Perché sono sempre troppo cauta nel mio dovere?
Nel marzo 2021, lavoravo nella chiesa come grafico. Ero arrogante nel mio dovere e incapace di lavorare in armonia con gli altri, e così ho...
Diamo il benvenuto a chi ricerca la manifestazione di Dio!
Nel 1995, ho iniziato a credere nel Signore Gesù. All’epoca, un predicatore ha usato le profezie del Libro dell’Apocalisse per dirci quanto fosse meravigliosa la città santa. Ha detto anche che presto il Signore Gesù sarebbe venuto per portarci nella nostra casa celeste e che solo rinunciando a tutto e spendendoci per il Signore in futuro avremmo potuto entrare nella città santa. Sono stata così entusiasta nel sentire questo. Dopodiché, ho iniziato con zelo a partecipare alle riunioni e a fare offerte. Per quanto mio marito, o mio fratello e sua moglie, cercassero di fermarmi, nulla poteva scuotere la mia determinazione nel seguire il Signore Gesù. Tre anni dopo, mio marito ha chiesto il divorzio perché insistevo nella mia fede nel Signore. Ho acconsentito. Dopodiché, ho offerto tutti i miei averi alla chiesa e con determinazione ho lasciato casa per predicare e lavorare per il Signore. Due mesi dopo, sono diventata una collaboratrice, responsabile di oltre settanta chiese. Nel 2000, un leader ci ha detto durante una riunione di collaboratori: “Ora è apparsa una confessione chiamata ‘il Lampo da Levante’. Dicono che Dio è tornato nella carne come Dio Onnipotente e sta compiendo una nuova fase dell’opera. Questo è impossibile! Non leggono nemmeno più la Bibbia. Tutte le parole di Dio sono nella Bibbia; non ci sono parole di Dio al di fuori della Bibbia. Abbandonare la Bibbia significa non credere più nel Signore! Predicano ovunque e hanno rubato molte buone pecore da tutte le confessioni. Dobbiamo essere i leali servi del Signore e proteggere i nostri fratelli e sorelle, in modo da poter rendere conto di noi stessi al Signore in futuro! Non dovete mai credere nella via del Lampo da Levante. Una volta che lo farete, avrete lasciato la via del Signore ed Egli vi abbandonerà!” Sentendo il leader dire questo, ho pensato tra me e me: “Devo stare attenta, restare salda nella via del Signore e proteggere il gregge”. Dopodiché, ho iniziato a blindare la chiesa. In ogni luogo di riunione di cui ero responsabile, ho ripetutamente sottolineato che gli estranei non dovevano essere accolti e che nessuno doveva credere nella via del Lampo da Levante. Dopo aver sentito questo, tutti i credenti hanno iniziato a stare in guardia contro le persone del Lampo da Levante. Poco dopo, ho saputo che due sorelle avevano accettato Dio Onnipotente. Mi sono precipitata subito a casa loro per convincerle a desistere. Non hanno voluto ascoltarmi e si ostinavano a credere in Dio Onnipotente. Ero molto arrabbiata e ho vigilato sugli altri fratelli e sorelle in modo ancora più severo. Poi ho saputo che anche una coppia di sposi aveva accettato Dio Onnipotente. Mi sono precipitata a casa loro e li ho recuperati. A quel tempo, credevo davvero di aver finalmente recuperato le pecore del Signore e che Egli avrebbe sicuramente approvato ciò che avevo fatto.
Nel febbraio del 2002, una sorella mi ha portata a casa sua per discutere della Bibbia con i suoi parenti. Hanno discusso di tutto, dalla creazione del mondo da parte di Dio all’opera di Jahvè Dio nell’Età della Legge, fino ad arrivare all’opera del Signore Gesù nell’Età della Grazia. Hanno spiegato chiaramente il contesto e i punti di svolta di ogni fase dell’opera. Hanno anche condiviso su che tipo di persone Dio benedice e che tipo maledice. La loro condivisione è stata così illuminante, qualcosa che non avevo mai sentito prima. Ho pensato che la loro predicazione fosse eccellente. Dopodiché, mi hanno reso testimonianza riguardo all’opera di Dio Onnipotente degli ultimi giorni. Leggendo le parole di Dio Onnipotente e ascoltando la condivisione dei fratelli e delle sorelle, sono arrivata a capire che la Bibbia riporta solo l’opera di Dio nell’Età della Legge e nell’Età della Grazia. È un libro storico e non può rappresentare tutta l’opera di Dio. Egli è sempre nuovo e mai vecchio e la Sua opera va sempre avanti. Quando Dio tornerà negli ultimi giorni, compirà una nuova opera che va oltre la Bibbia. In questa fase, compirà l’opera di giudizio e purificazione, costruita sulle fondamenta dell’opera di redenzione del Signore Gesù, per salvare completamente l’umanità dal peccato e portare le persone verso una bellissima destinazione. Il fatto che Dio Onnipotente esprime la verità per compiere la Sua opera di giudizio negli ultimi giorni adempie le profezie del Signore Gesù: “Chi Mi respinge e non accetta le Mie parole, ha chi lo giudica: la Via che ho annunziata è quella che lo giudicherà nell’ultimo giorno” (Giovanni 12:48). “Ho ancora molte cose da dirvi, ma non sono per ora alla vostra portata; quando però sarà venuto Lui, lo Spirito della verità, Egli vi guiderà in tutta la verità” (Giovanni 16:12-13). In particolare, quando ho visto che Dio Onnipotente aveva svelato tutti i misteri della Bibbia, che “La Parola appare nella carne” è il “piccolo rotolo aperto dall’Agnello” profetizzato nell’Apocalisse e che è ciò che lo Spirito Santo dice alle chiese, mi sono resa conto che “il Lampo da Levante” che avevo costantemente rifiutato di accettare era in realtà l’apparizione e l’opera del Signore Gesù negli ultimi giorni. Ho provato un dolore indescrivibile al cuore. Ho pensato a come, da quando avevo iniziato a credere nel Signore, avevo superato le persecuzioni di mio marito e avevo fatto offerte come la povera vedova. Avevo rinunciato a tutto per lavorare per il Signore. Pensavo di essere salda sulla via del Signore, vegliando devotamente sul Suo gregge. Non avrei mai immaginato che, quando il Signore fosse tornato, non avrei cercato affatto. Mi ero aggrappata ciecamente alle mie nozioni e fantasie, credendo che Dio non potesse assolutamente venire nella carne, che la Sua opera non potesse andare oltre la Bibbia e così via. Ho arrogantemente condannato l’opera di Dio degli ultimi giorni e mi sono opposta ad essa, ho blindato la chiesa per impedire ai fratelli e alle sorelle di indagare la vera via e ho persino trascinato di nuovo una coppia, che aveva già accettato l’opera di Dio degli ultimi giorni, alla mia precedente confessione. Il Signore Gesù rimproverò i farisei, dicendo: “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché serrate il Regno dei Cieli davanti alla gente; poiché non vi entrate voi, né lasciate entrare quelli che cercano di entrare” (Matteo 23:13). Le mie azioni non erano forse proprio come quelle dei farisei? Io stessa non avevo accettato l’opera di Dio degli ultimi giorni e avevo anche fatto del mio meglio per impedire ad altri credenti di accettarla. Non era forse come trascinarli all’inferno? Avevo commesso così tanto male: non ero forse destinata anche io ai guai? Il mio cuore era pieno di rimorso. Ma poi ho pensato che poter accettare l’opera di Dio degli ultimi giorni fosse la grazia e la misericordia di Dio verso di me. Dovevo predicare il Vangelo per rimediare alle mie trasgressioni. Forse, se avessi predicato di più il Vangelo, Dio non avrebbe ricordato le mie trasgressioni. Più tardi, ho portato una sorella con me per predicare il Vangelo alla coppia che avevo trascinato indietro. Non mi sarei mai aspettata che si rifiutassero di ascoltarci, a prescindere da ciò che dicevamo. Mi hanno persino ritorto contro le stesse parole che avevo usato quando avevo blindato la chiesa. Mi sono sentita ancora più affranta e piena di rimpianto. Per rimediare alle mie trasgressioni, ho predicato il Vangelo ancora di più. In quel periodo, ho sopportato molte difficoltà, ma non mi sono mai tirata indietro. Ho pensato: “Forse, se Dio vede la mia devozione e il mio ravvedimento, non terrà conto delle mie trasgressioni e mi darà ancora una possibilità di essere salvata”.
Un giorno del 2004, durante le mie devozioni spirituali, ho letto queste parole di Dio: “Non posso perdonare nessuno di coloro che Mi hanno perseguitato in passato, che non avevano alcuna conoscenza di Me (anche prima che venisse testimoniato il Mio nome) e che Mi ritenevano umano, né coloro che hanno bestemmiato contro di Me o Mi hanno calunniato. Anche se in questo momento Mi rendessero la testimonianza più clamorosa, non basterebbe comunque. PerseguitarMi nel passato è stato un modo per prestarMi servizio, e se quelle persone Mi rendessero testimonianza oggi costituirebbero ancora i Miei strumenti” (La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Discorsi di Cristo al principio, Cap. 85”). Dopo aver letto le parole di Dio, sono rimasta pietrificata. La mia mente si è completamente svuotata e mi ci è voluto molto tempo per riprendermi. Dalle parole di Dio, ho visto che Egli non mostra clemenza a nessuna singola persona che Lo abbia perseguitato e calunniato. Anche se ora questa rende testimonianza a Dio, non può comunque ricevere la Sua clemenza; può solo prestare servizio per Lui. Ho ripensato a come mi ero aggrappata alle mie nozioni e fantasie e a come non avevo cercato o indagato affatto l’opera di Dio degli ultimi giorni in precedenza. Invece, avevo calunniato Dio e mi ero opposta a Lui, avevo blindato la chiesa per impedire ai credenti di indagare la vera via e avevo persino trascinato di nuovo persone che avevano già accettato l’opera di Dio degli ultimi giorni nella mia precedente confessione. Avevo commesso un male così grande; sicuramente Dio non mi avrebbe mai perdonata. Non ero forse finita? Quale buon esito avrei mai potuto avere? Tuttavia, mi aggrappavo ancora a un briciolo di speranza. “Forse la mia comprensione potrebbe essere sbagliata? Quando Dio ha detto che ‘non può perdonare’, stava forse parlando di persone che Lo hanno bestemmiato e calunniato dopo aver ascoltato le Sue parole e conosciuto la Sua opera?” Ho letto di nuovo avidamente le parole di Dio, una alla volta. Egli aveva parlato in modo molto chiaro. Le persone di cui parlava includevano anche coloro che avevano bestemmiato e calunniato Dio Onnipotente senza mai aver ascoltato le Sue parole o averLo conosciuto. Solo allora ho avuto la certezza di essere una di quelle verso cui Dio non può mostrare clemenza. Le parole severe di Dio mi hanno colpita al cuore. Ero terrorizzata e tutto il mio corpo ha perso le forze. “Sembra che io non abbia nemmeno una possibilità di ravvedermi”, ho pensato. “Non importa quanto io sia sottomessa nel mio dovere, non importa quante difficoltà io sopporti, persino se dovessi rendere la testimonianza più clamorosa, non riceverei comunque la clemenza di Dio. La mia speranza di essere salvata è completamente svanita”. In quel periodo, sebbene stessi ancora predicando il Vangelo, non appena pensavo che Dio non mi avrebbe salvata, mi sentivo incredibilmente abbattuta e non ero più attiva nella predicazione del Vangelo come prima. Una volta, stavo portando a mano la mia bicicletta per strada, guardando la folla di persone. Ho pensato tra me e me: “Tutti hanno la loro casa. Ma io? Quando ho iniziato a credere nel Signore, consideravo la chiesa la mia casa. Non avrei mai pensato che, per il solo fatto di non aver riconosciuto il ritorno del Signore, sarei arrivata a oppormi a Lui, a commettere trasgressioni imperdonabili e a non avere alcuna parte nella casa che Dio ha preparato per l’umanità: il Regno di Dio”. In quel momento, mi sono sentita desolata.
Un giorno ho letto le parole di Dio e mi sono commossa molto, e il mio stato di abbattimento si è in qualche modo risollevato. Dio dice: “Come essere creato, dovresti adempiere il dovere di un essere creato. Non agire contro la tua coscienza; ciò che dovresti fare è dedicarti al Creatore” (La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Il significato di salvare i discendenti di Moab”). Sono un essere creato; è mio dovere predicare il Vangelo e testimoniare Dio. Non potevo smettere di fare seriamente il mio dovere solo perché non avrei avuto un buon esito. Non sarebbe forse una mancanza di coscienza e ragione? Dopodiché, ho continuato a predicare il Vangelo. Ero felice quando ottenevo risultati, ma nel profondo provavo sempre una certa pesantezza. Pensavo a come avevo trasgredito e a come ero diversa dagli altri: quando loro predicavano il Vangelo, potevano ottenere l’approvazione di Dio e avere la speranza di essere salvati, ma, a prescindere da quanto io predicassi il Vangelo, Egli non mi avrebbe mai perdonata. Di tanto in tanto, mi sentivo abbattuta.
Più tardi, ho letto le parole di Dio e ho acquisito una certa comprensione del mio stato. Dio Onnipotente dice: “Molti di coloro che seguono Dio si preoccupano solamente di come ottenere benedizioni o evitare i disastri. Al solo accenno all’opera e alla gestione di Dio, ammutoliscono e perdono ogni interesse. Pensano che comprendere tali questioni noiose non favorirà la crescita della loro vita né recherà alcun beneficio. E così, sebbene abbiano sentito informazioni sulla gestione di Dio, trattano la cosa in modo poco serio. Non la considerano come qualcosa di prezioso da accettare, tanto meno la comprendono prendendola come una parte della loro vita. Lo scopo di queste persone nel seguire Dio è molto semplice e ha un unico obiettivo: essere benedette. Queste persone non si prendono la briga di dare retta a qualsiasi altra cosa che non abbia nulla a che fare con questo obiettivo. Per loro, guadagnare benedizioni è lo scopo più legittimo nel credere in Dio, è il valore stesso della loro fede. Se qualcosa non serve a tale scopo, di qualunque cosa si tratti, non ne sono minimamente toccate. Questa è la situazione in cui si trova la maggior parte di coloro che credono in Dio oggi. Il loro scopo e la loro intenzione sembrano legittimi, perché, credendo in Dio, si spendono per Lui, si consacrano a Lui, e fanno il loro dovere. Rinunciano alla giovinezza, abbandonano la famiglia e la carriera e addirittura trascorrono anni dandosi da fare lontano da casa. Per raggiungere il loro scopo finale, modificano i loro interessi, cambiano la loro visione della vita e persino la direzione che perseguono, eppure non riescono a mutare il loro scopo nel credere in Dio. Si danno da fare per gestire le proprie aspirazioni; per quanto sia lontana la strada e per quanti ostacoli, pericoli e difficoltà siano presenti lungo il cammino, restano perseveranti e non temono la morte. Quale forza li induce a continuare a dedicarsi in questo modo? È la loro coscienza? È la loro integrità nobile e grande? È la loro determinazione a combattere le forze del male sino alla fine? È la fede che possiedono per rendere testimonianza a Dio senza cercare una ricompensa? È la loro devozione nell’essere disposti a rinunciare a tutto pur di compiere la volontà di Dio? Oppure è il loro spirito di dedizione che rinuncia sempre a eccessive pretese personali? Per qualcuno che non ha mai compreso l’opera di gestione di Dio, essere in grado di spendere così tanto sangue del proprio cuore è semplicemente un enorme miracolo! Per il momento, non parliamo di quanto abbiano dato queste persone. Il loro comportamento, tuttavia, merita decisamente un’analisi da parte nostra. A parte i vantaggi strettamente associati a esse, potrebbero esserci altre ragioni per cui persone che non comprendono mai Dio pagano un prezzo tanto alto per Lui? A questo punto, scopriamo un problema che precedentemente l’uomo non aveva identificato: il rapporto dell’uomo con Dio non è che uno di mero interesse personale. È il rapporto tra chi riceve le benedizioni e chi le elargisce. Più semplicemente, è il rapporto tra un dipendente e un datore di lavoro. Il dipendente lavora sodo solamente per ricevere i compensi elargiti dal datore di lavoro. In questo genere di rapporto basato sull’interesse personale non c’è affetto familiare, solamente transazione; non c’è dare e ricevere amore, solamente carità e misericordia; non c’è comprensione, solamente indignazione repressa e impotente e inganno; non c’è confidenza, solamente un abisso invalicabile. Ora che le cose sono arrivate a questo punto, chi può invertire tale tendenza? E quante persone sono capaci di comprendere davvero quanto sia diventato critico questo rapporto? Credo che quando l’uomo si immerge nell’atmosfera gioiosa dell’essere benedetto, nessuno possa immaginare quanto sia imbarazzante e insostenibile da guardare un tale legame con Dio” (La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Appendice 3: L’uomo può essere salvato solamente nell’ambito della gestione di Dio”). Dopo aver letto le parole di Dio, mi sono sentita illuminata e allo stesso tempo ho provato vergogna. La mia relazione con Dio era proprio come Egli aveva smascherato: una relazione di nudo e crudo interesse personale. Quando credevo nel Signore, avevo sopportato persecuzioni e abbandonato la mia famiglia per ottenere benedizioni ed entrare nel regno dei cieli. Avevo perseverato nel guidare le chiese e nel predicare il Vangelo attraverso il freddo pungente e il caldo torrido, a prescindere da quanto soffrissi. Tuttavia, di fronte all’opera di Dio degli ultimi giorni, non solo non l’avevo cercata o indagata personalmente, ma l’avevo anche condannata e mi ero opposta ad essa, arrivando persino a blindare la chiesa per impedire ai credenti di accettare Dio Onnipotente. Dopo aver accettato l’opera di Dio degli ultimi giorni, ho capito di aver fatto del male e di essermi opposta a Dio. Il mio primo pensiero non è stato come ravvedermi dinanzi a Lui, ma come poter predicare di più il Vangelo per rimediare alle mie trasgressioni e barattare la misericordia di Dio, affinché Egli mi desse la possibilità di entrare nel regno dei cieli. Quando ho letto che Dio “non può perdonare” coloro che Lo hanno bestemmiato e calunniato, ho creduto che non importasse quanto mi sforzassi nel mio dovere, non avrei mai ricevuto la clemenza di Dio, e che la mia speranza di salvezza fosse svanita. Sono quindi diventata negativa e passiva nel fare il mio dovere. Dall’inizio alla fine, tutto ciò che mi importava era ricevere benedizioni. Ho rinunciato a tutto, mi sono spesa, ho faticato e ho lavorato non per perseguire la verità o la conoscenza di Dio, ma per guadagnarmi la benedizione di entrare nel regno dei cieli. Non è esattamente questo ciò che Dio ha smascherato come “solamente indignazione repressa e impotente e inganno”? In tutti i miei anni di fede in Dio, non avevo mai cercato le Sue intenzioni. Non avevo mai pensato a cosa Egli volesse che perseguissi, a quali fossero i Suoi requisiti per me, a come avrei dovuto mostrare considerazione per le Sue intenzioni e soddisfarLo, o a come avrei dovuto perseguire la verità per raggiungere un cambiamento nella mia indole. Nella mia mente, perseguire la verità nella mia fede sembrava una cosa superflua, mentre perseguire le benedizioni sembrava più realistico. Ero davvero stata accecata dal desiderio di benedizioni e avevo percorso il cammino sbagliato per tutto il tempo. Ho pensato a Paolo. Egli non ascoltò né cercò quando il Signore Gesù stava operando; al contrario, Lo condannò e si oppose a Lui, diede la caccia ai Suoi discepoli e li uccise, e commise molte azioni malvagie. Dopo essere stato colpito dal Signore, non rifletté affatto sulle sue azioni passate e sulla sua essenza di opposizione a Dio. Inoltre, non perseguì la conoscenza del Signore, ma cercò solo di predicare il Vangelo e guadagnare più persone per espiare i suoi peccati. Dopo aver svolto un’enorme quantità di lavoro, pretese impudentemente una corona da Dio, dicendo: “Ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho conservato la fede. Ormai mi è riservata la corona di giustizia” (2 Timoteo 4:7-8). Avevo rinunciato alle cose, mi ero spesa e avevo fatto il mio dovere per pretendere benedizioni da Dio: stavo percorrendo il cammino di Paolo. Rendendomi conto di ciò, ero piena di rimorso e di biasimo verso me stessa, e ho pianto e pregato Dio: “Dio, ora capisco quanto io sia spregevole e orribile. Sebbene io abbia predicato il Vangelo e fatto il mio dovere in tutti questi anni, in realtà stavo solo usando il mio dovere per raggiungere il mio obiettivo di ricevere benedizioni. Sono davvero indegna di vivere dinanzi a Te. Amato Dio, Ti prego di guidarmi a perseguire un cambiamento nella mia indole e a perseguire la Tua conoscenza”.
Poi ho letto altre parole di Dio e sono arrivata a comprendere un po’ la Sua intenzione di salvare l’uomo. Dio dice: “Oggi Dio vi giudica, vi castiga e vi condanna, ma dovresti sapere che la ragione della tua condanna è che tu possa conoscere te stesso. Dio ti condanna, ti maledice, ti giudica e ti castiga affinché tu possa conoscere te stesso, affinché la tua indole possa cambiare e, ancor più, affinché tu possa conoscere quanto vali. Lo fa perché tu possa vedere che tutte le azioni di Dio sono giuste, che sono in accordo con la Sua indole e con le necessità della Sua opera, che Egli opera in conformità con il Suo piano di salvezza dell’uomo, e che Egli è il Dio giusto che ama e salva l’uomo, e anche che lo giudica e lo castiga. Se tu sai solo di avere un’infima posizione, di essere corrotto e ribelle, ma non sai che Dio intende rivelare la Sua salvezza attraverso il giudizio e il castigo che Egli compie su di te oggi, allora non hai modo di fare esperienza delle cose e ancor meno sei in grado di procedere oltre. Dio non è venuto per colpire o per distruggere le persone, bensì per giudicarle, maledirle, castigarle e salvarle. Prima della conclusione del Suo piano di gestione di seimila anni, prima che Egli renda manifesto l’esito di ogni categoria umana, l’opera di Dio sulla terra è interamente ai fini della salvezza; è puramente destinata a rendere del tutto completi coloro che Lo amano e a condurli ad arrendersi al Suo dominio. […] Egli è venuto a operare sulla terra al fine di salvare l’umanità corrotta; non c’è niente di falso in questo. Se così non fosse, Egli non sarebbe certo venuto a svolgere la Sua opera di persona. In passato, i Suoi metodi di salvezza consistettero nel mostrare la più grande misericordia e benevolenza, al punto da consegnare tutto quel che era Suo a Satana in cambio dell’intero genere umano. Oggi non è affatto come in passato: oggi la vostra salvezza avviene al tempo degli ultimi giorni, quando ciascuno viene classificato in base al suo tipo; i metodi della vostra salvezza non sono misericordia e benevolenza, bensì castigo e giudizio, così che l’umanità possa essere salvata del tutto. Perciò, tutto quello che ricevete sono castigo, giudizio e colpi spietati, ma sappiate che in questi colpi spietati non c’è la benché minima punizione. Per quanto aspre siano le Mie parole, quelle che vengono su di voi sono semplicemente poche parole che a voi potrebbero sembrare del tutto spietate e, per quanto grande sia la Mia collera, quelle che vengono su di voi sono comunque parole di biasimo, e non c’è in Me alcuna intenzione di farvi del male, né di darvi la morte. Tutto questo non è un dato di fatto? Sappiate che oggi, sia che si tratti di giudizio giusto, sia che si tratti di raffinamento e castigo spietati, tutto ha come fine la salvezza. Indipendentemente dal fatto che oggi ognuno venga classificato in base al suo tipo o che tutti i generi di individui siano rivelati, tutte le parole e l’opera di Dio hanno come fine la salvezza di coloro che Lo amano veramente. Il giusto giudizio ha come scopo la purificazione dell’uomo e lo spietato raffinamento viene praticato al fine di purificarlo; le dure parole e il castigo hanno entrambi il fine di purificare l’uomo e di condurlo alla salvezza” (La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Dovreste abbandonare le benedizioni della posizione e comprendere l’intenzione di Dio di dare la salvezza all’uomo”). “Questa volta, Dio è venuto a operare non per colpire le persone, ma per salvarle nella maggior misura possibile. Nessuno è privo di trasgressioni; se tutti fossero colpiti, si tratterebbe di salvezza? Alcune trasgressioni vengono compiute di proposito, mentre altre sono involontarie. Se tu fossi in grado di cambiare dopo aver guadagnato una certa conoscenza delle azioni che compi involontariamente, Dio ti colpirebbe prima che tu lo faccia? Dio salverebbe le persone in questo modo? Non è così che Egli opera! A prescindere dal fatto che tu abbia un’indole ribelle o che invece abbia agito involontariamente, ricorda questo: devi riflettere e conoscere te stesso. Inverti subito la rotta e sforzati verso la verità con tutte le tue forze; e, non importa quali circostanze insorgano, non arrenderti alla disperazione. L’opera che Dio sta compiendo è quella della salvezza dell’uomo, ed Egli non colpirà arbitrariamente le persone che vuole salvare. Questo è certo” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Parte terza”). Sono rimasta profondamente toccata dalle parole di Dio. Le parole che Egli rivolge alle persone, che siano di giudizio, di condanna o maledizioni, sono tutte al fine di salvare le persone, per far sì che queste, a partire dalle Sue parole, conoscano la propria indole corrotta e le impurità nella loro fede, conoscano la loro essenza di opposizione a Dio e conoscano la Sua indole giusta e maestosa, che non tollera offesa, affinché sviluppino un cuore che teme Dio. In questo modo, possono abbandonare le loro intenzioni sbagliate, liberarsi della loro indole satanica corrotta e raggiungere la salvezza di Dio. Io credevo in Dio, ma non conoscevo né Lui né la Sua opera. Mi sono opposta a Dio con la mia indole arrogante. Quando il Vangelo del Regno di Dio è stato predicato nella mia precedente confessione, non l’ho cercato né indagato, e ho persino disturbato altri credenti e impedito loro di farlo. Il giudizio e la condanna di Dio nei confronti delle mie azioni hanno rivelato pienamente la Sua indole giusta. Tuttavia, quando Dio mi ha giudicata e condannata con le Sue parole, non stava determinando il mio esito, né tanto meno mi stava mettendo in una posizione di morte. Il Suo scopo era che conoscessi la Sua indole giusta e maestosa, che non tollera offesa, affinché potessi sviluppare un cuore che teme Dio. Il Suo scopo era anche che io comprendessi la natura delle mie azioni, riflettessi sulla causa principale del mio fallimento e fossi in grado di ravvedermi e cambiare. È così che Dio mi purifica e mi salva. Non importa cosa Egli abbia detto, la Sua speranza era che io riflettessi e comprendessi la mia indole satanica ribelle e di opposizione a Lui, in modo da potermi ravvedere e cambiare. Proprio come dice Dio: “L’opera che Dio sta compiendo è quella della salvezza dell’uomo, ed Egli non colpirà arbitrariamente le persone che vuole salvare. Questo è certo”. Avevo delimitato l’opera di Dio alla Bibbia, condannando la Sua opera degli ultimi giorni e opponendomi ad essa, e persino impedendo ai credenti di accettarla. Ho visto che, sebbene credessi in Dio, non avevo alcuna conoscenza di Lui. La mia indole era estremamente arrogante e non avevo il minimo segno di un cuore umile o che teme Dio. Avevo commesso così tanto male che avrei dovuto essere maledetta e punita da Dio. Tuttavia, Egli non mi ha trattata secondo le mie azioni malvagie. Al contrario, mi ha portata dinanzi a Sé attraverso il Vangelo predicato dai miei fratelli e sorelle, e mi ha permesso di riflettere e di conoscere me stessa attraverso il giudizio, la condanna e lo smascheramento delle Sue parole. Se non fosse stato per il giudizio di Dio, avrei creduto in Lui per tutta la vita e non avrei mai riflettuto su me stessa o avuto conoscenza di me. Non avrei riconosciuto la mia natura arrogante né mi sarei resa conto che tutti i miei sforzi e tutto il mio spendermi erano al fine di ricevere benedizioni. Avrei semplicemente continuato sul cammino sbagliato, ribellandomi a Dio, opponendomi a Lui, offendendo la Sua indole e venendo infine sdegnata ed eliminata da Lui. È stato il severo giudizio di Dio a salvarmi, dandomi la possibilità di conoscere me stessa e di ravvedermi dinanzi a Lui. Dio mi ha solo giudicata con le Sue parole; non mi ha punita, ma mi ha persino permesso di godere di un’abbondante provvista delle Sue parole e mi ha guidata a comprendere molte verità. Ho ricevuto così tanto da Dio. Anche solo essere un servitore è un atto della grazia e dell’elevazione da parte Sua. Anche se in futuro non avrò un buon esito e una buona destinazione, devo comunque fare bene il mio dovere. Sono così fortunata ad essere giunta dinanzi al Creatore e ad aver ascoltato la Sua voce. La mia vita non è stata vissuta invano. Non importa quale sarà il mio esito in futuro, ringrazio e lodo Dio!
Dopodiché, ho letto altre Sue parole. Sono stata in grado di affrontare adeguatamente le mie trasgressioni e il cammino di pratica mi è diventato più chiaro. Dio Onnipotente dice: “Fintanto che in voi c’è un briciolo di speranza, indipendentemente dal fatto che Dio ricordi o meno le vostre trasgressioni passate, quale mentalità dovreste avere? ‘Devo perseguire la verità, perseguire un cambiamento nella mia indole, perseguire la conoscenza di Dio, non farmi mai più ingannare da Satana e non fare mai più nulla che possa disonorare il nome di Dio’. Oggi le persone sono profondamente corrotte e mancano di qualsiasi valore. Quali punti chiave determinano se possono essere salvate e se hanno una speranza? La chiave è se, dopo aver ascoltato un sermone, riesci o meno ad accettare la verità, a mettere in pratica la verità e a cambiare. Questi sono i punti chiave. Se ti limiti a provare rimorso e, quando arriva il momento di fare le cose, fai quello che vuoi, alla stessa vecchia maniera, non solo non stai cercando la verità, ma stai anche rimanendo ancora aggrappato ai vecchi punti di vista, metodi e regole, e non solo non stai riflettendo e cercando di conoscere te stesso, ma anzi peggiori sempre più e stai ancora insistendo a percorrere il vecchio cammino; allora non avrai speranza di essere salvato e dovresti essere considerato irrecuperabile. Conoscendo maggiormente Dio e più profondamente te stesso, sarai più capace di trattenerti dal commettere il male e peccare. Quanto più a fondo conosci la tua natura, tanto meglio ti puoi proteggere e, dopo aver guadagnato esperienza e aver appreso delle lezioni, non fallirai più” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Parte terza”). “Se le persone vogliono risolvere le proprie incomprensioni su Dio, allora, per un verso, devono arrivare a conoscere la propria indole corrotta, e analizzare a fondo e conoscere gli errori che hanno commesso, le deviazioni che hanno preso, le loro trasgressioni e negligenze. Solo in questo modo potranno vedere chiaramente la propria natura e acquisirne conoscenza. Inoltre, devono vedere chiaramente perché prendono la strada sbagliata e compiono così tante azioni che violano le verità principi, e qual è la natura di queste azioni. Devono altresì comprendere quali siano precisamente le intenzioni e le richieste di Dio per loro, perché siano sempre incapaci di agire secondo le richieste di Dio, e perché vadano sempre contro le Sue intenzioni e facciano ciò che a loro piace. Porta queste cose davanti a Dio e prega, comprendile con chiarezza e potrai così dare una svolta al tuo stato, cambiare la tua mentalità ed eliminare i tuoi fraintendimenti nei confronti di Dio. Qualunque cosa facciano, alcuni covano sempre intenzioni improprie, hanno sempre idee disoneste e non esaminano se il loro stato interiore sia giusto oppure no, né lo discernono in conformità alle parole di Dio. Queste sono persone confuse. Una delle caratteristiche più evidenti di una persona confusa è che, dopo aver fatto qualcosa di male, rimane negativa quando è posta di fronte alla potatura, fino al punto di abbandonarsi alla disperazione e determinare che è spacciata e non può essere salvata. Questa non è forse la più patetica manifestazione di una persona confusa? Non riflette su sé stessa in conformità alla parola di Dio né cerca la verità per risolvere il problema quando si trova di fronte a delle difficoltà. Questo non è forse essere molto confusi? Abbandonarsi alla disperazione può forse risolvere i problemi? Lottare sempre nella negatività può forse farlo? Tutte le persone dovrebbero capire che, se commettono un errore o hanno un problema, allora dovrebbero cercare la verità per trovare una soluzione. Per prima cosa devi riflettere e capire perché hai compiuto il male, quali erano la tua intenzione e il tuo punto di partenza nel farlo, perché hai voluto farlo e che obiettivo avevi, se qualcuno ti abbia istigato, incitato o fuorviato affinché lo facessi o se tu lo abbia fatto consapevolmente. Devi riflettere su questi interrogativi e comprenderli con chiarezza, dopodiché sarai in grado di sapere quali errori tu abbia commesso e cosa tu sia. Se non riesci a riconoscere l’essenza della tua malefatta o a trarne una lezione, allora il problema non può essere risolto. Molti fanno brutte cose senza mai riflettere su sé stessi né arrivare a conoscersi: queste persone possono mai pentirsi veramente? Vi è alcuna speranza per la loro salvezza? L’umanità è la progenie di Satana e, a prescindere dal fatto che abbiano o meno offeso l’indole di Dio, la loro natura essenza è identica. Dovrebbero riflettere su sé stessi e arrivare a conoscersi meglio, a vedere chiaramente fino a che punto si sono ribellati e hanno opposto resistenza a Dio, e se sono ancora in grado di accettare e praticare la verità. Se lo vedi chiaramente, saprai che pericolo corri. Di fatto, in base alla loro natura essenza, tutti gli esseri umani corrotti sono in pericolo; accettare la verità richiede loro un grande sforzo e non lo trovano facile. Taluni hanno compiuto il male e hanno rivelato la propria natura essenza, mentre qualcuno non lo ha ancora fatto ma non è necessariamente molto meglio degli altri: semplicemente non ne ha avuto le circostanze o l’opportunità. Poiché hai queste trasgressioni, è necessario che tu abbia chiaro nel cuore quale atteggiamento dovresti avere ora, di cosa dovresti rendere conto davanti a Dio e cosa Egli vuole vedere. Devi capire queste cose attraverso la preghiera e la ricerca; allora saprai come dovrai perseguire in futuro e non sarai più influenzato o limitato dagli errori che hai commesso in passato. Devi percorrere il cammino che hai davanti e fare il tuo dovere come si deve, senza più abbandonarti alla disperazione; devi emergere completamente dalla negatività e dai fraintendimenti. Per un verso, fare il tuo dovere ora serve a rimediare alle tue passate trasgressioni e negligenze; questo è un approccio negativo e non molto desiderabile, ma questa è la mentalità minima che dovresti avere. Dall’altro lato, devi collaborare in modo positivo e proattivo, fare del tuo meglio per svolgere bene il dovere che ti compete e per adempiere alle tue responsabilità e ai tuoi obblighi. Questo è ciò che un essere creato è tenuto a fare. Non importa se tu abbia delle nozioni su Dio, se riveli corruzione o se tu offenda la Sua indole; devi risolvere tutto questo mediante la riflessione su te stesso e la ricerca della verità. Devi imparare dai tuoi insuccessi ed emergere pienamente dall’ombra della negatività” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Solo perseguendo la verità si possono eliminare le proprie nozioni e i propri fraintendimenti nei confronti di Dio”). Dalle parole di Dio, ho capito che, indipendentemente dal fatto che Egli ricordi o perdoni le mie trasgressioni, finché c’è un briciolo di speranza di salvezza, non dovrei arrendermi. Devo solo concentrarmi sul perseguire la verità e il cambiamento della mia indole. Questo è il giusto cammino. È un fatto che io abbia trasgredito, ma ora Dio non mi ha consegnata a Satana, né mi ha tolto la qualifica per fare il mio dovere. Posso leggere le parole di Dio, fare il mio dovere e avere ancora la possibilità di perseguire la verità e un cambiamento nell’indole, quindi non posso arrendermi. Che Dio ricordi o perdoni le mie trasgressioni, dipende da Lui; non sta a me fare congetture. Tutto ciò che devo fare è perseguire la verità. Dio non vuole che io resti intrappolata nelle mie trasgressioni, facendo il mio dovere in uno stato negativo. La Sua intenzione è che io comprenda la causa del mio fallimento così da potermi ravvedere e cambiare. Egli vuole che io smetta di delimitarLo con le mie nozioni e fantasie, e che smetta di trattare il mio duro lavoro come merce di scambio per ottenere benedizioni. Indipendentemente da ciò che incontro, grande o piccolo che sia, devo valutarlo secondo le Sue parole e praticare le Sue parole. Le parole di Dio hanno corretto anche le mie opinioni sbagliate. Pensavo di essere diversa dagli altri, che loro avessero speranza di salvezza poiché facevano i propri doveri, ma che io, a causa delle mie trasgressioni, potessi solo essere un servitore e non potessi mai essere salvata, a prescindere da quanto mi sforzassi di perseguire. Questo voleva dire fraintendere Dio. Dopo aver letto le Sue parole, ho capito che siamo tutti esseri umani corrotti da Satana e che abbiamo tutti la stessa essenza di opposizione a Dio. È solo che io avevo commesso offese contro l’indole di Dio, il che rendeva il mio problema più grave. Questo è un fatto. Il tempo non può essere riavvolto. Ciò che Dio vuole vedere sono il mio atteggiamento di ravvedimento e le mie manifestazioni effettive. Ho pregato Dio: “Dio, ora comprendo la Tua intenzione. Per ogni giorno che vivrò, perseguirò la verità, perseguirò un cambiamento nella mia indole e farò bene il mio dovere. Che Tu mi perdoni o no, sono un essere creato. Anche se fai di me un servitore, rimango comunque un essere creato. Sono disposta a fare bene il mio dovere in modo onesto e concreto”. Avendo compreso questo, mi sono sentita molto più sollevata nel cuore. Ora che Dio ci ha comunicato tutti gli aspetti della verità, vedo che perseguire la verità è la cosa più importante. A prescindere dal mio esito futuro o da come Egli mi tratterà, mi concentrerò sul perseguire la verità mentre faccio il mio dovere e lascerò che le Sue parole diventino la mia vita. Questo è ciò che devo perseguire. Dopo aver attraversato questa esperienza, sono giunta a sentire veramente che per me il giudizio di Dio è la migliore salvezza. Grazie a Dio!
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