Come ho risolto la mia astuzia e la mia falsità

11 Giugno 2022

di Li Xiang, Filippine

Mi sono sempre ritenuto una persona sincera. Mi reputavo degno di fiducia a parole e nei fatti, e chi mi conosceva diceva lo stesso di me. Mi sentivo un uomo sincero e affidabile. Dopo aver acquisito la fede, non ho quasi mai mentito ai fratelli né ingannato nessuno. Così, ho sempre creduto che, pur non essendo una persona del tutto sincera, per lo meno non fossi subdolo e astuto. Poi, attraverso il giudizio e il castigo delle parole di Dio, ho scoperto la mia natura subdola e mi sono visto per ciò che ero.

Ricordo che, una volta, la mia collaboratrice, sorella Li, in un messaggio mi ha chiesto i progressi di un certo progetto. Mi sono reso conto che non lo avevo monitorato, quindi non conoscevo i dettagli. Inizialmente ho pensato di dirglielo, ma poi ho esitato. Avevo sempre dato l’impressione di essere affidabile; quindi, se avessi ammesso di essere stato negligente, lei mi avrebbe ritenuto irresponsabile nel mio dovere? Le avrei fatto una cattiva impressione e poi avrei perso credibilità ai suoi occhi. Ho deciso di non risponderle direttamente, ma di chiedere alla sorella che gestiva quel progetto, e dopo rispondere a sorella Li. Così, comunque andasse il progetto, almeno avrei dimostrato di essere aggiornato. Così ho finto di non aver visto il messaggio e poi le ho risposto dopo essermi informato. Sorella Li non mi ha detto nulla sul momento, ma io continuavo a sentirmi a disagio e in ansia. Poi ho letto queste parole di Dio Onnipotente: “Onestà significa donare il vostro cuore a Dio, mai imbrogliarLo, essere sinceri con Lui in ogni cosa, aperti con Lui in ogni cosa, senza mai nascondere la verità, senza tentare di ingannare i superiori e i subordinati e fare le cose solo per ingraziarsi Dio. In breve, essere onesti vuol dire essere puri nelle vostre azioni e parole, e non ingannare né Dio né gli uomini” (“Tre ammonimenti” in “La Parola appare nella carne”). Le parole di Dio mi hanno fatto vergognare. Non avevo esattamente mentito ma, attraverso il mio pensiero e i miei obiettivi personali nell’agire, volevo coprire e nascondere la mia negligenza nel dovere, temendo che sorella Li potesse vedermi per ciò che ero. Ho finto di non aver visto il suo messaggio, poi mi sono affrettato a informarmi prima di risponderle, per darle l’idea di avere tutto sotto controllo. Stavo creando una falsa impressione, ero ingannevole, il che dimostrava la mia astuzia. Su una tale inezia, il mio pensiero era così intricato, avevo secondi fini e usavo tattiche per celare la verità. Ero forse sincero? Ero inaffidabile. Capito questo, ho visto che non ero così schietto come pensavo, avevo raggirato e ingannato. Mi sono ripromesso di dire tutta la verità la volta successiva, non potevo continuare a nascondere le cose.

Ma, dopo un paio di giorni, sorella Li mi ha avvisato che la nostra leader sarebbe venuta a controllare il nostro lavoro due giorni dopo. Mi è saltato il cuore in gola. Di solito, la leader non ci viene a cercare all’improvviso, quindi mi chiedevo se fosse successo qualcosa, se ci fossero problemi nel nostro lavoro. Ero stato occupato con il lavoro di irrigazione e non avevo seguito né concluso molto nella produzione video che stavo gestendo. Cosa avrei risposto se la leader mi avesse chiesto al riguardo? Ho iniziato a fare supposizioni su che tipo di domande avrebbe potuto fare, su cosa non sapevo, in modo da informarmi rapidamente. Se non avessi saputo rispondere a qualcosa, poteva sembrare che non stessi svolgendo lavoro concreto. Ero un po’ preoccupato e nervoso. Dopo aver riflettuto, ho capito che era normale per un leader controllare il lavoro: perché mi davo tanto pensiero? Speculavo sui motivi del controllo e mi arrovellavo su come coprire le mie mancanze, temendo che la leader le notasse e mi dicesse che non svolgevo lavoro concreto ed ero un falso leader. Stavo cercando di camuffarmi. In effetti, è normale che un leader si informi del lavoro. Dovevo essere schietto al riguardo e fare dei cambiamenti nelle aree più deboli. Perché rimuginavo così tanto sulle cose? Manifestavo astuzia. Ho ricordato queste parole di Dio Onnipotente: “Apprezzo coloro che non sospettano degli altri e Mi piacciono anche coloro che accettano prontamente la verità; ho grande riguardo per questi due tipi di persone, perché ai Miei occhi sono oneste” (“Come conoscere il Dio sulla terra” in “La Parola appare nella carne”). E il Signore Gesù disse: “Il vostro parlare sia: ‘Sì, sì; no, no’; poiché il di più viene dal maligno” (Matteo 5:37). Le parole di Dio sono chiare. Chi è sincero dovrebbe parlare onestamente, mentre il mio pensiero era intricato. Volevo coprire i miei problemi, quindi mi venivano in mente pensieri subdoli. Così, ho pregato Dio, chiedendoGli di guidarmi a praticare la verità e la sincerità, e di essere del tutto onesto, qualunque cosa la leader mi chiedesse.

Nella riunione, la leader si è innanzitutto informata sulla produzione video, di cui ero diretto responsabile, ma avevo dedicato tempo ed energie soprattutto all’irrigazione. Non ero molto aggiornato sul lavoro video. Gliel’ho spiegato, e mi ha criticato per non aver svolto lavoro pratico; poi mi ha chiesto quanti nuovi credenti non partecipassero regolarmente alle riunioni, e sono andato un po’ nel panico. Non mi ero tenuto al corrente dei dettagli al riguardo, avevo chiesto qualche volta ma senza darci troppo peso. Avevo appena dichiarato di dedicare la maggior parte delle energie all’irrigazione: se non sapevo nemmeno dire alla leader quanti neofiti non partecipavano alle riunioni, cosa avrebbe pensato di me? Avrebbe potuto chiedermi cosa facessi tutto il giorno, visto che non sapevo neanche quello, e se lavorassi davvero. Aveva già rilevato molti problemi nel lavoro video; se ne avesse trovati anche nel lavoro di irrigazione, mi avrebbe subito rimosso? Le ho solo fornito una cifra approssimativa. Mi sono detto che non era un grosso problema se non era precisissima. E comunque non esisteva una cifra esatta, quindi non era una vera bugia. Dopo il nostro incontro, ho esaminato i dettagli e ho scoperto che la mia stima deviava di parecchio. La cosa mi ha fatto molto preoccupare. Stavolta avevo davvero mentito, dicendo una bugia sfacciata. Perché non riuscivo a evitare di mentire? Quando pregavo, avevo la fede per essere sincero. Perché poi mentivo nelle situazioni pratiche? Mi sentivo malissimo per questo. Per un po’ di tempo, continuava a venirmi in mente la parola “inganno”. Sentivo di aver fatto davvero qualcosa di ignobile.

Ho pregato Dio al riguardo e letto alcuni passi delle Sue parole nelle mie riflessioni. “La vita non è forse estenuante per le persone astute? È così estenuante per loro passare tutto il tempo a dire bugie, a inventarne altre per coprire le prime, e ad essere ingannevoli: quindi, perché qualcuno dovrebbe ancora desiderare di comportarsi in modo astuto invece di voler essere sincero? Vi siete mai posti questa domanda? Ecco le conseguenze dell’essere ingannati dalla propria natura satanica; impedisce di lasciarsi alle spalle questo tipo di vita, di sfuggire a questo tipo di indole. Si è felici di accettare un simile inganno e di vivere al suo interno; non si desidera mettere in pratica la verità e percorrere il cammino della luce. Tu pensi che vivere così sia estenuante e inutile, ma gli astuti lo ritengono altamente necessario, pensano che non farlo danneggerebbe i loro interessi, nonché la loro immagine e reputazione. Che perderebbero troppo, e il danno sarebbe eccessivo. Tengono molto a queste cose, tengono molto alla loro immagine, alla reputazione e al prestigio, e questa è la pura manifestazione dell’assenza di amore per la verità. In sintesi, quando le persone non vogliono essere sincere o non riescono a praticare la verità, è perché non amano la verità; in cuor loro, non c’è un momento in cui non abbiano a cuore la reputazione e il prestigio, in cui non inseguano le tendenze del mondo esterno o non vivano sotto l’influenza di Satana, e questo è un problema della loro natura. Oggi, ci sono persone che credono in Dio da anni, che hanno ascoltato molti sermoni, e sanno in cosa consiste la fede in Dio: allora perché ancora non praticano la verità, perché non si è verificato alcun cambiamento in loro? Perché non amano la verità. Anche quando comprendono una piccola parte della verità, non riescono comunque a metterla in pratica, e quindi è stato inutile per loro credere in Dio tutti questi anni” (“La pratica fondamentale per essere una persona onesta” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”).

Alcune persone non dicono mai a nessuno la verità. Ponderano e mettono accuratamente a punto ogni cosa nella loro mente prima di dirla agli altri; è impossibile stabilire quali delle cose che dicono siano vere e quali false. Dicono una cosa oggi e un’altra domani, dicono una cosa a una persona e un’altra a un’altra; contraddicono se stesse in tutto ciò che dicono. Come si può credere a simili persone? È molto difficile farsi un’idea precisa dei fatti; non dicono mai nulla di veramente affidabile. Di che indole si tratta? Dell’astuzia. Un’indole astuta è facile da cambiare? È la più difficile da cambiare. Tutto ciò che ha a che fare con l’indole riguarda la natura delle persone, e niente è più difficile da cambiare di ciò che è inerente alla natura delle persone. Si dice che il lupo perde il pelo ma non il vizio. Questo è assolutamente vero. Qualunque cosa dicano o facciano, le persone astute nascondono sempre i loro obiettivi e scopi. Quando non hanno alcun obiettivo o scopo, tacciono. Se tenti di decifrare i loro obiettivi e i loro scopi, si zittiscono; e, se per caso si lasciano sfuggire qualcosa di sincero, poi fanno di tutto per trovare il modo di distorcerlo, per confonderti e impedirti di appurare la verità. In altre parole, in tutto ciò che fanno, non permettono a nessuno di conoscere la reale situazione; a prescindere da quanto tempo le si conosca, nessuno può sapere cos’abbiano davvero in mente. Questa è la natura delle persone astute. Per quanto parlino, non saprai mai quali siano i loro scopi, né quale obiettivo stiano cercando di raggiungere, o cosa pensino veramente. Persino i loro genitori fanno fatica a decifrarlo; cercare di capire una persona astuta è estremamente difficile. Ecco come sono fatte le persone astute: prima ancora di fare una qualsiasi cosa, hanno già manifestato la loro astuzia. Questo è un tipo di indole, vero? Che tu abbia già parlato o no, che tu abbia agito o meno, quest’indole è dentro di te, ti controlla sempre e dovunque, ti porta a escogitare tranelli e a ingannare, a raggirare le persone, a nascondere la verità e a simulare. Questa è astuzia” (“Per il cambiamento dell’indole è necessario capire sei aspetti di un’indole corrotta” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Le parole di Dio mi hanno mostrato che non sapevo evitare di mentire, ingannare e coprire la verità perché ero astuto e tenevo alla reputazione e al prestigio. Queste erano le cose che proteggevo sempre. Pesavo e confezionavo le mie parole e, per quanto fosse faticoso, non volevo essere schietto. Pregavo Dio di aiutarmi ad essere una persona sincera ma, quando la leader si è informata proprio sul lavoro che non sapevo svolgere, ho considerato che, se avessi risposto direttamente di non sapere, mi avrebbe ritenuto inaffidabile e incapace di lavoro concreto, e, nel peggiore dei casi, poteva sostituirmi. Per proteggere il mio prestigio, non volevo che la leader vedesse le mie mancanze, così ho escogitato dei modi per nascondere la verità. Non conoscevo affatto i dettagli, ma ho astutamente inventato una cifra approssimativa in modo da convincerla che padroneggiassi ogni ambito e sapessi svolgere lavoro concreto. Ero disposto a mentire su una tale inezia solo per difendere reputazione e prestigio. Ero così malvagio! Commettere degli errori in un dovere è più che normale, non c’è bisogno di nascondere le cose o essere disonesti. Ma io, per tutelare l’immagine che la leader aveva di me, ho mentito e coperto le mie mancanze, sacrificando la mia dignità. Che sciocco sono stato! Questo mi ha fatto capire che, per quanto sembrassi ingenuo, non ero sincero nelle parole né lineare nel pensiero. Ciò che rivelavo era un’indole satanica. Ero astuto e ignobile. Allora mi sono reso conto di quanto fossi subdolo, sporco e corrotto. Disgustavo me stesso, quindi figuriamoci Dio. Mi sono sempre ritenuto una persona sincera che non ingannava quasi mai. Inoltre, non mi ero mai opposto a Dio apertamente, quindi credevo Lui mi considerasse buono e onesto. Pensavo persino di non aver bisogno di praticare le verità per diventare sincero, e di poter continuare a compiere il mio dovere e seguire Dio in quel modo, e alla fine sarei stato salvato. Ero così patetico e cieco. Se non fosse stato per la realtà dei fatti e il giudizio delle parole di Dio, non avrei capito niente di me stesso. Alla fine ho visto che ero ben lontano dall’essere una persona sincera, che non ci ero neppure vicino.

In seguito, ho letto un passo delle parole di Dio Onnipotente. “Quando vengono smascherati, trattati e potati, la prima cosa che gli anticristi fanno è cercare diverse ragioni in loro difesa, accampare scuse di ogni tipo nel tentativo di scagionarsi, realizzando così il loro obiettivo di sottrarsi alle responsabilità, e raggiungendo lo scopo di ottenere il perdono. Ciò che gli anticristi temono di più è che i prescelti di Dio abbiano discernimento della loro personalità, delle loro debolezze e dei loro difetti, della loro autentica levatura e capacità lavorativa, e così fanno del loro meglio per simulare e nascondere le loro mancanze, i loro problemi e la loro indole corrotta. Quando le loro malefatte vengono smascherate, la prima cosa che fanno non è ammetterlo o accettarlo, né fare del loro meglio per rimediare agli errori commessi, ma cercare di trovare un modo per coprirli, per confondere e ingannare coloro che sono al corrente delle loro azioni, per evitare che il popolo eletto di Dio veda le cose per come stanno veramente, per non lasciar trasparire quanto le loro azioni siano state dannose per la casa di Dio, quanto abbiano intralciato e perturbato il lavoro della Chiesa. Naturalmente, ciò che temono di più è che il Supremo lo venga a sapere, perché, se questo accadrà, saranno trattati in linea con i principi, e per loro sarà finita. E così, quando succede qualcosa, la prima cosa che gli anticristi fanno non è riflettere su dove abbiano sbagliato, in che modo abbiano violato i principi, perché abbiano fatto quello che hanno fatto, da quale indole fossero governati, quali fossero i loro obiettivi, in che stato si trovassero in quel momento, se abbiano agito così a causa dell’ostinazione o di obiettivi impuri. Non analizzano né ponderano queste cose, né tanto meno ci riflettono su; al contrario, si arrovellano il cervello per trovare un qualsiasi modo di nascondere i fatti reali, e al contempo fanno di tutto per razionalizzare di fronte ai prescelti di Dio, per ingannarli, cercando di minimizzare su ciò che hanno fatto, per escogitare una qualche via d’uscita, in modo da rimanere all’interno della casa di Dio, agendo impunemente, abusando del loro potere, godendo della loro posizione nel cuore dei prescelti e della venerazione e dell’approvazione che ottengono dagli altri, così da poter continuare a manipolare le persone, a indurle a stimarli e a obbedire loro per soddisfare i propri sfrenati desideri e ambizioni” (“Non accettano il trattamento e la potatura né hanno un atteggiamento pentito quando fanno un torto, ma invece diffondono nozioni ed esprimono pubblicamente giudizi su Dio” in “Smascherare gli anticristi”). Le parole di Dio mi hanno davvero spaventato. Soprattutto leggere termini come “anticristi”, “coprire i fatti reali”, “ingannare” e “confondere”. Sembrava che Dio mi giudicasse e smascherasse di persona. Ho pensato a quando sorella Li mi ha chiesto se avessi monitorato quel progetto e io non ho subito ammesso di non averlo fatto, né ho riflettuto su me stesso e pensato a quali cambiamenti avrei dovuto operare. Ho fatto finta di non vedere il suo messaggio, poi mi sono affrettato a reperire le informazioni e a risponderle. In questo modo, sorella Li non avrebbe saputo che non avevo seguito il progetto e che non ero stato abbastanza responsabile nel mio dovere. Mi avrebbe ritenuto affidabile, non se ne sarebbe preoccupata. Poi, quando la leader superiore è venuta per il controllo, ha rilevato dei problemi nel mio lavoro, e mi ha potato e trattato. Non solo non ho accettato la verità, non ho riflettuto e non ho ammesso di non svolgere lavoro concreto ed essere negligente, ma ho mentito e coperto le mie mancanze. Mi sono persino ripromesso di impegnarmi di più per poter rispondere rapidamente a qualsiasi domanda della leader in futuro, così lei non avrebbe scoperto i miei errori o le mie sviste, e mi avrebbe ritenuto attento ai dettagli e responsabile. Mi arrovellavo su come proteggere me stesso, temendo di essere visto per ciò che ero e di perdere la mia immagine di persona responsabile e affidabile. Miravo a occupare un posto speciale nel cuore degli altri. Ho visto che manifestavo davvero l’indole di un anticristo. Quando un anticristo viene criticato o smascherato, non si sottomette e non riflette, ma fa di tutto per giustificarsi, per scaricare le responsabilità e nascondere le sue carenze, senza il minimo pudore. Gli anticristi non desiderano affatto accogliere la verità, ma solo le loro trame per parlare e agire in modo da proteggere il loro prestigio. E non era così che mi comportavo? Non svolgevo lavoro concreto né mi dedicavo al dovere, quindi avrei dovuto sentirmi in colpa. Invece ero impassibile, non facevo che pensare a come difendermi. Ho visto che ero viscido, astuto e malvagio per natura. Sentivo di essere del tutto smascherato, esposto alla luce del sole, e che Dio giudicava e condannava le mie azioni. Percepivo inoltre che la giustizia di Dio non tollera offesa, e avevo molta paura. Sapevo di dover pentirmi e cambiare subito.

Poi, ho letto un passo delle parole di Dio Onnipotente. “Solo cercando di essere oneste le persone possono rendersi conto della profondità della loro corruzione e se possiedono o meno una qualche parvenza umana; solo praticando l’onestà diventano consapevoli di quante bugie dicono e di quanto siano celate in profondità la loro falsità e la loro disonestà. Solo tramite l’esperienza del praticare l’onestà le persone possono gradatamente arrivare a conoscere la verità della loro corruzione e a riconoscere la propria natura ed essenza, e solo a quel punto la loro indole corrotta può essere continuamente purificata. Solo durante la continua purificazione della loro indole corrotta le persone saranno in grado di conseguire la verità. Prendetevi il vostro tempo nel fare esperienza di queste parole. Dio non perfeziona coloro che sono falsi. Se il tuo cuore non è onesto, se non sei una persona onesta, allora non sarai guadagnato da Dio. Allo stesso modo, non acquisirai la verità e sarai inoltre incapace di guadagnare Dio. Cosa significa che non guadagnerai Dio? Se non guadagnerai Dio e se non hai compreso la verità, allora non conoscerai Dio, e quindi non potrai in alcun modo essere in armonia con Dio, nel qual caso sei Suo nemico. Se non sei in armonia con Dio, Dio non è il tuo Dio; e se Dio non è il tuo Dio, tu non puoi essere salvato. Se non persegui la salvezza, perché credi in Dio? Se non puoi ottenere la salvezza, sarai per sempre Suo acerrimo nemico e il tuo destino sarà deciso. Pertanto, se le persone desiderano essere salvate, devono cominciare a essere oneste. Vi è un segno che contraddistingue coloro che alla fine saranno guadagnati da Dio. Sapete qual è? È scritto nella Bibbia, nel Libro dell’Apocalisse: ‘E nella bocca loro non è stata trovata menzogna: sono irreprensibili’ (Apocalisse 14:5). A chi si riferisce questo versetto? A coloro che vengono salvati, perfezionati e guadagnati da Dio. In che modo Dio descrive queste persone? Quali sono le caratteristiche e le espressioni delle loro azioni? Sono irreprensibili. Non mentono. Tutti voi riuscite probabilmente a capire e comprendere cosa voglia dire non mentire: vuol dire essere onesti. ‘Irreprensibili’: a cosa si riferisce? Significa non compiere il male. E su quale fondamento si basa il non compiere il male? Sul timore di Dio, senza alcun dubbio. Essere irreprensibili, quindi, significa temere Dio ed evitare il male. In che modo Dio definisce una persona irreprensibile? Agli occhi di Dio, solo chi teme Dio ed evita il male è perfetto; pertanto, le persone irreprensibili sono quelle che temono Dio ed evitano il male, e solo chi è perfetto è irreprensibile. Questo è del tutto corretto” (“Sei indicatori di crescita nella vita” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Le parole di Dio sono così vere. Senza praticare la sincerità, non avrei mai visto quanto stessi mentendo e ingannando, né la gravità della mia indole astuta. Dio dice: “Dio non perfeziona coloro che sono falsi. Se il tuo cuore non è onesto, se non sei una persona onesta, allora non sarai guadagnato da Dio. Allo stesso modo, non acquisirai la verità e sarai inoltre incapace di guadagnare Dio” (“Sei indicatori di crescita nella vita” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Chi è astuto non fa che mentire. Vive un’indole interamente satanica ed è nemico di Dio. Appartiene a Satana e non può essere salvato da Dio. La mia falsità era davvero pericolosa e vergognosa. Sapevo che non potevo continuare così: dovevo ammettere i miei errori e praticare la verità per essere sincero.

Volevo inviare un messaggio alla leader per dirle cosa era successo veramente, ma ero titubante. Mi preoccupava cosa avrebbe pensato di me se mi fossi aperto sulla mia disonestà. Forse che ero troppo astuto, che avevo complicato una questione così semplice e persino mentito, che non ero degno di fiducia? Non volevo aprirmi al riguardo; sarei stato schietto e sincero la volta successiva e questo avrebbe contato come pentimento. Mi consolavo ripetendomi che non avrei mai più mentito, ma la coscienza mi rimordeva e mi sentivo in colpa. Poi ho letto un passo delle parole di Dio. “A mano a mano che le persone sperimentano la sincerità, emergono molti problemi pratici. Capiterà loro di aprire la bocca senza pensare e, governate da un pensiero sbagliato, da un certo obiettivo o scopo, o dalla vanità, diranno una bugia, con la conseguenza di dover poi continuare a mentire sempre più per coprirla, finendo per ritrovarsi la mente in subbuglio; ma non possono ritrattare, non hanno il coraggio di correggere il loro errore, di ammettere di aver mentito, e in questo modo i loro errori continuano ad accumularsi. A quel punto, percepiscono costantemente come un enorme macigno premere sul loro cuore; vogliono trovare un’occasione per confessare, ammettere il loro errore e pentirsi, ma non mettono mai in pratica questo desiderio; in definitiva, ci riflettono su e si dicono: ‘Rimedierò quando svolgerò il mio dovere in futuro’. Dicono sempre che rimedieranno, ma non lo fanno mai. Non è così semplice come scusarsi dopo aver detto una bugia. Sai rimediare al danno e alle conseguenze dell’aver mentito ed esser stato falso? Se, spinto dal disprezzo per te stesso, sei in grado di praticare il pentimento e di non comportarti mai più in questo modo, allora ciò che hai fatto è perdonabile e puoi ricevere la tolleranza e la misericordia di Dio. Se invece proietti una buona immagine e dici che rimedierai in futuro, ma non ti penti veramente, e poi continui a mentire e ad essere falso, se ti rifiuti ostinatamente di pentirti, allora verrai di sicuro scacciato. Questo dovrebbero riconoscere coloro che possiedono coscienza e senno. Dopo aver mentito ed esser stati falsi, non basta limitarsi a pensare di fare ammenda; ciò che più conta è pentirsi veramente. Se vuoi essere sincero, allora devi affrontare il problema della menzogna e della falsità. Devi dire la verità e fare cose concrete. A volte, dicendo la verità, perdi la faccia e finisci col subire il trattamento, ma hai praticato la verità, e almeno una volta hai obbedito a Dio e Lo hai soddisfatto: ne vale la pena, ed è qualcosa che ti porterà conforto. In ogni caso, hai finalmente saputo mettere in pratica la sincerità, sei finalmente stato capace di dire quello che hai nel cuore, non hai cercato di difenderti né di accampare scuse, e hai acquisito una vera crescita. Penserai fra te e te: ‘Indipendentemente dal fatto che io venga trattato o sostituito, nel cuore mi sento sicuro, poiché ho rivelato quello che ho nel cuore, non ho mentito, e non ho detto nulla di falso; non ho svolto bene il mio dovere, e quindi dovrei essere trattato e assumermene la responsabilità’. Questo è uno stato mentale positivo. Al contrario, qual è la conseguenza della falsità? Dopo esser stato falso, come ti senti in cuor tuo? Inquieto; hai il cuore costantemente colmo di senso di colpa e corruzione, ti senti sempre sotto accusa: ‘Come posso essere falso? Come ho potuto esserlo ancora una volta? Perché sono così?’ Senti di non poter sollevare la testa, di non poter guardare Dio in volto. In particolare, quando le persone sono benedette da Dio, quando ricevono la gentilezza, la compassione e la tolleranza di Dio, sentono quanto sia vergognoso ingannarLo; rimproverano se stesse con durezza e, inoltre, non riescono a trovare pace né gioia. Che cosa dimostra questo? Che la falsità è manifestazione di un’indole corrotta, è ribellione e opposizione a Dio, e quindi ti arrecherà dolore” (“Si può vivere con vere sembianze umane soltanto essendo onesti” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Questo descriveva accuratamente il mio stato. Mi sembrava che Dio me lo stesse dicendo di persona, e ho visto che la falsità e la sincerità sono strade diametralmente opposte. La falsità non è la via giusta, e non pertiene a una buona umanità. Qualcuno può raggiungere i suoi scopi con dei trucchi, ma perderà la sua integrità e la sua dignità, gli procurerà solo senso di colpa e inquietudine, e vivrà nelle tenebre come zimbello di Satana. Quando mentivo, nutrivo intenzioni malvagie, una cosa davvero vergognosa, e soffrivo nel ritrovarmi a essere trastullo di Satana. La mia disonestà soddisfaceva la mia vanità lì per lì, ma Dio la disapprovava. Non ero forse un idiota? In ogni momento cruciale in cui dovevo dire la verità, mi giustificavo ripetendomi: “La prossima volta, la prossima volta”. Ero davvero indulgente con me stesso e non praticavo la verità che avevo capito, così non ho mai vissuto la realtà di essere una persona sincera. Mi sono detto che non potevo continuare a farlo e che, a prescindere dalle opinioni altrui, dovevo vivere davanti a Dio, accettare il Suo esame e soddisfarLo. Questa è la chiave. Potranno vedermi per ciò che sono, potrò perdere la faccia, ma praticando la verità e la sincerità mi guadagnerò l’approvazione di Dio, e questo è ciò che conta di più, è così prezioso e significativo! Inoltre, nascondevo sempre le mie mancanze e, anche se gli altri non potevano scoprirle o criticarmi, continuavo a ignorare la mia corruzione e i miei difetti, non potendo così cambiare la mia indole corrotta o compiere meglio il mio dovere. Quelle cose restavano sepolte nel profondo del mio cuore come un tumore inarrestabile, e avrebbero finito col distruggermi. Invece, i miei fratelli e sorelle che erano aperti e diretti portavano apertamente allo scoperto tutti gli errori e i dubbi che emergevano nel dovere, e a volte venivano rimproverati o addirittura sostituiti, ma questo li toccava davvero nel cuore. Erano in grado di vedere più in fretta i loro problemi e di cercare la verità per risolverli, e questo li portava a progredire molto nella vita. Era imbarazzante, ma poi ottenevano l’approvazione di Dio praticando la verità. Questo è essere intelligenti. Mi ero sempre ritenuto ricco di idee, perspicace, e reputavo un’astuzia gettare fumo negli occhi degli altri, ma ero un completo sciocco, un idiota totale! Risparmiavo spiccioli per sperperare miliardi. Ero veramente ridicolo. Poi, ho smesso di preoccuparmi dell’opinione degli altri; volevo solo praticare la verità e svergognare Satana, invece di deludere di nuovo Dio. Così, ho trovato il coraggio di dire alla leader la verità, compreso il motivo per cui avevo mentito. Inviato il messaggio, ho provato un senso di pace e liberazione. La leader mi ha risposto poco dopo, scrivendomi: “Impegnarsi in questo modo a essere sinceri è meraviglioso. Anche io ho un’indole astuta e ho bisogno di subire il giudizio di Dio”. Ero così commosso, e mi vergognavo molto. Quell’unico tentativo di essere una persona sincera mi ha davvero mostrato che è l’unico modo corretto di essere uomini.

Da allora, ho iniziato a cercare di praticare la sincerità ogni giorno in parole e azioni, notando che non ero accurato né obiettivo in vari modi. A volte parlavo in base alle mie nozioni e non ai fatti, oppure esageravo. Altre volte simulavo intenzionalmente ed ero falso. Mi è risultato sempre più palese che ero davvero un bugiardo. Ricordo che, una volta, un leader mi ha chiesto come andava un progetto, e io non avevo avuto il tempo di verificarlo. Se avessi detto che non lo sapevo e che dovevo chiedere, avrebbe pensato che non ero pratico e che non svolgevo lavoro concreto? Ho valutato di eludere la domanda e di rispondergli dopo aver indagato; così, anche se il lavoro non fosse stato svolto, non sarebbe ricaduto su di me, e avrei dimostrato di star almeno monitorando le cose. In procinto di farlo, mi sono reso conto di voler di nuovo per mentire per proteggere la reputazione. Così ho pregato Dio, dicendo: “Dio, voglio abbandonare i miei fini astuti e praticare la verità da persona sincera. Ti prego, guidami e aiutami”. Poi, ho ripensato a queste parole di Dio Onnipotente: “Quando menti, tradisci la tua dignità e la tua integrità. Le bugie costano alle persone la loro dignità e la loro integrità, e Dio le trova sgradevoli e odiose” (“Si può vivere con vere sembianze umane soltanto essendo onesti” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Le parole “integrità” e “dignità” mi hanno davvero spronato a dire la verità, a smettere di vivere come un demone. Così, ho inviato al leader una risposta diretta: “Non sono sicuro dei dettagli, devo prima approfondire”. Farlo mi ha dato un profondo senso di pace nel cuore. Percepivo sempre più che la sincerità è alla base dell’umanità e dell’intraprendere la strada giusta.

Sei disposto ad essere una pecora che ascolta la voce di Dio per accogliere il Suo ritorno?

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