Segnalare un falso capo: una battaglia personale

12 Febbraio 2022

di Gan Xiao, Cina

Nell’agosto dell’anno scorso, sono stata destituita dal mio incarico e trasferita in un’altra Chiesa. Ho notato che fratello Liang si è presentato con un’ora di ritardo alla mia prima riunione lì. C’era anche sorella Tan, il capo della Chiesa. Pensavo: “Ho sentito gli altri dire che fratello Liang è negligente e fa quello che vuole nel suo dovere, e non è mai puntuale alle riunioni. Anche oggi è molto in ritardo, quindi sorella Tan dovrebbe parlare con lui di questo problema”. Ma lei era del tutto indifferente e non aveva detto nulla. Durante la riunione, un altro fratello ha parlato di come si sentiva limitato dal denaro, e sembrava piuttosto giù. Qualcuno tra noi ha trovato alcune parole di Dio e le ha collegate alla propria comprensione ed esperienza, mentre sorella Tan, capo della Chiesa, non condivideva affatto, nemmeno una parola. Non si assumeva responsabilità, svolgeva il proprio dovere con superficialità, senza aiutare chi era in difficoltà. Volevo parlargliene. Poi ho pensato che, siccome era la mia prima riunione lì, avrei potuto mancare di una visione completa: meglio aspettare, prima di formulare giudizi. Sono stato presa alla sprovvista nel vedere che era esattamente la stessa cosa nelle riunioni successive. A volte terminava una riunione piuttosto rapidamente dopo che avevamo letto le parole di Dio, e non metteva alcuno sforzo nella condivisione. Riflettevo: la parte principale del dovere di un capo consiste nel guidare i fratelli nella condivisione sulle parole di Dio in modo che possano comprendere la verità ed entrare nella realtà delle Sue parole. Ma sorella Tan non guidava la condivisione, e non affrontava i problemi delle persone. Non è forse un segno di negligenza? Sapevo che, se la cosa fosse proseguita, avrebbe ritardato l'ingresso nella vita di tutti quanti. Volevo dire qualcosa, ma temevo che non l’avrebbe accettato e avrebbe detto che ero arrogante e che avrei dovuto riflettere su me stessa dopo aver perso il mio dovere, invece di intromettermi negli affari degli altri. Questo pensiero mi ha indotta a lasciar perdere e a concentrarmi su me stessa.

Un mese dopo, sono stata assegnata al team di redazione e ad altri due incontri di gruppo. Con grande sorpresa, ho scoperto che i membri in quegli incontri non si dedicavano al condividere sulle parole di Dio e nemmeno al parlare delle proprie esperienze. A volte si limitavano a fare quattro chiacchiere. A mio avviso, la qualità della vita di Chiesa è direttamente collegata a chi ne è alla guida, e l’ingresso nella vita dei fratelli sarebbe stato compromesso se ciò fosse continuato, così ne ho parlato con sorella Tan. Era totalmente contraria, e ha persino insistito che la qualità della vita di Chiesa era un problema dei fratelli e delle sorelle. Era evidente che si rifiutava di riflettere su se stessa: scaricava tutta la responsabilità sugli altri membri della Chiesa. Perfino come capo della Chiesa, non voleva accettare la verità o ascoltare i suggerimenti dei fratelli e delle sorelle, e non si faceva carico della vita della Chiesa. Come avrebbe potuto guidare gli altri a capire la verità, o entrare nella realtà di verità? Poteva solo danneggiare i fratelli e le sorelle. Sentivo che avrei dovuto parlarne ancora con lei. Ma, proprio mentre stavo per dire qualcosa, ho iniziato a preoccuparmi. L’ultima volta, non solo si era rifiutata di accettarlo, ma si era pure risentita. A cosa sarebbe servito ripetermi? Era un capo di Chiesa: se le avessi parlato di nuovo, avrebbe potuto dire che stavo oltrepassando i limiti e mi avrebbe magari portato rancore. Ho pensato che avrei dovuto tenere la bocca chiusa. Non mi sentivo a mio agio, però, alla fine, ho deciso di non dire nulla. Qualche giorno dopo, sorella Tan mi ha detto che aveva trattato alcuni fratelli durante una riunione, descrivendo vividamente il modo in cui lo aveva fatto. Sono rimasta sbalordita: come poteva essere così priva di auto-coscienza? La vita della Chiesa era in subbuglio perché lei era un capo irresponsabile e negligente. Come poteva dare la colpa agli altri? Limitarsi a potare e trattare le persone senza alcuna condivisione sulla verità non risolve nulla. Volevo parlare nuovamente dei suoi problemi ma, vedendo quanto era indignata, non pensavo che l’avrebbe presa molto bene. Ero appena stata rimossa dal mio compito, quindi che diritto avevo di menzionare i suoi problemi? Inoltre, ci incontravamo continuamente: se si fosse offesa, mi avrebbe reso le cose difficili all’interno della Chiesa. Poi, se si fosse rifiutata di assegnarmi un compito, avevo paura di perdere la mia possibilità di salvezza. Ho deciso di non dire nulla, ma di tenere la testa bassa, vivere una vita della Chiesa e svolgere il mio dovere.

Più tardi sono andata alla riunione della squadra evangelica e stavano dicendo che, quando sorella Tan era responsabile del lavoro evangelico, per un po’ di tempo non si è nemmeno riunita con loro. Hanno aggiunto che non riuscivano ad affrontare i problemi dei nuovi arrivati, alcuni dei quali, di conseguenza, avevano smesso di partecipare alle riunioni. Ho pensato: “Il lavoro del Vangelo è così importante, ma sorella Tan non sta esaminando i loro problemi, non fa nulla per risolverli. È incredibilmente irresponsabile! Se i nuovi arrivati si arrendono perché non ricevono irrigazione o nutrimento, la diretta responsabile è sorella Tan!” Sentivo che era un problema molto serio e dovevo assolutamente parlarne con lei faccia a faccia. Ho visto sorella Tan un paio di giorni dopo e ho sollevato la questione della squadra evangelica, ma lei l’ha fatta ricadere interamente sulle spalle dei fratelli e delle sorelle. Non sembrava prendersi alcuna responsabilità. Ho anche detto che, non facendo nulla per affrontare i problemi pratici, come capo della Chiesa, non stava facendo il suo dovere, e che questo disservizio ai fratelli e alle sorelle avrebbe danneggiato il lavoro della casa di Dio. Lei si è limitata a mettere il muso lungo, senza dire nemmeno una parola. Non stava svolgendo un lavoro pratico, non si stava assumendo un fardello per il suo dovere, e non accettava mai la verità. Sapevo cosa significava: era un falso capo, e avrei dovuto riferire la cosa a un suo superiore per farla rimuovere da quella posizione il prima possibile. Ma ero titubante. Se avessi reso nota la situazione e lei lo avesse scoperto, avrebbe detto che la stavo prendendo di mira ed ero intenzionalmente in contrasto con lei? Non sarebbe stato così male se fosse stata destituita ma, se ciò non fosse accaduto, non l’avrei offesa e basta? Mi avrebbe reso molto difficile rimanere in quella Chiesa. Se mi avesse rimandata a casa e io non avessi avuto un dovere da compiere, avrei perso la mia possibilità di salvezza. Allora tutti i miei anni di fede non sarebbero stati inutili? Così ho deciso di lasciar perdere, di tacere sui suoi problemi, e di attenermi solo al dovere che mi era stato assegnato. Però, nel momento in cui ho preso quella decisione, mi sono sentita davvero male. Sapevo che sorella Tan era un falso capo, ma lo tenevo per me. Questo non era sostenere l’opera della casa di Dio. Mi sentivo molto combattuta, così mi sono presentata dinanzi a Dio e ho pregato: “O Dio, ho visto i problemi di sorella Tan e vorrei segnalarli per proteggere il lavoro della Tua casa, ma sono preoccupata. Ho paura che si offenda e se la prenda con me. Per favore, guidami in modo che io possa vincere su queste forze oscure e praticare la verità”. Poi, ho visto un video in cui vengono lette le parole di Dio. Dio Onnipotente dice: “Quale atteggiamento si dovrebbe tenere in merito a come trattare un capo o un lavoratore? Se quello che un capo o un lavoratore fanno è giusto, allora puoi obbedire loro; se quello che fanno è sbagliato, allora puoi smascherarli e persino contrastarli, ed esprimere un parere diverso. Se non sono capaci di svolgere lavoro concreto e si rivelano essere un falso capo, un falso lavoratore o un anticristo, allora puoi rifiutare di accettare la loro guida e anche segnalarli e smascherarli. Eppure ci sono alcuni eletti di Dio che non comprendono la verità e, essendo particolarmente codardi, non osano fare nulla. Dicono: ‘Se il capo mi butta fuori, sono finito; se fa in modo che tutti mi smascherino o mi abbandonino non potrò più credere in Dio. Se lascio la Chiesa, Dio non mi vorrà e non mi salverà. La Chiesa rappresenta Dio!’ Questi modi di pensare non influenzano forse l’atteggiamento delle persone di questo genere riguardo a queste cose? È davvero possibile che se il capo ti caccia non potrai più essere salvato? La questione della tua salvezza dipende dall’atteggiamento del tuo capo nei tuoi confronti? Perché tanti hanno paura fino a questo punto? Se non hai il coraggio di denunciare ai vertici un falso capo o un anticristo non appena questi ti minaccia, e addirittura assicuri che da quel momento in poi sarai d’accordo con il capo, non sei forse spacciato? È questo il genere di persona che persegue la verità? Non solo non osi denunciare comportamenti malvagi che vengono tipicamente adottati dagli anticristi satanici, ma fai il contrario obbedendo loro e accettando come verità le loro parole, alle quali ti sottometti. Non è forse una dimostrazione di assoluta stupidità? Quando poi subisci un danno, non l’hai forse meritato? È stato forse Dio a recarti danno? No, sei stato tu la causa del tuo male. Hai scelto un anticristo come leader e lo hai trattato come se fosse un fratello o una sorella: la colpa è tua. Qual è l’atteggiamento da tenere quando ci si confronta con un anticristo? Bisogna smascherarlo e lottarci contro. Se non riesci a farlo da solo, allora più persone devono unirsi e segnalarlo. Nel momento in cui hanno scoperto che certi leader e lavoratori di alto grado stavano percorrendo il cammino dell’anticristo, facevano soffrire fratelli e sorelle, non svolgevano alcun lavoro concreto e bramavano i vantaggi del prestigio, alcune persone hanno firmato una petizione per rimuovere questi anticristi. Hanno operato in maniera encomiabile! Ciò dimostra che alcune persone comprendono la verità, che posseggono una certa levatura, e che Satana non le ha tratte in inganno né esercita il controllo su di loro. Dimostra altresì che gli anticristi e i falsi leader non occupano posizioni di supremazia nella Chiesa, né osano mostrarsi troppo apertamente per quello che sono in qualunque cosa essi facciano o dicano. Se invece si rivelano tali, ci sono persone che li tengono sotto osservazione, li identificano e li rifiutano” (“Cercano di conquistare le persone” in “Smascherare gli anticristi”). Leggere queste parole mi ha davvero illuminato il cuore. Quando troviamo un falso capo nella Chiesa, non possiamo prostrarci e sentirci continuamente trattenuti per via loro; dobbiamo farci avanti e smascherarli, segnalarli ai capi superiori. Questa è la volontà di Dio. Sapevo che sorella Tan non svolgeva un lavoro pratico, che era un falso capo, ma non osavo parlare apertamente del suo problema perché lo guardavo dalla prospettiva sbagliata. Pensavo che il capo avesse il diritto di decidere se assegnarmi un compito o meno e, se l’avessi offesa, avrei potuto perdere il mio dovere e quindi non sarei stata salvata. In realtà, nella casa di Dio, sono la verità e Dio Stesso a regnare. Se ho un dovere o se sono salvata dipende da Dio, non spetta al capo decidere. Anche se un falso capo dovesse ottenere il controllo della Chiesa per un certo periodo e io fossi oppressa, sarebbe una cosa temporanea. Dio vede tutto e lo Spirito Santo rivelerà ogni cosa, quindi i falsi capi e gli anticristi saranno smascherati ed eliminati prima o poi. Mi sono resa conto che non comprendevo l’indole giusta di Dio, che avevo paura di offendere gli altri, ma non di offendere Dio. Egli non aveva un posto nel mio cuore. Che tipo di credente ero? Ho capito che ero una sciocca. Avevo pensato che, siccome non ero un capo, non ero nella posizione di criticarla e la gente avrebbe detto che dovevo farmi gli affari miei. Non era il modo giusto di vedere la cosa. Come membro della casa di Dio, non importa se sono destituita per fare devozionali e riflettere su me stessa, non conta se ho un dovere o meno: se scopro un falso capo nella Chiesa, è mia responsabilità, è mio obbligo segnalarlo. Questo è sostenere l’opera della casa di Dio ed è una cosa positiva. È anche assumersi la responsabilità della vita dei fratelli e delle sorelle, e non significa che sto oltrepassando i miei limiti o mi sto intromettendo, e soprattutto che sono arrogante e mi metto su un piedistallo. Ho visto l’assurdità della mia prospettiva precedente.

Questa consapevolezza mi ha fatto riflettere sul perché avessi avuto tanta paura di smascherare un falso capo. Qual era la vera radice del problema? Durante la mia ricerca, ho letto questo passo delle parole di Dio: “La coscienza e la ragionevolezza dovrebbero essere le componenti dell’umanità di una persona. Sono entrambe fondamentali ed essenziali. Che razza di persona è un individuo che manca di coscienza e che non ha la ragionevolezza dell’umanità normale? In generale, è una persona che manca di umanità, che possiede un’umanità estremamente scarsa. In dettaglio, quali manifestazioni di umanità carente può mostrare questa persona, tali per cui gli altri dicono che non ha umanità? Quali caratteristiche possiedono persone del genere? Quali manifestazioni specifiche presentano? Persone siffatte sono superficiali nelle loro azioni, e non si lasciano coinvolgere da nulla che non le interessi personalmente. Non considerano gli interessi della casa di Dio, né mostrano rispetto per la Sua volontà. Non si assumono mai il fardello di testimoniare per Dio o di assolvere al loro dovere, e non hanno alcun senso di responsabilità. […] Vi sono perfino persone che, vedendo un problema nello svolgimento del proprio dovere, restano in silenzio. Vedono che altri causano interruzioni e turbative eppure non fanno nulla per fermarli. Non considerano minimamente gli interessi della casa di Dio, né pensano affatto ai propri doveri o responsabilità. Parlano, agiscono, si espongono, si impegnano e consumano energie solo per la loro vanità, il loro prestigio, la loro posizione, i loro interessi e il loro onore” (“Consegna il tuo vero cuore a Dio e potrai ottenere la verità” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). “Molti desiderano perseguire e mettere in pratica la verità, ma il più delle volte ne hanno soltanto la determinazione e il desiderio; la verità non è diventata la loro vita. Di conseguenza, quando si trovano ad affrontare forze maligne, o incontrano persone malvagie e cattive che commettono malefatte o falsi capi e anticristi che agiscono in modo tale da violare i principi – facendo così subire perdite all’opera della casa di Dio e danneggiando i Suoi eletti – perdono il coraggio di reagire e di parlare francamente. Che cosa significa non avere il coraggio? Significa forse che sei timido o che hai difficoltà a esprimerti? Oppure che non capisci a fondo e pertanto non ti fidi a parlare francamente? Niente di tutto questo; è che sei dominato da diversi aspetti dell’indole corrotta. Uno di tali aspetti è il fatto di essere subdolo. Pensi prima di tutto a te stesso, dicendoti: ‘Se parlo francamente, che beneficio ne traggo? Se parlo francamente e faccio irritare qualcuno, come potremo andare d’accordo in futuro?’ È una mentalità subdola, non è vero? Non è forse l’esito di un’indole subdola? Un altro è un’indole meschina ed egoista. Pensi: ‘Cosa ha a che fare con me una perdita per gli interessi della casa di Dio? Perché dovrei preoccuparmene? Non ha nulla a che fare con me. Anche se accadesse davanti ai miei occhi o se venissi a saperlo in seguito, non è necessario che io faccia nulla. Non è una mia responsabilità: io non sono un leader’. Tali cose sono dentro di te, come se fossero scaturite da una mente inconsapevole, come se occupassero un posto fisso nel tuo cuore – questa è l’indole corrotta, satanica, dell’uomo. […] Non dici quello che pensi veramente. Tutto deve essere prima revisionato dal tuo cervello, nella tua mente. Ogni tua parola è una bugia, in contrasto con i fatti, al servizio della tua pretestuosa difesa, a tuo unico vantaggio. Sei riuscito ad abbindolare alcune persone, e tanto ti basta: le tue parole e le tue azioni hanno raggiunto l’obiettivo. Questo è ciò che hai nel cuore, questa è la tua indole. Sei completamente schiavo della tua indole satanica. Non hai alcun potere su quanto dici e fai. Anche se volessi, non saresti in grado di dire la verità o ciò che pensi veramente; anche se volessi, non sapresti mettere in pratica la verità; anche se volessi, non saresti capace di adempiere alle tue responsabilità. Tutto ciò che dici, fai e pratichi è una menzogna, e non sei altro che approssimativo e superficiale. È evidente che sei del tutto controllato e dominato dalla tua indole satanica. Potresti anche desiderare di accettare la verità e lottare per essa, ma non dipende da te: sei solo un fantoccio fatto di carne corrotta, sei diventato uno strumento di Satana, dici e fai tutto quello che la tua indole satanica ti ordina” (“Soltanto chi mette in pratica la verità è timorato di Dio” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). “Non ricerchi mai la verità, tanto meno la pratichi. Ti limiti a continuare a pregare, rafforzando la tua determinazione, prendendo decisioni e pronunciando giuramenti. E che cosa è emerso da tutto questo? Sei ancora una persona servile; non provochi e non offendi nessuno. Se una questione non ti riguarda, te ne tieni lontano, pensando: ‘Non intendo dire niente su cose che non hanno nulla a che vedere con me, senza alcuna eccezione. Se qualcosa può danneggiare i miei interessi, il mio orgoglio o la considerazione che ho di me, non vi presterò attenzione e userò la massima cautela; non devo agire sconsideratamente. Il chiodo più sporgente viene battuto per primo, e io non sono così stupido!’ Sei totalmente sotto il dominio della tua indole corrotta, che ti rende malvagio, subdolo e duro e ti induce a detestare la verità. Ti sta portando allo sfinimento ed è diventato per te ancor più difficile da reggere del cerchio d’oro che cingeva il capo del Re Scimmia. Vivere sotto il dominio di un’indole corrotta è davvero spossante e straziante!” (“Soltanto chi mette in pratica la verità è timorato di Dio” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Le parole di Dio mi hanno aiutata a comprendere: il timore di smascherare un falso capo proveniva dal fatto che vivevo secondo le filosofie sataniche come “Lascia che le cose vadano avanti da sole se non ti riguardano personalmente”, “Il saggio si protegge col non farsi coinvolgere” e “Ognuno per sé e che gli altri si arrangino”. Questi veleni satanici erano diventati parte della mia natura, quindi cercavo costantemente di proteggere i miei interessi senza pensare minimamente alla casa di Dio. Diventavo sempre più spregevole, egoista e subdola. Vedevo chiaramente che sorella Tan non svolgeva un lavoro pratico e non accettava la verità, che era un falso capo. Il suo comportamento aveva già seriamente compromesso il lavoro della Chiesa e l’ingresso nella vita dei fratelli e delle sorelle, quindi avrei dovuto portare alla luce questa situazione. Ma avevo paura di un contraccolpo da parte sua se si fosse offesa, e temevo di perdere la possibilità di fare il mio dovere, quindi non ho osato segnalarla. Volevo proteggere la mia reputazione e la mia futura destinazione, quindi mi sono limitata a guardare mentre il lavoro della Chiesa e l’ingresso nella vita dei fratelli ne subivano le conseguenze con un atteggiamento totalmente indifferente, chiudendo un occhio di fronte a un falso capo. Stavo dalla parte di Satana, coccolando e dando asilo a un falso capo che stava distruggendo il lavoro della Chiesa. Vivevo secondo i veleni di Satana, badando solo a me stessa, mancavo totalmente di devozione a Dio, ero priva di coscienza e di ragionevolezza. Ero il lacchè di Satana e non stavo affatto vivendo una parvenza di umanità. Ho visto che natura egoista, subdola e malvagia avevo. Quando tutto ciò mi è stato chiaro, mi sono sentita come se fossi davvero in debito con Dio e ho odiato il mio essere stata egoista e sconsiderata. Volevo segnalare subito sorella Tan e smettere di ferire il cuore di Dio. Così ho raccontato al superiore tutti i problemi di sorella Tan. Tuttavia, dopo alcuni giorni, non mi aveva ancora fatto sapere come aveva gestito la situazione. Mi sentivo un po’ in ansia. Se quel falso capo non fosse stato rimosso subito, il lavoro della casa di Dio poteva essere bloccato, così pensai di scrivere di nuovo per vedere cosa stava succedendo. Ma poi mi sono detta che, se ne avessi parlato di nuovo, quel superiore avrebbe potuto credere che volevo occuparmi di troppe faccende. Dato che avevo già detto la mia, forse avevo adempiuto alle mie responsabilità e non dovevo preoccuparmi del resto. Però continuavo ad avere una sensazione di disagio, e quella notte non sono riuscita a dormire.

Una mattina, ho letto questo nelle parole di Dio: “Se all’interno di una Chiesa non c’è nessuno disposto a praticare la verità, nessuno che rimanga saldo nella testimonianza a Dio, tale Chiesa andrebbe allora completamente isolata e i suoi legami con le altre Chiese dovranno essere troncati. Questo è ciò che viene chiamato morte per sepoltura; questo è quel che significa scacciare Satana. Se in una Chiesa sono presenti diversi bulli locali, nonché alcuni ‘moscerini’ che li seguono e non hanno il benché minimo discernimento, e se coloro che sono nella Chiesa, anche dopo aver visto la verità, sono ancora incapaci di affrancarsi dai legami e dalla manipolazione di questi bulli, allora quegli stolti saranno alla fine eliminati. Forse questi moscerini non avranno fatto niente di terribile, ma sono ancora più subdoli, ancora più scaltri ed elusivi, e chiunque è così verrà eliminato. Non ne resterà neanche uno! Coloro che appartengono a Satana saranno restituiti a Satana, mentre coloro che appartengono a Dio andranno sicuramente in cerca della verità; ciò è determinato dalle rispettive nature. Periscano tutti coloro che seguono Satana! Nessuna pietà verrà mostrata a costoro. Lasciamo che coloro che cercano la verità se ne approvvigionino e possano godere della parola di Dio a piacimento. Dio è giusto, Egli non mostrerebbe favoritismi per nessuno. Se sei un diavolo, sarai incapace di praticare la verità. Se sei uno che cerca la verità, di certo non sarai fatto prigioniero da Satana: questo è fuori di dubbio” (“Un monito per coloro che non praticano la verità” in “La Parola appare nella carne”). Ho potuto vedere dalle parole di Dio che la Sua indole è santa e giusta, e non tollera alcuna offesa. Non permette ai falsi capi e agli anticristi di interrompere il lavoro della Chiesa e di ostacolare l’ingresso nella vita dei fratelli e delle sorelle. Dio odia coloro che non praticano la verità o non sostengono gli interessi della Chiesa nel momento in cui appaiono falsi capi e anticristi. Capiscono la verità eppure non la praticano, e invece pensano solo ai propri interessi. Sono persone molto subdole, e saranno eliminate se si rifiutano di pentirsi. Ho visto che sorella Tan era un falso capo e, ora che il suo superiore non rispondeva abbastanza velocemente, dovevo continuare a far sentire la mia voce e portare avanti la cosa fino alla fine. Ma volevo solo proteggere me stessa e ignorare tutto ciò che non mi riguardava personalmente. Invece di segnalare un falso capo, le stavo permettendo di agire incontrollata all’interno della Chiesa e di interromperne il lavoro. Questo significava schierarsi con Satana e prendere parte alla malvagità di un falso capo. Non sembrava che avessi fatto nulla di terribile, ma se, di fronte ai problemi, non avessi praticato la verità o protetto il lavoro della casa di Dio, non potevo che essere eliminata alla fine. Quando ho capito questo, mi sono seriamente pentita di non aver segnalato prima sorella Tan, e ho capito che dovevo cessare di mettere i miei interessi personali al primo posto e di lasciare che un falso capo continuasse a compromettere il lavoro della Chiesa. Più tardi, ho letto questo nelle parole di Dio: “In tutto ciò che fai devi analizzare le tue intenzioni per capire se siano giuste. Se sei capace di agire conformemente alle prescrizioni di Dio, allora il tuo rapporto con Lui è normale. Questo è il criterio minimo. Analizza le tue intenzioni e, se ti accorgi che sono emerse delle intenzioni sbagliate, sii capace di volgere loro le spalle e di agire conformemente alle parole di Dio; allora diventerai un uomo giusto dinanzi a Dio, a dimostrazione del fatto che il tuo rapporto con Lui è normale e che tutto ciò che fai è per Dio e non per te stesso. In tutto ciò che fai o che dici sii capace di sintonizzare il cuore nel modo corretto, di essere giusto nelle tue azioni, senza lasciarti guidare dalle emozioni o agire secondo la tua volontà. Sono questi i principi di condotta a cui deve attenersi chi crede in Dio” (“Com’è il tuo rapporto con Dio?” in “La Parola appare nella carne”). Le parole di Dio mi hanno mostrato la via da seguire. Come credenti, dobbiamo parlare e agire secondo ciò che Dio richiede, e accettare il Suo esame. Quando scopriamo che le nostre motivazioni personali non sono corrette, dobbiamo abbandonare noi stessi e praticare la verità. Questa è la volontà di Dio. Il superiore ha gestito in ritardo il problema di sorella Tan, quindi, anche se non ne conoscevo il motivo, quella era una prova per me per vedere se riuscivo a mettere da parte i miei interessi personali e sostenere i principi della verità. Dovevo continuare a portare la questione alla luce e segnalare sorella Tan per proteggere gli interessi della casa di Dio. Così, ho di nuovo parlato della questione al superiore e ho sottolineato quanto fosse pericoloso non destituire un falso capo. Lei ha risposto che negli ultimi giorni aveva avuto questioni urgenti di cui occuparsi, ma che avrebbe rimosso subito sorella Tan, in linea con il principio. La sua risposta mi ha dato un grande sollievo e ho imparato che l’unico modo per conoscere la pace è mettere in pratica la verità.

Sorella Tan è stata destituita dal suo dovere di lì a poco ed è stato eletto un altro capo che si occupasse del lavoro della Chiesa. La vita della Chiesa è tornata presto alla normalità, e tutto il nostro lavoro ha iniziato a decollare. Ero davvero felice per come erano andate le cose, ma ho provato un certo senso di colpa e di rimpianto. Dopo aver individuato un falso capo, non avevo messo in pratica la verità e l’avevo segnalato abbastanza velocemente, ma ho pensato solo ai miei interessi personali. Avevo mostrato un’indole satanica egoista e astuta e questo ha influito sul lavoro della casa di Dio. Ho compreso che vivere secondo un’indole satanica corrotta e non praticare la verità significa, in realtà, fare il male, e tutto ciò viene condannato e disprezzato da Dio. Ho anche capito quanto sia saggia l’opera di Dio, e vedere questo falso capo all’interno della Chiesa mi ha aiutata a sviluppare discernimento. Ho anche sperimentato il grande danno che un falso capo di Chiesa può recare al popolo eletto da Dio, e che destituire i falsi capi è una dimostrazione dell’indole giusta di Dio. Ancora di più, è segno di protezione e salvezza per il Suo popolo eletto. Ho visto che, nella casa di Dio, Cristo e la verità regnano, e nessun individuo ha il diritto di comandare. Non importa quanto sia alta la sua posizione, se non pratica la verità e non fa ciò che Dio richiede, non avrà mai un posto fisso nella casa di Dio. Alla fine sarà eliminato. Solo mettere in pratica le parole di Dio e fare le cose secondo il principio è in linea con la Sua volontà.

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