Inseguire il prestigio porta infelicità

12 Febbraio 2022

di Zheng Yuan, Cina

Nel 2017, sono stata selezionata come capo di una Chiesa, e messa in squadra con due sorelle per supervisionare il lavoro di diverse Chiese. Quando le mie sorelle hanno visto che lavoravo più velocemente di loro e davo suggerimenti ragionevoli nelle discussioni di lavoro, erano molto invidiose, dicevano che avevo buone qualità e capacità nel lavoro. Ero tanto felice di sentirle dire questo. Ho pensato: “In passato, ero stimata dal mio capo nell’azienda in cui lavoravo, e dopo che ho iniziato a credere in Dio, i miei fratelli mi hanno sostenuta. Ora, nel mio dovere di capo, anche i miei collaboratori mi ammirano. Forse ho davvero un talento. Quando i miei superiori vedranno le mie capacità, diranno sicuramente che sono migliore delle mie collaboratrici”. Questi pensieri mi davano ancora più ispirazione nei miei compiti. Col tempo, sono arrivata a prendere la maggior parte delle decisioni sul lavoro della Chiesa. Le mie sorelle facevano tutto quello che io disponevo per loro, e mi piaceva tanto questa sensazione.

Più tardi, i superiori ci hanno affiancato sorella Chen. Alle riunioni, vedevo che la sua condivisione era molto pratica. Sentivo di poter trarre beneficio dalla collaborazione con lei, quindi ero proprio contenta. Ma poi, ad ogni riunione, nel vedere quanto fosse pratica e brillante la condivisione di sorella Chen e osservavo i fratelli e le sorelle ascoltare attentamente e annuire, ho iniziato a preoccuparmi. Pensavo: “Prima dominavo le riunioni e la condivisione, mentre ora tutti vogliono sentire la sua: chi mi ammirerà in futuro?” Ero molto invidiosa perché temevo che mi avrebbe superata. Dopo di ciò, ho visto che quando i fratelli e le sorelle avevano qualche difficoltà nei loro compiti, sorella Chen sapeva subito offrire la sua condivisione per aiutarli, e attuava il lavoro molto rapidamente. In passato, non si riusciva a creare un gruppo perché non si trovavano le persone adatte, invece lei in poco tempo lo ha messo in piedi. Quando i nostri superiori venivano alle riunioni, lei dava anche buoni suggerimenti sul lavoro della Chiesa. Tutto questo mi rendeva gelosa e invidiosa. Desideravo avere lo stesso livello di levatura in modo che i fratelli e le sorelle mi ammirassero di più. Volevo persino che i nostri capi la trasferissero altrove in modo che nessuno potesse rubarmi le luci della ribalta e i fratelli e le sorelle mi vedessero come la migliore. In seguito, in diverse Chiese sono state indette delle elezioni e i capi chiedevano sempre a sorella Chen di aiutarli a gestirle. In quel momento, mi sono sentita particolarmente smarrita. Le persone a cui viene chiesto di gestire le elezioni sono capaci e sanno discernere gli altri. Prima i superiori si rivolgevano sempre a me. Ora, chiedevano a sorella Chen. Sembrava che lei fosse molto importante per loro, mentre io non lo ero affatto. Specialmente più tardi, per alcuni compiti importanti nella Chiesa, i nostri capi li affidavano a sorella Chen, il che mi sembrava ancora più ingiusto.

Una volta, una Chiesa doveva rieleggere i suoi capi e diaconi, e sorella Chen non conosceva nei dettagli i lavoratori di quella Chiesa, il diacono eletto per l’irrigazione era in cattivo stato, passivo e negligente nei suoi doveri. Sapevo chiaramente che quella sorella non era adatta ad essere diacono dell’irrigazione ma, poiché ero invidiosa di sorella Chen, non volevo dire nulla. Pensavo: “L’hai scelta tu quella sorella, è colpa tua se hai fatto la scelta sbagliata. Vediamo se la persona che hai scelto sa davvero fare quel lavoro”. Ha gestito l’irrigazione per alcuni mesi prima di essere accusata di incompetenza e di dimettersi. In seguito, sorella Chen mi ha criticata due volte, perché ero una che compiace la gente e non avevo segnalato i problemi di cui ero a conoscenza. Anche se non ho ribattuto, ho pensato tra me: “Sei tu la responsabile di questo lavoro: se viene fatto bene, ti prendi tu il merito. Perché dovrei dire così tanto?” In quel periodo, non sopportavo di vedere sorella Chen, e provavo un profondo risentimento nei suoi confronti. La odiavo per avermi rubato l’aureola dalla testa, ed ero infelice. Più tardi, sorella Chen ha avuto un problema nel suo lavoro e ha chiesto la mia opinione, però ho dato una risposta superficiale. In questo modo, esteriormente, stavo adempiendo ai miei doveri con lei, ma di fatto non c’era comunicazione né cooperazione armoniosa. Una volta ci sono stati problemi nel lavoro di cui sorella Chen era responsabile, e il nostro capo l’ha criticata per questo, durante una riunione. Mentre lei singhiozzava in preda al senso di colpa, io ero felice, e gongolavo tra me: “Ora i fratelli e le sorelle vedono le tue vere capacità. Non sembri più così brava; a quanto pare, è arrivata la mia occasione di mostrare il mio talento”. Più tardi, con mia sorpresa, ho visto che la stima dei nostri superiori nei suoi confronti non era svanita. Era ancora responsabile di diversi compiti importanti della Chiesa, e io, in sostanza, ho avuto un crollo. Ho perso tutto l’interesse per i miei doveri. Cominciavo persino a sentirne la frustrazione. Una volta, la squadra video era in difficoltà, e sorella Chen mi ha chiesto di andare ad aiutarli. Però non mi andava. Ho pensato: “Se lo faccio io, il merito va comunque a te, e nessuno guarderà me. Sei responsabile di questo lavoro da quando sei arrivata, quindi vacci tu, pensaci tu”. E poi, dentro di me è venuta a galla un’idea malvagia: “Spero che tu fallisca nel tuo lavoro, così nessuno ti ammirerà più”. Ho risposto, con molta insistenza: “Non ci vado”. In quel momento, vedevo sorella Chen seduta lì impotente e silenziosa, e ho avvertito un certo disagio, perché sapevo che il lavoro della Chiesa è il nostro dovere comune, e che dovevo farlo, così ho accettato con riluttanza di andare. Ma le mie intenzioni erano sbagliate, volevo dimostrare di essere migliore di sorella Chen, perciò mi mancavano la protezione e la guida di Dio nei miei compiti, e i problemi della squadra video non sono mai stati risolti. In quel periodo, vivevo in uno stato di lotta per la fama e la fortuna, il mio spirito è diventato più cupo, e trovavo sempre ostacoli nei miei compiti. Non osavo dirlo, perché temevo di essere guardata dall’alto in basso. Nessuno dei lavori che supervisionavo era efficace. Allora ero particolarmente infelice. Mi dicevo: “Prima svolgevo così bene i miei doveri, i fratelli mi sostenevano, e i miei collaboratori di solito mi ascoltavano, invece ora, mi sento ignobile e basta. È la presenza di sorella Chen, mi fa sentire come se non riuscissi a fare nulla di buono”. In quel periodo, provavo disgusto nel vedere sorella Chen. Volevo solo andarmene in un posto dove non fossi costretta a vederla.

In seguito, ci sono stati molti problemi nelle Chiese che supervisionavo. Ogni aspetto del lavoro della Chiesa era inefficace, era quasi paralizzato, e mi sentivo assai colpevole per questo, ma non ho mai cercato la verità per risolvere il mio stato. Il nostro capo ci ha chiesto di riflettere sulle possibili cause, però non avevo conoscenza di me stessa, così ho puntato il dito contro sorella Chen. Pensavo che, prima del suo arrivo, quando ero io al comando, il nostro lavoro non era così male; ora che lei era in carica, era stata lei a renderlo così. Una volta, mentre io e una sorella stavamo discutendo di queste cose, ho tirato fuori la mia insoddisfazione riguardo a sorella Chen, e ho spiegato con tante parole che sorella Chen non era brava. Dopo di ciò, ho avvertito un certo senso di colpa: non la stavo giudicando alle sue spalle? Questa è una cosa che Dio odia! Ma, in quel momento, era solo un pensiero passeggero, e non ho riflettuto seriamente su me stessa. Onestamente, sono davvero troppo insensibile e rigida. Solo quando sono stata destituita, mi sono davvero sentita toccata nel profondo. Il nostro capo è venuto a parlarci e ha detto che il lavoro della Chiesa era sempre meno efficace, e poi che io e sorella Chen non collaboravamo bene. Mi sentivo un po’ a disagio, ma non avevo alcuna conoscenza di me stessa, quindi il mio sguardo era ancora fisso su sorella Chen. Pensavo che il nostro lavoro fosse andato tanto male solo dopo il suo arrivo. Vedendo che non conoscevo me stessa, il nostro capo mi ha trattata, dicendo che stavo lottando per la fama e la fortuna nei miei compiti, che non riflettevo su me stessa nonostante il mio lavoro fosse inefficace, che, data la mia condizione, non ero adatta ad essere un capo, e che avevo bisogno di un periodo di riflessione spirituale.

Essere destituita è stato molto doloroso per me. Non sapevo come mi avrebbero visto i miei fratelli e sorelle, e più ci pensavo, più il mio spirito si oscurava. Mi appisolavo mentre leggevo la parola di Dio, non riuscivo ad acquietare il mio cuore davanti a Lui, e ho passato il periodo successivo in questo stato di confusione. Poi, ho capito che qualcosa non andava nel mio stato, così ho pregato Dio per chiedere la Sua guida nella conoscenza di me stessa. Un giorno, ho visto due passi della parola di Dio. Dio Onnipotente dice: “Gli anticristi considerano il loro prestigio e la loro reputazione più importanti di qualsiasi altra cosa. Non sono solamente subdoli, infidi e malvagi, ma anche di natura violenta. Cosa fanno quando sentono messo a rischio il loro prestigio, o quando perdono il loro posto nel cuore delle persone, quando non sono più approvati e adorati, quando non vengono più venerati e ammirati e precipitano nel disonore? Cambiano improvvisamente. Non appena perdono il loro prestigio, non vogliono fare più nulla, e se lo fanno non vi mettono alcuna cura. Non hanno interesse a compiere il loro dovere. Ma non è questa la manifestazione peggiore. Qual è la manifestazione peggiore? Non appena gli anticristi perdono il loro prestigio, e nessuno li ammira né si fa influenzare da loro, vengono fuori la gelosia, la vendetta e l’odio. Non solo non hanno timore di Dio, ma mancano anche della benché minima obbedienza. Nei loro cuori, inoltre, sono inclini a odiare la Chiesa, la casa di Dio, e i leader e i lavoratori; desiderano che il lavoro della Chiesa subisca intralci o arresti; vogliono deridere la casa di Dio e i fratelli e le sorelle. Inoltre odiano tutti coloro che perseguono la verità e temono Dio. Attaccano e scherniscono chiunque compia il proprio dovere con lealtà e sia disposto a pagare un prezzo. Tale è l’indole degli anticristi; e non è forse un’indole violenta?” (“Fanno il loro dovere solo per distinguersi e alimentare i loro interessi e ambizioni; non considerano mai gli interessi della casa di Dio e addirittura li vendono in cambio della gloria personale (Parte seconda)” in “Smascherare gli anticristi”). “Se alcuni vedono qualcuno che è migliore di loro, gli tarpano le ali, mettono in giro voci sul suo conto oppure ricorrono a mezzi privi di scrupoli affinché gli altri non lo ammirino e nessuno sia migliore di chiunque altro; questa è, dunque, l’indole corrotta dell’arroganza e della presunzione, oltre che della disonestà, della falsità e dell’insidiosità, e queste persone non si fermano davanti a nulla pur di raggiungere i loro scopi. Vivono così, eppure pensano ugualmente di essere grandi e di essere brave persone. Ma hanno cuori timorosi di Dio? Anzitutto, per parlare dal punto di vista della natura di tali questioni, coloro che si comportano così non fanno semplicemente ciò che vogliono? Considerano gli interessi della famiglia di Dio? Pensano soltanto ai propri sentimenti e vogliono unicamente raggiungere i propri scopi, qualunque sia la perdita subita dal lavoro della famiglia di Dio. Le persone di questo tipo non sono solo arroganti e presuntuose, ma anche egoiste e spregevoli; sono totalmente irriguardose della intenzione di Dio e, senza ombra di dubbio, non possiedono cuori timorosi di Dio. È per questo che fanno qualunque cosa vogliano e che agiscono immotivatamente, senza alcun senso di colpa, senza alcuna trepidazione, apprensione o preoccupazione, e senza considerare le conseguenze. È ciò che fanno spesso, e il modo in cui si sono sempre comportate. Quali sono le conseguenze a cui simili persone vanno incontro? Si troveranno nei guai, giusto? Per dirla con leggerezza, tali persone sono fin troppo invidiose e hanno un desiderio fin troppo forte di fama e prestigio personali; sono troppo ingannevoli e infide. Per dirla più duramente, il problema sostanziale è che il cuore di simili persone non è minimamente timorato di Dio. Non temono Dio, si ritengono persone della massima importanza e reputano ogni aspetto di sé più nobile di Dio e della verità. Nei loro cuori, Egli è il meno degno di nota, il più insignificante, e non gode di alcun prestigio. Quanti non hanno posto per Dio nel proprio cuore e non Lo riveriscono hanno avuto accesso alla verità? (No.) Perciò che cosa fanno quando, come al solito, vanno in giro allegramente tenendosi impegnati e mettendoci parecchia energia? Tali persone sostengono perfino di aver abbandonato tutto per spendersi per Dio e di aver sofferto molto, ma, a dire il vero, arrecare beneficio a se stessi è la motivazione, il principio e l’obiettivo di tutte le loro azioni; essi stanno solo cercando di proteggere tutti i loro interessi. Direste o no che persone di questo tipo sono terribili? Che tipo di persona crede in Dio per molti anni eppure non Lo teme? Le persone arroganti. E a chi e a che cosa manca maggiormente il timore di Dio? A parte agli animali, manca ai malvagi, agli anticristi, ai diavoli e a Satana. Essi osano competere con Dio; sono privi del timore di Dio” (“Le cinque condizioni necessarie per intraprendere la retta via nella propria fede” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Vedere queste parole mi ha trafitto il cuore. Gli anticristi mettono la posizione e la reputazione sopra ogni cosa. Sono invidiosi quando vedono che altri perseguono la verità, così li attaccano e li escludono perché temono di essere superati. Sono pronti a qualsiasi cattiveria per mantenere il loro prestigio, anche sperando che i fratelli falliscano nei propri compiti e lavorino in modo inefficace. Quanto meglio la casa di Dio fa il suo lavoro, tanto peggio si sentono loro. Hanno un’indole feroce e sono dei diavoli. Il mio comportamento durante quel periodo era lo stesso di un anticristo. Quando ho visto che sorella Chen aveva una buona levatura, faceva bene il suo lavoro, condivideva sulla verità meglio di me, e si era guadagnata l’ammirazione di tutti, temevo che mi rubasse le luci della ribalta e speravo che i superiori la trasferissero in modo che io potessi ancora distinguermi nella Chiesa. Quando ho visto che i capi la apprezzavano e la coltivavano, sono diventata invidiosa, ero turbata. Sapevo che era appena arrivata, non aveva familiarità con il personale della Chiesa, e che il diacono dell’irrigazione non era adatto al lavoro, però non ho detto nulla. Sono rimasta a guardare e ho aspettato che fallisse. Quando ha cercato di discutere di lavoro con me, l’ho ignorata. Speravo che il suo lavoro andasse male, così sarebbe stata rimossa e nessuno l’avrebbe ammirata. L’ho persino giudicata e demolita alle sue spalle, l’ho sminuita e mi sono esaltata per realizzare il mio desiderio di distinguermi. Ho capito che, nonostante i miei anni di fede, avevo ignorato l’ingresso nella vita, non mettevo il lavoro della casa di Dio al primo posto, e passavo tutto il tempo a lottare per reputazione e prestigio. Quando non li ottenevo, mi sembrava di perdere la vita. Sono diventata così invidiosa che mi sono vendicata di mia sorella e ho trascurato il lavoro della Chiesa. Avevo così paura che sorella Chen facesse bene il suo lavoro che ero disposta a danneggiare gli interessi della casa di Dio per favorire i miei. Non avevo il minimo timore di Dio o posto per Lui nel mio cuore. Stavo agendo come servitore di Satana, turbavo il lavoro della casa di Dio, e ostacolavo il lavoro della Chiesa fino alla paralisi. Non stavo affatto compiendo il mio dovere! Ero come una volpe in una vigna: rubavo l’uva e calpestavo le viti. La mia natura era esattamente la stessa degli anticristi smascherati da Dio! Pensavo agli anticristi intorno a me che erano stati espulsi. Approfittavano dei loro doveri per mettersi in mostra ed esaltarsi nella vana speranza di possedere il cuore della gente e assicurarsi il loro sostegno. Se vedono un fratello o una sorella che li supera e minaccia il loro prestigio, attaccano e si vendicano, rovinano insensibilmente l’opera della casa di Dio, alla fine offendono la Sua indole, e vengono smascherati ed eliminati. Finalmente ho capito che inseguire il prestigio è troppo pericoloso! Solo quando ho capito ciò, ho avuto paura. Ho pregato Dio affinché mi guidasse nel conoscermi, pentirmi e cambiare. Dopo aver pregato, mi sono chiesta: “Perché lotto sempre per il prestigio e mi aggrappo alla mia posizione? Inseguo sempre il prestigio: qual è la causa principale?”

Più tardi, ho visto un passo della parola di Dio, tratto da “Avere un’indole immutata è essere ostili a Dio”. “La fonte della resistenza e della ribellione dell’uomo verso Dio è la sua corruzione a opera di Satana. Essendo l’uomo stato corrotto da Satana, la sua coscienza si è intorpidita; l’uomo è immorale, i suoi pensieri depravati e i suoi schemi mentali sono arretrati. Prima che fosse corrotto da Satana, l’uomo seguiva naturalmente Dio e obbediva alle Sue parole dopo averle udite. Era dotato per natura di una ragione e di una coscienza solide, nonché di una normale umanità. A seguito della corruzione di Satana, la ragione, la coscienza e l’umanità originarie dell’uomo si sono indebolite e sono state compromesse da Satana. Egli ha perciò perduto l’obbedienza a Dio e l’amore per Lui. La ragione dell’uomo si è fatta aberrante, la sua indole è diventata come quella di un animale e la sua insubordinazione verso Dio sempre più frequente e grave. Ciononostante, l’uomo continua a non sapere e a non riconoscere ciò e non fa altro che opporsi e ribellarsi ciecamente. L’indole dell’uomo si rivela nel modo in cui si esplicitano la sua ragione, il suo discernimento e la sua coscienza, e, dato che la sua ragione e il suo discernimento non sono sani e la sua coscienza si è estremamente intorpidita, la sua indole è ribelle a Dio” (La Parola appare nella carne). Dopo aver letto la parola di Dio, ho trovato la fonte del problema. Ero così corrotta da Satana che non sapevo come vivere o comportarmi. Sapevo solo come perseguire fama e fortuna, e vivevo secondo filosofie sataniche come “Distinguiti dagli altri”, “Ci può essere solo un maschio alfa”, “Gli uomini dovrebbero sempre sforzarsi di essere migliori dei loro contemporanei”, e “Solo io regno sovrano”. Per me erano come leggi esistenziali. Quando ho visto che sorella Chen mi superava in tutti gli aspetti, che i fratelli, le sorelle e i capi la ammiravano e la stimavano, ho pensato che mi avesse rubato le luci della ribalta, e l’ho trattata come una spina nell’occhio e nel fianco. Quando lei mi chiedeva di parlare di lavoro, volevo ignorarla. L’ho perfino giudicata, l’ho annientata, l’ho deliberatamente sminuita, speravo che venisse destituita per aver trascurato i suoi compiti, ed ero indifferente alle conseguenze sul lavoro della casa di Dio. Ho visto che vivendo secondo questi pensieri e punti di vista satanici, sono diventata arrogante, egoista ed empia, e avevo un’umanità distorta. Avrei fatto qualsiasi cosa per la reputazione e il prestigio, come i funzionari del gran dragone rosso. Se qualcuno li supera o minaccia il loro prestigio, li chiamano nemici politici e li rovinano. Dio, che è supremo, Si è incarnato ed esprime la verità per salvare il genere umano, ma il PCC teme che, se la gente accetta la vera via e segue Dio Onnipotente, nessuno lo seguirà o lo adorerà più, così hanno iniziato a dare freneticamente la caccia a Cristo e a perseguitare crudelmente i cristiani nella futile speranza di creare una zona senza Dio dove le persone adorano solo il PCC e gli obbediscono. Analizzando il male, la tirannia, la brutalità e la violenza del gran dragone rosso, ero terrorizzata. C’era qualche differenza tra la mia indole e il gran dragone rosso? Per il prestigio, ho escluso i dissidenti e perso ogni coscienza e ragionevolezza. Dio mi aveva esaltata con il compito di capo. Avrei dovuto collaborare con mia sorella per adempiere ai nostri doveri e ripagare l’amore di Dio, ma ero incantata dal mio prestigio e mi mettevo a confronto con lei. Quando non sono riuscita a superarla, a guadagnare fama, fortuna e prestigio, sono diventata negativa e negligente, e ho seriamente danneggiato l’opera della casa di Dio. Ero davvero noncurante nel mio dovere e percorrevo il sentiero sbagliato!

Ho riflettuto e ho capito che c’era anche un punto di vista sbagliato in me. Ho sempre pensato che avere prestigio nella casa di Dio mi rendesse una persona utile, e che sarei stata salvata e perfezionata, ma non sapevo che Dio non guarda il tuo prestigio nella Chiesa o se la gente ti ammira. Dio guarda il tuo cuore e il tuo atteggiamento verso i tuoi doveri. Nella casa di Dio, se accetti la verità, hai le giuste intenzioni e agisci con principio nei tuoi doveri, obbedisci a Dio e Gli sei fedele, solo allora Egli ti approverà. Ero davvero ignorante. Non ho cercato la volontà di Dio, ho vissuto secondo filosofie e prospettive sataniche, ho cercato fama e fortuna, e volevo un prestigio elevato. Ma cercare queste cose è un errore. Stavo percorrendo il sentiero dell’anticristo: se non fossi tornata a Dio, sarei stata eliminata e distrutta da Lui. Sono stata rimossa a causa della giustizia di Dio e della Sua protezione nei miei confronti. Dio ha usato ripetutamente le Sue parole per risvegliare il mio cuore intorpidito e farmi vedere la verità della mia corruzione. È stato allora che ho capito le Sue buone intenzioni. Tutto ciò che Dio fa è mirato a guidarmi verso il giusto cammino. Nel mio cuore, ho pregato Dio per pentirmi e chiederGli di condurmi verso altre vie.

Dopo di ciò, ho visto un altro passo della parola di Dio. “La fama e il prestigio non sono cose che si accantonano facilmente. Per coloro che possiedono delle doti, una certa levatura o una discreta esperienza di lavoro, accantonare queste cose è ancor più difficile. […] Quando non hanno prestigio, il loro stimolo competitivo è in fase embrionale; quando hanno acquisito prestigio, quando la casa di Dio ha affidato loro qualche compito importante e in particolare se sono attivi da molti anni e hanno molta esperienza e risorse, lo stimolo non è più embrionale ma ha già messo radici, è fiorito e sta per dare frutto. Quando qualcuno prova il desiderio e l’ambizione costanti di fare grandi cose, di acquisire notorietà, di diventare una figura di rilievo, per lui è finita. E così, prima che questo porti alla distruzione, devi rapidamente ribaltare la situazione e accantonare queste cose. Ogni volta che fai qualcosa, qualunque sia il contesto, devi addestrarti a cercare la verità, a essere una persona onesta e obbediente a Dio, e non solo devi smettere di lottare per queste cose, ma anche accantonarle. Devi renderti conto di quando provi il costante impulso a competere. Se trascurato, il desiderio di competere può portare solo a conseguenze negative, quindi non perdere tempo e ricerca la verità, stronca la tua competitività sul nascere, e sostituisci questo tuo comportamento competitivo con la pratica della verità. Quando praticherai la verità, la tua competitività, le tue aspirazioni selvagge e i tuoi desideri verranno completamente ridotti e non interferiranno più con il lavoro della casa di Dio. In questo modo, le tue azioni saranno ricordate e lodate da Dio. Insomma, ciò che intendo sottolineare è che devi estirpare il tuo stimolo competitivo e la tua ambizione prima che fioriscano e diano frutto. Alcuni domandano: ‘Come faccio a estirparli? Devo lasciarli in fase embrionale?’ Dipende dalla tua esperienza, dipende da come ti senti in proposito, dalla tua determinazione. Alcuni dicono: ‘Non voglio lasciarlo nemmeno germogliare’. Va bene. Non cerchi di essere una persona onorevole dotata di prestigio e reputazione, ma una persona comune; anche se Dio dice che non vali niente, va bene, ti accontenti di essere agli occhi di Dio una persona di scarso valore, un seguace piccolo e insignificante, ma che alla fine viene definito da Dio una creatura accettabile. Una tale persona è valida” (“Fanno il loro dovere solo per distinguersi e alimentare i loro interessi e ambizioni; non considerano mai gli interessi della casa di Dio e addirittura li vendono in cambio della gloria personale (Parte terza)” in “Smascherare gli anticristi”). La parola di Dio mi ha fatto capire che non dovrei perseguire cose come diventare altezzosa o essere il migliore. “Distinguiti dagli altri” e “Solo io regno sovrano” sono bugie sataniche. Se le cose arriveranno davvero a quel punto, sarò un diavolo, non un essere umano. Dio ci chiede di essere persone comuni, di essere i più piccoli seguaci, e compiere i doveri degli esseri creati per ottenere la Sua approvazione. Questa è la cosa più importante. Allo stesso tempo, ho capito che, quando si verificano certi eventi, dovremmo pregare Dio, rinunciare consapevolmente a noi stessi e praticare la verità, e le nostre ambizioni e desideri si ridurranno col tempo. In passato, non conoscevo me stessa e non perseguivo la verità. Ho sempre sentito di avere talento e ho sempre voluto essere ammirata e stimata. Mi sono lasciata trasportare dalla mia ambizione, tanto che ho lottato ovunque per la fama e la fortuna. Ero chiaramente inferiore ma non potevo sopportare di vedere gli altri superarmi. Ero così arrogante che ho perso ogni ragionevolezza. Ho pregato Dio e ho detto che non volevo più fama e fortuna, volevo solo essere una persona normale e cooperare bene con i miei collaboratori nei miei compiti. So che i miei collaboratori in ogni momento sono scelti dalla sovranità di Dio e che devo imparare delle lezioni. Sorella Chen aveva buona levatura, esperienza e sapeva condividere sulla verità per risolvere i problemi, il che era utile per il lavoro della casa di Dio e per l’ingresso nella vita dei nostri fratelli e sorelle. Avrei dovuto imparare dai suoi punti di forza per compensare ciò che mi mancava e lavorare armoniosamente con lei per svolgere il lavoro della Chiesa.

Ben presto, il capo mi ha assegnato il ruolo il diacono per l’irrigazione. Nel corso di una riunione tra collaboratori, mi sono aperta con sorella Chen sulla mia corruzione durante quel periodo. Lei non mi ha guardato dall’alto in basso e ha anche condiviso con me sulla parola di Dio. Ogni distanza da lei è stata eliminata e ho provato un grande senso di liberazione. In seguito, ho cercato di discutere con lei durante il lavoro e ho fatto del mio meglio per collaborare con lei. Quando mi concentravo sul mio dovere, sentivo la guida di Dio. Ho iniziato a ottenere risultati migliori in alcune aree del mio lavoro e mi sono sentita grata a Dio.

Dopo essere stata rimossa, ho visto che l’amore di Dio per me è molto pratico. Il giudizio e il castigo nella parola di Dio mi hanno mostrato la mia corruzione. Così ho visto chiaramente l’essenza e le conseguenze dell’inseguire fama e prestigio. Allo stesso tempo, la parola di Dio mi ha guidata verso il giusto cammino e mi ha permesso di abbandonare me stessa e praticare la verità. Senza di essa, non avrei ancora conosciuto me stessa, avrei ancora combattuto gli altri per la fama e la fortuna, e sarei stata il trastullo di Satana mentre compivo il male e resistevo a Dio. Sono grata a Dio per avermi salvata!

Pagina successiva: Imparare dalle critiche

Sei disposto ad essere una pecora che ascolta la voce di Dio per accogliere il Suo ritorno?

Contenuti correlati

Una svolta positiva sulla strada della fede in Dio

Dopo aver avuto questa poca esperienza e comprensione personale, ho sentito che la mia strada nel credere in Dio aveva preso una svolta per il meglio, per non sentire mai più che la salvezza era al di là della mia comprensione. Credo che, finché lavoro con Dio, attrezzandomi di continuo con la verità, praticandola e facendo ingresso in essa, raggiungerò certamente un cambiamento nella mia indole corrotta.

Le parole di Dio mi hanno risvegliata

Grazie all’illuminazione delle parole di Dio, mi sono risvegliata dalle mie stesse concezioni e fantasie, rendendomi conto di non essere una persona disposta ad accettare il castigo e il giudizio di Dio. L’illuminazione, inoltre, mi ha fatto capire che sono sull’orlo del precipizio. D’ora in avanti donerò il mio cuore interamente a Dio, mi sottometterò al Suo castigo e giudizio e farò del mio meglio per perseguire la verità e il cambiamento della mia indole, in modo tale da poter essere presto purificata e resa completa da Dio.

Rispondi