Credo in Dio: perché dovrei adorare una persona?

11 Giugno 2022

di Youxin, Corea del Sud

Quando ero responsabile del lavoro di evangelizzazione della Chiesa, il nostro gruppo era poco produttivo ed ero molto in ansia. Poi, Wu Ping è stata trasferita nella nostra Chiesa. Ho saputo che era una credente da oltre vent’anni e che aveva fatto molti sacrifici per Dio, aveva predicato in tantissimi posti e aveva affrontato molti pericoli senza mai arrendersi. L’ammiravo davvero. Poco tempo dopo, la mia leader l’ha nominata mia collaboratrice nel lavoro del Vangelo, e ne ero entusiasta. Non dimenticherò mai la sua prima riunione con noi. Ha raccontato di come i capi religiosi l’avevano ostacolata mentre diffondeva il Vangelo, di come aveva condiviso e argomentato con loro, lasciandoli senza parole, e di come faceva comunione con coloro che avevano molte nozioni religiose e conoscenze bibliche e dirimeva i loro dubbi. Ha parlato anche delle molte difficoltà che avevano avuto nell’evangelizzazione, del prezzo che lei e altri fratelli e sorelle avevano pagato per diffondere il Vangelo in diverse zone, di come i leader superiori la stimassero e la coltivassero e le affidassero doveri importanti. Quello che mi ha colpita di più è stato quando ha parlato dell’amore di Dio per l’uomo: i suoi occhi si sono riempiti di lacrime, e ha detto che dobbiamo rispettare la volontà di Dio, e che, per quante difficoltà affrontiamo, dobbiamo diffondere il Vangelo degli ultimi giorni, questa è la nostra missione. In quel momento, mi sembrava colma di amore per Dio, e ho subito sviluppato una sorta di rispetto per lei. Sentivo che aveva fede da molto tempo, comprendeva più verità di noi e possedeva molta più levatura, quindi avrei dovuto imparare da lei.

Dopo di che, abbiamo iniziato a svolgere i nostri doveri insieme e, mentre collaboravamo, ho notato che Wu Ping era davvero in grado di sopportare le difficoltà e passava molte notti in bianco a seguire il lavoro e a risolvere i problemi. Mi faceva notare gli errori e le sviste nel mio lavoro e condivideva con me vie delle di pratica. Quando condivideva il Vangelo con gli altri, faceva esempi e usava metafore, parlava in modo davvero incisivo, ed era capace di dirimere i dubbi delle persone. Quando parlava dell’improduttività del suo lavoro durante le riunioni, le uscivano le lacrime, e dichiarava quanto fosse in debito con Dio. A volte, quando gli addetti all’irrigazione avevano domande, subito dedicava tempo ad aiutarli. Era anche molto premurosa quando vedeva che non mi sentivo bene. In quel periodo, la mia stima per lei è andata aumentando. In seguito, è stata eletta leader della Chiesa e mi sono ancor più convinta che possedesse la realtà della verità, e l’ammiravo e stimavo sempre di più. Non faceva che spostarsi da un punto all’altro della Chiesa per aiutare i fratelli e le sorelle che erano in difficoltà, e sentivo che aveva un ruolo davvero importante nella Chiesa, e che decisamente non potevamo fare a meno di lei. Quando avevo dei problemi, la cercavo per condividere e prendevo avidamente nota delle sue opinioni e di ciò che diceva, per poi mettere in pratica qualsiasi cosa mi suggerisse. Addirittura, imitavo alcuni dei suoi comportamenti, come quando la vedevo stare spesso alzata fino a tardi e, ritenendolo un sacrificio per i propri doveri e una forma di devozione, anch’io facevo lo stesso. A volte non c’erano questioni urgenti e avrei potuto andare a letto prima ma, quando vedevo Wu Ping rimanere sveglia, lo facevo anch’io. Vedevo che rimaneva salda dopo essere stata trattata, e proseguiva con il suo dovere. Mi dicevo che questo era possedere levatura e realtà. Mi sono arrabbiata molto quando sono stata trattata, e volevo dedicarmi ai miei devozionali e riflettere; ma, ripensando al comportamento di Wu Ping, mi sono semplicemente affrettata a tornare al mio dovere senza impegnarmi a conoscermi meglio. Vivevo in uno stato di venerazione: adoravo Wu Ping senza minimamente rendermene conto. Poi, Dio ha creato alcune situazioni che mi hanno permesso gradualmente di discernere Wu Ping.

Quando era leader della Chiesa, era molto attiva e capace di ottenere qualsiasi risultato, ma i problemi nel nostro lavoro si sono moltiplicati esponenzialmente, e la produttività della Chiesa è andata calando. Un giorno, sorella Yang, un diacono per l’irrigazione, mi ha riferito di aver riscontrato alcuni problemi nel lavoro di Wu Ping, che si stava facendo carico di tutto senza permettere ai fratelli e alle sorelle di praticare e non stava coltivando i talenti. Stava svolgendo il lavoro dei diaconi e dei capigruppo, e così nessuno aveva la possibilità di praticare. Con il tempo, tutti hanno cominciato a sentirsi del tutto inutili, e la ammiravano molto. Non era un’atmosfera sana. Sorella Yang ha detto di voler parlare a Wu Ping del concedere agli altri più possibilità di praticare, in modo che tutti potessero notare i loro difetti e fare progressi più velocemente, così da sfruttare anche loro i propri talenti e di certo migliorare il rendimento nei loro doveri. Ero molto favorevole all’idea di sorella Yang, così ho parlato a Wu Ping insieme a lei. Ma, sorprendentemente, Wu Ping si è molto risentita. Si è rabbuiata, non era affatto d’accordo con noi. Ha detto che gli altri manifestavano troppi problemi, quindi insegnare loro era una seccatura e avrebbe ritardato il lavoro. Per lei, era meglio e più produttivo fare le cose da sola. Si è espressa in modo eloquente, e io non sapevo cosa ribattere in quel momento; tuttavia, ripensandoci dopo, ho sentito che non stava gestendo le cose nel modo giusto. Non potevamo coltivare le persone in quel modo. I fratelli e le sorelle non sarebbero stati formati, saremmo dipesi da lei, e in questo modo il lavoro non sarebbe stato svolto bene. Ma poi mi sono detta che non comprendevamo la verità, quindi seguire lei per risolvere i problemi sarebbe stato inutile, saremmo solo stati d’ostacolo. Lei aveva più comprensione della verità, quindi dovevamo lasciare che fosse lei ad occuparsi delle cose. Così, anche se Wu Ping si dava molto da fare ogni giorno, molti problemi sussistevano. Fratelli e sorelle erano molto passivi nei loro doveri e aspettavano fosse lei a risolvere le questioni. La maggior parte di loro era sempre demoralizzata e depressa. In seguito, una leader superiore è venuta a sapere che c’erano molti problemi nella nostra Chiesa, e ha raccolto valutazioni su Wu Ping che la definivano molto arrogante, dispotica e ostile a ogni suggerimento. Era inoltre boriosa, si metteva sempre in mostra e conduceva gli altri al proprio cospetto. È stata immediatamente rimossa. La leader ha anche affermato che mancavamo di discernimento e adulavamo ciecamente Wu Ping, e ci ha detto di cercare i principi della verità nei nostri doveri, e di non adorare alcuna persona. Allora mi sono resa conto di aver vissuto in uno stato di adorazione verso un essere umano e quindi di non aver avuto una normale relazione con Dio. Ho ripensato all’ottavo decreto amministrativo: “Le persone che credono in Dio dovrebbero obbedire a Dio e adorarLo. Non esaltare né prendere ad esempio alcuna persona; non dare il primo posto a Dio, il secondo alle persone che ammiri e il terzo a te stesso. Nessuno dovrebbe occupare un posto nel tuo cuore, e non dovresti considerare le persone – in particolare quelle che ammiri – alla pari con Dio o Sue eguali. Ciò è intollerabile per Dio” (“I dieci decreti amministrativi cui gli eletti di Dio devono obbedire nell’Età del Regno” in “La Parola appare nella carne”). Mi sentivo un po’ spaventata, come se avessi offeso l’indole di Dio. Ho rammentato come avessi ammirato Wu Ping da quando l’avevo conosciuta, e che, senza ricercare i principi della verità nel mio dovere, mi ero semplicemente affidata a lei. La cercavo per ogni mio problema e facevo qualsiasi cosa mi dicesse. L’ammiravo davvero e non avevo posto per Dio nel mio cuore. Credevo che, senza di lei nella Chiesa, il nostro lavoro non potesse essere svolto; come se fosse giusto fare a meno della guida di Dio e dei principi della verità, purché avessimo lei. Potevo forse definirmi una credente? Questo non era solo adorare e seguire una persona? È una cosa che Dio disprezza. Non c’è da meravigliarsi se non riuscivo a ottenere l’opera dello Spirito Santo nel mio dovere e se non vedevo alcun progresso dopo così tanto tempo. Ho pregato Dio, desiderosa di cambiare il mio stato e smettere di adorare le persone.

In seguito, si sono verificati degli eventi che mi hanno fatto vedere Wu Ping per ciò che era. Dopo essere stata sostituita, sapendo bene che la adoravano in molti, ha continuato a non analizzare né conoscere se stessa nelle riunioni, comportandosi invece come se le fosse stato fatto un torto, dichiarando che ammirava la sua collaboratrice, sorella Zhou, e che le dava retta in tutto. Mi ha sconvolta vederla addossare la colpa a sorella Zhou. Mi sembrava che la leader avesse chiaramente esposto e analizzato i suoi problemi, quindi perché non aveva la minima comprensione di sé e non si assumeva alcuna responsabilità? Era una manifestazione di rifiuto della verità. Poi, la leader l’ha riassegnata al lavoro del Vangelo con me e, anche se non l’ammiravo più come in passato, ne ero davvero felice. Si dice che anche un cammello magro è più grande di un cavallo, e continuavo a ritenere Wu Ping migliore di me. Ma, nel nostro lavoro insieme, non era più alla mano e disponibile come prima; era invece molto dura. Quando si parlava di lavoro, non ascoltava nessuno dei miei suggerimenti e spesso li rifiutava a priori. Molte volte mi evitava, e andava a consultarsi con la sorella con cui aveva lavorato in precedenza. Mi sentivo estremamente limitata ed esclusa. Per un certo periodo, il nostro dovere è stato davvero improduttivo, così le ho parlato dei problemi che riscontravo nella nostra collaborazione. Con mio enorme stupore, non ha accettato nulla di tutto ciò e ha declinato ogni responsabilità. Mi ha detto solo: “Sarò diretta, non te la prendere: non sono abituata a lavorare con te. Non mi è piaciuto molto il tuo modo di lavorare e mi ha resa ansiosa”. Queste sue parole mi hanno piuttosto demoralizzata. Anch’io sentivo di limitarla.

Quando la leader ha saputo di questi problemi, ha trattato Wu Ping per la sua arroganza e per il suo rifiuto della verità. Poi, in una riunione, Wu Ping ha dichiarato davanti a tutti che il trattamento era l’amore di Dio e, piangendo, che si sentiva in debito con Dio per non aver svolto bene il proprio dovere. Sembrava davvero conoscere se stessa. Ma poi, in privato, sfogava con me la sua negatività, dicendo sempre che era spacciata e che non era più dell’umore di compiere il suo dovere. Non ascoltava nessuna mia condivisione. Specialmente quando la leader diceva che un fratello o una sorella avevano fatto progressi e svolto bene il loro dovere, si deprimeva ancor più, convinta che la leader apprezzasse gli altri e non lei. Mi chiedeva sempre in privato se gli altri ridessero di lei alle sue spalle. Ero molto infastidita ogni volta che ne parlavamo. Potevo vedere che era depressa, e non stava bene fisicamente né mentalmente, ma si comportava in modo così deciso e sicuro nelle riunioni, e fingeva di accettare la verità e di avere a cuore la volontà di Dio. Doveva essere estenuante. A volte mi chiedevo se fosse la stessa persona che avevo adorato così tanto. Non sembrava qualcuno in possesso della realtà della verità. Era così concentrata su reputazione e prestigio, e non accettava affatto la verità. Non si impegnava a conoscere se stessa quando emergevano dei problemi; anzi, simulava. Non era appropriato. E il suo stato ha continuato a peggiorare. La leader ha tenuto con lei ripetute condivisioni, e lei sembrava accettarle, ma non è affatto cambiata. È arrivata persino a odiare gli altri, li guardava con il veleno negli occhi. La leader l’ha trattata e ha messo a nudo le sue carenze, ma lei in cuor suo odiava e incolpava Dio. Non sapeva fare a meno di addossare la colpa interamente su di Lui. Ho visto che aveva una natura malvagia, e odiava Dio e la verità. Era un demone, un anticristo. In seguito, le è stato proibito di vivere la vita della Chiesa e di svolgere doveri.

Dopo che se n’è andata, ho impiegato un bel po’ a riprendermi. Mi chiedevo perché l’avessi adorata così tanto, fino al punto di voler essere come lei. Ogni volta che incontravo qualcuno che era un abile oratore, che sapeva sacrificarsi, fare rinunce e offrire tutto a Dio, che era stato arrestato e torturato senza tradire Dio, mi ritrovavo a venerarlo. Perché adoravo così tanto simili persone? Da quale idea ero dominata? Poi, ho letto due passi delle parole di Dio. “Alcune persone sanno sopportare i patimenti, sanno pagare il prezzo, il loro comportamento esteriore è ottimo, sono molto rispettate e godono dell’ammirazione degli altri. Direste che questo genere di comportamento esteriore può essere considerato come mettere in pratica la verità? Si potrebbe concludere che queste persone stiano soddisfacendo la volontà di Dio? Come mai, più e più volte, le persone vedono individui siffatti e pensano che stiano soddisfacendo Dio, percorrendo il cammino del mettere in pratica la verità e seguendo la via di Dio? Perché alcuni pensano in questo modo? Vi è un’unica spiegazione. E qual è? È che per moltissime persone certi interrogativi, per esempio che cosa significhi mettere in pratica la verità, che cosa significhi soddisfare Dio, che cosa significhi possedere davvero la realtà della verità, non sono molto chiari. Così ci sono persone che spesso vengono ingannate da coloro che esteriormente appaiono spirituali, nobili, elevati e straordinari. Quanto alle persone che sanno parlare in modo eloquente di lettere e dottrine e i cui discorsi e azioni sembrano degni di ammirazione, coloro che vengono ingannati da loro non hanno mai guardato all’essenza delle loro azioni, ai principi alla base dei loro atti, o a quali siano i loro obiettivi. Inoltre, non hanno mai osservato se queste persone siano veramente sottomesse a Dio o se temano sinceramente Dio ed evitino il male. Non hanno mai colto l’essenza dell’umanità di tali persone. Anzi, dal primo momento in cui ne fanno la conoscenza, a poco a poco arrivano ad ammirare e venerare queste persone facendone, alla fine, dei loro idoli. Inoltre, nella mente di alcuni, gli idoli che essi adorano – e che ritengono capaci di abbandonare la famiglia e il lavoro, e apparentemente in grado di pagarne il prezzo – sono coloro che davvero soddisfano Dio e che realmente ricevono un esito e una destinazione favorevoli. Nella loro mente, questi idoli sono coloro che Dio elogia” (“Come conoscere l’indole di Dio e i risultati che la Sua opera deve raggiungere” in “La Parola appare nella carne”).

Vi è un’unica causa fondamentale che induce a compiere queste azioni inconsapevoli, ad avere questi punti di vista ignoranti o opinioni e pratiche parziali, e oggi ve ne parlerò. Il motivo è che, sebbene le persone possano seguire Dio, pregarLo ogni giorno e leggere ogni giorno le Sue parole, in realtà non capiscono la volontà di Dio. Questa è la radice del problema. Se uno capisse il cuore di Dio e sapesse cosa Gli piace, cosa Egli disprezza, cosa vuole, cosa rifiuta, che tipo di persona Egli ama, che genere di persona Gli è sgradita, quale tipo di criterio usa nel porre richieste alle persone e che genere di approccio adotta per perfezionarle, potrebbe ancora conservare le sue opinioni personali? Persone come questa potrebbero andare a venerare qualcun altro come se niente fosse? Potrebbe un comune essere umano diventare il loro idolo? Le persone che comprendono la volontà di Dio hanno un punto di vista un po’ più razionale di così. Non finiranno a idolatrare arbitrariamente una persona corrotta, né crederanno, percorrendo il cammino del mettere in pratica la verità, che aderire ciecamente a poche e semplici regole o principi equivalga a mettere in pratica la verità” (“Come conoscere l’indole di Dio e i risultati che la Sua opera deve raggiungere” in “La Parola appare nella carne”). Le parole di Dio hanno colpito nel segno. Ho visto che avevo avuto una prospettiva sbagliata nella mia fede per tutti quegli anni. Pensavo che essere una credente di lunga data, pagare con entusiasmo un prezzo e svolgere molto lavoro significasse praticare la verità e possederne la realtà. Pensavo che chi lo facesse avrebbe arrecato gioia a Dio e avrebbe potuto farsi strada nella Sua casa. Così, nel mio rapporto con Wu Ping, quando ho visto che credeva in Dio da anni e aveva fatto molti sacrifici, che aveva sofferto molto per diffondere il Vangelo ed era davvero eloquente nella sua comunione, la sua immagine e il suo comportamento ammirevoli mi hanno catturata, e l’ho adorata. Alla fine, ho capito quanto fossi sciocca e ignorante, quanto fosse ridicola la mia prospettiva. Se qualcuno è in grado di fare sacrifici e soffrire nel suo dovere, si tratta semplicemente di buona condotta esteriore. Non significa che abbia una buona umanità, che ami la verità, o che possieda la realtà della verità. Wu Ping aveva fede da più di vent’anni. Aveva fatto molti sacrifici ed era un’abile oratrice, ma usava queste cose come un capitale personale, mettendosi sempre in mostra e conducendo gli altri al suo cospetto. Non sapeva affatto accettare o praticare la verità. Per quante critiche o fallimenti abbia affrontato, non ha mai riflettuto su se stessa né si è davvero pentita. Quando era stimata e godeva di prestigio, aveva energia per il suo dovere, poteva stare sveglia tutta la notte e dare tutta se stessa. Ma, una volta rimossa, ha perso tutta la motivazione a svolgerlo. Era ostile, si lamentava tutto il tempo, e sfogava segretamente la negatività, anche se, in apparenza, diceva di essere in debito con Dio e sembrava davvero pentita, facendo credere agli altri di avere a cuore la volontà di Dio, di possedere levatura e realtà, inducendo così tutti ad ammirarla. Dopo essere stata potata e trattata, ha detto a tutti che era l’amore di Dio, ma segretamente Lo incolpava e Lo odiava. Non era forse un anticristo che odiava la verità e Dio? Ora so che avere fede da molto tempo, essere in grado di fare sacrifici e parlare bene e avere esperienza ed essere apprezzati non significa possedere la realtà della verità, né tanto meno arrecare gioia a Dio. Non importa da quanto tempo una persona abbia fede o quanto duramente abbia lavorato: se non pratica la verità e non ha trasformato la sua indole satanica, è ancora essenzialmente ribelle a Dio e sarà infine eliminata. Questo adempie le parole del Signore Gesù: “Molti mi diranno in quel giorno: ‘Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo e in nome tuo cacciato demòni e fatto in nome tuo molte opere potenti?’ Allora dichiarerò loro: ‘Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, malfattori!’” (Matteo 7:22-23). In seguito, ho pensato alle parole di Dio: “Non Mi preoccupo di quanto meritevole sia il tuo duro lavoro, quanto pregevoli siano le tue qualifiche, quanto da vicino tu Mi segua, quanto tu sia rinomato o abbia migliorato il tuo atteggiamento; non avendo esaudito le Mie richieste, non riuscirai mai a ottenere le Mie lodi. Eliminate al più presto tutte quelle idee e congetture, e cominciate a prendere sul serio le Mie richieste; altrimenti ridurrò tutti in cenere per porre fine alla Mia opera e nella peggiore delle ipotesi annienterò gli anni della Mia opera e sofferenza, perché non posso introdurre nel Mio Regno né portare nell’età successiva i Miei nemici e coloro che olezzano di malvagità e hanno l’aspetto di Satana” (“Le trasgressioni porteranno l’uomo all’inferno” in “La Parola appare nella carne”). “Io decido la destinazione di ciascuna persona non in base all’età, all’anzianità, alla quantità di sofferenza, né men che meno, al grado in cui suscita compassione, ma in base al fatto che possieda la verità. Non c’è altro criterio di scelta che questo. Dovete rendervi conto che anche tutti coloro che non fanno la volontà di Dio saranno puniti. Questo è un dato di fatto immutabile” (“Prepara sufficienti buone azioni per la tua destinazione” in “La Parola appare nella carne”). Le parole di Dio mi hanno così commossa. Dio non stabilisce la destinazione delle persone in base al loro impegno, a quanto bene si siano comportate o a quanto lavoro abbiano svolto, ma a seconda che possiedano la verità. Dio non giudica gli uomini dall’esteriorità, ma dalla loro essenza. Guarda se amano la verità e se sanno metterla in pratica, se si sottomettono a Lui e se compiono la Sua volontà. Ho visto che l’indole di Dio è davvero giusta e santa. Egli applica norme e principi per giudicare le persone, senza l’interferenza di alcun sentimento. Dio non decide che qualcuno è giusto o buono solo perché questi ha entusiasmo o perché contribuisce o soffre un po’. D’altra parte, non importa da quanto tempo qualcuno sia un credente, quanto lavoro abbia svolto o quanto sia rinomato: se non pratica la verità e non ha cambiato la sua indole, è destinato a essere eliminato da Dio. Una volta compreso questo, ho visto davvero quanto fossi ignorante e patetica. Nei miei anni di fede, non ho perseguito la verità né capito la volontà di Dio. Ho basato la mia fede solo sulle mie nozioni e ho continuato ad adorare altre persone. Ho visto quanto fossi cieca e sciocca. Poi, ho letto questo passo delle parole di Dio. “Tra tutti gli esseri umani, non ce n’è uno che possa servire da modello per gli altri, perché fondamentalmente tutti gli uomini sono simili e si assomigliano fra di loro, e hanno poche caratteristiche che li distinguano gli uni dagli altri. Per questo motivo, ancora oggi essi non sono in grado di conoscere pienamente le Mie opere. Soltanto quando il Mio castigo piomberà su tutta l’umanità, a loro insaputa gli uomini si accorgeranno delle Mie opere, e senza che Io faccia nulla oppure obblighi nessuno, essi arriveranno a conoscerMi e, così, a essere testimoni delle Mie opere. Questo è il Mio progetto, è l’aspetto delle Mie opere che viene reso manifesto ed è ciò che l’uomo dovrebbe sapere” (Capitolo 26 di “Parole di Dio all’intero universo” in “La Parola appare nella carne”). Le parole di Dio sono perfettamente chiare. Le persone sono corrotte da Satana e noi abbiamo l’essenza di Satana. Non mostriamo altro che un’indole satanica. Nessuno di noi è degno di adorazione. Se l’avessi capito prima, non avrei adorato né idolatrato nessun altro.

Non molto tempo dopo, sono stata rimossa per la mancanza di risultati nel mio dovere. In quel periodo ho riflettuto molto, e ponderato sul perché avessi fallito. Ho ripensato a come mi ero fossilizzata sull’adorare Wu Ping, considerando che aveva fede da molto tempo, aveva predicato il Vangelo per anni e sofferto molto, e aveva molta esperienza di lavoro, e quindi avrebbe dovuto capire la verità e possedere la realtà. Per questo cercavo sempre di imitare il suo comportamento e mi rivolgevo a lei per ogni questione. Qualsiasi cosa dicesse, lo accettavo senza pensare e facevo tutto ciò che diceva. Non avevo posto per Dio nel mio cuore. Non cercavo la verità di fronte ai problemi e non mi attenevo ai principi. Non facevo che ascoltare una persona: Wu Ping. Non stavo seguendo Dio, ma un essere umano. Proprio come dice Dio: “Ciò che ammiri non è l’umiltà di Cristo, ma quei falsi pastori di alto rango. Non veneri la bellezza o la sapienza di Cristo, ma quei libertini che si crogiolano nella sozzura del mondo. Ridi del dolore di Cristo che non ha un luogo dove poggiare la testa, ma ammiri quei cadaveri che vanno a caccia di offerte e vivono nella depravazione. Non sei disposto a soffrire assieme a Cristo, ma ti getti volentieri fra le braccia di quegli sconsiderati anticristi, anche se ti forniscono soltanto carne, parole e dominio. Perfino adesso il tuo cuore continua a volgersi verso di loro, verso la loro reputazione, il loro prestigio e la loro influenza. Eppure tu continui a mantenere un atteggiamento per cui trovi l’opera di Cristo dura da mandare giù e non sei disposto ad accettarla. Ecco perché dico che non hai la fede per riconoscere Cristo. Il motivo per cui Lo hai seguito fino a oggi è unicamente perché non avevi altra scelta. Nel tuo cuore predomina perennemente una serie di immagini superbe; non riesci a dimenticare ogni loro singola parola e azione, né le loro parole e mani autorevoli. Essi sono, nel vostro cuore, sempre sommi e sempre eroi. Ma non è così per il Cristo di oggi. Egli è sempre insignificante nel tuo cuore e sempre immeritevole di riverenza. Infatti Egli è fin troppo ordinario, ha fin troppo poca influenza ed è tutt’altro che superbo” (“Sei un vero credente in Dio?” in “La Parola appare nella carne”). Le parole di Dio rivelavano il mio vero stato. Se ripenso ai miei anni di fede, ho solo adulato le persone intorno a me che avevano calibro e doni, che erano appoggiate e apprezzate. Consideravo ogni loro parola e azione degne di emulazione, senza mai cercare la volontà di Dio o pensare se fosse ciò che Dio voleva e in linea con i principi della verità. Adoravo e seguivo ciecamente gli altri e volevo persino diventare identica a loro. Ho percorso la via sbagliata per tutto il tempo, cercando di soffrire e lavorare il più possibile. Nel mio dovere, facevo affidamento sul calibro e sull’esperienza, e non mi sono mai concentrata sulla ricerca dei principi della verità o sul mio ingresso nella vita; così, nei miei anni di fede, non ho appreso molta verità, e la mia vita ne ha risentito. Ho davvero percepito quanto fossi ignorante e patetica. Dio ci ha donato così tante parole, ma difficilmente ne tenevo qualcuna in considerazione. Invece, qualsiasi cosa dicesse Wu Ping e qualsiasi opinione avesse, le avevo chiare in mente e le mettevo subito in pratica. Facevo sempre affidamento su di lei nel mio dovere, e non avevo posto per Dio nel mio cuore. Tutta questa vicenda mi ha messa completamente a nudo. Soprattutto quando sono stata sostituita, i problemi di Wu Ping erano stati esposti e io ne ero a conoscenza, ma, quando abbiamo ripreso a lavorare insieme, avevo ancora questa immagine grandiosa e sublime di lei nella mente. Ho continuato ad appoggiarmi a lei nei miei doveri, ripetendomi che anche un cammello magro è più grande di un cavallo, e la reputavo migliore di me anche se manifestava qualche mancanza. Era il mio modo di vedere le cose. Adoravo troppo una persona. Non cercavo i principi della verità nell’interagire con lei e mancavo di discernimento. Guardavo le cose sulla base di bugie sataniche. Poi sono emersi sempre più problemi riguardanti Wu Ping. Ma io continuavo a mancare di discernimento e a seguirla, ed ero ancora condizionata da lei. Pertanto, mi trovavo in un costante stato di negatività e infelicità. Me lo meritavo davvero. Ho ammirato Wu Ping e fatto affidamento su di lei nel mio dovere, ma questo a cosa mi ha portata? Inganno, limitazione e rifiuto. Ero infelice, mi sentivo limitata, e mi stavo allontanando da Dio. Avevo fede, ma non mi affidavo a Dio né guardavo a Lui, e non cercavo affatto la verità. Adoravo e seguivo solo una persona. Ero un’idiota priva del minimo discernimento. In quel momento, avevo fallito ed ero caduta, e quella era la giustizia e la salvezza che Dio mi donava. Quella rivelazione mi ha aperto gli occhi sul cammino sbagliato che percorrevo e mi ha fatto esaminare le mie idee sbagliate, insegnandomi a ricercare la verità per risolvere quei problemi. Ho anche sperimentato quanto importante sia perseguire la verità. Ciò che Dio ha detto, “Coloro che non perseguono la verità non possono seguire sino all’ultimo”, è così reale. Coloro che non perseguono la verità sono destinati ad essere esposti ed eliminati da Dio. Il mio fallimento e quello della persona che avevo ammirato ne erano la prova evidente.

Un paio di mesi dopo, sono stata assegnata al lavoro del Vangelo con Wang Li. Avevo già sentito dire che, da quando credeva, aveva rinunciato a un ottimo lavoro per svolgere il suo dovere, ci aveva davvero messo tutta se stessa e possedeva molto calibro. Aveva svolto molta evangelizzazione ed era esperta. La conoscevo da un po’ e vedevo che teneva molto al lavoro della Chiesa. Nelle riunioni, condivideva molto attivamente, e sembrava sempre a suo agio, a prescindere dalle circostanze o dal numero di persone. Parlava con grande compostezza e senza alcun timore. Faceva attivamente comunione per aiutare chiunque fosse in difficoltà, e piaceva molto a tutti. Sentivo che perseguiva davvero la verità e la ammiravo. Ero felice di avere la possibilità di lavorare con lei, ma ho rammentato il mio precedente fallimento, il modo in cui avevo apprezzato il calibro e le doti di Wu Ping, venerandola e seguendola. Avevo preso la strada sbagliata ed era stato dannoso per la mia vita. Sapevo che, relazionandomi con Wang Li, non potevo fare di nuovo affidamento su prospettive sbagliate, e che dovevo approcciarmi a lei secondo i principi della verità. Wang Li aveva buon calibro ed esperienza nel condividere il Vangelo, quindi avevo molto da imparare da lei per compensare le mie mancanze. Ma anche lei era una persona corrotta, con un’indole corrotta e dei difetti. Non potevo adorarla e appoggiarmi a lei. Se manifestava problemi ed errori nei suoi doveri, non potevo seguirla ciecamente. Dovevo mantenere il discernimento e trattarla in base ai principi della verità. In seguito, nelle nostre discussioni di lavoro, ho notato che la maggior parte dei suggerimenti di Wang Li non erano molto pratici. Io e altre due sorelle li consideravamo inattuabili, ma lei insisteva. Si fossilizzava su ogni cosa su cui non eravamo d’accordo, e a quel punto rimanevamo a lungo all’impasse, cosa che ostacolava gravemente il nostro lavoro. A poco a poco, ho visto che Wang Li era davvero arrogante e testarda, e diventava scontrosa quando i suoi suggerimenti venivano respinti. Si risentiva, e questo limitava gli altri. Era d’intralcio al gruppo del Vangelo e ostacolava il progresso del lavoro. Ho parlato alla leader del suo comportamento. Dopo esserne venuta a conoscenza, la leader ha esposto e analizzato i suoi problemi, ma lei ha continuato a rifiutarlo, e così le è stato assegnato un altro dovere. Questo mi ha fatta sentire davvero in pace. Sentivo di aver finalmente corretto le mie idee sbagliate e di aver smesso di venerare e seguire le persone come in passato. Ero anche molto grata a Dio per aver creato delle situazioni che mi hanno permesso di acquisire discernimento e imparare quelle lezioni. Lode a Dio!

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