L’ostinazione ferisce gli altri e se stessi

11 Giugno 2022

di Hexi, Australia

Nell’aprile 2020, sono stata nominata leader della Chiesa addetta all’irrigazione. Ho notato che, da un po’, alcuni neofiti non partecipavano alle riunioni con costanza, arrivavano tardi e andavano via prima. Alcuni erano impegnati con la scuola o il lavoro e dicevano che sarebbero venuti quando avessero avuto tempo. Altri non venivano perché erano stati ingannati dalle menzogne del PCC e del mondo religioso. Abbiamo cercato di parlare loro, ma alcuni non rispondevano al telefono, erano praticamente scomparsi. Noi avevamo cercato di contattarli, ma loro non volevano partecipare, quindi non era nostra responsabilità. Dovevamo lasciar perdere. Inoltre, Dio vuole i migliori, non punta al numero. Egli salva coloro che hanno vera fede, coloro che amano la verità. Se non avessero vera fede, nessuno sforzo da parte nostra avrebbe importanza. Così, senza pregare né ricercare o discuterne con la mia leader, ho deciso di espellere quei nuovi arrivati. Ho cercato di contattarne alcuni, ma non volevano partecipare alle riunioni, quindi era un’ulteriore conferma del mio giudizio corretto. Una sorella ha notato che negli ultimi due mesi erano stati espulsi molti neofiti e mi ha chiesto se fosse davvero appropriato farlo. Ha suggerito di tenere condivisione con la nostra leader e apprendere i principi. Ho considerato che, in passato, avevamo gestito quel genere di cose in quel modo. Avevamo provato a parlare con i neofiti, ma non riuscivamo a contattarli, e alcuni avevano perso interesse nella fede. Non c’era bisogno di cercare i principi. Così, ho rifiutato il suggerimento. Dopo, mi sono sentita un po’ a disagio, e mi sono chiesta se fosse davvero la cosa giusta da fare. Ma poi ho concluso che lo fosse, perché avevamo offerto loro sostegno, ma se loro non volevano partecipare alle riunioni non era colpa nostra. Ho dedotto che semplicemente non erano veri credenti. Ero inquieta, ma lo stesso non ho pregato né ricercato, e ogni mese rinunciavo a diversi nuovi arrivati.

In seguito, la mia leader ha notato che non mi attenevo ai principi e mi ha criticata molto duramente, dicendo che non conoscevo i principi e non ricercavo, agendo ciecamente a modo mio. Poi ha aggiunto che era molto difficile per quei neofiti presentarsi davanti a Dio, che i fratelli e le sorelle delle altre Chiese stavano facendo del loro meglio per sostenerli, mentre io li scartavo con tanta leggerezza. Li stavo delimitando senza offrire sostegno amorevole, una cosa davvero irresponsabile. Poi la mia leader mi ha chiesto perché non partecipassero alle riunioni, che nozioni e problemi avessero, se avessi cercato di risolverli attraverso la condivisione, e se avessi provato a trovare altri modi per aiutarli. Non sapevo rispondere a nessuna delle sue domande, ma nella mente, come in un film, mi rivedevo abbandonare i neofiti e rinunciare a loro. Finalmente mi sono resa conto di essere stata irresponsabile nei loro confronti, di non averli realmente aiutati e sostenuti con amore. Non avevo indagato su quali fossero le loro nozioni irrisolte o sul perché non venissero alle riunioni. Non partecipavano da un po’, così avevo pensato che avessero perso interesse e avevo lasciato correre. Avevo veramente disatteso la mia responsabilità verso la vita dei nuovi credenti e li escludevo con noncuranza, in contrasto con i principi. Ero davvero priva di umanità. Così, ho pregato davanti a Dio, chiedendoGli di illuminarmi e guidarmi a capire la Sua volontà, e a riflettere su me stessa e a conoscermi.

Poi, ho letto questo passo delle parole di Dio: “Devi prestare attenzione con le persone a cui diffondi il Vangelo. Ogni volta che predichi il Vangelo a qualcuno, è come dare alla luce un neonato. La sua vita è molto fragile e ha bisogno della nostra pazienza, di tutto l’amore possibile. Oltre a questo, occorrono determinati metodi e approcci. La cosa più importante è trasmettere loro tutte le verità che Dio ha espresso per la salvezza dell’umanità, al fine di portare loro beneficio e, per quanto possibile, permettere a coloro che sono in grado di comprendere la voce di Dio di far ritorno al Suo cospetto. Questi sono la responsabilità e il dovere di ogni persona” (“Diffondere il Vangelo è il dovere a cui sono moralmente obbligati tutti i fedeli” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). “Alcuni possiedono scarsa levatura e non credono in Dio da molto tempo. Pur non comprendendo la verità, credono sinceramente in Dio. È proprio perché sono di scarsa levatura, non capiscono la verità e, quando succede qualcosa, non ricercano la verità, che spesso sono negativi, e hanno la sensazione che la fede in Dio comporti troppe difficoltà e loro non siano abbastanza validi. Vivono nel costante timore di non essere salvati, e a volte gettano addirittura la spugna e si arrendono di propria iniziativa, cosa che equivale ad autoescludersi. In cuor loro, pensano: ‘In ogni caso, Dio non mi ha lodato per la mia fede in Lui. Non piaccio nemmeno a Dio. E non ho molto tempo per le riunioni. La mia famiglia è povera e ho bisogno di guadagnare denaro’, e così via. Tutto ciò diventa il motivo per cui non partecipano alle riunioni. Se non appuri tempestivamente che problema abbiano, penserai che non amino la verità, che non amino Dio, che non abbiano interesse a compiere il loro dovere, che bramino le comodità materiali, che perseguano le cose mondane e siano incapaci di rinunciarvi, e per questo li lascerai andare. Di fatto, è a causa delle loro difficoltà che diventano negativi; se tu sai risolvere questi problemi, non saranno così negativi e riusciranno a seguire Dio. Quando sono deboli e negativi, hanno bisogno del sostegno degli altri. Se li aiuti, saranno in grado di riprendersi. Se invece li trascuri, saranno inclini ad arrendersi. Questo dipende dal fatto che coloro che svolgono il lavoro della Chiesa possiedano o meno amore, dal fatto che si assumano questo fardello oppure no. Il fatto che alcuni non prendano spesso parte agli incontri non significa che non credano veramente in Dio, non equivale a una mancanza di sincerità, non significa che non desiderino credere, né che bramino i piaceri materiali e non siano in grado di rinunciare alla famiglia e al lavoro, e tanto meno devono essere giudicati come eccessivamente emotivi o innamorati del denaro. È solo che, in tali questioni, le persone hanno levatura e aspirazioni differenti. Per alcuni la ricerca della verità è particolarmente importante, e sono disposti a soffrire e capaci di rinunciare a queste cose. Altri hanno poca fede e, quando si trovano di fronte a delle difficoltà reali, sono inermi e si arrendono. Se nessuno li aiuta né sostiene, gettano la spugna, perdono la speranza; in questi momenti, hanno bisogno del sostegno, della cura e dell’aiuto degli altri. A meno che non siano dei miscredenti, privi di amore per la verità e delle cattive persone, nel qual caso possono essere ignorati. Se sono brave persone, aperti e di sufficiente levatura, allora andrebbero aiutati e sostenuti” (La condivisione di Dio).

Pensando al significato di questo brano, mi sono vergognata. Dio Si è fatto carne negli ultimi giorni e parla e opera tra noi per la nostra salvezza. Egli sa quanto profondamente Satana ci abbia corrotti, che siamo colmi di ribellione e ostilità, e fa di tutto per salvare ogni singola persona. Dio non escluderebbe nessuno con leggerezza, se ci fosse un minimo barlume di speranza. Dio ha misericordia e tolleranza infinite verso gli esseri umani, il Suo amore per noi è così grande. Quei nuovi credenti erano come bambini appena nati. Non capivano la verità e non si erano ancora radicati sulla vera via. Erano fragili nella vita. Dio ci chiede di avere amore e tolleranza sconfinati per loro. Purché abbiano vera fede e una buona umanità, anche se sono deboli e troppo occupati per partecipare alle riunioni e hanno nozioni religiose, non possiamo scacciarli con disinvoltura. Non possiamo escluderli alla prima inezia, pensando che non siano veri credenti perché non vengono alle riunioni, e poi ignorarli completamente. Questo equivale a ucciderli. Quando ero una neofita, non ero assidua nelle riunioni perché avevo da fare in casa, ma i miei fratelli e sorelle erano molto comprensivi: adattavano gli orari degli incontri alle mie esigenze e tenevano instancabilmente condivisioni con me. Il loro aiuto e sostegno mi hanno mostrato quanto sia importante perseguire la verità, e ho potuto sentire l’amore e la tolleranza che Dio ha per me. E poi ho potuto partecipare regolarmente alle riunioni e assumere un dovere. Se allora i fratelli mi avessero disprezzata, pensando che non amassi la verità e fossi una non credente, avrebbero rinunciato a me molto tempo fa, e oggi non sarei qui! Ho visto che non stavo affatto rispettando la volontà di Dio né comprendendo le difficoltà dei nuovi arrivati. Li diprezzavo e mi lamentavo, pensando che fossero solo troppo occupati in altro, che avessero troppe nozioni, così li ho delimitati e rifiutati, e non volevo impegnarmi di più per aiutarli. Possedevo un’umanità così malvagia, e non mi assumevo la minima responsabilità per le loro vite. Ho pregato Dio: “Dio, voglio pentirmi davanti a Te. Ti prego, guidami a correggere i miei difetti il più presto possibile, per aiutare e sostenere queste persone con amore”.

Poi, ho iniziato a offrire sostegno a quei nuovi arrivati inseme ad altri membri della Chiesa. Venuti a conoscenza delle loro difficoltà, abbiamo pazientemente condiviso con loro, e alcuni sono tornati alle riunioni. Una di loro era stata così occupata con il lavoro che le era difficile venire alle riunioni, e ha detto: “Finché avro fede nel mio cuore, Dio non mi scaccerà mai”. In passato, l’avevo ritenuta intessata solo ai soldi e priva di fede autentica; ma, conoscendola meglio, ho visto che gli orari delle riunioni erano semplicemente incompatibili con i suoi impegni. Li abbiamo cambiati per venirle incontro e abbiamo condiviso con lei perché capisse che, negli ultimi giorni, Dio usa la verità per purificare e salvare l’umanità, e i veri credenti devono incontrarsi e fare comunione sulle Sue parole, perseguire e acquisire la verità, estirpare la corruzione e sperimentare un cambiamento di vita: è questo l’unico modo per essere salvati e approvati da Dio. Avere fede ma non partecipare agli incontri, credendo soltanto interiormente e riconoscendo Dio, o considerando la fede un hobby, ci rende dei miscredenti agli occhi di Dio. Pur credendo fino alla fine, non si otterrà mai l’approvazione di Dio. Attraverso la comunione, lei ha compreso le sue idee sbagliate ed è tornata a partecipare alle riunioni. Mi sono sentita orribile e colma di rimorso quando ho visto tutti quei neofiti tornare a unirsi agli incontri, uno dopo l’altro. Stavo arbitrariamente escludendo le persone. Ho quasi compromesso la loro possibilità di salvezza, un male davvero grande.

Un giorno, la mia leader mi ha chiesto: “Da quando segui l’irrigazione, quanti nuovi arrivati hai lasciato andare a causa della tua irresponsabilità? Quando li mandavi via, ricercavi i principi della verità?” Non sapevo cosa risponderle. Poi, mi ha inviato un passo delle parole di Dio: “Se, qualunque cosa facciano, le persone seguono le proprie idee, considerano le cose in termini molto semplicistici, fanno a modo loro e non cercano la verità, se non si attengono minimamente ai principi, e se in cuor loro non pensano affatto a come agire in linea con ciò che Dio chiede, o in un modo che Lo soddisfi, e sanno solo seguire ostinatamente la propria volontà, allora Dio non trova posto nel cuore di simili persone. Alcuni dicono: ‘Prego Dio solo quando incontro delle difficoltà, ma non mi sembra comunque che questo sortisca alcun effetto; quindi generalmente, quando ora mi capita qualcosa, non Lo prego, perché pregare Dio è inutile’. Dio è completamente assente dal cuore di queste persone. Il più delle volte non cercano la verità, qualunque cosa stiano facendo; seguono solo le loro idee, facendo a modo loro. Si attengono dunque a dei principi nelle loro azioni? Decisamente no. Vedono tutto in termini semplicistici e fanno ciò che vogliono. Anche quando si condividono con loro i principi della verità, non sono in grado di accettarli, perché non hanno mai applicato alcun principio nelle loro azioni, e non hanno posto per Dio nei loro cuori, ma solo ed esclusivamente per se stesse. Sono convinte di non star compiendo il male, che le loro intenzioni siano buone e non imputabili di violazione della verità, che agire secondo le proprie intenzioni equivalga a praticare la verità, e che comportarsi così significhi obbedire a Dio. In realtà, non stanno veramente ricercando né pregando Dio in tale questione, non hanno fatto del loro meglio per seguire i requisiti di Dio in modo da soddisfarLo, non sperimentano questa reale condizione, questo desiderio. Questo è il più grande errore nella pratica delle persone. Se credi in Dio ma non Lo hai nel cuore, non stai forse cercando di ingannarLo? E che effetto può produrre una simile fede in Dio? Che cosa puoi guadagnare? E che scopo ha credere in Dio in questo modo?” (I discorsi di Cristo degli ultimi giorni). Le parole di Dio rivelavano il mio preciso stato e comportamento. Quando ho escluso quei neofiti, non ho pregato né cercato la verità, e nemmeno ne ho discusso con la mia leader. Ho agito ciecamente in base all’esperienza, poiché avevo già irrigato dei neofiti in passato: se saltavano le riunioni per mesi, semplicemente li lasciavamo andare; con questi, se non tornavano, non avrei dovuto fare lo stesso? Ero convinta di capire chiaramente chi non ricercava la verità o era un non credente, così li ho delimitati e rifiutati con leggerezza. Non ho pregato né ricercato neanche quando provavo disagio, e non ho dato ascolto alla mia collaboratrice, ho fatto semplicemente a modo mio. Ho considerato le mie nozioni e fantasie come principi della verità, convinta di non poter sbagliare. Non avevo considerazione degli altri e non c’era posto per Dio nel mio cuore. Ero davvero ostinata! Giudicavo l’autenticità della fede dei neofiti in base alla loro partecipazione alle riunioni, pensando che, se fossero mancati per un po’ e non fossero tornati, avremmo potuto lasciarli andare. Anche se non venivano alle riunioni, avrei dovuto distinguere i veri credenti da quelli che non lo erano. Alcuni di quelli che avevo escluso erano forzati da membri della famiglia che speravano di convertirli, non partiva da dentro di loro. Non amavano leggere le parole di Dio né andare alle riunioni. Altri continuavano a perseguire fama, successo e tendenze malvagie. Non erano lontanamente interessati a seguire Dio. Odiavano e si opponevano a ogni comunione sulle parole di Dio. Simili persone odiano la verità per natura, quindi sono dei miscredenti innati e, se non partecipano alle riunioni, possiamo lasciarli andare. Alcuni neofiti hanno buona umanità e autentica fede, ma non capiscono la verità o il significato delle riunioni perché sono appena agli inizi. Pensano che basti loro credere in Dio dentro di sé, e che gli incontri siano inutili, così non ci badano e vengono quando possono, altrimenti li saltano. E altri incontrano difficoltà pratiche, come orari di lavoro incompatibili con le riunioni, quindi non vogliono venire. Il nostro compito è condividere e aiutarli amorevolmente con le loro difficoltà e, attraverso le parole di Dio, risolvere le loro nozioni e spiegare loro che Dio vuole salvare l’uomo, adattando nel contempo gli orari delle riunioni ai loro impegni. Non facevo distinzioni tra le loro situazioni reali né mi attenevo ai principi nel mio dovere. Non capivo la verità; mi ostinavo invece a fare a modo mio, abbandonando con noncuranza un’anima dopo l’altra ai margini della strada.

Dio ha pagato un caro prezzo per ogni nuovo credente che ha accolto l’opera di Dio degli ultimi giorni. E anche i miei fratelli hanno pazientemente e amorevolmente condiviso il Vangelo con loro più volte; mentre io, senza nemmeno cercare la verità, li ho delimitati come se non fossero degni della salvezza di Dio. Ero incredibilmente arrogante. Che saltassero le riunioni non era un loro problema, ma dipendeva dal fatto che non sapevo cosa stavano affrontando e non li stavo aiutando e sostenendo come avrei dovuto. E usavo l’affermazione che Dio vuole le persone migliori e non punta sul numero come pretesto per escludere dei nuovi arrivati, quando il suo vero significato è che il Regno di Dio ha bisogno di persone che abbiano vera fede e amino la verità, e che Dio non salverà miscredenti, malfattori e anticristi. Invece, io avevo giudicato i neofiti che saltavano le riunioni come persone che Dio non avrebbe salvato. Stavo interpretando male le parole di Dio. Non fornivo loro alcuna comunione o aiuto pratico, né mi impegnavo e facevo quanto mi spettava. Non ho nemmeno verificato se davvero avessero a cuore la verità o no, o se fossero veri miscredenti, limitandomi a escluderli ciecamente e arbitrariamente. Se la mia leader non mi avesse potata e trattata, non avrei visto che stavo compromettendo la possibilità di salvezza di tutte quelle persone. Ho constatato quanto odioso fosse stato il mio comportamento. Non conoscevo i principi né compivo alcuna ricerca, semplicemente agendo secondo la mia indole satanica. Quelle erano trasgressioni! Sapevo di dover pentirmi e cambiare, o Dio avrebbe di certo provato disgusto per me.

La volontà di Dio è che io, in quanto leader della Chiesa, irrighi e nutra questi fratelli e sorelle nuovi alla fede, e li aiuti a risolvere i loro problemi e nozioni in modo che possano conoscere l’opera di Dio e radicarsi più rapidamente sulla vera via. Invece io facevo tutto quello che volevo. Non solo andavo per la mia strada, ma ero un cieco alla guida di ciechi e fuorviavo anche gli altri, così anche i fratelli escludevano arbitrariamente dei neofiti, compromettendo la loro possibilità di salvezza. Stavo compiendo il male. Constatare quanto fossero gravi le conseguenze di quel modo di agire mi ha davvero spaventata. Ho anche odiato me stessa. Perché non ho pregato Dio né cercato i principi della verità in quel momento? Perché non ho contattato la mia leader? Cosa mi ha portata ad essere tanto spavalda? Ho pregato Dio e poi ho letto un passo delle Sue parole. “Se, nel tuo cuore, comprendi veramente la verità, allora saprai come metterla in pratica e obbedire a Dio, e intraprenderai naturalmente il cammino della ricerca della verità. Se il cammino che percorri è quello giusto e in linea con la volontà di Dio, allora l’opera dello Spirito Santo non ti abbandonerà, e così ci saranno sempre meno possibilità che tu tradisca Dio. Senza la verità, è facile commettere il male, e lo commetterai tuo malgrado. Per esempio, se possiedi un’indole arrogante e presuntuosa, allora sentirti dire di non opporti a Dio non fa alcuna differenza, non puoi evitarlo, è al di là del tuo controllo. Non lo faresti intenzionalmente, ma saresti guidato dalla tua indole arrogante e presuntuosa. La tua arroganza e il tuo orgoglio ti porterebbero a disprezzare Dio e a considerarLo privo di qualsiasi importanza; ti indurrebbero a esaltare te stesso, a metterti costantemente in mostra; ti porterebbero a disprezzare gli altri, non lascerebbero spazio per nessuno nel tuo cuore se non per te stesso; priverebbero il tuo cuore del posto per Dio, e alla fine ti farebbero sedere al posto di Dio e pretendere che la gente si sottomettesse a te, che venerasse come verità i tuoi pensieri, le tue idee e le tue nozioni. Guarda quanto male commettono le persone sotto il dominio della loro natura arrogante e presuntuosa!” (“Solo perseguendo la verità si può conseguire un cambiamento di indole” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). L’avevo letto molte volte, ma dopo quell’esperienza mi ha davvero commossa. Prestavo servizio come leader della Chiesa da poco e non possedevo alcuna realtà della verità. Non comprendevo molti principi della verità, ma avevo un’alta opinione di me stessa, come se avessi capito tutto. Nei nuovi credenti, guardavo solo il comportamento, non la loro essenza. Avevo tanta autostima da non pregare o ricercare, né consultare la mia leader o ascoltare i consigli della mia collaboratrice. Ero incredibilmente arrogante. Esistono molti principi sulla gestione dei nuovi credenti, come quello di aiutare le persone con amore, di trattarle in modo equo. Ci sono poi verità su come risolvere le loro nozioni, e così via. Se avessi avuto la minima riverenza per Dio, non fossi stata così sicura di me stessa e avessi davvero tenuto in considerazione questi principi, non sarei mai stata così testarda e d’intralcio nel nostro lavoro. Ho capito che vivere secondo la mia indole arrogante mi portava solo a compiere il male e a oppormi a Dio. Mi odiavo sempre di più e sentivo di meritare davvero la dannazione da parte di Dio. Mi sono inoltre ripromessa di ricercare la verità per risolvere la mia indole arrogante.

In seguito, ho letto altri due passi. “Nel loro lavoro, i capi della Chiesa e i collaboratori devono prestare attenzione a due cose: innanzitutto, devono svolgerlo seguendo esattamente i principi stabiliti dalle disposizioni relative al lavoro, senza mai violare questi principi e senza basare il proprio lavoro su fantasie o idee personali. In tutto ciò che fanno, dovrebbero mostrare sollecitudine verso il lavoro della casa di Dio e mettere sempre l’interesse di quest’ultima al primo posto. Un’altra cosa, che è quella fondamentale, è che in tutto ciò che fanno, devono concentrarsi sul seguire la guida dello Spirito Santo e compiere ogni cosa nella stretta osservanza delle parole di Dio. Se sei ancora capace di opporti alla guida dello Spirito Santo, o se ti ostini a seguire le tue idee e a fare le cose in base alle tue personali fantasie, allora le tue azioni costituiranno una resistenza assai grave verso Dio” (I discorsi di Cristo degli ultimi giorni). “In che modo dovresti riflettere su te stesso, e cercare di conoscerti, quando hai compiuto un’azione che viola i principi della verità e ha contrariato Dio? Quando stavi per compierla, Lo hai pregato? Hai mai considerato: ‘Come verrebbe vista questa questione da Dio, se fosse portata alla Sua attenzione? Sarebbe felice o irritato se ne venisse messo al corrente? La detesterebbe?’ Non te lo sei chiesto, vero? Anche se gli altri te lo rammentassero, penseresti comunque che la questione non rappresentava un grosso problema, che non andava contro alcun principio e non era un peccato. Come conseguenza, hai offeso l’indole di Dio e suscitato in Lui una grande collera, fino al punto di meritarti il Suo disprezzo. Questa è la ribellione delle persone nei confronti di Dio. Pertanto, dovresti ricercare la verità in tutte le cose. Questo è ciò che devi seguire. Se tu avessi cercato ed analizzato a fondo, e compreso con chiarezza la questione prima di agire, non saresti poi riuscito ad averne il controllo? Benché a volte le persone possano trovarsi in una condizione non favorevole, o negativa, se portassero seriamente in preghiera dinanzi a Dio tutto ciò che intendono fare e poi ricercassero la verità sulla base delle parole di Dio, non commetterebbero gravi errori. Quando si mette in pratica la verità è difficile evitare di commettere errori, ma se tu sai come fare le cose secondo la verità eppure non le realizzi in conformità con essa, allora il problema è che non hai alcun amore per la verità. L’indole di una persona senza amore per la verità non verrà cambiata. Se non riesci a cogliere con precisione la volontà di Dio e non sai come praticare, allora dovresti comunicare con altri e ricercare la verità. E se anche gli altri non hanno le idee chiare, allora dovreste pregare insieme e ricercare presso Dio, attendendo il Suo tempo, aspettando che Lui dischiuda per voi una via d’uscita. Potresti poi anche trovare una soluzione che ti offra una valida via d’uscita, e questo potrebbe ben nascere dall’illuminazione dello Spirito Santo. Se alla fine scopri che, nel portarla a termine in questo modo, hai commesso un lieve errore, dovresti affrettarti a correggerlo e Dio non lo considererà come un peccato. Poiché avevi le giuste intenzioni quando hai messo la questione in pratica, e stavi agendo in osservanza della verità, e semplicemente non conoscevi chiaramente i principi e le tue azioni hanno portato ad alcuni errori, allora questa era una circostanza attenuante. Tuttavia oggigiorno molte persone si affidano esclusivamente alle proprie mani per lavorare e alla propria testa per fare questo e quello, e raramente si fermano a considerare tali domande: ‘Mettere in pratica le cose in questo modo è conforme alla volontà di Dio? Dio sarebbe felice se agissi in questa maniera? Si fiderebbe di me se facessi così? Fare in questo modo equivarrebbe a mettere in pratica la verità?’ Se Dio sentisse parlare di tale questione, potrebbe dire: ‘Hai agito in modo corretto e appropriato. Continua così’? Sei in grado di esaminare con cura tutto quello che fai? Sei incline a utilizzare le parole di Dio e i Suoi requisiti come base per riflettere su tutto ciò che fai, ponderando se un certo modo di agire sia amato o disprezzato da Dio, e cosa penseranno i prescelti di Dio quando ti comporterai così, e come lo valuteranno? […] Se dedicherai più tempo a riflettere su queste cose, a farti queste domande e a ricercare, i tuoi errori diventeranno sempre più piccoli. Fare le cose in questo modo dimostrerà che sei una persona che cerca genuinamente la verità e che teme Dio, poiché stai facendo le cose conformemente alla direzione richiesta da Dio e in linea con i principi della verità” (I discorsi di Cristo degli ultimi giorni).

Le Sue parole mi hanno fornito un percorso di pratica. Leader e lavoratori devono attenersi rigorosamente alle disposizioni lavorative e ai principi della verità, e assicurarsi sempre di seguire la guida dello Spirito Santo. Dobbiamo inoltre pregare e ricercare nel nostro dovere, nutrendo riverenza per Dio, e non seguire le nostre idee, nozioni o esperienze passate, facendo tutto a modo nostro. Non possiamo credere ciecamente in noi stessi; dobbiamo cercare i principi della verità e, quando non capiamo qualcosa, dovremmo ricercare e fare comunione con gli altri in modo da capire i principi prima di agire. Questa è la volontà di Dio. Questa esperienza mi ha davvero insegnato una lezione. Se Dio non avesse predisposto le cose in modo che la mia leader mi criticasse, tuttora non comprenderei quanto sarebbero state gravi le conseguenze delle mie azioni. Mi sono ripromessa, da quel momento in poi, di cercare la verità e svolgere il mio dovere in base ai principi. Poi, due nuovi membri hanno smesso di venire alle riunioni, ma non ho dato nulla per scontato e non li ho esclusi senza approfondire. A uno di loro abbiamo offerto sostegno molte volte, discutendo anche la sua situazione con la nostra leader. Lo abbiamo mandato via solo una volta sicuri che fosse un non credente. L’altra era una sorella che credeva in Dio da meno di due anni, amava leggere le parole di Dio e faceva del suo meglio nel suo dovere; quando ha letto le parole di Dio che giudicano e smascherano la corruzione delle persone, si è esaminata in base ad esse, e, sentendosi irrimediabilmente corrotta, si stava arrendendo. Abbiamo tenuto condivisione con lei sulle parole di Dio in modo che potesse vedere che la salvezza di Dio è destinata a chi è corrotto da Satana, che Dio comprende le nostre difficoltà e debolezze proprio come una madre e, fintanto che non rinunciamo alla ricerca della verità, Egli non ci abbandona, perché Dio salva l’uomo più che sia possibile. Il suo viso era coperto di lacrime quando le abbiamo detto questo, e poteva sentire l’amore di Dio. Le abbiamo offerto aiuto più volte, e ora partecipa di nuovo alle riunioni con regolarità.

Questa esperienza mi ha davvero mostrato le intenzioni sincere e l’incredibile amore con cui Dio salva l’umanità corrotta. E, attraverso il giudizio e il castigo delle parole di Dio, ho in parte compreso la mia indole arrogante e visto il pericolo e le conseguenze che comporta svolgere i doveri a modo proprio. Ho finalmente sviluppato riverenza verso Dio. Ora riesco a compiere il mio dovere in linea con i principi, e lo devo solo alla guida di Dio. Lode a Dio!

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