Dopo esser stata segnalata

11 Giugno 2022

di Xinrui, Corea del Sud

Un giorno, nel 2016, d’un tratto ho ricevuto una lettera di rapporto su di me. Era stata scritta da due sorelle che avevo rimosso in passato. Riferivano che nella loro chiesa ero stata arbitraria nel mio dovere, che avevo nominato due false leader, e che una di loro, Zhang, era una malfattrice, il cui intralcio aveva quasi paralizzato il lavoro dell’intera chiesa. Dicevano anche che, se all’epoca avessi ascoltato i loro consigli o mi fossi informata di più con fratelli e sorelle, non avrei selezionato due false leader e arrecato un danno così grave al lavoro della chiesa. In quel momento ero sbalordita. Ho pensato: “Come può essere? Deve esserci un errore”. Ero davvero spaventata, ma non riuscivo ancora ad accettarlo. Avevo una cattiva opinione delle due sorelle che avevano scritto la lettera, e pensavo che stessero deliberatamente cercando di vendicarsi di me. All’inizio erano leader della chiesa, ma avevano scarsa levatura e non svolgevano lavoro concreto. Coprivano e proteggevano dei falsi leader, e condannavano coloro che li denunciavano, così alla fine le ho destituite. Ricordo di aver chiesto la loro opinione quando ho scelto Zhang. Si erano limitate a dire che Zhang possedeva scarsa umanità e non sapeva collaborare con gli altri. Non hanno mai detto specificamente che era una malfattrice. Ma, ora che Zhang era stata esposta, mi stavano denunciando. Facile, col senno di poi. Ho pensato che fossero scontente di essere state sostituite e volessero vendicarsi di me. Inoltre, all’epoca, gli arresti del PCC erano così duri che non potevamo tenere le elezioni, e non c’erano candidati adatti. Zhang aveva levatura migliore e più discernimento degli altri; quindi, in una simile situazione, chi altri potevo scegliere? Occorreva nominare un leader. Mi sono anche informata su Zhang con diverse persone, e nessuno l’ha definita una malfattrice. Tutti commettono errori nei loro doveri. Chi può discernere l’essenza di qualcuno a prima vista? È normale che vengano selezionati dei leader inadeguati. Chi può garantire che venga sempre scelta la persona giusta? Quelle due sorelle erano solo pedanti e cercavano di creare problemi. Sul momento, ho continuato a cercare di giustificarmi. Rifiutavo quella lettera di rapporto, ma in essa si diceva chiaramente che le due che avevo selezionato erano state identificate come false leader e Zhang come una malfattrice, e che avevano causato gravi danni al lavoro della chiesa e all’ingresso nella vita dei prescelti di Dio. Di fronte ai fatti, non potevo giustificarle. Ho ammesso a malincuore di mancare di discernimento, di essere arrogante e di impiegare le persone alla cieca. Ma non ho riflettuto sinceramente né cercato di capire i miei problemi, e alla fine la cosa si è esaurita lì.

In seguito, quando il mio leader lo ha saputo, mi ha esposta per aver impiegato una malfattrice come leader, aver ignorato i richiami ed esser stata arrogante. Allora ho finalmente cominciato a rendermene conto. Avevo davvero commesso un errore? Ero davvero troppo arrogante e presuntuosa? Tuttavia, in quella situazione, come avrei potuto fare diversamente? Non capivo dove avessi sbagliato. Poi, ho rammentato un passo della parola di Dio: “Più senti di aver fatto bene o di aver compiuto la cosa giusta in certi ambiti, più ritieni di poter soddisfare la volontà di Dio o di essere nelle condizioni di poterti vantare in determinati ambiti; più allora vale la pena che tu conosca te stesso in quegli ambiti e che scavi a fondo in essi per vedere quali impurità esistano in te, nonché in quali cose tu non sappia soddisfare la volontà di Dio. […] Questo perché certamente non hai portato alla luce, prestato attenzione o esaminato nei dettagli quegli ambiti di te stesso in cui ritieni di essere bravo, per vedere se in realtà non contengano qualcosa che oppone resistenza a Dio” (“Soltanto riconoscendo le tue idee fuorviate puoi conoscere te stesso” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). La parola di Dio mi ha aperto gli occhi e fornito una via di pratica. In seguito, quando ho avuto tempo, ho ponderato sulla questione e, dopo un periodo di riflessione, ho capito che ero davvero troppo arrogante. Da quando avevo ricevuto la lettera, mi ero messa sulla difensiva. Con la grave persecuzione del PCC, non potevamo tenere elezioni normali, e non c’erano candidati adeguati. In quella situazione, Zhang era la migliore disponibile e, senza prove evidenti che fosse una malfattrice, pensavo di aver fatto la scelta migliore. Nessuno avrebbe potuto prevedere che si sarebbe rivelata una malfattrice. Di certo non ho nominato intenzionalmente una malfattrice per intralciare il lavoro della casa di Dio. Così, appena letta quella lettera, convinta di non aver fatto nulla di male, non ho riflettuto né cercato di conoscermi, e ho manifestato ostilità e disprezzo per le due sorelle che l’avevano scritta. Le ho anche condannate perché cercavano di vendicarsi e di addossarmi deliberatamente la colpa. Se ci ripenso ora, quando ho scelto Zhang, quelle due sorelle mi hanno fatto notare che possedeva scarsa umanità. Sapevo che temevano che selezionare la persona sbagliata come leader avrebbe danneggiato il lavoro della casa di Dio, ma non sapevano distinguere con chiarezza l’essenza di Zhang, quindi non osavano condannarla come una malfattrice. Ma io allora ero troppo arrogante e non le ho prese sul serio. La maggior parte delle persone che hanno scelto quando erano leader mi sembravano inadatte, e le reputavo incapaci di discernere le persone, quindi mi pareva inutile considerare i loro consigli. Quando, dopo tanti sforzi, ho finalmente trovato qualcuno che si assumesse il ruolo, sono state pedanti e non volevano accettarlo. Così, non ho prestato loro ascolto. Poi, dopo aver rinunciato a me stessa, riflettuto e ricercato la verità, ho capito che davvero selezionavo i leader in modo sbagliato. Anche senza elezioni, avrei dovuto cercare l’approvazione di coloro che comprendevano la verità prima di scegliere Zhang. All’epoca, mi sono limitata a discuterne con la mia collaboratrice, e ho chiesto un’opinione su Zhang solo a pochi altri, tra cui le due sorelle che hanno scritto la lettera di rapporto: loro non erano d’accordo con la mia scelta, ma io non ho approfondito. Mi sono semplicemente affidata alle mie idee e supposizioni personali per giudicare Zhang adatta al ruolo di leader. In quella situazione, non solo non ho chiesto a chi ne era a conoscenza del comportamento abituale di Zhang, ma non ho nemmeno consultato coloro che comprendevano la verità o il Supremo. Cosa ancor più importante, quando mi sono stati offerti suggerimenti diversi, ho rifiutato e ignorato le opinioni degli altri e ho nominato arbitrariamente Zhang come leader in base alle mie idee. Sono stata davvero sconsiderata. Inoltre, la casa di Dio ha sottolineato più e più volte che i malfattori e i falsi non possono essere scelti come leader. Quando quelle sorelle hanno detto che Zhang aveva scarsa umanità, se davvero avessi avuto timore di Dio nel cuore, avrei chiesto ad altri che la conoscevano, avrei appurato in merito all’umanità di Zhang e avrei determinato se fosse o no una malfattrice. Se allora non fossi stata ancora sicura e nessun altro fosse stato adatto, e se Zhang restava davvero la migliore candidata, potevo impiegarla ma supervisionarla, per poi rimuoverla una volta scoperto che era malvagia e non percorreva la retta via. In questo modo non avrei intralciato il lavoro della casa di Dio. Invece ho fatto tutt’altro: ho scelto una persona, mi sono accontentata e non ci ho più pensato. Quello che ritenevo giusto si basava interamente sulle mie idee, nozioni e fantasie. Sono stata presuntuosa e ho persistito ostinatamente sulle mie idee, col risultato di permettere a una malfattrice di prestare servizio come leader per più di un anno, quasi paralizzando l’intero lavoro della chiesa. Allora mi sono finalmente resa conto che non era solo un piccolo errore nel nominare una leader: avevo compiuto il male, e questa era una grave ribellione a Dio. Perché i prescelti di Dio Lo seguano, perseguano la verità e siano salvati, devono avere un buon leader, mentre io non consideravo affatto la scelta di un leader come una cosa seria. Non avevo alcun timore di Dio nel cuore. Non solo ho fallito nel selezionare un buon leader per i miei fratelli, ma ho nominato una malfattrice e ho danneggiato i prescelti di Dio. Non mi assumevo la responsabilità né mi preoccupavo affatto della vita dei miei fratelli e sorelle. Con tale atteggiamento verso il dovere, ero forse degna di essere una leader? Nella scelta di un leader, sono stata così avventata, sconsiderata e negligente, e tanto arrogante e presuntuosa, da ignorare gli altri quando cercavano di farmelo notare. Sono stata autoritaria e arbitraria e, di conseguenza, il lavoro della chiesa e l’ingresso nella vita dei miei fratelli e sorelle ne sono stati gravemente danneggiati. Non c’era modo di rimediare a quanto avevo fatto. Ho selezionato una leader malvagia per i miei fratelli e compiuto tanto male, ma, quando le mie due sorelle mi hanno denunciata e smascherata, non ho provato senso di colpa né rimorso; anzi, volevo scagionarmi. Ero così ostinata e spregevole!

In seguito, ho riflettuto su me stessa: perché ero talmente arrogante e dispotica da non saper accettare i consigli né cercare i principi della verità? Che tipo di indole era quella? Come vedeva Dio la questione? Un giorno, mi sono imbattuta in questo passo della parola di Dio. “Alcune persone sono sempre presuntuose e persistono nei loro modi, dicendo: ‘Non darò ascolto a nessuno. Anche se ascolto, fingerò di farlo e non cambierò. Farò le cose a modo mio; sento di aver ragione e di essere completamente nel giusto’. Può darsi che tu sia nel giusto e che non ci sia alcuna mancanza grave in ciò che fai; può darsi che tu non abbia commesso alcun errore e abbia una maggiore comprensione rispetto agli altri dell’aspetto tecnico di un problema; eppure, se ti comporti e pratichi in questo modo, gli altri lo vedranno e diranno: ‘L’indole di questa persona non è buona! Quando incontra dei problemi, non accetta nulla di ciò che chiunque altro abbia da dire, giusto o sbagliato che sia. Si oppone e basta. Questa persona non accetta la verità’. E se le persone dicono che non accetti la verità, cosa deve pensare Dio? Dio è in grado di vedere queste tue espressioni? Dio può vederle tutte fin troppo bene. Dio non solo scruta nel profondo del cuore dell’uomo, ma osserva anche tutto quel che dici e fai in ogni momento e in ogni luogo. E, quando Egli vede questi comportamenti, cosa fa? Dice: ‘Ti sei indurito. Sei così in situazioni in cui hai ragione, e sei così anche in situazioni in cui hai torto. In ogni situazione in cui ti trovi, tutto ciò che riveli ed esprimi è disaccordo e opposizione. Non accetti alcuna delle idee o dei suggerimenti altrui. Nel tuo cuore, tutto è contraddizione, chiusura e rifiuto. Sei molto difficile!’ In che modo sei difficile? Il tuo essere difficile sta nel fatto che la tua espressione non è un modo sbagliato di fare le cose o un comportamento sbagliato, ma piuttosto una rivelazione della tua indole. Cosa ha rivelato la tua indole? Odi la verità e sei ostile verso la verità. E quando sei stato definito come qualcuno che è ostile verso la verità, sei nei guai agli occhi di Dio. Al massimo, tutti diranno: ‘Questa persona ha un’indole cattiva, è caparbia e arrogante. È difficile andare d’accordo con lei, non pratica la verità e non la ama. Non ha mai accettato la verità’. Al massimo, tutti ti valuteranno in questo modo, ma questa valutazione è in grado di decidere il tuo destino? La gente ti valuta, ma questo non può decidere il tuo destino. Eppure c’è un punto che non devi dimenticare: Dio scruta il cuore dell’uomo, e allo stesso tempo osserva tutto quel che l’uomo dice e fa. Se Dio definisce qualcuno, dicendo: ‘Sei ostile verso la verità’, Egli non lo sta semplicemente definendo col dire: ‘Questa persona ha un’indole leggermente corrotta ed è un po’ disobbediente’, ma sta invece dicendo: ‘Sei ostile verso la verità’, è una questione grande o piccola? (È una questione grande.) Ed è fonte di guai? (Sì.) Che genere di guai causa? Il guaio non sta nel modo in cui gli altri ti vedono o ti valutano, ma nel modo in cui Dio vede la tua indole corrotta che è ostile verso la verità. Pertanto, come vede Dio la tua indole ostile verso la verità? Lo sai? Dio dice: ‘È ostile verso la verità e non ama la verità’. È così che Dio vede la cosa? Da dove proviene la verità? Chi rappresenta la verità? (Rappresenta Dio.) Allora rifletti su questo: come dovrebbe vedere Dio l’indole ostile verso la verità? Come la vedrà? (Dio la vede come ostile verso di Lui e come nemica.) E questo è grave? Chi è ostile verso la verità è ostile verso Dio. Perché dico che è ostile verso Dio? Insulta Dio? No. Si oppone apertamente a Dio? No. Lo denigra alle Sue spalle? No. Allora in che modo sta rivelando che questo tipo di indole è ostile verso Dio? Non è fare un gran chiasso per nulla? C’è qualcosa che non va, vero? Sai cos’è? Qualcuno ha questo tipo di indole e la rivela in ogni momento e in ogni luogo e, per di più, conta su di essa per vivere e non abbandona mai questo modo di vivere e di fare le cose, e non vi rinuncia. Conti su queste cose e su questa indole per vivere, e quando non succede nulla, se qualcuno dice che sei ostile verso Dio, puoi essere d’accordo con lui? Non puoi. Tuttavia, quando i problemi si presentano, poiché tu hai questo tipo di indole, non la riveli in ogni momento e in ogni luogo? Allora cos’è questa indole? È un’indole che è ostile verso Dio e verso la verità” (“Se non sei in grado di vivere costantemente davanti a Dio sei un miscredente” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). La parola di Dio ha evidenziato l’essenza e il nocciolo del problema e confutato le mie nozioni, specialmente in questa sezione: “La tua espressione non è un modo sbagliato di fare le cose o un comportamento sbagliato, ma piuttosto una rivelazione della tua indole. Cosa ha rivelato la tua indole? Odi la verità e sei ostile verso la verità”. Questa parte mi ha trafitto il cuore e colpita molto duramente. Non mi aspettavo che, per Dio, l’indole arrogante che avevo manifestato equivalesse a odiare, detestare e rifiutare la verità. Questa è l’indole di un malfattore e di un anticristo. Se fossi definita da Dio come una persona che detesta la verità, allora questo mi renderebbe un diavolo, un Satana, e non potrei essere salvata. In quel momento, ho finalmente iniziato ad avere paura. Nonostante sapessi di avere un’indole arrogante e presuntuosa, ho rifiutato i consigli degli altri, e per questa ragione ho commesso molte trasgressioni, ma a malapena lo ammettevo. A volte, ho anche pensato che l’arroganza fosse una caratteristica comune degli esseri umani corrotti e che non fosse facile da cambiare, così ho perdonato me stessa e non l’ho considerata un problema grave che andasse risolto. Per questo motivo, nel mio dovere, ho spesso manifestato la mia indole arrogante, ma non ci ho dato peso. Ho solo provato rimorso e fastidio quando venivo potata e trattata, ma poi l’ho comunque involontariamente manifestata di nuovo. Chi mi conosceva mi considerava arrogante e presuntuosa e, nel lavoro che mi affidava, il mio leader spesso mi ammoniva e istruiva a non comportarmi in quel modo e ad ascoltare le opinioni degli altri. Temeva che la mia arroganza avrebbe danneggiato il lavoro della casa di Dio. Attraverso quanto rivelato dalla parola di Dio, ho finalmente visto che ero arrogante e non accettavo la verità; e quindi, per quanto i consigli degli altri fossero giusti o giovassero al lavoro della casa di Dio, mi aggrappavo ostinatamente alle mie idee e, se qualcuno condivideva i principi della verità o avanzava suggerimenti in contrasto con le mie nozioni, gli riservavo disprezzo e ostilità. Odiavo e mi rifiutavo di tollerare chiunque mi esponesse. Questo dimostrava che avevo l’indole da anticristo di odiare e detestare la verità. Quelle due sorelle mi hanno messa in guardia sulla persona che avevo scelto per paura che permettessi a una malfattrice di danneggiare la chiesa, ma io non ho ascoltato i loro consigli e ho persistito ostinatamente sulle mie opinioni. Quando non si sono sentite più vincolate dalla mia posizione, hanno scritto quella lettera di denuncia per esporre i miei problemi, e lo hanno fatto per tutelare il lavoro della chiesa, ma è anche stato un avvertimento per me. Eppure non ho riflettuto né cercato di conoscermi, e nel mio cuore le ho detestate, ostracizzate, e le ho persino giudicate e condannate per aver evidenziato i miei difetti. Il mio atteggiamento non era altro che disprezzo e odio per la verità. In seguito, ho letto un altro passo della parola di Dio: “Che tipo di persone pensate siano coloro che detestano la verità? Sono coloro che si ribellano e si oppongono a Dio? Potranno forse non opporsi a Dio manifestamente, ma la loro natura ed essenza è quella di rinnegarLo e opporsi a Lui, cosa che equivale a dire apertamente a Dio: ‘Non mi piace sentire ciò che Tu dici, lo rifiuto; e, poiché non accetto che le Tue parole siano la verità, non credo in Dio. Credo in chi mi è utile e vantaggioso’. È questo l’atteggiamento dei miscredenti? (Sì.) Se questo è il tuo atteggiamento verso la verità, non sei forse apertamente ostile a Dio? E, se Gli sei apertamente ostile, Dio ti salverà? (No.) Questa è la ragione dell’ira di Dio verso tutti coloro che Lo rinnegano e Gli si oppongono. L’essenza di persone come queste, che detestano la verità, è l’ostilità a Dio. Dio non considera come persone coloro che hanno una tale essenza. Come li considera? Come nemici e diavoli. Non li salverebbe mai; alla fine, saranno precipitati nei disastri e distrutti” (“Comprendere la verità è cruciale per adempiere adeguatamente al proprio dovere” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Dio dice che il nostro atteggiamento verso la verità equivale a quello verso di Lui; quindi, odiando e detestando la verità, ho manifestato odio e ostilità verso Dio. Coloro che odiano la verità sono malfattori, diavoli, dei Satana, veri agenti di Satana. Se il consiglio delle mie sorelle veniva dallo Spirito Santo, era il linea con la verità e giovava al lavoro della casa di Dio, ma io ero arrogante, non lo accettavo e non cercavo la verità, allora mi opponevo all’illuminazione dello Spirito Santo, e stavo resistendo direttamente a Dio e offendendo la Sua indole. Una volta capito questo, ho avuto ancora più paura, perché sapevo che il mio problema era grave. Non era, come avevo pensato, semplice arroganza e rifiuto dei consigli degli altri. Riguardava il mio atteggiamento verso l’opera dello Spirito Santo e verso Dio, nonché la mia ribellione a Dio.

In seguito, anche il mio leader mi ha analizzata al riguardo, dicendomi: “Quando hai eletto quella malfattrice, gli altri ti hanno fatto notare i suoi gravi problemi, ma tu non li hai ascoltati e ti sei fidata solo delle tue opinioni. Se le tue idee si basano sulla parola di Dio, allora puoi fidarti di te stessa. Se invece non è così, se sono le tue assurde nozioni, allora la tua fiducia in te stessa è un problema della tua umanità. Non stavi agendo secondo i principi, ti manca una corretta umanità. Eri irrazionale e irragionevole”. L’analisi del mio leader mi ha davvero trafitto il cuore. Ho capito che non solo possedevo un’indole arrogante, ma avevo anche problemi con la mia umanità, e non trattavo le persone in modo equo. Una volta selezionato qualcuno e pianificato di impiegarlo, non accettavo le critiche che gli muovevano gli altri. Poiché a dare suggerimenti erano le sorelle che guardavo dall’alto in basso e che erano state rimosse, le ho ignorate e non ho prestato ascolto ai loro consigli. Ho pensato che chi era stato sostituito per non aver svolto bene il suo lavoro non potesse offrire consigli validi. In cuor mio, avevo completamente ripudiato quelle due sorelle. Mi stavo comportando da snob. Trattavo e selezionavo le persone in base alle mie emozioni e idee. Non sapevo trattarle in modo equo secondo i principi della verità. Dunque avevo problemi nella mia umanità, nel carattere e nell’indole. Se fossi rimasta leader, allora sarei stata una falsa leader o un anticristo, e questo avrebbe solo danneggiato il popolo eletto di Dio. Più riflettevo, più percepivo la gravità del mio problema. A causa della mia arroganza, non ho ascoltato i consigli dei miei fratelli e sorelle sul lavoro della chiesa e su questioni essenziali, provocando così dei danni ingenti al lavoro della casa di Dio. Nel mio cammino di fede in Dio, era una macchia e una malefatta. Mi sentivo sconvolta e in colpa.

Ho iniziato a chiedermi perché fossi sempre così arrogante. Perché compivo sempre involontariamente il male e mi opponevo a Dio? Qual era la causa principale? La parola di Dio mi ha dato la risposta: “Se, nel tuo cuore, comprendi veramente la verità, allora saprai come metterla in pratica e obbedire a Dio, e intraprenderai naturalmente il cammino della ricerca della verità. Se il cammino che percorri è quello giusto e in linea con la volontà di Dio, allora l’opera dello Spirito Santo non ti abbandonerà, e così ci saranno sempre meno possibilità che tu tradisca Dio. Senza la verità, è facile commettere il male, e lo commetterai tuo malgrado. Per esempio, se possiedi un’indole arrogante e presuntuosa, allora sentirti dire di non opporti a Dio non fa alcuna differenza, non puoi evitarlo, è al di là del tuo controllo. Non lo faresti intenzionalmente, ma saresti guidato dalla tua indole arrogante e presuntuosa. La tua arroganza e il tuo orgoglio ti porterebbero a disprezzare Dio e a considerarLo privo di qualsiasi importanza; ti indurrebbero a esaltare te stesso, a metterti costantemente in mostra; ti porterebbero a disprezzare gli altri, non lascerebbero spazio per nessuno nel tuo cuore se non per te stesso; priverebbero il tuo cuore del posto per Dio, e alla fine ti farebbero sedere al posto di Dio e pretendere che la gente si sottomettesse a te, che venerasse come verità i tuoi pensieri, le tue idee e le tue nozioni. Guarda quanto male commettono le persone sotto il dominio della loro natura arrogante e presuntuosa!” (“Solo perseguendo la verità si può conseguire un cambiamento di indole” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Proprio così. Ero così arrogante e così assurdamente irragionevole. Ero sempre così sicura di me stessa, come se i miei punti di vista e le mie opinioni fossero la verità, e non permettevo agli altri di mettermi in discussione, né tanto meno di offrire suggerimenti alternativi. Nella scelta di un leader, per esempio, la casa di Dio stabilisce chiaramente che le persone malvagie e false non possono essere selezionate. Questo è proibito, ed è una questione molto seria. Quando quelle due sorelle mi hanno fatto notare la scarsa umanità di Zhang, mi sono limitata ad approfondire con qualche fratello e, a causa delle mie personali supposizioni, ho rifiutato ciecamente i loro consigli. Non ho ricercato con chi comprendeva la verità, non ho imparato la differenza tra una persona di scarsa umanità e una con l’essenza di un malfattore, né ho cercato di scoprire la ragione specifica per cui Zhang non sapeva collaborare con gli altri, se si trattasse di un problema di indole o di umanità malvagia. Se era solo una questione di indole corrotta e lei sapeva accogliere la verità, allora sarebbe cambiata e non si poteva definirla malvagia. Se invece era una persona malvagia e detestava la verità, era una malfattrice. In qualsiasi modo venisse trattata per le malefatte commesse, comunque non l’avrebbe accettato, né si sarebbe mai pentita sinceramente. Se in quel momento avessi cercato la verità e valutato il comportamento abituale di Zhang in base all’essenza dei malfattori, avrei avuto un certo discernimento su di lei, non avrei insistito nel volerla impiegare, e avrei potuto evitare di causare tanto danno al lavoro della chiesa. Le conseguenze che ne sono scaturite erano interamente dovute al fatto che ero troppo arrogante e non cercavo i principi della verità. Se avessi avuto anche un minimo di timore e obbedienza verso Dio, non avrei commesso un errore così grande né compiuto un tale male. I miei fratelli non avrebbero dovuto soffrire o subire danni alle loro vite, e io non avrei commesso una trasgressione così irreparabile. Sentivo di essere troppo rigida e ostinata. In cuor mio, detestavo e maledicevo me stessa. Ho pregato Dio per dirGli che volevo sinceramente pentirmi.

Poi, ho letto un altro passo della parola di Dio e trovato un percorso di pratica. Dio Onnipotente dice: “In che modo dovresti riflettere su te stesso, e cercare di conoscerti, quando hai compiuto un’azione che viola i principi della verità e ha contrariato Dio? Quando stavi per compierla, Lo hai pregato? Hai mai considerato: ‘Come verrebbe vista questa questione da Dio, se fosse portata alla Sua attenzione? Sarebbe felice o irritato se ne venisse messo al corrente? La detesterebbe?’ Non te lo sei chiesto, vero? Anche se gli altri te lo rammentassero, penseresti comunque che la questione non rappresentava un grosso problema, che non andava contro alcun principio e non era un peccato. Come conseguenza, hai offeso l’indole di Dio e suscitato in Lui una grande collera, fino al punto di meritarti il Suo disprezzo. Questa è la ribellione delle persone nei confronti di Dio. Pertanto, dovresti ricercare la verità in tutte le cose. Questo è ciò che devi seguire. Se tu avessi cercato ed analizzato a fondo, e compreso con chiarezza la questione prima di agire, non saresti poi riuscito ad averne il controllo? Benché a volte le persone possano trovarsi in una condizione non favorevole, o negativa, se portassero seriamente in preghiera dinanzi a Dio tutto ciò che intendono fare e poi ricercassero la verità sulla base delle parole di Dio, non commetterebbero gravi errori. Quando si mette in pratica la verità è difficile evitare di commettere errori, ma se tu sai come fare le cose secondo la verità eppure non le realizzi in conformità con essa, allora il problema è che non hai alcun amore per la verità. L’indole di una persona senza amore per la verità non verrà cambiata. Se non riesci a cogliere con precisione la volontà di Dio e non sai come praticare, allora dovresti comunicare con altri e ricercare la verità. E se anche gli altri non hanno le idee chiare, allora dovreste pregare insieme e ricercare presso Dio, attendendo il Suo tempo, aspettando che Lui dischiuda per voi una via d’uscita. Potresti poi anche trovare una soluzione che ti offra una valida via d’uscita, e questo potrebbe ben nascere dall’illuminazione dello Spirito Santo. Se alla fine scopri che, nel portarla a termine in questo modo, hai commesso un lieve errore, dovresti affrettarti a correggerlo e Dio non lo considererà come un peccato. Poiché avevi le giuste intenzioni quando hai messo la questione in pratica, e stavi agendo in osservanza della verità, e semplicemente non conoscevi chiaramente i principi e le tue azioni hanno portato ad alcuni errori, allora questa era una circostanza attenuante. Tuttavia oggigiorno molte persone si affidano esclusivamente alle proprie mani per lavorare e alla propria testa per fare questo e quello, e raramente si fermano a considerare tali domande: ‘Mettere in pratica le cose in questo modo è conforme alla volontà di Dio? Dio sarebbe felice se agissi in questa maniera? Si fiderebbe di me se facessi così? Fare in questo modo equivarrebbe a mettere in pratica la verità?’ Se Dio sentisse parlare di tale questione, potrebbe dire: ‘Hai agito in modo corretto e appropriato. Continua così’? Sei in grado di esaminare con cura tutto quello che fai? Sei incline a utilizzare le parole di Dio e i Suoi requisiti come base per riflettere su tutto ciò che fai, ponderando se un certo modo di agire sia amato o disprezzato da Dio, e cosa penseranno i prescelti di Dio quando ti comporterai così, e come lo valuteranno? Devi continuare a cercare di capire questo. Se sei ben consapevole del fatto che tale questione riguarda le tue motivazioni, allora devi riflettere su quale sia il tuo scopo nel comportarti in quel modo, su quali saranno le conseguenze, se sia per soddisfare te stesso o Dio, se farlo gioverà a te o ai prescelti di Dio. […] Se dedicherai più tempo a riflettere su queste cose, a farti queste domande e a ricercare, i tuoi errori diventeranno sempre più piccoli. Fare le cose in questo modo dimostrerà che sei una persona che cerca genuinamente la verità e che teme Dio, poiché stai facendo le cose conformemente alla direzione richiesta da Dio e in linea con i principi della verità” (“La ricerca della volontà di Dio serve a mettere in pratica la verità” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). La parola di Dio mi ha fornito i principi di pratica: in futuro, qualunque cosa farò, devo avere un cuore che teme Dio, e cercare la verità e i principi in base ai quali agire. Soprattutto in ciò che concerne il lavoro e gli interessi della casa di Dio, non posso agire alla cieca basandomi sulle mie idee. Altrimenti, danneggiando gravemente la casa di Dio o intralciandone il lavoro, avrò compiuto il male e peccato contro Dio. Inoltre, non posso decidere da sola come svolgere i miei doveri, né posso fare a modo mio ed essere dispotica. Devo discutere le cose con i miei collaboratori, ricercare di più con i fratelli e le sorelle che capiscono la verità, e ascoltare opinioni diverse dalle mie. Che abbiano o meno prestigio, doni speciali o talenti, dovrei ascoltarli con umiltà. Nelle questioni che non capisco, dovrei ricercare subito insieme ai miei leader, apprendere i principi pertinenti e imparare ad agire in accordo con la verità e senza offendere Dio prima di fare qualunque cosa. In questo modo posso risolvere il problema della mia arroganza ed evitare di compiere il male e di offendere l’indole di Dio. Cosa ancor più importante, devo imparare a rinunciare a me stessa. Più ritengo che qualcosa sia giusto, più devo cercare se sia o meno in linea con i principi della verità. In passato, non mi conoscevo, non avevo consapevolezza di me stessa ed ero troppo sicura di me. Solo dopo questa dolorosa lezione ho visto che, quando ero sicura di me stessa, quando non pensavo di poter sbagliare, e anche quando avevo una solida base per ritenere di avere ragione, i fatti hanno dimostrato che non solo mi sbagliavo, ma ero terribilmente, assurdamente e odiosamente in errore, e le conseguenze sono state disastrose. In passato, ho commesso tante trasgressioni a causa della mia arroganza. All’epoca, ero davvero convinta di avere ragione, e a volte mi basavo addirittura sulle parole di Dio; ma, in seguito, i fatti hanno rivelato che avevo torto, perché non capivo la parola di Dio e i principi, e utilizzavo la parola di Dio arbitrariamente. Una volta capito questo, ho ammesso con il cuore che ero priva delle realtà della verità, non discernevo chiaramente persone e cose, e alcune delle mie opinioni erano assurde e ridicole. Oltre a questo, avevo scarsa levatura, e non riflettevo sulle cose né comprendevo la verità. Conoscevo solo alcune dottrine e seguivo alcune regole. In quel momento, mi sono del tutto sottomessa. Mi sentivo completamente inutile, miserabile e patetica, e non volevo più persistere sulle mie opinioni.

Da allora, quando gli altri offrono suggerimenti diversi dai miei, ogni volta che voglio fare a modo mio, ripenso a questa dolorosa lezione. Ricordo quante opinioni che reputavo assolutamente corrette fossero errate secondo ogni parametro della verità, e condannate da Dio. Non oso più insistere sulle mie opinioni, quindi cerco le idee e i consigli degli altri. A volte, quando discuto di qualcosa, tendo inconsapevolmente a rifiutare le idee altrui; ma, quando mi rendo conto che lo sto facendo, chiedo subito l’opinione della maggioranza, perché ho paura di non seguire i consigli validi, danneggiando così il lavoro della casa di Dio. Nelle questioni in cui penso di aver fatto la cosa giusta, non oso più decidere da sola, e so consapevolmente chiedere consiglio ai miei collaboratori o ricercare con loro e con i miei leader. Comportarmi così mi fa sentire più a mio agio, e mi evita di agire arbitrariamente e di danneggiare il lavoro della casa di Dio. Sebbene a volte manifesti ancora un atteggiamento arrogante, credo di essere un po’ migliorata.

Senza il giudizio e le rivelazioni della parola di Dio, ciò che i miei fratelli e le mie sorelle hanno riportato ed esposto, e senza esser stata più volte esposta e trattata da Dio, non mi conoscerei, e tanto meno saprei rinunciare a me stessa. Oggi, il piccolo cambiamento che ho ottenuto, il fatto che possegga un po’ di umanità e di ragione, lo devo interamente all’opera di Dio! Ed è inoltre il risultato del giudizio della parola di Dio. Ringrazio Dio dal profondo del cuore per avermi salvata.

Sei disposto ad essere una pecora che ascolta la voce di Dio per accogliere il Suo ritorno?

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