Pratica la verità anche se offende gli altri

05 Dicembre 2022

Nel maggio del 2020, ho accolto l’opera di Dio onnipotente negli ultimi giorni. Leggevo spesso la parola di Dio, partecipavo attivamente alla vita di chiesa, e svolgevo tutti i doveri che riuscivo a svolgere. In seguito, sono stata scelta come leader della chiesa. Una volta, la nostra chiesa aveva urgentemente bisogno di formare due diaconi del Vangelo. Avevo un elenco di tutte le persone qualificate, e ho constatato che fratello Kevin era di levatura relativamente buona, non era troppo impegnato con il lavoro e partecipava attivamente alle riunioni e aveva appreso i principi della diffusione del Vangelo, quindi sembrava adatto al lavoro. C’è anche sorella Janelle, che era attiva nei suoi doveri e produceva qualche risultato. Rispetto ad altri, loro due sembravano adatti per quel dovere, e il mio leader condivideva le mie idee. Così li ho nominati entrambi diaconi del Vangelo. Dopo un po’ di tempo, hanno capito le responsabilità di un diacono del Vangelo e vi hanno acquisito dimestichezza, perciò ho permesso loro di iniziare a svolgere il proprio dovere in modo indipendente e ho dedicato tutte le mie energie al lavoro di irrigazione. Dopo qualche settimana, ho scoperto che alcuni di quelli che avevano appena ricevuto il Vangelo avevano abbandonato il gruppo con cui si riunivano, e altri, che diffondevano il Vangelo, avevano difficoltà che non sapevano come risolvere. Vedendo questi problemi nel lavoro del Vangelo, mi sono chiesta se i diaconi del Vangelo stessero facendo un lavoro pratico. Sono andata a verificare alcuni dettagli del lavoro e ho scoperto che i diaconi del Vangelo si limitavano a organizzare le cose, ma non facevano il lavoro in prima persona. Alle riunioni, non risolvevano i problemi pratici, si limitavano a esortare gli altri fratelli e sorelle a fare il loro dovere. Alla luce di questa situazione, sono rimasta molto delusa. Come diaconi della chiesa, non era forse una negligenza non risolvere i problemi pratici? Ho anche scoperto che fratello Kevin non svolgeva un lavoro adeguato e a volte se ne andava a giocare, mentre sorella Janelle, in quel periodo, era diventata pigra e irresponsabile nei suoi doveri. Volevo condividere con loro e far notare i problemi nei loro doveri ma, visto che andavamo così d’accordo, non volevo rovinare il nostro rapporto. Speravo che i miei fratelli e sorelle mi vedessero come una brava persona, comprensiva e attenta. Se avessi sottolineato in modo diretto i loro problemi, avrei potuto rovinare la mia buona reputazione. Cosa avrebbero pensato di me i due diaconi? Avrebbero detto che non consideravo i loro sforzi, ma solo le loro carenze, e che non avevo un cuore amorevole? Inoltre, se avessi fatto notare i loro problemi, e loro non fossero stati in grado di accettarlo e fossero diventati passivi, i miei fratelli e sorelle avrebbero pensato che ero incapace di svolgere il lavoro di leader? Che ero una cattiva leader? Se il mio capo avesse chiesto informazioni in merito, forse mi avrebbero trattata. Tenendo conto di questo, quindi, non ho messo in evidenza i loro problemi. A volte pensavo che, essendo responsabile del lavoro della chiesa, era mia responsabilità evidenziare i loro problemi in modo che potessero riflettere. Eppure non riuscivo a dirlo. Invece, ho inviato alcune parole di Dio per dare loro incoraggiamento e conforto e ho parlato (loro) con gentilezza su come svolgere bene il proprio dovere e su come cooperare armoniosamente con gli altri. Non ho evidenziato i problemi nei loro doveri. In seguito, ho provato un grande senso di colpa. Sentivo di essere disonesta e ingannevole.

Una notte, non riuscivo a dormire perché pensavo a come l’inefficacia del lavoro del Vangelo fosse direttamente collegata a me. Avevo visto che due diaconi del Vangelo si comportavano in modo irresponsabile nel loro dovere, che non risolvevano i problemi dei fratelli e delle sorelle che predicavano il Vangelo, e di conseguenza i fratelli e le sorelle si sentivano fortemente sotto pressione, e alcuni nuovi arrivati hanno abbandonato il gruppo con cui si riunivano, ma non ho evidenziato i loro problemi. Mi sentivo così in colpa nel mio cuore che non sapevo cosa fare, così ho pregato sinceramente Dio: “Dio, mi sento profondamente in colpa perché non so guidare bene i fratelli e le sorelle. Dio, ti prego, illuminami e guidami a risolvere questo problema”. Dopo aver pregato, ho guardato il video di una testimonianza esperienziale: conteneva alcune parole di Dio che mi hanno particolarmente ispirata. La parola di Dio dice: “La coscienza e la ragionevolezza dovrebbero essere le componenti dell’umanità di una persona. Sono entrambe fondamentali ed essenziali. Che razza di persona è un individuo che manca di coscienza e che non ha la ragionevolezza dell’umanità normale? In generale, è una persona che manca di umanità, che possiede un’umanità estremamente scarsa. In dettaglio, quali manifestazioni di umanità carente mostra questa persona? Proviamo ad analizzare quali caratteristiche possiedono persone del genere e quali manifestazioni specifiche presentano. (Sono egoiste e meschine.) Le persone egoiste e meschine sono superficiali nelle loro azioni, e non si lasciano coinvolgere da nulla che non le interessi personalmente. Non considerano gli interessi della casa di Dio, né mostrano rispetto per la Sua volontà. Non si assumono mai il fardello di testimoniare per Dio o di assolvere al loro dovere, e non hanno alcun senso di responsabilità. […] Vi sono persone che non si assumono alcuna responsabilità, indipendentemente dal dovere che svolgono. E non riferiscono tempestivamente ai loro superiori dei problemi che scoprono. Quando vedono gli altri essere d’ostacolo e intralcio, chiudono un occhio. Quando vedono qualcuno di malvagio compiere il male, non cercano di fermarlo. Non hanno la minima considerazione per gli interessi della casa di Dio, né per ciò che è loro dovere e responsabilità. Nel compiere il loro dovere, persone simili non svolgono alcun lavoro reale; non fanno che compiacere gli altri e sono bramose di comodità; parlano e agiscono solo per la loro vanità, la loro reputazione, il loro prestigio e i loro interessi, e si assicurano di dedicare tempo e sforzi a qualsiasi cosa possa procurar loro un tornaconto” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Dando il proprio cuore a Dio si può ottenere la verità”). Ho letto due volte le parole di Dio e mi sono sentita davvero triste. Pensavo di avere una buona umanità, di essere paziente nell’aiutare i miei fratelli e le mie sorelle e di avere a cuore i diaconi del Vangelo. Nelle mie azioni, prendevo sempre in considerazione i sentimenti degli altri e non volevo ferirli. Pensavo di tenere conto della volontà di Dio e di essere una brava persona. Ma quando ho visto che i due diaconi si comportavano in modo irresponsabile con il lavoro della chiesa, non ho evidenziato i loro problemi per far capire loro che erano irresponsabili nei propri doveri. Invece, li ho accondiscesi perché temevo che far notare i loro problemi avrebbe distrutto il nostro rapporto. Temevo poi che il mio capo mi avrebbe rimproverata se li avessi resi negativi e che i miei fratelli e sorelle mi avrebbero giudicata male, quindi ho scelto di proteggere il mio rapporto con loro, così come la mia immagine e il mio prestigio e ho condiviso con loro solo parole di Dio che fossero di conforto e di incoraggiamento. Di conseguenza, non hanno riconosciuto i loro problemi e non sono riusciti a pentirsi e a cambiare in tempo. Per amore della mia immagine e dei miei interessi personali, non ho considerato il lavoro della chiesa. Questo non era affatto rispettoso della volontà di Dio e non ero una brava persona. Infatti, le persone con una buona umanità sono persone oneste, sono in grado di praticare la verità e in grado di proteggere gli interessi della chiesa, hanno il coraggio di condividere e di esporre i problemi con gli altri per aiutarli a cambiare, e trattano i loro fratelli e sorelle con cuore sincero. E io invece? Quando ho riscontrato i problemi con i diaconi, non ho detto nulla, e ho preferito permettere che il lavoro della chiesa venisse danneggiato per salvaguardare invece i miei interessi. Avevo un’umanità così cattiva!

Più avanti, ho letto un passo delle parole di Dio e ho acquisito una certa comprensione di me stessa. Dio Onnipotente dice: “Alcuni leader della chiesa, nel vedere i fratelli o le sorelle compiere il loro dovere in modo negligente e frettoloso, non li rimproverano anche se dovrebbero farlo. Quando vedono qualcosa che è chiaramente dannoso per gli interessi della casa di Dio, fanno finta di niente e non effettuano indagini per non recare la minima offesa gli altri. In realtà, non dimostrano di tenere in considerazione le debolezze delle persone; il loro intento è invece quello di conquistare la gente, cosa di cui sono pienamente consapevoli: ‘Se continuo così e non reco offesa a nessuno, penseranno che sia un bravo leader. Avranno una buona e alta opinione di me. Mi apprezzeranno e ameranno’. A prescindere dai danni arrecati agli interessi della casa di Dio, e da quanto i Suoi eletti siano ostacolati nell’ingresso nella vita, o da quanto sia perturbata la loro vita nella chiesa, i leader di questo tipo persistono nella loro filosofia satanica e non recano offesa a nessuno. Non c’è mai un senso di rimorso nel loro cuore. Vedendo una persona provocare intralcio e disturbo, tutt’al più potrebbero di sfuggita menzionare con noncuranza la questione, e poi accantonarla. Non condividono sulla verità, non evidenziano l’essenza del problema di tale persona, e tantomeno ne analizzano lo stato. Non comunicano mai qual è la volontà di Dio. I falsi leader non espongono né analizzano mai il tipo di errori che le persone spesso commettono o l’indole corrotta che spesso rivelano. Non risolvono alcun problema reale; anzi, tollerano sempre la cattiva condotta e le manifestazioni di corruzione delle persone e, per quanto le persone siano negative o deboli, rimangono indifferenti, limitandosi a predicare qualche parola di dottrina, a fare qualche esortazione sommaria, cercando di evitare i conflitti. Di conseguenza, i prescelti di Dio non riflettono su se stessi e non cercano di conoscersi, non apprendono come risolvere le manifestazioni di vari tipi di corruzione e vivono tra parole, frasi, nozioni e fantasie, senza entrare nella vita. Nel loro cuore, credono persino questo: ‘Il nostro leader mostra addirittura più comprensione per le nostre debolezze di quanto faccia Dio. Forse la nostra statura è troppo piccola per soddisfare le richieste di Dio, ma ci basta soddisfare i requisiti del nostro leader; se obbediamo al nostro leader, stiamo obbedendo Dio. Se un giorno il Supremo sostituirà il nostro leader, allora ci faremo sentire; per mantenere il nostro leader e impedire che il Supremo lo sostituisca, negozieremo con il Supremo e Lo costringeremo ad accontentare le nostre richieste. In questo modo ci comporteremo bene con il nostro leader’. Quando le persone hanno simili pensieri nel cuore, quando hanno un tale rapporto con il leader e nel loro cuore provano dipendenza, ammirazione e venerazione nei suoi confronti, allora arrivano ad avere una fiducia sempre maggiore in questo leader, vogliono ascoltare le sue parole e smettono di cercare la verità in quelle di Dio. Un tale leader ha quasi preso il posto di Dio nel cuore delle persone. Se un leader è intenzionato a mantenere un simile rapporto con il popolo eletto di Dio, se ne trae un sentimento di godimento nel suo cuore, se crede che gli eletti di Dio debbano trattarlo così, allora non c’è alcuna differenza tra lui e Paolo, e ha già intrapreso il cammino di un anticristo. […] Gli anticristi non svolgono un vero lavoro, non condividono la verità e non risolvono i problemi, non guidano le persone a nutrirsi delle parole di Dio e a entrare nella realtà della verità. Si adoperano solo per il prestigio e la fama, si preoccupano solo di affermare se stessi, di proteggere il posto che occupano nel cuore delle persone e di indurre tutti ad adorarli, a venerarli e a seguirli: questi sono gli obiettivi che vogliono raggiungere. È così che gli anticristi cercano di conquistare le persone e di controllare i prescelti di Dio. Tale modo di operare non è forse malvagio? È ripugnante!” (La Parola, Vol. 4: Smascherare gli anticristi, “Tema 1 – Cercano di conquistare le persone”). Dopo aver letto questo passo delle parole di Dio, ho avvertito un profondo senso di imbarazzo che avvampava in me. La parola di Dio rivelava con precisione il mio stato. Vedevo chiaramente che i due diaconi non svolgevano un lavoro concreto e il problema era grave, avrei dovuto usare le parole di Dio che giudicano e rivelano l’indole corrotta delle persone per condividere in modo che potessero conoscere i loro problemi e cambiare il loro atteggiamento nei confronti del loro dovere. Così avrebbero smesso di compromettere il lavoro della chiesa. Ma per mantenere il mio rapporto con loro e dare loro una buona impressione, non ho esposto l’essenza dei loro problemi, ma ho solo usato le parole di Dio per confortarli e incoraggiarli. Pensavo che, così facendo, mi avrebbero considerata una buona leader e avrebbero avuto una buona opinione di me, mi avrebbero approvata e apprezzata. Ero così egoista e spregevole! Poiché non ho evidenziato ed esposto in tempo i problemi dei due diaconi, i nuovi arrivati non sono riusciti a eliminare in tempo le loro nozioni, e altri che avevano appena accettato il Vangelo hanno lasciato il gruppo di riunione. Mi sono resa conto che tutto ciò era opera mia. Il dovere di un leader è quello di supervisionare e seguire il lavoro dei diaconi e dei capigruppo della chiesa, e risolvere i problemi in tempo. Dobbiamo conoscere le situazioni dei nostri fratelli e sorelle, e quando qualcuno fa cose che violano i principi o compromettono il lavoro della chiesa, dobbiamo condividere con amore e aiutarli. Se la nostra comunione non cambia comunque le cose, dobbiamo potarli, trattarli o destituirli. Solo in questo modo è possibile proteggere il lavoro della chiesa. Invece, come leader della chiesa, non solo sono stata irresponsabile, ma ho agito come un servitore di Satana e così facendo ho turbato il lavoro della chiesa. È stato vergognoso! È stato umiliante e triste vedere le cose evolvere in questo modo. Quei problemi si sono verificati perché non ho agito come dovrebbe fare un leader. Se avessi condiviso ed esposto i loro problemi, non avrei causato una tale perdita al lavoro della chiesa, sono stata una falsa leader che non ha svolto alcun lavoro concreto. Non ho aiutato i miei fratelli e le mie sorelle a capire la verità e non ho saputo portarli davanti a Dio. Volevo sempre che mi approvassero e mi difendessero, in modo che avessero una buona immagine di me e che io avessi prestigio nei loro cuori. Stavo percorrendo la via dell’anticristo, quella della resistenza a Dio. Senza il giudizio della parola di Dio, non so quale male avrei potuto commettere. Una volta compreso questo, mi sono pentita delle mie azioni, e ho pregato sinceramente Dio: “Dio, non mi ero resa conto che il mio egoismo avrebbe recato un tale danno al lavoro della chiesa e messo in pericolo la vita dei miei fratelli e delle mie sorelle. Non sono degna di un incarico tanto importante. Dio, desidero pentirmi. Spero di riportare indietro quei fratelli e quelle sorelle che hanno appena accettato il Vangelo. Ti prego, guidami nel riflettere su me stessa, in modo da non commettere più gli stessi errori”. Dopo aver pregato, il mio stato è migliorato un po’, però provavo ancora un gran senso di colpa. Mi sentivo una peccatrice, come se tutto ciò che faccio rappresentasse Satana, pensavo che le persone come me non potessero essere salvate e che non ci fosse speranza per me.

In quel momento, una sorella ha inviato alcune parole di Dio nel gruppo chat. La parola di Dio dice: “Si può dire che le tue numerose esperienze di fallimento, di debolezza e i tuoi momenti di negatività siano tutte prove di Dio. Il motivo è che tutto viene da Dio, e tutte le cose e gli eventi sono nelle Sue mani. Se fallisci o sei debole e inciampi, tutto dipende da Dio ed è sotto il Suo dominio. Dal punto di vista di Dio, questo è un metterti alla prova, e se tu non te ne rendi conto, diverrà tentazione. Ci sono due stati che gli uomini dovrebbero riconoscere: uno viene dallo Spirito Santo, e la probabile fonte dell’altro è Satana. Uno è uno stato in cui lo Spirito Santo ti illumina e ti permette di conoscerti, di detestare e provare rimorso per te stesso e di essere capace di un autentico amore per Dio, di dedicare il tuo cuore a soddisfarLo. L’altro è uno stato in cui pur conoscendoti sei negativo e debole. Si potrebbe dire che questo stato sia contemporaneamente il raffinamento di Dio e la tentazione di Satana. Se riconosci che questa è la salvezza operata da Dio in te e senti di esserGli profondamente debitore; se ti riprometti d’ora in poi di ripagarLo senza più cadere in un tale livello di depravazione, di sforzarti di nutrirti delle Sue parole, se ti consideri sempre manchevole e hai un cuore colmo di desiderio, si tratta allora della prova di Dio. Dopo che la sofferenza sarà finita e tu avrai ricominciato il cammino Dio ti guiderà, ti rischiarerà, ti illuminerà e ti nutrirà ancora. Ma se non lo riconoscerai e sarai negativo abbandonandoti semplicemente alla disperazione, se la penserai in questo modo, sarà scesa su di te la tentazione di Satana” (La Parola, Vol. 1: La manifestazione e l’opera di Dio, “Coloro che devono essere resi perfetti devono essere sottoposti a raffinamento”). Dopo aver letto questo passo delle parole di Dio, mi sono sentita confortata, e ho trovato anche la sicurezza per andare avanti. Prima, mentre leggevo le dure parole di Dio, in cui Dio rivelava la mia corruzione, mi sono sentita a disagio, era un dolore, era come se fossi stata condannata senza alcuna speranza di essere salvata, e quindi ero negativa e debole. Però, quando ho letto questo passo delle parole di Dio, ho capito la Sua volontà. Se le persone, nel compiere i loro doveri, non difendono gli interessi della chiesa e vengono esposte e trattate, è normale che si sentano negative e deboli. Ma se fossi riuscita a cercare la verità nel mio fallimento e a riflettere su me stessa, sarebbe stata la mia occasione per imparare una lezione. Se fossi diventata negativa, mi fossi ritirata o avessi rinunciato a me stessa, sarei caduta nel tranello di Satana e avrei ceduto alla tentazione. Ho visto che dietro al giudizio di Dio e alla rivelazione dell’indole corrotta delle persone c’era l’amore di Dio. Dio vuole che conosciamo noi stessi, che impariamo dai nostri fallimenti, e che non ci lasciamo controllare dall’indole satanica. Questa è una cosa buona, un’opportunità per crescere. Una volta compreso questo, non mi sentivo più negativa e non fraintendevo più Dio. Dovevo fare il mio dovere secondo la parola e i principi di Dio. Non potevo più seguire le mie emozioni carnali e proteggere la mia reputazione e il mio prestigio.

Più tardi, ho letto alcune parole di Dio: “Dovete sapere che Dio ama coloro che sono onesti. In sostanza, Egli è leale, quindi ci si può sempre fidare delle Sue parole. Inoltre, le Sue azioni sono irreprensibili e indiscutibili: ecco perché Dio apprezza coloro che sono del tutto onesti con Lui. Onestà significa donare il vostro cuore a Dio, mai imbrogliarLo, essere sinceri con Lui in ogni cosa, aperti con Lui in ogni cosa, senza mai nascondere la verità, senza tentare di ingannare i superiori e i subordinati e senza fare le cose solo per ingraziarsi Dio. In breve, essere onesti vuol dire essere puri nelle vostre azioni e parole, e non ingannare né Dio né gli uomini” (La Parola, Vol. 1: La manifestazione e l’opera di Dio, “Tre ammonimenti”). “Non fare sempre cose per il tuo tornaconto e non considerare costantemente i tuoi interessi; non preoccuparti degli interessi degli uomini e non pensare affatto al tuo orgoglio, alla tua reputazione o al tuo prestigio. Devi prima pensare agli interessi della casa di Dio e farne la tua prima priorità. Devi tenere in considerazione la volontà di Dio e cominciare col riflettere se tu sia stato o meno impuro nell’adempimento del tuo dovere, se tu sia stato leale, se tu abbia adempiuto le tue responsabilità e abbia dato tutto te stesso, e, allo stesso modo, se tu abbia o meno riflettuto sinceramente sul tuo dovere e sul lavoro della chiesa Devi prendere in considerazione queste cose” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Dando il proprio cuore a Dio si può ottenere la verità”). Queste parole di Dio mi hanno aiutata. Dalla parola di Dio, ho capito che Dio odia gli ingannatori ma ama le persone oneste. Le persone oneste proteggono il lavoro della chiesa e l’ingresso nella vita dei loro fratelli e delle sorelle. Quando le persone oneste sono leader, il lavoro della chiesa non subisce mai ritardi. Dovevo mettere il lavoro della chiesa al primo posto e, inoltre, e affrontare onestamente i problemi dei due diaconi. Dovevo condividere e smascherare le loro azioni per far sì che si rendessero conto della gravità dei loro problemi, si pentissero sinceramente e ricominciassero ad agire in modo responsabile. Se non fossero riusciti a cambiare dopo la mia comunione, avrei dovuto destituirli per proteggere il lavoro della chiesa.

In seguito, ho trovato alcune parole di Dio e ho condiviso per prima cosa con fratello Kevin, per fargli capire che certe tendenze sociali sono tentazioni di Satana e che doveva lasciare andare le sue inclinazioni carnali. Poi, ho condiviso con sorella Janelle e le ho fatto notare la sua mancanza di impegno nei suoi doveri, esortandola a tenere conto della volontà di Dio. Con mia sorpresa, dopo la mia comunione, entrambi erano disposti a cambiare atteggiamento nei confronti del proprio dovere e a correggere il loro comportamento. In seguito, anche fratello Kevin ha fatto dei cambiamenti, così, quando è stato tentato di nuovo, è riuscito a rinunciare consapevolmente alla sua carne, mentre sorella Janelle è stata in grado di essere più proattiva nel suo dovere. Quando ho visto questo risultato, mi sono rimproverata per non aver segnalato prima i loro problemi. Ho anche visto che le persone che accettano la verità non sono negative quando vengono esposte e ricevono consigli. Sono in grado di ricavarne una maggiore conoscenza di sé, di pentirsi veramente e di collaborare meglio con Dio. Sono molto felice di aver fatto questa esperienza. Sperimentare il giudizio e la rivelazione della parola di Dio mi ha permesso di comprendere in parte la mia corruzione. Ho anche sperimentato che le parole espresse da Dio Onnipotente sono la verità e possono cambiare e salvare le persone. Lode a Dio Onnipotente!

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