Cosa cela il non prendere posizione

11 Giugno 2022

di Mu Xi, Corea del Sud

Qualche tempo fa, ero molto improduttiva nel mio dovere. Modificavo ogni mio progetto video molte volte, compromettendo gravemente il progresso generale del lavoro. All’inizio, pensavo fosse per la mia mancanza di opinioni, perché, ogni volta che i miei fratelli proponevano modifiche, non ne valutavo la validità in base ai principi e apportavo qualsiasi cambiamento mi suggerissero. Alcuni non erano molto sensati, e ciò comportava una costante rielaborazione. In seguito, dopo essere stata potata e trattata, applicando la parola di Dio e riflettendo su me stessa, mi sono resa conto che, dietro la mia mancanza di idee personali, si celavano un’indole satanica e intenzioni spregevoli.

Questo accadeva diversi mesi fa. Poi, sono capitati dei fratelli che si aggrappavano con arroganza alle proprie opinioni e non accettavano i suggerimenti, cosa che ha gravemente compromesso il lavoro. Il nostro leader ha più volte condiviso per esporli, ma non sono cambiati e sono stati rimossi. Ho pensato: “Se gli altri mi daranno consigli in futuro, non posso aggrapparmi alle mie opinioni”. Così, ogni volta che finivo un progetto video, quando gli altri mi davano consigli, quasi sempre li accettavo, anche se erano questioni accessorie e irrilevanti che non serviva cambiare davvero. In realtà, reputavo alcune modifiche non in linea con i principi, e altre mi sembravano solo banali ritocchi, ma temevo che, se le avessi rifiutate, il mio supervisore e i miei fratelli avrebbero pensato male di me. Mi avrebbero ritenuta arrogante e incapace di accettare i consigli? Se avessi dato la cattiva impressione di non saper accettare la verità, la mia sostituzione sarebbe stata imminente? Inoltre, non ero sicura al 100% delle mie opinioni. Se mi fossi sbagliata e non avessi fatto una modifica necessaria, e il problema fosse emerso quando il video era ormai online, ne sarei stata responsabile. Ci ho riflettuto su e, per andare sul sicuro, facevo tutti i cambiamenti suggeriti. A volte mi davano consigli diversi, così realizzavo più versioni e chiedevo al mio supervisore di decidere quale fosse la migliore, o, durante le discussioni di lavoro, ne discutevo con i miei fratelli e sorelle e decidevamo insieme. Mi dicevo: “Il mio supervisore e la maggioranza dei fratelli hanno preso questa decisione. È l’opinione della maggioranza, quindi non dovrebbero esserci gravi problemi. Questo è il modo più sicuro. Se qualcosa andasse storto in futuro, la responsabilità non sarebbe solo mia”. A volte, ricevevo molti suggerimenti, e non ero sicura di come modificare il video, così chiedevo al mio supervisore di aiutarmi a decidere quale direzione prendere. Capitava anche che i consigli fossero troppi e alla fine non sapessi cosa fare, e questo mi rendeva improduttiva. Nelle discussioni di lavoro, le mie continue richieste ai miei fratelli e sorelle di aiutarmi a decidere tra vari suggerimenti toglievano tempo ai loro doveri e rallentavano il progresso del lavoro.

Una volta, ho creato un’immagine di sfondo per un video. Doveva riflettere la sofferenza delle persone che vivono nel peccato, così ho optato per una sfumatura scura con retroilluminazione. Ad alcuni fratelli non piaceva, la ritenevano troppo scura, e mi hanno suggerito di schiarirla un po’ e di aggiungere qualche effetto di luce e ombra. Non ero del tutto convinta. Dato il tema, un’immagine troppo luminosa non si sposava con l’atmosfera di persone che vivono nell’oscurità, e aggiungere luminosità avrebbe violato delle leggi oggettive, quindi non reputavo quel suggerimento sensato. Ma poi ho pensato che, dato che in molti erano d’accordo, se non l’avessi fatto e il video fosse risultato compromesso quando ormai era online, sarei stata io la responsabile. Ero combattuta, ma poi anche il leader era d’accordo con la revisione, così sono scesa a compromessi. Se avessi detto la mia, ossia che non approvavo la modifica, non avrebbero tutti pensato che persistevo sulle mie opinioni? Avrebbero pensato che cercavo delle scuse per non apportarla e risparmiarmi il fastidio? Così ho fatto la modifica e basta. In caso di problemi, non sarebbe stata solo una mia responsabilità, perché avrei modificato il video sulla base dei suggerimenti di tutti. Sentivo distintamente che era un cambiamento inappropriato, ma ho lo stesso dedicato molto tempo a modificare l’immagine. Con mia enorme sorpresa, una volta finito, il supervisore l’ha valutata in base ai principi e agli effetti pertinenti, non l’ha trovata realistica e mi ha detto di cambiarla di nuovo. Ha aggiunto che ultimamente ero stata passiva nel mio dovere, che non avevo opinioni sui suggerimenti degli altri, e che stavo ostacolando il progresso del lavoro, e mi ha chiesto di riflettere su me stessa. Ho impiegato parecchio a calmarmi, e mi sono sentita davvero in colpa. Avevo passato così tanto tempo a modificare l’immagine, e ora dovevo cambiarla di nuovo, cosa che ha rallentato di molto il lavoro. Mi sono resa conto che, in quel periodo, ogni volta che ricevevo suggerimenti diversi, in realtà avevo le mie opinioni, ma, per evitare di risultare arrogante agli occhi degli altri, non le esprimevo. Quando nutrivo dei dubbi, non cercavo i principi della verità, mi limitavo a lasciar decidere gli altri e facevo le cose in base ai loro ordini. Svolgere il mio dovere in questo modo era davvero troppo passivo, e rallentava il lavoro della casa di Dio. Ho pregato davanti a Dio per chiederGli di guidarmi a riflettere su me stessa.

In seguito, ho visto il video di una lettura della parola di Dio. “Coloro che compiono un dovere nella casa di Dio, devono essere persone che si fanno carico del fardello del lavoro della Chiesa, si assumono le proprie responsabilità, sostengono i principi della verità, soffrono e ne pagano il prezzo. Essere carenti in queste aree significa essere inadatti a compiere un dovere e non possedere i requisiti per il suo adempimento. Ci sono molte persone che hanno paura di assumersi la responsabilità di compiere un dovere. La loro paura si manifesta principalmente in tre modi. Il primo è scegliere un dovere che non richieda di assumersi delle responsabilità. Se un leader della Chiesa affida loro un dovere, per prima cosa chiedono se debbano assumersi qualche responsabilità: se la risposta è sì, lo rifiutano; se invece non è richiesto che si assumano responsabilità, lo accettano malvolentieri, devono comunque verificare se il lavoro sia faticoso o gravoso e, nonostante la sua accettazione forzata, non sono motivati a svolgere bene il loro dovere, e scelgono comunque di farlo con superficialità e negligenza. Tempo libero, evitare la fatica e nessun impegno fisico: questo è il loro principio. Il secondo modo è che, quando si trovano in difficoltà o affrontano un problema, la prima cosa che fanno è riferirlo a un leader perché sia lui a gestirli e risolverli, nella speranza così di risparmiarsi ogni fastidio. Non si preoccupano di come il leader gestisca la questione e non se ne interessano: fintanto che non ne sono personalmente responsabili, allora tutto va bene per loro. Questo modo di compiere il proprio dovere è leale nei confronti di Dio? Questo è fare a scaricabarile, trascurare il proprio dovere, essere degli scansafatiche. Sono tutte chiacchiere, simili individui non fanno nulla di reale, e pensano tra sé e sé: “Poiché sono io a dover gestire questa cosa, che succede se poi sbaglio? Una volta che avranno esaminato la questione, non sarò io alla fine a essere ritenuto responsabile? La responsabilità non ricadrà prima di tutto su di me?” Questo è ciò di cui si preoccupano. Ma credi che Dio possa esaminare ogni cosa? Tutti commettono errori. Se una persona dalle intenzioni corrette manca di esperienza e non ha mai gestito una certa questione in passato, ma ha comunque fatto del suo meglio, Dio lo vede. Devi credere nel fatto che Dio scruta ogni cosa e il cuore dell’uomo. Chi non crede nemmeno a questo, non è forse un miscredente? Che significato potrebbe avere affidare un dovere a persone di questo tipo? C’è infine un altro modo in cui manifestano la loro paura di assumersi delle responsabilità. Quando compiono il loro dovere, alcune persone si limitano a svolgere qualche lavoro superficiale, semplice, e che non comporti alcuna responsabilità. Scaricano sugli altri i lavori che comportano difficoltà e assunzione di responsabilità e, se qualcosa va male, addossano a loro la colpa e ne escono puliti. Quando i leader della Chiesa vedono che sono irresponsabili, offrono loro pazientemente aiuto o li potano e li trattano, in modo che imparino ad assumersi le responsabilità, ma loro continuano a non volerlo fare e pensano: “È difficile svolgere bene questo dovere, devo assumermi io la responsabilità quando le cose vanno male; potrei anche essere scacciato ed espulso, e a quel punto per me sarà la fine”. Che tipo di atteggiamento è questo? Se non si ha senso di responsabilità nel compiere il proprio dovere, come si può svolgerlo bene? Chi non si spende sinceramente per Dio non può compiere bene alcun dovere, e chi teme di assumersi delle responsabilità non farà altro che ritardare le cose nel compimento del suo dovere. Tali persone sono indegne di fiducia e inaffidabili; svolgono il loro dovere solo per ottenere in cambio del cibo. Simili “accattoni” non andrebbero forse cacciati via? Sì. La casa di Dio non vorrebbe mai persone di questo tipo” (“Vogliono che gli altri obbediscano solo a loro, non alla verità o a Dio (Parte prima)” in “Smascherare gli anticristi”). La parola di Dio rivelava il mio stato. Ho ripensato al mio recente adempimento dei doveri. Quando ricevevo così tanti consigli, mi rendevo conto che alcuni non erano validi. Alcune modifiche erano in contrasto con i principi e altre erano inutili. Ma preferivo non ignorare alcun suggerimento, perché, in caso di errori, sarei stata la sola responsabile. E temevo che, aggrappandomi al mio punto di vista, avrei dato la cattiva impressione di essere arrogante e di non saper accettare la verità, quindi mi adeguavo ai gusti e alle opinioni di tutti, apportavo tutti i cambiamenti suggeriti dagli altri, e addirittura facevo ripetute modifiche e realizzavo più versioni, delegando la decisione al supervisore e ai miei fratelli. Per paura di assumermi la responsabilità, non ho mai cercato i principi della verità né preso decisioni. Pensavo che fare le cose in questo modo fosse più sicuro, perché, se si decideva in gruppo, i problemi erano meno probabili e, anche se ce ne fossero stati, non sarei stata sola. Apparentemente, ero dedita ai miei doveri e stavo proteggendo il lavoro della casa di Dio ma, in realtà, consideravo i miei interessi personali in tutto. Pensavo a come proteggermi ed evitare le responsabilità. Non era forse un inganno? Compiere il mio dovere in quel modo era pura manodopera e obbedienza agli ordini. Non mi sono mai preoccupata né interessata delle cose. Ero irresponsabile nel mio dovere e non consideravo affatto gli interessi della casa di Dio. Ero del tutto priva di umanità. Coloro che compiono sinceramente i loro doveri considerano gli interessi della casa di Dio in ogni cosa e, di fronte a problemi che non comprendono, ricercano la volontà di Dio e i principi della verità, e svolgono i loro doveri in armonia con Dio. Mentre io? Ero del tutto falsa e negligente nel mio dovere. Aspettavo solo di ricevere gli ordini, come una qualsiasi manovalanza. Non cercavo affatto di risolvere i problemi con i principi della verità. Eseguire il dovere in quel modo era lontanissimo da Dio e dalla verità. Facevo solo il mio lavoro, non ero paragonabile nemmeno a un servitore.

Ho rammentato un altro passo della parola di Dio: “Qual è il parametro in base al quale le azioni di una persona vengono giudicate buone o cattive? Dipende dal fatto che tu, nei tuoi pensieri, espressioni e azioni, possieda oppure no la prova di aver messo in pratica la verità e di vivere la realtà della verità. Se non hai questa realtà o non la vivi, sei senza dubbio un malfattore. Dio come vede i malfattori? I tuoi pensieri e i tuoi atti esteriori non rendono testimonianza per Dio, né svergognano Satana né lo sconfiggono; invece svergognano Dio e sono cosparsi di segni che fanno vergognare Dio. Non stai testimoniando Dio, né ti adoperi per Lui, né adempi alle tue responsabilità e ai tuoi obblighi verso Dio; invece, agisci nel tuo interesse. Cosa significa realmente ‘nel tuo interesse’? Significa nell’interesse di Satana. Pertanto, alla fine, Dio dirà: ‘Allontanatevi da Me, malfattori!’ Agli occhi di Dio, tu non hai compiuto buone azioni; anzi, il tuo comportamento è diventato malvagio, e non solo non otterrà l’approvazione di Dio, ma verrà anche condannato. Cosa cerca di ottenere qualcuno con una simile fede in Dio? In definitiva, una fede di questo tipo non risulterebbe inutile?” (“Consegna il tuo vero cuore a Dio e potrai ottenere la verità” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Le parole di Dio mi hanno aiutata a capire. Egli scruta il cuore di tutti. Non guarda quanto lavoro svolgiamo o quanta sofferenza sopportiamo, ma se le persone nei loro doveri rivolgono le loro intenzioni a Dio o a se stesse, e se hanno la testimonianza di praticare la verità nei loro doveri. Cercare sempre di soddisfare se stessi nei propri doveri è malvagità agli occhi di Dio, qualcosa che Egli detesta. Attraverso la parola di Dio, ho visto che compivo il mio dovere pensando a me stessa. Per evitare le responsabilità, a prescindere da quanto tempo rubassero quei problemi irrilevanti, modificavo un’immagine più volte. Andavo contro la mia stessa volontà per fare revisioni inappropriate, peggiorando i video sempre di più. Ho rallentato il lavoro della casa di Dio, ma non ho mai provato preoccupazione o pressione, né ho cercato di aumentare la produttività ricercando i principi della verità. Nel mio dovere, mi limitavo a fare le cose meccanicamente e pensavo che, fintanto che apportavo le modifiche approvate da tutti, andava bene così. Ero irresponsabile, quello non era affatto compiere il mio dovere, né accumulare buone azioni, ma solo malvagità. Questo è il momento cruciale di diffusione del Vangelo, per la casa di Dio, e c’è urgenza di condividere questi video online per diffonderlo. Invece, a causa della mia indole corrotta, io ripetevo il lavoro e ritardavo gli upload. Per proteggere i miei interessi, ho ripetutamente ostacolato il lavoro della casa di Dio: non era altro che agire da serva di Satana e intralciare il lavoro della casa di Dio! Capirlo mi ha terrorizzata. Ho subito pregato Dio per chiederGli di guidarmi a cambiare atteggiamento verso il mio dovere e a risolvere la mia indole corrotta.

In seguito, quando ricevevo diversi suggerimenti nel mio dovere, per prima cosa pregavo e ricercavo davanti a Dio, analizzavo quali cambiamenti fossero necessari e quali no, e pensavo a come essere più produttiva per ottenere risultati migliori. Quando mi suggerivano dei cambiamenti non necessari, avanzavo le mie opinioni sulla base dei principi che capivo, ricercavo e tenevo condivisioni con tutti gli altri, e alcune delle mie idee venivano accolte. Praticare in questo modo ha aumentato la mia produttività. Pensavo di essere cambiata ma, quando si è trattato di nuovo di assumermi delle responsabilità, sono man mano tornata passiva.

Una volta, ho realizzato una vignetta, e tutti avevano opinioni diverse su alcuni dettagli dell’immagine. Neanche dopo aver discusso e condiviso riuscivamo a decidere come modificarla, e siamo rimasti bloccati per un bel po’ di tempo. In realtà, sapevo che per una vignetta, fintanto che è ben fatta e le proporzioni dei personaggi e dell’immagine si conformano alla realtà oggettiva, non c’è bisogno di indugiare sui dettagli. Tuttavia, dopo così tanti suggerimenti diversi, non sapevo cosa fare. Se avessi fatto le modifiche in base alle mie idee, cosa sarebbe successo se ci fosse stato un problema dopo il caricamento del video? Sarebbe stata una mia responsabilità. Avevo paura di essere incolpata di un eventuale errore, così ho iniziato a realizzare più versioni in base ai suggerimenti di tutti e ho aspettato che la maggioranza prendesse la decisione finale, ma alla fine nessuno mi ha dato una risposta chiara. Col passare dei giorni, la mia ansia aumentava. Non stavo forse di nuovo rallentando la produzione di un video? Ero molto preoccupata, così mi sono chiesta: “Perché è così difficile prendere una decisione? Perché mi sento come se avessi le mani legate e non potessi liberarmi?” Ho pregato e ricercato davanti a Dio, e Gli ho chiesto di guidarmi a riflettere e a conoscere me stessa.

In seguito, ho letto un passo della parola di Dio. “Devi essere una persona sincera, devi avere senso di responsabilità quando affronti i problemi, e devi trovare il modo di ricercare la verità per risolverli. Non essere una persona infida. Se di fronte a un problema ti sottrai alle responsabilità e te ne lavi le mani, persino i miscredenti ti condanneranno. Pensi forse che la casa di Dio non lo farà? Il popolo eletto di Dio disprezza e ripudia tale comportamento. Dio ama le persone sincere, mentre odia le persone subdole e astute. Se ti comporti come una persona infida e cerchi di ricorrere a inganni, Dio non ti odierà? La casa di Dio ti lascerà semplicemente impunito? Prima o poi, sarai ritenuto responsabile. A Dio piacciono le persone sincere e non piacciono quelle infide. Tutti dovrebbero capirlo chiaramente e smettere di essere confusi e di fare cose stupide. Un’ignoranza momentanea è comprensibile, ma rifiutare del tutto la verità è un ostinato rifiuto di cambiare. Le persone sincere sanno assumersi le loro responsabilità. Non pensano ai propri guadagni e alle proprie perdite, piuttosto salvaguardano il lavoro e gli interessi della casa di Dio. Hanno un cuore gentile e sincero, simile a una ciotola d’acqua limpida di cui si può vedere il fondo a colpo d’occhio. E c’è trasparenza nelle loro azioni. Una persona falsa non fa che ricorrere a inganni, simula costantemente, nasconde le cose e si traveste così accuratamente che nessuno può vederla per ciò che è veramente. Le persone non sono in grado di intuire i tuoi pensieri intimi, ma Dio può scrutare negli angoli più profondi del tuo cuore. Se Dio vede che non sei una persona sincera, che sei astuto, che non accetti mai la verità, che cerchi sempre di ingannarLo e che non Gli offri il tuo cuore, allora non ti amerà, bensì ti odierà e ti abbandonerà. Tutti coloro che hanno successo tra i miscredenti, che sono dotati di capacità oratorie e ingegno sottile, che razza di persone sono? Vi è chiaro questo? Qual è la loro essenza? Si può affermare che sono tutti individui straordinariamente scaltri, sono tutti estremamente astuti e viscidi, sono il vero diavolo Satana. Dio potrebbe mai salvare simili persone? Dio non odia niente più dei diavoli, persone astute e subdole. Dio non salverà affatto tali persone; pertanto, qualunque facciate, non dovete diventare delle persone di questo tipo. Coloro che sono sempre all’erta e considerano tutte le angolazioni nei loro discorsi, che vedono da che parte soffia il vento e sono scaltri nel trattare i loro affari, vi dico che sono coloro che Dio detesta più di tutti: persone di questo tipo non potranno mai essere redente. Quando le persone sono astute e subdole, per quanto sembrino piacevoli le loro parole, si tratta comunque di bugie ingannevoli. Meglio suonano le loro parole, e più esse sono il diavolo Satana. È esattamente questo, dunque, il tipo di persone che Dio disprezza maggiormente. Cosa ne pensate: le persone che sono astute, persuasive e brave a mentire potrebbero mai ricevere l’opera dello Spirito Santo? Potrebbero ricevere l’illuminazione e la luce dello Spirito Santo? Assolutamente no. Qual è l’atteggiamento di Dio nei confronti delle persone astute e subdole? Egli le disprezza, le mette in disparte e non presta loro alcuna attenzione, le considera alla stregua degli animali. Agli occhi di Dio, tali persone indossano una pelle umana e basta; in sostanza, sono identiche al diavolo Satana, sono cadaveri ambulanti, e Dio non le salverebbe mai” (Come riconoscere i falsi capi). La parola di Dio rivelava il mio stato. Ero sempre indecisa di fronte a suggerimenti diversi tra loro, avevo paura di assumermi la responsabilità degli errori e cercavo sempre di proteggermi, perché ero dominata da veleni satanici come “Ognuno per sé e che gli altri si arrangino”, “Il saggio si protegge col non farsi coinvolgere” e “Non si può applicare la legge se nessuno la rispetta”. Di fronte a consigli diversi, avevo le mie opinioni, ma non le esponevo né ricercavo tempestivamente, e mi ostinavo a seguire i consigli degli altri, così da non essere ritenuta responsabile ed evitare il trattamento. Esteriormente, sembravo aperta ai consigli degli altri, e capace di accogliere e mettere in pratica i suggerimenti, dando così l’illusione di saper accettare la verità. In realtà, celavo le mie intenzioni subdole, false e spregevoli. Ho ripensato al mio comportamento, a come, ogni volta che le responsabilità potevano ricadere su di me, mi preoccupavo di me stessa. A volte, quando gli altri chiedevano consiglio a me per un problema, cercavo prima di intuire i loro pensieri e opinioni e, se concordavano con i miei, partivo da lì e aggiungevo i miei suggerimenti; se invece avevano opinioni diverse, non volevo condividere le mie, temendo che, se mi fossi sbagliata e fossero sorti problemi, mi sarei dovuta assumere la responsabilità, e quindi mi limitavo a qualche commento vago e superficiale. Ho visto che, vivendo secondo quelle filosofie sataniche, ero diventata molto astuta e falsa, non esternavo mai chiaramente il mio punto di vista, non avevo principi né posizioni, e parlavo e agivo confondendo le persone e rendendo le mie opinioni indecifrabili. Lo ritenevo addirittura più intelligente, per non subire personalmente alcuna conseguenza, ed evitare così di essere trattata o sostituita. Non avevo idea di star ingannando Dio e miei fratelli e sorelle, di essere una persona molto astuta. Stavo portando Dio a disprezzarmi e detestarmi, e Dio non salva le persone come me. Potevo forse ingannare i miei fratelli e sorelle, ma Dio scruta il mio cuore. Se continuassi a ingannarLo in questo modo, fossi irresponsabile nel mio dovere, mi limitassi al minimo indispensabile, e rifiutassi di concentrarmi sulla ricerca dei principi della verità, alla fine, non otterrei mai la verità, e sarei certamente condannata e scacciata. Il mio eccesso di astuzia mi si è ritorto contro. Ero così ignorante! Solo una volta che me ne sono resa conto ho cominciato ad avere paura. Volevo davvero pentirmi davanti a Dio. Non potevo continuare così.

Poi, ho letto un passo della parola di Dio: “Nella casa di Dio, devi afferrare il principio di ogni dovere che svolgi, qualunque esso sia. Essere in grado di praticare la verità significa agire secondo principio. Se qualcosa non ti è chiaro, se non sei sicuro di quale sia la cosa appropriata da fare, tieni condivisioni per ottenere l’approvazione generale. Una volta stabilito cosa è più vantaggioso per il lavoro della Chiesa e per i fratelli e le sorelle, fai quello. Non essere vincolato dalle regole, non rimandare, non aspettare, non limitarti a osservare passivamente. Se resti sempre un osservatore passivo e non hai mai una tua opinione, se prima di compiere qualsiasi azione aspetti sempre che sia qualcun altro a decidere e, quando nessuno lo fa, ti limiti a prendere tempo e ad attendere, allora quale sarà la conseguenza? Rovinerai ogni lavoro, non otterrai alcun risultato. Se si tratta di qualcosa che ti è chiaro, e tutti dicono che va bene così, sono d’accordo sul farlo in questo modo, e affermano che tale lavoro debba essere svolto e non c’è dubbio che sia guidato da Dio, allora è così che dovresti farlo. Non aver paura di assumertene la responsabilità, o di offendere gli altri, o di quali potranno essere le conseguenze. Se le persone non risolvono problemi concreti, fanno sempre i loro calcoli, hanno paura di prendersi le loro responsabilità e non svolgono alcun lavoro reale, questo dimostra che nutrono troppe trame diaboliche. Quanto è malvagio voler godere della grazia e delle benedizioni di Dio e tuttavia non fare nulla di concreto. Non c’è nessuno che Dio disprezzi più di queste persone subdole e infide. Indipendentemente da quello che pensi, non stai mettendo in pratica la verità, non possiedi lealtà, e vengono sempre coinvolte le tue considerazioni personali e hai sempre i tuoi pensieri e le tue idee. Dio osserva queste cose, Dio sa; pensavi non fosse così? Sei davvero stupido. E, se non ti penti immediatamente, perderai l’opera di Dio” (“La parte più importante del credere in Dio è mettere in pratica la verità” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). “Quali sono le espressioni di una persona sincera? La prima è non nutrire dubbi sulle parole di Dio. Questa è una delle espressioni di una persona sincera. L’espressione più importante di una persona sincera, inoltre, è ricercare e praticare la verità in tutte le questioni; questa è la più fondamentale di tutte. Se dici di essere sincero ma metti sempre in secondo piano le parole di Dio e fai quello che vuoi, questa è forse l’espressione di una persona sincera? Tu dici: ‘Sono di scarsa levatura ma ho il cuore sincero’. Quando però ti spetta un dovere, hai paura di soffrire o temi che se non lo eseguirai bene dovrai assumertene la responsabilità, perciò trovi delle scuse per scansarlo e suggerisci agli altri di occuparsene. Questa è forse l’espressione di una persona sincera? Chiaramente no. Come deve comportarsi allora una persona sincera? Deve accettare e obbedire e poi essere totalmente devota nel compiere il proprio dovere al meglio delle proprie capacità, sforzandosi di soddisfare la volontà di Dio. Tutto questo si esprime in vari modi. Uno di essi è che devi accettare con sincerità il tuo dovere, senza pensare ai tuoi interessi materiali e senza essere tiepido al riguardo. Non tramare a tuo beneficio. Ecco un’espressione di sincerità. Un altro modo è compiere il tuo dovere con tutto il tuo cuore e con tutte le tue forze, agire in modo corretto, mettere il cuore e l’amore nell’adempimento del tuo dovere per soddisfare Dio. Questo è ciò che dovrebbe essere espresso quando le persone sincere compiono il proprio dovere” (I discorsi di Cristo degli ultimi giorni). Dalla parola di Dio, ho visto che Dio ama le persone sincere. Se anche si fosse ignoranti e di scarsa levatura, non importa. Ciò che conta è avere un cuore retto e sincero, non tenere le cose per sé, esternare apertamente le proprie idee, ricercare e fare comunione con gli altri su ciò che non si capisce, agire secondo i principi e fare ciò che giova al lavoro della casa di Dio, ed essere leali nei propri doveri. Questo soddisfa Dio. Dio scruta il cuore delle persone. Se facciamo del nostro meglio, anche se a volte commettiamo errori per scarsa levatura o perché non comprendiamo la verità, ci sono comunque lezioni da imparare. Se accettiamo la verità, ricerchiamo la verità e rileviamo subito i problemi, ci smarriremo sempre meno con il passare del tempo, e gradualmente padroneggeremo i principi e svolgeremo bene i nostri doveri. La casa di Dio non condanna le persone e non le ritiene responsabili per un singolo errore. Una volta capito questo, mi sono sentita molto più sollevata.

In seguito, mi sono aperta e ho fatto comunione con una sorella sul mio recente stato, e lei mi ha aiutata molto pazientemente. Ricercando e condividendo insieme a lei, ho corretto un’idea sbagliata che avevo sempre avuto. In passato temevo sempre che, se avessi rifiutato i loro consigli e avessi offerto punti di vista e opinioni diverse, gli altri avrebbero pensato che fossi arrogante e non accettassi la verità. In realtà, non riuscivo a distinguere tra arroganza e difesa dei principi. Attenersi ai principi significa, ricercando la verità, determinare le pratiche che si conformino ai principi e tutelino gli interessi della Chiesa, e continuare a sostenerle e non scendere a compromessi quando altri obiettano o sollevano questioni. Anche se esteriormente sembra in qualche modo simile all’arroganza, questo è difendere la verità ed è una cosa positiva, mentre l’arroganza è sentirsi sempre superiori agli altri, credendo che le proprie opinioni e idee siano corrette; quando gli altri propongono punti di vista diversi, ci si ostina sulla propria strada senza ricercare né riflettere, e si insiste nel dichiarare giusto ciò che invece è sbagliato. Tutte queste opinioni provengono dal giudizio personale e non trovano fondamento nei principi. Eppure, si pretende che gli altri le ascoltino e obbediscano. Questa è un’indole satanica, una manifestazione di arroganza. Ho ricordato diversi fratelli e sorelle precedentemente rimossi. Alcuni di loro insistevano nel fare le cose a modo loro, non prendevano sul serio i suggerimenti dei loro fratelli e sorelle né ci riflettevano su, sostenevano sempre le loro ragioni e non erano disposti a fare modifiche e a migliorare. Ciò su cui insistevano non era mai in linea con i principi, erano solo le loro opinioni e preferenze personali. Così si manifesta l’arroganza. Quando mi venivano offerte opinioni diverse, reputavo alcuni suggerimenti inappropriati, ma, se avessi saputo valutarli secondo i principi e presentare il mio punto di vista, non sarebbe stata arroganza, bensì sostenere i principi della verità. A volte, quando non capisco a pieno i problemi o non riesco ad afferrare qualcosa, allora esprimere le mie opinioni, ricercare e condividere con gli altri non vuol dire persistere sulla mia strada con arroganza, ma capire i principi prima di agire, ed essere seria e responsabile nel mio dovere. Una volta capite queste verità, ho provato un grande senso di sollievo.

Da allora, quando ricevevo troppi suggerimenti nel mio dovere, pregavo Dio per calmarmi, cercavo i principi della verità pertinenti, e sulla loro base valutavo se le modifiche fossero necessarie. Prendevo inoltre l’iniziativa e usavo le mie idee per comunicare e discutere con gli altri. Una volta, ho finito un’immagine di sfondo per un video, e il mio lader mi ha detto che il colore non era adatto ed era meglio cambiarlo. Ho pensato: “Apportare queste modifiche richiederà molto lavoro, e sicuramente ritarderà il caricamento del video. Questa modifica non ha a che fare con i principi, è solo una qestione di gusti personali: non serve apportarla. Però, se non la eseguo, il mio leaer non mi riterrà arrogante e incapace di accettare i suggerimenti degli altri?” Stavo di nuovo esitando; così ho pregato davanti a Dio per chiederGli di guidarmi a praticare secondo i principi. Finito di pregare, ho trovato del materiale di riferimento, e poi ho ricercato i principi pertinenti insieme al mio leader e al mio supervisore. Ho anche fornito la mia comprensione e le mie opinioni. In seguito, il leader e il supervisore si sono detti d’accordo con me, e il video è stato in breve condiviso online. Mi ha reso molto felice e sicura.

Se ripenso alla mia esperienza in quel periodo, vedo che, per proteggermi e fuggire le responsabilità, mi sono frenata nel mio dovere con preoccupazioni di ogni tipo. Vivere in quel modo era faticoso e mi rendeva improduttiva. Invece, quando capivo la volontà di Dio e praticavo secondo i principi della verità, i problemi erano facili da risolvere e il mio dovere era molto più semplice e agevole. Dopo questa esperienza, ho davvero percepito che vivere secondo filosofie sataniche rende le persone sempre più astute e false, indegne della fiducia degli altri e sgradite a Dio. Solo praticando la verità e compiendo il proprio dovere secondo i principi della verità si è benedetti. Comportarsi così dona sicurezza, tranquillità, e una pace e una gioia autentiche.

Sei disposto ad essere una pecora che ascolta la voce di Dio per accogliere il Suo ritorno?

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