Di cosa mi preoccupavo quando non osavo assumermi la responsabilità?

24 Gennaio 2026

di Qin Mu, Cina

Nell’aprile del 2023, la supervisora del lavoro basato sui testi è stata destituita perché perseguiva fama e prestigio e intralciava e disturbava il lavoro. Sono stata nominata io come nuova supervisora. Mi sono ricordata che, molti anni prima, ero stata arrestata dal PCC per la mia fede in Dio. La polizia mi aveva rinchiusa in una foresteria e interrogata in segreto per dieci giorni. Cercando di salvare la pelle, avevo venduto le due sorelle arrestate con me, commettendo così una trasgressione. Sentivo di non essere degna di un dovere così importante, perciò ho espresso i miei timori. La leader ha condiviso con me su come Dio non guardi alle trasgressioni momentanee di una persona, ma la valuti in modo completo, basandosi sul contesto e sulla natura delle sue azioni. Il punto chiave è se la persona si sia veramente pentita. Mi ha chiesto di considerare la mia trasgressione nel modo giusto. Ne sono rimasta molto commossa e mi sono sentita disposta a fare tesoro di questa opportunità di formazione. Inaspettatamente, pochi giorni dopo aver iniziato questo dovere, anche un’altra supervisora, Sun Jia, è stata destituita per aver perseguito fama e prestigio e per non aver fatto il suo dovere secondo i principi. Nei giorni successivi, mi sono sentita come se un macigno enorme mi schiacciasse il cuore. “Ho appena iniziato questo dovere e non ho ancora familiarità con il lavoro. Siamo a corto di personale per il lavoro basato sui testi, alcuni fratelli e sorelle sono in stati negativi e il lavoro non procede. Con così tanti problemi, una persona della mia levatura può farsi carico di questo lavoro? Anche se negli ultimi anni sto svolgendo doveri basati sui testi, essere una supervisora è diverso. Bisogna avere una buona levatura e capacità lavorative, e anche afferrare i principi. Ma la mia levatura e le mie capacità lavorative sono nella media e mi mancano anche le conoscenze professionali. Come posso assumermi un incarico così importante? Ho già commesso una grave trasgressione e, se dovessi causare ulteriori ostacoli o danni al lavoro, non sarei in grado di sopportarne la responsabilità. Se il problema fosse grave, potrei non avere un buon esito o una buona destinazione”. A questo pensiero mi sentivo soffocare, ed ero così preoccupata che di notte non riuscivo a dormire. Nei giorni seguenti non riuscivo nemmeno a trovare un briciolo di entusiasmo per il mio dovere, e mi limitavo a svolgere passivamente i compiti che avevo sottomano. La leader, vedendomi passare le giornate a sospirare, mi ha chiesto del mio stato. Le ho parlato del mio stato e delle mie difficoltà, e lei ha condiviso con me basandosi sulle parole di Dio. Il mio stato è migliorato un po’.

Durante le mie devozioni spirituali, ho cercato le parole di Dio che riguardassero il mio stato. Dio Onnipotente dice: “Quando Noè obbedì agli ordini di Dio, non conosceva le Sue intenzioni. Non sapeva cosa Egli volesse realizzare. Dio gli aveva soltanto dato un comando e gli aveva ordinato di fare qualcosa, e, senza molte spiegazioni, Noè procedette e lo fece. Non cercò in segreto di dedurre i desideri di Dio, né Gli resistette o si mostrò falso. Si limitò ad agire di conseguenza, con un cuore puro e semplice. Fece qualunque cosa Dio gli chiedesse di fare, e sottomettersi alla Sua parola e ascoltarla fu la credenza che sostenne le sue azioni. Questo fu il modo immediato e semplice con cui si occupò di ciò che Dio gli aveva affidato. La sua essenza, l’essenza delle sue azioni, era la sottomissione, non il dubitare, non l’opposizione, né tantomeno l’inclinazione a pensare ai propri interessi personali o ai propri guadagni e alle proprie perdite. Inoltre, quando Dio disse che avrebbe distrutto il mondo con un diluvio, Noè non chiese quando sarebbe accaduto o che fine avrebbero fatto le cose, e certamente non Gli chiese come intendesse distruggere il mondo. Semplicemente fece ciò che Dio aveva ordinato. Comunque e con qualunque mezzo Dio volesse che venisse fatto, Noè fece esattamente come gli aveva chiesto e, inoltre, si mise subito al lavoro. Agì secondo le istruzioni di Dio con l’atteggiamento di chi desidera soddisfarLo. Si comportò così per evitare il disastro? No. Domandò a Dio quanto ci sarebbe voluto prima che il mondo venisse distrutto? No. Chiese a Dio, oppure sapeva, quanto tempo sarebbe occorso per costruire l’arca? No, nemmeno questo. Si limitò semplicemente a sottomettersi, ad ascoltare e ad agire di conseguenza(La Parola, Vol. 2: Riguardo al conoscere Dio, “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso I”). Mentre riflettevo sull’esperienza di Noè, mi sono sentita commossa e al tempo stesso piena di vergogna. Quando Noè accettò l’incarico da parte di Dio di costruire l’arca, non aveva mai nemmeno visto come fosse fatta un’arca. Sapeva che ci sarebbero state molte difficoltà nel processo di costruzione ma, di fronte all’incarico ricevuto da Dio, Noè non tenne conto di queste cose, né si crogiolò nelle difficoltà o rimase fermo. Al contrario, si sottomise, obbedì e preparò i materiali per costruire l’arca secondo le richieste di Dio. Noè non tenne conto dei suoi guadagni o delle sue perdite personali; pensò solo a come costruire l’arca il più rapidamente possibile secondo le richieste di Dio, in modo che il Suo cuore potesse essere confortato. Il carattere di Noè era davvero buono! L’atteggiamento di semplice sottomissione di Noè all’incarico ricevuto da Dio mi ha fatto provare imbarazzo e vergogna per le mie mancanze. Ho pensato al mio atteggiamento di fronte alle difficoltà nel mio dovere, e a come non potesse minimamente essere paragonato a quello di Noè. Sebbene ci fossero alcune difficoltà effettive nel lavoro, queste non erano irrisolvibili. Per esempio, la mancanza di personale nel lavoro basato sui testi poteva essere risolta coordinandosi con altre chiese; gli stati negativi di chi faceva questo lavoro potevano essere risolti condividendo con loro sulle parole di Dio; e la mia levatura media e la mia scarsa capacità lavorativa potevano essere affrontate collaborando con la leader e i miei fratelli e sorelle. Tutte queste difficoltà potevano essere risolte. Ma, quando mi sono trovata di fronte a esse, non le ho affrontate a viso aperto per risolverle concretamente e far progredire il lavoro. Al contrario, mi preoccupavo del fatto che avrei ritardato il lavoro e che avrei finito per essere ritenuta responsabile. Tenevo conto solo dei miei guadagni e delle mie perdite personali. Non mostravo affatto considerazione per le intenzioni di Dio, né ho pensato a quali fossero il mio dovere e la mia responsabilità. La mia umanità era davvero scarsa! Con un’umanità come la mia, non ero semplicemente degna di assumere un incarico così importante. Provavo un profondo senso di colpa e ho pregato Dio: “O Dio, nel mio cuore c’è debolezza di fronte a queste difficoltà nel mio dovere. Ti prego, guidami e dammi fede e determinazione. Sono disposta a fare affidamento su di Te per sperimentare tutto questo”. Dopo aver pregato, ho cercato rapidamente in varie chiese qualcuno che svolgesse il lavoro basato sui testi. Dopo un po’ di tempo, il personale era stato sostanzialmente riassegnato e i leader avevano scelto una nuova supervisora che collaborasse con me. Grazie alla collaborazione concreta di tutti, il lavoro basato sui testi è gradualmente migliorato.

Ma i bei tempi non sono durati a lungo. Dopo un po’, i risultati del lavoro hanno iniziato a calare. Proprio in quel momento, ho ricevuto una lettera dai leader che sottolineava che non ci stavamo concentrando sul coltivare le persone e che la qualità dei sermoni revisionati di recente non era molto buona. Ci veniva chiesto di analizzare la fonte dei problemi. Leggendo la lettera dei leader, il mio cuore è diventato improvvisamente teso. “Ora sono stati smascherati così tanti problemi nel lavoro. È perché io, che sono la supervisora, non ho guidato bene o non ho fatto i controlli finali in modo appropriato. Sembra che la mia levatura sia ancora troppo scarsa per potermi fare carico di questo lavoro!” Ho poi pensato alla supervisora precedente, che era stata destituita per aver perseguito fama e prestigio e per aver causato intralci e disturbi al lavoro. Anche se non avevo causato intenzionalmente intralci e disturbi, se la mia scarsa levatura avesse paralizzato il lavoro, non sarebbe stata anche quella una trasgressione? Più ci pensavo, più diventavo negativa, e mi sentivo debole in tutto il corpo. Ho stabilito che non ero davvero tagliata per essere supervisora e che avrei dovuto fare un passo indietro e lasciare che qualcuno più capace prendesse il mio posto. Questo avrebbe almeno dimostrato un po’ di consapevolezza di me stessa. Mi mancavano i giorni in cui ero solo un membro del gruppo, quando la supervisora si preoccupava di tutto e io non dovevo assumermi alcuna responsabilità. Sebbene sapessi che tali idee erano sbagliate, non riuscivo a controllare i miei pensieri. In quel momento, una lettera richiedeva una risposta urgente, ma io fissavo il computer, incapace di acquietare il mio cuore. Guardando il tempo che passava, mi sono resa conto che vivere in un tale stato avrebbe influito sul lavoro, così ho pregato rapidamente Dio: “O Dio, vedendo così tanti problemi e deviazioni nel lavoro, sento costantemente il desiderio di tirarmi indietro. So che questo non è in linea con le Tue intenzioni. Ti prego, guidami a comprendere me stessa e a uscire da questo stato sbagliato”.

Dopo aver pregato, ho letto le parole di Dio: “L’assolvimento del suo dovere da parte dell’uomo è, in realtà, la realizzazione di tutto ciò che è a lui intrinseco, vale a dire ciò che gli è possibile fare. È allora che il suo dovere viene adempiuto. I difetti dell’uomo durante il suo servizio si riducono gradualmente attraverso l’esperienza progressiva e il suo sottoporsi a giudizio; non ostacolano né influenzano il suo dovere. Coloro che smettono di servire oppure si arrendono e si tirano indietro per paura che vi siano difetti nel loro servizio sono i più codardi fra gli uomini. Se le persone non sanno esprimere ciò che dovrebbero durante il servizio o conseguire ciò che è intrinsecamente possibile per loro, e invece se la sbrigano, hanno perso la funzione che dovrebbe avere un essere creato. Simili persone sono considerate ‘mediocri’, non sono che rifiuti inutili. Come potrebbero essere definite esseri creati nel vero senso della parola? Non si tratta forse di esseri corrotti che esteriormente brillano ma interiormente sono marci? […] Coloro che non adempiono il loro dovere sono estremamente ribelli contro Dio e Gli devono molto, eppure si voltano e biasimano a gran voce il fatto che Dio abbia torto. Come potrebbe una tale persona essere degna di venire perfezionata? Non è forse questo il preludio all’essere eliminata e punita? Le persone che non compiono il loro dovere dinanzi a Dio sono già colpevoli del crimine più efferato, per il quale perfino la morte è una punizione insufficiente, eppure hanno la sfacciataggine di discutere con Dio e di mettersi a confronto con Lui. Che valore ha rendere perfette simili persone? Quando non compiono il loro dovere, dovrebbero sentirsi in colpa e in debito; dovrebbero odiare la loro debolezza e inutilità, la loro ribellione e corruzione, e inoltre dovrebbero donare la loro vita a Dio. Soltanto allora saranno esseri creati che amano davvero Dio, e solo persone siffatte sarebbero degne di godere delle benedizioni e della promessa di Dio e di essere rese perfette da Lui(La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “La differenza tra il ministero di Dio incarnato e il dovere dell’uomo”). Dio dice che è normale che ci siano deviazioni e difetti nei doveri delle persone e, fintanto che esse li riconoscono e riescono a rimediare in tempo, Egli non le condannerà per questo. Ma, se qualcuno si tira indietro per codardia quando nel suo dovere appaiono deviazioni e difetti o addirittura snocciola un mucchio di ragionamenti contorti e smette di fare il suo dovere, una persona del genere manca di umanità e ragione ed è detestabile per Dio. Se non si pente, alla fine sarà eliminata da Dio. Le Sue parole di giudizio mi hanno trafitto il cuore. Avevo già danneggiato il lavoro non facendolo bene e, ora che i problemi erano stati smascherati, non mi affrettavo a risolverli e a correggere le deviazioni. Al contrario, il mio cuore teneva conto solo dei miei interessi personali, nel timore di essere ritenuta responsabile di aver paralizzato il lavoro, così volevo sbarazzarmi del mio dovere come di una patata bollente. Ero troppo egoista e spregevole! In effetti, i risultati del lavoro basato sui testi erano peggiorati e, quando i leader ne hanno evidenziato i problemi e le deviazioni, mi stavano praticamente insegnando come fare il lavoro. Avrei dovuto riflettere e riassumere questi problemi e queste deviazioni con tutti per far progredire il lavoro. Ma non solo non ho riflettuto e riassunto, né mi sono sentita in colpa e piena di rimprovero per me stessa per non aver fatto bene il mio dovere, ma ho anche ribattuto nel mio cuore, pensando che Dio non mi avesse dato una buona levatura e, nascondendomi dietro il pretesto del fare un passo indietro in favore di qualcuno più capace, ho tentato di sottrarmi al mio dovere. Pensavo persino di avere consapevolezza di me stessa. Ma ora vedo che non si trattava affatto di consapevolezza di me. Stavo solo agendo senza scrupoli e abbandonando il mio dovere! Ho pensato a come i leader avessero sottolineato che non ci concentravamo sul coltivare le persone, il che era un dato di fatto. I fratelli e le sorelle avevano appena iniziato l’addestramento e non afferravano i principi, quindi avremmo dovuto studiare e comunicare insieme, imparando ognuno dai punti di forza degli altri per compensare le nostre debolezze. I leader avevano sottolineato che la qualità dei sermoni che revisionavamo non era buona, e anche questo era un dato di fatto. La mia comprensione della verità era superficiale e non riuscivo a capire a fondo l’essenza dei problemi, quindi mi mancava la forza per risolverli. Il fatto che i leader lo avessero evidenziato era un promemoria per me! Così, ho comunicato rapidamente con i miei fratelli e sorelle riguardo ai problemi che la leader aveva segnalato. Tutti hanno riconosciuto le deviazioni e i difetti nei loro doveri e sono stati disposti a ribaltare le cose. Da quel momento in poi, abbiamo avuto una direzione e un obiettivo nei nostri doveri.

Durante le mie devozioni spirituali, ho continuato a riflettere: “Perché ogni volta che incontro difficoltà e problemi nel mio lavoro, il mio cuore è così turbolento e voglio persino fuggire dal mio dovere?” Ho letto le parole di Dio: “Alcune persone hanno paura di assumersi responsabilità nello svolgimento del loro dovere. Se la chiesa dà loro un lavoro da svolgere, considerano prima di tutto se esso richieda di assumersi delle responsabilità e, in caso affermativo, lo rifiutano. Le loro condizioni per svolgere un dovere sono: primo, che sia un lavoro facile; secondo, che non sia impegnativo né faticoso; terzo, che, qualunque cosa facciano, non si debbano assumere alcuna responsabilità. Questo è l’unico tipo di dovere che assumono. Che tipo di persona è questa? Non è forse una persona viscida e propensa all’inganno? Costoro non vogliono assumersi nemmeno la minima responsabilità. Temono addirittura che le foglie gli rompano il cranio quando cadono dagli alberi. Quale dovere può mai svolgere una persona del genere? Che utilità può avere nella casa di Dio? Il lavoro della casa di Dio ha a che fare con la lotta contro Satana, oltre che con la diffusione del Vangelo del Regno. Quale dovere non comporta responsabilità? Direste che essere un leader comporta delle responsabilità? Le responsabilità dei leader non sono forse ancora più grandi? Ed essi non devono tanto più assumersele? Indipendentemente dal fatto che tu predichi il Vangelo, renda testimonianza, realizzi video e così via, qualunque sia il lavoro che svolgi, fintanto che riguarda le verità principi, comporta delle responsabilità. Se svolgi il tuo dovere senza principi, ciò si ripercuoterà sul lavoro della casa di Dio, e se hai paura di assumerti delle responsabilità, allora non puoi svolgere alcun dovere. Chi teme di assumersi responsabilità nello svolgere il proprio dovere è un codardo oppure vi è un problema in merito alla sua indole? Bisogna saper capire la differenza. In realtà non è una questione di codardia. Se tale persona ricercasse la ricchezza o facesse qualcosa per il proprio interesse, non sarebbe forse molto coraggiosa? Si assumerebbe qualsiasi rischio. Ma quando fa qualcosa per la chiesa, per la casa di Dio, non si assume alcun rischio. Una persona del genere è egoista e ignobile, è la più infida di tutte. Chiunque non si assuma responsabilità nello svolgere il proprio dovere non è minimamente sincero verso Dio, senza parlare della sua lealtà. Che genere di persona osa assumersi responsabilità? Che tipo di persona ha il coraggio di portare un fardello pesante? Una persona che prende l’iniziativa e interviene coraggiosamente nel momento più cruciale del lavoro della casa di Dio, che non teme di assumersi una responsabilità pesante e di sopportare grandi sofferenze quando vede il lavoro più importante e cruciale. Ecco una persona leale verso Dio, un buon soldato di Cristo. Forse chi teme di assumersi responsabilità nel proprio dovere fa così perché non capisce la verità? No; ha un problema di umanità. Non ha alcun senso di giustizia né di responsabilità. È un individuo ignobile ed egoista, non è un sincero credente in Dio, non accetta minimamente la verità. Per questo motivo, non può essere salvato. I credenti in Dio devono pagare un caro prezzo al fine di acquisire la verità e incontreranno molti ostacoli nel praticarla. Dovranno fare delle rinunce, abbandonare i loro interessi della carne e patire della sofferenza. Solo allora saranno in grado di mettere in pratica la verità. Dunque, un individuo che teme di assumersi responsabilità è capace di praticare la verità? Certamente non può praticare la verità, né tanto meno ottenerla. Teme di mettere in pratica la verità, di subire una perdita in merito ai propri interessi; teme di essere umiliato, denigrato e giudicato, non osa mettere in pratica la verità. Di conseguenza, non può acquisirla e, per quanti possano essere i suoi anni di fede in Dio, non può comunque ottenere la Sua salvezza. Coloro che svolgono un dovere nella casa di Dio, devono essere persone che hanno un senso del fardello quando si tratta del lavoro della chiesa, si assumono le proprie responsabilità, sostengono le verità principi, sono capaci di soffrire e di pagarne il prezzo. Se si è carenti in queste aree, si è inadatti a svolgere un dovere e non si possiedono i requisiti per il suo svolgimento. […] Se, ogni volta che ti succede qualcosa, ti proteggi e ti lasci una via di fuga, un’uscita di sicurezza, stai forse mettendo in pratica la verità? Questo non significa mettere in pratica la verità, significa essere subdoli. Adesso svolgi il tuo dovere nella casa di Dio. Qual è il primo principio per svolgere un dovere? È che devi prima di tutto svolgerlo con tutto il tuo cuore, senza lesinare alcuno sforzo, e tutelare gli interessi della casa di Dio. Questa è una verità principio da mettere in pratica. Proteggersi lasciandosi una via di fuga, un’uscita di sicurezza, è il principio della pratica seguito dai non credenti e la loro filosofia più elevata. Tenere in considerazione prima di tutto sé stessi in tutte le cose e collocare i propri interessi davanti a ogni altra cosa, senza pensare agli altri, non avere alcun legame con gli interessi della casa di Dio e con gli interessi degli altri, pensare prima di tutto ai propri interessi e poi pensare a una via di fuga: non è forse ciò che fa un non credente? Proprio così si comporta un non credente. Una persona del genere non è degna di svolgere un dovere(La Parola, Vol. 4: Smascherare gli anticristi, “Tema 8: Vogliono che gli altri si sottomettano solo a loro, non alla verità o a Dio (Parte prima)”). Ho capito dalle parole di Dio che il motivo del grande tumulto nel mio cuore, ogni volta che nel lavoro apparivano deviazioni o difficoltà, era principalmente perché avevo sempre paura di assumermi la responsabilità nel mio dovere; era perché la mia indole egoista e propensa all’inganno stava causando problemi. Di fronte alle riassegnazioni del personale e alle difficoltà e ai problemi del lavoro, il mio primo pensiero era che il lavoro basato sui testi è un lavoro importante della casa di Dio e che, se non fossi stata in grado di farmi carico del dovere di supervisora e avessi ritardato il lavoro, ne sarei stata ritenuta responsabile. Sebbene non osassi abbandonare il mio dovere, in cuor mio sentivo sempre che questo dovere era troppo rischioso. Per non parlare della preoccupazione e della sofferenza, se i risultati del lavoro fossero stati scarsi o se ci fossero state deviazioni o difetti, come minimo sarei stata destituita; se avessi accumulato troppe trasgressioni, non avrei avuto un buon esito né una buona destinazione. A questo pensiero, vedevo tale dovere come un fardello, un peso, e volevo sottrarmici. Non avevo nemmeno alcun desiderio di risolvere i problemi e le difficoltà del lavoro. In qualità di supervisora, avrei dovuto assumermi attivamente la mia responsabilità e ricercare presso la leader in merito a ciò che non capivo. Fintanto che rettificavo le mie intenzioni e facevo del mio meglio, anche se ciò che facevo era insignificante e i risultati alla fine non erano molto buoni, almeno non avrei avuto rimpianti. Ma, quando facevo questo dovere, ciò di cui tenevo conto era come evitare di assumermi la responsabilità. Il mio cuore non era affatto nel mio dovere. Non mostravo alcuna sincerità, men che meno devozione, nei confronti del mio dovere. Ero davvero così egoista e spregevole! La casa di Dio coltiva le persone affinché possano cercare di comprendere i vari aspetti della verità mentre fanno i loro doveri e li svolgono bene. Per le persone, questa è una formazione concreta. Chiunque abbia una comprensione pura farà tesoro del proprio dovere. Ma la mia prospettiva dietro il mio perseguimento era sbagliata. Non volevo assumermi alcuna responsabilità nel mio dovere, volevo solo essere un semplice membro del gruppo che faceva il proprio dovere secondo le regole, aspettando che la supervisora organizzasse tutto. In realtà, sebbene fare il mio dovere in quel modo significasse non assumersi responsabilità, avrei ottenuto meno formazione e meno verità, e la mia vita sarebbe progredita lentamente. Formandomi come supervisora, sebbene abbia incontrato più problemi e difficoltà e la pressione sia stata maggiore, ho anche ottenuto di più. Ho fatto dei progressi nell’afferrare i principi e nel valutare le persone e le cose. Inoltre, nel seguire il lavoro, c’erano alcuni problemi di cui vedevo solo i fenomeni superficiali e non riuscivo ad afferrare il nocciolo della questione, il che mi portava a non essere mai in grado di risolverli. È stato attraverso la guida dei leader che ho scoperto le mie mancanze. Cercando la verità, ho riconosciuto la natura e le conseguenze dei problemi e ho trovato i principi della pratica, risolvendo così i problemi alla radice. Ecco cosa ho guadagnato facendo il dovere di supervisora. Ho anche capito che, a prescindere dal dovere che si svolge nella casa di Dio, bisogna assumersi una parte di responsabilità. Questa responsabilità non è data da nessuna persona, ma viene da Dio. Capito questo, ho preso una risoluzione davanti a Dio: non importa quante difficoltà ci fossero nel lavoro, ero disposta a fare affidamento su di Lui e ad assumermi le mie responsabilità. Non sarei più stata negativa, né sarei fuggita dal mio dovere.

Una volta, ho letto in un articolo di testimonianza esperienziale un passo delle parole di Dio che si adattava molto bene al mio stato. Dio Onnipotente dice: “Alcuni non credono che la casa di Dio tratti le persone in modo equo. Non credono che Dio regni nella Sua casa e che vi regni la verità. Ritengono che, se dovesse sorgere un problema in un qualsiasi dovere una persona faccia, la casa di Dio si occuperà immediatamente di quella persona, privandola della sua idoneità a fare un dovere, mandandola via o addirittura allontanandola dalla chiesa. È davvero così che stanno le cose? Certamente no. La casa di Dio tratta ogni persona secondo le verità principi. Dio è giusto nel Suo modo di trattare ogni persona. Non guarda solo come una persona si comporta in un’unica circostanza; Egli osserva la natura essenza di una persona, le sue intenzioni e il suo atteggiamento. Egli guarda in particolare se una persona, quando commette un errore, sa riflettere su di sé, se prova rimorso, e se riesce a capire a fondo l’essenza del problema in base alle Sue parole, arrivando così a capire la verità, odiare sé stessa e pentirsi veramente. Se qualcuno non ha questo corretto atteggiamento ed è totalmente contaminato dalle intenzioni personali, se è pieno di macchinazioni meschine e rivela solo un’indole corrotta e se, quando sorgono problemi, addirittura ricorre alla finzione, ai sofismi e all’autogiustificazione, e si rifiuta ostinatamente di riconoscere ciò che ha fatto, allora costui non può essere salvato. Non accetta per niente la verità ed è stato completamente rivelato. Coloro che non sono persone giuste e che non riescono minimamente ad accettare la verità, sono essenzialmente miscredenti e possono solo essere eliminati. […] DiteMi: se qualcuno ha commesso un errore ma è giunto a un’autentica comprensione ed è intenzionato a pentirsi, la casa di Dio non gli darebbe forse una possibilità? Mentre il piano di gestione di Dio di seimila anni volge al termine, ci sono tanti doveri da fare. Ma se tu non hai coscienza né ragione e non ti occupi del lavoro che ti spetta, se hai ricevuto l’opportunità di fare un dovere ma non sai farne tesoro e non persegui minimamente la verità, perdendo il momento migliore, allora sarai rivelato. Se sei costantemente superficiale nel fare il tuo dovere e non mostri alcuna sottomissione di fronte alla potatura, la casa di Dio può ancora utilizzarti per farti fare un dovere? Nella casa di Dio è la verità a regnare, non Satana, e Dio ha l’ultima parola su tutto. È Lui che sta compiendo l’opera di salvezza dell’uomo, è Lui che regna sovrano su ogni cosa. Non c’è alcun bisogno che tu analizzi cosa sia giusto e cosa sbagliato; a te spetta solo ascoltare e sottometterti. Di fronte alla potatura, dovresti accettare la verità e correggere i tuoi errori. Se lo fai, la casa di Dio non ti priverà della tua idoneità a fare un dovere. Se hai sempre paura di essere eliminato, se ti giustifichi sempre, se usi sempre sofismi per difenderti, questo è un problema. Gli altri vedranno che non accetti minimamente la verità e che sei completamente irragionevole. Questo significa guai e la chiesa dovrà gestirti. Non accetti affatto la verità nel fare il tuo dovere e hai sempre paura di essere rivelato ed eliminato. Questa tua paura è contaminata da intenzioni umane; in questa paura vi è un’indole satanica corrotta, nonché sospetto, diffidenza e incomprensione. Una persona non dovrebbe avere nessuno di questi atteggiamenti(La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Parte terza”). Riflettendo sulle parole di Dio, ho pensato a come, quando mi accadevano le cose, fossi sempre sulla difensiva e fraintendessi Dio, timorosa di essere rivelata ed eliminata. Questo perché non avevo alcuna conoscenza della giusta indole di Dio. Pensavo di aver commesso una grave trasgressione in passato e che, se non avessi svolto bene il mio dovere e avessi arrecato disturbo e danno al lavoro della chiesa, avrei commesso molte altre trasgressioni e, se fossero state gravi, sarei stata eliminata. In realtà, se avessi fatto il mio dovere con tutto il cuore e tutte le mie forze, ma fossi stata incompetente a causa della mia scarsa levatura, la casa di Dio mi avrebbe riassegnata a un dovere adatto alla mia levatura e non mi avrebbe eliminata per questo motivo. Saranno eliminate solo le persone che intralciano e disturbano intenzionalmente il lavoro della chiesa e si rifiutano di pentirsi, a prescindere da quante condivisioni ricevano. È proprio come la supervisora precedente. Aveva violato intenzionalmente i principi e causato intralci e disturbi per amore della propria fama e del proprio prestigio. In quel periodo, la leader aveva condiviso con lei e l’aveva aiutata, ma lei non si era pentita, e alla fine era stata destituita ed eliminata. La casa di Dio ha dei principi nel trattare le persone. Gestisce le trasgressioni in base al diverso background e alla diversa situazione di ciascuno, e non adotta un approccio unico per tutti. I molti problemi emersi nello svolgimento del mio dovere, che hanno influito sul progresso del lavoro, erano dovuti principalmente al fatto che mi stavo formando da poco tempo. Non avevo una direzione o un cammino su come svolgere bene il lavoro e a volte non riuscivo ad afferrare i punti chiave. Non volevo intenzionalmente intralciare o disturbare. Quando ho riconosciuto le mie deviazioni e le ho corrette in tempo, la casa di Dio mi ha comunque dato l’opportunità di formarmi, e anche i leader mi hanno guidata su come svolgere un lavoro concreto. Non avrei dovuto essere sulla difensiva o fraintendere Dio. Non avevo alcuna conoscenza della giusta indole di Dio e vivevo sulla difensiva e nel fraintendimento nei Suoi confronti. Il mio stesso accesso alla vita subiva delle perdite, e ciò influiva anche sul mio dovere. Queste erano tutte conseguenze del mio non aver cercato la verità.

In un batter d’occhio, è arrivato ottobre. A causa degli arresti del PCC, i vari elementi del lavoro della chiesa sono stati ostacolati e i risultati sono nuovamente calati. Anche i miei fratelli e le mie sorelle vivevano generalmente in mezzo alle difficoltà. Questa volta, non mi sono tirata indietro né sono diventata negativa come prima, ma ho discusso con la sorella con cui collaboravo su come risolvere i problemi esistenti. In quel momento, anche i leader hanno evidenziato alcune deviazioni nel nostro lavoro e hanno condiviso su alcuni percorsi di pratica. Leggendo la lettera dei leader, non ho potuto fare a meno di pensare: “E se il lavoro non dovesse ancora ingranare dopo questo? Se il lavoro viene ritardato, non sarò in grado di sopportare questa responsabilità!” Mi sono resa conto che stavo di nuovo pensando a proteggere me stessa, così ho pregato e cercato. Ho letto le parole di Dio: “Quali sono le manifestazioni di una persona onesta? Innanzitutto, non avere dubbi sulle parole di Dio. Questa è una delle manifestazioni di una persona onesta. A parte questo, la manifestazione più importante è la ricerca e pratica della verità in tutte le questioni: ciò è fondamentale. Tu affermi di essere onesto, ma releghi sempre le parole di Dio in un angolo della mente e fai semplicemente quello che vuoi. Questa è forse la manifestazione di una persona onesta? Dici: ‘Anche se la mia levatura è scarsa, possiedo un cuore onesto’. Eppure, quando un dovere spetta a te, hai paura di soffrire e di assumerti la responsabilità in caso tu non lo svolga bene, così accampi delle scuse per eludere il tuo dovere o suggerisci che lo svolga qualcun altro. Questa è la manifestazione di una persona onesta? Chiaramente no. Come deve comportarsi, allora, una persona onesta? Dovrebbe sottomettersi alle disposizioni di Dio, essere devota al dovere che è tenuta a svolgere e sforzarsi di soddisfare le intenzioni di Dio. Questo si manifesta in diversi modi: uno di questi è accettare il tuo dovere con cuore onesto, senza considerare i tuoi interessi per la carne, senza esitazione né tramare per il tuo tornaconto. Queste sono manifestazioni di onestà. Un altro è mettere tutto il tuo cuore e le tue forze nello svolgere bene il tuo dovere, facendo le cose in modo corretto e mettendo il cuore e l’amore nel tuo dovere al fine di soddisfare Dio. Queste sono le manifestazioni che una persona onesta dovrebbe avere nello svolgere il proprio dovere(La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Parte terza”). Dalle parole di Dio, ho capito che, nel fare il suo dovere, una persona onesta non trama per sé stessa né tiene conto dei propri interessi, ma mostra considerazione per le intenzioni di Dio e fa il suo dovere con tutto il cuore e tutte le sue forze. Dovrei praticare secondo le parole di Dio ed essere una persona onesta. Ora il gran dragone rosso sta tirando le cuoia e arresta freneticamente fratelli e sorelle. Il suo scopo è disturbare il lavoro della chiesa. È proprio in questo momento che dovrei intensificare la mia collaborazione e lavorare con tutti per svolgere bene i nostri doveri. Così, mi sono nutrita delle parole di Dio insieme alla sorella con cui collaboravo, cercando un modo per risolvere le difficoltà immediate. Abbiamo anche riferito i nostri prossimi piani di lavoro ai leader, e poi abbiamo condiviso separatamente con i nostri fratelli e sorelle, risolvendo in maniera concreta le difficoltà e i problemi del lavoro. Dopo un certo periodo, il lavoro basato sui testi è gradualmente migliorato. Nel processo di collaborazione concreta di tutti, abbiamo visto la benedizione e la guida di Dio. I risultati del lavoro sono migliorati sempre di più e siamo stati tutti molto grati a Dio.

Prima, sentivo sempre che la mia levatura non era buona e che non potevo svolgere il dovere di supervisora, e che solo chi aveva una buona levatura poteva fare questo lavoro. I fatti hanno dimostrato che il mio punto di vista era sbagliato. Ho letto le parole di Dio: “Chi avrebbe potuto arrivare al punto in cui si trova oggi, se non avesse avuto l’opera dello Spirito Santo o la protezione di Dio? Quale aspetto del lavoro avrebbe potuto essere sviluppato fino al punto in cui è oggi? Costoro pensano forse di trovarsi nel mondo secolare? Se un qualsiasi gruppo del mondo secolare perdesse la tutela da parte di una squadra di individui talentuosi o dotati, non sarebbe in grado di portare a termine le proprie imprese. Il lavoro della casa di Dio è diverso. È Dio che lo tutela, lo conduce e lo guida. Non pensiate che il lavoro della casa di Dio dipenda da un singolo individuo qualsiasi. È impossibile e nessuno potrebbe riuscirci. Nel caso in cui qualcuno ci creda davvero, si tratta di un punto di vista assurdo; è il punto di vista di un miscredente(La Parola, Vol. 6: Riguardo al perseguimento della verità, “Come perseguire la verità (18)”). “Indipendentemente dal fatto che la tua levatura sia alta o bassa e a prescindere da quanto talento tu abbia, se la tua indole corrotta non viene eliminata, allora non importa in quale posizione ti trovi: non sarai adatto a essere utilizzato. Se, invece, la tua levatura e le tue capacità sono limitate ma comprendi varie verità principi, tra cui le verità principi che dovresti comprendere e cogliere nell’ambito del tuo lavoro, e la tua indole corrotta è stata eliminata, allora sarai una persona adatta a essere utilizzata(La Parola, Vol. 7: Riguardo al perseguimento della verità, “Come perseguire la verità (3)”). Confrontandomi con le parole di Dio, ho visto che ero cieca e ignorante, e ciò che avevo rivelato era il punto di vista di una miscredente. In realtà, il lavoro della casa di Dio non è qualcosa che si possa svolgere bene facendo affidamento sulla levatura o sui doni di una singola persona. In superficie, sono le persone a svolgere il lavoro della casa di Dio, ma in realtà è Dio che lo compie. È lo Spirito Santo che guida e sostiene. Non importa se la levatura di una persona sia buona o cattiva, fintanto che essa ha un cuore semplice e onesto, è disposta a cercare le verità principi quando le accadono le cose, non vive secondo la sua indole corrotta ed è devota nei suoi doveri, allora Dio la benedirà e la guiderà, e potrà ottenere dei risultati nei suoi doveri. Ho anche visto che, sebbene la mia levatura fosse nella media, quando tutti abbiamo collaborato e svolto i nostri doveri con un solo cuore e una sola mente, abbiamo ottenuto buoni risultati. Questa è stata tutta la guida di Dio; è stato Lui a sostenere la Sua stessa opera. Grazie a Dio Onnipotente!

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