermi all’orchestrazione e alle disposizioni di Dio.
Da quel momento in poi, ho lasciato che le cose seguissero il loro corso naturale, e ho organizzato il mio tempo tenendo conto di cure e trattamenti. A volte mi sono fermata a riflettere: “Perché mai mi lamento quando la malattia peggiora? Qual è quell’indole corrotta che me lo ordina?” Poi ho letto queste parole di Dio: “Quando le persone iniziano a credere in Dio, chi tra loro non ha i suoi scopi, le sue motivazioni e le sue ambizioni? Anche se alcune persone credono nell’esistenza di Dio, e l’hanno percepita, la loro fede in Dio contiene ancora quelle motivazioni, e il loro scopo ultimo nel credere in Dio è quello di ricevere le Sue benedizioni e le cose che essi desiderano. Nelle esperienze della vita, spesso pensano tra sé: ‘Per Dio ho rinunciato alla famiglia e alla carriera, e Lui che cosa mi ha dato? Devo anche aggiungere, e confermare: ho forse ricevuto qualche benedizione di recente? In questo periodo ho dato tanto, ho corso a destra e a manca, e ho sofferto da morire, ma in cambio Dio mi ha fatto qualche promessa? Si è forse ricordato delle mie buone azioni? Che fine farò? Potrò ricevere le benedizioni di Dio?…’ Ogni persona costantemente, nel suo intimo, fa questi calcoli, e avanza a Dio richieste che recano le sue motivazioni, le sue ambizioni e una mentalità affaristica. Vale a dire, nel suo intimo l’uomo saggia continuamente Dio, escogitando continuamente piani a proposito di Dio, e dibattendo costantemente con Lui il caso riguardante il proprio esito personale, e tentando di estorcere a Dio una dichiarazione, per vedere se Egli può concedergli ciò che desidera oppure no. Nello stesso tempo in cui ricerca Dio, l’uomo non Lo tratta come Dio. L’uomo ha sempre tentato di concludere accordi con Lui, facendoGli richieste senza tregua, e anche sollecitandoLo a ogni passo, tentando di prendersi tutto il braccio dopo aver avuto la mano. Mentre sta cercando di concludere accordi con Dio, l’uomo dibatte con Lui, e c’è anche chi, nel momento in cui gli capitano delle prove o si trova in determinate situazioni, spesso diventa debole, negativo e fiacco nel suo lavoro, e pieno di lamentele riguardanti Dio. Dal primo momento in cui ha iniziato a credere in Dio, l’uomo Lo ha considerato un pozzo di San Patrizio, un ‘jolly’, e si è autoproclamato come il più grande creditore di Dio, come se tentare di ottenere benedizioni e promesse da Dio fosse un suo diritto e obbligo innato, mentre la responsabilità di Dio sarebbe quella di proteggere l’uomo, prenderSi cura di lui e provvedere all’uomo. Ecco l’interpretazione di base del concetto ‘fede in Dio’ da parte di tutti coloro che credono in Lui, e tale è la loro più profonda comprensione di questo concetto. A partire dalla natura essenza dell’uomo fino alla sua ricerca soggettiva, non c’è niente che si collega con il timore di Dio. Lo scopo dell’uomo nel credere in Dio presumibilmente non ha niente a che fare con l’adorazione di Dio. Vale a dire, l’uomo non ha mai considerato né compreso che la fede in Dio implica il timore e l’adorazione di Dio. Alla luce di tali condizioni, l’essenza dell’uomo è ovvia. E di quale essenza si tratta? Il cuore dell’uomo è maligno, nutre perfidia e disonestà, non ama l’equità e la giustizia, o ciò che è positivo, ed è spregevole e avido. Il cuore dell’uomo non potrebbe essere più chiuso nei confronti di Dio; l’uomo non l’ha mai dato affatto a Dio. Egli non ha mai visto il vero cuore dell’uomo, e non è mai stato adorato da lui” (La Parola, Vol. 2: Riguardo al conoscere Dio, “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso II”). Dopo aver letto ciò che le parole di Dio rivelavano, mi sono resa conto che, da quando avevo iniziato a credere in Dio, il mio punto di vista su cosa perseguire, così come la direzione in cui avevo perseguito, erano stati sbagliati fin dall’inizio. Non molto tempo dopo aver iniziato a credere in Dio, avevo notato che la mia malattia era migliorata, così avevo cominciato a considerarLo come il mio guaritore. Avevo cercato di ottenere la Sua benedizione e protezione rinunciando a qualcosa, spendendomi e pagando un prezzo; in quel modo pensavo di non dover più soffrire per la mia malattia. Quando quest’ultima si era ripresentata e la condizione persisteva senza poterla gestire o alleviare, mi ero lamentata, usando i miei precedenti sforzi e fatiche esteriori come fossero un capitale per scendere a patti con Dio. Avevo persino pensato che la cura della mia malattia fosse la cosa più importante e avevo affrontato il dovere senza un senso del fardello. Quando avevo visto che il lavoro non portava frutti, non mi ero preoccupata né agitata, concentrandomi solo su come trattare e curare il mio corpo. Vedendo che i fratelli e le sorelle intorno a me erano perfettamente sani, mentre io, seppure giovane, vivevo nella sofferenza a causa della malattia, dentro di me mi lamentavo di Dio perché benediceva loro, mentre non proteggeva né vegliava su di me. Il mio stato era esattamente quello che le parole di Dio smascheravano: “Quando concedo la Mia furia alle persone e Mi impossesso di tutta la gioia e la pace che un tempo possedevano, loro sviluppano dubbi. Quando concedo alle persone le sofferenze dell’inferno e Mi riprendo le benedizioni del cielo, si infuriano. Quando le persone Mi chiedono di guarirle e Io non le ascolto e le aborrisco, si allontanano da Me per cercare invece la via della medicina malvagia e della stregoneria. Quando tolgo loro tutto ciò che Mi hanno chiesto, scompaiono tutte senza lasciare traccia. Perciò dico che le persone hanno fede in Me perché la mia grazia è troppo abbondante e perché ci sono fin troppi vantaggi da guadagnare” (La Parola, Vol. 1: La manifestazione e l’opera di Dio, “Che cosa sai della fede?”). Le parole di Dio m’hanno trafitto profondamente il cuore. Per anni e anni avevo proclamato di volermi spendere per Dio, ma non avevo mai veramente adorato né mi ero mai sottomessa a Lui in quanto Dio. Io volevo solo le Sue benedizioni, sperando che mi guarisse e mi liberasse dalle sofferenze della malattia. Era chiaro che cercavo di usare Dio e di scendere a patti con Lui, eppure all’esterno sventolavo come un vessillo il mio spendermi per Dio. Non è forse questo un palese raggiro e un’opposizione a Lui? Quant’ero spregevole!
Poi ho letto un passo delle parole di Dio e ho trovato un modo di praticare. Dio Onnipotente dice: “Quando ci si preoccupa eccessivamente del proprio corpo fisico e lo si mantiene ben nutrito, sano e robusto, che valore ha ciò? Che senso ha vivere così? In cosa risiede il valore della vita di un individuo? Solo nel mero abbandonarsi ai piaceri della carne, come mangiare, bere e divertirsi? […] Non si viene al mondo semplicemente per il piacere della carne, né soltanto per mangiare, bere e divertirsi. Non si dovrebbe vivere solo per queste cose; questo non è il valore della vita umana e non è la retta via. Il valore della vita umana e la retta via da seguire prevedono la realizzazione di qualcosa di valore e il compimento di uno o più lavori di valore. Non si tratta di una carriera, ma della retta via e del giusto dovere. DiteMi, vale la pena per una persona pagare il prezzo per portare a termine un lavoro di valore, vivere una vita significativa e di valore, e perseguire e acquisire la verità? Se veramente desideri perseguire e comprendere la verità, intraprendere la retta via nella vita, compiere bene il tuo dovere e vivere una vita ricca di valore e di significato, allora non dovresti esitare a dedicare tutta la tua energia, a pagare il prezzo e a investire tutto il tuo tempo e tutti i tuoi giorni. Se durante questo periodo ti capiterà di ammalarti un po’, non avrà importanza: non ti schiaccerà. Una vita di questo tipo non è forse di gran lunga superiore a una di agio e ozio, di cura del corpo fisico al fine di renderlo ben nutrito e sano e, infine, di raggiungimento della longevità? (Sì.) Quale di queste due opzioni può più facilmente portare a una vita di valore? Quale può arrecare conforto e assenza di rimpianto a coloro che si trovano alla fine ad affrontare la morte? (Vivere una vita significativa.) Vivere una vita significativa vuol dire percepire nel cuore di aver ottenuto dei risultati e sentirsi confortati. Che dire di quelli che sono ben nutriti e mantengono un colorito roseo fino alla morte? Non perseguono una vita significativa, quindi cosa sentono quando muoiono? (Di aver vissuto invano.) Queste due parole sono piuttosto incisive: vivere invano. Che cosa significa ‘vivere invano’? (Sprecare la propria vita.) Vivere invano, sprecare la propria vita: qual è il fondamento di queste due frasi? (Alla fine della loro vita ci si accorge di non aver acquisito nulla.) E cosa dovrebbe dunque acquisire un individuo? (Dovrebbe acquisire la verità o realizzare in questa vita cose ricche di valore e di significato. Dovrebbe fare bene ciò che spetta a un essere creato. Se non è in grado di fare ciò e vive solo per il suo corpo fisico, sentirà di aver vissuto invano e di aver sprecato la sua vita.)” (La Parola, Vol. 6: Riguardo al perseguimento della verità, “Come perseguire la verità (6)”). Dalle Sue parole, ho capito che la corretta visione di cosa perseguire quando si ha fede in Dio è cercare di comprendere la verità e sapersi sottomettere a Lui. Indipendentemente dalle circostanze che Dio predispone, anche a fronte di gravi malattie e sofferenze, devo sottomettermi alle Sue orchestrazioni e disposizioni e compiere il mio dovere di essere creato. Questo tipo di perseguimento è prezioso e significativo e sarà ricordato da Dio. Eppure, avevo sempre cercato la pace della carne, una vita senza malattie né catastrofi e di vivere in salute. Quando la mia malattia si è aggravata, ho iniziato a discutere con Dio e a lamentarmi, concentrandomi solo su trattamenti e cure personali e addirittura senza nessuna voglia di fare il mio dovere. Un perseguimento del genere non aveva senso. Mi sono resa conto che, anche se fosse migliorata la mia salute e avessi vissuto una vita serena e in salute, senza adempiere il dovere e la responsabilità di essere creato e senza portare a termine la mia missione, avrei sprecato la mia vita, rendendo in questo modo vana la mia esistenza. Quando me ne sono resa conto, mi sono sentita illuminata. Non contava che la mia malattia peggiorasse o che restassi paralizzata, la cosa più importante era compiere il mio dovere. Da quel momento in poi, ho dedicato il cuore al mio dovere e ho dato seguito ai vari compiti.
Un giorno, mentre scrivevo al computer, si è improvvisamente bloccata la spalla destra e sollevando il braccio ho sentito un dolore lancinante che rendeva molto difficile usare la tastiera. Ho ricominciato a preoccuparmi, pensando: “Se la spalla non si muove, come potrò fare il mio dovere?” Ho pensato: “Mi riposo e forse domani andrà meglio”. Tuttavia, il giorno dopo, non solo la spalla non è migliorata, ma faceva ancora più male. Hanno cominciato a far male anche la testa e il collo, mi dava dolore sedermi e persino sdraiarmi. Avevo perso tutta la concentrazione sul mio dovere. Più tardi, ho letto queste parole di Dio: “Che tu soffra o sia malato, finché ti resta anche un solo respiro, fintanto che sei vivo e riesci ancora a parlare e a camminare, allora hai l’energia per svolgere il tuo dovere, e dovresti farlo diligentemente e con i piedi ben piantati a terra. Non devi abbandonare il dovere di un essere creato o la responsabilità che il Creatore ti ha affidato. Fintanto che sei ancora in vita, dovresti portare a termine il tuo dovere e adempierlo bene” (La Parola, Vol. 6: Riguardo al perseguimento della verità, “Come perseguire la verità (3)”). Dopo aver letto le parole di Dio, L’ho pregato, dicendo che, indipendentemente dal fatto che la mia condizione migliorasse o meno, non volevo più essere vincolata o limitata da essa. Volevo solo cercare l’intenzione di Dio, sottomettermi a Lui e attenermi al mio dovere. Dopo di che, ho smesso di preoccuparmi di quando sarebbe migliorata la malattia e mi sono concentrata sul mio dovere, utilizzando il mio tempo libero per fare un po’ di esercizio fisico. La quarta mattina ho notato che il dolore alla spalla destra era diminuito e il collo non era più rigido. Anche se non ero completamente guarita, mi stavo man mano riprendendo.
Questi ripetuti attacchi di malattia hanno rivelato appieno le mie opinioni sbagliate su cosa dovevo perseguire nella mia fede. Solo allora ho cominciato a comprendere davvero me stessa. Attraverso le parole di Dio, ho anche imparato come trattare correttamente la malattia e come compiere il mio dovere in quei momenti. Ringrazio Dio per la Sua salvezza!
Note a piè di pagina:
a. Coppettazione: Terapia che prevede l’applicazione di coppette di vetro o di plastica sulla pelle per creare un’aspirazione. Aiuta a migliorare il flusso sanguigno e ad alleviare il dolore.
b. Gua sha: Tecnica in cui si strofina la pelle con uno strumento liscio per sciogliere le tensioni, migliorare la circolazione e ridurre il dolore muscolare.
c. Moxibustione: Metodo in cui la pianta di artemisia essiccata viene bruciata vicino a punti specifici del corpo per generare calore e stimolare la guarigione.
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