Una segnalazione ricompensata

12 Febbraio 2022

di Ding Li, Stati Uniti

Era in estate, un paio di anni fa. Ho sentito che sorella Zhou, un capo, aveva scelto fratello Li come diacono dell’irrigazione, dicendo che la sua levatura era abbastanza buona e la sua condivisione nelle riunioni illuminante. Sono stata un po’ presa alla sprovvista dalla notizia. Avevo già lavorato con lui nel mio dovere, quindi conoscevo un bel po’ di cose sul suo conto. È vero che era un buon oratore e certamente aveva molto da dire nella sua condivisione, ma la maggior parte era solo dottrina letterale e non sapeva davvero affrontare i problemi pratici. Era anche piuttosto arrogante e tendeva a fare le cose a modo suo, e prendeva decisioni lavorative da solo senza discutere le cose con gli altri. Questo atteggiamento ha recato danni al lavoro della casa di Dio. Il responsabile gli ha fatto presente la questione diverse volte, ma lui non voleva accettarlo e non è mai cambiato. Anche io gli ho fatto notare i suoi problemi. Lui non ha mai riflettuto o acquisito una migliore comprensione di se stesso, ma si limitava a giustificare il suo comportamento. Dopo un po’ di tempo, vedevo che stava sempre a declamare dottrine, ma non sapeva accettare la verità. Uno dei princìpi per eleggere i capi e i lavoratori nella casa di Dio consiste nell’avere una comprensione pura della verità, riuscire ad accettarla, avere un senso di responsabilità e una buona levatura. E un diacono irrigatore dovrebbe essere bravo a risolvere le questioni attraverso la condivisione sulla verità e saper svolgere un lavoro pratico. Sorella Zhou lo ha nominato diacono dell’irrigazione solo perché aveva un po’ di levatura ed era un buon oratore. Questo non era in linea con i principi. Più ci pensavo e più mi sentivo a disagio, e volevo andare a condividere i miei pensieri con sorella Zhou. Ma ho esitato proprio mentre ero sul punto di aprire bocca. Come sai, anch’io ero un diacono dell’irrigazione, ed ero appena stata destituita dal mio incarico perché non risolvevo i problemi pratici delle persone. Sollevare dubbi sulla persona che era stata appena selezionata dal capo come mi avrebbe fatto apparire? La gente avrebbe forse insinuato che, avendo io appena perso quel compito, ero invidiosa della persona che aveva ottenuto il posto, e che stavo trovando difetti in lui? E se avessero detto che stavo disturbando il lavoro della Chiesa e poi mi avessero tolto il nuovo compito che stavo svolgendo? Ho pensato di lasciare perdere: era meglio non complicare le cose, invece di espormi e causare problemi a me stessa. Così ho ricacciato in gola le parole proprio mentre stavo per aprire la bocca. Più tardi, ho sentito che alcuni fratelli e sorelle di un altro gruppo avevano già lavorato con fratello Li, e sentivano che non si era mai fatto carico del suo dovere e non era adatto a servire come diacono. Allora ho capito che avevo ragione su di lui e ho pensato che avrei dovuto parlare con sorella Zhou il prima possibile in modo che il lavoro della casa di Dio non fosse ritardato solo perché era stata scelta la persona sbagliata. Siccome sorella Zhou era quella che aveva scelto fratello Li, se ne avessi parlato con lei, non sarebbe stato un rimprovero nei suoi confronti? Avevo lavorato con lei in passato, e avevo scoperto che era arrogante, presuntuosa e prepotente. Le ho parlato di queste cose e non solo si è rifiutata di accettarlo, ma mi ha anche fatto una bella lavata di capo nel momento in cui mi trovavo in una condizione negativa. Quindi, se avessi menzionato un problema nel suo lavoro, magari avrebbe pensato che stavo cercando di metterla in difficoltà, di metterle i bastoni fra le ruote. Allora cosa avrei fatto se mi avesse reso le cose difficili? E poi mi sono ricordata di qualche anno prima, quando io e una sorella avevamo fatto notare alcuni difetti di un capo e questo ci aveva accusate di aver formato una cricca e di esserci coalizzate per attaccarlo. Ed è stato il motivo per cui ho perso il mio dovere. Quel capo è stato poi smascherato come anticristo ed espulso, ma io non ho avuto un dovere per molto tempo, perché ero stata trattenuta dall’anticristo. Ero preoccupata che sorella Zhou potesse non accettare le mie osservazioni, e poi trovare una scusa per togliermi il mio dovere. L’opera di Dio sta per finire molto presto, quindi è un momento critico per svolgere un dovere. Se non potevo farlo e prepararmi per le buone azioni in un momento come questo, temevo di perdere la mia possibilità di salvezza. Allora non avrei perso più di quanto ho guadagnato? A quel pensiero, mi sono tolta dalla testa l’idea di menzionare il problema.

In seguito, ho sentito alcuni fratelli e sorelle dire che, da quando fratello Li era diventato diacono dell’irrigazione, aveva solo condiviso dottrina, si vantava nelle riunioni, e non aiutava affatto le persone a risolvere i loro problemi. Non si assumeva nemmeno la responsabilità del suo dovere, e tra i nuovi arrivati di cui era responsabile, non pochi avevano smesso di andare alle riunioni perché erano stati ingannati dalle bugie del Partito Comunista. Non aveva offerto loro condivisione e sostegno in tempo, così alcuni di loro avevano abbandonato la fede. A quel punto, ho capito quanto fosse grave il problema. Se avesse continuato a servire come diacono irrigatore, avrebbe potuto danneggiare sempre di più il lavoro della Chiesa, e sapevo di doverlo segnalare subito. Ma, in quel momento, avevo paura di offendere il capo e di mettermi nei guai, quindi ero davvero combattuta. Dovevo riferirlo o no? Se lo avessi fatto, avevo paura dell’impatto che avrebbe avuto su di me; mentre, nel caso contrario, mi sarei sentita davvero in colpa. Mi chiedevo come avrei potuto parlarne in modo che nulla andasse storto. Questi pensieri mi perseguitavano costantemente, mi rendevano distratta e inquieta.

Una volta, durante una riunione, un capo gruppo ci ha chiesto se avevamo altre opinioni da condividere sulla promozione di Fratello Li; in caso affermativo, avremmo dovuto mandargli un messaggio in proposito. Ne ero davvero entusiasta, ho pensato fosse una grande opportunità. Lui sarebbe stato in prima linea, e avrebbe riassunto le nostre opinioni da condividere con il capo, il quale non avrebbe saputo chi aveva scritto cosa. Se avesse davvero cercato di indagare, il capo gruppo ci avrebbe fatto da scudo. Ho elencato i problemi che ho notato e ho consegnato tutto al capo gruppo. La mattina dopo, con mia sorpresa, mi ha detto che aveva già inoltrato quanto avevo scritto al capo. Ero così ansiosa non appena ho saputo che il contenuto non era stato condiviso con il capo come feedback del gruppo nel suo insieme. Ho chiesto: “Perché hai appena inoltrato il mio messaggio originale a sorella Zhou?”. Vedendo la mia forte reazione, ha risposto: “Ho trasmesso al capo i pensieri di tutti quanti; dovremmo essere sinceri sulle nostre opinioni, nessuno escluso. Di cosa ti preoccupi?” Non sapevo come replicare. Ero sorpresa e un po’ imbarazzata. Non mi era venuto in mente che il capo gruppo e gli altri fratelli e sorelle avevano già dato dei suggerimenti al capo. Loro avevano avuto il coraggio di far sentire la propria voce; perché io avevo troppa paura di parlare sinceramente del problema? Mi sono presentata dinanzi a Dio in preghiera e in ricerca, e ho riflettuto sul mio stato. Dopo, ho letto un passo delle parole di Dio. “La coscienza e la ragionevolezza dovrebbero essere le componenti dell’umanità di una persona. Sono entrambe fondamentali ed essenziali. Che razza di persona è un individuo che manca di coscienza e che non ha la ragionevolezza dell’umanità normale? In generale, è una persona che manca di umanità, che possiede un’umanità estremamente scarsa. In dettaglio, quali manifestazioni di umanità carente può mostrare questa persona, tali per cui gli altri dicono che non ha umanità? Quali caratteristiche possiedono persone del genere? Quali manifestazioni specifiche presentano? Persone siffatte sono superficiali nelle loro azioni, e non si lasciano coinvolgere da nulla che non le interessi personalmente. Non considerano gli interessi della casa di Dio, né mostrano rispetto per la Sua volontà. Non si assumono mai il fardello di testimoniare per Dio o di assolvere al loro dovere, e non hanno alcun senso di responsabilità. […] Vi sono perfino persone che, vedendo un problema nello svolgimento del proprio dovere, restano in silenzio. Vedono che altri causano interruzioni e turbative eppure non fanno nulla per fermarli. Non considerano minimamente gli interessi della casa di Dio, né pensano affatto ai propri doveri o responsabilità. Parlano, agiscono, si espongono, si impegnano e consumano energie solo per la loro vanità, il loro prestigio, la loro posizione, i loro interessi e il loro onore. A tutti è chiaro come agiscano e che intenzioni abbiano persone del genere: spuntano fuori ovunque vi sia l’occasione di farsi onore o di ricevere qualche benedizione. Quando, però, non vi è occasione di farsi onore o non appena vi è un momento di sofferenza, scompaiono alla vista come una tartaruga che ritrae il capo. Una persona del genere possiede forse coscienza e ragionevolezza? Una persona priva di coscienza e di ragionevolezza che si comporta in questo modo prova riprovazione per se stessa? La coscienza di una persona del genere non serve ad alcuno scopo, e tale persona non ha mai provato alcuna riprovazione per se stessa. Allora, può forse percepire la riprovazione e la disciplina dello Spirito Santo? No, non può” (“Consegna il tuo vero cuore a Dio e potrai ottenere la verità” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Le parole di Dio descrivevano esattamente lo stato in cui mi trovavo. Sapevo che il capo non stava selezionando le persone secondo i princìpi, e vedevo che fratello Li non svolgeva un lavoro pratico come diacono dell’irrigazione, ma stava ostacolando l’ingresso nella vita dei fratelli e delle sorelle. Avrei dovuto prendere posizione e segnalare il problema per proteggere il lavoro della Chiesa. Questo è il dovere imprescindibile di tutto il popolo eletto da Dio. Io, invece, avevo paura di offendere sorella Zhou e di perdere il mio dovere, così ho messo la testa sotto la sabbia e ho chiuso un occhio davanti al problema. Ho condiviso la mia opinione con il capo gruppo per iscritto, ma non volevo che sorella Zhou sapesse che ne ero io l’autrice, temendone le conseguenze. Mi sono resa conto che, in tutto e per tutto, avevo pensato solo ai miei interessi personali, non a come sostenere quelli della casa di Dio. Ero così priva di coscienza e di ragionevolezza. Le parole di Dio mi avevano dato tanta irrigazione e sostentamento; ma, nel momento in cui era il lavoro della casa di Dio a soffrire, pensavo solo a proteggere me stessa. Non avevo alcuna lealtà verso Dio. Mordevo la mano che mi offriva nutrimento. Non avevo alcuna umanità. Mi sentivo sempre peggio, più ci pensavo, e mi chiedevo perché fossi così tormentata dalla paura, così ansiosa di fronte a un tale problema. Dire una sola parola onesta era così faticoso per me: da quale tipo di indole ero controllata?

Più tardi, ho letto un passo delle parole di Dio che mi ha chiarito le idee. Dio Onnipotente dice: “Molti desiderano perseguire e mettere in pratica la verità, ma il più delle volte ne hanno soltanto la determinazione e il desiderio; la verità non è diventata la loro vita. Di conseguenza, quando si trovano ad affrontare forze maligne, o incontrano persone malvagie e cattive che commettono malefatte o falsi capi e anticristi che agiscono in modo tale da violare i principi – facendo così subire perdite all’opera della casa di Dio e danneggiando i Suoi eletti – perdono il coraggio di reagire e di parlare francamente. Che cosa significa non avere il coraggio? Significa forse che sei timido o che hai difficoltà a esprimerti? Oppure che non capisci a fondo e pertanto non ti fidi a parlare francamente? Niente di tutto questo; è che sei dominato da diversi aspetti dell’indole corrotta. Uno di tali aspetti è il fatto di essere subdolo. Pensi prima di tutto a te stesso, dicendoti: ‘Se parlo francamente, che beneficio ne traggo? Se parlo francamente e faccio irritare qualcuno, come potremo andare d’accordo in futuro?’ È una mentalità subdola, non è vero? Non è forse l’esito di un’indole subdola? Un altro è un’indole meschina ed egoista. Pensi: ‘Cosa ha a che fare con me una perdita per gli interessi della casa di Dio? Perché dovrei preoccuparmene? Non ha nulla a che fare con me. Anche se accadesse davanti ai miei occhi o se venissi a saperlo in seguito, non è necessario che io faccia nulla. Non è una mia responsabilità: io non sono un leader’. Tali cose sono dentro di te, come se fossero scaturite da una mente inconsapevole, come se occupassero un posto fisso nel tuo cuore – questa è l’indole corrotta, satanica, dell’uomo. Tale indole corrotta domina i tuoi pensieri e ti lega mani e piedi, e controlla la tua bocca. Quando vuoi dire qualcosa nel tuo cuore, le parole arrivano alle labbra ma non le pronunci, oppure, se parli, le tue parole sono indirette, lasciandoti spazio di manovra – non parli affatto con chiarezza. Gli altri non provano niente dopo averti ascoltato, e ciò che hai detto non ha risolto il problema. Dici a te stesso: ‘Bene, ho parlato francamente. La mia coscienza è a posto. Ho adempiuto la mia responsabilità’. In verità, nel tuo cuore sai di non aver detto tutto quel che avresti dovuto, sai che ciò che hai detto non ha sortito alcun effetto e che il danno all’opera della casa di Dio rimane. Non hai adempiuto la tua responsabilità, eppure sostieni apertamente di averlo fatto, o che ciò che stava accadendo non ti era chiaro. Questo è vero? Ed è davvero ciò che pensi? Non sei dunque completamente dominato dalla tua indole satanica? Quello che pensi e dici può a volte avvicinarsi alla realtà ma, nei momenti cruciali, continui a mentire e ingannare, persino accampando fallaci difese in tuo favore, a dimostrare che è la tua indole satanica a controllare le tue parole. Non dici quello che pensi veramente. Tutto deve essere prima revisionato dal tuo cervello, nella tua mente. Ogni tua parola è una bugia, in contrasto con i fatti, al servizio della tua pretestuosa difesa, a tuo unico vantaggio. Sei riuscito ad abbindolare alcune persone, e tanto ti basta: le tue parole e le tue azioni hanno raggiunto l’obiettivo. Questo è ciò che hai nel cuore, questa è la tua indole. Sei completamente schiavo della tua indole satanica” (“Soltanto chi mette in pratica la verità è timorato di Dio” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Dalle parole di Dio, ho capito che non stavo praticando la verità o proteggendo il lavoro della casa di Dio perché ero sfuggente, egoista e spregevole per natura. Sapevo che, nel nominare fratello Li, sorella Zhou non stava seguendo i princìpi e poi stava compromettendo l’opera della Chiesa, dato che non stava svolgendo alcun lavoro pratico. Ora mi era tutto chiaro come il sole e sapevo che avrei dovuto farlo presente, che sarebbe stato utile per il lavoro della Chiesa, ma non ho mai trovato il coraggio di far sentire la mia voce e dire qualcosa. Poi, quando un capo gruppo ha preso l’iniziativa, ho finalmente messo per iscritto le mie opinioni. Tuttavia, quando ho scoperto che aveva girato il contenuto direttamente al capo, ero seccata e mi sentivo come se mi avesse “messa a nudo”. In tutti i miei pensieri e azioni, mi scervellavo, calcolando come proteggere me stessa in modo da non perdere nulla. Anche se ero ben consapevole che la vita dei fratelli e delle sorelle e il lavoro della Chiesa ne subivano le conseguenze, non mettevo in pratica la verità né condividevo i problemi che notavo. Vivevo secondo massime come “Ognuno per sé e che gli altri si arrangino”, “Lascia che le cose vadano avanti da sole se non ti riguardano personalmente”, “Il saggio si protegge col non farsi coinvolgere” e “Il chiodo che sporge di più viene preso a martellate”, queste filosofie sataniche che controllavano i miei pensieri, mi tenevano sotto scacco, e mi rendevano astuta e subdola. Avevo fede e leggevo le parole di Dio, ma non c’era posto per Lui nel mio cuore. Mi riusciva difficile proferire una sola parola onesta o far luce su una situazione reale. Mi comportavo come il lacchè di Satana, vivevo un’esistenza patetica. Egoista, spregevole e priva di umanità, era davvero nauseante agli occhi di Dio. A quel punto, ho provato un incredibile rimorso e, nel mio cuore, ho pregato Dio: “O Dio, sono così egoista e astuta. Non mi sono assunta alcuna responsabilità quando ho notato un problema e non stavo praticando la verità né proteggendo il lavoro della casa di Dio. Sono stata penosa. Dio, non voglio più vivere in questo modo. Ti prego, salvami da tutto ciò. Voglio praticare la verità e soddisfarTi”. Mi sono sentita un po’ più sicura dopo la preghiera e non mi preoccupavo più di come sorella Zhou avrebbe potuto reagire dopo aver letto la mia relazione.

Non solo non ha riflettuto su se stessa per aver violato i princìpi al momento della sua nomina, ma non ha assegnato un compito diverso a Fratello Li. Inoltre, non si occupava dei problemi nei progetti poco fruttuosi o che procedevano a rilento. Pensavo che non era disposta ad accettare la verità o a svolgere alcun lavoro reale, quindi, basandomi sui princìpi per discernere i falsi capi, mi sembrava molto probabile che quello fosse il suo caso. Volevo riferire la cosa ai piani alti ma, ancora una volta, ho esitato. Se l’avessi segnalata e lei l’avesse scoperto, cosa avrebbe pensato di me? Se non fosse stata rimossa e fosse rimasta come capo, avrebbe cercato delle scuse per opprimermi? Ho pensato di lasciar perdere. Rifiutarsi di cambiare o di fare un lavoro pratico era affar suo, io dovevo solo svolgere bene il mio dovere e vedere come andavano le cose. Così ho messo da parte la questione e ho lasciato che le cose facessero il loro corso. Più avanti, c’è stato un evento che ha avuto un grande impatto su di me e ho trovato il coraggio di segnalare sorella Zhou.

Un po’ di tempo dopo, ho saputo che, in un’altra Chiesa, c’era un capo che era stato smascherato come anticristo e cacciato. Aveva fatto un bel po’ di male nel periodo in cui era stato capo, e tutti lo vedevano per quello che era, ma non osavano parlare. Nessuno in tutta la Chiesa aveva presentato relazioni su di lui e, anche dopo che era stato smascherato e allontanato, gli altri si ostinavano a non portare alla luce le malvagità che aveva compiuto. Si sono semplicemente sottratti alla loro responsabilità, sostenendo di non sapere. Stavano tutti difendendo, ospitando quell’anticristo, il che offendeva davvero l’indole di Dio. Di conseguenza, tutti i membri di quella Chiesa hanno dovuto interrompere il loro dovere per poter riflettere su se stessi. Questa cosa mi aveva colpita molto, e mi ha ricordato alcune delle parole di Dio: “Se all’interno di una Chiesa non c’è nessuno disposto a praticare la verità, nessuno che rimanga saldo nella testimonianza a Dio, tale Chiesa andrebbe allora completamente isolata e i suoi legami con le altre Chiese dovranno essere troncati. Questo è ciò che viene chiamato morte per sepoltura; questo è quel che significa scacciare Satana. Se in una Chiesa sono presenti diversi bulli locali, nonché alcuni ‘moscerini’ che li seguono e non hanno il benché minimo discernimento, e se coloro che sono nella Chiesa, anche dopo aver visto la verità, sono ancora incapaci di affrancarsi dai legami e dalla manipolazione di questi bulli, allora quegli stolti saranno alla fine eliminati. Forse questi moscerini non avranno fatto niente di terribile, ma sono ancora più subdoli, ancora più scaltri ed elusivi, e chiunque è così verrà eliminato. Non ne resterà neanche uno! Coloro che appartengono a Satana saranno restituiti a Satana, mentre coloro che appartengono a Dio andranno sicuramente in cerca della verità; ciò è determinato dalle rispettive nature. Periscano tutti coloro che seguono Satana! Nessuna pietà verrà mostrata a costoro. Lasciamo che coloro che cercano la verità se ne approvvigionino e possano godere della parola di Dio a piacimento. Dio è giusto, Egli non mostrerebbe favoritismi per nessuno. Se sei un diavolo, sarai incapace di praticare la verità. Se sei uno che cerca la verità, di certo non sarai fatto prigioniero da Satana: questo è fuori di dubbio” (“Un monito per coloro che non praticano la verità” in “La Parola appare nella carne”). Dalle parole di Dio, ho compreso la Sua indole maestosa e giusta, che non tollera offese, e la Sua ira verso coloro che non mettono in pratica la verità. Anche se in superficie sembra che non abbiano fatto nulla di veramente malvagio, essi assistono alle malefatte degli anticristi e non fanno nulla per segnalarli o smascherarli. Permettono agli anticristi di dilagare, rovinando il lavoro della casa di Dio, eppure non alzano un dito. Danno rifugio agli anticristi e sono aiutanti di Satana. Questo significa compiere il male insieme agli anticristi e offendere gravemente l’indole di Dio. Considerando il mio comportamento, non facevo esattamente lo stesso? Avevo letto tante parole di Dio e avevo acquisito un certo discernimento. Vedevo che un capo non seguiva i princìpi, che non sapeva accettare la verità e soprattutto che non svolgeva un lavoro pratico. Aveva già intralciato il lavoro della casa di Dio, ed era un falso capo. Ma avevo paura di offenderla e di essere ostacolata, così ho lasciato correre perché non mi toccava personalmente. Sentivo che se cambiava o meno era affar suo, e non aveva niente a che fare con me. Dio mi aveva dato così tanto sostentamento, eppure continuavo a mordere la mano che mi offriva nutrimento e stavo dalla parte di Satana. Vedevo che gli interessi della casa di Dio venivano compromessi, però rimanevo indifferente. Non ero proprio come Satana? Continuavo a svolgere un dovere, mentre Dio sorvegliava ogni piccola cosa che facevo. Sapevo che, se non mi fossi pentita, avrei istigato la Sua ira e sarei stata eliminata da Lui. Era un pensiero terrificante per me. Ho subito pregato, pentita dinanzi a Dio: “Dio, ho visto che sorella Zhou stava turbando il lavoro della Chiesa ma non ho praticato la verità e non l’ho segnalata, solo per proteggere me stessa. Ho lavorato per Satana. Sono così ribelle e disgustosa. Dio, voglio pentirmi dinanzi a Te, e Ti chiedo di illuminarmi e guidarmi a mettere in pratica la verità”.

A quel tempo, mi chiedevo perché avessi tanta paura di rendere noti i problemi di un capo. Cosa temevo veramente? Durante la preghiera e la ricerca, ho letto alcuni passi delle parole di Dio che mi hanno aiutata a capire meglio la questione. “Quale atteggiamento si dovrebbe tenere in merito a come trattare un capo o un lavoratore? Se quello che un capo o un lavoratore fanno è giusto, allora puoi obbedire loro; se quello che fanno è sbagliato, allora puoi smascherarli e persino contrastarli, ed esprimere un parere diverso. Se non sono capaci di svolgere lavoro concreto e si rivelano essere un falso capo, un falso lavoratore o un anticristo, allora puoi rifiutare di accettare la loro guida e anche segnalarli e smascherarli. Eppure ci sono alcuni eletti di Dio che non comprendono la verità e, essendo particolarmente codardi, non osano fare nulla. Dicono: ‘Se il capo mi butta fuori, sono finito; se fa in modo che tutti mi smascherino o mi abbandonino non potrò più credere in Dio. Se lascio la Chiesa, Dio non mi vorrà e non mi salverà. La Chiesa rappresenta Dio!’ Questi modi di pensare non influenzano forse l’atteggiamento delle persone di questo genere riguardo a queste cose? È davvero possibile che se il capo ti caccia non potrai più essere salvato? La questione della tua salvezza dipende dall’atteggiamento del tuo capo nei tuoi confronti? Perché tanti hanno paura fino a questo punto?” (“Cercano di conquistare le persone” in “Smascherare gli anticristi”). “Tutta l’opera di Dio o le Sue parole relative alla destinazione dell’umanità tratteranno le persone in modo opportuno secondo l’essenza di ciascun individuo; non vi sarà il benché minimo malinteso, e non un solo errore sarà commesso. È solo quando sono le persone a compiere il lavoro che intervengono le emozioni o intenzioni umane. L’opera che Dio compie è veramente appropriata; Egli non avanzerà di certo false pretese nei confronti di nessuna creatura” (“Dio e l’uomo entreranno nel riposo insieme” in “La Parola appare nella carne”). Dopo aver letto queste parole, ho compreso che non osavo riferire le problematiche relative al capo perché la mia prospettiva era completamente sbagliata. Pensavo che un capo potesse determinare il mio futuro e il mio destino, che, se si fosse sentito offeso, mi avrebbe ostacolato, non permettendomi di compiere un dovere, e avrei perso ogni speranza di salvezza. Vedevo i capi come se fossero ancora più in alto di Dio. Non ero una vera credente. Ero una non credente. Il destino dell’uomo è nelle mani di Dio. Quale sia il mio esito, se posso essere pienamente salvata dipende interamente da Dio. Non può venire deciso da nessun essere umano. Anche se ero stata maltrattata in passato per aver fatto notare dei problemi nel lavoro di un capo, i fratelli e le sorelle hanno poi capito che era un anticristo e lui è stato rimosso dalla Chiesa. Non avevo perso la mia possibilità di salvezza perché avevo temporaneamente sofferto per il trattamento ingiusto di un anticristo, ma ho sviluppato il discernimento sugli anticristi e imparato alcune lezioni. Ci sono alcuni fratelli e sorelle che smascherano e segnalano i falsi capi e gli anticristi per proteggere il lavoro della casa di Dio, e poi i falsi capi e gli anticristi si scagliano contro di loro. Potrebbero anche essere espulsi dalla Chiesa, ma se hanno vera fede e continuano a condividere il Vangelo e a fare il loro dovere, avranno ancora l’opera dello Spirito Santo e la guida di Dio. Poi, quando l’anticristo sarà messo a nudo e rimosso, potranno rientrare nella Chiesa. Questo mi ha mostrato che Dio è giusto e la verità regna nella Sua casa; Egli governa su tutte le cose. Ho pensato ai membri di quella Chiesa che non hanno smascherato l’anticristo e hanno chiuso un occhio di fronte alle sue azioni malvagie, ignorando ciò che non li riguardava personalmente, dando all’anticristo libero sfogo per turbare la Chiesa. Non erano oppressi e potevano continuare a svolgere il loro dovere nella Chiesa, ma stavano ospitando un anticristo, schierandosi contro Dio. Erano disprezzati e respinti da Lui. Pensandoci, mi sono resa conto di quanto sia grave non segnalare un falso capo. Ho anche visto l’indole giusta di Dio che non tollera alcuna offesa e ho avvertito un certo timore e vero disprezzo per me stessa. Questo mi ha dato la motivazione per mettere in pratica la verità. Ho anche pensato a un passo delle parole di Dio. Eccolo: “Non fare sempre cose per il tuo tornaconto e non considerare costantemente i tuoi interessi; non pensare affatto alla tua posizione, al tuo prestigio o alla tua reputazione. Inoltre, non considerare gli interessi dell’uomo. Devi prima pensare agli interessi della casa di Dio e farne la tua prima priorità. Dovresti essere rispettoso della volontà di Dio e cominciare col riflettere se tu sia stato o meno impuro nell’adempimento del tuo dovere, se tu abbia fatto o meno tutto il possibile per essere leale, se tu abbia fatto del tuo meglio per adempiere alle tue responsabilità e aver dato tutto te stesso e, allo stesso modo, se tu abbia o meno riflettuto sinceramente sul tuo dovere e sul lavoro della casa di Dio. Devi prendere in considerazione queste cose” (“Consegna il tuo vero cuore a Dio e potrai ottenere la verità” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Le parole di Dio hanno mostrato anche a me una via da seguire. Dovevo mettere al primo posto gli interessi della casa di Dio, dovevo dare a questo la priorità e rinunciare consapevolmente alle mie motivazioni errate. Dovevo smettere di considerare i miei interessi personali come di primaria importanza. E così, ho messo per iscritto i problemi che avevo visto e mi sono preparata a riferirli a un capo superiore.

Proprio allora, sorella Liu e alcune altre sorelle mi hanno detto che sorella Zhou non svolgeva un lavoro pratico e anche loro lo avevano notato: continuava a rifiutarsi di destituire persone di scarsa levatura che erano sempre negligenti nel loro dovere, usando la scusa che non riusciva a trovare candidati adatti. Questo aveva causato molti danni al lavoro della casa di Dio. Non stava affrontando gli annosi problemi presenti nella Chiesa, e stava nominando arbitrariamente le persone in base ai suoi capricci, non ai princìpi, secondo i quali, sorella Zhou era un falso capo. Abbiamo scritto tutte insieme una lettera per segnalarla e l’abbiamo consegnata a un superiore. Dopo che i capi superiori hanno esaminato la situazione, hanno confermato che sorella Zhou non svolgeva mai lavoro pratico, era dittatoriale nel suo approccio, andava contro gli accordi di lavoro già stabiliti, e usava il suo prestigio per controllare gli altri. È stata identificata come un falso capo e rimossa dalla sua posizione. Anche fratello Li è stato giudicato inadatto come diacono dell’irrigazione, così gli è stato dato un altro compito. Quando ho saputo come è andata a finire, dentro di me sgorgava ogni tipo di sentimento. Ho compreso che, nella casa di Dio, Cristo e la verità regnano davvero, e ho sentito maggiore sicurezza e forza per mettere in pratica la verità. Ero sopraffatta dalla gratitudine verso Dio. Sono così grata per l’illuminazione e la guida delle parole di Dio che mi hanno permesso di liberarmi gradualmente dai vincoli di quelle filosofie sataniche, e di trovare il coraggio di praticare la verità, segnalare un falso capo e vivere con una certa dignità personale!

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