Ho conosciuto me stessa attraverso il giudizio

26 Dicembre 2022

Nella sua vita, se l’uomo desidera essere purificato e ottenere cambiamenti nella propria indole, se vuole vivere una vita piena di significato e compiere il proprio dovere di creatura, allora deve accettare il castigo e il giudizio di Dio e non deve permettere che la disciplina e le percosse di Dio si allontanino da lui, così da potersi liberare dalla manipolazione e dall’influenza di Satana e vivere nella luce di Dio. Sappi che il castigo e il giudizio di Dio sono la luce, la luce della salvezza dell’uomo, e che per lui non esiste migliore benedizione, grazia o protezione”.

Tratto da “Il castigo e il giudizio di Dio sono la luce della salvezza dell’uomo” in “Seguire l’Agnello e cantare dei canti nuovi”

Ogni volta che canto questo inno, penso a una mia esperienza di quando avevo appena iniziato a credere. All’epoca, le parole di Dio: “Il castigo e il giudizio di Dio sono la luce, la luce della salvezza dell’uomo, e per lui non esiste migliore benedizione, grazia o protezione”, non mi erano del tutto chiare. Mi sembrava che subire il giudizio e il castigo sarebbe stato davvero doloroso, quindi perché Dio avrebbe detto che era una protezione e una benedizione per l’uomo? Poi, in seguito, ho sperimentato realmente il giudizio delle parole di Dio e sono stata potata e trattata; così, sono arrivata a capire personalmente e a percepire quanto siano pratiche le parole di Dio.

Ricordo che, alla fine di giugno 2015, sono stata eletta predicatrice per cinque diverse chiese. All’inizio, ero nervosa nelle riunioni con i leader e i diaconi di quelle chiese, temevo che la mia comprensione della verità fosse troppo superficiale e che non sarei stata d’aiuto agli altri. Così, tentavo di prepararmi prima di ogni incontro, considerando seriamente e con autentico fardello le parole di Dio da discutere. Dopo la comunione sulle parole di Dio, chiedevo agli altri quali difficoltà avessero. Temevo che sollevassero questioni che non avevo sperimentato e che non avrei saputo rispondere, così pregavo, chiedendo a Dio di guidarmi a essere una persona sincera e a parlare solo di ciò che capivo. Se non capivo, ero sincera con tutti sul fatto che non ne avessi comprensione, e poi pregavo e ricercavo ulteriormente. Dopo aver praticato in questo modo per un po’ di tempo, ho gradualmente capito alcuni principi del lavoro della chiesa e ho imparato di più sul lavoro. Mi sentivo più motivata rispetto all’inizio, e lavoravo per molte ore. Non ero più così timorosa nelle riunioni con i leader della chiesa e avevo alcune idee su come risolvere i problemi. A volte, quando sentivo fratelli e sorelle dire che ero così giovane, che non avevo fede da molto tempo, ma che ero così piena di fede e capace di soffrire e pagare un prezzo, e che perseguivo la verità, ero davvero soddisfatta di me stessa. Non molto tempo dopo, ho gestito alcune elezioni della chiesa. Tutti i leader e i lavoratori delle chiese di cui ero responsabile sono stati selezionati, uno dopo l’altro. Vedendo le cose andare così, sentivo di aver svolto bene il mio lavoro, quindi non c’è da stupirsi se sono stata scelta come predicatrice! Era perché avevo buona levatura ed ero una persona di talento nella chiesa.

Poi, alla fine di agosto del 2015, proprio quando sentivo di star svolgendo bene il mio dovere, una leader superiore mi ha detto che, siccome ero giovane, non ero matura nella mia umanità e non avevo esperienza di vita, non potevo risolvere i problemi reali dei fratelli e delle sorelle; quindi, in base ai principi, non ero adatta come predicatrice, e avrei dovuto iniziare a formarmi per diventare leader della chiesa. Non ho osato dire nulla, ma mi sentivo completamente schiacciata. Mi sembrava, anche se la mia esperienza di vita era limitata, di aver fatto rapidi progressi da quando ero diventata predicatrice, e di aver imparato alcuni principi del lavoro della chiesa. Di recente avevo persino gestito da sola delle elezioni della chiesa, e gli altri dicevano che perseguivo la verità. Quel cambio di dovere non mi sembrava giusto nei miei confronti. Inoltre, la mia comprensione e levatura erano decenti e, tra tutti quelli con cui lavoravo, ero la più responsiva e veloce a imparare, quindi dovevo avere il maggior potenziale di avanzamento. Inoltre, tra svariati predicatori, ero l’unica a non avere legami familiari. Avevo una fede sincera ed ero in grado di soffrire e pagare un prezzo per il mio dovere, quindi perché ero stata trasferita?

Per diversi giorni, questa è stata l’unica cosa a cui pensavo e non riuscivo a trovare pace interiore. Ho pregato davanti a Dio: “Dio, il mio dovere è stato cambiato. Quale insegnamento devo trarne? Non riesco a vedere il mio problema, Ti prego di guidarmi”. Poi, ho letto questo passo delle parole di Dio: “Quando affronti i problemi della vita reale, come devi conoscere e capire l’autorità di Dio e la Sua sovranità? Quando affronti questi problemi e non sai come comprenderli, gestirli e sperimentarli, quale atteggiamento devi adottare per dimostrare la tua intenzione e il tuo desiderio di sottometterti, e la realtà della tua sottomissione alla sovranità e alle disposizioni di Dio? Innanzitutto devi imparare ad aspettare, poi a cercare e quindi a sottometterti. ‘Aspettare’ significa attendere il momento di Dio, attendere le persone, gli eventi e le cose che Egli ha predisposto per te, attendere che la Sua volontà ti si riveli gradualmente. ‘Cercare’ significa osservare e comprendere le intenzioni premurose di Dio nei tuoi confronti attraverso le persone, gli eventi e le cose che Egli ha predisposto, capire la verità attraverso di essi, comprendere cosa gli esseri umani debbano compiere e quali cammini debbano seguire, quali risultati e obiettivi Dio intenda raggiungere negli esseri umani. ‘Sottomettersi’, naturalmente, si riferisce al fatto di accettare le persone, gli eventi e le cose che Dio ha orchestrato, accettando la Sua sovranità e, per suo tramite, arrivando a capire come il Creatore detti il destino dell’uomo, come lo doti della Sua vita e come gli instilli la verità” (“Dio Stesso, l’Unico III” in “La Parola appare nella carne”). Inoltre, mi rendevo conto che il mio dovere era stato cambiato e, anche se non capivo la volontà di Dio né quale insegnamento trarne, dovevo almeno avere un atteggiamento di sottomissione, aspettare e cercare la volontà di Dio. Se fossi rimasta scontenta per tutto il tempo, non avrei reso le cose difficili agli altri, ma mi sarei ribellata a Dio. In seguito, ho pregato Dio, pronta a sottomettermi e a fare del mio meglio per essere leader della chiesa.

Due mesi dopo, la mia collaboratrice, sorella Xu, mi ha detto che le chiese avrebbero eletto un predicatore e aveva saputo che la leader superiore aveva nominato i candidati. Sentendola dire questo, non riuscivo a calmarmi. Ho risposto immediatamente: “Cosa? Ha nominato i candidati? I principi per le elezioni dicono chiaramente che nessuno può nominare i candidati, e che questo è il genere di cose che fa Satana, il gran dragone rosso. Costituisce una violazione dei principi”. Lei si è affrettata a rispondere: “È una cosa che ho sentito dire, ma non so se sia vera. Non diffonderla in giro”. Verbalmente ho acconsentito, ma dentro di me continuavo a pensarci. Non c’è fumo senza fuoco; quindi, se la leader superiore non l’aveva fatto, perché qualcuno avrebbe dovuto inventarlo? Di certo lo aveva fatto ed era stata scoperta, ed era per questo che se ne parlava. Prima ero una predicatrice e lei mi aveva trasferita a un’altra posizione, e ora nominava i candidati. Stava davvero agendo senza principi. Così, ne ho parlato con una leader di un’altra chiesa, sorella Lin. Poco tempo dopo, sorella Lin mi ha detto che era giunta a capire il problema durante una riunione di collaboratori. La leader superiore aveva scelto i candidati per l’elezione tra i leader della chiesa che erano leggermente migliori. Non aveva nominato i candidati. Inoltre, la leader superiore ha detto che, diffondendo quella voce, stavo intralciando il lavoro della chiesa. Mi sono sentita davvero offesa quando l’ho saputo, perché non era certo quella la mia intenzione. Avevo solo accennato a sorella Lin di quello che sapevo. Come potevo farmi vedere in giro dopo che la leader superiore aveva detto che avevo degli obiettivi e mi aveva analizzata davanti a tutti? Più ci pensavo, più mi sentivo offesa, e non riuscivo a trattenere le lacrime. Ho pregato Dio più e più volte, chiedendoGli di guidarmi a trarne un insegnamento. Per alcuni giorni, sono stata davvero depressa e infelice e non avevo energia in nulla di ciò che facevo. Poi, durante una riunione, ho letto un passo delle parole di Dio, tratto da “Un monito per coloro che non praticano la verità”, che mi ha fatto capire meglio me stessa. La parola di Dio dice: “Coloro tra i fratelli e le sorelle che esprimono costantemente la loro negatività sono lacchè di Satana e disturbano la Chiesa. Queste persone un giorno dovranno essere espulse ed eliminate. Se le persone, nella loro fede in Dio, non mantengono un cuore pieno di timore per Dio, se non hanno un cuore obbediente a Lui, non solo saranno incapaci di svolgere qualsiasi lavoro per Dio, ma anzi diventeranno persone che disturbano l’opera di Dio e Lo sfidano. […] Dio è sempre nel cuore di coloro che credono sinceramente in Lui e che dentro di sé hanno un cuore pieno di timore e di amore per Dio. Coloro che credono in Dio devono agire in modo cauto e assennato, e tutto ciò che fanno deve essere conforme ai requisiti di Dio e in grado di soddisfare il Suo cuore. Non devono essere persone caparbie che fanno ciò che piace loro; ciò non si addice alla condotta dei santi. Le persone non possono agire in modo incontrollato, sventolando ovunque lo stendardo di Dio mentre ingannano e si vantano; un tal modo di fare rappresenta la condotta più ribelle. Le famiglie hanno le loro regole e le nazioni le loro leggi; non è a maggior ragione così nella casa di Dio? Gli standard non sono persino più rigidi e i decreti amministrativi più numerosi? Le persone sono libere di fare ciò che vogliono, ma i decreti amministrativi di Dio non possono essere modificati a piacimento. Dio è un Dio che non tollera offesa dagli esseri umani; Egli è un Dio che punisce con la morte. Davvero le persone non ne sono ancora consapevoli?” (La Parola appare nella carne). Le parole di Dio “lacchè di Satana” e “disturbano la Chiesa” mi hanno davvero colpita e spaventata. In base alle parole di Dio, dire a sorella Lin, senza comprendere appieno la vera situazione, che la leader superiore stava nominando dei candidati era diffondere e seminare discordia senza ragione. Sorella Xu mi aveva chiaramente avvisata che era solo una notizia che aveva sentito e che non sapeva se fosse vera, ma io sono subito andata a dirlo a sorella Lin. Volevo che più persone pensassero che la leader superiore non agisse secondo i principi, che in una cosa così importante come un’elezione stesse nominando dei candidati; volevo velatamente indurre gli altri a sviluppare pregiudizi nei suoi confronti. Questo in essenza significava denigrare la leader superiore, agire come tirapiedi di Satana, intralciare il lavoro della chiesa. In seguito, ho letto un altro passo delle parole di Dio. “Coloro che appartengono a Satana saranno restituiti a Satana, mentre coloro che appartengono a Dio andranno sicuramente in cerca della verità; ciò è determinato dalle rispettive nature. Periscano tutti coloro che seguono Satana! Nessuna pietà verrà mostrata a costoro. Lasciamo che coloro che cercano la verità se ne approvvigionino e possano godere della parola di Dio a piacimento. Dio è giusto, Egli non mostrerebbe favoritismi per nessuno. Se sei un diavolo, sarai incapace di praticare la verità. Se sei uno che cerca la verità, di certo non sarai fatto prigioniero da Satana: questo è fuori di dubbio” (“Un monito per coloro che non praticano la verità” in “La Parola appare nella carne”). Leggendo le parole di Dio “Periscano tutti coloro che seguono Satana!”, ho iniziato a tremare di paura. Se non mi fossi pentita, continuando invece ad agire secondo i miei capricci, fungendo da tirapiedi di Satana, avrei finito per essere smascherata e scacciata da Dio. E ho riflettuto su questo: “Coloro che appartengono a Satana saranno restituiti a Satana, mentre coloro che appartengono a Dio andranno sicuramente in cerca della verità”. Se avessi saputo cercare la verità per affrontare le mie trasgressioni e conoscere me stessa, non potevo ottenere la misericordia di Dio? Poi mi sono chiesta perché avessi reagito così quando sorella Xu mi ha detto che la lader superiore aveva nominato i candidati. Un paio di mesi prima, quando il mio dovere era stato cambiato, ero davvero infelice per questo ed ero molto prevenuta nei confronti della leader superiore. Così, quando ho sentito qualcuno dire che la leader superiore stava nominando dei candidati, ho pensato che sicuramente non stesse agendo secondo i principi, così ne ho parlato con sorella Lin, per portarla dalla mia parte e suscitare anche in lei pregiudizi verso la leader superiore. Stavo intenzionalmente giudicando la leader superiore e c’era anche un elemento di vendetta. Era un obiettivo così spregevole e malvagio! Vedere quel brutto lato di me stessa mi ha colmata di rimorso. Se la leader superiore non avesse sviscerato subito l’essenza delle mie azioni in modo che tutti potessero vedere i miei veri obiettivi, una volta che la falsa notizia si fosse diffusa tra i fratelli e le sorelle, sarebbero diventati prevenuti nei confronti della leader superiore e non sarebbero stati in grado di collaborare bene con lei. Questo avrebbe avuto un impatto diretto sul lavoro della chiesa. Dopo, mi sono subito presentata davanti a Dio per pregare e pentirmi. Ho detto: “Dio, ho agito da tirapiedi di Satana, intralciando e disturbando il lavoro della Tua casa. Non voglio continuare a parlare e ad agire per corruzione. Voglio capire le mie trasgressioni e le mie malefatte e pentirmi veramente. Ti prego, guidami”.

In quel periodo, pregavo e ricercavo davanti a Dio. Perché sono stata così resistente al cambio di dovere, quella volta, fino al punto di lavorare per Satana, seminare discordia tra i fratelli e le sorelle e giudicare la leader superiore? Un giorno, nei miei devozionali, ho letto queste parole di Dio: “Coloro che hanno grande considerazione di sé stessi davanti a Dio sono i più abbietti fra gli uomini, mentre gli umili sono quelli più degni di onore. E coloro che pensano di conoscere l’opera di Dio, e sono per di più capaci di proclamarla agli altri con grande clamore anche mentre tengono gli occhi puntati su di Lui, sono i più ignoranti di tutti. Tali uomini sono quelli che non rendono testimonianza a Dio, quelli arroganti e presuntuosi” (“Tutti coloro che non conoscono Dio sono persone che si oppongono a Dio” in “La Parola appare nella carne”). “Vi esorto tutti a non considerarvi più importanti dell’oro. Se altri possono accettare il giudizio di Dio, allora perché tu non puoi? Quanto in alto ti trovi, rispetto agli altri? Se altri possono chinare le loro teste di fronte alla verità, perché anche tu non puoi fare lo stesso?” (“Cristo compie l’opera di giudizio attraverso la verità” in “La Parola appare nella carne”). Le parole di Dio di giudizio e rivelazione mi hanno colpita dritto al cuore. Ero proprio quel tipo di persona arrogante e presuntuosa. Avevo prestato servizio come predicatrice e imparato alcuni principi, quindi sentivo di avere buona levatura e di apprendere in fretta, che ero una persona di talento nella chiesa e che dovevo essere coltivata. Sentendo i fratelli e le sorelle lodarmi per la mia capacità di soffrire, di pagare un prezzo nel mio dovere e di cercare la verità a un’età così giovane, la mia autostima è cresciuta molto. Mi sono etichettata come ricercatrice della verità. La leader superiore ha condiviso con me sui principi, e mi ha detto che in quel momento la mia situazione reale mi rendeva inadatta a essere predicatrice, ma io non ho saputo accettarlo. Ho persino pensato che quel cambiamento di dovere fosse il tentativo della leader superiore di rendermi le cose difficili, e che lei non stesse seguendo i principi. Avevo troppa autostima, mi reputavo grande, senza avere la minima idea del mio reale valore. Ero inoltre totalmente convinta di essere adatta al ruolo di predicatrice, ma in realtà ero una credente da poco tempo e non avevo molta esperienza reale. Di fronte ad alcuni problemi pratici, come i leader della chiesa che non collaboravano bene, non avevo l’esperienza pratica per aiutarli. Due mesi dopo il cambio di dovere, ero ancora scontenta e non lo accettavo neanche lontanamente. Ho persino velatamente giudicato le azioni della lader superiore come in contrasto con i principi. Ero arrogante oltre ogni ragione. Non sapevo risolvere i problemi reali utilizzando la verità né sperimentare l’opera di Dio. Inoltre, non mi sottomettevo e non traevo insegnamenti nei problemi. Solo queste cose erano sufficienti a dimostrare che non avevo molta esperienza pratica, non comprendevo la verità, e non avevo alcuna conoscenza della corruzione che manifestavo. Come potevo risolvere i problemi reali di quelle chiese? Quando la leader superiore ha cambiato il mio dovere, ha detto che non avevo molta esperienza di vita e che non sapevo risolvere i problemi reali. Senza la realtà a rivelarlo, non avrei mai visto quanto ero arrogante.

Poi, ho letto questo passo delle parole di Dio: “Oggi Dio vi giudica, vi castiga e vi condanna, ma sappi che la ragione della tua condanna è che tu possa conoscere te stesso. Dio ti condanna, ti maledice, ti giudica e ti castiga affinché tu possa conoscere te stesso, affinché la tua indole possa cambiare e anche affinché tu possa conoscere quanto vali. Lo fa perché tu possa vedere che tutte le azioni di Dio sono giuste, che sono in accordo con la Sua indole e con le necessità della Sua opera, che Egli opera in conformità con il Suo piano di salvezza dell’uomo, e che Egli è il Dio giusto che ama, salva, giudica e castiga l’uomo” (“Dovreste mettere da parte i benefici della posizione e comprendere la volontà di Dio di dare la salvezza all’uomo” in “La Parola appare nella carne”). Leggere le parole di Dio mi ha davvero commossa. Il mio cambio di dovere era amore e protezione da parte di Dio. Se non fosse successo, tuttora non avrei capito quanto fossi arrogante. Lo smascheramento da parte della leader superiore e il duro giudizio e la rivelazione di Dio mi hanno davvero messa a disagio, ma mi hanno mostrato la mia arroganza, la mia mancanza di riverenza per Dio, e che stavo agendo da tirapiedi di Satana per il mio prestigio e vantaggio e intralciando il lavoro della chiesa. Dio mi ha distolta in tempo dal mio cammino malvagio, permettendomi di imparare qualcosa su me stessa.

Da allora, ho fatto del mio meglio come leader della chiesa. La mia collaboratrice, sorella Xu, oltre a svolgere il suo dovere si occupava della famiglia. Io non avevo quel tipo di responsabilità domestiche, quindi avevo più tempo. Quando i fratelli e le sorelle avevano delle difficoltà, andavo più spesso a fare comunione e a risolverle. All’inizio, ero comprensiva e indulgente con sorella Xu, ma dopo un po’ ho iniziato a sentire di essere più coinvolta di lei. A volte vedevo che, quando aveva problemi in famiglia, non seguiva e non gestiva subito gli affari della chiesa, quindi provavo un certo disprezzo nei suoi confronti. Sentivo che aveva troppo affetto per la sua famiglia, e che con il tempo questo avrebbe ostacolato il lavoro della chiesa. A volte tenevo condivisione con sorella Xu ma, vedendola un po’ turbata, assumevo un tono di disprezzo e di sdegno nei suoi confronti. Sorella Xu si sentiva limitata da me, temeva che se avesse fatto qualcosa di sbagliato le avrei dato filo da torcere. Poiché non avevo molta comprensione della mia indole arrogante, i miei vecchi problemi sono ben presto riemersi.

Tempo dopo, sorella Xu si è candidata per diventare predicatrice ed è stata eletta. È stato difficile per me accettarlo quando l’ho saputo. Ho pensato che io non potevo candidarmi perché ero giovane, ma come potevo non essere all’altezza di sorella Xu? Avevo migliore levatura di lei, più energia nel dovere, e non dovevo occuparmi della famiglia. Inoltre, di recente ero stata potata e trattata, avevo fallito ed ero stata smascherata, e avevo acquisito comprensione di me stessa. Manifestavo ancora una certa arroganza, ma ero già alquanto cambiata. Ora sorella Xu era stata eletta predicatrice, responsabile del lavoro di diverse chiese, mentre io ero responsabile di una sola chiesa: quindi significava davvero che ero così carente? Ero così giovane: rimanere responsabile di quella sola chiesa non era uno spreco del mio talento? Con la mia levatura, potevo davvero gestire una sola chiesa? Non potevo rivestire un ruolo importante nella casa di Dio? Perché la leader superiore non vedeva i miei progressi e cambiamenti? Anche una predicatrice, sorella Zhang, mi ha potata e trattata più e più volte durante le riunioni. Mi ha detto: “Nelle mie interazioni passate con te, mi sembravi avere un’umanità davvero buona. Sono sorpresa di vedere quanto sei arrogante e presuntuosa. Hai scarsa levatura, ma guardi gli altri dall’alto in basso e li limiti di continuo. Tieni costantemente il muso lungo con gli altri. Ora vedo che non hai una buona umanità”. Ero sconvolta dalle sue parole. Perché doveva parlare dei miei problemi in ogni riunione? Perché era così dura con me? Avevo solo manifestato un po’ di corruzione e arroganza: era necessario parlarmi così? Quando proprio non ce la facevo più, correvo in bagno a piangere di nascosto. Mi sentivo il cuore trafitto da un coltello. Ogni giorno, invocavo Dio in preghiera, chiedendoGli di guidarmi a trarne un insegnamento.

In quel periodo, ho letto molte parole di Dio di giudizio e rivelazione. Uno di quei passi mi ha colpita in modo particolarmente profondo. La parola di Dio dice: “Sarebbe meglio per voi dedicare maggior sforzo alla verità di conoscere voi stessi. Perché non avete incontrato il favore di Dio? Perché la vostra indole Gli risulta abominevole? Perché le vostre parole suscitano il Suo ribrezzo? Non appena avete dimostrato un briciolo di lealtà, cantate le vostre lodi e pretendete una ricompensa in cambio di un piccolo contributo; guardate gli altri dall’alto in basso quando avete mostrato un pizzico di obbedienza e diventate sprezzanti verso Dio quando portate a termine un compito insignificante. Per ricevere Dio chiedete denaro, doni e complimenti. Sentite una fitta al cuore quando donate una o due monete; quando ne donate dieci, desiderate benedizioni e un trattamento particolare. Parlare o sentir parlare di un’umanità come la vostra è sicuramente offensivo. C’è qualcosa di lodevole nelle vostre parole e azioni? Coloro che compiono il proprio dovere e coloro che non lo fanno; coloro che guidano e coloro che seguono; coloro che ricevono Dio e coloro che non lo fanno; coloro che donano e coloro che non lo fanno; coloro che predicano e coloro che ricevono la parola, e così via: tutti gli uomini di questo tipo elogiano sé stessi. Non lo trovate ridicolo? Pur sapendo benissimo di credere in Dio, non siete capaci di essere compatibili con Lui. Pur conoscendo benissimo la vostra indegnità, continuate ugualmente a vantarvi. Non sentite che la vostra ragione si è deteriorata al punto che non avete più autocontrollo? Con una ragione come questa, come potete essere degni di associarvi con Dio? Non temete per voi stessi in questa circostanza? La vostra indole si è già deteriorata al punto di rendervi incompatibili con Dio. Di conseguenza, la vostra fede non è ridicola? Non è assurda? Come affronterai il futuro? Come sceglierai la strada da percorrere?” (“Coloro che sono incompatibili con Cristo sono sicuramente avversari di Dio” in “La Parola appare nella carne”). Le parole di Dio rivelavano perfettamente il mio stato. Dopo aver appreso alcuni principi nel mio dovere, sentivo di avere grande levatura e talento. Quando compivo qualche sacrificio e pagavo un minimo prezzo, facevo sfoggio di me, e sentivo di perseguire la verità. Quando io e sorella Xu siamo state affiancate nel nostro dovere, lavoravo un po’ più di lei e sentivo di perseguire più di lei, di essere migliore. Vedendo sorella Xu ostacolata da questioni familiari, non ero comprensiva nei suoi confronti, anzi la denigravo e la guardavo dall’alto in basso, e tendevo a gettarle occhiate in cagnesco. Non provavo alcun amore per lei; anzi, la ostacolavo sempre. Questo rivelava a pieno un’indole arrogante, e Dio ne era disgustato. Anche se Sorella Xu aveva dei legami familiari, aveva una buona umanità ed era scrupolosa nel suo dovere. Inoltre, la sua comunione era molto pratica e sapeva risolvere le difficoltà degli altri. Ad esempio, durante le stagioni agricole più impegnative, alcuni arrivavano in ritardo alle riunioni o non vi partecipavano regolarmente. Io condividevo con loro dicendo che questo è il momento cruciale per perseguire la verità, che non avrebbero guadagnato nulla se fossero stati sempre occupati con la vita della carne, e che la brama di comodità non fa che condurre gli stolti alla rovina. Io ripetevo tutte quelle vuote banalità e loro annuivano in segno di assenso, ma poi erano comunque occupati con i loro lavori agricoli e continuavano a presentarsi in ritardo alle riunioni. Invece, sorella Xu aveva dei legami familiari, quindi poteva capire le loro difficoltà reali. Condivideva con i fratelli e le sorelle sulle sue esperienze per aiutarli. Loro ascoltavano e sentivano che era davvero qualcosa di pratico, e poi di solito tornavano a partecipare regolarmente. Entrambe facevamo comunione con i fratelli e le sorelle. Io non sapevo risolvere i loro problemi reali, mentre sorella Xu otteneva risultati concreti con la sua comunione. Da questo si evinceva che aveva davvero una certa esperienza pratica.

In seguito, ho letto un altro passo delle parole di Dio che mi ha aiutata a capire quale fosse la realtà. La parola di Dio dice: “Sfoggiare le parole di Dio ed essere in grado di spiegarle senza andare in confusione non significa possedere la realtà: le cose non sono semplici come immagini. Che tu sia in possesso della realtà o no non dipende da quello che dici, ma piuttosto da ciò che vivi nel concreto. Solo quando le parole di Dio diventano la tua vita e la tua naturale espressione si può dire che tu abbia la realtà, e solo allora puoi essere annoverato tra coloro che hanno guadagnato un’autentica comprensione e una vera levatura. Devi essere capace di reggere all’esame per lunghi periodi di tempo, e devi saper vivere nel concreto la sembianza richiesta da Dio; non deve essere un mero atteggiarsi: deve fluire da te in modo naturale. Solo così possiederai davvero la realtà, e solo così ti sarai guadagnato la vita. […] Guai a coloro che sono arroganti e altezzosi, e guai a coloro che non hanno conoscenza di se stessi; uomini del genere sono versati nel parlare, ma risultano i peggiori quando si tratta di tradurre le loro parole in azioni. Alla minima avvisaglia di un qualche guaio, questi uomini iniziano a dubitare e nella loro mente si fa strada il pensiero di gettare la spugna. Essi non possiedono affatto la realtà; hanno solamente delle teorie che sono al di sopra della religione, del tutto prive della realtà ora richiesta da Dio. Sono sommamente disgustato da quanti parlano solo di teorie senza possedere affatto la realtà. Quando svolgono il loro lavoro lo gridano ai quattro venti, e tuttavia vanno in pezzi non appena si trovano davanti alla realtà. Ciò non dimostra forse che non hanno la realtà? Per quanto impetuosi possano essere il vento e le onde, se riesci a restare in piedi senza lasciare che nella tua mente si insinui il benché minimo dubbio e a rimanere saldo, e a restare esente dalla negazione persino quando non rimane più nessun altro, conterai tra quelli che hanno una vera comprensione e che sono autenticamente in possesso della realtà. Se ti volgerai in qualunque direzione soffi il vento (se segui la maggioranza e impari a pappagallo i discorsi degli altri) potrai anche essere convincente, ma non sarà la prova che sei in possesso della realtà. Di conseguenza, ti consiglio di non metterti prematuramente a gridare ai quattro venti vuote parole. Sai cosa Dio intende fare? Non comportarti anche tu come Pietro, o ti coprirai di vergogna e perderai la capacità di tenere alta la testa, cosa che non gioverebbe a nessuno. Quasi nessuno ha una vera levatura. Dio ha compiuto molta della Sua opera, ma non ha fatto scendere la realtà sulle persone; per la precisione, Dio non ha mai personalmente castigato nessuno. Alcuni sono stati messi a nudo da prove del genere, con le loro mani peccaminose che arrivano sempre più lontano, convinti che sia facile avere la meglio su Dio e di poter fare qualunque cosa vogliano. Dal momento che non sono capaci nemmeno di sostenere questo tipo di prova, le prove più impegnative per loro sono fuori questione, come pure il possesso della realtà. Non stanno solo cercando di ingannare Dio? Possedere la realtà non è cosa che si possa fingere, e parimenti la realtà non è una cosa che si possa conseguire conoscendola. Dipende dalla tua vera levatura e dal fatto che tu sia o no in grado di sostenere tutte le prove. Capisci?” (“Solo mettere in pratica la verità significa possedere la realtà” in “La Parola appare nella carne”). Le parole di Dio sono chiarissime. Che una persona possieda o no la realtà non dipende solo da ciò che dice, ma dal fatto che pratichi o meno la verità e testimoni Dio in ciò che vive. Se ci si limita a comprendere la dottrina e si pensa di possedere la realtà, questa è arroganza e mancanza di conoscenza di sé. Mi ritenevo in generale piena di fede, gestivo il lavoro della chiesa in modo tempestivo, ero entusiasta nel mio dovere e sembravo in grado di sottomettermi a Dio; ma, dopo che sorella Xu è stata eletta predicatrice, ho perso il mio equilibrio. Sentivo di essere migliore di lei, più capace, ma allora perché non ero stata scelta io? Nel mio cuore avevo rimostranze e lo ritenevo ingiusto nei miei confronti. In base a ciò che manifestavo, non mi conoscevo veramente e non sapevo sottomettermi alla situazione che Dio aveva predisposto. Non possedevo affatto la realtà della verità. Avevo solo un po’ di entusiasmo nel mio dovere e sapevo parlare di dottrina. Ho scambiato queste cose per una reale levatura, ma in realtà non capivo le vere difficoltà dei miei fratelli e sorelle e non sapevo risolvere i loro veri problemi. Farmi prestare servizio come leader della chiesa era già darmi un’opportunità, ma io non mi conoscevo affatto e volevo lottare per essere predicatrice. Ero arrogante oltre ogni ragione. Volevo essere molto apprezzata da Dio, e ciò era impossibile. A Dio non piacerebbe mai una persona fuori controllo e priva di ragione. Vedendo che avevo un’indole arrogante, che non ero affatto cambiata e che Dio trovava il mio comportamento disgustoso e odioso, sono stata sopraffatta dal rimorso. Mi sembrava di essere troppo insensibile e di non conoscermi. Se sorella Zhang non mi avesse trattata, tuttora non saprei vedere i miei problemi. Ero così grata a Dio per aver predisposto per me quella situazione.

Poi, ho letto un altro passo delle parole di Dio che mi ha aiutata a capire la Sua volontà. La parola di Dio dice: “Quando subite un po’ di costrizione o difficoltà è una cosa buona per voi; se tutto fosse facile sareste rovinati, e come potreste essere protetti? Oggi è perché siete castigati, maledetti e giudicati che vi viene data protezione. È perché avete sofferto molto che siete protetti, altrimenti sareste da tempo caduti nella depravazione. Non vi rendo le cose difficili intenzionalmente: la natura umana è difficile da cambiare, e deve essere così affinché l’indole della gente cambi. Oggi non possedete neanche la coscienza o la ragionevolezza che possedeva Paolo, né avete la sua autoconsapevolezza. Dovete essere sempre pressati, castigati e giudicati per risvegliare il vostro spirito. Il castigo e il giudizio sono la cosa migliore per la vostra vita, e quando è necessario deve esserci anche il castigo nelle realtà in cui vi imbattete; solo così vi sottometterete pienamente. Le vostre nature sono tali che senza castigo e maledizione non sareste disposti a chinare la testa, né a sottomettervi. Senza i fatti davanti ai vostri occhi, non ci sarebbe alcun effetto. Siete troppo meschini e indegni di carattere! Senza castigo e giudizio, sarebbe difficile per voi essere conquistati, e sarebbe arduo vincere la vostra ingiustizia e disobbedienza. La vostra vecchia natura è così profondamente radicata che, se foste collocati sul trono, non avreste idea dell’altezza del cielo e della profondità della terra, né tanto meno della vostra direzione. Non sapete neanche da dove provenite, dunque come potreste conoscere il Signore della creazione? Senza il tempestivo castigo e le maledizioni di oggi, il vostro ultimo giorno sarebbe arrivato da tempo, per non parlare del vostro destino: esso non sarebbe forse ancora più in imminente pericolo? Senza questo tempestivo castigo e giudizio, chissà quanto sareste diventati arroganti e depravati. Questo castigo e giudizio vi ha condotto fino a oggi e vi ha preservato l’esistenza. Se foste ancora istruiti utilizzando gli stessi metodi di vostro ‘padre’, chissà in quale regno entrereste! Non avete alcuna capacità di controllare e di riflettere su voi stessi. Per persone come voi, è sufficiente seguire, obbedire e non interferire o disturbare, affinché i Miei obiettivi vengano perseguiti. Non dovreste migliorare nell’accettare il castigo e il giudizio di oggi? Quali altre scelte avete?” (“Pratica (6)” in “La Parola appare nella carne”). Mentre leggevo le parole di Dio, ho rivisto nella mente una scena dopo l’altra, da quando ero una predicatrice fino al cambio di dovere. Potevo davvero sentire che il giudizio e la potatura di Dio erano la Sua protezione per me. Ero così arrogante da non averne discernimento, e in più ero davvero testarda e ribelle nel profondo. Se non mi fossero capitati ripetutamente fatti di quel tipo, non so fino a dove mi avrebbe condotta la mia arroganza. Ho inoltre percepito quanto è concreto l’amore di Dio per gli uomini. Ripetutamente, Dio ha predisposto situazioni per ammonirmi e aiutarmi a presentrami davanti a Lui per riflettere su me stessa. Le Sue parole mi hanno guidata, hanno giudicato e rivelato la mia ribellione e corruzione, mi hanno fatto conoscere me stessa e mi hanno fatta pentire davanti a Dio. Dio Si assume una tale responsabilità per la vita delle persone. Egli è così amorevole e degno del nostro amore. Il vero significato delle parole “Il castigo e il giudizio di Dio sono la luce, la luce della salvezza dell’uomo, e per lui non esiste migliore benedizione, grazia o protezione”, è qualcosa che ho realmente compreso un po’ meglio. Se le persone vogliono che la loro indole venga purificata e cambiata, questo è davvero inseparabile dal giudizio e dal castigo di Dio. Ho rivolto a Dio una preghiera di sottomissione, intenzionata ad accettare davvero il mio dovere; e, anche se non fossi mai stata promossa, ero pronta e disposta a sottomettermi alle disposizioni di Dio.

Poco tempo dopo, la leader superiore mi ha inviato una lettera in cui mi diceva che ero stata promossa e che avrei svolto un dovere in un altro posto. Non l’avrei mai immaginato. In quel momento, ero davvero grata a Dio e ho sentito quanto amorevole Egli sia! La realtà è che Dio non stava cercando di bloccarmi lì, impedendomi di svolgere un altro dovere; ero solo io a fare la difficile e a oppormi a tutto, quindi avevo bisogno che Dio predisponesse quella situazione per purificarmi e cambiarmi. Ho inoltre sperimentato la sincera intenzione di Dio di salvarmi. Dio sia lodato!

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