Cosa c’è veramente dietro il lavoro fatto male

17 Gennaio 2023

Qualche tempo fa, la sorella che revisiona i video mi ha fatto notare che la qualità di quelli realizzati ultimamente non era un granché, e vi aveva trovato molti problemi. Mi aveva detto che se, fossi stata più attenta lavorando ai video, avrei potuto accorgermene, e quindi non avrebbero avuto bisogno di correzione. Mi aveva detto di essere più accurata e attenta nello svolgere il mio lavoro. Le ho risposto di sì, ma tra me e me pensavo: “Non sono sicura che si tratti di problemi sostanziali. A che servirebbe sprecare il mio tempo e le mie energie per correggere qualche errore da nulla? Sarebbe proprio improduttivo. Le mie competenze sono già limitate, e ora per sistemare questi problemi dovrei fare delle ricerche senza nessuna garanzia di risolverli, e quindi perché provare? Inoltre, ho ancora così tanti video da realizzare, dove troverò il tempo di risolvere tutti i problemi alla perfezione? Voi siete più esperte e molto più brave nell’accorgervi dei problemi, non posso risolverli quando voi li individuate? Non è poi un gran problema”. E così ho ignorato gli avertimenti della sorella. Dopo questo episodio, ogni volta che incontravo un problema che non sapevo come risolvere, non avevo voglia di sprecare tempo o energie per pensarci su o per ricercare i principi. Li lasciavo sempre da risolvere alla sorella incaricata delle revisioni. A volte, mi sono sentita un po’ a disagio: “Sono forse superficiale nello svolgere il mio lavoro così?” Ma subito mettevo a tacere la mia coscienza e i suoi rimproveri con delle scuse: “Faccio così per far andare avanti il lavoro. Se mi mancano delle competenze, lascerò che siano gli altri a darci un’occhiata. Non voglio cincischiare e sprecare il mio tempo inutilmente su questi problemi”. Dopodiché, la sorella incaricata delle revisioni continuava a dirmi che i miei video non erano rifiniti e avevano molte imperfezioni. Al sentire questa osservazione, io mi limitavo a rispondere sì, tanto per dire. Nel profondo non l’avevo veramente accettata.

Solo quando la capogruppo ha esplicitamente detto: “Ci sono troppi problemi con i tuoi video, non risolvi quelli che sei chiaramente in grado di risolvere, ma ti limiti a trasferire il lavoro alla sorella che fa la revisione. Sei negligente e irresponsabile nel compiere il tuo lavoro. Di solito non ci si impiega molto a revisionare un video, ma dato che il tuo lavoro è così inaccurato e tu non risolvi neanche i problemi davvero evidenti, serve il doppio del tempo o anche di più per revisionare i tuoi video. Non pensi che sia un fastidio?” La capogruppo ha continuato a condividere: “Per far bene un lavoro devi essere attenta e meticolosa e cercare di fare del tuo meglio nell’assolvere il tuo dovere. Se tutti siamo irresponsabili e scarichiamo ogni problema su qualcun altro, gli mettiamo pressione e ritardiamo l’avanzamento complessivo del lavoro”. All’inizio ho cercato ancora di accampare delle scuse, ma dentro di me ho capito che le osservazioni della capogruppo erano permesse da Dio. Ho pensato a quante volte la sorella che revisiona i video mi aveva avvertito, ma non l’avevo mai presa sul serio. Questo tipo di atteggiamento negligente da parte mia era davvero un problema.

Più tardi, ho letto una testimonianza, e alcuni brani della parola di Dio che vi erano citati mi hanno davvero commossa. Dio Onnipotente dice: “Che cosa significa essere nauseati dalla verità? È quando le persone sono disinteressate a qualsiasi cosa abbia a che fare con ciò che è positivo, con la verità, con ciò che Dio chiede e con la Sua volontà; a volte, le persone hanno un’avversione per tutto questo, altre volte sono distaccate, altre volte ancora hanno verso tutto ciò un atteggiamento di irriverenza e indifferenza e lo trattano come se fosse poco importante, non sono sincere e agiscono in modo superficiale al riguardo, oppure non se ne assumono alcuna responsabilità” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Solo la conoscenza dei sei tipi di indole corrotta è vera conoscenza di sé”). “Dio non odia le persone di scarsa levatura, non odia la loro stupidità, non odia il fatto che esse abbiano un’indole corrotta. Cos’è che Dio detesta di più nelle persone? Quando sono nauseate dalla verità. Se sei nauseato dalla verità, allora già per questo semplice fatto Dio non sarà mai soddisfatto di te. Ciò è incontrovertibile. Se sei nauseato dalla verità invece di amarla, se il tuo atteggiamento nei confronti della verità è incurante, sprezzante e orgoglioso, o se provi persino repulsione, resistenza e avversione, se hai tutti questi atteggiamenti, allora Dio ti disprezza completamente e tu sei morto e sepolto, oltre ogni possibilità di salvezza. Se nel tuo cuore ami realmente la verità, ma hai una levatura piuttosto scarsa, manchi di intuito e sei un po’ stolto; se a volte commetti degli errori, ma non intendi compiere il male e hai semplicemente commesso qualche stoltezza; se nel cuore sei disposto ad ascoltare la comunione di Dio sulla verità e desideri la verità con il cuore; e se l’atteggiamento che assumi nel trattare la verità e le parole di Dio è di sincerità e desiderio, e sei in grado di fare tesoro delle parole di Dio e di averle a cuore, questo è sufficiente. A Dio piacciono queste persone. Anche se a volte sei un po’ stolto, a Dio piaci comunque. Dio ama il tuo cuore, il quale anela alla verità, e ama il tuo atteggiamento sincero verso la verità. Perciò, Dio ha misericordia di te e ti mostra sempre il Suo favore. Non considera la tua scarsa levatura o la tua stoltezza, né considera le tue trasgressioni. Poiché il tuo atteggiamento verso la verità è autentico e assetato e il tuo cuore è sincero, allora, dato che ciò che Dio considera importante sono il tuo cuore e il tuo atteggiamento, Egli sarà sempre misericordioso verso di te e lo Spirito Santo opererà in te, e tu avrai speranza di salvezza. Al contrario, se sei duro di cuore e indulgente con te stesso, se sei nauseato dalla verità e non sei mai attento alle parole di Dio e a tutto ciò che riguarda la verità, e ti dimostri ostile e sprezzante dal profondo del cuore, quale sarà allora l’atteggiamento di Dio verso di te? Sarà un atteggiamento di disgusto, repulsione e ira incessante” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Per adempiere bene il proprio dovere, è fondamentale capire la verità”). Quando ho letto le parole di Dio ho capito perché in linea di principio riconoscevo di essere disattenta e negligente nel mio dovere, ma non lo prendevo sul serio. Il punto è che provavo disgusto per la verità e avevo un’indole ostinata. La sorella mi aveva avvertita diverse volte che i miei video non erano rifiniti e che dovevo stare più attenta. Era una buona cosa; e mi stava aiutando. A parole, riconoscevo ciò che mi diceva, ma non lo prendevo mai a cuore. Nella mia testa, continuavo a inventarmi delle scuse. Questo atteggiamento irrispettoso mostrava che avevo disgusto della verità, e ciò era ripugnante per Dio. Se avessi continuato a trattare le persone e le cose intorno a me con questo atteggiamento irrispettoso e sprezzante, indipendentemente da quante volte la gente avrebbe cercato di avvertirmi o aiutarmi, non sarei cresciuta e non ne avrei ottenuto nulla. Le parole di Dio sono molto chiare. L’ignoranza, la scarsa levatura e l’indole corrotta non sono malattie mortali, ma se hai un cuore ostinato, provi disgusto per la verità, affronti le situazioni disposte da Dio con un atteggiamento irrispettoso e ostile, e non cerchi la verità o non impari le lezioni, non c’è modo che tu raggiunga la verità o che venga salvato da Dio. Se non mi fossi pentita e non avessi corretto i miei comportamenti, non solo avrei compiuto male il mio dovere, ma alla fine Dio mi avrebbe scacciata. Solo quando mi sono resa conto di queste cose ho avuto paura. Non potevo più avere quell’atteggiamento negligente nel mio dovere. Dovevo affrettarmi, riflettere su me stessa e pentirmi davanti a Dio. In quei pochi giorni, ho spesso pregato Dio, chiedendGli di illuminarmi e di aiutarmi a conoscere me stessa. Mi sono consapevolmente nutrita delle parole di Dio su questo argomento.

Un giorno, ho letto queste parole di Dio. “La verità è che non è molto difficile compiere bene il proprio dovere. Si tratta solo di avere coscienza e ragione, di essere retti e diligenti. Ci sono molti non credenti che lavorano seriamente e, di conseguenza, hanno successo. Essi non sanno nulla dei principi della verità, perciò come possono ottenere tali risultati? È perché sono ponderati e diligenti, quindi sanno lavorare con serietà, essere meticolosi e portare a termine le cose facilmente. Nessun dovere della casa di Dio è molto difficile. Fintanto che ci metti tutto il cuore e fai del tuo meglio, puoi svolgere un buon lavoro. Se non sei retto e non sei diligente in tutto ciò che fai, se cerchi sempre di risparmiarti seccature, se sei superficiale e approssimativo in tutto, se non svolgi bene il tuo dovere, crei confusione e quindi arrechi danno alla casa di Dio, allora significa che stai facendo il male, e questa diventerà una trasgressione che disgusta Dio. Durante i momenti cruciali della diffusione del Vangelo, se non ottieni buoni risultati nel tuo dovere e non hai un ruolo positivo, o se causi intralci e disordini, naturalmente disgusterai Dio, sarai scacciato e perderai la tua possibilità di salvezza. Sarà un eterno rimpianto per te! Dio che ti esalta perché hai svolto il tuo dovere è la tua unica possibilità di salvezza. Se sei irresponsabile, se ti occupi del tuo dovere con leggerezza e approssimazione, è con questo atteggiamento che stai trattando la verità e Dio. Se non sei minimamente sincero o obbediente, come puoi ottenere la salvezza di Dio? Il tempo è preziosissimo in questo momento; ogni giorno e ogni secondo sono cruciali. Se non persegui la verità, se non ti concentri sull’ingresso nella vita, e se sei approssimativo e inganni Dio nel tuo dovere, questo è davvero irragionevole e pericoloso! Non appena susciterai il disgusto di Dio e sarai scacciato, lo Spirito Santo non opererà più in te, e da ciò non si può tornare indietro” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Parte terza”). “Che tipo di persona viene salvato da Dio? Si potrebbe dire che tutti coloro che Dio salva hanno coscienza e ragione e sanno accettare la verità, poiché solo chi ha coscienza e ragione è in grado di accettare e amare la verità e, dal momento che comprende la verità, allora può praticarla. Le persone incoscienti e irragionevoli sono quelle che mancano di umanità; colloquialmente, diciamo che mancano di virtù. Qual è la natura della mancanza di virtù? È una natura senza umanità, indegna di essere definita umana. Come dice il proverbio, può mancarti tutto ma non la virtù; senza di essa, sei finito e non sei più umano. Guarda quei demoni e quei re diabolici che fanno del loro meglio per ribellarsi contro Dio e danneggiare il Suo popolo eletto. Non mancano forse di virtù? Già, proprio così” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Parte terza”). Anche se in passato avevo già letto questi brani della parola di Dio, non ci avevo mai riflettuto su seriamente. Rileggendoli, mi hanno davvero colpita. Sì, Dio non mi chiede poi così tanto, né mi spinge oltre le mie capacità. Dio non Si aspetta da me che realizzi dei video assolutamente impeccabili, ma solo che io sia diligente, meticolosa e che faccia del mio meglio. Anche se le mie capacità sono limitate e ci sono dei problemi che davvero non riesco ad affrontare, se faccio semplicemente del mio meglio, ho adempiuto alla mia responsabilità. E invece cosa facevo? C’erano alcuni problemi che avrei potuto chiaramente affrontare. Mi sarebbe bastato pensarci seriamente e spendere un po’ di tempo per risolverli, ma io non volevo impegnarmi. Per risparmiarmi il fastidio, scaricavo il lavoro sugli altri. In questo modo evitavo sofferenze e fastidi e mi trovavo conmunque il lavoro fatto. Ero davvero bravissima a fare la superficiale e a prendermela comoda. In apparenza, avevo realizzato un certo numero di video lavorando in modo efficiente, ma in realtà erano gli altri che facevano lo sforzo di risolvere i problemi. Io, nel frattempo, oziavo. Ero veramente quel tipo di persona che Dio ha descritto come mancante di virtù e di umanità. Ufficialmente, ero stata io a fare quei video, ma in realtà non sapevo quanto tempo ci avessero dovuto dedicare gli altri. Dovrebbe volerci solo un’ora per controllare un video, ma alle altre persone ci voleva il doppio, se non di più, per controllare i miei. Gli altri erano già presi dai propri doveri, e io ho aggiunto loro tanto lavoro in più e rallentato l’avanzamento del lavoro collettivo. Quello che stavo facendo era danneggiare gravemente gli altri per favorire me stessa. La sorella mi aveva richiamata più volte a prendere il mio dovere più seriamente ed essere più accurata, ma non l’avevo mai presa sul serio, anzi, avevo trovato delle scuse per il mio comportamento superficiale. Dicevo che mi stavo comportando così a vantaggio della produttività e dell’efficienza sul lavoro. Ero proprio un’irresponsabile! C’erano, in effetti, alcuni problemi che non ero abbastanza competente da risolvere, ma avrei potuto discuterne con i fratelli e le sorelle e, in questo modo, sistemarne una parte. Così non avrei scaricato tutti i miei problemi sugli altri. Ma non ero disposta nemmeno a pagare quel prezzo: ero proprio priva l’umanità! In seguito, ho letto altre parole di Dio: “Qualunque sia il lavoro o il dovere che svolgono, alcuni non sono in grado di eseguirlo, non ne sono all’altezza, non sono in grado di adempiere a nessuno degli obblighi o delle responsabilità che spettano alle persone. Non sono forse spazzatura? Sono ancora degni di essere definiti persone? A eccezione degli ingenui, di coloro che sono affetti da handicap mentali e di coloro che soffrono di menomazioni fisiche, esiste forse qualcuno che non debba svolgere i propri doveri e adempiere alle proprie responsabilità? Invece, simili persone non fanno che comportarsi subdolamente e giocare sporco, non vogliono adempiere alle proprie responsabilità; l’implicazione è che non vogliono comportarsi come persone degne di questo nome. Dio ha dato loro levatura e doni, ha dato loro l’opportunità di essere umani, eppure non sono in grado di farne uso nell’adempiere al loro dovere. Non fanno nulla, ma vogliono godere di ogni cosa. Una persona del genere è forse degna di essere definita umana? Indipendentemente dal lavoro che le viene affidato, che sia importante o comune, difficile o semplice, è sempre negligente e superficiale, sempre pigra e subdola. Quando emergono dei problemi, le persone di questo tipo cercano di scaricare la responsabilità su qualcun altro; non si assumono alcuna responsabilità, e vogliono solo continuare a vivere le loro vite da parassiti. Non sono forse spazzatura inutile? Nella società, chi non deve fare affidamento su se stesso per sopravvivere? Una volta cresciuta, una persona deve provvedere a se stessa. I suoi genitori hanno adempiuto alla loro responsabilità. Anche se i genitori fossero disposti a mantenerla, questa persona non si sentirebbe a proprio agio e dovrebbe essere in grado di riconoscere: ‘I miei genitori hanno terminato il loro compito di crescere i figli. Sono un adulto e sono in salute: dovrei essere in grado di vivere in modo indipendente’. Non è questo il minimo del senno che un adulto dovrebbe possedere? Se una persona fosse davvero dotata di senno, non potrebbe continuare a scroccare ai genitori: avrebbe paura di essere derisa degli altri, di essere svergognata. Quindi, i fannulloni hanno forse senno? (No.) Pretendono sempre qualcosa senza offrire nulla in cambio, non vogliono mai assumersi alcuna responsabilità, vanno in cerca di un pranzo gratuito, vogliono tre pasti completi al giorno, che qualcuno li serva e che il cibo sia delizioso, e tutto questo senza svolgere alcun lavoro. Questa non è forse la mentalità di un parassita? E coloro che sono dei parassiti possiedono forse coscienza e senno? Hanno dignità e integrità? Assolutamente no; sono tutti scrocconi buoni a nulla, bestie senza coscienza né ragione. Nessuno di loro è degno di rimanere nella casa di Dio” (La Parola, Vol. 5: Le responsabilità di leader e lavoratori). Dopo aver letto le parole di Dio il mio viso è avvampato. Nella vita, ogni persona ha delle responsabilità, un compito da svolgere. Se non siamo neanche capaci di prenderci le nostre responsabilità, siamo davvero dei buoni a nulla, delle persone inutili. E io non ero proprio così? Ero responsabile di produrre quei video, e avrei dovuto fare del mio meglio per realizzarli adeguatamente. Era una mia responsabilità. Non potevo lavorarci senza impegnarmi solo perché c’era qualcuno che li revisionava. Così facendo mi dimostravo trascurata, me la prendevo comoda, tentavo di sottrarmi alle mie responsabilità, cercando delle scuse per scaricare le mie responsabilità sugli altri. Mi sono chiesta: “Ho scaricato queste responsabilità sugli altri, e allora che ruolo sto svolgendo, in realtà? Ho sempre avuto levatura ordinaria e competenze limitate. Se non lavoro sodo e non voglio pagare un prezzo, allora come posso svolgere il mio compito adeguatamente?” In tutti quegli anni di fede in Dio, avevo ricevuto da Lui davvero molta grazia. Ora, non eseguivo neanche adeguatamente i compiti di cui ero capace, non avevo né coscienza né senno, ero del tutto priva di umanità! Le persone che hanno umanità, che hanno carattere, sanno di dover tener conto della volontà di Dio, compiere bene i loro doveri e ripagarLo del Suo amore. Anche se non capiscono molto della verità e non sono in grado di fare un lavoro eccellente, almeno possono adempiere ai propri obblighi, e compiere seriamente la loro funzione di creature di Dio. Mentre io, per evitare fastidi, ero superficiale nel mio dovere. Del resto, il lavoro non era poi veramente difficile, ma cercavo ogni scusa per battere la fiacca. In effetti ero una persona viscida, senza dignità, né integrità. Riflettere su queste cose mi ha colmata di rimorso, e volevo smettere di essere così superficiale. Desideravo soltanto compiere il mio dovere con attenzione e adempiere le mie responsabilità.

Poi, ho letto alcune delle parole di Dio. “Ci sono persone che non sono affatto disposte a soffrire nei loro doveri, che non fanno che lamentarsi ogni volta che affrontano un problema e si rifiutano di pagare un prezzo. Che tipo di atteggiamento è questo? Un atteggiamento superficiale. Qual è il risultato del compiere il proprio dovere in maniera superficiale e del prenderlo sottogamba? È che compirai il tuo dovere in maniera scadente, anche se saresti in grado di svolgerlo bene: non avrai fatto le cose come si deve, e Dio non sarà soddisfatto del tuo atteggiamento nei confronti del dovere. Se avessi saputo pregare Dio, ricercare la verità e metterci tutto il tuo cuore e la tua mente, se fossi stato capace di tale cooperazione, allora Dio avrebbe preparato per te tutto in anticipo, in modo che ogni cosa sarebbe andata al suo posto quando l’avessi fatta, e i risultati sarebbero stati buoni. Non ti serve esercitare un grande sforzo; quando non ti risparmi nel collaborare, Dio avrà già disposto tutto per te. Se sei scaltro e infido, se sei indifferente verso il tuo dovere e vai sempre fuori strada, allora Dio non farà nulla; perderai l’occasione, e Dio dirà: ‘Non ne sei capace; sei inutile. Fatti da parte. Ti piace essere scaltro e infido, vero? Ti piace essere pigro, prendertela comoda, non è così? Bene, allora prenditela comoda per l’eternità!’ Dio offrirà questa grazia e questa occasione a qualcun altro. Che dite: è una perdita o un guadagno? (Una perdita.) È una perdita enorme!” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Parte terza”). Quando, durante la realizzazione dei video, incontravo delle difficoltà e mi sentivo insicura, se fossi stata diligente e avessi pagato un prezzo, se avessi pregato e cercato, Dio mi avrebbe illuminata e condotta a comprendere il nucleo del problema. E quindi avrei saputo svolgere meglio il mio compito e rimediare alle mie mancanze. Avrei conseguito guadagni e progressi sia nelle mie competenze che nel mio ingresso nella vita. Ho pensato al fatto che, quando incontravo un problema, cercavo subito di scaricarlo sugli altri. In fin dei conti, ne avrebbero guadagnato qualcosa, ricercando e riflettendo, avrebbero continuato a migliorare nei doveri e a progredire nella vita, mentre io stavo solo portando a termine gli incarichi, senza ricavarne nulla. Non mi stavo comportando da sciocca? Alla fine, sono stata io a perderci. Inoltre, Dio prova odio e disgusto per l’atteggiamento con cui ho affrontato il mio dovere, per questo non mi illuminava e guidava. A causa di ciò, ero cieca e non riuscivo a discernere i problemi. Se non mi fossi pentita, non solo la mia indole di vita non sarebbe cambiata, ma non avrei mai fatto progressi nei miei doveri. Se nessuno avesse revisionato e controllato il mio lavoro e io l’avessi svolto male, questo non mi avrebbe forse resa una buona a nulla? Dopo aver considerato tutto questo ho capito che essendo superficiale e battendo la fiacca non stavo solo ingannando Dio e ritardando il lavoro della chiesa, ma stavo anche ingannando e rovinando me stessa. Questo pensiero mi ha resa molto infelice. Volevo solo fare il mio dovere con attenzione e adempiere le mie responsabilità in futuro, e non cercare più scuse per battere la fiacca o essere superficiale. In seguito, ho letto la parola di Dio. “Quando si possiede un’indole corrotta, si è spesso superficiali e negligenti nel compiere il proprio dovere. Questo è uno dei problemi più gravi in assoluto. Per svolgere il loro dovere in modo appropriato, le persone devono prima affrontare questo problema riguardante la superficialità e la negligenza. Fintanto che avranno un tale atteggiamento di superficialità e negligenza, non saranno in grado di compiere il loro dovere in modo adeguato, il che significa che risolvere tale problema è di estrema importanza. Quindi, in che modo dovrebbero praticare? In primo luogo, devono risolvere il problema del loro approccio mentale; devono affrontare il loro dovere correttamente, e fare le cose con serietà e senso di responsabilità, senza essere ingannevoli o superficiali. Si compie il proprio dovere per Dio, non per una persona, chiunque essa sia; se si è in grado di accettare l’esame di Dio, si avrà lo stato mentale corretto. Inoltre, dopo aver fatto una cosa, le persone devono esaminarla e riflettere su di essa, e se nutrono in cuor loro dei dubbi, e dopo attenta analisi scoprono che sussiste davvero un problema, allora devono apportare dei cambiamenti; una volta operati questi cambiamenti, non avranno più alcun dubbio nel cuore. Quando si hanno dubbi, è la prova che c’è un problema, e si devono esaminare scrupolosamente le azioni che si sono compiute, specialmente nelle fasi cruciali. Questo è un atteggiamento responsabile nei confronti del compimento del proprio dovere. Quando si sa essere seri, ci si assume le responsabilità e si mette tutto il proprio cuore e la propria forza, il lavoro sarà eseguito adeguatamente. Talvolta, non hai lo stato mentale corretto e non riesci a trovare o a scoprire un errore evidente. Se fossi nel giusto stato mentale, allora, con l’illuminazione e la guida dello Spirito Santo, sapresti individuare la questione. Se lo Spirito Santo ti guidasse e ti conferisse consapevolezza, consentendoti di percepire la chiarezza nel cuore e di sapere dove sia l’errore, saresti in grado di correggere la deviazione e di lottare per la verità. Se ti trovassi nello stato mentale sbagliato e fossi distratto e disattento, saresti in grado di notare l’errore? Non lo noteresti. Questo cosa dimostra? Questo dimostra che, per compiere bene il loro dovere, è molto importante che le persone cooperino; la loro disposizione d’animo è molto importante, così come lo è dove indirizzano i loro pensieri e idee. Dio scruta e riesce a vedere in che stato mentale le persone si trovino nell’adempimento dei loro doveri, e quanta energia vi dedichino. È fondamentale che gli uomini mettano tutto il loro cuore e tutta la loro forza in ciò che fanno. La collaborazione è fondamentale. Sforzarsi di non avere rimpianti riguardo ai doveri che si sono portati a termine e alle proprie azioni passate e arrivare dove non si deve nulla a Dio: è questo che significa dare tutto il proprio cuore e tutta la propria forza” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Parte terza”). “Supponiamo che la chiesa ti affidi un lavoro da svolgere, e tu dica: ‘Che il lavoro sia un’occasione per distinguermi o no, siccome è stato affidato a me, lo farò bene. Mi prenderò questa responsabilità. Se vengo assegnato all’accoglienza, darò tutto me stesso per eseguire bene quel lavoro; mi occuperò bene di fratelli e sorelle e farò del mio meglio per garantire la scurezza di tutti. Se vengo assegnato a diffondere il Vangelo, mi doterò della verità e diffonderò il Vangelo con amore ed eseguirò bene il mio dovere. Se mi viene assegnato di imparare una lingua straniera, studierò con diligenza e mi impegnerò molto per impararla bene il più velocemente possibile, entro un anno o due, così da poter testimoniare Dio agli stranieri. Se mi viene chiesto di scrivere articoli di testimonianza, mi formerò con coscienza per farlo e valuterò le cose in conformità ai principi della verità; imparerò che linguaggio usare e, sebbene potrei non essere in grado di scrivere articoli con una bella prosa, sarò almeno in grado di comunicare con chiarezza le mie esperienze e testimonianze, di condividere in maniera comprensibile sulla verità e di rendere autentica testimonianza di Dio, in modo che, quando le persone leggeranno i miei articoli, ne saranno edificate e ne trarranno beneficio. Qualsiasi lavoro mi assegni la chiesa, lo accoglierò con tutto il mio cuore e la mia forza. Se ci sarà qualcosa che non capisco o un problema, pregherò Dio, cercherò la verità, capirò i principi della verità e farò le cose per bene. Qualsiasi sia il mio dovere, userò tutto quello che ho per svolgerlo bene e soddisfare Dio. Per tutto quello che posso ottenere, farò del mio meglio per prendermene tutta la responsabilità che devo sostenere, e quantomeno non andrò contro la mia coscienza e ragione, né sarò negligente o sbrigativo, o furbo e assente, né godrò dei frutti della fatica altrui. Niente di quello che farò sarà al di sotto degli standard della coscienza’. Questo è lo standard minimo del comportamento umano, e chi compie il proprio dovere in tale modo può definirsi una persona coscienziosa e ragionevole. Devi almeno avere una coscienza pulita nel compiere il tuo dovere, e devi almeno sentire che ti sei guadagnato i tuoi tre pasti al giorno e non stai mangiando a sbafo. Questo si chiama senso di responsabilità. Che la tua levatura sia elevata o scarsa, e che tu capisca o no la verità, devi avere questo atteggiamento: ‘Visto che mi è stato assegnato questo lavoro da svolgere, devo trattarlo seriamente; deve essere la mia preoccupazione e lo devo eseguire bene, con tutto il mio cuore e la mia forza. Per quanto riguarda il farlo alla perfezione, non posso pretendere di dare una garanzia, ma il mio atteggiamento è quello di fare del mio meglio per vederlo svolto bene e di sicuro non sarò né negligente né sbrigativo in questo. Se sorge un problema, allora me ne prenderò la responsabilità, e mi assicurerò di trarne una lezione e di compiere bene il mio dovere’. Questo è l’atteggiamento giusto. Voi avete questo atteggiamento?” (La Parola, Vol. 5: Le responsabilità di leader e lavoratori). Leggendo la parola di Dio, ho trovato un percorso di pratica. Dovevo mantenere un cuore serio e responsabile nel mio dovere e porre attenzione nella realizzazione di ogni video. Se mi sentivo incerta riguardo a qualcosa, dovevo esaminarlo e considerarlo più attentamente. Anche se, qualche volta, non fossi stata in grado di risolverlo da me, potevo trovare qualche fratello o sorella più esperto per discuterne insieme, e così fare tutto il possibile per risolvere i problemi. Solo compiendo il mio dovere in questo modo potevo ottenere l’illuminazione di Dio. Dopo aver fatto queste considerazioni, ho coscientemente intrapreso questo percorso di pratica. Quando ho incontrato problemi ostici e volevo battere la fiacca e scaricarli di nuovo su qualcun altro, pregavo e non volevo più essere superficiale nel mio dovere. Sapevo che dovevo occuparmi delle responsabilità alla mia portata. Non potevo fare qualcosa che avrebbe nuovamente disgustato Dio. Così ho preso i problemi che non riuscivo a risolvere da me e li ho discussi con gli altri e, grazie alla condivisione con loro, sono stata in grado di risolverne alcuni e ho imparato molto. Quando prima incontravo un problema, non lo soppesavo con attenzione e mi limitavo a scaricarlo sugli altri. Ogni volta che gli altri mi parlavano di un problema, seguivo solo le loro indicazioni, ma non avevo un’idea mia, e, una volta finito il video, non ero migliorata in nulla. Ma quando gli altri segnalavano un problema su cui avevo riflettuto attentamente, mi sentivo come se stessi migliorando notevolmente. Continuando a praticare così per qualche tempo, le mie competenze sono cresciute un po’ e i miei video avevano meno problemi rispetto a prima. Inoltre ero leggermente più efficiente nel mio dovere. Solo ora sento che, fintanto che svolgerò il mio dovere con attenzione e adempirò alle mie responsabilità, mi sentirò calma e a mio agio e guadagnerò molto e farò progressi. L’ingresso nella vita comincia davvero con lo svolgere diligentemente il proprio dovere. Dio sia lodato!

Sei disposto ad essere una pecora che ascolta la voce di Dio per accogliere il Suo ritorno?

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